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Tag Archives: Riccardo Corbucci
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Una settimana di fuoco a Piazza Sempione: dalla sfiducia alla Presidente del Municipio, regolarmente protocollata a quella inammissibile al presidente del consiglio, arrivando alla gentile richiesta di dimissioni allo stesso

9 Feb

E’ passata una settimana da quando la mozione di sfiducia alla presidente del III Municipio è stata protocollata, dopo che Cristiano Bonelli ha apposto la 13ma firma, quota necessaria perché l’atto fosse ricevibile.

Nel frattempo, nessuno della maggioranza a cinque stelle ha voluto commentare, nemmeno sui social, o rilasciare dichiarazioni in merito.  Probabilmente in un primo tempo si è trattato anche di incassare il colpo, ancora increduli di essere finiti sotto numericamente, da una posizione di predominio ben solida. Poi, la necessità di studiare il da farsi. Nel frattempo, i primi a parlare, non dovendo badare troppo agli equilibri dell’opposizione in Consiglio, i rappresentanti territoriali di Forza Italia e Liberi e uguali, attualmente fuori dal parlamentino di piazza Sempione. David Tozzo, di LeU e segretario municipale  di Possibile ha così commentato: “con la firma dell’ex presidente Cristiano Bonelli, anche sull’attuale giunta pentastellata sta per calare il sipario – che per la verità non si è mai alzato,  non avendo i grillini, in questo anno e mezzo, neppure compresi i rudimenti del’amministrazione, con i 200.00 cittadini del III Municipio increduli quanto inermi spettatori di questo non spettacolo”. Per il coordinatore municipale di FI, Marco Bentivoglio, “dopo la caduta del Municipio 8 il movimento cinque stelle ha dimostrato di essere inadatto a governare,  in sei mei la maggioranza si è sgretolata anche in terzo, segno evidente che è più facile criticare che amministrare, bene hanno fatto le opposizioni a staccare la spina. Per un paio di giorni, tutti a mantenere un profilo discreto, studiando le mosse degli altri. Poi, in mancanza di notizie dalla ex maggioranza, le reazioni non si sono fatte attendere. Per il capogruppo di Fdi, Emiliano Bono diveniva evidente che “Roberta Capoccioni ha fallito questa occasione, non è mai stata capace di tenere in piedi una maggioranze” e anche “Fossi stato in lei mi sarei già dimesso, quando non si ha più una maggioranza si va a casa, non si cercano inciuci impossibili per rimanere attaccati alla poltrona”. Per Riccardo Evangelista, capogruppo LM ” l’esperienza dell’amministrazione cinque stelle in terzo municipio si sta avvicinando alla fine. Ora inizia il conto alla rovescia, in attesa della discussione in aula della mozione di sfiducia”. Francesca Burri, ora al gruppo misto,  in rotta di collisione con la presidente Capoccioni ormai da tempo immemore è la più cruda: “in democrazia non si può accettare di governare in questo modo poco ortodosso, ovvero 13 a 12. Non è la maggioranza ma solo una situazione perennemente in bilico..firme a parte”. Riccardo Corbucci, ex presidente del consiglio nella consiliatura Marchionne, ora alla segreteria romana del Pd: “si voti la mozione rapidamente per non continuare a mortificare il municipio con le improbabili boutade di una Capoccioni ormai abbandonata a se stessa anche dalla Lombardi. Lo si faccia per tornare a dare la parola ai cittadini alla prima occasione utile.

Intanto su Fb si rincorrevano post a favore di una rapida calendarizzazione della mozione contro la Capoccioni e post contro l’inciucio tra le forze in opposizione, improbabili alleate per la congiura del secolo, quella propiziata contro i cinque stelle dai “traditori” fuoriusciti, che avrebbero dovuto dimettersi per lasciare il posto agli altri “portavoce” piuttosto che passare in opposizione, solo per questioni “personali” e non “politiche”.

A metà circa della settimana appena trascorsa è giunta la contromossa della fu maggioranza: il tentativo di protocollare una mozione di sfiducia nei confronti di Vincenzo Di Giamberardino, Fdi, neo eletto presidente del consiglio al posto del dimissionario – volontario – Mario Novelli, motivata con la asserita parzialità del consigliere di opposizione. Tentativo andato a vuoto, perché considerato inammissibile, mancando le famose..13 firme, potendo contare il movimento su soli 12 consiglieri, degli originari 16.

In questa occasione, Mario Novelli ha commentato: “La recente elezione di Vincendo Di Giamberardino a presidente dell’aula, frutto di una sorta di patto del Nazareno de noantri tra tutti i consiglieri di opposizione, ivi compresi i transfughi del M5S, provoca una evidente difficoltà ad esercitare il difficile ruolo di unica figura istituzionale super partes di garanzia per tutte le forze politiche del Municipio. Egli, sebbene sia un profondo conoscitore delle dinamiche amministrative e delle reali competenze e risorse municipali grazia anche al suo lavoro di dipendente del IIII Municipio non ha potuto non adeguarsi agli ordini di scuderia provenienti dal proprio interno politico che, con un pressing unicamente finalizzato a screditare quanto di buono questa amministrazione sta facendo, si trova costretto a “forzare” il proprio ruolo di garante. Atteggiamento che trovo comprensibile, anche se non condivisibile, laddove tale comportamento nella logica stantia dei partiti tradizionali gli aprisse una radiosa e gratificante carriera politica ma ahimè, dopo la prossima caduta del municipio lui, come tanti altri consiglieri, si dovrà dedicare ad altro”. Nessun commento sul tentativo di esautorarlo è venuto dal diretto interessato, che ha preferito rimanere in silenzio.

Ma il Movimento di piazza Sempione non si è dato per vinto e non potendo ottenere la protocollazione di una mozione di sfiducia al presidente del consiglio, ha presentato una mozione d’intenti sulle dimissioni, con motivazioni pressoché identiche, che non necessita del quorum della metà più uno dei consiglieri per essere calendarizzata. Un suggerimento, una preghiera, un auspicio, insomma, affinché Vincenzo di Giamberardino si dimetta dalla carica che i cinque stelle considerano di propria competenza. Un atto che nella sostanza, anche se votato avrebbe un peso nullo all’atto pratico, perché non può obbligare il Di Giamberardino a rimettere la propria carica.

La mozione di intenti, calendarizzata immediatamente, dopo essere stata protocollata lo stesso giorno del consiglio(https://www.youtube.com/watch?v=7MQWX5UVObo&feature=player_embedded) a cui è stata ammessa è stata poi votata, non prima di  svariate sospensioni dei lavori e con un’aula piuttosto indisciplinata in alcune fasi della discussione. E’ finita come da previsioni, respinta con i 12 voti dei cinque stelle a favore e i 13 voti dell’opposizione, contrari. In termini politici, l’ennesima dimostrazione che la consiliatura Capoccioni non ha più i numeri per governare. E’ un dato di fatto, non un “inciucio” o una “congiura”: le opposizioni fanno il loro mestiere, ovvero, l’opposizione. Si tratta di una dura lezione, della quale far tesoro per il futuro: mediare, non inasprire gli scontri interni, non dare occasioni all’avversario.

Rimane ora solo l’ultimo atto: che la mozione di sfiducia alla presidente Capoccioni giunga in aula per essere discussa, sempre che la stessa non decida di rassegnare spontaneamente le dimissioni, per evitare quello che al momento sembra un risultato scontato, mettendo però cosi in serio imbarazzo politico la sua mentore, quella Roberta Lombardi che è in corsa come governatrice della regione Lazio e che certo non si gioverebbe della débâcle del terzo Municipio. Come da regolamento, potrà essere calendarizzato non prima dell’11 febbraio e non dopo il 3 marzo. Probabilmente gli ultimi accadimenti imprimeranno un’accellerazione ai tempi di discussione, che potrebbe avvenire il 15 o il 22 febbraio.  Piazza Sempione è ormai imprevedibile, non si esclude nessun risultato..

Luciana Miocchi – Alessandro Pino (per la parte riguardante le dichiarazioni dei portavoce M5S)

 

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Paolo Emilio Marchionne rassegna le dimissioni da capogruppo Pd dal consiglio municipale di Montesacro

2 Nov

marchionnepaolo1Con un post sul suo profilo di Facebook Paolo Emilio Marchionne, già presidente del Municipio  e attuale consigliere Pd al parlamentino di Montesacro ha reso pubblica, specificando le motivazioni del suo gesto, la sua decisione di dimettersi da capogruppo del partito democratico nei lavori consiliari. Scrive Marchionne: “Ho sempre ritenuto che non fosse la scelta giusta far fare a me il capogruppo. Speravo in una soluzione differente fin dal principio di questa consiliatura, così come ho provato dopo il congresso cittadino e municipale a rimettere questo incarico. Ero convinto che non fosse una scelta politica congrua ai tempi che stiamo affrontando. Per convinzione o per contrarietà mi è stato chiesto di portare pazienza e esercitare questo ruolo, svolto, non a caso, con fare dimesso rispetto ad un tempo e in ragione delle mie più profonde convinzioni. Dopo l’ultima seduta del Consiglio Municipale non è più possibile per me andare avanti. Credo che chi ha assistito alla seduta di giovedì scorso (più di qualcuno dell’esecutivo) può comprendere la mia costernazione. Ci si iscrive ad un partito per essere più liberi, per rafforzare i propri ideali, per organizzare le proprie azioni. Non per essere umiliati. Se la segreteria municipale del Pd intende usare i consiglieri come strumento per percorre una non meglio precisata “via maestra” è il caso che si scelga un Capogruppo adatto a questo compito. Penso però che nell’ultima settimana si sia verificato quanto di più dannoso potessimo produrre nel breve periodo: spaccare in modo manifesto un gruppo di quattro consiglieri Pd, grazie ad una azione forzata e compiaciuta del Partito Muncipale; esprimere una “via maestra” locale che mi risulta essere difforme dall’azione del Gruppo Consiliare Pd in Assemblea Capitolina; strattonare, con ingerenze di autorevoli dirigenti romani del Partito, l’equilibrio raggiunto con un anno di lavoro attorno ad un delicato e composito gruppo di opposizione che stava per far cadere la Giunta grillina di Montesacro (legata a doppio filo con la candidata alla Presidenza della Regione Lazio del M5S Roberta Lombardi, una bella notizia alla vigilia della campagna elettorale, no?), fino a distruggere ogni possibilità di far cadere il Municipio. Il M5S ha ritrovato i suoi numeri per governare, mentre nell’ultimo consiglio, di 10 consiglieri che contano tutte le forze di opposizione, erano rimasti in aula solo in 2. Sperando di trovare presto il modo e il tempo per ragionare su questi temi, il mio ruolo da capogruppo è terminato. “

Probabilmente nei prossimi giorni la situazione si farà più comprensibile anche per chi non è addentro ai meccanismi di partito, al momento Marchionne non fa nomi né indica circostanze ma gli unici comunicati reperibili su web di dirigenti romani del Pd, relativo al terzo Municipio, nell’ultima settimana sono quelli congiunti di  Andrea Casu e Paola Ilari, ovvero del segretario del Pd Roma e della segretaria del Pd del III Municipio e della Ilari e Riccardo Corbucci,  coordinatore della segreteria del Pd Roma, entrambi riguardanti il caso della piscina comunale di via del Gran Paradiso, sollevato dalla consigliera municipale Pd Francesca Leoncini, riaffidata alla stessa asd che la gestisce dal 1999 e sulla quale si è scatenata una battaglia politica con la maggioranza 5S.

LM

 

Passeggeri in galleria a piedi sulla Metro B1 – di Alessandro Pino

20 Set

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Disavventura per i passeggeri di un convoglio della metropolitana B1 nel primo pomeriggio del 20 settembre: il treno su cui si trovavano  si è fermato in galleria – direzione Jonio –  all’altezza della fermata Libia. Testimoni riferiscono che dopo una lunga attesa si è visto il macchinista scendere e armeggiare con una delle porte. A quel punto alcuni dei viaggiatori avrebbero azionato il comando di apertura di emergenza avviandosi a piedi ma tornando poi sui loro passi. Successivamente è stato organizzato il trasbordo – sempre in galleria – su un altro treno. Alcune immagini scattate da Biancamaria Rizzo (delegata all’Urbanistica del  Pd Terzo Municipio) sono state pubblicate su twitter da Riccardo Corbucci, coordinatore della segreteria romana del Partito Democratico di Roma.
Alessandro Pino

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Riccardo Corbucci, dal III Municipio a coordinatore del forum della legalità del Pd Roma. 

27 Ott

13173253_10153545301856272_1162402719043901802_oIeri si è tenuta, presso il circolo Pd dei Parioli la prima riunione del Forum per le legalità del Pd Roma, di cui è stato nominato coordinatore Riccardo Corbucci, ex presidente del consiglio Municipale di Roma Montesacro.

Dopo il terremoto delle dimissioni controverse del Sindaco Marino, il commissariamento del partito e una classe dirigente tutta da ricomporre, il Pd sembra aver imboccato un nuovo corso, quanto meno diverso, con l’intento di tornare un interlocutore credibile sulla scena cittadina. Di seguito, l’intervista con l’esponente dem, che dopo l’esperienza municipale sembra decisamente proiettato verso una dimensione più ampia.

Recentemente è stato nominato coordinatore del Forum Legalità del Pd Roma, cosa significa?

Il Pd di Roma, in attesa del congresso che ci sarà a febbraio 2017 e che metterà fine al periodo di commissariamento, si è dotato di forum tematici, aperti a tutti, che si occupino di ascoltare idee ed elaborare strategie e proposte per affrontare le questioni più urgenti della città. A me è stato affidato il compito di coordinare il forum sulla legalità, un tema che mi è sempre stato molto a cuore e che cercheremo di declinare nelle sue molteplici sfaccettature.

Le vicende di Roma Capitale hanno influito sulla decisione di istituire un forum sulla legalità?

Per quanto riguarda la mia esperienza politica, la legalità è sempre stata al primo posto. Non si possono compiere scelte politiche, senza tenere in considerazione il diritto, che è il fondamento del nostro vivere civile. A Roma, come in altre parti del nostro Paese, più volte la politica ha creduto di poter fare a meno della legalità. Non sto parlando della corruzione negli appalti pubblici o dell’inchiesta di Mafia Capitale a Roma, che pure hanno dimostrato come ci siano in tutti i partiti le mele marce. Mi riferisco invece ad un certo modo di fare politica, che va di moda anche in questi giorni, che porta gli amministratori a compiere atti, talvolta persino in buona fede, che tuttavia non sono compatibili con il rispetto delle leggi e delle norme.

Può fare qualche esempio pratico?

erto. In questi mesi i cittadini sembrano apprezzare quei politici che rispondono sui social e magari con la telefonata giusta al dipendente dell’Ama, provvedono a spazzare la strada o il marciapiede segnalato. Il tutto viene poi documentato da fotografie, che mostrano il lavoro fatto su chiamata diretta e che ricevono molti “like”. Ecco non tutti magari sanno che oggi l’intervento di quel politico potrebbe configurarsi in una fattispecie di reato ben precisa, che si chiama “traffico di influenze illecite”. Non è più necessario che ci sia uno scambio di denaro, perchè si può facilmente presupporre come la merce di scambio, per ottenere un servizio di cui avrebbero diritto tutti i cittadini, ma che ricevono soltanto quelli che conoscono il “politico” giusto, possa essere il voto in cabina elettorale.

Ma è paragonabile il politico che ruba con quello che cerca di risolvere un problema, seppur fuori dalla regole? 

Questo è il punto cruciale. Dobbiamo affrontare il tema della legalità nel suo complesso e non aspettare la catarsi che ogni decennio arriva sotto forma di inchieste giudiziarie. Dobbiamo chiederci la ragione, per cui dopo Tangentopoli, ci siamo ritrovati con altri scandali, fino ad arrivare ai processi in corso di Mafia Capitale. Il problema non sono soltanto i politici o gli amministrativi che rubano. Quelli sono ladri comuni, la cui unica peculiarità è quella di rubare a tutta la collettività e non al singolo cittadino. La questione è mettere al centro della discussione politica nazionale e romana un tema non più rinviabile. Bisogna essere in grado di risolvere i problemi delle persone, adottando provvedimenti che siano giuridicamente inattaccabili. Per farlo c’è bisogno di una classe politica onesta sicuramente, ma assolutamente preparata. Quando si mette la legalità al primo posto, si rischia quasi sempre di colpire poteri e interessi consolidati. Per farlo, quindi, c’è bisogno di comprendere appieno cosa si stia facendo. Saper leggere un bilancio, comprendere una citazione del tribunale o un ricorso al tribunale amministrativo, non possono essere degli optional per chi vuole fare politica, ma le credenziali con le quali ci si candida. Anche qui l’esempio di vita aiuta a capire meglio. Quando stiamo male cerchiamo un medico bravo, di esperienza e che abbia una buona fama. Non andiamo dal seppur in gamba studente universitario. Questo principio va applicato anche alla politica.

Hanno messo lei, che ha denunciato in passato gli scandali dei Mondiali di Nuoto e della Protezione civile. Insomma hanno scelto uno che parlava di questi temi, anche quando a Roma erano in pochi a farlo.

Faccio il coordinatore di un gruppo di persone, che nei loro campi hanno sempre messo la legalità al primo posto. Ringrazio certamente chi sta cercando di far emergere una classe politica onesta e preparata. Nel Partito Democratico di Roma ci sono migliaia di persone perbene, che possono dare un grande contributo per far ripartire la città e che con umiltà chiedono scusa ai romani, anche per colpe che non sono loro. Il compito della politica e dei partiti deve tornare ad essere quello di far emergere le persone oneste e preparate, non quelle che sono più capaci ad accaparrararsi le risorse, distribuendo in cambio favori. Tuttavia le energie che ci interessano ancora di più sono quelle delle tante persone che hanno perso fiducia nelle istituzioni. Sono i tanti che hanno scelto di non andare a votare, perchè non ne potevano più di dover ammettere, dopo poco tempo, ho sbagliato a votare quel Sindaco. Dobbiamo tornare a meritare la fiducia di quei romani, che sono la stragrande maggioranza. 

Il sistema politico amministrativo di Roma è un paziente terminale o ha ancora speranza di riprendersi?

Roma ha toccato il fondo. Purtroppo il cambiamento promesso dal M5S si è arenato fin dai primi passi. Bisogna sicuramente dargli tempo per governare, tuttavia chi fa opposizione ha già il diritto di poter far notare come non si sia rotto con il sistema del passato. Lo si capisce bene nella scelta e nella strenua difesa di assessori, come Paola Muraro, il cui passato è legato ai personaggi che contavano in Ama all’epoca di Alemanno o di collaboratori del Sindaco come Salvatore Romeo o Raffaele Marra. Quelli che professavano la trasparenza e volevano lo streaming, adesso si riuniscono sempre a porte chiuse. Quelli che contavano i minuti di presenza nelle commissioni, non riescono a scorgere gli abnormi conflitti di interessi dei loro assessori. Roma non avrebbe meritato di dover scoprire anche il volto più conservatore del M5S. Per questo il forum legalità del Pd Roma dovrà occuparsi anche di far emergere queste contraddizioni, lavorando per costruire le proposte politiche che possano contribuire a restituire dignità alla nostra città.

Luciana Miocchi

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III Municipio di Roma capitale: due assemblee in tre giorni in via Cortona contro la puzza

15 Giu

13445660_851948131578573_4169921190272623423_nLunedì tredici si è tenuto ugualmente l’incontro dei cittadini nei giardini di via Cortona, avente ad oggetto la continua puzza esasperante proveniente dall’impianto di TMB Ama di via Salaria. Nella mattinata alcuni post scritti sull’onda emotiva della rapina con feriti avvenuta poco prima alla farmacia di via Radicofani avevano dato l’impressione che l’incontro fosse stato revocato ma stante il breve lasso di tempo tra l’episodio e l’appuntamento, nonché la constatazione che fortunatamente non vi erano state vittime, ha fatto propendere per fare comunque il punto della situazione.

Diverse decine i residenti presenti. Per i politici locali Vincenzo Di Giamberardino, candidato presidente ed eletto consigliere municipale FdI alle elezioni di domenica scorsa, che nel suo programma aveva inserito la continuazione alla lotta per la chiusura dell’impianto e Riccardo Corbucci, Pd, ex assessore, dall’inizio della vicenda Ama impegnato nella lotta al Tmb. Quest’ultimo, non rientrato tra gli eletti certi all’aula Giulio Cesare, ha dichiarato “continuerò anche da cittadino a combattere come fanno da anni tante persone che ho conosciuto durante questa battaglia. Non mi è mai servito il ruolo da consigliere municipale per far interessare Comune, Regione e media ad uno dei problemi più importanti della città. Chiudere l’impianto Tmb Ama di via Salaria è un dovere morale e sarà uno dei miei impegni nei prossimi anni, come lo è stato fino ad oggi. Non mi rassegno, come già fanno la Raggi e i Cinque stelle, che già fino ad oggi non avevano fatto nulla”.

Durante la riunione si è deciso di tenere un ulteriore incontro questo pomeriggio, sempre in via Cortona, alle ore 18,30, sostenuto dai Cdq di Fidene, Villa Spada, Serpentara, Colle Salario, Ionio e Val Melaina.

Ultimi sprazzi di campagna elettorale per Roma 2016: Riccardo Corbucci e Paolo Marchionne a Settebagni – di Alessandro Pino

1 Giu

Come anticipato, il 31 maggio Riccardo Corbucci, candidato all’Assemblea Capitolina per il Partito Democratico, ha fatto tappa a Settebagni – Terzo Municipio della Capitale – durante il suo tour elettorale in vista del voto amministrativo imminente. L’incontro con i cittadini si è svolto presso la sala ricevimenti del Bar Silvestrini; assieme a Corbucci (che è stato per anni consigliere municipale sia in

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maggioranza che all’opposizione e recentemente presidente del Consiglio Municipale e poi assessore con delega a Scuola, Bilancio e Trasparenza) c’erano  Paolo Emilio Marchionne e Luca Monaco, rispettivamente  presidente del Terzo Municipio e consigliere municipale uscenti e in corsa per la rielezione, anche loro per il Pd. Come già accaduto in occasione degli incontri con altri candidati, si è parlato – dando la parola anche ai residenti – dei temi di maggior interesse image

per il quartiere, quasi tutti ormai annosi: la necessità di un nuovo accesso alla parte collinare del quartiere attraversando la ferrovia, la mancanza di una biblioteca pubblica. Si è parlato anche della viabilità interna, (che evidentemente ancora scontenta qualcuno nonostante gli evidenti progressi compiuti in termini di fluidità del traffico e sicurezza, ndr).  Corbucci ha comunque tenuto a precisare che erano temi a lui ben noti: «Io a Settebagni ci vengo tutti i giorni da sempre».
Alessandro Pino

Riccardo Corbucci, candidato al Comune, incontra i residenti di Settebagni il 31 maggio

30 Mag

 

 

 

13173253_10153545301856272_1162402719043901802_oLa campagna elettorale per le amministrative di Roma 2016 è alle ultime battute, si voterà infatti nella sola giornata di domenica 5 giugno. In questi giorni di frenetica attività di propaganda sul territorio, Riccardo Corbucci, già presidente del Consiglio Municipale e assessore alla scuola, bilancio  e trasparenza, del Pd, ora candidato per l’assemblea capitolina, ha scelto di incontrare in maniera ufficiale tutti quanti vorranno intervenire, cittadini, associazioni e realtà locali, presso il bar Silvestrini di via Salaria 1446, per illustrare il proprio programma e parlarne insieme.  Corbucci così dice: Martedì 31 maggio, alle ore 19.30 da Silvestrini mi piacerebbe incontrare le persone interessate a discutere con me delle idee per Settebagni da portare in Campidoglio. Non che ci fosse bisogno di una riunione pubblica per farlo, visto che il quartiere lo vivo tutti i giorni dell’anno ma perché sono abituato a prendere impegni seri e precisi con i cittadini che vogliono sostenermi”

LM&AP

 

 

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Porta di Roma – La primaria “Marco Simoncelli” inaugurata dal papà Paolo

13 Mag

13179186_10210038453586297_8075786568607307655_nGiovedì 12 maggio è  stata ufficialmente intitolata al campione di motociclismo Marco Simoncelli – scomparso prematuramente durante la gara del motomondiale a Sepang, Malesia, nell’ottobre del 2011 – la scuola primaria nel quartiere di Porta di Roma che fa capo all’Istituto Comprensivo Uruguay. Ha presenziato all’inaugurazione il papà del Campione del Mondo, Paolo, che ha pronunciato anche un toccante discorso, insieme alla preside dell’Istituto – professoressa Carla Galeffi, all’assessore municipale uscente alle Politiche Scolastiche Riccardo Corbucci e a Giordana Petrella, Federica Rampini e Manuel Bartolomeo, consiglieri municipali nella consiliatura del Terzo appena conclusa.

Fuori dai cancelli, una serie di moto da gara hanno salutato la cerimonia di scopertura della targa.

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(si ringraziano G. Petrella e R. Corbucci per le foto)

AP e LM

Una giornata a secco e torni all’Ottocento (Settebagni, Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

26 Apr

Nonostante la giornata piovosa, lo scorso 25 aprile è stato passato completamente all’asciutto nel quartiere di Settebagni (Terzo Municipio della Capitale): a causa della rottura di una conduttura  sulla Salaria nei pressi di via Piombino  – e la conseguente chiusura dell’erogazione – tutta la ex borgata è rimasta senz’acqua dalla mattina fino alle dieci di sera circa. Il tam tam su Facebook nei gruppi di zona era iniziato subito, alla ricerca di novità e scambiandosi   

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vicendevolmente il responso dell’oracolo ovvero il centralino dell’Acea, evidentemente tempestato di chiamate. Il nervosismo  cresce anche perché le risposte date al telefono dagli operatori dell’azienda idrica  (ma dopo un po’ verrà inserito un messaggio registrato) sono giudicate insoddisfacenti, qualcuno suggerisce di andare in massa alla stazione dei Carabinieri per presentare un esposto, si leggono proposte a dir poco sorprendenti come quella di bloccare la Salaria per protesta e intanto si comincia a comprare cassette di minerale nei due supermercati del quartiere; chi può spostarsi arriva fino a Castel Giubileo per rifornirsi con le taniche al “nasone”, lì l’acqua ancora scorre altrimenti si sarebbe dovuti andare fino al Tevere.  Almeno così oltre dissetarsi sono assicurate le minime operazioni di igiene come lavarsi le mani o i denti e pazienza se con l’acqua a temperatura ambiente. Va molto peggio su un altro fronte, quello delle funzioni fisiologiche, essendo poco simpatico rimanere senza la possibilità di scaricare lo sciacquone. E cominci a riflettere su come si vivesse quando non esisteva l’acqua corrente in casa. Le ore trascorrono, si interessano della situazione tre noti politici locali (il presidente uscente del Municipio Paolo Marchionne, l’ex presidente e consigliere di opposizione nell’ultima consiliatura Cristiano Bonelli e l’assessore municipale uscente alla Scuola e Trasparenza, Riccardo Corbucci) e finalmente si trova una squadra di operai che comincia a scavare, dopo che un sopralluogo svolto in mattinata. Già si temeva di doversi svegliare il giorno dopo ancora a secco quando verso le ventidue viene dato il sospirato annuncio “rihabemus aquam!” e il flusso idrico riprende gradualmente fino alla parte collinare. Il giorno dopo, l’inevitabile strascico di polemiche (ma per chi è saturo delle medesime, evitabilissimo) e una riflessione affacciatasi come detto alla mente già la sera prima: già, ma una volta come  si viveva? All’improvviso ti rendi conto di come ciò che appare scontato (aprire un rubinetto in bagno e lavarsi le mani, tirare lo scarico come anche premere un interruttore e illuminare un ambiente al chiuso) tanto scontato in realtà non sia. Ma la riflessione dura poco: nemmeno hai iniziato a immaginarti uno scenario apocalittico in cui si torna a condizioni di vita quotidiana ottocentesche se non medioevali , che già ricominci a lamentarti perché il telefonino ti si impalla e naviga a rallentatore.
Alessandro Pino

(Si ringrazia Silvia De Rosa per l’immagine)

Aggiornamento guasto idrico Settebagni

25 Apr
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Settebagni – via Salaria altezza via Piombino

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Numerose le segnalazioni giunte ad Acea che ancora all’ora di pranzo rispondeva di non avere disponibilità di mezzi da inviare, tantissime le proteste anche su fb. In effetti la giornata festiva  non lasciava presagire una risoluzione celere del guasto. Poco dopo le quattordici sul posto venivano avvistati una pattuglia dei vigili urbani e l’assessore uscente Riccardo Corbucci, il quale dichiarava “dopo le segnalazioni dei cittadini abbiamo provveduto a far intervenire celermente Acea e a segnalare alla manutenzione strade il guasto. Le squadre stanno per arrivare”.

Da poco più di un’ora una squadra del pronto intervento Acea, munita di mini escavatore con martellone é al lavoro nel  punto di via Salaria dove l’asfalto si era sollevato fino a raggiungere la sommità del ciglio del marciapiede. La rottura riguarda la conduttura principale da 200 mm che dà l’acqua a tutto il quartiere. I lavori potrebbero finire già in tarda serata.

Grande comunque il disagio per i residenti di Settebagni, ormai senza acqua dalla prima mattinata. Al momento non è stato previsto da parte di Acea nessun servizio sostitutivo, come accaduto in altri casi di intervento su guasti alla rete.aceaCARROBOTTE

 

LM

 

Il “Centro Tangram” per il trattamento delle disabilità in festa dopo l’accreditamento definitivo in Regione (Terzo Municipio della Capitale)

20 Apr

Con una allegra e davvero sentita festicciola tenutasi nei locali di via Ida Baccini (zona Talenti – Bufalotta, nel Terzo Municipio della Capitale), lo scorso 16 aprile è stato celebrato l’agognato accreditamento definitivo presso la Regione Lazio del “Centro Tangram”, struttura di eccellenza per il trattamento delle disabilità gestita dalla cooperativa Idea Prisma ’82 e operante da oltre venti anni diventanto un punto di riferimento per il territorio al punto da vincere nel 2014 il “Premio Montesacro”.  Un risultato sospirato e che per più di tre anni ha tenuto con il fiato sospeso non solo gli operatori del centro ma

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soprattutto le famiglie dei circa centotrenta assistiti – sia piccolissimi che adulti, nei casi più gravi al limite della ingestibilità per corporatura e impeto delle reazioni – a causa di una situazione di burocrazia ottusa e kafkiana come spesso se ne vedono in Italia, legata alla documentazione di abitabilità e sicurezza dell’edificio in cui ha sede il Centro. Comprensibile la loro angoscia dovuta alla prospettiva di trovarsi senza il parziale sollievo di un centro di riabilitazione dove si presta assistenza anche in regime semiresidenziale, dando coì modo ai congiunti dei pazienti di recarsi al lavoro, sbrigare le incombenze quotidiane con minor disagio e – anche se sembra non bello dirlo – riprendere respiro. Ai festeggiamenti hanno partecipato molti degli utenti con i loro familiari, gli operatori e anche il presidente del Municipio Paolo Marchionne con l’assessore alle Politiche Scolastiche e alla Trasparenza Riccardo Corbucci e il consigliere di maggioranza Yuri Bugli. Raggiante la dottoressa Carla Patrizi che dirige il Tangram e presiede il consiglio di amministrazione: «Siamo 

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molto contenti perché è stato un risultato ottenuto con grande fatica, tenacia e perseveranza. Devo dire che è stato possibile perché nel nostro percorso abbiamo trovato anche tante persone che all’interno del loro ruolo  senza contravvenire a nessuna regola si sono impegnati aiutandoci ad arrivare a questo punto. Ci siamo arrivati perché siamo rimasti tutti quanti insieme, noi, i familiari, gli utenti e questa forza si è sentita. Questo ci ha portato a poter reggere per tanto tempo anche su delle insidie che in certi momenti hanno messo in crisi la nostra fiducia. La difficoltà, la paura di essere soggetti a una ingiustizia c’è stata in tanti momenti e essere in tanti e uniti ci ha dato la forza di andare avanti. La risoluzione è stata tecnica ma a volte si molla prima». Certo, resta ancora un poco da fare per mettere

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definitivamente a norma il palazzo di via Ida Baccini – occorre costruire una scala antincendio – e alle spese provvederà il Tangram stesso, come ricorda Francesco Scifo, responsabile dell’area amministrativa: «Lanceremo una campagna per il cinque per mille al fine di poter sostenere le spese perché il coune ha difficoltà economiche e abbiamo deciso di fare noi. Il Comune ci ha autorizzato per tutte le pratiche e ora chiederemo le varie autorizzazioni per fare i lavori». L’importante comunque è che l’accreditamento sia arrivato e ora una riproduzione formato gigante del documento è affissa nell’atrio della reception.
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

Settebagni (Terzo Municipio della Capitale): dopo l’assemblea un sondaggio sulla viabilità. Ma con che metodo e quali effetti? – di Alessandro Pino

9 Apr

Indetta per tirare le somme dopo un anno di attività del nuovo Comitato di Quartiere locale, si è tenuta lo scorso 8 aprile a Settebagni (Terzo Municipio della Capitale) una assemblea pubblica presso i locali messi a disposizione dalla parrocchia Sant’ Antonio di

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Padova.  A presiedere i lavori, i membri del direttivo del Comitato mentre degli amministratori locali è intervenuto soltanto – nonostante all’appuntamento si fosse data ampia pubblicità da giorni – l’assessore municipale alle Politiche Scolastiche e Trasparenza, Riccardo Corbucci, accompagnato dalla consigliera di maggioranza Anna Punzo. Da notare lo svolgimento in contemporanea presso l’istituto Matteucci in via delle Vigne Nuove di un incontro con il presidente del Municipio Paolo Marchionne. Era prevedibile che il tema centrale dell’incontro sarebbe stata la nuova viabilità interna del quartiere, recentemente modificata con l’istituzione del senso unico su via dello Scalo di Settebagni, l’inversione di quello nel vecchio sottopasso in via S. Antonio di Padova (che era rimasto chiuso quasi due mesi per ristrutturazione) e l’apertura del collegamento tra il tratto terminale della strada in questione e via Capoliveri. Parecchia confusione durante gli interventi nella sala, da cui si è usciti con due intendimenti di massima: il primo, proseguire il pressing sulla Rete Ferroviaria Italiana anche con la prossima amministrazione municipale – essendo ormai prossime le elezioni –  perché si realizzi un nuovo sottopasso di accesso al quartiere, essendo assodato che quello in via Sant’Antonio di Padova non verrà ampliato. Il secondo, proposto dall’assessore image

Corbucci: un sondaggio per chiedere un parere di gradimento o meno sull’attuale assetto viario, da realizzarsi in tempi brevi e il cui risultato sottoporre alla amministrazione uscente. Già la mattina successiva l’assemblea erano stati approntati dei moduli cartacei, disponibili in alcuni punti del quartiere. Va detto a questo punto però che la modalità di attuazione dell’iniziativa lascia perplessi: va rilevato che sui moduli c’è scritto “petizione”, cosa ben diversa dal sondaggio che era stato proposto. In entrambi i casi comunque non è stata stabilito formalmente alcun metodo in base al quale stabilire se si abbia diritto o meno all’espressione eventuale di una preferenza: la residenza a Settebagni? La frequentazione del quartiere per motivi professionali? E ancora – estremizzando il discorso – che titolo ha chi è privo di patente di guida, per dare giudizi su una materia che riguarda in primis i conducenti di veicoli? E come poter essere sicuri che tutti (ma tutti chi, appunto?) si esprimano al riguardo? Questo pur trattandosi evidentemente di  una iniziativa informale e che nella pratica non comporta obbligo alcuno da parte della amministrazione, non valendo il paragone con un recente referendum scolastico attuato presso le scuole di Settebagni in merito alla permanenza amministrativa o meno nell’istituto Uruguay: in quel caso infatti la platea di votanti – i genitori degli alunni – era evidentemente ben delineata a differenza di questo. Sulla sostanza stessa della consultazione, chi scrive preferisce non esprimersi limitandosi a esporre alcune evidenze al di là dei toni urlati apparsi in rete da parte di alcuni scontenti: la nuova viabilità – che rimane sperimentale e passibile di ulteriori modifiche incluso il ritorno alla precedente – ha snellito di molto il traffico lungo le tortuose e ripide stradine della parte collinare, riducendo anche l’inquinamento e compensando ampiamente il lieve allungamento di percorso che in qualche caso ha interessato alcuni residenti. La sicurezza è aumentata anche per i pedoni sotto al vecchio tunnel di Sant’Antonio di Padova, non solo grazie al nuovo impianto di illuminazione ma proprio per l’inversione del senso di marcia: infatti la velocità delle auto si è ridotta perché vi si immettono provenendo da un incrocio che obbliga a fermarsi per poi ripartire e non più dal rettilineo della chiesa come avveniva prima. Inoltre la nuova direzione annulla l’effetto ottico dovuto alla luce solare che impediva di vedere l’interno del tunnel al momento di entrarvi arrivando dalla chiesa. L’ingresso dal lato collina essendo visibilmente più basso di quello lato chiesa inoltre impedisce che qualche malaccorto conducente di mezzi pesanti si incastri sotto la galleria, a differenza di quanto ripetutamente accaduto in passato con danni anche alle plafoniere dell’illuminazione che venivano tirate via. Il senso unico su via dello Scalo di Settebagni ha eliminato il problema degli ingorghi specialmente in orari di ingresso e uscita dalle scuole che su quella strada hanno l’ingresso. Da parte di alcuni si è puntato il dito su una presunta pericolosità dell’incrocio tra via dello Scalo e via Sant’Antonio di Padova dovuta a chi ancora percorre contromano la galleria o non rispetta la segnaletica che impone lo stop: in realtà la marcia contromano era un vecchio vizio tenuto da parecchi anche prima – come documentato proprio da questo sito – così come quello di premere troppo sul gas in un luogo dove il semplice buon senso prima ancora che il Codice imporrebbe prudenza. Questi sono vantaggi tangibili per chiunque viva o frequenti il quartiere, al di là delle opinioni espresse con toni urlati.
Alessandro Pino

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Monte Sacro a mano armata: i cittadini hanno paura (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

14 Mar

L’episodio più recente nell’escalation di violenza e criminalità nel territorio di Monte Sacro è accaduto il 12 marzo a piazza Sempione, nel cuore della Città Giardino, nelle adiacenze della sede municipale: un passante rapinato a calci e pugni da due individui. Fortuna ha voluto che passasse una pattuglia dei Carabinieri che dopo una colluttazione ha arrestato gli aggressori, ma intanto la vittima è finita al pronto soccorso. La paura comprensibilmente assale i cittadini, gli amministratori del territorio chiedono più sicurezza, ma il Prefetto e la Questura che assicurano non essersi mai abbassata la guardia. Intanto però l’elenco dei crimini compiuti nel Terzo Municipio si allunga: la rapina alle poste di via Val Pellice del 23 febbraio è stato solo uno degli avvenimenti che hanno messo in primo piano la questione sicurezza a Monte Sacro. All’alba del 28 febbraio in un bar di viale Tirreno due avventori di Tor Bella Monaca kannemozzeBNavevano cominciato a molestare pesantemente una coppia seduta a un tavolino; ne era nata una feroce aggressione terminata quando la vittima ha ferito gli assalitori con un coltello. Si dirà che non tutti girano con un coltello in tasca ma questa è la situazione. Sempre nei dintorni di piazza Sempione alcuni giorni prima si era svolto un inseguimento in auto tra bande di sudamericani, con tanto di speronamenti e pistolettate, mentre in una sala slot di piazza Monte Gennaro un cliente era stato pestato brutalmente a colpi di mazza da un romeno, finendo in ospedale con lesioni gravissime. A contorno, il consueto panorama di furti da parte dei soliti noti: vai a prendere la macchina e la trovi su quattro mattoni, rientri a casa e te l’hanno svaligiata, le mense degli asili proseguono a essere depredate la notte nonostante l’installazione di inferriate protettive. L’assessore municipale alla Scuola e alla Trasparenza, Riccardo Corbucci, aveva chiesto ufficialmente al commissario capitolino Tronca e al prefetto Gabrielli un aumento dei controlli delle Forze dell’Ordine sul territorio municipale, ma una nota diffusa dalla Questura aveva dichiarato che il controllo delle periferie era già la principale priorità operativa del piano di sicurezza per la Capitale. Sta di fatto che sempre più cittadini sono impauriti e scoraggiati al punto che in alcuni casi – come sembra sia accaduto recentemente ad una automobilista che sul ponte delle Valli ha subìto l’intrusione di un malintenzionato nella propria vettura nell’indifferenza generale – nemmeno presentano più la denuncia dell’accaduto.

Alessandro Pino

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Il resoconto dell’incontro tra i Comitati di quartiere del 12 febbraio (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

13 Feb

Proseguono gli incontri periodici fra i principali Comitati di Quartiere del Terzo Municipio per fare il punto sulle principali questioni del territorio, ai quali vengono invitati anche rappresentanti della amministrazione municipale per avere, se possibile, informazioni sui temi trattati. L’ultimo si è svolto il 12 febbraio, come sempre nell’aula consiliare di piazza Sempione; i lavori sono iniziati con una mezz’ora di ritardo rispetto al programma proprio perché l’aula era chiusa. Da quanto si è appreso, il direttore del Municipio, dottor Saccotelli, non era a conoscenza della richiesta presentata ufficialmente  e della quale si è dovuto rintracciare il numero di protocollo per avere aperta l’aula. Discutendo con i rappresentanti dei comitati, il dirigente si era comunque mostrato sorpreso rispetto all’uso di concederla per incontri pubblici fuori dall’attività del Consiglio; alla fine l’assemblea è iniziata, idealmente presieduta dal 20160212_163219vicepresidente del Consiglio municipale, Massimo Moretti, affiancato dall’assessore ai Lavori Pubblici, Fabio Dionisi, che si è preso la responsabilità di custodire le chiavi dell’aula. Tra i politici locali, si sono visti i consiglieri Fabrizio Cascapera, Simone Proietti, Anna Punzo e l’assessore alle Politiche Scolastiche Riccardo Corbucci. Mancavano, tra  i rappresentanti dei comitati, quelli del Comitato Indipendente Val Melaina, in trasferta per una manifestazione relativa ai maltrattamenti di minori disabili in un centro di riabilitazione ai Castelli. Presenti invece quelli di Settebagni, Parco della Cecchina, Comunione Prati Verdi della Bufalotta, Serpentara, Valli Conca d’Oro, Jonio Cervialto, Città Giardino, Talenti, Vigne Nuove, Parco delle Sabine. I temi proposti erano pressoché tutti di competenza dell’assessore Dionisi e verranno elencati in ordine di trattazione.

Nuovo sottopasso di Settebagni; questione annosa, quella del collegamento della parte collinare del quartiere alla Salaria con un nuovo sottovia ferroviario e sulla effettiva disponibilità dei fondi per realizzarlo, essendo ormai accertato che non verrà allargato quello di via Sant’Antonio di Padova – tra l’altro attualmente chiuso per lavori di consolidamento. La preoccupazione maggiore dei membri del Comitato di Quartiere Settebagni è che i fondi all’epoca versati come oneri concessori dai costruttori che hanno edificato nella zona e destinati alla realizzazione della infrastruttura, finiscano poi per essere utilizzati con altro scopo. Dionisi ha ribadito che quei fondi sono vincolati alla costruzione dell’opera e che non interessa nemmeno riaverli indietro dalle Ferrovie: l’obiettivo unico è avere un nuovo sottopasso.

Pavimentazione della dorsale da via Bufalotta a viale Adriatico: attualmente interessata da lavori per il cambio di cavi interrati dell’alta tensione, l’assessore ha anticipato che man mano la strada verrà riasfaltata con la nuova tecnica che evita quasi del tutto di fresare il vecchio manto (impregnato di sostanze nocive) evitando però l’inconveniente del pulviscolo in sospensione nell’aria ben noto ai residenti nei mesi scorsi e dovuto a un errore nella fase di posa.

Stato della segnaletica stradale nel quadrante attorno a via Val Padana (strisce sbiadite e paline pendenti): sarebbero da imputare a un cambio della società a cui erano stati dati in appalto i lavori, resosi necessario dopo controlli effettuati in seguito alle note vicende giudiziarie capitoline. L’iter per il nuovo affidamento sarebbe però a buon punto.

Residenziale a piazza Minucciano: come è noto, l’attuale consiglio Municipale si era espresso favorevolmente al cambio di destinazione d’uso delle future edificazioni, da commerciale a residenziale. Il parere non era però considerato vincolante. Il subcommissario Ugo Taucer, referente del Prefetto Tronca per il Terzo Municipio, ha però recentemente emesso una nota con cui indicava al Municipio di esprimere un nuovo parere, questa volta vincolante. Allo stato attuale però non si sa ancora se effettivamente il Consiglio tornerà a esprimersi sulla materia.

Piano regolatore dei cartelli pubblicitari: se ne parlerà il 19 febbraio ma si può anticipare che al momento, incredibilmente, non sarebbero state prese in considerazione le aree fuori del Raccordo Anulare, quasi non facessero parte del Comune di Roma.

Area giochi di largo Labia: ancora chiusa per i ritardi nella assegnazione della gestione del punto di ristoro che dovrebbe occuparsene.

Impianto Ama di via Salaria: argomento che infiamma – comprensibilmente – gli animi per i miasmi provenienti dallo stabilimento che ammorbano i quartieri e la cui sospirata chiusura ancora si fa attendere. Era presente tra l’altro una rappresentante dei Comitati di quartiere del VI Municipio che ha ricevuto l’applauso dei presenti quando ha chiesto sostegno contro la presenza dell’impianto Ama di via di Rocca Cencia, analogo a quello di via Salaria.

Container nel parco delle Valli: durante la costruzione della stazione metro Conca d’Oro venivano utilizzati come locali di servizio per il personale impegnato nei lavori. La preoccupazione di molti – in seguito a una voce diffusasi rapidamente – è che li si volesse utilizzare come alloggio per una quantità non definita di immigrati. L’assessore Dionisi ha dato rassicurazioni al riguardo, anticipando che verranno presto smontati e trasferiti.

In chiusura, l’assessore Dionisi ha voluto aggiungere – poiché la questione non era stata sollevata – che la presenza di una gru dietro al liceo Nomentano è legata ai lavori di costruzione di un piccolo centro commerciale (composto da supermercato più miniappartamenti) la cui concessione risale alla fine degli anni Novanta.

I presenti si sono dati infine appuntamento al 19 febbraio per una manifestazione che nel pomeriggio (ore 16) si terrà proprio a piazza Sempione contro l’immobilismo imputato alla attuale amministrazione municipale.

Alessandro Pino

 

Terzo Municipio: Roberto Giachetti a Settebagni in vista delle primarie Pd per il nuovo sindaco di Roma – di Alessandro Pino

7 Feb

Il vicepresidente della Camera dei Deputati Roberto Giachetti, candidato alle primarie del Pd in vista delle prossime elezioni del Sindaco di Roma, ha compiuto il 5 febbraio un tour del Terzo

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Municipio per conoscere le richieste del territorio e farsi conoscere dai potenziali elettori. Accompagnato da diversi politici locali di centrosinistra (tra cui il presidente del Municipio Paolo Marchionne, la presidente del Consiglio municipale Francesca Leoncini, gli assessori alla Scuola image

e alla Trasparenza Riccardo Corbucci e ai Lavori Pubblici Fabio Dionisi, i consiglieri Anna Punzo, Marzia Maccaroni e Yuri Bugli) e dal direttore del Municipio dottor Claudio Saccotelli, ha fatto tappa anche a Settebagni dove è stato accolto dal presidente del nuovo Comitato di quartiere, Giampiero D’Ubaldo. Dopo una breve visita al parco conosciuto come “Dei Frutti”, Giachetti si è fermato presso l’adiacente impianto sportivo “Angelucci” dove si è
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svolto l’incontro con i cittadini vero e proprio. «Sono venuto per ascoltare» ha anticipato subito dopo una breve introduzione di Corbucci e infatti, taccuino alla mano, ha annotato i vari temi esposti dai partecipanti, per lo più membri dello stesso Comitato: la richiesta di manutenzione, l’estensione dell’orario di apertura del distaccamento Asl, la mancanza tra le scuole di un nido, l’idea di una pista ciclabile collegata a quella che da Castel Giubileo arriva in centro, la mancanza di una piazza vera e image

propria come punto di aggregazione ma soprattutto l’annosa questione del collegamento del quartiere con la via Salaria, resa in questi giorni ancor più incandescente per la chiusura del vecchio sottopasso di via Sant’Antonio di Padova. Giachetti ha colto immediatamente che il fulcro della vicenda è la posizione tenuta fino a oggi dall’amministrazione ferroviaria, in apparenza dotata di una sorta di sovranità autonoma. Senza formulare promesse,
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congedandosi dai cittadini il candidato ha prospettato come prima mossa concretamente fattibile per l’immediato la creazione di un tavolo attorno al quale mettere finalmente di fronte i vari soggetti coinvolti per avere almeno una base di partenza.
Alessandro Pino

I comitati di quartiere del Terzo Municipio a piazza Sempione: “Basta liste della spesa, serve un’azione più incisiva” – di Alessandro Pino

16 Gen

Da oltre un anno è diventata una prassi la riunione periodica dei più importanti comitati di quartiere attivi sul territorio del Terzo Municipio nell’aula consiliare di piazza Sempione per fare il punto della situazione  sulle principali questioni che interessano la cittadinanza. Così è stato anche lo scorso 15 gennaio anche se stavolta nello stato d’animo generale è maturato un senso di insoddisfazione per l’abituale modalità di svolgimento, definita da più parti una sorta di “lista della spesa” cui non corrisponderebbe la dovuta attenzione da parte delle istituzioni municipali. Va detto che erano presenti – rispondendo all’invito dei Comitati – alcuni esponenti della maggioranza e dell’opposizione del Terzo Municipio: oltre alla presidente del Consiglio municipale Francesca Leoncini che ha aperto i lavori con il suo saluto istituzionale, hanno partecipato l’assessore alle Politiche scolastiche Riccardo Corbucci, i consiglieri Anna Punzo, Italo Della Bella, Marzia Maccarroni, Cesare Lucidi, Massimo Moretti, Simone Proietti, Manuel Bartolomeo, Gianluca Colletta, Fabrizio Cascapera. La cittadinanaza era rappresentata da esponenti del Movimento Cittadini Tufello, Amici Parco delle Valli, Comitato Vigne Nuove, Comitato di Quartiere Serpentara, Parco della Cecchina, Jonio Cervialto, Nuovo Salario, Valli – Conca d’Oro, Città Giardino, della associazione Retake Terzo Municipio e del nuovo Comitato di Quartiere Settebagni. Numerose le questioni illustrate nelle tre ore di discussione, alcune delle quali si trascinano ormai da anni: la perdurante attività del centro Ama di via Salaria con gli insopportabili miasmi che da esso provengono – al cui proposito  l’assessore Corbucci ha voluto rinnovare il proprio impegno perché si arrivi alla auspicata chiusura; la richiesta di maggior sicurezza nella zona del Parco delle Valli dove continuano a proliferare accampamenti di zingari e sbandati; il dilagare delle affissioni abusive e dei teppisti imbrattatori; la manutenzione del verde pressoché inesistente anche per il blocco degli appalti via via scaduti dovuto alle vicende di Mafia Capitale; il destino tuttora incerto degli esercizi commerciali adiacenti la fermata metro Jonio; la viabilità del quartiere di

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Settebagni con la questione troppe volte rimandata di un nuovo sbocco sulla Salaria; la presenza dei numerosi furgoni  degli zingari parcheggiati fuori l’ex cartiera di via Salaria in barba ai divieti di sosta e sulla cui regolarità apparentemente nessuno attua i dovuti controlli; il campo sportivo abbandonato Detroit al Tufello, per il quale Corbucci ha annunciato l’imminenza di un bando pubblico per una nuova assegnazione; il traffico veicolare che arrivando dal Raccordo blocca di fatto l’uscita da Cinquina. Oggetto di critiche il recente risanamento del centro anziani di Fidene, realizzato con fondi reperiti fuori bilancio tramite procedura di somma urgenza sulla cui reale priorità rispetto ad altre situazioni più di qualcuno ha espresso perplessità. Come detto, i partecipanti questa volta hanno giudicato insoddisfacenti le risposte ricevute fino a oggi per tali questioni e si sono dati appuntamento a un successivo incontro per mettere  a punto una strategia più incisiva che partendo da questo elenco non esclude la via giudiziaria con un esposto sull’operato dell’amministrazione municipale.
Alessandro Pino

Una serata fuori l’asilo Cecchina dopo i furti a raffica (Terzo Municipio di Roma Capitale) – di Alessandro Pino

11 Gen

Dopo che l’asilo nido “Cecchina” sito nella via omonima (zona Bufalotta. Terzo Municipio di Roma Capitale) è stato visitato dai ladri per tre volte consecutive dalla riapertura delle scuole (l’ultima nella notte tra domenica e lunedì) il consigliere municipale Manuel Bartolomeo aveva lanciato in rete l’idea di una “passeggiata” serale di cittadini davanti alla  struttura, diffondendola in rete attraverso i gruppi Facebook di zona più frequentati. Non una ronda o un presidio – iniziative spesso cagionevoli di guai per i partecipanti in un paese dove Abele ci mette poco a essere scambiato per Caino – ma

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semplicemente un segnale di presenza e di esasperazione per una situazione che oscilla tra il drammatico e il ridicolo, con le strutture scolastiche del territorio diventate self service dei soliti noti. A dire la verità, complice forse anche una fastidiosa pioggerella, le adesioni, almeno in un primo tempo,  non sono state eccezionali: davanti al “Cecchina” la sera dell’undici gennaio ci sarà stata una media di una decina
di persone in tutto inclusi i giornalisti, anche se a fine serata le presenze totali sfioravano la quarantina, una pattuglia civetta del commissariato Fidene Serpentara e alcuni politici locali. oltre allo stesso Bartolomeo fin dall’inizio era presente l’assessore municipale alle Politiche scolastiche, Riccardo Corbucci, mentre via via sono arrivati la consigliera di opposizione Giordana Petrella (accompagnata dal padre Bruno anch’egli in passato nel Consiglio municipale) e quella di maggioranza Anna
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Punzo. Un giretto attorno all’asilo ha fatto capire rapidamente come – in assenza di blindature o di grate alle finestre – i predoni abbiano mano libera, razziando ogni volta le scorte alimentari della mensa, i detersivi della lavanderia e a volte anche i giocattoli dei bambini: alle spalle c’è un’area verde immersa nel buio più totale, più in lontananza sono stati segnalati accampamenti di nomadi e sbandati, mentre un segmento della recinzione appare divelto. Si è venuto a sapere inoltre che per il sistema antifurto non è stata prevista in sede di appalto la chiamata automatica alla Polizia o ai Carabinieri ma
solo ai vigili urbani che a loro volta dovrebbero eventualmente chiedere l’ausilio dei primi: procedure macchinose che rendono scarsamente efficaci gli interventi, dando ai ladri tutto il tempo di dileguarsi. Giordana Petrella oltre che consigliera
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municipale è anche una mamma: «Come mamma sono esasperata ma non rassegnata perché se ci rassegnamo è la fine. Quando queste persone entrano non si limitano a rubare ma spaccano vetri, orinano, fanno un uso abominevole delle strutture e la mattina poi il personale deve disinfettare per fare avere ai bambini il servizio. Da politico è ancor più difficile, in realtà la soluzione ci sarebbe, mettere porte blindate e inferriate alle finestre. Il problema è che il Comune dice sempre che non ci sono i fondi disponibili. Però con tutti i soldi che abbiamo speso per rifornire ogni volta le cucine di cibo, per aggiustare l’antifurto e le finestre forse le avremmo messe. Quindi bisogna usare i fondi in modo diverso». Mentre Petrella e Corbucci discutono tra loro, salta fuori la proposta di ricorrere alle offerte di grandi sponsor privati – come già accaduto in passato con un noto marchio di arredamenti in kit di montaggio – per dotare l’asilo di tali misure di sicurezza. Corbucci si mostra favorevole: «Anche qui in quanto Municipio come stiamo già facendo al Cocco & Drilli (altro asilo preso di mira dai ladri, ndr) proveremo a isolare il reparto dispensa e cucina oggetto degli scassi in particolare, stiamo cercando di recuperare le risorse necessarie perché reputo impossibile andare avanti così per rispetto dei genitori e del personale educativo. Spesso i genitori sono chiamati a mettere i soldi propri per gli acquisti più semplici. Se esistono privati che sono disponibili a dare una mano al quartiere in un momento in cui i bilanci non sono rosei ben vengano». Per quanto riguarda il collegamento diretto dell’allarme con Polizia e Carabinieri, secondo Corbucci «dobbiamo dirci con tutta onestà che hanno anche priorità più importanti rispetto alla difesa di un nido dove non c’è nessuno dentro, pur dando grande disponibilità ad aiutare i vigili urbani che dovrebbero intervenire. Mi auguro però che ci si renda conto che bisogna rimettere a sistema quell’appalto che in questo momento è fatto molto male. Nei nidi ci sono i nostri bambini quindi dovrebbe essere una delle cose più importanti garantire la sicurezza»
Alessandro Pino

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Strepitoso successo del “Premio Montesacro 2015” al Teatro Viganò – di Penelope Giorgiani

10 Dic

 

Un Teatro Viganò gremito di pubblico fino all’inverosimile il 5 dicembre per la serata finale di spettacoli e premiazioni ha decretato il trionfo della edizione 2015 del “Premio Montesacro”, manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale ComunicaRoma con il patrocinio gratuito della Presidenza del Terzo Municipio per valorizzare le personalità e le realtà legate al territorio di cui porta il nome. Come nella prima edizione, primadonna e fascinosa presentatrice della serata è stata la giornalista Luciana _DSC9791BMiocchi, coordinatrice del giornale “La Voce del Municipio” tra gli sponsor del Premio – insieme all’intrattenitore Marco Fava, affiancati sul palco da due valletti indaffaratissimi a gestire ospiti, trofei e premiati: il giornalista Alessandro Pino in stile 007 – apprezzato dal pubblico per presenza scenica –  e la studentessa del Liceo Aristofane Emma Patanella. Direzione artistica affidata alla stilista e reporter Alessia Vetro. Confermata la formula delle premiazioni inframmezzate da esibizioni di cantanti e artisti, dopo i saluti istituzionali del presidente del Municipio Paolo Marchionne e dell’assessore alla Trasparenza e alle Politiche Scolastiche, Riccardo Corbucci: si sono susseguiti il balletto “Lost” della compagnia In Punta di Donna coreografato da Giulia Antonini, il trio canoro delle Ladyvette che in questi giorni appariranno nella fiction Rai “Il paradiso delle signore” qui accompagnate al piano da Roberto Gori, i cantanti Federica Baioni (accompagnata da Dario e Andrea Esposito) e  il cantante Mirko Oliva (da X Factor edizione romena) e un quartetto d’archi della Accademia degli Ostinati, _DSC9650B premiati tra l’altro nella categoria giovani. Ospite d’onore a sorpresa l’attrice Sabina Guzzanti – originaria di Monte Sacro – che si è esibita in un caustico monologo ricevendo poi un premio speciale dalle mani di Luciana Miocchi. Tante le categorie premiate, i cui finalisti selezionati da una giuria nei giorni scorsi,  erano stati  segnalati dai cittadini nella fase preliminare del Premio tramite il sito internet “Premiomontesacro.com” e presso lo stand informativo allestito al Mercatino Conca d’Oro. Per ogni categoria al vincitore è andata la riproduzione di palazzo Sabatini (la sede del Municipio a piazza Sempione) realizzata dal maestro Giandomenico Renzi e consegnata da personalità del territorio, mentre agli altri finalisti tutti presenti sul palco affollatissimo è andata una targa personalizzata: “Donna dell’Anno” è stata eletta Adriana Restante del Comitato di Quartiere “Piazza Corazzini Verde” mentre il riconoscimento “Uomo dell’Anno” è andato a Fabrizio Bartoccioni, presidente della associazione Vertical attiva nella raccolta fondi per la ricerca sulle lesioni alla spina dorsale, protagonista sul finale di un vivace scambio di battute con il presidente Marchionne per il taglio dei fondi subìto per la propria assistenza, cui Marchionne ha risposto intervenendo per rimarcare di aver seguìto i dettami di legge (i cui effetti sono stati comunque rinviati a fine gennaio per le opportune modifiche come preannunciato dallo stesso Marchionne), lasciando poi la _DSC9843Bintervenire l’assessore alle Politiche sociali Di Maggio, presente sul palco come premiatrice. Premio alla “Carriera” per la preside dell’Istituto Uruguay Carla Galeffi. Il premio alla “Scuola” è andato all’Istituto Carlo Levi. “Giornalista Web” è stato eletta la penna di Romapost Claudio Bellumori mentre il premio “Giornalista Carta stampata” è andato a Giuseppe Grifeo de “Il Tempo”. Affine per materia il premio “Informazione”, andato al sito Incomune.tv per le riprese video delle sedute consiliari in Municipio. Nella categoria “Commercio” è stato premiato il barista Gianni Carbonaro che dal suo locale ha tolto le famigerate slot machine, l’”Artigianato” ha visto prevalere il pizzaiolo campione del mondo Abramo Fini. Nella categoria “Scrittura e fotografia” è stato premiato il video reporter Valerio Nicolosi che per l’appunto ha ringraziato tramite un filmato proiettato sul fondale perché in trasferta all’estero. Nella “Promozione della Musica” ha vinto l’Associazione Defrag, la “Cultura” è andata all’intellettuale e cultore della romanità Marcello Teodonio, lo “Sport” all’atleta delle Special Olympics Filippo Pieretto, premiati invece DSC_0095B nella sezione ”Attivismo Politico” il Comitato di Quartiere Città Giardino, nel “Sociale” lo psichiatra della Asl Rm A Mauro Raffaeli, nel “Volontariato” la Misericordia di Castel Giubileo e nel “Senso civico” gli attivisti di “Retake Terzo Municipio”. Ultima categoria premiata (dal Luogotenente dei Carabineieri in congedo Salvatore Veltri) quella alla “Memoria”, con il riconoscimente conferito ai familiari di Gustavo Manoni che fu tra i fondatori del nucleo abitato di Settebagni, politico locale e autore del libro “Rosso come il sangue” curato da Luciana Miocchi. Un successo pieno che conferma quello dell’anno scorso dunque per una manifestazione che nelle intenzioni degli organizzatori vuole rappresentare un elemento sempre più importante di appartenenza dei cittadini al territorio.

Penelope Giorgiani

 

(si ringraziano i fotografi Roberto Scardoni e Cristiano Pino)

Aggiungi un sorcio a tavola: topi nella mensa delle elementari di Settebagni (Terzo Municipio di Roma Capitale)

18 Nov

Sgradevole sorpresa per gli scolari (e i loro genitori) della elementare “Giovanni Paolo I” di Settebagni, Terzo Municipio di Roma Capitale: la mattina del 18 novembre sono stati trovati dei ratti nei locali della mensa scolastica, a quanto si è saputo dal tam tam fra le mamme e i papà informati a loro volta da un avviso affisso nell’istituto.
È stato effettuato un intervento di igienizzazione e sono stati sostituiti gli alimenti del menu.

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Sia la preside che l’assessore municipale alle Politiche scolastiche, Riccardo Corbucci, hanno assicurato un intervento dell’Ama per la derattizzazione, un più efficiente servizio di svuotamento dei bidoni della spazzatura e la pulizia degli spazi esterni.
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

Presentato da Miocchi & Pino al Teatro degli Audaci il libro di Alberto Alpozzi “Il faro di Mussolini”

31 Ott

Nella raffinata ambientazione del Teatro degli Audaci – zona Porta di Roma, Terzo Municipio della Capitale – si è tenuta lo scorso 23 ottobre la presentazione romana de “Il faro di Mussolini”, volume scritto dal fotografo professionista Alberto Alpozzi e pubblicato dalle Edizioni 001.

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Alberto Alpozzi tra Luciana Miocchi e Alessandro Pino

A presentare il libro Luciana Miocchi e Alessandro Pino, entrambi firme notissime ai lettori di testate locali come “Di Roma” (media partner dell’iniziativa) che hanno intervistato l’autore dando anche voce agli interventi del pubblico. Alpozzi ha ricordato il suo primo avvistamento del faro citato nel titolo (tuttora esistente in Somalia, a forma di fascio littorio a testimonianza di un’era ma che in realtà portava il nome di  Francesco Crispi) avvenuto mentre si trovava a bordo di un velivolo militare nel Golfo di Aden per documentare la missione antipirateria. L’autore ha poi ripercorso il successivo lavoro di ricerca storica, rigoroso e senza alcuna concessione – nonostante il titolo intrigante – a qualunque retorica nostalgica, mirato a gettare uno sguardo generale sul colonialismo europeo in quella regione dell’Africa, coprendo un periodo di circa centocinquanta anni che quindi va ben oltre il famoso ventennio e fornisce anche spunti per interpretare alcuni assetti attuali di politica estera. Il libro si legge agilmente ed è stato già apprezzato anche da personalità della politica  senza pregiudizi come Piero Fassino (sindaco di Torino eletto con il Pd) che era intervenuto alla presentazione nel capoluogo subalpino. Una pari larghezza di vedute è stata mostrata dall’assessore alle Politiche Scolastiche del Terzo Municipio (e già presidente del Consiglio Municipale) Riccardo Corbucci, presente al Teatro degli Audaci come anche l’ex consigliere municipale di centrodestra Fabrizio Clavenzani. Ospite della presentazione è stato il colonnello Leonardo Carbone, giunto appositamente dalla Sicilia per dare testimonianza del servizio svolto dal proprio papà presso la stazione radio del faro a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta.

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