Tag Archives: Natale
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Quando la Festa finisce a schifìo: perché salta il tappo della rabbia – di Alessandro Pino

25 Dic

Perché le ricorrenze e le feste possono scatenare manifestazioni eclatanti di frustrazione, con scoppi di rabbia incontrollata e liti furiose in casa o al lavoro proprio in momenti che dovrebbero essere lieti e invece qualcuno sembra scelga appositamente per farsi rodere il lato B? Proviamo a formulare delle ipotesi:
da un lato il Natale e la Pasqua in primis ma anche i compleanni e gli anniversari aggiungono all’usuale e usurante susseguirsi quotidiano di incombenze e imprevisti – già di suo magari non governabile agevolmente, vuoi per motivi economici, di salute o altro- una serie di ulteriori impegni, obblighi di fatto (i regali, le riunioni, gli auguri da inviare, gli spostamenti, persone da ospitare) che diventano in pratica delle corvèe caricando ancora di più il fardello di responsabilità extra sulle spalle di ciascuno e il non riuscire a farvi fronte genera nuovo nervosismo. Per alcune categorie lavorative impegnate in ruoli di servizio c’è spesso poi la necessità di coprire comunque dei turni durante quelle giornate o nottate che per gli altri sono di festa: tale circostanza può dare luogo ad altre frustrazioni e risentimenti non solo perché si lavora magari in contesti disagiati quando altri riposano e fanno baldoria ma perché si percepisce di aver subìto un torto se magari il collega ha ottenuto un turno più favorevole o quel giorno semplicemente se ne sta a casa.

Dall’altro lato poi, le scadenze festive costituiscono una sorta di boa temporale, di capolinea intermedio che impone implicitamente la formulazione di bilanci di vita anche professionale e se non sono favorevoli la lancetta può puntare pericolosamente sul rosso.

Alessandro Pino

(educatore e formatore)

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Quando la Festa finisce a schifìo: perché salta il tappo della rabbia – di Alessandro Pino

25 Dic

Perché le ricorrenze e le feste possono scatenare manifestazioni eclatanti di frustrazione, con scoppi di rabbia incontrollata e liti furiose in casa o al lavoro proprio in momenti che dovrebbero essere lieti e invece qualcuno sembra scelga appositamente per farsi rodere il lato B? Proviamo a formulare delle ipotesi:
da un lato il Natale e la Pasqua in primis ma anche i compleanni e gli anniversari aggiungono all’usuale e usurante susseguirsi quotidiano di incombenze e imprevisti – già di suo magari non governabile agevolmente, vuoi per motivi economici, di salute o altro- una serie di ulteriori impegni, obblighi di fatto (i regali, le riunioni, gli auguri da inviare, gli spostamenti, persone da ospitare) che diventano in pratica delle corvèe caricando ancora di più il fardello di responsabilità extra sulle spalle di ciascuno e il non riuscire a farvi fronte genera nuovo nervosismo. Per alcune categorie lavorative impegnate in ruoli di servizio c’è spesso poi la necessità di coprire comunque dei turni durante quelle giornate o nottate che per gli altri sono di festa: tale circostanza può dare luogo ad altre frustrazioni e risentimenti.

Dall’altro lato poi, le scadenze festive costituiscono una sorta di boa temporale, di capolinea intermedio che impone implicitamente la formulazione di bilanci di vita anche professionale e se non sono favorevoli la lancetta può puntare pericolosamente sul rosso.

Alessandro Pino

(educatore e formatore)

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Donate per Natale ai cani abbandonati del “Rifugio delle Code Felici” e ai clochard oltre cinquecento coperte- di Alessandro Pino

23 Dic

[ROMA] Si è conclusa con la consegna di oltre cento coperte al “Rifugio delle Code Felici” per cani abbandonati l’iniziativa benefica “Una coperta per Natale”. Le coperte donate al canile sono quelle avanzate – su un totale di 550- dalla consegna a oltre cento persone che dormono in strada principalmente tra le zone di Borgo Pio, Colonnato di San Pietro, sul Lungotevere, stazione Termini e adiacenze.
A queste persone sono stati inoltre donati un centinaio tra panettoni e pandori. La raccolta, organizzata da Manuel Bartolomeo, si era svolta nei giorni scorsi presso l’edicola di via Capuana a Talenti.
Alessandro Pino

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Jonio Christmas Park: un villaggio di Natale sopra la stazione metro- di Alessandro Pino

13 Dic

[ROMA] Il parco sul tetto della stazione metro Jonio ospita dal 14 al 22 dicembre “Jonio Christmas Park”, villaggio natalizio che prevede attività ricreative, culturali e musicali organizzate dalla associazione di protezione civile Nsa Roma Nord assieme ai ragazzi di URBANz. Obiettivo della manifestazione è far rivivere il Municipio III e sensibilizzare la cittadinanza al rispetto del proprio territorio attraverso la propria cultura, aggregando, coinvolgendo e divertendo.

Questo è il calendario degli appuntamenti:

Sabato 14 Dicembre

ORE 10:00
incontro con i volontari di Protezione Civile e discorsi di apertura evento.
Colazione offerta dalla NSA ROMA NORD.
Dibattito sulle Emergenze e sui punti critici del terzo Municipo
La Protezione Civile nel Terzo Municipio.
Saranno presenti le Associazioni Caer, Cosmos, Fukyo, Nsa Roma Nord.

ORE 16:00
Spettacolo Circense e di Giocoleria a cura della associazione 238 Hangar delle Arti

Ore 18:00
Spettacolo Teatrale
” Tutti Dicon Buon Natale”
a cura della Compagnia ARTISTIDEA di Sonia Viviani

Ore 21:00
Live Performance e DJ SetRude MC – Flaminio Maphia

Domenica 15 Dicembre

ORE 16:00
Spettacolo Circense e di Giocoleria a cura della associazione
238 Hangar delle Arti

Ore 18:00
Spettacolo Teatrale
“Storie Sotto l’Albero”
a cura della Compagnia ARTISTIDEA di Sonia Viviani

Performance e DJ SetURBANz Live FEST

Lunedi 16 Dicembre

ORE 16:00
Laboratori di Circo ludico per bambini dai 4 agli 11 anni
238 Hangar delle Arti

Ore 18:00
Spettacolo Teatrale
” Tutti dicon Buon Natale”
a cura della Compagnia : ARTISTIDEA di Sonia Viviani

Ore 21:00
Ilive Music Night Martedi 17 Dicembre

ORE 16:00
Laboratori di Circo ludico per bambini dai 4 agli 11 anni
238 Hangar delle Arti

Ore 18:00
Spettacolo Teatrale
” Storie sotto l’Albero”
a cura della Compagnia : ARTISTIDEA di Sonia Viviani

Ore 21:00
Live e Dj set
URBANz JAM Mercoledi 18 Dicembre

ORE 16:00
Laboratori di Circo ludico per bambini dai 4 agli 11 anni
238 Hangar delle Arti

Ore 18:00
Laboratorio teatrale didattico
“CHEESMAKER”
Laboratorio a cura di Walter del Greco per bambini dai 3 ai 15 anni

Ore 21:00
Live Performance e DJ SetStrade + Martiri LIVE

Giovedi 19 Dicembre
Ore 16:00
Laboratori di Circo ludico per bambini dai 4 agli 11 anni
238 Hangar delle Arti

Ore 18:00
Laboratorio teatrale didattico
“Frankie e il lungo viaggio dei Cibi”
Laboratorio a cura di Walter del Greco per bambini dai 3 ai 15 anni

Ore 21:00
Spettacolo Teatrale
IL MESTIERE DI VIVERE
Per una poetica della precarietà dell’oggi
A cura del gruppo Arti Grande come una città

Venerdi 20 Dicembre
Ore 16:00
Laboratori di Circo ludico per bambini dai 4 agli 11 anni
238 Hangar delle Arti

Ore 18:00
“Come scrivere un Romanzo”
Cenni sulla scrittura creativa
a cura dello scrittore Rocco Ruggiero

Ore 21:00
Live Performance e DJ SetRude MC – Flaminio Maphia

Sabato 21 Dicembre
ORE 9:30
la Formazione e l’informazione nel Volontariato di Protezione Civile
Previsione e prevenzione delle Calamita di Protezione Civile
Cenni sulle normative che regolano il mondo del volontariato
e sulle norme di sicurezza 81/08
Associazioni Presenti (Caer,Cosmos, Fukyo, Nsa Roma Nord)

Ore 16:00
Spettacolo di Circo ludico per bambini dai 4 agli 11 anni
238 Hangar delle Arti

Ore 18:00
Spettacolo Teatrale di Stand UP
“Con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole”
Gabriele Linari racconta Flaiano

Live Performance e DJ SetSpecial VIP Guest

Domenica 22 Dicembre

Ore 16:00
Spettacolo di Circo ludico per bambini dai 4 agli 11 anni
238 Hangar delle Arti

Ore 18:00
Laboratorio teatrale didattico
“CHEESMAKER”
Laboratorio a cura di Walter del Greco per bambini dai 3 ai 15 anni

Ore 21:00
Spettacolo Teatrale
“Donne è arrivato l’arrotino”
Lame che trafiggono lame da impugnare
Per una poetica della precarietà dell’oggi
A cura del gruppo Arti Grande come una città.

Ingresso gratuito.

Alessandro Pino

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A Talenti tornano i panettoni e pandori che aiutano i piccoli pazienti del Bambin Gesù- di Alessandro Pino

11 Dic

[ROMA] Tornano gli appuntamenti con la campagna “Una dolcezza che crea dolcezza” promossa da alcuni anni sul territorio del Terzo Municipio dalla associazione “Infinito amore da Emanuele Ciccozzi onlus” in occasione delle Festività natalizie e pasquali. Finalità delle iniziative è il sostegno a progetti a favore del reparto onco-ematologico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con la vendita dei suoi prodotti solidali (a Dicembre i panettoni e pandori).<Il nostro obiettivo è di regalare sorrisi e portare gioia ed energia in questo reparto- spiega Claudia Colloca, presidente della associazione e mamma del bambino, scomparso per una grave malattia, cui è intitolata l’associazione- cercando di allegerire la dura realtà dell’ospedalizzazione.
Aiutateci a realizzare i nostri progetti>. I prossimi appuntamenti per comprare i buoni (in ogni senso) panettoni e pandori saranno a Talenti il 14 dicembre in orario 8,30-12,30 alla scuola Cecco Angiolieri e il 20 dicembre in orario 8,30-14 scuola Caterina Usai.

Alessandro Pino

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Il 27 ottobre torna Carlo Magno a Ponte Nomentano- di Alessandro Pino

24 Ott

[ROMA] Come da tradizione torna anche quest’anno la rievocazione storica del passaggio di Carlo Magno al Ponte Nomentano a cura della associazione culturale Il Carro de’ Comici, giunta alla ventunesima edizione. La manifestazione in costume, condotta dal noto attore e divulgatore di storia romana Gherardo Dino Ruggiero, si terrà domenica 27 ottobre e farà rivivere il corteo del monarca transalpino che nell’anno 800 si incontrò sul ponte Nomentano con il Papa Leone III che poco dopo lo incoronò Imperatore del Sacro Romano Impero. La manifestazione- che ha il patrocinio della presidenza del Terzo Municipio- è organizzata in collaborazione con Italia Nostra, Rete Associativa della Via di Francesco nel Lazio e la partecipazione de La Voce del Municipio, Cis Valsolda, Casa Del Parco, Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo. Inizio previsto per le 10 e 30, seguirà una visita gratuita del ponte, delle sue adiacenze e del Monte Sacro vero e proprio. Per informazioni telefonare al 3387965614 o allo 068181853.
Alessandro Pino

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“Una coperta per Natale” per scaldare chi passa le Feste in strada- di Alessandro Pino

14 Ott

[ROMA] Dopo il successo riscosso lo scorso anno torna l’iniziativa benefica “Una Coperta Per Natale”, ideata da Manuel Bartolomeo per venire incontro a chi proprio mentre gli altri festeggiano la Natività si trova in gravissime condizioni di indigenza. Nei giorni dal 12 al 14 Dicembre dalle ore 7 alle 13 e dalle 16 alle 18 e 30 presso l’edicola di via Luigi Capuana (zona Talenti) sarà possibile donare coperte, panettoni e pandori che verranno poi distribuiti dai volontari ai senza tetto della capitale. L’organizzazione raccomanda di NON portare piumoni, federe, lenzuola o scatolame. Si prega di portare il materialie pulito. Le coperte rimaste in eccesso dopo la distribuzione saranno consegnate al rifugio delle Code Felici per cani abbandonati. Per altre informazioni,
per aderire come punto di raccolta o come volontari per la distribuzione si può
chiamare il
3290262264 o scrivere alla casella di posta elettronica
unacopertapernatale@libero.it
Alessandro Pino

Cartoline da Herat – Alberto Alpozzi racconta la vita a Camp Arena – di Alessandro Pino

22 Gen

Lo avevo incontrato alla stazione Termini di Roma, appena arrivato da Torino e in attesa di partire per Herat alla vigilia delle feste natalizie, giusto il tempo di una pausa della durata di poche decine di minuti. Alberto Alpozzi, fotoreporter di professione, andava in Afghanistan assieme ai militari del contingente italiano. Una decina di giorni in tutto durante i quali avrebbe documentato la vita quotidiana dei soldati della base chiamata Camp Arena. Ci siamo risentiti al suo ritorno, come mi aveva promesso. Questo è il racconto di quei giorni passati lontano da casa in un periodo in cui tutti vorrebbero essere in famiglia.

Il primo pensiero a portellone aperto?

Mamma mia che domanda…sai che non lo so…il primo era di prendere la telecamerina e riprendere l’uscita dall’aereo militare per avere il ricordo di quale è stato il primo impatto con l’Afghanistan però  nulla di particolare…

Vabbè, allora: l’ultimo a portellone quasi chiuso?

Che non volevo tornare! Che mi dispiaceva, che avevo centomila altre cose da documentare e da vedere, delle quali volevo portare testimonianza ma che per forza di cose non ho avuto tempo. E quindi la voglia di tornare assolutamente, il dispiacere di lasciare le amicizie che si sono formate in pochi giorni con i ragazzi, con molti dei quali continuo a sentirmi su Facebook quasi quotidianamente.

Quindi ti hanno accolto come…

…come uno di loro! Ricevo mail con scritto “sei uno di noi” ed è molto bello sentirlo dire da loro.

C’era una giornata tipo tua e dei militari ?

Una giornata tipo non esiste perché le condizioni variano in continuazione e tutto può cambiare. I programmi vengono sì prestabiliti, ma i turni delle varie pattuglie e i lavori che devono fare possono subire variazioni in ogni momento. Ci alzavamo alle sette e mezza, per le otto otto e mezza facevamo colazione e poi avevamo le varie attività che venivano comunicate la sera prima secondo la disponibilità dei mezzi, delle pattuglie, delle scorte o dell’Aeronautica quando ci dovevamo spostare con gli elicotteri. Non ci sono mai stati problemi e i programmi pianificati sono stati mantenuti, quindi significa che non abbiamo trovato situazioni di pericolo per le quali modificare  i nostri piani. Una volta usciti dalla base (in elicottero o sui mezzi blindati) sempre tra le nove e le dieci, seguivamo le attività dei militari: c’erano situazioni operative o ci portavano a visitare delle strutture come il carcere femminile o il cantiere del nuovo terminal dell’aeroporto. Massimo per le quattro e mezza – cinque si tornava alla base per questioni di sicurezza: diventa buio e fa freddo. Poi, tre ore prima di cena in press room a fare il riassunto tra noi giornalisti del materiale prodotto oppure a inviare testi e foto ai giornali; intorno alle otto  venivano a prenderci gli addetti stampa dell’Esercito, cenavamo con loro, poi di nuovo press room. Infine  chi voleva andava a dormire o se preferiva poteva farsi una birra (nella base ci sono birreria, pizzeria e ristorante) o ci facevamo ancora quattro chiacchere, non fino a tardi perché la mattina la levataccia era presto e soprattutto per la stanchezza per la tensione accumulata durante il giorno.

Assieme a te quanti altri reporter c’erano?

In totale durante la mia permanenza andavano dai sei ai dieci, tutti italiani.

Con alcuni siamo partiti insieme da Roma, altri sono arrivati qualche giorno dopo e altri ancora sono arrivati i giorni successivi, anche secondo la disponibilità dei mezzi di trasporto.

Eri preoccupato?

Tensione, quella sì ma preoccupazioni mai perché comunque vedevo la qualità del lavoro svolto dai ragazzi – per quanto posso capirne io –  e come erano preparati. Pur essendo in una situazione che per loro è già problematica e rischiosa si preoccupavano delle mie esigenze non solo professionali (trovarmi in posizione utile per scattare delle fotografie), ma soprattuto esigenze che noi nel mondo civile diamo per scontate: dalla banale riunione coi colleghi o bisogni fisiologici, una bottiglia d’acqua o quando si ha voglia di una sigaretta o di un caffè o a volte quando ci si guarda darsi anche un abbraccio o una stretta di mano. Queste sono cose importanti. La tensione va perché è un teatro operativo, una zona a rischio. Paura no perché mi sono sempre sentito protetto dalle persone che erano con me, perché nulla viene lasciato al caso. Lì non  è come negli uffici pubblici all’italiana “massì lo faccio domani, massì chissenefrega ci penserà un altro”. Se lì pensi solo una frase del genere qualcuno muore. Quindi il modo di vivere, di ragionare ma soprattutto di lavorare di questi ragazzi è il modo che dovrebbero avere tutti.

Hai avuto contatti con popolazione del posto ?

Non più di tanto, mi è capitato in città con alcune persone che erano lì in coda al carcere femminile per visitare i familiari. Ingenui, anche loro con la voglia di farsi fotografare e vedere la foto che gli hai fatto. All’interno della base ci sono i lavoratori locali, ho avuto modo di fotografarli ma non parlano inglese.

Come hai trascorso il giorno di Natale?

L’ho trascorso in pattuglia con il 66° Aeromobile di Trieste, siamo stati fuori con i mezzi blindati Lince; abbiamo fatto circa trenta chilometri, non tanti ma ogni incrocio va messo in sicurezza, ogni persona che si affaccia dal balcone è un problema, una persona che prende un cellulare va controllata, le moto che si avvicinano creano disagio perché non sai chi c’è sopra. Questo il 25 mattina, proprio mentre in Italia tutti quelli che criticano certe situazioni stavano mangiando ingrassando di cinque chili e i ragazzi là li stavano probabilmente perdendo.

A proposito, tu sei ingrassato o dimagrito ?

Né l’uno né l’altro, ho mangiato sempre molto bene comunque. Anche perché dietro c’è un gran lavoro di altri nostri ragazzi, importante come tutti gli altri, perché comunque tutti hanno necessità di mangiare e bere tutti i giorni. Nella base il servizio mensa funziona benissimo e a pranzo e cena quattromila persone mangiano, quindi immagina l’organizzazione che c’è dietro.

Dunque fisicamente non sei cambiato. E dentro ?

Eh bè, sono cose che sicuramente ti cambiano, ti fanno crescere, ti fanno apprezzare di più i rapporti umani, rivalutare molte delle cose che diamo per scontate tutti i giorni. Sì, sembrano luoghi comuni, però per parlarne credo che uno debba provarlo sulla propria pelle per poterlo dire realmente. Tutti possiamo dire “ooohh non abbiamo più valori” ma questo perché ? E allora forse se vivi una situazione del genere ti rendi conto di cosa sono i valori dell’amicizia, dell’amore fraterno, quanto valore ha una stretta di mano, quanto sia importante una pacca sulla spalla che ti viene data per il lavoro che stai svolgendo. Poi ritorni qua in Italia e ti rendi conto che non è più così, che hai vissuto un bellissimo sogno di dieci giorni in un luogo di crisi, situazioni devastate, con gli italiani. E dici “cavolo questi son sempre italiani, com’è che con loro qui all’estero ti trovi bene e torni in Italia non sono gli stessi ?”. Evidentemente non sono le stesse persone sennò avrebbero fatto altre scelte e non sarebbero qui in Italia a sputare merda nel piatto in cui mangiano.

Ti aspettavi che fosse così ?

Non mi aspettavo nulla, non mi ero fatto un’idea perché era una situazione che non conoscevo e che per fortuna non potevo conoscere. Quindi non avevo idee preconcette, sono andato aspettandomi di vivere qualcosa completamente diverso, quindi con la mente il più possibile sgombera da qualunque cosa per poterlo vivere con il minor numero di idee preconfezionate. “Quello che sarà sarà”, mi ero detto. E  ogni giorno era una scoperta.

Ci tornerai?

Sì, conto assolutamente di tornare in Afghanistan sia per ritrovare le persone che ho conosciuto e  sono ancora lì (intanto alcuni so che rientreranno a febbraio e conto di vederli in qualche maniera) sia  per – come ho detto all’inizio – terminare la documentazione di alcune situazioni che non ho avuto modo di trattare per questioni di tempo. E poi vorrei seguire il lavoro di altri nostri contingenti che lavorano in zone delle quali i giornali raramente parlano.

Per esempio? Cosa non hai avuto tempo di vedere in Afghanistan?

Volevo vedere l’orfanotrofio, l’ospedale pediatrico e andare in alcune piccole basi avanzate dove ci sono venti o trenta militari. E poi l’Afghanistan è bellissimo visto dall’alto, questo deserto giallo quasi rosso come Marte. Mi piacerebbe fare un reportage sulle rotte che i mezzi dell’Aeronautica e dell’Esercito affrontano tutti i giorni e documentare un paese che di solito è associato alla guerra. Guardiamolo dal punto di vista della natura, distanziamoci dagli uomini. La natura va al di là di certe situazioni, vederla dall’alto ti distacca. Paesaggi immensi che sì fanno paura ma sono affascinanti, il deserto ti rapisce. Sarebbe al di là delle dirette attività operative, estraniandosi e dicendo “le cose son diverse viste da qui”.

Tu sei sposato. Tua moglie come ha preso questa trasferta in una località non esattamente turistica?

Alla partenza da Torino le era uscita una lacrimuccia e mi aveva fatto un po’ effetto. Al ritorno invece aveva un bellissimo sorriso, un sorriso che non ricordavo. Non perché lo avessi dimenticato ma perché mi ha colpito come la prima volta che l’ho visto.

 

Alessandro Pino

 

 

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