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Con l’accordo ormai ufficiale tra Figc, Comune, Regione e agenzia nazionale per i beni confiscati, si apre una nuova era per il Salaria Sport Village. Nessuno dice se i residenti del quartiere e di quelli limitrofi potranno mai più accedervi – di Luciana Miocchi

25 Lug

Accordo tra Agenzia nazionale per i beni confiscati, Roma Capitale, FIGC e Regione Lazio.

Il Salaria Sport Village confiscato diverrà la casa delle nazionali del calcio. Abbonati e residenti sperano rimanga utilizzabile anche per i comuni cittadini ma al momento non v’è nessun cenno

Il 23 luglio c’è stato un sopralluogo al Salaria Sport Village, con il direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità Bruno Frattasi, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della FIGC Gabriele Gravina e alcuni funzionari di Roma Capitale e della Regione Lazio, in vista dell’assegnazione del centro sportivo, da parte dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata a Roma Capitale. In base a un protocollo già firmato, il Campidoglio e la Federazione Italiana Gioco Calcio porteranno avanti un progetto ambizioso per riqualificare il polo sportivo più grande d’Italia.Come riporta la nota Ansa, la Figc e Roma Capitale stanno lavorando per la realizzazione di un centro polivalente che possa ospitare la nuova “Casa delle Nazionali”: una sede tecnica destinata ad accogliere i raduni di alcune delle Nazionali azzurre, valorizzare tutte le strutture sportive esistenti grazie alla collaborazione con altre Federazioni e – per la prima volta in unico centro – realizzare un polo aperto a tutte le dimensioni sociali del calcio, in particolare quella della disabilità. È intenzionedella Federcalcio, infatti, farne sede della neocostituita Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale. Virginia Raggi sul suo profilo fb scrive: «A seguito di un protocollo già siglato con Figc lavoreremoa un progetto per creare una sede tecnica destinata a ospitare i ritiri di alcune delle Nazionali azzurre. L’intenzione è anche quella di valorizzare tutte le strutture esistenti all’interno del centro, con la collaborazione di altre Federazioni sportive. La Federcalcio, inoltre, ha manifestato la possibilità di farne sede della nuova Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale: sarebbe il primo esempio di un unico polo aperto a tutte le dimensioni sociali del calcio, in particolare quella della disabilità. Ho visitato la struttura insieme al direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità, Bruno Frattasi, e al presidente della Figc Gabriele Gravina. Il Salaria Sport Village sarà trasformato in un posto dedicato al gioco del calcio e allo sport come strumento di aggregazione e inclusione. Sarà un polo d’eccellenza dove poter praticare attività sportiva a tutti ilivelli». Nessun cenno sul destino degli abbonati che hanno visto sopendere l’attività né se la struttura, unica nelle vicinanze e capace di attrarre praticanti dai comuni limitrofi, rimarrà fruibile dai residenti oppure no. La questione è di grande importanza, per gli abitanti dei quartieri limitrofi, non essendovi altra struttura – e come sarebbe potuto essere altrimenti, il centro originario è li da quasi cinquant’anni – dove poter praticare tutta la varietà di sport offerti fino ad ora e a prezzi calmierati, essendo le più vicine strutture comunali a una decina di km di distanza. Il comitato di quartiere di Settebagni si è già attivato per segnalare la problematica legata allo sport, soprattutto per i più giovani, rappresentando il centro una grossa valvola di sfogo, anche e soprattutto per chi non voglia darsi soltanto al calcio, memore dei tempi in cui l’allora Banco di Roma era utilizzabile solo dagli impiegati dell’istituto di credito, dalle loro famiglie e da chi riusciva ad ottenere la qualifica di “ospite” e tutti gli altri dovevano sobbarcarsi trasferte poco agevoli anche solo per praticare il nuoto, ammirando da fuori la recinzione i tanti campi da tennis, ilpalazzetto del basket, i campi da calcio e da tennis, la pista di pattinaggio. Sarebbe tornare indietro nel tempo, quando la periferia brutta, sporca e cattiva veniva tenuta ai margini delle luci dell’eccellenza. Ma siamo nel XXI secolo, ormai. Il quartiere spontaneo sorto intorno al borgo campagnolo si è evoluto, sono arrivati i costruttori e i residenti hanno preso consapevolezza di essere cittadini al pari degli altri, che rivendicano e ottengono diritti e servizi. Il centro federale potrà essere una buona opportunità di lavoro e di crescita per la zona. Nessuno è intenzionato a guardarlo solo da fuori come nel tempo che fu. Luciana Miocchi

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Acquisito in via definitiva al patrimonio dello Stato il Salaria Sport Village. La vittoria di Davide contro Golia – di Luciana Miocchi

22 Lug

Confiscato definitivamente l’impianto sportivo del Salaria Sport Village per un valore di 145 mln di euro

OGNI TANTO VINCE DAVIDE

Il coordinatore romano del PD Corbucci: “ora il centro sportivo torni ai cittadini con tariffe pubbliche”

La vicenda politica e giudiziaria

La vicenda ha inizio ormai tanto tempo fa, tra l’inverno del 2008 e la primavera del 2009, quando un manipolo di cittadini e imprenditori di Castel Giubileo e Settebagni, sostenuti dall’associazione Italia Nostra cominciano a presentare esposti sull’enorme ampliamento del circolo sportivo Salaria Sport Village (ex Banco di Roma). Da Settebagni la questione approda rapidamente prima in III Municipio, dove a sostegno dei cittadini si schiera l’allora consigliere di opposizione dem Riccardo Corbucci e poi in Campidoglio quando Sindaco è Gianni Alemanno. Qui la battaglia politica e legale si amplia, coinvolgendo anche altri impianti sportivi della capitale, che come il Salaria utilizzano i poteri del commissario straordinario per i Mondiali di Nuoto 2009 per migliorare le proprie strutture, anche in deroga al piano regolatore e ai vincoli paesaggistici. Per diversi mesi il Governo a guida Berlusconi e il Comune di Roma si scontrano con i ricorsi presentati dai cittadini al tribunale amministrativo. Della querelle si occupano tutti i quotidiani, l’Espresso, le Iene, Report e Anno Zero, fino a quando Sabina Guzzanti non la porta sul grande schermo con il film “Draquila”. Nel 2010 arriva anche la Procura di Firenze che scoperchia il sistema “gelatinoso” sugli appalti dei grandi eventi.

I sequestri della struttura

Alla vigilia dei Mondiali di Nuoto 2009 il Salaria Sport Village subisce un primo sequestro preventivo, relativo ai presunti abusi edilizi riguardanti la parte del complesso interessata dal nuovo ampliamento. E’ un sequestro che non interrompe le attività del circolo e che sarà poi revocato in seguito alla sentenza che stabiliva come il Commissario straordinario avesse i poteri per consentire la costruzione delle opere eseguite anche in deroga alle normative urbanistiche. Tuttavia la vicenda è ormai nelle aule giudiziarie ed infatti nel 2014, la Gdf di Roma sequestra per la prima volta il Salaria Sport Village nella sua interezza, per evasione fiscale. Nel tempo il tribunale affida la gestione della struttura a diverse realtà, in modo da preservarne la funzionalità e l’interesse pubblico. Negli anni successivi arriva anche la confisca, poi confermata nei vari gradi di giudizio e divenuta definitiva a seguito della pronuncia della Suprema Corte di Cassazione. Per effetto del provvedimento di confisca, lo Stato ha definitivamente acquisito al suo patrimonio l’intero capitale della Società Sportiva romana Srl e il relativo compendio aziendale composto da una club house, un bar ristorante, un centro benessere, una palestra, uffici, foresterie, spogliatori, impianti sportivi tra cui due piscine olimpioniche, campi da calcio e calcetto, campi da tennis, terreni, aree verdi e parcheggi per un valore complessivo di oltre 145 milioni di euro.

Qui di seguito l’intervista a Riccardo Corbucci, il consigliere del III Municipio che all’epoca si espose in prima persona nel denunciare le possibili irregolarità di un ampliamento in area esondativa del circolo pre-esistente, oggi coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma.

Corbucci, si ricorda undici anni fa, quando tutto sembrava una piccola cosa quasi di paese, con un pedinamento casereccio per le vie di Settebagni, prontamente segnalato da alcuni residenti incuriositi da presenze estranee e mai viste all’interno del quartiere? Immaginava potesse finire così, con una confisca da 145 milioni di Euro?

Sono un romantico e un’inguaribile ottimista, e come scrisse proprio La Voce del Municipio ho sempre sperato che un giorno Davide potesse sconfiggere Golia. In questo caso Davide è stato incarnato da tanti cittadini, imprenditori, giornalisti e residenti del quartiere, oltre che dai magistrati che hanno fatto il loro dovere, che hanno restituito alla collettività uno degli impianti sportivi più belli e importanti di Roma. La confisca definitiva dell’impianto è solo l’ultimo atto di una battaglia politica e legale durata dieci anni ed iniziata nelle strade dei quartieri di Castel Giubileo e Settebagni insieme a persone che conoscevano la struttura delle origini e che più di tutti hanno sofferto della trasformazione dell’impianto e anche della cattiva pubblicità dovuta alla vicenda giudiziaria legata ai grandi eventi.

Però alla fine pedinavano lei.

Di quegli anni ricordo la grande solidarietà dei residenti, che si rendevano conto di quanto questa battaglia fosse difficile e che si trovavano in grande difficoltà, perché pur stando dalla parte giusta, conoscevano anche i protagonisti della vicenda. Quando venni pedinato con tanto di telecamera per le strade di Settebagni e diverse persone del quartiere mi avvertirono in tempo reale, consentendomi di fare subito denuncia e di interessare la stampa, compresi fino in fondo quanto quella battaglia fosse di tutti e che attraverso il mio ruolo di amministratore locale stavo semplicemente svolgendo una funzione a nome di un’intera comunità, che voleva soltanto si rispettassero i principi di legalità e giustizia.

Si è mai sentito solo ad affrontare i risvolti di questa vicenda?

Nel mondo politico a volte, si. Però ho avuto tanti compagni di viaggio che hanno sempre combattuto questa battaglia insieme a me. Sono persone con le quali sono rimasto legato e che forse non avrei avuto il piacere di conoscere se non sul campo di battaglia. La vittoria di oggi è la dimostrazione che non bisogna mai accettare l’arroganza del potere e che bisogna sempre stare dalla parte della legalità.

Benissimo, ora l’intero impianto è stato acquisito dallo Stato. Quale sarà il suo destino?

Non ho dubbi che il Salaria Sport Village debba tornare ad essere un impianto sportivo pubblico destinato prima di tutto a quei cittadini che nei quartieri di Castel Giubileo e Settebagni ci abitano e ci lavorano. Qualsiasi decisione dovesse prendere l’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati dovrà tenere conto di quanto prevede la sua istituzione, ovvero che questi beni siano restituiti alle comunità e ai territori per scopi sociali o istituzionali. Sono a conoscenza di un accordo tra il Comune di Roma e la Federazione Italiana Gioco Calcio per la realizzazione del progetto “Casa delle nazionali” nel complesso del Salaria. Sono favorevole a questo progetto, che può garantire un futuro solido alla struttura, tuttavia sono anche convinto che si debba prevedere una parte di gestione aperta al territorio. Penso ad esempio all’Asd Settebagni Calcio che si trova proprio di fronte al SSP attraversando la via Salaria ed ha sicuramente bisogno di sostegno ed anche ad esperienze positive provenienti dal mondo degli Enti del Terzo Settore, che possano rendere la struttura fruibile dai cittadini applicando tariffe pubbliche.

Luciana Miocchi

 

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Calcio femminile: la Roma XIV nella nuova serie B Nazionale – di Alessandro Pino

20 Mag

Un nuovo successo per le ragazze della Roma Decimoquarto, squadra di calcio femminile che ha il campo casalingo in Terzo Municipio presso il Salaria Sport Village di Settebagni: il prossimo anno giocheranno nel nuovo campionato di serie B Nazionale – istituito in seguito a un riordino dell’assetto calcistico deciso dai vertici federali – grazie al terzo posto ottenuto nel campionato di serie B a gironi appena concluso, l’ultimo appunto disputato con questa formula. La lotta per accedere alla nuova serie B è stata serrata fino all’ultima partita, che le ragazze di mister Gagliardi hanno vinto contro la Roma, squadra che si giocherà invece l’accesso alla massima serie con la Fiorentina.
Alessandro Pino

Calcio femminile: le gladiatrici della Roma XIV alla seconda stagione in B – di Alessandro Pino

22 Set

Dopo aver conquistato un ragguardevole quinto posto nello scorso campionato di calcio femminile – all’esordio in serie B – le ragazze della Roma Decimoquarto hanno iniziato la nuova stagione agonistica: in attesa della partenza del campionato ormai

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prossima, hanno superato il primo turno di Coppa Italia battendo sia in casa che in trasferta il Napoli Collana. Proprio per quanto riguarda il campo di casa c’è una novità: quest’anno sarà quello del Salaria Sport Village mentre gli allenamenti si svolgeranno sul vicino impianto messo a disposizione dal Settebagni Calcio Salario, entrambi nel Terzo Municipio della Capitale. «La stagione parte con i propositi di rafforzare il gruppo e di migliorare il quinto posto dell’anno scorso – dichiara il presidente della società blucrociata vincitrice del “Premio Montesacro”, Mauro Elisei – la netta favorita è la Roma Calcio Femminile e ci sono due outsider, il Pink Bari e il Napoli Collana che cercheremo di infastidire lottando per il secondo o terzo posto».
Alessandro Pino

(foto di Janina Keith – Kirk)

Addio a Cristiana Corsi, azzurra di Taekwondo alle Olimpiadi, campionessa europea e della vita – di Alessandro Pino

11 Mar

Portata via prematuramente da una lunga malattia, è da poco scomparsa Cristiana Corsi, pluricampionessa di Taekwondo che fu anche azzurra alle olimpiadi di Sidney e di Atene. Era nata a Roma nel 1976 e nel suo palmarès vantava anche la medaglia d’oro agli Europei del 2002 e al Campionato

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Mondiale Universitario  nel 2004. Divenne poi tecnico delle Nazionali continuando però a gareggiare e vincendo il bronzo agli Europei del 2008. Era inoltre membro della squadra Fiamme Oro e insegnava presso il Salaria Sport Village (nel Terzo Municipio della Capitale). Alle Olimpiadi si piazzò entrambe le volte quinta ma, come ricorda una sua amica e collega «anche se non ha vinto l’oro olimpico lo ha conquistato nei cuori di tutti noi, da persona ancor più che nello sport è stata una campionessa. Era solare e ci ha insegnato ad amare la vita sempre, anche negli ultimi giorni dal letto dell’ospedale aiutava tutti preoccupandosi per alcuni amici rimasti senza lavoro».
Alessandro Pino

Presunti Abusi edilizi dei Mondiali di nuoto di Roma 2009: tutti assolti in primo grado

4 Mag

logoNUOTOMONDIALI2009(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Tutti assolti “perché il fatto non sussiste” nella sentenza di primo grado del processo per l’inchiesta sulle piscine dei i mondiali di nuoto di Roma 2009, ad un passo dalla scadenza dei termini per la prescrizione. L’accusa contestava un possibile abuso edilizio in violazione a vincoli paesaggistici compiuti nei circoli privati coinvolti, per la realizzazione di piscine e in alcuni casi anche strutture ricettive, in vista dei Mondiali di nuoto, autorizzati in deroga dal Commissario Straordinario in forza di una contestata ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Sul banco degli imputati erano saliti, tra gli altri, oltre ad Angelo Balducci, ex Presidente del Consiglio Nazionale dei lavori pubblici ed a Claudio Rinaldi, ex commissario straordinario, anche i rappresentanti legali dei centri sportivi che avrebbero dovuto ospitare parte della manifestazione, cioè il Salaria Sport Village di Diego Anemone – già coinvolto nelle indagini per i lavori legati al G8, il Roma 70, l’Antico Tiro a volo, l’Agepi, il Cristo Re, Roma team sport, il Città futura, l’Axa Immobil sport, lo Sport 2000, il Real Sport Village, il Villa Flaminia, il Circolo Canottieri Tevere Remo, il Flaminio Sporting Club, il Gav New City. Già nel luglio dell’anno scorso era arrivata l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” per quel che riguardava il circolo e il presidente dell’Aquaniene, oggi al vertice del Coni, Giovanni Malagò.

Un provvedimento, quello dei giorni scorsi, che non arriva come un fulmine a ciel sereno, dopo il precedente della sentenza del Consiglio di Stato che riconosceva facoltà al presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici di autorizzare in deroga i lavori per gli impianti destinati ai mondiali di Roma 2009. Anche la Corte Costituzionale aveva espresso un parere positivo sulla legittimità della legge che passava al dipartimento della Protezione Civile la competenza sui grandi eventi.

Per Vanessa Ranieri presidente Wwf Lazio “si tratta di uno sconcertante precedente che apre la strada ad una probabile deregulation a danno del paesaggio”.

Non rimane che attendere la pubblicazione delle motivazioni per capire se il PM Colaiocco proporrà appello oppure no.

Salta il sequestro preventivo delle strutture oggetto del processo per i presunti abusi edilizi. Ma il Salaria Sport Village rimane sotto sequestro conservativo

23 Giu

E’ stato reso noto ieri dai legali della società che gestisce il Salaria Sport Village, il centro sportivo che sorge a Settebagni, teatro tra l’altro delle intercettazioni di Guido Bertolaso, gli avvocati Cesare Placanica, Antonio Barbieri e Giovanni Aricò, che in data 13 giugno, Il Tribunale del Riesame di Roma, ha accolto la loro istanza, dando ordine di dissequestrare le palazzine e la piscina olimpionica realizzate ex novo con l’autorizzazione del commissario straordinario che gestiva l’evento, in deroga a tutti i vincoli gravanti sulla zona, area di fuoriuscita dal letto programmata del Tevere.Il sequestro delle strutture era avvenuto a maggio del 2009 per ordine del Gip Pavone, su richiesta del Pm Sergio Colaiocco nell’ambito dell’inchiesta su presunti abusi edilizi compiuti durante l’organizzazione dei mondiali di nuoto, perché ritenuti edificati contravvenendo al piano urbanistico di Roma Capitale.

Questa la dichiarazione riportata da la Repubblica: “Il dissequestro – ha detto l’avvocato Placanica – ci soddisfa in modo particolare, perché vede riconosciute le nostre tesi. Il Salaria sport village a questo punto recupera la piena funzionalità, senza alcun vincolo rispetto a qualsiasi utilizzo”.Allo stato non sono state diffuse le motivazioni che hanno portato il Tribunale del Riesame a concedere il dissequestro, già richiesto vanamente in un’altra occasione.L’impianto sportivo, tuttavia, rimane interamente sotto sequestro conservativo, quindi aperto e con la gestione regolare nell’interesse dell’erario, disposto dalla Guardia di Finanza il 17 maggio scorso, a seguito di un’indagine per un presunto giro di fatture false per un valore di venti milioni di euro. Anche altri beni intestati alla famiglia Anemone sono stati colpiti dallo stesso provvedimento, per un importo complessivo che sembrerebbe superare i 30 milioni di euro.  Il processo per i presunti abusi edilizi rimane comunque in essere e la prossima udienza è fissata per il 5 luglio prossimo. Dietro l’angolo però c’è lo spettro della prescrizione breve. In questo caso il termine scade nel 2014.

Riccardo Corbucci, vice presidente Pd del consiglio del IV Municipio, che tanto si è speso per far riconoscere gli abusi ed si è fatto promotore per una petizione che in caso di riconoscimento dell’illecito porti le strutture in seno al patrimonio pubblico, previa messa in sicurezza delle stesse –  vista la qualifica del terreno su cui sorgono, destinato ad essere allagato preventivamente nel caso che una piena del Tevere metta in pericolo il cuore di Roma, i cui argini sono stati tutti rialzati – al posto della demolizione paventata, ha così commentato la notizia: «abbiamo fiduca nella magistratura e osserviamo con attenzione gli esiti processuali, convinti che il Salaria sia abusivo e pericolo per i cittadini perché costruito in zona esondabile»

Luciana Miocchi

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

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