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Il “Premio Caravella Tricolore” per il Sociale a Roberto Borgheresi

17 Giu

[ROMA] Prestigioso riconoscimento per il fondatore e direttore del Centro Iniziative Sociali di Monte Sacro, Roberto Borgheresi, già presidente del Consiglio Municipale di quello che è oggi il Terzo Municipio: nei giorni scorsi gli è stato conferito il Premio Caravella Tricolore 2020 nella categoria per il Sociale, per i dieci anni ininterrotti (dodici, per la precisione) di attività culturali e corsi di istruzione aperti a tutti tenuti nella sede di via Val Trompia

La cerimonia di premiazione, condotta dai giornalisti Maria Antonietta Spadoccia del Tg2 e Pietro De Leo del quotidiano Il Tempo, si è tenuta presso la sala della Fondazione Alleanza Nazionale a Roma. A premiare Roberto Borgheresi con la targa del Premio Caravella Tricolore (giunto alla quinta edizione e promosso dal senatore Domenico Gramazio) è stato l’onorevole Tommaso Luzzi.

Ricevendo il premio, Borgheresi ha
voluto ricordare tutti i collaboratori del Centro Iniziative Sociali di Monte Sacro, aggiungendo che «Facciamo attività culturali per circa 3/400 persone l’anno»
(A cura di Alessandro Pino)

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#ROADTOGREEN, il contest più verde che c’è: iscriviti per diventare campione della sostenibilità!

14 Giu

C’è tempo fino al 30 giugno per iscriversi all’edizione di quest’anno di #roadtogreen, contest dedicato alla creatività e all’innovazione all’insegna della sostenibilità, promosso dall’Associazione Road to green 2020 in collaborazione con l’Accademia del Lusso di Roma.

L’iniziativa è rivolta a chiunque voglia presentare il proprio progetto che sia innovativo, originale, creativo e ispirato a valori di salvaguardia ambientale, oltre che rigorosamente inedito, per rendere il nostro futuro più verde, più green. Cinque le categorie tematiche previste dal regolamento: 

food: mangiare a Km zero sta diventando una tendenza sempre più diffusa;

culture & nature: ripercorrendo il passato per un grande futuro;

health: la prevenzione in campo medico, una sana alimentazione e l’attività fisica oggi sono sempre più in linea con la filosofia green nel senso di risparmio e sostenibilità;

fashion & beauty: prodotti vegan, artigianali, artistici, concettuali, totalmente cruelty-free, tessuti naturali e prodotti in loco, riciclati ed ecosostenibili. Cosmetica sensibile alla ecodermocompatibilità che predilige il bio, l’eco e il fito;

city, mobility & technology: la mobilità sostenibile punta su veicoli e carburanti a ridotto impatto ambientale, servizi informatici che contribuiscono a razionalizzare gli spostamenti in ambito urbano e tecnologie in grado di ridurre la necessità di spostarsi.

Tutti possono partecipare con la loro arte, senza alcun vincolo, utilizzando pitture, sculture, installazioni, video, abiti (bozzetti o realizzati dal vero), plastici ecosostenibili, disegni, fotografie, progetti di eventi e altro.

Il progetto vincitore verrà proclamato nel corso del Forum Internazionale “La città del futuro” che si terrà il 23 settembre 2021 a Roma, in cui i finalisti presenteranno al pubblico in sala i propri lavori. Al vincitore andrà in premio un Voucher Formativo presso l’Accademia del Lusso di Roma.

Tra le novità di quest’anno, nuovi riconoscimenti e opportunità per i partecipanti. Nella giuria del contest, infatti, siederanno esperti del settore della sostenibilità, ognuno dei quali potrà conferire la propria “menzione speciale” a uno dei candidati sulla base della presentazione proposta. Queste menzioni potranno essere di vario genere: dai premi economici alla possibilità di prendere parte a importanti eventi del settore, all’opportunità di essere inseriti in alcuni dei loro progetti. Rimangono ancora rigorosamente top secret i nomi dei giurati che verranno svelati nelle settimane precedenti l’evento.

«Siamo davvero felici di annunciare la nuova edizione del nostro contest, un progetto che è a noi molto caro e che non si è lasciato fermare dalle difficoltà del momento» dichiara la giornalista Barbara Molinario, Presidente di Road to green 2020 «ogni anno siamo orgogliosi di vedere la grande partecipazione da parte di creativi, innovatori, designer e artisti. Questo indica che la nostra società sta sviluppando una maggior consapevolezza di quanto sia importante salvaguardare l’ambiente».

Per partecipare al contest #roadtogreen
non ci sono vincoli di età, titolo o professione: al link https://lacittadelfuturo.com/contest-2021-roadtogreen/ ci sono tutte le informazioni necessarie per iscriversi.

E allora cosa aspetti? Potresti diventare proprio tu il campione della sostenibilità!

(A cura di Alessandro Pino)
 

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Villa di Faonte: torna il 9 giugno l’appuntamento con la Morte di Nerone | di Alessandro Pino

7 Giu

[ROMA] Torna mercoledì 9 giugno l’appuntamento con la Morte di Nerone al Parco Villa di Faonte, zona Bufalotta-Vigne Nuove: verrà rievocato con una rappresentazione in costume lo storico episodio avvenuto nel 68 dopo Cristo e narrato da Tacito e Svetonio.

L’associazione Il Carro de’ Comici con il narrattore e regista Gherardo Dino Ruggiero riproporrà la mise èn scène che tanto successo e applausi ha riscosso negli anni scorsi. L’ingresso è su via delle Vigne Nuove con ingresso libero e gratuito. La rappresentazione inizia alle 17e 30 e si svolge all’aperto, nel pieno rispetto delle prescrizioni anti Covid. Per informazioni scrivere alla casella di posta elettronica gherardodinoruggiero@gmail.com o telefonare al 3387965614.
Alessandro Pino

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Premio Ugo Forno al Parco Nemorense per ricordare Ughetto ucciso dai tedeschi | di Alessandro Pino

5 Giu

[ROMA] Si è tenuta la mattina del 5 giugno al Parco Virgiliano di via Nemorense la prima edizione del Premio Ugo Forno, intitolato al dodicenne che proprio il 5 giugno del 1944 venne massacrato da una granata tedesca dopo essere riuscito con i suoi compagni a impedire che i tedeschi in ritirata facessero saltare in aria il ponte ferroviario sull’Aniene, ancora oggi in uso.

Il concorso, rivolto agli studenti della scuola Luigi Settembrini, la stessa che frequentava Ugo, è stato indetto in collaborazione con l’Associazione ex Alunni e Docenti del Liceo Giulio Cesare, con il supporto del Municipio II di Roma Capitale, dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e dell’Associazione Familiari e Amici di Ugo Forno.

Questa prima edizione è stata vinta da Maria Sole, una studentessa solare di nome e di fatto che nel suo tema ha descritto con grande realismo la tragica vicenda di un ragazzino che si trova a riflettere e ragionare come un adulto, pressato dall’emergenza sempre più stringente e dall’incattivirsi dell’invasore, senza più la libertà di giocare nel suo caro parco Nemorense, poi neanche nel cortile di casa.

Il premio è stato consegnato a Maria Sole dalla dirigente scolastica Maria Andreina Le Foche alla presenza di insegnanti e studenti, di Fabrizio Forno nipote di Ugo, della presidente del Secondo Municipio-che ha patrocinato l’iniziativa- Francesca Del Bello, di Carlo Caponi dell’Anpi e del giornalista Lorenzo Grassi. che da sempre ha perpetuato la memoria di Ughetto. Importante l’appoggio del Caffè Nemorense e naturalmente c’era anche un profondo conoscitore della vicenda come l’attore, regista e divulgatore di storia romana Gherardo Dino Ruggiero che proprio qualche settimana fa in occasione della ricorrenza della nascita di Ugo ne ha narrato la storia al Belvedere che ne porta il nome, lungo la ciclabile Salaria-Nomentana accanto al ponte che Ughetto contribuì a salvare e dove rimase ucciso.
Alessandro Pino

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Il “Parco Arena Rino Gaetano” sorgerà nel parco delle Valli – di Alessandro Pino

2 Giu

[ROMA] Quella che vedete in foto è l’area ex cantiere Metro B1 adiacente il Parco delle Valli in cui verrà realizzata un’arena per eventi musicali da intitolare al cantautore Rino Gaetano.

Sono trascorsi quarant’anni esatti dal tragico incidente stradale sulla vicina via Nomentana per le cui conseguenze morì a soli trentun anni il cantautore di origini calabresi: la Volvo 343 grigio metallizzato da lui guidata si scontró con un camion verso le quattro del mattino del 2 giugno 1981. Il cantautore spirò circa due ore dopo e a oggi non si placano le dietrologie su alcuni aspetti forse rimasti opachi del tragico episodio, come i ritardi e gli intoppi nei soccorsi.

Per ricordarlo celebrandone il legame che aveva con il territorio di Monte Sacro dove l’artista risiedette per anni, è stata formalmente proposta dalla Giunta del Terzo Municipio all’ufficio Toponomastica di Roma Capitale l’intitolazione a Rino Gaetano della Arena (appunto “Parco Arena Rino Gaetano”) da realizzare appunto nell’area per lunghi anni occupata dal cantiere della metropolitana B1, ampliando così di fatto il Parco delle Valli.

Alla presentazione del progetto nell’area dove sorgerà l’Arena proprio nel quarantesimo anniversario della scomparsa, erano presenti il presidente del Terzo Municipio Giovanni Caudo, la sorella e il nipote di Rino Gaetano, oltre agli assessori municipali all’Urbanistica Stefano Sampaolo, alla Cultura, Christian Raimo e al Commercio, Francesca Leoncini.

«Questo luogo un po’ fuori del comune somiglia a una persona che si è sempre mossa fuori degli schemi, strano ma sincero e appartenente alla nostra sensibilità» ha dichiarato il presidente Caudo ai presenti, aggiungendo «sono orgoglioso di consegnare questo atto» dando copia della proposta ufficiale di intitolazione alla sorella di Rino Gaetano, Anna e al nipote Alessandro, che è anche leader della Rino Gaetano Band. “Questo è il suo quartiere” ha commentato commossa Anna Gaetano. “Rino torna un po’ a casa sua” ha aggiunto Alessandro Gaetano.

Alessandro Pino

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Sabato 29 e domenica 30 maggio a spasso per Città Giardino e Ponte Nomentano, imparando e divertendosi | di Alessandro Pino

28 Mag

[ROMA] Tornano anche questo fine mese le visite guidate gratuite al Ponte Nomentano e Città Giardino organizzate dall’Associazione Culturale “Il Carro de’ Comici”, con il patrocinio del Municipio Roma III Montesacro:

si comincia sabato 29 maggio alle 10 e mezza con la visita al Ponte Nomentano per conoscerne i segreti in compagni del brillante attore, regista e divulgatore di storia romana Gherardo Dino Ruggiero: i simboli di Ercole, la feritoia per versare l’olio bollente, i segni lasciati dai Visigoti di Totila nel 549 e dall’esercito francese accorso contro la Repubblica Romana nel 1849, dal terremoto del 1703 che fece crollare la torre esterna. A seguire,cvietia ai due Mausolei del I secolo e al Monte Sacro, ora Parchetto Bolìvar.

Invece, sabato 29 e domenica 30 maggio alle 15 e 30: visita a Città Giardino e all’Aniene con appuntamento sotto il portico di palazzo Sabbatini a piazza Sempione. Sempre in compagnia di Gherardo Ruggiero, lungo il percorso viale Gottardo- via Montenevoso- via Cimone- per tornare a piazza Sempione, visitando anche la sorgente dell’Acqua Sacra.

Una cosa e sicura: i partecipanti sia grandi che piccoli si divertiranno imparando e impareranno divertendosi, come avviene ormai dal 1999. Sono consigliate calzature comode. Per informazioni e prenotazioni telefonare al 338 7965614.

Alessandro Pino

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A Monte Sacro il Premio di poesia Massimo Ferretti | di Alessandro Pino

28 Mag

[ROMA] Si tiene dal 28 al 30 maggio presso il Liceo Scientifico Statale Nomentano, il Centro Sociale Brancaleone e la scalinata di via Tofana a Monte Sacro la prima edizione del Premio di poesia Massimo Ferretti. Si tratta di una rassegna di eventi culturali mirata a perpetuare l’opera del poeta Massimo Ferretti.

La manifestazione è nata da un’idea di Furio Testa e Alessandro Contadini e
gode del patrocinio del Terzo Municipio e del Comune di Chiaravalle, in collaborazione con Polisemie – Rivista di Poesia Ipercontemporanea, del movimento Grande come Una Città, OJ Food, Es – Editoria Semplice e Scuola del Libro.
Alessandro Pino

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Addio al console Antonio Verde, il diplomatico amico dei tram di Napoli | di Alessandro Pino

13 Mag

Il Covid ha fatto un’altra vittima illustre: a soli sessant’anni di età è mancato al Cairo nei giorni scorsi il diplomatico Antonio Verde, console italiano in Egitto. Originario di Giugliano e laureato in Scienze Politiche all’Orientale di Napoli, aveva iniziato la carriera diplomatica nel 1990 inanellando prestigiosi incarichi tra cui il consolato italiano a Los Angeles.

Era anche un apprezzato intenditore di veicoli storici e dei mezzi di trasporti pubblico storici partenopei e fu uno dei principali animatori del sito tematico “Mondotram”, diventando segretario nazionale della AIAT (Associazione Italiana Amici della Tranvia) che da esso prese origine.

Solo qualche giorno prima della scomparsa, chi scrive aveva scambiato con il console Verde un paio di brevi messaggi via social, inviandogli un filmato amatoriale ispirato alla saga di Guerre Stellari come ogni tanto avveniva in entrambe le direzioni. Poi l’aggravamento e la notizia della tragica scomparsa.

Alessandro Pino

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Cento anni di Nino Manfredi: ricordiamolo con “La mazzetta” | di Alessandro Pino

1 Apr

[NAPOLI] Sono trascorsi pochi giorni dal centenario della nascita di Nino Manfredi e vogliamo con modestia celebrarlo anche noi su questo sito ricordandolo in uno dei suoi film a nostro avviso più caratteristici: “La Mazzetta” del 1978 (ma fu girato sotto Natale del 1977) diretto da Sergio Corbucci e in cui assieme all’attore ciociaro recitavano Ugo Tognazzi, Paolo Stoppa, Marisa Laurito, Imma Piro, Pietro De Vico, Gennaro Di Napoli. La musica era firmata da un allora giovanissimo Pino Daniele.

Si tratta di un thriller in salsa napoletana con marcate sfumature da commedia, tratto da un romanzo di Attilio Veraldi e sceneggiato tra gli altri, oltre che dallo scrittore, da Elvio Porta e Luciano De Crescenzo, centrato sulla ricerca da parte di un finto avvocato (Manfredi) delle carte relative a un appalto, .

Per chi è appassionato della ricerca di location cinematografiche, ecco alcune indicazioni, ricavate dal sito specializzato Il Davinotti: la scena della tortura a base di spaghetti con polipetti e nero di seppia, entrata nell’immaginario collettivo e a cui si riferisce l’immagine, fu girata nel ristorante “Transatlantico” al Borgo Marinari di Napoli.

Altre scene furono girate a Fuorigrotta in via Michelangelo da Caravaggio, alcune ad Anzio (spacciata per Formia) mentre in via Della Marcigliana a Roma una residenza usata più volte come location cinematografica fu immaginata come villa sul Monte Faito.

Il bar di fronte a Porta Capuana dove il personaggio di Manfredi (finto avvocato) riceve i clienti esiste ancora anche se l’allestimento interno è molto cambiato.

Per i cultori delle automobli classiche, nel film fa probabilmente la sua primissima apparizione cinematografica l’Alfa Romeo Giulietta “serie 116” (nel romanzo è una Alfetta).
Alessandro Pino

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È conservata alla Bufalotta la Fiat 130 della strage di via Fani (LE FOTO) | di Alessandro Pino

15 Mar

[ROMA] Come ogni 16 marzo vengono riproposte le immagini di quella mattina del 1978 in cui Aldo Moro fu rapito dalle Brigate Rosse e della mattanza di via Fani (o di via Stresa, come disse il grande Paolo Frajese in uno storico servizio per il Tg1 condotto da Bruno Vespa) con le foto delle povere salme dei membri della scorta, sanguinanti e riverse a terra o negli abitacoli delle auto sulle quali viaggiavano.

Non tutti sanno peró che la Fiat 130 blu ministeriale su cui sedeva il presidente della Democrazia Cristiana (assieme al maresciallo Oreste Leonardi e all’autista Domenico Ricci, mentre sulla Alfetta bianca di scorta c’erano Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino e Giulio Rivera) si trova da tempo nel territorio del Terzo Municipio, zona Bufalotta: precisamente in una struttura museale della Motorizzazione Civile in via Di Settebagni per la quale era previsto il ritorno alla piena fruibilità da parte del pubblico.

La vettura è conservata come le immagini dei telegiornali la resero tristemente nota, fori di proiettili sul parabrezza inclusi. Le foto di questo articolo sono state scattate dall’autore dell’articolo durante una occasionale apertura nel 2019.
Alessandro Pino

© foto dell’autore

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Inaugurato il parco della Villa di Faonte a Vigne Nuove-Bufalotta | di Alessandro Pino

13 Mar

[ROMA] È stato inaugurato il 13 marzo alla presenza del sindaco di Roma Virginia Raggi e del presidente del Terzo Municipio Giovanni Caudo il parco della Villa di Faonte, tra la Bufalotta e Vigne Nuove. Il parco prende il nome dai ruderi di quella che si ritiene fosse appunto la villa di Faonte, liberto dell’imperatore Nerone e dove quest’ultimo morì suicida. All’inaugurazione erano presenti gli archeologi della Soprintendenza Statale Di Gennaro, Malizia e Bove che hanno scavato i resti della Villa, gli assessori municipali Stefano Sampaolo e Francesca Leoncini oltre all’attore, regista e divulgatore di storia romana Gherardo Dino Ruggiero che ogni 9 giugno qui rappresenta “Nerone: la morte” con la sua associazione “Il Carro de’ Comici”
Alessandro Pino

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Un nuovo testimone per la canzone d’autore: Stefano de Filippo con “Il cappellaio matto”

6 Mar

[A cura di Alessandro Pino] Proprio mentre impazza la kermesse sanremese, lontano da spettacolarizzazioni esasperate è uscito in tutti gli store digitali, in streaming e in rotazione radiofonica il singolo del cantautore Stefano de Filippo intitolato “Il cappellaio matto”.
Dopo anni di esibizioni dal vivo in locali, tentativi e sperimentazioni è arrivata dunque la grande occasione per il trentunenne artista: «Cominciai con la pubblicazione di una raccolta di poesie – confida Stefano De Filippo – per poi dedicarmi con tutto me stesso alla musica».
Parlando del brano appena uscito, vera e propria ballad dal testo coinvolgente e asciutto e dai suoni rarefatti (arrangiato da Francesco Vinciotti), Stefano De Filippo spiega: «Nasce di fronte a un fotogramma del film Alice in Wonderland e da lì ho voluto costruire un parallelismo tra una storia d’amore moderna e il rapporto che coesiste fra Alice e il Cappellaio matto». Anche il videoclip che veste il brano è coerente con tale scelta minimalista ed essenziale: è diretto dal regista Michele Vitiello (che ha firmato gli ultimi lavori per immagini di Ivana Spagna, Amedeo Minghi, Audio2), con la collaborazione di Niccolò Carosi, la fotografia di Enrico Petrelli e il montaggio di Damiano Punzi.

Alessandro Pino

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Il Ponte Nomentano classificato 227° tra i Luoghi del Cuore Fai | di Alessandro Pino

27 Feb

[ROMA] Sono stati annunciati il 25 febbraio i risultati del Censimento 2020 dei Luoghi del Cuore, promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano e giunto alla decima edizione. Nato per promuovere la cura e la valorizzazione di luoghi caratteristici del territorio nazionale, il Censimento ha visto concorrere tra essi il Ponte Nomentano, luogo simbolo del Terzo Municipio, classificatosi solo al 227° posto avendo raccolto sul sito del Fai 1752 voti. Ben poca cosa rispetto alle oltre settantacinquemila preferenze attribuite alla Ferrovia delle Meraviglie Cuneo Ventimiglia Nizza, vincitrice del Censimento. Subito dopo si sono piazzati il Castello e Parco di Sammezzano in Toscana con più di sessantaduemila voti e il Castello di Brescia con più di quarantatremila voti.

Notevolissimo in ogni caso il successo dell’iniziativa: 2.353.932 i voti pervenuti complessivamente. La campagna dei Luoghi del Cuore del Fai si articola su un ciclo biennale: negli anni pari si svolge il Censimento vero e proprio, in quelli dispari successivi si tiene un bando al quale partecipano i luoghi che hanno raccolto più di duemila preferenze, per accedere a contributi economici destinati alla loro cura.

Ricordiamo che l’ultimo sabato e domenica di ogni mese si svolgono le visite guidate gratuite al Ponte Nomentano a cura della associazione “Il Carro de’Comici” in compagnia dell’attore e regista Gherardo Dino Ruggiero.

Alessandro Pino

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«Cronache delle principesse addormentate»: i grandi temi di oggi dentro l’incanto delle fiabe nel nuovo libro di Giancarlo Attili

15 Feb
Giancarlo Attili con il suo nuovo libro

[di Alessandro Pino] Sta suscitando un crescente interesse di pubblico un ciclo di racconti fantasy scritti da Giancarlo Attili, legati tra loro dal titolo “Cronache” e facenti parte di un progetto strutturato in più capitoli: da pochi giorni è uscito per i tipi della Infinito Edizioni “Cronache delle Principesse Addormentate“, il più recente di una serie iniziata con “Cronache degli orchi” e proseguita con “Cronache dei giganti”.
Racconti fantasy con eroi, viaggi, prove, sortilegi, dicevamo: chi ama il racconto di magia e gli schemi tipici del mondo delle fiabe e della mitologia norrena (in primis la trilogia dell’Anello di Tolkien o il ciclo di Shannara di Terry Brooks) troverà pane per i suoi denti, con in più richiami anche al racconto mitologico dell’epica classica o alle fiabe italiane raccolte da Italo Calvino.
Ma è sotto il piano di lettura più esterno e immediatamente percepibile che si trova la vera essenza delle “Cronache”:

«Si tratta in realtà di uno stratagemma per condurre il lettore ad affrontare molti temi scottanti che caratterizzano il mondo contemporaneo: dalla violazione dei diritti umani, all’alienazione derivante dal modello consumistico occidentale, dai diritti dell’infanzia e delle donne alla devastazione dell’ambiente» spiega Attili, romano di origini marsicane, funzionario in una nota società dell’energia e specializzato nel settori delle fonti rinnovabili, delle telecomunicazioni, dell’ambiente e dell’innovazione tecnologica «nei miei scritti provo a proporre quindi diversi piani di lettura, uno più superficiale proteso ad accendere la fantasia e a indebolire le barriere protettive che il lettore pone tra sé e il testo (pregiudizi, preconcetti, convinzioni politiche o religiose) e uno più profondo dove si nasconde come in un’ellissi il tema fondamentale che intendo raccontare. Accendere la fantasia per illuminare la coscienza, questo è il mio obiettivo di scrittore».

L’espediente letterario a cui ricorre Attili è a suo parere necessario per immunizzare il lettore da certe dinamiche della comunicazione attuale, ribaltandole: «La cronaca giornalistica, arricchita da video, testimonianze e dettagli raccapriccianti, si è trasformata in un prodotto di consumo, riuscendo nel devastante compito di abituare le coscienze a ciò cui non ci si dovrebbe mai assuefare: cinismo, indifferenza, apatia sociale. Ciò avviene da tempo sulla comunicazione mainstream e più recentemente anche sui social media».

Dall’informazione quotidiana che si confonde con la fiction, quindi, con le “Cronache” di Attili la visuale si rovescia come in uno specchio e la finzione fiabesca dei racconti ambientati in tempi e luoghi remoti diventa il camuffamento che nasconde il notiziario di oggi, stimolando la riflessione del pubblico in materia di etica e responsabilità sociale, rispetto e dignità dell’essere umano, a seconda dei singoli specifici temi di fondo proposti di volume in volume: è il filo conduttore che lega i volumi della serie ed è sua volta legato alla sensibilità dello scrittore sui temi dei diritti umani e al suo impegno da anni in progetti no profit in Italia e all’estero.

Ecco quindi che gli “Orchi” del primo volume sono la metafora dei mostri che invadono dall’interno persone invischiate nella devianza sociale e nel disagio (depressione, tossicodipendenza, violenza giovanile, pedofilia, indifferenza, follia), i “Giganti” del secondo libro sono uomini ebbri di potere che credono di essere onnipotenti calpestando i diritti umani o anche ostacoli creati dall’ambizione (povertà, schiavitù).

Cronache delle principesse addormentate”, infine, ha come tema centrale il ruolo della donna nella storia e nella società. Fonte primaria di ispirazione sono le donne, siano esse state persone reali o personaggi della letteratura e del mito: Ipazia di Alessandria, Angelica dell’Orlando Furioso, ma anche Simone de Beauvoir, Marina Abramović oppure Alcesti, Dafne, Demetra, Kora e molte altre.
«C’erano in particolare tre aspetti che volevo rappresentare: la dolorosa e silente sottomissione delle donne, la ricerca spasmodica della bellezza e della perfezione esteriore come unico strumento di affermazione possibile nella società, la tenacia e il coraggio che spesso mancano a molti uomini» prosegue Attili «in alcuni racconti ho voluto rappresentare una alienante inversione dei ruoli, dove le donne prendono il potere e restituiscono nella finzione, con la stessa efferata crudeltà, quello che hanno subito e subiscono nella realtà: stupri e violenze di genere, infibulazione, istruzione negata, prostituzione, matrimoni precoci, pregiudizi ed esclusione sociale».

La serie delle “Cronache” non si interrompe qui, essendo un progetto che prevede nuovi capitoli per affrontare altri temi: «L’intenzione è di procedere su questa linea e affrontare in tal modo numerosi altri argomenti che mi stanno particolarmente a cuore. Sto già lavorando allo studio e alla raccolta di documentazione per la stesura di nuovi capitoli della saga delle “Cronache” dedicati stavolta ai migranti, ai fanciulli e all’ambiente».

In pentola, anzi nel calderone magico dello scrittore, c’è però anche dell’altro: «Come prossimo passo intendo confrontarmi nuovamente con il romanzo, genere che già avevo affrontato anni fa con un giallo a sfondo esoterico ambientato tra Roma e le montagne dell’Abruzzo conclude Giancarlo Attili- é in lavorazione ed è già a buon punto un nuovo progetto che vedrà presto la luce e a cui tengo molto».

Alessandro Pino

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Addio a Dave Prowse, l’autentico Lord Fener di “Guerre Stellari” – di Alessandro Pino

29 Nov

Per i fan della serie di “Guerre Stellari” era un mito, avendo vestito il costume di Lord Darth Fener (Vader, in lingua originale) nelle prime tre pellicole, quelle originali, quelle da cui iniziò tutto: all’età di 85 anni è mancato l’attore britannico Dave Prowse, in gioventù sollevatore di pesi e culturista, il classico “forzuto” dei film di una volta. Ne ha dato notizia il suo agente. Prowse da molti anni aveva subíto una sorta di ostracismo da parte della produzione ufficiale, sembrerebbe per screzi risalenti all’epoca della lavorazione dei tre film in cui apparve. A quanto pare, non apprezzó il fatto di essere doppiato da James Earl Jones anche se in Rete si trovano le riprese originali in cui si sente la sua voce recitare le battute di Lord Fener. Sembra anche che avesse rivelato anticipazioni sulla trama, suscitando la riprovazione di George Lucas. Per questo non veniva invitato agli eventi ufficiali legati alla serie ma ai fan questo non importava: anche se altri hanno indossato a vario titolo il costume con il casco nero e i comandi del respiratore illuminati, Lord Fener o Lord Vader sarà sempre e solo lui.

Alessandro Pino

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L’omaggio a Gigi Proietti della Polizia di Roma Capitale- di Alessandro Pino

5 Nov

[ROMA] Chi ha seguito la diretta televisiva dei funerali di Gigi Proietti, celebrati nella Capitale la mattina del 5 novembre, avrà senz’altro notato che l’autofunebre con il feretro del grande attore è stata scortata nel percorso tra le strade del centro da numerosi motociclisti delle forze dell’ordine, ma particolarmente imponente è stata la presenza della Polizia Locale di Roma Capitale. Inevitabile pensare a Proietti vestito da vigile urbano nella famosa scena del “whisky maschio senza rischio” in “Febbre da Cavallo”. Molti anni dopo Proietti tornò a vestire quell’uniforme in uno spot (vero quella volta) sulla sicurezza stradale facendo una simpatica parodia di sé stesso nella scena diventata nel frattempo un fenomeno di culto. Con un post diffuso via social il Corpo della Polizia Locale di Roma Capitale ha reso omaggio a Proietti: “E’ stato un grande onore scortare il tuo feretro e accompagnarti nel tuo ultimo viaggio- si legge nel post– convinti del fatto che, quello che hai lasciato in tutti noi rimanga in eterno”.

Alessandro Pino

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Addio a Gigi Proietti, uno di noi, uno di Monte Sacro- di Alessandro Pino

2 Nov

[ROMA] Se n’è andato proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno un altro di quei personaggi che hanno accompagnato la vita italiana degli ultimi decenni diventando talmente familiari da essere considerati eterni: Gigi Proietti, il grande attore (anzi mattatore) e regista di cinema, teatro e televisione, non c’è più. Anche per lui, come per Sean Connery, si scriveranno fiumi di parole ricordandone la carriera. Qui ci limiteremo a ricordarne il legame con Monte Sacro, quartiere di cui era originario. Alcuni anni or sono vi tornò per girare a piazza Sempione delle scene di uno sceneggiato televisivo. Sapendo della sua presenza, insieme a Luciana lo raggiungemmo per invitarlo a una manifestazione che stavamo organizzando. Affabile e cortese con tutti nel concedersi per autografi e selfie, ricordò come nel palazzo Sabatini oggi sede del Consiglio Municipale avesse frequentato le scuole.
Alessandro Pino

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Arrivederci, signor Bond: è scomparso Sean Connery- di Alessandro Pino

31 Ott

Quando viene a mancare un monumento e una solida icona culturale come Sean Connery, scomparso a novanta anni di età alle Bahamas come annunciato dalla BBC, è un po’ come se andasse via una persona di famiglia che si credeva ci sarebbe stata per sempre. Della lunghissima carriera dell’attore scozzese, fatta non solo di James Bond (uno per tutti “Gli Intoccabili”) parleranno altri, su quale sia il suo miglior film di 007 (per me è “Mai dire mai”, comunque) dibatteranno altri ancora. Qui ci si limiterà a un microscopico ricordo personale di chi scrive, cultore bondiano da decenni: una volta sono riuscito a stringergli la mano: fu alla Festa del Cinema di Roma nel 2006, all’Auditorium Parco della Musica, dove era ospite. Avvicinarlo all’arrivo fu impossibile ma dopo oltre dodici ore di servizio in piedi, a fine turno ottenni di entrare nella sala dove parlava, piazzandomi in posizione strategica vicino all’uscita dove lo attendeva l’auto che lo avrebbe riportato in albergo. Finalmente si avvicina con la moglie, attorniato da accompagnatori. Monumentale, ripeto. Prima allungai un dito a sfiorargli la giacca, tanto per poter dire a me stesso che avevo toccato Sean Connery. Poi visto che la macchina non era arrivata ancora e attendeva lì qualche istante: massí, allunghiamo la mano. Ovviamente non ho foto a ricordo di quell’evento per me storico (i telefoni con superfotocamera non esistevano o quasi) ma mi diverto a dire che per lasciare la mano nelle stesse condizioni di quel momento me la sono amputata conservandola in freezer: da allora uso una protesi.
Alessandro Pino

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Un giro a casa di Alberto Sordi (con Alessandro Pino)

28 Ott
Barberia

[ROMA] Sulla storia della villa di Alberto Sordi nei pressi delle Terme di Caracalla- ora diventata museo e dove è attualmente in corso la mostra per il centenario della nascita dell’attore e regista- si è già detto e scritto di tutto, della sua funzione originaria di convento, del giovanissimo Alberto che passandoci davanti in bicicletta sognava di abitarci e che acquistó nel 1954 soffiandola a Vittorio De Sica. Qui vorremmo fornire invece delle impressioni, delle sensazioni che la visita a Villa Sordi suscita, almeno per la porzione di essa aperta al pubblico: l’ingresso, il teatro privato (poco usato dopo la morte dell’amata sorella Savina nel 1972 e la conseguente cessazione dei ricevimenti in casa), uno dei salotti, la camera da letto, lo studiolo e il famoso locale barberia. Altre parti come le toilette o la cucina sono interdette all’accesso mentre alcuni locali sono visibili di sfuggita ma senza poter entrarvi. Gli arredi danno l’idea di una sorta di casa della nonna all’ennesima potenza: una atmosfera austera (come era nel privato Sordi a dispetto dell’immagine pubblica ridanciana e bonaria), quasi opprimente (il teatro privato sembra una cripta) con arredi che più classici non si può, divanetti e poltroncine in broccato e lampadari a gocce di cristallo, vetrine con cornici barocche ospitanti argenteria varia, il tutto permeato di una stucchevolezza kitsch che lascia interdetti, vedasi la parete cosparsa di mensolette ospitanti uccelli in porcellana dipinta o i ninnoli di vario genere sparsi un po’ ovunque. Altra sensazione particolare viene dal fatto che in un paio di punti della casa sono attualmente installati dei video che trasmettono alcune interviste televisive di Sordi (tra cui quella dove è ospite di Mike Bongiorno a “Ieri e oggi” nel 1976). Ebbene, se ci si trova in uno dei locali adiacenti, non davanti agli schermi quindi, sembra di sentirlo conversare come se fosse nella stanza accanto: insomma, fa un po’ strano. Chi volesse visitare Villa Sordi e la mostra del centenario può trovare le informazioni del caso sul sito ufficiale.
Alessandro Pino

Camera da letto
Salotto
Scalone e salotto
Studio privato
Ancora la camera da letto, altra angolazione
Immagine

Teatro 7 Off: a Monte Sacro un nuovo spazio teatrale con Michele La Ginestra – di Alessandro Pino

28 Set

[ROMA] La ripartenza dopo il buio nasce anche dalla cultura e dallo spettacolo ed è bello sapere che un nuovo importante spazio teatrale sorgerà nel cuore di Monte Sacro: sarà il Teatro 7 Off in via Monte Senario, a pochi passi da viale Jonio. Il Teatro 7 Off nasce come costola del Teatro 7 al quartiere Nomentano e a dare l’annuncio via social nei giorni scorsi è stato proprio il direttore artistico del Teatro 7, l’attore, regista e conduttore televisivo (oltre che noto testimonial della Pasta De Cecco) Michele La Ginestra. Al momento sono in corso i lavori di allestimento del palco e della platea nella nuova struttura che inizierà l’attività dai laboratori teatrali, rivolti sia agli adultii che ai giovani e ai bambini.
Alessandro Pino

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