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Cento anni di Nino Manfredi: ricordiamolo con “La mazzetta” | di Alessandro Pino

1 Apr

[NAPOLI] Sono trascorsi pochi giorni dal centenario della nascita di Nino Manfredi e vogliamo con modestia celebrarlo anche noi su questo sito ricordandolo in uno dei suoi film a nostro avviso più caratteristici: “La Mazzetta” del 1978 (ma fu girato sotto Natale del 1977) diretto da Sergio Corbucci e in cui assieme all’attore ciociaro recitavano Ugo Tognazzi, Paolo Stoppa, Marisa Laurito, Imma Piro, Pietro De Vico, Gennaro Di Napoli. La musica era firmata da un allora giovanissimo Pino Daniele.

Si tratta di un thriller in salsa napoletana con marcate sfumature da commedia, tratto da un romanzo di Attilio Veraldi e sceneggiato tra gli altri, oltre che dallo scrittore, da Elvio Porta e Luciano De Crescenzo, centrato sulla ricerca da parte di un finto avvocato (Manfredi) delle carte relative a un appalto, .

Per chi è appassionato della ricerca di location cinematografiche, ecco alcune indicazioni, ricavate dal sito specializzato Il Davinotti: la scena della tortura a base di spaghetti con polipetti e nero di seppia, entrata nell’immaginario collettivo e a cui si riferisce l’immagine, fu girata nel ristorante “Transatlantico” al Borgo Marinari di Napoli.

Altre scene furono girate a Fuorigrotta in via Michelangelo da Caravaggio, alcune ad Anzio (spacciata per Formia) mentre in via Della Marcigliana a Roma una residenza usata più volte come location cinematografica fu immaginata come villa sul Monte Faito.

Il bar di fronte a Porta Capuana dove il personaggio di Manfredi (finto avvocato) riceve i clienti esiste ancora anche se l’allestimento interno è molto cambiato.

Per i cultori delle automobli classiche, nel film fa probabilmente la sua primissima apparizione cinematografica l’Alfa Romeo Giulietta “serie 116” (nel romanzo è una Alfetta).
Alessandro Pino

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Quando “Il medico della mutua” di Alberto Sordi aveva lo studio in zona Monte Cervialto- di Alessandro Pino

16 Giu

[ROMA] Sono appena trascorsi cento anni dalla nascita di Alberto Sordi. Fra i tanti ritratti di italiani- non di rado ben poco virtuosi- tratteggiati dal grande attore e regista- non si può fare a meno di citare il medico Guido Tersilli, protagonista de “Il medico della mutua” di Luigi Zampa del 1968, poi riproposto l’anno successivo ne “Il Prof. Dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue”, diretto stavolta da Luciano Salce. Non tutti sanno che una parte del film fu girato nel territorio dell’attuale Terzo Municipio, fra piazza Vimercati, via Cesare Fani e via Monte Cervialto. É infatti in quella zona- allora ultraperiferica e di nuovissima edificazione che il personaggio, giovane medico via via sempre più arrivista, ha lo studio (anzi, due in successione) dove visita un numero crescente di pazienti, raggiungendo ritmi frenetici di lavoro che lo portano al collasso. Ne dá conferma il sito specializzato nella ricerca di location “Il Davinotti“, mostrando fotogrammi della pellicola accostati a immagini recenti riprese con le medesime inquadrature.

Alessandro Pino

In giro per Roma a caccia di location cinematografiche – di Alessandro Pino

6 Ott

PINOlocationromacoppede (pubblicato su http://www.di-roma.com)

Riconoscere luoghi familiari nelle scene di un film magari di parecchi anni or sono, con sorpresa e anche compiacimento, constatandone l’eventuale mutazione nel tempo. Oppure, seguendo un procedimento inverso, cercare di rintracciare dove sia stata girata una certa scena, scoprendo a volte che spesso per ragioni di economia angoli e scorci della Capitale (ma non solo) sono stati spacciati per tutt’altro posto nella finzione. Quanti tra i lettori – oltre a chi scrive – coltivano questo interesse, magari tenendolo per sé ritenendo si tratti di una stravaganza? Ebbene, adesso si può fare outing cinefilo scoprendo di essere in nutrita e qualificata compagnia: in libreria c’è Roma, si gira! 2 libro dedicato alle location cinematografiche capitoline nelle pellicole degli anni Settanta e Ottanta (seguito di un primo volume riservato alle pellicole fino agli anni Sessanta).

via Giovanni Conti

via Giovanni Conti

Il volume edito da Gremese è il naturale sviluppo di un percorso nato in rete con il forum cinefilo «Davinotti.com» a opera di Mauro D’Avino che ne è coautore assieme a Lorenzo Rumori. Grazie al contributo di numerosi e incalliti “cacciatori di location”è stato possibile individuare negli anni (il sito è nato nel 2006) una quantità di ambientazioni che avrebbero richiesto un’enciclopedia invece dell’agile volumetto ora proposto, in cui ne è appunto elencata solo una parte. Tra quelle relative al quadrante nordorientale della città si annoverano i palazzoni a elementi cilindrici di via Giovanni Conti visti in Un sacco bello di Carlo Verdone; l’inquietante complesso residenziale realizzato dallo studio Coppedè agli inizi del Novecento, apparso in svariate pellicole (Inferno di Dario Argento, per citarne una che rende l’idea dell’atmosfera che ispira il luogo); altrettanto lugubre l’orfanotrofio abbandonato di via Bartolomea Capitanio (traversa di via della Marcigliana) visto in La banda del gobbo con Tomas Milian.

via Bartolomea Capitanio (Marcigliana)

via Bartolomea Capitanio (Marcigliana)

Il libro e il sito sono una vera manna per i nostalgici di una Roma ormai scomparsa, disseminata di cabine telefoniche e vespasiani in marmo, percorsa da un parco circolante di produzione quasi esclusivamente nazionale (immancabili la gloriosa Alfetta e gli autobus Lancia Esagamma). I lettori possono divertirsi anche provando a individuare qualche ambientazione finora non “radarizzata” (ovvero confermata con tanto di coordinate geografiche, in gergo davinottiano) e anche una delle firme di questa testata ha voluto fornire il suo contributo segnalando che nella propria abitazione (sita lungo la via Salaria in località Settebagni) fu ambientato un episodio della serie televisiva Uno di noi con protagonista Gioele Dix: menzione d’onore fuori concorso, per così dire, esulando dalla categoria cinematografica.

Alessandro Pino

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