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L’evento “Roma Cura Roma” spostato dal 2 al 9 aprile per maltempo – di Luciana Miocchi

1 Apr
la pagina internet di Roma cura Roma aggiornata con la nuova data di intervento

Il sito di Roma cura Roma è stato aggiornato in contemporanea con la trasmissione del comunicato rilasciato dal Campidoglio alle agenzie stampa ed è una bella novità, rispetto a tutte le volte in cui le pagine istituzionali nel passato, anche recente, venivano revisionate quando ormai era troppo tardi: un piccolo segno di rispetto verso cittadini e associazioni, che con le migliaia di adesioni a ben 438 interventi registrati sul portale di “ROMA CURA ROMA” hanno dimostrato di aver apprezzato il progetto.

La nuova data da tenere a mente è sabato prossimo, sperando che il tempo tenga e anzi, si dimostri benevolo regalando una bella mattinata di cielo sereno e sole splendente.

Infatti, a causa dell’avverso bollettino meteo fornito della Protezione civile di Roma Capitale che prevede per la giornata del 2 aprile – data prevista in origine per l’iniziativa – condizioni di maltempo con venti forti, drastico abbassamento delle temperature e alte probabilità di temporali, l’evento “Roma cura Roma – Tutta mia la città” voluto da Roma Capitale, sotto il coordinamento e l’organizzazione dell’assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, la collaborazione di Legambiente, WWF, Retake, CSV – Good Deeds Day, FAI è stato rimandato a sabato 9 aprile.

vecchia locandina di Roma cura Roma, prima che l’allerta meteo facesse rinviare l’evento

Luciana Miocchi

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Risolta la questione degli esuberi al liceo Nomentano: tutte accolte le domande di iscrizione al primo anno. Polemica in Municipio – di Luciana Miocchi

23 Mar

Ci è voluto tutto l’impegno del Municipio, con il dialogo costante con la Città Metropolitana e l’Ufficio Scolastico Regionale, nonchè la disponibilità della dirigente dell’IC Munari, dott.ssa Eva Pasqualini, che ha acconsentito ad accogliere sette classi del liceo Nomentano – togliendo così dall’imbarazzo un po’ tutte le parti coinvolte nella surreale vicenda verificatasi alla chiusura delle preiscrizioni al primo anno di liceo, qualche settimana fa. In quel frangente, infatti, ci si accorse che circa duecento studenti sarebbero rimasti fuori graduatoria, un po’ troppi rispetto ai numeri che si verificano normalmente e difficili da ricollocare, se non con grande disagio delle famiglie, segno che qualcosa nella programmazione non era andato per il verso giusto. Tanto più che a pagare, come sempre, sarebbero stati i ragazzi provenienti dalle zone più lontane dagli istituti superiori, sempre in fondo a tutte le graduatorie di istituto, colpevoli di non averne uno vicino, considerabile di prossimità con le scuole medie, come Settebagni e Castel Giubileo che per uno strano caso dell’ufficio scolastico provinciale, sono a una distanza media di dieci chilometri e senza collegamenti pubblici agevoli con le superiori del III Municipio. Una situazione a cui l’amministrazione dovrà porre rimedio, prima o poi.

L’impegno preso personalmente dall’assessora municipale alle scuola, nonché vice presidente del Municipio Paola Ilari e dal presidente Paolo Marchionne ha portato, piuttosto che allo smistamento verso altre strutture anche fuori Municipio, a cercare locali alternativi, in modo da non penalizzare le famiglie che avevano optato come prima scelta, per il liceo di via della Bufalotta. Con una nota congiunta Ilari e Marchionne esprimono tutta la loro soddisfazione: t”utte le studentesse e gli studenti, come ci eravamo impegnati a fare fin dall’inizio, saranno iscritti al liceo Nomentano. Ce lo avevano chiesto le famiglie e ragazzi e ragazze, per questo abbiamo quotidianamente interloquito con le altre Istituzioni per individuare esclusivamente nel Municipio III la soluzione migliore che garantisse il reperimento delle aule necessarie, affinché i gli oltre 200 studenti avessero la loro scuola“. Il problema era la quantità di spazio necessaria, infatti proseguono i due “Ci è voluto tempo ma ci siamo riusciti: sono stati effettuati diversi sopralluoghi, non era semplice trovare nelle scuole del territorio spazi così grandi. La scelta della struttura scolastica di via Rina de Liguori dell’I.C. Munari a Vigne Nuove era l’unica ad avere 7 aule e le caratteristiche necessarie a garantire la sicurezza“. All’inizio di giugno cominceranno i lavori di adeguamento, i locali erano destinati in origine a scuola elementare, in modo che tutto sia pronto per l’inizio del nuovo anno scolastico. Presidente e vice Presidente del III Municipio hanno tenuto a precisare che non si tratta di un risultato scontato, in quanto è stato “raggiunto grazie al Sindaco Roberto Gualtieri, al consigliere Daniele Parrucci e ai tecnici che si sono prontamente messi al servizio, ma il più importante ringraziamento va alla Dirigente dell’IC Munari, Eva Pasqualini che ha subito capito l’esigenza e si è messa a completa disposizione“.

Dall’opposizione municipale, i consiglieri di FdI Giordana Petrella e Manuel Bartolomeo sui social si manifestano critici nei confronti della soluzione trovata, proprio per via dell’ubicazione delle aule, prossime a una scuola primaria, anche se concordano che per gli studenti è meglio alle elementari in III piuttosto che sparsi per tutta Roma. Soprattutto, fanno notare che è il secondo anno che viene commesso un errore di valutazione. Questo è un discorso, che andrà affrontato sicuramente, in modo da non doversi trovare nuovamente nella stessa scomoda posizione.

Luciana Miocchi

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Studentessa dell’IC Fidenae vince il concorso “un poster per la pace” – di Eleonora Sandro

11 Mar

Studentessa dell’I.C. Fidenae vince il concorso “Un poster per la pace” di Lions Clubs International: l’opera di Sara Salvemini sarà una mattonella nell’ospedale oncologico di Perugia

Nel mese di novembre 2022, quando ancora la guerra si leggeva solo sui libri di scuola, la classe 2A dell’Istituto Comprensivo Fidenae ha preso parte al concorso “Un poster per la pace” di Lions Clubs International. Il concorso invitava i giovani di età tra gli 11 ed i 13 anni ad esprimere in maniera creativa la propria visione della pace, con il tema esatto del concorso anno 2021-2022 che era “Siamo tutti connessi”.  I disegni fatti dagli studenti sono stati poi appesi sugli alberi del giardino per una mostra visitata dagli alunni delle quinti elementari per il progetto sulla continuità. Gli alberi sono stati scelti proprio perché la natura, come l’umanità,  dovrebbe essere “connessa” sul canale della pace. All’evento hanno partecipato la Dirigente profssa Donatella Dato, l’Assessore alla Scuola dott.ssa Paola Ilari, il Presidente Lions Club Roma Aurelium Dott. Fabio Colletti, la moglie del presidente Cristina Verna Colletti, il Segretario Dott. Francesco Lomonaco, il Cerimoniere Dott. Giuseppe Pastena, la moglie del cerimoniere Sig.ra Giuliana Pastena e i docenti coinvolti nel progetto: prof.ssa Zuleyka Di Mario, prof.ssa Cristina Gabatel, prof. Giuseppe Surace. Tra tutti i bellissimi disegni degli studenti dell’I.C. Fidenae, ognuno pieno di creatività e di contenuti, è emerso quello di Sara Salvemini. La studentessa ha vinto il primo premio del concorso, con il suo disegno premiato al merito, che a breve diventerà una mattonella presso l’ospedale pediatrico oncologico di Perugia. La premiazione avverrà a fine aprile.

Eleonora Sandro

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Storia di improbabili ciclovie con parcheggi acrobatici e traffico prossimamente in tilt. Come una buona idea può diventare pessima se non si verifica sul campo – di Luciana Miocchi

5 Mar

Erano state annunciate nella passata sindacatura e, su via di prati fiscali e in altri punti del municipio III, anche realizzate. Il progetto delle ciclovie sta andando avanti, il dipartimento di Roma Capitale ne ha ora disegnate in via delle isole curzolane e in viale ionio. Allungando le proteste degli utenti. Molti ciclisti non le usano perchè pericolose, a contatto diretto con i parcheggi delle auto e quindi a rischio di impatti improvvisi con gli sportelli aperti inopinatamente. Spesso interrotte da pali, secchioni dell’immondizia e fermate della bus, in alcuni punti di viale ionio lo spostamento degli stalli auto per far posto alla corsia riservata ai cicli ha portato alla riduzione a una sola corsia della strada, con conseguente prevedibile formazione di ingorghi mostruosi, non appena il cantiere sarà terminato. Che i lavori siano stati autorizzati senza i necessari sopralluoghi preventivi allo scopo di correggere le problematiche ? Cosa farà il dipartimento quando si moltiplicheranno le segnalazioni? Qualcuno avrà il coraggio di riparare gli errori di progettazione, a costo di investire ingenti risorse pubbliche?

Luciana Miocchi

Non ci sono ancora macchine parcheggiate negli stalli disegnati in terra. Poi cosa accadrà?
Semaforo di immissione in via Pantelleria. Le macchine sono in fila per svoltare a destra. Per andare dritto bisogna passare sui segni bianchi, ora che ancora si può

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“Klimt. La Secessione e l’Italia” a Palazzo Braschi | di Alessandro Pino

25 Dic

[ROMA] Sta avendo un enorme successo di pubblico la mostra “Klimt. La Secessione e l’Italia” che si terrà fino al 27 marzo 2022 a Palazzo Braschi.

L’esposizione ripercorre le tappe dell’intera parabola artistica di Gustav Klimt, sottolineandone il ruolo di cofondatore della Secessione viennese e indaga sul suo rapporto con l’Italia, narrando dei suoi viaggi e dei suoi successi espositivi.

Klimt e gli artisti della sua cerchia sono rappresentati da oltre duecento opere tra dipinti, disegni, manifesti d’epoca e sculture, prestati eccezionalmente dal Belvedere Museum di Vienna e dalla Klimt Foundation oltre che da collezioni pubbliche e private come la Neue Galerie Graz.

Sono proposte al pubblico opere iconiche di Klimt come la famosissima Giuditta I, Signora in bianco, Amiche I (Le Sorelle) e Amalie Zuckerkandl. Sono stati anche concessi prestiti del tutto eccezionali, come La sposa- che per la prima volta lascia la Klimt Foundation- e Ritratto di Signora.

Fanno da cornice ai grandi lavori del maestro austriaco, contribuendo al racconto del periodo della Secessione viennese, anche dipinti e sculture di artisti quali Josef Hoffman, Koloman Moser, Carl Moll e molti altri.

Esposte anche cartoline autografe che documentano i viaggi in Italia di Klimt, che visitò Trieste, Venezia, Firenze, Pisa, Ravenna coi suoi mosaici bizantini, Roma e il lago di Garda, cui si ispirarono alcuni suoi paesaggi: viaggi importanti per l’evolversi della sua ricerca creativa. Il passaggio di Klimt in Italia determinò anche una forte influenza sugli artisti italiani, come testimoniano le opere in mostra tra cui “Gli Amanti” di Giovanni Prini.

A curare l’illuminazione delle opere in mostra è Francesco Murano, tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte e autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia

Illuminare Klimt, specie quello successivo alla Secessione vuol dire fare i conti con l’oro che brilla nei quadri e in questo caso anche nelle dorature dell’allestimento ideato da BC Progetti. «E’ essenzialmente un problema di equilibrio tra il soggetto e la decorazione che lo circonda, entrambi protagonisti dell’opera di Klimt – spiega Murano – Anche in questo caso sono stati utilizzati dei sagomatori, speciali apparecchi capaci di circoscrivere la luce sull’opera ma sono stati sempre sfocati o sfumati con filtri diffusori per fare in modo che la luce sembrasse emanare dall’opera stessa».

Klimt. La Secessione e l’Italia” è una mostra promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta da Arthemisia che ne cura anche l’organizzazione con Zètema Progetto Cultura in collaborazione con il Belvedere Museum e in cooperazione con Klimt Foundation, a cura di Franz Smola, curatore del Belvedere, Maria Vittoria Marini Clarelli, Sovrintendente Capitolina ai Beni Culturali e Sandra Tretter, vicedirettore della Klimt Foundation di Vienna.

Gli orari di apertura vanno
dal lunedì al venerdì dalle 10 allle 20 mentre sabato e domenica dalle 10 alle 22. Il 27, 28, 29 e 30 dicembre dalle 10 alle 22. Il 31 dicembre dalle 10 alle 14. La biglietteria chiude un’ora prima.
Chiuso il 1 gennaio.

Gli ingressi del Museo di Roma sono in piazza San Pantaleo 10 e piazza Navona, 2.

Alessandro Pino

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Dante, Goethe e altri personaggi magici a spasso nella Stazione Tiburtina | di Alessandro Pino

7 Dic

[ROMA] Chi in questi giorni transita nel pomeriggio alla stazione Tiburtina li avrà senz’altro visti, rimanendone sorpreso: sono i cinque personaggi in costume impegnati in escursioni “girovaghe” lungo i corridoi e le sale dello scalo ferroviario, nell’ambito del festival #InTransito – esperienze creative  che durerà fino al 12 dicembre.

#InTransito è una manifestazione centrata sul tema del viaggio nella sua accezione più completa e quindi i cinque personaggi sono stati scelti in base a questo tema: sono Dante Alighieri, in omaggio ai settecento anni dalla morte del sommo poeta e al grande viaggio della sua Commedia; Johann Wolfgang von Goethe, per approfondire il suo Viaggio In Italia; Nellie Bly, giornalista americana che viaggiò intorno al mondo in 72 giorni e attraversò parte dell’Europa e tutta l’Italia in treno; il Viaggiatore Magico e Charlot, per un ulteriore viaggio e incontro con la fantasia. A interpretarli sono i performer Diana Forlani, Yari Croce, Alessandro Onorati e Diego Migeni.

In una delle foto appaiono all’uscita di un tunnel di cartone: é “Il viaggio circolare della vita”, installazione di Sergio Gotti, artista di fama internazionale con l’allestimento interno offrirà l’interazione con contributi video e audio a cura di Linda Bagalini. Il tunnel va percorso
in un viaggio ideale e all’uscita il visitatore troverà altre sculture, realizzate anch’esse in cartone e a grandezza naturale: un albero, bambini e una figura antropomorfa.
Alessandro Pino

(Foto Gherardo Dino Ruggiero)

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Alla Stazione Tiburtina torna #InTransito, festival sull’esperienza del viaggio | di Alessandro Pino

7 Dic

[ROMA] Alla stazione Tiburtina fino al prossimo 12 dicembre con orario dalle 13 alle 19 è in corso il festival #InTransito – esperienze creative con una ricca serie di attività per stimolare esperienze coinvolgenti, interattive e partecipative sul tema del viaggiare in Italia e in Europa in modo sostenibile, creativo ed inclusivo.

Giunto alla seconda edizione, il festival è prodotto dall’associazione culturale Music Theatre International in collaborazione con Grandi Stazioni Retail e con il supporto del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL
Le attività si svolgeranno nella galleria commerciale al secondo piano della Stazione Tiburtina ma con escursioni “girovaghe” di personaggi in costume, storici e di fantasia, che si muoveranno negli altri spazi della stazione.

Focus geografico di questa seconda edizione sono l’Italia e l’Europa ma il pubblico sarà condotto anche attraverso altre dimensioni del viaggio, inteso come percorso umano interiore, esperienza creativa e rigenerante della mente e del corpo, delle nostre capacità relazionali, della sensibilità e affettività di ognuno di noi.

Oltre alla dimensione dello spazio, la progettualità creativa terrà in considerazione anche quella del tempo con “il viaggio circolare della vita”, installazione di Sergio Gotti, artista di fama internazionale. La “capsula del tempo”, già proposta nella prima edizione, verrà reinventata con una installazione originale e appositamente realizzata: un tunnel in cartone da percorrere in un viaggio ideale (l’allestimento interno offrirà l’interazione con contributi video e audio a cura di Linda Bagalini). All’uscita del tunnel il visitatore troverà altre sculture, realizzate anch’esse in cartone e a grandezza naturale: un albero, bambini e una figura antropomorfa. L’opera vuole rappresentare il viaggio della vita e il legame con la Madre Terra da cui gli alberi, con le loro radici, attingono l’energia vitale che alimenta e sostiene le altre forme di vita.

LE ESCURSIONI GIROVAGHE Nella galleria commerciale e in altri spazi della Stazione Tiburtina si animeranno, in orari definiti, escursioni “girovaghe” di cinque personaggi in costume: Dante Alighieri, in omaggio ai settecento anni dalla morte del sommo poeta e al grande viaggio della sua Commedia; Johann Wolfgang von Goethe, per approfondire il suo Viaggio In Italia; Nellie Bly, giornalista americana che viaggiò intorno al mondo in 72 giorni e attraversò parte dell’Europa e tutta l’Italia in treno; il Viaggiatore Magico e Charlot, per un ulteriore viaggio e incontro con la fantasia. I personaggi saranno affidati all’interpretazione dei performer Diana Forlani, Yari Croce, Alessandro Onorati e Diego Migeni.

I LABORATORI PER BAMBINI E IL CINEFORUM Dopo il grande successo riscosso nella prima edizione tornano i laboratori per bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni- a cura di Aziza Essalek e Gherardo Dino Ruggiero- articolati in quattro incontri nei quali imparare a conoscere in modo creativo e intuitivo l’Italia e l’Europa. Sarà anche predisposto ogni giorno un piccolo cineforum per guardare insieme i video dei “7 Viaggi nella creatività – Inconsupertrafra”, progetto promosso dal Comune di Roma – Assessorato e Dipartimento alle Politiche Educative e Scolastiche, l’ETI e il Palaexpo, per la direzione artistica di Maddalena Fallucchi: sette videointerviste inedite registrate dal vivo al Teatro Valle di Roma nel 2005. Ogni giorno in orari definiti sarà proiettata una videointervista diversa che consentirà al pubblico di incontrare e approfondire il “viaggio” creativo di sette famosi artisti italiani: Omar Galliani (arti figurative), Nicola Piovani (musica), Marco Lodoli (scrittura), Maddalena Crippa (teatro), Mario Sasso (video arte), Mimmo Calopresti (cinema), Carla Fracci (danza). Si tratta di un amarcord che #InTransito propone quale omaggio a questi artisti e in particolare a Carla Fracci, recentemente scomparsa.

LE OPERE DI CONTESTECO In virtù del gemellaggio con l’evento “Fai la Differenza, c’è… il Festival della Sostenibilità” la seconda edizione di #InTransito ospiterà le opere vincitrici di ContestEco, il contest d’arte e design sostenibile più eco del web, che ha coinvolto artisti e appassionati d’arte da tutta Italia, nella realizzazione di opere creative in linea con il concept dell’edizione 2021 del Festival: “Inferno, Purgatorio e Paradiso: scenari attuali e futuri di transizione, verso una ri-evoluzione sostenibile”.

IL SOCIAL WALL INTERATTIVO Si potrà inoltre interagire con il Social Wall, una mappa digitale dell’Europa su maxischermo touch. Sul social wall saranno visualizzati e attivabili i contributi video dei “sustainable traveler” che avranno risposto alla chiamata lanciata dagli organizzatori per partecipare come “inviati speciali” di #InTransito: la condivisione di racconti ed esperienze di viaggio, in particolare di cosa significhi oggi viaggiare in modo sostenibile ed etico.

LE ALTRE INIZIATIVE #InTransito, quale evento inserito già dalla prima edizione nel programma ufficiale dell’EYR2021 (European Year of Rail), dedicherà uno spazio al racconto dell’Anno Europeo delle Ferrovie e in particolare al Connecting Europe Express, il treno che dal 2 settembre al 7 ottobre 2021 ha attraversato l’Europa, partendo da Lisbona e concludendo il suo viaggio a Parigi, passando anche per Roma. Infine, grazie alla collaborazione con il Touring Club Italiano e con l’Associazione Culturale Europea dei Viaggi di Goethe – Grand Tour, nello spazio #InTransito saranno disponibili per il pubblico mappe fisiche ed altri contributi digitali, sull’itinerario del Viaggio in Italia di Goethe e immagini storiche di viaggi del Tci che valorizzano il concetto della mobilità sostenibile. Il pubblico sarà invitato a lasciare contributi e a costruire “staffette virtuali” di viaggio.

 
Si può consultare il sito https://www.contemporaneamenteintransito.it/calendario per tutti gli appuntamenti in calendario.

(A cura di Alessandro Pino)

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Visite gratuite a Ponte Nomentano e Città Giardino: prossimi appuntamenti sabato 25 e domenica 26 settembre

24 Set

[ROMA] Tornano le visite guidate gratuite al Ponte Nomentano e Città Giardino organizzate dall’Associazione Culturale “Il Carro de’ Comici”, con il Patrocinio del Municipio Roma III Montesacro, per imparare storie e segreti del territorio in compagnia dell’attore, regista e divulgatore Gherardo Dino Ruggiero.

I prossimi appuntamenti sono:

SABATO 25 SETTEMBRE alle ore 10.00 con l’appuntamento al ponte e alle 15 e 30 sotto il portico di piazza Sempione.

DOMENICA 26 SETTEMBRE alle 15.30  appuntamento sotto il portico di piazza Sempione.

Le visite itineranti si svolgono all’aperto ed in stretta osservanza della normativa anti Covid-19.

Telefonare al 338.7965614 o scrivere a gherardodinoruggiero@gmail.com per informazioni e per la prenotazione obbligatoria.

(A cura di Alessandro Pino)

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L’Orient Express si è fermato a Campo di Giove | di Alessandro Pino

11 Lug

[CAMPO DI GIOVE- AQ] Si è fermato anche nella stazione di Campo Di Giove (mille metri sul livello del mare) il convoglio formato da alcune carrozze dello storico Orient Express, treno di lusso degli anni Venti immortalato anche nel celebre giallo di Agatha Christie. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra Arsenale S.p.A. e Trenitalia.

Le sei vetture marchiate Ciwl (Compagnie Internationale des Wagons Lits) sono partite da Roma verso Sulmona la mattina dell’11 luglio e da lí trainate da due locomotive diesel in livrea storica hanno scalato la montagna fino a Campo di Giove con destinazione Roccaraso, percorrendo quella che ora viene chiamata Ferrovia dei Parchi e per alcuni anni “Transiberiana d’Italia”.

Come sempre accade in occasione del transito dei treni storici, la stazione di Campo di Giove è tornata ad animarsi come ai bei tempi del servizio regolare, affollandosi di turisti, residenti e cultori del treno.

Alessandro Pino

(Foto Prof. G. Salvaggio)

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Raduno a Torrita Tiberina per le Alfa del Club Cuore Sportivo Lazio | di Alessandro Pino

27 Giu

[ROMA] Il graduale ritorno alla normalità dopo la pandemia è segnato anche dalla ripresa delle attività del motorismo storico, settore in cui uno dei sodalizi più noti e attivi è il Club Cuore Sportivo Lazio, dedicato al marchio Alfa Romeo.

La prima uscita ufficiale del Club dopo la lunga interruzione dovuta alle norme anti Covid si è tenuta lo scorso 27 giugno- tre giorni dopo il 111° anniversario del marchio- con destinazione Torrita Tiberina.

Come d’abitudine, le vetture del Biscione sono state accolte dai responsabili del Club Maurizio Solazzi e Danilo Cambrini per la partenza dalla zona Anagnina: una ventina di auto tra cui due Alfetta, la granturismo Montreal, la rara Giulietta Turbodelta e poi lo Spider, le Giulia e Giulia GT, (più la solita Mito imbucata…).

Sempre divertente il lungo percorso di trasferimento in colonna, prima sul Raccordo e poi sulle strade della Sabina passando per la Diramazione Roma Nord della autostrada A1.

All’arrivo a Torrita Tiberina, dove nel frattempo erano giunte altre vetture storiche Alfa Romeo, i partecipanti al raduno sono stati accolti in piazza della Repubblica dal sindaco, dottoressa Rita Colafigli, indossante la fascia tricolore d’ordinanza.

Successivamente presso l’antico Castello il presidente del locale centro sociale anziani, Maurizio Ruggeri, ha illustrato la storia della cittadina ovviamente non mancando di ricordarne il legame con Aldo Moro, lo statista democristiano assassinato nel 1978 dalle Brigate Rosse che qui aveva una villetta in cui trascorrere i fine settimana e le cui spoglie riposano nel minuscolo cimitero adiacente il centro abitato.

Alessandro Pino

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Manuel Bartolomeo, dirigente FdI di Monte Sacro, è uno dei primi ad annunciare la candidatura alle prossime elezioni municipali di ottobre – di Luciana Miocchi

26 Giu

(Roma, 26 giugno 2021)

È stato uno dei primi in FdI a dichiarare la propria intenzione di partecipare alle prossime elezioni municipali. Rimasto fuori dal parlamentino di piazza Sempione nell’ultima tornata elettorale, Manuel Bartolomeo è tornato più deciso che mai a rappresentare ogni quartiere del Municipio III, tanto da averne inserito i nomi nel suo manifesto elettorale, al contrario di altri che hanno scelto di identificarsi in un quartiere in particolare.

Allora Bartolomeo, la sua candidatura riporta di attualità il fatto che lei e la sua compagna, Giordana Petrella, più volte consigliera municipale del Pdl prima e di FdI poi, facciate politica entrambi nel terzo municipio e questo vi crea delle ostilità, soprattutto nell’area del centro destra. Come se lo spiega, visto il sostanziale disinteresse del centro sinistra per il vostro status familiare? Nel vostro schieramento vi temono? Siete considerati un pericolo per chi voglia ascendere al municipio? Non vi sentite un po’ i Bartella’s di Montesacro?

Io e Giordana ci siamo conosciuti quando entrambi già facevamo politica attiva sul territorio, ognuno per conto suo. Credo che questo sia un valore aggiunto per la politica territoriale quindi non vedo perché dovremmo essere temuti da qualcuno, anzi! Ci tengo a precisare però che, nonostante gli obiettivi comuni, facciamo politica in modo diverso e quindi siamo ben distinti.

I poteri del municipio, allo stato, sono alquanto limitati, le competenze spesso si accavallano intralciandosi con quelle del Comune. Perchè le persone continuano a candidarsi comunque?

Perché il lavoro sul territorio è la base indispensabile della politica, perché il lavoro sul municipio è l’unico vero “front Office” con i cittadini. Credo che a distanza di quasi 10 anni dall’ultima vittoria del centrodestra a livello amministrativo romano, sia arrivato il momento di cambiare pagina dopo le due esperienze fallimentari del centro sinistra e una del Movimento 5 stelle i cittadini meritano l’impegno e la competenza

Quindi impegno e competenza ritiene di possederle solo lei e il suo schieramento politico?

Nessuno nasce con la bacchetta magica per cambiare un territorio con 1 solo mandato elettorale,ma con  l’impegno e il saper condividere e ascoltare i residenti si possono avere grandi risultati a differenza delle ultime 3 amministrazioni.

Luciana Miocchi

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Quando getti gli abiti, buttali nel cassonetto apposito, non lasciarli fuori! – di Luciana Miocchi

25 Giu

(Roma, 25 giugno 2021)

La foto è stata scattata nel primo pomeriggio da un residente del quartiere di Settebagni, su una delle vie principali. Da qualche tempo sul marciapiede è stato posizionato, come in altri punti limitrofi, un contenitore per il recupero degli indumenti usati, in modo che non finiscano nella spazzatura indifferenziata. Questa mattina erano stati notati diversi sacchi di plastica neri, abbandonati a fianco del raccoglitore, come se la fatica fatta per portarli fin li fosse stata talmente eccessiva da non consentire l’azionamento della maniglia che li trasporta all’interno e impedisce eventuali condizioni di degrado. Poco prima erano stati segnalate delle donne che rovistavano tra i sacchi aperti, alla ricerca dei capi migliori. Poi è arrivata la foto del camerino improvvisato in mezzo alla strada. Ancora più indumenti sparsi sul marciapiede, probabilità che vengano raccolti e portati via dalla squadra addetta al decoro, vicine allo zero. Ad ogni buon conto, la segnalazione è stata inoltrata. Bastava utilizzare correttamente il cassonetto, quello in foto o il gemello in via della Maremma…

Luciana Miocchi

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Quattro candidature per le primarie del Centrosinistra

19 Giu

Un candidato ufficiale del Pd, un ex presidente del Municipio e due donne impegnate e battagliere

dall’alto in senso orario Francesco Pieroni, Marina D’Ortenzio, Paolo Marchionne, Angela Silvestrini

Nell’imminenza delle primarie che decideranno la candidatura per il centro sinistra alle elezioni municipali dell’autunno 2021, si presentano i candati espressione del III Municipio. Per restituire un’informazione corretta ed equidistante, ai quattro candidati sono state rivolte le stesse domande: una breve descrizione di se e delle cose che più li rappresentano e il quesito principe, ovvero “perché chi vota alle primarie della sinistra dovrebbe scegliere proprio Lei?”. L’ordine di risposta è scaturito semplicemente dall’ordine di invio, per iscritto, delle risposte fornite, cosi come le foto sono quelle inviate. A tutti e a tutte, gli in bocca al lupo più sinceri e un “vinca chi può”

Francesco Pieroni

«Sono tra i fondatori del PD nel III Municipio e questo è un punto che rivendico con orgoglio. Da giovanissimo, tra il 1997 e il 2002, sono stato già consigliere municipale e assessore ai lavori pubblici. Per molti anni ho lavorato in Regione Lazio come capo della segreteria dell’assessorato all’urbanistica prima, della commissione agricoltura, poi. Dal 2018 sono l’unico assessore del PD nella Giunta di Giovanni Caudo».

Perché chi vota alle primarie della sinistra dovrebbe scegliere proprio Lei?

«Per me è una grande responsabilità rappresentare il partito democratico come suo candidato ufficiale. Sono convinto della necessità che sia il più grande partito della coalizione a dover guidare la rinascita della città, partendo dal Municipio ed arrivando al Comune di Roma Capitale con Roberto Gualtieri, anche lui candidato ufficiale del partito democratico, già ministro dell’economia e commissario a Bruxelles, con una squadra competitiva e credibile, che sappia mettersi in rapporto in sinergia e senza complessi con la regione Lazio e con il governo nazionale»

Marina D’Ortenzio

«La mia storia è una storia di militanza da sempre. Ho iniziato giovane il percorso politico spinta dal bisogno e dall’esigenza di cambiare il qui e l’ora delle nostre esistenze, dal sogno di realizzare l’irrealizzabile. Per me la politica, l’impegno, hanno senso solo se riescono a incidere sulla vita delle persone e il territorio è il punto di partenza, ora come molti anni fa. Non si tratta solo di una questione di incarichi istituzionali o di dirigenza politica, che pure ho avuto tanto con i Verdi che all’interno di SEL; non sono questi la condizione necessaria e sufficiente per occuparsi della cosa pubblica, per aspirare al bene comune. La vita è una imprevedibile scala di priorità, a volte chiare e nette altre volte meno, che si diverte a cambiare la distanza da salire. Cambiano gli orari, l’organizzazione delle giornate, gli incontri ma ciò che non passa mai è la tensione alla comunità, è lo scegliere i compagni e le compagne di viaggio con cui andare in mare aperto, senza paura, senza pregiudizi. Questa è la mia storia ed è lo spirito di Liberare Roma. Uno spirito attento con l’assillo di ricostruire e riannodare quei fili che sembravano spezzati. A partire proprio dai territori, dai Municipi, veri avamposti e presìdi irrinunciabili di mutuo soccorso, socialità, comunità. Come lo è il III Municipio. Per questo mi candido: per riannodare un’esperienza con radici forti e obiettivi reali. Che hanno a che fare con la vita».

Perché chi vota alle primarie della sinistra dovrebbe scegliere proprio Lei?

«Da settimane sento dire, da più voci, che queste primarie sono ‘finte’ o quantomeno hanno un risultato in larga parte già scritto. È tutto vero fino a prova contraria. Ebbene, io assieme ai compagni e alle compagne di Liberare Roma siamo proprio quella prova contraria. Siamo la sfida, la voglia di contendere un campo che sembra essere assegnato, per provare a incidere da dentro, senza subalternità, senza paura ma con le idee ben chiare per una città e un municipio femminista, ecologista e di sinistra! Mi candido, ci candidiamo, per ridare a Roma l’amore e la dignità che merita. Una Roma che torni ad essere capitale dell’inclusione sociale, dei diritti, della lotta alle disuguaglianze».

Angela Silvestrini

«Da 25 anni lavoro all’Istat, dove, come primo ricercatore, svolgo la mia attività nel campo della demografia. Vivo con mio marito Rafael, nostra figlia Amaya di 12 anni, mia madre, due gatte e una cucciola di Labrador. Credo nell’importanza di una famiglia dove le diverse generazioni possano vivere sostenendosi vicendevolmente. Credo nell’amicizia fedele e leale, dove ognuno deve impegnarsi per restituire agli altri quello che ha ricevuto. Nel dialogo e nella politica come strumento per rendere migliore la vita di tanti, soprattutto i più deboli. Nel 2018 sono stata eletta consigliera nel III Municipio, dove sono vice presidente del Consiglio, della Commissione bilancio e della Commissione Politiche Sociali. Questa esperienza è stata per me molto positiva e occasione di crescita personale. Mi ha dato modo di confrontarmi su temi rilevanti, specialmente nell’ambito sociale, su cui si deve investire di più, avendo come obiettivo la cura a domicilio e la creazione di reti di cooprogettazione con l’associazionismo e il Terzo settore. Da questa esperienza si è rafforzata la convinzione che per governare bene un territorio bisogna essere e fare squadra».

Perché chi vota alle primarie della sinistra dovrebbe scegliere proprio lei.

«Innanzitutto, per una questione di metodo che applico nella mia vita e nell’azione politica: cercare ciò che unisce e lasciare ciò che divide, facendo prevalere la forza del noi, mettendo la solidarietà e gli interessi degli ultimi in primo piano.  Se una città è costruita a misura delle persone più fragili è una città che funziona per tutti. Poi per la credibilità di una vita nella quale ho dedicato molto del mio tempo all’impegno gratuito per gli altri, per i più poveri, impegnandomi da quando avevo 15 anni con la comunità di Sant’Egidio. Fare politica per me non è una carriera personale, è mettermi a servizio degli altri. Non prometto mai successi, ma solo impegno personale. E non dico mai cose che non penso. Chi mi ha conosciuto in questi anni in Consiglio può testimoniarlo. E infine perché penso che la politica abbia bisogno delle donne. Una politica al femminile è una politica che non batte il pugno sul tavolo per intimorire, è una politica che ascolta, cerca di risolvere i problemi in modo pratico e si prende cura anche attraverso la capacità, tutta femminile, di affrontare contemporaneamente situazioni diverse ».

Paolo Marchionne (già presidente del III Municipio durante la breve sindacatura Marino, ndr)

«Sono nato nel 1981, sposato con Sara e papà di Enrico e Andrea. Fin da quando avevo 20 anni mi sono impegnato in politica e nell’associazionismo di quartiere. Appartengo al Partito Democratico, sono nella segreteria romana, e sono convinto che solo costruendo un fronte ampio di forze democratiche e progressiste, possiamo vincere e governare bene il territorio. Mi sono messo a disposizione di tante e tanti proprio per questo, ho risposto alla richiesta di chi, dentro e fuori il Pd, nelle altre forze politiche della sinistra, nelle esperienze civiche, nelle reti del volontariato, nei movimenti, avverte la necessità continuare quanto di buono e innovativo fatto dalla Giunta Caudo in solo tre anni, dal 2018, con un nuovo spirito unitario. Per queste ragioni la mia sia una proposta politica plurale, non nata solo all’interno di ristretti gruppi di partito e su compromessi. Ma per stare, come sempre, nelle strade, tra le persone, facendosi carico delle esigenze del territorio e dei bisogni delle persone. Veniamo da un anno terribile, insieme ne stiamo faticosamente uscendo. Il Municipio può essere uno strumento fondamentale per rafforzare la rete di supporto alle persone più in difficoltà, contrastare le disuguaglianze, per tutelare il commercio di quartiere e favorire nuove reti di impresa, rendere sicure le scuole pubbliche e magari tenerle aperte anche il pomeriggio, promuovere sport e cultura per tutti. Ecco sono questioni che partono dalle persone, dai loro bisogni, e solo in parte stanno nelle competenze burocratiche del Municipio. Spero che avremo modo di usare i prossimi cinque anni della nuova consiliatura per tramutare i Municipi in enti più utili e forti, con le competenze necessarie. Per fare questo salto occorre visione, esperienza e determinazione. La nostra è di certo la proposta più coraggiosa in campo».

Luciana Miocchi

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Tra poco si torna nelle palestre e nelle piscine ma la sorte del Salaria Sport Village rimane incerta a causa di nodi irrisolti. Solo una ferma volontà politica può sbloccare la situazione – di Luciana Miocchi

19 Mag

19 maggio 2021

L’agenzia giornalistica Dire ha dato notizia delle risultanze dell’ultima assemblea della commissione trasparenza dell’assise capitolina, avente all’ordine del giorno la situazione attuale del Salaria Sport Village, bene definitivamente confiscato nel luglio scorso all’imprenditore Diego Anemone, nel mirino della Federazione Italia Gioco Calcio che avrebbe l’intenzione di utilizzarlo come centro federale, con gli utenti che hanno pagato abbonamenti annuali ma non ne hanno potuto usufruire e i residenti delle zone limitrofe che hanno paura di non poter avere più accesso alla struttura che chiedono a gran voce di essere ascoltati.

Nella velina si legge che la criticità principale riscontrata è di natura finanziaria e obbligazionaria: “tasse e tributi arretrati da pagare, il rischio di richieste di risarcimento danni, contratti di lavoro da onorare, un progetto da sviluppare. Il futuro del Salaria Sport Village e’ tutto da scrivere. A cominciare dalla presa in possesso da parte di Roma Capitale”. Il mega centro sportivo sulla Salaria, a Settebagni è ancora nelle mani dei commissari giudiziali e non in quelle del Campidoglio. Le questioni aperte tra l’Agenzia delle Entrate e quella dei Beni Confiscati sono emerse durante la seduta della commissione trasparenza, in modo lampante. Come riferisce sempre l’agenzia Dire, la convocazione della seduta è stata provocata dalla comunicazione inviata lo scorso 9 aprile dal capo dipartimento Risorse economiche, Stefano Cervi, agli assessorati al Bilancio, Patrimonio, Sport e Scuola e ai rispettivi dipartimenti competenti, in cui veniva messo in evidenza il monte imposte di cui è debitore il complesso sportivo, che andrebbe ripianato da Roma Capitale al momento dell’acquisizione ufficiale. Lo stesso Campidoglio è però creditore per quanto riguarda i tributi di propria competenza: sicuramente per IMU e TASI per gli anni 2006/2007 mentre per gli anni 2013/2014 si tratterebbe di iscrizioni a ruolo per avvisi di accertamento non pagati, non meglio specificati. Sempre secondo quanto riportato da Dire, “sono stati emessi avvisi di accertamento impugnati con giudizio ancora pendente” e per gli anni di imposta successivi “non risultano avvisi emessi in quanto dopo il sequestro vige la sospensione di imposta”. Almeno una notizia in qualche modo confortante. La doccia fredda però arriva subito dopo: su questi tributi “a seguito del trasferimento del compendio Salaria Sport Village, Roma Capitale si troverebbe contemporaneamente ad essere creditrice e debitrice- scriveva Cervi- delle somme con conseguente annullamento del credito”. Cioè una perdita per l’Ente. A queste somme, vanno aggiunti 21.900 euro di Tefa (addizionale sulla Tari) da pagare alla Città’ Metropolitane di Roma e soprattutto 438.000 di Tari, un credito “di competenza esclusiva di Roma Capitale”, per il quale “vale il ragionamento in precedenza fatto per i tributi ICI-IMU-TASI”. Nel corso della commissione il direttore Cervi ha evidenziato che “non è’ previsto che lo stesso Ente diventi soggetto passivo dell’imposta ma le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate sono state altalenanti”. Questa situazione rappresenta “un aspetto del problema” della mancata acquisizione del Salaria Sport Village, come ha riconosciuto Paolo Saulini del dipartimento Patrimonio. Ma ce ne é anche un altro “non poco rilevante- ha spiegato Saulini- dei crediti vantati dallo Stato. Stiamo aspettando una definizione dalla Agenzia dei Beni Confiscati”. Tutto ciò a due anni dal protocollo di intesa firmato da Campidoglio e Federcalcio, che intende gestire il Salaria Sport Village e realizzarci la Casa delle Nazionali. La Figc- ha proseguito Saulini- si é detta disponibile a farsi carico dei debiti nell’ambito di interventi progettuali più ampi. Abbiamo buttato giù una delibera che prevedesse queste cose per l’immissione in possesso.  In teoria il bene, una volta preso, andrebbe gestito direttamente (dal Comune, ndr) ma alla fine la gestione andrà fatta dalla Federazione nelle parti in cui é possibile progettare la Casa delle Nazionali e per il resto vedremo. É una situazione molto complessa perché ci sono così tanti spazi che vanno verificati. Risorse per Roma sta lavorando con il dipartimento Urbanistica, perché nel tempo sono stati fatti diversi interventi. Tanti sono regolari ma qualcosa va aggiustato. Per quanto andrà fatto un progetto a step”. Il primo “è fare in modo che la Figc, come ha più volte manifestato, si faccia carico delle spese che l’Agenzia richiede  e intanto continuare la gestione perché lì dentro ci sono delle attività e quindi di fatto si tratta dell’acquisizione di un’azienda gestita ora dai commissari”, ha spiegato Saulini che  ha poi sottolineato che “nella prima fase non si potrà stilare subito un protocollo molto articolato (tra Roma Capitale e Figc, ndr) perché è complessa la situazione all’interno. É un’operazione per la quale ci vorrà un pochino di tempo. Abbiamo capito come quel complesso stava messo con le tasse, stiamo attendendo di capire la situazione a livello di danni o di diritti di terzi che possono esserci. Si parla di cifre che la Figc intende accollarsi. Dopodiché procederemo e andremo avanti”. Ma non c’è solo una questione di tasse a rallentare tutto l’iter di presa in possesso del bene: “Ci sono  questioni legate a partite delle vecchie società che hanno creato debiti nella gestione di impresa- ha detto concluso  Saulini- I commissari giudiziali qualche tempo prima della  confisca avevano fatto contratti a tempo determinato, quindi c’é  anche un problema di assorbimento di personale. Queste sono le problematiche. Stiamo attendendo alcune precisazioni fondamentali dall’Agenzia dei beni confiscati, quando avremo un quadro più preciso passeremo alla fase operativa”.

Quindi, la questione è semplice, nella sua complessità: per il Comune di Roma non sarebbe un’acquisizione a costo zero, ci sarebbero circa 500.000 euro accertati di tributi inevasi, a cui dovrebbe in qualche modo, attraverso un artificio contabile, rinunciare. Però a fronte di un valore stimato di alcuni milioni di euro, non proprio un’operazione in perdita. In più, alcuni contenziosi, da chiudere sul medio – lungo periodo e le posizioni lavorative delle persone che in questi anni hanno consentito lo svolgimento delle attività e il regolare funzionamento del circolo. Anche in questo caso, con buoni margini positivi e comunque, con all’orizzonte la possibilità di dare un bene a quel punto acquisito alla proprietà comunale, capace di produrre reddito, in gestione. Esiste già un protocollo di intesa con la FIGC, dichiaratasi disposta a coprire gli incassi dovuti al mancato incasso dei tributi e in linea di massima anche quelli delle altre passività. Ovviamente, in cambio di ciò il Campidoglio dovrebbe dare fare delle concessioni, la cui convenienza è tutta da sondare e studiare ma una cosa è chiara, il privato non ha interesse – e ci mancherebbe pure – a fare operazioni in perdita, ci deve essere un ritorno e anche buono: di soldi, di immagine. Soprattutto, poi, dovrebbe dare delle spiegazioni, sia contabili che all’opinione pubblica, dato il grande valore del compendio confiscato.

Il presidente del III Municipio Giovanni Caudo, che nei giorni scorsi si era messo a disposizione per avere informazioni direttamente dagli uffici della Sindaca ha così riferito: «Ho portato le giuste istanze dei cittadini alla Sindaca che ha firmato il protocollo con la FIGC. Il protocollo deve prevedere esplicitamente la possibilità di aprire le strutture sportive al territorio come chiesto dal Municipio già nel 2019 e dai cittadini. Ho avuto assicurazione dall’interlocuzione con la sindaca che si farà carico di questa richiesta anche con modifiche al protocollo».

Luciana Miocchi

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Palazzina privata occupata a Castel Giubileo, a breve lo sgombero – di Luciana Miocchi

26 Apr

26 aprile 2021

Da giovedi scorso la palazzina che si trova a Castel Giubileo, all’angolo tra via Salaria e via Grottazzolina, inutilizzata da tempo e posta in precedenza in vendita, a causa pare per dissapori tra gli eredi, risulta occupata abusivamente. Numerose segnalazioni a partire da giovedì scorso sono arrivate dai residenti, che hanno notato finanche una persona scendere da una vettura nuova e richiudere il cancello perimetrale con una catena e la presenza di un furgone. Una nota stampa di Riccardo Corbucci, già presidente del consiglio municipale con la giunta Marchionne e ora coordinatore della segreteria del Pd, informa della presenza di un gruppo di estranei, che avrebbero con se anche un minore, motivo per cui sono stati allertanti anche i servizi sociali del III Municipio affinchè – dice il Corbucci «si possa provvedere alla liberazione della palazzina privata e all’eventuale presa in carico del minore». Castel Giubileo è una comunità dove tutti si conoscono e il fatto non poteva passare inosservato e sotto voce e la palazzina in effetti è divenuta una sorta di osservata speciale. La nota così si chiude: «non è la prima volta che il quartiere è vittima di occupazioni di questo tipo, mi batterò perché l’intervento sia il più rapido possibile».

Sembrerebbe che lo sgombero, accompagnato dall’intervento dei servizi sociali a tutela di eventuali minori sia previsto per martedì mattina.

Luciana Miocchi

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Ancora intoppi per l’asilo nido di Castel Giubileo, un contenzioso blocca l’ultimazione dei lavori – di Luciana Miocchi

24 Feb

Parla l’ex presidente del Municipio (2008-2013) Cristiano Bonelli, colui che ne decretò la chiusura nove anni fa. Qui l’articolo dell’epoca https://lucianamiocchi.com/2012/07/13/roma-iv-municipio-a-castel-giubileo-chiude-lasilo-nido-per-problemi-di-umidita-riaprira-quando-non-si-sa/ e la situazione due anni dopo, nel 2015 https://lucianamiocchi.com/2015/08/06/castel-giubileo-sempre-peggio-lasilo-castello-di-gelsomina-e-il-parco-di-via-bolognola-fotogallery-di-alessandro-pino/

L’asilo nido di Castel Giubileo è ormai in disuso da più di nove anni, quando il presidente del Municipio del tempo, Cristiano Bonelli, prese la decisione di chiuderlo a seguito di segnalazioni alla asl e di una certificazione di un pediatra sui rischi per la salute dei piccoli, in quanto i locali risultavano umidi e insalubri e trasferire le attività a più di cinque km di distanza, in un edificio destinato a scuola primaria e che fu riadattato per l’occasione, impossibile da raggiungere da Castel Giubileo e Settebagni, il bacino di utenza della struttura, senza l’uso di un mezzo privato. Si sono alternate da allora, diverse presidenze in Municipio e la ferita con le istituzioni è rimasta aperta a lungo, perché ben presto si capì che non vi sarebbe stato un ritorno, né a breve né a medio periodo. I primi finanziamenti cominciarono ad arrivare a metà della consiliatura Marchionne, nel 2016, dopo aver sgomberato l’area da un’occupazione abusiva e aver contato i danni, mentre quella Capoccioni se ne disinteressò, ritenendone l’utilità marginale, rispetto le nuove zone in espansione del Municipio. Poi rimaneva il problema dell’assunzione di nuove operatrici, visto che ormai il Castello di Gelsomina, integrato nel complesso residenziale di via Lea Padovani e raggiunto dai mezzi in partenza da Porta di Roma, era divenuto inamovibile. Con l’insediamento della giunta Caudo, nella seconda metà del 2018, tenuto conto anche delle risorse impiegate per la prima tranche dei lavori di risanamento, il progetto di riportare il nido a Castel Giubileo ha ripreso quota, con lo stanziamento di altri fondi e l’emanazione di un bando per la fornitura di arredi, infissi e altri lavori a completamento. Poi il covid ha rallentato tutto. Poi..ancora un inciampo. Si è aperto un contenzioso sui lavori di impermeabilizzazione della copertura. Nei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo nel cantiere della struttura, al quale hanno partecipato sia il Presidente del Municipio Giovanni Caudo sia il Direttore del III, Patrizia Di Nola, sia alcuni consiglieri, sia Cristiano Bonelli, nella sua veste politica di coordinatore della Lega, che ne ha dato notizia.

Bonelli, come mai ha partecipato a un sopralluogo all’asilo nido chiuso di Castel Giubileo? Non è neppure consigliere

Oltre ad averlo fatto io il sopralluogo, lo ha fatto Caudo e la Di Nola. Tranne l’assessore ai lavori pubblici (Francesco Pieroni, ndr) a cui sono sfuggiti 270000 euro in parte buttati, come si evince dal capitolato, che è noto. L’ufficio tecnico, senza la vigilanza della politica, ha fatto una gara senza prevedere l’intervento sul solaio, che è fondamentale, perché mette in isolamento da piogge esterne il tetto e, quindi, tutta la struttura. Riassumo i fatti brevemente: se ne accorgono in secondo tempo, quando la ditta comincia ad intervenire e segnala la mancanza. L’ufficio tecnico, anziché ammettere l’errore di non averlo messo nel capitolato degli interventi da effettuare, pretende che venga fatto comunque, senza aumentare l’importo da liquidare, nonostante i costi lievitati. Così si irrigidiscono i rapporti, addirittura si arriva a ipotizzare il blocco dello stato di avanzamento lavori e a rimandare tutto a una possibile causa, con l’incasso di quanto già realizzato rimandato a fine giudizio. Cominciano a litigare, il responsabile della ditta si impunta e dice ma che voi, davero  davero te la piji con me? Io ho fatto i lavori a puntino, te lo ho arredato, ci stanno le lavatrici, i banchi i lettini per i bambini, tutto preciso. Peccato che dopo venti giorni, un mese, le piogge, senza l’isolamento superficiale, l’acqua comincia ad entrare. Quindi i soldi che sono stati spesi per ristrutturarlo e rimetterlo a nuovo sono di fatto svaniti, non tutti, però bisogna fare un altro intervento per levare le perdite, la muffa eccetera eccetera. In tutto questo, hanno cercato di intervenire. Sono intervenuti in presenza sia il Presidente del Municipio, Caudo, sia la direttrice, Di Nola, dicendo ma qua, si è impuntato il nostro dell’ufficio tecnico ..ed ecco cosa sta succedendo.

Se ne sta interessando perché nove anni fa lo chiuse lei?

Se la vogliamo dire tutta, visto che allora mi fecero a pezzi perché io ebbi il coraggio di chiuderlo dopo il parere dei pediatri della asl, quelli che hanno fatto i lavori adesso hanno scoperto che le fognature erano a dispersione, quindi i bambini galleggiavano nella fogna, perché a dispersione vuol dire che non c’è un indotto nella fognatura e quindi non solo l’acqua della falda che è collegata con il Tevere, ogni volta che si alza il fiume, spingeva sul pavimento dell’asilo, l’acqua di fatto trasudava e i bambini si ammalavano continuamente, ma era anche fogna, capito.

Lei però non ha risposto sul perché è andato lei. Non c’era disponibile nessuno dei consiglieri municipali della Lega?

Castel Giubileo come noto è quartiere da tutti abbandonato e da me preso sottobraccio e le persone che ci vivono sono d’oro, è una comunità che non puoi riscontrare da nessuna parte a Roma, è un quartiere che da quando l’ho conosciuto lo seguo ogni volta che posso e in più c’è quell’asilo che grida vendetta, fu chiuso proprio dal sottoscritto per le ragioni che conosce e quindi è normale che l’ho sempre seguito, seguo i solleciti del comitato di Marco Baldinelli, dei residenti e quindi come dire, ripeto, tutti questi puntini chiudono il cerchio. Lei mette il ditino nella piaga, dove stavano i consiglieri? Alcuni sono un po’ inesperti. Però stavo con Mario Astolfi (consigliere municipale della Lega), a dire il vero è venuto anche il consigliere regionale Daniele Giannini, eravamo andati a vedere il parco vicino, degradato (confina con l’asilo, ndr).

Dirò di più. La Di Nola, attuale direttore del Municipio, per un periodo, fino a pochissimo tempo fa ricopriva anche la direzione tecnica, nonché quella dei servizi sociali, in contemporanea. Una e trina. Avevamo il direttore che scriveva al capo dell’ufficio tecnico, che era lei, come nel caso del progetto di piazza Sempione, dove mandava, come prassi prevede, come Direttore, la delibera di giunta al direttore della direzione tecnica che era sempre la Di Nola, posso immaginare che verifiche, che controlli. Ma insisto nel dire che è mancata la politica, con i soldi pubblici impiegati solo per fare belle figure.

Luciana Miocchi

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Sporcare è facile, pulire è difficile. La discarica verrà rimossa, con la collaborazione delle diverse parti coinvolte – di Luciana Miocchi

31 Gen

Chiariti i motivi per cui ripulire la discarica e chiudere l’accesso in via di Fornace Vignolo, confini del III Municipio a Castel Giubileo, è tanto complicato. La strada scorre nel territorio di due Municipi, il III e il XV ma sull’elenco ufficiale delle strade del III Municipio, non figurava. Un’omissione risalente indietro nel tempo, tanto non poter praticamente risalire a quando è stato commesso l’errore. Le ricerche però, hanno portato ad accertare che la via è senza ombra di dubbio in carico Anas, motivo per cui la competenza a ripulirla non è di Ama. E a chiuderne l’accesso non possono essere nè il Municipio nè il Dipartimento. In più, una parte del terreno su cui è sorta la discarica di ogni tipo di immondizia, è privato. Oltre le complicanze dovute alla natura di rifiuto speciale – quale è la classificazione di elettrodomestici, calcinacci, copertoni e affini – che ne impongono lo smaltimento con una procedura particolare.

L’assessore ai LLPP del III, con delega all’ambiente Franscesco Pieroni ha annunciato la raggiunta intesa con Anas, proprietà privata e nucleo ambientale che si coordineranno per la messa in sicurezza del tratto di strada, la ripulitura dai rifiuti e la successiva chiusura degli accessi. I lavori partiranno a breve, il tempo di risolvere gli ultimi adempimenti burocratrici

Luciana Miocchi

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Tra Tevere e Gra una discarica abusiva difficile da rimuovere

30 Dic
particolare del carico di copertoni usati scaricati in via Fornace Vignolo

In quel posto sono anni che periodicamente vengono scaricati illecitamente rifiuti di ogni tipo. Nonostante le moltissime segnalazioni, non cambia mai nulla. Elettrodomestici usati, avanzi di soffitte ripulite, calcinacci e, ora, anche copertoni. Sembrerebbe un lembo di terra di nessuno, una via che parte dal tratto di raccordo sopra la diga di Castel Giubileo, ormai declassata a traffico locale e finisce non si sa bene dove, non si sa bene di chi, con uno slargo. Fuori mano, fuori sguardi indiscreti se non quelli di sfuggita degli automobilisti in transito o dei residenti, con uno slargo che permette il parcheggio di vari mezzi, non illuminato. Insomma, con tutti gli ingredienti giusti per trasformarlo nello scenario perfetto dove buttare ogni tipo di rifiuto speciale. La via ha un nome, Via Fornace Vignolo e parte dal territorio di Castel Giubileo, quindi III Municipio, anche se ai confini con il XV. Anni addietro l’area era stata resta impraticabile con l’apposizione di alcuni new jersey di cemento, poi rimossi. Da ricerche autonome svolte da un privato, lo slargo dovrebbe essere di proprietà privata. Da tempo, nonostante le richieste, non si riesce a sapere di chi è la competenza amministrativa – spesso nelle zone a confine ci sono delle compenetrazioni anche se vi è un confine naturale, come un argine di fiume – nel rimuovere o anche segnalare ai competenti uffici che hanno una qualche giurisdizione sul bacino del Tevere, probabilmente ciò è dovuto anche al fatto che rimuovere quei rifiuti non è affatto semplice, non basta Ama che passa con degli operai e un furgone, come quando c’è da raccogliere le buste di immondizia che strabordano dai cassonetti. Ogni rifiuto speciale – quale è la classificazione di elettrodomestici, calcinacci, copertoni e affini – deve essere inviato in una discarica con l’autorizzazione apposita e non esiste ufficio pubblico che si accolli una spesa del genere se non strettamente competente.

Qualche giorno prima delle feste natalizie è stato interessato l’assessorato all’ambiente del III Municipio, in virtù dell’appartenenza dell’abitato di Castel Giubileo al territorio amministrato da Montesacro. Questa è la risposta dell’assessore Francesco Pieroni, dopo aver fatto i necessari riscontri: ” nei giorni scorsi ci è stata segnalata una imponente discarica in via fornace Vignolo, cui si accede dalla complanare del raccordo all’altezza della diga di Castel Giubileo direzione Labaro. Da quanto abbiamo potuto appurare si tratta di un’area appartenente al municipio XV, lungo una strada di competenza di Anas. Ad ogni buon conto abbiamo provveduto a fare segnalazione al Municipio XV.” Dalla presidenza di Piazza Sempione è comunque partita una segnalazione al Dipartimento ambiente del Comune di Roma, insieme ad un impegno per fare tutto il possibile per rimuovere almeno i copertoni, come la richiesta alla polizia locale di una relazione da allegare alla segnalazione per danno ambientale alla Procura della Repubblica. La palla quindi, torna in campo, tra Municipio XV e Anas. Resta una discarica abusiva, pericolosa dal punto di vista ambientale per il tipo di rifiuto e per la particolare area in cui si trova, vicino alle sponde del Tevere e ad alcune pozze ricche di biodiversità. Non resta che sperare in una qualche indagine della Procura scaturente dalle segnalazioni. E che qualcuno paghi per i reati ambientali commessi.

Luciana Miocchi

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Una bella iniziativa giunta al secondo anno: doni ai bimbi ricoverati a Natale – di Luciana Miocchi

14 Dic

La forza e la costanza di una mamma del III Municipio, sempre in prima linea nell’organizzare iniziative a favore dei bambini in difficoltà, porta anche quest’anno doni ai piccoli ricoverati dell’Umberto I e a una casa famiglia del Municipio.

Dice Ilaria Tamantini: «Anche quest’anno, nonostante la pandemia da covid-19,sono riuscita a trovare un accordo con dei reparti ospedalieri del policlinico Umberto primo di Roma, con la sede distaccata di neuropsichiatria infantile sita in via dei sabelli e con una casa famiglia sita a Montesacro che si occupa anche dei bambini di Scampia, per la distribuzione di doni per i bambini ricoverati per Natale. La mia iniziativa nasce dall’esperienza personale di tanti ricoveri avuti per mio figlio, durante i quali è cresciuta in me la volontà di regalare un momento di magia ai piccoli guerrieri e donare loro un sorriso. Mi occupo regolarmente di famiglie con bambini speciali, a cui, tramite un pool di avvocati che hanno messo a disposizione la propria professionalità, offriamo supporto legale gratuito per far rispettare alle istituzioni i loro diritti, troppo spesso calpestati. Ma torniamo al Natale. Chi volesse aderire può acquistare un dono(Babbo Natale fabbrica regali con l’aiuto dei suoi elfi! Quindi il prodotto deve essere nuovo; sono ben accetti giochi di società, peluche, libri, puzzle, bambole, costruzioni morbide e tutto ciò che la vostra fantasia propone! Una volta acquistato il dono potete incartare il regalo scrivendo sopra di cosa si tratta (in piccolo) oppure chiudere con carta trasparente e un bel fiocco (questo mi aiuterà nella distribuzione).

Questi doni devono essere consegnati direttamente a me entro il 19 dicembre 2020, in modo che possa poi portarli a destinazione il 21 dicembre. Potete contattarmi al numero 3294833484 per concordare la consegna. Ovviamente sarete aggiornati passo passo sulle date e sulle modalità di distribuzione».

Luciana Miocchi

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Con l’accordo ormai ufficiale tra Figc, Comune, Regione e agenzia nazionale per i beni confiscati, si apre una nuova era per il Salaria Sport Village. Nessuno dice se i residenti del quartiere e di quelli limitrofi potranno mai più accedervi – di Luciana Miocchi

25 Lug

Accordo tra Agenzia nazionale per i beni confiscati, Roma Capitale, FIGC e Regione Lazio.

Il Salaria Sport Village confiscato diverrà la casa delle nazionali del calcio. Abbonati e residenti sperano rimanga utilizzabile anche per i comuni cittadini ma al momento non v’è nessun cenno

Il 23 luglio c’è stato un sopralluogo al Salaria Sport Village, con il direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità Bruno Frattasi, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della FIGC Gabriele Gravina e alcuni funzionari di Roma Capitale e della Regione Lazio, in vista dell’assegnazione del centro sportivo, da parte dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata a Roma Capitale. In base a un protocollo già firmato, il Campidoglio e la Federazione Italiana Gioco Calcio porteranno avanti un progetto ambizioso per riqualificare il polo sportivo più grande d’Italia.Come riporta la nota Ansa, la Figc e Roma Capitale stanno lavorando per la realizzazione di un centro polivalente che possa ospitare la nuova “Casa delle Nazionali”: una sede tecnica destinata ad accogliere i raduni di alcune delle Nazionali azzurre, valorizzare tutte le strutture sportive esistenti grazie alla collaborazione con altre Federazioni e – per la prima volta in unico centro – realizzare un polo aperto a tutte le dimensioni sociali del calcio, in particolare quella della disabilità. È intenzionedella Federcalcio, infatti, farne sede della neocostituita Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale. Virginia Raggi sul suo profilo fb scrive: «A seguito di un protocollo già siglato con Figc lavoreremoa un progetto per creare una sede tecnica destinata a ospitare i ritiri di alcune delle Nazionali azzurre. L’intenzione è anche quella di valorizzare tutte le strutture esistenti all’interno del centro, con la collaborazione di altre Federazioni sportive. La Federcalcio, inoltre, ha manifestato la possibilità di farne sede della nuova Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale: sarebbe il primo esempio di un unico polo aperto a tutte le dimensioni sociali del calcio, in particolare quella della disabilità. Ho visitato la struttura insieme al direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità, Bruno Frattasi, e al presidente della Figc Gabriele Gravina. Il Salaria Sport Village sarà trasformato in un posto dedicato al gioco del calcio e allo sport come strumento di aggregazione e inclusione. Sarà un polo d’eccellenza dove poter praticare attività sportiva a tutti ilivelli». Nessun cenno sul destino degli abbonati che hanno visto sopendere l’attività né se la struttura, unica nelle vicinanze e capace di attrarre praticanti dai comuni limitrofi, rimarrà fruibile dai residenti oppure no. La questione è di grande importanza, per gli abitanti dei quartieri limitrofi, non essendovi altra struttura – e come sarebbe potuto essere altrimenti, il centro originario è li da quasi cinquant’anni – dove poter praticare tutta la varietà di sport offerti fino ad ora e a prezzi calmierati, essendo le più vicine strutture comunali a una decina di km di distanza. Il comitato di quartiere di Settebagni si è già attivato per segnalare la problematica legata allo sport, soprattutto per i più giovani, rappresentando il centro una grossa valvola di sfogo, anche e soprattutto per chi non voglia darsi soltanto al calcio, memore dei tempi in cui l’allora Banco di Roma era utilizzabile solo dagli impiegati dell’istituto di credito, dalle loro famiglie e da chi riusciva ad ottenere la qualifica di “ospite” e tutti gli altri dovevano sobbarcarsi trasferte poco agevoli anche solo per praticare il nuoto, ammirando da fuori la recinzione i tanti campi da tennis, ilpalazzetto del basket, i campi da calcio e da tennis, la pista di pattinaggio. Sarebbe tornare indietro nel tempo, quando la periferia brutta, sporca e cattiva veniva tenuta ai margini delle luci dell’eccellenza. Ma siamo nel XXI secolo, ormai. Il quartiere spontaneo sorto intorno al borgo campagnolo si è evoluto, sono arrivati i costruttori e i residenti hanno preso consapevolezza di essere cittadini al pari degli altri, che rivendicano e ottengono diritti e servizi. Il centro federale potrà essere una buona opportunità di lavoro e di crescita per la zona. Nessuno è intenzionato a guardarlo solo da fuori come nel tempo che fu. Luciana Miocchi

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