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Tag Archives: Villa Spada
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Il neo presidente del III Municipio va al Tmb e l’aria profuma di primavera in fiore – di Luciana Miocchi

9 Lug

Questa mattina il neo Presidente del III Municipio, insieme ad alcuni degli assessori della sua giunta, che verrà ufficialmente presentata giovedì 12 luglio durante la prima seduta del consiglio, si è recato presso l’impianto Tmb Salario, per un’ispezione dei luoghi, durata circa due ore e svoltasi con la massima collaborazione dei dipendenti e del direttore, Pietro Zotti e intavolare un primo dialogo con Ama.

Come ampiamente previsto – tanto che Caudo ha ironicamente notato che “dovevano aver lucidato l’argenteria tutta la notte”-  nessun odore molesto ha accolto il drappello, tra cui alcuni giornalisti, sul piazzale della struttura. La squadra decoro Tmb ha svolto efficacemente il proprio lavoro, lasciando nell’aria un sentore di pesca, borotalco, vaniglia e forse anche un po’ di cocco. Il passaggio dei camion aziendali ha offuscato a tratti il risultato, probabilmente non  rientrano nel piano di cosmesi. Comunque, oggi non c’era puzza sul piazzale, sulla salaria solo zaffate a tratti, nemmeno troppo moleste – segno che comunque il lavaggio non era andato oltre i confini dello stabilimento ma post su fb denunciavano forti miasmi in quartieri vicini. D’altra parte, che la puzza venga dal Tmb ormai non è più in discussione da parecchio e perfino la proposta di istallare i nasi elettronici, fatta qualche mese fa, in controtendenza di pensiero dall’assessore Montanari, è caduta nel dimenticatoio, palesemente anacronistica e inutile. 

Non è un uomo aggressivo, il neo Presidente. Chi si aspettava proclami e strali contro l’azienda, il Comune o “quelli di prima” in Municipio è rimasto deluso. Fermamente convinto che in questi due anni si è scelto di sacrificare questo quadrante di Roma, ignorando semplicemente i problemi vitali dei residenti, ha scelto di intraprendere una strada di dialogo propositivo, non una sorta di muro contro muro, consapevole di non avere la potenza istituzionale di pretendere alcunché ma di avere dalla sua la volontà dei residenti, sempre più esasperati dalla puzza, dal caldo, dall’aumento della spazzatura stivata nella struttura, dalla mancanza di prospettive a brevissimo termine ma anche a medio e lungo, visto che il tetto fissato dal piano industriale, per la chiusura, della raccolta del 70% di differenziata è più lontano di Marte dalla Terra, essendo ferma al 43,4%. Anche se nei giorni scorsi la Montanari ha affermato che la chiusura sarà categoricamente nel 2019, senza toccare però l’argomento del tetto al 70%. L’obiettivo primario, in questo caldo torrido è far calare la puzza fino ad eliminarla, arrivando al depotenziamento e alla chiusura. Anche se al momento Ama e l’assessore capitolino Montanari non hanno previsto alternative concrete a questo impianto, Caudo sostiene che il disagi della situazione non possano essere sostenuti tutti da questo quadrante, infatti il TMB Salario è utilizzato ai limiti della sostenibilità consentita, fungendo “da ammortizzatore delle criticità presenti nello smaltimento dei rifiuti a Roma e nel Lazio, accoglie spesso, oltre ai rifiuti indifferenziati dei municipi 2, 3 e 15, quelli provenienti da altre zone di Roma Capitale e i rifiuti sostano a volte anche all’aperto”. Per cui i primi interventi dovranno essere necessariamente il non stressare l’impianto utiizzandolo al limite, riducendo quindi le quantità lavorate; fare degli interventi strutturali che  riducano la dispersione nell’aria dei miasmi. La prossima settimana verrà convocato un incontro con i comitati e le associazioni di cittadini, durante il quale verranno condivise le informazioni raccolte.

Roma, 9 luglio 2018, 7 anni dall’inizio della puzza nauseabonda.

Luciana Miocchi

 

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Villa Spada senz’acqua per una perdita dalla conduttura acea. Strada transennata per l’ennesimo lavoro di riparazione – di Luciana Miocchi

18 Giu

35518731_1472047302901983_4590085966470840320_oTutto il  quartiere di Villa Spada, III Municipio di Roma Capitale, è senz’acqua. Una pattuglia dei vigili urbani ha presidiato dalle prime luci dell’alba via San Pietro Parenzo, perchè i vigili del fuoco, intervenuti sul posto, hanno richiesto la chiusura della strada per motivi di sicurezza. Si è di nuovo verificata una perdita, l’ennesima, su un tratto di tubatura di circa due metri, che ha fatto sollevare la toppa di asfalto che ancora testimonia l’ultimo intervento, due mesi fa.  Tra i residenti c’è timore per la stabilità dei palazzi a valle della rottura, in quanto nessuno sa dove in quali meandri va a perdersi l’acqua sfuggita dalla conduttura e molti  accusano la municipalizzata di non essere intervenuta celermente, avendo assicurato l’intervento per le otto del mattino, quando invece a quell’ora è stata solamente transennata la strada.35629153_1471831972923516_7456789092508893184_o

Intorno all’ora di pranzo è giunta sul posto un’autobotte di acea per la distribuzione dell’acqua.

Al momento pare sia iniziata almeno l’opera di scavo e non si hanno notizie certe sul momento in cui verrà ripristinata la fornitura di acqua potabile corrente.

Luciana Miocchi

 

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Le foto della manifestazione del 17 marzo contro il Tmb Ama – di Alessandro Pino

17 Mar

Si è svolta il pomeriggio del 17 marzo la nuova ennesima manifestazione di protesta contro la presenza dell’ impianto di trattamento rifiuti dell’ Ama in via Salaria. Organizzato dal Comitato di Quartiere Fidene, il corteo è partito da piazza dei Vocazionisti per arrivare in via Cortona a Villa Spada, vale a dire le zone adiacenti il contestatissimo stabilimento.

Alessandro Pino

(foto Fabrizio Bevilacqua)

Il 23 febbraio tutti in piazza per dire NO al Tmb Ama Salario – di Alessandro Pino

7 Feb

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Il CdQ Fidene ha organizzato per il prossimo 23 febbraio una nuova manifestazione di protesta contro l’ impianto di trattamento rifiuti Ama in via Salaria che da anni ammorba le zone abitate a ridosso delle quali è stato costruito con una scelta a dir poco dissennata. La manifestazione è apartitica e i partecipanti sono invitati a portare fischietti, tamburi e altri strumenti utili a far sentire la rumorosa e sacrosanta protesta dei cittadini esasperati. L’ inizio è previsto per le ore sedici con partenza da piazza Dei Vocazionisti (Fidene) e arrivo a via Cortona (Villa Spada).
Alessandro Pino

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Domenica senz’acqua per una parte del III Municipio di Roma Capitale – tutte le zone indicate da Acea – di Luciana Miocchi

8 Nov

2017-10-15-11.14.25.png.pngDomenica senz’acqua per una parte del III Municipio. A renderlo noto un comunicato di Acea Ato 2, con il quale informa la popolazione residente che a causa della necessità di realizzare nuove opere di urbanizzazione, sarà necessario sospendere il flusso idrico su una conduttura principale, sita in viale Carmelo Bene, zona Porta di Roma.

Secondo quanto riferisce l’azienda, la mancanza di acqua si potrà registrare a partire dalle 4 del mattino fino alla mezzanotte di domenica , ai civici di via Vittorio Caprioli, Via Palmiano, viale Carmelo Bene (da via Vittorio Caprioli a via Ernesto Calindri). Potrebbero risultare interessate anche le vie limitrofe.

Sempre domenica e sempre dalle 4 del mattino fino alle 24, si potranno verificare  abbassamenti di pressione, con conseguente possibile mancanza d’acqua ai piani alti degli edifici e nelle zone più collinari di  Colle Salario, Castel Giubileo, Settebagni, Villa Spada e Bel Poggio. 

Nel comunicato si legge anche che “Per ridurre al minimo il disagio ai cittadini, Acea Ato 2 ha predisposto un servizio di rifornimento tramite autobotti che resteranno in stazionamento dalle ore 08:30 alle ore 20:30 di domenica in via Vittorio Caprioli e in via
Rapagnano. Per i casi di effettiva e improrogabile necessità, inoltre,
potrà essere richiesto un servizio di rifornimento con autobotti al numero
verde 800.130.335 – si legge nel comunicato – Acea Ato 2, scusandosi per il
disagio arrecato, invita gli utenti interessati a provvedere con ampio
anticipo alle opportune scorte e raccomanda di mantenere chiusi i rubinetti
durante il periodo della sospensione per evitare inconvenienti alla ripresa
della normale erogazione dell’acqua. Per ogni informazione è possibile
comunque contattare il numero verde 800.130.335 e visitare il sito internet
www.acea.it. La società avrà cura, inoltre, di informare i cittadini
residenti nelle zone interessate dalla sospensione anche tramite affissioni,
oltre che con avvisi pubblicati sulle cronache locali dei principali
quotidiani”.

Luciana Miocchi

Nuova manifestazione il 19 maggio per dire NO al Tmb Salaria – di Alessandro Pino

16 Mag

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L’annosa questione del Tmb Salaria tiene costantemente il banco e con la bella stagione ricominciano anche le iniziative all’aperto per protestare contro la presenza dell’impianto Ama: per il prossimo 19 maggio (venerdì) il Comitato di Quartiere Fidene ha organizzato una manifestazione itinerante da piazza dei Vocazionisti (zona Fidene) fino a via Cortona (Villa Spada) vale a dire i quartieri più esposti ai miasmi dello stabilimento. L’inizio è previsto per le ore venti.
Alessandro Pino

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Più stampa che cittadini all’incontro con l’assessore Montanari e la presidente del Municipio Capoccioni al Tmb di Via Salaria, straordinariamente senza puzza

28 Apr

A seguito del rinfocolarsi delle polemiche sull’ impianto di trattamento rifiuti di via Salaria, dopo che il 24 aprile un automezzo aveva urtato il controsoffitto causando il distacco di una lastra in cemento , era stato convocato dalle amministrazioni per il 26 aprile un ennesimo incontro con i comitati di cittadini cui avrebbe partecipato l’assessore capitolino all’ Ambiente, Pinuccia Montanari.

Ulteriori discussioni aveva provocato la stessa forma adottata per annunciare l’incontro: il social network Facebook, con un messaggio sulla pagina della presidente del Terzo Municipio, Roberta Capoccioni, presente anche lei con gran parte dei suoi assessori e consiglieri: «Noi lo abbiamo chiesto lunedì (il 25 aprile, festivo, ndr) ci è stato detto di si – ha commentato al riguardo la presidente Capoccioni – purtroppo sapete che i nostri uffici sono chiusi, al Comune non lavorano per cui non avevamo la possibilità di fare una richiesta scritta ufficiale, per cui avevo mandato io sul mio profilo un messaggio Facebook appena mi è stata data certezza dell’orario. La comunicazione è stata non formale ma la cosa più importante è che l’assessore è venuta qui a rispondere ai cittadini mettendoci la faccia».

A dire il vero di cittadini, intesi come comitati di quartiere, all’ora convenuta per l’incontro ce n’erano assai pochi, tre in tutto: il presidente del CdQ Serpentara, Stefano Ricci, quello del CdQ Settabagni, Gianpiero D’Ubaldo e un membro del CdQ Villa Spada che però si era fermato per caso. Come si è appreso poi, una mail di invito ufficiale è giunta intorno alle 11,30 sugli indirizzi dei cdq, quando l’incontro era fissato alle 15,30.

Il resto dei presenti erano giornalisti locali, inclusa una troupe del Tg 3 regionale. Dopo pochi minuti dall’interno dell’impianto – dal quale casualmente non provenivano i miasmi che di solito ammorbano i quartieri circostanti – sbucava il gruppo delle autorità che avevano appena terminato un sopralluogo.

A prendere la parola una volta arrivata all’ingresso è stata l’assessore Montanari: «confermo l’importanza del nostro piano che prevede la riduzione della produzione dei rifiuti e soprattutto la raccolta differenziata. Anche oggi abbiamo visto attaccapanni, scatole di plastica, materassi. Tutto questo materiale indifferenziato non dovrebbe essere più indifferenziato, bisogna investire molto per la raccolta differenziata. Bisogna togliere questo materiale indifferenziato da questi impianti…ci sono ancora metalli che possono essere valorizzati, ci sono frazioni della cellulosa che possono essere regolarizzate, c’è ancora dentro tanto materiale organico che va sottratto…è chiaro che questo è un processo lungo che va fatto nei tempi giusti e stabiliti, non credo che bisogna illudere nessuno però sono anche convinta che dobbiamo partire da un lato dalla riduzione dall’altro da questo forte impegno per una raccolta differenziata seria, perché una città come Roma merita una grande raccolta differenziata e questo materiale può diventare davvero oro e non essere come in questo momento un elemento di grande criticità».

Mentre l’assessore Montanari parlava, la presidente Capoccioni con i suoi collaboratori, presente anche l’assessore all’ambiente Municipale Domenico D’Orazio, rimaneva in disparte ad alcuni metri di distanza: «Noi come Municipio ricordiamo a tutti che non abbiamo in realtà nessun potere – ha risposto la presidente a chi notava la circostanza – per cui facciamo da tramite nella comunicazione ma non abbiamo il potere di agire e prendere decisioni, è il Comune che ha questo potere e che ci deve mettere la faccia e prendere l’impegno a fare qualche cosa, per cui noi chiediamo che loro vengono, poi sono loro che devono parlare». L’assessore Montanari ha dato appuntamento al prossimo 19 maggio per un nuovo incontro; sinceramente però a chi segue ormai da anni questa vicenda  sembra quasi di partecipare a una specie di gioco dell’oca in cui si finisce per tornare alla casella di partenza, ossia la dissennata scelta di piazzare uno stabilimento di trattamento rifiuti in mezzo a quartieri residenziali.

Alessandro Pino

Rogo nel parco ferroviario di Villa Spada, due rotabili distrutti – di Alessandro Pino

9 Dic

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Il tam tam in rete si è diffuso verso le ventitrè dell’otto dicembre, di pari passo con l’odore acre di plastica bruciata che si spandeva in diversi quartieri del Terzo Municipio della Capitale: secondo alcuni  era addirittura andata in fiamme la stazione Fs Nuovo Salario ma per fortuna così non è stato. In realtà c’era  un incendio all’interno del vicino parco ferroviario di Roma Smistamento – in zona Villa Spada – dove due veicoli (dalle foto sembrerebbe trattarsi di  automotrice elettrica) sono stati distrutti dal fuoco. L’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco, durato diverse ore, ha evitato l’estendersi del rogo ad altri rotabili con ulteriori danni. Si indaga sulle cause dell’incendio.
Alessandro Pino

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III Municipio di Roma capitale: due assemblee in tre giorni in via Cortona contro la puzza

15 Giu

13445660_851948131578573_4169921190272623423_nLunedì tredici si è tenuto ugualmente l’incontro dei cittadini nei giardini di via Cortona, avente ad oggetto la continua puzza esasperante proveniente dall’impianto di TMB Ama di via Salaria. Nella mattinata alcuni post scritti sull’onda emotiva della rapina con feriti avvenuta poco prima alla farmacia di via Radicofani avevano dato l’impressione che l’incontro fosse stato revocato ma stante il breve lasso di tempo tra l’episodio e l’appuntamento, nonché la constatazione che fortunatamente non vi erano state vittime, ha fatto propendere per fare comunque il punto della situazione.

Diverse decine i residenti presenti. Per i politici locali Vincenzo Di Giamberardino, candidato presidente ed eletto consigliere municipale FdI alle elezioni di domenica scorsa, che nel suo programma aveva inserito la continuazione alla lotta per la chiusura dell’impianto e Riccardo Corbucci, Pd, ex assessore, dall’inizio della vicenda Ama impegnato nella lotta al Tmb. Quest’ultimo, non rientrato tra gli eletti certi all’aula Giulio Cesare, ha dichiarato “continuerò anche da cittadino a combattere come fanno da anni tante persone che ho conosciuto durante questa battaglia. Non mi è mai servito il ruolo da consigliere municipale per far interessare Comune, Regione e media ad uno dei problemi più importanti della città. Chiudere l’impianto Tmb Ama di via Salaria è un dovere morale e sarà uno dei miei impegni nei prossimi anni, come lo è stato fino ad oggi. Non mi rassegno, come già fanno la Raggi e i Cinque stelle, che già fino ad oggi non avevano fatto nulla”.

Durante la riunione si è deciso di tenere un ulteriore incontro questo pomeriggio, sempre in via Cortona, alle ore 18,30, sostenuto dai Cdq di Fidene, Villa Spada, Serpentara, Colle Salario, Ionio e Val Melaina.

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Fuori dal Tmb Salaria: raccontare una puzza orrenda

20 Mag

13256340_838852442888142_2489689591375948901_nMetti un pomeriggio piovigginoso, senza il sole che batte. Metti che il candidato Sindaco del Pd Roberto Giachetti ha pubblicizzato l’incontro con i residenti che sono obbligati a convivere con i miasmi del Tmb Salaria da cinque anni, davanti ai cancelli dell’impianto…e vai a vedere cosa sarà capace di dire, con i rinvii e le emergenze dell’anno santo che hanno posposto la chiusura fino ad ora.

Già quando ho appoggiato il piede fuori dall’auto, qualche centinaio di metri prima, ho capito che sarebbe stato un lungo pomeriggio: sottovento, vengo investita da un odore simile a quello di un cassonetto pieno di verdura marcia dimenticato per giorni sotto al sole di agosto. Davanti ai cancelli si scherza un po’ per sdrammatizzare l’attesa: dopo cinque anni, ci si conosce un po’ tutti, residenti, politici locali, aspiranti tali, giornalisti. Siamo tutti qui in attesa che arrivi Giachetti, dirottato all’ultimo minuto dalla notizia della morte di Marco Pannella. C’è un puzzo talmente forte e nauseabondo che faccio fatica a mettere insieme i pensieri. Mi sfottono pure. Dice che la pioggia e il vento hanno disperso il grosso del fetore. In anni di cronache, di visite agli impianti, di sit in e manifestazioni non mi ero mai scontrata con questa puzza particolare. Avevo sempre sentito quella chimica del biofiltro, quella di “zozzo” derivante dallo scarico dell’indifferenziata ma questa no. Gli odori sono l’unica cosa che al momento la tecnologia non è in grado di riprodurre nè in realtà virtuale nè in realtà aumentata e sono sicura di non riuscire a parole a descrivere l’immondo bouquet. Dicono che poi ci si abitua. Non credo, altrimenti i residenti non ci farebbero più caso dopo cinque anni. Mi domando come fanno i dipendenti, gli autisti dei camion, gli addetti dell’impianto. Le frasi fanno fatica ad uscirmi di bocca, mi devo concentrare. Dall’altro lato della strada, dopo la ferrovia ci sono già le prime case, un asilo. Penso di essere fortunata, posso andarmene via tra poco, fuggire lontano da qui, portare in salvo il mio naso e la ragione.

Le puzze sono sincere, non nascondono la loro origine. Oggi qui, è l’umido in gran quantità quello che si fa sentire. Ci sono zone in cui gli abitanti hanno lamentato che appunto, sono dieci giorni che gli avanzi di cucina si accumulano nei cassonetti appositi. Quindi, o han cominciato a buttare tutto nell’indifferenziato o…alla fine l’umido l’han portato qua anziché al centro preposto, per un motivo qualsiasi. Chissà.

Passa in bicicletta la nostra famosa “bocca di rosa” e offre uno show fuori programma, approfittando del fatto che due tir dell’Ama stanno entrando e uscendo dallo stabilimento, rallentando di fatto il traffico: volteggia varie volte in tondo davanti a noi, offrendosi ai flash con una gran sfrontatezza condita da un pizzico di esibizionismo. Per alcuni istanti non penso alla puzza che mi stordisce e mi vien da ringraziarla. Poi entro nella scia di un profumo femminile e parto alla ricerca della portatrice. La sfrutto biecamente, mi metto sottovento a respirare credo un Tendre poison e realizzo che sto applicando il rimedio che aveva proposto Ama in una delle prime riunioni: l’utilizzo di deodoranti per l’ambiente. Certo come no…

Arriva la comunicazione ufficiale che Giachetti passerà alla tappa successiva, la sua tabella di marcia è rigida e compressa, tanto il Tmb, ahimè, non sparirà nella notte. Rompiamo le file, chi può, lontano da questo cassonetto gigante. I forzati, gli abitanti nelle zone limitrofe, a tapparsi in casa, cercando di sopravvivere.

(Si ringrazia Maria Teresa per la foto)

III Municipio di Roma Capitale: Galleria fotografica della manifestazione No Puzza del 19 giugno 2014 – Villa Spada / stabilimento Ama Salaria

19 Giu

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Giovedì 19, l’annunciata assemblea di via Cortona, a Villa Spada, organizzata dai comitati di quartiere di Villa Spada, Colle Salario, Serpentara, Val Melaina e al comitato spontaneo No Puzza è proseguita, dopo aver preso la decisione al momento, in una protesta davanti allo stabilimento Ama di via Salaria. Tutto volutamente apartitico, senza simboli politici di nessun genere, per testimoniare la delusione nei confronti delle istituzioni, dalle quali i residenti si sentono abbandonati al proprio destino di agnelli sacrificali in quello che considerano un tentativo di salvare Roma dall’immondizia senza far decollare seriamente la raccolta differenziata.

Hanno rallentato il traffico sulla via Salaria, senza creare screzi con gli automobilisti, che una volta letti i cartelli, hanno compreso e solidarizzato.

Due volanti dei carabinieri, probabilmente chiamate dall’interno dello stabilimento, sono rimaste a discretamente a bordo strada, pronte ad intervenire.

Ci sono stati momenti di tensione quando il commento di alcuni dipendenti Ama “andatevene, questa è casa nostra e hanno detto che è tutto a norma” è stato udito chiaramente da diversi residenti. La risposta urlata: “no, questa non è casa vostra, la sera tornate alle vostre abitazioni lontane dalla puzza”. A norma o meno, l’odore nauseabondo era presente e chiaramente percepibile già in via Cortona, davanti lo stabilimento è stata una presenza costante e sgradevole, fastidiosa al naso e allo stomaco.

La testimonianza di due donne ospiti del centro accoglienza, in proposito, è illuminante: “spesso siamo costrette ad andare alla fermata atac successiva ché qui davanti molti autisti non fermano, dicono che puzza troppo. Tante volte, quando siamo al centro, siamo costrette a tapparci dentro come possiamo, la puzza è insopportabile”.

Tra i manifestanti c’erano la ex europarlamentare Roberta Angelilli, che segue da tempo la vicenda, il presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, i consiglieri Cristiano Bonelli, ex presidente del Municipio, Jessica De Napoli, Fabrizio Cascapera e Simone Proietti. Il consigliere Angelo Massacci, residente in zona, è rimasto in via Cortona.

Dopo alcuni minuti c’è stato il blocco temporaneo di due camion di Ama in entrato allo stabilimento. Il primo conducente è riuscito in poco tempo a guadagnare la sbarra, attendendo con pazienza che le persone si scansassero, il secondo ha reagito uscendo dal mezzo, ne è nato un alterco e chi si è messo in mezzo per sedare gli animi ne ha riportato i segni.

Nel frattempo i politici locali si schieravano davanti al camion, a fianco dei manifestanti, mentre l’autista, che aveva riguadagnato la cabina, tentava di passare ugualmente.

La presenza tra i manifestanti della Angelilli e dei cinque consiglieri municipali, intervenuti senza simboli di partito, come richiesto, a quel punto è stata determinante perché la situazione si risolvesse senza degenerare, schierandosi davanti l’ingresso, andando a parlare con le forze dell’ordine, prendendo le difese di un uomo accusato ingiustamente di aver cagionato dei danni d un mezzo.

Alla fine è giunto anche il parroco di Villa Spada, a portare sostegno ai manifestanti. Il suo gesto è stato molto apprezzato e ha fatto sottolineare a tanti il fatto che lui fosse presente, al contrario del presidente del Municipio e dell’assessore municipale all’ambiente, da cui si aspettavano una presenza solidale con il loro disagio. Bisogna dire che ufficialmente nessun politico è stato invitato, quelli che sono giunti lo hanno fatto per iniziativa personale, dopo aver appreso dell’assemblea dai gruppi e dalle pagine facebook dedicate all’annoso problema. Ma questo, la folla non lo vede, percepisce solo le assenze e le presenze.

A manifestazione ormai finita, Bonelli si è così espresso: “ero, sono e sarò sempre per l’unica via risolutiva, la delocalizzazione dell’impianto. A questo ho lavorato concretamente quando ero presidente e questo continuo a chiedere, in tutte le forme che posso, da cittadino, da consigliere, da manifestante!”.

Il presidente del consiglio municipale, Corbucci: “cambiano i ruoli e le responsabilità di ognuno di noi ma non può mai mancare il sostegno incondizionato a tutti i cittadini che da anni subiscono i danni dell’Ama di via Salaria. Personalmente sarò sempre al loro fianco per risolvere il problema più gravoso del Municipio”.

Luciana Miocchi

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III Municipio di Roma Capitale: l’impianto Ama chiuderà entro il 2015, parola di Presidente

11 Feb

Consiglio straordinario sul destino dell’impianto Ama di via Salaria a Villa Spada

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

consiglio6febbraioIl 6 febbraio la sala parrocchiale si è riempita fino all’inverosimile per il problema che avvelena la vita dei residenti e la complica non poco anche agli abitanti dei quartieri vicini. La seduta si è aperta con la protesta del centro destra per quanto accaduto in consiglio qualche giorno prima, quando i consiglieri di centro sinistra hanno abbandonato l’aula prima della votazione degli atti presentati dalla minoranza  che richiedeva il  ripristino dei fondi dei viaggi della memoria e per una serie di iniziative da prendere sul territorio per commemorare le vittime delle foibe. C’è stata l’esposizione di striscioni e l’ulteriore contestazione della consigliera di Sel Valeria Milita, che ha assistito impassibile. D’altra parte, ai primi due punti della convocazione vi era la proposta di odg sulla giornata nazionale del ricordo e una mozione sul giorno del ricordo, atti che non si era riusciti a votare nella seduta precedente.

E’ trascorsa più di mezz’ora prima che si riuscisse a passare all’argomento che aveva portato la seduta fuori dall’aula di piazza Sempione, con alcuni cittadini che hanno abbandonato i locali in aperta polemica con i consiglieri, rei ai loro occhi di perdere tempo nel mostrarsi le penne arruffate a vicenda, utilizzando la memoria di fatti terribili a fini politici.

Il primo intervento su Ama Salaria arriva poco dopo le diciotto, ad opera di Cristiano Bonelli, Ncd, che aveva presentato l’atto sulla delocalizzazione poi cassato. A seguire, la consigliera Leoncini, Pd, ha spiegato il perché del parere negativo all’odg dell’opposizione e cioè perché la maggioranza ha presentato un atto, quello in discussione, che traccia la strada per arrivare alla chiusura completa entro il 2015 dell’impianto: «C’è il nostro impegno preso davanti a tutti che dà a voi cittadini una prospettiva reale, concreta, attraverso degli atti ben concreti». A queste parole un cittadino ha interrotto il protocollo chiedendo a gran voce di sapere quali fossero i passi concreti ma non ha avuto risposta immediata.

Dopo il veloce intervento del consigliere Massacci, Pd, il presidente del Consiglio Municipale Riccardo Corbucciha ringraziato ironicamente Bonelli per l’atto da loro presentato, che anche la maggioranza avrebbe redatto, dopo che si fosse concluso l’iter intrapreso, non perdendo l’occasione per ricordare che «Questa battaglia l’abbiamo seguita dall’inizio, da quando Bonelli non sentiva tanto bene la puzza. Ho sempre detto che sarebbe stata molto dura e che non si sarebbe risolta in poco tempo, la lotta è arrivata dove doveva arrivare, anche in Europa». A questo punto il consigliere pronuncia delle parole di estrema importanza per chi vive assediato da più di due anni dai miasmi dell’impianto: «Il punto nodale è che il Tmb chiude. Con certezza perchè l’ha detto Zingaretti ( il Presidente della regione Lazio ndr). L’intenzione politica comunale e municipale è chiudere entro il 2015, una data fissa, vera. Una data importante perché allora si chiuderà il ciclo della raccolta differenziata e quel tipo di delocalizzazione non servirà più perché il tmb non servirà più. Il tema è che ci farà allora Ama di quel sito. Noi abbiamo scritto parcheggio automezzi uffici, abbiamo specificato che non vogliamo più rifiuti. Questa non è una battaglia che si chiude oggi. Dovremo essere presenti quando Ama deciderà di riutilizzare il sito».
L’intervento è stato interrotto da un battibecco sul sindaco Marino tra Bonelli, Corbucci e alcuni residenti. Il presidente dell’aula poi è riuscito a concludere il suo discorso ribadendo nuovamente che l’atto sulla delocalizzazione presentato in precedenza dall’opposizione è stato bocciato dalla maggioranza perché l’obiettivo del governo municipale e comunale non è la delocalizzazione ma la chiusura.

Poi è stata la volta di Gianna Le Donne, assessore municipale alle politiche ambientali, Sel, che ricostruisce gli avvenimenti che portano a poter affermare che l’impianto sarà chiuso nel 2015, ovvero che è stata finalmente chiusa definitivamente la discarica di Malagrotta, dove veniva portato l’indifferenziato mentre ora i quattro impianti lavorano a regime. Di questi si è scelto di chiudere via Salaria perché il più vicino al centro abitato; la data del 2015 è stata data dall’assessore di Roma Capitale Estella Marino e dal sindaco Marino e nel frattempo verranno abbattute le quantità di materiale trattato perché da luglio ad ottobre nella raccolta differenziata sono stati coinvolti altri 900.000 utenti in più e nel prossimo anno si uniranno altri cinque municipi, per una raccolta differenziata stimata nel 50%.
L’assessore ha fatto poi riferimento alla necessità di andare a regime con la differenziata per via delle sanzioni della UE e del costo insostenibile per conferire i rifiuti fuori regione, dopo la chiusura della discarica di Roma e ha dato notizie sul tritovagliatore di Rocca Cencia, che verrà mantenuto in funzione per consentire la chiusura di via salaria. «Tutto ciò che accadrà dopo non dovràportare alcun disagio sul territorio». Sulle ultime parole della Le Donne sono scattati gli applausi dei residenti.

I lavori del’aula a questo punto sono stati interrotti  per consentire di parlare a Adriano Travaglia, del comitato spontaneo Villa Spada e a Pino D’Aloisio, presidente del neo eletto comitato di quartiere, il quali hanno assicurato che si occuperanno dell’impianto Ama coordinandosi tra di loro

Dice Travaglia: «Contestiamo alcune date sull’atto da votare oggi. Vorremmo cambiare il chiusura impianto fissa nel 2015 a 28 febbraio 2015, aggiungere il punto terzo bis con il non pagamento della tarsu per il 2014 per i cittadini di Villa Spada», probabilmente come piccola forma di risarcimento morale.
E’ stata poi la volta dell’europarlamentare Roberta Angelilli, una dei quattordici vice presidenti del parlamento europeo, in forza al PPE, che ha fatto arrivare una delegazione del comitato spontaneo fino a Bruxelles, insieme ad altri comitati che si battono a vario titolo per la questione dei rifiuti nel Lazio. Nel suo intervento l’Angelilli ha detto: «La procedura di infrazione va avanti, questo vuol dire che non sono state date delle risposte perchè la Comunità Europea dà un tempo entro il quale rispondere e se il riscontro è positivo, la procedura si ferma e questo non è accaduto. Noi parliamo di raccolta differenziata ma su Roma la situazione è di stallo rispetto agli obiettivi ambiziosi che il Comuni si è dato. Se non c’è una accelerazione straordinaria la cosa non può avvenire. La situazione emergenziale c’è ma durante questo consiglio ho udito due cose che non sapevo che mi sembrano rivoluzionarie, ci sono atti del Comune di Roma e regione Lazio  che dicono chiusura nel 2015? Bisogna anche avere un piano per la differenziata. Ci sono o non ci sono gli atti formali o sono solo dichiarazioni alla stampa? A me questo interessa perché  abbiamo fatto un gruppo di lavoro a Bruxelles, se ci sono gli atti li vorrei avere. Ci vuole un piano, la data fissa non serve senza piano».

Conclude l’europarlamentare: «Se mi posso permettere fate una mozione comune a tutti i consiglieri, non importa chi ha cominciato prima e chi ha cominciato dopo, voi dovute parlare con una voce sola, istituzione e cittadini, questo vi da forza contrattuale».
Dal pubblico a questo punto si sono levate molte voci a chiedere di avere visione degli atti di Regione e Comune e il mormorio è durato un bel po’.
Ferdinando Bonessio, presidente dei Verdi nel Lazio, chiede di evitare di entrare nella questione generale dei rifiuti perchè si rischia di perdere di vista la questione dell’impianto di via salaria, diventato purtroppo strategico perché l’Italia era sotto infrazione, a causa del conferimento dei rifiuti non trattati in discarica. Auspica un tavolo immediato tra Comune, Municipio, Regione e Comitati perché i cittadini devono sempre sapere cosa si sta facendo per risolvere il problema. Tra le altre cose per lui «La seconda questione è che quanto oggi viene indicato venga recepito con un atto della giunta comunale, le eventuali date devo no essere riprese da questo documento municipale al documento comunale, che è l’istituzione proposta».
Finalmente è la volta della presentazione dell’ordine del giorno incidentale del movimento Cinque stelle, ad opera del consigliere Massimo Moretti, il quale propone di separare e privilegiare immediatamente la raccolta dell’umido, in quanto causa principale dei cattivi odori.
Immediatamente dopo Bonelli propone, se possibile, di prendere parte ad un lavoro comune che produca un documento unico sull’impianto tmb di via Ama via Salaria: «L’unica cosa che dico di politico questa sera; mantengo nei miei interventi lo stile che mi sono imposto un anno fa ed invito allo stile di responsabilità e non allo stile comizio elettorale – riferendosi a Corbucci, ricambiando così il favore al presidente del consiglio che lo aveva nominato nel suo intervento  -. Non dirò qui Alemanno ha fatto questo e Marino no, non lo faccio, mettiamoci alle spalle destra sinistra e lavoriamo per i cittadini».
Alla risposta – ovvia – della maggioranza si scatena una nuova gazzarra cui si uniscono Giordana Petrella e Manuel Bartolomeo, Ncd. Il Presidente del Consiglio, spiega che l’ordine del giorno incidentale è un atto a parte e non si può estrapolarne un pezzo ed aggiungerlo ad un altro per un mero motivo tecnico, che per la maggioranza l’atto va bene tranne il rigo che ritiene possa ingenerare confusione. Eliminato quello non ci sono motivi per non votarlo. Dopo una breve interruzione richiesta da Moretti per consultazioni, il consigliere ha accettato di fare la modifica richiesta.
L’intervento del Presidente del Municipio, Paolo Marchionne è stato breve e conciso, facente riferimento alla richiesta di esibizione degli atti che sanciscono la chiusura degli impianti fatta da Roberta Angelilli: «non si vive di slogan, se uno la deve sparare grossa la spara a ridosso delle elezioni. Invece veniamo qua, non ci sono elezioni in vista, a dire delle cose molto precise. Quello che è scritto su questo atto è stato ragionato».
Francesco Filini, consigliere Fdi:«Avevo evitato di intervenire perché sembrava ci fosse qualcosa di concreto . Quando ho sentito parlare il presidente ho capito che non c’è nulla. Vi sfido a produrre degli atti che sostengano, certifichino quello che voi sostenete. Altrimenti è troppo facile dire tra qualche mese ci sono stati dei problemi, non ce la facciamo per il 2015, ci vediamo nel 2016».
L’intervento di Yuri Bugli viene interrotto dalle urla dei consiglieri di Ncd. A quel punto i cittadini presenti hanno cominciato a chiedere a gran voce di sapere se esistano o no questi atti ufficiali. I consiglieri di opposizione hanno centrato il nervo scoperto dei residenti, che sono disposti ancora a dare credito ma non a credere sulla parola e soprattutto non sopportano più di sentire battibecchi e schermaglie politiche, provati da anni di promesse di Ama e di rimandi a Commissioni e Studi e rimpalli di responsabilità. Vogliono fatti concreti.
Bonelli si rivolge al pubblico: «L’hanno aperta loro l’ama di via Salaria!!». Nella sala si urla, si urla e si urla ancora. La gente non si fida più delle parole, non facendo distinzione tra chiacchiere da bar e impegno preso in pubblico da parte di presidente del Municipio e consiglieri di maggioranza.

Come non capirli, due anni di odori snervanti che li inseguono fin dentro le stanze più interne delle loro case hanno logorato ogni pensiero, ogni credo. Non possono non ricordare di quando non venivano creduti, di quando all’inizio ogni istituzione faceva lo scaricabarile, Municipio, Comune e Regione pressati tra il giusto diritto dei residenti e le esigenze di una città che rischiava una paralisi peggiore di quella patita da Napoli al tempo dell’emergenza rifiuti. Al tempo ancora non vi erano stati gli arresti eccellenti in regione e del patron di Malagrotta e dei suoi dirigenti, non era ancora emerso il sistema per cui non si riusciva a chiudere la discarica e a far partire la raccolta differenziata. Se sono arrivati a questo consiglio a Villa Spada lo devono alla caparbietà che li ha portati a riunirsi in comitato spontaneo, a chiedere aiuto a tutti i politici che hanno voluto ascoltarli, qualcuno si è defilato immediatamente, qualcun altro si è unito dopo, qualcuno si è messo a disposizione dal primo momento rimanendo sempre prezioso riferimento. Sono arrivati fino a Bruxelles, le loro istanze raccolte in maniera bipartisan dagli eurodeputati Roberta Angelilli e Niccolò Rinaldi, arrivando ad ottenere l’interessamento e la visita di una Commissione. Da quel momento, qualcosa ha cominciato a muoversi, anche le istituzioni italiane non hanno più potuto ignorare questo pezzo di Roma Nord.

Ristabilito il silenzio, sono intervenuti i consiglieri Fabio Dionisi per il Pd e Jessica De Napoli per il Ncd. Poi il presidente del consiglio Corbucci ha preso nuovamente la parola per dire che «Non ci sono protocolli da ricercare ma impegni da rispettare. L’Angelilli è in campagna elettorale (tra poco ci sono le elezioni europee, ndr). Noi prendiamo questa sera l’impegno di chiudere nel 2015. Chi ci ha preceduto non ha fatto il proprio dovere, è evidente che noi vogliamo fare il nostro dovere che oggi è questo atto e con ulteriori atti in futuro».
L’intervento di Fabrizio Cascapera, Lista Civica Marchini: «Sono contento che sia arrivato un atto comune. Vorrei però spostare l’attenzione su un altro problema. Sono convinto che possiamo fare il piano migliore del mondo ma se non mettiamo mano ad Ama non ne usciremo mai. Credo nella loro buona fede ma quante volte abbiamo visto “consegna lavori metro entro il ..” e poi i termini non sono stati rispettati. Dobbiamo richiedere la ristrutturazione totale di Ama, bisogna abbattere il sistema Ama».

Prende la parola per l’ultima volta Cristiano Bonelli per ribadire che bisogna continuare sul percorso avviato e che l’opposizione ci sta.

Tutti i consiglieri presenti hanno votato all’unanimità l’atto condiviso.

La volontà politica del Municipio dal tardo pomeriggio del 6 febbraio è ufficialmente nero su bianco. E’ stato sottoscritto che lo stabilimento Ama per la produzione di Tmb di via Salaria verrà chiuso entro il 2015. L’Amministrazione ci ha messo la faccia. Ora sarà difficile tornare indietro.

 Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: Alemanno inaugura il cantiere del ponte tra Fidene e Villa Spada

13 Mag

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Con una visita all’area del cantiere, il sindaco Gianni Alemanno, alla presenza dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Roma, Fabrizio Ghera e di quello del III (ex IV) Municipio, Fabrizio Bevilacqua, nonché del presidente Cristiano Bonelli, ha inaugurato i lavori che nel giro di 350 giorni, così come assicurato dalla ditta che si è aggiudicata l’appalto, porteranno alla costruzione dei nuovi ponti – due – che collegheranno i quartieri di Fidene e Villa Spada con lo snodo ferroviario e la via Salaria. Il progetto originario risale al piano di zona Fidene-Valmelaina vecchio ormai di più di vent’anni.

Particolarmente soddisfatto Fabrizio Bevilacqua, che della realizzazione dell’opera aveva fatto un punto di orgoglio, inseguita durante tutti i cinque anni di consiliatura e agguantata in extremis. Molti i residenti che, dopo tanto attendere, rimangono ancora adesso scettici sull’effettiva durata dei lavori.

Ponte IMG-20130513-WA0000Della questione si parlava già come opera prossima ai suoi ultimi traguardi burocratici al 20 luglio 2011 e successiva cantierizzazione dopo l’estate di quell’anno. Il tutto poi subì il blocco per i tagli ai finanziamenti diretti ai comuni italiani e loro revisione della spesa pubblica, la famigerata “spending review”. Comunque, oggi si parte finalmente con i lavori perché il progetto è stato inserito all’interno del Piano del Traffico.

Luciana Miocchi

Villa Spada – Municipio Montesacro di Roma Capitale: incontro con David Sassoli candidato sindaco alle primarie del centro sinistra

4 Apr
David Sassoli a Villa Spada

David Sassoli a Villa Spada

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

A margine dell’incontro avuto con i cittadini di Villa Spada, David Sassoli, l’ex giornalista già eurodeputato per il Pd, il primo ad avanzare, diversi mesi fa, la propria candidatura per le primarie di domenica 7 aprile con le quali il centro sinistra sceglierà il proprio sfidante Sindaco, ha risposto ad alcune domande postegli per di-roma.

Nell’ora precedente aveva già affrontato il tema della delocalizzazione dell’impianto Ama, ben visibile dai giardinetti dove è avvenuto l’incontro e discusso di temi di importanza generale. Una parola anche per la pubblicizzazione delle primarie e l’improvvisa sparizione degli spazi messi a disposizione dal Comune. Gli è contestata l’affissione selvaggia, con i suoi manifesti sparsi un po’ ovunque e che se anche non li attacca personalmente ne è comunque responsabile. Incidenti che possono capitare, la differenza con il passato,s e c’è,  si vedrà nei prossimi giorni, quando necessariamente arriveranno i verbali che andranno o impugnati o pagati,nei trenta giorni successivi.

Perché una persona dovrebbe scegliere Sassoli  anziché un altro dei candidati alle primarie?

Perché io ho posto subito il problema di uscire dalle primarie per non restare nel recinto identitario del centro sinistra ma dare spinta alla costruzione di un fronte largo che raccolga i delusi di Alemanno e l’indignazione di Grillo. Siamo nel mezzo, abbiamo due pesi, che sono pesi importanti in questa città, non possiamo perdere l’occasione di avviare noi e essere protagonisti di una stagione di cambiamento.

Roma è talmente grande ed ha delle esigenze totalmente differenti, dal centro alla periferia

Dobbiamo imparare a non parlare più di centro e periferia. Questo dove ci troviamo oggi è Il terzo municipio – ex quarto – ed è grande quanto Catania. Dobbiamo imparare a considerare Roma come la città delle città e quindi superare il concetto di centro e di periferia. Certo c’è il centro storico, la città monumentale però non ci devono più essere “le periferie”, quelle sono grandi città dove abitano migliaia di persone e le città sono fatte tutte nella stessa maniera. Hanno delle piazze hanno servizi, hanno zone commerciali, hanno il verde pubblico, hanno i giardinetti.

Noi dobbiamo cominciare a ragionare di una città delle città che costruisca e ricostruisca il tessuto urbano così degradato di tante zone di Roma

Una volta si vedeva la differenza anche nello stato della manutenzione. In periferia c’era l’asfalto rovinato, pieno di buche, pochi marciapiedi e rovinati, la segnaletica orizzontale non più visibile da tempo immemore. Oggi purtroppo, anche dove circolano i turisti, le condizioni sono le stesse

C’è ormai uno stato di non manutenzione che lega tutta la città, unificata dal degrado e naturalmente su questo dobbiamo avere anche dei progetti innovativi e riuscire a coinvolgere gli artigiani dei quartieri perché altrimenti non ce la faremo a dare manutenzione, piccola manutenzione ad un degrado così’ abbondante. Dobbiamo avere dei progetti e li stiamo studiando, dando nel contempo ai municipi le risorse necessarie per intervenire. Ci sono troppi marciapiedi rotti, troppe strade dissestate. Noi abbiamo bisogno di presentare la nostra città non solo ai cittadini ma anche a quelli che vengono da fuori, di conservare la più bella città del mondo

Come si può realizzare tutto questo con la cronica mancanza di soldi che affligge le casse pubbliche?

Dobbiamo inventarci dei progetti, come ad esempio quello della cartellonistica. La pubblicità a Roma è un volume notevolissimo di soldi. Faremo i piani regolatori della cartellonistica e li affideremo ai Municipi. Ogni Municipio farà la sua gara d’appalto, quei soldi andranno alle sue casse, e avrà anche il controllo della pubblicità.

Questi soldi noi vogliamo che vengano impiegati su due capitoli di spesa: gli affari sociali, perché oggi c’è un impoverimento soprattutto delle famiglie, degli anziani, di tanti giovani in cerca di lavoro, e alla manutenzione della città.

Luciana Miocchi

Cercando di raccontare il casuale lavoro di un naso. Storia di spazzatura, saponette e cavalli che corrono con la criniera al vento

18 Mar

(pubblicato anche nella nuova pagina “istantanee scattate con la penna”)

foto di repertorio di A. Pino

foto di repertorio di A. Pino

Mattina di mercoledì 6 marzo. Un cielo luminoso ma senza sole e l’aria umida rimandano l’idea che debba piovere da un momento all’altro.

Sono su via Salaria, direzione dentro Roma, sulla strada per andare al lavoro. Il traffico è solo parecchio rallentato, per fortuna non è quella fila compatta di auto che ti costringe ad immaginare spiagge tropicali per ammazzare il tempo. Ascolto distrattamente il ruggito del coniglio. All’improvviso, mi rendo conto più o meno di essere arrivata all’altezza della sbarra di Sky, realizzo che sto respirando un profumo che non è il mio. Per alcuni lunghi istanti mi sento disorientata, come se non fossi più seduta alla guida della mia auto legata con la cintura di sicurezza ma catapultata non so come in mezzo ad un prato a tinte forti, coperto dai fiori più improbabili e invisibili o dentro una fabbrica di disinfettanti e deodoranti, reparto prove, oppure in un bagno di quegli alberghi di lusso dove nemmeno entri che già si attiva una fotocellula che ordina lo spruzzo di aromi con aspirazioni divine e celestiali.

Il mio naso preso alla sprovvista registra un effluvio – come lo chiamo? Odore? Puzza? Profumo? Cattivissimo non è, buono nemmeno. Soprattutto non l’ho voluto, non l’ho cercato, non è discreto ma prepotentemente invadente –  che poteva sembrare quasi piacevole, dolciastro, una sensazione di acqua e saponetta anni settanta. Dopo pochi attimi invece, mi accorgo che in quell’acqua galleggia un aroma di spazzatura. No, non un olezzo di immondizia stagionata. Fresca, fresca, un aroma inconfondibile e impossibile da nascondere. Come se qualcuno avesse risciacquato un enorme cassonetto dei rifiuti con un altrettanto gigantesca dose di detergente profumato. Mi aspetto da un momento all’altro di veder galoppare il cavallo bianco con la criniera al vento che nitrisce mentre una voce in sottofondo dice il nome del bagnoschiuma, sempre anni settanta pure quello. Persiste, insistente e prevaricatore, fino all’entrata del centro di accoglienza del Comune di Roma, poi si dissolve e nell’abitacolo non arrivano più aromi estranei, giusto in tempo per non passare dalla fase stordita-incuriosita a quella fastidiata dal finto profumo taroccato. Deve essere questa una delle puzze che denunciano gli abitanti di Villa Spada, la cui collina si trova proprio di fronte dove è iniziato il mio viaggio sensoriale. Subdola perché non immediatamente sgradevole come quando aleggia l’odore di sostanze acide, diventa esasperante perché si tratta di un aroma estraneo al quadro ambientale naturale, artificioso, impossibile da eliminare a comando, che copre una puzza con un simulacro di prato in fiore, di doccia frettolosa e con l’acqua fredda.

Luciana Miocchi

Roma capitale – IV Municipio. Assemblea sulla raccolta differenziata al mercatino di Conca d’Oro e lunedì si parte davvero

17 Nov

Un’assemblea che ha visto una partecipazione notevole nonostante le difficoltà di spostamento dovute all’esondazione di Aniene e Tevere, quella organizzata dal Comitato di quartiere di Serpentara e Legambiente, al mercatino delle Valli, allo scopo di interagire con Ama sulla questione della raccolta differenziata.

Erano presenti, per Ama il presidente Benvenuti ed alcuni funzionari, l’assessore all’ambiente del Comune di Roma Marco Visconti e il presidente del Municipio Cristiano Bonelli, nonché i consiglieri Paolo Marchionne e Riccardo Corbucci, del Pd e Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio.

Tranne il comitato di Vigne Nuove, i cui componenti non hanno partecipato perché condividono il sistema ideato, hanno partecipato tutti i maggiori comitati e le associazioni.

Dopo una breve introduzione a cura di Legambiente, che ha illustrato le varie figure che entrano in campo nell’ambito del riciclo dei rifiut ha preso la parola il presidente Benvenuti ed i suoi funzionari, che hanno illustrato nuovamente il modello che andrà ad applicarsi dal 19 novembre, necessariamente influenzato dalle risorse economiche che possono essere impiegate in questo momento.

Poi è stata la volta dei comitati e dei cittadini, che già contestano le modalità scelte, nemmeno lontanamente simili a quelle del progetto presentato dall’AMA al ministro Clini per ottenere i finanziamenti, in cui tra l’altro si prevedeva un sistema di raccolta con cassonetti per l’organico ad apertura magnetica, con un sistema premiale per l’utenza, del tipo più recuperi meno paghi in bolletta.
L’intervento dell’assessore Visconti ha riguardato principalmente l’impianto AMA di via Salaria. I rappresentanti del comitato spontaneo Villa Spada, presenti in prima fila hanno contestato l’assessore sulla questione spostamento dello stabilimento, il quale ha lasciato l’assise dopo pochi minuti, ed hanno in seguito emanato il seguente comunicato stampa: “Ieri sera nel corso dell’incontro sulla raccolta differenziata in IV Municipio, l’assessore capitolino all’Ambiente ha negato di aver dichiarato di fronte alla delegazione europea che i problemi delle esalazioni siano derivati al 99% da altre aziende limitrofe (vedi depuratore Acea di Roma Nord) e ha affermato che la procura ha scagionato l’Ama. Abbiamo immediatamente contattato l’avvocato Francesca Fragale (l’avvocato che li assiste, ndr)  che ci ha confermato che l’indagine è tuttora in corso.
Siamo sconcertati nel rilevare ancora una volta un atteggiamento così fazioso.”

Il presidente del Municipio, Cristiano Bonelli, ha ribadito che si sta cercando un sito alternativo per lo stabilimento di trattamento dei rifiuti ed ha difeso fermamente il modello di raccolta differenziata che pertirà lunedì in tutto il municipio.

Racconta Mimmo D’Orazio, presidente del comitato di quartiere di serpentara che «Il presidente Bonelli ha invitato Ama a rendere pubblico il sistema di smaltimento ,la quantità di riciclo dei prodotti e la localizzazione degli stessi e Benvenuti si è detto disponibile a mettere in rete tutti i dati.
I cittadini hanno ribadito la necessità di realizzare una raccolta porta a porta, non su piccole aree ma su tutto il territorio e chiunque abbia preso la parola, ha ribadito che il sistema scelto non porterà grossi benefici alla collettività perché anche se si effettua una separazione ottimale dei rifiuti nel proprio domicilio, tutto va gettato nei cassonetti stradali in pieno anonimato.

Sembrerebbe che il sistema sia stato studiato effettuando un censimento civico per civico e analizzando le varie tipologie che hanno poi portato alla stesura del nuovo piano. Però nessuno ha mai avuto sentore degli incaricati del rilevamento e alla segnalazione di alcune criticità locali, i funzionari Ama hanno risposto impegnandosi per una verifica sul posto.
Dice Mimmo D’Orazio, presidente del comitato di quartiere di Serpentara che “alla fine dell’assemblea, che ha sempre mantenuto toni accesi ma costruttivi, l AMA n pressata dai presenti e nella persona del presidente Benvenuti si è resa disponibile nell’immediato a partecipare ad una riunione con i comitati e cittadini per rimodulate il sistema di raccolta rifiuti nella varie zone del municipio prendendo in considerazione l’ipotesi di estendere il porta a porta in altri quartieri di concerto con i comitati e i cittadini. Una piccola ma sostanziale vittoria. Abbiamo dimostrato a Benvenuti e a Fiscon cheil progetto presentato e che ha avuto i finanziamenti non è quello realizzato. Per l’umido anche dove non era previsto il porta a porta era stato programmato il cassonetto con il badge, con un sistema premiale. Non è previsto ora e forse nemmeno dopo, perché i contenitori acquistati e distribuiti non ce l’hanno e rimangono così, aperti a tutti.

Ama ha una fretta tremenda di partire con la differenziata per motivi politici perché il ministro Clini gli ha imposto che entro il 2014 devono arrivare ad una percentuale del 50%, contro i 12 attuali. Diranno che hanno organizzato tutto per bene ma sono i cittadini che non la vogliono fare. Intanto, anche le campane per il vetro sembrano posizionate con poco criterio, specialmente in alcuni punti periferici.

Riccardo Corbucci, vicepresidente pd del consiglio municipale, sul suo blog così ha scritto: «

Nel mio intervento all’assemblea di oggi, alla quale l’Assessore all’ambiente Marco visconti ha partecipato per circa una ventina di minuti per poi andarsene, ho messo in evidenza come non sia più accettabile continuare a discutere con l’azienda dei rifiuti, anzichè con l’amministrazione capitolina e municipale, che è quella che dà gli input politici da seguire.» Continua sulla “rivoluzione” annunciata affermando di aver «fatto notare come sembri davvero singolare la scelta di aver sperimentato il porta a porta proprio in quei quartieri che hanno le maggiori difficoltà nel trovare spazi adeguati per i cassonetti condominiali. Mentre si è deciso di moltiplicare i cassonetti stradali proprio in quei quartieri come Tufello, Valli, Nuovo Salario, serpentara, Vigne Nuove e Montesacro, nei quali grazie ai cortili condominiali e agli androni delle palazzine, il porta a porta si sarebbe potuto certamente fare. Viene il dubbio che così facendo si sarebbero prodotti molti meno kit ed un numero assai inferiore di quei mega contenitori di colore verde, che sono stati portati a casa dei residenti. Peraltro la raccolta differenziata stradale non consentirà, è proprio il caso di dirlo, di differenziare i cittadini modello da quelli indisciplinati». Sulla repressione degli indisciplinati: «non mi ha convinto la risposta del presidente Benvenuti, quando ha minacciato forti repressioni a suon di multe. La sperimentazione del duale nei quartiere Valli-Sacco Pastore sta proprio li a testimoniare il fallimento dell’azione repressiva, che l’Ama non è riuscita a mettere in campo contro gli incivili nemmeno in due soli quartieri del municipio».

Luciana Miocchi

Lo studio dell’Istituto Negri sui miasmi avvertiti dalla popolazione di Villa Spada

27 Set

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

A poche ore dall’assemblea di protesta organizzata dai residenti di villa spada contro l’impianto ama di via salaria 981 è stato finalmente possibile reperire una copia dello studio commissionato dall’Ama all’Istituto Mario Negri di Milano sulle emissioni odorigine che vengono percepite dagli abitanti nei dintorni dello stabilimento che tratta rifiuti indifferenziati e che è stato illustrato la settimana scorsa dai vertici dell’azienda alla commissione sanità del Comune di Roma nonché ai residenti e ai politici locali.

Leggi il pdf della relazione

Ci sono alcuni passi molto interessanti, comprensibili anche da chi è profano della materia.

Tra le varie rilevazioni i tecnici hanno inserito un’analisi specifica per ricercare l’idrogeno solforato, acido associato alla emissione di odori (pag. 3, si dice presente specialmente negli impianti di trattamento delle acque reflue)

Per i particolari tecnici si rinvia alla lettura della relazione presente qui

Con la seconda campagna di rilevamenti si è ricercata anche la presenza dei mercaptani, composti ridotti dello zolfo, mediante rilevatore automatico senza la presenza di operatori che potessero rilevare empiricamente – con il naso per intenderci – la percezione delle puzze (pag 1).

Con quatto sensori istallati presso il depuratore ed uno vicino al biofiltro si è registrato un valore elevato, fino 250 ppm, il 23 giugno nei pressi del silos di stoccaggio dei fanghi dell’impianto Acea. In seguito, con l’istallazione di un sensore sul terrazzo di una palazzina di villa spada, a luglio, su 18 giorni monitorati 12 hanno visto la rilevazione dei mercaptani e dell’acido solfidrico fino a 150 ppb. Ed è a pagina 12 che incontriamo i limiti stabiliti come nocivi, sia per l’esposizione professionale che per quella quotidiana. A conviverci per tutta la vita, tali concentrazioni non dovrebbero superare lo 0,72 ppb.

Le conclusioni statistiche dello studio dicono che in generale l’aria di Villa Spada è da considerarsi pulita, con un inquinamento atmosferico praticamente assente. Che gli odori provenienti da Ama sono dovuti ai tarpeni (sostanze che sono presenti nei vegetali e negli scarti freschi) mentre quelli che caratterizzano acea sono mercaptani (composti dello zolfo) e che i campioni prelevati a villa spada contengono in massima parte questi ultimi, segno che le correnti di aria trasportano gli odori dal depuratore fino a villa Spada.

Però quello che lo studio non mette in evidenza è l’avvertenza che l’acido solfidrico si forma ovunque ci sia un processo di fermentazione – anche il corpo umano ne produce in piccole quantità a seguito di tale attività – quindi si può generare sia nell’impianto Acea che in quello Ama. Va dato atto alla relazione però, che tra le avvertenze vi è riportato il fatto che non sono state svolte analisi specifiche per analizzare con precisione l’origine di alcuni composti comuni ai due impianti.

Da notare che a pagina 12 si avverte che lo studio è stato incentrato sulla percezione degli odori e non della tossicità e che quindi tali risultanze non possono essere utilizzate per avere stime e valutazioni tossicologiche e anche che benché il sensore utilizzato sia riconosciuto da diversi enti governativi non è da considerarsi un metodo ufficiale di analisi. Un giro di parole un po’ elaborato per dire che l’intero studio non prova nulla e non può essere citato come fonte attendibile?

Un esperto del settore, a cui sono state rivolte delle domande specifiche ha così risposto:

La puzza si può spostare tanto da ingannare i punti di prelievo?

Gli odori  si spostano in base al vento che tira ma che ciò non dovrebbe ingannare un operatore esperto.

Perchè a parità di concentrazione di sostanze chimiche nell’aria, alcuni giorni si sente puzza e altri no?

La puzza o dipende da sostanze chimiche non prese in considerazione (cosa a mio avviso impossibile) o la puzza non si sente perché il vento la porta altrove. Ma se le responsabili degli odori sgradevoli sono quelle determinate sostanze, come generano puzza oggi la generano anche domani, ovviamente a seconda delle concentrazioni l’odore sarà più o meno percepito.

Esiste un sistema che eviti il formarsi dell’acido solfidrico?

Si potrebbe tentare ma si tratta di lottare contro la termodinamica quindi direi che è pressoché inutile farlo.

Se il sistema esiste ma non è conveniente applicarlo, si può almeno evitare che l’acido si liberi all’esterno?

Si e non è nemmeno costosissimo realizzare un sistema efficace, piuttosto la problematica si individua nel mantenerlo ma nulla di impossibile. Solo che ovviamente va dimensionato per i carichi che si immettono, come per il resto dell’impianto. Se ci si carica 100 ma è progettato per 10 non funziona.

Il tecnico interpellato fa notare che se le concentrazioni non sono sballate ma la puzza persiste ed è facilmente individuabile, forse sarebbe il caso di effettuare veramente dei controlli a sorpresa e che per fugare ogni dubbio dei residenti – che hanno contestato da subito le risultanze dello studio che a loro detta indicava solo lievi presenze odoro gene quando loro asserivano di non poter aprire le finestre per i miasmi (ndr) – altra strada non v’è se non quella di affidare uno studio ad un consulente tecnico di parte.

Luciana Miocchi

Roma – IV Municipio : nessuna audizione in regione alla commissione ambiente per Villa Spada. Domani assemblea pubblica

22 Mag

E’ una settimana cruciale per gli abitanti di Villa Spada, quartiere che si trova sulla collinetta di fronte l’impianto Ama di via Salaria, dove vengono scaricati i rifiuti raccolti in città e che, dopo una lavorazione il cui ciclo dura una ventina di giorni, vengono trasformati in eco balle Cdr, combustibile da rifiuti, pronte per essere bruciate nei termovalorizzatori (pare che chiamarli inceneritori faccia brutto). A quasi un anno dall’inizio delle esalazioni nauseabonde e ad un mese dalla scadenza del termine ultimo che il Municipio si era dato per intervenire in merito, nonostante i lavori realizzati da Ama, la puzza resta.

Per oggi era prevista un’audizione in commissione Ambiente alla regione Lazio, con i vertici ama e i rappresentanti dei residenti ma è stata annullata per i troppi impegni in agenda, così almeno è stato fatto sapere. Rinviata a data da destinarsi.

Resta confermato il sopralluogo in via salaria del presidente del Municipio Cristiano Bonelli per domani, che dovrebbe essere accompagnato dal presidente dell’azienda. O, almeno, da un alto dirigente. In serata, alle 20,30 i cittadini si ritroveranno in assemblea presso la parrocchia di Villa Spada, per confrontarsi e decidere come continuare ad affrontare la situazione. Sono confermati gli interventi di Ferdinando Bonessio (Presidente dei Verdi Lazio), Riccardo Corbucci, vice presidente del consiglio del Municipio, Pd, Fabio Dionisi, consigliere municipale, Pd, Claudio Maria Ricozzi, presidente dell’assemblea municipale del Pd del IV Municipio, Romano Amatiello, de La Destra,  Massimiliano Iervolino, del comitato nazionale di Radicali Italiani e autore del libro “Con le mani nella monnezza”).

Ancora non vi è traccia della conferenza aperta anche ai giornalisti promessa da Ama per spiegare le migliorie apportate, anche se l’ufficio stampa sembra propendere per una data a fine mese.

Le uniche comunicazioni reperibili dell’azienda con l’esterno sono due: una dell’undici maggio, attraverso un comunicato diramato dall’agenzia DIRE il presidente Ama, Benventuti dichiarava : “Ci sono state una serie di valutazioni, sono stati realizzati dei lavori e non mi sembra che ci siano piu’ problemi. Penso proprio che la questione sia risolta”. E ancora, “stiamo portando avanti un confronto con tutti gli istituti che possono fare delle valutazioni, come l’ istituto ‘ Mario Negri’ o le universita’, per l’ innovazione su questa tematica. Recentemente abbiamo anche avuto anche un confronto con Jack Macy, di San Francisco, proprio per valutare ogni tipologia e ogni innovazione tecnologica sulla tematica della differenziata”. Peccato che le segnalazioni di cattivi odori siano continuate, nonostante che per Ama non esistano. L’altro contatto con l’utenza si ha dieci giorni dopo, con un comunicato, sempre riportato dall’agenzia Dire, con il quale ancora Benvenuti cerca di “aggiustare il tiro”, spendendo qualche parola in più per descrivere gli accadimenti: “I lavori migliorativi presso l’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti di via Salaria sono stati ultimati come da impegni presi con il Municipio IV. Tutte le opere compiute sono state predisposte per diminuire ulteriormente l’impatto olfattivo sulla zona apportando miglioramenti all’arredo esterno, alla logistica, alla movimentazione dei mezzi e alle operazioni di trasbordo dei rifiuti. In particolare e’ stata conclusa la perimetrazione della tettoia sovrastante il piazzale adibito alla movimentazione dei flussi di rifiuti e di scarti oltre alla realizzazione di una barriera arborea di 400 alberi e 150 piante sempre verdi.  A testimonianza della validita’ degli interventi realizzati, i recenti monitoraggi effettuati dall’Istituto Mario Negri registrano una migliore qualita’ ambientale nell’intera area. Per tenere costantemente sotto controllo la situazione e’ stata poi installata una centralina meteo climatica. Ad ogni modo, nel corso della prossima settimana effettuero’ un sopralluogo presso l’impianto di via Salaria, insieme al presidente del IV municipio, Cristiano Bonelli, per rendermi conto personalmente della situazione, poiche’ alcuni residenti lamentano ancora cattivi odori”. Evidentemente, le proteste sono state talmente tante che non è stato possibile nasconderle completamente.

Luciana Miocchi

Fuori la puzza e i giornalisti….non cronaca del sopralluogo al centro Ama di via salaria del 26 marzo 2012

28 Mar

foto Alessandro Pino

Il 31 marzo scade il termine che si era dato il Municipio di Monte Sacro per chiedere la delocalizzazione dell’impianto produttore di Cdr di via salaria 891, se a seguito di sopralluogo formale si fossero registrate ancora emissioni odorifere moleste. In attesa danvanti ai cancelli del centro Ama di via salaria 891 il 26 marzo, giorno del giudizio, c’era un discreto gruppetto di residenti, per essere una giornata lavorativa. Qualche pensionato ma molti avevano preso apposta un permesso dal lavoro. Sapevano di non poter accedere liberamente all’ispezione concordata tra il Municipio e la direzione dello stabilimento se non attraverso una sparuta rappresentanza, ma l’importante era esserci e far notare quanto la puzza che strangola le loro esistenze da mesi fosse un problema sentito, tanto da anteporlo al resto delle incombenze della quotidiana esistenza.

foto Alessandro Pino

Sul marciapiede, in attesa di poter entrare, sia le troupe di T9 e Teleroma56 –  coinvolte come informazione locale e anche in veste di lavoratori, essendo le sedi delle Tv confinanti con l’impianto di Cdr – sia giornalisti di testate locali. D’altra parte, da piazza Sempione erano arrivate rassicurazioni circa la possibilità di presenziare al giro di ricognizione anche per i giornalisti. Come dire, non c’è nulla da nascondere né da minimizzare.

Invece no.

Già qualche minuto prima dell’orario stabilito le sbarre d’accesso ai parcheggi erano calate e una dipendente dalla portineria chiedeva gentilmente i motivi della visita. Candidamente, onestamente, chi scrive ha consegnato il tesserino di iscrizione all’ordine dei giornalisti e chiesto l’accredito stampa ma si sentiva rispondere che per gli organi di informazione non aveva ancora ricevuto nessuna disposizione. Dietrofront e parcheggio sulla Salaria, tra le macchine che stazionano perennemente davanti al centro di accoglienza – in divieto di sosta e parcheggio, come da ordinanza antilucciole – in attesa che arrivasse finalmente conferma.

Fuori, in attesa di iniziare il sopralluogo, Stefano Ripanucci, Pdl, presidente della commissione ambiente municipale e i consiglieri Pd Riccardo Corbucci e Fabio Dionisi. Il tempo stava scorrendo inutilmente e qualche residente ha cominciato a mostrare segni di impazienza, anche perché alcuni dipendenti del centro non sono educati come l’addetta incontrata prima, anzi, un paio sembravano messi li proprio come deterrenti. La situazione era delicata, dopo mesi di promesse e di attesa sarebbe bastato un nonnulla per scaldare gli animi. Così, chiacchierando anche per stemperare la tensione, Ripanucci ha detto che al di là di come sarebbe andata la visita, il Municipio non ha comunque poteri per far delocalizzare l’impianto, cosa che può fare soltanto la Polverini. Come dire, noi chiediamo e loro garbatamente risponderanno, se vorranno. Contrariamente a quanto riferito da tutti gli altri intervenuti, il presidente della commissione ambiente, al termine della visita è uscito affermando che puzze non ne ha sentite, beato lui.

Al di quà della recinzione su via salaria, una leggera brezza portava un odore di cassonetto appena avvertibile. Mentre al passaggio dei mezzi di servizio si distingueva nitidamente un aroma più forte, simile a quello che viene lamentato dalla popolazione.

Visto che gli inviati delle testate giornalistiche non andavano via, sul posto si materializzava l’addetto stampa di Ama, Daniele Petraroli, il quale cordiale e disponibile come sempre ribadiva che trattandosi di un sopralluogo tecnico non erano state predisposte cartelle stampa né erano previste risposte a domande. La proposta di entrare senza proferir parola non veniva accettata, diniego assoluto per le telecamere e pochi minuti e una telefonata dopo, conferma dell’accesso escluso anche per poter scattare solo due foto.

Questioni di…sicurezza? Beh, prova fallita, perché è riuscita ad entrare una persona che non solo non era residente nelle zone limitrofe – quando poi un rappresentante iscritto in lista ha dovuto rinunciare al suo posto per far prendere visione dei lavori ad una lavoratrice della zona  – ma che non ha dichiarato di essere attivista politico di un partito non rappresentato nemmeno in consiglio municipale. Comunque trattatavasi di persona pacifica, fosse stato un “terrorista”,  alla luce dei fatti, sarebbe entrato comunque.

Questioni di …disordine, ovvero l’Ama, in quanto azienda delegata al decoro cittadino, non voleva che si venisse a conoscenza che ogni tanto un po’ di carta straccia nei cestini a casa loro la lasciano? Nessuno si sarebbe formalizzato, può capitare a tutti.

Lavori non completamente finiti? A cinque giorni dalla scadenza, se non sono ultimati, difficilmente lo saranno in tempo utile, quindi mossa ingenua e inutilmente antipatica.

Se davvero si fosse trattato di un mero incontro tecnico poi, non si spiega cosa ci facesse un addetto stampa: può essere che gli ingegneri di Ama non siano in grado di comunicare dati, spiegare tabelle, mostrare impianti ai politici del Municipio (che peraltro tecnici non sono, quindi non abbisognano di dissertazioni complicate intorno al funzionamento di un catalizzatore) ?

Sembra che i giornalisti verranno forse invitati a un incontro separato che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni, il tempo di organizzare, dopo la scadenza del 31.

Intanto non resta che affidarsi ai racconti dei partecipanti e a quel che ha pubblicato nel suo blog il consigliere Corbucci ( www.corbucci.net , che riferisce di aver constatato il cambio dei componenti del biofiltro e la costruzione di barriere anti odore, ma il puzzo rimane). Però sono resoconti che possono sempre essere bollati come “di parte” o “strumentali a scopi politici”. In effetti, gli occhi di chi per mestiere deve riferire obiettivamente, non sono stati fatti avvicinare, con una decisione che in fin dei conti, sembra più un autogol all’immagine dell’azienda che una misura riuscita posta in essere a salvaguardia della medesima. Chi non ha nulla da temere non impedisce l’accesso alla stampa. Soprattutto non esclude le telecamere, poiché l’occhio elettronico registra tutto senza interpretare nemmeno in minima parte. L’impianto è stato detto totalmente assente da lavorazioni chimiche – mentre in altra occasione sono stati fotografati proprio i serbatoi di acido necessari a riportare il ph dell’aria trattata nei limiti di legge – e paragonato, per la sua innocuità ad un immenso cassonetto dove viene depositata la spazzatura. Infatti, i cassonetti, lasciati aperti, puzzano ed ogni tanto vanno lavati per deodorarli e disinfettarli e la puzza è la stessa che viene riferita nei dintorni dell’impianto.

 Poco prima delle due il sopralluogo era finito. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno, dopo la tregua concessa fino a poco prima, i miasmi erano tornati intensi all’altezza dell’asilo nido.

E allora perché l’olezzo si eclissa nei momenti più opportuni?

Allora basta avere un amico che studia ingegneria chimica, per avere la risposta, sempre da utilizzare nel campo delle ipotesi, ovviamente.

Il quale vi spiegherà che il progetto dell’impianto è sulla carta perfetto, che il principio è lo stesso dei depuratori impiegati nelle zincherie e che tecnicamente, scientificamente, un impianto del genere non può puzzare.

Se.

Se utilizzato correttamente, con tutte le manutenzioni eseguite a puntino e le sostituzioni dei consumabili, costosetti, pure.

Se non viene trattato più materiale di quello per cui è stato concepito.

Perché altrimenti si verifica quello che si può spiegare con un paragone semplice ma efficace, un imbuto infilato nel collo di una bottiglia. Versando la quantità ideale di liquido, questo cola giù senza fuoriuscire, immettendone troppo viene assorbito in parte e l’eccedenza si spande intorno. Nel caso di Villa Spada, l’imbuto è l’impianto e il liquido è la puzza. Se per ipotesi venisse trattata una quantità superiore a quella per cui è tarato, i miasmi non riescono ad essere assorbiti per cui si spandono in giro. Se per ipotesi non si potesse rallentarne l’utilizzo per un motivo qualsiasi, , ecco che la popolazione limitrofa avvertirebbe la puzza. Se per ipotesi sono previste delle visite, basta non superare i limiti di carico e per incanto tutto torna normale, niente profumi di lavanda francese.

I residenti vogliono la delocalizzazione, anche perché nessuno in Ama ha mai ipotizzato che l’impianto abbia un problema di sovrautilizzazione, tutti si ostinano a parlare di prevenzione di odori “ipotetici”, anzi qualcuno confonde l’odore caratteristico di immondizia in macerazione con quello altrettanto caratteristico del depuratore vicino. Nonostante questo l’azienda ha speso o ha dichiarato di voler spendere più di un milione e duecento mila euro per apportare migliorie. Questo porta a poter affermare con scarsissimi margini di essere smentiti che l’impianto da li non verrà spostato tanto facilmente, non si spendono tanti soldi per poi buttare tutto.

Quindi, qualsiasi atto verrà promulgato dal Municipio sarà paragonabile ad un “per favore”, ad una richiesta lecita alla quale verrà risposto con cortesia da parte di chi di dovere. Ma l’emergenza rifiuti incombe, la raccolta differenziata spinta non decolla, la mondezza è tanta e gli impianti solo due. Nessun “politico”avrà mai il fegato ed il coraggio di dirlo apertamente. Spostare l’impianto creerebbe un pericoloso precedente. Negare l’origine della puzza non è servita a farla sparire ma soltanto a rendere inviso l’impianto all’opinione pubblica e costruirne un terzo, per alleggerire il carico degli altri, allo stato sembra davvero improponibile senza mettere in preventivo una rivolta stile Corcolle. Perché in fin dei conti, l’amara constatazione rilevata tra la gente «il problema non sono questi impianti, in se e per se, ma il modo di gestirli, “all’italiana”, con molti silenzi e nessuna apertura».

Luciana Miocchi

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