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Un patto di comunità per il territorio del Terzo Municipio: insieme contro povertà educativa e dispersione scolastica

3 Lug

[ROMA] Verrà firmato il 4 luglio nella nella Sala Consiglio del Municipio III a piazza Sempione il primo patto educativo di comunità territoriale.

Si tratta di una iniziativa che accomuna realtà educative, scolastiche, della formazione, culturali e sociali attive nel Terzo Municipio assieme alle istituzioni locali, per combattere la povertà educativa e la dispersione scolastica, attraverso un metodo per pianificare le politiche educative in modo condiviso e partecipato. Ha inoltre la finalità di delineare una cornice comune per le tante esperienze che intorno alle Scuole stanno sperimentando soluzioni e percorsi strutturati per dare concretezza ai principi di eguaglianza delle opportunità, affinché le nuove generazioni abbiano davanti a sé tutte le possibilità aperte, al di là delle condizioni socioeconomiche di partenza dei singoli. In questo senso, il Patto di territorio può accogliere e integrare tutti i Patti educativi di Comunità che si sono composti intorno a singoli Istituti Scolastici o progetti di contrasto alla Povertà educativa.

Dichiara al riguardo l’assessore municipale alla Politiche Educative e Scolastiche, Paola Ilari: «Lo avevamo scritto nelle linee programmatiche, abbiamo lavorato per mesi ad ascoltare ed incontrare tutto il mondo della scuola (dirigenti,docenti, studenti, rappresentanti dei genitori,le parrocchie,le associazioni del territorio , abbiamo voluto lavorare a tenere unita in rete la comunicazione educante per lavorare insieme ed investire su progetti per le ragazze e i ragazzi,le bambine e i bambini che hanno bisogno di essere ascoltati,due anni difficilissimi per tutti ma per loro ancora di più.Necessario monitorare la dispersione scolastica, necessario dare loro la possibilità di incontrarsi e socializzare al di fuori delle attività scolastiche,il prossimo step sarà lavorare a scuole aperte,il Sindaco Gualtieri e assessora Pratelli hanno messo in campo 900mil per 60scuole di Roma.Noi abbiamo voluto lavorare a stringere un patto per camminare insieme e non lasciare nessuno indietro».
La firma del patto è prevista per le ore 17.
A cura di Alessandro Pino

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La Asl non andrà a via Paolo Monelli: il Consiglio di Stato accoglie il ricorso dei residenti

2 Lug

[ROMA] Colpo di scena nella vicenda della sede Asl di largo Rovani a Talenti, i cui servizi secondo i programmi della dirigenza sanitaria e della maggioranza municipale di. centrosinistra avrebbero dovuto essere trasferiti in una struttura in via Paolo Monelli, zona Bufalotta.

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dai residenti con il Comitato di Quartiere di via Paolo Monelli.

A quanto pare la motivazione dell’accoglimento consisterebbe nella impossibilità di servire con una adeguata viabilità una ipotetica sede Asl in via Paolo Monelli, dal momento che si tratta di una strada pubblica ma di dimensioni ridotte e chiusa in fondo e che tutte le restanti strade del Consorzio di via Paolo Monelli sono private e a viabilità privata per cui non percorribili dal pubblico.

«È una vittoria per i residenti che da anni combattono contro i mulini a vento dell’amministrazione del centrosinistra- ha commentato al riguardo il capogruppo in Terzo Municipio di Fratelli d’Italia, Manuel Bartolomeo- questo vuol dire che non bisogna mai arrendersi davanti la malagestione di un territorio».

Rimane il fatto che la Asl andrà comunque via da largo Rovani entro un paio di anni e occorrerà trovare in ogni caso una collocazione alternativa ad essa.
A cura di Alessandro Pino

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Stazione Val D’Ala: approvata mozione per ridare decoro ai dintorni in attesa della riapertura

30 Giu

[ROMA] É stata approvata all’unanimità dal Consiglio del Terzo Municipio una mozione presentata dalla consigliera di opposizione Marta Marziali- capogruppo municipale di Italia Viva-con cui si impegnano il Presidente del Municipio e l’Assessore competente a prevedere un piano di pulizia straordinario e di messa in sicurezza di tutta l’area della stazione ferroviaria Val d’Ala, di concerto con i tempi della riapertura della fermata in questione, situata tra Prati Fiscali e Conca d’Oro e confinante con il parco delle Valli.

La stazione è infatti chiusa dal 2014 ma la riapertura dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno. In questi giorni si stanno svolgendo le prove di transito ferroviario. Dal canto loro, residenti e commercianti hanno segnalato uno stato diffuso di incuria e degrado dell’intera area circostante la stazione.

Una volta riattivata la fermata Val D’Ala, sarà possibile raggiungere la stazione Tiburtina in pochi minuti, diversamente da quanto avviene adesso utilizzando la Metro B1 che obbliga al cambio di treno a piazza Bologna.
A cura di Alessandro Pino

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Scoppia il caso raccolta firme a Settebagni – di Luciana Miocchi

1 Giu

Con una nota diffusa alle agenzie di stampa, il Pd del III Municipio insorge oggi contro le modalità di raccolta delle firme a sostegno della permanenza della postazione dell’ares 118 nel quartiere di Settebagni, che un’iniziativa di una non meglio specificata dirigenza vorrebbe portare altrove, ancora non si sa dove nè quando.

E’ da qualche giorno, infatti, che, a seguito di una riunione promossa dal consigliere municipale Fabrizio Santinelli, Fdi, con la partecipazione dei consiglieri regionali Antonello Aurigemma e Laura Corrotti, nella quale veniva manifestata l’intenzione di promuovere una raccolta di firme da effettuare con la collaborazione delle principali attività commerciali di Settebagni, sono comparsi i fogli di raccolta firme da consegnare in regione. Trattandosi di iniziativa nella quale non era stato coinvolto il comitato di quartiere in maniera diretta, un primo post di promozione veniva fatto ritirare  su proposta di alcuni membri in disaccordo non con la finalità – più che giusta e condivisibile – ma con le modalità della raccolta, anche a seguito della segnalazione, sia di persona che sui social, da parte di alcuni residenti e riguardanti difetti della modulistica che non riportava la normativa necessaria e mancante, nei casi contestati, anche della lettera contenente la petizione. Fatto che può comportare una ammenda che può arrivare ai 50.000,00 euro per violazione della privacy nel trattamento dei dati personali, come da normativa vigente.

In seguito alla differenza di vedute sull’argomento, il direttivo, dopo una consultazione informale, optava per la pubblicazione, per chi non avesse ravveduto nessun ostacolo, tramite il proprio profilo personale.

La pubblicità sui social ha portato la questione oltre i confini del quartiere e così è arrivata questa mattina la nota del Pd, che fino a quel momento non aveva reagito nemmeno a un volantino provocatorio a firma del Santinelli, del seguente tenore letterario:

Gira da qualche giorno a Settebagni una raccolta firme promossa dal gruppo Fratelli D’Italia che non soltanto racconta ai cittadini una bugia sul 118, ma viola tutte le normative in materia di raccolta dei dati e di tutela della privacy. La segnaleremo ovviamente al garante per la privacy ed invitiamo i cittadini a non fornire i propri dati personali ad una forza politica che ovviamente li userebbe per la propaganda elettorale. Per quanto riguarda lo spostamento del 118, come Partito Democratico abbiamo già espresso, nell’ordine del giorno approvato giovedì 27 maggio, le nostre preoccupazioni. Nella riorganizzazione del servizio sanitario locale abbiamo chiesto alla Regione Lazio e alla ASL RM 1 di attivarsi per mantenere, nello Spoke previsto in Via Salita della Marcigliana, anche la postazione del 118. Voler strumentalizzare questa situazione, che ci dovrebbe vedere tutti uniti ed impegnati nell’interesse del territorio e dei servizi offerti alla cittadinanza, dando la responsabilità al PD, è indice di una grave ignoranza e della volontà di ingannare i residenti del quartiere carpendo i loro dati per finalità politiche che nulla hanno a che fare con l’interesse pubblico. Continueremo a batterci per aumentare i servizi sul territorio e per smascherare becere operazioni di propaganda elettorale” lo dichiarano in una nota Filippo Maria Laguzzi e Federica Rampini, rispettivamente Presidente del Consiglio e capogruppo del Partito Democratico del III Municipio di Roma.”

Nel frattempo, sembra che si stia provvedendo alla correzione dei moduli incriminati, anche se rimane qualche dubbio sulla validità dell’intervento postumo. C’è da scommettere che le contromosse arriveranno in tempo reale. Nel frattempo il quartiere aspetta delle risposte.

Luciana Miocchi

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Settebagni: incontro con i residenti promosso da FdI per parlare della postazione 118 | di Alessandro Pino e Luciana Miocchi

25 Mag

[ROMA] Il futuro del presidio di ambulanze del 118 di Settebagni- il cui prossimo spostamento in via Paolo Monelli, tra Talenti e la Bufalotta, è stato annunciato recentemente in una riunione della Commissione Politiche Sociali del Terzo Municipio- è stato al centro di un incontro con i cittadini, promosso dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Antonello Aurigemma con quello municipale dello stesso partito di opposizione, Fabrizio Santinelli, tenutosi nel pomeriggio del 24 maggio al bar Silvestrini di via Salaria. Va ricordato che lo spostamento della postazione è legato alla condivisione della attuale sede di Salita della Marcigliana con un presidio Asl che seppur aperto in modo intermittente negli anni adesso dovrebbe venire ampliato diventando uno spoke di “casa di comunità”: da questo la necessità di destinare i locali utilizzati dal 118 a quello che sarà un ambulatorio con dei servizi di visite e analisi che per lo più in realtà già in passato venivano offerti prima di un loro diradamento.

All’incontro svoltosi erano presenti una trentina di residenti con una rappresentanza del direttivo del locale Comitato di Quartiere – con il vicepresidente Gabriele Massari , Fabio Puliti e Simona Rossi. Gli scriventi, membri anche loro del direttivo lo erano ma in qualità di giornalisti – e dell’ associazione Il mio Quartiere nella persona della dottoressa Marina Fava. Si è unita poi alla riunione la consigliera regionale di FdI Laura Corrotti, componente della Commissione Sanità della Regione Lazio ed è arrivato anche l’ex consigliere municipale Marco Bentivoglio, esponente del medesimo partito e artigiano attivo da sempre a Settebagni.

Sul tavolo, oltre alla questione 118 c’era quella ad esso legata della prossima chiusura della Asl di largo Rovani a Talenti, utilizzata per forza di cose anche dall’utenza residente a Settebagni.

Aurigemma ha anticipato che nei prossimi giorni partirà una raccolta di firme “perché a Settebagni il 118 non si tocca” e che proporrà una soluzione per trovare una nuova base all’interno del quartiere, magari presso alcuni locali in disuso della stazione ferroviaria. Santinelli ha attaccato la maggioranza municipale, rea a suo parere di non aver fatto nulla per evitare lo spostamento delle ambulanze. Per questo Aurigemma ha auspicato il coinvolgimento degli altri partiti anticipando un prossimo incontro in regione cui sarà invitata una rappresentanza di residenti.

E proprio alcuni dei cittadini presenti hanno preso la parola sull’oggetto del dibattito; va detto però che alcuni degli interventi mostrano una certa confusione tra i servizi della Asl e la presenza del 118, percepita probabilmente come un elemento del comparto sanitario del quartiere in grado di assicurare un rapido intervento dopo una eventuale chiamata al numero di emergenza, essendo già sul posto e non dovendo provenire dall’esterno.

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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Donazione di organi: una scelta in Comune

21 Mag

[ROMA] Il Consiglio del Terzo Municipio ha approvato nei giorni scorsi una risoluzione con cui si dà mandato alla Direzione municipale di diffondere all’interno degli uffici anagrafici di via Fracchia il materiale informativo predisposto dalla Rete Nazionale Trapianti.

Questo in attesa che gli ufficiali di anagrafe del Comune di Roma aderiscano al progetto formativo della Rete, per una corretta illustrazione ai cittadini dell’opportunità di registrare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti al momento della richiesta dei documenti di identità.
Firmataria della risoluzione è stata la consigliera di Italia Viva, Marta Marziali.
A cura di Alessandro Pino

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Verrà intitolata ufficialmente a Rino Gaetano la nuova arena al parco delle Valli | di Alessandro Pino

19 Mag

[ROMA] La nuova arena per spettacoli in via di realizzazione nel parco delle Valli verrà intitolata ufficialmente a Rino Gaetano: l’assemblea Capitolina ha infatti approvato la mozione di Roma Futura- primo firmatario Giovanni Caudo con  Tiziana Biolghini sempre di RF assieme a Riccardo Corbucci e Cristina Michetelli del Partito Democratico- per intitolare l’area che amplierà il Parco delle Valli al cantautore di origini calabresi, vissuto nel territorio dell’attuale Terzo Municipio fino al giorno della tragica scomparsa, avvenuta nel giugno del 1981. A darne notizia è stato lo stesso Caudo- già presidente del Terzo Municipio- via social. Soddisfazione è stata altresì espressa dagli altri firmatari Biolghini, Corbucci e Michetelli. Diventerà effettiva dunque quella che fino a oggi era una intenzione più volte annunciata.

Il Parco Arena Rino Gaetano una volta ultimato potrà ospitare dodicimila persone per concerti e attività culturali, tra queste sicuramente il Rino Gaetano Day precedentemente collocato a piazza Sempione.
Alessandro Pino

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Christian Raimo, un Assessore dentro e fuori le Istituzioni – di Luciana Miocchi

17 Mag

Lo si ama o lo si odia, di certo il suo pensiero non lascia indifferenti. Christian Raimo è assessore alla cultura del III Municipio dal 2018 e spesso, nonostante la carica, o forse proprio per quella, si è ritrovato a prendere posizioni che molti vedono inconciliabili con il ruolo che ricopre nelle Istituzioni. Ultima, quella riferibile all’occupazione, da parte di residenti stanchi di vederla inutilizzabile, della struttura sportiva ex Detroit, in via Monte Ruggero, centro per cui sono già stati spesi 250.000 euro di fondi pubblici e per cui, con un atto votato in maniera bipartisan quindici giorni fa, si è deciso di impiegare i fondi del pnrr destinati al Municipio. A complicare le procedure, una particella catastale da correggere, con i relativi tempi burocratici. Anche questa volta dall’opposizione si son levate richieste di dimissioni per incompatibilità tra la carica e le azioni. Articoli sulle ragioni degli occupanti se ne trovano ovunque ma sembra che chiedere direttamente a Raimo conto delle sue azioni sembra quasi un gesto impensabile. Eppure è una persona disponibilissima.

Professor Raimo, ha qualcosa da rispondere riguardo alle critiche e alle richieste di dimissioni in merito alle posizioni assunte sull’occupazione, da assessore di una giunta al governo del Municipio che ha anche approvato degli atti in merito alla riqualificazione e all’utilizzo del campo ex Detroit?

Nel senso che io sono abbastanza allibito ogni volta che sento l’idea del ruolo istituzionale che deve essere un ruolo depoliticizzato. Per me fare politica vuol dire farla dentro e fuori dalle istituzioni, quindi chiaramente non è che sono schizofrenico: io in quanto Assessore faccio degli atti e in quanto attivista porto avanti delle battaglie. Non è che i partigiani da una parte combattevano i fascisti e dall’altra parte pensavano di dover abbattere lo Stato, anzi. Immaginavano che dovessero migliorare la forma dello Stato. Chi ha fatto le più grandi riforme degli anni settanta, dalla scuola all’eliminazione dei manicomi, era un funzionario amministratore, chiaramente aveva un ruolo pubblico, che poi cercava attraverso l’attivismo, il volontariato e le forzature di portare verso una direzione che era quella auspicata dall’attivismo. Per me è un’idea vile del fare politica quella che poi se uno sta dentro le istituzioni deve fare soltanto un’attività istituzionale.

Ma cosi non mette in imbarazzo la sua stessa giunta, l’assessore allo sport, i consiglieri di maggioranza?

No, io penso che ci sia una dialettica interna molto franca, nel senso che, come dire, la mia idea di dialettica è una casa di cristallo, spesso le cose che ci diciamo in pubblico ci diciamo in privato ma non è che se uno mi mette in imbarazzo, mi fa delle critiche, io penso che c’è una forma di lesa maestà, io voglio cercare di far capire cosa è il bene pubblico. Il bene pubblico è uno spazio che va restituito il prima possibile all’uso pubblico dei cittadini. Se poi una parte di cittadinanza pensa che questa cosa deve essere fatta attraverso una partecipazione forte, delle assemblee pubbliche e non soltanto attraverso gli atti amministrativi, ben venga, poi discuteremo.

Ma qui si tratta di un ’occupazione, non è un’assemblea pubblica, è stata proclamata occupazione, quindi sarebbe un’altra cosa.

Che differenza c’è?

C’è che un’occupazione è di fatto un atto contro l’amministrazione, perché quella deve seguire un iter, dei passi ben precisi

E’ un’idea diversa dell’amministrazione. Tra le più importanti cose politiche che sono avvenute a Roma , spesso si è passati attraverso l’occupazione. Dalla delibera sulla casa all’importanza della restituzione dei beni settari.. Per me un libro fondamentale è l’Istituzione negata di Basaglia, un libro di una bellezza incredibile, che parte proprio dall’idea che dentro le istituzioni si può negare e contrastare la stessa istituzione e quindi trasformare i manicomi in settario pubblico per tutti. Questa cosa qui vuol dire dare più forza alle istituzioni perché vuol dire renderle permeabili, porose. La vogliamo chiamare occupazione? Un gruppo di persone ha preso e ha deciso di occuparsi di un posto che sta a venti metri da casa sua. Come lo vogliamo chiamare? E’ contro l’Istituzione? A me sembra che sia con l’istituzione. E’ un rapporto diverso.

Se l’Istituzione ha comunque fatto degli atti, delle delibere, sta seguendo un iter, sicuramente non si sta rispettando i tempi dell’amministrazione della cosa pubblica. Nel senso, Marchionne, il presidente del III Municipio, sarà contento?

Ma si. Alla fine spesso le cose vengono “fatte a regola d’arte”, con i processi “partecipati”…l’amministrazione dei cinque stelle era piena di questi progetti che da un punto di vista della carta erano perfetti e poi non gliene fregava niente a nessuno. Spesso c’è scritto partecipazione sulla carta, regola d’arte.. eccetera eccetera e poi questi posti non sono animati. Spesso invece l’animazione spontanea, vitale della cittadinanza porta poi a trovare anche esperimenti amministrativi e burocratici che sono più consoni all’oggetto stesso della politica.

Quindi pensa che non ci sia nessun tipo di malumore all’interno della giunta per questa sua presa di posizione?

Ma viva i malumori, a me dispiace se sono malumori personali ma se sono malumori o degli imbarazzi che poi si sciolgono e portano un maggior interesse su quell’area, ma chi se ne frega se è arrivato attraverso un malumore o attraverso la concordia. Importante è che poi si arriva a un punto, a un compromesso al rialzo, al punto di arrivo di trecento persone che occupano uno spazio e dicono “questo spazio è abitato dalla cittadinanza, troviamo il rimedio amministrativo più adatto per fare tutto questo”. Io penso che i cittadini non sono soltanto le persone che votano, io penso che i cittadini sono anche quelli che si mobilitano. Questa per me è una idea di democrazia solida, viva.

Però ci sono comunque delle regole da rispettare. Altrimenti è il Kaos e non si va avanti.

Non è il caos, non è il caos. No, perché io invece penso che il problema fondamentale è che le persone non fanno politica. Questa non è una lamentela. Fare politica, impegnarsi in politica, in movimenti, in associazioni è un dovere costituzionale, scritto nell’articolo 2 della costituzione.

La Costituzione è comunque la legge fondante del nostro Stato, dalla quale tutte le leggi traggono origine. Il principio è che si osservano le regole che ci si è dati.

Sulle regole c’è l’articolo 3 che dice che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli per il pieno sviluppo della persona umana. L’articolo 2 dice che c’è il dovere della solidarietà. Uno deve fare politica. Nel senso, se una persona non fa politica, non passa un po’ di tempo della sua vita a fare politica, per me sta andando contro il bene pubblico

Quindi l’amministrazione è superflua?

No, l’amministrazione è una parte della politica, non è tutta.

E Raimo cosa vuole fare? Politica, amministrazione e ideologia?

Sia l’attivista che l’amministratore. Ma come hanno fatto tutte le persone che hanno fatto politica. Pertini è stato in carcere sei volte!

Si ma c’è stato prima di essere Presidente della Repubblica. Non è che si è messo a fare il dinamitardo durante la presidenza.

Ma mica fai il dinamitardo, però su alcune cose ti metti a fare obiezione civile, ti metti a fare altre cose. Dico Pertini per dire una persona qualunque. Vogliamo pensare alle cose importanti che sono successe in questi anni, comunque è chiaro che fai politica in altro modo. Altrimenti se riduciamo la politica alla pubblica amministrazione è proprio una palla, proprio una lagna, ma non succederà mai niente! Che facciamo? Io penso che il ruolo di un’amministrazione sia anche quello di innescare un processo partecipativo . Ieri al Detroit c’erano duecento studenti! Duecento studenti ma dove li trovi che la domenica, invece di cazzeggiare si mobilitano a ripulire un parco. E lo vogliono far in quel modo lí, quindi? Che facciamo, gli diciamo che non si fa?

Se è una cosa loro si, se una cosa è pubblica ed è soggetta a determinate regole, assecondandoli ci si pone fuori dall’istituzione, dalla legalità, perché l’istituzione si muove in determinati binari , no?

L’istituzione così è veramente vuota. A prescindere. Cioè tu pigli tutti i teorici, da Habermars a Abel pongono l’istituzione in un modo molto ma molto diverso. Io ho citato prima Basaglia ma l’Istituzione mi sembra molto legata a un concetto liberale da ottocento. Tutta la situazione politica del novecento,  tutta la situazione della pubblica istituzione non è questo.  Questa è un’idea liberale, da Statuto Albertino. Nemmeno nella  costituzione si parla di Istituzione. C’è una differenza molto precisa, leggiti i libri di Roberta Calvano sulle Istituzioni come processi vitali o come processi formali. Se l’istituzione è solo un processo formale e non viene continuamente sfidata, anche attraverso una forma dinamica delle regole. Le regole non sono regole fisse, vivono nel diritto vivo. Da Onida (Valerio, ex presidente della Corte Costituzionale ndr), al suo ultimo libro, a tutta la letteratura di Ferraioli (Luigi, professore universitario e filosofo del diritto), proprio qual è il concetto di Istituzione oggi. Detta cosi teoricamente.

Detta alla spiccia io voglio che le persone partecipino alla politica. Io non posso dire alle persone come devono fare politica. Le persone fanno politica come cavolo gli pare. Se domani mattina le persone si stendono sulla metro e dicono la metro non passa da due mesi. Vogliamo fare una protesta?  Io mi stendo insieme a loro. Chiaramente non mi limiterò a quello. Cercherò di farmi un bucio di culo e di andare a cercare di capire con Metro come fare a far ripartire le corse.

Mettiamo un punto. Quale è la sua partecipazione a questa occupazione? Gli da un sostegno ?

Gli dò un sostegno, cerco di capire quali sono.. Verifico il mio operato,  cerco di stare li, se mi limitassi a quello…

Quindi non ritiene che il suo sostegno sia incompatibile con la carica di assessore di una giunta municipale?

Per niente. Anzi, ritengo che sia determinante perché di fatto, questo fa si che una giunta riesca ad essere porosa ai processi vitali di protagonismo di chi fa politica nella città. Penso che questo sia un ruolo fondamentale. Quello che ho firmato facendo l’Assessore mi chiede questo, non mi chiede semplicemente di fare gli atti formali che vogliono il Sindaco e i movimenti politici. Mi chiede di valorizzare il protagonismo politico delle persone che stanno nei territori. E questa è la prima cosa, è fondamentale. Poi, che l’opposizione voglia trovare le ragioni per sfidarmi rispetto a questo , questa è un operazione che trovo molto scadente. Quello che chiedo all’opposizione ogni volta è: fate politica, fate una politica sfidante. L’hanno fatto, hanno occupato quel posto? Trovate un altro posto con cinquecento persone e liberatelo. Facciamo vedere che Non ci stiamo sfidando a colpi di social perchè quello ha trasgredito le regole. Io non sono  un ribellista, io sono un intellettuale, sono una persona che studia , che si fa un bucio di culo così, sono una persona che cerca di capire come organizzare processi partecipativi. Se uno pensa soltanto a vedere se si sono messe le dita nella presa per vedere se per caso ha fatto scattare il corto circuito, è vile. Io vorrei che le persone all’opposizione ripensassero a come riportare l’elettricità dall’altra parte, non a chi ha messo le dita nella presa e ha fatto un corto circuito. E’ una sfida vera  e questa non c’è mai. Qualunque obiezione,  notazione, qualunque osservazione che mi ha fatto l’opposizione è sempre perché c’è stato un qualche momento, in cui forse, da un punto di vista delle regole io sono stato più libero, diciamo cosi, meno leguleio, meno preciso, E’ possibile un opposizione fatta cosi? Mai su un’idea, mai su un processo partecipativo, mai su una sfida vera, che ci stanno 300 persone che vogliono qualcosa invece ci stanno 300 che ne vogliono un’altra, mai su una soluzione intellettuale, mai che palle! Ma che opposizione è? Sembra che sono un ragazzino di quindici anni che fa i pasticci  e c’è chi mi rimprovera.

( per approfondire http://ex-detroit-occupato-dallopposizione-chiedono-le-dimissioni-dellassessore-raimo-che-fa-lattivista-di-luciana-miocchi )

Luciana Miocchi

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Ex Detroit occupato. Dall’opposizione chiedono le dimissioni dell’assessore Raimo che fa l’attivista – di Luciana Miocchi

17 Mag

Un gruppo di residenti organizzati occupa il centro sportivo ex Detroit, al Tufello. Rompono i lucchetti, puliscono, cercano di ridare un po’ di decoro a una struttura chiusa da tempo.  Attraverso un evento creato su fb da csa Astra viene data notizia di un’assemblea pubblica per sabato 14 maggio.

L’assessore alla Cultura della Giunta Marchionne, Christian Raimo affida ai social un post dedicato all’occupazione, di solidarietà e attivismo.

Immediatamente, dall’opposizione di piazza Sempione partono le richieste di dimissioni per l’assessore che non può non sapere che del centro si stanno occupando da tempo, c’è stato un atto votato all’unanimità per la destinazione di somme del pnrr per la sua riqualificazione anche se c’è un problema catastale da risolvere riguardo una particella.

FdI emette un comunicato: “L’occupazione del centro sportivo Detroit al Tufello da parte dei soliti centri sociali e l’emblema del lassismo delle ultime due amministrazioni: una struttura da riqualificare e restituire al quartiere che e stata abbandonata per anni dalla sinistra che governa il Municipio III, viene occupata dai centri sociali con tanto di benedizione di esponenti della giunta Marchionne come l’assessore Raimo”. Lo dichiarano il capogruppo di Fratelli d’Italia in Municipio III, Manuel Bartolomeo e i consiglieri Giordana Petrella, Fabrizio Santinelli e Serena Troiani “E’ appena il caso di ricordare al presidente Marchionne – aggiungono – che l’occupazione abusiva di spazi pubblici e un reato e ci aspettiamo che chi e a capo delle istituzioni tuteli i beni di proprietà del Municipio denunciando chi vuole appropriarsene abusivamente. L’appoggio esplicito dell’assessore Raimo gli occupanti e vergognoso quanto ipocrita, chi si schiera da parte dell’illegalità non può continuare a ricoprire cariche istituzionali. Il sindaco Gualtieri non ha nulla da dire in merito?”.

Il consigliere Fabrizio Bevilacqua (ex Lega, gruppo misto) tra i più attivi nel creare meme di critica sulla maggioranza così si esprime: «Perché chiedo le dimissioni di Raimo? Perché un briciolo di dignità dovrebbero avercela, in maggioranza. Va bene che hanno dovuto subire il ricatto elettorale di una lista che ha preso due consiglieri e ha avuto tre assessori, mentre una lista che ha eletto nove consiglieri, dieci compreso il presidente ne ha presi uguale, tre. Non so’ con quale logica politica, fa ridere. Sappiamo benissimo qual è il personaggio. Da assessore ha votato che è d’accordo alla riqualificazione e alla chiusura, poi da gruppettaro fa l’occupazione. Ma anche basta, un minimo di dignità la dovrebbero mantenere, capisco che i partiti sono diventati una cosa diversa però la dignità va mantenuta e il rispetto delle istituzioni anche. Non garantisci la serietà del lavoro e la pluralità degli interventi come assessore del Municipio, lascia perdere. Sennò ne perde di credibilità l’intera giunta e il Presidente stesso. Io sarò all’antica, un romantico, uno che la politica pensa ancora che abbia un senso e una dignità. Basta?»

A domanda diretta sul livello di imbarazzo o meno raggiunto dal Presidente del Municipio, dello stesso si sta ancora aspettando una eventuale risposta.

L’assessore Raimo invece, ha esposto il suo pensiero e lo si può leggere qui: https://lucianamiocchi.com/2022/05/17/christian-raimo-un-assessore-dentro-e-fuori-le-istituzioni-di-luciana-miocchi/

Luciana Miocchi

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Le ambulanze del 118 stanno per andare via da Settebagni? – di Luciana Miocchi

4 Mag
l’ingresso dei locali asl di Salita della Marcigliana a Settebagni

Da rumors raccolti dopo la riunione della commissione politiche sociali di qualche giorno fa, si apprende la notizia, potenzialmente deflagrante, che nella stessa seduta in cui è stata annunciata la chiusura della sede di Largo Rovani – praticamente dismessa da due anni, in quanto da tempo la maggior parte delle attività sono state trasferite – con la conseguente apertura di un nuovo polo in via Paolo Monelli -, strada senza uscita, sulla quale già insiste l’entrata del Liceo Giordano Bruno – e l’assetto di “cinque case di comunità” , il Dott. Turi, responsabile del III Distretto sanitario, ha annunciato il prossimo spostamento del servizio ares 118 dalla Salita della Marcigliana, a Settebagni, in via Monelli, in modo da recuperare stanze da adibire al potenziamento dell’ambulatorio. In pratica, per tornare a offrire i servizi che già c’erano qualche anno fa, solo che si svolgevano interamente a piano terra.

Se ciò fosse confermato ci sarebbe un bel pezzo di III Municipio a entrare in fibrillazione: i residenti di via Monelli sono già scesi in campo facendo una raccolta firme, in quanto non ritengono la scelta della loro via per il nuovo insediamento, una scelta felice: oltre ad essere una via senza uscita e densamente edificata, il traffico congestionato di via della Bufalotta rappresenta già un incubo e non esiste autobus al momento che transiti nella via, quindi prevedono un’aggravarsi delle condizioni. Ciò dovrebbe far riflettere anche sulla scelta di andare a posizionare li le ambulanze che ora sono a Settebagni, proprio per via del traffico che si crea nella zona in determinati orari del giorno. E’ ipotizzabile che una volta diffusa la notizia anche il quartiere di Settebagni scenderà in protesta, avendo già difeso in altre occasioni la postazione del 118 da altri trasferimenti, sempre rientrati proprio per le proteste e per la posizione strategica della postazione, a ridosso dell’autostrada Roma Firenze e del G.r.a. E anche i residenti delle zone limitrofe a largo Rovani hanno da manifestare il proprio dissenso, in quanto nonostante i servizi diradati già da tempo, nessuno li ha mai avvertiti riguardo una chiusura di qualche tipo. Questa ultima sede, in affitto da un privato, costa poco meno di un milione di euro l’anno di soli canoni, quindi la scelta potrebbe essere più economica che rispondente ad una logica di riorganizzazione sul territorio.

Luciana Miocchi

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Talenti: sulla futura chiusura della Asl di largo Rovani é botta e risposta tra opposizione e maggioranza municipali

27 Apr

[ROMA] Il futuro della sede Asl di Talenti a largo Rovani è stato al centro di un botta e risposta tra opposizione e maggioranza in Terzo Municipio.

A mettere sotto la lente di ingrandimento la sorte di tale struttura sanitaria é stato capogruppo municipale di Fratelli d’Italia, Manuel Bartolomeo che è intervenuto via social: “Questa mattina durante la commissione congiunta Pari Opportunita/Servizi sociali abbiamo avuto la conferma che entro il 2023/25 la sede Asl di Largo Rovani chiuderà!
Il responsabile Asl in presenza del Presidente del III Municipio Marchionne, ha dichiarato a verbale della commissione che tutti i servizi, compreso il SERT (Servizi per le Tossicodipendenze), saranno trasferiti in Via Paolo Monelli”. Prosegue Bartolomeo:
“Via Monelli, per chi non la conoscesse, è una strada a ferro di cavallo compresa tra Bufalotta e Talenti, confinante con una scuola superiore, immersa al traffico locale del centro commerciale Dima Shopping. Una scelta presa in piena autonomia dai ‘piani alti’ di questa amministrazione! Nulla di condiviso in fase decisionale nelle commissioni consiliari preposte! Non un atto presentato da votare in aula! Decisioni di questo genere non posso essere prese nelle stanze segrete di Piazza Sempione!
Fratelli d’italia Terzo Municipio chiede alla giunta Marchionne di fare un passo indietro rispetto a questa scelta scellerata!”.

Alle dichiarazioni di Bartolomeo ha fatto seguito una nota congiunta della capogruppo municipale Pd Federica Rampini, del presidente del Consiglio Municipale Filippo Maria Laguzzi e di Nicoletta Funghi, presidente della Commissione Patrimonio, Personale e Bilancio del Municipio III: “Il 30 dicembre 2021 la Giunta della Regione Lazio ha deliberato per il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza le Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale, nel Piano ci sono anche le cinque Case di Comunità previste nel territorio del Municipio Roma III, a tal proposito, infatti, abbiamo presentato un atto per la programmazione delle nuove aperture delle Case di Comunità”.

Ha poi concluso Federica Rampini: “Già da diversi anni la ASL RM 1 aveva comunicato, alle amministrazioni che si sono succedute, la volontà di voler chiudere la sede di Largo Rovani, ingenti sono le spese da sostenere e la vicinanza alle altre sedi di Via Lampedusa e Via Dina Galli è sempre stata disfunzionale alle necessità di un territorio vasto come quello del terzo municipio. Come Partito Democratico abbiamo cercato sino all’ultimo di evitare la chiusura, ma il nuovo quadro consente di fare un passo indietro e ragionare sulla nuova riorganizzazione.

Montesacro, Montesacro Alto (Talenti) e Val Melaina sono i quartieri della città consolidata, per questa ragione, nella programmazione prevista dalla Regione Lazio, oltre al potenziamento dello Spoke* di Via Salita della Marcigliana è stata prevista l’apertura di altre due Case di Comunità una proprio in sostituzione di Largo Rovani, in Via Paolo Monelli e l’altra nella zona di Porta Roma.

La Casa di Comunità presso Porta di Roma andrebbe ad offrire il servizio sanitario locale a tutti quei territori che da sempre ne sono privi, nello specifico Colle Salario, Fidene, Serpentara, Cinquina nonché la stessa zona di Porta di Roma. Per questa ragione, oggi in Commissione Politiche Sociali alla presenza del Direttore del 3 Distretto, abbiamo evidenziato come, anche in considerazione del blocco delle assunzioni del personale medico-sanitario, sarebbe giusto e doveroso dare la priorità all’apertura della Casa di Comunità di Porta di Roma, individuando strutture di priorità dell’Amministrazione.

Rimangono alcuni dubbi di natura logistica per l’apertura della Casa di Comunità in Via Paolo Monelli, ma la priorità è quella di continuare a garantire il servizio sanitario locale anche al quartiere Talenti. Come Partito Democratico abbiamo chiesto una seduta di Consiglio straordinaria per discuterne appieno” 

*Per Spoke si intende una rete territoriale di servizi ambulatoriali cui compete la selezione e la gestione dei pazienti e il loro invio ai centri di riferimento quando una determinata soglia di gravità clinico-assistenziale viene superata.Tale rete può essere suddivisa in: Spoke 2 (Centri Ospedalieri di riferimento provinciale con competenze specialistiche Diagnostico-terapeutiche specifiche) e Spoke 1 (Centri Specialistici territoriali in grado di servire più capillarmente il territorio a livello diagnostico, terapeutico e assistenziale).
A cura di Alessandro Pino

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Addio a Donna Assunta Almirante, memoria storica della destra italiana | di Alessandro Pino

26 Apr

[ROMA] Si terranno giovedì alle 14 nella chiesa degli Artisti in piazza del Popolo i funerali di Assunta Almirante, vedova del celebre leader e fondatore del Movimento Sociale Italiano, Giorgio, scomparsa all’età di cento anni nella sua casa romana.

All’anagrafe si chiamava Raffaela Stramandinoli ma per il popolo della destra era e sarà sempre Donna Assunta; era nata a Catanzaro il 14 luglio 1921 da una famiglia di agiati proprietari terrieri.


Figura al contempo discreta ma di forte presenza al fianco del marito (si erano sposati in seconde nozze per entrambi nel 1969 ma vivevano insieme dal 1951) era considerata unanimemente la memoria storica della destra Italiana; attestazioni e messaggi di cordoglio sono giunti in massa sia da politici di spicco che da semplici militanti.
Alessandro Pino

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L’evento “Roma Cura Roma” spostato dal 2 al 9 aprile per maltempo – di Luciana Miocchi

1 Apr
la pagina internet di Roma cura Roma aggiornata con la nuova data di intervento

Il sito di Roma cura Roma è stato aggiornato in contemporanea con la trasmissione del comunicato rilasciato dal Campidoglio alle agenzie stampa ed è una bella novità, rispetto a tutte le volte in cui le pagine istituzionali nel passato, anche recente, venivano revisionate quando ormai era troppo tardi: un piccolo segno di rispetto verso cittadini e associazioni, che con le migliaia di adesioni a ben 438 interventi registrati sul portale di “ROMA CURA ROMA” hanno dimostrato di aver apprezzato il progetto.

La nuova data da tenere a mente è sabato prossimo, sperando che il tempo tenga e anzi, si dimostri benevolo regalando una bella mattinata di cielo sereno e sole splendente.

Infatti, a causa dell’avverso bollettino meteo fornito della Protezione civile di Roma Capitale che prevede per la giornata del 2 aprile – data prevista in origine per l’iniziativa – condizioni di maltempo con venti forti, drastico abbassamento delle temperature e alte probabilità di temporali, l’evento “Roma cura Roma – Tutta mia la città” voluto da Roma Capitale, sotto il coordinamento e l’organizzazione dell’assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, la collaborazione di Legambiente, WWF, Retake, CSV – Good Deeds Day, FAI è stato rimandato a sabato 9 aprile.

vecchia locandina di Roma cura Roma, prima che l’allerta meteo facesse rinviare l’evento

Luciana Miocchi

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Il Terzo Municipio vota l’istituzione del Premio David Sassoli “Europa dei Popoli” | di Alessandro Pino

24 Mar

[ROMA] Il Consiglio del Terzo Municipio della Capitale ha approvato l’istituzione del Premio David Sassoli denominato “Europa dei Popoli”: si tratta di un concorso annuale aperto alle scuole del territorio con il duplice scopo di ricordare il ruolo svolto in rappresentanza dell’Italia da Sassoli all’interno del Consiglio Europeo e come Presidente dello stesso negli ultimi anni di mandato.

Al riguardo il presidente del Consiglio Municipale Filippo Maria Laguzzi si è così espresso: «Un atto approvato oggi, a un mese dall’inizio del conflitto fra Russia e Ucraina, che ci vede coinvolti come Europei e come Italiani. Ritorna oggi, più che mai, il bisogno di sentirsi uniti sotto le parole comuni che sono sancite nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che contiene gli ideali su cui si fonda l’Unione europea stessa. Già a partire dal 9 maggio, saranno pensate, promosse e ideate dalla Commissione Scuola e Cultura, iniziative volte, non solo alla memoria di David Sassoli ed al riconoscimento del suo impegno istituzionale ma anche iniziative volte alla condivisione e alla comprensione profonda del ruolo dell’Europa in un’ottica di unità e soprattutto di pace».

Alessandro Pino

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Risolta la questione degli esuberi al liceo Nomentano: tutte accolte le domande di iscrizione al primo anno. Polemica in Municipio – di Luciana Miocchi

23 Mar

Ci è voluto tutto l’impegno del Municipio, con il dialogo costante con la Città Metropolitana e l’Ufficio Scolastico Regionale, nonchè la disponibilità della dirigente dell’IC Munari, dott.ssa Eva Pasqualini, che ha acconsentito ad accogliere sette classi del liceo Nomentano – togliendo così dall’imbarazzo un po’ tutte le parti coinvolte nella surreale vicenda verificatasi alla chiusura delle preiscrizioni al primo anno di liceo, qualche settimana fa. In quel frangente, infatti, ci si accorse che circa duecento studenti sarebbero rimasti fuori graduatoria, un po’ troppi rispetto ai numeri che si verificano normalmente e difficili da ricollocare, se non con grande disagio delle famiglie, segno che qualcosa nella programmazione non era andato per il verso giusto. Tanto più che a pagare, come sempre, sarebbero stati i ragazzi provenienti dalle zone più lontane dagli istituti superiori, sempre in fondo a tutte le graduatorie di istituto, colpevoli di non averne uno vicino, considerabile di prossimità con le scuole medie, come Settebagni e Castel Giubileo che per uno strano caso dell’ufficio scolastico provinciale, sono a una distanza media di dieci chilometri e senza collegamenti pubblici agevoli con le superiori del III Municipio. Una situazione a cui l’amministrazione dovrà porre rimedio, prima o poi.

L’impegno preso personalmente dall’assessora municipale alle scuola, nonché vice presidente del Municipio Paola Ilari e dal presidente Paolo Marchionne ha portato, piuttosto che allo smistamento verso altre strutture anche fuori Municipio, a cercare locali alternativi, in modo da non penalizzare le famiglie che avevano optato come prima scelta, per il liceo di via della Bufalotta. Con una nota congiunta Ilari e Marchionne esprimono tutta la loro soddisfazione: t”utte le studentesse e gli studenti, come ci eravamo impegnati a fare fin dall’inizio, saranno iscritti al liceo Nomentano. Ce lo avevano chiesto le famiglie e ragazzi e ragazze, per questo abbiamo quotidianamente interloquito con le altre Istituzioni per individuare esclusivamente nel Municipio III la soluzione migliore che garantisse il reperimento delle aule necessarie, affinché i gli oltre 200 studenti avessero la loro scuola“. Il problema era la quantità di spazio necessaria, infatti proseguono i due “Ci è voluto tempo ma ci siamo riusciti: sono stati effettuati diversi sopralluoghi, non era semplice trovare nelle scuole del territorio spazi così grandi. La scelta della struttura scolastica di via Rina de Liguori dell’I.C. Munari a Vigne Nuove era l’unica ad avere 7 aule e le caratteristiche necessarie a garantire la sicurezza“. All’inizio di giugno cominceranno i lavori di adeguamento, i locali erano destinati in origine a scuola elementare, in modo che tutto sia pronto per l’inizio del nuovo anno scolastico. Presidente e vice Presidente del III Municipio hanno tenuto a precisare che non si tratta di un risultato scontato, in quanto è stato “raggiunto grazie al Sindaco Roberto Gualtieri, al consigliere Daniele Parrucci e ai tecnici che si sono prontamente messi al servizio, ma il più importante ringraziamento va alla Dirigente dell’IC Munari, Eva Pasqualini che ha subito capito l’esigenza e si è messa a completa disposizione“.

Dall’opposizione municipale, i consiglieri di FdI Giordana Petrella e Manuel Bartolomeo sui social si manifestano critici nei confronti della soluzione trovata, proprio per via dell’ubicazione delle aule, prossime a una scuola primaria, anche se concordano che per gli studenti è meglio alle elementari in III piuttosto che sparsi per tutta Roma. Soprattutto, fanno notare che è il secondo anno che viene commesso un errore di valutazione. Questo è un discorso, che andrà affrontato sicuramente, in modo da non doversi trovare nuovamente nella stessa scomoda posizione.

Luciana Miocchi

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Cristiano Bonelli, ex presidente del III Municipio di Roma Capitale è il nuovo assessore all’Urbanistica, erp e personale del VI Municipio – di Luciana Miocchi

6 Mar

Cristiano Bonelli, Lega, già presidente Pdl del III Municipio ai tempi del Sindaco Alemanno, è il nuovo assessore all’Urbanistica, erp e personale della giunta Franco, unica compagine di centro destra ad amministrare un Municipio di Roma Capitale dopo l’ultima tornata elettorale, il VI, quello delle Torri. Subentra a Rosario Onorati, prima Pd poi Lega, che lascia pare per motivi personali, di famiglia o di lavoro, le fonti sono discordanti.

Queste le prime parole del nuovo assessore, una vita spesa per Montesacro, dove è ancora tutt’oggi ricordato: “mi piacerebbe si smettesse di catalogare il municipio di Tor Bella Monaca come periferia difficile. In pochi giorni ho conosciuto già tante brave persone che si dedicano alla vita di quartiere in modo propositivo. Metterò in campo buona volontà e l’esperienza maturata negli anni passati e studio attento del territorio. Ho al mio fianco una bella squadra, dalla giunta ai consiglieri di maggioranza. Il Sindaco qui dovrà dimostrare le sue reali capacità e il desiderio di investire risorse adeguate“.

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Circolo Pd Nuovo Salario: cancellate le scritte intimidatorie | di Alessandro Pino

16 Feb

[ROMA] É stato ripulito dopo i rilievi della Scientifica l’esterno della sezione del Partito Democratico di piazza Belotti al Nuovo Salario, intitolata a Giovanna Marturano. La mattina del 14 febbraio infatti erano apparse sui muri dello stabile alcune scritte intimidatorie (“Pd assassini”) corredate dal riferimento del ragazzo morto durante uno stage di alternanza scuola lavoro, da simboli anarchici e una falce e martello.


Al riguardo si erano espressi il consigliere capitolino Riccardo Corbucci, il segretario del Pd Municipale Filippo Maria Laguzzi e la capogruppo in Terzo Municipio Federica Rampini.

«Ci tengo a mandare un abbraccio all’ignorante e al codardo di turno» aveva dichiarato Corbucci «evidentemente il nostro lavoro in città e sul territorio infastidisce qualcuno».

Così Laguzzi e Rampini in una nota congiunta: «La città e il municipio III non hanno bisogno di violenza e conflitti ma di soluzioni alle numerose questioni da troppi anni irrisolte: la scuola, la manutenzione stradale e del verde pubblico, i rifiuti, le politiche abitative».
Alessandro Pino

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Polemica in Terzo Municipio: il consigliere Della Bella (Pd) denigra le periferie? | di A. Pino e L. Miocchi

4 Feb

[ROMA] Sta suscitando polemiche quanto accaduto nella mattinata del 4 febbraio a Cinquina e a Vigne Nuove durante un sopralluogo della commissione Lavori Pubblici del Terzo Municipio, a proposito di alcune affermazioni che sarebbero state pronunciate dal consigliere di maggioranza Italo della Bella, eletto nella lista del Partito Democratico.

É stato il capogruppo di Fratelli d’Italia, Manuel Bartolomeo a dare pubblicità alla vicenda fornendo un proprio resoconto attraverso un comunicato: “…abbiamo assistito ad un triste teatrino che ha visto come protagonista il consigliere del PD, Italo Della Bella, vice presidente della commissione stessa. Il consigliere ha prima delirato contro gli abitanti del quartiere Cinquina ripetendo più volte «Questi non si meritano niente, a questi je piace vivere così». A nulla sono servite le richieste di abbassare i toni visto che successivamente, una volta arrivati nel quartiere Vigne Nuove, come se non bastasse ha continuato a denigrare i residenti additandoli come zozzoni, se meritano questo, nu je dovemo fa niente qui”. A questo punto il sottoscritto è intervenuto mettendo a verbale della commissione che il comportamento scorretto del consigliere Della Bella non era più tollerabile, essendo discriminatorio e irrispettoso verso quei cittadini che invece dovrebbero sentirsi tutelati da chi amministra questo territorio. Già sul posto molti dei consiglieri presenti nella commissione hanno preso le distanze dalle esternazioni insensate del consigliere del Partito Democratico. Solamente dopo aver verbalizzato le incomprensibili dichiarazioni del consigliere, lo stesso ha ritenuto opportuno avanzare delle scuse. Non tollereremo più nessun atteggiamento denigratorio del genere. Il consigliere Della Bella forse si dimentica che solamente tre mesi fa in quelle stesse vie andava cercando voti per le elezioni amministrative”.
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Al riguardo é seguita una nota di Filippo Maria Laguzzi, Presidente del Consiglio del III Municipio: “Quanto denunciato oggi da un consigliere di opposizione del III Municipio è un episodio spiacevole che non rappresenta in alcun modo il pensiero del Partito Democratico e dell’amministrazione di centrosinistra. Mi auguro che la ricostruzione di quanto accaduto non risponda al vero e che si tratti di chiacchiericcio fra consiglieri municipali, ma trovo tuttavia fastidioso che il III Municipio debba continuare a stare sulle cronache per il giudizio che altri pensano di poter dare sui nostri concittadini. Nei quartieri di Cinquina e Vigne Nuove ci sono problemi irrisolti che si accumulano da diversi decenni e compito della nostra amministrazione dovrà essere quello di dare finalmente delle risposte per migliorare la qualità della vita di quei residenti. Conosco perfettamente le idee del Presidente del III municipio Paolo Emilio Marchionne e sono certo saprà amministrare in questi anni mettendo al centro della propria azione politica le esigenze dei nostri concittadini”.

Ovviamente appena riceveremo repliche del consigliere Della Bella e del presidente del Municipio Marchionne saremo lieti di pubblicarle.
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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Roma III Municipio: Appena insediata, la Giunta Marchionne già fa parlare di sè. Fortissimo mal di pancia si Sinistra Civica Ecologista – di Luciana Miocchi

11 Nov

E’ passata poco meno di una settimana dalla prima seduta della Consiliatura Marchionne bis e già il parlamentino di piazza Sempione si conferma fucina scoppiettante di politica e fantasia, di compattezza di coalizione, forse, di discontinuità amministrativa, più o meno, di dolori di pancia, per alcuni. C’era fermento nell’aria già prima che venissero aperti i lavori, perché all’ultimo secondo è stata inserita nell’ordine del giorno anche la presentazione della Giunta scelta dal neo presidente Paolo Emilio Marchionne – alla sua seconda esperienza, ché la prima fu bruscamente interrotta dalle dimissioni di Ignazio Marino- Giunta che però non ha la composizione che quasi tutti si aspettavano, compresa l’opposizione.

Infatti, le proporzioni uscite fuori dalle urne hanno assegnato al Pd, partito di maggioranza relativa, undici eletti, compreso il Presidente, di cui soltanto tre del tutto debuttanti : Spizzichino, Cavalieri e Funghi, mentre gli altri sono già stati consiglieri e Rampini e Comito, addirittura assessori nella prima giunta Marchionne. A Roma Futura, la lista di Giovanni Caudo – con la quale ha tentato anche la via delle primarie per la scelta del candidato Sindaco, poi caduta su Roberto Gualtieri – due. Come due per la Lista Civica Gualtieri e uno a Sinistra Civica Ecologista.
Soltanto che a fronte di tale composizione, il Presidente Marchionne ha scelto, come per altro nelle sue legittime facoltà, di nominare ben tre assessori di Roma Futura, sui sei consentiti dal regolamento di Roma Capitale, ovvero Maria Romano, Christian Raimo e Matteo Zocchi. Praticamente più assessori che consiglieri. Cosa subito fatta notare a suon di battute anche dagli scranni dell’opposizione. L’unico tecnico, Bianca Maria Rizzo, architetto e tesserata Pd e i due rimanenti, in quota Pd, Paola Ilari, dirigente Pd e già coordinatrice municipale del partito e Matteo Pietrosante, di LeU ma candidatosi da indipendente nelle liste del Pd. Alcune scelte sono quindi subito sembrate un po’ originali, come se nelle liste del suo partito o in quelle di coalizione non vi fossero altre persone di sua fiducia e a quel punto è lecito domandarsi perché non abbia scelto di aderire formalmente a Roma Futura, forse per un mero calcolo elettorale? E perché il capolista e fondatore di Roma futura, l’ex presidente del Municipio Giovanni Caudo, non appena è stato diffuso l’elenco degli assessori ha sentito la necessità di emettere un comunicato stampa con il quale asseriva la completa indipendenza del presidente Marchionne, le cui scelte sono state prese dallo stesso in totale autonomia e “con elementi di continuità con l’esperienza politica precedente”? Da solo, in quanto esponente e dirigente del partito di maggioranza relativa, Marchionne non era forse in grado di difendere le sue scelte? Qualcosa deve essere successo di sicuro.

Di solito non si cercano frizioni, all’inizio di una consiliatura, né all’interno del proprio partito né tra gli esponenti della coalizione. Fatto stà che Simone Filomena, consigliere di Sinistra civica ecologista, presso la cui sede era addirittura ospitato il comitato elettorale di Marchionne, non l’ha presa bene e dopo essersi consultato con i suoi vertici ha deciso di non appoggiare la giunta “apparentemente bicolore” e di riservarsi ulteriori decisioni. Che potrebbero essere anche quelle di passare armi e bagagli in opposizione. Probabilmente SCE si aspettava di avere un assessore in rappresentanza, tenuto conto delle proporzioni di voto e anche i rapporti con il presidente. Vista da fuori, l’intera questione, a un’occhiata superficiale non avrebbe molto senso. La stessa capogruppo del Pd in consiglio, Federica Rampini, ha chiesto trasparenza nei rapporti, visto che la precedente giunta aveva preso come modus operandi di non comunicare con il consiglio, né con i consiglieri di maggioranza e di avvertire con comodo gli assessori ritenuti critici. Stessa trasparenza e discontinuità chiesta poi dai consiglieri di opposizione che hanno vissuto i tre anni della consiliatura Caudo, a cui contestano l’aumento della disparità tra il centro e la periferia, la mancanza di dialogo con i consiglieri, la presentazione dei progetti a decisioni ormai prese. In questo bisogna riconoscere lo stile della candidata del centrodestra Giordana Petrella, Fdi, che ha tenuto un discorso molto corretto politicamente ma anche quello un po’ guascone del capogruppo della Lega, Fabrizio Bevilacqua, che nei prossimi cinque anni, a meno di eventi straordinari, si troverà a essere capogruppo di se stesso, avendo il suo partito sovvertito l’ordine di rappresentanza in Municipio, riuscendo ad eleggere solo lui, a favore di FdI che invece diviene il gruppo più dell’opposizione. I consiglieri di M5S e Lista Civica Calenda, essendo tutti neoeletti hanno potuto solo testimoniare il proprio impegno futuro con l’entusiasmo di chi non ha avuto ancora modo di toccare con mano quanto possa essere difficile, a volte, il dialogo, soprattutto all’interno del proprio schieramento.

Il presidente Marchionne, nel suo discorso di presentazione ha detto di aver trovato una disponibilità inaspettata, visti i precedenti alle primarie (in cui non era il candidato ufficiale del PD ma un indipendente sostenuto tra gli altri da Roma Futura) e di aver chiesto a qualcuno di ingoiare qualche rospo ma di credere che ci saranno spazi e tempi per recuperare, intorno al fare. Ha anche offerto la sua disponibilità per qualsiasi idea o proposta, fedele al suo stile di sincerità e dovendo badare alle necessità.
In effetti il presidente Marchionne, rimanendo fedele al suo stile di dire tanto con pochissime parole, alla fine ha dato più di qualche indizio, utile anche a organizzare una qualche teoria sull’apparente inizio insensato della consiliatura. E’ chiaro che non ha digerito la scelta della dirigenza di puntare su Francesco Pieroni come candidato ufficiale, altrimenti non avrebbe fatto riferimento alle ormai passate primarie. La pratica dell’ingoio del rospo nel presente, in cambio di possibili glorie future, sembra poi una premessa. A cosa? A un rimpasto? Pratica dolorosa che si attua quando lo scontro ormai è talmente evidente che tocca far saltare qualche testa, sostituendola con un’altra in grado di ristabilire gli equilibri? E allora perché non farlo fin da subito? Sempre più senza senso per i più. A meno che… a meno che l’intero municipio non stia assistendo alla nascita di un altro partito in seno alla sinistra, quel partito di cui apertamente Christian Raimo, assessore alla cultura – assessorato giudicato necessario al posto di altri tradizionalmente strategici come il commercio – e che nella passata consiliatura ha dimostrato di essere piuttosto Tufello- centrico, con alcune incursioni a Talenti ma mai addentratosi nella periferia del Municipio già di per sè periferico – ha sempre parlato, auspicando che il movimento delle associazioni culturali divenisse un partito vero e proprio. E di cui, forte del suo bacino di lettori, oltre che di elettori, perché Raimo può piacere o non piacere ma un suo pubblico ce l’ha, si propone come pensatore e ideologo. Sembrerebbe il delitto perfetto a spese del Pd, che per la seconda volta di seguito viene utilizzato come volano per i voti, salvo poi essere sedotto e abbandonato una volta arrivati davanti all’ufficio di presidenza e che inspiegabilmente rimane a guardare, non sta bene far saltare il banco prima ancora di cominciare, poi si vedrà. Tutto chiaro, perfetto? Caudo leader maximo del partito, Marchionne segretario, Raimo ideologo? Allora perché nelle foto ufficiale della Giunta, pubblicata da Marchionne sul suo profilo social, Raimo non c’è? Svista? Dimenticanza? In politica difficilmente accade qualcosa per caso, ma può capitare. Che sia già cominciata la scissione, come in ogni buona storia di autentica sinistra o che sia stato tutto un fraintendimento, colpa di mosse romantiche ma goffe? Arriverà forse il Sindaco a tirare le orecchie al presidente disponibile ad ogni proposta di miglioramento, domando così malumori pericolosi, come già fatto in X Municipio? Di certo qualcosa accadrà, non resta che rimanere sintonizzati su piazza Sempione.

Luciana Miocchi

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Elezioni del 3 e 4 ottobre 2021: I Quattro candidati principali alla presidenza del III Municipio – di Luciana Miocchi e Alessandro Pino

1 Ott
La sede della presidenza del Terzo Municipio di Roma Capitale in piazza Sempione

Breve presentazione di vecchie e nuove conoscenze in corsa per amministrare lo sterminato territorio di Montesacro, in rigoroso ordine casuale

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Un professore per i Cinque Stelle : Dario Quattromani

Il Candidato dei Cinque Stelle ha l’arduo compito di far dimenticare l’ingloriosa uscita di scena della prima giunta a guida pentastellata, caratterizzata da un’alta litigiosità

“A dicembre compio 43 anni. Sono nato a La Spezia ma vivo nell’area metropolitana di Roma dal  1981, abitando all’Aurelio e a Ostia. Dal 2003 ho iniziato a lavorare in zona e sono residente qui a Porta di Roma dal 2007. Studio e insegno Scienze Politiche all’Università, mi sono occupato degli attivisti al tempo del Meet Up prima e delle liste di Beppe Grillo poi. Successivamente e piano piano, mi sono confrontato con loro nella attività di studio.

Dario Quattromani, candidato Movimento Cinque Stelle

Cosa l’ha portata a candidarsi alla Presidenza del III Municipio?

 Fondamentalmente l’idea era di sistemare delle situazioni che si erano create nel corso degli anni all’interno dei gruppi municipali per ovvii motivi legati all’andamento delle scorse elezioni. Collaborando dal di fuori ai gruppi municipali ho visto l’occasione per dare un segno di unità all’attività. C’è stata una votazione interna tra gli attivisti quest’estate e oltre a me c’erano altre persone che si sono presentate e ognuna ha espresso la preferenza per il candidato presidente. Io ho portato la mia idea di lavoro e ho raggiunto la maggioranza dei voti. Ci siamo confrontati anche con i consiglieri uscenti del Movimento all’interno che non avevano optato per una continuità a livello municipale, di conseguenza noi che volevamo lavorare sul III ci siamo trovati.

Lei insegna materie politiche, questo può avvantaggiarla?

Conosco i tempi della politica per professione – insegno infatti a contratto Scienza della Politica all’Università della Tuscia e alla Link Campus e da quest’anno anche alla D’Annunzio – per studi precedenti e per attività successiva perché negli ultimi quattro anni mi sono occupato della comunicazione del gruppo del Movimento in Città Metropolitana, dove sono funzionario di ragioneria.

Saprebbe smorzare eventuali rivalità interne che sono poi quelle che creano problemi…

Ci sono realtà collettive, studi di psicologia del gruppo che devono sempre essere messi all’ordine del giorno nella gestione di una squadra, ci sono dinamiche che sono presenti chiaramente in tutti i gruppi, in alcuni escono fuori e in altri meno, è chiaro che quando tutto è all’ordine del giorno possono sembrare più eloquenti. Quindi l’idea è di trovare una capacità di unire le problematiche precedenti avendole studiate, ho scritto e ho pubblicato su questo quindi ho studiato in maniera approfondita e quindi per evitare per esempio nella composizione della squadra problematiche precedenti.

Che sono state secondo lei…

Mah il problema di fondo è che io vado sempre nella ricerca di soluzione sul fatto di essere umano e quindi gli umani che si trovano ad avere delle responsabilità in un momento particolare della propria vita hanno anche la risposta a quella che è la gestione della presidenza di una Commissione, una attività di assessorato che magari era una esperienza che prima non c’era, avendola osservata dal punto di vista dell’opposizione, dell’attivismo che è cosa diversa dall’essere all’interno di una amministrazione- io lavoro in amministrazione da 18 anni- e quindi dal punto di vista amministrativo e dal punto di vista politico

A proposito di antipolitica…

Fare politica come l’ho sempre considerata nel percorso che ho intrapreso continuando  gli studi  è il servizio più alto che si possa dare alla comunità di riferimento. L’antipolitica del Movimento Cinque Stelle nasce nei confronti di un tipo di politica che ho testimoniato anche nelle mie interviste quando nel 2015 pubblicammo un libro sugli attivisti del M5S che fu il primo lavoro dai tempi di Alberoni negli anni Settanta sugli attivisti di partito: studiammo le varie realtà locali e le varie differenze, io mi occupai di Roma, altri colleghi di altre città e scoprimmo che fondamentalmente l’antipolitica non era nei confronti del fare politica ma nei confronti dell’attività politica intesa come…a livello accademico parliamo di partiti di cartello, di partiti che rimangono nelle istituzioni e non producono per la comunità ma per mantenersi.

A proposito di problemi…il Movimento è caduto anche in altri Municipi

Prima del Terzo c’è l’Ottavo Municipio, successivamente ce ne sono stati altri che hanno avuto delle problematiche simili ma differenti nel caso particolare perché chiaramente ogni Municipio è differente. Troviamo delle realtà di alcuni municipi estremamente solide dal punto di vista strutturale, faccio l’esempio di Ostia, del Sesto Municipio, che hanno avuto meno problematiche di questo tipo perché avevano una struttura che negli anni si era solidificata ed era diventata un gruppo effettivo. Altri Municipi hanno chiaramente sofferto di problematiche che nascevano dalle gestioni precedenti degli stessi municipi e dal ricambio a volte che c’era o che non c’era dell’attivismo. Chiaro che i risultati dicono che il Movimento ha in alcuni municipi delle solidità importanti e in altri si è dovuto ricominciare, il nostro caso è uno di questi, legato anche a problematiche che prescindevano talvolta dal fare politica in sé, alla considerazione di certe situazioni, a volte anche con il senno del poi.

Qual è il programma politico che vi siete dati per queste Elezioni?

Obiettivo è innanzitutto quello di mettere al centro il cittadino nelle scelte della amministrazione municipale cosa che in questo triennio di amministrazione uscente non è avvenuto in maniera evidente, cosa che è fondamentale nel momento in cui il Municipio è l’amministrazione più di prossimità nei confronti dei residenti. Il cittadino torna ad essere centrale e perché da cittadino mi pongo come obiettivo – abito qui a Porta di Roma- sono venuto qui con un progetto d vita di un certo tipo, la realtà poi mi dimostra che le situazioni non sono ancora state gestite. La situazione dei servizi nei confronti dei cittadini, la ripresa della riqualificazione a livello dei mercati, che sono il cuore pulsante dei quartieri del Municipio e che permettono ai cittadini dopo un anno e mezzo di lockdown e di pandemia di riprendere i rapporti che erano stati non a causa loro allora interrotti e quindi la possibilità di ritrovare quel senso di comunità che è il cuore pulsante di un Municipio così vasto come il nostro, abbiamo una popolazione talmente estesa e un territorio che va a toccare talmente vari confini anche soprattutto naturali che è necessario ritrovarsi e comprendere di essere al centro delle decisioni che vengono prese dalla amministrazione.  Questo grazie agli strumenti che già sono presenti a livello comunale e che vanno portati avanti a livello municipale. Io  mi occupo di bilancio partecipativo e di assemblee di cittadini a livello scientifico, il miglior modo di riprendere questa partecipazione dei cittadini rispetto ai progetti è quello di uscire da situazioni clamorose come la gestione di piazza Sempione o come altre decisioni che sono legate a una gestione personale, non dal punto di vista degli interessi personali ma delle volontà personali, in questo caso…quindi l’idea di fondo è quella di non dimenticare i cittadini nelle scelte perché noi abbiamo un programma lo presenteremo questa domenica mattina ma che i cittadini possano partecipare alle eventuali modifiche che possono essere portate a integrazione rispetto a dei punti che chiaramente nel corso della amministrazione venissero fuori come fondamentali. Quindi chiedere questo spiegando cosa si può fare e cosa non si può fare e perché è importante riprendere il collegamento con le altre realtà confinanti.

Un obiettivo per gli eventuali primi 100 giorni di amministrazione?

I primi 100 giorni sono i momenti nei quali vanno messe le fondamenta di una gestione che poi andremo a portare avanti. Innanzitutto quando si arriva in una amministrazione si cerca di capire cosa c’è, che strutture abbiamo, perchè abbiamo i mezzi che non sono utilizzati, parlo di patrimonio disponibile, di servizi che magari sono sospesi per motivi che dobbiamo scoprire, fondamentalmente lo stato dell’arte della amministrazione nel momento in cui abbiamo il passaggio di consegne e iniziare sicuramente a riqualificare i mercati rionali, a controllare le questioni che sono partite in questa poco animata consiliatura breve e modificare come le situazioni in corso possono essere migliorate per andare incontro ai reali bisogni dei cittadini. Chiaramente far comprendere cosa vuol dire che diventino il riferimento di ascolto della nuova amministrazione.

Un punto del programma al quale tenete di più ?

Fondamentale la ripresa per tutto il paese ma noi come municipio contiamo sul rapporto integrato tra il settore culturale e il settore del commercio, dobbiamo leggere questi due settori in maniera integrata perchè uno sia il volano dell’altro e permettono al municipio di guadagnare ciò che non riesce a essere fruito dai cittadini. Il ruolo della cultura, la presenza ad esempio anche all’interno dei nuovi mercati riqualificati, punti legati alla distribuzione di libri, banchi ad hoc per questo.

E nei quartieri in cui questi mercati non ci sono?

Trovare in sintonia con i comitati di quartiere delle modalità e situazioni di collegamento con associazioni culturali in modo da fornire servizi non presenti all’interno dei mercati ma che hanno dei riferimenti solidi nel territorio del municipio.

Metro o people mouver?

Il people mover è in fase di programmazione anche importante, i tempi sono differenti, il discorso fondamentale quale è: se noi vogliamo progettare da qui a 4/5 anni abbiamo la possibilità di lavorare con il people mover con tempi certi, con impatto minore rispetto agli scavi della metropolitana. Il problema quale è, non è che un mezzo di trasporto va per forza a sostituirne un altro, è necessario avere più possibilità di trasporto su uno stesso territorio che va a riempirsi e va ancora di più a popolarsi, quindi le prospettive non possono essere a dieci anni ma prevedere la necessità di un maggiore carico del trasporto e quindi iniziare con il people mover per poi vedere le possibilità…

Cosa farete nell’ipotesi di un ballottaggio?

Mi pongo nell’ottica di arrivare vincente al primo turno perchè chiaramente l’obiettivo è prima risolviamo una questione prima cominciamo a lavorare sul resto. Altrimenti bisognerà vedere con chi si andrà al ballottaggio.

Perchè un non attivista dovrebbe votare cinque stelle?

Legato e slegato alla mia presidenza, io sono qui, ho la possibilità di contribuire sul territorio, con un gruppo di persone col quale condivido dal primo decennio di questo millennio una serie di idee e di ragionamenti, che poi sono chiamate politiche ma erano prima di tutto la ripresa delle attività dei cittadini, io ai miei ragazzi faccio leggere Hanna Arendt, degli studi che ti permettono di comprendere il perchè è importa

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Una dottoressa per Calenda: Marta Marziali, lista Civica

Marta Marziali, Lista Civica per Calenda Sindaco

Medico, impegnata nel volontariato da anni, neofita del mondo a se che è l’amministrazione di un territorio

Note biografiche

“Ho 43 anni, sono madre di quattro figli e sono un medico, specialista del servizio sanitario pubblico e lavoro da più di venti anni nel servizio sanitario territoriale. Questo vuol dire che mi occupo sia di ambulatori sul territorio che di assistenza domiciliare. Faccio parte del Global Heart Medicine. una associazione di medici che nel suo tempo libero fa consulenze per presidi di telemedicina in tutto il mondo. Durante il covid l’abbiamo riscoperta. Durante l’emergenza covid ho fatto parte di quei medici che nel loro orario extra hanno lavorato con le unità di soccorso territoriale per il covid a domicilio. Da sempre sono molto impegnata nel volontariato, la mia storia parte come scout, ho lavorato con vari gruppi della stazione Tiburtina per portare i pasti quando ero ragazza, poi tutti gli anni dell’università mi sono dedicata agli studi di medicina e ho ripreso negli ultimi anni soprattutto con la collaborazione con la Protezione Civile con associazioni che si occupano di assistenza ai più deboli, in particolare con la raccolta alimentare e la distribuzione di pacchi alimentari. Sono cresciuta a Monte Sacro, sono andata al nido alla scuola Cecchina, poi alla Montessori, mia madre era assistente sociale e le mie estati le passavo dentro le torri di Vigne Nuove.  Ho iniziato a lavorare al carcere Mammagialla di Viterbo, poi sono stata trasferita e ho sempre lavorato nelle estreme periferie e in tutto il Terzo Municipio. La scuola media l’ho fatta in quella che si chiamava la scuola azzurra dove adesso è il liceo Orazio, poi al Nomentano. Vivo nella parte alta di Città Giardino. Ho deciso di iniziare a pensare di far politica quando ho visto parlare per la prima volta la ministra Bonetti alla Leopolda, Perchè ha parlato del piano di quella che oggi è una legge, il family act. Sono una donna una mamma non mi sento giorgia meloni perchè sono una persona che vuole mettere insieme famiglia e lavoro ma voglio pensare che avere quattro figli sia un ulteriore contributo che io do alla società non solo con il mio lavoro e la mia carica umana ma con la possibilità di costruire un futuro di questo paese. Sentire che una ministra mi parlasse di un investimento che lo Stato voleva fare mi è sembrato una rivoluzione rispetto a quello che in Europa si fa da sempre. Tutta la città in generale non è a dimensione di famiglia. Devo far sì che altre donne come me si sentano accolte da una comunità, ci deve essere una rete solidale non di singoli isolati che si offrono ma di municipio”.

Come è arrivata la candidatura alla presidenza del Municipio?

Ero candidata come consigliera, Calenda ha visto il mio curriculum, voleva una donna, ha visto che avevo delle grandi capacità di comunicazione e competenze di conoscenza profonda del territorio perchè io visito e vado dentro le case conosco i drammi da dentro, conosco la solitudine degli anziani. Faccio karate in una associazione di questo municipio, le attività sportive sono state per molti ragazzi la salvezza e devono continuare a essere la salvezza. Carlo Calenda ha visto questo in me, una esperienza a 360 gradi sul nostro territorio, dal punto di vista della cifra umana della capacità di ascolto.

Come si può riassumere il progetto politico che rappresenta?

La sostanza è che Carlo Calenda ha candidato una donna che rappresenta molto di più le donne di altre candidature. Andrà in maniera indiretta a toccare i programmi comunali soprattutto per rifiuti e trasporti. Trasporti cercheremo di spingere non avendo competenze dirette è che venga completata la metro B e che venga iniziata la D perchè è un municipio che per 210000 persone ha due fermate della metro. Stiamo sostenendo la riapertura della stazione val d’ala che è un collegamento con Guidonia in parallelo a quella della metro. Uno dei grandi problemi di questo municipio è il traffico , l’obbligo a utilizzare il mezzo privato, ci sono quartieri che hanno un accesso ridottissimo ai mezzi pubblici, i trenini devono aumentare di frequenza e devono essere facili da raggiungere, quindi cercare di deviare il trasporto pubblico per rendere più rapido il passaggio con i trenini che già abbiamo. Punto per me fondamentale è il verde pubblico e tutte le attività culturali connesse, come mamma non posso pensare che l’unico spazio che hanno i nostri bambini sono dei parchi che sono completamente all’abbandono, ho girato una serie di associazioni che tengono cura dei parchi, in questo senso sia ripristinare i parchi municipali, uno dei punti centrali per noi è il recupero dei parchi, mettere i chioschi, dove ci sono ripristinarli e fare i bandi, dove non ci sono dare la possibilità di fare perchè il chiosco deve poter garantire la pulizia, l’apertura, per me i parchi devono essere chiusi la notte. I parchi e i chioschi possono diventare i garanti di un servizio di manutenzione che in questo momento il municipio per le poche risorse che ha… dal punto di vista culturale iniziare ad avere una offerta culturale che sia una alternativa valida, abbiamo un unico teatro che è quello degli Audaci, ho fatto tanti giri nei mercati a parte il famoso problema di Val Melaina che tutte le liste vogliono completare. I mercati sono un fiore all’occhiello ma devono diventare anche dei posti vivaci che possono assumere un significato sociale, loro vogliono mettere una linea internet perc cui la gente potrebbe decidere di avere delle postazioni con smart working all’interno dei mercati. All’estero sono stati recuperati fior di edifici, noi potremmo recuperare subito gli edifici che sono al parco della villa di Faonte ci sono due edifici già ristrutturati, uno dovrebbe diventare un museo archeologico ma sull’altro c’è una potenzialità incredibile di fare una struttura polifunzionale, di coworking, una struttura in cui fare delle attività per i giovani, una biblioteca leggera. Per me fare culturapartendo dalle biblioteche dagli spazi in cui si possa stare insieme e fare comunità, fare delle iniziative anche agili di cultura è fondamentale, abbiamo tutti i fondi delle opere a scomputo da realizzare.

Perchè le persone dovrebbero votarla?

Perchè abbiamo dal punto di vista pragmatico delle soluzioni nuove e dichiarate prima, la mondezza è dappertutto e nessun candidato vi dirà che è per la mondezza, la differenza è che Carlo Calenda dà delle soluzioni su come risolvere la spazzatura da undici mesi e per ogni punto del nostro programma abbiamo delle soluzioni, una idea di dove reperire i fondi e dove andare a realizzare questo. La nostra è una scelta di pragmatismo, io sono stata scelta perchè sono una donna del fare a differenza di…sono una persona pragmatica. Sul municipio perchè vogliamo riportare i cittadini al centro del municipio ma i cittadini di tutti i tipi, riportare delle soluzioni per il disagio sociale che siano trasversali vadano dagli anziani ai giovani alle famiglie, riportare una viabilità, riportare una serenità di un municipio in cui non ci si può mettere una ora e mezza al giorno per andare al lavoro, in cui sia possibile aver  degli spazi per l’attività sportiva, in cui ci sia una assistenza maggiore alla disabilità.

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Una consigliera di esperienza per il centro destra: Giordana Petrella

Con un’esperienza più che decennale nel parlamentino di piazza Sempione, era la scelta più logica sin dal primo momento, anche se la conferma della candidatura è arrivata sul limitare delle scadenze elettorali.

Giordana Petrella, Fdi, coalizione di centro destra

Brevi note biografiche

Quarantadue anni, due figli, un compagno incontrato grazie al comune impegno politico, Manuel Bartolomeo, più giovane di qualche anno che l’ha sempre sostenuta, anche a volte facendo un passo indietro per non essergli d’impaccio su uno dei territori più difficili su cui possa muoversi una donna lavoratrice e madre, dimostrando che con la persona giusta a fianco nulla è impossibile.

Come si è arrivati alla sua candidatura?

Il mio partito, ovvero fratelli di italia, fin da subito ha espresso sul tavolo di coalizione la volontà che a rappresentarlo in Municipio fossi io. Nessuno degli altri partiti ha fatto delle controproposte, quindi, verosimilmente erano tutti, e di fatto lo sono stati, d’accordo sul mio nome. Il ritardo sulla rappresentazione della scelta dei candidati non è dipeso dal nostro Municipio ma è dipeso da Roma, perché magari su altri Municipi la decisione è stata più difficile ma in linea di massima una coalizione fa uscire i nomi tutti insieme, non uno prima e un altro dopo. La mia è stata una candidatura condivisa da tutti quanti e quindi sono lusingata dal fatto che è stato riconosciuto il mio impegno sul campo, che dura ormai da 13 anni. Non è stata una candidatura dall’alto ma proprio dal basso, una candidatura di territorio.

Quali sono i punti cardine del vostro programma politico?

E’ un programma abbastanza corposo. Di base io sono una persona che mai farebbe delle proposte ai cittadini sapendo in partenza di non poterle realizzare. Al di la del colore politico che rappresento, sono una che si mette sempre in gioco e, soprattutto, fa sempre un passo indietro rispetto a quelle che sono le richieste dei diversi quartieri. In un Municipio cosi grande le richieste possono essere differenti, cosi lontane le une dalle altre e mai rifarei l’errore dell’ultima passata amministrazione, che ha preso delle decisioni su progetti fondamentali, come per esempio quello di piazza Sempione, senza prevedere un confronto con la cittadinanza e poi il risultato si è visto, l’amministrazione ha dovuto fare dei passi indietro, come a riguardo dello spostamento della madonnina, l’esempio cardine di quello che è stato il finale di questa amministrazione. Ma troppi progetti non sono stati condivisi con la popolazione, invece per me questa è la base, cosi ho imparato a fare politica. Certo, è vero che poi chi amministra deve essere in grado anche di prendere delle decisioni che a volte vanno in contrasto con le idee che può avere un comitato piuttosto che un altro, un quartiere piuttosto che un altro, quindi poi sta all’amministrazione capire qual è l’obiettivo finale per il bene comune. Dopo di che, abbiamo dei progetti che sono davvero importanti e che toccano la realtà di quello che è il bisogno del territorio. Ad esempio, per il commercio abbiamo un progetto per l’e-commerce che sarebbe un po’ come un piccolo amazon di quartiere.

Un altro punto fondamentale, i cassonetti della spazzatura: non possono essere tolti dal giorno alla notte, tanto più che in questi anni la città ha fatto enormi passi indietro sulla raccolta differenziata, eliminando in alcuni casi anche il porta a porta. Il problema principale della raccolta differenziata a Roma è innanzitutto di approccio: è sbagliato dire che bisogna differenziare per rendere più pulite le strade, il rifiuto differenziato può e deve diventare una risorsa, può avere un valore economico. Bisogna differenziare in primis per ottenere nuovi prodotti, la pulizia e il decoro devono essere una logica conseguenza di questo modo di pensare. Per questo con Enrico Michetti (candidato Sindaco per il cdx, ndr) abbiamo messo a punto un nuovo piano per rivoluzionare il sistema della raccolta differenziata. Il cittadino che diligentemente separa le varie frazioni dei rifiuti, svolge a tutti gli effetti un lavoro. E non esiste lavoro degno di questo nome che non venga giustamente remunerato. La nostra rivoluzione sulla raccolta differenziata si compirà esattamente così: riconoscendo un valore al cittadino che conferisce lo scarto separato secondo tutti i crismi. Il piano prevede di partire con la plastica, l’alluminio e il vetro, che possono essere raccolti tramite macchine automatiche di conferimento del rifiuto, dislocate in ogni angolo della città. Il cittadino porterà le bottigliette di plastica presso le macchine mangiaplastica, in base a quanta plastica porterà in riciclo gli verranno riconosciuti dei punti che si accumulano su una fidelity card, che possono essere spesi acquistando i servizi che rende la città: biglietti e abbonamenti degli autobus, ingressi in musei e parchi divertimento, sconto sulla TARI etc etc. Così facendo diamo vita ad un meccanismo virtuoso: nessuno butterà più per strada o nel cassonetto qualcosa che costituisce un valore, che può essere speso esattamente come si spendono i punti delle fidelity card dei supermercati. La città sarà di conseguenza più pulita, e gradualmente potremo cominciare a rimuovere i cassonetti dalle strade. C’è poi un piano per valorizzare il rifiuto differenziato, come ad esempio quello di realizzare piste ciclabili e marciapiedi con plastica riciclata, come accade in molte parti d’Europa. E la plastica sarà quella differenziata dai cittadini romani.

Perché un cittadino dovrebbe votare proprio lei?

Sono una persona semplice che ha deciso, ormai da tempo, di conciliare un impegno serio e costante sul territorio con quello di genitore. Sono convinta che non  tutta la politica è un male, esiste anche la politica del voler fare e dell’agire, quella che nasce dal basso, dal territorio, per senso di responsabilità, ci ho sempre “messo la faccia“. Questo municipio ha visto alternarsi amministrazioni incapaci di dare una continuità ai lavori di cui necessitava questo territorio, stiamo scontando la loro incapacità e le loro perenni divisioni politiche. Quello che noi proponiamo ai cittadini è un governo stabile serio competente e soprattutto che sia capace di allacciare il rapporto tra cittadini e istituzioni

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Il ritorno dell’ex presidente: Paolo Emilio Marchionnecoalizione di centro sinistra

Paolo Emilio Marchionne, candidato Pd per la Coalizione di centro Sinistra

Eletto nella sfortunata consiliatura di Ignazio Marino, decadde quando questo si dimise, aprendo la porta ai cinque stelle. Non si ricandidò alle elezioni municipali suppletive di tre anni fa, ora ci riprova

E’ l’unico dei candidati che ha già provato l’esperienza di amministrare un territorio grande come la città di Bologna. O, almeno, aveva iniziato, quando le dimisssioni da sindaco di Ignazio Marino interruppero il suo cammino dopo soli due anni. Il dilagare del movimento, forte dell’ondata emotiva causata dall’inchiesta del Mondo di Mezzo, arrivò fino a piazza Sempione, togliendogli la possibilità di tornare nell’Ufficio del Presidente. Archiviata prematuramente la litigiosissima consiliatura Capoccioni, non si ripresentò – o non fu ripresentato, questo negli ambienti esterni al PD non è mai filtrato – rimendo a bordo pista per i tre anni della consiliatura Caudo. Dopo aver vinto le primarie del centro sinistra, eccone il ritorno. Note biografiche e programma possono essere reperiti in rete, come da depliant elettorali sparsi un po’ ovunque: purtoppo il tour de force a cui lo ha costretto il mese di campagna elettorale serrato e pressante non ha dato il tempo né a lui né al suo entourage di rispondere alle stesse domande che sono state sottoposte agli altri candidati, con preghiera di evitare le risposte già preconfezionate e standard: note biografiche, come si è arrivati alla candidatura, i tratti piu importanti del programma e perché votare proprio lui/lei. Dopo tutto è comprensibile tale erculeo sforzo: una ulteriore bocciatura delle urne sarebbe un colpo durissimo, da cui potrebbe essere difficilissimo riprendersi.

Luciana Miocchi                               Alessandro Pino  

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