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Tag Archives: Alfa Romeo
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A Stimigliano con le Alfa Romeo del Club Cuore Sportivo Lazio- di Alessandro Pino

13 Ott

[ROMA] I soci del Club Cuore Sportivo Lazio – sodalizio motoristico tra i più noti del settore che riunisce i possessori di vetture Alfa Romeo di interesse storico – ha organizzato il 13 ottobre un raduno con destinazione Stimigliano, antica cittadina della Sabina. Le vetture del Biscione accolte dai responsabili del Club Maurizio Solazzi e Danilo Cambrini si sono concentrate la domenica mattina nel parcheggio del Centro Commerciale Anagnina: si trattava di modelli appartenenti a decenni diversi, tra cui l’Alfetta protagonista degli anni Settanta, la favolosa Montreal (definita all’epoca della presentazione “massima aspirazione dell’uomo in fatto di automobili”), la prestigiosa 2600 Sprint, alcune Giulia e Giulia Gt, l’Alfa 75 fino ad arrivare alla Giulietta (e a una Mito venuta a conoscere nonne e zie…) dei giorni nostri. Per i partecipanti l’omaggio di una bottiglia doc contenuta in una custodia rigorosamente rosso Alfa. Nell’aria quell’inconfondibile aroma di vapori di super e rivestimenti in similpelle e simillegno anni Settanta. Sempre emozionante il momento della partenza in colonna per raggiungere il Raccordo e l’autostrada in direzione Stimigliano, in un concerto di motori quasi tutti a carburatore, gradevoli anche all’udito, alla faccia dei talebani gretini dell’ambientalismo terroristico e tanto in voga in questi tempi scialbi e che invece dovrebbero prendere esempio da epoche gloriose delle quali le vetture storiche Alfa Romeo sono testimoni assieme a chi le guida.
Alessandro Pino

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Luciano De Crescenzo e gli altri (non) napoletani: riflessioni moleste di Alessandro Pino

20 Lug

Con la scomparsa di Luciano De Crescenzo si è celebrato prevedibilmente il medesimo rituale agiografico riservato ai partenopei divenuti celebri, ennesima puntata della saga col vulcano sullo sfondo del Golfo. E però sarebbe da riflettere una volta per tutte su un elemento comune a questi volti e nomi noti che senz’altro hanno dato lustro alla città specialmente nel caso di artisti che l’hanno immortalata e descritta, ma dalla quale si erano allontanati stabilmente da tempo: questi napoletani giustamente famosi, in realtà a Napoli non ci vivevano e non la vivevano, infatti sono morti altrove. De Crescenzo abitava notoriamente da decenni nella Capitale, con vista sui Fori Imperiali. Inutile offendersi o gridare allo scandalo, il fenomeno è antico e non riguarda solo politici o personaggi dello spettacolo che si potrebbe immaginare legati per motivi professionali ai centri del potere o di produzione televisiva e cinematografica, posto che anche in tal caso la tesi non reggerebbe del tutto, esistendo da decenni le telecomunicazioni e comunque non essendo che la produzione di un film o di uno spettacolo impegni il calendario intero. Proviamo a elencarne alcuni partendo da epoche ormai remote: Totò viveva a Roma come Eduardo De Filippo e il fratello Peppino (ricordato con una targa fuori la sua casa sulla via Nomentana in zona Montesacro – Talenti, nell’attuale Terzo Municipio della Capitale), Massimo Troisi aveva casa ai Parioli e a Ostia, Pino Daniele si era trasferito in Toscana, Riccardo Pazzaglia (lo scrittore e giornalista anche egli arruolato come De Crescenzo nella banda Arbore) intitolò un libro “Partenopeo in esilio”: a Roma, tanto per cambiare. E nel Lazio viveva anche Carlo Pedersoli, il Bud Spencer internazionale.
Venendo ai vivi, lo stesso Renzo Arbore (pugliese cantore di Napoli nel mondo) che contribuì a introdurre De Crescenzo nel mondo del cinema, vive alla Camilluccia. Andando molto indietro nel tempo e cambiando settore, dallo spettacolo all’industria automobilistica, ricordiamo come un altro ingegnere, Nicola Romeo (sì, quello dell’Alfa) nativo della provincia di Napoli, per concludere i suoi giorni scelse una villa sul lago di Como. E allora si ammetta serenamente questo: che chi conosce bene Napoli e la tanto decantata napoletanitá, potendo se ne è fujiuto altrove da tempo, imbonendo un pubblico di sprovveduti con aspetti di colore ormai estinti al vero. Ma ormai per mondarsi dalla malaitalianitá ci si dovrebbe trasferire come minimo a Ginevra.

Alessandro Pino

(Nel fotomontaggio, l’autore dell’articolo con Luciano De Crescenzo)

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Riapre il Museo Storico della Motorizzazione Civile in via Di Settebagni – di Alessandro Pino

16 Giu

[Roma] È stato riaperto il 15 giugno dopo una lunga chiusura il Museo Storico della Motorizzazione Civile, situato al civico 333 della via Di Settebagni. La riapertura, consentita dalla collaborazione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Automotoclub Storico Italiano, nella giornata in questione era ristretta alla stampa e a una élite di membri dei club federati ma prelude a un prossimo ritorno a una piena fruibilità, dedicata specialmente alle scuole. <È un evento che non è un punto di arrivo ma l’inizio di una esperienza> ha commentato infatti l’ingegner Giovanni Lanati, dirigente generale della Motorizzazione Civile. Ha preso poi la parola – davanti a un parterre di soci giunti con le loro auto storiche in un tripudio di blazer blu sociali refrattari alla calura praticamente estiva, chiome cotonate e orologi di gran marca – il presidente dell’Asi, Alberto Scuro: <Abbiamo agito nel rispetto della storia effettuando interventi conservativi, curando la pulizia e la lucidatura> ha dichiarato, aggiungendo successivamente che <stiamo valutando di riaprire dopo l’estate avendo come target le scolaresche>. Significative le parole del professor Gino Scaccia, Capo di Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: <Il tratto che accomuna queste auto è la passione di chi le cura come fossero figlie e con la riapertura stiamo cercando di trasmettere questa passione>. Dopo i discorsi di rito e il taglio del nastro tricolore è stato possibile vedere da vicino i veicoli e i materiali conservati nel Museo: tra questi la Fiat 500 A “Topolino” del 1937, la Fiat 508 “Balilla” del 1934, un camioncino Om “Lupetto” del 1962 sezionato a scopo didattico, l’autocarro Fiat 18 BL del 1914 che durante la Grande Guerra fu guidato in versione ambulanza anche da Ernest Hemingway, il prototipo della granturismo Alfa Romeo Montreal, definita all’epoca della presentazione (1967) “la massima aspirazione dell’uomo in fatto di autovetture”. Si tratta di veicoli che hanno contribuito a scrivere pagine di storia e di vita quotidiana italiane, anche le più drammatiche:

conservata come le immagini dei telegiornali la resero tristemente nota – fori di proiettili sul parabrezza inclusi – c’è la Fiat 130 blu ministeriale della strage di via Fani sulla quale viaggiava Aldo Moro con il caposcorta maresciallo Oreste Leonardi e l’autista, appuntato Domenico Ricci quella mattina di marzo del 1978 quando il leader democristiano fu rapito dai brigatisti rossi e gli uomini della scorta trucidati. In occasione della riapertura, è stata portata nel piazzale antistante il Museo un’altra vettura legata ad Aldo Moro e recentemente ritrovata: la sobria Peugeot 403 giardinetta blu carta da zucchero targata Bari appartenuta alla famiglia dello statista pugliese, a bordo della quale fu ritratto con la moglie Eleonora alla guida. Un rinfresco all’aperto cui si è unito anche l’architetto Valerio Moretti – ultimo superstite tra i soci fondatori dell’Asi e autorevole firma della lettratura di settore – ha concluso la mattinata: prima di andare via un ultimo sguardo al salone espositivo dal quale il pubblico è uscito, sperando che presto torni ad affollarsi. Non appena saranno diffusi gli orari e le date della apertura effettiva seguiranno aggiornamenti.
Alessandro Pino

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Riapre il Museo Storico della Motorizzazione Civile in via Di Settebagni – di Alessandro Pino

16 Giu

[Roma] È stato riaperto il 15 giugno dopo una lunga chiusura il Museo Storico della Motorizzazione Civile, situato al civico 333 della via Di Settebagni. La riapertura, consentita dalla collaborazione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Automotoclub Storico Italiano, nella giornata in questione era ristretta alla stampa e a una élite di membri dei club federati ma prelude a un prossimo ritorno a una piena fruibilità, dedicata specialmente alle scuole. <È un evento che non è un punto di arrivo ma l’inizio di una esperienza> ha commentato infatti l’ingegner Giovanni Lanati, dirigente generale della Motorizzazione Civile. Ha preso poi la parola – davanti a un parterre di soci giunti con le loro auto storiche in un tripudio di blazer blu sociali refrattari alla calura praticamente estiva, chiome cotonate e orologi di gran marca – il presidente dell’Asi, Alberto Scuro: <Abbiamo agito nel rispetto della storia effettuando interventi conservativi, curando la pulizia e la lucidatura> ha dichiarato, aggiungendo successivamente che <stiamo valutando di riaprire dopo l’estate avendo come target le scolaresche>. Significative le parole del professor Gino Scaccia, Capo di Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: <Il tratto che accomuna queste auto è la passione di chi le cura come fossero figlie e con la riapertura stiamo cercando di trasmettere questa passione>. Dopo i discorsi di rito e il taglio del nastro tricolore è stato possibile vedere da vicino i veicoli e i materiali conservati nel Museo: tra questi la Fiat 500 A “Topolino” del 1937, la Fiat 508 “Balilla” del 1934, un camioncino Om “Lupetto” del 1962 sezionato a scopo didattico, l’autocarro Fiat 18 BL del 1914 che durante la Grande Guerra fu guidato in versione ambulanza anche da Ernest Hemingway, il prototipo della granturismo Alfa Romeo Montreal, definita all’epoca della presentazione (1967) “la massima aspirazione dell’uomo in fatto di autovetture”. Si tratta di veicoli che hanno contribuito a scrivere pagine di storia e di vita quotidiana italiane, anche le più drammatiche:
conservata come le immagini dei telegiornali la resero tristemente nota – fori di proiettili sul parabrezza inclusi – c’è la Fiat 130 blu ministeriale della strage di via Fani sulla quale viaggiava Aldo Moro con il caposcorta maresciallo Oreste Leonardi e l’autista, appuntato Domenico Ricci quella mattina di marzo del 1978 quando il leader democristiano fu rapito dai brigatisti rossi e gli uomini della scorta trucidati. In occasione della riapertura, è stata portata nel piazzale antistante il Museo un’altra vettura legata ad Aldo Moro e recentemente ritrovata: la sobria Peugeot 403 giardinetta blu carta da zucchero targata Bari appartenuta alla famiglia dello statista pugliese, a bordo della quale fu ritratto con la moglie Eleonora alla guida. Un rinfresco all’aperto cui si è unito anche l’architetto Valerio Moretti – ultimo superstite tra i soci fondatori dell’Asi e autorevole firma della lettratura di settore – ha concluso la mattinata: prima di andare via un ultimo sguardo al salone espositivo dal quale il pubblico è uscito, sperando che presto torni ad affollarsi.
Alessandro Pino

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Riapre il Museo Storico della Motorizzazione Civile in via Di Settebagni – di Alessandro Pino

16 Giu

[Roma] È stato riaperto il 15 giugno dopo una lunga chiusura il Museo Storico della Motorizzazione Civile, situato al civico 333 della via Di Settebagni. La riapertura, consentita dalla collaborazione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Automotoclub Storico Italiano, nella giornata in questione era ristretta alla stampa e a una élite di membri dei club federati ma prelude a un prossimo ritorno a una piena fruibilità, dedicata specialmente alle scuole. <È un evento che non è un punto di arrivo ma l’inizio di una esperienza> ha commentato infatti l’ingegner Giovanni Lanati, dirigente generale della Motorizzazione Civile. Ha preso poi la parola – davanti a un parterre di soci giunti con le loro auto storiche in un tripudio di blazer blu sociali refrattari alla calura praticamente estiva, chiome cotonate e orologi di gran marca – il presidente dell’Asi, Alberto Scuro: <Abbiamo agito nel rispetto della storia effettuando interventi conservativi, curando la pulizia e la lucidatura> ha dichiarato, aggiungendo successivamente che <stiamo valutando di riaprire dopo l’estate avendo come target le scolaresche>. Significative le parole del professor Gino Scaccia, Capo di Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: <Il tratto che accomuna queste auto è la passione di chi le cura come fossero figlie e con la riapertura stiamo cercando di trasmettere questa passione>. Dopo i discorsi di rito e il taglio del nastro tricolore è stato possibile vedere da vicino i veicoli e i materiali conservati nel Museo: tra questi la Fiat 500 A “Topolino” del 1937, la Fiat 508 “Balilla” del 1934, un camioncino Om “Lupetto” del 1962 sezionato a scopo didattico, l’autocarro Fiat 18 BL del 1914 che durante la Grande Guerra fu guidato in versione ambulanza anche da Ernest Hemingway, il prototipo della granturismo Alfa Romeo Montreal, definita all’epoca della presentazione (1967) “la massima aspirazione dell’uomo in fatto di autovetture”. Si tratta di veicoli che hanno contribuito a scrivere pagine di storia e di vita quotidiana italiane, anche le più drammatiche:
conservata come le immagini dei telegiornali la resero tristemente nota – fori di proiettili sul parabrezza inclusi – c’è la Fiat 130 blu ministeriale della strage di via Fani sulla quale viaggiava Aldo Moro con il caposcorta maresciallo Oreste Leonardi e l’autista, appuntato Domenico Ricci quella mattina di marzo del 1978 quando il leader democristiano fu rapito dai brigatisti rossi e gli uomini della scorta trucidati. In occasione della riapertura, è stata portata nel piazzale antistante il Museo un’altra vettura legata ad Aldo Moro e recentemente ritrovata: la sobria Peugeot 403 giardinetta blu carta da zucchero targata Bari appartenuta alla famiglia dello statista pugliese, a bordo della quale fu ritratto con la moglie Eleonora alla guida. Un rinfresco all’aperto cui si è unito anche l’architetto Valerio Moretti – ultimo superstite tra i soci fondatori dell’Asi e autorevole firma della lettratura di settore – ha concluso la mattinata: prima di andare via un ultimo sguardo al salone espositivo dal quale il pubblico è uscito, sperando che presto torni ad affollarsi.
Alessandro Pino

Anteprima: Formula Alfa a Vallelunga il 9 e 10 settembre – di Alessandro Pino

8 Set

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È in programma all’autodromo di Vallelunga (nei pressi di Roma) il 9 e 10 settembre 2017 un appuntamento che susciterà l’entusiasmo degli appassionati delle belle auto sportive di una volta: “Formula Alfa”, manifestazione ufficiale Alfa Romeo Heritage, che porterà in pista per tutti e due i giorni le vetture storiche della Casa del biscione. Prevista la presenza del celebre pilota  Alessandro Nannini e di Davide Cironi, l’esperto di motori ormai noto agli Youtubers. L’iniziativa è organizzata dalla Scuderia del Portello con il supporto del Club Cuore Sportivo Lazio.
Alessandro Pino

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Appuntamento con le Alfa Romeo storiche il 27 e 28 febbraio al centro commerciale Roma Est – di Alessandro Pino

25 Feb

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Il fine settimana del 27 e 28 febbraio 2016 il centro commerciale Roma Est ospiterà al primo piano alcune Alfa Romeo storiche appartenenti ai membri della sezione Lazio del Club Cuore Sportivo, uno dei più noti sodalizi legati alla Marca del Biscione. I modelli esposti saranno una Giulia verde, una 1750 bianca e un Gt rosso, quasi a formare patriotticamente la bandiera italiana. Non mancherà inoltre la celebre Alfetta. Domenica 28 dalle 16 alle 18 sarà poi ospite dello stand il pilota Gian Luigi Picchi, attivo negli anni Settanta con le Alfa del reparto corse Autodelta, per raccontare al pubblico di appassionati i suoi ricordi di quegli anni ruggenti.
Alessandro Pino

Al Museo dell’Aeronautica con le Alfa Romeo del Club Cuore Sportivo – di Alessandro Pino

18 Mar
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In carovana sul Raccordo

Si avvicina la primavera e aumentano le occasioni per veder circolare – specialmente i fine settimana – tante belle automobili italiane di una volta, oggi purtroppo quasi interamente sostituite da scatoloni e scatolette con gli occhi a mandorla. Tra queste meritano una menzione quelle dei soci laziali del Club Cuore Sportivo, sodalizio affiliato al Registro Italiano Alfa Romeo che lo scorso 15 marzo hanno organizzato un raduno con annessa visita al Museo Storico dell’Aeronautica Militare a Vigna di Valle. Di buon mattino e nonostante la pioggerella – un colpo di coda dell’inverno – una ventina di vetture tra Alfa Romeo di ieri e qualcuna di oggi si è

La Giulia nello specchietto della Giulietta

La Giulia nello specchietto della Giulietta

 concentrata in zona Anagnina, sud est della Capitale: il tempo di qualche convenevole, un caffè e via in colonna verso il lago di Bracciano. Lungo il percorso si aggiungono altri equipaggi e alla fine sono circa trenta le vetture che raggiungono il piazzale del Museo, parcheggiando in riva al lago dando vita a un belvedere che compensa il cielo cupo. Ci sono alcune Giulia (la berlina vista in tanti polizieschi all’italiana anni Settanta), la sua derivata coupè Giulia Gt, una rara “2600” blu ministeriale di

L'arrivo al Museo

L’arrivo al Museo

rappresentanza , due Alfetta, tre Spider (il Duetto guidato da Dustin Hoffman in “Il Laureato”), due berline “1750”, altrettante Alfette di cui una all’apparenza appena uscita dal concessionario e la sua erede Alfa 90, sempre elegante nelle linee tese firmate Bertone. Mancavano però le Alfa 75, modello di cui ricorre quest’anno il trentennale della presentazione e proprio per questo impegnate in un’altra manifestazione. Assieme a loro, alcune Alfa più recenti – come la Giulietta attualmente

Alfa di ieri e di oggi in riva al lago

Alfa di ieri e di oggi in riva al lago

in produzione – e un paio di auto storiche di altre marche. All’ingresso del Museo il gruppo degli alfisti è stato accolto dal maggiore Marco Bovesecco, responsabile della sezione espositiva del Museo e dall’ingegner Paolo Faleroni, capo delle guide: a loro volta sono stati ringraziati per l’ospitalità ricevendo in dono una targa a ricordo della visita e una cornice racchiudente un patriottico componimento in versi composto per l’occasione da uno dei soci. Guidata dall’ingegner Faleroni la comitiva ha completato la visita degli hangar in circa un’ora: a causa di prolungati lavori di

La spiegazione dell'ingegner Faleroni

La spiegazione dell’ingegner Faleroni

manutenzione, purtroppo, non è stato possibile accedere a quella che molti ritengono la parte più interessante del Museo, ospitante gli aerei della seconda guerra mondiale – alcuni equipaggiati proprio con motori Alfa Romeo – e delle epoche successive. Foto di gruppo davanti un biplano Fiat (chissà se ne sono accorti…) e uscita dall’ex scalo per idrovolanti, diretti verso un vicino ristorante dove tra un risotto e una fetta di arrosto è stato proposto un quiz rigorosamente di argomento

Copia dell'aereo dei fratelli Wright

Copia dell’aereo dei fratelli Wright

alfistico contenente domande riservate a dei veri esperti, quelli che sanno dire quanti carburatori aveva la “Giulietta Spider Veloce” o se le borchie delle ruote di una “Gt Junior” fossero le stesse della “Gt 1600”. Anche chi non ha saputo rispondere però ha ricevuto una medaglia realizzata appositamente. Sono ormai le quattro del pomeriggio quando la comitiva esce dal locale – sempre sotto la pioggia – per i saluti con le Alfa Romeo storiche che tornano verso Roma.
Alessandro Pino

 

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Roma Classic Motors: le auto dei nonni tornano alla Fiera di Roma- di Alessandro Pino

23 Gen

Centinaia i veicoli in mostra – festa per i 30 anni dell’ Alfa 75 con il Club Alfa Roma
Le auto e le moto storiche sono tornate in mostra nella Capitale lo scorso 17- 18 gennaio con “Roma Classic Motors”. Con la nuova organizzazione della società Alboino cinque padiglioni della Fiera di Roma hanno ospitato centinaia di modelli siaPINOromaclassicmotorA prestigiosi che popolari – quelli di tutti i giorni insomma – scampati alle rottamazioni dando una testimonianza della vita quotidiana di una volta. Presenti inoltre gli stand di ricambisti e restauratori di meccanica e carrozzeria, per i possessori di un veicolo mancante di qualche parte altrimenti introvabile. Questo proprio in un momento nel quale molte automobili che hanno superato i vent’anni di vita ma non ne hanno ancora compiuti trenta rischiano di finire sotto la pressa a causa del regime fiscale mutato nelle scorse settimane, che ha cancellato le esenzioni dal bollo di cui avevano goduto negli ultimi anni: in uno scenario del genere è chiaro che verranno spinti a disfarsene quei proprietari di auto PINOromaclassicmotorBanziane dallo scarso valore economico ma di potenza ragguardevole che fino a oggi le avevano conservate o acquistate per motivi affettivi o culturali (vetture ereditate o che ricordavano l’infanzia, per esempio) oppure per necessità, non potendo permettersi una vettura nuova e usandole quotidianamente con un impianto a gas risparmiando appunto sulla tassa di proprietà. Tutto ciò ovviamente con una perdita per un settore che – tra manifestazioni, manutenzione e una fiorente editoria specializzata– dava anche una mano all’economia nazionale. Opinione questa condivisa anche dal Club Alfa Roma, sodalizio capitolino composto da circa centotrenta possessori di Alfa Romeo (specialmente quelle tradizionali), PINOromaclassicmotorCpresente a “Roma Classic Motors” con uno stand dedicato interamente alla 75, l’aggressiva berlina a trazione posteriore sempre rimpianta dai cultori del marchio della quale ricorre quest’anno il trentennale della presentazione. Più di dieci gli esemplari di Alfa 75 esposti dai soci di Alfa Roma, diversi per colore, allestimento e motore ma tutti accomunati dalle linee a cuneo firmate da Ermanno Cressoni: un classico senza età del disegno industriale italiano che fa venire ancora più in uggia l’attuale panorama automobilistico, dominato da Suv e monovolume mastodontici, bulbacei e prodotti all’estero.

Alessandro Pino

PINOromaclassimotorD

Intervista video a Lorenzo Ardizio, autore di libri sull’Alfa Romeo – di Alessandro Pino

6 Ago

Servizio video di Alessandro Pino, alfista appassionato da sempre

all’indirizzo del nostro canale youtube: http://www.youtube.com/watch?v=r-mes3qr1Cw

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