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Manuel Bartolomeo, dirigente FdI di Monte Sacro, è uno dei primi ad annunciare la candidatura alle prossime elezioni municipali di ottobre – di Luciana Miocchi

26 Giu

(Roma, 26 giugno 2021)

È stato uno dei primi in FdI a dichiarare la propria intenzione di partecipare alle prossime elezioni municipali. Rimasto fuori dal parlamentino di piazza Sempione nell’ultima tornata elettorale, Manuel Bartolomeo è tornato più deciso che mai a rappresentare ogni quartiere del Municipio III, tanto da averne inserito i nomi nel suo manifesto elettorale, al contrario di altri che hanno scelto di identificarsi in un quartiere in particolare.

Allora Bartolomeo, la sua candidatura riporta di attualità il fatto che lei e la sua compagna, Giordana Petrella, più volte consigliera municipale del Pdl prima e di FdI poi, facciate politica entrambi nel terzo municipio e questo vi crea delle ostilità, soprattutto nell’area del centro destra. Come se lo spiega, visto il sostanziale disinteresse del centro sinistra per il vostro status familiare? Nel vostro schieramento vi temono? Siete considerati un pericolo per chi voglia ascendere al municipio? Non vi sentite un po’ i Bartella’s di Montesacro?

Io e Giordana ci siamo conosciuti quando entrambi già facevamo politica attiva sul territorio, ognuno per conto suo. Credo che questo sia un valore aggiunto per la politica territoriale quindi non vedo perché dovremmo essere temuti da qualcuno, anzi! Ci tengo a precisare però che, nonostante gli obiettivi comuni, facciamo politica in modo diverso e quindi siamo ben distinti.

I poteri del municipio, allo stato, sono alquanto limitati, le competenze spesso si accavallano intralciandosi con quelle del Comune. Perchè le persone continuano a candidarsi comunque?

Perché il lavoro sul territorio è la base indispensabile della politica, perché il lavoro sul municipio è l’unico vero “front Office” con i cittadini. Credo che a distanza di quasi 10 anni dall’ultima vittoria del centrodestra a livello amministrativo romano, sia arrivato il momento di cambiare pagina dopo le due esperienze fallimentari del centro sinistra e una del Movimento 5 stelle i cittadini meritano l’impegno e la competenza

Quindi impegno e competenza ritiene di possederle solo lei e il suo schieramento politico?

Nessuno nasce con la bacchetta magica per cambiare un territorio con 1 solo mandato elettorale,ma con  l’impegno e il saper condividere e ascoltare i residenti si possono avere grandi risultati a differenza delle ultime 3 amministrazioni.

Luciana Miocchi

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Il candidato sindaco di Roma del centrodestra Enrico Michetti incontra i coordinatori municipali di Forza Italia

25 Giu

[ROMA] La campagna elettorale per le prossime amministrative è ormai entrata nel vivo e il candidato sindaco del centro destra nella Capitale, Enrico Michetti, ha incontrato i membri della struttura operativa sul territorio romano di Forza Italia: i coordinatori dei Municipi (tra cui quello del III, Roberto Borgheresi), quelli delle consulte tematiche istituite dal partito assieme ad alcuni parlamentari come l’onorevole Annagrazia Calabria.

Nell’ampio giardino sulla Flaminia di una azienda specializzata in comunicazione ed eventi, tra piante di alto fusto e fragranze di colonie di un certo livello, Michetti è stato presentato dal senatore Maurizio Gasparri assieme alla candidata prosindaco Simonetta Matone ed è intervenuto anche il coordinatore nazionale di F.I. ed europarlamentare Antonio Tajani.

Ai due candidati è stato consegnato il programma redatto da Forza Italia e che verrà confrontato con quello delle altre forze della coalizione di centrodestra.

Enrico Michetti ha accettato di rispondere a un paio di nostre domande:

Nel caso venisse eletto sindaco di Roma quale sarebbe il suo programma per i primi cento giorni?

«Ci dovremo occupare di trasporti, di igiene urbana, dovremo pianificare un reingresso del turismo e dovremo occuparci di quelle categorie in grande difficoltà nel corso della pandemia per rendere il loro lavoro una attività possibile, senza intralci, senza ostruzionismi, no Bolkestein. Poi dovremmo cercare di ridare spazio e tutelare il grande capitale umano che abbiamo tra i dipendenti dell’ente locale, delle partecipate e di tutto l’indotto. Questo è il primo pensiero qualora i cittadini ci dessero fiducia».

Nell’eventualità di un ballottaggio contro chi preferirebbe andare?

«Temo soltanto l’astensionismo perché significa che il nostro sogno non avrà fatto breccia nei cuori dei cittadini di Roma».

A cura di Alessandro Pino

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Quattro candidature per le primarie del Centrosinistra

19 Giu

Un candidato ufficiale del Pd, un ex presidente del Municipio e due donne impegnate e battagliere

dall’alto in senso orario Francesco Pieroni, Marina D’Ortenzio, Paolo Marchionne, Angela Silvestrini

Nell’imminenza delle primarie che decideranno la candidatura per il centro sinistra alle elezioni municipali dell’autunno 2021, si presentano i candati espressione del III Municipio. Per restituire un’informazione corretta ed equidistante, ai quattro candidati sono state rivolte le stesse domande: una breve descrizione di se e delle cose che più li rappresentano e il quesito principe, ovvero “perché chi vota alle primarie della sinistra dovrebbe scegliere proprio Lei?”. L’ordine di risposta è scaturito semplicemente dall’ordine di invio, per iscritto, delle risposte fornite, cosi come le foto sono quelle inviate. A tutti e a tutte, gli in bocca al lupo più sinceri e un “vinca chi può”

Francesco Pieroni

«Sono tra i fondatori del PD nel III Municipio e questo è un punto che rivendico con orgoglio. Da giovanissimo, tra il 1997 e il 2002, sono stato già consigliere municipale e assessore ai lavori pubblici. Per molti anni ho lavorato in Regione Lazio come capo della segreteria dell’assessorato all’urbanistica prima, della commissione agricoltura, poi. Dal 2018 sono l’unico assessore del PD nella Giunta di Giovanni Caudo».

Perché chi vota alle primarie della sinistra dovrebbe scegliere proprio Lei?

«Per me è una grande responsabilità rappresentare il partito democratico come suo candidato ufficiale. Sono convinto della necessità che sia il più grande partito della coalizione a dover guidare la rinascita della città, partendo dal Municipio ed arrivando al Comune di Roma Capitale con Roberto Gualtieri, anche lui candidato ufficiale del partito democratico, già ministro dell’economia e commissario a Bruxelles, con una squadra competitiva e credibile, che sappia mettersi in rapporto in sinergia e senza complessi con la regione Lazio e con il governo nazionale»

Marina D’Ortenzio

«La mia storia è una storia di militanza da sempre. Ho iniziato giovane il percorso politico spinta dal bisogno e dall’esigenza di cambiare il qui e l’ora delle nostre esistenze, dal sogno di realizzare l’irrealizzabile. Per me la politica, l’impegno, hanno senso solo se riescono a incidere sulla vita delle persone e il territorio è il punto di partenza, ora come molti anni fa. Non si tratta solo di una questione di incarichi istituzionali o di dirigenza politica, che pure ho avuto tanto con i Verdi che all’interno di SEL; non sono questi la condizione necessaria e sufficiente per occuparsi della cosa pubblica, per aspirare al bene comune. La vita è una imprevedibile scala di priorità, a volte chiare e nette altre volte meno, che si diverte a cambiare la distanza da salire. Cambiano gli orari, l’organizzazione delle giornate, gli incontri ma ciò che non passa mai è la tensione alla comunità, è lo scegliere i compagni e le compagne di viaggio con cui andare in mare aperto, senza paura, senza pregiudizi. Questa è la mia storia ed è lo spirito di Liberare Roma. Uno spirito attento con l’assillo di ricostruire e riannodare quei fili che sembravano spezzati. A partire proprio dai territori, dai Municipi, veri avamposti e presìdi irrinunciabili di mutuo soccorso, socialità, comunità. Come lo è il III Municipio. Per questo mi candido: per riannodare un’esperienza con radici forti e obiettivi reali. Che hanno a che fare con la vita».

Perché chi vota alle primarie della sinistra dovrebbe scegliere proprio Lei?

«Da settimane sento dire, da più voci, che queste primarie sono ‘finte’ o quantomeno hanno un risultato in larga parte già scritto. È tutto vero fino a prova contraria. Ebbene, io assieme ai compagni e alle compagne di Liberare Roma siamo proprio quella prova contraria. Siamo la sfida, la voglia di contendere un campo che sembra essere assegnato, per provare a incidere da dentro, senza subalternità, senza paura ma con le idee ben chiare per una città e un municipio femminista, ecologista e di sinistra! Mi candido, ci candidiamo, per ridare a Roma l’amore e la dignità che merita. Una Roma che torni ad essere capitale dell’inclusione sociale, dei diritti, della lotta alle disuguaglianze».

Angela Silvestrini

«Da 25 anni lavoro all’Istat, dove, come primo ricercatore, svolgo la mia attività nel campo della demografia. Vivo con mio marito Rafael, nostra figlia Amaya di 12 anni, mia madre, due gatte e una cucciola di Labrador. Credo nell’importanza di una famiglia dove le diverse generazioni possano vivere sostenendosi vicendevolmente. Credo nell’amicizia fedele e leale, dove ognuno deve impegnarsi per restituire agli altri quello che ha ricevuto. Nel dialogo e nella politica come strumento per rendere migliore la vita di tanti, soprattutto i più deboli. Nel 2018 sono stata eletta consigliera nel III Municipio, dove sono vice presidente del Consiglio, della Commissione bilancio e della Commissione Politiche Sociali. Questa esperienza è stata per me molto positiva e occasione di crescita personale. Mi ha dato modo di confrontarmi su temi rilevanti, specialmente nell’ambito sociale, su cui si deve investire di più, avendo come obiettivo la cura a domicilio e la creazione di reti di cooprogettazione con l’associazionismo e il Terzo settore. Da questa esperienza si è rafforzata la convinzione che per governare bene un territorio bisogna essere e fare squadra».

Perché chi vota alle primarie della sinistra dovrebbe scegliere proprio lei.

«Innanzitutto, per una questione di metodo che applico nella mia vita e nell’azione politica: cercare ciò che unisce e lasciare ciò che divide, facendo prevalere la forza del noi, mettendo la solidarietà e gli interessi degli ultimi in primo piano.  Se una città è costruita a misura delle persone più fragili è una città che funziona per tutti. Poi per la credibilità di una vita nella quale ho dedicato molto del mio tempo all’impegno gratuito per gli altri, per i più poveri, impegnandomi da quando avevo 15 anni con la comunità di Sant’Egidio. Fare politica per me non è una carriera personale, è mettermi a servizio degli altri. Non prometto mai successi, ma solo impegno personale. E non dico mai cose che non penso. Chi mi ha conosciuto in questi anni in Consiglio può testimoniarlo. E infine perché penso che la politica abbia bisogno delle donne. Una politica al femminile è una politica che non batte il pugno sul tavolo per intimorire, è una politica che ascolta, cerca di risolvere i problemi in modo pratico e si prende cura anche attraverso la capacità, tutta femminile, di affrontare contemporaneamente situazioni diverse ».

Paolo Marchionne (già presidente del III Municipio durante la breve sindacatura Marino, ndr)

«Sono nato nel 1981, sposato con Sara e papà di Enrico e Andrea. Fin da quando avevo 20 anni mi sono impegnato in politica e nell’associazionismo di quartiere. Appartengo al Partito Democratico, sono nella segreteria romana, e sono convinto che solo costruendo un fronte ampio di forze democratiche e progressiste, possiamo vincere e governare bene il territorio. Mi sono messo a disposizione di tante e tanti proprio per questo, ho risposto alla richiesta di chi, dentro e fuori il Pd, nelle altre forze politiche della sinistra, nelle esperienze civiche, nelle reti del volontariato, nei movimenti, avverte la necessità continuare quanto di buono e innovativo fatto dalla Giunta Caudo in solo tre anni, dal 2018, con un nuovo spirito unitario. Per queste ragioni la mia sia una proposta politica plurale, non nata solo all’interno di ristretti gruppi di partito e su compromessi. Ma per stare, come sempre, nelle strade, tra le persone, facendosi carico delle esigenze del territorio e dei bisogni delle persone. Veniamo da un anno terribile, insieme ne stiamo faticosamente uscendo. Il Municipio può essere uno strumento fondamentale per rafforzare la rete di supporto alle persone più in difficoltà, contrastare le disuguaglianze, per tutelare il commercio di quartiere e favorire nuove reti di impresa, rendere sicure le scuole pubbliche e magari tenerle aperte anche il pomeriggio, promuovere sport e cultura per tutti. Ecco sono questioni che partono dalle persone, dai loro bisogni, e solo in parte stanno nelle competenze burocratiche del Municipio. Spero che avremo modo di usare i prossimi cinque anni della nuova consiliatura per tramutare i Municipi in enti più utili e forti, con le competenze necessarie. Per fare questo salto occorre visione, esperienza e determinazione. La nostra è di certo la proposta più coraggiosa in campo».

Luciana Miocchi

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Cimitero Flaminio: Molinario e Rizzo (FdI) “Qui è il decoro urbano che sembra essere morto”

26 Mag

[ROMA] Il Cimitero Flaminio, per i romani più familiarmente Prima Porta, è il camposanto più esteso d’Italia, con 140 ettari di estensione e 37 chilometri di strade al suo interno percorse da linee di autobus specifiche.

Consacrato nel 1941, è considerato un capolavoro di architettura cimiteriale contemporanea, ospitando aree dedicate alla sepoltura di defunti devoti alle diverse confessioni religiose (cattolica, evangelica, ebraica e musulmana) visitati ogni giorno da diverse centinaia di loro cari. Tra i defunti che vi riposano, anche tanti personaggi noti e amati dal pubblico, come l’attrice Virna Lisi, il cantautore Domenico Modugno, l’attore Franco Lechner (il popolarissimo Bombolo dei film con Tomas Milian e della commedia anni Settanta) o il celebre conduttore e autore televisivo Corrado Mantoni, per tutti semplicemente Corrado.

Purtroppo tutto questo viene rovinato dalla situazione di degrado dilagante in cui si trova l’area, specie in alcune zone:
vegetazione priva di cure, strade rese dissestate da profonde buche e dalle radici di alberi secolari che protrudono dall’asfalto creando dei pericolosi dossi.

Per questo, dopo aver ricevuto le segnalazioni di alcuni cittadini, una ricognizione sul posto è stata compiuta dalla nota giornalista Barbara Molinario con Giuseppe Rizzo, candidati in tandem per Fratelli d’Italia alle prossime elezioni amministrative nel XV Municipio,

Eloquente il loro giudizio: «Qui è il decoro urbano che sembra essere morto» commentano all’unisono Molinario e Rizzo «dovrebbe essere un luogo di conforto, invece sono costretti a fare dei veri e propri rally tra dossi e buche. È assolutamente necessaria una maggiore e migliore programmazione della manutenzione e rispetto da parte dell’amministrazione comunale, impiegando se necessario un maggior numero di addetti, cercando di inserire personale qualificato»

Proseguono Molinario e Rizzo: «Purtroppo la manutenzione di queste aree spesso è regolata da contratti vecchi, talvolta anche applicati male. Sarebbe auspicabile rivedere il sistema degli appalti, adeguandolo allo stato attuale delle cose e inserendo nuove regole. Serve una visione pluriennale di questi luoghi, che ne programmi la gestione nel lungo periodo, altrimenti continueremo ad assistere a uno spreco di denaro pubblico e ad amministrazioni che cercano solo di mettere le toppe, senza mai riuscire a risolvere la situazione che oggi è a dir poco disastrosa».

Molinario e Rizzo si sono messi in contatto con Valeria Campana, Presidente del Comitato Tutela Cimiteri Flaminio Prima Porta Verano Laurentino, chiedendole un parere sullo stato in cui si trovano queste aree: «Come Comitato sono anni che denunciamo la situazione di grave degrado in cui versano i cimiteri romani, abbandonati da una amministrazione che li ha menzionati nei suoi atti di governo solo quando si è trattato di introdurre nuove gabelle e aumentare le tariffe per i servizi cimiteriali. La contropartita dovevano essere investimenti, riqualificazioni, realizzazione di nuove sepolture e adempimenti burocratici per nuove concessioni ed invece ad oggi, allo scadere di un mandato drammaticamente protratto stiamo qui a inventariare lo sfacelo! A nulla servono le dolorose esternazioni dei cittadini, noi stessi ci domandiamo di cosa siano coperti gli occhi di chi avrebbe dovuto e potuto quantomeno mantenere un minimo di pulizia e decoro. È recente l’annuncio di un nuovo piano di investimenti, speriamo non subisca la stessa sorte di quello del 2017 che a ora è servito solo a far parlare l’assessorato Ambiente di turno. Intanto la manutenzione ordinaria diventa urgente, le sepolture sono in grave affanno, la burocrazia irrispettosa e non mancano fenomeni di furti e scippi».

(A cura di Alessandro Pino)

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Colle Salario: in arrivo 400.000 euro contro il degrado delle strade ex Ater | di Alessandro Pino

23 Apr

[ROMA] Dopo anni di abbandono in un progressivo deterioramento delle condizioni di vita, dovuti anche a una certa confusione sulla effettiva competenza riguardo la manutenzione, finalmente le strade ex Ater di Colle Salario torneranno al livello di civiltà e vivibilità richiesto ai quartieri di una capitale europea.

Con votazione unanime del Consiglio Municipale di piazza Sempione infatti si è dato mandato ai competenti uffici di utilizzare l’ingente somma di 400.000 euro per provvedere alla riqualificazione dei marciapiedi, la pulizia delle caditoie e l’abbattimento delle barriere architettoniche su via Apiro, via Fiastra e largo Monte San Giusto e per contattare la società di competenza per la chiusura e messa in sicurezza della cabina elettrica dismessa di via Fiastra, ridotta da anni a discarica abusiva e rifugio di sbandati.

Grande soddisfazione al riguardo è stata espressa dalla consigliera regionale della Lega, onorevole Laura Corrotti, assieme al capogruppo leghista in Terzo Municipio Fabrizio Bevilacqua:

«Finalmente assieme ai residenti di Colle Salario vediamo il coronamento di anni trascorsi tenendo alta l’attenzione sul degrado in cui si trovavano le strade del quartiere. Diamo atto al presidente della Commissione municipale Lavori Pubblici Matteo Pietrosante di aver favorito un clima di collaborazione che al di là delle diverse visioni e appartenenze politiche ha permesso di arrivare a un risultato importante e condiviso da tutti su cui abbiamo lavorato a lungo».

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Campo da basket di Sacco Pastore: Gasparri, Calabria e Borgheresi (Forza Italia) critici sull’inaugurazione

10 Apr

[ROMA] È stato inaugurato ufficialmente la mattina del dieci aprile il rinnovato campo da basket di Sacco Pastore. A questo proposito riceviamo e pubblichiamo dal coordinatore di Forza Italia per il Terzo Municipio Roberto Borgheresi (già presidente del Consiglio Municipale) una nota critica:

“Oggi il Presidente del Municipio III, Caudo, pur di monetizzare politicamente la ristrutturazione dovuta del campetto di basket presente nel quartiere Sacco Pastore, ha radunato un bel gruppo di bambini e suoi sostenitori assembrandoli in barba ad ogni norma anti Covid-19 e di buon senso pur di farsi fare una triste foto di propaganda!
Dal Presidente di uno dei più grandi Municipi di Roma, Montesacro, che conta ben 300.000 cittadini e che è quotidianamente martoriato dai contagi e da numerosissime vittime di questa tremenda pandemia ci aspettavamo maggior rispetto e maggior senso di responsabilità.
Lo dichiarano il coordinatore romano di Forza Italia senatore Maurizio Gasparri, il coordinatore del Municipio III di FI Roberto Borgheresi e la deputata di FI Annagrazia Calabria”.

(A cura di Alessandro Pino)

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Scherza con i fanti ma lascia stare i Santi. La Madonna di Piazza Sempione atterra sulla scrivania del Ministro della Cultura – di Luciana Miocchi

18 Mar

Il progetto che vorrebbe ridisegnare Piazza Sempione continua a far parlare di sé: dopo essere stato reso pubblico con un’intervista su Repubblica, fatto oggetto di interventi in consiglio (ma legittimamente la giunta ha potuto operare senza portarlo in aula, occorre rammentarlo), protagonista di striscioni di contrapposti sentimenti e di processioni più o meno goliardiche, di manifestazioni di segno opposto e scaramucce degne del miglior Guareschi, sale agli onori degli scranni del Parlamento.

La senatrice Paola Binetti, FIBP-UDC, ha presentato, durante la seduta nr 306,  un atto di sindacato ispettivo – l’equivalente di un’interrogazione amministrativa – al Ministro Franceschini Atto n. 4-05078, chiedendone l’intervento diretto, al fine di rivalutarne l’opportunità. Il quale dovrà necessariamente rispondere sulla questione.

La Binetti, nota per i suoi interventi orientati da un fervente cattolicesimo, tocca si la questione della collocazione della statua della Madonna – un ex voto che il quartiere intese offrire per la fine della seconda guerra mondiale – ma anche quella della mancata informazione alla comunità, con la relativa impossibilità di attuare una partecipazione effettiva. Il testo del quesito, che si può leggere qui di seguito, è stato protocollato e pubblicato sul sito ufficiale del senato, disponibile per l’utenza.

Premesso che:

Piazza Sempione è “area tutelata” ai sensi degli artt. 10, comma 1, 134, 136 e 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni e integrazioni, e fa parte della “Città storica” di Roma ed è considerata dalla Carta per la Qualità di Roma Capitale tra i siti di “Rilevante interesse architettonico, urbano o ambientale”, nonché fra gli “Spazi aperti – Piazze e Larghi con alto grado di identità”, ai sensi del vigente Piano regolatore generale adottato con delibera del Consiglio comunale n. 33/2003 e s.m.i. (all. G1, f. 11), con il connesso regime di tutela; progettata nei primi anni Venti del secolo scorso dall’architetto Gustavo Giovannoni, rappresenta un unicum nella storia urbana di Roma, e presenta tratti di originalità e di pregio architettonico di assoluta rilevanza, documentati in una serie di studi;

la Giunta del III Municipio di Roma Capitale, con prot. CD/103462/2020, con riferimento al progetto di “riqualificazione” della zona di piazza Sempione a Roma, ha previsto lo spostamento di un monumento in una piazza storica, sottoposta a vincoli di tutela, senza aver prima acquisito i prescritti pareri. L’approvazione del progetto è avvenuta senza alcuna condivisione con la cittadinanza (comitati di quartiere, parrocchia, categorie professionali), avendo la Giunta rinunciato al ricorso al “processo di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana”, disciplinato dalle norme del Comune di Roma (delibera Consiglio comunale n. 57/2006 e s.m.i.) e senza nessuna condivisione col Consiglio municipale e con le Commissioni competenti. L’assenza dell’elemento fondamentale della partecipazione e del confronto ha minato alle basi la stessa redazione del progetto, che risulta, da un’analisi della Relazione che lo accompagna e delle tavole ad esso allegate, privo di elementi fondamentali per l’inquadramento storico, urbanistico-architettonico, che appare confuso negli obiettivi generali, carente nella spiegazione delle scelte di progetto;

gli interventi sulla piazza previsti dal progetto approvato dalla Giunta non sono riconducibili ad un semplice concetto di “riqualificazione”, ma si sostanziano in modifiche importanti, tali da alterare il volto architettonico e l’assetto urbanistico della piazza. In particolare: “viene pedonalizzata tutta l’area antistante il palazzo Sabbatini, adibito a edificio del Municipio, con una profonda trasformazione del profilo architettonico dell’area; l’area pedonalizzata dovrebbe diventare un grande lastricato, che si distacca nettamente dal resto della piazza, per la tipologia e il colore del materiale utilizzato per la pavimentazione nonché per la netta delimitazione con paletti, catenelle, panchine collocate in posizione perimetrale; il distacco di questa nuova area dal resto della piazza è accentuato dalle caratteristiche dell’impianto di illuminazione. Nella piazza e in corso Sempione è prevista l’installazione di 38 pali della luce ritenuti non coerenti con lo stile architettonico della piazza; la suddivisione della piazza definita dal progetto è accentuata da una nuova destinazione d’uso delle sue parti: il versante sud resta l’unica parte destinata al transito veicolare, fortemente limitato dall’area parcheggi, previsti per recuperare quelli persi con la parziale pedonalizzazione”. L’insieme degli interventi previsti (pavimentazione (e sua perimetrazione), illuminazione, dislocazione dei posti auto) è tale da modificare la fisionomia della piazza, rompendone l’unità che l’ha sempre caratterizzata. Verrebbe realizzata una sorta di “piazza nella piazza”;

gli interventi previsti dalla cosiddetta “riqualificazione”, anziché valorizzare i tratti originari della piazza, creano uno svilimento della stessa. Anche il previsto spostamento della statua della Madonna, attualmente posta al centro della piazza finisce per snaturarne il profilo originario. La statua viene inoltre abbassata, rimuovendo i due basamenti a gradoni. Il monumento, realizzato con i fondi raccolti dagli abitanti del quartiere e dai fedeli del “Divino Amore” come ex voto per la protezione accordata dalla Madonna durante la guerra, si trova in quella collocazione dal lontano 18 maggio 1947. Secondo la Giunta municipale la ragione principale per lo spostamento della Madonnina sarebbe quella di “valorizzarla”, risparmiandole la funzione di “spartitraffico”, mentre in realtà si finirebbe semplicemente con accantonarla e renderla meno visibile anche come punto di riferimento, diversamente da quanto accade da oltre 70 anni;

in tutte le piazze aperte al traffico gli elementi architettonici di decoro come statue, fontane, obelischi, sono posti al centro delle stesse e, se il flusso del traffico lo richiede, sono anche “spartitraffico”. Il monumento alla Madonna di piazza Sempione è uno “spartitraffico” come lo sono la Fontana delle Naiadi a piazza della Repubblica, il monumento equestre di Garibaldi al Gianicolo, la statua del Bersagliere a Porta Pia, l’obelisco di piazza Marconi, la Fontana delle rane a piazza Mincio, senza che per questo qualcuno pensi di spostare questi elementi architettonici con la presunta motivazione di volerli valorizzare, alterando il tessuto architettonico della piazza. In ogni caso, bisogna osservare che non esiste alcuna esigenza di mobilità che suggerisca lo spostamento della statua della Madonna. Anzi, è l’esatto contrario: è proprio lo spostamento che potrebbe causare problemi al traffico;

il Dipartimento Mobilità e Trasporti di Roma Capitale, nel proprio parere rilasciato con nota prot. n. 985 del 12 gennaio 2021, ha evidenziato i problemi che la nuova collocazione porrebbe al percorso della corsia preferenziale degli autobus, stabilendo una serie di prescrizioni per porvi rimedio e chiedendo in alternativa di “considerare la possibilità di ricollocare la statua al centro della piazza, lasciando così il sagrato della chiesa nella sua conformazione attuale”. L’evidente infondatezza delle ragioni addotte dalla Giunta per lo spostamento della statua della Madonna si aggiunge alla constatazione che tale spostamento, oltre a rappresentare di per sé un vulnus storico-urbanistico, contribuisce allo stravolgimento complessivo del volto della piazza,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire, prima che avvenga la trasformazione di Piazza Sempione con un progetto, che è ben lungi dal volerla riqualificare, affinché venga rivalutato l’intervento tenendo conto di tre elementi chiave:

a) il mancato coinvolgimento della popolazione, dal momento che sono state raccolte oltre 3.000 lettere e manifestazioni di dissenso rispetto all’attuale disegno;

b) il vissuto della pietà popolare nel quartiere, abituato a fare riferimento fin dal termine della seconda guerra mondiale a quella precisa immagine sacra della Madonna;

c) il vulnus che si crea all’impianto urbano delle piazze di Roma, note in tutto il mondo per il preciso filo rosso, che ne lega gli aspetti storici, architettonici artistici e urbanistici.

Luciana Miocchi

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Anniversario dell’omicidio di Angelo Mancia: una lettera aperta di Manuel Bartolomeo

11 Mar

[Riceviamo e pubblichiamo da Manuel Bartolomeo, dirigente romano Fratelli d’Italia]

Caro Presidente Giovanni Caudo domani è il 12 Marzo e saranno 41 anni dall’uccisione del giovane Angelo Mancia, un ragazzo di 27 anni residente nel nostro Municipio, barbaramente ucciso sotto la propria abitazione a Talenti dall’estrema sinistra “Volante Rossa”.
Vorrei sapere, oltre la corona di fiori che da anni viene posizionata dal cerimoniale del Comune di Roma, lei come intende partecipare?
In questi 3 anni, alla commemorazione di questo tragico omicidio, la sua giunta non ha mai presenziato.
Nell’anniversario del 41º anno possiamo sperare in un gesto da parte sua o della sua giunta?
Grazie.

Manuel Bartolomeo

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Lettura critica del progetto su piazza Sempione presentato dalla Giunta Caudo – intervista agli Architetti Rizzo e Galassi

8 Mar

Gli architetti Biancamaria Rizzo e Alessandro Galassi, urbanisti e autori di un approfondito volume su Città Giardino, edito da Minerva nel 2013, esprimono il loro punto di vista sul progetto di restyling della piazza che ospita la sede centrale del III Municipio che tanto polverone ha sollevato, uscito ormai dalla questione puramente amministrativa per approdare a un qualcosa che assomiglia nei toni sempre più a una disputa folkloristica, più da Peppone e Don Camillo che da curva. Con questo contributo si cerca di riportare il discorso sulle peculiarità del progetto e sulla critica costruttiva.

“Una lettura approfondita del progetto di riqualificazione di Piazza Sempione, redatto dallo studio Bradaschia di Trieste nel 2020, ma pubblicato solamente in data 12/02/2021 sul sito del Comune di Roma, può aiutarci a capire meglio gli obiettivi di progetto e valutare l’efficacia delle azioni proposte per raggiungere gli stessi. Procediamo per temi.

Nuova pavimentazione della piazza.

Il progetto prevede la realizzazione di una grande area pavimentata di fronte all’edificio Semintensivo 2 di Innocenzo Sabbatini (attuale sede del Municipio III) con l’eliminazione del parcheggio a raso esistente, lasciando asfaltato il resto della superficie. Uno sguardo anche veloce alla planimetria di progetto evidenzia una certa disorganicità nel trattare le varie parti della piazza, la quale non viene considerata, come sarebbe opportuno, uno spazio unitario.

Miglioramento dell’illuminazione della Piazza

Il progetto prevede l’installazione di una serie di apparecchi illuminanti a led, localizzati quasi esclusivamente su tre lati della nuova area pedonale di fronte al palazzo Sabbatini, il che comporterebbe una differenziazione sostanziale tra zone diverse della piazza, alcune delle quali rimarrebbero più buie di altre a scapito di una fruizione unitaria dello spazio. Manca inoltre la previsione di una illuminazione “scenografica”, quanto mai opportuna al fine di esaltare le caratteristiche architettoniche degli edifici e di evidenziarne la struttura compositiva, attraverso il posizionamento di proiettori o altri tipi di apparecchi illuminanti. Questo aspetto non è secondario, se si vuole realizzare uno spazio gradevole oltre che sicuro anche nelle ore notturne.

Miglioramento dell’arredo urbano della Piazza

Il progetto prevede l’inserimento di soli quattro elementi di seduta in cemento bianco, posti sul lato meridionale della nuova area pedonale pavimentata, e la collocazione di qualche cestino portarifiuti di materiale e forma non meglio specificati. E’ evidente che questo aspetto del progetto risulta carente in quanto non esplicita le motivazioni funzionali e formali relative alla scelta e alla localizzazione degli elementi di seduta e di raccolta rifiuti; una scelta che, trattandosi di una piazza storica, dovrebbe essere quanto meno congruente con il contesto di ambientazione.

Miglioramento della viabilità

In merito al tema del miglioramento della viabilità, che rappresenta forse la motivazione più forte espressa dall’Amministrazione nella presentazione del progetto, va rilevata la mancanza di analisi preliminari specifiche finalizzate ad inquadrare Piazza Sempione nel più ampio sistema viario del quartiere, anche attraverso un’analisi dettagliata dei flussi veicolari, che permetta di valutare gli effettivi impatti positivi del progetto sulla mobilità. Di fatto le azioni di progetto previste confermano l’assetto viabilistico esistente, con il transito dei veicoli (pubblici e privati) sulla piazza. L’eliminazione del parcheggio non inciderebbe sulla viabilità, ma solamente sulla dotazione di posti auto di cui, peraltro, non c’è alcuna proposta di ricollocazione. La viabilità resterebbe, dunque, sostanzialmente inalterata rispetto alla situazione attuale. Queste considerazioni mettono in evidenza che, a fronte di uno stato di fatto fortemente problematico e degradato, il progetto presentato non sembra in grado di incidere efficacemente sugli obiettivi di riqualificazione prefissati.

Il progetto può invece essere una grande opportunità per valorizzare la piazza e tornare a guardarla come uno spazio unico e unitario, ripensandone non solo l’aspetto ma soprattutto l’utilizzo: la piazza di una nuova città come l’aveva immaginata il suo autore Gustavo Giovannoni. Questo vuol dire attuare un ripensamento complessivo della piazza, che integri tutti gli aspetti: dalla pavimentazione (ricorrendo ad esempio all’utilizzo di un unico materiale) all’illuminazione (sia funzionale che scenografica), all’arredo. Anche per la viabilità si potrebbe valutare l’ipotesi di una pedonalizzazione integrale della piazza o, in alternativa, mantenere provvisoriamente la transitabilità veicolare, puntando però, come detto prima, sulla realizzazione di una pavimentazione e di un sistema di illuminazione unitari. E’ innegabile che l’elemento incongruo negli spazi urbani storici è rappresentato soprattutto dalla presenza delle automobili, sia in sosta che in transito, ed è su questo punto che andrebbe rivolta principalmente l’attenzione. Il ripensamento della viabilità non può certo limitarsi alla rimozione e allo spostamento della statua della Madonnina, peraltro ormai parte integrante dell’immagine della piazza, che il progetto attuale prevede di traslare a ridosso della chiesa. Si tratterebbe di un’azione senz’altro inefficace ai fini della viabilità e, probabilmente, anche dannosa ai fini della condivisione collettiva del progetto, vista l’affezione che ormai i cittadini nutrono nei confronti di questo elemento.

Se l’Amministrazione, facendo tesoro del proficuo e stimolante confronto in atto con la cittadinanza e gli uffici preposti, arriverà a revisionare il progetto in modo condiviso, riuscirà a restituire  a questo spazio urbano, cuore di Città Giardino Aniene, la dignità e il rispetto che esso merita.

Arch. Alessandro Galassi

Arch. Biancamaria Rizzo

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Elezioni 2021 in Terzo Municipio: sarà forse Fabrizio Bevilacqua il candidato del centrodestra alla Presidenza? | di Alessandro Pino

5 Mar

[ROMA] Anche se lo svolgimento delle elezioni amministrative è stato ufficialmente posticipato all’autunno prossimo, di fatto è nel pieno della messa a punto la campagna da parte degli schieramenti politici: non solo per quanto riguarda la scelta dei candidati sindaco ma anche quella dei papabili alla presidenza dei Municipi della Capitale.

Nell’ambito del centrodestra nel Terzo Municipio, voci di corridoio vorrebbero che l’orientamento prevalente nelle sfere decisionali sarebbe quello di puntare su nomi di consolidata esperienza nella politica sul territorio e in esso ben radicati: se sul fronte dei Fratelli d’Italia è già apparso sulla stampa il nome della loro capogruppo a piazza Sempione, Giordana Petrella, sul lato della Lega parrebbe esserci  quello di Fabrizio Bevilacqua, anch’egli capogruppo di fresca nomina: attivista politico da quando, nemmeno adolescente ma poco più che bambino, attaccava i manifesti del Movimento Sociale, con cui militò anche durante la trasformazione in Alleanza Nazionale, molti anni dopo fu tra i primi sulla piazza romana ad avvicinarsi al Carroccio e al suo leader Matteo Salvini.


A Monte Sacro fu eletto la prima volta nel 1993, svolgendo di fatto anche la funzione di presidente del Municipio nel 2000 (allora la carica non veniva eletta direttamente dai cittadini), diventando poi consigliere alla Provincia di Roma, è stato assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di Cristiano Bonelli. Tornato in Consiglio Municipale nel 2018, proprio nei giorni scorsi è stato nominato capogruppo della Lega in Consiglio.

Seduto alla sua sobria scrivania al secondo piano di palazzo Sabbatini, sede del Municipio («è stata aperta grazie alla giunta Bonelli con l’assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Bevilacqua, era chiusa da anni» sottolinea parlando di sé in terza persona) si dimostra possibilista su una sua candidatura, comunque consapevole dell’eventuale peso di strategie di raggio più ampio e precisando che non c’è rivalità con la Petrella: 
«Se mai fosse confermata una eventualità del genere sarei quello che sono sempre stato, per i cittadini del Terzo Municipio sono sempre stato Fabrizio.
Il leit motiv sarà quello che abbiamo adottato con il periodo della giunta Bonelli: checché se ne dica, in questo Municipio quello che si è visto in termini di opere, in termini di realizzazione e abbattimento dei costi della spesa pubblica si è visto solo con la giunta Bonelli della quale facevo orgogliosamente parte. Cito solo un esempio su mille: aver siglato e firmato da assessore ai Lavori Pubblici una cosa che per quarant’anni è stata promessa a questo Municipio e nessuno aveva mai realizzato, il ponte di Fidene (poi aperto durante la giunta Marchionne, ndr). Quel progetto, il bando per la assegnazione, il progetto preliminare, il progetto definitivo, il progetto esecutivo e la posa della prima pietra hanno un nome e cognome: giunta Bonelli, assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Bevilacqua».

Conclude l’esponente leghista: «L’impegno che abbiamo sempre dato sul territorio è lo stesso, non è cambiato niente. Che sia io sarei strafelice perché sarebbe il completamento di un percorso, se fosse Giordana sarebbe la stessa identica cosa ma dateci l’opportunità perché quando ci avete messo alla prova i risultati si sono visti sul territorio»

Alessandro Pino

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Fabrizio Bevilacqua nuovo capogruppo della Lega in Terzo Municipio | di Alessandro Pino

1 Mar

[ROMA] Fabrizio Bevilacqua è il nuovo capogruppo consiliare della Lega in Terzo Municipio.

L’esponente del Carroccio ha così commentato la propria nomina: «Accolgo con responsabilità e soddisfazione la volontà del gruppo consiliare di eleggermi, in data 26 febbraio, nuovo capogruppo Lega nel Municipio III di Roma.
Ringrazio per la fiducia il coordinatore romano Alfredo Becchetti e il coordinatore regionale Claudio Durigon.
Una scelta che mi riempie di orgoglio e che mi porta, con ancora più forza, ad impegnarmi per il Municipio raccogliendo le istanze dei cittadini anche in virtù della prossima scadenza elettorale che vedrà finalmente l’epilogo di un’amministrazione che non ha saputo ascoltare le priorità del territorio: sicurezza pubblica, decoro urbano e lotta al degrado; problemi già evidenziati in questi anni grazie anche al supporto del consigliere regionale Laura Corrotti e che ora affronteremo, con ancora più decisione, fino all’ultimo giorno del mandato».


Proprio dall’onorevole Laura Corrotti, esponente del Carroccio nel Consiglio Regionale del Lazio, sono giunti i primi auguri al neo capogruppo:
«Con grande soddisfazione auguro buon lavoro al neo capogruppo Lega al Municipio III di Roma Fabrizio Bevilacqua.
Certa che saprà guidare il gruppo consiliare fino al termine del mandato quando finalmente potremo liberare il territorio da un presidente che pensa piu’ alle proprie ambizioni personali che al bene dei cittadini, contornato da una giunta di personaggi noti alla cronaca per uscite fuori luogo che nulla hanno a che vedere con le priorità di cui necessita il territorio».
Alessandro Pino

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Ancora intoppi per l’asilo nido di Castel Giubileo, un contenzioso blocca l’ultimazione dei lavori – di Luciana Miocchi

24 Feb

Parla l’ex presidente del Municipio (2008-2013) Cristiano Bonelli, colui che ne decretò la chiusura nove anni fa. Qui l’articolo dell’epoca https://lucianamiocchi.com/2012/07/13/roma-iv-municipio-a-castel-giubileo-chiude-lasilo-nido-per-problemi-di-umidita-riaprira-quando-non-si-sa/ e la situazione due anni dopo, nel 2015 https://lucianamiocchi.com/2015/08/06/castel-giubileo-sempre-peggio-lasilo-castello-di-gelsomina-e-il-parco-di-via-bolognola-fotogallery-di-alessandro-pino/

L’asilo nido di Castel Giubileo è ormai in disuso da più di nove anni, quando il presidente del Municipio del tempo, Cristiano Bonelli, prese la decisione di chiuderlo a seguito di segnalazioni alla asl e di una certificazione di un pediatra sui rischi per la salute dei piccoli, in quanto i locali risultavano umidi e insalubri e trasferire le attività a più di cinque km di distanza, in un edificio destinato a scuola primaria e che fu riadattato per l’occasione, impossibile da raggiungere da Castel Giubileo e Settebagni, il bacino di utenza della struttura, senza l’uso di un mezzo privato. Si sono alternate da allora, diverse presidenze in Municipio e la ferita con le istituzioni è rimasta aperta a lungo, perché ben presto si capì che non vi sarebbe stato un ritorno, né a breve né a medio periodo. I primi finanziamenti cominciarono ad arrivare a metà della consiliatura Marchionne, nel 2016, dopo aver sgomberato l’area da un’occupazione abusiva e aver contato i danni, mentre quella Capoccioni se ne disinteressò, ritenendone l’utilità marginale, rispetto le nuove zone in espansione del Municipio. Poi rimaneva il problema dell’assunzione di nuove operatrici, visto che ormai il Castello di Gelsomina, integrato nel complesso residenziale di via Lea Padovani e raggiunto dai mezzi in partenza da Porta di Roma, era divenuto inamovibile. Con l’insediamento della giunta Caudo, nella seconda metà del 2018, tenuto conto anche delle risorse impiegate per la prima tranche dei lavori di risanamento, il progetto di riportare il nido a Castel Giubileo ha ripreso quota, con lo stanziamento di altri fondi e l’emanazione di un bando per la fornitura di arredi, infissi e altri lavori a completamento. Poi il covid ha rallentato tutto. Poi..ancora un inciampo. Si è aperto un contenzioso sui lavori di impermeabilizzazione della copertura. Nei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo nel cantiere della struttura, al quale hanno partecipato sia il Presidente del Municipio Giovanni Caudo sia il Direttore del III, Patrizia Di Nola, sia alcuni consiglieri, sia Cristiano Bonelli, nella sua veste politica di coordinatore della Lega, che ne ha dato notizia.

Bonelli, come mai ha partecipato a un sopralluogo all’asilo nido chiuso di Castel Giubileo? Non è neppure consigliere

Oltre ad averlo fatto io il sopralluogo, lo ha fatto Caudo e la Di Nola. Tranne l’assessore ai lavori pubblici (Francesco Pieroni, ndr) a cui sono sfuggiti 270000 euro in parte buttati, come si evince dal capitolato, che è noto. L’ufficio tecnico, senza la vigilanza della politica, ha fatto una gara senza prevedere l’intervento sul solaio, che è fondamentale, perché mette in isolamento da piogge esterne il tetto e, quindi, tutta la struttura. Riassumo i fatti brevemente: se ne accorgono in secondo tempo, quando la ditta comincia ad intervenire e segnala la mancanza. L’ufficio tecnico, anziché ammettere l’errore di non averlo messo nel capitolato degli interventi da effettuare, pretende che venga fatto comunque, senza aumentare l’importo da liquidare, nonostante i costi lievitati. Così si irrigidiscono i rapporti, addirittura si arriva a ipotizzare il blocco dello stato di avanzamento lavori e a rimandare tutto a una possibile causa, con l’incasso di quanto già realizzato rimandato a fine giudizio. Cominciano a litigare, il responsabile della ditta si impunta e dice ma che voi, davero  davero te la piji con me? Io ho fatto i lavori a puntino, te lo ho arredato, ci stanno le lavatrici, i banchi i lettini per i bambini, tutto preciso. Peccato che dopo venti giorni, un mese, le piogge, senza l’isolamento superficiale, l’acqua comincia ad entrare. Quindi i soldi che sono stati spesi per ristrutturarlo e rimetterlo a nuovo sono di fatto svaniti, non tutti, però bisogna fare un altro intervento per levare le perdite, la muffa eccetera eccetera. In tutto questo, hanno cercato di intervenire. Sono intervenuti in presenza sia il Presidente del Municipio, Caudo, sia la direttrice, Di Nola, dicendo ma qua, si è impuntato il nostro dell’ufficio tecnico ..ed ecco cosa sta succedendo.

Se ne sta interessando perché nove anni fa lo chiuse lei?

Se la vogliamo dire tutta, visto che allora mi fecero a pezzi perché io ebbi il coraggio di chiuderlo dopo il parere dei pediatri della asl, quelli che hanno fatto i lavori adesso hanno scoperto che le fognature erano a dispersione, quindi i bambini galleggiavano nella fogna, perché a dispersione vuol dire che non c’è un indotto nella fognatura e quindi non solo l’acqua della falda che è collegata con il Tevere, ogni volta che si alza il fiume, spingeva sul pavimento dell’asilo, l’acqua di fatto trasudava e i bambini si ammalavano continuamente, ma era anche fogna, capito.

Lei però non ha risposto sul perché è andato lei. Non c’era disponibile nessuno dei consiglieri municipali della Lega?

Castel Giubileo come noto è quartiere da tutti abbandonato e da me preso sottobraccio e le persone che ci vivono sono d’oro, è una comunità che non puoi riscontrare da nessuna parte a Roma, è un quartiere che da quando l’ho conosciuto lo seguo ogni volta che posso e in più c’è quell’asilo che grida vendetta, fu chiuso proprio dal sottoscritto per le ragioni che conosce e quindi è normale che l’ho sempre seguito, seguo i solleciti del comitato di Marco Baldinelli, dei residenti e quindi come dire, ripeto, tutti questi puntini chiudono il cerchio. Lei mette il ditino nella piaga, dove stavano i consiglieri? Alcuni sono un po’ inesperti. Però stavo con Mario Astolfi (consigliere municipale della Lega), a dire il vero è venuto anche il consigliere regionale Daniele Giannini, eravamo andati a vedere il parco vicino, degradato (confina con l’asilo, ndr).

Dirò di più. La Di Nola, attuale direttore del Municipio, per un periodo, fino a pochissimo tempo fa ricopriva anche la direzione tecnica, nonché quella dei servizi sociali, in contemporanea. Una e trina. Avevamo il direttore che scriveva al capo dell’ufficio tecnico, che era lei, come nel caso del progetto di piazza Sempione, dove mandava, come prassi prevede, come Direttore, la delibera di giunta al direttore della direzione tecnica che era sempre la Di Nola, posso immaginare che verifiche, che controlli. Ma insisto nel dire che è mancata la politica, con i soldi pubblici impiegati solo per fare belle figure.

Luciana Miocchi

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Riallestimento di Piazza Sempione: la posizione ufficiale della Lega. Interviene il coordinatore Municipale Cristiano Bonelli – di Luciana Miocchi

8 Feb

Se non altro, il progetto di risistemazione di piazza Sempione presentato dal Presidente del Municipio Giovanni Caudo alla sua Giunta e tacciato di non essere stato partecipato – a tal proposito sono partite diverse raccolte di firme da parte di cittadini e CdQ, sia su web che tradizionali – ha avuto il potere di riaccendere un dibattito in uno dei momento pre elettorali – forse si vota a giugno o forse si rimanderà, dipende dal Covid – più sonnolenti di sempre . Se per la maggioranza ha significato mostrare a tutti quale sono le linee gerarchiche, in opposizione la vicenda ha messo in evidenza che il primo partito di minoranza spesso procede più per iniziative dei singoli che per gioco coordinato di squadra, complice una certa inesperienza, anche nei rapporti con l’informazione locale. Cristiano Bonelli, ex presidente del Municipio per il Pdl – area AN e attualmente coordinatore della Lega a Montesacro, risponde ad alcune domande in proposito al Caso Sempione e dintorni.

Quale è la posizione ufficiale della Lega su piazza Sempione? Siete favorevoli al progetto presentato dalla Giunta Caudo?

Diciamo che è analoga a quella di tutti i partiti presenti in consiglio municipale, anche se alcuni non possono dirlo, cioè assolutamente contrari . Il metodo utilizzato, quello di tenere tutto nascosto per accorciare i tempi e poter dire ormai è cosa fatta  è inaccettabile ma è contrario anche sulla sostanza, il Caudo Augusto imperatore che vuole, prima di uscire di scena in III, lasciare un suo ricordo non può essere accettato, ho visto il progetto ma in realtà si tratta di mattonelle e panchine costose (730 mila euro) che  occuperanno gran parte della Piazza e non basta lo slogan “luogo di aggregazione” per convincerci.  Voglio ricordare che in 5 anni al governo del municipio il centrodestra di luoghi aggregativi ne ha realizzati a decine, spendendo meno. Abbiamo lanciato come Lega una petizione per chiedere la sospensione delle procedure,  la visione completa del progetto con tutti i suoi dettagli per consentire la dovuta informazione ai cittadini e poi la dovuta partecipazione, abbiamo fatto chiedere la convocazione della Commissione trasparenza capitolina e siamo in attesa della presentazione di una interrogazione alla Camera.

Ritiene importante il coinvolgimento dei residenti o la partecipazione complica i lavori di chi amministra? Come ex presidente del Municipio questa è una materia che conosce molto bene.

Lo ritengo un dovere! Durante la mia presidenza attivavamo la partecipazione anche per tagliare un ciuffo d’erba, era un punto fermo, senza il consenso dei cittadini, pur avendo un mandato, non puoi permetterti di cambiare volto ad una piazza storica, il simbolo di un intero Municipio. Il mandato politico passa, i cittadini rimangono. Ma vuole avere una notizia poi sulla viabilità? bene la polizia Locale ed il Dipartimento competente hanno espresso parere contrario.

É contento dell’attività della Lega in Consiglio Municipale?

Diciamo che non ho la delega a dare giudizi. Le posso candidamente dire che da alcuni ai quali ho dato la mia fiducia mi sarei aspettato un maggiore impegno ed una maggiore collaborazione con chi ha più esperienza. E non parlo di bravura ma solo di esperienza, sia chiaro.  Ho sempre creduto nella meritocrazia e chi ha lavorato sarà premiato dal partito e dai cittadini. Mi faccia dire anche che con una maggioranza e una Giunta del genere, che racconta storie fantastiche e a volte anche coinvolgenti ma poi nei fatti è davvero pochino, non ti puoi aspettare di avere consiglieri entusiasti.

Luciana Miocchi

Il progetto di piazza Sempione del presidente Caudo e la posizione del Pd locale – di Luciana Miocchi

8 Feb

Non si può dire che la progettazione della nuova Piazza Sempione non abbia smosso le acque ferme della politica locale. Se ad agitarle sono le forze di minoranza è più che normale, sarebbe strano il contrario. Mentre una richiesta di partecipazione da parte del Pd, che detiene la maggioranza relativa del governo di Montesacro non può che essere letta come un messaggio contraddittorio. L’astensione dal voto sulla mozione presentata dai consiglieri Petrella e Evangelisti, rispettivamente Fdi e FI, con cui si chiedeva di dar seguito ad un iter partecipativo è un’azione che genera delle domande. Domande poste a Filippo Maria Laguzzi, segretario del PD del III Municipio e consigliere dello stesso, nonchè presidente della Commissione Commercio.

Perché il pd si è astenuto sulla mozione presentata da fdi. Perché l’ha presentata l’opposizione? Non è lo stesso modus operandi dei grillini e delle giunte che li hanno preceduti?
Bisogna ricostruire cosa è avvenuto per poter spiegare la nostra decisione. La scelta del Presidente del municipio di lanciare la notizia su Repubblica, magari per vedere l’effetto che produceva, non appartiene alla nostra cultura politica. Partiamo quindi da un assunto vero e certo: è stato commesso un errore grave nel metodo e che ha generato incomprensioni con i cittadini. Il Pd municipale ha subito cercato di correggere il tiro aprendo una discussione pubblica sul progetto su Zoom insieme all’assessore Francesco Pieroni e ai consiglieri municipali. Abbiamo voluto dare una risposta immediata alle giuste critiche dei cittadini che si lamentavano dell’assenza di un percorso partecipativo. In quell’assemblea abbiamo tracciato e condiviso il percorso con i cittadini presenti, che fin dal giorno seguente ha previsto una prima convocazione congiunta delle due commissioni consiliari più strettamente competenti, ovvero Urbanistica e LL.PP. Inoltre, per completare il quadro di partenza del processo partecipativo, abbiamo voluto raccogliere tutte le indicazioni emerse dall’assemblea pubblica e dalla prima convocazione congiunta delle commissioni consiliari per poter redigere una mozione di maggioranza che mi vede tra i firmatari, che descrive e rafforza anche nel merito il processo partecipato che abbiamo voluto iniziare. Anche questo passaggio è stato concordato all’interno dell’assemblea che abbiamo indetto, siamo stati solo coerenti. Le opposizioni ovviamente fanno il loro lavoro, ma spetta alla maggioranza, dopo aver ascoltato i cittadini, indicare le modifiche al progetto.


Il Pd municipale si sente figliastro rispetto alle liste civiche di Caudo?
La paternità o la maternità, anche in ambito politico, non sono e non devono essere frutto di processi estemporanei. Noi abbiamo una storia politica importante sul territorio municipale che va rispettata per quello che abbiamo saputo esprimere e che esprimeremo nel tempo, non solo nei contenuti, ma anche nei termini di consenso ricevuto. Sono piuttosto preoccupato invece per quegli esponenti politici municipali, figli di sintesi politiche astratte e costruite in laboratorio, che assistono in modo silente alla conduzione del governo del territorio al di là dell’incarico che rivestono. Bisognerebbe chiedere loro se conoscono i propri “genitori” politici e soprattutto se rispondono in qualche modo anche alla volontà dei cittadini.

Siete il partito di maggioranza relativa e avete un solo assessore e poi diciamolo, non è che per l’opinione pubblica avete fatto una gran bella figura a non sapere cosa stava facendo la giunta in merito alla piazza su cui si affaccia il municipio. Manco foste all’opposizione.
Nella domanda che mi pone, c’è già una parte della risposta. Come PD, nonostante il risultato elettorale e il numero di consiglieri municipali eletti in consiglio, abbiamo un solo assessore all’interno della giunta municipale. Sono l’unico esponente del PD, anche molto prima di rivestire il ruolo di segretario municipale, che ha chiaramente espresso al Presidente Caudo tutte le mie perplessità per l’evidente squilibrio presente all’interno della giunta municipale. Uno squilibrio che non rispetta il risultato elettorale, che non tiene conto della rappresentativa nel territorio e che col tempo è diventato persino ridicolo, visto che ci sono assessori che rappresentano forze politiche che non si sono presentate alle elezioni e che usano impropriamente il consenso ottenuto da cittadini che hanno scelto il Partito Democratico. Questo distacco con il territorio si vede chiaramente in molti dibattiti surreali sui social. Per questa ragione, come segretario democratico, in autunno avevo già chiesto al Presidente un cambio di marcia nell’interesse del territorio che governiamo.
All’assemblea su Zoom l’assessore Pieroni si è assunto una parte della responsabilità sulla mancata condivisione del progetto di Piazza Sempione.
Credo sia davvero ingeneroso gettare la croce addosso all’unico assessore che abbiamo noi in giunta e che peraltro sta facendo benissimo. Di 14 progetti di riqualificazione del territorio stanziati nel corso del 2020, il nostro assessore Pieroni ne ha seguiti 12, gli altri 2 sono stati ad appannaggio dell’assessore Sampaolo – Piazza Conca D’oro – e Caudo – Piazza Sempione. Sono i due dove i cittadini ci stanno chiedendo delle modifiche e noi siamo convinti che vadano ascoltati.
Luciana Miocchi

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Riqualificazione di Piazza Sempione annunciata sul giornale senza coinvolgere i cittadini. Tanto rumore per nulla o la cosa ha importanza? – di Luciana Miocchi

3 Feb

Il progetto per la risistemazione di piazza Sempione reso noto attraverso il quotidiano la Repubblica ma poi, di fatto, poco o nulla conosciuto se non a grandi linee all’interno del parlamentino municipale, ha messo in luce una certa distanza con il Pd, componente gran parte della maggioranza che sostiene il governo di Montesacro. Del resto Caudo, anche nella campagna elettorale che lo ha poi visto vincente, due anni fa, non faceva mistero del suo non volere essere associato al partito che lo ha sostenuto. Particolare di non poco conto, visto il suo proposito di candidarsi alla carica di Sindaco di Roma Capitale. Per giovedì 4 febbraio è stata messa all’ordine del giorno una mozione, a firma dei consiglieri di opposizione Giordana Petrella, FdI, e Riccardo Evangelista volta a richiedere che siano attivati meccanismi partecipativi sull’area, in modo da dare voce anche a chi abita e lavora in zona. Lanciata su Org anche una raccolta firme per sensibilizzare la partecipazione.

Il Pd romano e l’incognita Caudo

I termini della vicenda, hanno inevitabili ripercussioni politiche sullo scenario cittadino, che almeno sulla carta, covid permettendo, tra pochi mesi andare al voto per scegliere chi guiderà Roma nei prossimi cinque anni. Di questo parla Riccardo Corbucci, ex presidente del Consiglio del III Municipio e ora dirigente del Pd romano.

Corbucci lei è coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma, cosa sta succedendo in III municipio sulla riqualificazione di Piazza Sempione?

Bisognerebbe chiederlo al Presidente del III Municipio Giovanni Caudo. Mi sembra incredibile che il progetto di riqualificazione della Piazza più significativa del III Municipio, una pedonalizzazione sulla quale il centrosinistra punta da oltre quindici anni, sia diventato un problema politico e non un’opportunità per la città e il Municipio. Sono convinto che il Presidente abbia commesso un errore nel lanciare la notizia su Repubblica, invece di promuovere un percorso partecipato con la cittadinanza sull’ipotesi di progetto iniziale. Fortunatamente il Partito Democratico del III Municipio è intervenuto per avviare un percorso di ascolto dei residenti, che è partito ieri con un’assemblea su Zoom e Facebook e sono sicuro continuerà nelle prossime settimane nelle commissioni consiliari e in consiglio municipale.

Caudo ha risposto alle critiche dei cittadini affermando che non è vero che il progetto è stato tenuto nascosto e che la giunta lo aveva già approvato il 2 novembre scorso.

Il Presidente non si può permettere di rinnegare la partecipazione come principio cardine della propria amministrazione. Ci mancherebbe che il Progetto non fosse passato in giunta, dove vale la pena di ricordare che il Partito Democratico è presente con un solo assessore, l’ottimo Francesco Pieroni. Il problema è nato dopodiché l’approvazione della giunta. A quel punto il progetto sarebbe dovuto passare per una discussione istituzionale nelle commissioni competenti e per una serie di assemblee pubbliche aperte ai cittadini. In III municipio siamo abituati a far contare i cittadini sempre, sia quando li coinvolgiamo alle primarie per la scelta delle nostre figure apicali, sia quando abbiamo l’onere di prendere decisioni sulla qualità della loro vita. Dal Presidente sarebbero bastate delle scuse ai residenti e l’avvio di un percorso partecipato. Al contrario sui social ho letto alcune risposte piccate, soprattutto nei confronti dei cittadini che vogliono soltanto fare osservazioni. Non capisco questo atteggiamento, è normale che chi vive a Montesacro voglia poter essere ascoltato e sono contento che ieri l’assessore Democratico Francesco Pieroni sia stato protagonista di un percorso di ascolto serio e proficuo, che sono convinto porterà delle migliorie al progetto.

Siete quindi favorevoli alla riqualificazione di Piazza Sempione?

Certo che lo siamo. Già nel 2015 quando ero Assessore al bilancio con l’ex presidente Paolo Emilio Marchionne avevamo avviato l’iter per reperire fondi per la pedonalizzazione della piazza. Tuttavia sono convinto che questo progetto, diverso da quelli del passato, sia migliorabile. Si dice che la viabilità non verrà toccata, ma manca uno studio serio anche sugli attuali flussi di traffico pre Covid. Non è previsto alcun percorso ciclabile. La Madonnina viene spostata senza alcun criterio logico e si perdono una decina di parcheggi, che bisogna recuperare in qualche modo. Sono convinto che i consiglieri municipali del Partito Democratico, che sono la maggioranza che sostiene Caudo, sapranno ascoltare le proposte costruttive dei cittadini e apportare le modifiche più opportune al progetto.

Alcune delle critiche riguardano l’aumento della movida a Montesacro.

Sono due discorsi diversi. Pedonalizzare la piazza centrale del municipio è sempre stata un’idea condivisa del centrosinistra del III Municipio e significa dotare il territorio di uno spazio all’aperto per iniziative sociali, culturali e musicali. In questo senso spero sempre che riusciremo a riportare a casa il concertone di Rino Gaetano. La mala movida, invece, è un problema davvero serio, che prescinde la pedonalizzazione. Deve essere combattuta con maggiori controlli dei vigili urbani e delle forze dell’ordine. Quando finirà la pandemia la mala Movida tornerà a tormentare la qualità della vita dei residenti e sarà necessario aumentare la presenza dei vigili urbani a Montesacro, lavorando con i commercianti affinché siano i primi ad aiutarci a controllarla. Una buona amministrazione deve saper tenere insieme sviluppo economico, opportunità di crescita sociale e qualità della vita dei residenti. Sono sicuro che sapremo farlo.

La questione troppo spesso sottovalutata: la partecipazione

Dice Giordana Petrella, consigliera Fdi, componente della III commissione lavori pubblici: «Durante il lock down, verso aprile maggio, sempre attraverso la stampa è giunta la notizia che era partita la richiesta di uno stanziamento per la progettazione della riqualificazione di piazza Sempione. C’è stato in commissione un forte confronto con Caudo, perché nessuno sapeva niente. È un progetto voluto da Caudo in persona, che non ha mai condiviso prima in commissione ma solo con la sua giunta. Se la giunta vuole fare qualcosa senza passare per il consiglio, può. Non è obbligata a farlo ma la partecipazione dove va a finire? Con settecentomila euro, tanto è l’importo previsto, ci avremmo rifatto tre piazze! Capisco che il presidente sia in diffocoltà anche con la sua maggioranza ma la realtà dei fatti è che nessun progetto preliminare è mai stato condiviso on il consiglio né nelle commissioni preposte, né in aula. Lui in piena autonomia ha deciso di non condividere i progetti, neanche con i comitati e le associazioni di quartiere. Troppo facile addossare la colpa agli altri di non essersene interessati. Certo che sapevamo fosse sua intenzione presentare e finanziare un progetto sulla riqualificazione id piazza Sempione, il problema è che siamo ancora in attesa di lavorarci insieme. Ieri, la prima frase che ha detto in commissione mobilità è stata sull’aver scelto di dare i disegni ad un noto quotidiano perché il progetto interessava tutta Roma, non solo Montesacro».

In effetti nella lunga ed esaustiva intervista rilasciata a romah24 (questo il link per poter leggere per intero l’articolo https://romah24.com/montesacro/news/piazza-sempione-sara-il-salotto-di-montesacro-cosi-caudo-difende-il-suo-progetto/)dove risponde ai dubbi e rimostranze espresse su fb da cittadini e associazioni – segno che probabilmente si è compreso che la mancata partecipazione è stato un passo falso, oltre a spiegare che la pedonalizzazione era nel piano di investimenti approvato con il bilancio il 23 dicembre 2009 e che la delibera di giunta risale a due mesi fa e nessuno ha chiesto nulla in merito fino alla pubblicazione su La Repubblica, Caudo ha ribadito che riconsegnare ai romani una piazza cosi bella non è questione limitata a Montesacro ma coinvolge tutta Roma. Ha poi ripetuti il concetto a chi scrive: <Ci accusano di aver taciuto il progetto e invece siamo stati noi a renderlo pubblico dopo che sono passati mesi dall’approvazione in giunta, ma stranamente l’opposizione si è mobilitata solo dopo che noi li abbiamo pubblicati. Diciamo che si erano distratti.>

La risposta all’accusa di fare campagna elettorale

Fabrizio Bevilacqua, veterano consigliere della Lega, passato attraverso ogni evoluzione del MSI, ci va duro e non usa mezzi termini: «in risposta a quanto affermato dal presidente Caudo sul fatto che qualche membro di opposizione sulla questione riqualificazione di Piazza Sempione sta facendo propaganda elettorale. E’ il solito spauracchio che tirano fuori quando non hanno argomenti. È lui che da quando è stato eletto ha fatto tutta una serie di interventi al solo scopo di mettersi in mostra su cose in cui è stato ininfluente. Non sono io l’avvocato difensore della persona che ha sollevato il problema ma i primi a sollevare la questione sono stati quelli della maggioranza,  poi quelli dell’opposizione. Una persona di opposizione che presumibilmente è entrata in campagna elettorale la conosco da anni e la fa su tutte le questioni del territorio. Non credo che Giordana (Petrella. Da più parti indicata come possibile candidata alla presidenza del Municipio per il centro destra, ndr) se avesse voluto fare campagna elettorale l’ avrebbe mai fatta su questa, basata su cosa, sul nulla? Se avessimo voluto fare campagna elettorale, avremmo  aperto sul figurone che ha fatto per il suo attacco alla Sindaca Raggi per il clochard di piazza Vittorio, rivelatosi un uomo colto da malore mentre era sotto i portici. Come nessuno gli sta dicendo nulla sui suoi ipotetici problemi giudiziari. Facesse la sua corsa, politicamente ha rappresentato il nulla cosmico per questo Municipio. Sul suo sito c’è scritto che per la partecipazione avrebbe fatto un’assemblea ogni sei mesi, con la presentazione in aula. Chieda al presidente Caudo da quanto è  – glielo dico io, da marzo del 2019 – che non presenta la semestrale. Pure venire in aula e comunicare alcune iniziative che fa la giunta e che fa il consiglio, specialmente in un periodo di pandemia sarebbe stato rendere partecipi, anche sul discorso di piazza Sempione, i cittadini di Montesacro. Poi parlare di riqualificazione, dopo che sono stati fatti i lavori poco tempo fa.. non voglio fare il becero stradaiolo che dice ci sono tante vie che stanno peggio, è sempre la vetrina di Montesacro ma riqualificare significa migliorare la vita dei cittadini. Come fa cio? Lo spostamento della Madonnina è una cosa aberrante. Dice che hanno tolto i parcheggi anche al Colosseo. Si ma il Colosseo non lo hanno mica spostato. Non parlo sotto l’aspetto religioso, non sono cosi fervente cattolico che  si indigna perché viene spostata la Madonna, ci fosse stata la statua di Mazzini o di Garibaldi ma storicamente la piazza è quella, specialmente se è una cosa radicata dalla presenza in quella posizione da decenni. Caudo se ne accorgerà quando apriremo la campagna elettorale ma l’obiettivo non sarà lui, possiamo andare contro il nulla cosmico? Nessuno dell’opposizione ha preparato strategicamente interventi che siano mirati a infastidire la sua persona. Uno che mette sul programma che chiuderò le attività commerciali all’una e mezza di notte andando in contrapposizione a una legge nazionale! “Faremo il modello Montesacro”, ha trasformato il modello in bordello. Le cose che ha scritto nel programma elettorale, non ne ha mantenuta mezza, tranne una che è stata un incidente, che il Tmb gli hanno dato fuoco, non l’hanno chiuso per merito. Gli dicono che è del Pd e lui schifa il Pd però vuole i voti del Pd, fa la giunta ce ne mette uno solo quando sono in otto che gli tengono la maggioranza in aula…se ‘sto gioco fosse un gioco serio.. fosse stato un discorso di qualche anno fa, Caudo non sarebbe mai durato tanto in aula. Con la vecchia legge sarebbe stato sfiduciato dopo sei mesi. Ma nemmeno ci arrivava a sei mesi».

Luciana Miocchi

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Caso Italia Viva-Bono-Novelli: salta la riunione di maggioranza. Pd furioso, IV pure – di Luciana Miocchi

11 Set

Il Presidente del Municipio Caudo deve disattivare la miccia del possibile terremoto politico in seno alla sua maggioranza. IV e Pd non se le mandano a dire. Prova di muscoli in vista della scelta dei candidati alle prossime elezioni? 

Continua a far rumore il caso di Mario Novelli, ex capogruppo M5S in seno al consiglio municipale e di Emiliano Bono, ex consigliere di Fdi, da sempre nel centro destra, passati a Italia Viva. Come già rilevato, il Pd, soprattutto a livello municipale, non ha digerito il passaggio del cons pentastellato, considerato da sempre vicino alle idee più conservatrici e del noto esponente della destra, per altro già in consiglio con il Pdl, quota An, nella consiliatura Bonelli. Nei giorni scorsi si erano già visti i comunicati di dissenso da parte del partito democratico e di Leu, in reazione all’annuncio dell’assessore Leoncini, ex Pd passata poi a Italia Viva e a quello dei responsabili locali di IV. A breve giro  era seguito poi il comunicato di risposta, dai toni altrettanto fermi, di Iv, al momento forza alleata della maggioranza: « Al Pd e Leu del III Municipio che attraverso un post su Fb accusano di operazione trasformistica chi ha fatto scelta in totale libertà di aderire a una forza politica alleata con cui si governa insieme a livello nazionale, regionale e municipale, rispondiamo che forse si confondono con chi come loro sta lavorando a consegnare Roma alla Raggi fingendo di fare opposizione in Campidoglio. In III Municipio grazie a Italia Viva si allarga la maggioranza dell’ottimo presidente Caudo che abbiamo incontrato e con cui c’è un clima di condivisione politica e di reciproca stima. Caudo potrà contare ancor di più sul nostro supporto rispetto a forze politiche come il Pd III Municipio e ai relativi giochi di potere: sono solo assetati di poltrone in nome di questa bramosia hanno già rischiato nei mesi scorsi di far cadere la migliore amministrazione della Capitale. Non si costruisce con queste premesse un futuro insieme per Roma e per il III Municipio». Più che un comunicato di un alleato, quasi una dichiarazione di guerra, in politichese. In tutto ciò, sembra passare in secondo piano il fatto che il Movimento Cinque stelle abbia perso un rappresentante in Municipio, a favore dell’attuale maggioranza. Sempre se tiene, questa maggioranza. E’ di stamattina, infatti, un ulteriore nota del segretario del Pd del III e consigliere, Filippo Maria Laguzzi, dal tono molto critico nei confronti del Presidente Caudo. Questo un estratto: «Chiunque oggi avalli, anche con il proprio silenzio, questa deriva fascio-grillina proposta da Italia viva, sta compromettendo un percorso importante e valoriale che il centro sinistra ha voluto costruire in questo municipio e che vogliamo riproporre a Roma. Chiedo quindi nuovamente al presidente Giovanni Caudo di non avallare tale trasformismo politico e nell’interesse della comunità che amministra e tenendo conto dell’autonomia e della responsabilità del suo ruollo, di provvedere ad una rimodulazione della propria giunta municipale in conformità con il voto espresso dai cittadini due anni fa».  Nel frattempo, la riunione di maggioranza che si doveva tenere questo pomeriggio è stata annullata. Se queste sono le premesse sulla carta, il presidente Caudo ha una bella gatta da pelare, a pochi mesi dalle prossime elezioni.

Luciana Miocchi

 

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Una prima parziale dichiarazione di Mario Novelli sul suo passaggio a Italia Viva- di Alessandro Pino

5 Set

[ROMA] Mario Novelli, già presidente del Consiglio Municipale a piazza Sempione nella precedente consiliatura e fino a poche ore fa consigliere per il Movimento Cinque Stelle (anche se sul sito municipale al momento di scrivere risulta ancora tale) è transitato a Italia Viva, consentendo l’ingresso nell’aula di palazzo Sabbatini del partito di Renzi per il quale sarà anche capogruppo. A parte un post apparso via social sulla pagina ufficiale “Italia Viva Municipio 3 Roma” e la foto con Francesca Leoncini, esponente di Italia Viva e assessore municipale al Commercio, Artigianato, Attività produttive, Turismo, Personale e Sicurezza, Novelli preferisce in queste prime ore non rilasciare dichiarazioni ufficiali sul suo passaggio: «Non ho voluto fare dichiarazioni perché volevo aspettare un momentino per capire la situazione, più che altro su cosa avrebbe provocato questa mia decisione. Posso solo anticipare che è stata una decisione che viene da lontano e soprattutto che si limita a un discorso prettamente locale e non di più ampio respiro su quello che sta avvenendo a livello comunale piuttosto che nazionale, anche perché il mio spettro di azione è limitato al Municipio, mi muovo e mi sono sempre mosso nel Municipio. Il tutto nasce da un disagio all’interno del Gruppo municipale. Mi riserbo di avere un quadro più completo per poter fare una dichiarazione completa. Voglio vedere cosa esce fuori dopo di che le mie dichiarazioni potranno essere di circostanza o molto più forti, la mia reazione sarà misurata da quello che mi pioverà addosso. Sto raccogliendo gli umori per poi rispondere adeguatamente a quello che raccoglierò in questi giorni». Su una cosa però Novelli intende fare subito chiarezza: l’insinuazione che la sua sia stata una scelta “di poltrona” in vista di future elezioni per poter aggirare il famoso limite dei due mandati imposto a chi nelle file del M5S ricopre cariche elettive: «Lì è proprio l’ignoranza intesa nel senso di persone che non sanno. Avrei potuto continuare altri dieci anni in Movimento Cinque Stelle perché la questione del mandato zero e l’accordo che ci fu con l’allora Di Maio che era capo politico, essendo noi caduti dopo un anno e mezzo ed essendoci ricandidati, questo mandato veniva computato assieme alla prima parte. Poi è uscita la storia del mandato zero e di fatto quindi io avrei potuto ancora farmi dieci anni nel Movimento Cinque Stelle se avessi voluto. Quindi questa cosa va smontata immediatamente, nel senso che non è questa la motivazione, assolutamente, che qualcuno pensa che siccome avevo finito i due mandati mi sono trovato un’altra casa, non è questo il motivo della mia scelta. Non è un problema di mandati».

Alessandro Pino

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(Roma) Cronache frizzanti di fine estate in III Municipio: passano a Italia Viva il capogruppo municipale dei 5 Stelle e un ex consigliere di centro destra

5 Set
Mario Novelli (ormai ex capogruppo Cinque stelle in consiglio municipale) Francesca Leoncini (assessore al commercio, Italia Viva) Emiliano Bono (ex consigliere municipale Fratelli d’Italia)

Una notiziola che sarebbe potuta passare sottovoce, senza conseguenze per nessuno, in un inizio week end di fine estate, con i romani alle prese con i rimpianti estivi, con lo spettro del ritorno del lock down, con le scuole che forse iniziano forse no. E invece, ecco servito quel guizzo frizzante che può agitare le acque politiche del III Municipio e chissà forse anche più su, in Comune, con le elezioni per il rinnovo del Campidoglio e dei Municipi oramai a un tiro di schioppo.

Due piccioni con una fava. Francesca Leoncini, attuale assessore al commercio del parlamentino di Montesacro ha dato notizia, con un caloroso comunicato, dell’avvenuto passaggio a Italia Viva di Mario Novelli, capogruppo in consiglio municipale fino a ieri dei Cinque stelle – che ora si trovano ridimensionati a soli due consiglieri – e di Emiliano Bono, fino alla caduta della giunta Capoccioni capogruppo Fratelli d’Italia e poi scomparso dalla scena politica dopo la sua misteriosa fuoriuscita dal partito e un velocissimo passaggio verso la lega.

Del consigliere Novelli erano molti a sospettare un prossimo passaggio ad altra compagine politica – anche se c’era chi era pronto a scommettere più su una espressione di centro destra – essendo questo che sta esaurendosi il suo secondo mandato, pur se da più parti nell’ambiente pentastellato si è cercato di proporre una clausola per i mandati non portati a termine e quindi la questione è quanto meno controversa. La sua decisione è stata criticata più che altro dai cinque stelle puristi, che non ammettono il cambio di casacca, pur sapendo che nell’ordinamento italiano non esiste il vincolo di mandato. Molto duro sulla sua pagina social l’ex assessore al commercio del III, Simone Proietti, che ribadisce cosi il suo pensiero: “Potrei dire come molti di essere sorpreso o amareggiato ma invece dico che è meglio così. Via le mele marce dal m5s. Doveva dimettersi per coerenza, qualsiasi motivo avesse di dissenso. É stato eletto con voti del m5s e ora è con Renzi. Dovrebbe chiedere scusa a tutti i cittadini che lo hanno votato e dato la preferenza”.

Il Caso Bono

Il nuovo acquisto di Italia Viva che ha sollevato il polverone però è Emiliano Bono, proprio per il suo trascorso politico sempre nelle file del centro destra. Immediati i meme su quanto l’Italia Viva di Renzi possa essere di destra, viste le new entry. Il diretto interessato però, forte dell’esperienza maturata in più di un decennio non si è sottratto alle domande postegli in quella che è la prima intervista del suo nuovo percorso, neppure quando gli si è chiesto conto della prima gaffe, commessa quando forse nemmeno immaginava dove la corrente lo avrebbe portato

le emoticon di apprezzamento per Italia Viva del neo acquisto di IV Emiliano Bono

Ci sono cose che non si possono proprio nascondere, come gli anni di militanza e le consiliature tra le fila del Pdl prima e FdI poi. Emiliano Bono, scusi, ma non era di destra, lei? Certo e mi sono spaccato per tirare su Fdi in III municipio ma poi le strade si sono separate e ho scelto di iniziare con loro (Italia Viva, ndr) ma senza velleità di candidatura. Lavorerò su Roma e sul Municipio.

Se era di destra come è finito con Renzi? Sicuramente non sarei mai andato al Pd. Ma con Renzi e Italia Viva è un’area più riformista, dove chiaramente alcune cose ancora non sono vicinissime ma sicuramente c’è tanto entusiasmo e voglia di lavorare e creare qualcosa di valido a Roma.

Quindi passa sopra al fatto che comunque Renzi è di sinistra e Italia Viva ha una politica in fatto di accoglienza, di famiglie non tradizionali e di genere diversa da quello che lei ha sempre proclamato. Quando ha cominciato a pensare di cambiare? Il mio avvicinarmi a Italia Viva è nato anche con un rapporto che si era creato con Francesca (Leoncini, attuale assessore al commercio nella giunta Caudo, ndr) nei due anni di opposizione (la consiliatura Capoccioni, finita con un sfiducia votata in consiglio, due anni fa, ndr) . C’è stato un avvicinamento non tanto tempo fa, direi durante queste vacanze estive: ci siamo incontrati, parlati, sentiti ed è nata questa volontà soprattutto perché ho trovato la voglia di far crescere questo partito, sia a livello municipale ma soprattutto anche  a livello romano. Ho incontrato, come ha visto dalle foto, il deputato Nobili e i coordinatori romani. Ho voluto sposare questo nuovo percorso totalmente diverso, come continuavo a dire, da quello che ho avuto nel mio passato di centro destra, che ho sposato nonostante alcune idee che sicuramente abbiamo  differenti perchè non è che dall’oggi al domani cambio,  però devo dire, come capita un po’ nella vita di ognuno, anche nel momento in cui ti sposi, si decide di sposare una donna, o un uomo, ci si prende tutto il pacchetto, con le cose che ci piacciono e quelle che ci piacciono meno. Con la speranza che pian piano ci si lavora e si trova anche un punto di incontro. Mi è piaciuta più che la parte progressista, soprattutto la parte riformista e la volontà di crescere. E stato anche importante l’amico Mario Novelli che ha deciso di seguirmi e di creare quindi evidentemente da subito anche un gruppo politico, oltre che con l’assessore (Leoncini, ndr) anche all’interno del consiglio, cosa in cui credo tantissimo.

Per il post del 22 luglio su Nobili e la Boschi (vedi immagine sopra), vuole dichiarare qualcosa? Se l’ho scritto, l’ho scritto..In dieci quindici anni di centro destra non ho attaccato solo Nobili , ho attaccato chiunque , Renzi, Caudo , Zingaretti. Ho attaccato e sono stato attaccato. Poi ho fatto una scelta. Quello è un post forte, dove ho dichiarato le mie perplessità in merito a quella gita in barca senza mascherina e senza nulla. Sta di fatto che ieri, alla camera, se vede, la foto me la so fatta con la mascherina e oggi uguale. Per cui, ho le mie idee su cose fatte, il passato è passato: sono stato eletto consigliere, capogruppo fdi, so stato pdl, ho dato una simpatia alla lega un paio di anni fa poi non sono passato per una mia scelta, fa parte del gioco della politica. Tengo a precisare una cosa in merito a quel post: ho semplicemente condiviso il post di qualcuno, e non mi sto giustificando ma stiamo parlando di una realtà dove Pd e Cinque stelle governano insieme e se ne sono dette di cotte e di crude. Io ho fatto un post penso che pesi molto ma molto poco, stiamo parlando di Pd e Cinque Stelle. Un ultima cosa, tengo a ringraziare con pensiero affettuoso tutte le persone con cui ho condiviso vittorie e crescita di una formazione politica appartenente al Centrodestra Romano e Nazionale, ringranziandoli tutti, nessuno escluso, per i tanti insegnamenti ricevuti ma da oggi penso solo al futuro e a far crescere IV.

C’è chi chiede la testa della Leoncini al Presidente Caudo

Comunque la si pensi in merito a questa campagna acquisti di fine estate, cosa che è sempre successa e succederà, questa volta Pd e LEU, nella compagine di maggioranza in Municipio, non l’hanno presa proprio bene, nonostante l’aggiunta di un consigliere che va a rinforzarla. Questo che segue è il comunicato congiunto, diffuso dall’agenzia DIRE nel tardo pomeriggio del 4 settembre: “Oggi in III Municipio e` avvenuto il passaggio del consigliere Mario Novelli dal M5S a Italia Viva, un partito che nel nostro territorio non ha mai preso un voto. Italia Viva starebbe inoltre facendo operazioni di acquisto di esponenti politici di destra del municipio, persino di fratelli d`italia. Quando nei mesi scorsi una assessora municipale aveva fatto lo stesso salto trasformistico in IV, per senso di responsabilita` e per far proseguire l`importante lavoro della giunta, come coalizione di centrosinistra del Municipio Roma III abbiamo deciso di non porre subito la questione della sua permanenza in giunta. Ma ormai da tempo, a tutti i livelli, Italia Viva mira alla destabilizzazione di ogni esperienza di centrosinistra. Non possiamo permettere che cio` accada anche in III Municipio. Per questo, vista la qualita` della manovra trasformistica in corso, non permetteremo che qualcuno provi a entrare in maggioranza nel tentativo di riciclarsi e chiediamo anche al Presidente Caudo di essere conseguente nei confronti della composizione della giunta, rimuovendo chi si e` prestato a questa operazione vergognosa”.Cosi` in un comunicato i capigruppo del Municipio Roma III del Partito Democratico, Christian Giorgio, e di Liberi e Uguali, Matteo Pietrosante. 

L’assessora passata a IV, fuoriuscendo dal Pd è Francesca Leoncini. La tempesta di fine estate è appena iniziata, il presidente Caudo avrà il suo da fare per mantenere la temperatura del Municipio entro i limiti di guardia.

Luciana Miocchi

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Talenti: sul presidio sanitario a largo Rovani la Lega chiede chiarezza- di Alessandro Pino

12 Giu

[ROMA] La mattina del 12 giugno il consigliere regionale della Lega Daniele Giannini, il coordinatore leghista del III Municipio Cristiano Bonelli e il consigliere municipale Mario Astolfi hanno incontrato medici del presidio sanitario di Largo Rovani, cittadini di Talenti e commercianti, in merito alla sorte della struttura da decenni operativa nel quartiere. <In questi giorni e’ stata gradualmente depotenziata nei servizi ai cittadini- hanno dichiarato i tre esponenti del Carroccio in una nota- e sembrerebbe che a breve potrebbe definitivamente chiudere. Le operazioni di spostamento dei medici con i loro servizi, come gli oculisti gli pleumonogi e i cardiologi presso altre sedi come quella di via Lampedusa e via Dina Galli, sono un chiaro messaggio che la Asl con il benestare della Regione Lazio ha intenzione di non rinnovare il contratto di affitto in essere in scadenza e di togliere a decine di migliaia di cittadini in gran parte anziani un presidio decentrato utilissimo>.
Prosegue la nota: <Serve chiarezza e trasparenza, è assurdo pensare di intervenire in sordina, se non di nascosto, quando si parla di sanità e di servizi ai cittadini. I presídi decentrati sono un valore aggiunto che mette in condizione la cittadinanza di recarsi senza troppi disagi nelle strutture disponibili, al contrario di quanto stanno facendo i dirigenti della Asl Rm 1″. Sulla vicenda lo stesso consigliere regionale Giannini, questa mattina, ha inoltrato una interrogazione urgente all’indirizzo del governatore del Lazio Nicola Zingaretti “per ottenere notizie chiare e per pretendere trasparenza su una vicenda che, a oggi, appare torbida”. Ha concluso il coordinatore Cristiano Bonelli: <Una petizione é già stata lanciata in tutto il quartiere ma se serve siamo pronti a proteste e manifestazioni>.

Alessandro Pino

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Coronavirus Fase 2, a Roma di nuovo strisce blu a pagamento. Corbucci: “Raggi le lasci gratis”- di Alessandro Pino

2 Mag

[ROMA]Dal 4 maggio si tornerà a pagare la sosta tariffata su tutto il territorio della Capitale, scadendo il giorno prima la sospensione del pagamento sia nelle strisce blu che nei parcheggi di scambio che era stata disposta dal Comune per favorire quelle persone impegnate in attività ritenute essenziali e rimaste quindi operative nonostante i blocchi anti Coronavirus. Si trattava di lavoratori che dovevano comunque raggiungere il posto di servizio e avevano dovuto fare i conti i anche con lo stop imposto ai mezzi pubblici dopo le nove di sera. Con la imminente parziale ripresa di diverse attività lavorative, però, la situazione dei trasporti pubblici non potrà che diventare più critica, stante l’obbligo di contingentare gli accessi alle vetture e ai convogli per motivi di sicurezza legati al possibile contagio. Per questo motivo il coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma, Riccardo Corbucci, ha invitato con una nota il sindaco di Roma, Virginia Raggi, a lasciare la sosta gratuita nelle strisce blu anche durante la cosiddetta “fase 2”:
<In queste ore la sindaca Virginia Raggi ha girato alcuni video per spiegare le misure che saranno adottate durante la fase due a Roma, per garantire la mobilità pubblica in sicurezza e per sostenere l’attività di lavoratori e commercianti – scrive Corbucci- fra le azioni messe in campo, tuttavia, manca il prolungamento dell’esenzione per il pagamento delle strisce blu in scadenza domani domenica 3 maggio. Sarebbe opportuno far rimanere gratuite le strisce blu anche durante la fase due, per favorire sia i cittadini che i commercianti. Mi auguro che nelle prossime ore il Campidoglio assuma questa decisione di buon senso per non aggravare ulteriormente quei cittadini che nei prossimi giorni torneranno a lavorare>

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