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Protocollo di intesa Comune di Roma FIGC e Salaria Sport Village per realizzare la casa delle Nazionali – di Luciana Miocchi

1 Ago

Con la delibera 148 Giunta Capitolina, votata il 30 luglio, lè stata determinata l’approvazione di un Protocollo di intesa tra Roma Capitale e la Federazione Italiana Gioco Calcio per realizzare la “Casa delle Nazionali” presso il ‘Salaria Sport Village’, in Via San Gaggio, a Settebagni.

Come si puó leggere sul sito della FIGC, “Il Centro, al cui interno verrà realizzato anche un Centro medico-fisioterapico all’avanguardia, potrà ospitare le Nazionali di calcio italiane; realizzare scambi con società sportive anche internazionali, incontri con Nazionali straniere e favorire lo svolgimento di attività tecnico-preparatorie per le Nazionali giovanili maschili e femminili, nonché programmi mirati per la valorizzazione dei giovani. Un progetto che, grazie allo sviluppo e alla promozione dell’attività sportiva ad alto livello e all’apporto di competenze e professionalità specifiche, permetterà alla città di Roma di godere di ulteriore attrattiva internazionale oltre che di una rilevante valenza sociale grazie, come proposto dalla FIGC, all’elaborazione di progetti rivolti a giovani provenienti da famiglie disagiate, a persone diversamente abili e alla realizzazione di una progettualità di responsabilità sociale. L’attuazione del Protocollo in oggetto è subordinata alla conclusione della procedura di trasferimento definitivo del compendio al patrimonio di Roma Capitale a seguito della confisca dello stesso e che non comporterà impegni di spesa a carico dell’Ente, perché l’investimento economico per il riammodernamento e la gestione ordinaria e straordinaria saranno presi in carico dalla FIGC. La Federcalcio, infatti, è intenzionata ad investire nella struttura per realizzare un polo sportivo d’eccellenza che, oltre al calcio e attraverso la collaborazione con altre Federazioni, possa ospitare diverse discipline sportive. Un’iniziativa prodromica alla realizzazione di una vera e propria Accademia di alta formazione, nella quale si affiancheranno diversi percorsi didattici rivolti ai giovani e agli atleti che si preparano per il post carriera”. Sempre sul sito della FIGC vengono riportati i commenti degli attori: “Una sinergia che rappresenta un’opportunità importante per la città di Roma e un regalo alle Nazionali di calcio, ma che non dimentica l’aspetto etico oltre che educativo dello sport” ha commentato la sindaca Virginia Raggi. “Vogliamo realizzare un programma che, attraverso una sana progettazione, favorisca inclusione sociale e integrazione rivolgendo la propria attenzione anche a quelle fasce di utenza svantaggiare. Quello della Giunta Capitolina è un atto importante, per il quale ringrazio in particolare la Sindaca Raggi – dichiara il Presidente della FIGC, Gabriele Gravina – è stato avviato un iter che nelle nostre intenzioni porterà alla realizzazione di qualcosa di unico, dal grande impatto sotto il profilo sportivo ma anche sociale e formativo”.

Parte della struttura del SSV fu al centro delle cronache giudiziarie scaturite dalla gestione commissariale dell’evento mondiali di nuoto 2009 e degli scandali seguenti es in questi dieci anni è stato comunque un polo di riferimento per le attività sportive del quartiere di Settebagni e di quelli limitrofi. Chissà se ora il progetto di FIGC e Comune di Roma lascerà il libero accesso ai residenti.

Giovanni Caudo, Presidente del III Municipio ha così esternato il suo pensiero: “Con la Casa delle Nazionali presso il Salaria Sport Village, viene posto un altro tassello per quella rinascita della Salaria che da tempo, ormai, auspichiamo e promuoviamo. È questo il segnale positivo per un futuro possibile per un’area dall’enorme potenziale in cui, come dimostrano anche le esperienze maturate in questi mesi e che hanno condotto alla chiusura del tmb e all’inaugurazione di Citylab 971, i cittadini e i giovani sono posti al centro del cambiamento”. “Ora – continua ancora Caudo – occorre, una volta di più, imprimere un’ulteriore accelerazione a questo processo, con un investimento reale, ideale e di senso su quelle fermate del treno – Fidene, Settebagni e Nuovo Salario – così vicine ma ancora non accessibili ai fruitori e indirizzare la bonifica e la riconversione dell’area ex tmb nell’ambito di una visione complessiva della nuova vita della via Salaria, come promesso e già avviato dal presidente Ama Luisa Melara”.

Luciana Miocchi

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Area trasbordo davanti al rifugio delle code felici: stralciata dalla determina del dipartimento. In attesa di un nuovo incontro con Anas – di Luciana Miocchi

31 Lug

Oggi è stata pubblicata la determina dirigenziale, firmata dalla direttrice del settore Rifiuti del Dipartimento Ambiente di Roma Capitale, Ing. Laura D’Aprile, per l’attivazione dei siti per il trasbordo dei rifiuti indifferenziati individuati nel Master Plan predisposto da Roma Capitale.

Allo stato, l’area dello svincolo Roma-Firenze, ove insiste una buona parte del rifugio per animali “code felici” risulta stralciata, a seguito delle osservazioni emerse durante l’assemblea pubblica tenutasi presso l’Ateneo Salesiano è in attesa di una nuova riunione con i responsabili di Anas, con l’intento, come scrive il presidente del III Municipio Giovanni Caudo in un post pubblicato sulla sua pagina fb, di ” verificare la possibilità di tornare sull’area indicata dal Municipio, il parcheggio sul GRA.” Nel consiglio municipale del 1 agosto verrà esaminato l’ordine del giorno presentato dal Presidente che riepiloga le criticità e le osservazioni emerse il 23 luglio. Prosegue Caudo nel suo post”sono particolarmente grato a tutti i cittadini che in questi giorni hanno dato fiducia all’amministrazione municipale e si sono sentiti rappresentati nelle loro giuste istanze, a chi ha saputo contemperare, come deve essere, l’interesse personale, specifico, con quello più generale di una comunità che deve saper convivere assieme e trovare soluzioni a problemi difficili, a tutti quelli che hanno resistito alle sirene di chi ha cercato di speculare politicamente su queste vicenda. Ora aspettiamo che la sindaca ci convochi insieme ai dirigenti di ANAS”.

Alla richiesta di una riflessione sulla determina dell’Ing. Aprile, Giovanni Caudo ha così commentato: “l’assemblea pubblica drl 23 è stato un momento vero di lavoro comune. La partecipazione e l’ascolto per la mia amministrazione non sono parole vuote, vogliamo collaborare con Roma Capitale con senso di responsabilità e per affermare l’interesse generale. Lo stralcio è un atto di fiducia anche per come abbiamo condotto il nostro lavoro. Non è finita e lo stralcio al momento non significa cancellazione. Ora confidiamo che si svolga quanto prima l’incontro con Anas per rivalutare la nostra prima indicazione, l’area sul Gra. In ogni caso, ad oggi ogni impegno preso è diventato un atto concreto.”

Luciana Miocchi

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Settebagni di nuovo sott’acqua, il Cdq attende risposte da un anno e mezzo – di Luciana Miocchi

29 Lug

Nonostante l’attività svolta dal Cdq, nessuna risposta è giunta da Roma Capitale, a distanza di un anno e mezzo

 

Le piogge battenti che hanno colpito la Capitale domenica hanno mandato di nuovo sott’acqua la parte del quartiere di Settebagni che si affaccia sulla via Salaria, oltre ad aver fatto saltare buona parte del manto stradale bisognoso di manutenzione, come già da tempo segnalato.

Sulle pagine fb del Comitato di Quartiere sono apparse puntuali proteste e richieste. E’ stato chiesto quindi al presidente Francesco Fusar Poli e alla vice presidente, Silvia De Rosa, di spiegare qual è al momento la situazione.

La questione allagamenti nella parte in pianura di Settebagni si ripropone ciclicamente, ad ogni temporale. Perché?

Abbiamo avuto una riunione – al quale abbiamo partecipato come Cdq di Settebagni, in Commissione capitolina il 22 marzo 2018, alla presenza di ACEA ATO2, SIMU, Direzione Tecnica Municipio lII. In quell’occasione il rappresentante di ACEA ha dichiarato che non è possibile dare una risposta immediata e completa se la rete idrica di Settebagni sia sottodimensionata poiché vi è la necessita di un approfondimento e soprattutto della conoscenza della rete delle acque meteoriche, che non sono di competenza di ACEA ma del Dipartimento SIMU U.O. Opere idrauliche e dissesto idrogeologicoACEA ATO2 ha verificato il funzionamento e la pulizia degli scolmatori — ricordiamo che stiamo parlando del 2018 – nei pressi della rotonda associato alla pulizia delle caditoie, tale intervento non è stato risolutivo, in quanto dopo detta pulizia si è verificato un nuovo allagamento. ACEA ATO2 doveva verificare il canale del fosso di Malpasso, poiché è risultato essere completamente intubato, attraverso una video ispezione e nonostante i sopraindicati interventi, l’acqua non riesce a defluire. Non abbiamo esito di questa video ispezione. I tecnici di ACEA ATO2, sempre in quell’occasione hanno chiesto se anche il tratto di fognatura delle acque meteoriche che è presente nella zona in cui si presentano puntualmente questi allagamenti sia allacciato allo stesso fosso, ma a tale richiesta SIMU non ha saputo fornire risposta. Già nella riunione della Commissione municipale dell’ottobre 2016, emerse che erano presenti sotto i marciapiedi dei canali di acque bianche, parzialmente ostruiti dalle radici dei platani, situazione che poteva favorire la formazione di allagamenti. Si è potuto anche riscontrare come lo stesso Cbtar con nota prot. n° 3483 del 26 giugno 2014 avesse segnalato che il carico idraulico di tale fosso a monte fosse stato modificato da un maggior carico idraulico, non autorizzato, proveniente dagli scarichi di edifici realizzati dalla società TACER. La presidente della Commissione Lavori Pubblici Capitolina, Alessandra Agnello, aveva quindi disposto che venisse eseguita celermente una indagine ispettiva di video ispezione su tale rete, per poter appurare gli elementi necessari al rispristino e corretto funzionamento idraulico di tale rete, auspicando che tali interventi venissero realizzati entro il 2018 ma di ciò non abbiamo più avuto notizia alcuna. Quindi allo stato non possiamo affermare con certezza quali siano i reali motivi dell’allagamento. Abbiamo notato che da quando sono in costruzione le case di Horti della Marcigliana, si allaga sempre il ponte grande di Settebagni, cosa che prima accadeva veramente di rado. Il tratto sotto il ponte è stato abbassato di 20 cm circa e vorremmo capire se questo o l’allacciamento delle fognature a quelle di via Salaria può provocare allagamenti nella parte del ponte grande.

Nonostante gli innumerevoli interventi del Cdq, l’ultimo lavoro di cui si ha memoria è la ripulitura del fosso tombato, circa dieci anni fa, sotto la giunta municipale Bonelli. La situazione miglioró ma non fu risolutiva. Cosa è successo nel frattempo?

A gennaio 2018 è stato pulito il fosso Casale della Marcigliana, a marzo 2018 quello lungo la via Salaria, come anche le caditoie.

Cosa Chiedete?

Che gli uffici competenti ci diano riscontro su cinque punti che per noi sono fondamentali:

il primo: verifica del Fosso Malpasso e della sua portata e se questo va a scaricare direttamente nelle vasche di raccolta delle pompe di sollevamento ubicate all’interno di detta rotonda mandandole in tilt; secondo:  vorremmo sapere se c’è stata la video Ispezione della rete fognaria e, nel caso, conoscerne i risultati; terzo: verifica del tratto di marciapiede di via Salaria in cui ci sono i canali delle acque bianche, per sapere se sono ostruiti dalle radici dei platani; quarto: Verifica delle condizioni delle fognature e pulizia delle griglie di raccolta acque al ponte grande di Settebagni, quello comunemente indicato come “della madonnina”; in ultimo, che sia prevista la pulizia periodica dei Fossi da parte degli Enti titolari. Chiediamo inoltre che sia istituito un tavolo di lavoro guidato dall’assessorato ai lavori pubblici e dalla commissione capitolina, con la partecipazione del III Municipio, di Simu, Acea Ato2 e la Regione Lazio, in quanto il Cbtar riceve fondi regionali per la manutenzione dei fossi, il Dipartimento Ambiente per le possibili eventuali ostruzioni provocate dalle radici degli alberi, in modo che ogni Ufficio abbia ben chiare le proprie competenze e possa agire in concertazione con gli altri, ognuno per la propria parte, al fine di risolvere l’annoso problema degli allagamenti ricorrenti.

Luciana Miocchi

 

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Incontro istituzionale all’ateneo Salesiano sull’area di Trasbordo del III Municipio – di Luciana Miocchi

26 Lug

L’incontro, cosi come comunicato, doveva iniziare alle diciotto, presso l’aula due dell’Università salesiana, a Colle Salario ma alcuni impegni della Sindaca di Roma ne ritardavano l’avvio. 

Dopo una mezz’ora il Presidente Caudo ha deciso di prendere il microfono: «aspettiamo Virginia Raggi e la dottoressa D’Aprile, dirigente di Roma Capitale dipartimento rifiuti e Massimo Bagatti responsabile di Ama. Abbiamo chiesto a queste persone di venire a spiegarci il Masterplan, la programmazione che viene fatta per la prima volta nel Comune di Roma su dieci siti che fanno parte del ciclo di raccolta dei rifiuti indifferenziati, fatta dai compattatori che poi vanno a conferire la raccolta negli impianti. Il nostro municipio gravita su Rocca Cencia. Il comune di Roma ha deciso di fare una programmazione su tutto il territorio comunale con l’obiettivo di utilizzare questi siti per passare da un compattatore a un camion più grande, che se ne va nella sua destinazione, non entra più in città. Noi siamo qui per prendere tutte le informazioni utili che Roma capitale ci può dare. Noi avevamo indicato un’altra area che avevamo pensato fosse meglio ma non è questo il tema; quello che noi abbiamo pensato è di fare sei domande , che ci facciamo noi e anche i cittadini. Faremo le osservazioni a valle della riunione di oggi, che è una seduta di lavoro, in cui ci sarà la possibilità di raccogliere delle informazioni, ci sarà la possibilità di fare domande da parte dei cittadini».

Caudo ha poi ringraziato la struttura dell’Ateneo Salesiano per aver messo a disposizione la sala.

Alle 19 meno venti la Raggi non arrivava ancora e il Presidente ha deciso di iniziare la seduta, illustrando le sei domande, cosi sintetizzate da Christian Raimo, assessore alla cultura del III Municipio, alla lavagna: 1 master plan; 2 aree trasbordo; 3 in cosa consiste il trasbordo; 4 sono necessarie autorizzazioni e di che tipo?; 5 revoca aia Tbm; 6 trasbordo nel tmb salario?

Ha detto Caudo: «noi come Municipio abbiamo ricevuto il Masterplan, abbiamo chiesto a D’Aprile di fare una rappresentazione. Qui parliamo solo di raccolta, non parliamo di impianti, non parliamo di discariche. Solo di efficientamento della raccolta dai cassonetti dell’indifferenziato. Però vogliamo sapere in dettaglio come funziona questo piano, esattamente qual è l area perché non è indicata nel Masterplan, vogliamo sapere in cosa consiste esattamente il trasbordo, siamo persone responsabili ma non ci piace giocare con le parole. Vogliamo che ci fate vedere con precisione cosa si farà nel sito. Sono necessarie autorizzazioni per avviare questa attività? Se sono necessarie, quali sono? Dai documenti non risulta nessuna utilizzazione per trasbordo dell ex Tmb, vogliamo sapere se verrà utilizzata quell’area».

Nell’indicare la segretaria della presidenza da cui recarsi per prenotarsi e prendere la parola, il minisindaco ha affermato che «Tutto quello che verrà detto stasera, verrà inserito in una nota che sarà inviata al dipartimento. Abbiamo chiesto di mandare le osservazioni oggi, anche se scadeva ieri, perché la riunione si tiene oggi, prima data utile per la disponibilità della Sindaca»Ha preso la parola l’ing. Laura D’Aprile: «Il Masterplan dei trasbordi si inserisce in una serie di attività di infrastrutturazione della raccolta dei rifiuti che è la parte della gestione dei rifiuti che è delegata ai comuni. Roma capitale, nell’ambito della raccolta intende infrastrutturare con una serie di presidi di vario genere, che consentono di efficientare e rendere più efficace il lavoro che quotidianamente Ama svolge. È chiaro che uno dei problemi che Ama e Roma Capitale si trovano ad affrontare è che l’area molto estesa. In questo senso da dicembre 2018 abbiamo, congiuntamente alla direzione generale, inteso sistematizzare le attività e non più procedere per singoli trasbordi o single iniziative sui municipi ma una cosa che consente di far vedere ai cittadini tutta la raccolta su Roma Capitale. Abbiamo individuato 26 aree, che hanno portato, dopo uno screening sui municipi, a 4 siti. Chiaramente si trattava di una idoneità di tipo potenziale, da verificare successivamente su logistica, viabilità. In particolare la sindaca ha chiesto ai municipi di individuare eventuali aree idonenee. Cosa è un trasbordo: sostanzialmente art 192 comma 12 dlgs 152/2006  le attività di trasbordo non rientrano nelle attività di stoccaggio e gestione, sono attività asservite al sistema di raccolta. Che vuol dire? Entro le dodici ore della giornata il trasbordo deve essere smantellato, non prevede particolare presidi tecnici se non accorgimenti atti a evitare la contaminazione del terreno e delle acque oltre la compatibilità con il piano regolatore vigente. Si tratta di un’attività, detta banalmente, il trasbordo è un trasferimento di rifiuti da un camion a un altro senza toccate per terra, nella trasferenza i rifiuti poggiano per terra e rimangono più tempo. L’impatto in termini di presidi ambientali necessari, gli odori si manifestano. Con il trasbordo queste problematiche non ci sono. Noi abbiamo la legge regionale nr 27 del 1998 che è delegata dalla legge nazionale. Questa legge prevede all’ art 19 che “le stazioni di trasferimento dei rifiuti urbani, soggette a valutazione di impatto ambientale ai sensi della normativa vigente, sono autorizzate dalla provincia competente per territorio, su richiesta dei comuni interessati. L’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata previa approvazione da parte della provincia di un progetto. L’approvazione comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori. Nei casi in cui non sia richiesta la valutazione di impatto ambientale, le stazioni di trasferimento sono attivate previa comunicazione alla provincia competente per territorio.” Le stazioni di trasferimento soggette ad autorizzazione sono soggette all’autorizzazione della Provincia. Questo è un altro caso, quello delle trasferenze. Quando non è necessario autorizzazione, le attività si svolgono tramite comunicazione di ama a città metropolitana che si avvale ad una serie di aree idonee per articolare la raccolta. Per le direttive europee qualsiasi attività di raccolta rifiuti deve essere svolta senza arrecare rischi alla salute e all’ambiente.» Spiegato trasbordo, spiegati gli atti amministrativi. «Non c’é nessuna competenza autorizzativa né di comune di Roma né di città metropolitana. Viene fatta la comunicazione alla città metropolitana e non vi è nessun dovere autorizzativo né di Roma né di regione. Abbiamo semplicemente fatto un passaggio in più, abbiamo coinvolto i municipi, indicato delle aree entrando nello specifico del municipio terzo ma su questo c e stato un allineamento costante con il municipio, c’è stata una prima indicazione su Ave Ninchi, il municipio ha indicato un’altra area Anas, immediatamente verificata con Anas che ha risposto nello stesso giorno che questa area non era disponibile»

Alle 19 è arrivata la Sindaca Raggi. Ulteriore ringraziamento di Caudo al rettoreangella e a Don Mauro Mantovani che illustra brevemente le cinque facoltà dell’ateneo (filosofia, teologia, lettere cristiane classiche, scienze dell’educazione e scienze della comunicazione) con provenienze da cento paesi del mondo, che ringrazia a sua volta Sindaca e Presidente del Municipio, ricordando che l’idea di un diploma di ecologia e cura di casa comune è nata qui è e si è diffusa con un’inziativa che coinvolge tutte le Università ponteficie e in collaborazione con le Universita statali. 

Ricomincia la dottoressa D‘Aprile «Stavamo dicendo nello specifico del Municipio terzo, l’area dell’anas indicata, nella stessa giornata in cui è stata richiesta, l’ente ha detto che non può essere utilizzata perché asservita a logistica di sicurezza del grande raccordo anulare. Abbiamo quindi avviato interlucuzione per individuare ulteriori aree con anas, che in tempi brevissimi ci ha fornito un riscontro, ama e i tecnici del dipartimento sono andati a visionare ulteriori aree anche per verificare l’idoneità all’obiettivo generale. Di di tutto è sempre stata informata la presidenza del municipio a partire dal diniego della prima area indicata. Questo per chiarezza. Il Masterplan è stato trasmesso a tutti i Municipi con richiesta di formulare osservazioni entro il 22 luglio, come avete sentito Caudo ha chiesto una deroga per poter svolgere questa assemblea di oggi, dopo di che noi approveremo il Masterplan tenendo conto delle osservazioni dei municipi, che non sono molte perché in massima parte hanno confermato ciò che era contenuto nel Masterplan. Questo modo di operare sarà ripetuto per tutte le altre questioni di raccolta rifiuti.

Per il  Tmb salario: è noto a tutti che da gennaio 2019 il Comune ha chiesto di provvedere alla bonifica e messa in sicurezza ad Ama di tutta l’area e il non utilizzo dell’area per scopi industriali. Naturalmente sapete bene che ci sono stati indirizzi e comunicazioni anche recenti rispetto alla riqualificazione e bonifica dell’area. Abbiamo richiesto ad ama, in seguito alla comunicazione della regione Lazio, di fare istanza per ottenere la revoca dell’aia. Però,  in caso di incidenti, la disciplina prevede che chi detiene il potere autorizzativo, ovvero la regione,  può revocare l’aia direttamente. E’ un rapporto in cui Roma Capitale, sostenzialmente, non entra. Il rapporto è tra Ama Spa e regione Lazio. Vi invito solo a leggere gli articoli dal 29 in poi del testo unico ambientale per verificare quanto detto fino ad ora. Se ci fosse bisogno di ulteriori formalizzazioni, si faranno comunque.

A questo punto è intervenuto Caudo: mentre oggi preparavamo questo intervento, abbiamo avuto una telefonata da parte della Melara  che vernerdì verrà al Tmb un responsabile di Enea, pare che saranno incaricati per la bonifica.

E’ poi la volta di intervenire del dottor Bagatti, per Ama: «in tutta Roma si producono rifiuti. L’idea sta nel creare una ripartizione sufficientemente equa che possa far assumere a tutti i Municipi un minimo di responsabilità, si  individuano delle aree per i trasbordi e poi portarli nei luoghi di destinazione e trattamento. Il primo e il secondo sono i Municipi che fanno più produzione degli altri, 630 tonnellate ma non hanno uno sfogo diretto sul Gra. Di impianti di trattamento meccanico diretto, per poterlo utilizzate con gli stessi mezzi abbiamo solo Rocca Cencia sul sesto Municipio. L’ idea è di individuare siti che abbiano caratteristiche tali che le macchine possano trasferire il rifiuto indifferenziato in macchine più grandi che possano andare rapidamente all’esterno e ritornare sul territorio. Tenete conto che le macchine più grandi hanno una capacità di otto dieci tonnellate al massimo, un due tre assi, un giro può andare dai settanta ai novanta cassonetti, a secondo della possibilità che il mezzo ha di muoversi. Abbiamo delle attività che vengono svolte anche nel pomeriggio, con macchine più piccole, i due assi, macchine con carico posteriore e poi gli squaletti, che stiamo sostituendo, che potranno darci una mano nella loro evoluzione perchè abbiamo già in acquisto e stiamo utilizzando macchine che possono raccogliere tre volte uno squaletto e consentono di fare meno trasbordi. L’articolazione logistica da cui prende spunto questa nuova idea è quella di fare necessità virtù, l’esigenza di portare fuori i rifiuti che non possono essere trattati – noi speriamo sempre meno, perché vuol dire che aumenta la raccolta differenziata – è una condizione che ritengo a questo punto sia importante anche alla luce della difficoltà intervenuta. Per tenere pulita la città di Roma, per togliere la condizione che in questo periodo ci impone di ritardare i nostri trasbordi, le trasferenze che sono rimaste per poter andare fuori perché gli sbocchi che sono rimasti di impianti all’esterno in sicurezza c’é sempre un nastro che si rompe, una difficoltà di un mezzo e questo non fa altro che rallentare la raccolta successiva nel turno successivo. Ecco perchè poi vedete i cassonetti che rimangono pieni nonostante il mezzo sia di ritorno: devono andare mezzi più grandi che possono fare percorrenze più lunghe. L’idea di aver un luogo vicino casa dove fare un primo trasloco di rifiuti è una cosa che abbiamo già da molti anni con mezzi più piccoli. Ora si tratta di farlo con mezzi più grandi. Si tratta di disporre di luoghi che per loro dimensione siano più grandi, con spazio più grande, di carico e scarico, logistica, aree di cinque-sei mila metri, conta molto anche la posizione più felice sulle strade verso cui dobbiamo andare. Una prima ricognizione con l’ufficio urbanistica e i municipi in cui ricadono quelle aree che in termini di distanza dalle abitazioni, di vicinanza al Gra sono utilizzabili ma non è che possiamo andare molto più lontano, i turni sono di sei ore e rischiamo di andare tre ore a raccogliere e tre ore passarle in giro. È un’idea abbastanza democratica che ripartisce su tutti i municipi i nostri rifiuti che abbiamo prodotto noi, non sono rifiuti che hanno criticità tali da mettere in allarme, trattandosi più che altro dei resti delle nostre tavole. 

Con cento tonnellate in ingresso ci sono dodici compattatori che entrano ed escono nelle ventiquattr’ore, 4 mezzi che se ne vanno.  Diciamo che questa è una condizione ideale che può modificarsi anche nella stagionalità nel periodo.

Cosa consiste il trasbordo grande: si tratta di allestire uno spazione, in modo che i rifiuti vengano messi attraverso una tramoggia e un nastro su un mezzo più grande, il nastro verrà coperto.   In realtà ne andranno a fare duecento tonnellate. A differenza della trasferenza, con il ragno che preleva la spazzatura da terra e la carica, qui si trasferisce solo da un mezzo a un altro.

Quando ha preso fuoco il salaria, i mezzi dovevano fare cinquemila chilometri in più per portar i rifiuti, che vuole dire ore e ore in più per raccogliere le stesse quantità».

All’apparire delle foto dell’area prescelta in via di Settebagni, si alzano voci di contestazione: l’ingresso è quello in comune con il rifugio degli animali, i quadrati che si vedono sono all’interno del terreno prescelto, sono le aree di sgambamento dei cani.»

Prende la parola Caudo: «C’è una visione complessiva che fa i conti con un ritardo storico sui rifiuti, nessuno si salva. Dal 1993, Grottaferrata faceva differenziata, noi buttavamo i rifiuti in una buca. Conta solo che i cittadini devono fare una vita dignitosa, non si può avere il cassonetto pieno alla mattina.  Siamo qui per vedere come migliorare questa situazione. L’ ultima fase è prevista dopo ottobre, ci sono dei dubbi sul sito che possa essere immediatamente utilizzato.

Questo sito tratterà 150 tonnellate, ne produciamo 165 (si ma di noi mandano poco al trattamento, trenta tonnellate, gli altri mandato quasi tutto e il secondo e primo Municipio producono quattrocento tonnellate e non si fanno carico di nulla, ndr ). Non si governa con i social, non si prendono decisioni sui social, si governa qui capendo e ascoltando. Questa amministrazione non ha mai fatto sconti a nessuno ma nello stesso tempo bisogna avere responsabilità, siamo qui per tenere insieme interesse generale e interesse specifico. Bisogna avere fiducia nell’interlocuzione con le istituzioni» .

Passa parola alla Sindaca: « Tante cose da dire. Iniziamo con il dire che la visione sui rifiuti. Chiusa la discarica di Malagrotta, dal 1997 si sapeva, dal decreto Ronchi,  Roma si è trovata senza alternative ed è stato un susseguirsi di emergenze, perché in questo ci sono tanti fasi, la produzione, responsabilità nostra, raccolta, come, trattamento che non è il comune, smaltimento che è la parte finale, che può essere discarica o inceneritore. Stiamo cercando di invertire questo ciclo. Innazitutto non dobbiamo comperare imballaggi, poi dobbiamo puntare, come dice l’Europa, tantissimo sulla raccolta differenziata. La parte peggiore, quella che puzza è l’umido. Se un cassonetto rimane con la plastica o la carta non genera puzza, se invece rimane  un cassonetto dell’umido o dell’indifferenziato è un problema. Quello che questa amministrazione ha cercato di fare è individuare degli impianti di trattamento aerobico dell’umido, che viene poi utilizzato come fertilizzante in agricoltura. Riusciamo cosi a chiudere il ciclo dei rifuti dell’ organico. Ci siamo concentrati su questo perché volevamo togliere la parte puzzolente. In regione ci sono due progetti di compostaggio, uno a Casale Selce e uno a Cesano. I siti non sono vicini alle case, in aree agricole. Roma produce una quantità di rifiuti infiniti. Pensare che nessuno di noi abbia vicino casa un impianto di rifiuti è utopistico perché anche negli altri comuni non sono molto d’accordo, ci sta. Le soluzioni di lungo periodo sono costruire impianti che puntano al riciclo. Oggi è un problema, se impariamo a gestirlo diventerà un valore. Quello che oggi spendiamo per l’immondizia sarà ridotto perché cominceremo a vendere ciò che recuperiamo.

Dobbiamo separare, più facciamo raccolta di qualità più si andrà a guadagnare. Oggi la legge ci dice che che i ricavi di ama sono costituiti solo da tari, tutta la tari va ad ama. Abbiamo scoperto che il 25 per cento dei cittadini sono fantasma. Poi perchè non avendo impianti noi dobbiamo pagare gli altri perché se li prendano.

Dirò una cosa scomoda ma va detto perché volevamo chiudere il Tmb salario non nel 2019 ma nel 2021 perché avevamo la necessità di abbattere la raccolta di indifferenziata di 750 tonnellate in modo da non dover pagare per mandarla fuori. Dal 97 al 2013 ci sono stati sedici anni di tempo per fare qualcosa ma non è stato fatto niente. Stiamo facendo un piano, un progetto per cercare di risolvere questa emergenza. L incendio del Tmb salario ha determinato un rallentamento della raccolta differenziata perché abbiamo dovuto ridisegnare la raccolta.

Nel frattempo succede che dobbiamo portare l’indifferenziato fuori Roma. Noi abbiamo chiesto e imposto probabilmente, al municipio xi che ha subito Malagrotta per quarant’anni, siccome non c’è tempo e dobbiamo ricollocare la trasferenza, sorta di discarica quotidiana, che si faceva al Tmb, gli abbiamo chiesto di prendersela per sei mesi per poter ricollocare quella trasferenza e quella di Rocca Cencia trasformando la traferenza in trasbordo. In questi centottanta giorni in cui siamo stati a  Malagrotta tutti i consiglieri e i cdq venivano a controllare per vedere se cera puzza e hanno detto che puzza non cera. Adesso dobbiamo capire che ora quel territorio deve essere alleggerito e ci dobbiamo prendere l’onere di prenderci i trasbordi, abbiamo cercato di prendere posti lontani da casa e abbastanza non impattanti. E’ ovvio che non parliamo di fiori ma di rifiuti ma li produciamo noi, ce ne dobbiamo fare carico. Vanno in periferia perché c’é più spazio, i siti piccoli non sono impattanti, il centro non è stato aggravato dei camion più grandi per il traffico. Quindi si mandano in periferia. Siti che siano lontani dalle case, che fossero aree libere, vicine alle consolari e al raccordo, l’anas ha bloccato la proposta in alcuni casi di snodo, di rampe, per via della visibilità. Ora voglio dirvi questo. Il Masterplan che stiamo costruendo verrà formalizzato in una determina, non è immutabile, dobbiamo puntare ad aumentare la raccolta della differenziata, riduciamo l’impatto dell’indifferenziata. Nulla vieta che nel frattempo i presidenti di municipio possano proporre di cambiare aree, al momento ci sembra che le aree individuate siano abbastanza rispettose di questi principi. Abbiamo necessità di andare ad alleggerire la trasferenza di Malagrotta perché è rimasta aperta  più dei sei mesi. Questo è quello che dobbiamo fare»

Caudo:« Abbiamo un problema, abbiamo confidato tanto sulle utenze non domestiche, sul bando fatto a ottobre, nel nostro municipio bisognava arrivare da 1000 utenze a quattromila ma non ha funzionato. E noi ci ritroviamo un carico di indifferenziata che dipende da una cattiva organizzazione, da un funzionamento della gara che non ha funzionato . la quota di indifferenziata schizza in alto. Non venivano a prendere i cartoni, la farmacia di via Ugo Ojetti dopo tre settimane li ha messi nei cassonetti perchè non sapeva più dove metterli  e l’ hanno multata. L’Ama lo sa, abbiamo organizzato una riunione con l ‘ assessore Pieroni per agevolare questa cosa. I commercianti ci dicono che è stato un flop totale. C’è una persona della segreteria perchè produrremo un atto che va in consiglio municipale. Le nostre osservazioni saranno che se c’è un sacchetto che va per terra  noi vi denunciamo, perché non è possibile fare una cosa per farne un’altra. Anche sul sito individuato ci sono delle criticità che osserveremo».

 

Dopo quest’ultimo intervento istituzionale, iniziano quelli dei cittadini

Parla Pietro Brusco di No tmb. Parla dell’impianto tmb, vuole vedere la fine. Hanno chiesto di riunire tutte le autorità politiche, perché si mettano d’accordo, “ci siamo stufati che facciate scarico barile. Roma è possessore socio unico di ama, può chiedere di fare. Quell’ impianto vale qualche decina di milioni di euro con l’ aia, senza vale zero, quindi c’è un perché, ce l’hanno detto fuori onda. Noi vogliamo assolutamente avere una cronologia di atti e situazioni per chiudere. Sul trasbordo, noi del comitato di quartiere piuttosto che l’Ossevatorio non diciamo non vicino a casa nostra ma vogliamo sapere i criteri e le regole di gestione. Se ama non funziona e abbiamo avuto dimostrazione che ama non ha funzionato, guarda il ritiro e la gestione dei rifiuti, quali sono i poteri e le regole per la rimozione del sito se non funziona, chi ha i poteri di farlo.

Associazione tutela parco delle sabine: “noi qui presenti ci facciamo assolutamente carico dei rifiuti che produciamo, nessuno di noi ha l’atteggiamento di non volere i siti o i cassonetti sotto casa, tutta via devo dire che diciamo che questo Masterplan suscita parecchie perplessità, guardando quello che accade intorno a questo territorio, che dobbiamo dire che ha sofferto tanto per il Tmb salario, siamo a un km e due, le esalazioni le respiravamo anche noi. Oltre al sito dello svincolo, c’è Saxa Rubra a un km  Labaro, ancora più vicino ci facciamo carico però pare che questo quadrante sia un pochino bersagliato, riguardo alle modalità di questa assemblea ci siamo arrivati un pò in ritardo. Non è questa la sede per discutere di un sito di trasbordo nel terzo municipio, davanti alla sindaca, doveva essere fatto prima. La partecipazione non c’è stata. Mi dispiace. Ci lamentiamo anche del fatto che l’atteggiamento delle forze politiche e amministrative sembra schizofrenico su via Ave Ninchi e questo nessuno ha detto con quali criteri siano stati fatti, forse avremmo dovuti essere coinvolti prima, avremo potuto dire che il sito proposto è all’interno del Parco delle Sabine e all’interno del Parco della Marcigliana, stiamo aspettando dal 2008 perché la società è fallita e noi siamo praticamente un’area extraterritoriale. Diciamo che noi non vorremmo essere sempre quelli che pagano, per questo motivo chiediamo al presidente Caudo di poter allegare a verbale le nostre considerazioni». Caudo ha così precisato: «non è cosi io l’ho ricevuto il 17 di luglio, oggi il 23 luglio questo è la prima data utile per poter svolgere questa assemblea. Fare incontro su informazioni parziali o per sentito dire non è il modo giusto. Questa è la prima assemblea utile in cui prendere informazioni e fare informazione corretta». Ha ulteriormente risposto l’assessore Raimo: «io sono l’ assessore alla cultura ma sto di fatto seguendo la vicenda dei rifiuti, questa è la 54 riunione sui rifiuti. Seguivo la ricostruzione  fatta dalla sindaca, abbiamo protestato contro il Tmb»,  la Raggi contesta quello che dice Raimo, gli chiede “ ma la domanda qual è?” “Un momento – risponde l’assessore – Revoca aia tempistica e se c’è veramente un trasbordo nel Salario, come spesso noi vediamo nel Tmb salario. Evidentemente c’è una difficoltà nel fare questo atto amministrativo, la capacità di mediazione politica tra assessorati, un ruolo che è stato vacante, c’è un cda»  L’assessore municipale viene più volte richiamato dalla platea perchè faccia un intervento più breve e meno dispersivo. Alla fine chiede un impegno formale perché non ci sia scaricabarile ma una tempistica entro agosto in modo che ci sia un ritorno della fiducia verso le istituzioni.

Interveniene poi Silvia de Rosa comitato Settebagni: “Insieme agli altri comitati e ai cittadini del nostro quadrante ci siamo riunioni il quindici luglio e fatto una petizione on line per far conoscere il nostro disegno. Siamo qui per dire no all’area di trasbordo a via di Settebagni. Vogliamo chiedere che l’anas faccia uno scambio di aeree, che ceda quella individuata dal Municipio per il trasbordo e utilizzi questa di via di Settebagni come logistica per la sicurezza del Gra. Chiediamo di allegare la lettera con le considerazioni e la mozione del consiglio municipale del tredici giugno in cui all’unanimità si chiedeva l’esclusione per il terzo municipio da qualsiasi ipotesi di trasferimento rifiuti”. 

Interviene il comitato Saxa Rubra,   che  regala  un libro sugli scavi archeologici lungo la via flaminia e sottolinea la nessuna interazione del municipio con la popolazione. “Saxa Rubra e quel parcheggio non sono una periferia abbandonata ma ci sono mille abitanti, quel parcheggio chiuso ci ha creato problemi per anni perchè la stazione di Saxa Rubra fa diecimila presenze al giorno con capolinee atac , cotral e treno, totale assenza di servizi primari, dobbiamo prendere la macchina per arrivare ai servizi.  Vogliamo sapere se via Gemona del Friuli è stato proposta da comune o municipio. Vorremo sapere se e quando il regime sarà attuato a conclusione dei centottanta giorni  verrà smantellato o meno, a vedere i lavori fatti sembrerebbe no. Ci sembrano i lavori poco coincidente con l’idea che tra centottanta gironi verrà smontato. 

Manuel Burrai, per Tenuta agricola Redicicoli, fa una domanda alla sindaca, nel 2014 assegnazione terre pubbliche abbiamo presentato progetti, situazioni, ci hanno dato trentasei ettari, compreso una punta di discarica a cielo aperto noi paghiamo un affitto ma non possiamo usare l’area perché oggetto di una bonifica. Iniziamo la conversione in biologico perché ce l’avevano richiesto. Con quella cosa li non ce la daranno mai perché non fanno bonifica.  Il comune di Roma si è fatto bello con il progetto, ma poi non si è fatto nulla. Con regolare contratto di affitto 7500 euro l’anno  per non poter utilizzare parti dell’azienda”. 

Un cittadino di Porta di Roma che abita a quattrocento metri dal sito: Se il sito non è dannoso per il benessere dei cittadini non si capisce perché ama e sindaca debba essere lontano dal centro abitato, non si capisce perché si siano spesi per farlo spostare da Talenti. Se è dannoso è inaccettabile che sia posto vicino a un centro abitato di talenti, da porta di Roma o da qualsiasi altro luogo. Prima veniva detto che a venti km dalla città non poteva essere messo. Si pagaherà un po più di benzina, si farà qualche assunzione ma per questi quattro spicci si mette a rischio il benessere dei cittadini? Se questa amministrazione non è capace nemmeno di salvaguardare il benessere dei cittadini qualche suggerimento lo diamo: un a patrimoniale sui grandi patrimoni, una ricontrattazione del debito tanto sbandierato. Il punto è che cosi l emergenza rifiuti non sarebbe come al solito sulle spalle delle periferie, utilizzando le risorse del centro, dei ricchi per impedire che sulle periferie ci sia l’aggravio. A chi si fa pagare l’emergenza dei rifiuti, alle periferie o al centro a quelli che sono esclusi dal trasbordo?

Lombardi , abitante molto vicina al sito. Fa due osservazioni. In via Calindri c’è centro Halzaimer , centociquanta tonnellate di rifiuti  non ci sono da aiuto. Alla mia abitazione arriva un vento forza quattro tutto l anno non abbiamo altre costruzioni, abbiamo pagate il parco, che è stato abbandonato, abbiamo pagato le costruzioni per avere un po di pace. Questi grossi camion dovrebbero essere perennemente accesi e volevo chiedere se è vero perché fanno un certo rumore. 

Adriano Travaglia, presidente comitato villa spada:”faccio domanda secca, il sito di trasbordo quanto dura? Non è sato detto, vorrei saperlo. L’altra cosa che vorrei chiedere come comitato cittadino villa spada, chiuso il tmb, Saxa rubra ce l’avremo alle spalle, anche quello spostato ce l’avremo a breve distanza saremo comunque chiusi in un triangolo delle bermude. Il sito anas non è stato mai strategico, come detto da una sua collaboratrice, lo è diventato solo in questo momento. Ci vorrei tornare un attimo sopra, è un sito adatto a fare quello, se strategico significa tenerci il sale che a Roma serve ogni morte di Papa. Il sito è fatto quasi a posta, deve entrare e uscire senza fare manovre perché subito dopo c’è la centrale del latte se deve fare  inversione, quel sito lo pretendo, insieme a tutti i cittadini che lo appoggiano.

Massimo prudente, zero vaste: “Il sito anas individuato. Io sono a favore del piano di trasbordo progettato perché mi sembra la prima volta che si sta programmando qualcosa. A mio modesto parere nell’ ex impianto salario andrebbero trasferito gli uffici dell ama e cosi potremmo smettere di pagare affitti enormi tutti i santi mesi. Condivido moltissimo quello che ha detto Caudo sulle utenze non domestiche. È un grosso problema di questa città, decentrare  ai municipi.

Rossella muroni, deputata di LeU, già presidente nazionale di Legambiente: “ringrazio la sindaca per il lavoro di scambio di informazioni, volevo tornare sul Tmb Salario Le assicuro che è una ferita ancora aperta, sono nata cresciuta e abitante di settebagni, noi abbiamo vissuto la negazione di quello che succedeva. Non siamo sicuri, ci preoccupa perchè la Sindnaca quel giorno ha annunciato la richiesta di revoca dell’aia, la risposta che è arrivata casualmente, è stata che l’ha fatta l’ente sbagliato, la doveva fare l’ama. Fateci capire per mettere fine a quella roba li, parliamo di un sito di Trasbordo ma nella mente abbiamo il Tmb salario, ci avevano detto che era una cosa e poi è diventata un’altra, questo è un primo passo, se vogliamo è un primo passo di decentramento nella logica di rifiuti zero , questa fase è necessaria. Il Tmb deve essere chiuso, deve smettere di essere un incubo.

marcello lucà: “sarò velocissimo, è stato detto tutto, osservatorio tmb, ha detto tutto Ariano. Questo nuovo sito non è idoneo . sono andato a vederlo quel posto, è troppo vicino, è dentro al parco delle sabine, questo taglia la testa al toro, è una serie di curve, troppo piccole perché si dovrebbe fare lavoro a quel sito asfaltarlo, togliere verde per fare le strutture necessarie”.

Pinuccia Cazzaniga: “credo che bisogni investire più alti livelli istituzionali, parlando ormai da tanti anni di raccolta differenziata su Roma, ho perso la pazienza perchè penso che Roma non ce la farà mai, cosa succede dopo il trasbordo?”

Associazione Code Felici: “In questo sito, al quale noi siamo attaccati e paghiamo un affitto da almeno trent’anni,  tano è che siamo li dentro, non sapremmo neppure dove più entrare, è un territorio che abbiamo pulito, e mantenuto per tanti anni e a spese nostre e questo è stato un colpo al cuore. Fino a pochi anni fa agivamo per conto del Comune. Continuiamo a fare con le donazioni, benessere animale, esistono delle leggi e le loro esigenze vanno tutelate. Loro non potrebbero più vivere li, sarebbe pieno di rumori, abbiamo tanti cani anziani, lavoriamo tantissimo nel sociale, facciamo adozioni, sterilizzazioni e cultura cinofila, siamo l’unico rifugio sul territorio. Specifichiamo sono tantissimi anni che portiamo avanti questo lavoro”. 

Giovanni Caudo: “sono particolarmente orgoglioso di questa seduta, di questo lavoro fatto tutti insieme, non bisogna banalizzare, non guardare al proprio orticello, questa cosa successa oggi la partecipazione è questa qui, ognuno dice la sua , questo è il modo con cui si può cercare di governare la città, non facciamo sconti a nessuno, ma ci prendiamo la responsabilità. Non sempre i cittadini hanno necessariamente ragione, bisogna parlarsi e trovare la ragione, siamo qui e siamo qui per questo e viceversa.

Interviene Virginia Raggi: “Una delle proposte più interessanti è provare a invertire le aree dell’anas, eventualmente aprire un confronto. Io pero non sono anas, mi faro portatrice di questa istanza e quanto meno cercheremo di capire. Vorrei riprendere l intervento di chi ha ventilato l’ipotesi che l’attività possa essere dannosa. L immondizia ce l’ abbiamo sotto casa allora non dobbiamo avere i cassonetti? Ma qui ce movimentazione , lontano da casa,  ritengo che trovare un sito che non sia adiacente alle case sia preferibile, non ha alcun senso portare questi siti di trasbordo fuori Roma venti chilometri, perché tutto il tempo perso per arrivare al sito di trasbordo è tempo perso per la raccolta. Quello che stiamo facendo nei quartieri dove c’è il porta a porta spinto è fare l’ama di municipio. Perché consente di recuperare moltissimo tempo, raccogliendo, come nel  sesto municipio. Le sei ore vengono sfruttate quasi per intero, sul territorio. E lo stesso municipio sesto, nel momento in cui abbiamo aperto il sito ama municipale ha visto che la raccolta è migliorata tantissimo.  Ringrazio le informazioni che mi hanno dato i gestori del canile. Moltissimo sono domande tecniche che è meglio rispondano ama o D’Aprile. Ancora sul tmb salario. Quel sito non sara riaperto. Noi abbiamo fato la richiesta richiesta, ora la farà ama, sono in corso i lavorazione per la richiesta della bonifica, noi avevamo proposto di fare uffici e aprire il territorio a quell’ aria un nido, un parco, siamo nella fase di bonifica, il primo step della trasformazione dell aria mi impegno come sindaco per dirvi che quel sito non riaprirà come impianto, non c’è alcun tipo di ipotesi . Ci hanno fatto una serie di domande, i tempi, il trasbordo, ama ha gia detto che andrà a fare una bonifica poi si partirà con la pulizia della rea e la rimozione dei rifiuti, il tema che raccoglie e racchiude tutto è l incontro con anas, che potrebbe decidere di invertire e sostituire le aree tocca vedere se sarà possibile.”

Caudo: “abbiamo visto che nel masterplan non c’è il Tmb salario nè come sito di trasbordo nè come trasferenza. Certificato.  Se pero questa cosa non è vera, la fiducia che abbaino costruito oggi verrà persa. Quello che si scrive  deve essere nella realtà”.

Un residente: “volevo informare il presidente che purtroppo di questa identificazione dell’area sono stato informato dai social network, la mia attività che ho intrapreso in modo individuale, non rappresento nessuno se non me stesso, mi ha consentito di tessere alcune informative, la fondazione bancaria che è titolare del fondo halzaimer, con il suo nuovo presidente mi ha riferito che non sapeva nulla di questa decisione, non che il suo parere fosse importate ma si aspettava che fosse informato della situazione, io volevo focalizzare il fatto che tramite la segretaria del presidente ho cercato di evidenziare la situazione di pericolo per chi abita nei pressi del parco delle sabine, in contesa tra una società in autoliquidazione e il comune che non la prende in carico. Chi ci abita rischia l incendio,ci siamo dovuti autotassare come condominio. Quelli difronte  si sono comprati una trincia stoppie. Ci si ricorda di questa zona solo per fare questo tipo di intervento.”

Andrea Balduini abitante su via Lea Padovani: “, sono rimasto basito nel vedere individuata questa area, sono ingegnere edile e progetto robe di questo tipo, ho partecipato all’estensione del nuovo piano regolatore del 1999. Questa area ha tre vincoli e vincoli puntuali di natura archeologica.  Perché il parco della marcigliana è sacro e inviolabile, alcuni sono andati a processo per la casetta degli attrezzi. Noi abbiamo capito che queste aree devono essere pulite, e vanno asfaltate per essere pulite. Serve un nulla osta paesistico che deve essere chiesto alla regione Lazio. Poi c’è il fosso della Marcigliana. Ci sono volpi cinghiali, uccelli. L’area è immodificabile senza nulla osta. Da progettista, avete fatto vedere l’uscita di quell’area. Voi pensate di fare uscire un autoarticolato dietro una curva cieca, si invade l’altra corsia di marcia. “

Intervento di residente: racconta che ha presentato progetto per utilizzare al massimo le isole ecologiche , per avere riduzione sulla tari. Perché non  utilizzare meglio questa differenziata e interessare di piu i cittadini piuttosto che la raccolta differenziata stradale che è più inquinata perché ci si trova di tutto? “Volevo sapere anche l’intereazione con i consorzi obbligatori per i recuperi. Concludo dicendo che sono molto preoccupata per quanto riguarda il canile nell’area, sappiamo che le associazioni animaliste si aiutano, sono molto preoccupata bisogna pensare al benessere animale. 

Altro residente: “la fiducia è esaurita in presenza di norme non rispettate, lo abbiamo visto anche certificato e il tmb è stato chiuso perché andato a fuoco non perché deciso. Ama è un azienda, industriale che dice che si avvarrà di zone, aree non si capisce se a titolo gratuito o a pagamento, istallerà dotazioni tecniche, materiali certificati, non si sa . Ho seri dubbi, la mia fiducia su questa operazione.. se li c’è un impatto sulle persone chi lo misura, come si misura? chi lo certifica? Io per questo non mi sento di mettere in gioco la mia fiducia, non c’è nessuna previsione che consenta di tornare indietro,

luciani il tmb è chiuso, ma i camion entrona puzzolenti, vuoti o ipieni non si asa, la puzza si snete ancora per cuci noi i miasmi li respiriamo ancora tutti i ginorni, tutte le ntoti, volevo ribadire questo perché si è fermato con l incnedio non è vero, entrano e scaricano tutti i santissimi giorni , la puzza dei camion qualcuno rientra pure pieno, ci sono venticinque trenta camion la puzza si snete, da tutte le parti. Chiso vuol dire cancelli chiusi e dentro non ce piu niente. Invece i  i cancelli sono aperti, gli mezzi entrano scanircano . puzznao.

Signor Senatore: ci sono una serie di punti che non sono stati affrontati, in questa amministrazione la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Si fa questo piano, e nel frattempo all’uscita di bel poggio si fanno costruzioni nuove e ce ne sono altre in previone. Le macchine rimangono in deposito o le portano via mezze vuote. Ci sono domande che fanno capire se c’è volontà di fare o meno qualcosa a norma di legge”.

Caudo fa specifica  su intervento residente di Porta di Roma: “questa amministrazione si è occupata di Porta di Roma appena insediata, abbiamo fatto ricognizione di tutti gli ammaloramenti delle strade, abbiamo fatto sollecitazione proprietà, al pau non siamo stati invitati, la nuova proprietà si è alzata dal tavolo perchè il dipartimento pretende di risolvere solo davanti al tar, noi abbiamo chiesto l’intervento straordinario al simo, dimotrando che l’ammolaramento è legato ai due anni in cui dovevano fare manutenzione la ditta. Abbiamo portato nuovamente la questione al pau, qui hanno risposto che risolveranno il caso solo con l’ avvocatura, equivale a dire che ci vorranno decenni. Al trenta di luglio siamo di nuovo con la quesione al tavolo pubblico della sicurezza. Simo al punto che ci sono diciotto milioni di visitatori di Porta di roma, ci vogliono didicimi milioni di euro solo per sistemare le strade. Abbiamo un grande problema di porte di roma, ho chiesto all’associazione parco tutela sabine un’ assemblea.  Se non si fa questa riunione la proponiamo come municipio, la mia sollecitazione è che facciamo una assemblea cittadina per raccontare non il passato ma il futuro come noi possiamo migliorare le condizioni di un territorio che occupa tutta la parte nord del municipio.  Ero assessore all’ urbanistica,  certe volte la strada più breve non è quella che porta alla soluzione”.

Laura D’Aprile: innanzitutto una decisione dell’ amministrazione si concretizza in un atto che a oggi non c’è. Io capisco la difficoltà a comprendere che un tipo di gestione asservita alla raccolta di questo tipo non sia sottoposta a un atto autorizzativo nè a una progettazione ma è cosi. L’altra questione è l’ imprinting del tmb salario . Non commento. Io sono fermamente convinta ama formalizzerà la richiesta di revoca dell’aia entro la settimana. Ricordo che abbiamo sollecitato, ci sono mie note, atti pubbilci in cui chiediamo all’ex presidente Bagnacani di fare la notifica per l’avvio del procedimento di bonifica. Che è stata fatto a gennaio 2019. Sul Masterplan abbiamo ricevuto le richieste che dovevano arrivare entro ieri. Gli altri municipi ci avevano principalmente risposto che le aree proposte andavano bene. Per il terzo, ne aveva proposte due, una con gravi problemi, anche su strada chiusa e questa. La vostra proposta è stata di riutilizzate quell’ area con scambio. I criteri tecnici sono indicati, non è un impianto, vale il regolamento di igiene urbana di Roma capitale, che prevede una distanza minima di duecento metri. Perciò potrà essere sostituita. Vale per questo municipio come per altri due sostanzialmente, gli altri rispettano le condizioni di tonnellaggio predisposte da ama. Qualora non risultasse con l’istruttoria che fosse possibile fare il trasbordo, qui, noi chiederemo una o più aree al municipio che facciano  un totale di trecento tonnellate. È una forma di giustizia nei confronti degli altri cittadini. Questo in rispetto anche dell’ordinanza della regione lazio che al punto sette dice che ama deve mantenere le trasferenze individuate e individuare uno o più siti di trasbordo e trasferenza. Noi dobbiamo approvare il masterplan dei trasbordi nel rispetto delle indicazioni degli altri municipi e in quello della regione,, ci è anche scritto che se hai esigenza tu attiva e poi mi notifichi la richiesta di attivazione entro i quindici giorni successivi.

Il risultato concreto credo che entro la fine settimana è richiesta revoca e il supplemento di istruttoria su quest’area individuata con ulteriore richiesta di rivalutare l area proposta sul gra, negata per la sicurezza della logistica.

Caudo interviene: la sindaca si è prese l’incarico di rivolgersi di nuovo ad anas. Detto questo che il municipio si prende quota parte di responsabilità sapendo benissimo quale sono i limiti. E’ praticamente impossibile mettere lungo il gra un sito che sia a più di seicento metri dalle prime finestre. Non è che facciamo quindici siti abbiamo risolto il problema il allora ci sono i cassonetti. Dobbiamo efficientare il sistema  siamo qui tutti insieme per capire qual è il modo di far prevalere l’interesse generale etc..

Luciana Miocchi

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Parioli: ladri di appartamenti in manette – di Alessandro Pino

18 Lug

[Roma] Due albanesi di quaranta e quarantadue anni sono stati arrestati la notte scorsa ai Parioli dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma. I due stavano rubando in un’abitazione di via Ruggero Fauro nella quale erano entrati dal balcone arrampicandosi con un grosso rampino artigianale, realizzato in ferro tondo nervato per cemento armato e forzando una porta finestra con altri attrezzi, tra cui due grossi piedi di porco. La segnalazione al 112 da parte di un cittadino che aveva notato la scena ha consentito alle pattuglie dei Carabinieri di eseguire un pronto intervento e di arrestare i due ladri che erano già entrati nella casa di un anziano romano in vacanza. L’abitazione è stata trovata a soqquadro. I Carabinieri hanno condotto in caserma i due arrestati, in attesa del rito direttissimo. Sequestrati il rampino artigianale e gli attrezzi utilizzati per lo scasso.

Alessandro Pino

(Nella foto del Comando Provinciale Carabinieri Roma il rampino dei malviventi)

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Incendio al terzo piano di uno stabile in via Monte Massico angolo via isole curzolane – di Luciana Miocchi

16 Lug

Momenti di panico e terrore nel tardo pomeriggio, in una palazzina all’incrocio tra via Monte Massico e via delle isole curzolane, III Municipio di Roma Capitale. Da un appartamento al terzo piano si è liberata una spessa colonna di fumo nero. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, alcune ambulanze, polizia locale e agenti de vicino commissariato. Gli abitanti dell’appartamento sono stati portati in salvo.

Aggiornamento: Al termine delle operazioni di spegnimento, purtroppo, si è scoperto il corpo carbonizzato di un uomo, nella stanza da cui è partito presumibilmente il rogo.

Luciana Miocchi

(Foto Alessia Vetro)

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Il Trasbordo illustrato ai cittadini all’Università Pontificia Salesiana il 23 luglio – di Luciana Miocchi

16 Lug

Martedì 23 luglio, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, presso l’Aula 02 dell’Università Pontificia Salesiana, in Piazza dell’Ateneo Salesiano, si terrá un’assemblea pubblica con la partecipazione dell’Osservatorio NO TMB, per l’illustrazione del Piano dei siti per il trasbordo e delle aree interessate. “L’incontro – spiega Giovanni Caudo, Presidente del III Municipio – è l’occasione per informare i cittadini, in una logica di partecipazione e collaborazione istituzionale antitetica a quell’immobilismo latore di sfiducia e paura. Il Piano sarà illustrato da Roma Capitale e verranno chiariti i requisiti, le localizzazioni e specificate le attività che verranno svolte nelle piazzole per il trasbordo dei rifiuti nella nostra città”. All’incontro saranno presenti il Direttore della Direzione Rifiuti, Risanamenti e Inquinamenti del Dipartimento Ambiente di Roma Capitale Dott.ssa Laura D’Aprile, la Sindaca Virginia Raggi e il Presidente Giovanni Caudo. L’Assemblea è aperta alla partecipazione di tutti.

Dal comunicato non si evince se a latere si potranno fare domande specifiche. La grande preoccupazione dei residenti coinvolti rimane l’eventuale puzza che spanderebbe durante il trasbordo, il rumore causato dai mezzi all’opera, il fetore dei mezzi, che giá incrociati per strada vuoti riescono ad ammorbare l’aria per decine di metri, in quanto difficilmente sanificati e puliti, come testimoniato anche dalle incrostazioni esterne che ricoprono parecchi di loro, le quantità trasbordate e i precedenti che ci sono stati, sia a Ponte Malnome che al Tmb Salario, con incrementi repentini e date ignorate.

Luciana Miocchi

 

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Filippo Maria Laguzzi è il nuovo segretario del partito democratico del III Municipio – di Luciana Miocchi

11 Lug

Dopo più di un anno di vacanza, Il direttivo del Partito Democratico del III municipio, alla presenza del segretario romano Andrea Casu, ha eletto segretario del partito di Montesacro Filippo Maria Laguzzi, attualmente consigliere municipale nell’amministrazione guidata da Giovanni Caudo. Il Presidente del Municipio, durante la sua “chiamata al popolo” di metà giugno in piazza Sempione aveva lamentato la latitanza del Pd sulle questioni politiche irrisolte nell’ambito della coalizione che lo sostiene, assieme alle liste civiche, latitanza dovuta alla mancanza dell’interlocutore municipale. Chissà che ora i rapporti non si rasserenino. Per l’intento Caudo ha rilasciato un comunicato stampa con il quale fa le congratulazioni al neo segretario e gli augura buon lavoro “certo di lavorare insieme per il bene del nostro territorio. Coordinare e affiancare il lavoro consiliare del gruppo del Pd nei prossimi due anni sarà un compito importante considerate le sfide che ci aspettano sui tanti fronti aperti, dai rifiuti, ai trasporti fino al sociale ”

Luciana Miocchi

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Stazione Tiburtina: rissa tra parcheggiatori abusivi finisce nel fuoco – di Luciana Miocchi

8 Lug

Una rissa tra parcheggiatori abusivi alla stazione Tiburtina – con i soggetti coinvolti probabilmente sotto i fumi dell’alcool- è iniziata con lancio di oggetti e si è conclusa quando qualcuno ha applicato il fuoco.

Foto: gentile concessione di F. montanini, comitato piazza delle crociate

Luciana Miocchi

Immagine 27 Giu

Alla presenza del padre di Lorenzo Orsetti, il 33enne fiorentino ucciso in Siria il 18 marzo scorso mentre combatteva al fianco della resistenza curda contro l’Isis, è stata scoperta la targa che ne ricorda la memoria come partigiano, niente data di nascita né di morte. A rappresentare le istituzioni, l’assessore municipale Stefano Sanpaolo.

DVD

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E ora Ama chieda la revoca dell’Aia alla regione – di Luciana Miocchi

27 Giu

Derubricata la richiesta di Virginia Raggi a semplice manifestazione di volontà politica, ora i romani aspettano la richiesta di Ama, unica legittimata ad agire. Sperando che stavolta arrivi la parola fine su una vicenda che da quasi dieci anni appesta le vite degli abitanti di Roma Nord

Le parole pronunciate ieri sera durante l’audizione di Zingaretti davanti la commissione rifiuti e ecomafie non sono passate inosservate: la regione Lazio non può revocare l’aia al Tmb Salario perché la richiesta firmata dal Sindaco è nulla, in quanto è Ama che ha tale onere amministrativo. Non è quindi questione politica ma burocratica e d’altra parte le norme ci sono per essere rispettate.

Il presidente del III Municipio Giovanni Caudo, sul cui territorio insiste l’impianto Tmb, si è così espresso:“Sulla revoca dell’autorizzazione integrata ambientale da parte della Regione, nessuna speculazione politica. Ho sentito l’assessore Massimiliano Valeriani che, in merito alla dichiarazioni rese ieri, conferma la ferma volontà della Regione a procedere alla revoca ma secondo i percorsi amministrativi corretti. Correttezza vuole che, pur prendendo atto della chiara volontà manifestata dalla Sindaca con la lettera a Zingaretti, nella quale si decreta la chiusura del TMB Salario, la stessa volontà sia ora manifestata dall’AMA, in quanto società proprietaria dell’impianto. Società di cui Roma Capitale, quindi la sindaca, è proprietaria al 100%. La sindaca solleciti ad AMA questo mero adempimento burocratico”. E ancora: “Non c’è e non ci può essere nessuno scaricabarile su una vicenda dove ormai i soggetti implicati hanno manifestato la chiara volontà di chiudere definitivamente una pagina dolorosa per la città e dove i cittadini si aspettano coerenza di comportamento da parte di tutti gli attori istituzionali. Ribadisco la necessità e l’urgenza di chiudere il percorso amministrativo per la revoca dell’AIA, l’impianto è ormai chiuso e non riaprirà, bisogna pensare ora al futuro di quell’area, alla bonifica e al suo riuso”.

Anche il Pd Romano, attraverso un comunicato di Riccardo Corbucci, coordinatore del Pd Roma e Giulia Tempesta, consigliera comunale dem hanno rilasciato una dichiarazione su quanto il nuovo consiglio di amministrazione di Ama debba fare: “Il primo atto del nuovo cda dell’Ama, appena nominato dalla sindaca Virginia Raggi, sia la comunicazione alla Regione Lazio della revoca delle autorizzazioni per l’ex impianto Tmb Salario. La nota della sindaca, che rappresenta il socio di maggioranza dell’azienda dei rifiuti, ha manifestato la volonta’ politica di chiudere definitivamente la struttura sulla Salaria come chiesto da anni dalla popolazione. Il nuovo cda proceda immediatamente a comunicare la medesima volonta’ agli uffici della Regione, che molto correttamente hanno fatto notare come spetti all’azienda adempiere al corretto iter burocratico. Siamo convinti che l’impianto sia ormai chiuso e l’attenzione delle Istituzioni deve essere rivolto al futuro di quell’area, da decidere con Ama, Comune e cittadini del III municipio”.

Per Roberta Angelilli, dell’esecutivo nazionale FdI, che ha seguito le lotte per far chiudere il Tmb sin da quando era europarlamentare ” Senza una richiesta formale di revoca dell’Aia da parte di Ama, si rischia una possibile futura riapertura degli impianti di via Salaria. Infatti, qualche giorno fa, Virginia Raggi aveva annunciato con una lettera la chiusura dell’impianto Ama di via Salaria ma a tutt’oggi non risulta nessuna richiesta da parte di Ama SpA rivolta agli uffici competenti della Regione Lazio in merito alla revoca delle autorizzazioni. Infatti, benche’ Roma Capitale, come socio unico, detenga il 100% del capitale sociale dell’azienda, soltanto l’Ama e’ titolata a chiedere la revoca dell’Aia. Quindi, per evitare di assistere ad una farsa amministrativa e allo scarica barile di responsabilita’ a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, chiediamo che Virginia Raggi solleciti con urgenza l’invio di un atto formale da parte di Ama alla Regione Lazio, conditio sine qua non per avere la certezza di ottenere la chiusura definitiva dell’impianto”.

“Presenteremo un accesso agli atti per verificare che la procedura di revoca dell’Aia sia stata effettivamente avviata, secondo le adeguate modalita’. Non si puo’ piu’ perdere altro tempo” dichiarano Holljwer Paolo, vicepresidente del Consiglio del Municipio II, e Stefano Erbaggi, direttivo romano di FdI.

Si attendono a breve le reazioni delle altre parti politiche.

Luciana Miocchi

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Colpo di scena per il Tmb Salario: la richiesta di revoca dell’aia fatta dal Sindaco Raggi è nulla. La deve fare Ama – di Luciana Miocchi

27 Giu

Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali, attraverso un post sulla sua pagina pubblica, ha dato una informazione che ha del clamoroso. Nell’audizione di ieri sera, in commissione rifiuti ed ecomafie, veniva ascoltato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Qui è bene trascrivere le esatte parole che la Muroni ha affidato alla rete: “io non so bene come dirlo, perché è difficile da credere, ma il sia Presidente che l’Assessore Valeriani hanno spiegato alla Commissione che la lettera con cui il Comune di Roma ha chiesto alla Regione la revoca dell’AIA per il Tmb Salario è nulla! La lettera infatti avrebbe dovuto mandarla l’Ama non il Comune. Ho fatto presente al Presidente Zingaretti, all’Assessore Valeriani e alla Dirigente Tosini che i cittadini avevano creduto che almeno la vicenda dell’AIA fosse chiusa e che non si poteva più sacrificare il benessere della popolazione sull’altare della polemica politica tra Comune e Regione. Nicola Zingaretti mi ha risposto che il Presidente della Regione Lazio e la Sindaca di Roma Virginia Raggi non hanno alcun problema politico…..”.

In parole povere, Sindaco e Presidente non hanno problemi a dialogare, peró in Campidoglio o Raggi prende iniziative senza chiedere all’ufficio legale – avvocatura comunale, via del Tempio di Giove n. 21 – che quanto meno in materia di rapporti tra Comune e aziende di proprietà dovrebbero essere ferratissimi, o i pareri li ha chiesti e sono stati clamorosamente sbagliati. O anche, si sta cercando di prendere tempo anche a costo di sfiorare il ridicolo, sacrificando finanche reputazione e dignità del singolo, ovvero della Raggi, avvocato a sua volta.

Chiarito l’intoppo, ora ci si aspetta che la richiesta venga prontamente riprodotta a firma dei responsabili Ama.

Luciana Miocchi

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Qui Parco dei frutti, jungla metropolitana a Settebagni – di Luciana Miocchi

25 Giu

È d’estate che i parchi dovrebbero vivere la loro stagione più animata: bimbi piccoli e più grandicelli, le giornate che si allungano, il caldo, le panchine dove chiacchierare con tranquillità.

Se però la manutenzione scarseggia, i rifiuti rimangono per terra, l’erba cresce, le panchine spariscono inghiottite dalla jungla lussussereggiante – trova le panchine nelle foto- e, incoraggiata dalle piogge di marzo, aprile e maggio, il parco rimane un’utopia impossibile da realizzare. Questa è la situazione del parco dei Frutti, a Settebagni, oggi 25 giugno 2019. Gli altri spazi verdi de quartiere non se la passano meglio. Il Cdq ha trattato l’argomento anche nell’ultima riunione de direttivo.

Luciana Miocchi

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Sognando Berlino sulla Salaria, rigenerazione temporanea al posto di immondizia e prostitute – di Luciana Miocchi

14 Giu

Presentato giovedì il progetto Citylab971 nei locali della ex cartiera che tornerà a nuova vita per almeno tre anni

 

conferenza stampa di presentazione progetto Citylab971

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Dopo aver conosciuto in dieci anni picchi indicibili di degrado, in seguito alla dismissione delle attività della cartiera, prima occupata, poi destinata ad edificio per le emergenze abitative, poi rifugio per gli sfollati dai campi abusivi fino alla chiusura della struttura e afflitta dai miasmi del confinante Tmb, gli edifici di via Salaria 971, di proprietà della Cassa depositi e prestiti saranno destinati a nuova vita, almeno per i prossimi tre anni, grazie al progetto di rigenerazione temporanea “Citylab971” di Urban Value by Ninetynine.

Alla conferenza stampa di presentazione, in una delle due corti interne, sono intervenuti Simone Mazzarelli, Founder e CEO di URBAN VALUE by Ninetynine, la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, il Presidente del III Municipio, Giovanni Caudo e il dottor Lo Prete per la Cassa Depositi e Prestiti.

Cosi ha detto Virginia Raggi : «sono estremamente contenta di essere qui ancora una volta. L’amministrazione riesce ad aprire dei luoghi che per anni sono stati abbandonati. Questo luogo conterrà tantissimi luoghi, all’interno vi sarà un laboratorio che consentirà di far rinascere un pezzo di città che rappresentava il simbolo del degrado. Noi siamo abituati a vedere dei progetti di rinascita molto solidi. Quello che questa amministrazione sta cercando di fare è una rinascita lite. Nella struttura ci sarà l’orto, in un’altra parte, ancora non visitabile ci sarà una biblioteca, dei luoghi dove fare musica, un’area di convivialita»; poi, approfittando dell’argomento, la Sindaca ha parlato del Tmb e di quello che tutti stavano aspettando da mesi: «proprio nell’ ottica della rinascita di oggi, una notizia: come sapete il Tmb salario è stato incendiato a dicembre, da subito l’ amministrazione ha detto che non sarebbe stato ricostruito. Addirittura la popolazione ha richiesto un atto formale, ho inviato una lettera alla regione. L’impegno dell’amministrazione è concreto. Ci riapproprieremo nel più breve tempo possibile del territorio»

Poi è toccato a Giovanni Caudo a parlare, descrivendo le attività che gravano su via Salaria fino a Settebagni e il gran buco creato dal Tmb, con diverse attività che hanno preferito trasferirsi, non ultima Sky e altre che vorrebbero stabilirvicisi, con il probabile arrivo al Salaria Sport Village del ramo giovanile della FIGC: «lunedì scorso in giunta abbiamo aderito totalmente al progetto che ci è stato presentato. Porteremo delle attività partendo da subito. Per il Tmb, ringrazio la Sindaca perché ha fatto un atto definitivo. Sabato portiamo lo stato sociale e sarà una grande festa. Oggi sono veramente contento, mettiamo insieme due cose l’ambizione dei abitanti che hanno lottato per la chiusura del Tmb e la rinascita della Salaria. Sono particolarmente orgoglioso di quello che abbiamo fatto in nemmeno dodici mesi ringrazio i cittadini, molti dell’osservatorio sono qui, noi vogliamo la rinascita della città che è la capitale di uno dei paesi del G7»

Il Ceo di Urban Value, Simone Mazzarelli, ha illustrato nei dettagli l’operazione, che avrà una durata di tre anni, con l’obiettivo di riaprire tutti e ventitremila mq dell’area e verrà a svilupparsi in diverse tappe. «Questo è il sesto progetto di rigenerazione urbana temporanea, siamo assolutamente consapevoli che in questo caso ci troviamo davanti a una sfida estremamente più complessa. Ci troviamo in un’ area ai margini della città, vogliamo che da qui possa partire una rinascita attiva. Il caschetto che vi è stato consegnato (alla stampa, ndr) è simbolico, vuole indicare che il lavoro non sarà limitato allo spazio di queste mura, dobbiamo essere coinvolti e mettere tutti il caschetto. Il lavoro lo deve fare anche la cittadinanza. Se saremo tutti uniti presto diventerà una occasione di rinascita, vi facciamo entrare a lavori non ultimati per dimostrare che molti lavori sono stati fatti e molti si dovranno fare. Porteremo un pubblico eterogeneo, cominciando da quello più giovane perché è il più ricettivo, poi proseguiremo coinvolgendo mano a mano tutti. Il corpo centrale sarà aperto in inverno e lo spazio, grandissimo, esterno la prossima estate. I padiglioni saranno aperti in autunno e avranno anche una biblioteca e uno spazio caffetteria, un museo. Tantissimi i contenuti che si alterneranno. L’obiettivo rinnovare l offerta continuamente, in modo da trovare sempre qualcosa di nuovo. L’Arena estiva parte con il concerto dello stato sociale».

Il dottor Lo Prete, per la proprietà, parla di convergenza tra privato e istituzioni: «mettiamo a disposizione l’operazione immobiliare per il territorio. È un modo di valorizzare gli immobili. Abbiamo verificato l progetto di Urban Value e abbiamo apprezzato che avesse anche a che fare con la tecnologia, con riutilizzo degli spazi. In questo modo potremmo verificare la necessità dei servizi sul territorio e si riporterà l’immobile a una sua dignità.

In chiusura è intervenuto anche l’assessore alla cultura del III Municipio, Christian Raimo, che con il consueto fervore verbale, dopo aver ringraziato il presidente Caudo, ha raccontato il suo sogno non troppo segreto: «Roma potrebbe diventare come Berlino, l’idea di fare di questo posto un luogo per il quartiere e un richiamo internazionale è la nostra ambizione». Tiene a specificare che lo Stato Sociale, già in tour, non terrà un vero concerto ma l’evento sarà un Dj set.Che la sua ambizione sarebbe quella di creare un posto di residenza di teatro e di artisti, un luogo dove fare concerti che possano avere richiamo internazionale.

 

 

CITYLAB 971 si articolerà su 20.000 mq tra spazi interni ed esterni che accoglieranno i vari progetti per i tre anni di attività. La gestione dei contenuti sarà affidata a Visionart, società specializzata in eventi culturali e attività aperte al pubblico.

 

Le attività presentate

ORTO 2.0

Il progetto, a cura della cooperativa agricola Orto 2.0, vedrà la realizzazione di un innovativo orto urbano dove i prodotti potranno essere raccolti dai consumatori direttamente con le proprie mani dalle piante.

AGORÀ

A partire dai primi giorni di luglio la corte nord sarà protagonista del monumentale intervento di arte urbana denominato “AGORÀ”, frutto della collaborazione fra l’associazione “Kill The Pig” e l’artista Emmeu. I circa 1.400 mq delle 4 pareti che si affacciano sul cortile e l’imponente superficie verticale diventeranno lo spazio di lavoro di uno dei più interessanti esponenti dell’arte astratta internazionale.

ART DISTRICT

Il distretto dedicato all’arte sarà composto da tre macro spazi:

  • Il TAM (Temporary Tech Art Museum) – il primo museo esperienziale in Italia dove l’arte si fonde con l’innovazione e le nuove tecnologie;
  • I LABS – laboratori e residenze per artisti italiani e internazionali;
  • LO SHARING SPACE – spazi plurivalenti ad uso di accademie, università̀, istituti, fondazioni, artisti e gallerie, dedicati a workshop, corsi, convegni, eventi ed esposizioni.

ITACA

Sarà la biblioteca dell’ex Cartiera, un vero caffè letterario, il luogo riservato agli incontri culturali.

CORTE 971

I primi spazi a essere riattivati saranno le corti che a partire da sabato 15 giugno con il concerto de “Lo Stato Sociale” si trasformerà in una arena estiva e in uno spazio per incontri ma anche installazioni di visual art, eventi aziendali, aree ludiche, mercatini, festival, sport, fitness, fotografia.

 

* * * *

Tante legittime aspirazioni, con un termine di scadenza. Tre anni per decollare, per far rendere il business della cultura perché il Citylab è un progetto privato che deve pagare utenze, locazione e gestione fino a convincere la proprietà che è remunerativo mantenere in piedi il rapporto, oltre a tenere lontane occupazioni sgradite. I mezzi di trasporto pubblico ci sono, anche se andrebbero seriamente implementati e previste delle corse notturne,  Cotral anche da Rieti oltre che dalla provincia e Atac, Tpl, la linea fm1 inspiegabilmente isolata dalla Salaria, potrebbe essere utilizzabile semplicemente riaprendo il sottopasso ferroviario della stazione Fidene davanti all’aeroporto dell’Urbe e poi magari immaginare un ponte pedonale dalla stazione del Nuovo Salario, dopo tutto, ne trarrebbero beneficio soprattutto le realtà lavorative e l’università, facoltà di ingegneria aerospaziale, che si trova a poche centinaia di metri. La riqualificazione dell’ex area Tmb potrebbe attirare un notevole bacino d’utenza, con domande crescenti di servizio. Tutto dipenderà da quali sinergie riusciranno a realizzarsi, tra Comune di Roma Capitale, Municipio, Ferrovie, imprenditori e proprietà. Un disegno urbanistico complesso si ma non del tutto utopistico, in cui sarebbe bello credere e ben oltre i tre anni del progetto a termine.

Mentre parlava l’assessore Raimo, come durante l’intervento della Raggi, si è avvertito molto distintamente anche se in sottofondo, l’odore caratteristico  del Tmb, dopo tutto è ancora dietro il muro perimetrale e ancora con nel ventre scoppiato cinquemila tonnellate di rifiuti bruciati nel rogo di dicembre, in attesa di essere portati via. La speranza che questo progetto decolli davvero è alimentata anche da questo, perchè non torni mai più una fabbrica di immondizia nel bel mezzo di luoghi abitati.

Luciana Miocchi

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fotogallery conferenza stampa rigenerazione urbana temporanea – via salaria 971

14 Giu

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Finalmente Virginia Raggi ha scritto la lettera di richiesta per la revoca dell’aia al Tmb Salaria

12 Giu

Ne ha dato notizia pochi minuti fa l’Ansa, pubblicando stralci della lettera che Virginia Raggi, Sindaca di Roma ha inviato al governatore della regione Lazio Nicola Zingaretti. “È indispensabile un intervento di messa in sicurezza e bonifica dell’area che non è compatibile con futuri utilizzi produttivi”, riferendosi al famigerato impianto di via Salaria, reso inutilizzabile da un incendio nell’inverno scorso. “Ciò.premesso stante la chiara volontà politica di superare definitivamente la riapertura degli impianti produttivi in quel sito ed essendo mia ferma intenzione di rispondere alle istanze dei cittadini del Municipio 3 che chiedono con forza che l’areanon venga più destinata a scopi industriali”, aggiunge Raggi,”chiedo di verificare con le competenti strutture regionali la sussistenza delle condizioni di revoca definitiva dell’autorizzazione integrata ambientale concessa che ad oggi risulta ancora in fase di riesame e di supportare le nostre richieste di definitiva bonifica dell’area”, conclude.

Il presidente del III Municipio Giovanni Caudo ha immediatamente postato sul suo profilo pubblico la notizia attesa da mesi, ringraziando al contempo la Sindaca e tutti coloro che hanno portato avanti la lotta nel corso di otto lunghi anni.

Si attende ora la necessaria risposta della regione Lazio, anche se sembra essere solo una questione di pura formalità.

(Foto di repertorio: numero di ottobre 2018 de La voce del Municipio, prima pagina sulla grande mobilitazione di piazza contro le attività del Tmb salaria)

Luciana Miocchi

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Seconda manifestazione in strada contro la trasferenza in via Ave Ninchi – di Luciana Miocchi

6 Giu

Circa 400 persone hanno preso parte il 6 giugno alla seconda manifestazione promossa dal locale comitato di quartiere per ribadire il no al sito di trasferenza in via Ave Ninchi. Tutto si è svolto in maniera estremamente ordinata e pacifica, sotto l’occhio attento di polizia, carabinieri e polizia locale di Roma Capitale.

Luciana Miocchi

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Protesta contro la postazione di trasferenza Ama in via Ave Ninchi. Marcia indietro di Virginia Raggi – di Luciana Miocchi

29 Mag

Niente postazione di trasferenza negli spazi Ama di via Ave Ninchi, a Talenti.  La notizia è stata data dalla consigliera 5 stelle Roberta Capoccioni, già presidente del III Municipio fino allo scorso anno, nel suo intervento alla all’assemblea pubblica organizzata dal Cdq Talenti “e dai cittadini e commercianti”, che parlava per conto di Virginia Raggi, Sindaco di Roma. I fatti: qualche giorno fa la stampa ha riportato che erano state individuate quattro aree, una per ogni quadrante della città, dove i mezzi ama avrebbero fatto i trasbordi verso una macchina madre, per poter spedire poi l’indifferenziato in impianti fuori dal territorio comunale. Due di queste, già proprietà Ama o del Comune, sarebbero entrate in funzione entro il trenta giugno, le altre nei mesi successivi. Saxa Rubra, al posto del tendone del Gran Teatro, davanti alla stazione Fs, ai capolinea Cotral e Atac, di fianco ai parcheggi di scambio e a poche centinaia di metri dalla sede Rai, nonchè a meno di cinquecento metri in linea d’aria dal famigerato impianto TMB di via Salaria, aveva già l’ok, per via Ave Ninchi si ipotizzava l’utilizzo immediato. Tanto è bastato per scatenare la mobilitazione sui social. Il presidente del III, Giovanni Caudo rispondeva con un comunicato per ribadire la contrarietà del Municipio e la convocazione dell’osservatorio permanente per il 30 maggio (oggi), il Cdq Talenti con la convocazione in piazza Talenti per il 29 e una raccolta firme. La petizione lanciata su change.org in poche ore registrava più di mille adesioni.

Nessuna compagine politica si è astenuta dal commentare negativamente la decisione del Campidoglio, tanto che in piazza Talenti si è registrata la presenza di quasi tutti gli esponenti locali, da Giordana Petrella e Francesco Filini, Fdi, a Riccardo Evangelista, Fi, a Anna Punzo, Sabrina Cavalcanti e Paola Ilari del Pd, a Francesca Burri, ex 5s, solo per citarne alcuni, oltre la moltitudine di persone radunatesi per urlare con forza il proprio dissenso. Troppe poche notizie frammentarie, troppa confusione sui termini e sull’effettiva configurazione della “postazione di trasferenza” – da notizie reperite in rete sembrerebbe comunque trattarsi di un macchinario di 25×26 metri di lato, in grado di lavorare 25 tonnellate l’ora di rifiuto non differenziato, trasferendolo dai mezzi più piccoli a quelli più grandi – per mantenere un atteggiamento distaccato. Nella giornata di ieri poi, Daniele Diaco, assessore all’ambiente capitolino, pubblicava un post su fb con il quale liquidava come strumentalizzazione politica le vicende riferibili a Talenti:”non saremo noi a vessare i cittadini della zona Talenti: l’esperienza del TMB Salario, che i nostri predecessori hanno voluto, è chiusa e non abbiamo alcuna intenzione di far sostare o trattare la spazzatura a via Ave Ninchi.  Il trasbordo dei rifiuti, ossia il semplice trasferimento di essi da un mezzo più piccolo ad un mezzo più grande, è un’attività necessaria per condurre il carico negli impianti e si svolge già in diverse zone della città con un impatto minimo su chi le abita. Dunque non ci sarà alcuna trasferenza, stoccaggio o simili. Inoltre, ricordiamo che tale trasbordo è previsto solo temporaneamente.  Strumentalizzare le notizie, creando inutili allarmismi non fa bene a nessuno, tanto meno ai cittadini. ” Ma è proprio il termine temporaneamente a scatenare la diffidenza dei residenti, ormai disillusi dalla vicenda Tmb, dalla sua nascita come “officina di manutenzione a autorimessa” e trasfomata poi nel corso del tempo nella fabbrica di puzza che tutta Roma ha imparato a conoscere. Il post ha attirato valanghe di critiche, alcune piuttosto creative. La Raggi pubblicava poi un video con il quale dava la notizia che Roma Capitale non aveva intenzione di impiantare tmb nel terzo municipio. Anche qui, post  severi hanno dato il polso della situazione, niente affatto favorevole agli intendimenti del Campidoglio. Tanto da portare poi all’annuncio di Roberta Capoccioni, subito dopo l’intervento di Francesco Filini, dirigente romano di Fdi, fino a quel momento silente osservatrice, con la ripromessa che l’indomani (oggi ndr) la comunicazione scritta sarebbe stata recapitata al Presidente del Municipio Caudo, poco prima dell’ora di inizio dell’assemblea dell’osservatorio permanente sui rifiuti, convocata per il pomeriggio. Notati tra la folla Mario Novelli, ex presidente 5s del consiglio municipale e Mimmo D’orazio, ex assessore ai rifiuti. Le parole riferite della Raggi, ossia che nessuno avrebbe utilizzato per la trasferenza il sito di via Ave Ninchi ma che a questo punto tocca al Municipio indicare un’area idonea, perchè le operazioni andranno comunque svolte, hanno scatenato gli animi al grido “fuori dal raccordo anulare!” A quel punto, Silvia De Rosa, del cdq Settebagni, quartiere attaccato al GRA dal lato esterno ha preso la parola per ribadire fermamente che anche fuori dal Gra è territorio del Comune di Roma e abitato da migliaia di persone, quindi la soluzione va trovata necessariamente al di fuori dai centri abitati.

Appuntamento ora al tavolo dell’osservatorio permanente sui rifiuti.  Il solco è tracciato: gli amministratori locali costituiranno un fronte trasversale compatto, anche se rimane ancora da capire quale sarà la posizione ufficiale del gruppo dei consiglieri municipali cinque stelle, se con la popolazione o con il Campidoglio.

Luciana Miocchi

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Porta di Roma: il Municipio riapre il sottopasso chiuso da mesi – di Luciana Miocchi

21 Mag

Un quartiere ormai densamente abitato, un centro commerciale grandissimo che attira visitatori da ogni parte di Roma ma strade e servizi non risultano ancora ufficialmente in carico al Comune di Roma perchè l’area è ancora di cantiere, mancando diversi lotti di edificazione. Il dramma degli ultimi anni di una città cresciuta senza che norme chiare e attente venissero previste a tutela di chi nelle nuove centralità vive e lavora. Porta di Roma non sfugge a tutto ciò, con l’aggravante che la società originaria titolare delle aree è stata dichiarata fallita e la subentrante sembra avere l’intenzione di contestare parecchi dei gravami previsti. Per cui, per molti mesi, a seguito di un allagamento, uno dei sottopassi vicini al centro commerciale è rimasto chiuso, sbarrato dalla ormai famigerata rete di plastica rossa e dai new jersey provvisori. I lavori necessari al ripristino, la pietra del contendere.

Stamattina, a seguito di lavori minimi per la riapertura, di cui si sono fatte carico le casse municipali,  sono state finalmente rimosse le barriere e il sottopasso potrà tornare a esercitare la sua funzione, alleggerendo così il traffico sulle altre strade.

Dice Francesco Pieroni, assessore ai lavori pubblici del III Municipio: “ieri la Giunta Municipale ha approvato la mia proposta di riaprire il sottopasso davanti Porta di Roma, chiuso dopo un grave allagamento. Dopo mesi di inutili sollecitazioni a Roma Capitale per chiedere i necessari interventi dei Dipartimenti competenti, il nostro ufficio strade, pur senza poter effettuare una manutenzione straordinaria per mancanza di fondi, ha eseguito la disostruzione di tutte le caditoie ed effettuato il monitoraggio per settimane. Un grazie ad AMA e Servizio Giardini che hanno contribuito con la rimozione di rifiuti e ramaglie (l’intervento sarà completato con il diserbo la prossima settimana), e alla polizia locale che nei prossimi giorni predisporrà gli atti per la definitiva riapertura. Se Virginia Raggi ci avesse risposto avrebbe riaperto prima!”.

Luciana Miocchi

 

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Il fascino della Lega al tempo delle elezioni – di Luciana Miocchi

20 Mag

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Tempo di elezioni europee, aria di instabilità di governo in Italia: non passa giorno che Lega e Movimento cinque stelle non si lancino messaggi e minacce più o meno velate di aprire la crisi. E la Lega al momento risulta essere il partito di maggioranza relativa, su questo non ci piove, tutti gli altri movimenti di centro destra possono solo che rincorrerla, nella speranza di un’alleanza. Chi può cerca di intrecciare –  o mantenere – rapporti personali, facendo riferimento anche a trascorsi più o meno comuni, tentando di non creare troppo clamore. Se non ci fossero i social sarebbe tutto più semplice.

Facebook sa essere implacabile a volte. Nella foto a corredo del  post apparso sulla pagina di Aldredo Antoniozzi, ex Fi, area popolare e Ncd – figlio di Dario Antoniozzi, ministro per venti giorni in uno dei governi Andreotti – candidato alle elezioni europee del 26 maggio per Fratelli d’Italia, appare, non taggato e non  nominato, accanto allo stesso Antoniozzi e al di lui nipote, Dario, Giuseppe Celestino Salvati, attuale vice presidente del Consiglio del III Municipio di Roma Capitale, della Lega. Nulla di sconvolgente nè di sconveniente, per la gente comune. Per un esponente politico invece, anche se a titolo personale, una apparizione simile rischia di creare più di qualche malumore. Chi sosterrà il Salvati, uno dei suoi, ovvero della Lega o un candidato di Fratelli d’Italia,  attualemente in concorrenza alle stesse elezioni?

Luciana Miocchi

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