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Prima uscita elettorale in Terzo Municipio del coordinamento di Forza Italia – di Alessandro Pino

21 Apr

La campagna elettorale per le elezioni amministrative di giugno in Terzo Municipio entra nel vivo: la mattina del 21 aprile ben due postazioni di Forza Italia con il candidato presidente Marco Bentivoglio sono state allestite sul territorio municipale, presso il Mercatino Conca d’Oro e su viale Adriatico all’altezza delle Poste. Bentivoglio e altri esponenti di Forza Italia (si sono visti il coordinatore romano Davide Bordoni, l’onorevole Antonello Aurigemma capogruppo al Consiglio Regionale del Lazio, il vice coordinatore romano Simone Foglio, il consigliere uscente Riccardo Evangelista e Roberto Borgheresi già presidente del Consiglio Municipale) hanno raccolto segnalazioni dei cittadini sulle tematiche da essi ritenute più importanti, spesso coincidenti con i tre punti focali proposti da Forza Italia per Monte Sacro: maggiore sicurezza con il vigile di quartiere, contrasto al degrado urbano e più investimenti per la manutenzione stradale e l’edilizia scolastica. <Questa mattinata di banchetti è stata la prima uscita ufficiale di Forza Italia in questa campagna per le municipali – ha dichiarato Bentivoglio – i nostri simpatizzanti ci hanno segnalato ancora una volta le problematiche del nostro territorio dopo le amministrazioni Pd – Cinque Stelle.
Forza Italia nelle ultime elezioni regionali si è confermata partito trainante della coalizione di centrodestra e infatti in poche ore parecchie sono state le persone che ci hanno avvicinato.
Il mio ringraziamento va a tutto il coordinamento municipale del partito che oltre ad essere presente ai banchetti ha anche effettuato volantinaggio nei quartieri>.

Alessandro Pino

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Fidel Mbanga Bauna verso la candidatura a presidente del III Municipio per la Lega? – di Luciana Miocchi

21 Apr

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Situazione non ancora ben definita per quel che riguarda il candidato o i candidati espressi dai maggiori partiti di centro destra, nella corsa alle elezioni per la presidenza del III Municipio. Le varie riunioni tra dirigenti sembrano non aver ancora prodotto una candidatura unitaria. Solo Forza Italia, da qualche giorno ha dichiarato quale proprio candidato ufficiale Marco Bentivoglio, già coordinatore municipale del III. FdI è ostinatamente muta, anche se sembrano accantonate le candidature di Emiliano Bono e Giordana Petrella. Il primo ha addirittura pubblicato un lungo post sul proprio profilo personale, dal quale sembra emergere un suo personalissimo “obbedisco” alla ragione e per il bene del partito. Rimarrebbe in lizza Francesco Filini ma al momento non si odono nemmeno le consuete voci di corridoio. Anche perchè, in quello che è lo storico accordo per le candidature, una sorta di manuale per non litigare, a Fdi sarebbe già toccato esprimere il candidato presidente ad Ostia, il 4 marzo scorso, scranno poi vinto dai Cinque Stelle, con Giuliana Di Pillo.

Secondo i consueti rumors, Fi potrebbe accettare la candidatura per la presidenza dell’VIII e rinunciare al III, liberando la strada alla Lega, formazione fino ad ora non presente con le proprie insegne sul territorio municipale – non sono stati ancora nominati nemmeno i vertici locali – ma che ha riscosso un gran successo alle elezioni politiche di marzo. Non è un mistero che abbia raccolto buona parte degli esponenti di quella che fu AN che non si sono ritrovati in nessuna altra formazione di destra o che avevano aderito ai vari esperimenti successivamente scomparsi.

Al momento, il più quotato a occupare la candidatura a presidente del III Municipio per la Lega sembrerebbe essere Fidel Mbanga Bauna, l’ex giornalista del Tg 3, già candidato nel 2003 a Montecitorio per Alleanza Nazionale e nel 2013 alle regionali nelle file de La Destra di Francesco Storace.

Resta da vedere se il suo nome riuscirà a riscuotere il necessario consenso di tutti i dirigenti del centro destra che si siederanno al tavolo delle trattative nei prossimi giorni.

Luciana Miocchi

 

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Ilari, Caudo e Comito alle primarie di coalizione di centro sinistra per il III Municipio del 28 aprile

18 Apr

Sono da poco spirati i termini per presentare le candidature alle primarie di coalizione di centro sinistra per scegliere il candidato presidente del III Municipio. A contendersi l’investitura saranno in tre: la  segretaria del Pd municipale e candidata ufficiale del Pd, Paola Ilari, l’ex assessore capitolino Giovanni Caudo del Laboratorio Civico e Antonio Comito, ex assessore municipale dei Verdi. Per presentare la propria candidatura ognuno di loro ha dovuto raccogliere un minimo di 150 firme a proprio favore.

Partecipano alle primarie di coalizione, oltre al Pd che ne è promotore, i Verdi, Laboratorio Civico, i radicali italiani, i socialisti e la Lista Civica Lorenzin.

LeU, non avendo trovato un accordo unitario al proprio interno, non parteciperà alla tenzone, come scelto anche per l’VIII Municipio, però non farà mancare l’appoggio a Caudo. In ogni caso, alcune riserve verranno sciolte nelle prossime ore.

Luciana Miocchi

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Giovanni Caudo. Candidato presidente del III che vorrebbe essere acclamato da tutta la sinistra. Dissidenti del Pd lo vorrebbero al posto della candidata ufficiale del partito alle primarie

16 Apr

30849127_10215911759497078_843100189_oDomenica 15, ore 11,30 fermata Metro Conca d’Oro. In una mattinata piovigginosa e con il sole latitante, Giovanni Caudo ha esposto, sul piazzale antistante l’entrata principale, il suo manifesto politico di candidato alla presidenza del III Municipio, che andrà a elezioni il 10 giugno. L’invito è circolato su fb e rilanciato da Leu, Possibile e diversi esponenti del Pd, tra cui alcuni di quelli che non sono andati all’assemblea del Pd municipale che ha deciso la candidatura ufficiale del Pd di Paola Ilari alle primarie di coalizione.

L’ex Assessore della Giunta Marino, finita abbattuta dalle dimissioni davanti al Notaio ad opera degli stessi consiglieri comunali del Pd, ha fatto un discorso i cui punti erano fissati in un fascio di fogli che portava stretti a sè, davanti un gruppo di persone che hanno raccolto la chiamata festiva. Un intervento di pochi minuti, aperto con i ringraziamenti agli amici che lo hanno voluto nominare come possibile candidato alla presidenza di un territorio vasto 97 km quadrati con una popolazione di 200.000 abitanti, molto più di una grande città e a Ignazio Marino, che lo aveva voluto Assessore all’Urbanistica. Racconta del sogno di una coalizione che si sta costruendo, uno “spazio Aperto”, un percorso nuovo che parta dal Municipio. Cita per prima la metro che corre qualche decina di metri più sotto, che ha treni che partono all’incirca ogni 11 minuti, mentre alla Tiburtina ci sono treni che partono ogni 7 minuti e la Fm1 che non ha collegamenti rapidi con i bus, vuole aumentare l’interconnessione il prof. Caudo, però non tocca assolutamente il tema di come farlo avvenire, visto che Atac non aumenta km percorsi se non taglia prima da qualche altra parte e che la B1 è una derivazione, ha parte dei binari in comune con la B e quindi aumentarne la frequenza è un qualcosa che fu escluso già in fase di inaugurazione, ai tempi di Alemanno.

In effetti, il suo discorso ha un respiro ampio, sembra più orientato verso una visione cittadina, da professore qual è di urbanistica, che da amministratore localissimo quale può essere un presidente di Municipio con scarsi poteri effettivi, come al momento risulta essere un minisindaco di Roma Capitale: cita il passo di un discorso di Valter Tocci “bisogna mobilitare le energie e selezionare una nuova classe dirigente” che come dice «si guarda al municipio, ricostruire il contatto con la città e dare una proposta politica nuova alla città. Partire dal Municipio non è una diminutio ma è l’unica strada seria che la politica oggi ha. Nei prossimi giorni, nelle prossime ore, se si costituirà un’assemblea costituita da tutte le persone, i partiti e le associazioni che vogliono partecipare a questo percorso politico, questo atto politico che oggi è portato in piazza prenderà la sua concretezza. Se qualcuno pensa che questa cosa non si debba fare, continua a presidiare le macerie della sinistra, che è l’unica chance di questa città, prenderemo la nostra decisione in quel momento, noi vogliamo fare insieme un percorso inclusivo, per chi viene da sinistra, per chi è andato altrove, per chi è qua è per chi vuole venire a sinistra». Ha le idee chiare anche sulla politica e sulla destra e la sinistra: « non è vero che la sinistra e la destra non esistono più. la sinistra è un luogo centrale; è questa piazza. Non esiste la buona politica ma esiste la politica». Su una eventuale candidatura a Sindaco risponde: «almeno per il momento non è per il Sindaco ma è propedeutico» (in effetti, a giugno si eleggono soltanto i presidenti ed il consiglio dei Municipi VIII e III, ndr).

30232698_10215911755816986_765516036_oCaudo non lo nomina mai apertamente, ma auspicando che tutte le associazioni e i partiti convergano sulla sua figura fa implicitamente riferimento anche al Pd, che però ha già nominato ufficialmente, con l’assemblea municipale del partito, Paola Ilari, il proprio candidato che andrà alle primarie di coalizione il 28 aprile, aperte a chiunque voglia presentarsi, depositando almeno duecentocinquanta firme a sostegno. Vorrebbe probabilmente cercare di tenersi fuori da quella che invece si sta configurando come una resa dei conti interna al Pd, la stessa che si è consumata a livello nazionale, tra le varie correnti e infatti, tra la gente venuta ad ascoltarlo ci sono, riconoscibili a colpo d’occhio, molti esponenti zingarettiani venuti a portare sostegno al suo progetto, che però, se ritenessero legittime e valide le decisioni prese dall’organo del proprio partito, non dovrebbero nemmeno essere qui, in quanto il nome del professore di Roma Tre non è stato portato tra quelli possibili per la scelta della candidatura ufficiale in seno all’assise minicipale. Ad un certo momento è partita anche la raccolta delle firme necessarie per presentare la candidatura alle primarie di coalizione, tanto che lo stesso Caudo, dopo aver appreso la notizia è salito di nuovo sul palchetto improvvisato e megafono alla mano ha dichiarato che la raccolta non si stava tenendo con il suo benestare. Risulta però difficile credere che possa davvero pensare che il Pd faccia un passo indietro davanti la sua figura, almeno se non vuol perdere la faccia, dopo aver reso di dominio pubblico il nome del proprio candidato ufficiale e fatto uscire diversi comunicati di dirigenti che ribadiscono il sostegno alla Ilari, già segretaria municipale del partito.

Caudo ha poi sciolto gli indugi a scendere nell’agone politica nello stesso pomeriggio, con un post pubblicato sul suo profilo facebook, tenendosi però sempre sul vago riguardo la possibilità di partecipare alle primarie di coalizione.

Ma quanto mondo politico era effettivamente presente? Chi scrive ha potuto riconoscere – scusandosi fin da ora per ogni possibile involontaria omissione – confusi tra i presenti, tra gli altri,  Alfredo D’Antimi,  ex consigliere Pd di alcune consiliature fa, poi passato per varie compagini politiche; Francesco Pieroni, segretario municipale dei democratici nel 2009; Mario Ciarla, ex vice-presidente del consiglio della regione Lazio, coordinatore della Mozione Orlando e attualmente vice capo di Gabinetto di Nicola Zingaretti; Francesca Burri, una dei quattro consiglieri dissidenti del M5S che ha contribuito a sfiduciare Roberta Capoccioni, ex presidente del Municipio, ricandidata alla stessa carica per le elezioni di giugno 2018; Paolo Marchionne, ex presidente Pd del Municipio e capogruppo nell’ultima consiliatura, Yuri Bugli e Federica Rampini, consiglieri Pd uscenti. Poi esponenti di Leu e di Possibile, come David Tozzo, delegato nazionale.

Per ascoltare il discorso di Giovanni Caudo: dalla pagina di Possibile  https://www.facebook.com/dirittopossibile/videos/204126009

Luciana Miocchi

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Le elezioni a Montesacro: le tante sinistre e i tanti pensieri, le eterne lotte delle correnti – di Luciana Miocchi

13 Apr

Partito_Democratico_8d648_450x450Ci risiamo, il Pd, sia esso espressione nazionale o territoriale, non riesce a far a meno di autolesionarsi, comportandosi come Tafazzi ad ogni occasione possibile.

Il partito annuncia di aver scelto come candidato ufficiale alla presidenza del III Municipio Paola Ilari ma di dar luogo comunque alle primarie di coalizione per raggiungere un accordo ampio con tutte le altre forze di sinistra e quasi subito alcuni autorevoli politicilocali di lungo corso, quindi niente affatto sprovveduti o inesperti, appoggiano ufficialmente un candidato esterno.

Almeno a destra, certi meccanismi prettamente di partito, di peso politico delle varie correnti, se le risolvono in casa. E se anche nessun addetto ai lavori crede più da tempo immemore che non volino i coltelli ad altezza schiena, gli elettori che si sentono rappresentati da questo o quel partito, non hanno l’onere di doversi domandare perché votare qualcuno che non ha il controllo della propria dirigenza, figuriamoci come potrebbe fare con i meccanismi del territorio che eventualmente si andrebbe ad amministrare. E infatti, da quelle parti, bocche cucite fino all’ultimo, anche se poi qualche chiacchiera sfugge sempre, pubblicabile però solo come “sensazione” o “voce di corridoio”. Chi proprio non digerisce le scelte, corre da solo.

A sinistra, al momento, gli unici certi di presentare un proprio candidato indipendente, sono quelli di “potere al popolo”, ovvero gli ultimi, irriducibili, romantici rivoluzionari di sinistra, che sanno benissimo che non vedranno mai un Presidente con la loro bandiera ma ci provano comunque, magari un consigliere riescono a farlo eleggere.

Per il resto, il Pd continua con l’idea nobile delle primarie. Nessuno li obbligherebbe, anche perché dall’ assemblea municipale è emersa con chiarezza la candidatura di Paola Ilari, già a capo della Segreteria municipale e coordinatrice nell’ ultimo anno dell’opposizione Pd in consiglio, sostenuta dal voto dei due terzi degli aventi diritto ma per scelta, nell’ottica di raggiungere un candidato condiviso con la parte più ampia possibile di coalizione delle forze di sinistra, si decide, come nell’ ottavo Municipio -anche qui si va al voto a giugno – di istituire le primarie per il 28 aprile, anche in assenza di altri candidati.

LeU non si era ancora sbilanciata, né nel fare il nome di un proprio candidato né sull’eventualità di farlo partecipare alle primarie di coalizione ma il 12 aprile, un comunicato firmato dai coordinatori del Terzo Municipio, Gianluca Colletta, Rita Lazzari e David Tozzo ha annunciato il beneplacito alla candidatura di Giovanni Caudo, ex assessore all’Urbanistica nella Giunta Marino ma ancora non era ben chiaro se lo stesso avrebbe partecipato alle primarie oppure no. Mossa alquanto tattica, per tastare il polso della volontà dei propri elettori, quindi correttissima.

I guai cominciano quando appare un articolo su Fanpage in cui si racconta come la Candidatura di Caudo – anche qui non viene esplicitata la volontà o meno di partecipare alle primarie di coalizione – sia sostenuta da MdP, Possibile, Sinistra Italiana (tutte formazioni terze) e anche da Paolo Marchionne, ex Presidente del III, candidato a presidente nella passata tornata elettorale, quando fu sconfitto da Roberta Capoccioni del M5S e capogruppo Pd all’ultimo consiglio municipale.

Questo ultimo endorsement ha un suo peso politico specifico diverso da quello degli altri, che sono organismi esterni al Pd, come anche le altre firme di prestigio citate a sostegno di Caudo, molti dei quali mai iscritti al partito o fuoriusciti con le ultime scissioni. Marchionne infatti è sempre nel Pd, nella corrente attualmente di minoranza – quella Zingarettiana – che però è tornata a farsi sentire e a rivendicare posizioni in seguito alla riconferma di Zingaretti alla guida della regione Lazio.

Nel pomeriggio Paolo Marchionne, Yuri Bugli e Federica Rampini, ovvero tre dei quattro consiglieri eletti nella passata consiliatura, emettono un cominicato, raccolto dall’agenzia di stampa Omniroma, con il quale chiariscono la propria posizione sulla candidatura di Caudo. I tre, nel rivendicare di aver contribuito a far cadere la presidenza Capoccioni, scrivono che non vogliono riconsegnare il Municipio III ad una maggioranza M5S e accolgono quindi con grande favore l’appello rivolto da illustri personalità della città e del territorio a Giovanni Caudo affinché possa essere il candidato alle prossime elezioni municipali del III in capo a una coalizione politica e sociale di rilancio di politiche alternative per la città. Scrivono i tre: «È la proposta più convincente, nei contenuti e per l’autorevolezza di Giovanni Caudo, che sentiamo in questi giorni. È la stessa ragione per la quale ognuno di noi ha ritenuto necessario fare un passo indietro per metterci al servizio di un progetto più ampio. Per non far vincere nuovamente il M5S è assolutamente necessario uscire da logiche interne che non capisce nessuno ed entusiasmare il nostro elettorato con un progetto nuovo, dando alla prossima consultazione elettorale del 10 giugno una visione e un respiro che solo attraverso un nuovo patto territoriale tra forze politiche e sociali può nascere, scegliendo una personalità indipendente, autorevole e appassionata, ma anche radicata nel nostro territorio come Giovanni Caudo». Come dire che non ritengono affatto la scelta di Paola Ilari una soluzione vincente, andando contro le decisioni dell’assise municipale del Pd.

Il comunicato è quindi un modo per dissociarsi, per dire “ve l’avevamo detto” in caso di sconfitta? A che pro, se il partito è unito – o dovrebbe esserlo – e ha passato il tempo intercorso dalle dimissioni dal notaio all’epoca di Marino ad oggi a cercare di ricostruire una immagine di unità e armonia? Tutta facciata? Che siano partiti i regolamenti dei conti, dei quali agli elettori del Pd, quelli rimasti, non importa nulla?

Un atteggiamento rischioso, in elezioni tanto territoriali. Più di dieci anni fa ormai, l’imposizione di Alessandro Cardente come candidato – successivamente eletto – con una decisione dall’alto, ignorando la base sul territorio, portò a gravi disivioni interne, tanto che quell’episodio è stato poi portato per anni a cattivo esempio di decisioni politiche imposte dai vertici.

Luciana Miocchi

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Roberta Capoccioni torna in primo piano a Monte Sacro: delega alle politiche inclusive e candidatura alla Presidenza – di Alessandro Pino

12 Apr

Roberta Capoccioni torna in primo piano sulla ribalta politica di Monte Sacro, dopo il voto di sfiducia del Consiglio municipale dello scorso febbraio che aveva causato la caduta della sua Giunta (oltre che lo scioglimento del Consiglio stesso). La Lady di Ferro del Terzo Municipio infatti è stata confermata candidata alle elezioni di giugno per la Presidenza e ha ricevuto ufficialmente nei giorni scorsi dal sindaco Virginia Raggi l’incarico di collaborare a titolo gratuito nell’individuazione di politiche inclusive dei cittadini alla vita sociale e istituzionale del Municipio, riferendo periodicamente ed esclusivamente al sindaco. «La mia riconferma in qualità di candidata presidente del Municipio è la testimonianza della fiducia che Virginia Raggi e tutto il M5S hanno nella squadra del Terzo Municipio» dichiara l’interessata «In un anno e mezzo abbiamo svolto una mole di lavoro i cui risultati si sono già visti attraverso gli ingenti fondi stanziati in bilancio e la riprogrammazione dei servizi sociali con la creazione del Centro per la Famiglia e del Centro di aggregazione per adolescenti. Molti altri li vedremo a brevissimo, in primis l’avvio dei lavori per il rifacimento di via Conti, via Cervi, via delle Isole Curzolane ed il progressivo avanzamento dei lavori in carico ad Impreme. Questo è l’impegno che io e tutto il M5S abbiamo preso con i cittadini e che siamo determinati a portare a compimento».
Alessandro Pino

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Elezioni in Terzo Municipio: le tante anime della destra e il dilemma candidato presidente di Montesacro

11 Apr

Il tavolo di decisione ancora non viene riunito, FI non si sbilancia, FdI vorrebbe..in mezzo l’incognita Lega. Il popolo della destra auspica una candidatura condivisa ma tra il dire e il fare..

fdiI Cinque stelle hanno riconfermato Roberta Capoccioni alla corsa per le elezioni di giugno, il Pd ha trovato l’accordo sul nome di Paola Ilari, anche se poi si è scelto di fare comunque le primarie ad Aprile, come da statuto e all’orizzonte non si vede nessun competitore. A destra invece, ad oggi sembra tutto ancora in una posizione niente affatto definita. Bocche cucite ovunque, FI potrebbe avanzare richieste per via del principio dell’alternanza, visto che da quando vi è l’elezione diretta del presidente non ha mai espresso un candidato in III Municipio.

borgheresiNei corridoi gira il nome di Roberto Borgheresi, presidente del consiglio municipale all’epoca della consiliatura Bonelli, insieme a quello di Riccardo Evangelista, new entry di Fi, precedentemente alla lista Marchini ma legato a Antonello Aurigemma, già assessore del Sindaco Alemanno, attualmente in Regione. Anche Marco Bentivoglio, ex consigliere Pdl fino al 2013, potrebbe rientrare nella corsa.bentivoglio

Fratelli d’Italia però ha delle aspirazioni, forte di aver avuto nella consiliatura appena decaduta ben quattro consiglieri: Di Giamberardino, Bono, Petrella e la ex pentastellata Geretto, fuoriuscita dalla maggioranza.

evangelistaSembra che il candidato precedente, Vincenzo Di Giamberardino non abbia intenzione di ripresentarsi, mentre accetterebbero ben volentieri sia Giordana Petrella che Emiliano Bono, con il secondo a figurare tra i fondatori del partito, quando il Pdl si sciolse dando vita al ritorno di FI e ad altre formazioni di diverse fortune.

filini Sempre che Francesco Filini, attualmente alla segreteria romana, non sciolga la riserva e decida di correre lui in prima persona.

In tutto ciò, si impone l’incognita Lega, che alle ultime politiche ha riscosso gran successo, soprattutto a spese di FI. Al momento non vi è neppure un coordinatore ufficiale sul territorio municipale.

bevilacquaL’esponente più conosciuto rimane Fabrizio Bevilacqua, assessore nella consiliatura Bonelli e già presentatosi per la Lega alle elezioni comunali del 2016, oggi propostosi per una candidatura municipale.  Nemmeno lui si sbilancia, come gli altri. La consegna è attendere fino all’ultimo, anche se ormai è questione di pochi giorni: all’appuntamento di giugno, ormai, mancano meno di due mesi.

Luciana Miocchi

 

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Flash – È Paola Ilari la candidata ufficiale del Pd per il III Municipio alle primarie del 28 aprile – di Luciana Miocchi

10 Apr

Anche il terzo Municipio di Roma Capitale, come l’ottavo, vedrà le forze di sinistra scegliere il candidato Presidente con le primarie, fissate per il 28 aprile. Candidata ufficiale del Pd, sostenuta anche da altre liste civiche, Paola Ilari, attualmente segretaria del Pd municipale. Le altre candidature alle primarie, al momento non sono state ancora definite.

Luciana Miocchi

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Sarà forse Walter Scognamiglio il candidato presidente del centrodestra in Terzo Municipio? – di Alessandro Pino

6 Apr

Appena è stata resa ufficialmente nota la data delle elezioni amministrative in Terzo Municipio, è iniziato il totonomi riguardo i candidati alla Presidenza presentati dagli schieramenti. Voci di corridoio fatte girare dai soliti bene informati darebbero come possibile candidato della coalizione di centrodestra Walter Scognamiglio, già vicepresidente del Consiglio Municipale a Monte Sacro (quando la
denominazione era di Quarto Municipio), militare in congedo e oggi
imprenditore di successo nel campo della formazione. Diplomatico al
riguardo il commento del diretto interessato: “Che dirvi? Ne sarei felice, oltre che onorato. D’altronde le persone chiedono la mia partecipazione attiva. A sentir loro, dicono che hanno bisogno di una persona come sono io, se non di me. E a me piacerebbe tornare ad occuparmi di tutte le necessità dell’intera comunità. Vivo e ho vissuto questo territorio da più punti di vista. Da cittadino, da parrocchiano, da volontario, da utente di servizi come padre ma anche come figlio di genitori anziani, ma anche da amministratore – dal 2008 al 2013 – con la carica di Vice Presidente del Consiglio del Municipio e ora come imprenditore con l’attività del Polo di Formazione e Universitario Unipegaso. Insomma conosco le sue dinamiche e le realtà in più punti di vista. Potrei essere un buon amministratore sempre se gli organi alti della politica lo riterranno opportuno, mettendo il mio nome in lista. Intanto io continuo il mio impegno dando il mio servizio, cercando di garantire un’importante opportunità di studio, utile per il lavoro a tutti e continuando le iniziative di solidarietà”.

Alessandro Pino

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Scritta oltraggiosa sui muri del Municipio di Montesacro. Doveroso cancellarla

3 Apr

La scritta oltraggiosa nei confronti delle forze di polizia è stata vergata su uno dei muri della sede del III Municipio, in piazza Sempione, più di un mese fa e nessuno sembra essersi preso la briga di dare l’ordine per farla rimuovere. O di vigilare sull’esecuzione dello stesso. Lo rende noto Emiliano Bono, capogruppo uscente di Fdi in consiglio municipale, che questa mattina si è recato presso la sede municipale per farsi ricevere da Virginia Raggi, Sindaco di Roma Capitale e commissario del III Municipio, dopo che Roberta Capoccioni è stata sfiduciata dal consiglio al termine di una seduta fiume durata più di otto ore, due mesi fa. L’ex consigliere aveva intenzione di esporre al Sindaco e alla Giunta capitolina, oggi presenti a piazza Sempione – che nella particolare procedura fa le veci del consiglio municipale, le criticità del territorio sul tema della sicurezza, secondo quanto raccolto sul territorio da FdI. Dice Bono:”come Fratelli d’Italia condanniamo le scritte contro i tutori della sicurezza. È inammissibile che in particolare questa, vergata con una bomboletta spray su uno dei muri del Municipio, cioè la casa delle Istituzioni, non sia stata fatta ancora rimuovere, dopo più di un mese, da chi ad oggi ancora sta governando Montesacro. Esprimiamo la nostra massima solidarietà nei confronti di tutti gli operatori delle varie forze dell’ordine”.

Luciana Miocchi

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Elezioni in III Municipio: i primi a intervenire LeU. Messaggio al Pd – di Luciana Miocchi

30 Mar

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Quella parte della sinistra che alle ultime elezioni municipali era rimasta fuori dal parlamentino di Piazza Sempione attendeva con impazienza l’annuncio della fissazione della prossima tornata elettorale. Il prossimo dieci giugno, in fin dei conti, hanno solo da guadagnare, dal risultato delle urne. Dice David Tozzo, segretario municipale di Possibile “Come Possibile, e come Liberi e Uguali, saremo senz’altro in campo per riportare la sinistra – che manca da ormai due anni – in municipio. Il tentativo deve essere e sarà quello di allargare il campo alle forze della ‘sinistra diffusa’ e del civismo attivo, non chiudendo le porte pregiudizialmente a nessuno, ma per quanto concerne il campo del centrosinistra senz’altro chiedendo grandi discontinuità in primis programmatiche e di politiche che hanno diviso, invelenito il nostro campo largo, con esiti disastrosi per tutti. Il nostro municipio dei quasi 800 comuni al voto, se fosse tale, rappresenterebbe il terzo comune più grande dell’intero Paese: evitando con umiltà di fare proclama reboante, certamente sussiste l’auspicio di farlo divenire un cantiere di rigenerazione di sinistre unite e progressismi antipopulisti per ridurre le disuguaglianze che percorrono e feriscono il Paese, nostro territorio compreso”.

Come vi proporrete in terzo municipio,  o è troppo presto per svelare candidature e strategie? Ancora non è deciso se con lista di sinistra (come 2016) o coalizione più ampia con il PD. Di certo, se il candidato fosse del PD  fosse renziano, sarebbe molto difficile fare alleanza. In discussione anche le primarie.
Luciana Miocchi

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Il Ministero dell’Interno ha fissato le date per il voto: anche il III Municipio di Roma andrà al voto il 10 giugno – di Luciana Miocchi

30 Mar

marco_minniti.jpgLa notizia risale a poco più di un’ora fa, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha fissato, con proprio decreto, la data per lo svolgimento delle elezioni dei Sindaci, dei Consigli comunali e di quelli circoscrizionali nelle regioni a statuto ordinario per domenica 10 giugno 2018. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà due domeniche dopo, il 24 giugno.

Roma è direttamente coinvolta, essendoci due Municipi, l’VIII e il III, che torneranno nuovamente alle urne, dopo due anni dalle elezioni del 2016. Nel primo caso, a seguito delle dimissioni del presidente Paolo Pace, a marzo dello scorso anno, nel secondo, in conseguenza della sfiducia alla presidente Roberta Capoccioni, durante un consiglio in cui l’opposizione, divenuta ormai maggioranza, lo scorso febbraio spedì tutti a casa con 13 voti a favore, contro i 12 dei grillini.

Ora è caccia al candidato e alle possibili combinazioni di alleanza, nessuno può permettersi di perdere questa occasione, che suona come un giudizio di metà mandato anche per l’operato della Giunta Capitolina: le opposizioni accarezzano il sogno di conquistare i due Municipi, dando così scacco alla Sindaco Raggi, che a sua volta non può concedere un arretramento di tale portata.

Luciana Miocchi

Quella volta che Di Maio parlò a piazza Sempione – di Alessandro Pino

5 Mar

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Lo spoglio di queste elezioni si avvia alla conclusione e i numeri parlano di un eccezionale risultato per il Movimento Cinque Stelle. Al momento non si sa ancora però se il suo leader Luigi Di Maio riceverà l’ incarico di Presidente del Consiglio. Mentre i commentatori politici si accapigliano, il ricordo va a quella serata del luglio 2015 in cui Di Maio partecipò alla kermesse pentastellata organizzata in piazza Sempione di fronte alla sede del Terzo Municipio. Il giovane e brillante politico campano parlò alla folla su un improvvisato palchetto, interrompendosi anche per chiamare dal microfono i soccorsi a causa del malore di uno spettatore. Dopo nel portico (nella foto è assieme a Simone Proietti, all’ epoca consigliere municipale pentastellato) riuscii a intervistarlo sulla situazione della Capitale all’ epoca e su una possibile rinascita. Fu molto cauto in verità: «non è semplice, non è che arriva uno con la bacchetta magica e risolve tutti i problemi di Roma» anche se «quando le cose si vogliono fare si fanno》.
Alessandro Pino

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Ora è ufficiale: fino a delega o a nuove elezioni, il governo politico del III Municipio è nelle mani di Sindaco e giunta capitolina

1 Mar

A distanza di una settimana dal consiglio che ha sfiduciato Roberta Capoccioni, presidente pentastellata del III Municipio è arrivato il crisma dell’ufficialità, con la presa d’atto e la protocollazione da parte del segretariato generale di Roma Capitale di quanto votato il 21 febbraio. Nelle more di nuove elezioni, a meno che non venga nominato un delegato, le funzioni di presidente di Municipio verranno svolte dal Sindaco Virginia Raggi, mentre quelle del consiglio e della giunta municipale, dalla giunta capitolina. Un governo diretto, quindi, del Campidoglio, con tutto quel che ne consegue. Che se è vero che le opposizioni non potranno più far valere il proprio peso politico nell’amministrate il territorio, in questo modo la responsabilità, gli onori e gli oneri, saranno tutti del Movimento cinque stelle. In un clima ormai divenuto fortemente critico.

Luciana Miocchi

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The d-day del III Municipio. Prima del consiglio

21 Feb

Visi tirati, sorrisi forzati, alcune facce rosse come se avessero pianto, solo la presidente Roberta Capoccioni si mostra serena e saluta chiunque incroci il suo sguardo. Per il resto, gli assessori tendono a parlare solo con quelli che riconoscono come sostenitori.

Fuori, sulla piazza, un reparto della celere testimonia la preoccupazione per eventuali disordini.

A mezz’ora dall’inizio, l’aula è giá piena per metà dalla parte del pubblico, quasi tutti sostenitori grillini. Gli “altri” rimangono fuori, qualcuno sotto il porticato urla “a casa” ma l’atmosfera, in fin dei conti è rarefatta, come se fosse la quiete prima della tempesta. De Vito, il presidente dell’aula capitolina, si aggira per i corridoi senza proferir parola. Sarà un lungo pomeriggio, quello di piazza Sempione o finirà tutto in pochi minuti? A favore di quale fazione, non è cosa scontata.

Luciana Miocchi

Francesco Filini (Fratelli d’ Italia) replica alla presidente Capoccioni sulla mozione “anti Di Giamberardino” – di Alessandro Pino

9 Feb

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Francesco Filini, membro della dirigenza romana di Fratelli d’ Italia, risponde alla presidente del Terzo Municipio, Roberta Capoccioni, che aveva commentato la bocciatura in aula della mozione pentastellata “anti Di Giamberardino” (il presidente del Consiglio Municipale, FdI anch’ egli, eletto di recente succedendo al dimissionario Mario Novelli):
《Roberta Capoccioni sta passando sicuramente un brutto periodo perché mi rendo conto quanto sia difficile accettare di aver perso in pochissimo tempo la maggioranza, ma le consiglio di recuperare un po’ di lucidità. Al di là della mozione pretestuosa e totalmente inefficace, pretendere che Di Giamberardino non partecipasse al voto per far contenta lei e ciò che rimane del M5S in Municipio sembra una pretesa un po’infantile, propria di chi non sa perdere. Ma se poi questa pretesa diventa una posizione politica, quando si discuterà la mozione di sfiducia vera – quella che rispedisce a casa lei e la sua Giunta – coerenza vuole che lei non si presenti in Aula. Ma non ci illudiamo e soprattutto non pretendiamo coerenza da chi sta dimostrando un ostinato attaccamento alla poltrona senza precedenti》.
Alessandro Pino

Roberta Capoccioni commenta la bocciatura in aula della mozione “anti Di Giamberardino” – di Alessandro Pino

9 Feb

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È arrivato il commento della presidente del Terzo Municipio, Roberta Capoccioni, dopo la bocciatura in aula, avvenuta l’ otto febbraio, della mozione di intenti con cui i consiglieri della ormai ex maggioranza pentastellata auspicavano le dimissioni del presidente del Consiglio Municipale, Vincenzo Di Giamberardino: 《Avevamo chiesto ufficialmente a Di Giamberardino di non partecipare al voto in quanto in palese conflitto di interessi con la questione in oggetto.
Come volevasi dimostrare l’atto non è passato solo ed esclusivamente grazie al suo di voto.
Oste come è il vino? Il vino è buono a detta della coalizione delle opposizioni!》.

Alessandro Pino

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Una settimana di fuoco a Piazza Sempione: dalla sfiducia alla Presidente del Municipio, regolarmente protocollata a quella inammissibile al presidente del consiglio, arrivando alla gentile richiesta di dimissioni allo stesso

9 Feb

E’ passata una settimana da quando la mozione di sfiducia alla presidente del III Municipio è stata protocollata, dopo che Cristiano Bonelli ha apposto la 13ma firma, quota necessaria perché l’atto fosse ricevibile.

Nel frattempo, nessuno della maggioranza a cinque stelle ha voluto commentare, nemmeno sui social, o rilasciare dichiarazioni in merito.  Probabilmente in un primo tempo si è trattato anche di incassare il colpo, ancora increduli di essere finiti sotto numericamente, da una posizione di predominio ben solida. Poi, la necessità di studiare il da farsi. Nel frattempo, i primi a parlare, non dovendo badare troppo agli equilibri dell’opposizione in Consiglio, i rappresentanti territoriali di Forza Italia e Liberi e uguali, attualmente fuori dal parlamentino di piazza Sempione. David Tozzo, di LeU e segretario municipale  di Possibile ha così commentato: “con la firma dell’ex presidente Cristiano Bonelli, anche sull’attuale giunta pentastellata sta per calare il sipario – che per la verità non si è mai alzato,  non avendo i grillini, in questo anno e mezzo, neppure compresi i rudimenti del’amministrazione, con i 200.00 cittadini del III Municipio increduli quanto inermi spettatori di questo non spettacolo”. Per il coordinatore municipale di FI, Marco Bentivoglio, “dopo la caduta del Municipio 8 il movimento cinque stelle ha dimostrato di essere inadatto a governare,  in sei mei la maggioranza si è sgretolata anche in terzo, segno evidente che è più facile criticare che amministrare, bene hanno fatto le opposizioni a staccare la spina. Per un paio di giorni, tutti a mantenere un profilo discreto, studiando le mosse degli altri. Poi, in mancanza di notizie dalla ex maggioranza, le reazioni non si sono fatte attendere. Per il capogruppo di Fdi, Emiliano Bono diveniva evidente che “Roberta Capoccioni ha fallito questa occasione, non è mai stata capace di tenere in piedi una maggioranze” e anche “Fossi stato in lei mi sarei già dimesso, quando non si ha più una maggioranza si va a casa, non si cercano inciuci impossibili per rimanere attaccati alla poltrona”. Per Riccardo Evangelista, capogruppo LM ” l’esperienza dell’amministrazione cinque stelle in terzo municipio si sta avvicinando alla fine. Ora inizia il conto alla rovescia, in attesa della discussione in aula della mozione di sfiducia”. Francesca Burri, ora al gruppo misto,  in rotta di collisione con la presidente Capoccioni ormai da tempo immemore è la più cruda: “in democrazia non si può accettare di governare in questo modo poco ortodosso, ovvero 13 a 12. Non è la maggioranza ma solo una situazione perennemente in bilico..firme a parte”. Riccardo Corbucci, ex presidente del consiglio nella consiliatura Marchionne, ora alla segreteria romana del Pd: “si voti la mozione rapidamente per non continuare a mortificare il municipio con le improbabili boutade di una Capoccioni ormai abbandonata a se stessa anche dalla Lombardi. Lo si faccia per tornare a dare la parola ai cittadini alla prima occasione utile.

Intanto su Fb si rincorrevano post a favore di una rapida calendarizzazione della mozione contro la Capoccioni e post contro l’inciucio tra le forze in opposizione, improbabili alleate per la congiura del secolo, quella propiziata contro i cinque stelle dai “traditori” fuoriusciti, che avrebbero dovuto dimettersi per lasciare il posto agli altri “portavoce” piuttosto che passare in opposizione, solo per questioni “personali” e non “politiche”.

A metà circa della settimana appena trascorsa è giunta la contromossa della fu maggioranza: il tentativo di protocollare una mozione di sfiducia nei confronti di Vincenzo Di Giamberardino, Fdi, neo eletto presidente del consiglio al posto del dimissionario – volontario – Mario Novelli, motivata con la asserita parzialità del consigliere di opposizione. Tentativo andato a vuoto, perché considerato inammissibile, mancando le famose..13 firme, potendo contare il movimento su soli 12 consiglieri, degli originari 16.

In questa occasione, Mario Novelli ha commentato: “La recente elezione di Vincendo Di Giamberardino a presidente dell’aula, frutto di una sorta di patto del Nazareno de noantri tra tutti i consiglieri di opposizione, ivi compresi i transfughi del M5S, provoca una evidente difficoltà ad esercitare il difficile ruolo di unica figura istituzionale super partes di garanzia per tutte le forze politiche del Municipio. Egli, sebbene sia un profondo conoscitore delle dinamiche amministrative e delle reali competenze e risorse municipali grazia anche al suo lavoro di dipendente del IIII Municipio non ha potuto non adeguarsi agli ordini di scuderia provenienti dal proprio interno politico che, con un pressing unicamente finalizzato a screditare quanto di buono questa amministrazione sta facendo, si trova costretto a “forzare” il proprio ruolo di garante. Atteggiamento che trovo comprensibile, anche se non condivisibile, laddove tale comportamento nella logica stantia dei partiti tradizionali gli aprisse una radiosa e gratificante carriera politica ma ahimè, dopo la prossima caduta del municipio lui, come tanti altri consiglieri, si dovrà dedicare ad altro”. Nessun commento sul tentativo di esautorarlo è venuto dal diretto interessato, che ha preferito rimanere in silenzio.

Ma il Movimento di piazza Sempione non si è dato per vinto e non potendo ottenere la protocollazione di una mozione di sfiducia al presidente del consiglio, ha presentato una mozione d’intenti sulle dimissioni, con motivazioni pressoché identiche, che non necessita del quorum della metà più uno dei consiglieri per essere calendarizzata. Un suggerimento, una preghiera, un auspicio, insomma, affinché Vincenzo di Giamberardino si dimetta dalla carica che i cinque stelle considerano di propria competenza. Un atto che nella sostanza, anche se votato avrebbe un peso nullo all’atto pratico, perché non può obbligare il Di Giamberardino a rimettere la propria carica.

La mozione di intenti, calendarizzata immediatamente, dopo essere stata protocollata lo stesso giorno del consiglio(https://www.youtube.com/watch?v=7MQWX5UVObo&feature=player_embedded) a cui è stata ammessa è stata poi votata, non prima di  svariate sospensioni dei lavori e con un’aula piuttosto indisciplinata in alcune fasi della discussione. E’ finita come da previsioni, respinta con i 12 voti dei cinque stelle a favore e i 13 voti dell’opposizione, contrari. In termini politici, l’ennesima dimostrazione che la consiliatura Capoccioni non ha più i numeri per governare. E’ un dato di fatto, non un “inciucio” o una “congiura”: le opposizioni fanno il loro mestiere, ovvero, l’opposizione. Si tratta di una dura lezione, della quale far tesoro per il futuro: mediare, non inasprire gli scontri interni, non dare occasioni all’avversario.

Rimane ora solo l’ultimo atto: che la mozione di sfiducia alla presidente Capoccioni giunga in aula per essere discussa, sempre che la stessa non decida di rassegnare spontaneamente le dimissioni, per evitare quello che al momento sembra un risultato scontato, mettendo però cosi in serio imbarazzo politico la sua mentore, quella Roberta Lombardi che è in corsa come governatrice della regione Lazio e che certo non si gioverebbe della débâcle del terzo Municipio. Come da regolamento, potrà essere calendarizzato non prima dell’11 febbraio e non dopo il 3 marzo. Probabilmente gli ultimi accadimenti imprimeranno un’accellerazione ai tempi di discussione, che potrebbe avvenire il 15 o il 22 febbraio.  Piazza Sempione è ormai imprevedibile, non si esclude nessun risultato..

Luciana Miocchi – Alessandro Pino (per la parte riguardante le dichiarazioni dei portavoce M5S)

 

La presidente Capoccioni scende in campo sulla crisi municipale: denuncerà i firmatari della sfiducia? – di Alessandro Pino

28 Gen

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Con un deciso intervento pubblicato sulla propria pagina Facebook in piena notte la presidente del Terzo Municipio, Roberta Capoccioni, ha preso pubblicamente posizione sulla crisi municipale e sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti, firmata fino a ora da dodici consiglieri sui tredici necessari per renderla efficace. Da notare che l’ intervento della presidente è apparso
pochi minuti dopo quello del consigliere di opposizione Cristiano Bonelli, che ancora non sembra aver esplicitato chiaramente le sue intenzioni riguardo propria la firma.
Di seguito il testo del post di Roberta Capoccioni: 《Il tempo in cui la “politica” mente al cittadino è FINITO.
Fino a qualche mese fa vigeva la regola che in politica tutto fosse permesso.
Con l’ingresso dei cittadini nelle istituzioni questo patto malsano è stato spezzato e chiunque faccia un uso strumentale della verità per i propri fini personali, ne sarà chiamato a rispondere davanti a un tribunale. Dato l’ imponente lavoro fatto in questo anno e mezzo da questa Giunta interamente protocollato e consultabile per trasparenza sul sito istituzionale, è fin troppo facile confutare, totalmente, tutti i punti della mozione di sfiducia, non in aula, ma presso la Procura!
Così chi vorrà giocare con i fatti e mentire ai propri elettori, sarà chiamato a risponderne di fronte ad un P. M. !》. Da quanto si legge nel comunicato della presidente Capoccioni, sembrerebbe forse che abbia intenzione di procedere per vie legali nei confronti dei firmatari della mozione.
Alessandro Pino

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Entro il primo febbraio si sapranno le sorti del III Municipio. Capoccioni IN o Capoccioni OUT?

27 Gen

Un meme da Facebook( meme tratto da facebook)

Cristiano Bonelli, il consigliere ago della bilancia, il tredicesimo consigliere di opposizione ha scelto un post su facebook per annunciare Urbi et Orbi che scioglierà la sua riserva sulla mozione di sfiducia alla presidente del III Municipio, Roberta Capoccioni, martedì, al massimo giovedì primo febbraio.

Sceglierà di salvare i Cinque Stelle o di scrivere la parola fine sulla loro avventura a piazza Sempione? Da quanto scrive sul suo profilo, non si evince chiaramente. Non resta dunque che aspettare.

Questo il testo:

I fatti – per fortuna ci sono quelli!- dicono che il sottoscritto si è schierato, in oltre il 90% dei casi all’odg in consiglio, contro le posizioni -mozioni, proposte e atti vari – del M5s. Non ho mai pensato di poter condividere le idee dei Cinque Stelle, anche se in alcune -rare- situazioni ho voluto agire con senso di responsabilità andando oltre le divisioni politiche, per il bene del territorio e dei suoi cittadini. Libero dalle logiche – ormai arcaiche – dei partiti, ho potuto prendere decisioni autonome, quasi sempre in linea con le scelte dell’opposizione, quella di centrodestra,prevalentemente. Sono stato, sono e sempre sarò un uomo sinceramente e convintamente di destra e non devo dimostrare a nessuno – ma proprio a nessuno – la mia coerenza, anche considerando il mio lungo percorso politico, compreso quello fuori dalle istituzioni. Gli unici a cui sento il dovere di rispondere delle mie azioni politiche sono i cittadini che mi hanno scelto, coloro che hanno creduto in me e che mi hanno delegato -votandomi – a rappresentarli nel parlamentino municipale -che poi proprio ino non e’ visto che decide per oltre 250 mila residenti. Ecco, a loro devo dimostrare capacita’, presenza e devo garantire risposte alle loro istanze . La decisione quindi, di chiudere l’esperienza grillina in III municipio apponendo la mia firma alla mozione di sfiducia alla Presidente in carica, l’ho voluta condividere con i miei elettori ma anche con i semplici cittadini -residenti. Ho ritenuto doveroso e rispettoso farlo ma comprendo coloro che non hanno accettato tale gesto perché ansiosi di raggiungere personali obiettivi o vittime di logiche e strategie di partito, in molti casi addirittura legittime. “Mandare a casa” una giunta scelta dal 64% dei votanti non è un atto politico da compiere a cuor leggero, almeno io avverto forte la responsabilitá di questa decisione, tenendo conto inoltre che una parte di quel 64% è composto da elettori di centro destra che pur di non vedere tornare la fallimentare sinistra in Campidoglio scelse “il male minore” votando M5s .Certo, in pochi si sarebbero aspettati l’attuale sconcertante situazione ma così è andata. Sarò pure uno dei pochi “romantici” della politica ma è sempre la passione e la responsabilità a spingermi a prendere decisioni . Martedì o al massimo giovedì andrò in municipio ad ufficializzare a tutti la mia definitiva posizione sulla sfiducia, frutto di un lavoro di ascolto e partecipazione che sempre meno vedremo in politica .

Luciana Miocchi

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