Archivio | Settebagni RSS feed for this section
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Settebagni: un residence sepolto dalla spazzatura – di Alessandro Pino

30 Set

[ROMA] Quelle nella foto sono le condizioni in cui al momento di pubblicare questo articolo si trovano i cassonetti situati sul piazzale superiore del supercondominio “Il Colle” in via Sant’Antonio di Padova, zona Settebagni. Da parecchi giorni il camion dell’Ama non passa a svuotarli e la spazzatura si accumula a mucchi anche all’esterno. Va detto che quasi sempre il compattatore della municipalizzata trova i vialetti interni di accesso ostruiti da automobili parcheggiate dove non dovrebbero stare, cosa che fra l’altro potrebbe accadere anche nel caso dovessero accedere dei mezzi di soccorso come ambulanze e camion dei Vigili del Fuoco. Va detto però anche che ci sarebbe un altro cancello di accesso, proprio accanto ai cassonetti in questione. Intanto si è arrivati al punto che le mosche e le vespe ronzano a centinaia banchettando sui rifiuti. Sarebbe il caso che qualcuno provvedesse nelle sedi deputate perché è una situazione fonte di potenziale pericolo oltre che indecente.
Alessandro Pino

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Settebagni: centottanta famiglie al buio per ore – di Alessandro Pino

25 Set

[ROMA] Al momento di scrivere sono diverse ore che circa centottanta famiglie residenti nel comprensorio “Il Colle” in via Sant’Antonio di Padova sono al buio. Diverse segnalazioni sono state inoltrate al numero verde Areti ma inspiegabilmente senza ottenere risultati. Il tutto nello scenario surreale delle case circostanti regolarmente illuminate. Seguiranno aggiornamenti.

AGGIORNAMENTO

Alle ore 21 e 15 sono arrivati i tecnici Areti.

La corrente è stata ripristinata verso le ventuno e trenta.

Alessandro Pino

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Aggiornamento sulle interruzioni di corrente a Settebagni – di Alessandro Pino

16 Set

[ROMA] Secondo le informazioni date dal numero verde Areti, dovrebbe essere stato risolto il guasto alla linea elettrica che ha causato dalla scorsa notte continue interruzioni di corrente nel quartiere di Settebagni. A quanto comunicato, si è trattato di un guasto esteso sulla linea di media tensione.

Alessandro Pino

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Settebagni: continui black out nella notte – di Alessandro Pino

16 Set

[ROMA] Continue interruzioni della corrente elettrica si sono verificate nella zona di Settebagni nella notte del 16 settembre. Il servizio di segnalazione guasti di Areti – o meglio la voce computerizzata che risponde al relativo numero verde – comunica di essere a conoscenza di un guasto in zona. Durante la notte è stato un incessante risuonare di sirene di allarmi a ogni interruzione e riattivazione della luce.

Alessandro Pino

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Incendio a Settebagni: aggiornamento- di Alessandro Pino

29 Ago

[ROMA] Al momento di scrivere sono sul posto i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione Civile quando le fiamme hanno praticamente raggiunto le abitazioni nella parte alta di via Sant’Antonio di Padova. Contemporaneamente viene segnalato un intervento dei vigili del Fuoco nelle adiacenze della Diramazione Autostradale Roma Nord.

Alessandro Pino

(foto Avv. M. G. Quanzo)

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Ancora fiamme a Settebagni- di Alessandro Pino

29 Ago

[ROMA] Ancora fiamme nella campagna della Marcigliana in prossimità delle abitazioni di Settebagni: un nuovo focolaio dopo quello di due sere fa si è sviluppato nel pomeriggio del 29 agosto nelle adiacenze di via San Quirico d’Orcia. Chi scrive ha provveduto ad avvisare il 112 prima di caricare il presente articolo.

Alessandro Pino

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Settebagni: fiamme vicino alle abitazioni- di Alessandro Pino

27 Ago

[ROMA] Nel tardo pomeriggio del 27 agosto un incendio si è sviluppato nella campagna della Marcigliana, arrivando a lambire l’abitato di Settebagni. Le fiamme sono giunte fin davanti alle case di via San Quirico d’Orcia e per spegnerle si è reso necessario l’intervento di un elicottero.

Alessandro Pino

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Con l’accordo ormai ufficiale tra Figc, Comune, Regione e agenzia nazionale per i beni confiscati, si apre una nuova era per il Salaria Sport Village. Nessuno dice se i residenti del quartiere e di quelli limitrofi potranno mai più accedervi – di Luciana Miocchi

25 Lug

Accordo tra Agenzia nazionale per i beni confiscati, Roma Capitale, FIGC e Regione Lazio.

Il Salaria Sport Village confiscato diverrà la casa delle nazionali del calcio. Abbonati e residenti sperano rimanga utilizzabile anche per i comuni cittadini ma al momento non v’è nessun cenno

Il 23 luglio c’è stato un sopralluogo al Salaria Sport Village, con il direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità Bruno Frattasi, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della FIGC Gabriele Gravina e alcuni funzionari di Roma Capitale e della Regione Lazio, in vista dell’assegnazione del centro sportivo, da parte dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata a Roma Capitale. In base a un protocollo già firmato, il Campidoglio e la Federazione Italiana Gioco Calcio porteranno avanti un progetto ambizioso per riqualificare il polo sportivo più grande d’Italia.Come riporta la nota Ansa, la Figc e Roma Capitale stanno lavorando per la realizzazione di un centro polivalente che possa ospitare la nuova “Casa delle Nazionali”: una sede tecnica destinata ad accogliere i raduni di alcune delle Nazionali azzurre, valorizzare tutte le strutture sportive esistenti grazie alla collaborazione con altre Federazioni e – per la prima volta in unico centro – realizzare un polo aperto a tutte le dimensioni sociali del calcio, in particolare quella della disabilità. È intenzionedella Federcalcio, infatti, farne sede della neocostituita Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale. Virginia Raggi sul suo profilo fb scrive: «A seguito di un protocollo già siglato con Figc lavoreremoa un progetto per creare una sede tecnica destinata a ospitare i ritiri di alcune delle Nazionali azzurre. L’intenzione è anche quella di valorizzare tutte le strutture esistenti all’interno del centro, con la collaborazione di altre Federazioni sportive. La Federcalcio, inoltre, ha manifestato la possibilità di farne sede della nuova Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale: sarebbe il primo esempio di un unico polo aperto a tutte le dimensioni sociali del calcio, in particolare quella della disabilità. Ho visitato la struttura insieme al direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità, Bruno Frattasi, e al presidente della Figc Gabriele Gravina. Il Salaria Sport Village sarà trasformato in un posto dedicato al gioco del calcio e allo sport come strumento di aggregazione e inclusione. Sarà un polo d’eccellenza dove poter praticare attività sportiva a tutti ilivelli». Nessun cenno sul destino degli abbonati che hanno visto sopendere l’attività né se la struttura, unica nelle vicinanze e capace di attrarre praticanti dai comuni limitrofi, rimarrà fruibile dai residenti oppure no. La questione è di grande importanza, per gli abitanti dei quartieri limitrofi, non essendovi altra struttura – e come sarebbe potuto essere altrimenti, il centro originario è li da quasi cinquant’anni – dove poter praticare tutta la varietà di sport offerti fino ad ora e a prezzi calmierati, essendo le più vicine strutture comunali a una decina di km di distanza. Il comitato di quartiere di Settebagni si è già attivato per segnalare la problematica legata allo sport, soprattutto per i più giovani, rappresentando il centro una grossa valvola di sfogo, anche e soprattutto per chi non voglia darsi soltanto al calcio, memore dei tempi in cui l’allora Banco di Roma era utilizzabile solo dagli impiegati dell’istituto di credito, dalle loro famiglie e da chi riusciva ad ottenere la qualifica di “ospite” e tutti gli altri dovevano sobbarcarsi trasferte poco agevoli anche solo per praticare il nuoto, ammirando da fuori la recinzione i tanti campi da tennis, ilpalazzetto del basket, i campi da calcio e da tennis, la pista di pattinaggio. Sarebbe tornare indietro nel tempo, quando la periferia brutta, sporca e cattiva veniva tenuta ai margini delle luci dell’eccellenza. Ma siamo nel XXI secolo, ormai. Il quartiere spontaneo sorto intorno al borgo campagnolo si è evoluto, sono arrivati i costruttori e i residenti hanno preso consapevolezza di essere cittadini al pari degli altri, che rivendicano e ottengono diritti e servizi. Il centro federale potrà essere una buona opportunità di lavoro e di crescita per la zona. Nessuno è intenzionato a guardarlo solo da fuori come nel tempo che fu. Luciana Miocchi

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Acquisito in via definitiva al patrimonio dello Stato il Salaria Sport Village. La vittoria di Davide contro Golia – di Luciana Miocchi

22 Lug

Confiscato definitivamente l’impianto sportivo del Salaria Sport Village per un valore di 145 mln di euro

OGNI TANTO VINCE DAVIDE

Il coordinatore romano del PD Corbucci: “ora il centro sportivo torni ai cittadini con tariffe pubbliche”

La vicenda politica e giudiziaria

La vicenda ha inizio ormai tanto tempo fa, tra l’inverno del 2008 e la primavera del 2009, quando un manipolo di cittadini e imprenditori di Castel Giubileo e Settebagni, sostenuti dall’associazione Italia Nostra cominciano a presentare esposti sull’enorme ampliamento del circolo sportivo Salaria Sport Village (ex Banco di Roma). Da Settebagni la questione approda rapidamente prima in III Municipio, dove a sostegno dei cittadini si schiera l’allora consigliere di opposizione dem Riccardo Corbucci e poi in Campidoglio quando Sindaco è Gianni Alemanno. Qui la battaglia politica e legale si amplia, coinvolgendo anche altri impianti sportivi della capitale, che come il Salaria utilizzano i poteri del commissario straordinario per i Mondiali di Nuoto 2009 per migliorare le proprie strutture, anche in deroga al piano regolatore e ai vincoli paesaggistici. Per diversi mesi il Governo a guida Berlusconi e il Comune di Roma si scontrano con i ricorsi presentati dai cittadini al tribunale amministrativo. Della querelle si occupano tutti i quotidiani, l’Espresso, le Iene, Report e Anno Zero, fino a quando Sabina Guzzanti non la porta sul grande schermo con il film “Draquila”. Nel 2010 arriva anche la Procura di Firenze che scoperchia il sistema “gelatinoso” sugli appalti dei grandi eventi.

I sequestri della struttura

Alla vigilia dei Mondiali di Nuoto 2009 il Salaria Sport Village subisce un primo sequestro preventivo, relativo ai presunti abusi edilizi riguardanti la parte del complesso interessata dal nuovo ampliamento. E’ un sequestro che non interrompe le attività del circolo e che sarà poi revocato in seguito alla sentenza che stabiliva come il Commissario straordinario avesse i poteri per consentire la costruzione delle opere eseguite anche in deroga alle normative urbanistiche. Tuttavia la vicenda è ormai nelle aule giudiziarie ed infatti nel 2014, la Gdf di Roma sequestra per la prima volta il Salaria Sport Village nella sua interezza, per evasione fiscale. Nel tempo il tribunale affida la gestione della struttura a diverse realtà, in modo da preservarne la funzionalità e l’interesse pubblico. Negli anni successivi arriva anche la confisca, poi confermata nei vari gradi di giudizio e divenuta definitiva a seguito della pronuncia della Suprema Corte di Cassazione. Per effetto del provvedimento di confisca, lo Stato ha definitivamente acquisito al suo patrimonio l’intero capitale della Società Sportiva romana Srl e il relativo compendio aziendale composto da una club house, un bar ristorante, un centro benessere, una palestra, uffici, foresterie, spogliatori, impianti sportivi tra cui due piscine olimpioniche, campi da calcio e calcetto, campi da tennis, terreni, aree verdi e parcheggi per un valore complessivo di oltre 145 milioni di euro.

Qui di seguito l’intervista a Riccardo Corbucci, il consigliere del III Municipio che all’epoca si espose in prima persona nel denunciare le possibili irregolarità di un ampliamento in area esondativa del circolo pre-esistente, oggi coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma.

Corbucci, si ricorda undici anni fa, quando tutto sembrava una piccola cosa quasi di paese, con un pedinamento casereccio per le vie di Settebagni, prontamente segnalato da alcuni residenti incuriositi da presenze estranee e mai viste all’interno del quartiere? Immaginava potesse finire così, con una confisca da 145 milioni di Euro?

Sono un romantico e un’inguaribile ottimista, e come scrisse proprio La Voce del Municipio ho sempre sperato che un giorno Davide potesse sconfiggere Golia. In questo caso Davide è stato incarnato da tanti cittadini, imprenditori, giornalisti e residenti del quartiere, oltre che dai magistrati che hanno fatto il loro dovere, che hanno restituito alla collettività uno degli impianti sportivi più belli e importanti di Roma. La confisca definitiva dell’impianto è solo l’ultimo atto di una battaglia politica e legale durata dieci anni ed iniziata nelle strade dei quartieri di Castel Giubileo e Settebagni insieme a persone che conoscevano la struttura delle origini e che più di tutti hanno sofferto della trasformazione dell’impianto e anche della cattiva pubblicità dovuta alla vicenda giudiziaria legata ai grandi eventi.

Però alla fine pedinavano lei.

Di quegli anni ricordo la grande solidarietà dei residenti, che si rendevano conto di quanto questa battaglia fosse difficile e che si trovavano in grande difficoltà, perché pur stando dalla parte giusta, conoscevano anche i protagonisti della vicenda. Quando venni pedinato con tanto di telecamera per le strade di Settebagni e diverse persone del quartiere mi avvertirono in tempo reale, consentendomi di fare subito denuncia e di interessare la stampa, compresi fino in fondo quanto quella battaglia fosse di tutti e che attraverso il mio ruolo di amministratore locale stavo semplicemente svolgendo una funzione a nome di un’intera comunità, che voleva soltanto si rispettassero i principi di legalità e giustizia.

Si è mai sentito solo ad affrontare i risvolti di questa vicenda?

Nel mondo politico a volte, si. Però ho avuto tanti compagni di viaggio che hanno sempre combattuto questa battaglia insieme a me. Sono persone con le quali sono rimasto legato e che forse non avrei avuto il piacere di conoscere se non sul campo di battaglia. La vittoria di oggi è la dimostrazione che non bisogna mai accettare l’arroganza del potere e che bisogna sempre stare dalla parte della legalità.

Benissimo, ora l’intero impianto è stato acquisito dallo Stato. Quale sarà il suo destino?

Non ho dubbi che il Salaria Sport Village debba tornare ad essere un impianto sportivo pubblico destinato prima di tutto a quei cittadini che nei quartieri di Castel Giubileo e Settebagni ci abitano e ci lavorano. Qualsiasi decisione dovesse prendere l’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati dovrà tenere conto di quanto prevede la sua istituzione, ovvero che questi beni siano restituiti alle comunità e ai territori per scopi sociali o istituzionali. Sono a conoscenza di un accordo tra il Comune di Roma e la Federazione Italiana Gioco Calcio per la realizzazione del progetto “Casa delle nazionali” nel complesso del Salaria. Sono favorevole a questo progetto, che può garantire un futuro solido alla struttura, tuttavia sono anche convinto che si debba prevedere una parte di gestione aperta al territorio. Penso ad esempio all’Asd Settebagni Calcio che si trova proprio di fronte al SSP attraversando la via Salaria ed ha sicuramente bisogno di sostegno ed anche ad esperienze positive provenienti dal mondo degli Enti del Terzo Settore, che possano rendere la struttura fruibile dai cittadini applicando tariffe pubbliche.

Luciana Miocchi

 

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Che fine ha fatto il cinghialino di Settebagni? – di Alessandro Pino

21 Giu

[ROMA] Da alcuni giorni a Settebagni sembra non si abbiano più notizie dei simpatico cinghialino che nelle settimane precedenti era invece stato avvistato numerose volte, tanto da diventare un caso che aveva suscitato l’interesse della stampa nazionale e persino estera. Il suino, sconfinando dalla riserva della Marcigliana, era diventato una presenza abituale per il quartiere specialmente in via Sant’Antonio di Padova, pascolando tra i rifiuti ed entrando anche nei parchi condominiali al punto che aveva familiarizzato con alcuni residenti (pratica però sconsigliata dalle autorità preposte). Poi d’improvviso più niente, proprio quando si stava cercando di organizzarne il trasferimento in sicurezza per l’incolumità di tutti, inclusa ovviamente quella dell’animale, anche se non erano mancati sui social battute di dubbio gusto a base di pappardelle e braciolate. Il timore è appunto che possa essergli accaduto qualcosa di brutto per mano di persone senza scrupoli.
Alessandro Pino

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Settebagni: la tabella caduta ha preso il volo…- di Alessandro Pino

26 Mag

[ROMA] È sparita nel nulla la tabella odonomastica indicante via Della Stazione di Settebagni (nell’omonimo quartiere) che nei giorni scorsi si era staccata dalla sua palina. La circostanza è stata confermata da fonte ufficiale: gli operai che erano stati mandati a sistemarla poche ore dopo la pubblicazione di un nostro articolo al riguardo non l’hanno trovata. Nemmeno a farlo apposta, nel pezzo si paventava proprio la possibilità che qualcuno la portasse a casa come souvenir…
Alessandro Pino

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Settebagni: una tabella stradale da rimettere a posto- di Alessandro Pino

24 Mag

[ROMA] Forse per il vento, forse per l’intervento di qualche manina, fatto sta che un paio di giorni la tabella odonomastica che indica via Della Stazione di Settebagni nel quartiere in questione è finita a terra, adagiata al palo di fianco l’edicola sacra su cui si trovava. Se chi di dovere provvede a ricollocarla al suo posto prima che sparisca definitivamente, fa bene.

Alessandro Pino

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Settebagni: ancora senza corrente il 14 aprile- di Alessandro Pino

13 Apr

[ROMA] Sono stati affissi degli avvisi da parte della Areti che avvisano di un nuovo distacco della corrente per lavori in via Sant’Antonio di Padova, quartiere Settebagni. I numeri civici interessati- si legge sul volantino- sono quelli dal’1 al 7A e il comprensorio al civico 24. L’interruzione è prevista dalle 10 alle 14.

Alessandro Pino

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Pasqua di passione al buio a Settebagni- di Alessandro Pino

12 Apr

[ROMA] Pasqua di passione in tutti i sensi nel quartiere di Settebagni a causa della mancanza di corrente elettrica oltre che per i divieti anti Coronavirus. Dopo un primo black out nella prima mattinata, l’energia elettrica è andata via nuovamente poco dopo le diciannove nel parco di via Sant’Antonio di Padova 24 dove abitano circa 150 famiglie. Sulla cabina elettrica del posto stanno lavorando alcuni operai.

Alessandro Pino

AGGIORNAMENTO:

la corrente è tornata poco prima delle ventuno.

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Anche a Settebagni la spesa è SOSpesa: per darci tutti una mano

31 Mar

di Alessandro Pino e Luciana Miocchi

[ROMA] È appena partita una bella iniziativa del Comitato di Quartiere Settebagni assieme al supermercato Iper Triscount di via Salaria 1380 e la parrocchia Sant’Antonio di Padova per dare una mano tutti insieme a chi si trova in difficoltà in questo momento tanto angosciante che all’emergenza sanitaria somma quella economica. Il funzionamento è molto semplice e richiama la tradizione partenopea del “caffè sospeso”, ossia lasciato in pagamento anticipato per un successivo sconosciuto avventore bisognoso non in grado di pagarlo: facendo la spesa si compra qualche prodotto in più, depositandolo in un carrello che verrà preparato apposta.
Si chiede di donare specialmente pasta, riso, scatolame, latte a lunga conservazione, caffè, zucchero, biscotti, carta igienica, olio d’oliva, omogeneizzati, marmellata: sono prodotti essenziali, di prima necessità.
La sera passeranno i volontari del Comitato di Quartiere che consegneranno la merce donata alla Parrocchia che si occuperà di distribuirla tra chi ne ha bisogno e ne farà richiesta, nella massima discrezione e riservatezza. Naturalmente se ci fossero altri esercizi commerciali interessati a dare una mano possono contattare il Comitato di Quartiere Settebagni.
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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Settebagni: se parcheggi male il camion della spazzatura non passa- di Alessandro Pino

23 Mar

[ROMA] Come non bastasse l’emergenza Coronavirus, ci si aggiungono anche disagi nel ritiro della spazzatura in una parte del grande comprensorio di via Sant’Antonio di Padova 24 nel quartiere di Settebagni, quello conosciuto informalmente come “Il Colle”. Nella parte alta del parco la situazione è quella che vedete in foto, con i secchioni che non vengono svuotati da giorni e la spazzatura che straripa accumulandosi a terra. Questa volta però l’Ama non ha colpa alcuna, perché il camion compattatore ha provato a passare per il ritiro, anche la mattina del 23 marzo. Solo che non è riuscito ad arrivare al piazzale in cima, svuotando solo i cassonetti delle prime due postazioni a causa delle vetture parcheggiate lungo i vialetti interni: l’equipaggio è stato costretto a una difficoltosa manovra anche solo per lasciare il punto. Colpa di chi, rimasto a casa, ha lasciato le proprie vetture alla meno peggio in un’area privata dove a rigore nemmeno può intervenire un carro attrezzi per la rimozione. Che si fa allora? Anche se ci salviamo dal Covid19 soffochiamo nella spazzatura per colpa di un menefreghismo incivile?

Alessandro Pino

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Settebagni in maschera per il Carnevale senza paura- di Alessandro Pino

23 Feb

[ROMA] Anche quest’anno a Carnevale nella piccola- ma ormai non più tanto – comunità di Settebagni si è tenuta la festa in maschera cui hanno partecipato tanti piccoli residenti e anche diversi meno giovani. A organizzare l’iniziativa sono stati il locale Comitato di Quartiere (di cui alcuni simpatici membri del direttivo erano spiritosamente mascherati da Banda Bassotti) con l’associazione “Il mio quartiere”. I numerosi partecipanti in maschera si sono dati appuntamento alla piazzetta del Centro Servizi Settebagni (che ha fornito il supporto logistico) per l’iscrizione al concorso della maschera più originale. Mentre alcuni volenterosi si occupavano di ramazzare via i coriandoli sparsi a terra, tutti gli altri hanno poi sfilato sulla Salaria verso il piazzale della parrocchia di Sant’Antonio di Padova dove li attendeva una bella merenda- offerta dai bar Garden e Silvestrini e dal supermercato Iper Triscount- e i festeggiamenti sono proseguiti in barba ai facili allarmismi per il contagio da Coronavirus.
Alessandro Pino

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A Settebagni hanno vinto il ricorso in commissione tributaria provinciale: riduzione del 20% della Ta.ri. per il 2017 e il 2018 a causa dei disservizi nella raccolta porta a porta – di Luciana Miocchi

19 Feb

E’ finalmente arrivato a sentenza il ricorso incardinatato da trentatré residenti di Settebagni, III Municipio di Roma Capitale, davanti alla Commissione Tributaria provinciale di Roma, per vedersi ridurre la Ta.ri. a causa dei disservizi riscontrati nella raccolta differenziata porta a porta, in vigore nel quartiere. La sezione 37, a cui era stato assegnato il ricorso, ha riconosciuto valide le motivazioni rappresentate dall’avvocato Mario Costanzo, legale dei ricorrenti, condannando il Comune di Roma Capitale al pagamento delle spese legali e a rifondere il 20% di quanto pagato dai contribuenti negli anni 2017 e 2018.

Tecnicamente, le somme sono state riconosciute non a titolo di risarcimento per i danni patiti ma proprio come quantificazione di servizio non reso: la commissione tributaria infatti, ha rigettato la tesi difensiva di Roma Capitale, ritenuta non convincente, stabilendo così: «diversamente da quanto affermato dall’ amministrazione comunale non è prevista dalla legge nella descrizione della fattispecie di riduzione di responsabilità dell’ente… quest’ultima spetta per il solo fatto che il servizio di raccolta, debitamente istituito ed attivato, non venga poi concretamente svolto, ovvero venga svolto in grave difformità rispetto alle modalità… ed alla frequenza della raccolta; così da far venire meno le condizioni d ordinaria ed agevole fruizione del servizio da parte dell’utente» e ancora: «La riduzione tariffaria non opera, infatti, quale risarcimento del danno… bensì al diverso fine di ripristinare… un tendenziale equilibrio impositivo … tra l’ammontare della tassa comunque pretendibile ed i costi generali del servizio nell’area municipale».

La notizia della vittoria è stata diffusa da un comunicato stampa rilasciato dal Comitato di Quartiere di Settebagni, attraverso il suo direttivo, nella serata del 19 febbraio, con il quale viene espressa la piena soddisfazione  nell’ apprendere l’esito del ricorso presentato con l’appoggio dell’associazione Don Chisciotte, che viene sentitamente ringraziata della preziosa assistenza fornita, per ottenere la riduzione della Ta.ri. per gli anni 2017 e 2018 a seguito dei continui disservizi «provati in maniera inconfutabile attraverso l’app Junker, con l’invio di foto georeferenziate, data e orario certificati». La nota così prosegue: «Nonostante la raccolta porta a porta – PAP – nel nostro quartiere sia in vigore dal 2012, il servizio gestito dalla municipalizzata AMA è ancora irregolare e i ritiri vengono omessi per giorni di seguito, causando l’accumulo dei sacchetti di rifiuti in strada, con gravi disagi, soprattutto nei periodi estivi e durante le festività. Esperiti tutti i tentativi in sede amministrativa istituzionale, non ci è rimasto che  giocare la carta del ricorso alla commissione tributaria. Qualcuno lo giudicò un passo azzardato, senza speranza alcuna di vittoria. In effetti, a credere fino in fondo che un giorno ce l’avremmo fatta, a dimostrare che qualche volta Davide batte ancora Golia, sono stati trentatré utenti domestici, consci che si trattava di difendere più un principio di civiltà e democrazia che ottenere una somma adeguata ai danni subiti. Ringraziamo l’avvocato  Mario Costanzo che ha studiato le azioni più idonee da intraprendere, aprendo di fatto una nuova strada mai tentata prima e che ha dato vita all’iter giudiziario nel settembre 2018. Ringraziamo la stampa per aver dato spazio alla nostra vicenda e l’ex consigliere municipale Emiliano Bono, citato anche in sentenza, per l’interrogazione a risposta scritta presentata all’assessore municipale all’ambiente dell’epoca relativa ai disservizi di Settebagni».

L’avvocato provvederà ad avvisare ciascuno dei ricorrenti.

 

Le prime impressioni a caldo del presidente e del vice presidente del Comitato di Quartiere

Francesco Fusar Poli, presidente del Comitato di Quartiere di Settebagni così dichiara:«Posso solo esprimere la mia più grande soddisfazione per il risultato ottenuto , soprattutto perché è la prima volta che vengono accolte le istanze di un gruppo di cittadini, creando così un precedente che potrebbe essere utile per tutto il quartiere, da anni ostaggio di una raccolta differenziata mai entrata davvero in funzione e, anzi, peggiorata nel corso del tempo».

Silvia De Rosa, vice presidente del CdQ, aggiunge: «ci tengo a ringraziare i cittadini residenti che hanno creduto nella nostra iniziativa in un momento in cui nessuno sembrava darci fiducia, consapevoli che la strada sarebbe stata lunga».

 

Il commento del legale

Gran merito va riconosciuto all’avvocato Mario Costanzo, tra i fondatori dell’associazione Don Chisciotte, nata con l’intento di tutelare le istanze legittime dei cittadini, tradizionalmente parte debole e soccombente nei confronti delle istituzioni territoriali e delle municipalizzate. Il legale, subito dopo aver ricevuto la comunicazione dell’emissione della sentenza ha commentato: «siamo particolarmente orgogliosi di aver visto vincere la nostra linea difensiva su quella del Comune di Roma. Ci auguriamo che la strada da noi aperta possa essere vantaggiosamente perseguita da altri cittadini ma anche dagli esercizi commerciali. Noi come associazione rimaniamo a disposizione di chiunque voglia difendere le proprie istanze nei confronti di qualunque disservizio».

 

La dichiarazione dell’assessore municipale

Francesco Pieroni, assessore del III Municipio con delega all’ambiente, quindi ai rapporti con Ama: «l’accoglimento del ricorso dei residenti di Settebagni, rispetto ai disservizi sui rifiuti deve essere un monito per l’amministrazione Raggi. Non è più possibile far finta di nulla di fronte al disastro della raccolta, soprattutto del porta a porta nei quartieri più periferici. Molte zone ama sono costantemente sotto organico di oltre un terzo, rispetto alle esigenze di servizio e in alcuni giorni non funzionano quasi l’80% dei mezzi in dotazione. Se a ciò si unisce il nulla nelle strategie di conferimento e trattamento è chiaro che senza scelte coraggiose, a partire dall’approvazione dei bilanci e di un piano industriale chiaro, non sarà mai possibile uscire dall’emergenza. Per quanto riguarda il quartiere di Settebagni, da oltre un anno come Terzo Municipio attendiamo le modifiche concordate per il passaggio dal porta a porta a un sistema misto. Questo darebbe respiro ai cittadini esasperati e consentirebbe agli operatori di lavorare meglio. Per attuare queste modifiche basterebbe trovare qualche decina di cassonetti. Neanche questo riescono a fare da un anno dentro una società destinata ad incassare 800 milioni di euro l’anno dalle nostre tasche»

Luciana Miocchi

 

 

 

 

 

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Addio al pino di Settebagni- di Alessandro…Pino

18 Gen

[ROMA] Da decenni e fino a questa mattina un pino aveva svettato affacciandosi dal giardino del locale complesso scolastico su via Dello Scalo di Settebagni e sulla ferrovia adiacente. Ogni giorno aveva augurato buon lavoro ai cari scolari quando arrivavano non proprio festanti, onusti (che parolona, eh, si vede che lo scrivente è l’aureato!) delle cartelle colme di libri, quaderni, diari e astucci, in tempi più recenti con trolley al seguito formando un autotreno umano. Ai medesimi augurava buon pranzo- molto prima che lo facesse Papa Francesco- al momento di far ritorno tra le care mura domestiche. Parimenti rivolgeva il buon viaggio ai passeggeri dei treni espressi, rapidi, pendolini, freccerosse e itali vari che transitavano sulla strada ferrata antistante, mentre ai meno fortunati ed elitari frequentatori dei convogli locali inviava idealmente un incitamento a resistere in quei carri bestiame. Sometimes lasciava in munifico dono una bella pigna sull’imperiale di qualche utilitaria parcheggiata al di sotto i suoi rami lasciandovi duraturo ricordo almeno fino al l’intervento di un carrozziere. Tutti questi ricordi che andranno persi come lacrime nella pioggia (citazionissima da fazzoletti) sono ormai finiti in questa triste mattina di un 18 gennaio di bruma invernale perchè il caro Pino di Settebagni, divenuto icona del luogo al pari di quello più celebre delle cartoline col Vesuvio e il Golfo di Napoli, è stato tagliato, asseritamente per motivi di sicurezza. È una di quelle notizie che lasciano abbattuti, con un senso di sradicamento, un po’ come quando al lavoro tagliano il tuo ramo d’azienda e vieni segato, licenziato in tronco magari con l’accusa di avere le pigne in testa anche se avevi mangiato la foglia. Addio, caro Pino di Settebagni. (Sgrat sgrat sgrat).

Alessandro Pino

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Troviamo un nome al simpatico cinghialetto di Settebagni- di Alessandro Pino

30 Nov

[ROMA] Un simpatico cinghialetto è stato visto aggirarsi per via Sant’Antonio di Padova a Settebagni verso l’una di pomeriggio del 30 novembre. Il suino con ogni probabilità è arrivato dalla adiacente campagna della Marcigliana in cerca di cibo, come accade da mesi anche in altre zone del Terzo Municipio e del resto della Capitale. La voce della presenza (non tanto insolita a quanto si è letto) si è sparsa rapidamente anche sui gruppi social di zona. A questo punto, visto che il cinghiale è diventato un abituèe del posto si potrebbe anche indire un sondaggio su che nome dargli…

Alessandro Pino

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