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Tag Archives: Giovanni Caudo
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Ilari, Caudo e Comito alle primarie di coalizione di centro sinistra per il III Municipio del 28 aprile

18 Apr

Sono da poco spirati i termini per presentare le candidature alle primarie di coalizione di centro sinistra per scegliere il candidato presidente del III Municipio. A contendersi l’investitura saranno in tre: la  segretaria del Pd municipale e candidata ufficiale del Pd, Paola Ilari, l’ex assessore capitolino Giovanni Caudo del Laboratorio Civico e Antonio Comito, ex assessore municipale dei Verdi. Per presentare la propria candidatura ognuno di loro ha dovuto raccogliere un minimo di 150 firme a proprio favore.

Partecipano alle primarie di coalizione, oltre al Pd che ne è promotore, i Verdi, Laboratorio Civico, i radicali italiani, i socialisti e la Lista Civica Lorenzin.

LeU, non avendo trovato un accordo unitario al proprio interno, non parteciperà alla tenzone, come scelto anche per l’VIII Municipio, però non farà mancare l’appoggio a Caudo. In ogni caso, alcune riserve verranno sciolte nelle prossime ore.

Luciana Miocchi

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Giovanni Caudo. Candidato presidente del III che vorrebbe essere acclamato da tutta la sinistra. Dissidenti del Pd lo vorrebbero al posto della candidata ufficiale del partito alle primarie

16 Apr

30849127_10215911759497078_843100189_oDomenica 15, ore 11,30 fermata Metro Conca d’Oro. In una mattinata piovigginosa e con il sole latitante, Giovanni Caudo ha esposto, sul piazzale antistante l’entrata principale, il suo manifesto politico di candidato alla presidenza del III Municipio, che andrà a elezioni il 10 giugno. L’invito è circolato su fb e rilanciato da Leu, Possibile e diversi esponenti del Pd, tra cui alcuni di quelli che non sono andati all’assemblea del Pd municipale che ha deciso la candidatura ufficiale del Pd di Paola Ilari alle primarie di coalizione.

L’ex Assessore della Giunta Marino, finita abbattuta dalle dimissioni davanti al Notaio ad opera degli stessi consiglieri comunali del Pd, ha fatto un discorso i cui punti erano fissati in un fascio di fogli che portava stretti a sè, davanti un gruppo di persone che hanno raccolto la chiamata festiva. Un intervento di pochi minuti, aperto con i ringraziamenti agli amici che lo hanno voluto nominare come possibile candidato alla presidenza di un territorio vasto 97 km quadrati con una popolazione di 200.000 abitanti, molto più di una grande città e a Ignazio Marino, che lo aveva voluto Assessore all’Urbanistica. Racconta del sogno di una coalizione che si sta costruendo, uno “spazio Aperto”, un percorso nuovo che parta dal Municipio. Cita per prima la metro che corre qualche decina di metri più sotto, che ha treni che partono all’incirca ogni 11 minuti, mentre alla Tiburtina ci sono treni che partono ogni 7 minuti e la Fm1 che non ha collegamenti rapidi con i bus, vuole aumentare l’interconnessione il prof. Caudo, però non tocca assolutamente il tema di come farlo avvenire, visto che Atac non aumenta km percorsi se non taglia prima da qualche altra parte e che la B1 è una derivazione, ha parte dei binari in comune con la B e quindi aumentarne la frequenza è un qualcosa che fu escluso già in fase di inaugurazione, ai tempi di Alemanno.

In effetti, il suo discorso ha un respiro ampio, sembra più orientato verso una visione cittadina, da professore qual è di urbanistica, che da amministratore localissimo quale può essere un presidente di Municipio con scarsi poteri effettivi, come al momento risulta essere un minisindaco di Roma Capitale: cita il passo di un discorso di Valter Tocci “bisogna mobilitare le energie e selezionare una nuova classe dirigente” che come dice «si guarda al municipio, ricostruire il contatto con la città e dare una proposta politica nuova alla città. Partire dal Municipio non è una diminutio ma è l’unica strada seria che la politica oggi ha. Nei prossimi giorni, nelle prossime ore, se si costituirà un’assemblea costituita da tutte le persone, i partiti e le associazioni che vogliono partecipare a questo percorso politico, questo atto politico che oggi è portato in piazza prenderà la sua concretezza. Se qualcuno pensa che questa cosa non si debba fare, continua a presidiare le macerie della sinistra, che è l’unica chance di questa città, prenderemo la nostra decisione in quel momento, noi vogliamo fare insieme un percorso inclusivo, per chi viene da sinistra, per chi è andato altrove, per chi è qua è per chi vuole venire a sinistra». Ha le idee chiare anche sulla politica e sulla destra e la sinistra: « non è vero che la sinistra e la destra non esistono più. la sinistra è un luogo centrale; è questa piazza. Non esiste la buona politica ma esiste la politica». Su una eventuale candidatura a Sindaco risponde: «almeno per il momento non è per il Sindaco ma è propedeutico» (in effetti, a giugno si eleggono soltanto i presidenti ed il consiglio dei Municipi VIII e III, ndr).

30232698_10215911755816986_765516036_oCaudo non lo nomina mai apertamente, ma auspicando che tutte le associazioni e i partiti convergano sulla sua figura fa implicitamente riferimento anche al Pd, che però ha già nominato ufficialmente, con l’assemblea municipale del partito, Paola Ilari, il proprio candidato che andrà alle primarie di coalizione il 28 aprile, aperte a chiunque voglia presentarsi, depositando almeno duecentocinquanta firme a sostegno. Vorrebbe probabilmente cercare di tenersi fuori da quella che invece si sta configurando come una resa dei conti interna al Pd, la stessa che si è consumata a livello nazionale, tra le varie correnti e infatti, tra la gente venuta ad ascoltarlo ci sono, riconoscibili a colpo d’occhio, molti esponenti zingarettiani venuti a portare sostegno al suo progetto, che però, se ritenessero legittime e valide le decisioni prese dall’organo del proprio partito, non dovrebbero nemmeno essere qui, in quanto il nome del professore di Roma Tre non è stato portato tra quelli possibili per la scelta della candidatura ufficiale in seno all’assise minicipale. Ad un certo momento è partita anche la raccolta delle firme necessarie per presentare la candidatura alle primarie di coalizione, tanto che lo stesso Caudo, dopo aver appreso la notizia è salito di nuovo sul palchetto improvvisato e megafono alla mano ha dichiarato che la raccolta non si stava tenendo con il suo benestare. Risulta però difficile credere che possa davvero pensare che il Pd faccia un passo indietro davanti la sua figura, almeno se non vuol perdere la faccia, dopo aver reso di dominio pubblico il nome del proprio candidato ufficiale e fatto uscire diversi comunicati di dirigenti che ribadiscono il sostegno alla Ilari, già segretaria municipale del partito.

Caudo ha poi sciolto gli indugi a scendere nell’agone politica nello stesso pomeriggio, con un post pubblicato sul suo profilo facebook, tenendosi però sempre sul vago riguardo la possibilità di partecipare alle primarie di coalizione.

Ma quanto mondo politico era effettivamente presente? Chi scrive ha potuto riconoscere – scusandosi fin da ora per ogni possibile involontaria omissione – confusi tra i presenti, tra gli altri,  Alfredo D’Antimi,  ex consigliere Pd di alcune consiliature fa, poi passato per varie compagini politiche; Francesco Pieroni, segretario municipale dei democratici nel 2009; Mario Ciarla, ex vice-presidente del consiglio della regione Lazio, coordinatore della Mozione Orlando e attualmente vice capo di Gabinetto di Nicola Zingaretti; Francesca Burri, una dei quattro consiglieri dissidenti del M5S che ha contribuito a sfiduciare Roberta Capoccioni, ex presidente del Municipio, ricandidata alla stessa carica per le elezioni di giugno 2018; Paolo Marchionne, ex presidente Pd del Municipio e capogruppo nell’ultima consiliatura, Yuri Bugli e Federica Rampini, consiglieri Pd uscenti. Poi esponenti di Leu e di Possibile, come David Tozzo, delegato nazionale.

Per ascoltare il discorso di Giovanni Caudo: dalla pagina di Possibile  https://www.facebook.com/dirittopossibile/videos/204126009

Luciana Miocchi

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Le elezioni a Montesacro: le tante sinistre e i tanti pensieri, le eterne lotte delle correnti – di Luciana Miocchi

13 Apr

Partito_Democratico_8d648_450x450Ci risiamo, il Pd, sia esso espressione nazionale o territoriale, non riesce a far a meno di autolesionarsi, comportandosi come Tafazzi ad ogni occasione possibile.

Il partito annuncia di aver scelto come candidato ufficiale alla presidenza del III Municipio Paola Ilari ma di dar luogo comunque alle primarie di coalizione per raggiungere un accordo ampio con tutte le altre forze di sinistra e quasi subito alcuni autorevoli politicilocali di lungo corso, quindi niente affatto sprovveduti o inesperti, appoggiano ufficialmente un candidato esterno.

Almeno a destra, certi meccanismi prettamente di partito, di peso politico delle varie correnti, se le risolvono in casa. E se anche nessun addetto ai lavori crede più da tempo immemore che non volino i coltelli ad altezza schiena, gli elettori che si sentono rappresentati da questo o quel partito, non hanno l’onere di doversi domandare perché votare qualcuno che non ha il controllo della propria dirigenza, figuriamoci come potrebbe fare con i meccanismi del territorio che eventualmente si andrebbe ad amministrare. E infatti, da quelle parti, bocche cucite fino all’ultimo, anche se poi qualche chiacchiera sfugge sempre, pubblicabile però solo come “sensazione” o “voce di corridoio”. Chi proprio non digerisce le scelte, corre da solo.

A sinistra, al momento, gli unici certi di presentare un proprio candidato indipendente, sono quelli di “potere al popolo”, ovvero gli ultimi, irriducibili, romantici rivoluzionari di sinistra, che sanno benissimo che non vedranno mai un Presidente con la loro bandiera ma ci provano comunque, magari un consigliere riescono a farlo eleggere.

Per il resto, il Pd continua con l’idea nobile delle primarie. Nessuno li obbligherebbe, anche perché dall’ assemblea municipale è emersa con chiarezza la candidatura di Paola Ilari, già a capo della Segreteria municipale e coordinatrice nell’ ultimo anno dell’opposizione Pd in consiglio, sostenuta dal voto dei due terzi degli aventi diritto ma per scelta, nell’ottica di raggiungere un candidato condiviso con la parte più ampia possibile di coalizione delle forze di sinistra, si decide, come nell’ ottavo Municipio -anche qui si va al voto a giugno – di istituire le primarie per il 28 aprile, anche in assenza di altri candidati.

LeU non si era ancora sbilanciata, né nel fare il nome di un proprio candidato né sull’eventualità di farlo partecipare alle primarie di coalizione ma il 12 aprile, un comunicato firmato dai coordinatori del Terzo Municipio, Gianluca Colletta, Rita Lazzari e David Tozzo ha annunciato il beneplacito alla candidatura di Giovanni Caudo, ex assessore all’Urbanistica nella Giunta Marino ma ancora non era ben chiaro se lo stesso avrebbe partecipato alle primarie oppure no. Mossa alquanto tattica, per tastare il polso della volontà dei propri elettori, quindi correttissima.

I guai cominciano quando appare un articolo su Fanpage in cui si racconta come la Candidatura di Caudo – anche qui non viene esplicitata la volontà o meno di partecipare alle primarie di coalizione – sia sostenuta da MdP, Possibile, Sinistra Italiana (tutte formazioni terze) e anche da Paolo Marchionne, ex Presidente del III, candidato a presidente nella passata tornata elettorale, quando fu sconfitto da Roberta Capoccioni del M5S e capogruppo Pd all’ultimo consiglio municipale.

Questo ultimo endorsement ha un suo peso politico specifico diverso da quello degli altri, che sono organismi esterni al Pd, come anche le altre firme di prestigio citate a sostegno di Caudo, molti dei quali mai iscritti al partito o fuoriusciti con le ultime scissioni. Marchionne infatti è sempre nel Pd, nella corrente attualmente di minoranza – quella Zingarettiana – che però è tornata a farsi sentire e a rivendicare posizioni in seguito alla riconferma di Zingaretti alla guida della regione Lazio.

Nel pomeriggio Paolo Marchionne, Yuri Bugli e Federica Rampini, ovvero tre dei quattro consiglieri eletti nella passata consiliatura, emettono un cominicato, raccolto dall’agenzia di stampa Omniroma, con il quale chiariscono la propria posizione sulla candidatura di Caudo. I tre, nel rivendicare di aver contribuito a far cadere la presidenza Capoccioni, scrivono che non vogliono riconsegnare il Municipio III ad una maggioranza M5S e accolgono quindi con grande favore l’appello rivolto da illustri personalità della città e del territorio a Giovanni Caudo affinché possa essere il candidato alle prossime elezioni municipali del III in capo a una coalizione politica e sociale di rilancio di politiche alternative per la città. Scrivono i tre: «È la proposta più convincente, nei contenuti e per l’autorevolezza di Giovanni Caudo, che sentiamo in questi giorni. È la stessa ragione per la quale ognuno di noi ha ritenuto necessario fare un passo indietro per metterci al servizio di un progetto più ampio. Per non far vincere nuovamente il M5S è assolutamente necessario uscire da logiche interne che non capisce nessuno ed entusiasmare il nostro elettorato con un progetto nuovo, dando alla prossima consultazione elettorale del 10 giugno una visione e un respiro che solo attraverso un nuovo patto territoriale tra forze politiche e sociali può nascere, scegliendo una personalità indipendente, autorevole e appassionata, ma anche radicata nel nostro territorio come Giovanni Caudo». Come dire che non ritengono affatto la scelta di Paola Ilari una soluzione vincente, andando contro le decisioni dell’assise municipale del Pd.

Il comunicato è quindi un modo per dissociarsi, per dire “ve l’avevamo detto” in caso di sconfitta? A che pro, se il partito è unito – o dovrebbe esserlo – e ha passato il tempo intercorso dalle dimissioni dal notaio all’epoca di Marino ad oggi a cercare di ricostruire una immagine di unità e armonia? Tutta facciata? Che siano partiti i regolamenti dei conti, dei quali agli elettori del Pd, quelli rimasti, non importa nulla?

Un atteggiamento rischioso, in elezioni tanto territoriali. Più di dieci anni fa ormai, l’imposizione di Alessandro Cardente come candidato – successivamente eletto – con una decisione dall’alto, ignorando la base sul territorio, portò a gravi disivioni interne, tanto che quell’episodio è stato poi portato per anni a cattivo esempio di decisioni politiche imposte dai vertici.

Luciana Miocchi

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