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Tag Archives: Tmb Salario
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Colpo di scena per il Tmb Salario: la richiesta di revoca dell’aia fatta dal Sindaco Raggi è nulla. La deve fare Ama – di Luciana Miocchi

27 Giu

Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali, attraverso un post sulla sua pagina pubblica, ha dato una informazione che ha del clamoroso. Nell’audizione di ieri sera, in commissione rifiuti ed ecomafie, veniva ascoltato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Qui è bene trascrivere le esatte parole che la Muroni ha affidato alla rete: “io non so bene come dirlo, perché è difficile da credere, ma il sia Presidente che l’Assessore Valeriani hanno spiegato alla Commissione che la lettera con cui il Comune di Roma ha chiesto alla Regione la revoca dell’AIA per il Tmb Salario è nulla! La lettera infatti avrebbe dovuto mandarla l’Ama non il Comune. Ho fatto presente al Presidente Zingaretti, all’Assessore Valeriani e alla Dirigente Tosini che i cittadini avevano creduto che almeno la vicenda dell’AIA fosse chiusa e che non si poteva più sacrificare il benessere della popolazione sull’altare della polemica politica tra Comune e Regione. Nicola Zingaretti mi ha risposto che il Presidente della Regione Lazio e la Sindaca di Roma Virginia Raggi non hanno alcun problema politico…..”.

In parole povere, Sindaco e Presidente non hanno problemi a dialogare, peró in Campidoglio o Raggi prende iniziative senza chiedere all’ufficio legale – avvocatura comunale, via del Tempio di Giove n. 21 – che quanto meno in materia di rapporti tra Comune e aziende di proprietà dovrebbero essere ferratissimi, o i pareri li ha chiesti e sono stati clamorosamente sbagliati. O anche, si sta cercando di prendere tempo anche a costo di sfiorare il ridicolo, sacrificando finanche reputazione e dignità del singolo, ovvero della Raggi, avvocato a sua volta.

Chiarito l’intoppo, ora ci si aspetta che la richiesta venga prontamente riprodotta a firma dei responsabili Ama.

Luciana Miocchi

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Il neo presidente del III Municipio va al Tmb e l’aria profuma di primavera in fiore – di Luciana Miocchi

9 Lug

Questa mattina il neo Presidente del III Municipio, insieme ad alcuni degli assessori della sua giunta, che verrà ufficialmente presentata giovedì 12 luglio durante la prima seduta del consiglio, si è recato presso l’impianto Tmb Salario, per un’ispezione dei luoghi, durata circa due ore e svoltasi con la massima collaborazione dei dipendenti e del direttore, Pietro Zotti e intavolare un primo dialogo con Ama.

Come ampiamente previsto – tanto che Caudo ha ironicamente notato che “dovevano aver lucidato l’argenteria tutta la notte”-  nessun odore molesto ha accolto il drappello, tra cui alcuni giornalisti, sul piazzale della struttura. La squadra decoro Tmb ha svolto efficacemente il proprio lavoro, lasciando nell’aria un sentore di pesca, borotalco, vaniglia e forse anche un po’ di cocco. Il passaggio dei camion aziendali ha offuscato a tratti il risultato, probabilmente non  rientrano nel piano di cosmesi. Comunque, oggi non c’era puzza sul piazzale, sulla salaria solo zaffate a tratti, nemmeno troppo moleste – segno che comunque il lavaggio non era andato oltre i confini dello stabilimento ma post su fb denunciavano forti miasmi in quartieri vicini. D’altra parte, che la puzza venga dal Tmb ormai non è più in discussione da parecchio e perfino la proposta di istallare i nasi elettronici, fatta qualche mese fa, in controtendenza di pensiero dall’assessore Montanari, è caduta nel dimenticatoio, palesemente anacronistica e inutile. 

Non è un uomo aggressivo, il neo Presidente. Chi si aspettava proclami e strali contro l’azienda, il Comune o “quelli di prima” in Municipio è rimasto deluso. Fermamente convinto che in questi due anni si è scelto di sacrificare questo quadrante di Roma, ignorando semplicemente i problemi vitali dei residenti, ha scelto di intraprendere una strada di dialogo propositivo, non una sorta di muro contro muro, consapevole di non avere la potenza istituzionale di pretendere alcunché ma di avere dalla sua la volontà dei residenti, sempre più esasperati dalla puzza, dal caldo, dall’aumento della spazzatura stivata nella struttura, dalla mancanza di prospettive a brevissimo termine ma anche a medio e lungo, visto che il tetto fissato dal piano industriale, per la chiusura, della raccolta del 70% di differenziata è più lontano di Marte dalla Terra, essendo ferma al 43,4%. Anche se nei giorni scorsi la Montanari ha affermato che la chiusura sarà categoricamente nel 2019, senza toccare però l’argomento del tetto al 70%. L’obiettivo primario, in questo caldo torrido è far calare la puzza fino ad eliminarla, arrivando al depotenziamento e alla chiusura. Anche se al momento Ama e l’assessore capitolino Montanari non hanno previsto alternative concrete a questo impianto, Caudo sostiene che il disagi della situazione non possano essere sostenuti tutti da questo quadrante, infatti il TMB Salario è utilizzato ai limiti della sostenibilità consentita, fungendo “da ammortizzatore delle criticità presenti nello smaltimento dei rifiuti a Roma e nel Lazio, accoglie spesso, oltre ai rifiuti indifferenziati dei municipi 2, 3 e 15, quelli provenienti da altre zone di Roma Capitale e i rifiuti sostano a volte anche all’aperto”. Per cui i primi interventi dovranno essere necessariamente il non stressare l’impianto utiizzandolo al limite, riducendo quindi le quantità lavorate; fare degli interventi strutturali che  riducano la dispersione nell’aria dei miasmi. La prossima settimana verrà convocato un incontro con i comitati e le associazioni di cittadini, durante il quale verranno condivise le informazioni raccolte.

Roma, 9 luglio 2018, 7 anni dall’inizio della puzza nauseabonda.

Luciana Miocchi

 

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