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Tag Archives: piazza sempione
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La presidenza Capoccioni ha i giorni contati? FdI esce con un comunicato che anticipa i tempi

23 Gen

Con comunicato inviato a Omniroma e poi rigirato su Fb, il gruppo consiliare di FdI ha dato notizia di aver firmato compatto la mozione di sfiducia preparata dall’opposizione tutta. Mancherebbero solo alcune firme ma la loro apposizione sarebbe questione di ore. In un primo momento era stata pubblicata anche la mozione parzialmente firmata ma le foto sono sparite quasi subito da fb, forse per una questione di correttezza nei confronti dei rappresentanti tutte le forze politiche partecipanti.  O forse perché il gesto avrebbe potuto irritare i forzati alleati, Pd, lista Marchini e gruppo misto nel quale sono confluiti i fuoriusciti del M5S,  in questa operazione delicatissima, che a questo punto deve andare in porto per forza, pena una débâcle politica senza precedenti.

Solo quando tutti e tredici i consiglieri avranno apposto la propria firma, la mozione potrà essere protocollata e messa in calendario con un minimo di dieci giorni a far data dal deposito a un massimo di trenta . A quel punto, verrà discussa in consiglio, con voto palese.

Qui di seguito il testo inviato all’agenzia stampa Omniroma e diffuso su fb:

MUNICIPIO III, FDI: FIRMATA MOZIONE DI SFIDUCIA PER CAPOCCIONI (Omniroma) Roma, 23 GEN – “Insieme alle altre forze politiche e agli altri consiglieri che si riconoscono nell’opposizione alla (ex) maggioranza grillina, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in III Municipio ha firmato oggi la mozione di sfiducia alla Presidente Roberta Capoccioni. E’ stato un anno e mezzo tragico per il territorio di Montesacro, che ha dovuto pagare il duro prezzo la litigiosità interna al Movimento 5 Stelle che ha tenuto sotto scacco l’intera consiliatura. I problemi del territorio sono stati colpevolmente trascurati e ad oggi abbiamo accumulato un ritardo pesantissimo. Roberta Capoccioni ha dimostrato di non essere in grado di tenere una maggioranza, l’elezione di un Presidente del Consiglio dell’opposizione, di Fratelli d’Italia, è stato l’ultimo atto che ha scritto l’epitaffio sulla disastrosa esperienza grillina in Municipio III. Abbiamo motivo di credere che la mozione di sfiducia sarà firmata presto da tutti i consiglieri di opposizione e che successivamente verrà calendarizzato il Consiglio per discutere la sfiducia e liberare Montesacro dalla sciagurata disamministrazione pentastellata”. Lo comunicano in una nota i consiglieri di Fdi in III Municipio Emiliano Bono, Vincenzo Di Giamberardino, Donatella Geretto​ e Giordana Petrella​.

Luciana Miocchi

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Quella volta che Imposimato parlò nell’aula di piazza Sempione – di Alessandro Pino

6 Gen

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E’ scomparso pochi giorni fa Ferdinando Imposimato, magistrato e presidente onorario aggiunto alla Suprema Corte di Cassazione, già deputato e senatore oltre che volto noto al grande pubblico come arbitro nella trasmissione tv “Forum” e per essere stato indicato quale Presidente della Repubblica dal Movimento Cinque Stelle. Proprio su invito del Movimento, Imposimato nel settembre 2016 fu ospite dell’Aula Consiliare di piazza Sempione per esporre le ragioni del “No” al referendum costituzionale.  Affiancato dalla presidente del Municipio Roberta Capoccioni e dalla deputata – nonché residente in zona e oggi candidata alla presidenza della Regione Lazio – Roberta Lombardi, Imposimato con la consueta verve campana  aveva speso parole specialmente riguardo la riforma del Senato: «Viene stravolto, cioè non è più un Senato di 315 ma un Senato di cento senatori non scelti dai cittadini ma scelti dall’alto…il numero dei senatori sarà distribuito in proporzione alla popolazione. Tutte le regioni del Sud come la Lucania, la Puglia, l’Abruzzo, il Molise saranno completamente estromesse da tutte le riforme che il Senato delle Regioni vorrà fare…un Senato a favore delle grandi regioni del Nord». Imposimato fu poi incontenibile a proposito del contenimento dei costi che si sarebbero ottenuti con il nuovo Senato: «Quarantotto milioni di fronte a tutte le cose che non fa il Governo e che dovrebbero fare. Non fa la lotta alla corruzione sono settanta miliardi di euro all’anno, non fa la lotta all’evasione fiscale che sono centocinquanta miliardi di euro all’anno, ma di che stiamo parlando? Rubano a più non posso, glielo dico io che sono stato pure al Senato e alla Camera, sono dei ladroni!». Scrosciarono applausi a non finire nell’aula per Imposimato, anche se nei giorni precedenti non mancarono critiche sulla concessione della stessa per un’iniziativa unilaterale e senza confronto, diversamente  dal modello delle tribune politiche.
Alessandro Pino

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Il M5S in III Municipio perde un altro pezzo: Il consigliere Valerio Scamarcia passa al gruppo Misto

15 Dic

La notizia è giunta pochi minuti fa, battuta intorno alle 17 dall’agenzia giornalistica dire: Valerio Scamarcia, consigliere del M5S ha ufficializzato  il proprio passaggio al gruppo misto.

Per quanto possa sembrare surreale, la maggioranza di Piazza Sempione ha perso un altro pezzo, divenedo minoranza relativa.

Questo il testo integrale del comunicato: “Ho protocollato in questo momento la lettera con cui comunico ufficialmente la mia uscita dal gruppo M5S per aderire al Gruppo misto”. Lo annuncia all’agenzia Dire il consigliere del III Municipio, Valerio Scamarcia. “E’ stata una scelta molto meditata da parte mia- aggiunge l’ex M5S- purtroppo non c’era piu’ coesione nel gruppo ormai da 18 mesi e per me la situazione era diventata insostenibile”. (Mgn/ Dire 16:59 15-12-17 . NNNN)”

Con la sua fuoriuscita dalla maggioranza più litigiosa che il Municipio abbia conosciuto, dopo Donatella Geretto, Francesca Burri e Donatella Digiacinti, senza tralasciare le dimissioni dalla carica di presidente del consiglio di Municipio di Mario Novelli, delle cui sorti non è dato sapere, essendosi lo stesso chiuso in uno stretto riserbo, la vita del governo di Montesacro targato cinque stelle diventa sempre più difficoltosa, legata a un tenue filo. Addirittura la maggioranza si troverebbe ad essere potenzialmente in inferiorità numerica, salvo altre defezioni si tratta di 12 consiglieri per il M5S e 13 alle opposizioni (quattro gruppo misto, quattro FdI, quattro Pd, 1 Lista Marchini). A meno che la presidente Capoccioni non scenda a patti con i dissidenti.

L’alternativa sarebbe il commissariamento e le elezioni per il solo Municipio. La Sindaco Raggi resterà a guardare?

La situazione si presentava tesa già dalla mattinata, quando si erano diffuse voci sulle dimissioni imminenti, tanto che è bastato vedere un movimento di fogli negli uffici per indurre il gruppo consiliare di FdI a emettere un comunicato, firmato da tutti e quattro i componenti,  per invocare le dimissioni della Presidente Capoccioni, la cui esperienza politica, testuale, “è giunta al capolinea, tra l’endemica incapacità di governare e le scorribande interne a una maggioranza litigiosa e incocludente di fatto il territorio è stato abbandonato a se stesso. Occorre dare subito un nuovo governo a Montesacro e Fratelli d’Italia è già al lavoro per restituire dignità e decoro al Municipio”. 

Dello stesso tenore il comunicato di Marco Bentivoglio, Coordinatore di FI del III Municipio e di Claudia PAssalaqua, del dipartimento regionale, anche se il partito non ha nessun consigliere seduto a piazza Sempione, che pone l’accento sul fatto che “Con l’adesione del consigliere Scamarcia al gruppo Misto, il M5s in III municipio non ha più i numeri per governare” e che quindi “ la presidente Capoccioni deve dimettersi“.

Giovedì 21 dicembre, l’ultima seduta consiliare prima delle vacanze natalizie potrebbe rivelarsi veramente incandescente. Si terrà? C’è da eleggere il nuovo presidente dell’aula. A meno di un aiuto dal gruppo misto, la maggioranza non potrà imporre il proprio candidato. La riunione salterà, rinviata a data da destinarsi? La presidente Capoccioni si dimetterà? Non resta che attendere.

Luciana Miocchi

 

 

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Ultima ora: Francesca Burri lascia il gruppo consiliare dei Cinque Stelle per aderire al Gruppo Misto – di Luciana Miocchi

11 Dic
dimissioni burriCon il seguente comunicato pubblicato intorno alle 14.30, la consigliera del M5S, Francesca Burri, presidente della commissione permanente ambiente ha dato notizia della sua scelta di abbandonare il relativo gruppo consiliare:
“Ho da sempre rifiutato il “pensiero unico” e lo rifiuto con più forza quando l’arroganza di chi esercita “l’Autorità” è tale da non tener conto, non solo delle persone e della dignità che ognuna di queste ha, ma neanche dei regolamenti alla base del rispetto delle Istituzioni e di coloro che le rappresentano. 
Gli ultimi fatti, relativi alla “mancata” approvazione del bilancio previsionale (è ancora da dimostrare che sia stato approvato correttamente giovedì scorso) i comportamenti individuali e per quel che mi riguarda non condivisibili della Presidente Capoccioni in questa ennesima occasione, mi hanno dato la spinta per prendere definitivamente le distanze da quest’ultima e dalla sua maggioranza.

Pertanto dopo ben 18 mesi…di resistenza pura (visti i molteplici tentativi di mandarmi fuori dal “gruppo”) ho deciso io di porre fine al profondo disagio che provo, che ho provato e che è noto a tutti, ho sempre manifestato, aderendo al gruppo Misto.

Sono ormai molte, troppe le angherie che la Presidente Capoccioni ha compiuto nei confronti della sua maggioranza, nei confronti del dimissionario Presidente del Consiglio, e nei miei confronti.

La cosa più grave che rilevo in tutto ciò è che questo modo di amministrare e governare il territorio, ormai tradisce lo spirito profondo del Movimento, quello per cui molti Romani ci hanno dato fiducia.

Negli ultimi mesi, riconosco però in alcuni colleghi, il sano tentativo, seppur con scarsi risultati, di arginare la deriva autoritarista della Presidente e per questo non posso augurarmi che questa dipartita apra una nuova modalità di lavoro per Tutti…

Per me sicuramente in piena autonomia e coerenza con la “mia linea” di sempre, con la stessa grande apertura a tutte le istanze del territorio.”

Luciana Miocchi

 

Non proprio “La Dolce Vita”: in mutande nella fontana vicino piazza Sempione – di Alessandro Pino

20 Lug

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Dopo essere stato teatro di una rissa a colpi di bottiglia e bastoni nei giorni scorsi, il parco intitolato a Gaio Sicinio Belluto – nelle adiacenze di piazza Sempione, Terzo Municipio della Capitale – il 20 luglio ha ospitato  una sorta di disastroso remake della famosa scena del bagno di Anita Ekberg nel film di Fellini “La dolce vita”: un individuo in mutande è stato immortalato nella fontana dalla fotocamera di Manuel Bartolomeo, presidente del CdQ Talenti, che ha poi diffuso l’immagine in rete. Avanti il prossimo…
Alessandro Pino

Rissa selvaggia in pieno giorno vicino piazza Sempione – di Alessandro Pino

8 Lug

Una rissa selvaggia con i contendenti che impugnano bastoni e bottiglie in pieno giorno nel giardino intitolato a Gaio Sicinio Belluto, a due passi da piazza Sempione. È il contenuto del video a dir poco agghiacciante  

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pubblicato in rete la mattina dell’otto luglio da Manuel Bartolomeo, presidente del CdQ Talenti. Nel filmato si vedono alcuni personaggi che prima iniziano una sorta di incontro di pugilato, successivamente uno di loro impugna un bastone mentre una terza persona seduta su una sedia a rotelle impugna una bottiglia. Volano insulti e minacce a raffica mentre intorno altre persone osservano la scena, uno dei contendenti afferma di essere stato derubato di cinque euro. Fuori campo la image

voce – probabilmente di Bartolomeo – che cerca di calmare gli esagitati invitandoli a cessare il combattimento.
Il filmato rende appieno l’idea di quello che da tempo è diventata Roma: una pericolosa latrina dove anche in un parco pubblico il sabato mattina si rischia grosso.
Alessandro Pino

Calci, pugni e violenza sessuale: branco di minori terrorizza piazza Sempione – di Alessandro Pino

5 Lug

Una aggressione selvaggia e odiosa quella subìta da un gruppo di ragazzi da parte di un gruppo di quattro coetanei a piazza Sempione (nel cuore di Monte Sacro) la notte tra lunedì e martedì scorsi. Le vittime si trovavano tranquillamente per conto loro quando gli aggressori, in evidente stato di 

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ubriachezza e a torso nudo, si sono avvocinati iniziando a insultarle e a lanciare bottiglie di vetro. A quel punto hanno provato a fuggire ma una ragazza del gruppo è rimasta indietro ed è stata raggiunta dagli assalitori: uno di loro ha provato a baciarla sulla bocca tenendola ferma contro un muro. Gli amici della ragazza allora sono tornati indietro per difenderla ma sono stati presi a calci e pugni. Alcuni adulti presenti fortunatamente sono intervenuti facendo fuggire i teppisti. Nel frattempo era stato chiamato il numero unico per le emergenze 112 e sono arrivate sul posto alcune autoradio della Polizia appositamente destinate al servizio di controllo sulla movida capitolina. Grazie alle descrizioni fornite i giovinastri sono stati rintracciati e portati in Commissariato dove sono stati convocati anche i loro genitori unitamente a quelli dei ragazzi aggrediti. Gli aggressori, accusati di violenza sessuale e percosse, sono stati portati nel centro di prima accoglienza in via Virginia Agnelli e i fatti sono stati segnalati al Tribunale dei Minori.
Alessandro Pino

Una targa a piazza Sempione per l’agente Galluzzo ucciso nel 1982 – di Alessandro Pino

24 Giu

La mattina del 24 giugno nell’aula consiliare di piazza Sempione è stata scoperta una targa commemorativa dell’agente di Polizia Antonio Galluzzo, ucciso da terroristi dei Nuclei Armati Rivoluzionari esattamente trentacinque anni prima nella vicina via Val di Cogne. Alla breve cerimonia hanno partecipato la presidente del Terzo Municipio, 

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Roberta Capoccioni, il presidente del Consiglio Municipale Mario Novelli, l’assessore municipale all’Ambiente Mimmo D’Orazio, la consigliera di maggioranza Daniela Michelangeli e rappresentanti delle Forze dell’Ordine in servizio e in congedo tra cui il Luogotenente dei Carabinieri Salvatore Veltri che dei cosiddetti Anni di Piombo fu tra i protagonisti sul fronte istituzionale (oltre ad essere tra i primi a giungere sul luogo dell’omicidio nel 1982). «Questo è il secondo anno in cui in qualità di rappresentante delle
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istituzioni vengo a onorare la memoria di persone del nostro Municipio che hanno dato la vita per lo Stato – ha detto la presidente Capoccioni nel suo discorso ufficiale – molte persone ancora oggi non hanno cognizione di quanto sia avvenuto a quel tempo sul nostro territorio…se noi oggi siamo qui, eletti ed elettori nelle legittime differenze di opinione, lo dobbiamo a loro. È  nostro preciso dovere far conoscere a tutti il sacrificio di chi nel proprio ruolo è caduto per le istituzioni democratiche».
Alessandro Pino

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Torna a piazza Sempione l’Ecobaratto per uno stile di vita responsabile – di Alessandro Pino

24 Mag

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Piazza Sempione torna a ospitare il prossimo 28 maggio l’ Ecobaratto, iniziativa per lo scambio di oggetti senza uso di denaro promossa dalla associazione Attivamontesacro con il patrocinio del Terzo Municipio, giunta alla nona edizione. Dalle 10 alle 13 sarà possibile barattare prodotti sia per adulti che per i più giovani, come libri, fumetti, dischi, giocattoli, a condizione che siano tutti  in buono stato. Durante la mattinata si svolgeranno inoltre dimostrazioni pratiche per l’autoproduzione di detersivi, di riutilizzo di materiali in disuso e verranno dati consigli su come differenziare al meglio i rifiuti domestici. Tutto questo per promuovere uno stile di vita più responsabile e consapevole del bene comune e dell’ambiente. Per informazioni si può scrivere alla casella di posta elettronica attivamontesacro@gmail.com o consultare la pagina Facebook  Attivamontesacro  o telefonare al 3331851410.

Alessandro Pino

Il Baratto delle Mamme l’otto maggio a piazza Sempione – di Alessandropino

5 Mag

La Festa della Mamma arriva in anticipo nel Terzo Municipio dove per lunedì 8 maggio 2017 è stato organizzato il “Baratto delle Mamme”: dalle nove e mezza di mattina fino a mezzogiorno e mezzo nell’aula consiliare di piazza Sempione sarà possibile scambiare materiale come abbigliamento e accessori per bambini da zero a tre anni, carrozzine e passeggini, seggioloni, sdraiette, biberon, sterilizzatori, tiralatte e altri strumenti per la puericultura, lettini, fasciatoi, vaschette e altri oggetti per il bagnetto, giocattoli. Per non ingombrare eccessivamente gli spazi è prevista la presentazione tramite fotografia del materiale più voluminoso. Gli oggetti proposti per il baratto dovranno essere puliti, imbustati e in buone  condizioni. Non sarà consentito lo scambio di 

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denaro, medicinali e generi alimentari. Il materiale rimasto non scambiato andrà portato via e non sarà consentito di lasciarlo negli spazi municipali. L’iniziativa è organizzata dalla Commissione Municipale delle Elette e Pari Opportunità (presieduta dalla consigliera pentastellata  Francesca Liuzzi) ed è aperta non solo alle mamme e a chi sta per diventarlo ma anche ai papà e ai nonni residenti nel territorio di Roma Capitale.

Alessandropino

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Guerra a Cinque Stelle in III Municipio. Volano gli stracci a piazza Sempione e sui Social

14 Apr

Articolo pubblicato su La Voce del Municipio del 14 aprile 2017.

Nel frattempo, uno degli attivisti firmatari, in calce al post sul gruppo fb di “MoVimento 5 Stelle Roma III Municipio” ha chiarito di aver firmato credendo si trattasse di un foglio rilevamento presenze, non della lettera di sfiducia. A lui il consiglio di leggere sempre bene prima dove appone i suoi autografi, chè questa volta era “solo” un atto politico: altrimenti, in altri luoghi e in altre occasioni, a vedersi recapitare a casa un’enciclopedia in 74 volumi e una batteria di pentole da 174 pezzi è un attimo…

Luciana Miocchi

sfiducia consigliera Burri

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E’ ormai contrapposizione aperta tra la presidente del Municipio Roberta Capoccioni e la consigliera Francesca Burri

Una guerra tutta a Cinque Stelle. Volano gli stracci a piazza Sempione e sui social

L’evoluzione della vicenda potrebbe disegnare scenari politici inediti

Sul gruppo fb “MoVimento 5 Stelle Roma III Municipio”, corredato dalle firme dei proponenti, la prima delle quali è della presidente del Municipio Roberta Capoccioni, un comunicato stampa che sfiducia apertamente l’operato della consigliera penta stellata Francesca Burri. Nel preambolo si legge, tra le altre cose:«la rappresentanza del Movimento 5 Stelle del Municipio III portavoce e attivisti intendono esprimere la totale sfiducia nei confronti della consigliera Francesca Burri» Alla stessa si ascrive una difformità di voto “nelle riunioni di maggioranza, i ripetuti ed inaccettabili attacchi personali ai portavoce attraverso i social o in sede di commissione” nonché “il comportamento tenuto all’interno dell’aula consiliare”. Prosegue la nota: «Per quanto oggi espresso il M5S del Municipio III non intende più essere associato alle azioni alla persona della consigliera Francesca Burri che, con proprio agire si pone completamente al di fuori del progetto politico elaborato con i cittadini». Lo scritto arriva al termine di un lungo braccio di ferro, spesso emerso anche nelle aule di piazza Sempione e sui social. Nulla di strano, ogni consialiatura ha visto “irregolari” più o meno contro alcune posizioni della propria parte politica ma fino all’era cinque stelle, gli screzi o le vere e proprie guerre rimanevano relegati al “si dice” e ufficialmente era tutto sotto controllo, anche se le urla si alzavano alte dietro le porte. L’atto di oggi, firmato tra gli altri anche da assessori in carica e ex, nonché da consiglieri e attivisti apre scenari politici fin qui mai esplorati. Un consigliere municipale viene eletto e non può essere cacciato in alcun modo legale. Certamente sapere di non essere persona gradita può portare ad aderire al gruppo misto ma questo deve essere una propria decisione, perché è cosa che possa essere fatta d’ufficio: tale passaggio, infatti, deve essere proclamato in consiglio e ratificata da questo. Per assurdo, la Burri potrebbe decidere di rimanere nel gruppo pentastellato e nessuno potrebbe impedirglielo. Potrebbe dimettersi ma spontanemente, lasciando il posto al primo dei non eletti della lista. O scenario ancora più inedito: potrebbe essere espulsa dal suo partito e rimanere comunque nel gruppo originario, creando non pochi dissidi e guerre. Rimarrebbe un’altra ipotesi da fantascienza: le dimissioni in blocco della maggioranza. Per l’intanto, nessuno risponde, né la presidente del Municipio né la consigliera Burri, che è rimasta sorpresa dal post, di cui si diceva ignara, prima di chiudersi nel riserbo. Studiare le prossime mosse è essenziale.

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Settebagni, locali Asl chiusi: servizio 118 trasferito e cup e prelievi sospesi. Qualche notizia in più

24 Ott

Temporaneamente o per sempre, ancora non è chiaro.Quel che è chiaro è che Settebagni lotterà per riavere indietro i servizi che vengono ritenuti irrinunciabili

 

wp-1477049211608.jpegI primi ad allarmarsi, circa una settimana fa erano stati i dipendenti del 118, trasferiti nel giro di un pomeriggio e senza tante spiegazioni, alla sede del 118 di Prima Porta. Si parlava di un sopralluogo degli ingegneri dell’Ares e della Asl che avevano trovato la sede di Salita della Marcigliana inagibile, per non meglio specificati problemi. Di venerdì pomeriggio non era stato possibile sapere di più, nonostante le tante telefonate personali e del Comitato di Quartiere agli uffici coinvolti. Nessun foglio di spiegazioni, nessun sopralluogo dei vigili del Fuoco notificato come da prassi con un’affissione sui muri esterni. Dal cancello rimasto aperto era possibile fare un giro intorno alla struttura senza che ad occhio nudo un tecnico esperto potesse rilevare qualcosa di anomalo.

Un intero fine settimana per fare congetture e scervellarsi, per abbandonarsi a timori alimentati da anni di lotte per mantenere il presidio attivo, con in mente il ricordo dell’annus orribilis 2008, quando per una decisione presa nei piani alti –  decisione poi disconosciuta finanche dalla politica, tanto da rientrare a causa delle sentite proteste dei residenti e per l’asserita irrinunciabilità del sito da parte dell’Ares, trattandosi di area strategica, in grado di far coprire celermente una larga fetta di raccordo e di autostrada e data la vicinanza, in tempi di percorrenza per l’ambulanza, all’ospedale S. Andrea – sembrò che una casa famiglia dovesse sostituire, cancellandoli, il servizio di base 118 e l’ambulatorio prelievi della Asl.

Fino ad allora, nei locali di quella che un tempo era stata la condotta medica, vi erano state anche le visite specialistiche di cardiologia, ortopedia e diabetologia, le più richieste dalla popolazione, prevalentemente anziana, che nel centro trovava risposta alle proprie necessità, conservando anche e soprattutto l’indipendenza dalle famiglie di origine e senza la necessità di ricorrere ad aiuti esterni. Poi, lentamente, la sottrazione di specialisti e di giorni d’apertura, salti di tensione e scollegamento della rete informatica, una serie di piccoli imprevisti, ritardi, disservizi, nessuno dei quali ha però mai riuscito a scoraggiare l’utenza, decisa a mantenere un servizio essenziale per la salute.

Ogni anno, con il periodo estivo si è ripresentato puntuale lo spauracchio della chiusura definitiva a fine ferie. Ferie che in questa struttura comportano una riapertura sovente a fine settembre. Ogni volta riottenuta a forza di telefonate e lettere di protesta. Ogni volta, le risposte, ufficiose ovviamente, fanno pesare il servizio erogato non come dovuto ma come concesso, come se si trattasse di un capriccio che costa caro, in primis agli impiegati e ai sanitari che qui vengono costretti. Si perché, ufficiosamente, sarebbe chi ci lavora a non voler tornare qui, troppo fuori mano, lontano dal centro di un Municipio che già di per sè è periferia cittadina, senza il conforto di un bar nelle vicinanze e dalle cui finestre si vedrebbe il nulla, solo campagna. Se il problema fosse questo, basterebbe mettere dei distributori automatici, soluzione nemmeno troppo complicata da realizzare per l’ufficio tecnico municipale. Per la destinazione non di gradimento, oibòh! Ci sono posti peggiori, sulla faccia della Terra..Ogni volta l’asserita antieconomicità del mantenere in vita il presidio viene ritirata fuori, come se un servizio pubblico per esistere dovesse rendere come un’attività privata, come se fosse stato assunti personale appositamente e pagato affitti, quando l’edificio è proprietà comunale, ceduto in comodato e come detto prima, gli operatori vengono distaccati da altre sedi.

Ben si comprende perciò il livello di allarme suscitato dalla mancanza di notizie, di cui era a digiuno ufficialmente  peraltro anche il Municipio fino a giovedì, giorno in cui è stata comunicata da parte della Asl la chiusura alla presidenza a guida pentastellata di piazza Sempione, subito attivatasi ma impossibilitata a fare alcunchè senza un esito ufficiale, fino a data di fine verifiche, senza una spiegazione di sorta sulla natura degli eventi che hanno portato a tanta decisione. Con il beneficio però, di un aumento nella quantità di prelievi nelle strutture, non raggiungibili senza automobile, di largo Rovani e via Lampedusa. Un beneficio aumentato a chi già gode del servizio, con la possibilità di rivolgersi presso le numerose strutture convenzionate ivi esistenti. Zero per gli utenti di Settebagni, Castel Giubileo e Fidene, naturale bacino di utenza.

A forza di cercare notizie però, qualcosa, sia pur in maniera ufficiosa al momento, si è riusciti a trovare. Attraverso Marco Bentivoglio, capo staff del vice presidente Antonello Aurigemma della commissione Sanità alla regione Lazio, fonte quindi più che attendibile, giunge la notizia che il problema di inagibilità dei locali è dato dalle infiltrazioni di acqua dal terrazzo e che i lavori, stimati della durata di una quarantina di giorni, verrebbero realizzati da una ditta che ha in gestione la manutenzione, senza quindi la necessità di indire gare di appalto che avrebbero allungato di molto i tempi di riapertura.

Riapertura che a questo punto sembra certa. Quanto meno per quel che riguarda l’Ares 118. Anche se non si comprende per quale motivo una spiegazione così semplice ha richiesto un tempo di acquisizione così lungo e travagliato, perchè anche il Municipio abbia dovuto ricevere una risposta generica e non in grado di soddisfare la popolazione, perché si sia dovuti risalire fino in regione ad un organo apicale, nemmeno si trattasse di un grande nosocomio. Forse perché non vi è alcuna voglia da parte della Sanità pubblica di restituire il presidio ai residenti? Perché sarebbe un modo facile per qualche dirigente per poter dire “ho tagliato spese, ho chiuso una struttura marginale e periferica” , senza risparmi effettivi ma con molta resa in termini di marketing del risultato? Speriamo di no, ricordando l’importanza del servizio. Il CdQ di Settebagni ha indetto un’assemblea in proposito, per il giorno 3 novembre, durante la quale saranno discusse le risposte ottenute e i tutti i mezzi più efficaci per salvaguardare la struttura, portando la protesta in ogni luogo ritenuto valido.

In data odierna è stata protocollata una mozione a firma di Riccardo Evangelista, consigliere della Lista Marchini del III Municipio, afferente la situazione dei servizi asl e 118 di stanza a Settebagni.

Luciana Miocchi

 

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Terzo Municipio di Roma Capitale: un’idea di Riccardo Corbucci per piazza Sempione – di Alessandro Pino

29 Ago

Sono ormai giunti a conclusione i lavori di rifacimento del manto stradale che hanno interessato nelle scorse settimane la Nomentana nel tratto che attraversa il cuore di Monte Sacro –  dove già sono stati notati alcuni rattoppi –  e piazza Sempione. simplon3 Proprio per quanto riguarda la piazza, il presidente del Consiglio  del Terzo Municipio, Riccardo Corbucci, ha preso lo spunto per proporre – attraverso il proprio profilo Facebook – l’idea di una nuova viabilità che ne preveda la parziale chiusura al traffico privato, mantenendo il parcheggio antistante la sede municipale di palazzo Sabatini ma con ingresso da via Monte Tesoro e contestuale ripristino dell’antico doppio senso di marcia sulla Nomentana nella parte che prende il nome di via Maiella. I commenti dei cittadini non si sono fatti attendere: in molti sono stati quelli favorevoli, alcuni addirittura chiedendo una scelta più drastica con la totale chiusura della piazza e l’eliminazione del parcheggio.  Non è mancato comunque chi ha espresso la propria perplessità, evidenziando come una scelta del genere avrebbe conseguenze negative sul traffico sia in direzione del centro che di Talenti, stante la ormai ventennale chiusura ai veicoli del Ponte Nomentano che un tempo consentiva di bypassare la zona. Ovviamente Corbucci, sapendo bene che per quanto numerosi i commenti su un social network non possono essere realmente rappresentativi del complesso dei cittadini, è intervenuto egli stesso annunciando l’intenzione di promuovere per settembre un’assemblea pubblica con la partecipazione di cittadini e gli uffici competenti per valutare pro e contro di eventuali modifiche alla circolazione nella zona.

Alessandro Pino

Un bellissimo scritto sulle tematiche sociali

25 Mar

10433147_819366091462213_449936980754565999_nPer gentile concessione di Massimo Novelli, riporto qui il testo dell’intervento dallo stesso tenuto in sala consiliare il 16 marzo scorso, sulle tematiche sociali, durante l’assemblea pubblica dei comitati e dei cittadini del III Municipio di Roma.

Alle Istituzioni “tutte” e ai cittadini….

Buona sera a tutti , il mio intervento dedicato al sociale non vuole essere il solito intervento dove lamento dei tanti tagli subiti negli anni,della solitudine e dell’invisibilità nel mondo dell’ Handicap, non voglio parlare della mancanza di sensibilità da parte delle istituzioni, perchépurtroppo si sa’ ,elo sappiamo bene noi, lo sappiamo benissimo che i nostri figli come è stato detto piu’ volte “da cariche istituzionali” sono considerati una spesa improduttiva, quindi messi al margine, e costretti e lottare per i diritti da soli, sappiamo benissimo che viviamo in un mondo fatto ancora di troppe barriere architettoniche, troppe barriere mentali, viviamo sempre con la paura e l’ansia del giorno dopo giorno, rischiando di perdere diritti fondamentali “scritti sulla nostra Carta Costituzionale” su cui tanto si è lottato, questo brucia e fa’ male …i nostri politici come sempre fanno scarica barile e nessuno si prende le dovute responsabilità, quando un genitore chiede il perché per poter avere un assistenza domiciliare deve aspettare 5 anni, la risposta è sempre la stessa “non ci sono i fondi” quando chiede il perché il sostegno scolastico è inesistente e si è costretti a spendere soldi per un ricorso “ad un organo istituzionale come il tribunale, contro un altro organo istituzionale come il Ministero dell’istruzione per vedere riconosciuto un Diritto  quando il diritto allo studio è sacrosanto, quando le ore di AEC sono troppo poche per coprire le loro esigenze, quando non c’è una continuità didattica, ed i nostri figli vengono considerati nelle logiche di mercato semplici unità e numeri, quando il trasporto scuola ogni anno viene ridefinito  in base a bandi e criteri sempre al ribasso, lasciando spesso i nostri figli a piedi, quandoun autobus non è accessoriato con pedana per potersi muovere autonomamente, ecc.ecc. potrei fare tanti altri esempi ma non è questo l’intento del mio intervento…!!…vorrei solo poter provare a  cambiare unamentalità diffusa sulla disabilita’ e far cultura su di essa….si, cultura perché è proprio questa che manca. la cittadinanza tutta se non è coinvolta in prima persona non se ne interessa, nessuno pensa e sostiene una battaglia sui diritti che riguardano queste tematiche, basta vedere come nei vari incontri si parla “animatamente” di tutto, anche di una misera buca stradale, ma difficilmente si parla di scivoli mancanti, di giochi nei parchi integrativi per bambini disabili e non, in modo che possano crescere “insieme”,di attraversamenti pedonali rischiosi e con barriere insormontabili, non solo per i disabili ma, anche per persone anziane o mamme con i passeggini, costretti il più delle volte ad una vera e propria corsa ad ostacoli per attraversare un incrocio, difficilmente si parla al proprio figlio della disabilità del proprio compagno di classe, non si trovano le parole per spiegare che il suo compagno con Handicap va’ sostenuto non allontanato , dobbiamo incominciare da noi tutti e aiutare le istituzioni in questo, perché un mondo civile è civile quando è un mondo attento al bisogno dei più fragili…!!

 Sono un genitore che vive nel terrore in questa brutta società, malata.

Una Società senza più nessun tipo di rispetto verso chi con coraggio e difficoltà affronta giornalmente la vita, il faticoso vivere, le tante problematicità, in una corsa ad ostacoli senza fine.

Una vita fatta di sacrifici e lotte dove far rispettare il diritto del proprio figlio è ormai diventata la rutine quotidiana.

A questo si aggiunge la paura, elemento principale della giornata. Come il caffè, la paura fa parte della giornata.

Come tante altre mamme e tanti papà, anch’io ho paura: quando lascio mia figlia a scuola, quando la lascio per qualche attività, quando la mando in giro da sola per una piccola commissione. Ho paura della mancanza di rispetto per la sua disabilità, per le sue difficoltà.

Questo tipo di paure sono indubbiamente le paure di tutti i genitori. Ma un genitore che ha un figlio disabile, che ha difficoltà a verbalizzare, o che deambula male è sempre il bersaglio preferito per lo scherzo e lo scherno. Perché la nostra società non accetta il diverso, perché nella scuola italiana non si lavora mai abbastanza per spiegare le difficoltà che un handicap porta, e soprattutto perché purtroppo la nostra società tutta, non accoglie il disabile ma lo ostacola, lo imbriglia nelle maglie della burocrazia fino a portarlo alla rassegnazione, lo esclude, lo emargina.

Bene tutto questo non è più moralmente eticamente e civilmente tollerabile. È giunto il momento in questa fase “drammatica” dove il diritto è diventato un miraggio sbiadito, che ognuno di noi faccia la sua parte, solo insieme  si può fare qualcosa, solo insieme si può fare cultura, e questo lo si può fare solo sostenendoci a vicenda. l’appello che rivolgo ai cittadini e alle istituzioni tutte è questo: sosteneteci scoprirete che ne vale la pena, sosteneteci, perché le Persone “disabili” non sono improduttive ma persone che inserite al meglio nella società includente’ possono dare molto….perchè non sono un mondo a parte ma una parte del mondo. Forse non tutti sanno che In questi ultimi mesi, nonostante l’impegno di alcuni nel nostro municipio, alcuni centri “dedicati ai più fragili e vulnerabili” hanno cessato ed interrotto il servizio, causando danni e nuove problematiche a chi di queste già ne vive abbastanza. Altri “centri e servizi” sempre per corti circuiti “incomprensibili e inumani” tra potere politico e potere amministrativo corrono lo stesso rischio, non bisogna abbassare la guardia, bisogna che queste tematiche non siano d’interesse solo per le “Persone coinvolte” bisogna dare a queste tematiche carattere condiviso, e diritto di cittadinanza e di confronto in ogni assemblea e dibattito. Proposte: “Vorrei sapere se c’è un piano e dei fondi dedicati all’abbattimento delle barriere architettoniche nel nostro municipio.”

“Vorrei sapere se le nostre forze politiche hanno “un piano strategico” per rispondere concretamente ed economicamente alla chiusura e alla sospensione di alcuni centri e servizi fondamentali per le “Persone più deboli e fragili”.

“Vorrei sapere dalle nostre forze politiche “sulla loro scala di priorità in che gradino pongono tali tematiche”e come intendono operare”grazie a tutti.

Il bilancio partecipativo…senza la partecipazione- di Alessandro Pino

28 Gen

Riunione in Municipio dei Comitati di quartiere con Marchionne

Due giorni dopo l’approvazione in Consiglio del bilancio di previsione si è tenuta in Municipio la riunione che era stata concordata prima del voto tra il presidente Marchionne e i principali Comitati di quartiere proprio sul cosiddetto bilancio partecipato: essendo avvenuta a giochi fatti si sarebbe potuto supporre che il significato del venire resi partecipi fosse mutato in un sempliceDSC_1379 “essere edotti” dall’originario “coinvolti nelle decisioni riguardanti la destinazione delle risorse”. Così è stato solo in parte ma in un senso ancor più restrittivo, perché nel concreto le linee portanti dell’incontro sono state da un lato la richiesta (per bocca di Silvana Caudai del Comitato Città Giardino) di una relazione illustrativa di un bilancio altrimenti difficile da comprendere anche per degli esperti ma soprattutto l’esternazione dello scontento per la promessa disattesa (e presente nel programma elettorale di Marchionne) del coinvolgimento. In particolare il malumore riguardava l’ordine del giorno votato contestualmente al bilancio che individuava quattro interventi prioritari per impiegare il milione di euro bonus destinato dal Campidoglio a ogni Municipio: la riqualificazione delle piazze Menenio Agrippa e Corazzini, la riapertura del nido di Castel Giubileo e soprattutto la realizzazione di una ciclabile sul viadotto dei Presidenti, avversata da opposizione e Comitati per il costo ritenuto eccessivo rispetto all’utilità (si è parlato di ottocentomila euro) e che occupando la predisposizione tranviaria al centro del viadotto accantonerebbe definitivamente l’idea originaria di un binario da Colle Salario al viale Togliatti. Duplice la linea tenuta dal presidente Marchionne  (affiancato dal presidente del Consiglio Municipale Riccardo Corbucci, dalla consigliera Anna Punzo, guida della commissione bilancio e verso la fine dall’assessore municipale al commercio Vittorio Pietrosante, mentre era rimasto sull’uscio per mancanza di spazio il consigliere di maggioranza Gianluca Colletta): da un lato il mancato coinvolgimento è stato imputato alla ristrettezza dei tempi imposti dal Comune, dall’altro è stata rivendicata la presenza della ciclabile nel programma per la cui attuazione aveva ricevuto mandato vincendo le elezioni. Immediata la replica dei consiglieri di opposizione presenti (Bonelli, Cascapera e Moretti) i quali gli rinfacciavano che nel programma era presente anche quel processo partecipativo cui si è venuti meno, mentre l’argomentazione della tempistica sfavorevole veniva rigettata da Mimmo D’ Orazio e Lorella Giribaldi (rispettivamente leader del Comitato Serpentara e della Associazione Agorà) che ribadivano inoltre di aver avuto il 15 gennaio da Marchionne la promessa di un incontro che precedesse il voto in Consiglio. Un muro contro muro insomma, apertosi parzialmente quando Marchionne ha chiesto un parere sulla bontà delle scelte compiute con l’ordine del giorno: a quel punto i Comitati hanno risposto affermativamente – fatta salva la famigerata ciclabile – tra lo stupore di alcuni dei presenti, dando l’impressione che il dissenso riguardasse il metodo più che i contenuti. L’incontro si è concluso con la richiesta da parte dei Comitati di un coinvolgimento immediato per la fase delle variazioni di bilancio, sulla quale però Marchionne non sembra essersi espresso nettamente, limitandosi a promettere la consegna della relazione per la metà di febbraio. Un invito al presidente del Municipio a ritirare il famigerato ordine del giorno è giunto altresì sul finale da parte di Massimo Moretti del M5S; in mancanza di ciò, per adesso si andrà avanti con l’idea (comunque ancora solo tale, mancando un progetto) di realizzarla.

Alessandro Pino

 

III Municipio di Roma Capitale: riunione dei Comitati di Quartiere a piazza Sempione, anche senza il Presidente Marchionne – di Alessandro Pino

11 Gen

 

PINOassembleagen15Serve a qualcosa una assemblea pubblica richiesta dai principali Comitati di Quartiere attivi sul territorio (con in testa quello di Serpentara e il suo leader Mimmo D’Orazio) per incontrare il presidente del Municipio sottoponendogli  i temi ritenuti più importanti per i cittadini, se quest’ultimo non partecipa perché in ferie? La risposta affermativa a questa domanda se la sono data i comitati stessi riunendosi  ugualmente nell’aula consiliare di piazza Sempione lo scorso 8 gennaio, nonostante appunto si fosse saputo qualche giorno prima che Paolo Marchionne non sarebbe stato presente. La riunione è stata allora sfruttata per fare il punto tra i rappresentanti dei Comitati sugli argomenti da portare avanti in futuri incontri con l’amministrazione: temi generalissimi (come per esempio lo stato attuale e il futuro del cosiddetto viadotto dei Presidenti) aventi come comune denominatore il malcontento  per una politica ritenuta scollegata dal territorio e inerte davanti alla fatiscenza e all’inefficienza dilaganti. A onor del vero alcuni consiglieri municipali, sia di maggioranza che opposizione, hanno presenziato alla riunione prendendo anche la parola: Cristiano Bonelli (già presidente del Municipio), Simone Proietti, Filippo Maria Laguzzi, Fabio Dionisi e Fabrizio Cascapera. Proprio di quest’ultimo, recentemente uscito dalla maggioranza, è stato l’intervento che ha sigillato la chiusura dei lavori (sollecitata dall’assessore municipale Vittorio Pietrosante, affacciatosi in aula per ricordare che stava per finire turno del custode dell’edificio): inalberatosi nei confronti di Dionisi per il tono forse ritenuto saccente e cattedratico nel replicare ad alcuni dei partecipanti (in particolare sui costi di eventuali lavori di collegamento tra le piste ciclabili presenti nel territorio municipale) ha confermato così il temperamento sanguigno e verace che lo ha reso in breve tempo popolare.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: aspettando le sedute del consiglio in streaming – 16 luglio 2014

17 Lug

Sedute del consiglio municipale: sarebbe ora di provvedere ad uno streaming, sia pure con piattaforme amatoriali?

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

consigliomunicipalefotodirepertorioLa seduta del consiglio municipale del 16 luglio è una di quelle da manuale per discutere sull’opportunità o meno di aspettare che si realizzi il sistema professionale di streaming delle riunioni a piazza Sempione. Se ci fosse stato lo streaming, anche amatoriale, i lavori si sarebbero conclusi nella stessa maniera? I cittadini comprendono effettivamente l’utilità delle strategie politiche nel far cadere il numero legale? I consiglieri si ricorderebbero di usare più riguardo nei rapporti con il pubblico e tra di loro?

La mozione presentata da Jessica De Napoli  e Cristiano Bonelli, Ncd, perché si chiedesse un atto partecipato istituzioni-cittadini sulla questione della chiusura dell’impianto Ama di via Salaria era la prima nel calendario delle discussioni.  Tra i cittadini presenti, alcuni in rappresentanza dei vari comitati che si battono per far sparire l’odore nauseabondo che da anni ormai avvelena la vita degli abitanti del circondario, si formulava la richiesta di incontrare il Sindaco Marino e il presidente dell’Ama entro luglio.

Prima dell’inizio dei lavori dell’aula veniva richiesta una riunione di maggioranza per coordinare il voto dei consiglieri nei confronti dell’atto presentato dall’opposizione , al termine della discussione il consigliere Cascapera e il presedente dell’aula Riccardo Corbucci hanno depositato un emendamento per chiedere al Sindaco e ai vertici ama un incontro entro Settembre, termine considerato più ragionevole rispetto alla fine del mese proposta dai cittadini. A questo primo emendamento si aggiungeva un sub-emendamento  del movimento 5 stelle, volto ad estendere l’invito anche agli assessori comunali e regionali.

Seguivano le solite “schermaglie “ degli schieramenti politici opposti, con qualche caduta di stile da parte dei soliti habituée poco avvezzi alle critiche di un pubblico che, oppresso in casa propria da un evento non voluto e intervenuto dopo la costruzione dei quartieri, non apprezza certe battute e certi comportamenti che di politico hanno ben poco.

Alla fine delle operazioni, l’atto presentato dall’opposizione veniva bocciato «perché un tavolo tecnico già esiste» e passavano l’emendamento sull’incontro con il Sindaco.

Il secondo atto in discussione era una mozione dei cinque stelle posizionamento dei dissuasori di velocità su via val d’ala. Il Consigliere Dionisi, Pd, ha presentato un emendamento per ripristinare invece la segnaletica verticale e orizzontale. Durante il dibattimento sono cominciati a salire i toni, a volare parole meno diplomatiche in un crescendo tra il consigliere Pd, il pubblico accusato di essere la claque dei penta stellati e i consiglieri del movimento stesso.

I consiglieri del centro destra hanno abbandonato l’aula, il presidente Corbucci era andato via qualche tempo prima per motivi improrogabili, affidando l’aula al vice presidente Sel Valeria Milita,  i presenti da da diciotto scendevano a quattordici, e con l’uscita dei 5 stelle, i cui interventi, magari spontanei e ancora poco tecnici ma in buona fede, sono spesso oggetto di battute,  è caduto il numero legale. Proietti e Moretti  hanno manifestato l’intenzione di non partecipare al prossimo consiglio per protesta .

III Municipio di Roma Capitale: gli sgomberati dal parco delle Valli lasciano il Municipio trasformato in Ostello – cronaca di una partenza vissuta in prima persona di Alessandro Pino

12 Lug

partenzePIAZZASEMPIONE(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Sbloccata l’inverosimile situazione ma ormai in città sembra definitivamente scoppiato il “bubbone rom”:  diluvio di critiche dai cittadini esasperati

Alla fine la sera dell’undici luglio sono stati portati nel centro ricavato negli spazi dell’ex Fiera di Roma sulla Colombo, gli zingari sgomberati un paio di giorni prima dagli accampamenti abusivi dietro via Val d’Ala e che subito dopo si era deciso di sistemare nella sede del III Municipio a piazza Sempione dove erano andati a protestare. Una mossa mai vista prima che aveva avuto del clamoroso anzi del paradossale e che non ha mancato di sollevare l’immancabile vespaio di polemiche sui social network, dove molti si sono chiesti come mai non si prendano analoghe iniziative quando a rimanere senza casa sono differenti categorie di persone.

Io a vedere che aria tirava ci sono andato, approfittando di una serata (incredibilmente) libera: arrivo a piazza Sempione  e  lascio le accompagnatrici davanti al palco posto a centro del piazzale, su cui si esibiscono gli attori dello spettacolo “Voci nel deserto”.  Poco più dietro, sotto i portici, un altro genere di spettacolo a base di danze zingaresche.  Per i miei gusti non proprio da fan dell’etnia in questione già sarebbe troppo ma ricordandomi che sono un giornalista procedo e in mezzo agli zing…pardon ai rom, incontro il presidente del Municipio  Paolo Marchionne.  Devo dire che in passato l’ho visto in forma migliore, stasera è il ritratto dell’imbarazzo e si capisce bene: dopo aver ripetuto per mesi dal suo insediamento che l’orientamento della sua maggioranza era quello di non effettuare sgomberi, alla fine si trova gli sgomberati praticamente nella casa dei cittadini (e che in rete sbottano platealmente, inclusi  alcuni di quelli che lo avevano sostenuto in campagna elettorale, segno che si è passato ogni limite di sopportazione).

Gli chiedo se esiste qualche portavoce del gruppo di accampati con cui parlare ma pare di no;  continuo allora da solo passando in mezzo a gente che mangia piatti di pasta, ragazzini che dorme a terra e mi chiedo – come già ho fatto  più volte in precedenti articoli –  se tenessi io i figli in quelle condizioni quanti secondi passerebbero prima di vedermeli tolti  da quei servizi sociali che in altri casi si sono dimostrati solerti e zelanti (vedasi i genitori ritenuti troppo anziani o troppo affettuosi).

Affettando cordialità e interesse mi siedo  con un gruppetto, un giovanotto calvo e robusto ha voglia di parlare mentre quelli attorno, più anziani, mangiano ascoltando: sembra quasi uno di quegli spot sull’integrazione, con lui che spiega all’interessato interlocutore come non  fosse facile la vita nel villaggio ricavato in mezzo alle fratte di via Val d’Ala ma che è sempre meglio della Romania dove “i prezzi sono troppo alti”. E a questo punto mi sembra di sentire in sottofondo una risata registrata come nelle sit-com americane degli anni Ottanta, gli faccio presente che notoriamente in Romania a essere pesante semmai è la mano della polizia con chi sgarra, lui cambia discorso dicendo che da loro sono stati arrestati ministri e manager calcistici (cosa c’entrino non si sa).  Insiste che bisogna conoscere la “cultura rom” e tutti sono prevenuti  contro di loro (chissà come mai), tutti bei discorsi che potrebbero anche trovare d’accordo chi provenga da Marte o Saturno, non certo un qualunque cittadino  che viva una  impietosa quotidianità fatta di scippi, borseggi, furti con scasso, aggressioni, accattonaggio molesto e fumi tossici innalzati dagli insediamenti dove si scioglie la plastica di fili elettrici  e copertoni dalla provenienza dubbia: situazioni che una volta si provava a bollare come “luoghi comuni razzisti” ma che in tempi di pagine Facebook a tema vengono puntigliosamente documentate e condivise  massicciamente valicando i confini dell’esperienza del singolo. Anzi a pensarci bene anche il viaggiatore (non marziano ma più comunemente giapponese, tedesco o inglese) si rende troppo spesso conto di come stiano realmente le cose in una città dove difficilmente metterà piede di nuovo, con tanti saluti al “turismo come petrolio d’Italia”.

Continuando ad ascoltare il sapiente monologo, vengo a sapere che di lì a minuti verranno portati in autobus all’ex Fiera di Roma e alcuni all’ex cartiera sulla Salaria (notate che a Roma è tutto un “ex”, ma questa è un’altra storia), circostanza confermata poco dopo anche dal presidente Marchionne che incrocio nuovamente salutandolo mentre mi allontano dal portico per raggiungere le accompagnatrici che immaginavano di vedermi tornare lessato di mazzate.

In effetti verso le ventitrè arriva un autobus blu dell’Atac su cui salgono di buon grado – sicuramente pagando il biglietto…come no – tra i saluti di alcuni presenti, tra  cui lo scrivente in vena di spiritosaggini: ma ormai la scelta è appunto tra un riso amaro e il pianto dirotto per un città che ormai somiglia disastrosamente a quella sudicia, violenta e inefficiente vista trent’anni fa nei fumetti di Ranxerox.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: trentanove famiglie rom ospitate per la notte all’interno del Municipio di piazza Sempione

10 Lug

piazza sempione (pubblicato su http://www.di-roma.com)

Sembrava una chiacchiera da bar, oggi pomeriggio, che correva di bocca in bocca sotto i portici di piazza Sempione, mentre le trentanove famiglie sgomberate dalle baracche nel parco delle Valli manifestavano sotto la sede del Municipio di piazza Sempione la loro indignazione per la sistemazione alloggiativa trovata dal Comune, ovvero la solita standard applicata anche a tutti i romani, quando non vi sono abitazioni disponibili per ospitare i nuclei familiari: le donne e i bambini piccoli insieme in una struttura, gli uomini in un’altra. Dopo aver invitato i migranti nomadi a salire negli uffici per concordare insieme una soluzione sostenibile, l’amministrazione municipale avrebbe fornito assistenza per la notte utilizzando i locali del Municipio. Talmente “grossa” da sembrare incredibile anche ai più navigati, ma sufficiente per scatenare i distinguo e le dissociazioni di alcuni consiglieri, anche di maggioranza. Sempre secondo le voci impazzite del tardo pomeriggio, poi questa eventualità sarebbe rientrata per qualche ora a causa della minaccia di Casapound di organizzare su due piedi una manifestazione di contro protesta mentre ci sarebbe stato in Municipio chi ha proposto di pagare un albergo almeno per una notte, ricorrendo presumibilmente al piccolo fondo che almeno fino alla passata consiliatura era a disposizione della presidenza per piccole spese.

Invece è tutto vero, per la prima volta a Roma la sede di un Municipio è stata utilizzata come dormitorio per ospitare gli occupanti di un insediamento abusivo sgomberato per questioni di igiene e sicurezza pubblica, nell’ambito della bonifica di un parco urbano.

In serata i consiglieri Roberto Borgheresi, Fi, Francesco Filini;FdI, Fabrizio Cascapera, Cd, nonché il presidente del consiglio del Municipio Riccardo Corbucci, Pd, si sono recati presso i locali di piazza Sempione per rendersi conto della situazione e hanno trovato l’androne e diversi locali occupati da decine di persone intente a dormire in sacchi a pelo e altri giacigli di fortuna. Difficile credere che sarà per una notte sola. A gestire l’emergenza, l’assessore alle politiche sociali Eleonora Di Maggio, Sel.

Borgheresi, vice presidente del consiglio, così si esprime sulla vicenda « Non conosco nei dettagli la strategia messa in atto da parte del Presidente Marchionne, ma sono molto preoccupato per quanto riguarda l’attività del municipio di domani, venerdì 11 luglio, che certamente non potrà svolgersi stante la permanenza di queste persone all’interno del palazzo istituzionale. d’altro canto mi chiedo anche adesso come farà il Presidente ed i suoi assessori ad allontanare quelle persone dopo avergli concesso assistenza nei locali Municipali!!»

Corbucci ha preferito non scendere nello specifico ma si è dichiarato «affinchè  gli sgomberi continuino per ripristinare legalità e sicurezza nei nostri quartieri». Medesima prudenza è utilizzata da Cascapera, che nel pomeriggio aveva scritto su fb «Chi vuole veramente integrarsi troverà sempre terreno fertile, ma non è più possibile spacciare per integrazione quella che di fatto è l’imposizione di un permesso a vivere al di sopra delle regole.»

Una cosa è certa: domattina, al risveglio, il Municipio vedrà una giornata veramente intensa.

Per l’intanto, mentre all’interno del palazzo istituzionale si andava organizzando l’ostello Municipio, sulla piazza adiacente si consumava ignara  una serata di balli lisci organizzata da Radio Popolare per i residenti del quartiere.

III Municipio di Roma Capitale: al via la raccolta firme contro la legge Merlin. Promotore Riccardo Corbucci, presidente del consiglio di Piazza Sempione

27 Set

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Dopo Sveva Belviso, l’ex assessore Pdl della giunta Alemanno, anche Riccardo Corbucci, presidente del consiglio del III Municipio di Roma Capitale, aderisce alla campagna per il referendum popolare che mira ad abolire parzialmente la legge Merlin, quella che nel 1958 chiuse ufficialmente le case di tolleranza senza prevedere che il fenomeno si sarebbe poi trasferito in strada.

 

Passeggiataantilucciole preservativo 2La delicatezza della questione è evidenziata dal fatto che entrambe le figure politiche, nello sposare l’iniziativa partita dall’azione di alcuni comitati di spontanei di residenti in Veneto, agiscono al momento a livello personale. Troppo alto il rischio di provocare malumori negli ambienti cattolici ma il fenomeno non può essere ignorato ancora a lungo, visto che le stime parlano della presenza sulle strade italiane tra le cinquanta e le settantamila prostitute con una decina di milioni di clienti ed un giro d’affari che può arrivare ai quindici miliardi di euro all’anno…

 

 

 

Tutto denaro esentasse pronto per essere reinvestito in traffici illeciti. Nel territorio di Monte Sacro la questione è particolarmente sentita, strade come la Salaria o Prati Fiscali, dove i residenti si trovano a dover rientrare in casa facendo lo slalom tra i resti generati dalla fiorente attività e per questo sono scesi varie volte in strada a protestare, sono invase dalle prostitute e dai loro sfruttatori, la questione è annosa. Nella seduta del consiglio odierna, a Piazza Sempione, verrà discusso un atto presentato dalla consigliera Pdl De Napoli, al quale verranno sicuramente presentati degli emendamenti da parte della maggioranza, avente ad oggetto proprio la prostituzione per le strade del Municipio. Il documento presenta la richiesta per una legge il cui iter si è fermato nei meandri del parlamento, forse lasciata indietro da norme giudicate più impellenti da chi magari abita lontano anni luce dal problema.

 

prostitua 1Dice Riccardo Corbucci, «La prostituzione in strada è acclarato che vive di sfruttamento e criminalità. Oltre una legge nazionale occorre dare maggior impulso alle forze di polizia, dare una maggiore applicazione delle norme che già esistono»

 

Il Municipio come intende muoversi?

 

«Chiediamo un tavolo interistituzionale con il Sindaco Marino, per avere iniziative tipo il progetto roxenne, con il quale si faceva opera di convincimento direttamente sul marciapiede, cercando di strappare le prostitute agli sfruttatori, aiutandole ad uscire fuori dal giro. Poi Alemanno smantellò tutto, sostituendovi delle ordinanze che non sono state altro che un paliativo in assenza di leggi specifiche, tanto per far pensare all’opinione pubblica che si stava facendo qualcosa, quando invece il numero delle operatrici è rimasto costante».

 

Sembra che Lei non abbia una grande considerazione di questi provvedimenti

 

«È impensabile pensare di poter combattere lo sfruttamento della prostituzione, che è in mano ad organizzazioni criminali transnazionali, con delle semplici ordinanze che impongono divieti di fermata e decoro nel vestire. E’ chiaro che la cosa più importante in assoluto è ottenere una legge nazionale vera, per questa ragione, personalmente, da domani sottoscriverò i referendum per la abrogazione parziale della legge Merlin, e farò in modo di avviare sul territorio banchetti per far firmare le persone perché ritengo che bisogna mettere al centro dell’attenzione il dibattito pubblico contro lo sfruttamento della prostituzione in strada.»

 

È sicuro che questo referendum sia una soluzione valida?

 

«Il referendum non può essere la soluzione definitiva perché è abrogativo soltanto di alcune parti . L’iniziativa quindi serve finalmente a portare il dibattito in parlamento e nelle nostre città che vivono ormai condizioni di degrado e mancanza di sicurezza insopportabile»

 

Il risultato referendario avrebbe bisogno di essere integrato con dei provvedimenti ad hoc?

 

«Credo che una legge nazionale dovrebbe prevedere il divieto della prostituzione in strada ed in tutti i luoghi pubblici e regolare un fenomeno che non è eliminabile con la previsione di un controllo sanitario costante affinché si possa contrastare il contagio da malattie sessualmente trasmissibili, che stanno diventando una piaga della nostra società, provvedere all’assoggettamento fiscale e previdenziale dei compensi percepiti, per contrastare il flusso di denaro nero che arricchisce la criminalità organizzata ed ovviamente anche per tutelare la sicurezza dei cittadini».

 

Non rischiamo che di togliere la prostituzione dalla strada soltanto per ritrovarcela vicina di pianerottolo, trasportando semplicemente il problema?

 

«Una nuova legge deve essere in grado di tenere insieme la libertà del singolo e al tempo stesso la convivenza di tutti. E’ chiaro quindi che dovranno essere valutate le condizioni in cui poter fare esercitare nel rispetto delle regole già esposte, senza che questo crei disagi insopportabili per i cittadini».

 

Un’ultima domanda. Perché per un problema così sentito un’iniziativa personale? Il Pd ed il presidente del Municipio, Paolo Marchionne, non sono d’accordo con Lei?

 

«Perché su temi sociali, di natura morale ed etica ognuno di noi risponde alla propria coscienza e alle legittime istanze dei cittadini che rappresenta, superando le divisioni e gli steccati politici. Mi auguro che anche altri colleghi si uniscano per contribuire alla riuscita della raccolta firme per il referendum».

 

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