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Giovanni Caudo. Candidato presidente del III che vorrebbe essere acclamato da tutta la sinistra. Dissidenti del Pd lo vorrebbero al posto della candidata ufficiale del partito alle primarie

16 Apr

30849127_10215911759497078_843100189_oDomenica 15, ore 11,30 fermata Metro Conca d’Oro. In una mattinata piovigginosa e con il sole latitante, Giovanni Caudo ha esposto, sul piazzale antistante l’entrata principale, il suo manifesto politico di candidato alla presidenza del III Municipio, che andrà a elezioni il 10 giugno. L’invito è circolato su fb e rilanciato da Leu, Possibile e diversi esponenti del Pd, tra cui alcuni di quelli che non sono andati all’assemblea del Pd municipale che ha deciso la candidatura ufficiale del Pd di Paola Ilari alle primarie di coalizione.

L’ex Assessore della Giunta Marino, finita abbattuta dalle dimissioni davanti al Notaio ad opera degli stessi consiglieri comunali del Pd, ha fatto un discorso i cui punti erano fissati in un fascio di fogli che portava stretti a sè, davanti un gruppo di persone che hanno raccolto la chiamata festiva. Un intervento di pochi minuti, aperto con i ringraziamenti agli amici che lo hanno voluto nominare come possibile candidato alla presidenza di un territorio vasto 97 km quadrati con una popolazione di 200.000 abitanti, molto più di una grande città e a Ignazio Marino, che lo aveva voluto Assessore all’Urbanistica. Racconta del sogno di una coalizione che si sta costruendo, uno “spazio Aperto”, un percorso nuovo che parta dal Municipio. Cita per prima la metro che corre qualche decina di metri più sotto, che ha treni che partono all’incirca ogni 11 minuti, mentre alla Tiburtina ci sono treni che partono ogni 7 minuti e la Fm1 che non ha collegamenti rapidi con i bus, vuole aumentare l’interconnessione il prof. Caudo, però non tocca assolutamente il tema di come farlo avvenire, visto che Atac non aumenta km percorsi se non taglia prima da qualche altra parte e che la B1 è una derivazione, ha parte dei binari in comune con la B e quindi aumentarne la frequenza è un qualcosa che fu escluso già in fase di inaugurazione, ai tempi di Alemanno.

In effetti, il suo discorso ha un respiro ampio, sembra più orientato verso una visione cittadina, da professore qual è di urbanistica, che da amministratore localissimo quale può essere un presidente di Municipio con scarsi poteri effettivi, come al momento risulta essere un minisindaco di Roma Capitale: cita il passo di un discorso di Valter Tocci “bisogna mobilitare le energie e selezionare una nuova classe dirigente” che come dice «si guarda al municipio, ricostruire il contatto con la città e dare una proposta politica nuova alla città. Partire dal Municipio non è una diminutio ma è l’unica strada seria che la politica oggi ha. Nei prossimi giorni, nelle prossime ore, se si costituirà un’assemblea costituita da tutte le persone, i partiti e le associazioni che vogliono partecipare a questo percorso politico, questo atto politico che oggi è portato in piazza prenderà la sua concretezza. Se qualcuno pensa che questa cosa non si debba fare, continua a presidiare le macerie della sinistra, che è l’unica chance di questa città, prenderemo la nostra decisione in quel momento, noi vogliamo fare insieme un percorso inclusivo, per chi viene da sinistra, per chi è andato altrove, per chi è qua è per chi vuole venire a sinistra». Ha le idee chiare anche sulla politica e sulla destra e la sinistra: « non è vero che la sinistra e la destra non esistono più. la sinistra è un luogo centrale; è questa piazza. Non esiste la buona politica ma esiste la politica». Su una eventuale candidatura a Sindaco risponde: «almeno per il momento non è per il Sindaco ma è propedeutico» (in effetti, a giugno si eleggono soltanto i presidenti ed il consiglio dei Municipi VIII e III, ndr).

30232698_10215911755816986_765516036_oCaudo non lo nomina mai apertamente, ma auspicando che tutte le associazioni e i partiti convergano sulla sua figura fa implicitamente riferimento anche al Pd, che però ha già nominato ufficialmente, con l’assemblea municipale del partito, Paola Ilari, il proprio candidato che andrà alle primarie di coalizione il 28 aprile, aperte a chiunque voglia presentarsi, depositando almeno duecentocinquanta firme a sostegno. Vorrebbe probabilmente cercare di tenersi fuori da quella che invece si sta configurando come una resa dei conti interna al Pd, la stessa che si è consumata a livello nazionale, tra le varie correnti e infatti, tra la gente venuta ad ascoltarlo ci sono, riconoscibili a colpo d’occhio, molti esponenti zingarettiani venuti a portare sostegno al suo progetto, che però, se ritenessero legittime e valide le decisioni prese dall’organo del proprio partito, non dovrebbero nemmeno essere qui, in quanto il nome del professore di Roma Tre non è stato portato tra quelli possibili per la scelta della candidatura ufficiale in seno all’assise minicipale. Ad un certo momento è partita anche la raccolta delle firme necessarie per presentare la candidatura alle primarie di coalizione, tanto che lo stesso Caudo, dopo aver appreso la notizia è salito di nuovo sul palchetto improvvisato e megafono alla mano ha dichiarato che la raccolta non si stava tenendo con il suo benestare. Risulta però difficile credere che possa davvero pensare che il Pd faccia un passo indietro davanti la sua figura, almeno se non vuol perdere la faccia, dopo aver reso di dominio pubblico il nome del proprio candidato ufficiale e fatto uscire diversi comunicati di dirigenti che ribadiscono il sostegno alla Ilari, già segretaria municipale del partito.

Caudo ha poi sciolto gli indugi a scendere nell’agone politica nello stesso pomeriggio, con un post pubblicato sul suo profilo facebook, tenendosi però sempre sul vago riguardo la possibilità di partecipare alle primarie di coalizione.

Ma quanto mondo politico era effettivamente presente? Chi scrive ha potuto riconoscere – scusandosi fin da ora per ogni possibile involontaria omissione – confusi tra i presenti, tra gli altri,  Alfredo D’Antimi,  ex consigliere Pd di alcune consiliature fa, poi passato per varie compagini politiche; Francesco Pieroni, segretario municipale dei democratici nel 2009; Mario Ciarla, ex vice-presidente del consiglio della regione Lazio, coordinatore della Mozione Orlando e attualmente vice capo di Gabinetto di Nicola Zingaretti; Francesca Burri, una dei quattro consiglieri dissidenti del M5S che ha contribuito a sfiduciare Roberta Capoccioni, ex presidente del Municipio, ricandidata alla stessa carica per le elezioni di giugno 2018; Paolo Marchionne, ex presidente Pd del Municipio e capogruppo nell’ultima consiliatura, Yuri Bugli e Federica Rampini, consiglieri Pd uscenti. Poi esponenti di Leu e di Possibile, come David Tozzo, delegato nazionale.

Per ascoltare il discorso di Giovanni Caudo: dalla pagina di Possibile  https://www.facebook.com/dirittopossibile/videos/204126009

Luciana Miocchi

Parco Bolivar chiuso da un anno: cosa c’è “sotto” ? – di Alessandro Pino

19 Gen

A quasi un anno dalla chiusura – avvenuta a febbraio scorso per svolgere lavori di manutenzione in seguito al crollo di un pino sulla recinzione – rimane ancora interdetto al pubblico il parco intitolato a Simon Bolivar, sullo storico Monte Sacro, nel Terzo Municipio della Capitale. La riapertura era stata annunciata già ad aprile dall’allora presidente del Terzo Municipio, Paolo Marchionne, senza che vi fosse un seguito effettivo nemmeno con il subentro della giunta pentastellata di Roberta Capoccioni. Sulla vicenda esistono teorie contrastanti in seno alla stessa maggioranza municipale: soltanto qualche giorno fa la presidente del Municipio Roberta Capoccioni con un intervento in rete ha confermato la possibile presenza di uno stato di dissesto idrogeologico della collina. L’origine del paventato pericolo di smottamenti – con rischio anche per i mezzi impegnati nella manutenzione del verde – era stata attribuita in ipotesi a una rete di caverne usate come rifugio antiaereo, esistenti sotto la collina. La tesi del dissesto però viene confutata con forza dalla consigliera di maggioranza Francesca Burri, 

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presidente della Commissione municipale Ambiente, che ha reperito in rete e reso nota a sua volta una perizia eseguita sull’area a dicembre con esito negativo. Sulla materia così si è espressa la presidente del Comitato Città Giardino, Simona Sortino: «Vorremmo avere dall’amministrazione un quadro chiaro che ci faccia comprendere la situazione attuale, anche dall’assessore (municipale all’Ambiente, ndr) Mimmo D’Orazio quale è la progettualità in vista della riapertura e chi intendono consultare affinché questa possa avvenire nel più breve tempo possibile». Per la prossima settimana si attende la presenza in Commissione Ambiente – dopo la seduta del 17 gennaio in cui si sono confrontati i consiglieri di maggioranza Francesca Burri, Francesca Liuzzi, Massimo Moretti, Mario Novelli e quelli di opposizione Federica Rampini, Francesca Leoncini, Vincenzo Di Giamberardino oltre a Simona Sortino e Manuel Bartolomeo presidente del CdQ Talenti – del dirigente dell’ufficio capitolino “gestione territoriale ambientale e del verde”; uno dei punti da sciogliere sarà capire quale sia l’ufficio competente ad agire nel caso particolare, per restituire all’utenza un luogo molto amato e frequentato.
Alessandro Pino

Flash: revocata l’assessore ai Lavori Pubblici del Terzo Municipio, Patrizia Brescia

17 Nov

La giunta del Terzo Municipio guidata da Roberta Capoccioni perde il primo pezzo: l’incarico dell’assessore ai Lavori Pubblici, architetto Patrizia Brescia, è stata revocato dalla stessa presidente “per motivi di opportunità” come si

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legge nell’ordinanza del 16 novembre. Probabilmente sulla decisione della presidente Capoccioni hanno influito anche le polemiche sulle ripetute assenze dell’assessore Brescia alle sedute della commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera Giordana Petrella cui era stata convocata e che avevano portato a una mozione di sfiducia, presentata dalle consigliere Giordana Petrella, FdI e Federica Rampini, Pd, con firmatari Cristiani Bonelli e Riccardo Evangelista, LM e Emiliano Bono, FdI, che ancora doveva arrivare in aula e che probabilmente sarebbe stata sottoscritta anche da altri consiglieri.

Appena appresa la notizia, la ancora assessore Brescia affidava il suo pensiero ad un post su fb, convinta della sua posizione e di avere le spalle coperte dalla Presidente Capoccioni« non mi dimetto, opposizioni, Pd e FdI chiedono le mie dimissioni da assessore ai lavori pubblici nel III Municipio, proprio loro che hanno governato male questo territorio e sono causa del disastro attuale, vorrebbero essere giudici dell’operato dell’amministrazione Capoccioni. A queste persone dico che non fermeranno il nostro lavoro e che non riusciranno ad intimorire la nostra azione politica, che non li vede piú protagonisti di interventi spot utili a creare solo consenso immediato. noi stiamo lavorando prr dare un futuro al nostro municipio. Patrizia Brescia». 

Stamattina peró, nel cercare di contattarla per un primo commento sulla sua revoca, il telefono della ormai ex assessore ai ll.pp., data tra i fedelissimi della Sindaco Raggi, squillava libero e subito dopo occupato. All’insegna del fair play i commenti delle consigliere Petrella e Rampini: con due post simili, sempre su fb, dichiarano di non poter gioire perché non credoni ci sia nulla da rallegrarsi. La prima affida ad un comunicato congiunto con Fabrizio Ghera, capogruppo al Comune, le proprie considerazioni: «Un provvedimento tardivo quello della Capoccioni, avremmo infatti preferito che i grillini dessero risposte ai cittadini anziché fare melina senza presentarsi in commissione e senza rispondere ai nostri quesiti in materia di viabilità ed opere pubbliche. E’ chiaro che la presidente ha scelto di ritirare le deleghe all’ex assessore Brescia prima che la nostra mozione di sfiducia arrivasse in Aula, così per evitare figuracce davanti a tutti i cittadini. Ma l’incapacità dei grillini a governare il territorio, dal Campidoglio ai municipi, è fin troppo evidente e la toppa è peggio del buco»
Per Federica Rampini: «Questo è un primo risultato che come opposizioni portiamo a casa. Non è una vittoria di cui gioire, ma mette in evidenza tutte le difficoltà dell’amministrazione a 5 Stelle. Oltre all’impreparazione la mancanza di consapevolezza sull’impegno che necessariamente ci vuole a livello locale. A questo si unisce il non voler riconoscere la differenza fra ruoli istituzionali e le attività politiche.Il municipio III ha bisogno di persone che si dedichino interamente al territorio e ascolti tutte le realtà. A maggior ragione le forze politiche elette che rappresentano gran parte dei cittadini. Come PD siamo a disposizione per dare contributi e sostegno ai 5 Stelle, ma non faremo sconti in caso di incapacità o di scelte politiche che non rappresentano i bisogni del territorio».

In ultimo una dichiarazione della presidente Roberta Capoccioni: 《Ho deciso di ritirare le deleghe all’Architetto Patrizia Brescia in quanto pur essendo persona molto capace nel suo lavoro non è risultata compatibile con il ruolo di assessore.
Ho già individuato la persona che potrebbe sostituirla e sto procedendo con il controllo della documentazione.
La nuova Assessora, oltre alle imprescindibili competenze avrà una adeguata capacità d’ascolto per potersi rapportare e confrontare con gli uffici tecnici, tutti i consiglieri ed i cittadini, cosa questa che purtroppo è stata carente con la Brescia》. Quindi almeno c’è un indizio: il nuovo assessore sarà ancora una donna.

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

Cerimonia in ricordo di Antonio Galluzzo, ucciso a via Val di Cogne dai terroristi

24 Giu

13494962_10209770997934129_3411486405834011188_nLe strade di quello che oggi è il Terzo Municipio della Capitale durante uno dei periodi più bui della storia italiana, quello del terrorismo, videro scorrere una quantità di sangue impressionante, al punto che risulta a volte difficile tenere il calendario delle commemorazioni. Proprio il 24 giugno, giorno successivo a quella in memoria del giudice Mario Amato, si tiene quella dedicata al poliziotto Antonio Galluzzo, vittima nel 1982 di un feroce assalto portato da ben sei terroristi dei Nuclei Armari Rivoluzionari. Antonio Galluzzo aveva 27 anni e quel giorno si trovava in via Val di Cogne (zona Conca d’Oro) per piantonare la residenza di un membro della Olp. I terroristi, arrivati a bordo di due veicoli, investirono lui e il suo collega con decine di colpi di arma da fuoco. Antonio morì sul colpo, il collega rimase gravemente ferito. Da alcuni anni  il suo sacrificio viene ricordato per iniziativa di pochi benemeriti: alla commemorazione di quest’anno erano presenti come in passato la consigliera municipale Federica Rampini, il Luogotenente in congedo dei Carabinieri Salvatore Veltri (per decenni al comando della stazione Talenti), il comandante della stazione Città Giardino Claudio Varone e, per la prima volta, la nuova presidente del Terzo Municipio, Roberta Capoccioni.

(si rinrazia Federica Rampini per la gentile concessione della foto in pagina)
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

Alla commemorazione del giudice Amato in viale Jonio folla di telecamere per il sindaco Virginia Raggi – di Alessandro Pino

23 Giu

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Si è svolta la mattina del 23 giugno in viale Jonio (nel Terzo Municipio della Capitale) la commemorazione del giudice Mario Amato, del cui barbaro assassinio per mano dei Nuclei Armati Rivoluzionari ricorreva  il trentaseiesimo anniversario. A differenza del passato però, è sembrato essersi  perso l’usuale raccoglimento per via della ressa di fotografi e troupe televisive, più numerosi dei normali cittadini – oltre che per lo schieramento di Forze dell’Ordine – che si accalcavano sul marciapiede su cui fu ucciso il giudice Amato e dove da qualche anno è stato eretto il monumento “Grido al Cielo”. Il motivo di tanta attenzione da parte della stampa era la presenza annunciata del presidente del Senato, Pietro Grasso, ma soprattutto del nuovo sindaco di Roma, Virginia Raggi, alla sua prima uscita istituzionale come pure la nuova presidente del Terzo Municipio, Roberta Capoccioni.
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Presente anche l’onorevole Paolo Bolognesi, presidente della Associazione 2  Agosto (che riunisce i parenti delle vittime della strage di Bologna) e Francesco Avallone, presidente del comitato per la commemorazione. Discretamente da parte, l’ex presidente del Municipio, Paolo Emilio Marchionne, ora consigliere di opposizione assieme alle colleghe Federica Rampini e Francesca Leoncini  ma – spiace constatarlo – erano messi a margine da una tale calca persino i familiari del giudice ucciso e anche chi quella mattina del 23 giugno 1980 sul posto c’era davvero: oggi che è in congedo fa il giornalista, ma Salvatore Veltri, per tanti anni al comando dei Carabinieri di Talenti, accorse sul posto pochi secondi dopo l’agguato mortale. Ovviamente  la colpa di ciò non è assolutamente del sindaco Raggi che – anzi – si pone al pubblico in modo assai discreto e sobrio: probabile che sia inevitabile quando si incontrano una città caotica e l’informazione di massa. Come non bastasse, la chiusura di metà carreggiata di un tratto del viale Jonio per  consentire un cordone di sicurezza alle autorità aggiungeva ulteriore confusione allo scenario.
Alessandro Pino

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