Tag Archives: Cristiano Bonelli
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Talenti: sul presidio sanitario a largo Rovani la Lega chiede chiarezza- di Alessandro Pino

12 Giu

[ROMA] La mattina del 12 giugno il consigliere regionale della Lega Daniele Giannini, il coordinatore leghista del III Municipio Cristiano Bonelli e il consigliere municipale Mario Astolfi hanno incontrato medici del presidio sanitario di Largo Rovani, cittadini di Talenti e commercianti, in merito alla sorte della struttura da decenni operativa nel quartiere. <In questi giorni e’ stata gradualmente depotenziata nei servizi ai cittadini- hanno dichiarato i tre esponenti del Carroccio in una nota- e sembrerebbe che a breve potrebbe definitivamente chiudere. Le operazioni di spostamento dei medici con i loro servizi, come gli oculisti gli pleumonogi e i cardiologi presso altre sedi come quella di via Lampedusa e via Dina Galli, sono un chiaro messaggio che la Asl con il benestare della Regione Lazio ha intenzione di non rinnovare il contratto di affitto in essere in scadenza e di togliere a decine di migliaia di cittadini in gran parte anziani un presidio decentrato utilissimo>.
Prosegue la nota: <Serve chiarezza e trasparenza, è assurdo pensare di intervenire in sordina, se non di nascosto, quando si parla di sanità e di servizi ai cittadini. I presídi decentrati sono un valore aggiunto che mette in condizione la cittadinanza di recarsi senza troppi disagi nelle strutture disponibili, al contrario di quanto stanno facendo i dirigenti della Asl Rm 1″. Sulla vicenda lo stesso consigliere regionale Giannini, questa mattina, ha inoltrato una interrogazione urgente all’indirizzo del governatore del Lazio Nicola Zingaretti “per ottenere notizie chiare e per pretendere trasparenza su una vicenda che, a oggi, appare torbida”. Ha concluso il coordinatore Cristiano Bonelli: <Una petizione é già stata lanciata in tutto il quartiere ma se serve siamo pronti a proteste e manifestazioni>.

Alessandro Pino

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Talenti: nuova rapina in via Franco Sacchetti- di Alessandro Pino

11 Giu

[ROMA] Seconda rapina nel giro di una decina di giorni al supermercato Pam di via Franco Sacchetti, finito nel mirino dei delinquenti nel tardo pomeriggio dell’undici giugno. Al riguardo sono intervenuti il coordinatore municipale della Lega, Cristiano Bonelli, con il consigliere in Terzo Municipio Mario Astolfi: <In meno di 10 giorni due rapine in via Sacchetti a Talenti, a pochi metri dal punto in cui appena un paio di giorni fa sono state date alle fiamme alcune auto parcheggiate di fronte al mercato rionale. Siamo alle solite, la sicurezza per la sinistra è un termine da non utilizzare mai, anche quando.la situazione sembra andare fuori controllo. Riteniamo urgente la convocazione di un Consiglio che possa dare il via ad una serie di incontri con i comitati di quartiere e le Forze dell ordine per ascoltare e pianificare una serie di presidi e pattugliamenti mirati. La politica di territorio non si fa dal balcone con gli striscioni, serve presenza e fatti concreti>.

Alessandro Pino

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Castel Giubileo: ancora sopralluoghi nel parco Bolognola- di Alessandro Pino

3 Giu

[ROMA] Un nuovo sopralluogo, il terzo nell’arco di una decina di giorni, è stato svolto dagli esponenti della Lega del III municipio presso il parco Bolognola a Castel Giubileo, unica area verde del quartiere. Il Coordinatore municipale del Carroccio, Cristiano Bonelli insieme al consigliere Mario Astolfi si sono recati a Castel Giubileo in seguito alle ripetute richieste d’intervento da parte dei residenti che non possono usufruire del grande parco completo di area ludica, campi di gioco e spazi per anziani a causa dell’incuria, dell’erba altissima e delle panchine devastate dai teppisti, mentre per la mancanza di un tombino nei pressi dell’entrata rilevata in un precedente sopralluogo era stata chiamata la Polizia Locale ai fini della messa in sicurezza. Hanno annunciato gli esponenti della Lega municipale: <Non molliamo la presa, ogni due giorni torneremo sul posto per denunciare la vergognosa situazione, appena qualche giorno fa abbiamo coinvolto anche il Consigliere regionale Daniele Giannini e se la prossima settimana non sarà risolto il problema, organizzeremo una manifestazione insieme alle famiglie del quartiere>.

Alessandro Pino

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Castel Giubileo: sul degrado al parco Bolognola interviene la Lega- di Alessandro Pino

17 Mag

[ROMA] Il parco pubblico di via Bolognola a Castel Giubileo è uno di quei temi evergreen che non cambiano mai, al punto che tornando a trattarne a qualche anno di distanza sembra di scrivere sempre lo stesso articolo. Il panorama è sempre quello, fatto di erba alta, panchine rotte, campi di calcetto e basket (intitolato al giovanissimo Simone Fargnoli) e area giochi inutilizzabili, anche se per questi ultimi in tempi di stop forzato e distanziamento sociale la questione è forse meno pressante, pur costituendo un triste spettacolo. A compiere un sopralluogo nel parco dopo le segnalazioni dei residenti sono stati il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini, il consigliere del III Municipio Mario Astolfi e il coordinatore leghista Cristiano Bonelli. I tre esponenti del Carroccio hanno emesso al riguardo una nota congiunta: “I residenti lamentano l’assoluta assenza dell’amministrazione targata Pd del Municipio, la quale, appena pochi mesi fa, si vantava addirittura di aver ottenuto la presa in carico di molte aree verdi, prima in manutenzione al Comune, compresa quella del parco di Bolognola. Risultato: oggi non interviene né il III Municipio, né il Campidoglio. A quando un intervento risolutivo con una manutenzione costante e interventi di ripristino per permettere ai cittadini di poter usufruire di nuovo dello spazio verde? Invitiamo il presidente del parlamentino locale Caudo, spesso orientato verso temi nazionali piuttosto che territoriali – concludono gli esponenti leghisti – di occuparsi ogni tanto anche di questo spicchio di territorio della periferia romana che oggi ha bisogno di risposte concrete soprattutto sul degrado e non di mere disquisizioni che non portano a nulla”
Alessandro Pino

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Parco delle Valli: tornano gli accampamenti- di Alessandro Pino

27 Feb

[ROMA] A due settimane circa dagli sgomberi effettuati nell’area, sono tornati gli accampamenti di sbandati nel Parco delle Valli a ridosso del capolinea Conca d’Oro. Li ha fotografati nelle scorse ore il consigliere municipale della Lega Mario Astolfi. Al riguardo una

nota polemica nei confronti del presidente del Terzo Municipio, Giovanni Caudo, è stata diffusa dal coordinamento Lega III Municipio con il relativo gruppo consiliare (Francesco Maria Bova, Giuseppe Salvati, Mario Astolfi e Fabrizio Bevilacqua):

Alessandro Pino

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Sgomberi in zona Valli: comunicato della Lega III Municipio

7 Feb

A cura di Alessandro Pino

[ROMA] In riferimento agli sgomberi di accampamenti abusivi nell’area del Parco delle Valli e zone limitrofe, la Lega III Municipio ha diffuso il seguente comunicato:

“La incontenibile voglia di apparire ovunque, questa volta ha svelato la vera natura della Giunta Caudo, che in questi giorni ha dato il via, con il supporto delle Forze dell’Ordine e della Sala operativa Sociale di Roma Capitale, ad una serie di sgomberi con tanto di ruspe.
Nel parco delle Valli nel luogo occupato dal cantiere Salini oggi in disuso della Metro B Conca d’Oro, da tempo si erano insediate alcune famiglie rumene e dopo l’intervento dei giorni scorsi parte degli occupanti abusivi si sono trasferiti nella stazione Metro B1 di Piazza Conca d’Oro.
Non solo da giorni si assiste al totale degrado causato da questo nuovo accampamento ma in molti si domandano come possa accadere tutto ciò nel Municipio dove governa una Giunta di sinistra centro che si è occupata prevalentemente, se non esclusivamente (considerato la situazione in cui versa tutto il territorio) di questioni legate ad aspetti nazionali come i migranti, accoglienza e la chiusura dei porti, utilizzando spesso illegalmente striscioni posti sulla facciata della sede municipale di Piazza Sempione.
A confermare il cambio di rotta (dell’ex tollerante) Caudo c’è l’avvio di una serie di sgomberi con tanto di annuncio sui social, sgomberi utili a realizzare una struttura per finalità propagandistiche.
La Lega del III Municipio con il suo Coordinatore Cristiano Bonelli ed i Consiglieri municipali Bova, Salvati, Astolfi e Bevilacqua a breve consegneranno all’interventista Caudo un piccolo dossier nel quale verranno individuati tutti gli accampamenti abusivi presenti in III municipio.”

(a cura di Alessandro Pino – immagine Questura di Roma)

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A piazza Del Popolo per Salvini anche la pattuglia del Terzo Municipio – di Alessandro Pino

8 Dic

[Roma] La grande manifestazione della Lega a piazza Del Popolo, tenutasi nella mattinata dell’otto dicembre, si é conclusa con pieno successo: la piazza era gremita di sostenitori arrivati da tutto il Paese per ascoltare il Ministro dell’Interno e Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini che prima di parlare illustrando i primi sei mesi di governo ha chiesto il silenzio per le vittime della discoteca di Corinaldo. Presente anche una rappresentanza di sostenitori del Terzo Municipio partita dalla stazione Conca d’Oro, guidata da esponenti locali della Lega: i consiglieri municipali Francesco Maria Bova , Fabrizio Bevilacqua, Mario Astolfi, il coordinatore per il Terzo Municipio Cristiano Bonelli.
Al gruppo si è unito anche il volto noto al grande pubblico di Fidel Mbanga-Bauna, giornalista già caporedattore e conduttore del Tg 3, oltre che politico di destra di lungo corso: per lui a piazza del Popolo tantissime strette di mano e richieste di selfie.

Alessandro Pino

La presidente Capoccioni scende in campo sulla crisi municipale: denuncerà i firmatari della sfiducia? – di Alessandro Pino

28 Gen

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Con un deciso intervento pubblicato sulla propria pagina Facebook in piena notte la presidente del Terzo Municipio, Roberta Capoccioni, ha preso pubblicamente posizione sulla crisi municipale e sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti, firmata fino a ora da dodici consiglieri sui tredici necessari per renderla efficace. Da notare che l’ intervento della presidente è apparso
pochi minuti dopo quello del consigliere di opposizione Cristiano Bonelli, che ancora non sembra aver esplicitato chiaramente le sue intenzioni riguardo propria la firma.
Di seguito il testo del post di Roberta Capoccioni: 《Il tempo in cui la “politica” mente al cittadino è FINITO.
Fino a qualche mese fa vigeva la regola che in politica tutto fosse permesso.
Con l’ingresso dei cittadini nelle istituzioni questo patto malsano è stato spezzato e chiunque faccia un uso strumentale della verità per i propri fini personali, ne sarà chiamato a rispondere davanti a un tribunale. Dato l’ imponente lavoro fatto in questo anno e mezzo da questa Giunta interamente protocollato e consultabile per trasparenza sul sito istituzionale, è fin troppo facile confutare, totalmente, tutti i punti della mozione di sfiducia, non in aula, ma presso la Procura!
Così chi vorrà giocare con i fatti e mentire ai propri elettori, sarà chiamato a risponderne di fronte ad un P. M. !》. Da quanto si legge nel comunicato della presidente Capoccioni, sembrerebbe forse che abbia intenzione di procedere per vie legali nei confronti dei firmatari della mozione.
Alessandro Pino

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Manca una sola firma alla Sfiducia alla Presidente del III Municipio: Cristiano Bonelli salverà i cinque stelle o metterà la parola fine all’avventura pentastellata? – di Luciana Miocchi

26 Gen

cristiano bonelliA pochi giorni dal controverso comunicato  di FdI con cui è stata data la notizia della sottoscrizione della mozione di sfiducia alla Presidente Capoccioni, preparata dall’opposizione tutta ma alla quale mancavano ancora alcune firme, giunge oggi l’annuncio che anche Riccardo Evangelista della LM ha apposto la sua.

Segno che l’irritazione per il gesto interpretato come una forzatura volta ad intestarsi l’operazione tra le compagini di centro destra è rientrata, in qualche modo. E forte sarebbe stato il rischio di vedersi imputare il fallimento di un’operazione politica ad alto tasso di pericolosità: non ci vuole molto per immaginare che la sbandierata mozione di sfiducia, se non dovesse essere protocollata porterebbe a sotto zero il tasso di credibilità dei consiglieri e dei partiti che l’hanno sposata. A maggior ragione con le elezioni di marzo alle porte.

Le regionali, in particolare, dove corre come candidata Presidente la pentastellata Roberta Lombardi, mentore della presidente del III Municipio, potrebbero essere il motivo per cui la stessa Capoccioni non ha dato le dimissioni, dopo essere rimasta con soli 11 consiglieri su 15, divenendo così il primo caso di maggioranza trasformata minoranza relativa, tentando di resistere almeno fin dopo il 4 marzo.

Ad ora, le sorti di Piazza Sempione sono nelle mani dell’ultimo consigliere di opposizione che manca all’appello, quel Cristiano Bonelli, già presidente del Municipio per il Pdl, poi passato all’NCD al momento della scissione del Pdl, uscitone quando Alfano decise di appoggiare i governi targati Pd, di lunghissima militanza nelle file della destra più ortodossa e passato dalla LM al gruppo misto per dissidi sulla gestione politica della stessa lista. Con una presenza ininterrotta in Municipio da diverse consiliature è il politico più anziano dell’intero consiglio. Questa probabilmente sarà la sua ultima presenza in aula: estremamente severo nei giudizi su Fdi e di ciò che rimane della destra romana, non ha più un partito in cui riconoscersi e si sente perciò, un battitore libero, “soprattutto dagli ordini di scuderia” e con la possibilità di seguire soltanto il suo, di pensiero.  Ed infatti, come dichiarato anche al Messaggero, ha iniziato una sorta di sondaggio tra i suoi storici elettori – in effetti ha sempre tenuto un rapporto stretto con loro, rispondendo personalmente anche ai tempi della presidenza –  per capire la loro volontà e comportarsi di conseguenza. Questo atteggiamento però pare criticato soprattutto dal mondo di simpatizzanti che si riconosce nel centro destra, che vorrebbero azzerare tutto per tornare appena possibile a nuove elezioni. Grande il pressing nei post su facebook di Roberto Borgheresi, Fi, già presidente del consiglio proprio con Bonelli e non riconfermato come consigliere dopo la debacle alle municipali di Forza Italia, che richiamava l’ex presidente alla volontà di uno dei suoi grandi elettori, ovvero Borgheresi stesso, in quanto referente di Forza Italia, partito politico sostenente quella Lista Marchini con la quale era stato eletto poco meno di due anni fa. Per Bonelli però, nonostante riconosca che l’avventura di Roberta Capoccioni sia ormai arrivata al capolinea, i tempi non sarebbero ancora maturi, la mozione un passo azzardato compiuto da FdI e dalla corrente renziana del PD, che cercherebbero di giocarsi la carta della sfiducia alla Capoccioni per tentare di piegare a proprio favore i risultati delle regionali. Quindi l’ex presidente del Municipio, obbedendo a un suo senso di responsabilità, si troverebbe a scegliere tra rimanere e dare un contributo tecnico alla maggioranza – ma a quel punto i 5 stelle diventerebbero ancora meno credibili, costretti a rimangiarsi la propria posizione di mai con nessuno che non sia cinque stelle, stando a quanto dichiarato spesso in aula, quando alcuni atti non sarebbero stati votati perché “presentati dalle opposizioni” – o prendersi l’onere di mandare tutti a casa ancora prima del 4 marzo. Un risultato comunque, lo ha ottenuto: se dovesse firmare, la sua sarebbe la 13ma firma, la più importante, senza la quale l’atto non si sarebbe mai potuto protocollare. E in politica, si sa, tutto ha un peso. Anche essere l’ultimo, se non si è potuto essere il primo.

Luciana Miocchi

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Il M5S in III Municipio perde un altro pezzo: Il consigliere Valerio Scamarcia passa al gruppo Misto

15 Dic

La notizia è giunta pochi minuti fa, battuta intorno alle 17 dall’agenzia giornalistica dire: Valerio Scamarcia, consigliere del M5S ha ufficializzato  il proprio passaggio al gruppo misto.

Per quanto possa sembrare surreale, la maggioranza di Piazza Sempione ha perso un altro pezzo, divenedo minoranza relativa.

Questo il testo integrale del comunicato: “Ho protocollato in questo momento la lettera con cui comunico ufficialmente la mia uscita dal gruppo M5S per aderire al Gruppo misto”. Lo annuncia all’agenzia Dire il consigliere del III Municipio, Valerio Scamarcia. “E’ stata una scelta molto meditata da parte mia- aggiunge l’ex M5S- purtroppo non c’era piu’ coesione nel gruppo ormai da 18 mesi e per me la situazione era diventata insostenibile”. (Mgn/ Dire 16:59 15-12-17 . NNNN)”

Con la sua fuoriuscita dalla maggioranza più litigiosa che il Municipio abbia conosciuto, dopo Donatella Geretto, Francesca Burri e Donatella Digiacinti, senza tralasciare le dimissioni dalla carica di presidente del consiglio di Municipio di Mario Novelli, delle cui sorti non è dato sapere, essendosi lo stesso chiuso in uno stretto riserbo, la vita del governo di Montesacro targato cinque stelle diventa sempre più difficoltosa, legata a un tenue filo. Addirittura la maggioranza si troverebbe ad essere potenzialmente in inferiorità numerica, salvo altre defezioni si tratta di 12 consiglieri per il M5S e 13 alle opposizioni (quattro gruppo misto, quattro FdI, quattro Pd, 1 Lista Marchini). A meno che la presidente Capoccioni non scenda a patti con i dissidenti.

L’alternativa sarebbe il commissariamento e le elezioni per il solo Municipio. La Sindaco Raggi resterà a guardare?

La situazione si presentava tesa già dalla mattinata, quando si erano diffuse voci sulle dimissioni imminenti, tanto che è bastato vedere un movimento di fogli negli uffici per indurre il gruppo consiliare di FdI a emettere un comunicato, firmato da tutti e quattro i componenti,  per invocare le dimissioni della Presidente Capoccioni, la cui esperienza politica, testuale, “è giunta al capolinea, tra l’endemica incapacità di governare e le scorribande interne a una maggioranza litigiosa e incocludente di fatto il territorio è stato abbandonato a se stesso. Occorre dare subito un nuovo governo a Montesacro e Fratelli d’Italia è già al lavoro per restituire dignità e decoro al Municipio”. 

Dello stesso tenore il comunicato di Marco Bentivoglio, Coordinatore di FI del III Municipio e di Claudia PAssalaqua, del dipartimento regionale, anche se il partito non ha nessun consigliere seduto a piazza Sempione, che pone l’accento sul fatto che “Con l’adesione del consigliere Scamarcia al gruppo Misto, il M5s in III municipio non ha più i numeri per governare” e che quindi “ la presidente Capoccioni deve dimettersi“.

Giovedì 21 dicembre, l’ultima seduta consiliare prima delle vacanze natalizie potrebbe rivelarsi veramente incandescente. Si terrà? C’è da eleggere il nuovo presidente dell’aula. A meno di un aiuto dal gruppo misto, la maggioranza non potrà imporre il proprio candidato. La riunione salterà, rinviata a data da destinarsi? La presidente Capoccioni si dimetterà? Non resta che attendere.

Luciana Miocchi

 

 

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Addio a Lina Tancioni, ex consigliera di Montesacro

3 Ott

Lina Tancioni, indimenticata consigliera municipale di Montesacro durante la consiliatura Bonelli, si è spenta ieri sera, nel sonno, al termine di una lunga malattia. Ne ha dato la comunicazione ufficiale Francesco Filini, dirigente di FdI di Roma, partito cui la Tancioni aveva aderito subito dopo la sua fondazione, quando il Pdl si scisse portando al ritorno di FI e alla formazione di diverse sigle di centro destra. I suoi funerali si terranno domani alle 11,30 nella la parrocchia di S. Ugo.

Luciana Miocchi

Flash: revocata l’assessore ai Lavori Pubblici del Terzo Municipio, Patrizia Brescia

17 Nov

La giunta del Terzo Municipio guidata da Roberta Capoccioni perde il primo pezzo: l’incarico dell’assessore ai Lavori Pubblici, architetto Patrizia Brescia, è stata revocato dalla stessa presidente “per motivi di opportunità” come si

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legge nell’ordinanza del 16 novembre. Probabilmente sulla decisione della presidente Capoccioni hanno influito anche le polemiche sulle ripetute assenze dell’assessore Brescia alle sedute della commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera Giordana Petrella cui era stata convocata e che avevano portato a una mozione di sfiducia, presentata dalle consigliere Giordana Petrella, FdI e Federica Rampini, Pd, con firmatari Cristiani Bonelli e Riccardo Evangelista, LM e Emiliano Bono, FdI, che ancora doveva arrivare in aula e che probabilmente sarebbe stata sottoscritta anche da altri consiglieri.

Appena appresa la notizia, la ancora assessore Brescia affidava il suo pensiero ad un post su fb, convinta della sua posizione e di avere le spalle coperte dalla Presidente Capoccioni« non mi dimetto, opposizioni, Pd e FdI chiedono le mie dimissioni da assessore ai lavori pubblici nel III Municipio, proprio loro che hanno governato male questo territorio e sono causa del disastro attuale, vorrebbero essere giudici dell’operato dell’amministrazione Capoccioni. A queste persone dico che non fermeranno il nostro lavoro e che non riusciranno ad intimorire la nostra azione politica, che non li vede piú protagonisti di interventi spot utili a creare solo consenso immediato. noi stiamo lavorando prr dare un futuro al nostro municipio. Patrizia Brescia». 

Stamattina peró, nel cercare di contattarla per un primo commento sulla sua revoca, il telefono della ormai ex assessore ai ll.pp., data tra i fedelissimi della Sindaco Raggi, squillava libero e subito dopo occupato. All’insegna del fair play i commenti delle consigliere Petrella e Rampini: con due post simili, sempre su fb, dichiarano di non poter gioire perché non credoni ci sia nulla da rallegrarsi. La prima affida ad un comunicato congiunto con Fabrizio Ghera, capogruppo al Comune, le proprie considerazioni: «Un provvedimento tardivo quello della Capoccioni, avremmo infatti preferito che i grillini dessero risposte ai cittadini anziché fare melina senza presentarsi in commissione e senza rispondere ai nostri quesiti in materia di viabilità ed opere pubbliche. E’ chiaro che la presidente ha scelto di ritirare le deleghe all’ex assessore Brescia prima che la nostra mozione di sfiducia arrivasse in Aula, così per evitare figuracce davanti a tutti i cittadini. Ma l’incapacità dei grillini a governare il territorio, dal Campidoglio ai municipi, è fin troppo evidente e la toppa è peggio del buco»
Per Federica Rampini: «Questo è un primo risultato che come opposizioni portiamo a casa. Non è una vittoria di cui gioire, ma mette in evidenza tutte le difficoltà dell’amministrazione a 5 Stelle. Oltre all’impreparazione la mancanza di consapevolezza sull’impegno che necessariamente ci vuole a livello locale. A questo si unisce il non voler riconoscere la differenza fra ruoli istituzionali e le attività politiche.Il municipio III ha bisogno di persone che si dedichino interamente al territorio e ascolti tutte le realtà. A maggior ragione le forze politiche elette che rappresentano gran parte dei cittadini. Come PD siamo a disposizione per dare contributi e sostegno ai 5 Stelle, ma non faremo sconti in caso di incapacità o di scelte politiche che non rappresentano i bisogni del territorio».

In ultimo una dichiarazione della presidente Roberta Capoccioni: 《Ho deciso di ritirare le deleghe all’Architetto Patrizia Brescia in quanto pur essendo persona molto capace nel suo lavoro non è risultata compatibile con il ruolo di assessore.
Ho già individuato la persona che potrebbe sostituirla e sto procedendo con il controllo della documentazione.
La nuova Assessora, oltre alle imprescindibili competenze avrà una adeguata capacità d’ascolto per potersi rapportare e confrontare con gli uffici tecnici, tutti i consiglieri ed i cittadini, cosa questa che purtroppo è stata carente con la Brescia》. Quindi almeno c’è un indizio: il nuovo assessore sarà ancora una donna.

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

Settimana decisiva per i rifiuti di Roma

18 Lug

Audizione in regione dell’Assessore all’ambiente, domani audizione pubblica. Giovedì scorso riunione dei residenti interessati alle esalazioni dell’impianto di via Salaria

13726676_870748813031838_8376317702358300769_nE’ iniziato alle tre e mezza di oggi il consiglio straordinario alla Regione Lazio sulla questione rifiuti. Ad esso sta partecipando una delegazione di cittadini che possono però soltanto assistere senza intervenire, mentre domani vi sarà un’audizione, sempre in regione, in cui i cittadini potranno intervenire.

Secondo quanto postato da chi è presente, l’assessore regionali dell’ambiente Buschini, nell’illustrare la sua relazione al consiglio, sull’impianto Ama Salario ha detto: «L’impianto e’ stato autorizzato il 31/3/2011 per 5 anni. La scadenza era quindi 31/3/2016. Nel frattempo l’approvazione del Dlg 46 nel 2014 ha precisato che la durata delle autorizzazioni venivano raddoppiate passando da 5 a 10 anni. L’Ama il 9/9/2015 ha chiesto indicazioni per presentare il rinnovo delle autorizzazioni e il 30/03/2016 ha presentato la fidejussione ottenendo la proroga dell’autorizzazione fino al 31/03/2021. L’ubicazione e la scelta degli impianti di trattamento dei rifiuti spetta a Comune e Ama. Se Ama non avesse chiesto come prorogare e non avesse presentato le garanzie per la fidejussione l’impianto ora NON sarebbe autorizzato. Spetta a Comune e Ama come riconvertire l’impianto».

13718689_10210046718554720_8684618055263109389_nQuindi, responsabili dei disagi che si trovano a sopportare i residenti del quadrante Nord della città di Roma, sono, ognuno per la propria competenza, l’azienda municipalizzata ambiente, il Comune di Roma e la regione Lazio per quel che riguarda il piano rifiuti, ma i primi due sono gli unici che possono decidere circa la delocalizzazione o la chiusura dell’impianto.

Giovedì sera, alla riunione spontanea a Largo Labia, dove erano presenti un numero di persone tale da riempire ogni spazio a margine del parco, durante gli interventi di Fabrizio Lai, interventista a favore di una manifestazione sotto gli uffici della regione, Daniele Poggiani del comitato spontaneo Villa Spada, esperto della parte tecnico-burocratica della vicenda e Cristiano Bonelli, consigliere della LM, erano stati esposti i risultati l’incontro tra tecnici e legali, ovvero la decisione di procedere ad una raccolta firme e a una denuncia contro Ama, tentando di protare in Procura il danno alla salute per i residenti, oltre che proseguire nel portare documentazione in Comune e in Regione, battendo anche la via politica alla risoluzione del problema. Inoltre, dato il numero elevato di residenti che hanno manifestato il desiderio di portare supporto alla delegazione che verrà ricevuta martedì, è stata presa la decisione di organizzarsi per arrivare, in maniera pacifica e assolutamente non polemica, fino alla remota sede degli uffici regionali

Nella giornata di giovedì vi era stato anche un incontro con il nuovo presidente m5s del Muncipio, Roberta Capoccioni, intervenuta anche nell’incontro serale, tornata a dichiararsi disponibile a farsi promotrice presso Regione e Comune perchè si trovi una soluzione politica ai rifiuti di Roma, invitando Arpa, asl, Regione e Comune ad un tavolo.

Luciana Miocchi

 

Alfio Marchini fa tappa elettorale a Settebagni (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

22 Mag

Che il candidato sindaco di Roma, Alfio Marchini, avrebbe compiuto una tappa del suo giro elettorale nel quartiere di Settebagni (Terzo Municipio della Capitale) la mattina del 21 maggio lo si era saputo solo con scarsissimo 

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anticipo. In compenso ci ha pensato lui ad arrivare in forte ritardo nel luogo scelto per l’incontro, il cosiddetto “Parco dei Frutti”. Mentre si attendeva l’arrivo dell’ingegnere, è toccato al candidato presidente della lista Marchini nel Terzo Municipio (ruolo che ha già ricoperto dal 2008 al 2013), Cristiano Bonelli, tenere la scena illustrando le sue idee ai presenti, per lo più membri del locale Comitato di Quartiere e candidati al Consiglio municipale e a quello comunale della medesima lista. Bonelli ha proposto un suo vecchio pallino – già image

sperimentato durante la propria amministrazione – quello delle sponsorizzazioni esterne da parte di realtà locali come imprenditori e comitati di quartiere con reciproco vantaggio, una sorta di pubblicità virtuosa che viene già attuata regolarmente in altre città. Ha inoltre espresso come già in altre occasioni l’idea di un consiglio municipale da dedicare ogni due mesi alla image

partecipazione attiva di comitati di quartiere e associazioni. Più specificamente riferendosi alle vicende quartiere, ha detto che «per Settebagni ho le idee chiare» prima di tutto riguardo la annosa vicenda della costruzione di un nuovo sottopasso ferroviario di accesso alla parte collinare: per Bonelli vanno convocati dei tavoli di lavoro assieme a Rfi e al Comitato di Quartiere. I membri del Comitato hanno inoltre rappresentato la mancanza di un luogo di aggregazione – una sorta di piazza centrale, una agorà – e di un mercatino rionale settimanale. Finalmente è arrivato Alfio Marchini, scusandosi per il ritardo. Vestito in quella che è ormai una sorta di divisa, con il Rolex Explorer discretamente nascosto sotto la manica della solita polo blu e le Nike con il marchio sulla linguetta sostituito dalle sue cifre, l’inchino con il baciamano appena accennato alle signore, Marchini ha presentato a grandissime linee la sua idea di gestione della città: «Roma così come è adesso è ingovernabile e l’unico modo di riappropriarsi del territorio è partire dal quartiere istituendo la figura del gestore di quartiere, una persona che faccia da punto di riferimento affiancato da alcuni collaboratori e dandogli mezzi, strumenti e una sorta di esenzione fiscale in cambio del suo operato». Si è detto d’accordo sul decentramento per assegnare ai municipi funzioni ora riservate al Comune e durante l’eventuale riassetto organizzativo si farebbe affidamento appunto all figura ora illustrata del referente di quartiere. Il candidato sindaco si è detto convinto  assertore dell’utilizzo delle tecnologie per esempio nella sicurezza e nella viabilità (per la quale vorrebbe le corsie con il senso di marcia variabile a seconda della necessità come esistono all’estero). «Il modo che ho di intendere il terzo millennio è ripartire dalle centralità, nel 2016 non si può governare come nel 1980 e i mezzi per farlo ci sono, il discorso è investire – ha concluso – nessuno lo ha fatto prima perchè finchè le cose vengono rese complicate serve l’amico che poi chiede il voto di scambio». Dopo la tappa a Settebagni, Marchini si è poi spostato a Castel Giubileo.
Alessandro Pino

Una giornata a secco e torni all’Ottocento (Settebagni, Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

26 Apr

Nonostante la giornata piovosa, lo scorso 25 aprile è stato passato completamente all’asciutto nel quartiere di Settebagni (Terzo Municipio della Capitale): a causa della rottura di una conduttura  sulla Salaria nei pressi di via Piombino  – e la conseguente chiusura dell’erogazione – tutta la ex borgata è rimasta senz’acqua dalla mattina fino alle dieci di sera circa. Il tam tam su Facebook nei gruppi di zona era iniziato subito, alla ricerca di novità e scambiandosi   

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vicendevolmente il responso dell’oracolo ovvero il centralino dell’Acea, evidentemente tempestato di chiamate. Il nervosismo  cresce anche perché le risposte date al telefono dagli operatori dell’azienda idrica  (ma dopo un po’ verrà inserito un messaggio registrato) sono giudicate insoddisfacenti, qualcuno suggerisce di andare in massa alla stazione dei Carabinieri per presentare un esposto, si leggono proposte a dir poco sorprendenti come quella di bloccare la Salaria per protesta e intanto si comincia a comprare cassette di minerale nei due supermercati del quartiere; chi può spostarsi arriva fino a Castel Giubileo per rifornirsi con le taniche al “nasone”, lì l’acqua ancora scorre altrimenti si sarebbe dovuti andare fino al Tevere.  Almeno così oltre dissetarsi sono assicurate le minime operazioni di igiene come lavarsi le mani o i denti e pazienza se con l’acqua a temperatura ambiente. Va molto peggio su un altro fronte, quello delle funzioni fisiologiche, essendo poco simpatico rimanere senza la possibilità di scaricare lo sciacquone. E cominci a riflettere su come si vivesse quando non esisteva l’acqua corrente in casa. Le ore trascorrono, si interessano della situazione tre noti politici locali (il presidente uscente del Municipio Paolo Marchionne, l’ex presidente e consigliere di opposizione nell’ultima consiliatura Cristiano Bonelli e l’assessore municipale uscente alla Scuola e Trasparenza, Riccardo Corbucci) e finalmente si trova una squadra di operai che comincia a scavare, dopo che un sopralluogo svolto in mattinata. Già si temeva di doversi svegliare il giorno dopo ancora a secco quando verso le ventidue viene dato il sospirato annuncio “rihabemus aquam!” e il flusso idrico riprende gradualmente fino alla parte collinare. Il giorno dopo, l’inevitabile strascico di polemiche (ma per chi è saturo delle medesime, evitabilissimo) e una riflessione affacciatasi come detto alla mente già la sera prima: già, ma una volta come  si viveva? All’improvviso ti rendi conto di come ciò che appare scontato (aprire un rubinetto in bagno e lavarsi le mani, tirare lo scarico come anche premere un interruttore e illuminare un ambiente al chiuso) tanto scontato in realtà non sia. Ma la riflessione dura poco: nemmeno hai iniziato a immaginarti uno scenario apocalittico in cui si torna a condizioni di vita quotidiana ottocentesche se non medioevali , che già ricominci a lamentarti perché il telefonino ti si impalla e naviga a rallentatore.
Alessandro Pino

(Si ringrazia Silvia De Rosa per l’immagine)

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Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: sottopasso chiuso e cittadini allo sbaraglio – di Luciana Miocchi

1 Feb

pubblicato sulla testata giornalistica http://www.di-roma.com

settebagni

Dall’idea originale di un sottopasso più grande allargando l’esistente a quello tutto nuovo, si è passati alla paralisi totale e alla confusione. Adesso il quartiere può “godere” dell’improvvisa chiusura del vecchio passaggio, da tempo dichiarato non stabile e del caos conseguente, con alternative, anche pedonali, non messe in campo dall’amministrazione per il periodo di lavori di consolidamento

La questione dell’allargamento del sottopasso ferroviario in via di Sant’Antonio è ormai annosa. Sono più di venti anni che una convenzione stipulata tra il Comune di Roma e un costruttore che ha edificato delle palazzine in zona, sancisce che dietro pagamento di appositi oneri concessori – regolarmente effettuato e registrato – l’opera deve essere realizzata. In origine l’idea era di allargare il preesistente, poi, nel corso degli anni si è preferito prima pensare alla realizzazione di un nuovo manufatto accanto all’esistente, con tanto di cantierizzazione dell’area interessata ai danni dei terreni della parrocchia, poi, trascorsi anni infruttuosi e con tanto di fallimento della ditta che aveva vinto l’appalto, dopo aver scoperto l’esistenza di uno scambio non segnalato prima, il progetto sembra essersi perso sulle scrivanie di non meglio precisati uffici di Fs, anche se ogni tanto torna a palesarsi il disegno di un sottopasso a qualche centinaio di metri di distanza, direzione Roma. Ma questa è un’altra storia, della quale i residenti sono decisi a venirne a capo.

Gli odierni dolori sono provocati sempre dal vecchio sottopasso, denunciato come pericolante da diverso tempo, tanto da meritare nel luglio 2015 pressanti richieste del locale comitato di quartiere, alle qualiveniva risposto nel dicembre dello stesso anno, da parte dell’assessore municipale ai Lavori pubblici Fabio Dionisi che Ferrovie avrebbe effettuato dei lavori di consolidamento, cantierizzando l’area per 60 giorni, non meglio precisando i tempi di inizio nè tantomeno se fosse stato possibile il transito per i pedoni.

A questo punto occorre ricordare, per chi non conosce la zona, che la ferrovia taglia praticamente in due il quartiere, separando la zona collinare da quella che si estende lungo la via salaria. Ciò comporta che ci sia un unico altro ponte di accesso e di scambio per il traffico veicolare, il ponte della salita della Marcigliana, circa 800 metri più giù e un accesso pedonale alla stazione Fs che però non è fruibile da portatori di handicap né dalle carrozzine e dai passeggini.

Il 21 gennaio l’assessore contattava il Comitato di quartiere, avvertendolo che il 25 sarebbero partiti i lavori, che non sarebbe stato possibile mantenere un accesso pedonale e che non si riteneva di poter procrastinare a dopo la chiusura delle scuole l’intervento, stante il passaggio dei treni sulla soprastante linea ferroviaria e che un comunicato ufficiale sarebbe stato diramato a breve.

Nonostante il poco tempo a disposizione il Cdq decideva di cercare di informare i residenti con ogni mezzo, internet, Facebook e il buon vecchio passaparola, nonchè con una riunione pubblica lo stesso 25, al quale avrebbe partecipato lo stesso assessore.

Con un certo senso di irritazione invece che dalla nota ufficiale, residenti e Comitato di Quartiere venivano a conoscenza dalla testata on line romatoday delle dichiarazioni di assessore e minisindaco sull’inizio dei lavori. Su facebook l’ex consigliere di Forza Italia, Marco Bentivoglio, pubblicava una lettera protocollata in Municipio con la quale dava raccomandazioni sugli interventi da fare in vista della modificata viabilità del quartiere.

La nota di Bentivoglio, firmata anche dal consigliere Borgheresi, sembrava essere, alla data del 25 gennaio, l’unico atto scritto sul tema.

Tanto che alla riunione serale l’assessore ancora raccoglieva proposte sulla viabilità provvisoria, se senso unico su via dello scalo o divieto di parcheggio, sull’aumento della frequenza di passaggio del bus Atac 039, proponendo l’istituzione di una specie di navetta circolare, sempre se la stessa Atac potesse farlo.Segnava perfino la proposta di utilizzare la navetta scuolabus per trasportare le persone, omettendo di dire o forse non sapendo, che il servizio viene effettuato dietro gara di appalto e che quindi una soluzione del genere comporterebbe quanto meno una ridiscussione di detto appalto e la revisione della parte economica, una procedura non semplice e dai tempi sicuramenti lunghi.

Alla serata interveniva anche l’ex presidente del Municipio Cristiano Bonelli, difendendo l’idea, sulla quale tutto il quartiere concorda, di ottenere la realizzazione del sottopasso come da convenzione e richiamando l’attenzione sul grande assente della serata, ovvero Ferrovie dello Stato.

A oggi il punto della situazione: ponte chiuso, con tutto il traffico veicolare che per accedere alla parte collinare deve passare dalla salita della Marcigliana, nessun divieto di sosta e fermata sulla via dello Scalo di Settebagni, nessun senso unico. Nemmeno la presenza di vigili fuori dal plesso scolastico che ospita anche un asilo comunale, oltre le primarie e le medie, se non in un paio di occasioni.

Sulla piazza virtuale che è ormai considerata Facebook, nei vari gruppi di Settebagni, intanto, si è scatenata la rabbia e il risentimento per una situazione che ben poteva essere risolta, studiando in anticipo un piano traffico provvisorio, con l’istituzione di un senso unico o del divieto di parcheggio a seconda di quanto ritenuto necessario dalla polizia locale e il doveroso allestimento della segnaletica orizzontale e verticale.

La responsabilità per aver lasciato i residenti in una situazione di pieno caos non verrà, comprensibilmente mai fuori, persa tra le varie scrivanie di assessorato, polizia locale, Fs e ufficio tecnico.L’assessore Dionisi ha dato conto durante la riunione del fatto che la tassa per l’occupazione del suolo pubblico è stata pagata soltanto pochi giorni fa e che questo ha fatto sì che mancasse l’ufficialità dell’inizio dei lavori. Ma se è vero che il ponte aveva bisogno pressante e non rimandabile di lavori di consolidamento, l’ufficio competente avrebbe dovuto richiedere quanto meno lo studio di un piano di emergenza da applicare al momento dei lavori, proprio per evitare quanto è accaduto: a distanza di una settimana dall’annuncio della chiusura, ancora tutto è lasciato al buon senso o alla prepotenza dei residenti, con gli inevitabili ingorghi dell’ora di punta, alla mattina e alla sera al rientro dal lavoro.

Consigli sull’andare a piedi a portare i bambini a scuola? Legittimi ma non è questo che ci si aspetta da un’amministrazione pubblica. Tanto più se ha avuto tutto il tempo di pensare e di mettere in atto un provvedimento di discliplina del traffico provvisorio. Invece, sembra che prima della metà della prossima settimana rimarrà tutto invariato.

Luciana Miocchi

Il bilancio partecipativo…senza la partecipazione- di Alessandro Pino

28 Gen

Riunione in Municipio dei Comitati di quartiere con Marchionne

Due giorni dopo l’approvazione in Consiglio del bilancio di previsione si è tenuta in Municipio la riunione che era stata concordata prima del voto tra il presidente Marchionne e i principali Comitati di quartiere proprio sul cosiddetto bilancio partecipato: essendo avvenuta a giochi fatti si sarebbe potuto supporre che il significato del venire resi partecipi fosse mutato in un sempliceDSC_1379 “essere edotti” dall’originario “coinvolti nelle decisioni riguardanti la destinazione delle risorse”. Così è stato solo in parte ma in un senso ancor più restrittivo, perché nel concreto le linee portanti dell’incontro sono state da un lato la richiesta (per bocca di Silvana Caudai del Comitato Città Giardino) di una relazione illustrativa di un bilancio altrimenti difficile da comprendere anche per degli esperti ma soprattutto l’esternazione dello scontento per la promessa disattesa (e presente nel programma elettorale di Marchionne) del coinvolgimento. In particolare il malumore riguardava l’ordine del giorno votato contestualmente al bilancio che individuava quattro interventi prioritari per impiegare il milione di euro bonus destinato dal Campidoglio a ogni Municipio: la riqualificazione delle piazze Menenio Agrippa e Corazzini, la riapertura del nido di Castel Giubileo e soprattutto la realizzazione di una ciclabile sul viadotto dei Presidenti, avversata da opposizione e Comitati per il costo ritenuto eccessivo rispetto all’utilità (si è parlato di ottocentomila euro) e che occupando la predisposizione tranviaria al centro del viadotto accantonerebbe definitivamente l’idea originaria di un binario da Colle Salario al viale Togliatti. Duplice la linea tenuta dal presidente Marchionne  (affiancato dal presidente del Consiglio Municipale Riccardo Corbucci, dalla consigliera Anna Punzo, guida della commissione bilancio e verso la fine dall’assessore municipale al commercio Vittorio Pietrosante, mentre era rimasto sull’uscio per mancanza di spazio il consigliere di maggioranza Gianluca Colletta): da un lato il mancato coinvolgimento è stato imputato alla ristrettezza dei tempi imposti dal Comune, dall’altro è stata rivendicata la presenza della ciclabile nel programma per la cui attuazione aveva ricevuto mandato vincendo le elezioni. Immediata la replica dei consiglieri di opposizione presenti (Bonelli, Cascapera e Moretti) i quali gli rinfacciavano che nel programma era presente anche quel processo partecipativo cui si è venuti meno, mentre l’argomentazione della tempistica sfavorevole veniva rigettata da Mimmo D’ Orazio e Lorella Giribaldi (rispettivamente leader del Comitato Serpentara e della Associazione Agorà) che ribadivano inoltre di aver avuto il 15 gennaio da Marchionne la promessa di un incontro che precedesse il voto in Consiglio. Un muro contro muro insomma, apertosi parzialmente quando Marchionne ha chiesto un parere sulla bontà delle scelte compiute con l’ordine del giorno: a quel punto i Comitati hanno risposto affermativamente – fatta salva la famigerata ciclabile – tra lo stupore di alcuni dei presenti, dando l’impressione che il dissenso riguardasse il metodo più che i contenuti. L’incontro si è concluso con la richiesta da parte dei Comitati di un coinvolgimento immediato per la fase delle variazioni di bilancio, sulla quale però Marchionne non sembra essersi espresso nettamente, limitandosi a promettere la consegna della relazione per la metà di febbraio. Un invito al presidente del Municipio a ritirare il famigerato ordine del giorno è giunto altresì sul finale da parte di Massimo Moretti del M5S; in mancanza di ciò, per adesso si andrà avanti con l’idea (comunque ancora solo tale, mancando un progetto) di realizzarla.

Alessandro Pino

 

III Municipio di Roma Capitale: aspettando le sedute del consiglio in streaming – 16 luglio 2014

17 Lug

Sedute del consiglio municipale: sarebbe ora di provvedere ad uno streaming, sia pure con piattaforme amatoriali?

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

consigliomunicipalefotodirepertorioLa seduta del consiglio municipale del 16 luglio è una di quelle da manuale per discutere sull’opportunità o meno di aspettare che si realizzi il sistema professionale di streaming delle riunioni a piazza Sempione. Se ci fosse stato lo streaming, anche amatoriale, i lavori si sarebbero conclusi nella stessa maniera? I cittadini comprendono effettivamente l’utilità delle strategie politiche nel far cadere il numero legale? I consiglieri si ricorderebbero di usare più riguardo nei rapporti con il pubblico e tra di loro?

La mozione presentata da Jessica De Napoli  e Cristiano Bonelli, Ncd, perché si chiedesse un atto partecipato istituzioni-cittadini sulla questione della chiusura dell’impianto Ama di via Salaria era la prima nel calendario delle discussioni.  Tra i cittadini presenti, alcuni in rappresentanza dei vari comitati che si battono per far sparire l’odore nauseabondo che da anni ormai avvelena la vita degli abitanti del circondario, si formulava la richiesta di incontrare il Sindaco Marino e il presidente dell’Ama entro luglio.

Prima dell’inizio dei lavori dell’aula veniva richiesta una riunione di maggioranza per coordinare il voto dei consiglieri nei confronti dell’atto presentato dall’opposizione , al termine della discussione il consigliere Cascapera e il presedente dell’aula Riccardo Corbucci hanno depositato un emendamento per chiedere al Sindaco e ai vertici ama un incontro entro Settembre, termine considerato più ragionevole rispetto alla fine del mese proposta dai cittadini. A questo primo emendamento si aggiungeva un sub-emendamento  del movimento 5 stelle, volto ad estendere l’invito anche agli assessori comunali e regionali.

Seguivano le solite “schermaglie “ degli schieramenti politici opposti, con qualche caduta di stile da parte dei soliti habituée poco avvezzi alle critiche di un pubblico che, oppresso in casa propria da un evento non voluto e intervenuto dopo la costruzione dei quartieri, non apprezza certe battute e certi comportamenti che di politico hanno ben poco.

Alla fine delle operazioni, l’atto presentato dall’opposizione veniva bocciato «perché un tavolo tecnico già esiste» e passavano l’emendamento sull’incontro con il Sindaco.

Il secondo atto in discussione era una mozione dei cinque stelle posizionamento dei dissuasori di velocità su via val d’ala. Il Consigliere Dionisi, Pd, ha presentato un emendamento per ripristinare invece la segnaletica verticale e orizzontale. Durante il dibattimento sono cominciati a salire i toni, a volare parole meno diplomatiche in un crescendo tra il consigliere Pd, il pubblico accusato di essere la claque dei penta stellati e i consiglieri del movimento stesso.

I consiglieri del centro destra hanno abbandonato l’aula, il presidente Corbucci era andato via qualche tempo prima per motivi improrogabili, affidando l’aula al vice presidente Sel Valeria Milita,  i presenti da da diciotto scendevano a quattordici, e con l’uscita dei 5 stelle, i cui interventi, magari spontanei e ancora poco tecnici ma in buona fede, sono spesso oggetto di battute,  è caduto il numero legale. Proietti e Moretti  hanno manifestato l’intenzione di non partecipare al prossimo consiglio per protesta .

III Municipio di Roma Capitale: Galleria fotografica della manifestazione No Puzza del 19 giugno 2014 – Villa Spada / stabilimento Ama Salaria

19 Giu

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Giovedì 19, l’annunciata assemblea di via Cortona, a Villa Spada, organizzata dai comitati di quartiere di Villa Spada, Colle Salario, Serpentara, Val Melaina e al comitato spontaneo No Puzza è proseguita, dopo aver preso la decisione al momento, in una protesta davanti allo stabilimento Ama di via Salaria. Tutto volutamente apartitico, senza simboli politici di nessun genere, per testimoniare la delusione nei confronti delle istituzioni, dalle quali i residenti si sentono abbandonati al proprio destino di agnelli sacrificali in quello che considerano un tentativo di salvare Roma dall’immondizia senza far decollare seriamente la raccolta differenziata.

Hanno rallentato il traffico sulla via Salaria, senza creare screzi con gli automobilisti, che una volta letti i cartelli, hanno compreso e solidarizzato.

Due volanti dei carabinieri, probabilmente chiamate dall’interno dello stabilimento, sono rimaste a discretamente a bordo strada, pronte ad intervenire.

Ci sono stati momenti di tensione quando il commento di alcuni dipendenti Ama “andatevene, questa è casa nostra e hanno detto che è tutto a norma” è stato udito chiaramente da diversi residenti. La risposta urlata: “no, questa non è casa vostra, la sera tornate alle vostre abitazioni lontane dalla puzza”. A norma o meno, l’odore nauseabondo era presente e chiaramente percepibile già in via Cortona, davanti lo stabilimento è stata una presenza costante e sgradevole, fastidiosa al naso e allo stomaco.

La testimonianza di due donne ospiti del centro accoglienza, in proposito, è illuminante: “spesso siamo costrette ad andare alla fermata atac successiva ché qui davanti molti autisti non fermano, dicono che puzza troppo. Tante volte, quando siamo al centro, siamo costrette a tapparci dentro come possiamo, la puzza è insopportabile”.

Tra i manifestanti c’erano la ex europarlamentare Roberta Angelilli, che segue da tempo la vicenda, il presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, i consiglieri Cristiano Bonelli, ex presidente del Municipio, Jessica De Napoli, Fabrizio Cascapera e Simone Proietti. Il consigliere Angelo Massacci, residente in zona, è rimasto in via Cortona.

Dopo alcuni minuti c’è stato il blocco temporaneo di due camion di Ama in entrato allo stabilimento. Il primo conducente è riuscito in poco tempo a guadagnare la sbarra, attendendo con pazienza che le persone si scansassero, il secondo ha reagito uscendo dal mezzo, ne è nato un alterco e chi si è messo in mezzo per sedare gli animi ne ha riportato i segni.

Nel frattempo i politici locali si schieravano davanti al camion, a fianco dei manifestanti, mentre l’autista, che aveva riguadagnato la cabina, tentava di passare ugualmente.

La presenza tra i manifestanti della Angelilli e dei cinque consiglieri municipali, intervenuti senza simboli di partito, come richiesto, a quel punto è stata determinante perché la situazione si risolvesse senza degenerare, schierandosi davanti l’ingresso, andando a parlare con le forze dell’ordine, prendendo le difese di un uomo accusato ingiustamente di aver cagionato dei danni d un mezzo.

Alla fine è giunto anche il parroco di Villa Spada, a portare sostegno ai manifestanti. Il suo gesto è stato molto apprezzato e ha fatto sottolineare a tanti il fatto che lui fosse presente, al contrario del presidente del Municipio e dell’assessore municipale all’ambiente, da cui si aspettavano una presenza solidale con il loro disagio. Bisogna dire che ufficialmente nessun politico è stato invitato, quelli che sono giunti lo hanno fatto per iniziativa personale, dopo aver appreso dell’assemblea dai gruppi e dalle pagine facebook dedicate all’annoso problema. Ma questo, la folla non lo vede, percepisce solo le assenze e le presenze.

A manifestazione ormai finita, Bonelli si è così espresso: “ero, sono e sarò sempre per l’unica via risolutiva, la delocalizzazione dell’impianto. A questo ho lavorato concretamente quando ero presidente e questo continuo a chiedere, in tutte le forme che posso, da cittadino, da consigliere, da manifestante!”.

Il presidente del consiglio municipale, Corbucci: “cambiano i ruoli e le responsabilità di ognuno di noi ma non può mai mancare il sostegno incondizionato a tutti i cittadini che da anni subiscono i danni dell’Ama di via Salaria. Personalmente sarò sempre al loro fianco per risolvere il problema più gravoso del Municipio”.

Luciana Miocchi

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III Municipio di Roma Capitale: La consigliera Anna Punzo e la commemorazione delle Foibe. Questa è la verità

19 Feb

Dopo la lotta a colpi di comunicati sulle Foibe e sull’intervento alla commemorazione del dieci febbraio parla Anna Punzo, la consigliera del Pd al centro della polemica tra opposizione e maggioranza.

 

protestafoibe(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Forse quest anno in III Municipio qualche cittadino in più ha potuto conoscere una storia tragica del nostro passato grazie anche alla querelle che si è scatenata intorno alla questione della commemorazione delle vittime della pulizia etnica praticata nei territori ex italiani di Istria e Dalmazia dopo la fine della seconda guerra mondiale, a partire dal 1947.

Una legge di circa dieci anni fa ha reso il 10 febbraio “il Giorno del Ricordo”, così come era stato fatto con il 27 gennaio, Giornata della Memoria, per non dimenticare le vittime dell’olocausto. Con il passare del tempo però, in maniera del tutto contraria agli scopi per i quali si cerca di mantenere una memoria storica dei fatti, ovvero far si che non torni nessun sonno della ragione a giustificare simili crimini contro l’umanità, i due accadimenti sono stati diversamente fatti propri dalle correnti politiche, a seconda del proprio nervo scoperto in riferimento alla storia di quegli anni.

Così, quando nell’aula di piazza Sempione è stato proposto di solidarizzare con la comunità ebraica per le scritte antisemite apparse intorno al 27 gennaio, il centrodestra si è defilato e per la commemorazione delle foibe è stata la maggioranza a sorvolare, con uno scivolone alquanto ingenuo da parte di una consigliera di Sel, che in assenza della diretta streaming è stato riportato in maniera diversa a seconda delle fonti ma che ha finito per provocare una reazione abbastanza compatta nei consiglieri di governo che hanno fatto quadrato abbandonando l’aula.

In mezzo a tale disputa prettamente politica ha finito per trovarcisi la consigliera Pd Anna Punzo, che ha deciso di seguire la propria coscienza piuttosto che l’orientamento di coalizione. Il dieci febbraio, dopo essersi recata presso la lapide posta in via Fracchia ed aver portato il proprio omaggio, emanava questa nota insieme alla collega Francesca Leoncini«Nel Giorno del Ricordo ci uniamo alla commemorazione delle migliaia di italiani vittime dell’eccidio delle foibe e dell’esodo delle popolazioni della Venezia Giulia e della Dalmazia dalle loro terre . A dieci anni dalla legge che istituisce il Giorno del Ricordo riteniamo che le Istituzioni ad ogni livello ed il mondo della scuola debbano operare d’intesa per mantenere viva la memoria dei tragici fatti perpetrati dal 1943 al 1947 sul confine orientale ad opera dalle truppe di Tito, per oltre 60 anni dimenticati, affinché la radice dell’odio che ha generato quegli orrori sia estirpata una volta per sempre e questi non si ripetano mai più».

Sulla giornata del ricordo il Ncd emanava il seguente comunicato stampa, riportando alcuni virgolettati riferiti alla consigliera di maggioranza, innescando così una ulteriore polemica: «Oggi pomeriggio i Consiglieri municipali del III Municipio del NCD Bonelli, De Napoli,Petrella e Bartolomeo, insieme alla Consigliera de PD Anna Punzo hanno dimostrato cosa vuol dire ricordare, lontani da inutili divisioni, un periodo triste della storia italiana. “Oggi abbiamo voluto, lontano dai riflettori, portare il nostro Ricordo alle vittime dell’esodo giuliano e dalmata e ai martiri della tragedia delle foibe deponendo un fiore sotto alla targa apposta nel 2009 dalla Giunta di centrodestra, da me presieduta, nella sede del III Municipio di Via Fracchia a Talenti, insieme al Gruppo del Nuovo Centro Destra la Consigliera municipale Punzo del PD che ha accettato di condividere oltre gli schieramenti ; un gesto questo che azzittisce chi in questi giorni ha voluto polemizzare o addirittura negare” In una nota il Capogruppo del NCD del III Municipio Cristiano Bonelli La Consigliera Anna Punzo PD ha dichiarato: “I morti non hanno e non devono avere colori politici e difronte ad una tragedia come è stata quella delle Foibe mi è sembrato doveroso dare seguito con coerenza a quanto dimostrato in aula consiliare appena una settimana fa non votando un emendamento di SEL, che seppur indirettamente, voleva giustificare parte di ciò che è accaduto in quegli anni. Serve pacificazione null’altro, ecco perché ho partecipato” Un gesto doveroso pieno di significato, di coerenza e di coraggio che merita un plauso . “Abbiamo voluto dimostrare, con questo gesto simbolico, che gli opposti schieramenti possono, se uniti, lanciare messaggi importanti e che la “giornata del ricordo dei martiri delle foibe” non deve servire a dividere ma solo ad unire “. Hanno concluso i Consiglieri
municipali Jessica De Napoli e Giordana Petrella e Manuel Bartolomeo».

La consigliera Punzo non ha replicato alla velina e tutto sembrava dovesse finire lì ma dopo qualche tempo un comunicato congiunto di Pd-Sel-lista civica, intitolato “Solidarietà alle consigliere Milita e Punzo”  ritornava sulla questione in maniera molto decisa: «I gruppi di maggioranza del Municipio III, Pd, Lista Civica Marino e Sel, esprimono solidarietà alle consigliere Anna Punzo e Valeria Milita per la strumentalizzazione subita da parte dell’opposizione di centrodestra, in seguito alla discussione sugli atti in memoria delle Foibe”. Lo dichiarano i capigruppo del Pd, Mario Bureca, della Lista Civica Marino, Gianluca Colletta, e di Sel, Cesare Lucidi. “Non è accettabile quello che è accaduto in questi giorni. Scrivere, come ha fatto il capogruppo del Ncd ed ex presidente del municipio Cristiano Bonelli, un comunicato stampa con il virgolettato della consigliera Punzo, senza che questa abbia mai dato il proprio assenso per quei virgolettati pubblicati dalle agenzie, è un episodio gravissimo, che deve essere stigmatizzato fortemente. Questo è un episodio che si aggiunge alla bieca strumentalizzazione delle parole della consigliera di Sel Valeria Milita, che appena una settimana fa veniva apostrofata, dalle stesse persone che oggi millantano di poter parlare per voce di consiglieri del Pd, come revisionista. In quell’occasione, inoltre, alla collega Milita era stato persino strappato un foglio dalle mani nel tentativo di non farle concludere il proprio intervento in aula. Atteggiamenti che condanniamo duramente e che dimostrano come fin dall’inizio il centrodestra cercasse di utilizzare la memoria delle foibe soltanto per inscenare una vergognosa polemica politica».

Insomma, secondo la maggioranza sembrerebbe che Bonelli, ex presidente del Municipio e consigliere con un esperienza di diverse consiliature sulle spalle abbia commesso un madornale passo falso, parlando per consiglieri non facenti parte del proprio gruppo.

La replica come capogruppo Ncd di Cristiano Bonelli non si è fatta attendere: «Le bizzare dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dai capigruppo di centro sinistra in merito ad un comunicato congiunto del NCD del III Municipio ed una Consigliera del PD non servono a nulla se non a fare i soliti resoconti interni all’interno dell’inaffidabile centrosinistra nostrano che ormai da anni trova piacere nel lacerarsi al suo interno, come se non bastasse il pessimo lavoro svolto come opposizione nei cinque anni della Giunta Bonelli e gli otto mesi passati al governo dell’ormai abbandonato Municipio. Non entro nella vicenda interne che ha obbligato la consigliera Punzo Pd a smentire ciò che ci ha confermato ,in vari modi anche certificabili, ciò che poi ha dimostrato durante la votazione (l’unica del centrosinistra)cioè non votare un emendamento di Sel negazionista e irrispettoso delle centinaia di morti delle Foibe . Solo una querela nei confronti del Capogruppo Bonelli ci convincerà a tirare fuori la conferma che la consigliera Punzo ha voluto dichiarare nel comunicato congiunto ciò che realmente è stato scritto con tanto di virgolette, in assenza di ciò non c’è la volontà di dichiarare altro».

La diretta interessata ha accettato di dire alcune parole per far chiarezza su una vicenda che ormai l’opinione pubblica percepisce come una tempesta in un bicchier d’acqua, una inutile bagarre su un argomento tragicamente serio, tanto che mail e messaggi di protesta sono arrivati un po’ ovunque.

Racconta Anna Punzo: «Il comunicato congiunto della maggioranza ? Non l’avevo letto prima, l’ho trovato molto pesante. La storia è questa: io sono andata in forma privata a commemorare le foibe, come avevo già fatto esprimendo il mio dissenso in aula,con il voto contrario all’emendamento di Sel, quindi la mia posizione sulle foibe all’interno del gruppo era ben nota. Anche per miei trascorsi sia di famiglia che di lavoro perché quella legge è stata fatta dieci anni fa e avevo avuto modo di vederla quando era in fase di preparazione, in quanto lavoravo con delle persone che la stavano elaborando. A a livello personale le Foibe le ho sempre commemorate. Lunedì sono uscita dal municipio e sono andata alla targa, dove ho incontrato Cristiano Bonelli che mi ha fatto una battuta;  mi ha detto che non era venuto nessuno e io ho risposto che non era a me che doveva dire quelle cose, visto che ero la. Questo dialogo però è diventato un comunicato stampa, sul quale diciamo che da parte mia c’è stata una presa di posizione ma non di diniego delle parole indicate perché io quelle parole a Bonelli le ho dette ma della “strumentalizzazione” che ne è stata fatta. Cristiano ha fatto il suo, nel senso che probabilmente, in una situazione al contrario qualcuno di noi avrebbe fatto la stessa cosa? Chi lo sa, ai posteri l’ardua sentenza però ciò non toglie che questo è, questo è quello che ho detto in aula anche mercoledì, nel senso che io avevo espresso un sentimento di condivisione della commemorazione rispetto anche al fatto che io privatamente – e ribadisco privatamente – ero andata a mettere un fiore alla lapide. Mi picca di Bonelli che è persona che stimo, con il quale non nego di avere buoni rapporti, per la strumentalizzazione che ne ha fatto però ripeto, probabilmente al contrario qualcuno di noi avrebbe fatto la stessa cosa. Ovvio che se possiamo troviamo il modo di mettere in difficoltà un avversario politico. Non ci sono andata come consigliera ma come persona privata, come Anna Punzo che commemora le foibe.

 

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