Annunci

Dal 7 luglio la giustizia è un po’ più cara

9 Lug

 

Nel silenzio generale dei media….. dal 7 luglio il contenzioso in materia di lavoro non è più esente, così come quello previdenziale. Anche separarsi e divorziare diventa più costoso. Ricorrere alla commissione tributaria, pure. Semplice intento di far cassa, dissuadere dalla litigiosità per cercare di disingorgare le curie? Difficile dare un’interpretazione esaustiva ma l’evidenza dei fatti dice che ora si pagheranno i contributi unificati anche li dove fin ad ora non erano dovuti e adire un giudice diventa sempre più un lusso fuori dalla portata di molti, soprattutto di chi è appena fuori dalla fascia di esenzione per reddito – da certificare tramite Isee – ma è comunque ai margini dei consumi. A seguire un piccolo memento messo insieme dall’Avv. Umberto Rossi, del Foro di Roma.

 

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n.  115  del 30-05-2002

Gazzetta Ufficiale n. 139 del 15-06-2002

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia

 

 

modifiche apportate dall’art. 37 del D.L. n. 98 del 6 luglio 2011,

pubblicato nella G.U. 155 del 6 luglio 2011

                         

a cura dell’ Avv. Umberto Rossi

 

[omissis]

Articolo n. 9  – Contributo unificato

1. E’ dovuto il contributo unificato di iscrizione a ruolo, per ciascun grado di giudizio, nel processo civile, compresa la procedura concorsuale di volontaria giurisdizione, e nel processo amministrativo, e nel processo tributario secondo gli importi previsti dall’articolo 13 e salvo le esenzioni previste dall’articolo 10.

1-bis. Nei  processi per controversie di previdenza ed  assistenza  obbligatorie,  nonché per quelle individuali di lavoro o concernenti rapporti  di  pubblico impiego le parti che sono titolari di un reddito imponibile  ai  fini dell’imposta   personale   sul   reddito,   risultante    dall’ultima dichiarazione,   superiore   al    doppio    dell’importo    previsto dall’articolo  76 [€ 10.628,16 annui],  sono  soggette,  rispettivamente,  al  contributo unificato di iscrizione a ruolo nella misura di cui all’articolo  13, comma 1, lettera a), e comma 3, salvo che per i processi dinanzi alla Corte di cassazione in cui il contributo è dovuto  nella  misura  di cui all’articolo 13, comma 1.

Articolo n. 10  – Esenzioni

1. Non è soggetto al contributo unificato il processo già esente, secondo previsione legislativa e senza limiti di competenza o di valore, dall’imposta di bollo o da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura, nonché il processo di rettificazione di stato civile, il processo in materia tavolare [soppresso: il processo esecutivo per consegna e rilascio], il processo di cui all’articolo 3, della legge 24 marzo 2001, n. 89 [Processi ex cd Legge Pinto].

 2. Non è soggetto al contributo unificato il processo, anche esecutivo, di opposizione e cautelare, in materia di assegni per il mantenimento della prole, e quello comunque riguardante la stessa.

 3. Non sono soggetti al contributo unificato i processi di cui al libro IV [Procedimenti speciali], titolo II [dei procedimenti in materia di famiglia e stato delle persone], [soppresso: capo I – della separazione personale dei coniugi], II [dell’interdizione, dell’inabilitazione e dell’amministrazione di sostegno], III [disposizioni relative all’assenza e alla dichiarazione di morte presunta], IV [disposizioni relative ai minori, agli interdetti e agli inabilitati] e V [dei rapporti patrimoniali tra i coniugi], del codice di procedura civile.

 4. [abrogato dalla l. 191/2009].

 5. [abrogato dalla l. 191/2009].

 6. La ragione dell’esenzione deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni dell’atto introduttivo.

 6-bis. Nei procedimenti di cui all’articolo 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689 [opposizioni a sanzioni amministrative], gli atti del processo sono soggetti soltanto al pagamento del contributo unificato, nonché delle spese forfetizzate secondo l’importo fissato all’articolo 30 del presente testo unico. Nelle controversie di cui all’articolo unico della legge 2 aprile 1958, n. 319 [Esonero da ogni spesa e tassa per i giudizi di lavoro], e successive modificazioni, e in quelle in cui si applica lo stesso articolo, è in ogni caso dovuto il contributo unificato (soppresso – per i processi dinanzi alla Corte di Cassazione).

 

 

Articolo n. 11  – Prenotazione a debito del contributo unificato

1. Il contributo unificato è prenotato a debito nei confronti dell’amministrazione pubblica ammessa da norme di legge alla prenotazione a debito di altre imposte e spese a suo carico, nei confronti della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato e, nell’ipotesi di cui all’articolo 12, comma 2, nei confronti della parte obbligata al risarcimento del danno.

 

 

Articolo n. 12  – Azione civile nel processo penale

 1. L’esercizio dell’azione civile nel processo penale non è soggetto al pagamento del contributo unificato, se è chiesta solo la condanna generica del responsabile.

 2. Se è chiesta, anche in via provvisionale, la condanna al pagamento di una somma a titolo di risarcimento del danno, il contributo è dovuto, in caso di accoglimento della domanda, in base al valore dell’importo liquidato e secondo gli scaglioni di valore di cui all’articolo 13.

Articolo n. 13  – Importi

 

1. Il contributo unificato è dovuto nei seguenti importi:

a) euro 37 per i processi di valore  fino  a  1.100  euro, nonché per i processi per controversie di  previdenza  e  assistenza obbligatorie, salvo quanto previsto dall’articolo 9, comma-1 bis, per i procedimenti di  cui  all’articolo  711  del  codice  di  procedura civile [Separazione consensuale], e per i procedimenti di cui all’articolo 4, comma  16, [Divorzio congiunto] della legge 1° dicembre 1970, n. 898 [Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio];

b) euro 85 per i processi  di  valore  superiore  a  euro 1.100  e  fino  a  euro  5.200  e  per  i  processi   di   volontaria giurisdizione, nonché per i processi speciali di cui  al  libro  IV, titolo II, capo I [Della separazione personale dei coniugi] e capo VI [Dei procedimenti in camera di consiglio], del codice di procedura civile, e per  i processi contenziosi di cui all’articolo 4  della  legge  1  dicembre 1970, n. 898[Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio];

c) euro 206 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino a euro 26.000 e per i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace;

 

d) euro 450 per i processi di valore superiore a euro 26.000 e fino a euro 52.000 e per i processi civili e amministrativi di valore indeterminabile;

 

e) euro 660 per i processi di valore superiore a euro 52.000 e fino a euro 260.000;

 

f) euro 1.056 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e fino a euro 520.000;

 

g) euro 1.466 per i processi di valore superiore a euro 520.000.

 

2. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto é pari a euro 242. Per gli altri processi esecutivi  lo  stesso  importo  è ridotto della metà. Per i processi  esecutivi  mobiliari  di  valore inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto è pari a euro 37. Per  i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo  dovuto  è pari a euro 146;

 

2- bis. Fuori dei casi previsti dall’articolo 10, comma 6-bis, per i processi dinanzi alla Corte di cassazione, oltre al contributo unificato, è dovuto un importo pari all’imposta fissa di registrazione dei provvedimenti giudiziari.

 

3. Il contributo è ridotto alla metà per i processi speciali previsti nel libro IV, titolo I, del codice di procedura civile, compreso il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento e per le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, salvo quanto previsto dall’art. 9, comma 1 bis. Ai fini del contributo dovuto, il valore dei processi di sfratto per morosità si determina in base all’importo dei canoni non corrisposti alla data di notifica dell’atto di citazione per la convalida e quello dei processi di finita locazione si determina in base all’ammontare del canone per ogni anno.

3-bis. Ove il difensore non indichi il  proprio  indirizzo  di  posta elettronica certificata e il proprio numero  di  fax  ai  sensi degli articoli 125, primo comma, del codice di procedura civile e 16, comma 1-bis, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, ovvero qualora la parte ometta  di  indicare  il  codice  fiscale  nell’atto introduttivo del giudizio o, per il processo tributario, nel  ricorso il contributo unificato è aumentato della metà.

 

 4. [abrogato dalla l. 191/2009].

 

 5. Per la procedura fallimentare, che è la procedura dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura, il contributo dovuto è pari a euro 740.

 

 6. Se manca la dichiarazione di cui all’articolo 14, il processo si presume del valore indicato al comma 1, lettera  g).

6-bis. Il contributo unificato per i ricorsi proposti  davanti ai Tribunali amministrativi regionali e  al  Consiglio  di  Stato  e’ dovuto nei seguenti importi:

 

a) per i ricorsi previsti dagli articoli 116 [Rito in materia di accesso ai documenti amministrativi] e 117 [Ricorsi avverso il silenzio] del  decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, per quelli aventi  ad  oggetto  il diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso nel territorio dello Stato e per i ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza del giudicato il contributo dovuto è di euro 300. Non e’ dovuto alcun contributo per i ricorsi  previsti  dall’articolo 25 della citata legge n. 241 del 1990 avverso il diniego  di  accesso alle informazioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, di  attuazione della direttiva  2003/4/CE  sull’accesso   del pubblico  all’informazione  ambientale; 

 

b) per le controversie concernenti rapporti di pubblico impiego, si applica il comma 3; 

 

c) per i ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a  determinate materie previsto dal libro IV, titolo V [Riti abbreviati relativi a speciali controversie, artt. 119 ss.], del  decreto  legislativo  2 luglio 2010, n. 104, nonché da altre disposizioni che richiamino  il citato rito, il contributo dovuto e’ di euro 1.500;

 

d) per i  ricorsi di cui all’articolo 119, comma  1,  lettere  a) [Procedure di pubblici lavori, servizi e forniture] e  b) [Provvedimenti adottati dalle Amministrazioni indipendenti, con esclusione di quelli relativi al rapporto di servizio con i propri dipendenti],  del  decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il contributo dovuto  e’  di  euro 4.000;

 

e) in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al  Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto è di euro 600.

 

I predetti importi sono aumentati della metà ove il  difensore non indichi il proprio indirizzo   di posta elettronica  certificata  e  il  proprio  recapito  fax,   ai   sensi dell’articolo 136 del codice del processo amministrativo  di  cui  al decreto legislativo 2 luglio 2010,  n.  104.  Ai  fini  del  presente comma, per ricorsi si intendono quello principale, quello incidentale e i motivi aggiunti che introducono domande nuove.

 

 6-ter  . Il maggior gettito derivante dall’applicazione delle disposizioni di cui al comma 6- bis  è versato al bilancio dello Stato, per essere riassegnato allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per le spese riguardanti il funzionamento del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali.

6-quater. Per i ricorsi  principale  ed  incidentale  proposti avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali e’ dovuto il contributo unificato nei seguenti importi:

 

a)      euro 30 per controversie di valore fino a euro 2.582,28;

b)     euro 60  per  controversie  di  valore  superiore  a  euro 2.582,28 e fino a euro 5.000;

c)      euro 120 per controversie di valore superiore a euro 5.000 e fino a euro 25.000;

d)     euro 250 per  controversie  di  valore  superiore  a  euro 25.000 e fino a euro 75.000;

e)      euro 500 per  controversie  di  valore  superiore  a  euro 75.000 e fino a euro 200.000;

f)       euro 1.500 per controversie di  valore  superiore  a  euro 200.000.

 

 

Articolo n. 14   – Obbligo di pagamento

1. La parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, ovvero che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l’assegnazione o la vendita dei beni pignorati, è tenuta al pagamento contestuale del contributo unificato.

 2. Il valore dei processi, determinato ai sensi del codice di procedura civile, senza tener conto degli interessi deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni dell’atto introduttivo, anche nell’ipotesi di prenotazione a debito.

 3. La parte che modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in causa o svolge intervento autonomo, cui consegue l’aumento del valore della causa, è tenuta a farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento integrativo.

3-bis.  Nei  processi  tributari,  il   valore   della   lite, determinato ai  sensi  del  comma  5  dell’articolo  12  del  decreto legislativo 31 dicembre 1992, n.  546,  e  successive  modificazioni, deve risultare da  apposita  dichiarazione  resa  dalla  parte  nelle conclusioni  del  ricorso,  anche  nell’ipotesi  di  prenotazione   a debito.

Articolo n. 15  – Controllo in ordine alla dichiarazione di valore ed al  pagamento del contributo unificato

 1. Il funzionario verifica l’esistenza della dichiarazione della parte in ordine al valore della causa oggetto della domanda e della ricevuta di versamento; verifica inoltre se l’importo risultante dalla stessa è diverso dal corrispondente scaglione di valore della causa.

2. Il funzionario procede, altresì alla verifica di cui al comma 1 ogni volta che viene introdotta nel processo una domanda idonea a modificare il valore della causa;

 

Articolo n. 16  – Omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato

 1. In caso di omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato si applicano le disposizioni di cui alla parte VII, titolo VII, del presente testo unico [Riscossione del contributo unificato] e nell’importo iscritto a ruolo sono calcolati gli interessi al saggio legale, decorrenti dal deposito dell’atto cui si collega il pagamento o l’integrazione del contributo.

 1 bis. In caso di omesso o parziale pagamento del contributo unificato, si applica la sanzione di cui all’articolo 71 del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, esclusa la detrazione ivi prevista.

 

 

Articolo n. 17  – Variazione degli importi

1. Con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono apportate le variazioni agli importi e agli scaglioni di valore di cui all’articolo 13, tenuto conto della necessita di adeguamento alle variazioni del numero, del valore, della tipologia dei processi registrate nei due anni precedenti.

Articolo n. 18  – Non applicabilità dell’imposta di bollo nel processo penale e nei processi in cui è dovuto il contributo unificato

 1. Agli atti e provvedimenti del processo penale non si applica l’imposta di bollo. L’imposta di bollo non si applica altresì agli atti e provvedimenti del processo civile, compresa la procedura concorsuale e di volontaria giurisdizione, del processo amministrativo, e nel processo tributario soggetti al contributo unificato. L’imposta di bollo non si applica, inoltre, alle copie autentiche, comprese quelle esecutive, degli atti e dei provvedimenti, purché richieste dalle parti processuali. Atti e provvedimenti del processo sono tutti gli atti processuali, inclusi quelli antecedenti, necessari o funzionali.

 2. La disciplina sull’imposta di bollo è invariata per le istanze e domande sotto qualsiasi forma presentate da terzi, nonché per gli atti non giurisdizionali compiuti dagli uffici, compreso il rilascio di certificati, sempre che non siano atti antecedenti, necessari o funzionali ai processi di cui al comma 1.

(omissis)

Articolo n. 131  – Effetti dell’ammissione al patrocinio

 1. Per effetto dell’ammissione al patrocinio e relativamente alle spese a carico della parte ammessa, alcune sono prenotate a debito, altre sono anticipate dall’erario.

 2. Sono spese prenotate a debito:

 a) il contributo unificato nel processo civile, amministrativo e nel processo tributario;

 b) l’imposta di bollo, ai sensi dell’articolo 17, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, nel processo contabile;

 c) le spese forfetizzate per le notificazioni a richiesta d’ufficio nel processo civile;

 d) l’imposta di registro ai sensi dell’articolo 59, comma 1, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nel processo civile e amministrativo;

 e) l’imposta ipotecaria e catastale ai sensi dell’articolo 16, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347;

 f) i diritti di copia.

 3. Gli onorari dovuti al consulente tecnico di parte e all’ausiliario del magistrato sono prenotati a debito, a domanda, anche nel caso di transazione della lite, se non è possibile la ripetizione dalla parte a carico della quale sono poste le spese processuali, o dalla stessa parte ammessa, per vittoria della causa o per revoca dell’ammissione. Lo stesso trattamento si applica agli onorari di notaio per lo svolgimento di funzioni ad essi demandate dal magistrato nei casi previsti dalla legge e all’indennità di custodia del bene sottoposto a sequestro.

 4. Sono spese anticipate dall’erario:

 a) gli onorari e le spese dovuti al difensore;

 b) le indennità e le spese di viaggio spettanti ai magistrati, agli appartenenti agli uffici e agli ufficiali giudiziari per le trasferte relative al compimento di atti del processo fuori dalla sede in cui si svolge, nel processo civile;

 c) le indennità e le spese di viaggio spettanti a testimoni, a notai, a consulenti tecnici di parte e ausiliari del magistrato, nonché le spese sostenute per l’adempimento dell’incarico da parte di questi ultimi;

 d) le spese per gli strumenti di pubblicità legale dei provvedimenti del magistrato nel processo civile;

 e) le spese per il compimento dell’opera non eseguita o per la distruzione di quella compiuta nel processo civile;

 f) le spese per le notificazioni a richiesta d’ufficio.

 5. Sono prenotati a debito o anticipati ai sensi dell’articolo 33, i diritti e le indennità di trasferta o le spese di spedizione degli ufficiali giudiziali per le notificazioni e gli atti di esecuzione a richiesta di parte.

(omissis)

 

 

Articolo n. 158 – Spese nel processo in cui è parte l’amministrazione pubblica ammessa alla prenotazione a debito e recupero delle stesse

1. Nel processo in cui è parte l’amministrazione pubblica, sono prenotati a debito, se a carico dell’amministrazione:

a)      il contributo unificato nel processo civile,  amministrativo e tributario;

b)      l’imposta di bollo nel processo contabile;

c)      l’imposta di registro ai sensi dell’articolo 59, comma 1, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nel processo civile e amministrativo;

d)     l’imposta ipotecaria e catastale ai sensi dell’articolo 16, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347;

e)      le spese forfetizzate per le notificazioni a richiesta d’ufficio nel processo civile.

 2. Sono anticipate dall’erario le indennità di trasferta o le spese di spedizione degli ufficiali giudiziari per le notificazioni e gli atti di esecuzione a richiesta dell’amministrazione.

 3. Le spese prenotate a debito e anticipate dall’erario sono recuperate dall’amministrazione, insieme alle altre spese anticipate, in caso di condanna dell’altra parte alla rifusione delle spese in proprio favore.

  (omissis)

Articolo n. 260

 

Abrogato

 

*****

Ai sensi dell’articolo  37, comma 7, del d.l. 98/2011

 

“Le disposizioni di cui al comma 6 [modifiche al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese giustizia, di cui al decreto  del  Presidente  della Repubblica 30  maggio  2002,  n.  115] si applicano alle controversie instaurate, nonché  ai  ricorsi  notificati  ai  sensi  del  decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, successivamente  alla  data  di entrata in vigore del presente decreto”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: