Tag Archives: Alessandro Pino
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Nuovo Salario: droga ai ragazzi, due fermati- di Alessandro Pino

19 Gen

[ROMA] Vendevano droga ai ragazzi nel parco giochi tra via Dell’Ateneo Salesiano e via Ugo della Seta: per questo due spacciatori sono stati bloccati dagli agenti del commissariato Fidene Serpentara. Durante un apposito servizio i poliziotti hanno visto lo scambio tra droga e soldi, entrando in azione. Dei due spacciatori, entrambi italiani, uno era minorenne. Nell’operazione sono stati sequestrati 46 grammi di hashish e 420 euro in contanti.
Alessandro Pino

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Porta di Roma: due ladri illusionisti in manette- di Alessandro Pino

18 Gen

Due illusionisti iraniani sono stati arrestati nel pomeriggio del 17 gennaio dalla Polizia nel Centro Commerciale Porta di Roma dopo che avevano sottratto tremiladuecento euro dalla cassa del negozio Apple. I malviventi avevano dapprima acquistato due I Phone spendendo circa duemila euro, dopodiché hanno intortato la cassiera arraffando un fascio di banconote dal registratore di cassa e nascondendolo nel giaccone di uno dei due. Il personale si vigilanza si è però accorto della manovra e li ha seguiti avvisando nel frattempo la Polizia. Gli agenti hanno quindi perquisito i due ladri ai quali è stata trovata addosso l’esatta cifra mancante dall’incasso.

Alessandro Pino

(foto di repertorio)

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Addio al pino di Settebagni- di Alessandro…Pino

18 Gen

[ROMA] Da decenni e fino a questa mattina un pino aveva svettato affacciandosi dal giardino del locale complesso scolastico su via Dello Scalo di Settebagni e sulla ferrovia adiacente. Ogni giorno aveva augurato buon lavoro ai cari scolari quando arrivavano non proprio festanti, onusti (che parolona, eh, si vede che lo scrivente è l’aureato!) delle cartelle colme di libri, quaderni, diari e astucci, in tempi più recenti con trolley al seguito formando un autotreno umano. Ai medesimi augurava buon pranzo- molto prima che lo facesse Papa Francesco- al momento di far ritorno tra le care mura domestiche. Parimenti rivolgeva il buon viaggio ai passeggeri dei treni espressi, rapidi, pendolini, freccerosse e itali vari che transitavano sulla strada ferrata antistante, mentre ai meno fortunati ed elitari frequentatori dei convogli locali inviava idealmente un incitamento a resistere in quei carri bestiame. Sometimes lasciava in munifico dono una bella pigna sull’imperiale di qualche utilitaria parcheggiata al di sotto i suoi rami lasciandovi duraturo ricordo almeno fino al l’intervento di un carrozziere. Tutti questi ricordi che andranno persi come lacrime nella pioggia (citazionissima da fazzoletti) sono ormai finiti in questa triste mattina di un 18 gennaio di bruma invernale perchè il caro Pino di Settebagni, divenuto icona del luogo al pari di quello più celebre delle cartoline col Vesuvio e il Golfo di Napoli, è stato tagliato, asseritamente per motivi di sicurezza. È una di quelle notizie che lasciano abbattuti, con un senso di sradicamento, un po’ come quando al lavoro tagliano il tuo ramo d’azienda e vieni segato, magari con l’accusa di avere le pigne in testa anche se avevi mangiato la foglia. Addio, caro Pino di Settebagni. (Sgrat sgrat sgrat).

Alessandro Pino

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Rapine alle vecchiette tra il Terzo e Secondo Municipio: un arresto- di Alessandro Pino

18 Gen

[ROMA] È stato arrestato dalla Polizia ieri pomeriggio un venticinquenne italiano di origini brasiliane, pluripregiudicato e tossicodipendente che viene ritenuto dagli investigatori l’autore di numerose violente rapine ai danni di anziani e furti che hanno seminato il terrore negli scorsi mesi fra i quartieri del Terzo e Secondo Municipio.
Il malvivente rapinava le vittime specialmente di catenine d’oro quando si trovavano da sole anche scaraventandole a terra, lasciandole terrorizzate e sotto shock. In un’occasione il delinquente era riuscito a fuggire saltando i tornelli della stazione Libia della metropolitana B1 e salendo su un treno al volo mentre gli agenti lo inseguivano, come vedete nel fotogramma della Questura di Roma. Nemmeno chiese e oratori venivano risparmiati dalle incursioni del criminale che dopo aver forzato le porte d’ingresso devastava i locali anche solo per derubare l’incasso e i prodotti dei distributori di merendine dopo averli letteralmente distrutti. In tutto questo aveva lasciato numerose tracce rilevate dalla Polizia Scientifica. Il giovinastro si trova attualmente a Regina Coeli.
Alessandro Pino

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Perde il portafogli, lo ritrovano gli agenti ma dentro c’era droga- di Alessandro Pino

17 Gen

[ROMA] Aveva perso il portafogli nei pressi della scalinata di Trinità dei Monti ma per sua fortuna lo hanno ritrovato gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale. La fortuna del proprietario, un ventiseienne del quartiere Trieste, è però finita quando nello stesso portafogli gli agenti hanno trovato una bustina di cellophane con alcune dosi di cocaina. Risaliti all’identità del possessore, si sono recati a casa sua, trovando altra droga, bilancini di precisione e denaro presumibilmente provento dello spaccio. Per questo il giovane, con precedenti per
uso di sostanze stupefacenti, spaccio e guida in stato di ebbrezza, è stato denunciato.

Alessandro Pino

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Terrore sul filobus 90: si sgancia in marcia la piattaforma centrale- di Alessandro Pino

14 Gen

[ROMA] Grande spavento per i passeggeri di un filobus della linea 90 nel tardo pomeriggio del 14 gennaio a causa di un guasto occorso alla vettura, riferito da chi c’era come di tale gravità che sembra un miracolo se nessuno si sia fatto male. A quanto affermato da una passeggera, sembrerebbe che il veicolo snodato provenendo dal centro stesse transitando in direzione Monte Sacro all’altezza della Batteria Nomentana quando si è sentito un tonfo. Poco dopo la piattaforma girevole che collega le due sezioni del mezzo si sarebbe sganciata strisciando sull’asfalto e tranciando alcuni tubi dai quali sarebbe fuoriuscito un liquido di colore rossastro. Subito dopo – è stato ancora riferito dalla passeggera – l’autista è riuscito a fermare la corsa e a far scendere i passeggeri spaventatissimi. Fortunatamente però nessuna delle poche persone a bordo era in piedi sulla parte di pavimento collassato. A quanto riferito, la vettura incidentata dovrebbe essere di recente immissione in servizio.
Alessandro Pino

(si ringrazia per la foto l’associazione TrasportiAmo)

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Porta di Roma: preso con la macchina piena di merce rubata- di Alessandro Pino

14 Gen

[ROMA] Tagliava con le forbici le placche antitaccheggio dai prodotti appena rubati nei negozi, accumulandoli poi nella sua macchina. Per questo un trentacinquenne tunisino è stato denunciato dalla Polizia dopo essere stato pizzicato nel parcheggio della Galleria Commerciale Porta di Roma. I poliziotti si erano insospettiti vedendo l’uomo che guidando trafficava con le forbici su un paio di pantaloni e lo hanno fermato. Nella macchina hanno trovato placche antitaccheggio completamente danneggiate, valige piene di capi d’abbigliamento di varie marche e auricolari per smartphone. La macchina e la merce trovata sono stati sequestrati.

Alessandro Pino

(foto Questura di Roma)

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Val Melaina: un arresto per droga- di Alessandro Pino

12 Gen

[ROMA] Un trentacinquenne romano è stato arrestato nelle scorse ore per droga dalla Polizia in via di Val Melaina: una pattuglia del Reparto Volanti lo aveva fermato per un controllo. Addosso gli sono state trovate diverse dosi di cocaina e hashish ed è finito quindi in manette.
Alessandro Pino

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Furti in sequenza tra Conca d’Oro e Monte Sacro: un arresto- di Alessandro Pino

10 Gen

[ROMA] È stato arrestato a Monte Sacro nelle scorse ore dalla Polizia un romano di 42 anni che dopo aver rubato in un esercizio commerciale di via Valsesia (zona Conca d’Oro) si era spostato in via Monte Bianco dove stava cercando di scassinare un ristorante. Il malvivente, riconosciuto dal piumino rosso che indossava descritto nella segnalazione ricevuta dal 112, è stato bloccato grazie alle indicazioni di un cittadino che lo aveva visto mentre armeggiava con un piede di porco sull’entrata del ristorante . A suo carico sono emersi precedenti di polizia ed è risultato essere già destinatario di un avviso orale.
Alessandro Pino

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Cagnolino vaga disperato sull’autostrada: salvato dalla Polizia- di Alessandro Pino

8 Gen

[ROMA] Vagava disperato e ferito a una zampina sul tronchetto autostradale di arrivo della A24 dopo essere fuggito dal suo giardino ed essersi perso. Un cagnolino di razza bolognese avrebbe fatto sicuramente una brutta fine se non fosse transitata una pattuglia della Polizia. Gli agenti appena hanno visto il piccolo bambino peloso hanno bloccato il traffico riuscendo così a raggiungerlo. Dopodiché
lo hanno portato in un centro veterinario e facendo leggere il microchip sono risaliti alla padrona che subito è corsa a riabbracciare il cagnolino di nome Charlie.

Alessandro Pino

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Entra in scena Sara Margherita: lo spettacolo inizia!

6 Gen

[di Alessandro Pino] In un panorama socialmediatico inflazionato fino alla saturazione da fuffa fritta, popolato di finte soubrette e influencer di non si sa chi, tutte sgomitanti per conquistare una effimera notorietà sia pure in una televisione di quartiere, ebbene in tale desolante quadro è stato quasi un sollievo imbattersi in una performer- questa è la definizione che preferisce- conosciuta da un pubblico via via più vasto come Sara Margherita, che può vantare una solida preparazione e una presenza a livello professionale su piani non sempre contigui come la danza classica e moderna, il canto, la recitazione, la scrittura e che nonostante la giovane età ha già accostato il suo nome a vario titolo con quello di mostri sacri come Micha e Marina Van Hoecke, Marika Bezobrazova del teatro Bolshoi, Lindsay Kemp, Paolo Poli, Andrea Bocelli, Franco Miseria, Mogol. Sara Margherita comincia a raccontarsi: «Mi definisco toscana perché abito a Livorno ma sono quasi laureata in Comunicazione e Spettacolo a Pisa, ho studiato a Pisa con l’Accademia di Montecarlo di danza Princess Grace, ho studiato a Livorno con Marina Van Hoecke, a Firenze col Balletto di Toscana, a Prato con l’Accademia di Franco Miseria, mentre il maestro Maurizio Zapatini mi fa da padre musicale». L’inizio non avviene per caso: «Ho iniziato i miei studi artistici a nove anni con la danza ma volevo farlo prima, a spingermi nella carriera di ballerina fu mia madre. La mia famiglia veniva da Roma e mi avevano proposto di entrare nell’Accademia Nazionale di Danza a Roma; io volevo fare danza moderna ma a casa dissero di no perché avrei dovuto fare prima danza classica e avevano ragione perché è la base di tutto». Un pizzico di combinazione però non guasta: «A pochi metri da casa mia c’era una scuola di danza, l’Atelier Delle Arti, dove insegnava una coreografa molto famosa a livello europeo, Marina Van Hoecke, sorella gemella di Micha Van Hoecke, coreografo che ha lavorato con Roland Petit, Maurice Bejart». L’impegno di Sara – «ero stakanovista» – fu notato dalla Van Hoecke che nonostante avesse ritenuto Sara troppo giovane per iniziare subito a studiare nel suo corso di livello professionistico alla fine la prese con sè, unica bambina tra tutte le allieve, rimanendo con lei fino alla scomparsa avvenuta nel 2010 quando Sara aveva sedici anni. «A dodici anni volli provare a entrare in alcune accademie, facendo audizioni positive a Torino col Teatro Nuovo, all’Accademia Ucraina di Milano, all’Accademia Hertel di Firenze. Però decisi di rimanere con Marina a Livorno perché mi dicevano che lei era più professionale di tutti. Quando venne a mancare fu una mazzata a livello umano e psicologico perché per me era un punto di riferimento specialmente perché lei voleva che io compiuti diciotto anni andassi su sua raccomandazione all’Accademia di Rotterdam per studiare contemporanea. Dopo la scuola trascorrevo tre ore al giorno con lei». In qualche modo Sara andò comunque avanti: «Il fratello di Marina andò a dirigere il corpo di ballo dell’Opera di Roma e noi allieve rimanemmo abbandonate, poi però tornò per un breve periodo a Livorno e io entrai come stagista all’Accademia di Danza Europea nell’ensemble di Micha e lì presi un brevetto come coreografa. Realizzai una coreografia di Micha, un “Omaggio a Pulcinella” che trovate su Youtube. Dopo questo mi diplomai insegnante di danza e iniziai a insegnare danza classica a ventun anni e movimento e arte scenica nei laboratori di teatro a Pietrasanta , al Teatro della Brigata di Livorno, a Empoli».
Quello nella danza è stato senz’altro un percorso impegnativo, affrontato con ostinata dedizione, in cui però c’è spazio anche per sorridere ricordando episodi come quell’audizione in cui una quindicina di candidate che fino a un momento prima avevano mostrato boria e spocchia cominciarono a cadere rovinosamente mentre tentavano di stare sulle punte dopo aver erroneamente cosparso le scarpette con il borotalco che “qualcuno” aveva lasciato vicino alla pece che avrebbero dovuto invece usare.

Nel frattempo però era iniziato anche il percorso di Sara Margherita nel mondo del canto, anche lì in una modalità che sembra dettata dal destino: «Ero in prima media e la prof di musica era in contatto con il Teatro Goldoni che chiedeva alle scuole degli allievi per le audizioni; io la sostenni eseguendo una canzone partigiana e mi presero al coro con i soprani delle voci bianche e poi nel coro giovanile. Da li iniziai una serie di spettacoli con Andrea Bocelli, Elisa, l’Orchestra della Toscana, ci furono collaborazioni con Micha Van Hoecke, Lindsay Kemp, Paolo Poli, facendo un sacco di spettacoli anche in trasferta con pezzi di compositori come Mozart, Schubert, Chopin, Orff, Britten, Mascagni. In “Didone ed Enea” di Purcell ho interpretato la strega».
Quasi vivendo più vite in una, Sara- che nel frattempo aveva cominciato il liceo- negli stessi anni iniziò anche un percorso nel musical legato ad artisti vicini al Teatro Sistina: «Andai a Roma avendo esperienze positive sia nel canto che nella danza, mi ritrovai con Fabrizio Angelini, Francesco e Giovanni Maria Lori. Iniziai a studiare il musical come va fatto inclusi tip tap e recitazione, girando tutta Italia e avendo anche il mio primo approccio all’insegnamento».
L’esperienza dei musical fu interrotta per un periodo, durante il quale finito il liceo Sara entrò come borsista alla scuola del Balletto di Toscana trascorrendovi due anni e iniziò a studiare canto privatamente con Lucia Mazzei della Accademia di Fiesole «perché mi serviva un inquadramento vocale da solista». Poi, subendo anche una serie di infortuni anche gravi, iniziò una importante esperienza artistica con Franco Miseria, il coreografo della trasmissione Rai “Fantastico” allievo di Don Lurio che ha diretto Celentano, scopritore di Heather Parisi e di Lorella Cuccarini: «Entrai nel suo laboratorio all’Accademia di perfezionamento al Teatro Politema di Prato. Con Franco Miseria ho fatto due spettacoli in tournee, “ All you need is love” e “La canzone va a teatro” . Nel primo recitavo e ballavo, nel secondo cantavo anche». L’accademia era curata da artisti tra cui Ranko Yokoyama che ha fatto anche Broadway , Emiliana Perina Alessandro Campone, Stefano Simmaco , Ilaria Cristini, Sandra Garullieri. «Fu una delle mie esperienze migliori anche a livello umano, Franco ci faceva da supervisore e regista degli spettacoli, fu come rivivere l’atmosfera che si respirava da Marina, soltanto che era più completa perché c’era anche la parte canora e recitativa». A questo percorso artistico di altissimo livello si è integrato negli anni anche l’elemento della scrittura, iniziato anch’esso molto presto: «Già la mia maestra mandava di nascosto i miei testi ai concorsi e ogni tanto mi ritrovavo con penne e medaglie non sapendo nemmeno di aver partecipato; mi piace riscrivere i testi di canzoni in chiave comica. Poi nel 2017 ho partecipato a un concorso con il Cet, la scuola autori del maestro Mogol, in seguito al quale un mio testo per canzone è stato pubblicato in un volume e ho ricevuto un attestato di merito firmato da lui». Oltre a questo ci sono stati altri stage , premi e borse di studio, al Teatro Verdi di Pisa ha realizzato un video con Arturo Cannistrà. «Per il futuro sto per pubblicare un pezzo fatto con un mio amico producer e poi sto iniziando a scrivere degli spettacoli». Tornando alla danza, un tema che ricorre periodicamente è quello della anoressia indotta nelle giovani allieve. Ecco il parere di Sara Margherita: «Sentirsi dire a dieci anni che sei grassa non è bene per l’autostima. I problemi di peso non si hanno tanto perché l’insegnante fa pressione ma perché ci sono dei discorsi stupidi che viaggiano tra le ragazze e ragazzi, con consigli alimentari folli. Magari tolgono tutti i carboidrati, non mangiano carne, non prendono Sali minerali, a lungo andare ti danneggia la salute». Infine un consiglio a quei genitori che vogliano indirizzare le figlie verso il mondo della danza: «È giusto iniziare danza da giovani se si vuole farla a livello professionale, io sono stata fortunata ad avere Marina nella mia città ma spesso i ragazzini di undici, tredici anni sono costretti a vivere fuori sede per frequentare una accademia. È bene che un genitore, se può, segua il figlio che viene preso in una accademia perché specie in età adolescenziale l’insegnante diventa un punto di riferimento e spesso è un punto di riferimento pessimo perché non è preparato o è umanamente inadeguato a formare un ragazzo a livello umano, non solo a livello di danza».
Dunque nell’attesa di vedere Sara Margherita giungere alla consacrazione definitiva di una fama generale, non vi rimane che seguirla sul suo canale Youtube.

Alessandro Pino

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Entra in scena Sara Margherita: lo spettacolo inizia!

6 Gen

[di Alessandro Pino] In un panorama socialmediatico inflazionato fino alla saturazione da fuffa fritta, popolato di finte soubrette e influencer di non si sa chi, tutte sgomitanti per conquistare una effimera notorietà sia pure in una televisione di quartiere, ebbene in tale desolante quadro è stato quasi un sollievo imbattersi in una performer- questa è la definizione che preferisce- conosciuta da un pubblico via via più vasto come Sara Margherita, che può vantare una solida preparazione e una presenza a livello professionale su piani non sempre contigui come la danza classica e moderna, il canto, la recitazione, la scrittura e che nonostante la giovane età ha già accostato il suo nome a vario titolo con quello di mostri sacri come Micha e Marina Van Hoecke, Marika Bezobrazova del teatro Bolshoi, Lindsay Kemp, Paolo Poli, Andrea Bocelli, Franco Miseria, Mogol. Sara Margherita comincia a raccontarsi: «Mi definisco toscana perché abito a Livorno ma sono quasi laureata in Comunicazione e Spettacolo a Pisa, ho studiato a Pisa con l’Accademia di Montecarlo di danza Princess Grace, ho studiato a Livorno con Marina Van Hoecke, a Firenze col Balletto di Toscana, a Prato con l’Accademia di Franco Miseria, mentre il maestro Maurizio Zapatini mi fa da padre musicale». L’inizio non avviene per caso: «Ho iniziato i miei studi artistici a nove anni con la danza ma volevo farlo prima, a spingermi nella carriera di ballerina fu mia madre. La mia famiglia veniva da Roma e mi avevano proposto di entrare nell’Accademia Nazionale di Danza a Roma; io volevo fare danza moderna ma a casa dissero di no perché avrei dovuto fare prima danza classica e avevano ragione perché è la base di tutto». Un pizzico di combinazione però non guasta: «A pochi metri da casa mia c’era una scuola di danza, l’Atelier Delle Arti, dove insegnava una coreografa molto famosa a livello europeo, Marina Van Hoecke, sorella gemella di Micha Van Hoecke, coreografo che ha lavorato con Roland Petit, Maurice Bejart». L’impegno di Sara – «ero stakanovista» – fu notato dalla Van Hoecke che nonostante avesse ritenuto Sara troppo giovane per iniziare subito a studiare nel suo corso di livello professionistico alla fine la prese con sè, unica bambina tra tutte le allieve, rimanendo con lei fino alla scomparsa avvenuta nel 2010 quando Sara aveva sedici anni. «A dodici anni volli provare a entrare in alcune accademie, facendo audizioni positive a Torino col Teatro Nuovo, all’Accademia Ucraina di Milano, all’Accademia Hertel di Firenze. Però decisi di rimanere con Marina a Livorno perché mi dicevano che lei era più professionale di tutti. Quando venne a mancare fu una mazzata a livello umano e psicologico perché per me era un punto di riferimento specialmente perché lei voleva che io compiuti diciotto anni andassi su sua raccomandazione all’Accademia di Rotterdam per studiare contemporanea. Dopo la scuola trascorrevo tre ore al giorno con lei». In qualche modo Sara andò comunque avanti: «Il fratello di Marina andò a dirigere il corpo di ballo dell’Opera di Roma e noi allieve rimanemmo abbandonate, poi però tornò per un breve periodo a Livorno e io entrai come stagista all’Accademia di Danza Europea nell’ensemble di Micha e lì presi un brevetto come coreografa. Realizzai una coreografia di Micha, un “Omaggio a Pulcinella” che trovate su Youtube. Dopo questo mi diplomai insegnante di danza e iniziai a insegnare danza classica a ventun anni e movimento e arte scenica nei laboratori di teatro a Pietrasanta , al Teatro della Brigata di Livorno, a Empoli».
Quello nella danza è stato senz’altro un percorso impegnativo, affrontato con ostinata dedizione, in cui però c’è spazio anche per sorridere ricordando episodi come quell’audizione in cui una quindicina di candidate che fino a un momento prima avevano mostrato boria e spocchia cominciarono a cadere rovinosamente mentre tentavano di stare sulle punte dopo aver erroneamente cosparso le scarpette con il borotalco che “qualcuno” aveva lasciato vicino alla pece che avrebbero dovuto invece usare.

Nel frattempo però era iniziato anche il percorso di Sara Margherita nel mondo del canto, anche lì in una modalità che sembra dettata dal destino: «Ero in prima media e la prof di musica era in contatto con il Teatro Goldoni che chiedeva alle scuole degli allievi per le audizioni; io la sostenni eseguendo una canzone partigiana e mi presero al coro con i soprani delle voci bianche e poi nel coro giovanile. Da li iniziai una serie di spettacoli con Andrea Bocelli, Elisa, l’Orchestra della Toscana, ci furono collaborazioni con Micha Van Hoecke, Lindsay Kemp, Paolo Poli, facendo un sacco di spettacoli anche in trasferta con pezzi di compositori come Mozart, Schubert, Chopin, Orff, Britten, Mascagni. In “Didone ed Enea” di Purcell ho interpretato la strega».
Quasi vivendo più vite in una, Sara- che nel frattempo aveva cominciato il liceo- negli stessi anni iniziò anche un percorso nel musical legato ad artisti vicini al Teatro Sistina: «Andai a Roma avendo esperienze positive sia nel canto che nella danza, mi ritrovai con Fabrizio Angelini, Francesco e Giovanni Maria Lori. Iniziai a studiare il musical come va fatto inclusi tip tap e recitazione, girando tutta Italia e avendo anche il mio primo approccio all’insegnamento».
L’esperienza dei musical fu interrotta per un periodo, durante il quale finito il liceo Sara entrò come borsista alla scuola del Balletto di Toscana trascorrendovi due anni e iniziò a studiare canto privatamente con Lucia Mazzei della Accademia di Fiesole «perché mi serviva un inquadramento vocale da solista». Poi, subendo anche una serie di infortuni anche gravi, iniziò una importante esperienza artistica con Franco Miseria, il coreografo della trasmissione Rai “Fantastico” allievo di Don Lurio che ha diretto Celentano, scopritore di Heather Parisi e di Lorella Cuccarini: «Entrai nel suo laboratorio all’Accademia di perfezionamento al Teatro Politema di Prato. Con Franco Miseria ho fatto due spettacoli in tournee, “ All you need is love” e “La canzone va a teatro” . Nel primo recitavo e ballavo, nel secondo cantavo anche». L’accademia era curata da artisti tra cui Ranko Yokoyama che ha fatto anche Broadway , Emiliana Perina Alessandro Campone, Stefano Simmaco , Ilaria Cristini, Sandra Garullieri. «Fu una delle mie esperienze migliori anche a livello umano, Franco ci faceva da supervisore e regista degli spettacoli, fu come rivivere l’atmosfera che si respirava da Marina, soltanto che era più completa perché c’era anche la parte canora e recitativa». A questo percorso artistico di altissimo livello si è integrato negli anni anche l’elemento della scrittura, iniziato anch’esso molto presto: «Già la mia maestra mandava di nascosto i miei testi ai concorsi e ogni tanto mi ritrovavo con penne e medaglie non sapendo nemmeno di aver partecipato; mi piace riscrivere i testi di canzoni in chiave comica. Poi nel 2017 ho partecipato a un concorso con il Cet, la scuola autori del maestro Mogol, in seguito al quale un mio testo per canzone è stato pubblicato in un volume e ho ricevuto un attestato di merito firmato da lui». Oltre a questo ci sono stati altri stage , premi e borse di studio, al Teatro Verdi di Pisa ha realizzato un video con Arturo Cannistrà. «Per il futuro sto per pubblicare un pezzo fatto con un mio amico producer e poi sto iniziando a scrivere degli spettacoli». Tornando alla danza, un tema che ricorre periodicamente è quello della anoressia indotta nelle giovani allieve. Ecco il parere di Sara Margherita: «Sentirsi dire a dieci anni che sei grassa non è bene per l’autostima. I problemi di peso non si hanno tanto perché l’insegnante fa pressione ma perché ci sono dei discorsi stupidi che viaggiano tra le ragazze e ragazzi, con consigli alimentari folli. Magari tolgono tutti i carboidrati, non mangiano carne, non prendono Sali minerali, a lungo andare ti danneggia la salute». Infine un consiglio a quei genitori che vogliano indirizzare le figlie verso il mondo della danza: «È giusto iniziare danza da giovani se si vuole farla a livello professionale, io sono stata fortunata ad avere Marina nella mia città ma spesso i ragazzini di undici, tredici anni sono costretti a vivere fuori sede per frequentare una accademia. È bene che un genitore, se può, segua il figlio che viene preso in una accademia perché specie in età adolescenziale l’insegnante diventa un punto di riferimento e spesso è un punto di riferimento pessimo perché non è preparato o è umanamente inadeguato a formare un ragazzo a livello umano, non solo a livello di danza».
Dunque nell’attesa di vedere Sara Margherita giungere alla consacrazione definitiva di una fama generale, non vi rimane che seguirla sul suo canale Youtube.

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Entra in scena Sara Margherita: lo spettacolo inizia!

6 Gen

[di Alessandro Pino] In un panorama socialmediatico inflazionato fino alla saturazione da fuffa fritta, popolato di finte soubrette e influencer di non si sa chi, tutte sgomitanti per conquistare una effimera notorietà sia pure in una televisione di quartiere, ebbene in tale desolante quadro è stato quasi un sollievo imbattersi in una performer- questa è la definizione che preferisce- conosciuta da un pubblico via via più vasto come Sara Margherita, che può vantare una solida preparazione e una presenza a livello professionale su piani non sempre contigui come la danza classica e moderna, il canto, la recitazione, la scrittura e che nonostante la giovane età ha già accostato il suo nome a vario titolo con quello di mostri sacri come Micha e Marina Van Hoecke, Marika Bezobrazova del teatro Bolshoi, Lindsay Kemp, Paolo Poli, Andrea Bocelli, Franco Miseria, Mogol. Sara Margherita comincia a raccontarsi: «Mi definisco toscana perché abito a Livorno ma sono quasi laureata in Comunicazione e Spettacolo a Pisa, ho studiato a Pisa con l’Accademia di Montecarlo di danza Princess Grace, ho studiato a Livorno con Marina Van Hoecke, a Firenze col Balletto di Toscana, a Prato con l’Accademia di Franco Miseria, mentre il maestro Maurizio Zapatini mi fa da padre musicale». L’inizio non avviene per caso: «Ho iniziato i miei studi artistici a nove anni con la danza ma volevo farlo prima, a spingermi nella carriera di ballerina fu mia madre. La mia famiglia veniva da Roma e mi avevano proposto di entrare nell’Accademia Nazionale di Danza a Roma; io volevo fare danza moderna ma a casa dissero di no perché avrei dovuto fare prima danza classica e avevano ragione perché è la base di tutto». Un pizzico di combinazione però non guasta: «A pochi metri da casa mia c’era una scuola di danza, l’Atelier Delle Arti, dove insegnava una coreografa molto famosa a livello europeo, Marina Van Hoecke, sorella gemella di Micha Van Hoecke, coreografo che ha lavorato con Roland Petit, Maurice Bejart». L’impegno di Sara – «ero stakanovista» – fu notato dalla Van Hoecke che nonostante avesse ritenuto Sara troppo giovane per iniziare subito a studiare nel suo corso di livello professionistico alla fine la prese con sè, unica bambina tra tutte le allieve, rimanendo con lei fino alla scomparsa avvenuta nel 2010 quando Sara aveva sedici anni. «A dodici anni volli provare a entrare in alcune accademie, facendo audizioni positive a Torino col Teatro Nuovo, all’Accademia Ucraina di Milano, all’Accademia Hertel di Firenze. Però decisi di rimanere con Marina a Livorno perché mi dicevano che lei era più professionale di tutti. Quando venne a mancare fu una mazzata a livello umano e psicologico perché per me era un punto di riferimento specialmente perché lei voleva che io compiuti diciotto anni andassi su sua raccomandazione all’Accademia di Rotterdam per studiare contemporanea. Dopo la scuola trascorrevo tre ore al giorno con lei». In qualche modo Sara andò comunque avanti: «Il fratello di Marina andò a dirigere il corpo di ballo dell’Opera di Roma e noi allieve rimanemmo abbandonate, poi però tornò per un breve periodo a Livorno e io entrai come stagista all’Accademia di Danza Europea nell’ensemble di Micha e lì presi un brevetto come coreografa. Realizzai una coreografia di Micha, un “Omaggio a Pulcinella” che trovate su Youtube. Dopo questo mi diplomai insegnante di danza e iniziai a insegnare danza classica a ventun anni e movimento e arte scenica nei laboratori di teatro a Pietrasanta , al Teatro della Brigata di Livorno, a Empoli».
Quello nella danza è stato senz’altro un percorso impegnativo, affrontato con ostinata dedizione, in cui però c’è spazio anche per sorridere ricordando episodi come quell’audizione in cui una quindicina di candidate che fino a un momento prima avevano mostrato boria e spocchia cominciarono a cadere rovinosamente mentre tentavano di stare sulle punte dopo aver erroneamente cosparso le scarpette con il borotalco che “qualcuno” aveva lasciato vicino alla pece che avrebbero dovuto invece usare.

Nel frattempo però era iniziato anche il percorso di Sara Margherita nel mondo del canto, anche lì in una modalità che sembra dettata dal destino: «Ero in prima media e la prof di musica era in contatto con il Teatro Goldoni che chiedeva alle scuole degli allievi per le audizioni; io la sostenni eseguendo una canzone partigiana e mi presero al coro con i soprani delle voci bianche e poi nel coro giovanile. Da li iniziai una serie di spettacoli con Andrea Bocelli, Elisa, l’Orchestra della Toscana, ci furono collaborazioni con Micha Van Hoecke, Lindsay Kemp, Paolo Poli, facendo un sacco di spettacoli anche in trasferta con pezzi di compositori come Mozart, Schubert, Chopin, Orff, Britten, Mascagni. In “Didone ed Enea” di Purcell ho interpretato la strega».
Quasi vivendo più vite in una, Sara- che nel frattempo aveva cominciato il liceo- negli stessi anni iniziò anche un percorso nel musical legato ad artisti vicini al Teatro Sistina: «Andai a Roma avendo esperienze positive sia nel canto che nella danza, mi ritrovai con Fabrizio Angelini, Francesco e Giovanni Maria Lori. Iniziai a studiare il musical come va fatto inclusi tip tap e recitazione, girando tutta Italia e avendo anche il mio primo approccio all’insegnamento».
L’esperienza dei musical fu interrotta per un periodo, durante il quale finito il liceo Sara entrò come borsista alla scuola del Balletto di Toscana trascorrendovi due anni e iniziò a studiare canto privatamente con Lucia Mazzei della Accademia di Fiesole «perché mi serviva un inquadramento vocale da solista». Poi, subendo anche una serie di infortuni anche gravi, iniziò una importante esperienza artistica con Franco Miseria, il coreografo della trasmissione Rai “Fantastico” allievo di Don Lurio che ha diretto Celentano, scopritore di Heather Parisi e di Lorella Cuccarini: «Entrai nel suo laboratorio all’Accademia di perfezionamento al Teatro Politema di Prato. Con Franco Miseria ho fatto due spettacoli in tournee, “ All you need is love” e “La canzone va a teatro” . Nel primo recitavo e ballavo, nel secondo cantavo anche». L’accademia era curata da artisti tra cui Ranko Yokoyama che ha fatto anche Broadway , Emiliana Perina Alessandro Campone, Stefano Simmaco , Ilaria Cristini, Sandra Garullieri. «Fu una delle mie esperienze migliori anche a livello umano, Franco ci faceva da supervisore e regista degli spettacoli, fu come rivivere l’atmosfera che si respirava da Marina, soltanto che era più completa perché c’era anche la parte canora e recitativa». A questo percorso artistico di altissimo livello si è integrato negli anni anche l’elemento della scrittura, iniziato anch’esso molto presto: «Già la mia maestra mandava di nascosto i miei testi ai concorsi e ogni tanto mi ritrovavo con penne e medaglie non sapendo nemmeno di aver partecipato; mi piace riscrivere i testi di canzoni in chiave comica. Poi nel 2017 ho partecipato a un concorso con il Cet, la scuola autori del maestro Mogol, in seguito al quale un mio testo per canzone è stato pubblicato in un volume e ho ricevuto un attestato di merito firmato da lui». Oltre a questo ci sono stati altri stage , premi e borse di studio, al Teatro Verdi di Pisa ha realizzato un video con Arturo Cannistrà. «Per il futuro sto per pubblicare un pezzo fatto con un mio amico producer e poi sto iniziando a scrivere degli spettacoli». Tornando alla danza, un tema che ricorre periodicamente è quello della anoressia indotta nelle giovani allieve. Ecco il parere di Sara Margherita: «Sentirsi dire a dieci anni che sei grassa non è bene per l’autostima. I problemi di peso non si hanno tanto perché l’insegnante fa pressione ma perché ci sono dei discorsi stupidi che viaggiano tra le ragazze e ragazzi, con consigli alimentari folli. Magari tolgono tutti i carboidrati, non mangiano carne, non prendono Sali minerali, a lungo andare ti danneggia la salute». Infine un consiglio a quei genitori che vogliano indirizzare le figlie verso il mondo della danza: «È giusto iniziare danza da giovani se si vuole farla a livello professionale, io sono stata fortunata ad avere Marina nella mia città ma spesso i ragazzini di undici, tredici anni sono costretti a vivere fuori sede per frequentare una accademia. È bene che un genitore, se può, segua il figlio che viene preso in una accademia perché specie in età adolescenziale l’insegnante diventa un punto di riferimento e spesso è un punto di riferimento pessimo perché non è preparato o è umanamente inadeguato a formare un ragazzo a livello umano, non solo a livello di danza».
Dunque nell’attesa di vedere Sara Margherita giungere alla consacrazione definitiva di una fama generale, non vi rimane che seguirla sul suo canale Youtube.

Alessandro Pino

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Piazza Sabazio: ladro di appartamenti arrestato- di Alessandro Pino

5 Gen

[ROMA] Un sessantunenne romano con diversi precedenti di polizia è stato arrestato in piazza Sabazio – quartiere Trieste- dopo essere stato pizzicato dalla Polizia con un set di arnesi da scasso, 400 monete in argento e bronzo e una collezione di francobolli. Il criminale si trovava con due borsoni in mano fuori un appartamento che aveva appena svaligiato. Gli agenti erano stati avvisati attraverso il 112 dalla domestica dei proprietari dell’appartamento, insospettita dai rumori.
L’uomo ha provato a scappare ma è stato bloccato dagli agenti dopo un breve inseguimento: oltre alla refurtiva gli sono stati trovati guanti da lavoro, una torcia elettrica, un cannello da fiamma ossidrica e una bombola di gas utilizzati per aprire la cassaforte a muro all’interno dell’abitazione.
Alessandro Pino

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Star Wars: L’ascesa di Skywalker – la stroncatura di Alessandro Pino

31 Dic

[ATTENZIONE: SPOILER] È un dilemma trovare il modo per iniziare la recensione di “Star Wars: L’ascesa di Skywalker”, ultima pellicola – diretta da J. J. Abrams – di una saga di fantascienza cominciata nel remoto 1977 con “Guerre Stellari”, della quale sembra sia il capitolo conclusivo almeno per quanto riguarda il filone della vicenda originaria (essendosene aggiunti nel tempo altri collaterali più o meno ufficiali anche sotto forma di cartoni animati, libri e strisce a fumetti unitamente alle realizzazioni in video sempre più sofisticate di estimatori della serie). È un dilemma perché il film stesso, specialmente nel primo tempo, ha il gusto di un polpettone insipido senza capo né coda anche per chi ha seguito le vicende precedenti, zavorrato com’è di scene con visioni oniriche, salti nell’iperspazio che sembra un apparato digerente, il tutto disseminato qua e là da fastidiosi siparietti di battutine da telefilm Disney per teen ager, immancabili da quando il colosso multimediale americano ha preso in mano la gestione del complesso. Il secondo tempo sembra più lineare e con la definitiva sconfitta dell’Imperatore (personaggio fin a ora creduto defunto ne “Il ritorno dello Jedi” del 1983) chiude il cerchio, come detto, della linea originaria e principale di vicende. Per il resto è il consueto assortimento di inseguimenti tra astronavi, duelli alla spada laser, sparatorie ugualmente laser tra ribelli pezzenti e truppe elitarie (queste ultime con il trascorrere del tempo e dei film sempre più multietniche e all’insegna della parità di genere). In definitiva se i fan della saga non lo perderanno comunque, tutti gli altri specialmente se non edotti sulle vicende potranno tranquillamente fare a meno di vederlo e restare a casa per una tombolata in famiglia.

Alessandro Pino

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Villa Ada: preso con il kit da ladro nel fodero di una racchetta- di Alessandro Pino

29 Dic

[ROMA] Un venticinquenne albanese è stato arrestato nelle scorse ore dai Carabinieri con l’accusa di tentato furto in una abitazione in via di Villa Ada: i militari si erano insospettiti notandolo nel giardino di un’abitazione situata al piano terra di uno stabile, bloccandolo davanti la porta d’ingresso. Dalla perquisizione del malvivente è saltata fuori una attrezzatura da scasso completa di piede di porco, tronchese, passamontagna, corda, guanti, chiavi e grimaldelli, nascosta nel fodero di una racchetta da tennis. Il ladro è stato portato in caserma in attesa del rito direttissimo.
Alessandro Pino

(foto Comando Provinciale Carabinieri Roma)

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Nuovo Salario: a quindici anni smura una cassaforte- di Alessandro Pino

27 Dic

A quindici anni aveva già la capacità di sradicare una cassaforte dal muro: un ragazzo bosniaco è stato bloccato la sera della vigilia di Natale dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, subito dopo aver smurato la cassaforte in un appartamento di via Giulio Rubini, zona Nuovo Salario. Nella cassaforte c’erano oggetti di valore e i militari l’hanno restituita al proprietario dell’appartamento, in quel momento in vacanza fuori città. Gli arnesi da scasso sono stati sequestrati e il ladro è stato portato presso il centro di prima accoglienza per i minori.

Alessandro Pino

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Conca d’Oro: a Natale picchia la moglie, arrestato- di Alessandro Pino

26 Dic

[ROMA] Subire violenze domestiche e maltrattamenti in famiglia proprio a Natale: è quanto accaduto alla moglie di un trentacinquenne del Bangladesh arrestato ieri in zona Conca d’Oro da agenti del Reparto Volanti. Il marito manesco verso mezzogiorno ha cominciato a litigare con la donna per motivi di gelosia aggredendola con un tubo di gomma per poi minacciare di morte i figli se lei avesse chiamato la Polizia. La vittima è comunque riuscita a chiedere aiuto e le pattuglie intervenute hanno bloccato l’aggressore ancora agitato e hanno poi soccorso la donna e i figli.
Alessandro Pino

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Quando la Festa finisce a schifìo: perché salta il tappo della rabbia – di Alessandro Pino

25 Dic

Perché le ricorrenze e le feste possono scatenare manifestazioni eclatanti di frustrazione, con scoppi di rabbia incontrollata e liti furiose in casa o al lavoro proprio in momenti che dovrebbero essere lieti e invece qualcuno sembra scelga appositamente per farsi rodere il lato B? Proviamo a formulare delle ipotesi:
da un lato il Natale e la Pasqua in primis ma anche i compleanni e gli anniversari aggiungono all’usuale e usurante susseguirsi quotidiano di incombenze e imprevisti – già di suo magari non governabile agevolmente, vuoi per motivi economici, di salute o altro- una serie di ulteriori impegni, obblighi di fatto (i regali, le riunioni, gli auguri da inviare, gli spostamenti, persone da ospitare) che diventano in pratica delle corvèe caricando ancora di più il fardello di responsabilità extra sulle spalle di ciascuno e il non riuscire a farvi fronte genera nuovo nervosismo. Per alcune categorie lavorative impegnate in ruoli di servizio c’è spesso poi la necessità di coprire comunque dei turni durante quelle giornate o nottate che per gli altri sono di festa: tale circostanza può dare luogo ad altre frustrazioni e risentimenti non solo perché si lavora magari in contesti disagiati quando altri riposano e fanno baldoria ma perché si percepisce di aver subìto un torto se magari il collega ha ottenuto un turno più favorevole o quel giorno semplicemente se ne sta a casa.

Dall’altro lato poi, le scadenze festive costituiscono una sorta di boa temporale, di capolinea intermedio che impone implicitamente la formulazione di bilanci di vita anche professionale e se non sono favorevoli la lancetta può puntare pericolosamente sul rosso.

Alessandro Pino

(educatore e formatore)

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Quando la Festa finisce a schifìo: perché salta il tappo della rabbia – di Alessandro Pino

25 Dic

Perché le ricorrenze e le feste possono scatenare manifestazioni eclatanti di frustrazione, con scoppi di rabbia incontrollata e liti furiose in casa o al lavoro proprio in momenti che dovrebbero essere lieti e invece qualcuno sembra scelga appositamente per farsi rodere il lato B? Proviamo a formulare delle ipotesi:
da un lato il Natale e la Pasqua in primis ma anche i compleanni e gli anniversari aggiungono all’usuale e usurante susseguirsi quotidiano di incombenze e imprevisti – già di suo magari non governabile agevolmente, vuoi per motivi economici, di salute o altro- una serie di ulteriori impegni, obblighi di fatto (i regali, le riunioni, gli auguri da inviare, gli spostamenti, persone da ospitare) che diventano in pratica delle corvèe caricando ancora di più il fardello di responsabilità extra sulle spalle di ciascuno e il non riuscire a farvi fronte genera nuovo nervosismo. Per alcune categorie lavorative impegnate in ruoli di servizio c’è spesso poi la necessità di coprire comunque dei turni durante quelle giornate o nottate che per gli altri sono di festa: tale circostanza può dare luogo ad altre frustrazioni e risentimenti.

Dall’altro lato poi, le scadenze festive costituiscono una sorta di boa temporale, di capolinea intermedio che impone implicitamente la formulazione di bilanci di vita anche professionale e se non sono favorevoli la lancetta può puntare pericolosamente sul rosso.

Alessandro Pino

(educatore e formatore)

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