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Tag Archives: III Municipio
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Una settimana di fuoco a Piazza Sempione: dalla sfiducia alla Presidente del Municipio, regolarmente protocollata a quella inammissibile al presidente del consiglio, arrivando alla gentile richiesta di dimissioni allo stesso

9 Feb

E’ passata una settimana da quando la mozione di sfiducia alla presidente del III Municipio è stata protocollata, dopo che Cristiano Bonelli ha apposto la 13ma firma, quota necessaria perché l’atto fosse ricevibile.

Nel frattempo, nessuno della maggioranza a cinque stelle ha voluto commentare, nemmeno sui social, o rilasciare dichiarazioni in merito.  Probabilmente in un primo tempo si è trattato anche di incassare il colpo, ancora increduli di essere finiti sotto numericamente, da una posizione di predominio ben solida. Poi, la necessità di studiare il da farsi. Nel frattempo, i primi a parlare, non dovendo badare troppo agli equilibri dell’opposizione in Consiglio, i rappresentanti territoriali di Forza Italia e Liberi e uguali, attualmente fuori dal parlamentino di piazza Sempione. David Tozzo, di LeU e segretario municipale  di Possibile ha così commentato: “con la firma dell’ex presidente Cristiano Bonelli, anche sull’attuale giunta pentastellata sta per calare il sipario – che per la verità non si è mai alzato,  non avendo i grillini, in questo anno e mezzo, neppure compresi i rudimenti del’amministrazione, con i 200.00 cittadini del III Municipio increduli quanto inermi spettatori di questo non spettacolo”. Per il coordinatore municipale di FI, Marco Bentivoglio, “dopo la caduta del Municipio 8 il movimento cinque stelle ha dimostrato di essere inadatto a governare,  in sei mei la maggioranza si è sgretolata anche in terzo, segno evidente che è più facile criticare che amministrare, bene hanno fatto le opposizioni a staccare la spina. Per un paio di giorni, tutti a mantenere un profilo discreto, studiando le mosse degli altri. Poi, in mancanza di notizie dalla ex maggioranza, le reazioni non si sono fatte attendere. Per il capogruppo di Fdi, Emiliano Bono diveniva evidente che “Roberta Capoccioni ha fallito questa occasione, non è mai stata capace di tenere in piedi una maggioranze” e anche “Fossi stato in lei mi sarei già dimesso, quando non si ha più una maggioranza si va a casa, non si cercano inciuci impossibili per rimanere attaccati alla poltrona”. Per Riccardo Evangelista, capogruppo LM ” l’esperienza dell’amministrazione cinque stelle in terzo municipio si sta avvicinando alla fine. Ora inizia il conto alla rovescia, in attesa della discussione in aula della mozione di sfiducia”. Francesca Burri, ora al gruppo misto,  in rotta di collisione con la presidente Capoccioni ormai da tempo immemore è la più cruda: “in democrazia non si può accettare di governare in questo modo poco ortodosso, ovvero 13 a 12. Non è la maggioranza ma solo una situazione perennemente in bilico..firme a parte”. Riccardo Corbucci, ex presidente del consiglio nella consiliatura Marchionne, ora alla segreteria romana del Pd: “si voti la mozione rapidamente per non continuare a mortificare il municipio con le improbabili boutade di una Capoccioni ormai abbandonata a se stessa anche dalla Lombardi. Lo si faccia per tornare a dare la parola ai cittadini alla prima occasione utile.

Intanto su Fb si rincorrevano post a favore di una rapida calendarizzazione della mozione contro la Capoccioni e post contro l’inciucio tra le forze in opposizione, improbabili alleate per la congiura del secolo, quella propiziata contro i cinque stelle dai “traditori” fuoriusciti, che avrebbero dovuto dimettersi per lasciare il posto agli altri “portavoce” piuttosto che passare in opposizione, solo per questioni “personali” e non “politiche”.

A metà circa della settimana appena trascorsa è giunta la contromossa della fu maggioranza: il tentativo di protocollare una mozione di sfiducia nei confronti di Vincenzo Di Giamberardino, Fdi, neo eletto presidente del consiglio al posto del dimissionario – volontario – Mario Novelli, motivata con la asserita parzialità del consigliere di opposizione. Tentativo andato a vuoto, perché considerato inammissibile, mancando le famose..13 firme, potendo contare il movimento su soli 12 consiglieri, degli originari 16.

In questa occasione, Mario Novelli ha commentato: “La recente elezione di Vincendo Di Giamberardino a presidente dell’aula, frutto di una sorta di patto del Nazareno de noantri tra tutti i consiglieri di opposizione, ivi compresi i transfughi del M5S, provoca una evidente difficoltà ad esercitare il difficile ruolo di unica figura istituzionale super partes di garanzia per tutte le forze politiche del Municipio. Egli, sebbene sia un profondo conoscitore delle dinamiche amministrative e delle reali competenze e risorse municipali grazia anche al suo lavoro di dipendente del IIII Municipio non ha potuto non adeguarsi agli ordini di scuderia provenienti dal proprio interno politico che, con un pressing unicamente finalizzato a screditare quanto di buono questa amministrazione sta facendo, si trova costretto a “forzare” il proprio ruolo di garante. Atteggiamento che trovo comprensibile, anche se non condivisibile, laddove tale comportamento nella logica stantia dei partiti tradizionali gli aprisse una radiosa e gratificante carriera politica ma ahimè, dopo la prossima caduta del municipio lui, come tanti altri consiglieri, si dovrà dedicare ad altro”. Nessun commento sul tentativo di esautorarlo è venuto dal diretto interessato, che ha preferito rimanere in silenzio.

Ma il Movimento di piazza Sempione non si è dato per vinto e non potendo ottenere la protocollazione di una mozione di sfiducia al presidente del consiglio, ha presentato una mozione d’intenti sulle dimissioni, con motivazioni pressoché identiche, che non necessita del quorum della metà più uno dei consiglieri per essere calendarizzata. Un suggerimento, una preghiera, un auspicio, insomma, affinché Vincenzo di Giamberardino si dimetta dalla carica che i cinque stelle considerano di propria competenza. Un atto che nella sostanza, anche se votato avrebbe un peso nullo all’atto pratico, perché non può obbligare il Di Giamberardino a rimettere la propria carica.

La mozione di intenti, calendarizzata immediatamente, dopo essere stata protocollata lo stesso giorno del consiglio(https://www.youtube.com/watch?v=7MQWX5UVObo&feature=player_embedded) a cui è stata ammessa è stata poi votata, non prima di  svariate sospensioni dei lavori e con un’aula piuttosto indisciplinata in alcune fasi della discussione. E’ finita come da previsioni, respinta con i 12 voti dei cinque stelle a favore e i 13 voti dell’opposizione, contrari. In termini politici, l’ennesima dimostrazione che la consiliatura Capoccioni non ha più i numeri per governare. E’ un dato di fatto, non un “inciucio” o una “congiura”: le opposizioni fanno il loro mestiere, ovvero, l’opposizione. Si tratta di una dura lezione, della quale far tesoro per il futuro: mediare, non inasprire gli scontri interni, non dare occasioni all’avversario.

Rimane ora solo l’ultimo atto: che la mozione di sfiducia alla presidente Capoccioni giunga in aula per essere discussa, sempre che la stessa non decida di rassegnare spontaneamente le dimissioni, per evitare quello che al momento sembra un risultato scontato, mettendo però cosi in serio imbarazzo politico la sua mentore, quella Roberta Lombardi che è in corsa come governatrice della regione Lazio e che certo non si gioverebbe della débâcle del terzo Municipio. Come da regolamento, potrà essere calendarizzato non prima dell’11 febbraio e non dopo il 3 marzo. Probabilmente gli ultimi accadimenti imprimeranno un’accellerazione ai tempi di discussione, che potrebbe avvenire il 15 o il 22 febbraio.  Piazza Sempione è ormai imprevedibile, non si esclude nessun risultato..

Luciana Miocchi – Alessandro Pino (per la parte riguardante le dichiarazioni dei portavoce M5S)

 

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Capodanno con il botto in III Municipio, una raccomandata anticipa la richiesta di sfiducia per la presidenza Capoccioni – di Luciana Miocchi

29 Dic

Tanto tuonò che piovve. Gli ultimi tre fuoriusciti dal gruppo municipale dei 5 Stelle, Francesca Burri, Donatella Digiacinti e Valerio Scamarcia hanno firmato “richiesta per la formale mozione di sfiducia motivata ex art 52 DLgs 267/2000 ed ex art. 72 del regolamento municipale“, spedita poi in data 28 dicembre e anticipata via fb dalla consigliera Burri. Nello stesso post la battagliera Francesca avverte che la lettera inviata ha il solo scopo di “avvisare” gli uffici di presidenza e la Direzione del Municipio che il primo giorno utile del 2018 la mozione  verrà protocollata regolarmente. Nel frattempo non è difficile immaginare che anche gli altri componenti l’opposizione, oramai divenuta maggioranza di fatto, dovranno sfruttare il tempo delle festività di fine anno per  decidere di sottoscrivere o meno la mozione che dovrebbe mandare presidente , giunta e consiglio a casa, rimettendo prima a un commissario e poi a nuove elezioni il governo del III Municipio di Roma Capitale. Perché possa essere discussa, infatti, la sfiducia, ai sensi dell’art. 72 del regolamento municipale approvato nel 2014 con la delibera n. 10, deve essere richiesta da almeno la metà + 1  dei componenti del consiglio di piazza Sempione.

Novella infatti l’ Articolo 72, intitolato “Mozione di sfiducia del Presidente del Municipio”: 

1. La mozione di sfiducia del Presidente del Municipio, motivata e sottoscritta da almeno la metà più uno dei Consiglieri assegnati, è presentata all’Ufficio di Presidenza tramite deposito al protocollo dell’Ufficio del Consiglio Municipale e, contestualmente, trasmessa in copia al Direttore del Municipio.

2. La mozione è messa in discussione – sentita la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi – non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.

3. La discussione sulla mozione di sfiducia è aperta dal primo firmatario che può illustrarla per non più di trenta minuti. Ha quindi la parola il Presidente del Municipio per un tempo equivalente. Nella discussione successiva – alla quale non si applicano le disposizioni sulla chiusura anticipata della discussione – ciascun Consigliere può intervenire per un massimo di quindici minuti.

4. Al termine della discussione e delle eventuali dichiarazioni di voto, la mozione viene posta ai voti, a scrutinio palese, per appello nominale.

5. L’approvazione della mozione di sfiducia, con il voto della maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio, determina la cessazione dalla carica del Presidente del Municipio e della Giunta ed il conseguente scioglimento del Consiglio Municipale.

6. Approvata la mozione di sfiducia, il Consiglio Municipale, il Presidente del Municipio e la Giunta – nelle more delle procedure di scioglimento – si astengono dall’attività istituzionale, esclusa l’ordinaria amministrazione e la esecuzione di atti dovuti per disposizioni di legge o dello Statuto di Roma Capitale, per effetto di provvedimenti giurisdizionali esecutivi o per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’ente.

7. Dell’avvenuta approvazione della mozione di sfiducia il Direttore del Municipio provvede immediatamente a darne comunicazione al Sindaco per gli adempimenti di legge.

8. Il voto del Consiglio Municipale contrario alla delibera sulle linee programmatiche del Presidente del Municipio, sul bilancio o ad una proposta presentata dal Presidente del Municipio non determina la cessazione della carica del Presidente.
La questione della sottoscrizione non è di poco conto, perché è esaustiva dell’intero modo di fare politica all’interno del Municipio: è ormai evidente che la maggioranza uscita dalle urne nel 2016 – fino ad ora compatta nell’intenzione di rimanere al proprio posto nonostante l’inferiorità numerica –  è esautorata e incapace di governare dando seguito agli atti votati in consiglio, atti che porterebbero la firma esclusiva della minoranza, in grado di votare in maniera autonoma le proprie proposte, in una sorta di unità di intenti forzosa. Però alcuni dei consiglieri  sono consapevoli di avere scarse possibilità di rielezione, quindi potrebbero non avere voglia di porre fine con così tanto anticipo alla consiliatura corrente. Timore che però non ha sfiorato i tre ribelli del Movimento, che hanno scelto, coerentemente con le proprie azioni precedenti, di dare un segnale forte ai loro colleghi all’opposizione.

Chissà se l’ormai ex presidente del Consiglio Mario Novelli ripresenterebbe ancora le proprie dimissioni, potendo conoscere le conseguenze dell’uragano scatenato sulla maggioranza dalla sua decisione, l’ascesa clamorosa e mai sognata prima di un consigliere di opposizione, Vincenzo Di Giamberardino, fino ad allora capogruppo FdI, allo scranno più alto dell’aula, con relativa fonte di imbarazzo tra le fila della dirigenza pentastellata.

Luciana Miocchi

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Il M5S in III Municipio perde un altro pezzo: Il consigliere Valerio Scamarcia passa al gruppo Misto

15 Dic

La notizia è giunta pochi minuti fa, battuta intorno alle 17 dall’agenzia giornalistica dire: Valerio Scamarcia, consigliere del M5S ha ufficializzato  il proprio passaggio al gruppo misto.

Per quanto possa sembrare surreale, la maggioranza di Piazza Sempione ha perso un altro pezzo, divenedo minoranza relativa.

Questo il testo integrale del comunicato: “Ho protocollato in questo momento la lettera con cui comunico ufficialmente la mia uscita dal gruppo M5S per aderire al Gruppo misto”. Lo annuncia all’agenzia Dire il consigliere del III Municipio, Valerio Scamarcia. “E’ stata una scelta molto meditata da parte mia- aggiunge l’ex M5S- purtroppo non c’era piu’ coesione nel gruppo ormai da 18 mesi e per me la situazione era diventata insostenibile”. (Mgn/ Dire 16:59 15-12-17 . NNNN)”

Con la sua fuoriuscita dalla maggioranza più litigiosa che il Municipio abbia conosciuto, dopo Donatella Geretto, Francesca Burri e Donatella Digiacinti, senza tralasciare le dimissioni dalla carica di presidente del consiglio di Municipio di Mario Novelli, delle cui sorti non è dato sapere, essendosi lo stesso chiuso in uno stretto riserbo, la vita del governo di Montesacro targato cinque stelle diventa sempre più difficoltosa, legata a un tenue filo. Addirittura la maggioranza si troverebbe ad essere potenzialmente in inferiorità numerica, salvo altre defezioni si tratta di 12 consiglieri per il M5S e 13 alle opposizioni (quattro gruppo misto, quattro FdI, quattro Pd, 1 Lista Marchini). A meno che la presidente Capoccioni non scenda a patti con i dissidenti.

L’alternativa sarebbe il commissariamento e le elezioni per il solo Municipio. La Sindaco Raggi resterà a guardare?

La situazione si presentava tesa già dalla mattinata, quando si erano diffuse voci sulle dimissioni imminenti, tanto che è bastato vedere un movimento di fogli negli uffici per indurre il gruppo consiliare di FdI a emettere un comunicato, firmato da tutti e quattro i componenti,  per invocare le dimissioni della Presidente Capoccioni, la cui esperienza politica, testuale, “è giunta al capolinea, tra l’endemica incapacità di governare e le scorribande interne a una maggioranza litigiosa e incocludente di fatto il territorio è stato abbandonato a se stesso. Occorre dare subito un nuovo governo a Montesacro e Fratelli d’Italia è già al lavoro per restituire dignità e decoro al Municipio”. 

Dello stesso tenore il comunicato di Marco Bentivoglio, Coordinatore di FI del III Municipio e di Claudia PAssalaqua, del dipartimento regionale, anche se il partito non ha nessun consigliere seduto a piazza Sempione, che pone l’accento sul fatto che “Con l’adesione del consigliere Scamarcia al gruppo Misto, il M5s in III municipio non ha più i numeri per governare” e che quindi “ la presidente Capoccioni deve dimettersi“.

Giovedì 21 dicembre, l’ultima seduta consiliare prima delle vacanze natalizie potrebbe rivelarsi veramente incandescente. Si terrà? C’è da eleggere il nuovo presidente dell’aula. A meno di un aiuto dal gruppo misto, la maggioranza non potrà imporre il proprio candidato. La riunione salterà, rinviata a data da destinarsi? La presidente Capoccioni si dimetterà? Non resta che attendere.

Luciana Miocchi

 

 

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Ultima ora: Francesca Burri lascia il gruppo consiliare dei Cinque Stelle per aderire al Gruppo Misto – di Luciana Miocchi

11 Dic
dimissioni burriCon il seguente comunicato pubblicato intorno alle 14.30, la consigliera del M5S, Francesca Burri, presidente della commissione permanente ambiente ha dato notizia della sua scelta di abbandonare il relativo gruppo consiliare:
“Ho da sempre rifiutato il “pensiero unico” e lo rifiuto con più forza quando l’arroganza di chi esercita “l’Autorità” è tale da non tener conto, non solo delle persone e della dignità che ognuna di queste ha, ma neanche dei regolamenti alla base del rispetto delle Istituzioni e di coloro che le rappresentano. 
Gli ultimi fatti, relativi alla “mancata” approvazione del bilancio previsionale (è ancora da dimostrare che sia stato approvato correttamente giovedì scorso) i comportamenti individuali e per quel che mi riguarda non condivisibili della Presidente Capoccioni in questa ennesima occasione, mi hanno dato la spinta per prendere definitivamente le distanze da quest’ultima e dalla sua maggioranza.

Pertanto dopo ben 18 mesi…di resistenza pura (visti i molteplici tentativi di mandarmi fuori dal “gruppo”) ho deciso io di porre fine al profondo disagio che provo, che ho provato e che è noto a tutti, ho sempre manifestato, aderendo al gruppo Misto.

Sono ormai molte, troppe le angherie che la Presidente Capoccioni ha compiuto nei confronti della sua maggioranza, nei confronti del dimissionario Presidente del Consiglio, e nei miei confronti.

La cosa più grave che rilevo in tutto ciò è che questo modo di amministrare e governare il territorio, ormai tradisce lo spirito profondo del Movimento, quello per cui molti Romani ci hanno dato fiducia.

Negli ultimi mesi, riconosco però in alcuni colleghi, il sano tentativo, seppur con scarsi risultati, di arginare la deriva autoritarista della Presidente e per questo non posso augurarmi che questa dipartita apra una nuova modalità di lavoro per Tutti…

Per me sicuramente in piena autonomia e coerenza con la “mia linea” di sempre, con la stessa grande apertura a tutte le istanze del territorio.”

Luciana Miocchi

 

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Domenica senz’acqua per una parte del III Municipio di Roma Capitale – tutte le zone indicate da Acea – di Luciana Miocchi

8 Nov

2017-10-15-11.14.25.png.pngDomenica senz’acqua per una parte del III Municipio. A renderlo noto un comunicato di Acea Ato 2, con il quale informa la popolazione residente che a causa della necessità di realizzare nuove opere di urbanizzazione, sarà necessario sospendere il flusso idrico su una conduttura principale, sita in viale Carmelo Bene, zona Porta di Roma.

Secondo quanto riferisce l’azienda, la mancanza di acqua si potrà registrare a partire dalle 4 del mattino fino alla mezzanotte di domenica , ai civici di via Vittorio Caprioli, Via Palmiano, viale Carmelo Bene (da via Vittorio Caprioli a via Ernesto Calindri). Potrebbero risultare interessate anche le vie limitrofe.

Sempre domenica e sempre dalle 4 del mattino fino alle 24, si potranno verificare  abbassamenti di pressione, con conseguente possibile mancanza d’acqua ai piani alti degli edifici e nelle zone più collinari di  Colle Salario, Castel Giubileo, Settebagni, Villa Spada e Bel Poggio. 

Nel comunicato si legge anche che “Per ridurre al minimo il disagio ai cittadini, Acea Ato 2 ha predisposto un servizio di rifornimento tramite autobotti che resteranno in stazionamento dalle ore 08:30 alle ore 20:30 di domenica in via Vittorio Caprioli e in via
Rapagnano. Per i casi di effettiva e improrogabile necessità, inoltre,
potrà essere richiesto un servizio di rifornimento con autobotti al numero
verde 800.130.335 – si legge nel comunicato – Acea Ato 2, scusandosi per il
disagio arrecato, invita gli utenti interessati a provvedere con ampio
anticipo alle opportune scorte e raccomanda di mantenere chiusi i rubinetti
durante il periodo della sospensione per evitare inconvenienti alla ripresa
della normale erogazione dell’acqua. Per ogni informazione è possibile
comunque contattare il numero verde 800.130.335 e visitare il sito internet
www.acea.it. La società avrà cura, inoltre, di informare i cittadini
residenti nelle zone interessate dalla sospensione anche tramite affissioni,
oltre che con avvisi pubblicati sulle cronache locali dei principali
quotidiani”.

Luciana Miocchi

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Addio a Lina Tancioni, ex consigliera di Montesacro

3 Ott

Lina Tancioni, indimenticata consigliera municipale di Montesacro durante la consiliatura Bonelli, si è spenta ieri sera, nel sonno, al termine di una lunga malattia. Ne ha dato la comunicazione ufficiale Francesco Filini, dirigente di FdI di Roma, partito cui la Tancioni aveva aderito subito dopo la sua fondazione, quando il Pdl si scisse portando al ritorno di FI e alla formazione di diverse sigle di centro destra. I suoi funerali si terranno domani alle 11,30 nella la parrocchia di S. Ugo.

Luciana Miocchi

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Corro per Vale 2017 – di Luciana Miocchi

25 Set

E’ giunta alla terza edizione “Corro per Vale” maratonina in ricordo di Valentina Col, giovane atleta di Montesacro che ha perso la vita nell’agosto del 2013, dopo un ricovero di qualche giorno presso l’Ospedale di Orbetello, in circostanze che sono tutt’ora oggetto di un processo penale.

Per non arrendersi al dolore e dare un senso a una vita ormai condannata a essere senza di lei, la sua famiglia ha deciso di mantenerne il ricordo attraverso un’associazione che porta avanti il sogno di realizzare un giorno un palasport che ne porti il nome e che ha già realizzato, con un’integrazione da parte della Regione Lazio, la ristrutturazione della palestra Agnini, nella struttura della ex Gil, in viale Adriatico.

Diverse le associazioni sportive intervenute e fondamentali per la buona riuscita della manifestazione si sono rivelati i volontari tutti e le associazioni di protezione civile che hanno curato l’assistenza lungo il percorso, uno o due giri attraverso Città Giardino, a seconda della distanza scelta, 4 o 8 km.

Alla fine, i vincitori sono stati:

  • bambini: Leonard Sinibaldi e Emma Dal Magro;
  • otto km uomini: Simone Ricci, Ruben Paolucci;
  • otto km donne: Valeria Asquini,  Isa Ursi;
  • quattro km uomini: Giovanni Colombara, Filippo Leonetti;
  • quattro km donne: Elena Sbordoni, Angela Camerota

A consegnare le targhe, tra gli altri, Teresa Petrangolini in rappresentanza del presidente della Regione Lazio; Giampiero Canterini, presidente Csen di Roma e Leonardo, tra gli organizzatori della “Corsa di Miguel”.

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(Si ringrazia Silvio D’Antonio per alcune delle foto pubblicate)
Luciana Miocchi

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Andrea Gandini, lo scultore delle opere lignee di via prati Fiscali

17 Mar

Il racconto di una mattinata nello spartitraffico che è divenuto una galleria d’arte a cielo aperto

 

65gandiniInizio marzo, vengo a conoscere lo scultore ingaggiato dall’associazione DeDesign vita a ciò che resta degli alberi abbattuti nello spartitraffico di via di prati fiscali: il servizio giardini non ha la disponibilità per rimuoverli, così, l’unica alternativa alla loro presenza un po’ triste é quella di dargli una nuova vita. Le opere di questo ragazzo le avevo giá viste in via cola di Renzo e mi erano piaciute ma, pur avendolo incrociato, non avevo fatto caso a quanto giovane fosse. Invece qui, nel mezzo delle carreggiate, con il rumore delle auto in fila, inginocchiati sull’erba, il cielo che promette pioggia, davanti a un tronco rinsecchito ho tutto il tempo di osservarlo mentre con uno scalpello da sgrosso abbozza il primo dei suoi lavori. Parla mentre lavora, si ferma a spiegare e a ascoltare. E’ ancora un teen ager, ha diciannove anni Andrea Gandini, (qui la galleria fotografica del lavoro finito, foto di Alessandro Pino https://lucianamiocchi.com/2017/03/09/ecco-i-tronchi-rinati-dello-scultore-andrea-gandini-ai-prati-fiscali-di-alessandro-pino/romano, diploma di liceo artistico e una passione per la scultura su legno. Ha cominciato due anni fa nel garage di casa. I primi rudimenti li ha appresi a scuola, con la modellazione della creta ma per il resto é un autodidatta. Gli piace definirsi artista di strada, perché da quando é uscito dal suo garage ha scoperto che stare tra la gente mentre lavora gli piace molto. Delle sue opere dice che vengono accolte sempre molto bene dai cittadini, perché porta creatività in un oggetto che per definizione é morto. Ci tiene a ribadire che lui opera solo con tutte le autorizzazioni a posto, la burocrazia vuole i suoi rituali.

Bastano pochi minuti per capire cosa intenda questo ragazzo che ha giá ricevuto commesse di una certa importanza, come quella per un grande albergo di Grottaferrata, alta ben venti metri: tranne che per un brevissimo periodo, non siamo mai stati soli, gruppetti di curiosi vengono a vedere, a chiacchierare, a ringraziare perché di sculture nuove ormai in giro se ne vedono poche. Arrivano anche i rappresentanti dell’associazione dei commercianti che ha deciso di riqualificare la zona in cui lavorano, convinti che pulizia e un pizzico di bellezza faranno bene al quartier e alle attività. Nel frattempo, apprezzamenti giungono anche dalle persone alla guida delle auto che rallentano per la fila. Vengo via con un animo sereno come mi capita raramente. L’arte attira attenzione e rispetto, merita di esistere anche qui, in periferia.

(articolo pubblicato su La Voce del Municipio, numero di Marzo 2017)

Luciana Miocchi

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Settebagni manifesta per riavere Asl e 118 – servizio webTg di Alessandro Pino

28 Gen

 

 

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Cliccando qui  potrete vedere il servizio video realizzato da Alessandro Pino

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Roma III Municipio: il Cdq Talenti rinnova le proprie cariche. L’ex consigliere Bartolomeo è il nuovo presidente

4 Nov

14914767_10211660808344152_1204885480_nIl 3 novembre scorso il Comitato di quartiere Talenti ha rinnovato le proprie cariche. Presidente è stato eletto Manuel Bartolomeo, ex consigliere del III Municipio che alle ultime elezioni non figurava  più tra i candidati alle cariche elettive. Bartolomeo subentra così alla presidente uscente, Anna Maria Parisi, ora vice presidente.

Dice il neo eletto ” Ringrazio tutti per la fiducia accordatami nel darmi la possibilità di ric14964016_10211660809024169_1976357816_ooprire il ruolo di Presidente. In questo quartiere sono nato e qui ho sempre abitato. Posso dire di conoscere a memoria ogni angolo, ogni parco, ogni “muretto” e la maggior parte di attività commerciali presenti sul territorio. Per me è un onore poter entrare a far parte di questo comitato. Ai più scettici e ai più diffidenti posso rassicurarli affermando che, nonostante la mia “storia” politica che ancora c’è e lì rimane, io non sono iscritto a nessun partito politico e il mio ruolo avrà come obiettivo il solo interesse per il nostro territorio, senza distinzioni alcune, ne politiche, ne di altro tipo”.

Il direttivo è altresì cosi composto: Mina Palomba, Marcello Lamanna, Fabio Lorenzetti, Gabriele Kierieison, Serafino Conti.

Luciana Miocchi

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III Municipio di Roma Capitale: le interviste ai partecipanti al ballottaggio del 19 giugno: Marchionne – Capoccioni

15 Giu

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Qui di seguito riportiamo le due interviste ai candidati Presidente del III Municipio, Paolo Emilio Marchionne, Pd presidente uscente e Roberta Capoccioni, Movimento 5 Stelle. 

Il primo confronto ha visto in testa Marchionne per una percentuale di circa il 3% in più su Capoccioni

(pubblicato su La Voce del Municipio – edizione speciale elezioni)

* * *

Paolo Emilio Marchionne

(Roma torna Roma Giachetti Sindaco, Democratici e popolari più Roma Giachetti, Partito democratico Giachetti Sindaco, Radicali Federalisti laici ecologisti, Italia dei valori per Giachetti Sindaco, Insieme per Marchionne presidente)

Che effetto fa essere il presidente uscente di una consiliatura interrotta a metà? E’ una cosa avvincente perché ti dà la possibilità di rivendicare quanto sei riuscito a fare, ovviamente nella difficoltà di dover spiegare che sei stato in carica di fatto due anni e mezzo e quindi chiaramente tutto il progetto cui uno ha lavorato è stato interrotto anzitempo.

Impressioni del clima elettorale: Nel 2013 ci fu un forte astensionismo ed è un dato che sicuramente c’è anche questa volta. L’impegno nella campagna elettorale non è quindi a incartare il municipio di manifesti bensì a cercare di recuperare e discutere con le persone perché è importante andare a votare, che delle opzioni sono in campo ci sono delle possibilità, noi portiamo la nostra e chiediamo sostegno.

Quanto le opere incompiute possono portare danno alla sua rielezione? I ponti di Fidene li apriamo nei prossimi giorni. Il Municipio da solo si è accollato delle responsabilità non sue in questi mesi. Non ha funzionato il fatto che il Comune abbia dato l’idea che quell’opera fosse terminata, c’era invece un lavoro molto più approfondito da fare con i collaudi statici, prima l’illuminazione e quindi il Municipio, che non è titolare di quell’opera, una volta caduto il sindaco e sciolto il consiglio comunale, ha scoperto una a una tutte le carte in un percorso a ostacoli. Abbiamo trovato delle soluzioni e ora li apriremo. Tutta colpa di Marino? beh, l’idea che si dà quando si viene a dire “siamo venuti ad aprire un ponte”, ponte che evidentemente non era possibile ancora aprire…Ma lei non era presente? Si certo che c’ero, penso che se viene il Sindaco, se viene l’assessore ai lavori pubblici del Campidoglio, penso che si. Lei non sapeva come stavano le cose in realtà? No, io non sono un tecnico.

Sull’impianto Ama? Beh anche lì, sicuramente non avere più un sindaco che governa la città ha creato maggiori intoppi C’è stato un Prefetto, no? Chiaramente la gestione commissariale non ha dato l’impulso ad arrivare alla chiusura possibile in tempi brevi. Dall’altra parte la Regione sta riscrivendo il piano rifiuti in cui sicuramente l’impianto Ama non sarà più un impianto strategico che dovrà lavorare 750 tonnellate di rifiuti al giorno ma sarà un impianto che verrà riconvertito per fare altro. Sul fare altro è importante che il Municipio ci sia, che si possa dare continuità al lavoro che abbiamo fatto noi che abbiamo costruito in due anni e mezzo per arrivare a metter dei paletti sulla vicenda impianto, dati da poter dire cosa è un Tmb, spiegare che non serve alla città o perlomeno che per il bacino di utenza della città i Tmb sono troppi, che producono rifiuti da rifiuti non sono degli impianti virtuosi rispetto alle tecnologie che ci sono oggi e che noi vogliamo che quell’impianto chiuda e possa ospitare altri servizi di ama non impattanti per il circondario. Penso che sia tra l’altro il lavoro che abbiam fatto, le persone che hanno partecipato con noi ai tavoli insieme all’assessorato capitolino sulla vicenda dell’impianto ama, sono convinto che sapranno dare il giusto valore a quanto fatto perchè non era scontato che ci fossero quei tavoli, che il Municipio cambiasse di 180 gradi la linea e la prospettiva dell’impianto, che non serve più perché a Roma si aumenta la differenziata e la frazione di indifferenziata non necessita più di un Tmb.

Perché Lei non ha il simbolo del Pd sui volantini elettorali? Perché Marchionne è sostenuto da sei liste diverse che concorrono con lo stesso spirito alla mia candidatura. Come Giachetti ha un simbolo per la sua campagna io ne ho uno per la mia.

Avrebbe potuto metterli tutti e sei. E’ una scelta. Tra l’altro coerente perché nel 2013 non è che ho messo tutti i simboli dei partiti però su questo posso dire una cosa. Però è la stessa coerenza che avevo nel 2013 penso di essere già abbastanza riconducibile al Partito Democratico perché è il mio partito. Penso che invece in una campagna elettorale occorre non solo ovviamente persone di partito come sono io che sono un ragazzo cresciuto facendo politica perché mi piace ma ovviamente devo convincere tanti altri che la mia onesta la mia competenza prevarica

Il primo atto di una eventuale nuova consiliatura? Abbiamo degli spazi pubblici che dobbiamo ridare alla collettività. Il primo atto sarà un bando per ridare questi spazi ad attività giovanili ad attività socioculturali.

Emergenza Nomadi e centro accoglienza di Via Salaria: Sicuramente è una struttura che va gradualmente svuotata inzeppata fino allo stremo senza un progetto di fuoriuscita da quella struttura che così non serve. Tronca aveva iniziato ad allontanare alcune persone, questo lo aveva già iniziato a fare il dipartimento dell’assessore Danese, è un percorso che va continuato

Avete un progetto per sostituirne le funzioni? In quell’area no chiaramente ci sono dei numeri molto importanti. L’avevamo su via della Cesarina, chiusa e i trentaquattro nuclei familiari Rom in Italia da più di venti anni, dentro i servizi del Municipio e soprattutto dare con quelle stesse risorse a circa un centinaio di famiglie di altri residenti nel Municipio.

Luciana Miocchi

*_* _* _*

Roberta Capoccioni

(Movimento Cinque Stelle)

Trentanove anni, piccola imprenditrice: «Ho la mia società in Terzo Municipio per cui faccio casa e chiesa vivendoci dalla mattina alla sera. Quindi ho una buona conoscenza delle problematiche che ci assillano ogni giorno. Ho iniziato a fare attivismo nel M5S nel 2012, avevo già fatto attivismo sul territorio col comitato di Talenti perché è da lì che provengo. Il Movimento per me è stata una scoperta nel senso che ho iniziato veramente a pensare alle cose in una maniera differente e a reputare fondamentale che il cittadino per migliorare le cose abbia bisogno non solo di comprenderle ma anche di attivarsi direttamente per cercare di cambiarle. ».

Sul programma: «Il nostro programma nasce da tavoli di lavoro fatti con i cittadini, con esperti ovviamente ma non solo con i tecnici ma anche con le persone che vivono quel determinato problema. In assoluto la battaglia fondamentale del M5S è quella per la legalità per cui quello che ci proponiamo di fare prima di tutto è entrare nel Municipio e fare una battaglia di legalità e di trasparenza che poi vuol dire anche recupero di risorse. Un esempio per tutti: abbiamo iniziato una analisi di tutte le gare di appalto, io sono un’esperta di gare di appalto. Mi sono resa conto che vengono fatte gare d’appalto in formula negoziata senza bando pubblico, il che vuol dire che una amministrazione pubblica fa un bando non pubblico. È assurdo anche perché così il cittadino non soltanto per partecipare deve essere invitato direttamente dalla amministrazione e quindi non possono partecipare tutti ma a parte questo il cittadino normale non può leggere il bando dei lavori. Il bando deve essere pubblico, poi deve essere assolutamente seguita la fase di elaborazione del progetto e anche dei lavori. Sappiamo che spesso e volentieri i lavori non vengono controllati e non viene fatto un controllo sul cantiere, su come vengono eseguiti i lavori, cosa che invece se si legge il capitolato ci si rende conto che è d’obbligo, per cui assolutamente partiremo da questo per recuperare poi altre risorse economiche che in questi anni sono andate sprecate perché ovviamente se i lavori non vengono fatti bene noi ci troviamo dopo tre anni da capo a dodici e dopo vanno rifatti un’altra volta».

Primo atto in assoluto: «Credo che sia molto importante cercare di riportare i cittadini a vivere la politica, per questo abbiamo fatto la proposta di essere presenti ogni venerdi aprendo il consiglio ai cittadini con la presenza degli assessori, in maniera che seguendo un protocollo i cittadini possano venire e chiedere direttamente quella che è la loro problematica, proporla e far capire direttamente a noi che poi dobbiamo elaborare dei progetti, quindi questa in assoluto è la prima cosa che faremo. Altra cosa importante è portare il consiglio nel pomeriggio in modo che tutti possano partecipare, quindi la prima cosa che faremo in assoluto è portare tutti i cittadini all’interno del Municipio perché il Municipio è dei cittadini e non dei politici».

Su Tmb, Sicurezza, Manutenzione: «Per Il Tmb di Villa Spada ovviamente il Municipio non ha competenze dirette perché non è che può andare lì e chiuderlo, però sicuramente può dare tanto fastidio a Comune e Regione affinché facciano qualcosa. Va fatto qualcosa subito, però, le promesse del Pd che lo chiudeva al 31 dicembre 2015 la dimostrazione è che oggi è aperto».

«Per quanto riguarda la sicurezza il Municipio quello che può fare è avere un controllo del territorio molto stretto e una buonissima collaborazione con le Forze dell’Ordine, con i Vigili in maniera tale da spingerli a cercare un protocollo insieme perché il municipio venga monitorato nella maniera migliore possibile. Devo dire che alcune cose che sono state fatte in questi anni come ad esempio mettere le telecamere nelle scuole sono poco funzionali se poi non si elabora un progetto all’interno delle forze dell’ordine perché sappiamo ad esempio che le telecamere sono collegate al fax dei vigili che non serve assolutamente a niente quindi va rifatto tutto, bisogna sedersi al tavolo con le Forze dell’Ordine, con tutti quelli che possono fare qualcosa e cercare delle soluzioni insieme ai cittadini e a chi ha competenza per queste cose».

«La manutenzione del territorio, noi sappiamo che Roma Capitale dice sempre di non avere i soldi per gestire tutte queste bellissime aree verdi che da noi sono tantissime. Ricordiamoci anche che il verde è praticamente raddoppiato negli ultimi venti anni a causa di tutta l’edificazione che c’è stata perché se non edifichiamo rimangono zone che non vanno gestite, se edifichiamo le aree poi vanno gestite. Sappiamo che a breve dobbiamo recuperare Porta di Roma, un parco immenso che non potrà essere lasciato così. Il Comune vuole che tutte queste aree vengano gestite direttamente dai privati. Noi non siamo contrari a questo però bisogna aiutare i cittadini a farlo. Il Municipio potrebbe acquistare dei macchinari per metterli a disposizione di cittadini volenterosi ».

Alessandro Pino

 

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L’allagamento di domenica a Settebagni danneggia il supermercato di via Piombino

16 Mag

wp-1463404245496.jpegLa pioggia caduta domenica 15 maggio ha lasciato i suoi strascichi: oltre le buste di immondizia sparse sulla strada e il fango, l’acqua ha invaso alcune abitazione a filo strada e a causa della pozza creatasi in via Piombino, il supermecato MD lunedì mattina non ha potuto aprire regolarmente per riparare i danni riportati durante i minuti di pioggia battente che hanno colpito Roma Nord.

Qui sotto, alcune foto della via Salaria invasa dalla pioggia.

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Porta di Roma – La primaria “Marco Simoncelli” inaugurata dal papà Paolo

13 Mag

13179186_10210038453586297_8075786568607307655_nGiovedì 12 maggio è  stata ufficialmente intitolata al campione di motociclismo Marco Simoncelli – scomparso prematuramente durante la gara del motomondiale a Sepang, Malesia, nell’ottobre del 2011 – la scuola primaria nel quartiere di Porta di Roma che fa capo all’Istituto Comprensivo Uruguay. Ha presenziato all’inaugurazione il papà del Campione del Mondo, Paolo, che ha pronunciato anche un toccante discorso, insieme alla preside dell’Istituto – professoressa Carla Galeffi, all’assessore municipale uscente alle Politiche Scolastiche Riccardo Corbucci e a Giordana Petrella, Federica Rampini e Manuel Bartolomeo, consiglieri municipali nella consiliatura del Terzo appena conclusa.

Fuori dai cancelli, una serie di moto da gara hanno salutato la cerimonia di scopertura della targa.

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(si ringraziano G. Petrella e R. Corbucci per le foto)

AP e LM

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III Municipio di Roma Capitale: per votare le delibere sulle somme urgenze c’è ancora del tempo utile. Il pensiero del Presidente Marchionne

10 Apr

PAOLOmarchionneA margine dell’assemblea pubblica di venerdi 8 nell’aula magna del Matteucci, voluta per fare il punto sui tre anni della sua consiliatura, il presidente del Municipio Paolo Marchionne così ha risposto alle domande circa la mancata ratifica delle delibere per i debiti fuori bilancio

Le delibere sulle somme urgenze non sono state votate. Restano in eredità per la prossima consiliatura?

«Non è detto. Io con grande istituzionalità sono promotore di tutte quelle delibere perché sono debiti contratti dalla pubblica amministrazione. Mi auguro che possano essere portate. Però voglio dire una cosa, che non è assolutamente chiara: sono delle risorse, molte, oltre 3 milioni di euro, risalgono alla passata amministrazione e una parte ovviamente ce l’abbiamo messa pure noi quando non c’era il bilancio ancora approvato e quindi per fare interventi urgenti occorreva assumere impegni senza copertura. Ma quando sono stati votati i bilanci, sia nel 2013 che nel 2014 sono state messe le coperture economiche, quindi non si tratta di buchi che si troverà un altro, rimarrà questa formalità del voto, dell’assunzione dell’aula consiliare e niente di più.»

E sul fatto che non si è andati al voto nonostante ci fossero i consiglieri della maggioranza?

«Credo che la maggioranza avesse voluto cercare una calendarizzazione più graduale che non fare un consiglio monotematico. Mi auguro che insomma che i consiglieri valuteranno se vogliono essere votate prima della consiliatura.».

Quindi ci saranno altri consigli?

«Beh, ancora c’è un po’ di tempo.»

Quanto?

«Non lo so. Non sono state ancora indette le elezioni a Roma, però non possono nemmeno essere domani, a sorpresa (poche ore dopo il Ministro dell’Interno Alfano le ha fissate per il 5 giugno 2016, ndr)

Quindi c’è ancora tempo per farne un altro?

«Ma sicuro, mi auguro altri due, altri tre … anche perché non ci sono non solo le delibere che riguardano il bilancio ma ce ne sono altre,  almeno altre due o tre che secondo me sono estremamente significative, su cui dobbiamo prendere un impegno prima della campagna elettorale».

E quali sono?

«Lo decideranno i consiglieri»

Luciana Miocchi

 

 

Roma Capitale: comitati di quartiere e cittadini si organizzano per dire NO ai roghi tossici

3 Feb

All’ennesimo annunciato blocco del traffico per via dell’aumento delle polveri sottili oltre il livello di guardia si è alzata la protesta, partita dai quartieri della Capitale più colpiti dal fenomeno dei roghi accesi ad ogni ora del giorno e della notte per recuperare in prevalenza il rame contenuto nei cavi elettrici e rivestito di plastica. Lenzuoli sono stati esposti ovunque e rimarranno appesi fuori ad oltranza.

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〈〈Vittime dei roghi tossici e del silenzio istituzionale. Delle colonne di fumo nero alla diossina che si alzano nel cielo delle nostre periferie quotidianamente. A pochi metri dalle nostre case. E non più di 10 km dal Quirinale.
Monta la protesta di migliaia di cittadini. Per questo, numerosi comitati di quartiere e associazioni di Roma, sulla spinta delle continue e persistenti proteste da parte degli abitanti più colpiti dal fenomeno dei roghi tossici provenienti spesso dai campi nomadi disseminati in ogni angolo della città, hanno deciso di attuare una serie di proteste che puntano a sollevare l’attenzione a quella che è ormai una vera e propria emergenza.
Non è più tollerabile il silenzio da parte delle autorità e delle istituzioni, alle quali si chiede di mettere una volta per tutte la parola “fine”.
Le esalazioni nocive sono prodotte in gran parte dagli stessi abitanti degli insediamenti abusivi, o dei villaggi attrezzati della Capitale. Provengono dalla combustione dei rifiuti smaltiti illegalmente o per recuperarne rame e ferro, mettendo in pericolo la salute nostra e dei nostri figli.〈Questa attività illegale, attualmente viene svolta nella più totale indifferenza da parte delle istituzioni che dovrebbero avere a cuore l’incolumità dei cittadini: Prefettura, Regione, Campidoglio e Governo. Quello che a gran voce da anni viene chiesto è il più sacrosanto dei diritti: quello alla salute sancito anche nella Costituzione.
Finora la città ha assistito solo a reazioni timide, saltuarie, inefficaci e dispendiose. Per questo, i cittadini, ormai stremati da tanto immobilismo, hanno deciso di alzare la voce, sotto un unico coordinamento di comitati dal nome “Basta roghi criminali”, mettendo in essere una serie di proteste che si svolgeranno in diversi punti della Capitale.
L’esposizione degli striscioni con la scritta “Basta roghi criminali”, o di semplici lenzuoli bianchi, rappresenta solo l’inizio. La prima di una lunga serie di manifestazioni con l’unico scopo di obbligare le autorità competenti a porvi rimedio. Ci chiediamo dove siano il Prefetto Franco Gabrielli e il Commissario straordinario di Roma Capitale Paolo Tronca. Sicuramente distanti dalla grave situazione in cui versano le periferie romane.
L’unica via d’uscita, secondo il coordinamento che ha natura totalmente apartitica, è il superamento del “sistema campi nomadi”, che sono ormai dei “lager di Stato”. Contrastare il traffico illegale di rifiuti, quelli che alimentano anche le industrie italiane, e che di fatto hanno creato nei nostri quartieri una “terra dei fuochi bis”. URGONO Provvedimenti in nome della legalità. Disponibili ad un tavolo di confronto con le istituzioni di questa città. ROMA E I ROMANI, non hanno più tempo.〉〉

Dice Fabrizio Montanini, presidente del comitato Beltramelli-Meda: 〈〈Ci siamo coordianta la settimana scorsa con buona parte dei comitati su tutto il territorio romano. Seguiranno altre azioni coordinate, se le isituzioni non prenderanno provvedimenti e on dialogheranno con noi〉〉

III Municipio di Roma Capitale: a fuoco l’androne di uno stabile dell’Ater a Vigne Nuove

26 Ago

11889461_10208032068667928_4291422318024136661_nErano circa le tre di questa mattina quando l’androne del palazzo ATER al civico 18 di Largo Fratelli Lumiere è stato invaso dalle fiamme. Paura per i residenti intrappolati all’interno dello stabile fino all’intervento dei Vigili del Fuoco. Sul posto anche la polizia locale. Sconosciuta al momento la dinamica dei fatti.

Nell’edificio abitano familiari del consigliere munipale d’opposizione Manuel Bartolomeo.

(si ringrazia Manuel Bartolomeo per la foto)

Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: Nucleo Sicurezza Ambientale, protezione civile anche dalla povertà – di Alessandro Pino

18 Mag

Oltre a effettuare servizi di pronto intervento l’associazione operante a Roma Nord collabora con il Banco Alimentare per fornire viveri a famiglie indigentiPINOnucleosicurezzaAEsistono tante associazioni di protezione civile che intervengono nelle emergenze in funzione ausiliaria dei Vigili del Fuoco e assistono il pubblico durante manifestazioni più o meno importanti (dalle grandi adunate sportive alla processione di quartiere) su richiesta delle amministrazioni pubbliche.                      PINOnucleosicurezzaECe n’è una però  che fornisce anche un aiuto tangibile in questi tempi angoscianti di difficoltà economiche per molti: è il Nucleo Sicurezza Ambientale Roma Nord che ha la sede operativa – concessa in comodato d’uso dalla Rete Ferroviaria Italiana – in via Giovanni Faldella, tra Val Melaina e i Prati Fiscali. Fondata nel 2009, con duecento soci sostenitori – di cui 35 in possesso delle principali abilitazioni in materia di sicurezza e soccorso – guidati dal giovane e PINOnucleosicurezzaB operativo presidente Gabriele Carradori, Nsa effettua servizi di gestione grandi eventi, pronto intervento antincendio e in caso di maltempo oltre ad attività di monitoraggio lungo il Tevere (per segnalare accampamenti abusivi e scarichi illeciti), in parchi pubblici come Villa Ada e lungo le piste ciclabili;  i volontari utilizzano veicoli e attrezzature tra cui fuoristrada antincendio, motopompe contro gli allagamenti, barchini fuoribordo e mountain bike. Inoltre da circa un anno Nsa collabora con la Fondazione Banco Alimentare per distribuire generi alimentari a famiglie in difficoltà economiche – lo stato di indigenza va    documentato tramite Isee alla cui compilazione può provvedere il Caf in sede – con contributi europei cui si è aggiunto a parte quello dell’Auchan Porta di Roma.  Le parole di Francesco Galvano, esperto vicepresidente del Nucleo Sicurezza Ambientale, danno l’idea della povertà dilagante e al contempo del successo dell’iniziativa: «Siamo partiti da venti iscritti al Banco e in cinque mesi siamo arrivati a quasi cento.   Considerando che a fronte di una persona che si iscrive ci sono almeno tre o quattro familiari, stiamo alimentando circa trecento persone. I primi tempi riuscivamo a dare un pacco al mese, adesso ne diamo quasi uno a settimana».Alessandro PinoPINOnucleosicurezzaCPINOnucleosicurezzaD

La chiamavano Bocca di Rosa – di Luciana Miocchi e Alessandro Pino

13 Apr

bellezzainbicicletta

C’è chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l’uno né l’altro
lei lo faceva per passione.

Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.

E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.

Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all’invettiva.

 

E’ qualche settimana che il Pino ed io ci lavoriamo su.

Dapprima avvistamento mitico, leggenda metropolitana difficile da afferrare, con mille voci tutti da verificare. Sarà una bellezza in vendita, sarà una bellezza eccentrica. Sarà che ci mettiamo in testa di trovarla. Anche perchè sui gruppi di vicinato di Fb ci sono donne inferocite che la segnalano nei pressi di parchi e scuole intenta ad attaccar bottone con i maschi di famiglia.

La Signora ci viene raccontata come appariscente, si sposta in bicicletta e sempre fasciata in completi semitrasparenti.

La Salaria è tristemente adorna di corpi in vendita ad ogni ora del giorno e della notte ma mai nessuno  ha suscitato tanto clamore. Decidiamo di fare un giro in giro, ci va buca, nessuna traccia della Signora, nonostante gli orari siano quelli giusti. Ci riproviamo diverse volte, ce la descrivono in diretta dall’autobus, diventa una questione di puntiglio. La dobbiamo trovare.

Nel frattempo, faccio un breve giro su google, dietro suggerimento di un amico evidentemente più scafato di me. Mi ritrovo a leggere di un mondo sconosciuto, al quale non avevo mai pensato.

Esistono siti di recensioni per prostitute, le chiamano Pay. Ebbene si. Posti dove gli utenti si segnalano le novità sul mercato, le prestazioni, scrivono vere e proprie stroncature oppure esaltano le doti della ragazza di turno. Ci sono sigle in codice per tutto, per la tariffa, per le specialità della casa. Clienti gelosi che recensiscono ma solo un po’ e non lasciano i riferimenti per non dover condividere la loro scoperta con troppi altri, altrimenti i prezzi si alzano e la qualità diminuisce.

Uno mi fa salire la rabbia e finisco a soprendermi a maltrattare il primo maschio che mi si para davanti, colpevole solo del suo genere. Vaglielo a spiegare che il mio improvviso giramento di pianeti e costellazioni è provocato dall’aver letto “come andare con la propria ragazza”. Razza di stronzo, vai a mignotte per ricercare come massimo brivido quello di imbatterti in una professionista affettuosa e premurosa come la tua compagna (parole loro eh) ?  Che poi effettivamente, il punto è questo. A puttane non ci vanno solo anziani soli o giovani single o uomini stressati dal lavoro fino al punto di non aver nè tempo nè voglia di intavolare un minimo di parvenza di rapporto umano. Troppi ne ho visti di padri di famiglia fermarsi a contrattare, denunciati dalla presenza del seggiolino per i bimbi sul sedile posteriore. Una donna qualsiasi potrebbe ritrovarsi con l’amara sorpresa di avere un compagno che va in cerca di rapporti mercenari. Purtroppo, questi siti sono sì frequentati per buona parte da cazzari grafomani ma un fondo di verità la contengono.

Informo l’altra metà della ditta scrivente, che ovviamente per dovere di cronaca si documenta abbondantemente. Per il sito la Signora è di mezza età, non invadente, si limita a passeggiare in bicicletta e si avvicina alle macchine parcheggiate con uomini soli a bordo, sempre nella stessa zona circoscritta.

E venne il giorno.  Anzi, la mattina. Nemmeno  il tempo di girare al semaforo che Pino la immortala. Io guido. Con le macchine fotografiche ho un rapporto di amore-odio, meglio ci pensi lui. Poi ci fermiamo ad un bar, il commesso ne ha da raccontare. Noi abbiamo tempo per ascoltare.

Questo qui sotto è il pezzo che ha messo insieme Alessandro Pino.

“Che la via Salaria nel tratto da Settebagni ai Prati Fiscali pulluli di prostitute a ogni ora del giorno e della notte non è una novità, sono anni che si dibatte sull’argomento e nemmeno si fa quasi più caso alla esposizione permanente di cosce e sederi lungo a bordo strada. Da circa un mese però  in tale panorama sta facendo parlare di sé in rete e sulla stampa una new entry, anglicismo d’obbligo non potendosi dire “un volto nuovo” dato che fino a oggi sono apparse immagini della persona in questione ripresa esclusivamente da dietro: a quanto si è letto la signora, invece di attendere i clienti sul marciapiede, andrebbe a cercarli in bicicletta, pedalando in una tenuta molto aderente e semitrasparente  tra Castel Giubileo e Villa Ada. Le due località distano qualche chilometro tra esse, ma è evidente che questo non sia un problema per la misteriosa e avvenente pedalatrice, anzi è la conferma  – in linea con il pensiero del sindaco ciclista Ignazio Marino – che andare in  bicicletta fa bene alla salute: perché è inutile negarlo, la signora possiede un lato B strepitoso e due cosce ben muscolose, di quelli da finire fuori strada su un pilastro per la distrazione quando la incontri e in tal senso giudizi unanimi vengono espressi su forum specializzati – una vera e propria sottocultura, un mondo a parte con un suo gergo in codice – nei quali allupati naviganti si  scambiano pareri e recensioni in piena regola dalle quali si è venuto a sapere che la ciclista sarebbe italiana, con un passato da ballerina della Rai. Meno entusiasti – eufemismo per indicare un tasso di velenosità che al confronto un cobra è un animaletto d’affezione – i pareri di svariate iscritte a gruppi  Facebook come “Settebagni e Castel Giubileo” , inviperite perché a loro dire i loro mariti verrebbero insidiati mentre attendono i figli all’uscita della scuola. Qualche moglie ha anche invocato manifestazioni, ronde e l’intervento delle autorità per invitare la presunta rovinafamiglie a pedalare altrove, proposta che sinceramente – dopo anni che avvengono manifestazioni contro la prostituzione nella zona senza che cambi nulla – appare abbastanza velleitaria. Curiosamente mancavano quasi del tutto commenti maschili: evidentemente era grande la paura dei mariti di dover subire scenate del tipo “tanto lo so che le sbavi dietro” e allora meglio far finta di niente. “Lei” intanto continua a macinare chilometri e a agganciare clienti, facendo accantonare l’ipotesi che non fosse una prostituta ma soltanto una persona un po’ eccentrica desiderosa di mostrare le proprie grazie: proprio durante il breve sopralluogo cui si riferisce la foto è stata vista allontanarsi a piedi conducendo a mano il velocipede, seguita a pochi passi di distanza da un giovanotto sulla trentina.”

* * *

Qualche giorno dopo la nostra uscita, il messaggero le dedica un piccolo articolo. La Signora fornisce un nome diverso da quello con cui l’abbiamo conosciuta, descrive una vita di scuole private per i figli, tutto l’armamentario di balle che si raccontano per farsi lasciar perdere. Ancora una volta i commenti più velenosi vengono dalle altre donne. Immancabilmente, ad ogni post, mi ritorna in mente la canzone di De Andrè. Non riesco a fare a meno di pensare che la bicicletta più che una questione di marketing sia una necessità per sfuggire alla dura legge dei pappa dell’est. Non avendo un posto preciso dove battere non viene infastidita dai protettori che altrimenti le farebbero passare dei gran bei brutti quarti d’ora. Almeno è padrona di se stessa, spinta “soltanto” dalle proprie necessità o scelte che dir si voglia.

Passano altri giorni, nemmeno ci pensavo più. La ciclista dalla tutina aderente non l’avevo più vista. All’improvviso mi si para davanti, sulla Salaria dal traffico che procede a rilento. Mi pedala a fianco, lentamente. Essì, il sellino tirato su ad arte mette in risalto un fondoschiena scolpito dai chilometri, quasi in vetrina, fasciato nei soliti pantaloncini da ciclista, traslucidi e molto rivelatori.

Un suv nero mi sorpassa in fila poi si infila tra me e la macchina che mi precede, costringendomi a frenare. Il guidatore fa cenno alla ciclista, indica con la mano la strada laterale che costeggia la Salaria. Lei fa un cenno con il capo e gira sulla stessa via. Scompaiono alla mia vista, il traffico comincia a scorrere più veloce. Poco più avanti, nonostante siano solo le dieci di mattina, una sfilza di giovani bellezze dell’est mostrano il deretano a poca distanza l’una dall’altra. Questo offre il mercato. Evidentemente questa è la richiesta. Culi. La faccia non è importante, nemmeno il fisico. Forse sperano siano anche mute. Un po’ mi vien la nausea. Forse potrebbe essere anche l’invidia per il posteriore da concorso, chissà. Certo è che la legge Merlin ha chiuso le case di tolleranza ma non ha eliminato la pratica. Anzi, l’ha sbattuta in miglior evidenza, sulle strade. Non ci si può far niente, il coraggio del legislatore si è esaurito giusto prima di scrivere che la prostituzione è reato, dopo aver avuto un impennata di orgoglio vietandola al chiuso. Probabilmente gli italiani sono ancora troppo poco maturi per ammettere che bisogna colpire sfruttatori e favoreggiatori ma che l’attività volontaria va regolamentata. O almeno vietata, cribbio! Sarebbe divertente vedere quanti e quali maschi finirebbero dietro le sbarre per essere andati a puttane. L’unico modo per sfangarla: farsi venire a riprendere da madri e compagne. In distribuzione gratuita, all’uscita del commissariato, randelli di solida quercia da affidare alle gentili mani femminili di famiglia.

Un raccoglimento antico: alcuni scatti dalla Via Crucis a Settebagni – di Alessandro Pino

4 Apr

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Alcuni scatti dalla Via Crucis del 3 aprile a Settebagni – Terzo Municipio di Roma Capitale

Un centinaio di persone con i lumini in mano, alla testa del corteo la Croce portata dagli scout, percorrendo il consueto itinerario: l’uscita dalla parrocchia di Sant’Antonio di Padova imboccando la via omonima, poi su per la parte collinare del quartiere e la discesa fino alla Salaria per tornare in chiesa.   20150403_201138

Forse pochi i partecipanti per un quartiere che ormai ha superato i diecimila abitanti; ma probabilmente qualcuno era già partito per la classica visita ai parenti che abitano lontano, altri si sono affacciati a guardare dalla finestra, magari qualcuno malato o carico di anni e impossibilitato a esserci fisicamente ha fatto trovare la porta di casa illuminata da ceri votivi. Certo è che anche chi non è un fervente cattolico ha potuto percepire l’atmosfera raccolta, il percorrere tutti insieme le stradine buie e deserte che – nonostante Settebagni sia a tutti gli effetti un quartiere del Comune di Roma Capitale – davano quasi l’idea di processioni in borghi antichi.

Alessandro Pino

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Alle solite: piove e a Bel Poggio straripa il fosso di Settebagni- di Alessandro Pino

5 Feb

Come c’era da aspettarsi, l’intensa pioggia caduta a Roma nella notte tra il 4 e 5 febbraio ha causato lo straripamento del fosso di DSC_1394Settebagni nel tratto in cui scorre sotto  il ponticello di via Lello Maddaleno, località Bel Poggio: poco dopo le nove di mattina il livello dell’acqua-o meglio del fango- ha raggiunto e superato il bordo della strada. Nel pomeriggio la situazione sembra essere migliorata ma per prudenza sono state poste delle reti in plastica arancione ai bordi della struttura- il cui guard rail metallico è danneggiato- per   DSC_1392 scongiurare incidenti specialmente al buio. È proprio per evitare il ripetersi delle esondazioni- che in passato nei casi più gravi hanno di fatto  isolato i residenti di Bel Poggio- che il ponticello sarà in futuro sostituito da uno nuovo, da realizzare nell’ambito dei cosiddetti Print (Programmi Integrati), ossia interventi di riqualificazione urbana recentemente votati in Consiglio Municipale.

Alessandro Pino

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