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Elezioni del 3 e 4 ottobre 2021: I Quattro candidati principali alla presidenza del III Municipio – di Luciana Miocchi e Alessandro Pino

1 Ott
La sede della presidenza del Terzo Municipio di Roma Capitale in piazza Sempione

Breve presentazione di vecchie e nuove conoscenze in corsa per amministrare lo sterminato territorio di Montesacro, in rigoroso ordine casuale

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Un professore per i Cinque Stelle : Dario Quattromani

Il Candidato dei Cinque Stelle ha l’arduo compito di far dimenticare l’ingloriosa uscita di scena della prima giunta a guida pentastellata, caratterizzata da un’alta litigiosità

“A dicembre compio 43 anni. Sono nato a La Spezia ma vivo nell’area metropolitana di Roma dal  1981, abitando all’Aurelio e a Ostia. Dal 2003 ho iniziato a lavorare in zona e sono residente qui a Porta di Roma dal 2007. Studio e insegno Scienze Politiche all’Università, mi sono occupato degli attivisti al tempo del Meet Up prima e delle liste di Beppe Grillo poi. Successivamente e piano piano, mi sono confrontato con loro nella attività di studio.

Dario Quattromani, candidato Movimento Cinque Stelle

Cosa l’ha portata a candidarsi alla Presidenza del III Municipio?

 Fondamentalmente l’idea era di sistemare delle situazioni che si erano create nel corso degli anni all’interno dei gruppi municipali per ovvii motivi legati all’andamento delle scorse elezioni. Collaborando dal di fuori ai gruppi municipali ho visto l’occasione per dare un segno di unità all’attività. C’è stata una votazione interna tra gli attivisti quest’estate e oltre a me c’erano altre persone che si sono presentate e ognuna ha espresso la preferenza per il candidato presidente. Io ho portato la mia idea di lavoro e ho raggiunto la maggioranza dei voti. Ci siamo confrontati anche con i consiglieri uscenti del Movimento all’interno che non avevano optato per una continuità a livello municipale, di conseguenza noi che volevamo lavorare sul III ci siamo trovati.

Lei insegna materie politiche, questo può avvantaggiarla?

Conosco i tempi della politica per professione – insegno infatti a contratto Scienza della Politica all’Università della Tuscia e alla Link Campus e da quest’anno anche alla D’Annunzio – per studi precedenti e per attività successiva perché negli ultimi quattro anni mi sono occupato della comunicazione del gruppo del Movimento in Città Metropolitana, dove sono funzionario di ragioneria.

Saprebbe smorzare eventuali rivalità interne che sono poi quelle che creano problemi…

Ci sono realtà collettive, studi di psicologia del gruppo che devono sempre essere messi all’ordine del giorno nella gestione di una squadra, ci sono dinamiche che sono presenti chiaramente in tutti i gruppi, in alcuni escono fuori e in altri meno, è chiaro che quando tutto è all’ordine del giorno possono sembrare più eloquenti. Quindi l’idea è di trovare una capacità di unire le problematiche precedenti avendole studiate, ho scritto e ho pubblicato su questo quindi ho studiato in maniera approfondita e quindi per evitare per esempio nella composizione della squadra problematiche precedenti.

Che sono state secondo lei…

Mah il problema di fondo è che io vado sempre nella ricerca di soluzione sul fatto di essere umano e quindi gli umani che si trovano ad avere delle responsabilità in un momento particolare della propria vita hanno anche la risposta a quella che è la gestione della presidenza di una Commissione, una attività di assessorato che magari era una esperienza che prima non c’era, avendola osservata dal punto di vista dell’opposizione, dell’attivismo che è cosa diversa dall’essere all’interno di una amministrazione- io lavoro in amministrazione da 18 anni- e quindi dal punto di vista amministrativo e dal punto di vista politico

A proposito di antipolitica…

Fare politica come l’ho sempre considerata nel percorso che ho intrapreso continuando  gli studi  è il servizio più alto che si possa dare alla comunità di riferimento. L’antipolitica del Movimento Cinque Stelle nasce nei confronti di un tipo di politica che ho testimoniato anche nelle mie interviste quando nel 2015 pubblicammo un libro sugli attivisti del M5S che fu il primo lavoro dai tempi di Alberoni negli anni Settanta sugli attivisti di partito: studiammo le varie realtà locali e le varie differenze, io mi occupai di Roma, altri colleghi di altre città e scoprimmo che fondamentalmente l’antipolitica non era nei confronti del fare politica ma nei confronti dell’attività politica intesa come…a livello accademico parliamo di partiti di cartello, di partiti che rimangono nelle istituzioni e non producono per la comunità ma per mantenersi.

A proposito di problemi…il Movimento è caduto anche in altri Municipi

Prima del Terzo c’è l’Ottavo Municipio, successivamente ce ne sono stati altri che hanno avuto delle problematiche simili ma differenti nel caso particolare perché chiaramente ogni Municipio è differente. Troviamo delle realtà di alcuni municipi estremamente solide dal punto di vista strutturale, faccio l’esempio di Ostia, del Sesto Municipio, che hanno avuto meno problematiche di questo tipo perché avevano una struttura che negli anni si era solidificata ed era diventata un gruppo effettivo. Altri Municipi hanno chiaramente sofferto di problematiche che nascevano dalle gestioni precedenti degli stessi municipi e dal ricambio a volte che c’era o che non c’era dell’attivismo. Chiaro che i risultati dicono che il Movimento ha in alcuni municipi delle solidità importanti e in altri si è dovuto ricominciare, il nostro caso è uno di questi, legato anche a problematiche che prescindevano talvolta dal fare politica in sé, alla considerazione di certe situazioni, a volte anche con il senno del poi.

Qual è il programma politico che vi siete dati per queste Elezioni?

Obiettivo è innanzitutto quello di mettere al centro il cittadino nelle scelte della amministrazione municipale cosa che in questo triennio di amministrazione uscente non è avvenuto in maniera evidente, cosa che è fondamentale nel momento in cui il Municipio è l’amministrazione più di prossimità nei confronti dei residenti. Il cittadino torna ad essere centrale e perché da cittadino mi pongo come obiettivo – abito qui a Porta di Roma- sono venuto qui con un progetto d vita di un certo tipo, la realtà poi mi dimostra che le situazioni non sono ancora state gestite. La situazione dei servizi nei confronti dei cittadini, la ripresa della riqualificazione a livello dei mercati, che sono il cuore pulsante dei quartieri del Municipio e che permettono ai cittadini dopo un anno e mezzo di lockdown e di pandemia di riprendere i rapporti che erano stati non a causa loro allora interrotti e quindi la possibilità di ritrovare quel senso di comunità che è il cuore pulsante di un Municipio così vasto come il nostro, abbiamo una popolazione talmente estesa e un territorio che va a toccare talmente vari confini anche soprattutto naturali che è necessario ritrovarsi e comprendere di essere al centro delle decisioni che vengono prese dalla amministrazione.  Questo grazie agli strumenti che già sono presenti a livello comunale e che vanno portati avanti a livello municipale. Io  mi occupo di bilancio partecipativo e di assemblee di cittadini a livello scientifico, il miglior modo di riprendere questa partecipazione dei cittadini rispetto ai progetti è quello di uscire da situazioni clamorose come la gestione di piazza Sempione o come altre decisioni che sono legate a una gestione personale, non dal punto di vista degli interessi personali ma delle volontà personali, in questo caso…quindi l’idea di fondo è quella di non dimenticare i cittadini nelle scelte perché noi abbiamo un programma lo presenteremo questa domenica mattina ma che i cittadini possano partecipare alle eventuali modifiche che possono essere portate a integrazione rispetto a dei punti che chiaramente nel corso della amministrazione venissero fuori come fondamentali. Quindi chiedere questo spiegando cosa si può fare e cosa non si può fare e perché è importante riprendere il collegamento con le altre realtà confinanti.

Un obiettivo per gli eventuali primi 100 giorni di amministrazione?

I primi 100 giorni sono i momenti nei quali vanno messe le fondamenta di una gestione che poi andremo a portare avanti. Innanzitutto quando si arriva in una amministrazione si cerca di capire cosa c’è, che strutture abbiamo, perchè abbiamo i mezzi che non sono utilizzati, parlo di patrimonio disponibile, di servizi che magari sono sospesi per motivi che dobbiamo scoprire, fondamentalmente lo stato dell’arte della amministrazione nel momento in cui abbiamo il passaggio di consegne e iniziare sicuramente a riqualificare i mercati rionali, a controllare le questioni che sono partite in questa poco animata consiliatura breve e modificare come le situazioni in corso possono essere migliorate per andare incontro ai reali bisogni dei cittadini. Chiaramente far comprendere cosa vuol dire che diventino il riferimento di ascolto della nuova amministrazione.

Un punto del programma al quale tenete di più ?

Fondamentale la ripresa per tutto il paese ma noi come municipio contiamo sul rapporto integrato tra il settore culturale e il settore del commercio, dobbiamo leggere questi due settori in maniera integrata perchè uno sia il volano dell’altro e permettono al municipio di guadagnare ciò che non riesce a essere fruito dai cittadini. Il ruolo della cultura, la presenza ad esempio anche all’interno dei nuovi mercati riqualificati, punti legati alla distribuzione di libri, banchi ad hoc per questo.

E nei quartieri in cui questi mercati non ci sono?

Trovare in sintonia con i comitati di quartiere delle modalità e situazioni di collegamento con associazioni culturali in modo da fornire servizi non presenti all’interno dei mercati ma che hanno dei riferimenti solidi nel territorio del municipio.

Metro o people mouver?

Il people mover è in fase di programmazione anche importante, i tempi sono differenti, il discorso fondamentale quale è: se noi vogliamo progettare da qui a 4/5 anni abbiamo la possibilità di lavorare con il people mover con tempi certi, con impatto minore rispetto agli scavi della metropolitana. Il problema quale è, non è che un mezzo di trasporto va per forza a sostituirne un altro, è necessario avere più possibilità di trasporto su uno stesso territorio che va a riempirsi e va ancora di più a popolarsi, quindi le prospettive non possono essere a dieci anni ma prevedere la necessità di un maggiore carico del trasporto e quindi iniziare con il people mover per poi vedere le possibilità…

Cosa farete nell’ipotesi di un ballottaggio?

Mi pongo nell’ottica di arrivare vincente al primo turno perchè chiaramente l’obiettivo è prima risolviamo una questione prima cominciamo a lavorare sul resto. Altrimenti bisognerà vedere con chi si andrà al ballottaggio.

Perchè un non attivista dovrebbe votare cinque stelle?

Legato e slegato alla mia presidenza, io sono qui, ho la possibilità di contribuire sul territorio, con un gruppo di persone col quale condivido dal primo decennio di questo millennio una serie di idee e di ragionamenti, che poi sono chiamate politiche ma erano prima di tutto la ripresa delle attività dei cittadini, io ai miei ragazzi faccio leggere Hanna Arendt, degli studi che ti permettono di comprendere il perchè è importa

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Una dottoressa per Calenda: Marta Marziali, lista Civica

Marta Marziali, Lista Civica per Calenda Sindaco

Medico, impegnata nel volontariato da anni, neofita del mondo a se che è l’amministrazione di un territorio

Note biografiche

“Ho 43 anni, sono madre di quattro figli e sono un medico, specialista del servizio sanitario pubblico e lavoro da più di venti anni nel servizio sanitario territoriale. Questo vuol dire che mi occupo sia di ambulatori sul territorio che di assistenza domiciliare. Faccio parte del Global Heart Medicine. una associazione di medici che nel suo tempo libero fa consulenze per presidi di telemedicina in tutto il mondo. Durante il covid l’abbiamo riscoperta. Durante l’emergenza covid ho fatto parte di quei medici che nel loro orario extra hanno lavorato con le unità di soccorso territoriale per il covid a domicilio. Da sempre sono molto impegnata nel volontariato, la mia storia parte come scout, ho lavorato con vari gruppi della stazione Tiburtina per portare i pasti quando ero ragazza, poi tutti gli anni dell’università mi sono dedicata agli studi di medicina e ho ripreso negli ultimi anni soprattutto con la collaborazione con la Protezione Civile con associazioni che si occupano di assistenza ai più deboli, in particolare con la raccolta alimentare e la distribuzione di pacchi alimentari. Sono cresciuta a Monte Sacro, sono andata al nido alla scuola Cecchina, poi alla Montessori, mia madre era assistente sociale e le mie estati le passavo dentro le torri di Vigne Nuove.  Ho iniziato a lavorare al carcere Mammagialla di Viterbo, poi sono stata trasferita e ho sempre lavorato nelle estreme periferie e in tutto il Terzo Municipio. La scuola media l’ho fatta in quella che si chiamava la scuola azzurra dove adesso è il liceo Orazio, poi al Nomentano. Vivo nella parte alta di Città Giardino. Ho deciso di iniziare a pensare di far politica quando ho visto parlare per la prima volta la ministra Bonetti alla Leopolda, Perchè ha parlato del piano di quella che oggi è una legge, il family act. Sono una donna una mamma non mi sento giorgia meloni perchè sono una persona che vuole mettere insieme famiglia e lavoro ma voglio pensare che avere quattro figli sia un ulteriore contributo che io do alla società non solo con il mio lavoro e la mia carica umana ma con la possibilità di costruire un futuro di questo paese. Sentire che una ministra mi parlasse di un investimento che lo Stato voleva fare mi è sembrato una rivoluzione rispetto a quello che in Europa si fa da sempre. Tutta la città in generale non è a dimensione di famiglia. Devo far sì che altre donne come me si sentano accolte da una comunità, ci deve essere una rete solidale non di singoli isolati che si offrono ma di municipio”.

Come è arrivata la candidatura alla presidenza del Municipio?

Ero candidata come consigliera, Calenda ha visto il mio curriculum, voleva una donna, ha visto che avevo delle grandi capacità di comunicazione e competenze di conoscenza profonda del territorio perchè io visito e vado dentro le case conosco i drammi da dentro, conosco la solitudine degli anziani. Faccio karate in una associazione di questo municipio, le attività sportive sono state per molti ragazzi la salvezza e devono continuare a essere la salvezza. Carlo Calenda ha visto questo in me, una esperienza a 360 gradi sul nostro territorio, dal punto di vista della cifra umana della capacità di ascolto.

Come si può riassumere il progetto politico che rappresenta?

La sostanza è che Carlo Calenda ha candidato una donna che rappresenta molto di più le donne di altre candidature. Andrà in maniera indiretta a toccare i programmi comunali soprattutto per rifiuti e trasporti. Trasporti cercheremo di spingere non avendo competenze dirette è che venga completata la metro B e che venga iniziata la D perchè è un municipio che per 210000 persone ha due fermate della metro. Stiamo sostenendo la riapertura della stazione val d’ala che è un collegamento con Guidonia in parallelo a quella della metro. Uno dei grandi problemi di questo municipio è il traffico , l’obbligo a utilizzare il mezzo privato, ci sono quartieri che hanno un accesso ridottissimo ai mezzi pubblici, i trenini devono aumentare di frequenza e devono essere facili da raggiungere, quindi cercare di deviare il trasporto pubblico per rendere più rapido il passaggio con i trenini che già abbiamo. Punto per me fondamentale è il verde pubblico e tutte le attività culturali connesse, come mamma non posso pensare che l’unico spazio che hanno i nostri bambini sono dei parchi che sono completamente all’abbandono, ho girato una serie di associazioni che tengono cura dei parchi, in questo senso sia ripristinare i parchi municipali, uno dei punti centrali per noi è il recupero dei parchi, mettere i chioschi, dove ci sono ripristinarli e fare i bandi, dove non ci sono dare la possibilità di fare perchè il chiosco deve poter garantire la pulizia, l’apertura, per me i parchi devono essere chiusi la notte. I parchi e i chioschi possono diventare i garanti di un servizio di manutenzione che in questo momento il municipio per le poche risorse che ha… dal punto di vista culturale iniziare ad avere una offerta culturale che sia una alternativa valida, abbiamo un unico teatro che è quello degli Audaci, ho fatto tanti giri nei mercati a parte il famoso problema di Val Melaina che tutte le liste vogliono completare. I mercati sono un fiore all’occhiello ma devono diventare anche dei posti vivaci che possono assumere un significato sociale, loro vogliono mettere una linea internet perc cui la gente potrebbe decidere di avere delle postazioni con smart working all’interno dei mercati. All’estero sono stati recuperati fior di edifici, noi potremmo recuperare subito gli edifici che sono al parco della villa di Faonte ci sono due edifici già ristrutturati, uno dovrebbe diventare un museo archeologico ma sull’altro c’è una potenzialità incredibile di fare una struttura polifunzionale, di coworking, una struttura in cui fare delle attività per i giovani, una biblioteca leggera. Per me fare culturapartendo dalle biblioteche dagli spazi in cui si possa stare insieme e fare comunità, fare delle iniziative anche agili di cultura è fondamentale, abbiamo tutti i fondi delle opere a scomputo da realizzare.

Perchè le persone dovrebbero votarla?

Perchè abbiamo dal punto di vista pragmatico delle soluzioni nuove e dichiarate prima, la mondezza è dappertutto e nessun candidato vi dirà che è per la mondezza, la differenza è che Carlo Calenda dà delle soluzioni su come risolvere la spazzatura da undici mesi e per ogni punto del nostro programma abbiamo delle soluzioni, una idea di dove reperire i fondi e dove andare a realizzare questo. La nostra è una scelta di pragmatismo, io sono stata scelta perchè sono una donna del fare a differenza di…sono una persona pragmatica. Sul municipio perchè vogliamo riportare i cittadini al centro del municipio ma i cittadini di tutti i tipi, riportare delle soluzioni per il disagio sociale che siano trasversali vadano dagli anziani ai giovani alle famiglie, riportare una viabilità, riportare una serenità di un municipio in cui non ci si può mettere una ora e mezza al giorno per andare al lavoro, in cui sia possibile aver  degli spazi per l’attività sportiva, in cui ci sia una assistenza maggiore alla disabilità.

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Una consigliera di esperienza per il centro destra: Giordana Petrella

Con un’esperienza più che decennale nel parlamentino di piazza Sempione, era la scelta più logica sin dal primo momento, anche se la conferma della candidatura è arrivata sul limitare delle scadenze elettorali.

Giordana Petrella, Fdi, coalizione di centro destra

Brevi note biografiche

Quarantadue anni, due figli, un compagno incontrato grazie al comune impegno politico, Manuel Bartolomeo, più giovane di qualche anno che l’ha sempre sostenuta, anche a volte facendo un passo indietro per non essergli d’impaccio su uno dei territori più difficili su cui possa muoversi una donna lavoratrice e madre, dimostrando che con la persona giusta a fianco nulla è impossibile.

Come si è arrivati alla sua candidatura?

Il mio partito, ovvero fratelli di italia, fin da subito ha espresso sul tavolo di coalizione la volontà che a rappresentarlo in Municipio fossi io. Nessuno degli altri partiti ha fatto delle controproposte, quindi, verosimilmente erano tutti, e di fatto lo sono stati, d’accordo sul mio nome. Il ritardo sulla rappresentazione della scelta dei candidati non è dipeso dal nostro Municipio ma è dipeso da Roma, perché magari su altri Municipi la decisione è stata più difficile ma in linea di massima una coalizione fa uscire i nomi tutti insieme, non uno prima e un altro dopo. La mia è stata una candidatura condivisa da tutti quanti e quindi sono lusingata dal fatto che è stato riconosciuto il mio impegno sul campo, che dura ormai da 13 anni. Non è stata una candidatura dall’alto ma proprio dal basso, una candidatura di territorio.

Quali sono i punti cardine del vostro programma politico?

E’ un programma abbastanza corposo. Di base io sono una persona che mai farebbe delle proposte ai cittadini sapendo in partenza di non poterle realizzare. Al di la del colore politico che rappresento, sono una che si mette sempre in gioco e, soprattutto, fa sempre un passo indietro rispetto a quelle che sono le richieste dei diversi quartieri. In un Municipio cosi grande le richieste possono essere differenti, cosi lontane le une dalle altre e mai rifarei l’errore dell’ultima passata amministrazione, che ha preso delle decisioni su progetti fondamentali, come per esempio quello di piazza Sempione, senza prevedere un confronto con la cittadinanza e poi il risultato si è visto, l’amministrazione ha dovuto fare dei passi indietro, come a riguardo dello spostamento della madonnina, l’esempio cardine di quello che è stato il finale di questa amministrazione. Ma troppi progetti non sono stati condivisi con la popolazione, invece per me questa è la base, cosi ho imparato a fare politica. Certo, è vero che poi chi amministra deve essere in grado anche di prendere delle decisioni che a volte vanno in contrasto con le idee che può avere un comitato piuttosto che un altro, un quartiere piuttosto che un altro, quindi poi sta all’amministrazione capire qual è l’obiettivo finale per il bene comune. Dopo di che, abbiamo dei progetti che sono davvero importanti e che toccano la realtà di quello che è il bisogno del territorio. Ad esempio, per il commercio abbiamo un progetto per l’e-commerce che sarebbe un po’ come un piccolo amazon di quartiere.

Un altro punto fondamentale, i cassonetti della spazzatura: non possono essere tolti dal giorno alla notte, tanto più che in questi anni la città ha fatto enormi passi indietro sulla raccolta differenziata, eliminando in alcuni casi anche il porta a porta. Il problema principale della raccolta differenziata a Roma è innanzitutto di approccio: è sbagliato dire che bisogna differenziare per rendere più pulite le strade, il rifiuto differenziato può e deve diventare una risorsa, può avere un valore economico. Bisogna differenziare in primis per ottenere nuovi prodotti, la pulizia e il decoro devono essere una logica conseguenza di questo modo di pensare. Per questo con Enrico Michetti (candidato Sindaco per il cdx, ndr) abbiamo messo a punto un nuovo piano per rivoluzionare il sistema della raccolta differenziata. Il cittadino che diligentemente separa le varie frazioni dei rifiuti, svolge a tutti gli effetti un lavoro. E non esiste lavoro degno di questo nome che non venga giustamente remunerato. La nostra rivoluzione sulla raccolta differenziata si compirà esattamente così: riconoscendo un valore al cittadino che conferisce lo scarto separato secondo tutti i crismi. Il piano prevede di partire con la plastica, l’alluminio e il vetro, che possono essere raccolti tramite macchine automatiche di conferimento del rifiuto, dislocate in ogni angolo della città. Il cittadino porterà le bottigliette di plastica presso le macchine mangiaplastica, in base a quanta plastica porterà in riciclo gli verranno riconosciuti dei punti che si accumulano su una fidelity card, che possono essere spesi acquistando i servizi che rende la città: biglietti e abbonamenti degli autobus, ingressi in musei e parchi divertimento, sconto sulla TARI etc etc. Così facendo diamo vita ad un meccanismo virtuoso: nessuno butterà più per strada o nel cassonetto qualcosa che costituisce un valore, che può essere speso esattamente come si spendono i punti delle fidelity card dei supermercati. La città sarà di conseguenza più pulita, e gradualmente potremo cominciare a rimuovere i cassonetti dalle strade. C’è poi un piano per valorizzare il rifiuto differenziato, come ad esempio quello di realizzare piste ciclabili e marciapiedi con plastica riciclata, come accade in molte parti d’Europa. E la plastica sarà quella differenziata dai cittadini romani.

Perché un cittadino dovrebbe votare proprio lei?

Sono una persona semplice che ha deciso, ormai da tempo, di conciliare un impegno serio e costante sul territorio con quello di genitore. Sono convinta che non  tutta la politica è un male, esiste anche la politica del voler fare e dell’agire, quella che nasce dal basso, dal territorio, per senso di responsabilità, ci ho sempre “messo la faccia“. Questo municipio ha visto alternarsi amministrazioni incapaci di dare una continuità ai lavori di cui necessitava questo territorio, stiamo scontando la loro incapacità e le loro perenni divisioni politiche. Quello che noi proponiamo ai cittadini è un governo stabile serio competente e soprattutto che sia capace di allacciare il rapporto tra cittadini e istituzioni

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Il ritorno dell’ex presidente: Paolo Emilio Marchionnecoalizione di centro sinistra

Paolo Emilio Marchionne, candidato Pd per la Coalizione di centro Sinistra

Eletto nella sfortunata consiliatura di Ignazio Marino, decadde quando questo si dimise, aprendo la porta ai cinque stelle. Non si ricandidò alle elezioni municipali suppletive di tre anni fa, ora ci riprova

E’ l’unico dei candidati che ha già provato l’esperienza di amministrare un territorio grande come la città di Bologna. O, almeno, aveva iniziato, quando le dimisssioni da sindaco di Ignazio Marino interruppero il suo cammino dopo soli due anni. Il dilagare del movimento, forte dell’ondata emotiva causata dall’inchiesta del Mondo di Mezzo, arrivò fino a piazza Sempione, togliendogli la possibilità di tornare nell’Ufficio del Presidente. Archiviata prematuramente la litigiosissima consiliatura Capoccioni, non si ripresentò – o non fu ripresentato, questo negli ambienti esterni al PD non è mai filtrato – rimendo a bordo pista per i tre anni della consiliatura Caudo. Dopo aver vinto le primarie del centro sinistra, eccone il ritorno. Note biografiche e programma possono essere reperiti in rete, come da depliant elettorali sparsi un po’ ovunque: purtoppo il tour de force a cui lo ha costretto il mese di campagna elettorale serrato e pressante non ha dato il tempo né a lui né al suo entourage di rispondere alle stesse domande che sono state sottoposte agli altri candidati, con preghiera di evitare le risposte già preconfezionate e standard: note biografiche, come si è arrivati alla candidatura, i tratti piu importanti del programma e perché votare proprio lui/lei. Dopo tutto è comprensibile tale erculeo sforzo: una ulteriore bocciatura delle urne sarebbe un colpo durissimo, da cui potrebbe essere difficilissimo riprendersi.

Luciana Miocchi                               Alessandro Pino  

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Sarà Giordana Petrella la candidata per il centro destra alle elezioni del III Municipio. Ha firmato poco fa, ufficializzando la sua posizione – di Luciana Miocchi

2 Set

A distanza di più di un mese dalle primarie del centro sinistra, che in terzo Municipio hanno visto emergere Paolo Marchionne, già presidente del Municipio prima della parentesi cinque stelle, anche il centro destra ha finalmente ufficializzato il suo candidato: Giordana Petrella, di FdI, con esperienza maturata attraverso varie consiliature proprio a Montesacro. Alla fine ha prevalso il buon senso, nella girandola di aggiustamenti e divisioni con il bilancino tra tutti i consigli municipali di Roma. La lega aveva già espresso il precedente candidato e FdI ha conosciuto una grande espansione, mentre FI-udc rimane in lizza per la vicepresidenza, oltre i diversi accordi stretti in giro per il territorio di Roma. Non poteva che toccare a Fdi e alla sua decana sul territorio.

Annuncia la Petrella sui social: “per me è un grande onore rappresentare tutto il centrodestra in una sfida così importante. Ringrazio il mio partito, la coalizione e il candidato Sindaco Enrico Michetti per la fiducia che hanno riposto nella mia persona.
In questi 13 anni passati in Municipio ho cercato sempre di dare il massimo per risolvere i piccoli e grandi problemi del nostro territorio, adesso so che dovrò dare ancora di più.
Ma so che potrò contare sul sostegno di tutti gli amici di ieri, di oggi e di domani, che vorranno essere al mio fianco in questa nuova importante avventura.”

Luciana Miocchi

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Stop alla potatura degli alberi nel III e IV Municipio: bando annullato | di Alessandro Pino

13 Ago

[ROMA] La manutenzione degli alberi nel III e nel IV Municipio si interrompe a causa dell’accoglimento del ricorso presentato al Tar da una ditta che non si era aggiudicata il relativo bando del Campidoglio. Ne ha dato notizia oggi Il Messaggero.

Si tratta di due Municipi in cui le aree verdi sono ancora abbastanza estese, il che rende ancora più grave lo stop alla loro cura, specialmente dopo i ripetuti casi in cui piante di alto fusto si sono schiantate al suolo o quello, da pochissimo segnalato, dei nuovi alberelli nella pinetina di Monte Sacro già rinsecchiti a poche settimane dalla piantagione.

Adesso si dovrà attendere che venga stilata una nuova graduatoria di aggiudicazione tra le ditte in gara; nel frattempo, come detto, tutti gli interventi di manutenzione sono stati interrotti, anche quelli già iniziati.
Alessandro Pino

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Settebagni: dopo la pec del Comitato di quartiere, la asl ordina la raccolta dell’immondizia e una relazione sulle misure prese – di Luciana Miocchi

14 Lug

A distanza di qualche giorno dall’invio di una pec ufficiale – la mail certificata con valore legale di raccomandata a.r. – da parte del Comitato di Quartiere di Settebagni all’uoc Servizio Igiene e sanità pubblica, con la quale si segnalavano le condizioni del quartiere di Roma Nord nel III Municipio, ormai giunte a livelli critici anche nelle vie più facili da raggiungere, con la raccolta differenziata porta a porta completamente saltata e foto allegate a testimoniare le condizioni effettive, è giunta la risposta ufficiale della asl, che richiede ad Ama e al Dipartimento tutela Ambientale del Comune di Roma, inviando copia per conoscenza a diversi assessorati e al Municipio III, un intervento pronto e duraturo. Con preghiera di essere informati con urgenza sui provvedimenti intrapresi.

Questa è una piccola grande vittoria del CdQ, stante le condizioni critiche diffuse della raccolta dell’immondizia a Roma che, al di fuori di piccole oasi, per lo più centrali e in zone altamente turistiche, fa registrare situazioni intollerabili praticamente ovunque. La speranza ora è che dietro l’intervento del servizio d’igiene la situazione torni sotto controllo. Se così non fosse, si aprirebbe almeno la possibilità di richiedere una riduzione delle bollette per mancato servizio. Controbattere un ordine della asl è obiettivamente arduo.

Luciana Miocchi

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Quando getti gli abiti, buttali nel cassonetto apposito, non lasciarli fuori! – di Luciana Miocchi

25 Giu

(Roma, 25 giugno 2021)

La foto è stata scattata nel primo pomeriggio da un residente del quartiere di Settebagni, su una delle vie principali. Da qualche tempo sul marciapiede è stato posizionato, come in altri punti limitrofi, un contenitore per il recupero degli indumenti usati, in modo che non finiscano nella spazzatura indifferenziata. Questa mattina erano stati notati diversi sacchi di plastica neri, abbandonati a fianco del raccoglitore, come se la fatica fatta per portarli fin li fosse stata talmente eccessiva da non consentire l’azionamento della maniglia che li trasporta all’interno e impedisce eventuali condizioni di degrado. Poco prima erano stati segnalate delle donne che rovistavano tra i sacchi aperti, alla ricerca dei capi migliori. Poi è arrivata la foto del camerino improvvisato in mezzo alla strada. Ancora più indumenti sparsi sul marciapiede, probabilità che vengano raccolti e portati via dalla squadra addetta al decoro, vicine allo zero. Ad ogni buon conto, la segnalazione è stata inoltrata. Bastava utilizzare correttamente il cassonetto, quello in foto o il gemello in via della Maremma…

Luciana Miocchi

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Tra poco si torna nelle palestre e nelle piscine ma la sorte del Salaria Sport Village rimane incerta a causa di nodi irrisolti. Solo una ferma volontà politica può sbloccare la situazione – di Luciana Miocchi

19 Mag

19 maggio 2021

L’agenzia giornalistica Dire ha dato notizia delle risultanze dell’ultima assemblea della commissione trasparenza dell’assise capitolina, avente all’ordine del giorno la situazione attuale del Salaria Sport Village, bene definitivamente confiscato nel luglio scorso all’imprenditore Diego Anemone, nel mirino della Federazione Italia Gioco Calcio che avrebbe l’intenzione di utilizzarlo come centro federale, con gli utenti che hanno pagato abbonamenti annuali ma non ne hanno potuto usufruire e i residenti delle zone limitrofe che hanno paura di non poter avere più accesso alla struttura che chiedono a gran voce di essere ascoltati.

Nella velina si legge che la criticità principale riscontrata è di natura finanziaria e obbligazionaria: “tasse e tributi arretrati da pagare, il rischio di richieste di risarcimento danni, contratti di lavoro da onorare, un progetto da sviluppare. Il futuro del Salaria Sport Village e’ tutto da scrivere. A cominciare dalla presa in possesso da parte di Roma Capitale”. Il mega centro sportivo sulla Salaria, a Settebagni è ancora nelle mani dei commissari giudiziali e non in quelle del Campidoglio. Le questioni aperte tra l’Agenzia delle Entrate e quella dei Beni Confiscati sono emerse durante la seduta della commissione trasparenza, in modo lampante. Come riferisce sempre l’agenzia Dire, la convocazione della seduta è stata provocata dalla comunicazione inviata lo scorso 9 aprile dal capo dipartimento Risorse economiche, Stefano Cervi, agli assessorati al Bilancio, Patrimonio, Sport e Scuola e ai rispettivi dipartimenti competenti, in cui veniva messo in evidenza il monte imposte di cui è debitore il complesso sportivo, che andrebbe ripianato da Roma Capitale al momento dell’acquisizione ufficiale. Lo stesso Campidoglio è però creditore per quanto riguarda i tributi di propria competenza: sicuramente per IMU e TASI per gli anni 2006/2007 mentre per gli anni 2013/2014 si tratterebbe di iscrizioni a ruolo per avvisi di accertamento non pagati, non meglio specificati. Sempre secondo quanto riportato da Dire, “sono stati emessi avvisi di accertamento impugnati con giudizio ancora pendente” e per gli anni di imposta successivi “non risultano avvisi emessi in quanto dopo il sequestro vige la sospensione di imposta”. Almeno una notizia in qualche modo confortante. La doccia fredda però arriva subito dopo: su questi tributi “a seguito del trasferimento del compendio Salaria Sport Village, Roma Capitale si troverebbe contemporaneamente ad essere creditrice e debitrice- scriveva Cervi- delle somme con conseguente annullamento del credito”. Cioè una perdita per l’Ente. A queste somme, vanno aggiunti 21.900 euro di Tefa (addizionale sulla Tari) da pagare alla Città’ Metropolitane di Roma e soprattutto 438.000 di Tari, un credito “di competenza esclusiva di Roma Capitale”, per il quale “vale il ragionamento in precedenza fatto per i tributi ICI-IMU-TASI”. Nel corso della commissione il direttore Cervi ha evidenziato che “non è’ previsto che lo stesso Ente diventi soggetto passivo dell’imposta ma le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate sono state altalenanti”. Questa situazione rappresenta “un aspetto del problema” della mancata acquisizione del Salaria Sport Village, come ha riconosciuto Paolo Saulini del dipartimento Patrimonio. Ma ce ne é anche un altro “non poco rilevante- ha spiegato Saulini- dei crediti vantati dallo Stato. Stiamo aspettando una definizione dalla Agenzia dei Beni Confiscati”. Tutto ciò a due anni dal protocollo di intesa firmato da Campidoglio e Federcalcio, che intende gestire il Salaria Sport Village e realizzarci la Casa delle Nazionali. La Figc- ha proseguito Saulini- si é detta disponibile a farsi carico dei debiti nell’ambito di interventi progettuali più ampi. Abbiamo buttato giù una delibera che prevedesse queste cose per l’immissione in possesso.  In teoria il bene, una volta preso, andrebbe gestito direttamente (dal Comune, ndr) ma alla fine la gestione andrà fatta dalla Federazione nelle parti in cui é possibile progettare la Casa delle Nazionali e per il resto vedremo. É una situazione molto complessa perché ci sono così tanti spazi che vanno verificati. Risorse per Roma sta lavorando con il dipartimento Urbanistica, perché nel tempo sono stati fatti diversi interventi. Tanti sono regolari ma qualcosa va aggiustato. Per quanto andrà fatto un progetto a step”. Il primo “è fare in modo che la Figc, come ha più volte manifestato, si faccia carico delle spese che l’Agenzia richiede  e intanto continuare la gestione perché lì dentro ci sono delle attività e quindi di fatto si tratta dell’acquisizione di un’azienda gestita ora dai commissari”, ha spiegato Saulini che  ha poi sottolineato che “nella prima fase non si potrà stilare subito un protocollo molto articolato (tra Roma Capitale e Figc, ndr) perché è complessa la situazione all’interno. É un’operazione per la quale ci vorrà un pochino di tempo. Abbiamo capito come quel complesso stava messo con le tasse, stiamo attendendo di capire la situazione a livello di danni o di diritti di terzi che possono esserci. Si parla di cifre che la Figc intende accollarsi. Dopodiché procederemo e andremo avanti”. Ma non c’è solo una questione di tasse a rallentare tutto l’iter di presa in possesso del bene: “Ci sono  questioni legate a partite delle vecchie società che hanno creato debiti nella gestione di impresa- ha detto concluso  Saulini- I commissari giudiziali qualche tempo prima della  confisca avevano fatto contratti a tempo determinato, quindi c’é  anche un problema di assorbimento di personale. Queste sono le problematiche. Stiamo attendendo alcune precisazioni fondamentali dall’Agenzia dei beni confiscati, quando avremo un quadro più preciso passeremo alla fase operativa”.

Quindi, la questione è semplice, nella sua complessità: per il Comune di Roma non sarebbe un’acquisizione a costo zero, ci sarebbero circa 500.000 euro accertati di tributi inevasi, a cui dovrebbe in qualche modo, attraverso un artificio contabile, rinunciare. Però a fronte di un valore stimato di alcuni milioni di euro, non proprio un’operazione in perdita. In più, alcuni contenziosi, da chiudere sul medio – lungo periodo e le posizioni lavorative delle persone che in questi anni hanno consentito lo svolgimento delle attività e il regolare funzionamento del circolo. Anche in questo caso, con buoni margini positivi e comunque, con all’orizzonte la possibilità di dare un bene a quel punto acquisito alla proprietà comunale, capace di produrre reddito, in gestione. Esiste già un protocollo di intesa con la FIGC, dichiaratasi disposta a coprire gli incassi dovuti al mancato incasso dei tributi e in linea di massima anche quelli delle altre passività. Ovviamente, in cambio di ciò il Campidoglio dovrebbe dare fare delle concessioni, la cui convenienza è tutta da sondare e studiare ma una cosa è chiara, il privato non ha interesse – e ci mancherebbe pure – a fare operazioni in perdita, ci deve essere un ritorno e anche buono: di soldi, di immagine. Soprattutto, poi, dovrebbe dare delle spiegazioni, sia contabili che all’opinione pubblica, dato il grande valore del compendio confiscato.

Il presidente del III Municipio Giovanni Caudo, che nei giorni scorsi si era messo a disposizione per avere informazioni direttamente dagli uffici della Sindaca ha così riferito: «Ho portato le giuste istanze dei cittadini alla Sindaca che ha firmato il protocollo con la FIGC. Il protocollo deve prevedere esplicitamente la possibilità di aprire le strutture sportive al territorio come chiesto dal Municipio già nel 2019 e dai cittadini. Ho avuto assicurazione dall’interlocuzione con la sindaca che si farà carico di questa richiesta anche con modifiche al protocollo».

Luciana Miocchi

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Manifestazione di lavoratori e utenti per sensibilizzare le istituzioni circa il futuro del Salaria Sport Village, dopo la confisca sospeso nel limbo – di Luciana Miocchi

18 Mag

Sabato 15 maggio, presso il Salaria Sport Village si è tenuta una manifestazione dei dipendenti e degli iscritti al circolo, nel giorno simbolo della riapertura delle palestre, in quanto per questa struttura, nonostante sia stata confiscata dallo Stato quando era in piena attività, non è ancora stata delineata una linea di gestione e di riapertura. Il Comune di Roma, a cui dovrebbe essere affidata non ha ancora preso in carico effettivamente l’attività.

Fabrizio Sbraga, dipendente dal SSV con varie mansioni dal 2013 e da poco titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e co-organizzatore della protesta pacifica, ha ripercorso gli eventi che hanno portato all’iniziativa: «a causa del Covid, nel marzo 2020 è scattata la cassa integrazione. Poi finalmente è arrivata la bella notizia, che a fine maggio le palestre avrebbero riaperto ed eravamo tutti speranzosi di ripartire con le nostre vite, rimboccandoci le maniche ancora una volta. Poi, la doccia fredda: viene comunicato che la struttura non riaprirà per varie motivazioni legate alla situazione dell’azienda confiscata e mandata avanti dai custodi del tribunale, una gestione che si basa solo sugli incassi. Purtroppo, i mesi di inattività avevano creato un buco nella cassa, dovuto ai pagamenti che non potevano essere rimandati, le bollette non aspettano. Ci hanno detto che a giugno avrebbero riaperto il tennis e il primo luglio la piscina esterna, data in gestione a Lazio nuoto, che ha riaperto la struttura ma non facendo lavorare i dipendenti già in forza ma i propri. A me hanno chiesto di occuparmi del front office per gli abbonati e ho lavorato un mese, dando idea che a settembre si sarebbe ripartiti. A fine luglio 2020, all’annuncio della confisca definitiva qui sono venuti tutti, dalla Sindaca Raggi alle personalità di Comune e Regione, anche Tardelli, per la FIGC. Noi lavoratori eravamo tutti contenti, è stata fatta una riunione a settembre con i dipendenti, belle prospettive con l’idea di attendere qualche mese perché si facesse il passaggio, a dicembre ci hanno detto che ormai era imminente, questione veramente di poco. Poi di rinvio in rinvio, la firma definitiva ha continuato a slittare, fino ad arrivare a marzo 2021, a un anno dal lock down, le uniche strutture aperte sono tennis canottaggio e padel; gli abbonamenti dei soci vanno in scadenza senza averli potuti utilizzare e nessuno riesce ad avere notizie da parte di chi doveva rispondere ai soci. Credo che non dipenda più nemmeno dalla gestione precedente, il bene è stato confiscato ed è diventato bene dello Stato. Quando si sono sentite voci di nuove riaperture, ho avuto messaggi dai soci che si informavano. A uno di loro è venuta l’idea di organizzare una manifestazione pacifica – proprio nel luogo da noi tanto amato, per sport, per passione e per lavoro – è andato alla Questura per avere le autorizzazioni ed essere in regola sotto ogni profilo. Io ho seguito la vicenda per rappresentare anche un po’ i miei colleghi che non hanno la mia stessa fortuna di avere un contratto a tempo indeterminato. Abbiamo deciso di riunirci e di farlo qui perché sappiamo di avere uno dei centri sportivi più belli in assoluto, per quanto riguarda sicuramente la nostra regione ma credo anche d’Italia. Ci tengo a ribadire che abbiamo seguito tutte le regole, raccolto firme per la richiesta di autorizzazione, la Questura ha convocato il socio che si è fatto carico di tenere i rapporti, è stata fatta una manifestazione tranquilla e pacifica, cercando di dare un’idea pacifica e bella, sappiamo che i tempi possono essere lunghi, conosciamo i tempi italiani e romani ma siamo fiduciosi che potremo ritornare ad allenarci qui, ad avere e a dare l’opportunità di iscriversi anche per la prima volta in questo posto bellissimo, che strega, che da la sensazione di vivere in un posto di pace, immerso nel verde, a dieci minuti dal centro, un posto stupendo e pieno di verde, un’oasi sul fiume, ben assortito. Io ci lavoravo e mi allenavo in quel posto, ci passavo dodici ore della mia giornata, abito dall’altra parte di Roma ma è diventato il mio mondo. Un po’ mi è dispiaciuto che non siano state presenti figure istituzionali ma abbiamo intenzione di rifare un altro evento, vogliamo lottare per questo nostro piccolo paradiso».

Alla manifestazione hanno preso parte, tra gli altri, per il Comitato di quartiere di Settebagni Silvia De Rosa, vice presidente e Marina Fava, membro del direttivo, rinnovando l’impegno a far sentire con forza la voce del territorio, che giudica irrunciabile il diritto e la facoltà di poter usufruire della struttura .

Raggiunto telefonicamente il presidente del III Municipio, Giovanni Caudo cosi ha replicato: «Il comune ha ceduto alla Figc l’area ma non é chiaro se e quali accordi ha preso per mantenere la struttura a servizio del quartiere come avevamo chiesto. Stiamo insistendo con il Comune per avere chiarezza su questo aspetto cruciale per noi. È cambiato l’assessore allo sport, speriamo di avere prima possibile le informazioni necessarie. Siamo a fianco dei cittadini e degli associati alla piscina, abbiamo dato la disponibilità a un incontro per dare le informazioni che avremo dal Comune.»

Luciana Miocchi

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Lettura critica del progetto su piazza Sempione presentato dalla Giunta Caudo – intervista agli Architetti Rizzo e Galassi

8 Mar

Gli architetti Biancamaria Rizzo e Alessandro Galassi, urbanisti e autori di un approfondito volume su Città Giardino, edito da Minerva nel 2013, esprimono il loro punto di vista sul progetto di restyling della piazza che ospita la sede centrale del III Municipio che tanto polverone ha sollevato, uscito ormai dalla questione puramente amministrativa per approdare a un qualcosa che assomiglia nei toni sempre più a una disputa folkloristica, più da Peppone e Don Camillo che da curva. Con questo contributo si cerca di riportare il discorso sulle peculiarità del progetto e sulla critica costruttiva.

“Una lettura approfondita del progetto di riqualificazione di Piazza Sempione, redatto dallo studio Bradaschia di Trieste nel 2020, ma pubblicato solamente in data 12/02/2021 sul sito del Comune di Roma, può aiutarci a capire meglio gli obiettivi di progetto e valutare l’efficacia delle azioni proposte per raggiungere gli stessi. Procediamo per temi.

Nuova pavimentazione della piazza.

Il progetto prevede la realizzazione di una grande area pavimentata di fronte all’edificio Semintensivo 2 di Innocenzo Sabbatini (attuale sede del Municipio III) con l’eliminazione del parcheggio a raso esistente, lasciando asfaltato il resto della superficie. Uno sguardo anche veloce alla planimetria di progetto evidenzia una certa disorganicità nel trattare le varie parti della piazza, la quale non viene considerata, come sarebbe opportuno, uno spazio unitario.

Miglioramento dell’illuminazione della Piazza

Il progetto prevede l’installazione di una serie di apparecchi illuminanti a led, localizzati quasi esclusivamente su tre lati della nuova area pedonale di fronte al palazzo Sabbatini, il che comporterebbe una differenziazione sostanziale tra zone diverse della piazza, alcune delle quali rimarrebbero più buie di altre a scapito di una fruizione unitaria dello spazio. Manca inoltre la previsione di una illuminazione “scenografica”, quanto mai opportuna al fine di esaltare le caratteristiche architettoniche degli edifici e di evidenziarne la struttura compositiva, attraverso il posizionamento di proiettori o altri tipi di apparecchi illuminanti. Questo aspetto non è secondario, se si vuole realizzare uno spazio gradevole oltre che sicuro anche nelle ore notturne.

Miglioramento dell’arredo urbano della Piazza

Il progetto prevede l’inserimento di soli quattro elementi di seduta in cemento bianco, posti sul lato meridionale della nuova area pedonale pavimentata, e la collocazione di qualche cestino portarifiuti di materiale e forma non meglio specificati. E’ evidente che questo aspetto del progetto risulta carente in quanto non esplicita le motivazioni funzionali e formali relative alla scelta e alla localizzazione degli elementi di seduta e di raccolta rifiuti; una scelta che, trattandosi di una piazza storica, dovrebbe essere quanto meno congruente con il contesto di ambientazione.

Miglioramento della viabilità

In merito al tema del miglioramento della viabilità, che rappresenta forse la motivazione più forte espressa dall’Amministrazione nella presentazione del progetto, va rilevata la mancanza di analisi preliminari specifiche finalizzate ad inquadrare Piazza Sempione nel più ampio sistema viario del quartiere, anche attraverso un’analisi dettagliata dei flussi veicolari, che permetta di valutare gli effettivi impatti positivi del progetto sulla mobilità. Di fatto le azioni di progetto previste confermano l’assetto viabilistico esistente, con il transito dei veicoli (pubblici e privati) sulla piazza. L’eliminazione del parcheggio non inciderebbe sulla viabilità, ma solamente sulla dotazione di posti auto di cui, peraltro, non c’è alcuna proposta di ricollocazione. La viabilità resterebbe, dunque, sostanzialmente inalterata rispetto alla situazione attuale. Queste considerazioni mettono in evidenza che, a fronte di uno stato di fatto fortemente problematico e degradato, il progetto presentato non sembra in grado di incidere efficacemente sugli obiettivi di riqualificazione prefissati.

Il progetto può invece essere una grande opportunità per valorizzare la piazza e tornare a guardarla come uno spazio unico e unitario, ripensandone non solo l’aspetto ma soprattutto l’utilizzo: la piazza di una nuova città come l’aveva immaginata il suo autore Gustavo Giovannoni. Questo vuol dire attuare un ripensamento complessivo della piazza, che integri tutti gli aspetti: dalla pavimentazione (ricorrendo ad esempio all’utilizzo di un unico materiale) all’illuminazione (sia funzionale che scenografica), all’arredo. Anche per la viabilità si potrebbe valutare l’ipotesi di una pedonalizzazione integrale della piazza o, in alternativa, mantenere provvisoriamente la transitabilità veicolare, puntando però, come detto prima, sulla realizzazione di una pavimentazione e di un sistema di illuminazione unitari. E’ innegabile che l’elemento incongruo negli spazi urbani storici è rappresentato soprattutto dalla presenza delle automobili, sia in sosta che in transito, ed è su questo punto che andrebbe rivolta principalmente l’attenzione. Il ripensamento della viabilità non può certo limitarsi alla rimozione e allo spostamento della statua della Madonnina, peraltro ormai parte integrante dell’immagine della piazza, che il progetto attuale prevede di traslare a ridosso della chiesa. Si tratterebbe di un’azione senz’altro inefficace ai fini della viabilità e, probabilmente, anche dannosa ai fini della condivisione collettiva del progetto, vista l’affezione che ormai i cittadini nutrono nei confronti di questo elemento.

Se l’Amministrazione, facendo tesoro del proficuo e stimolante confronto in atto con la cittadinanza e gli uffici preposti, arriverà a revisionare il progetto in modo condiviso, riuscirà a restituire  a questo spazio urbano, cuore di Città Giardino Aniene, la dignità e il rispetto che esso merita.

Arch. Alessandro Galassi

Arch. Biancamaria Rizzo

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Sporcare è facile, pulire è difficile. La discarica verrà rimossa, con la collaborazione delle diverse parti coinvolte – di Luciana Miocchi

31 Gen

Chiariti i motivi per cui ripulire la discarica e chiudere l’accesso in via di Fornace Vignolo, confini del III Municipio a Castel Giubileo, è tanto complicato. La strada scorre nel territorio di due Municipi, il III e il XV ma sull’elenco ufficiale delle strade del III Municipio, non figurava. Un’omissione risalente indietro nel tempo, tanto non poter praticamente risalire a quando è stato commesso l’errore. Le ricerche però, hanno portato ad accertare che la via è senza ombra di dubbio in carico Anas, motivo per cui la competenza a ripulirla non è di Ama. E a chiuderne l’accesso non possono essere nè il Municipio nè il Dipartimento. In più, una parte del terreno su cui è sorta la discarica di ogni tipo di immondizia, è privato. Oltre le complicanze dovute alla natura di rifiuto speciale – quale è la classificazione di elettrodomestici, calcinacci, copertoni e affini – che ne impongono lo smaltimento con una procedura particolare.

L’assessore ai LLPP del III, con delega all’ambiente Franscesco Pieroni ha annunciato la raggiunta intesa con Anas, proprietà privata e nucleo ambientale che si coordineranno per la messa in sicurezza del tratto di strada, la ripulitura dai rifiuti e la successiva chiusura degli accessi. I lavori partiranno a breve, il tempo di risolvere gli ultimi adempimenti burocratrici

Luciana Miocchi

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Tra Tevere e Gra una discarica abusiva difficile da rimuovere

30 Dic
particolare del carico di copertoni usati scaricati in via Fornace Vignolo

In quel posto sono anni che periodicamente vengono scaricati illecitamente rifiuti di ogni tipo. Nonostante le moltissime segnalazioni, non cambia mai nulla. Elettrodomestici usati, avanzi di soffitte ripulite, calcinacci e, ora, anche copertoni. Sembrerebbe un lembo di terra di nessuno, una via che parte dal tratto di raccordo sopra la diga di Castel Giubileo, ormai declassata a traffico locale e finisce non si sa bene dove, non si sa bene di chi, con uno slargo. Fuori mano, fuori sguardi indiscreti se non quelli di sfuggita degli automobilisti in transito o dei residenti, con uno slargo che permette il parcheggio di vari mezzi, non illuminato. Insomma, con tutti gli ingredienti giusti per trasformarlo nello scenario perfetto dove buttare ogni tipo di rifiuto speciale. La via ha un nome, Via Fornace Vignolo e parte dal territorio di Castel Giubileo, quindi III Municipio, anche se ai confini con il XV. Anni addietro l’area era stata resta impraticabile con l’apposizione di alcuni new jersey di cemento, poi rimossi. Da ricerche autonome svolte da un privato, lo slargo dovrebbe essere di proprietà privata. Da tempo, nonostante le richieste, non si riesce a sapere di chi è la competenza amministrativa – spesso nelle zone a confine ci sono delle compenetrazioni anche se vi è un confine naturale, come un argine di fiume – nel rimuovere o anche segnalare ai competenti uffici che hanno una qualche giurisdizione sul bacino del Tevere, probabilmente ciò è dovuto anche al fatto che rimuovere quei rifiuti non è affatto semplice, non basta Ama che passa con degli operai e un furgone, come quando c’è da raccogliere le buste di immondizia che strabordano dai cassonetti. Ogni rifiuto speciale – quale è la classificazione di elettrodomestici, calcinacci, copertoni e affini – deve essere inviato in una discarica con l’autorizzazione apposita e non esiste ufficio pubblico che si accolli una spesa del genere se non strettamente competente.

Qualche giorno prima delle feste natalizie è stato interessato l’assessorato all’ambiente del III Municipio, in virtù dell’appartenenza dell’abitato di Castel Giubileo al territorio amministrato da Montesacro. Questa è la risposta dell’assessore Francesco Pieroni, dopo aver fatto i necessari riscontri: ” nei giorni scorsi ci è stata segnalata una imponente discarica in via fornace Vignolo, cui si accede dalla complanare del raccordo all’altezza della diga di Castel Giubileo direzione Labaro. Da quanto abbiamo potuto appurare si tratta di un’area appartenente al municipio XV, lungo una strada di competenza di Anas. Ad ogni buon conto abbiamo provveduto a fare segnalazione al Municipio XV.” Dalla presidenza di Piazza Sempione è comunque partita una segnalazione al Dipartimento ambiente del Comune di Roma, insieme ad un impegno per fare tutto il possibile per rimuovere almeno i copertoni, come la richiesta alla polizia locale di una relazione da allegare alla segnalazione per danno ambientale alla Procura della Repubblica. La palla quindi, torna in campo, tra Municipio XV e Anas. Resta una discarica abusiva, pericolosa dal punto di vista ambientale per il tipo di rifiuto e per la particolare area in cui si trova, vicino alle sponde del Tevere e ad alcune pozze ricche di biodiversità. Non resta che sperare in una qualche indagine della Procura scaturente dalle segnalazioni. E che qualcuno paghi per i reati ambientali commessi.

Luciana Miocchi

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Una bella iniziativa giunta al secondo anno: doni ai bimbi ricoverati a Natale – di Luciana Miocchi

14 Dic

La forza e la costanza di una mamma del III Municipio, sempre in prima linea nell’organizzare iniziative a favore dei bambini in difficoltà, porta anche quest’anno doni ai piccoli ricoverati dell’Umberto I e a una casa famiglia del Municipio.

Dice Ilaria Tamantini: «Anche quest’anno, nonostante la pandemia da covid-19,sono riuscita a trovare un accordo con dei reparti ospedalieri del policlinico Umberto primo di Roma, con la sede distaccata di neuropsichiatria infantile sita in via dei sabelli e con una casa famiglia sita a Montesacro che si occupa anche dei bambini di Scampia, per la distribuzione di doni per i bambini ricoverati per Natale. La mia iniziativa nasce dall’esperienza personale di tanti ricoveri avuti per mio figlio, durante i quali è cresciuta in me la volontà di regalare un momento di magia ai piccoli guerrieri e donare loro un sorriso. Mi occupo regolarmente di famiglie con bambini speciali, a cui, tramite un pool di avvocati che hanno messo a disposizione la propria professionalità, offriamo supporto legale gratuito per far rispettare alle istituzioni i loro diritti, troppo spesso calpestati. Ma torniamo al Natale. Chi volesse aderire può acquistare un dono(Babbo Natale fabbrica regali con l’aiuto dei suoi elfi! Quindi il prodotto deve essere nuovo; sono ben accetti giochi di società, peluche, libri, puzzle, bambole, costruzioni morbide e tutto ciò che la vostra fantasia propone! Una volta acquistato il dono potete incartare il regalo scrivendo sopra di cosa si tratta (in piccolo) oppure chiudere con carta trasparente e un bel fiocco (questo mi aiuterà nella distribuzione).

Questi doni devono essere consegnati direttamente a me entro il 19 dicembre 2020, in modo che possa poi portarli a destinazione il 21 dicembre. Potete contattarmi al numero 3294833484 per concordare la consegna. Ovviamente sarete aggiornati passo passo sulle date e sulle modalità di distribuzione».

Luciana Miocchi

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Il Cdq Settebagni recupera una panchina al Parco Nobile scegliendo di lanciare un messaggio sociale – di Luciana Miocchi

29 Nov

Domenica 29 novembre, armati di buona volontà e sperando nella clemenza del tempo, dopo aver chiesto le autorizzazioni del caso – ebbene si, anche per fare interventi di manutenzione con il volontariato, serve – un gruppo di volontari del Cdq Settebagni ha recuperato una panchina completamente distrutta nel primo emisfero del vialetto del parco Nobile, cogliendo l’occasione per dedicarla alla sensibilizzazione per la lotta alla violenza sulle donne, la cui giornata è caduta il 25 novembre.

La preparazione del lavoro è iniziato qualche giorno prima, con la pittura delle stecche ricevute, per interessamento dell’assessore municipale Francesco Pieroni, dal servizio giardini del III Municipio. Portate poi sul posto, si è trattato di rimuvere ciò che rimaneva delle stecche marcite dagli anni trascorsi e collocare in posizione quelle nuove, in un gioco ad incastro tenuto insieme dai fianchi di ghisa e dai bulloni e dai tiranti, reso possibile solo dal lavoro di squadra e..dalle mascherine. Si perchè a complicare il tutto, le misure di contenimento del Covid che hanno costretto i partecipanti a diverse acrobazie per non ritrovarsi troppo spalla a spalla.

LM

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Un Teatro “Gigi Proietti” al Tufello? C’è chi ci crede già – di Luciana Miocchi

7 Nov
il murales apparso sul muro della palazzina di via Capraia dove c’era l’appartamento della famiglia proietti negli anni cinquanta

Nel giorno dei funerali di Gigi Proietti, nonostante dal Campidoglio sia già arrivata la notizia che il Globe Theatre a Villa Borghese verrà intitolata al grande attore, è giunta una nota di Riccardo Corbucci, coordinatore della segreteria romana del Pd ed ex assessore alla scuola del III Municipio, con la quale si manifesta la proposta di costruire un nuovo teatro a suo nome, nel cuore del Tufello, quartiere dove l’artista è vissuto tutta l’infanzia e la prima adolescenza. Quello di un teatro di proprietà totalmente pubblica è un vecchio sogno, accarezzato da molti amministratori nel corso degli anni ma fino ad ora non ha mai trovato le condizioni perché diventi realtà. Chissà, forse ora sotto la spinta emotiva potrebbe anche avverarsi ma la duplicazione sembra un po’ utopistica.

Corbucci, la Sindaca Raggi ha appena annunciato che il Globe Theatre verrà intitolato a Proietti, come potrebbe esistere un altro Teatro Proietti a Roma?

L’intitolazione del Globe  è un atto dovuto, giusto, perché come ha ricordato oggi nel giorno dei funerali, Walter Veltroni, era il suo teatro, lo aveva fortemente voluto. Va benissimo il Teatro, come ha proposto la Raggi, o fare un grande murales al Tufello come annunciato dalla regione Lazio e dall’assessore Valeriani, ben vengano queste iniziative. Dopo di che per Roma bisogna pensare in grande ed è necessario ricordare la figura di un maestro come Gigi Proietti con un’opera nuova e io credo che costruire un Teatro al Tufello, che è il quartiere dove ha vissuto da bambino, sia non soltanto un modo per ricordare la sua provenienza ma anche per tramandare una lezione importante, che è quella di portare la cultura in tutti i quartieri di Roma. Proietti è stato un artista popolare e consentire ai cittadini del terzo Municipio di avere un Teatro che lo ricordi significa continuare a promuovere in ogni luogo spazi dedicati a tutti i futuri Proietti della nostra città.

Ha già un’idea di dove farlo nascere?

La prima persona che ho coinvolto su questa proposta è il presidente del III Municipio, Giovanni Caudo, persona sensibile su questi temi. Ci sono diverse aree tra via Monte Massico e via Monte Resegone che potrebbero andare bene, sicuramente ci vorrà qualche anno ma noi siamo persone testarde che quando si mettono in testa un obiettivo non lo mollano.

Luciana Miocchi

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Caso Italia Viva-Bono-Novelli: salta la riunione di maggioranza. Pd furioso, IV pure – di Luciana Miocchi

11 Set

Il Presidente del Municipio Caudo deve disattivare la miccia del possibile terremoto politico in seno alla sua maggioranza. IV e Pd non se le mandano a dire. Prova di muscoli in vista della scelta dei candidati alle prossime elezioni? 

Continua a far rumore il caso di Mario Novelli, ex capogruppo M5S in seno al consiglio municipale e di Emiliano Bono, ex consigliere di Fdi, da sempre nel centro destra, passati a Italia Viva. Come già rilevato, il Pd, soprattutto a livello municipale, non ha digerito il passaggio del cons pentastellato, considerato da sempre vicino alle idee più conservatrici e del noto esponente della destra, per altro già in consiglio con il Pdl, quota An, nella consiliatura Bonelli. Nei giorni scorsi si erano già visti i comunicati di dissenso da parte del partito democratico e di Leu, in reazione all’annuncio dell’assessore Leoncini, ex Pd passata poi a Italia Viva e a quello dei responsabili locali di IV. A breve giro  era seguito poi il comunicato di risposta, dai toni altrettanto fermi, di Iv, al momento forza alleata della maggioranza: « Al Pd e Leu del III Municipio che attraverso un post su Fb accusano di operazione trasformistica chi ha fatto scelta in totale libertà di aderire a una forza politica alleata con cui si governa insieme a livello nazionale, regionale e municipale, rispondiamo che forse si confondono con chi come loro sta lavorando a consegnare Roma alla Raggi fingendo di fare opposizione in Campidoglio. In III Municipio grazie a Italia Viva si allarga la maggioranza dell’ottimo presidente Caudo che abbiamo incontrato e con cui c’è un clima di condivisione politica e di reciproca stima. Caudo potrà contare ancor di più sul nostro supporto rispetto a forze politiche come il Pd III Municipio e ai relativi giochi di potere: sono solo assetati di poltrone in nome di questa bramosia hanno già rischiato nei mesi scorsi di far cadere la migliore amministrazione della Capitale. Non si costruisce con queste premesse un futuro insieme per Roma e per il III Municipio». Più che un comunicato di un alleato, quasi una dichiarazione di guerra, in politichese. In tutto ciò, sembra passare in secondo piano il fatto che il Movimento Cinque stelle abbia perso un rappresentante in Municipio, a favore dell’attuale maggioranza. Sempre se tiene, questa maggioranza. E’ di stamattina, infatti, un ulteriore nota del segretario del Pd del III e consigliere, Filippo Maria Laguzzi, dal tono molto critico nei confronti del Presidente Caudo. Questo un estratto: «Chiunque oggi avalli, anche con il proprio silenzio, questa deriva fascio-grillina proposta da Italia viva, sta compromettendo un percorso importante e valoriale che il centro sinistra ha voluto costruire in questo municipio e che vogliamo riproporre a Roma. Chiedo quindi nuovamente al presidente Giovanni Caudo di non avallare tale trasformismo politico e nell’interesse della comunità che amministra e tenendo conto dell’autonomia e della responsabilità del suo ruollo, di provvedere ad una rimodulazione della propria giunta municipale in conformità con il voto espresso dai cittadini due anni fa».  Nel frattempo, la riunione di maggioranza che si doveva tenere questo pomeriggio è stata annullata. Se queste sono le premesse sulla carta, il presidente Caudo ha una bella gatta da pelare, a pochi mesi dalle prossime elezioni.

Luciana Miocchi

 

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(Roma) Cronache frizzanti di fine estate in III Municipio: passano a Italia Viva il capogruppo municipale dei 5 Stelle e un ex consigliere di centro destra

5 Set
Mario Novelli (ormai ex capogruppo Cinque stelle in consiglio municipale) Francesca Leoncini (assessore al commercio, Italia Viva) Emiliano Bono (ex consigliere municipale Fratelli d’Italia)

Una notiziola che sarebbe potuta passare sottovoce, senza conseguenze per nessuno, in un inizio week end di fine estate, con i romani alle prese con i rimpianti estivi, con lo spettro del ritorno del lock down, con le scuole che forse iniziano forse no. E invece, ecco servito quel guizzo frizzante che può agitare le acque politiche del III Municipio e chissà forse anche più su, in Comune, con le elezioni per il rinnovo del Campidoglio e dei Municipi oramai a un tiro di schioppo.

Due piccioni con una fava. Francesca Leoncini, attuale assessore al commercio del parlamentino di Montesacro ha dato notizia, con un caloroso comunicato, dell’avvenuto passaggio a Italia Viva di Mario Novelli, capogruppo in consiglio municipale fino a ieri dei Cinque stelle – che ora si trovano ridimensionati a soli due consiglieri – e di Emiliano Bono, fino alla caduta della giunta Capoccioni capogruppo Fratelli d’Italia e poi scomparso dalla scena politica dopo la sua misteriosa fuoriuscita dal partito e un velocissimo passaggio verso la lega.

Del consigliere Novelli erano molti a sospettare un prossimo passaggio ad altra compagine politica – anche se c’era chi era pronto a scommettere più su una espressione di centro destra – essendo questo che sta esaurendosi il suo secondo mandato, pur se da più parti nell’ambiente pentastellato si è cercato di proporre una clausola per i mandati non portati a termine e quindi la questione è quanto meno controversa. La sua decisione è stata criticata più che altro dai cinque stelle puristi, che non ammettono il cambio di casacca, pur sapendo che nell’ordinamento italiano non esiste il vincolo di mandato. Molto duro sulla sua pagina social l’ex assessore al commercio del III, Simone Proietti, che ribadisce cosi il suo pensiero: “Potrei dire come molti di essere sorpreso o amareggiato ma invece dico che è meglio così. Via le mele marce dal m5s. Doveva dimettersi per coerenza, qualsiasi motivo avesse di dissenso. É stato eletto con voti del m5s e ora è con Renzi. Dovrebbe chiedere scusa a tutti i cittadini che lo hanno votato e dato la preferenza”.

Il Caso Bono

Il nuovo acquisto di Italia Viva che ha sollevato il polverone però è Emiliano Bono, proprio per il suo trascorso politico sempre nelle file del centro destra. Immediati i meme su quanto l’Italia Viva di Renzi possa essere di destra, viste le new entry. Il diretto interessato però, forte dell’esperienza maturata in più di un decennio non si è sottratto alle domande postegli in quella che è la prima intervista del suo nuovo percorso, neppure quando gli si è chiesto conto della prima gaffe, commessa quando forse nemmeno immaginava dove la corrente lo avrebbe portato

le emoticon di apprezzamento per Italia Viva del neo acquisto di IV Emiliano Bono

Ci sono cose che non si possono proprio nascondere, come gli anni di militanza e le consiliature tra le fila del Pdl prima e FdI poi. Emiliano Bono, scusi, ma non era di destra, lei? Certo e mi sono spaccato per tirare su Fdi in III municipio ma poi le strade si sono separate e ho scelto di iniziare con loro (Italia Viva, ndr) ma senza velleità di candidatura. Lavorerò su Roma e sul Municipio.

Se era di destra come è finito con Renzi? Sicuramente non sarei mai andato al Pd. Ma con Renzi e Italia Viva è un’area più riformista, dove chiaramente alcune cose ancora non sono vicinissime ma sicuramente c’è tanto entusiasmo e voglia di lavorare e creare qualcosa di valido a Roma.

Quindi passa sopra al fatto che comunque Renzi è di sinistra e Italia Viva ha una politica in fatto di accoglienza, di famiglie non tradizionali e di genere diversa da quello che lei ha sempre proclamato. Quando ha cominciato a pensare di cambiare? Il mio avvicinarmi a Italia Viva è nato anche con un rapporto che si era creato con Francesca (Leoncini, attuale assessore al commercio nella giunta Caudo, ndr) nei due anni di opposizione (la consiliatura Capoccioni, finita con un sfiducia votata in consiglio, due anni fa, ndr) . C’è stato un avvicinamento non tanto tempo fa, direi durante queste vacanze estive: ci siamo incontrati, parlati, sentiti ed è nata questa volontà soprattutto perché ho trovato la voglia di far crescere questo partito, sia a livello municipale ma soprattutto anche  a livello romano. Ho incontrato, come ha visto dalle foto, il deputato Nobili e i coordinatori romani. Ho voluto sposare questo nuovo percorso totalmente diverso, come continuavo a dire, da quello che ho avuto nel mio passato di centro destra, che ho sposato nonostante alcune idee che sicuramente abbiamo  differenti perchè non è che dall’oggi al domani cambio,  però devo dire, come capita un po’ nella vita di ognuno, anche nel momento in cui ti sposi, si decide di sposare una donna, o un uomo, ci si prende tutto il pacchetto, con le cose che ci piacciono e quelle che ci piacciono meno. Con la speranza che pian piano ci si lavora e si trova anche un punto di incontro. Mi è piaciuta più che la parte progressista, soprattutto la parte riformista e la volontà di crescere. E stato anche importante l’amico Mario Novelli che ha deciso di seguirmi e di creare quindi evidentemente da subito anche un gruppo politico, oltre che con l’assessore (Leoncini, ndr) anche all’interno del consiglio, cosa in cui credo tantissimo.

Per il post del 22 luglio su Nobili e la Boschi (vedi immagine sopra), vuole dichiarare qualcosa? Se l’ho scritto, l’ho scritto..In dieci quindici anni di centro destra non ho attaccato solo Nobili , ho attaccato chiunque , Renzi, Caudo , Zingaretti. Ho attaccato e sono stato attaccato. Poi ho fatto una scelta. Quello è un post forte, dove ho dichiarato le mie perplessità in merito a quella gita in barca senza mascherina e senza nulla. Sta di fatto che ieri, alla camera, se vede, la foto me la so fatta con la mascherina e oggi uguale. Per cui, ho le mie idee su cose fatte, il passato è passato: sono stato eletto consigliere, capogruppo fdi, so stato pdl, ho dato una simpatia alla lega un paio di anni fa poi non sono passato per una mia scelta, fa parte del gioco della politica. Tengo a precisare una cosa in merito a quel post: ho semplicemente condiviso il post di qualcuno, e non mi sto giustificando ma stiamo parlando di una realtà dove Pd e Cinque stelle governano insieme e se ne sono dette di cotte e di crude. Io ho fatto un post penso che pesi molto ma molto poco, stiamo parlando di Pd e Cinque Stelle. Un ultima cosa, tengo a ringraziare con pensiero affettuoso tutte le persone con cui ho condiviso vittorie e crescita di una formazione politica appartenente al Centrodestra Romano e Nazionale, ringranziandoli tutti, nessuno escluso, per i tanti insegnamenti ricevuti ma da oggi penso solo al futuro e a far crescere IV.

C’è chi chiede la testa della Leoncini al Presidente Caudo

Comunque la si pensi in merito a questa campagna acquisti di fine estate, cosa che è sempre successa e succederà, questa volta Pd e LEU, nella compagine di maggioranza in Municipio, non l’hanno presa proprio bene, nonostante l’aggiunta di un consigliere che va a rinforzarla. Questo che segue è il comunicato congiunto, diffuso dall’agenzia DIRE nel tardo pomeriggio del 4 settembre: “Oggi in III Municipio e` avvenuto il passaggio del consigliere Mario Novelli dal M5S a Italia Viva, un partito che nel nostro territorio non ha mai preso un voto. Italia Viva starebbe inoltre facendo operazioni di acquisto di esponenti politici di destra del municipio, persino di fratelli d`italia. Quando nei mesi scorsi una assessora municipale aveva fatto lo stesso salto trasformistico in IV, per senso di responsabilita` e per far proseguire l`importante lavoro della giunta, come coalizione di centrosinistra del Municipio Roma III abbiamo deciso di non porre subito la questione della sua permanenza in giunta. Ma ormai da tempo, a tutti i livelli, Italia Viva mira alla destabilizzazione di ogni esperienza di centrosinistra. Non possiamo permettere che cio` accada anche in III Municipio. Per questo, vista la qualita` della manovra trasformistica in corso, non permetteremo che qualcuno provi a entrare in maggioranza nel tentativo di riciclarsi e chiediamo anche al Presidente Caudo di essere conseguente nei confronti della composizione della giunta, rimuovendo chi si e` prestato a questa operazione vergognosa”.Cosi` in un comunicato i capigruppo del Municipio Roma III del Partito Democratico, Christian Giorgio, e di Liberi e Uguali, Matteo Pietrosante. 

L’assessora passata a IV, fuoriuscendo dal Pd è Francesca Leoncini. La tempesta di fine estate è appena iniziata, il presidente Caudo avrà il suo da fare per mantenere la temperatura del Municipio entro i limiti di guardia.

Luciana Miocchi

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Con l’accordo ormai ufficiale tra Figc, Comune, Regione e agenzia nazionale per i beni confiscati, si apre una nuova era per il Salaria Sport Village. Nessuno dice se i residenti del quartiere e di quelli limitrofi potranno mai più accedervi – di Luciana Miocchi

25 Lug

Accordo tra Agenzia nazionale per i beni confiscati, Roma Capitale, FIGC e Regione Lazio.

Il Salaria Sport Village confiscato diverrà la casa delle nazionali del calcio. Abbonati e residenti sperano rimanga utilizzabile anche per i comuni cittadini ma al momento non v’è nessun cenno

Il 23 luglio c’è stato un sopralluogo al Salaria Sport Village, con il direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità Bruno Frattasi, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della FIGC Gabriele Gravina e alcuni funzionari di Roma Capitale e della Regione Lazio, in vista dell’assegnazione del centro sportivo, da parte dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata a Roma Capitale. In base a un protocollo già firmato, il Campidoglio e la Federazione Italiana Gioco Calcio porteranno avanti un progetto ambizioso per riqualificare il polo sportivo più grande d’Italia.Come riporta la nota Ansa, la Figc e Roma Capitale stanno lavorando per la realizzazione di un centro polivalente che possa ospitare la nuova “Casa delle Nazionali”: una sede tecnica destinata ad accogliere i raduni di alcune delle Nazionali azzurre, valorizzare tutte le strutture sportive esistenti grazie alla collaborazione con altre Federazioni e – per la prima volta in unico centro – realizzare un polo aperto a tutte le dimensioni sociali del calcio, in particolare quella della disabilità. È intenzionedella Federcalcio, infatti, farne sede della neocostituita Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale. Virginia Raggi sul suo profilo fb scrive: «A seguito di un protocollo già siglato con Figc lavoreremoa un progetto per creare una sede tecnica destinata a ospitare i ritiri di alcune delle Nazionali azzurre. L’intenzione è anche quella di valorizzare tutte le strutture esistenti all’interno del centro, con la collaborazione di altre Federazioni sportive. La Federcalcio, inoltre, ha manifestato la possibilità di farne sede della nuova Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale: sarebbe il primo esempio di un unico polo aperto a tutte le dimensioni sociali del calcio, in particolare quella della disabilità. Ho visitato la struttura insieme al direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità, Bruno Frattasi, e al presidente della Figc Gabriele Gravina. Il Salaria Sport Village sarà trasformato in un posto dedicato al gioco del calcio e allo sport come strumento di aggregazione e inclusione. Sarà un polo d’eccellenza dove poter praticare attività sportiva a tutti ilivelli». Nessun cenno sul destino degli abbonati che hanno visto sopendere l’attività né se la struttura, unica nelle vicinanze e capace di attrarre praticanti dai comuni limitrofi, rimarrà fruibile dai residenti oppure no. La questione è di grande importanza, per gli abitanti dei quartieri limitrofi, non essendovi altra struttura – e come sarebbe potuto essere altrimenti, il centro originario è li da quasi cinquant’anni – dove poter praticare tutta la varietà di sport offerti fino ad ora e a prezzi calmierati, essendo le più vicine strutture comunali a una decina di km di distanza. Il comitato di quartiere di Settebagni si è già attivato per segnalare la problematica legata allo sport, soprattutto per i più giovani, rappresentando il centro una grossa valvola di sfogo, anche e soprattutto per chi non voglia darsi soltanto al calcio, memore dei tempi in cui l’allora Banco di Roma era utilizzabile solo dagli impiegati dell’istituto di credito, dalle loro famiglie e da chi riusciva ad ottenere la qualifica di “ospite” e tutti gli altri dovevano sobbarcarsi trasferte poco agevoli anche solo per praticare il nuoto, ammirando da fuori la recinzione i tanti campi da tennis, ilpalazzetto del basket, i campi da calcio e da tennis, la pista di pattinaggio. Sarebbe tornare indietro nel tempo, quando la periferia brutta, sporca e cattiva veniva tenuta ai margini delle luci dell’eccellenza. Ma siamo nel XXI secolo, ormai. Il quartiere spontaneo sorto intorno al borgo campagnolo si è evoluto, sono arrivati i costruttori e i residenti hanno preso consapevolezza di essere cittadini al pari degli altri, che rivendicano e ottengono diritti e servizi. Il centro federale potrà essere una buona opportunità di lavoro e di crescita per la zona. Nessuno è intenzionato a guardarlo solo da fuori come nel tempo che fu. Luciana Miocchi

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Acquisito in via definitiva al patrimonio dello Stato il Salaria Sport Village. La vittoria di Davide contro Golia – di Luciana Miocchi

22 Lug

Confiscato definitivamente l’impianto sportivo del Salaria Sport Village per un valore di 145 mln di euro

OGNI TANTO VINCE DAVIDE

Il coordinatore romano del PD Corbucci: “ora il centro sportivo torni ai cittadini con tariffe pubbliche”

La vicenda politica e giudiziaria

La vicenda ha inizio ormai tanto tempo fa, tra l’inverno del 2008 e la primavera del 2009, quando un manipolo di cittadini e imprenditori di Castel Giubileo e Settebagni, sostenuti dall’associazione Italia Nostra cominciano a presentare esposti sull’enorme ampliamento del circolo sportivo Salaria Sport Village (ex Banco di Roma). Da Settebagni la questione approda rapidamente prima in III Municipio, dove a sostegno dei cittadini si schiera l’allora consigliere di opposizione dem Riccardo Corbucci e poi in Campidoglio quando Sindaco è Gianni Alemanno. Qui la battaglia politica e legale si amplia, coinvolgendo anche altri impianti sportivi della capitale, che come il Salaria utilizzano i poteri del commissario straordinario per i Mondiali di Nuoto 2009 per migliorare le proprie strutture, anche in deroga al piano regolatore e ai vincoli paesaggistici. Per diversi mesi il Governo a guida Berlusconi e il Comune di Roma si scontrano con i ricorsi presentati dai cittadini al tribunale amministrativo. Della querelle si occupano tutti i quotidiani, l’Espresso, le Iene, Report e Anno Zero, fino a quando Sabina Guzzanti non la porta sul grande schermo con il film “Draquila”. Nel 2010 arriva anche la Procura di Firenze che scoperchia il sistema “gelatinoso” sugli appalti dei grandi eventi.

I sequestri della struttura

Alla vigilia dei Mondiali di Nuoto 2009 il Salaria Sport Village subisce un primo sequestro preventivo, relativo ai presunti abusi edilizi riguardanti la parte del complesso interessata dal nuovo ampliamento. E’ un sequestro che non interrompe le attività del circolo e che sarà poi revocato in seguito alla sentenza che stabiliva come il Commissario straordinario avesse i poteri per consentire la costruzione delle opere eseguite anche in deroga alle normative urbanistiche. Tuttavia la vicenda è ormai nelle aule giudiziarie ed infatti nel 2014, la Gdf di Roma sequestra per la prima volta il Salaria Sport Village nella sua interezza, per evasione fiscale. Nel tempo il tribunale affida la gestione della struttura a diverse realtà, in modo da preservarne la funzionalità e l’interesse pubblico. Negli anni successivi arriva anche la confisca, poi confermata nei vari gradi di giudizio e divenuta definitiva a seguito della pronuncia della Suprema Corte di Cassazione. Per effetto del provvedimento di confisca, lo Stato ha definitivamente acquisito al suo patrimonio l’intero capitale della Società Sportiva romana Srl e il relativo compendio aziendale composto da una club house, un bar ristorante, un centro benessere, una palestra, uffici, foresterie, spogliatori, impianti sportivi tra cui due piscine olimpioniche, campi da calcio e calcetto, campi da tennis, terreni, aree verdi e parcheggi per un valore complessivo di oltre 145 milioni di euro.

Qui di seguito l’intervista a Riccardo Corbucci, il consigliere del III Municipio che all’epoca si espose in prima persona nel denunciare le possibili irregolarità di un ampliamento in area esondativa del circolo pre-esistente, oggi coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma.

Corbucci, si ricorda undici anni fa, quando tutto sembrava una piccola cosa quasi di paese, con un pedinamento casereccio per le vie di Settebagni, prontamente segnalato da alcuni residenti incuriositi da presenze estranee e mai viste all’interno del quartiere? Immaginava potesse finire così, con una confisca da 145 milioni di Euro?

Sono un romantico e un’inguaribile ottimista, e come scrisse proprio La Voce del Municipio ho sempre sperato che un giorno Davide potesse sconfiggere Golia. In questo caso Davide è stato incarnato da tanti cittadini, imprenditori, giornalisti e residenti del quartiere, oltre che dai magistrati che hanno fatto il loro dovere, che hanno restituito alla collettività uno degli impianti sportivi più belli e importanti di Roma. La confisca definitiva dell’impianto è solo l’ultimo atto di una battaglia politica e legale durata dieci anni ed iniziata nelle strade dei quartieri di Castel Giubileo e Settebagni insieme a persone che conoscevano la struttura delle origini e che più di tutti hanno sofferto della trasformazione dell’impianto e anche della cattiva pubblicità dovuta alla vicenda giudiziaria legata ai grandi eventi.

Però alla fine pedinavano lei.

Di quegli anni ricordo la grande solidarietà dei residenti, che si rendevano conto di quanto questa battaglia fosse difficile e che si trovavano in grande difficoltà, perché pur stando dalla parte giusta, conoscevano anche i protagonisti della vicenda. Quando venni pedinato con tanto di telecamera per le strade di Settebagni e diverse persone del quartiere mi avvertirono in tempo reale, consentendomi di fare subito denuncia e di interessare la stampa, compresi fino in fondo quanto quella battaglia fosse di tutti e che attraverso il mio ruolo di amministratore locale stavo semplicemente svolgendo una funzione a nome di un’intera comunità, che voleva soltanto si rispettassero i principi di legalità e giustizia.

Si è mai sentito solo ad affrontare i risvolti di questa vicenda?

Nel mondo politico a volte, si. Però ho avuto tanti compagni di viaggio che hanno sempre combattuto questa battaglia insieme a me. Sono persone con le quali sono rimasto legato e che forse non avrei avuto il piacere di conoscere se non sul campo di battaglia. La vittoria di oggi è la dimostrazione che non bisogna mai accettare l’arroganza del potere e che bisogna sempre stare dalla parte della legalità.

Benissimo, ora l’intero impianto è stato acquisito dallo Stato. Quale sarà il suo destino?

Non ho dubbi che il Salaria Sport Village debba tornare ad essere un impianto sportivo pubblico destinato prima di tutto a quei cittadini che nei quartieri di Castel Giubileo e Settebagni ci abitano e ci lavorano. Qualsiasi decisione dovesse prendere l’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati dovrà tenere conto di quanto prevede la sua istituzione, ovvero che questi beni siano restituiti alle comunità e ai territori per scopi sociali o istituzionali. Sono a conoscenza di un accordo tra il Comune di Roma e la Federazione Italiana Gioco Calcio per la realizzazione del progetto “Casa delle nazionali” nel complesso del Salaria. Sono favorevole a questo progetto, che può garantire un futuro solido alla struttura, tuttavia sono anche convinto che si debba prevedere una parte di gestione aperta al territorio. Penso ad esempio all’Asd Settebagni Calcio che si trova proprio di fronte al SSP attraversando la via Salaria ed ha sicuramente bisogno di sostegno ed anche ad esperienze positive provenienti dal mondo degli Enti del Terzo Settore, che possano rendere la struttura fruibile dai cittadini applicando tariffe pubbliche.

Luciana Miocchi

 

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Dopo la bonifica il fuoco: a poca distanza dallo sgombero mani ignote danno fuoco alla catasta dei rifiuti – di Raffaella Paolessi

8 Feb

Reazione immediata dei senza fissa dimora e intervento dei Vigili del Fuoco, i materiali dovranno essere smaltiti come rifiuti speciali

 

Stamattina, a poche ore dallo sgombero degli insediamenti abusivi nel Parco delle Valli, in zona Sacco Pastore, i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire di nuovo per l’incendio dei rifiuti della bonifica, accatastati nell’attesa di essere rimossi.

Se c’è qualcuno che conosce bene il parco, questi è Carmine Verticchio, proprietario de ‘Il Ranch’, circolo ippico e scuola di equitazione di viale Tirreno: da trent’anni si impegna per il decoro e la vivibilità di esso e ne batte i sentieri palmo a palmo per restituire ai cittadini un’oasi verde.

Stamattina, a proposito del blitz, si diceva molto soddisfatto per il decespugliamento e la pulizia dalla vegetazione intrusiva delle sponde del fiume e per la prossima riqualificazione delle aree sa dal Terzo Municipio. Qualche ora più tardi, con i Vigili al lavoro per spegnere l’incendio, commentava: «Ce lo aspettavamo, ma non era mai accaduto che la reazione fosse tanto immediata e diurna. Sanno che l’incendio causa un danno doppio: agli abitanti di zona, che così vengono puniti per le segnalazioni fatte, e a livello ambientale ed economico, perché i materiali a questo punto dovranno essere smaltiti come ‘rifiuto speciale’».

Ciononostante, la riqualificazione dell’area è ormai avviata e sarà sempre meno agevole trovare spazi utili e abbastanza nascosti per nuovi insediamenti.

Raffaella Paolessi

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Area trasbordo davanti al rifugio delle code felici: stralciata dalla determina del dipartimento. In attesa di un nuovo incontro con Anas – di Luciana Miocchi

31 Lug

Oggi è stata pubblicata la determina dirigenziale, firmata dalla direttrice del settore Rifiuti del Dipartimento Ambiente di Roma Capitale, Ing. Laura D’Aprile, per l’attivazione dei siti per il trasbordo dei rifiuti indifferenziati individuati nel Master Plan predisposto da Roma Capitale.

Allo stato, l’area dello svincolo Roma-Firenze, ove insiste una buona parte del rifugio per animali “code felici” risulta stralciata, a seguito delle osservazioni emerse durante l’assemblea pubblica tenutasi presso l’Ateneo Salesiano è in attesa di una nuova riunione con i responsabili di Anas, con l’intento, come scrive il presidente del III Municipio Giovanni Caudo in un post pubblicato sulla sua pagina fb, di ” verificare la possibilità di tornare sull’area indicata dal Municipio, il parcheggio sul GRA.” Nel consiglio municipale del 1 agosto verrà esaminato l’ordine del giorno presentato dal Presidente che riepiloga le criticità e le osservazioni emerse il 23 luglio. Prosegue Caudo nel suo post”sono particolarmente grato a tutti i cittadini che in questi giorni hanno dato fiducia all’amministrazione municipale e si sono sentiti rappresentati nelle loro giuste istanze, a chi ha saputo contemperare, come deve essere, l’interesse personale, specifico, con quello più generale di una comunità che deve saper convivere assieme e trovare soluzioni a problemi difficili, a tutti quelli che hanno resistito alle sirene di chi ha cercato di speculare politicamente su queste vicenda. Ora aspettiamo che la sindaca ci convochi insieme ai dirigenti di ANAS”.

Alla richiesta di una riflessione sulla determina dell’Ing. Aprile, Giovanni Caudo ha così commentato: “l’assemblea pubblica drl 23 è stato un momento vero di lavoro comune. La partecipazione e l’ascolto per la mia amministrazione non sono parole vuote, vogliamo collaborare con Roma Capitale con senso di responsabilità e per affermare l’interesse generale. Lo stralcio è un atto di fiducia anche per come abbiamo condotto il nostro lavoro. Non è finita e lo stralcio al momento non significa cancellazione. Ora confidiamo che si svolga quanto prima l’incontro con Anas per rivalutare la nostra prima indicazione, l’area sul Gra. In ogni caso, ad oggi ogni impegno preso è diventato un atto concreto.”

Luciana Miocchi

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Settebagni di nuovo sott’acqua, il Cdq attende risposte da un anno e mezzo – di Luciana Miocchi

29 Lug

Nonostante l’attività svolta dal Cdq, nessuna risposta è giunta da Roma Capitale, a distanza di un anno e mezzo

 

Le piogge battenti che hanno colpito la Capitale domenica hanno mandato di nuovo sott’acqua la parte del quartiere di Settebagni che si affaccia sulla via Salaria, oltre ad aver fatto saltare buona parte del manto stradale bisognoso di manutenzione, come già da tempo segnalato.

Sulle pagine fb del Comitato di Quartiere sono apparse puntuali proteste e richieste. E’ stato chiesto quindi al presidente Francesco Fusar Poli e alla vice presidente, Silvia De Rosa, di spiegare qual è al momento la situazione.

La questione allagamenti nella parte in pianura di Settebagni si ripropone ciclicamente, ad ogni temporale. Perché?

Abbiamo avuto una riunione – al quale abbiamo partecipato come Cdq di Settebagni, in Commissione capitolina il 22 marzo 2018, alla presenza di ACEA ATO2, SIMU, Direzione Tecnica Municipio lII. In quell’occasione il rappresentante di ACEA ha dichiarato che non è possibile dare una risposta immediata e completa se la rete idrica di Settebagni sia sottodimensionata poiché vi è la necessita di un approfondimento e soprattutto della conoscenza della rete delle acque meteoriche, che non sono di competenza di ACEA ma del Dipartimento SIMU U.O. Opere idrauliche e dissesto idrogeologicoACEA ATO2 ha verificato il funzionamento e la pulizia degli scolmatori — ricordiamo che stiamo parlando del 2018 – nei pressi della rotonda associato alla pulizia delle caditoie, tale intervento non è stato risolutivo, in quanto dopo detta pulizia si è verificato un nuovo allagamento. ACEA ATO2 doveva verificare il canale del fosso di Malpasso, poiché è risultato essere completamente intubato, attraverso una video ispezione e nonostante i sopraindicati interventi, l’acqua non riesce a defluire. Non abbiamo esito di questa video ispezione. I tecnici di ACEA ATO2, sempre in quell’occasione hanno chiesto se anche il tratto di fognatura delle acque meteoriche che è presente nella zona in cui si presentano puntualmente questi allagamenti sia allacciato allo stesso fosso, ma a tale richiesta SIMU non ha saputo fornire risposta. Già nella riunione della Commissione municipale dell’ottobre 2016, emerse che erano presenti sotto i marciapiedi dei canali di acque bianche, parzialmente ostruiti dalle radici dei platani, situazione che poteva favorire la formazione di allagamenti. Si è potuto anche riscontrare come lo stesso Cbtar con nota prot. n° 3483 del 26 giugno 2014 avesse segnalato che il carico idraulico di tale fosso a monte fosse stato modificato da un maggior carico idraulico, non autorizzato, proveniente dagli scarichi di edifici realizzati dalla società TACER. La presidente della Commissione Lavori Pubblici Capitolina, Alessandra Agnello, aveva quindi disposto che venisse eseguita celermente una indagine ispettiva di video ispezione su tale rete, per poter appurare gli elementi necessari al rispristino e corretto funzionamento idraulico di tale rete, auspicando che tali interventi venissero realizzati entro il 2018 ma di ciò non abbiamo più avuto notizia alcuna. Quindi allo stato non possiamo affermare con certezza quali siano i reali motivi dell’allagamento. Abbiamo notato che da quando sono in costruzione le case di Horti della Marcigliana, si allaga sempre il ponte grande di Settebagni, cosa che prima accadeva veramente di rado. Il tratto sotto il ponte è stato abbassato di 20 cm circa e vorremmo capire se questo o l’allacciamento delle fognature a quelle di via Salaria può provocare allagamenti nella parte del ponte grande.

Nonostante gli innumerevoli interventi del Cdq, l’ultimo lavoro di cui si ha memoria è la ripulitura del fosso tombato, circa dieci anni fa, sotto la giunta municipale Bonelli. La situazione miglioró ma non fu risolutiva. Cosa è successo nel frattempo?

A gennaio 2018 è stato pulito il fosso Casale della Marcigliana, a marzo 2018 quello lungo la via Salaria, come anche le caditoie.

Cosa Chiedete?

Che gli uffici competenti ci diano riscontro su cinque punti che per noi sono fondamentali:

il primo: verifica del Fosso Malpasso e della sua portata e se questo va a scaricare direttamente nelle vasche di raccolta delle pompe di sollevamento ubicate all’interno di detta rotonda mandandole in tilt; secondo:  vorremmo sapere se c’è stata la video Ispezione della rete fognaria e, nel caso, conoscerne i risultati; terzo: verifica del tratto di marciapiede di via Salaria in cui ci sono i canali delle acque bianche, per sapere se sono ostruiti dalle radici dei platani; quarto: Verifica delle condizioni delle fognature e pulizia delle griglie di raccolta acque al ponte grande di Settebagni, quello comunemente indicato come “della madonnina”; in ultimo, che sia prevista la pulizia periodica dei Fossi da parte degli Enti titolari. Chiediamo inoltre che sia istituito un tavolo di lavoro guidato dall’assessorato ai lavori pubblici e dalla commissione capitolina, con la partecipazione del III Municipio, di Simu, Acea Ato2 e la Regione Lazio, in quanto il Cbtar riceve fondi regionali per la manutenzione dei fossi, il Dipartimento Ambiente per le possibili eventuali ostruzioni provocate dalle radici degli alberi, in modo che ogni Ufficio abbia ben chiare le proprie competenze e possa agire in concertazione con gli altri, ognuno per la propria parte, al fine di risolvere l’annoso problema degli allagamenti ricorrenti.

Luciana Miocchi

 

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