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Scherza con i fanti ma lascia stare i Santi. La Madonna di Piazza Sempione atterra sulla scrivania del Ministro della Cultura – di Luciana Miocchi

18 Mar

Il progetto che vorrebbe ridisegnare Piazza Sempione continua a far parlare di sé: dopo essere stato reso pubblico con un’intervista su Repubblica, fatto oggetto di interventi in consiglio (ma legittimamente la giunta ha potuto operare senza portarlo in aula, occorre rammentarlo), protagonista di striscioni di contrapposti sentimenti e di processioni più o meno goliardiche, di manifestazioni di segno opposto e scaramucce degne del miglior Guareschi, sale agli onori degli scranni del Parlamento.

La senatrice Paola Binetti, FIBP-UDC, ha presentato, durante la seduta nr 306,  un atto di sindacato ispettivo – l’equivalente di un’interrogazione amministrativa – al Ministro Franceschini Atto n. 4-05078, chiedendone l’intervento diretto, al fine di rivalutarne l’opportunità. Il quale dovrà necessariamente rispondere sulla questione.

La Binetti, nota per i suoi interventi orientati da un fervente cattolicesimo, tocca si la questione della collocazione della statua della Madonna – un ex voto che il quartiere intese offrire per la fine della seconda guerra mondiale – ma anche quella della mancata informazione alla comunità, con la relativa impossibilità di attuare una partecipazione effettiva. Il testo del quesito, che si può leggere qui di seguito, è stato protocollato e pubblicato sul sito ufficiale del senato, disponibile per l’utenza.

Premesso che:

Piazza Sempione è “area tutelata” ai sensi degli artt. 10, comma 1, 134, 136 e 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni e integrazioni, e fa parte della “Città storica” di Roma ed è considerata dalla Carta per la Qualità di Roma Capitale tra i siti di “Rilevante interesse architettonico, urbano o ambientale”, nonché fra gli “Spazi aperti – Piazze e Larghi con alto grado di identità”, ai sensi del vigente Piano regolatore generale adottato con delibera del Consiglio comunale n. 33/2003 e s.m.i. (all. G1, f. 11), con il connesso regime di tutela; progettata nei primi anni Venti del secolo scorso dall’architetto Gustavo Giovannoni, rappresenta un unicum nella storia urbana di Roma, e presenta tratti di originalità e di pregio architettonico di assoluta rilevanza, documentati in una serie di studi;

la Giunta del III Municipio di Roma Capitale, con prot. CD/103462/2020, con riferimento al progetto di “riqualificazione” della zona di piazza Sempione a Roma, ha previsto lo spostamento di un monumento in una piazza storica, sottoposta a vincoli di tutela, senza aver prima acquisito i prescritti pareri. L’approvazione del progetto è avvenuta senza alcuna condivisione con la cittadinanza (comitati di quartiere, parrocchia, categorie professionali), avendo la Giunta rinunciato al ricorso al “processo di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana”, disciplinato dalle norme del Comune di Roma (delibera Consiglio comunale n. 57/2006 e s.m.i.) e senza nessuna condivisione col Consiglio municipale e con le Commissioni competenti. L’assenza dell’elemento fondamentale della partecipazione e del confronto ha minato alle basi la stessa redazione del progetto, che risulta, da un’analisi della Relazione che lo accompagna e delle tavole ad esso allegate, privo di elementi fondamentali per l’inquadramento storico, urbanistico-architettonico, che appare confuso negli obiettivi generali, carente nella spiegazione delle scelte di progetto;

gli interventi sulla piazza previsti dal progetto approvato dalla Giunta non sono riconducibili ad un semplice concetto di “riqualificazione”, ma si sostanziano in modifiche importanti, tali da alterare il volto architettonico e l’assetto urbanistico della piazza. In particolare: “viene pedonalizzata tutta l’area antistante il palazzo Sabbatini, adibito a edificio del Municipio, con una profonda trasformazione del profilo architettonico dell’area; l’area pedonalizzata dovrebbe diventare un grande lastricato, che si distacca nettamente dal resto della piazza, per la tipologia e il colore del materiale utilizzato per la pavimentazione nonché per la netta delimitazione con paletti, catenelle, panchine collocate in posizione perimetrale; il distacco di questa nuova area dal resto della piazza è accentuato dalle caratteristiche dell’impianto di illuminazione. Nella piazza e in corso Sempione è prevista l’installazione di 38 pali della luce ritenuti non coerenti con lo stile architettonico della piazza; la suddivisione della piazza definita dal progetto è accentuata da una nuova destinazione d’uso delle sue parti: il versante sud resta l’unica parte destinata al transito veicolare, fortemente limitato dall’area parcheggi, previsti per recuperare quelli persi con la parziale pedonalizzazione”. L’insieme degli interventi previsti (pavimentazione (e sua perimetrazione), illuminazione, dislocazione dei posti auto) è tale da modificare la fisionomia della piazza, rompendone l’unità che l’ha sempre caratterizzata. Verrebbe realizzata una sorta di “piazza nella piazza”;

gli interventi previsti dalla cosiddetta “riqualificazione”, anziché valorizzare i tratti originari della piazza, creano uno svilimento della stessa. Anche il previsto spostamento della statua della Madonna, attualmente posta al centro della piazza finisce per snaturarne il profilo originario. La statua viene inoltre abbassata, rimuovendo i due basamenti a gradoni. Il monumento, realizzato con i fondi raccolti dagli abitanti del quartiere e dai fedeli del “Divino Amore” come ex voto per la protezione accordata dalla Madonna durante la guerra, si trova in quella collocazione dal lontano 18 maggio 1947. Secondo la Giunta municipale la ragione principale per lo spostamento della Madonnina sarebbe quella di “valorizzarla”, risparmiandole la funzione di “spartitraffico”, mentre in realtà si finirebbe semplicemente con accantonarla e renderla meno visibile anche come punto di riferimento, diversamente da quanto accade da oltre 70 anni;

in tutte le piazze aperte al traffico gli elementi architettonici di decoro come statue, fontane, obelischi, sono posti al centro delle stesse e, se il flusso del traffico lo richiede, sono anche “spartitraffico”. Il monumento alla Madonna di piazza Sempione è uno “spartitraffico” come lo sono la Fontana delle Naiadi a piazza della Repubblica, il monumento equestre di Garibaldi al Gianicolo, la statua del Bersagliere a Porta Pia, l’obelisco di piazza Marconi, la Fontana delle rane a piazza Mincio, senza che per questo qualcuno pensi di spostare questi elementi architettonici con la presunta motivazione di volerli valorizzare, alterando il tessuto architettonico della piazza. In ogni caso, bisogna osservare che non esiste alcuna esigenza di mobilità che suggerisca lo spostamento della statua della Madonna. Anzi, è l’esatto contrario: è proprio lo spostamento che potrebbe causare problemi al traffico;

il Dipartimento Mobilità e Trasporti di Roma Capitale, nel proprio parere rilasciato con nota prot. n. 985 del 12 gennaio 2021, ha evidenziato i problemi che la nuova collocazione porrebbe al percorso della corsia preferenziale degli autobus, stabilendo una serie di prescrizioni per porvi rimedio e chiedendo in alternativa di “considerare la possibilità di ricollocare la statua al centro della piazza, lasciando così il sagrato della chiesa nella sua conformazione attuale”. L’evidente infondatezza delle ragioni addotte dalla Giunta per lo spostamento della statua della Madonna si aggiunge alla constatazione che tale spostamento, oltre a rappresentare di per sé un vulnus storico-urbanistico, contribuisce allo stravolgimento complessivo del volto della piazza,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire, prima che avvenga la trasformazione di Piazza Sempione con un progetto, che è ben lungi dal volerla riqualificare, affinché venga rivalutato l’intervento tenendo conto di tre elementi chiave:

a) il mancato coinvolgimento della popolazione, dal momento che sono state raccolte oltre 3.000 lettere e manifestazioni di dissenso rispetto all’attuale disegno;

b) il vissuto della pietà popolare nel quartiere, abituato a fare riferimento fin dal termine della seconda guerra mondiale a quella precisa immagine sacra della Madonna;

c) il vulnus che si crea all’impianto urbano delle piazze di Roma, note in tutto il mondo per il preciso filo rosso, che ne lega gli aspetti storici, architettonici artistici e urbanistici.

Luciana Miocchi

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Piazza Sempione: manifestanti sotto la statua della Madonna, presenti gruppi contrapposti | di Alessandro Pino

11 Mar

[ROMA] Tensione a piazza Sempione nel primo pomeriggio dell’11 marzo dove due gruppetti di persone- uno sventolante bandiere del movimento politico cattolico “Militia Christi” e l’altro a quanto sembra afferente all’area ad esso antagonista – hanno presenziato rispettivamente nell’adiacenza della statua della Madonna e sul lato dell’ufficio postale.

Testimoni affermano di aver sentito gridare bestemmie rivolte contro i manifestanti cattolici che pregavano e esponevano uno striscione con la scritta “Basta con l’intolleranza anticattolica” .

Si ricorderà che solo qualche giorno fa alcuni personaggi avevano provocatoriamente portato in processione nella piazza una sorta di simulacro della statua ma colorato e sagomato in modo da ricordare un organo sessuale femminile.

La situazione è stata tenuta d’occhio  dalle Forze dell’Ordine

Alessandro Pino

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Lettura critica del progetto su piazza Sempione presentato dalla Giunta Caudo – intervista agli Architetti Rizzo e Galassi

8 Mar

Gli architetti Biancamaria Rizzo e Alessandro Galassi, urbanisti e autori di un approfondito volume su Città Giardino, edito da Minerva nel 2013, esprimono il loro punto di vista sul progetto di restyling della piazza che ospita la sede centrale del III Municipio che tanto polverone ha sollevato, uscito ormai dalla questione puramente amministrativa per approdare a un qualcosa che assomiglia nei toni sempre più a una disputa folkloristica, più da Peppone e Don Camillo che da curva. Con questo contributo si cerca di riportare il discorso sulle peculiarità del progetto e sulla critica costruttiva.

“Una lettura approfondita del progetto di riqualificazione di Piazza Sempione, redatto dallo studio Bradaschia di Trieste nel 2020, ma pubblicato solamente in data 12/02/2021 sul sito del Comune di Roma, può aiutarci a capire meglio gli obiettivi di progetto e valutare l’efficacia delle azioni proposte per raggiungere gli stessi. Procediamo per temi.

Nuova pavimentazione della piazza.

Il progetto prevede la realizzazione di una grande area pavimentata di fronte all’edificio Semintensivo 2 di Innocenzo Sabbatini (attuale sede del Municipio III) con l’eliminazione del parcheggio a raso esistente, lasciando asfaltato il resto della superficie. Uno sguardo anche veloce alla planimetria di progetto evidenzia una certa disorganicità nel trattare le varie parti della piazza, la quale non viene considerata, come sarebbe opportuno, uno spazio unitario.

Miglioramento dell’illuminazione della Piazza

Il progetto prevede l’installazione di una serie di apparecchi illuminanti a led, localizzati quasi esclusivamente su tre lati della nuova area pedonale di fronte al palazzo Sabbatini, il che comporterebbe una differenziazione sostanziale tra zone diverse della piazza, alcune delle quali rimarrebbero più buie di altre a scapito di una fruizione unitaria dello spazio. Manca inoltre la previsione di una illuminazione “scenografica”, quanto mai opportuna al fine di esaltare le caratteristiche architettoniche degli edifici e di evidenziarne la struttura compositiva, attraverso il posizionamento di proiettori o altri tipi di apparecchi illuminanti. Questo aspetto non è secondario, se si vuole realizzare uno spazio gradevole oltre che sicuro anche nelle ore notturne.

Miglioramento dell’arredo urbano della Piazza

Il progetto prevede l’inserimento di soli quattro elementi di seduta in cemento bianco, posti sul lato meridionale della nuova area pedonale pavimentata, e la collocazione di qualche cestino portarifiuti di materiale e forma non meglio specificati. E’ evidente che questo aspetto del progetto risulta carente in quanto non esplicita le motivazioni funzionali e formali relative alla scelta e alla localizzazione degli elementi di seduta e di raccolta rifiuti; una scelta che, trattandosi di una piazza storica, dovrebbe essere quanto meno congruente con il contesto di ambientazione.

Miglioramento della viabilità

In merito al tema del miglioramento della viabilità, che rappresenta forse la motivazione più forte espressa dall’Amministrazione nella presentazione del progetto, va rilevata la mancanza di analisi preliminari specifiche finalizzate ad inquadrare Piazza Sempione nel più ampio sistema viario del quartiere, anche attraverso un’analisi dettagliata dei flussi veicolari, che permetta di valutare gli effettivi impatti positivi del progetto sulla mobilità. Di fatto le azioni di progetto previste confermano l’assetto viabilistico esistente, con il transito dei veicoli (pubblici e privati) sulla piazza. L’eliminazione del parcheggio non inciderebbe sulla viabilità, ma solamente sulla dotazione di posti auto di cui, peraltro, non c’è alcuna proposta di ricollocazione. La viabilità resterebbe, dunque, sostanzialmente inalterata rispetto alla situazione attuale. Queste considerazioni mettono in evidenza che, a fronte di uno stato di fatto fortemente problematico e degradato, il progetto presentato non sembra in grado di incidere efficacemente sugli obiettivi di riqualificazione prefissati.

Il progetto può invece essere una grande opportunità per valorizzare la piazza e tornare a guardarla come uno spazio unico e unitario, ripensandone non solo l’aspetto ma soprattutto l’utilizzo: la piazza di una nuova città come l’aveva immaginata il suo autore Gustavo Giovannoni. Questo vuol dire attuare un ripensamento complessivo della piazza, che integri tutti gli aspetti: dalla pavimentazione (ricorrendo ad esempio all’utilizzo di un unico materiale) all’illuminazione (sia funzionale che scenografica), all’arredo. Anche per la viabilità si potrebbe valutare l’ipotesi di una pedonalizzazione integrale della piazza o, in alternativa, mantenere provvisoriamente la transitabilità veicolare, puntando però, come detto prima, sulla realizzazione di una pavimentazione e di un sistema di illuminazione unitari. E’ innegabile che l’elemento incongruo negli spazi urbani storici è rappresentato soprattutto dalla presenza delle automobili, sia in sosta che in transito, ed è su questo punto che andrebbe rivolta principalmente l’attenzione. Il ripensamento della viabilità non può certo limitarsi alla rimozione e allo spostamento della statua della Madonnina, peraltro ormai parte integrante dell’immagine della piazza, che il progetto attuale prevede di traslare a ridosso della chiesa. Si tratterebbe di un’azione senz’altro inefficace ai fini della viabilità e, probabilmente, anche dannosa ai fini della condivisione collettiva del progetto, vista l’affezione che ormai i cittadini nutrono nei confronti di questo elemento.

Se l’Amministrazione, facendo tesoro del proficuo e stimolante confronto in atto con la cittadinanza e gli uffici preposti, arriverà a revisionare il progetto in modo condiviso, riuscirà a restituire  a questo spazio urbano, cuore di Città Giardino Aniene, la dignità e il rispetto che esso merita.

Arch. Alessandro Galassi

Arch. Biancamaria Rizzo

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Ponte Tazio: intervento coordinato di Retake Roma e Comune | di Alessandro Pino

7 Mar

[ROMA] I volontari della associazione Retake Roma Terzo Municipio sono intervenuti la mattina del 6 marzo a Monte Sacro per restituire decoro al ponte Tazio. Per la prima volta l’iniziativa si è svolta in coordinamento con il Comune di Roma: all’operazione si sono infatti uniti
il Nucleo Ambiente Decoro della Polizia di Roma Capitale, l’Ama e il Servizio Giardini.
L’intervento è consistito nella potatura degli alberi, nella cura degli arredi urbani e cancellazione degli scarabocchi che deturpavano il ponte.


«Stamattina abbiamo eseguito il primo di una serie di interventi integrati con l’Ufficio di coordinamento del decoro urbano del Comune di Roma» commenta l’avvocato Simona Martinelli, amministratrice di Retake Roma Terzo Municipio «grazie al progetto presentato da Francesca Dell’Orco e Antonella Contaldo per la riqualificazione del ponte Tazio abbiamo unito competenze e sinergie con l’obiettivo comune di rendere più vivibile questo storico ponte e piazza Sempione».
Alessandro Pino

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Elezioni 2021 in Terzo Municipio: sarà forse Fabrizio Bevilacqua il candidato del centrodestra alla Presidenza? | di Alessandro Pino

5 Mar

[ROMA] Anche se lo svolgimento delle elezioni amministrative è stato ufficialmente posticipato all’autunno prossimo, di fatto è nel pieno della messa a punto la campagna da parte degli schieramenti politici: non solo per quanto riguarda la scelta dei candidati sindaco ma anche quella dei papabili alla presidenza dei Municipi della Capitale.

Nell’ambito del centrodestra nel Terzo Municipio, voci di corridoio vorrebbero che l’orientamento prevalente nelle sfere decisionali sarebbe quello di puntare su nomi di consolidata esperienza nella politica sul territorio e in esso ben radicati: se sul fronte dei Fratelli d’Italia è già apparso sulla stampa il nome della loro capogruppo a piazza Sempione, Giordana Petrella, sul lato della Lega parrebbe esserci  quello di Fabrizio Bevilacqua, anch’egli capogruppo di fresca nomina: attivista politico da quando, nemmeno adolescente ma poco più che bambino, attaccava i manifesti del Movimento Sociale, con cui militò anche durante la trasformazione in Alleanza Nazionale, molti anni dopo fu tra i primi sulla piazza romana ad avvicinarsi al Carroccio e al suo leader Matteo Salvini.


A Monte Sacro fu eletto la prima volta nel 1993, svolgendo di fatto anche la funzione di presidente del Municipio nel 2000 (allora la carica non veniva eletta direttamente dai cittadini), diventando poi consigliere alla Provincia di Roma, è stato assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di Cristiano Bonelli. Tornato in Consiglio Municipale nel 2018, proprio nei giorni scorsi è stato nominato capogruppo della Lega in Consiglio.

Seduto alla sua sobria scrivania al secondo piano di palazzo Sabbatini, sede del Municipio («è stata aperta grazie alla giunta Bonelli con l’assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Bevilacqua, era chiusa da anni» sottolinea parlando di sé in terza persona) si dimostra possibilista su una sua candidatura, comunque consapevole dell’eventuale peso di strategie di raggio più ampio e precisando che non c’è rivalità con la Petrella: 
«Se mai fosse confermata una eventualità del genere sarei quello che sono sempre stato, per i cittadini del Terzo Municipio sono sempre stato Fabrizio.
Il leit motiv sarà quello che abbiamo adottato con il periodo della giunta Bonelli: checché se ne dica, in questo Municipio quello che si è visto in termini di opere, in termini di realizzazione e abbattimento dei costi della spesa pubblica si è visto solo con la giunta Bonelli della quale facevo orgogliosamente parte. Cito solo un esempio su mille: aver siglato e firmato da assessore ai Lavori Pubblici una cosa che per quarant’anni è stata promessa a questo Municipio e nessuno aveva mai realizzato, il ponte di Fidene (poi aperto durante la giunta Marchionne, ndr). Quel progetto, il bando per la assegnazione, il progetto preliminare, il progetto definitivo, il progetto esecutivo e la posa della prima pietra hanno un nome e cognome: giunta Bonelli, assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Bevilacqua».

Conclude l’esponente leghista: «L’impegno che abbiamo sempre dato sul territorio è lo stesso, non è cambiato niente. Che sia io sarei strafelice perché sarebbe il completamento di un percorso, se fosse Giordana sarebbe la stessa identica cosa ma dateci l’opportunità perché quando ci avete messo alla prova i risultati si sono visti sul territorio»

Alessandro Pino

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La partecipazione al tempo del covid. Bella, faticosa e necessaria. Intervista a Riccardo Corbucci

25 Feb

Sono tornate in primo piano le questioni riguardanti la partecipazione alle attività municipali, specialmente con le vicende riguardanti la pedonalizzazione di Piazza Sempione, opera della giunta, con il consiglio ufficialmente all’oscuro fino a poco fa e i cittadini di Città Giardino che sono stati informati dai giornali. Il regolamento municipale attualmente in vigore, fu licenziato quando presidente del Consiglio era Riccardo Corbucci – ora dirigente romano del Pd – e ha regolamentato in maniera chiara la partecipazione degli amministrati.

Corbucci lei che ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio del III Municipio e di assessore alla trasparenza e alla partecipazione, cosa mi dice delle polemiche di questa ore, sollevate da alcuni comitati, circa la trasparenza e la partecipazione dei cittadini alle sedute delle commissioni consiliari?

Era il 1 aprile del 2014 e fummo il primo Municipio di Roma ad approvare un regolamento municipale che consente ai cittadini di portare in discussione atti di iniziativa popolare, sostenuti da almeno 500 firme di residenti sui quali il consiglio ha l’obbligo di esprimersi. Inoltre prima che arrivassero gli streaming istituzionali siamo stati i primi ad aprire le commissioni e i consigli agli interventi dei cittadini e a mandare online le registrazioni. In III Municipio siamo stati dei pionieri della partecipazione e della trasparenza, grazie alla volontà unitaria di tutte le forze politiche. È un processo che è cominciato con il Presidente Cristiano Bonelli (Pdl), ha avuto il suo apice con il suo successore Paolo Emilio Marchionne (Pd) ed è continuato anche con la Presidente Roberta Capoccioni (M5S). Per questo mi preoccupa, che in conseguenza delle restrizioni legate al Covid, possano permanere troppo a lungo limitazioni alla partecipazione dei cittadini alla vita delle Istituzioni.

Sembra che oggi siano i presidenti delle singole commissioni a decidere chi possa o meno partecipare e intervenire alle stesse, in base al criterio che possano partecipare soltanto “enti portatori di interessi diffusi”. Lo trova giusto?

Credo che questa decisione sia stata assunta in via emergenziale a causa del Covid, che ha impedito al consiglio e alle commissioni di riunirsi in presenza. In tutti questi anni le commissioni sono sempre state aperte a tutti. Poi ovviamente è giusto che sia data priorità agli interventi di soggetti che sono stai invitati e che hanno una qualche ragione per farlo. Tuttavia tutti dovrebbero poter partecipare. Anche perché potenzialmente tutti i residenti interessati da un progetto hanno potenzialmente il diritto di poter esprimere la propria opinione. Alcune volte come municipio abbiamo persino promosso dei referendum per scegliere insieme ai residenti le decisioni da assumere. Personalmente sono favorevole ad una partecipazione spinta, che seppur faticosa alla fine conduce alla condivisione delle scelte e riduce di molto il conflitto. Ricordo il primo bilancio partecipato che ho promosso da assessore con i comitati di quartiere, le associazioni, la cooperazione sociale, i centri anziani e le scuole del nostro territorio. Fu un’esperienza straordinaria e alla fine del percorso partecipato quel bilancio, frutto di scelte concertate con la cittadinanza attiva, lo sostennero tutte le forze politiche. Quando la partecipazione è spinta, c’è tanta trasparenza e questo migliora i rapporti fra i cittadini e le Istituzioni.

Cosa dovrebbe fare il III Municipio allora?

Mi appello al Presidente del consiglio municipale Yuri Bugli, persona seria e preparata che conosco da vent’anni, affinché si faccia un regolamento transitorio della partecipazione, che consenta ai cittadini interessati di poter ascoltare e partecipare alle commissioni. C’è già troppa distanza fra politica e cittadinanza per far sì che questo maledetto virus la ampli. Sono cose che si stanno facendo anche in altri comuni più piccoli. Non sappiamo quanto durerà ancora l’emergenza, ma è importante mantenere uno standard elevato di partecipazione. Sono stato consigliere municipale per molti anni e sono assolutamente convinto che anche i consiglieri di questa consiliatura abbiano piacere di parlare e decidere insieme ai cittadini. Nessuna persona che faccia politica per passione trae soddisfazione dallo starsene a casa propria davanti ad uno schermo a parlare soltanto con altri eletti delle Istituzioni. Si tratta semplicemente di trovare un giusto compromesso fra partecipazione e organizzazione, con regole certe comunicate a tutta la cittadinanza.

LM

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Monte Sacro: il parco Caio Sicinio Belluto risistemato dai volontari di “Arte e Città a Colori” | di Alessandro Pino

18 Feb

[ROMA] Mentre impazzano le polemiche e le chiacchere sul progetto di risistemazione di piazza Sempione, a pochi metri di distanza il parco Caio Sicinio Belluto nei giorni scorsi è stato oggetto di un impegnativo intervento eseguito dai volontari dell’associazione Arte e Città a Colori: muniti di decespugliatori, soffiatore, tosaerba, scope, pale, rastrelli, sacchi per la raccolta dei rifiuti, hanno restituito un aspetto dignitoso al giardino nel cuore di Monte Sacro.


«La nostra Associazione opera da diversi anni nel Terzo Municipio e siamo noti per i tanti murales che abbiamo realizzato, ma la bellezza non viene solo dall’arte ma anche dalla cura del territorio» spiega Francesco Galvano, presidente di Arte e Città a Colori «da circa un anno ci siamo dati questi due obiettivi. Grazie ad un gruppo di nostri associati, in forma volontaria, stiamo intervenendo in vari punti del quartiere Monte Sacro (via dei Prati Fiscali, viale Val Padana, via Franco Sacchetti, viale Jonio) e continueremo anche in futuro».

Alessandro Pino

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Piazza Sempione: sul restyling è lite tra parroco e minisindaco come ai tempi di Don Camillo e Peppone | di Alessandro Pino

13 Feb

[ROMA] Si arricchisce di una nuova puntata quella che sembra ormai diventata la telenovela del progetto di riqualificazione e parziale pedonalizzazione di piazza Sempione e del vespaio di polemiche che ha suscitato, anche per quanto riguarda lo spostamento della statua della Madonna dal centro verso la scalinata della Chiesa dei Santi Angeli Custodi, nel cuore di Monte Sacro.
Ad attizzare nuovamente il fuoco della polemica sono state le critiche del parroco Don Mario- spalleggiato dalle migliaia di parrocchiani che contestano il progetto- apparse nelle sezioni cittadine di testate del calibro de “Il Messaggero” e “la Repubblica”.

Nel mirino delle dichiarazioni del sacerdote, oltre al progetto in sé (che snaturerebbe gli equilibri di un quartiere la cui popolazione storica è sempre più anziana) è finito ovviamente il presidente del Municipio Giovanni Caudo, accusato di avere nei fatti ignorato le posizioni di quella consistente parte di stakeholder facente capo alla parrocchia: si parla di oltre ventimila fedeli. Persone legatissime alle dinamiche e alle abitudini quasi da piccola cittadina di provincia della Città Giardino e per i quali la movida selvaggia fatta di localini al posto di botteghe, con il relativo nefasto contorno di bivacchi, rifiuti e schiamazzi è chiaramente un fattore di invasiva molestia. Persone affezionate, sul piano simbolico, alla statua della Madonna, un ex voto dopo la tragedia della guerra, presente a centro piazza dal 1948. Per questo, a quanto si legge, è stata lanciata sul giornalino parrocchiale una raccolta firme tra i residenti per dire “no” al progetto. Il parroco Don Mario non ha poi escluso la possibilità di querelare il presidente Caudo per le sue dichiarazioni. E più di qualcuno, in questa querelle tra minisindaco e parroco, ha visto una sorta di remake delle baruffe tra Don Camillo e Peppone narrate da Guareschi e portate al cinema da Fernandel e Gino Cervi.
Alessandro Pino

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Riallestimento di Piazza Sempione: la posizione ufficiale della Lega. Interviene il coordinatore Municipale Cristiano Bonelli – di Luciana Miocchi

8 Feb

Se non altro, il progetto di risistemazione di piazza Sempione presentato dal Presidente del Municipio Giovanni Caudo alla sua Giunta e tacciato di non essere stato partecipato – a tal proposito sono partite diverse raccolte di firme da parte di cittadini e CdQ, sia su web che tradizionali – ha avuto il potere di riaccendere un dibattito in uno dei momento pre elettorali – forse si vota a giugno o forse si rimanderà, dipende dal Covid – più sonnolenti di sempre . Se per la maggioranza ha significato mostrare a tutti quale sono le linee gerarchiche, in opposizione la vicenda ha messo in evidenza che il primo partito di minoranza spesso procede più per iniziative dei singoli che per gioco coordinato di squadra, complice una certa inesperienza, anche nei rapporti con l’informazione locale. Cristiano Bonelli, ex presidente del Municipio per il Pdl – area AN e attualmente coordinatore della Lega a Montesacro, risponde ad alcune domande in proposito al Caso Sempione e dintorni.

Quale è la posizione ufficiale della Lega su piazza Sempione? Siete favorevoli al progetto presentato dalla Giunta Caudo?

Diciamo che è analoga a quella di tutti i partiti presenti in consiglio municipale, anche se alcuni non possono dirlo, cioè assolutamente contrari . Il metodo utilizzato, quello di tenere tutto nascosto per accorciare i tempi e poter dire ormai è cosa fatta  è inaccettabile ma è contrario anche sulla sostanza, il Caudo Augusto imperatore che vuole, prima di uscire di scena in III, lasciare un suo ricordo non può essere accettato, ho visto il progetto ma in realtà si tratta di mattonelle e panchine costose (730 mila euro) che  occuperanno gran parte della Piazza e non basta lo slogan “luogo di aggregazione” per convincerci.  Voglio ricordare che in 5 anni al governo del municipio il centrodestra di luoghi aggregativi ne ha realizzati a decine, spendendo meno. Abbiamo lanciato come Lega una petizione per chiedere la sospensione delle procedure,  la visione completa del progetto con tutti i suoi dettagli per consentire la dovuta informazione ai cittadini e poi la dovuta partecipazione, abbiamo fatto chiedere la convocazione della Commissione trasparenza capitolina e siamo in attesa della presentazione di una interrogazione alla Camera.

Ritiene importante il coinvolgimento dei residenti o la partecipazione complica i lavori di chi amministra? Come ex presidente del Municipio questa è una materia che conosce molto bene.

Lo ritengo un dovere! Durante la mia presidenza attivavamo la partecipazione anche per tagliare un ciuffo d’erba, era un punto fermo, senza il consenso dei cittadini, pur avendo un mandato, non puoi permetterti di cambiare volto ad una piazza storica, il simbolo di un intero Municipio. Il mandato politico passa, i cittadini rimangono. Ma vuole avere una notizia poi sulla viabilità? bene la polizia Locale ed il Dipartimento competente hanno espresso parere contrario.

É contento dell’attività della Lega in Consiglio Municipale?

Diciamo che non ho la delega a dare giudizi. Le posso candidamente dire che da alcuni ai quali ho dato la mia fiducia mi sarei aspettato un maggiore impegno ed una maggiore collaborazione con chi ha più esperienza. E non parlo di bravura ma solo di esperienza, sia chiaro.  Ho sempre creduto nella meritocrazia e chi ha lavorato sarà premiato dal partito e dai cittadini. Mi faccia dire anche che con una maggioranza e una Giunta del genere, che racconta storie fantastiche e a volte anche coinvolgenti ma poi nei fatti è davvero pochino, non ti puoi aspettare di avere consiglieri entusiasti.

Luciana Miocchi

Il progetto di piazza Sempione del presidente Caudo e la posizione del Pd locale – di Luciana Miocchi

8 Feb

Non si può dire che la progettazione della nuova Piazza Sempione non abbia smosso le acque ferme della politica locale. Se ad agitarle sono le forze di minoranza è più che normale, sarebbe strano il contrario. Mentre una richiesta di partecipazione da parte del Pd, che detiene la maggioranza relativa del governo di Montesacro non può che essere letta come un messaggio contraddittorio. L’astensione dal voto sulla mozione presentata dai consiglieri Petrella e Evangelisti, rispettivamente Fdi e FI, con cui si chiedeva di dar seguito ad un iter partecipativo è un’azione che genera delle domande. Domande poste a Filippo Maria Laguzzi, segretario del PD del III Municipio e consigliere dello stesso, nonchè presidente della Commissione Commercio.

Perché il pd si è astenuto sulla mozione presentata da fdi. Perché l’ha presentata l’opposizione? Non è lo stesso modus operandi dei grillini e delle giunte che li hanno preceduti?
Bisogna ricostruire cosa è avvenuto per poter spiegare la nostra decisione. La scelta del Presidente del municipio di lanciare la notizia su Repubblica, magari per vedere l’effetto che produceva, non appartiene alla nostra cultura politica. Partiamo quindi da un assunto vero e certo: è stato commesso un errore grave nel metodo e che ha generato incomprensioni con i cittadini. Il Pd municipale ha subito cercato di correggere il tiro aprendo una discussione pubblica sul progetto su Zoom insieme all’assessore Francesco Pieroni e ai consiglieri municipali. Abbiamo voluto dare una risposta immediata alle giuste critiche dei cittadini che si lamentavano dell’assenza di un percorso partecipativo. In quell’assemblea abbiamo tracciato e condiviso il percorso con i cittadini presenti, che fin dal giorno seguente ha previsto una prima convocazione congiunta delle due commissioni consiliari più strettamente competenti, ovvero Urbanistica e LL.PP. Inoltre, per completare il quadro di partenza del processo partecipativo, abbiamo voluto raccogliere tutte le indicazioni emerse dall’assemblea pubblica e dalla prima convocazione congiunta delle commissioni consiliari per poter redigere una mozione di maggioranza che mi vede tra i firmatari, che descrive e rafforza anche nel merito il processo partecipato che abbiamo voluto iniziare. Anche questo passaggio è stato concordato all’interno dell’assemblea che abbiamo indetto, siamo stati solo coerenti. Le opposizioni ovviamente fanno il loro lavoro, ma spetta alla maggioranza, dopo aver ascoltato i cittadini, indicare le modifiche al progetto.


Il Pd municipale si sente figliastro rispetto alle liste civiche di Caudo?
La paternità o la maternità, anche in ambito politico, non sono e non devono essere frutto di processi estemporanei. Noi abbiamo una storia politica importante sul territorio municipale che va rispettata per quello che abbiamo saputo esprimere e che esprimeremo nel tempo, non solo nei contenuti, ma anche nei termini di consenso ricevuto. Sono piuttosto preoccupato invece per quegli esponenti politici municipali, figli di sintesi politiche astratte e costruite in laboratorio, che assistono in modo silente alla conduzione del governo del territorio al di là dell’incarico che rivestono. Bisognerebbe chiedere loro se conoscono i propri “genitori” politici e soprattutto se rispondono in qualche modo anche alla volontà dei cittadini.

Siete il partito di maggioranza relativa e avete un solo assessore e poi diciamolo, non è che per l’opinione pubblica avete fatto una gran bella figura a non sapere cosa stava facendo la giunta in merito alla piazza su cui si affaccia il municipio. Manco foste all’opposizione.
Nella domanda che mi pone, c’è già una parte della risposta. Come PD, nonostante il risultato elettorale e il numero di consiglieri municipali eletti in consiglio, abbiamo un solo assessore all’interno della giunta municipale. Sono l’unico esponente del PD, anche molto prima di rivestire il ruolo di segretario municipale, che ha chiaramente espresso al Presidente Caudo tutte le mie perplessità per l’evidente squilibrio presente all’interno della giunta municipale. Uno squilibrio che non rispetta il risultato elettorale, che non tiene conto della rappresentativa nel territorio e che col tempo è diventato persino ridicolo, visto che ci sono assessori che rappresentano forze politiche che non si sono presentate alle elezioni e che usano impropriamente il consenso ottenuto da cittadini che hanno scelto il Partito Democratico. Questo distacco con il territorio si vede chiaramente in molti dibattiti surreali sui social. Per questa ragione, come segretario democratico, in autunno avevo già chiesto al Presidente un cambio di marcia nell’interesse del territorio che governiamo.
All’assemblea su Zoom l’assessore Pieroni si è assunto una parte della responsabilità sulla mancata condivisione del progetto di Piazza Sempione.
Credo sia davvero ingeneroso gettare la croce addosso all’unico assessore che abbiamo noi in giunta e che peraltro sta facendo benissimo. Di 14 progetti di riqualificazione del territorio stanziati nel corso del 2020, il nostro assessore Pieroni ne ha seguiti 12, gli altri 2 sono stati ad appannaggio dell’assessore Sampaolo – Piazza Conca D’oro – e Caudo – Piazza Sempione. Sono i due dove i cittadini ci stanno chiedendo delle modifiche e noi siamo convinti che vadano ascoltati.
Luciana Miocchi

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Monte Sacro: raccolta di coperte contro il freddo | di Alessandro Pino

20 Gen

[ROMA] Fino al 29 gennaio – tranne sabato e domenica- si possono portare nella sede del III Municipio a piazza Sempione delle coperte e abiti invernali da distribuire a chi si trovi in condizioni di indigenza e costretto a trascorrere all’addiaccio le gelide notti invernali. Il punto di raccolta è attivo dalle 8 e 30 alle 18 e 30. Della successiva distribuzione si occuperanno associazioni di volontariato. L’invito è rivolto non solo ai privati cittadini ma anche a negozi e lavanderie per quanto riguarda merce invenduta o giacenze. Inoltre fino al 22 gennaio è possibile chiedere ai tassisti di “Tutti taxi per amore” il ritiro a domicilio (telefonare al 3468004680). Si raccomanda che le coperte e gli abiti siano nuovi o in buono stato, puliti e in busta chiusa.
Alessandro Pino

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Monte Sacro: paura per le aggressioni di un branco di giovinastri – di Alessandro Pino

16 Nov

[ROMA] C’è una gang di giovinastri che sta seminando il terrore da giorni a Monte Sacro, rapinando con violenza i coetanei o anche persone più grandi: minacce, spintoni, schiaffi, anche coltellate per sottrarre oggetti anche di poco conto. Tra le feroci aggressioni compiute nelle ultime settimane, tre sono state ricostruite dal Messaggero: le abbiamo segnate con una X sulla mappa. L’ultimo episodio è avvenuto la sera del 14 novembre in via Nomentana nei pressi di piazza Sempione: un diciannovenne è stato accerchiato dal branco, composto da sette individui (alcuni forse minorenni) che gli hanno prima sottratto il berretto che indossava e poi ferito con diverse coltellate alle mani con cui cercava di parare i colpi. Lo hanno lasciato sanguinante per strada dove è stato soccorso dai sanitari. In precedenza due ragazzi erano stati rapinati di cellulare e portafogli in via Val d’Aosta sotto la minaccia di un coltello. Prima ancora a via Scarpanto- nei pressi della fermata metro Jonio- un ragazzo è stato preso a sberle e rapinato del telefono. Fino a ora non si è riusciti a fermare la banda di delinquenti e i residenti hanno paura.

Alessandro Pino

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Piazza Sempione e altri luoghi della movida: varchi per la limitazione agli ingressi- di Alessandro Pino

24 Ott

[ROMA] Anche piazza Sempione, nel cuore di Monte Sacro, è tra le zone della Capitale interessate dal fenomeno della movida nelle quali la Polizia di Stato ha previsto la chiusura con varchi in entrata e in uscita, mentre ricordiamo che dalle 24 alle 5 vige il lockdown parziale notturno. Il bilancio complessivo della prima notte di blocco in città è di oltre ottocento persone controllate, di cui diciassette sono state sanzionate. Tra gli altri luoghi soggetti alla chiusura: piazza Trilussa, piazza Campo de’ Fiori, piazza della Madonna dei Monti e il Pigneto  .
Alessandro Pino

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Una prima parziale dichiarazione di Mario Novelli sul suo passaggio a Italia Viva- di Alessandro Pino

5 Set

[ROMA] Mario Novelli, già presidente del Consiglio Municipale a piazza Sempione nella precedente consiliatura e fino a poche ore fa consigliere per il Movimento Cinque Stelle (anche se sul sito municipale al momento di scrivere risulta ancora tale) è transitato a Italia Viva, consentendo l’ingresso nell’aula di palazzo Sabbatini del partito di Renzi per il quale sarà anche capogruppo. A parte un post apparso via social sulla pagina ufficiale “Italia Viva Municipio 3 Roma” e la foto con Francesca Leoncini, esponente di Italia Viva e assessore municipale al Commercio, Artigianato, Attività produttive, Turismo, Personale e Sicurezza, Novelli preferisce in queste prime ore non rilasciare dichiarazioni ufficiali sul suo passaggio: «Non ho voluto fare dichiarazioni perché volevo aspettare un momentino per capire la situazione, più che altro su cosa avrebbe provocato questa mia decisione. Posso solo anticipare che è stata una decisione che viene da lontano e soprattutto che si limita a un discorso prettamente locale e non di più ampio respiro su quello che sta avvenendo a livello comunale piuttosto che nazionale, anche perché il mio spettro di azione è limitato al Municipio, mi muovo e mi sono sempre mosso nel Municipio. Il tutto nasce da un disagio all’interno del Gruppo municipale. Mi riserbo di avere un quadro più completo per poter fare una dichiarazione completa. Voglio vedere cosa esce fuori dopo di che le mie dichiarazioni potranno essere di circostanza o molto più forti, la mia reazione sarà misurata da quello che mi pioverà addosso. Sto raccogliendo gli umori per poi rispondere adeguatamente a quello che raccoglierò in questi giorni». Su una cosa però Novelli intende fare subito chiarezza: l’insinuazione che la sua sia stata una scelta “di poltrona” in vista di future elezioni per poter aggirare il famoso limite dei due mandati imposto a chi nelle file del M5S ricopre cariche elettive: «Lì è proprio l’ignoranza intesa nel senso di persone che non sanno. Avrei potuto continuare altri dieci anni in Movimento Cinque Stelle perché la questione del mandato zero e l’accordo che ci fu con l’allora Di Maio che era capo politico, essendo noi caduti dopo un anno e mezzo ed essendoci ricandidati, questo mandato veniva computato assieme alla prima parte. Poi è uscita la storia del mandato zero e di fatto quindi io avrei potuto ancora farmi dieci anni nel Movimento Cinque Stelle se avessi voluto. Quindi questa cosa va smontata immediatamente, nel senso che non è questa la motivazione, assolutamente, che qualcuno pensa che siccome avevo finito i due mandati mi sono trovato un’altra casa, non è questo il motivo della mia scelta. Non è un problema di mandati».

Alessandro Pino

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Piazza Sempione: anziano aggredito a calci, pugni e coltellate- di Alessandro Pino

19 Apr

[ROMA] Aspettava l’autobus a piazza Sempione, nel cuore di Monte Sacro, quando uno sconosciuto gli ha chiesto di accendere. Avendogli risposto che non era munito di accendino, è stato aggredito a calci, pugni in faccia e coltellate. È accaduto lo scorso venerdì sera: la vittima è un anziano dipendente dell’Ama, mentre l’aggressore è un romeno trentaseienne con numerosi precedenti di polizia. Per fortuna il peggio è stato evitato grazie all’intervento di una pattuglia della Polizia che ha impedito che la feroce aggressione continuasse, dopo che il povero vecchio era già caduto a terra e la lama del coltello era stata fermata dal pesante tessuto del giaccone che indossava. L’aggressore è stato arrestato per tentato omicidio e portato a Regina Coeli mentre è stato sequestrato il coltello con una lama di sette centimetri. L’anziana vittima è stata soccorsa sul posto da personale del 118.
Alessandro Pino

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Coronavirus: sanificazione delle strade in Terzo Municipio- di Alessandro Pino

30 Mar

[ROMA] Per scongiurare la presenza del Coronavirus sono in pieno svolgimento le operazioni di sanificazione delle principali strade del Terzo Municipio da parte dell’Ama, secondo criteri di priorità. Tra le zone trattate- cui si riferiscono le immagini- i dintorni di piazza Sempione e la Città Giardino, Conca d’Oro e molte altre.

Alessandro Pino

(Si ringrazia per le immagini Manuel Bartolomeo)

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Parco Sicinio Belluto a Monte Sacro, tra sbandati e bottiglie di birra – di Alessandro Pino

23 Ago

[Roma] Le immagini che vedete ritraggono le condizioni del parco Caio Sicinio Belluto, a due passi da piazza Sempione nel cuore storico di Monte Sacro. Sono recentissime, pubblicate in rete la mattina del 23 agosto da Giordana Petrella, capogruppo di Fratelli d’Italia in Terzo Municipio. In sintesi: una persona riversa a terra in una aiola dorme sui cartoni smaltendo presumibilmente i postumi di una sbronza clamorosa, l’acqua della fontana trabocca scorrendole attorno, ai piedi di un bidone della spazzatura ricolmo sono state lasciate le bottiglie di birra vuote che non vi hanno trovato posto. <A quanto pare il “Modello Montesacro”, baluardo della giunta municipale di centro sinistra, è da rivedere> commenta Giordana Petrella.

Alessandro Pino

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Piazza Sempione: spacciatore in manette – di Alessandro Pino

26 Giu

[Roma] Un ventisettenne di origine albanese è stato arrestato dai Carabinieri a piazza Sempione: nella sua macchina durante una perquisizione sono state trovate ottantacinque dosi di cocaina, nascoste sotto il sedile del passeggero. I militari della sezione operativa della Compagnia Monterotondo, impegnati in servizi di contrasto allo spaccio e consumo di stupefacenti, lo avevano incrociato in precedenza a Tor Lupara e alla loro vista il pusher si era disfatto di quarantacinque dosi di cocaina, subito recuperate. Il totale delle dosi di droga sequestrate è dunque di centotrenta. Lo spacciatore si trova al momento ai domiciliari in attesa del rito direttissimo.
Alessandro Pino

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“Roma, i suoi volti, le sue voci” venerdì 5 aprile a Piazza Sempione, aula consiliare

1 Apr

vocicapitolineIn occasione della pubblicazione dell’antologia Voci capitoline, di Sabrina Sciabica, venerdì 5 aprile alle ore 17,00, presso la Sala Consiliare del Municipio di Piazza Sempione, si terrà un confronto pubblico sulla città. Inoltre, saranno esposte le tele dell’artista Margherita Lipinska dedicate a Roma. «Vivere nella capitale è un’esperienza unica, per questo motivo ho deciso di dedicarle un’intera pubblicazione, frutto delle mie esperienze, della mia fantasia e di incontri avvenuti in questo luogo incantevole e caotico, splendido e malinconico, vivace e allo stesso tempo, per varie ragioni, trascurato», scrive la giornalista Sabrina Sciabica. Le Voci capitoline sono venti racconti sulla vita quotidiana in una delle più antiche e immense città del mondo; uno sguardo rapido e fulmineo, una narrazione di mondi possibili, personaggi realmente incontrati ed episodi accaduti. Questi “screenshot”metropolitani offrono uno spaccato della società contemporanea e hanno, come argomento e sfondo comune, la città eterna. Alcune storie sono realistiche, basate su incontri e scontri sui mezzi pubblici, altre invece partono da fatti e atmosfere concreti per arrivare a situazioni surreali, corrispondenti a sogni o desideri dei personaggi che animano questo teatro fantastico che è la vita. Racconti ironici e comici si susseguono a quelli più riflessivi e malinconici, catturando così il lettore in un multiforme vortice emozionale. Con uno stile ironico e mai banale, Sabrina Sciabica ci fa viaggiare sulle montagne russe di una vita selvaggia, quella della Roma odierna. «Alcune voci che ho udito le ho trasformate in parole. Eccole qui, perché, a seguire, ognuno possa aggiungere le proprie». Il testo sarà spunto di dibattito con Margherita Lipinska, artista, Gherardo Dino Ruggiero, attore, divulgatore e anima de Il Carro de’ Comici di Roma, Sabrina Sciabica, giornalista e scrittrice.

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“A Monte Sacro si canta, a Fidene si crepa” (di puzza) – di Alessandro Pino

30 Ago

(Roma) Nelle ultime ore si sono moltiplicate in rete le testimonianze di numerosi cittadini relative a una recrudescenza dei famigerati miasmi che ammorbano i quartieri circostanti il contestatissimo impianto Ama di trattamento rifiuti in via Salaria. Il fenomeno olfattivo informalmente e tristemente noto come “la puzza” è stato percepito anche a qualche chilometro dallo stabilimento la sera del 29 agosto – la stessa in cui sotto il portico di palazzo Sabbatini in piazza Sempione a Monte Sacro un nutrito pubblico assisteva a una performance del cantautore Filippo Gatti – esasperando ulteriormente i residenti. In segno di protesta, a Fidene in piazza dei Vocazionisti, ignoti hanno addobbato il volto della statua di Don Giustino Maria Russolillo con una maschera antigas, mentre su una mano della scultura riproducente il presbitero campano è stato collocato un foglio con la scritta “Il III Municipio dice NO Tmb”. Al riguardo sono intervenuti due consiglieri municipali della lista Lega Lazio Salvini, Fabrizio Bevilacqua e Mario Astolfi: “A Montesacro si canta, a Fidene si crepa – scrive Bevilacqua – mentre a piazza Sempione andava in scena l’ennesima manifestazione canora organizzata dalla giunta Caudo, i cittadini di Fidene, Colle Salario, Castel Giubileo e Serpentara subivano l’ennesima kermesse olfattiva del Tmb di via Salaria passando l’ennesima nottata in bianco. Speriamo che a breve la giunta del Terzo Municipio cominci ad operare concretamente per il bene del territorio con azioni che incidano realmente sul miglioramento della qualità della vita dei cittadini anziché produrre quasi esclusivamente atti inerenti manifestazioni culturali, come accaduto fino a oggi”. Aggiunge il suo collega Astolfi: “In considerazione dell’espandersi dei miasmi anche in zone fino ad oggi non interessate dal fenomeno Tmb, la sinistra in che modo risponde?
Come mai una Giunta Municipale molto “legata” alla squadra Zingarettiana della Regione Lazio non prende una posizione determinante per la risoluzione del problema?
È risaputo che la gestione del Piano Rifiuti sia a tutt’oggi competenza della Pisana!!! Un tema troppo importante per essere lasciato in balia degli “odori” di via Salaria. Eppure il silenzio incombe”.

Alessandro Pino

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