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A Stimigliano con le Alfa Romeo del Club Cuore Sportivo Lazio- di Alessandro Pino

13 Ott

[ROMA] I soci del Club Cuore Sportivo Lazio – sodalizio motoristico tra i più noti del settore che riunisce i possessori di vetture Alfa Romeo di interesse storico – ha organizzato il 13 ottobre un raduno con destinazione Stimigliano, antica cittadina della Sabina. Le vetture del Biscione accolte dai responsabili del Club Maurizio Solazzi e Danilo Cambrini si sono concentrate la domenica mattina nel parcheggio del Centro Commerciale Anagnina: si trattava di modelli appartenenti a decenni diversi, tra cui l’Alfetta protagonista degli anni Settanta, la favolosa Montreal (definita all’epoca della presentazione “massima aspirazione dell’uomo in fatto di automobili”), la prestigiosa 2600 Sprint, alcune Giulia e Giulia Gt, l’Alfa 75 fino ad arrivare alla Giulietta (e a una Mito venuta a conoscere nonne e zie…) dei giorni nostri. Per i partecipanti l’omaggio di una bottiglia doc contenuta in una custodia rigorosamente rosso Alfa. Nell’aria quell’inconfondibile aroma di vapori di super e rivestimenti in similpelle e simillegno anni Settanta. Sempre emozionante il momento della partenza in colonna per raggiungere il Raccordo e l’autostrada in direzione Stimigliano, in un concerto di motori quasi tutti a carburatore, gradevoli anche all’udito, alla faccia dei talebani gretini dell’ambientalismo terroristico e tanto in voga in questi tempi scialbi e che invece dovrebbero prendere esempio da epoche gloriose delle quali le vetture storiche Alfa Romeo sono testimoni assieme a chi le guida.
Alessandro Pino

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Protocollo di intesa Comune di Roma FIGC e Salaria Sport Village per realizzare la casa delle Nazionali – di Luciana Miocchi

1 Ago

Con la delibera 148 Giunta Capitolina, votata il 30 luglio, lè stata determinata l’approvazione di un Protocollo di intesa tra Roma Capitale e la Federazione Italiana Gioco Calcio per realizzare la “Casa delle Nazionali” presso il ‘Salaria Sport Village’, in Via San Gaggio, a Settebagni.

Come si puó leggere sul sito della FIGC, “Il Centro, al cui interno verrà realizzato anche un Centro medico-fisioterapico all’avanguardia, potrà ospitare le Nazionali di calcio italiane; realizzare scambi con società sportive anche internazionali, incontri con Nazionali straniere e favorire lo svolgimento di attività tecnico-preparatorie per le Nazionali giovanili maschili e femminili, nonché programmi mirati per la valorizzazione dei giovani. Un progetto che, grazie allo sviluppo e alla promozione dell’attività sportiva ad alto livello e all’apporto di competenze e professionalità specifiche, permetterà alla città di Roma di godere di ulteriore attrattiva internazionale oltre che di una rilevante valenza sociale grazie, come proposto dalla FIGC, all’elaborazione di progetti rivolti a giovani provenienti da famiglie disagiate, a persone diversamente abili e alla realizzazione di una progettualità di responsabilità sociale. L’attuazione del Protocollo in oggetto è subordinata alla conclusione della procedura di trasferimento definitivo del compendio al patrimonio di Roma Capitale a seguito della confisca dello stesso e che non comporterà impegni di spesa a carico dell’Ente, perché l’investimento economico per il riammodernamento e la gestione ordinaria e straordinaria saranno presi in carico dalla FIGC. La Federcalcio, infatti, è intenzionata ad investire nella struttura per realizzare un polo sportivo d’eccellenza che, oltre al calcio e attraverso la collaborazione con altre Federazioni, possa ospitare diverse discipline sportive. Un’iniziativa prodromica alla realizzazione di una vera e propria Accademia di alta formazione, nella quale si affiancheranno diversi percorsi didattici rivolti ai giovani e agli atleti che si preparano per il post carriera”. Sempre sul sito della FIGC vengono riportati i commenti degli attori: “Una sinergia che rappresenta un’opportunità importante per la città di Roma e un regalo alle Nazionali di calcio, ma che non dimentica l’aspetto etico oltre che educativo dello sport” ha commentato la sindaca Virginia Raggi. “Vogliamo realizzare un programma che, attraverso una sana progettazione, favorisca inclusione sociale e integrazione rivolgendo la propria attenzione anche a quelle fasce di utenza svantaggiare. Quello della Giunta Capitolina è un atto importante, per il quale ringrazio in particolare la Sindaca Raggi – dichiara il Presidente della FIGC, Gabriele Gravina – è stato avviato un iter che nelle nostre intenzioni porterà alla realizzazione di qualcosa di unico, dal grande impatto sotto il profilo sportivo ma anche sociale e formativo”.

Parte della struttura del SSV fu al centro delle cronache giudiziarie scaturite dalla gestione commissariale dell’evento mondiali di nuoto 2009 e degli scandali seguenti es in questi dieci anni è stato comunque un polo di riferimento per le attività sportive del quartiere di Settebagni e di quelli limitrofi. Chissà se ora il progetto di FIGC e Comune di Roma lascerà il libero accesso ai residenti.

Giovanni Caudo, Presidente del III Municipio ha così esternato il suo pensiero: “Con la Casa delle Nazionali presso il Salaria Sport Village, viene posto un altro tassello per quella rinascita della Salaria che da tempo, ormai, auspichiamo e promuoviamo. È questo il segnale positivo per un futuro possibile per un’area dall’enorme potenziale in cui, come dimostrano anche le esperienze maturate in questi mesi e che hanno condotto alla chiusura del tmb e all’inaugurazione di Citylab 971, i cittadini e i giovani sono posti al centro del cambiamento”. “Ora – continua ancora Caudo – occorre, una volta di più, imprimere un’ulteriore accelerazione a questo processo, con un investimento reale, ideale e di senso su quelle fermate del treno – Fidene, Settebagni e Nuovo Salario – così vicine ma ancora non accessibili ai fruitori e indirizzare la bonifica e la riconversione dell’area ex tmb nell’ambito di una visione complessiva della nuova vita della via Salaria, come promesso e già avviato dal presidente Ama Luisa Melara”.

Luciana Miocchi

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Incontro istituzionale all’ateneo Salesiano sull’area di Trasbordo del III Municipio – di Luciana Miocchi

26 Lug

L’incontro, cosi come comunicato, doveva iniziare alle diciotto, presso l’aula due dell’Università salesiana, a Colle Salario ma alcuni impegni della Sindaca di Roma ne ritardavano l’avvio. 

Dopo una mezz’ora il Presidente Caudo ha deciso di prendere il microfono: «aspettiamo Virginia Raggi e la dottoressa D’Aprile, dirigente di Roma Capitale dipartimento rifiuti e Massimo Bagatti responsabile di Ama. Abbiamo chiesto a queste persone di venire a spiegarci il Masterplan, la programmazione che viene fatta per la prima volta nel Comune di Roma su dieci siti che fanno parte del ciclo di raccolta dei rifiuti indifferenziati, fatta dai compattatori che poi vanno a conferire la raccolta negli impianti. Il nostro municipio gravita su Rocca Cencia. Il comune di Roma ha deciso di fare una programmazione su tutto il territorio comunale con l’obiettivo di utilizzare questi siti per passare da un compattatore a un camion più grande, che se ne va nella sua destinazione, non entra più in città. Noi siamo qui per prendere tutte le informazioni utili che Roma capitale ci può dare. Noi avevamo indicato un’altra area che avevamo pensato fosse meglio ma non è questo il tema; quello che noi abbiamo pensato è di fare sei domande , che ci facciamo noi e anche i cittadini. Faremo le osservazioni a valle della riunione di oggi, che è una seduta di lavoro, in cui ci sarà la possibilità di raccogliere delle informazioni, ci sarà la possibilità di fare domande da parte dei cittadini».

Caudo ha poi ringraziato la struttura dell’Ateneo Salesiano per aver messo a disposizione la sala.

Alle 19 meno venti la Raggi non arrivava ancora e il Presidente ha deciso di iniziare la seduta, illustrando le sei domande, cosi sintetizzate da Christian Raimo, assessore alla cultura del III Municipio, alla lavagna: 1 master plan; 2 aree trasbordo; 3 in cosa consiste il trasbordo; 4 sono necessarie autorizzazioni e di che tipo?; 5 revoca aia Tbm; 6 trasbordo nel tmb salario?

Ha detto Caudo: «noi come Municipio abbiamo ricevuto il Masterplan, abbiamo chiesto a D’Aprile di fare una rappresentazione. Qui parliamo solo di raccolta, non parliamo di impianti, non parliamo di discariche. Solo di efficientamento della raccolta dai cassonetti dell’indifferenziato. Però vogliamo sapere in dettaglio come funziona questo piano, esattamente qual è l area perché non è indicata nel Masterplan, vogliamo sapere in cosa consiste esattamente il trasbordo, siamo persone responsabili ma non ci piace giocare con le parole. Vogliamo che ci fate vedere con precisione cosa si farà nel sito. Sono necessarie autorizzazioni per avviare questa attività? Se sono necessarie, quali sono? Dai documenti non risulta nessuna utilizzazione per trasbordo dell ex Tmb, vogliamo sapere se verrà utilizzata quell’area».

Nell’indicare la segretaria della presidenza da cui recarsi per prenotarsi e prendere la parola, il minisindaco ha affermato che «Tutto quello che verrà detto stasera, verrà inserito in una nota che sarà inviata al dipartimento. Abbiamo chiesto di mandare le osservazioni oggi, anche se scadeva ieri, perché la riunione si tiene oggi, prima data utile per la disponibilità della Sindaca»Ha preso la parola l’ing. Laura D’Aprile: «Il Masterplan dei trasbordi si inserisce in una serie di attività di infrastrutturazione della raccolta dei rifiuti che è la parte della gestione dei rifiuti che è delegata ai comuni. Roma capitale, nell’ambito della raccolta intende infrastrutturare con una serie di presidi di vario genere, che consentono di efficientare e rendere più efficace il lavoro che quotidianamente Ama svolge. È chiaro che uno dei problemi che Ama e Roma Capitale si trovano ad affrontare è che l’area molto estesa. In questo senso da dicembre 2018 abbiamo, congiuntamente alla direzione generale, inteso sistematizzare le attività e non più procedere per singoli trasbordi o single iniziative sui municipi ma una cosa che consente di far vedere ai cittadini tutta la raccolta su Roma Capitale. Abbiamo individuato 26 aree, che hanno portato, dopo uno screening sui municipi, a 4 siti. Chiaramente si trattava di una idoneità di tipo potenziale, da verificare successivamente su logistica, viabilità. In particolare la sindaca ha chiesto ai municipi di individuare eventuali aree idonenee. Cosa è un trasbordo: sostanzialmente art 192 comma 12 dlgs 152/2006  le attività di trasbordo non rientrano nelle attività di stoccaggio e gestione, sono attività asservite al sistema di raccolta. Che vuol dire? Entro le dodici ore della giornata il trasbordo deve essere smantellato, non prevede particolare presidi tecnici se non accorgimenti atti a evitare la contaminazione del terreno e delle acque oltre la compatibilità con il piano regolatore vigente. Si tratta di un’attività, detta banalmente, il trasbordo è un trasferimento di rifiuti da un camion a un altro senza toccate per terra, nella trasferenza i rifiuti poggiano per terra e rimangono più tempo. L’impatto in termini di presidi ambientali necessari, gli odori si manifestano. Con il trasbordo queste problematiche non ci sono. Noi abbiamo la legge regionale nr 27 del 1998 che è delegata dalla legge nazionale. Questa legge prevede all’ art 19 che “le stazioni di trasferimento dei rifiuti urbani, soggette a valutazione di impatto ambientale ai sensi della normativa vigente, sono autorizzate dalla provincia competente per territorio, su richiesta dei comuni interessati. L’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata previa approvazione da parte della provincia di un progetto. L’approvazione comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori. Nei casi in cui non sia richiesta la valutazione di impatto ambientale, le stazioni di trasferimento sono attivate previa comunicazione alla provincia competente per territorio.” Le stazioni di trasferimento soggette ad autorizzazione sono soggette all’autorizzazione della Provincia. Questo è un altro caso, quello delle trasferenze. Quando non è necessario autorizzazione, le attività si svolgono tramite comunicazione di ama a città metropolitana che si avvale ad una serie di aree idonee per articolare la raccolta. Per le direttive europee qualsiasi attività di raccolta rifiuti deve essere svolta senza arrecare rischi alla salute e all’ambiente.» Spiegato trasbordo, spiegati gli atti amministrativi. «Non c’é nessuna competenza autorizzativa né di comune di Roma né di città metropolitana. Viene fatta la comunicazione alla città metropolitana e non vi è nessun dovere autorizzativo né di Roma né di regione. Abbiamo semplicemente fatto un passaggio in più, abbiamo coinvolto i municipi, indicato delle aree entrando nello specifico del municipio terzo ma su questo c e stato un allineamento costante con il municipio, c’è stata una prima indicazione su Ave Ninchi, il municipio ha indicato un’altra area Anas, immediatamente verificata con Anas che ha risposto nello stesso giorno che questa area non era disponibile»

Alle 19 è arrivata la Sindaca Raggi. Ulteriore ringraziamento di Caudo al rettoreangella e a Don Mauro Mantovani che illustra brevemente le cinque facoltà dell’ateneo (filosofia, teologia, lettere cristiane classiche, scienze dell’educazione e scienze della comunicazione) con provenienze da cento paesi del mondo, che ringrazia a sua volta Sindaca e Presidente del Municipio, ricordando che l’idea di un diploma di ecologia e cura di casa comune è nata qui è e si è diffusa con un’inziativa che coinvolge tutte le Università ponteficie e in collaborazione con le Universita statali. 

Ricomincia la dottoressa D‘Aprile «Stavamo dicendo nello specifico del Municipio terzo, l’area dell’anas indicata, nella stessa giornata in cui è stata richiesta, l’ente ha detto che non può essere utilizzata perché asservita a logistica di sicurezza del grande raccordo anulare. Abbiamo quindi avviato interlucuzione per individuare ulteriori aree con anas, che in tempi brevissimi ci ha fornito un riscontro, ama e i tecnici del dipartimento sono andati a visionare ulteriori aree anche per verificare l’idoneità all’obiettivo generale. Di di tutto è sempre stata informata la presidenza del municipio a partire dal diniego della prima area indicata. Questo per chiarezza. Il Masterplan è stato trasmesso a tutti i Municipi con richiesta di formulare osservazioni entro il 22 luglio, come avete sentito Caudo ha chiesto una deroga per poter svolgere questa assemblea di oggi, dopo di che noi approveremo il Masterplan tenendo conto delle osservazioni dei municipi, che non sono molte perché in massima parte hanno confermato ciò che era contenuto nel Masterplan. Questo modo di operare sarà ripetuto per tutte le altre questioni di raccolta rifiuti.

Per il  Tmb salario: è noto a tutti che da gennaio 2019 il Comune ha chiesto di provvedere alla bonifica e messa in sicurezza ad Ama di tutta l’area e il non utilizzo dell’area per scopi industriali. Naturalmente sapete bene che ci sono stati indirizzi e comunicazioni anche recenti rispetto alla riqualificazione e bonifica dell’area. Abbiamo richiesto ad ama, in seguito alla comunicazione della regione Lazio, di fare istanza per ottenere la revoca dell’aia. Però,  in caso di incidenti, la disciplina prevede che chi detiene il potere autorizzativo, ovvero la regione,  può revocare l’aia direttamente. E’ un rapporto in cui Roma Capitale, sostenzialmente, non entra. Il rapporto è tra Ama Spa e regione Lazio. Vi invito solo a leggere gli articoli dal 29 in poi del testo unico ambientale per verificare quanto detto fino ad ora. Se ci fosse bisogno di ulteriori formalizzazioni, si faranno comunque.

A questo punto è intervenuto Caudo: mentre oggi preparavamo questo intervento, abbiamo avuto una telefonata da parte della Melara  che vernerdì verrà al Tmb un responsabile di Enea, pare che saranno incaricati per la bonifica.

E’ poi la volta di intervenire del dottor Bagatti, per Ama: «in tutta Roma si producono rifiuti. L’idea sta nel creare una ripartizione sufficientemente equa che possa far assumere a tutti i Municipi un minimo di responsabilità, si  individuano delle aree per i trasbordi e poi portarli nei luoghi di destinazione e trattamento. Il primo e il secondo sono i Municipi che fanno più produzione degli altri, 630 tonnellate ma non hanno uno sfogo diretto sul Gra. Di impianti di trattamento meccanico diretto, per poterlo utilizzate con gli stessi mezzi abbiamo solo Rocca Cencia sul sesto Municipio. L’ idea è di individuare siti che abbiano caratteristiche tali che le macchine possano trasferire il rifiuto indifferenziato in macchine più grandi che possano andare rapidamente all’esterno e ritornare sul territorio. Tenete conto che le macchine più grandi hanno una capacità di otto dieci tonnellate al massimo, un due tre assi, un giro può andare dai settanta ai novanta cassonetti, a secondo della possibilità che il mezzo ha di muoversi. Abbiamo delle attività che vengono svolte anche nel pomeriggio, con macchine più piccole, i due assi, macchine con carico posteriore e poi gli squaletti, che stiamo sostituendo, che potranno darci una mano nella loro evoluzione perchè abbiamo già in acquisto e stiamo utilizzando macchine che possono raccogliere tre volte uno squaletto e consentono di fare meno trasbordi. L’articolazione logistica da cui prende spunto questa nuova idea è quella di fare necessità virtù, l’esigenza di portare fuori i rifiuti che non possono essere trattati – noi speriamo sempre meno, perché vuol dire che aumenta la raccolta differenziata – è una condizione che ritengo a questo punto sia importante anche alla luce della difficoltà intervenuta. Per tenere pulita la città di Roma, per togliere la condizione che in questo periodo ci impone di ritardare i nostri trasbordi, le trasferenze che sono rimaste per poter andare fuori perché gli sbocchi che sono rimasti di impianti all’esterno in sicurezza c’é sempre un nastro che si rompe, una difficoltà di un mezzo e questo non fa altro che rallentare la raccolta successiva nel turno successivo. Ecco perchè poi vedete i cassonetti che rimangono pieni nonostante il mezzo sia di ritorno: devono andare mezzi più grandi che possono fare percorrenze più lunghe. L’idea di aver un luogo vicino casa dove fare un primo trasloco di rifiuti è una cosa che abbiamo già da molti anni con mezzi più piccoli. Ora si tratta di farlo con mezzi più grandi. Si tratta di disporre di luoghi che per loro dimensione siano più grandi, con spazio più grande, di carico e scarico, logistica, aree di cinque-sei mila metri, conta molto anche la posizione più felice sulle strade verso cui dobbiamo andare. Una prima ricognizione con l’ufficio urbanistica e i municipi in cui ricadono quelle aree che in termini di distanza dalle abitazioni, di vicinanza al Gra sono utilizzabili ma non è che possiamo andare molto più lontano, i turni sono di sei ore e rischiamo di andare tre ore a raccogliere e tre ore passarle in giro. È un’idea abbastanza democratica che ripartisce su tutti i municipi i nostri rifiuti che abbiamo prodotto noi, non sono rifiuti che hanno criticità tali da mettere in allarme, trattandosi più che altro dei resti delle nostre tavole. 

Con cento tonnellate in ingresso ci sono dodici compattatori che entrano ed escono nelle ventiquattr’ore, 4 mezzi che se ne vanno.  Diciamo che questa è una condizione ideale che può modificarsi anche nella stagionalità nel periodo.

Cosa consiste il trasbordo grande: si tratta di allestire uno spazione, in modo che i rifiuti vengano messi attraverso una tramoggia e un nastro su un mezzo più grande, il nastro verrà coperto.   In realtà ne andranno a fare duecento tonnellate. A differenza della trasferenza, con il ragno che preleva la spazzatura da terra e la carica, qui si trasferisce solo da un mezzo a un altro.

Quando ha preso fuoco il salaria, i mezzi dovevano fare cinquemila chilometri in più per portar i rifiuti, che vuole dire ore e ore in più per raccogliere le stesse quantità».

All’apparire delle foto dell’area prescelta in via di Settebagni, si alzano voci di contestazione: l’ingresso è quello in comune con il rifugio degli animali, i quadrati che si vedono sono all’interno del terreno prescelto, sono le aree di sgambamento dei cani.»

Prende la parola Caudo: «C’è una visione complessiva che fa i conti con un ritardo storico sui rifiuti, nessuno si salva. Dal 1993, Grottaferrata faceva differenziata, noi buttavamo i rifiuti in una buca. Conta solo che i cittadini devono fare una vita dignitosa, non si può avere il cassonetto pieno alla mattina.  Siamo qui per vedere come migliorare questa situazione. L’ ultima fase è prevista dopo ottobre, ci sono dei dubbi sul sito che possa essere immediatamente utilizzato.

Questo sito tratterà 150 tonnellate, ne produciamo 165 (si ma di noi mandano poco al trattamento, trenta tonnellate, gli altri mandato quasi tutto e il secondo e primo Municipio producono quattrocento tonnellate e non si fanno carico di nulla, ndr ). Non si governa con i social, non si prendono decisioni sui social, si governa qui capendo e ascoltando. Questa amministrazione non ha mai fatto sconti a nessuno ma nello stesso tempo bisogna avere responsabilità, siamo qui per tenere insieme interesse generale e interesse specifico. Bisogna avere fiducia nell’interlocuzione con le istituzioni» .

Passa parola alla Sindaca: « Tante cose da dire. Iniziamo con il dire che la visione sui rifiuti. Chiusa la discarica di Malagrotta, dal 1997 si sapeva, dal decreto Ronchi,  Roma si è trovata senza alternative ed è stato un susseguirsi di emergenze, perché in questo ci sono tanti fasi, la produzione, responsabilità nostra, raccolta, come, trattamento che non è il comune, smaltimento che è la parte finale, che può essere discarica o inceneritore. Stiamo cercando di invertire questo ciclo. Innazitutto non dobbiamo comperare imballaggi, poi dobbiamo puntare, come dice l’Europa, tantissimo sulla raccolta differenziata. La parte peggiore, quella che puzza è l’umido. Se un cassonetto rimane con la plastica o la carta non genera puzza, se invece rimane  un cassonetto dell’umido o dell’indifferenziato è un problema. Quello che questa amministrazione ha cercato di fare è individuare degli impianti di trattamento aerobico dell’umido, che viene poi utilizzato come fertilizzante in agricoltura. Riusciamo cosi a chiudere il ciclo dei rifuti dell’ organico. Ci siamo concentrati su questo perché volevamo togliere la parte puzzolente. In regione ci sono due progetti di compostaggio, uno a Casale Selce e uno a Cesano. I siti non sono vicini alle case, in aree agricole. Roma produce una quantità di rifiuti infiniti. Pensare che nessuno di noi abbia vicino casa un impianto di rifiuti è utopistico perché anche negli altri comuni non sono molto d’accordo, ci sta. Le soluzioni di lungo periodo sono costruire impianti che puntano al riciclo. Oggi è un problema, se impariamo a gestirlo diventerà un valore. Quello che oggi spendiamo per l’immondizia sarà ridotto perché cominceremo a vendere ciò che recuperiamo.

Dobbiamo separare, più facciamo raccolta di qualità più si andrà a guadagnare. Oggi la legge ci dice che che i ricavi di ama sono costituiti solo da tari, tutta la tari va ad ama. Abbiamo scoperto che il 25 per cento dei cittadini sono fantasma. Poi perchè non avendo impianti noi dobbiamo pagare gli altri perché se li prendano.

Dirò una cosa scomoda ma va detto perché volevamo chiudere il Tmb salario non nel 2019 ma nel 2021 perché avevamo la necessità di abbattere la raccolta di indifferenziata di 750 tonnellate in modo da non dover pagare per mandarla fuori. Dal 97 al 2013 ci sono stati sedici anni di tempo per fare qualcosa ma non è stato fatto niente. Stiamo facendo un piano, un progetto per cercare di risolvere questa emergenza. L incendio del Tmb salario ha determinato un rallentamento della raccolta differenziata perché abbiamo dovuto ridisegnare la raccolta.

Nel frattempo succede che dobbiamo portare l’indifferenziato fuori Roma. Noi abbiamo chiesto e imposto probabilmente, al municipio xi che ha subito Malagrotta per quarant’anni, siccome non c’è tempo e dobbiamo ricollocare la trasferenza, sorta di discarica quotidiana, che si faceva al Tmb, gli abbiamo chiesto di prendersela per sei mesi per poter ricollocare quella trasferenza e quella di Rocca Cencia trasformando la traferenza in trasbordo. In questi centottanta giorni in cui siamo stati a  Malagrotta tutti i consiglieri e i cdq venivano a controllare per vedere se cera puzza e hanno detto che puzza non cera. Adesso dobbiamo capire che ora quel territorio deve essere alleggerito e ci dobbiamo prendere l’onere di prenderci i trasbordi, abbiamo cercato di prendere posti lontani da casa e abbastanza non impattanti. E’ ovvio che non parliamo di fiori ma di rifiuti ma li produciamo noi, ce ne dobbiamo fare carico. Vanno in periferia perché c’é più spazio, i siti piccoli non sono impattanti, il centro non è stato aggravato dei camion più grandi per il traffico. Quindi si mandano in periferia. Siti che siano lontani dalle case, che fossero aree libere, vicine alle consolari e al raccordo, l’anas ha bloccato la proposta in alcuni casi di snodo, di rampe, per via della visibilità. Ora voglio dirvi questo. Il Masterplan che stiamo costruendo verrà formalizzato in una determina, non è immutabile, dobbiamo puntare ad aumentare la raccolta della differenziata, riduciamo l’impatto dell’indifferenziata. Nulla vieta che nel frattempo i presidenti di municipio possano proporre di cambiare aree, al momento ci sembra che le aree individuate siano abbastanza rispettose di questi principi. Abbiamo necessità di andare ad alleggerire la trasferenza di Malagrotta perché è rimasta aperta  più dei sei mesi. Questo è quello che dobbiamo fare»

Caudo:« Abbiamo un problema, abbiamo confidato tanto sulle utenze non domestiche, sul bando fatto a ottobre, nel nostro municipio bisognava arrivare da 1000 utenze a quattromila ma non ha funzionato. E noi ci ritroviamo un carico di indifferenziata che dipende da una cattiva organizzazione, da un funzionamento della gara che non ha funzionato . la quota di indifferenziata schizza in alto. Non venivano a prendere i cartoni, la farmacia di via Ugo Ojetti dopo tre settimane li ha messi nei cassonetti perchè non sapeva più dove metterli  e l’ hanno multata. L’Ama lo sa, abbiamo organizzato una riunione con l ‘ assessore Pieroni per agevolare questa cosa. I commercianti ci dicono che è stato un flop totale. C’è una persona della segreteria perchè produrremo un atto che va in consiglio municipale. Le nostre osservazioni saranno che se c’è un sacchetto che va per terra  noi vi denunciamo, perché non è possibile fare una cosa per farne un’altra. Anche sul sito individuato ci sono delle criticità che osserveremo».

 

Dopo quest’ultimo intervento istituzionale, iniziano quelli dei cittadini

Parla Pietro Brusco di No tmb. Parla dell’impianto tmb, vuole vedere la fine. Hanno chiesto di riunire tutte le autorità politiche, perché si mettano d’accordo, “ci siamo stufati che facciate scarico barile. Roma è possessore socio unico di ama, può chiedere di fare. Quell’ impianto vale qualche decina di milioni di euro con l’ aia, senza vale zero, quindi c’è un perché, ce l’hanno detto fuori onda. Noi vogliamo assolutamente avere una cronologia di atti e situazioni per chiudere. Sul trasbordo, noi del comitato di quartiere piuttosto che l’Ossevatorio non diciamo non vicino a casa nostra ma vogliamo sapere i criteri e le regole di gestione. Se ama non funziona e abbiamo avuto dimostrazione che ama non ha funzionato, guarda il ritiro e la gestione dei rifiuti, quali sono i poteri e le regole per la rimozione del sito se non funziona, chi ha i poteri di farlo.

Associazione tutela parco delle sabine: “noi qui presenti ci facciamo assolutamente carico dei rifiuti che produciamo, nessuno di noi ha l’atteggiamento di non volere i siti o i cassonetti sotto casa, tutta via devo dire che diciamo che questo Masterplan suscita parecchie perplessità, guardando quello che accade intorno a questo territorio, che dobbiamo dire che ha sofferto tanto per il Tmb salario, siamo a un km e due, le esalazioni le respiravamo anche noi. Oltre al sito dello svincolo, c’è Saxa Rubra a un km  Labaro, ancora più vicino ci facciamo carico però pare che questo quadrante sia un pochino bersagliato, riguardo alle modalità di questa assemblea ci siamo arrivati un pò in ritardo. Non è questa la sede per discutere di un sito di trasbordo nel terzo municipio, davanti alla sindaca, doveva essere fatto prima. La partecipazione non c’è stata. Mi dispiace. Ci lamentiamo anche del fatto che l’atteggiamento delle forze politiche e amministrative sembra schizofrenico su via Ave Ninchi e questo nessuno ha detto con quali criteri siano stati fatti, forse avremmo dovuti essere coinvolti prima, avremo potuto dire che il sito proposto è all’interno del Parco delle Sabine e all’interno del Parco della Marcigliana, stiamo aspettando dal 2008 perché la società è fallita e noi siamo praticamente un’area extraterritoriale. Diciamo che noi non vorremmo essere sempre quelli che pagano, per questo motivo chiediamo al presidente Caudo di poter allegare a verbale le nostre considerazioni». Caudo ha così precisato: «non è cosi io l’ho ricevuto il 17 di luglio, oggi il 23 luglio questo è la prima data utile per poter svolgere questa assemblea. Fare incontro su informazioni parziali o per sentito dire non è il modo giusto. Questa è la prima assemblea utile in cui prendere informazioni e fare informazione corretta». Ha ulteriormente risposto l’assessore Raimo: «io sono l’ assessore alla cultura ma sto di fatto seguendo la vicenda dei rifiuti, questa è la 54 riunione sui rifiuti. Seguivo la ricostruzione  fatta dalla sindaca, abbiamo protestato contro il Tmb»,  la Raggi contesta quello che dice Raimo, gli chiede “ ma la domanda qual è?” “Un momento – risponde l’assessore – Revoca aia tempistica e se c’è veramente un trasbordo nel Salario, come spesso noi vediamo nel Tmb salario. Evidentemente c’è una difficoltà nel fare questo atto amministrativo, la capacità di mediazione politica tra assessorati, un ruolo che è stato vacante, c’è un cda»  L’assessore municipale viene più volte richiamato dalla platea perchè faccia un intervento più breve e meno dispersivo. Alla fine chiede un impegno formale perché non ci sia scaricabarile ma una tempistica entro agosto in modo che ci sia un ritorno della fiducia verso le istituzioni.

Interveniene poi Silvia de Rosa comitato Settebagni: “Insieme agli altri comitati e ai cittadini del nostro quadrante ci siamo riunioni il quindici luglio e fatto una petizione on line per far conoscere il nostro disegno. Siamo qui per dire no all’area di trasbordo a via di Settebagni. Vogliamo chiedere che l’anas faccia uno scambio di aeree, che ceda quella individuata dal Municipio per il trasbordo e utilizzi questa di via di Settebagni come logistica per la sicurezza del Gra. Chiediamo di allegare la lettera con le considerazioni e la mozione del consiglio municipale del tredici giugno in cui all’unanimità si chiedeva l’esclusione per il terzo municipio da qualsiasi ipotesi di trasferimento rifiuti”. 

Interviene il comitato Saxa Rubra,   che  regala  un libro sugli scavi archeologici lungo la via flaminia e sottolinea la nessuna interazione del municipio con la popolazione. “Saxa Rubra e quel parcheggio non sono una periferia abbandonata ma ci sono mille abitanti, quel parcheggio chiuso ci ha creato problemi per anni perchè la stazione di Saxa Rubra fa diecimila presenze al giorno con capolinee atac , cotral e treno, totale assenza di servizi primari, dobbiamo prendere la macchina per arrivare ai servizi.  Vogliamo sapere se via Gemona del Friuli è stato proposta da comune o municipio. Vorremo sapere se e quando il regime sarà attuato a conclusione dei centottanta giorni  verrà smantellato o meno, a vedere i lavori fatti sembrerebbe no. Ci sembrano i lavori poco coincidente con l’idea che tra centottanta gironi verrà smontato. 

Manuel Burrai, per Tenuta agricola Redicicoli, fa una domanda alla sindaca, nel 2014 assegnazione terre pubbliche abbiamo presentato progetti, situazioni, ci hanno dato trentasei ettari, compreso una punta di discarica a cielo aperto noi paghiamo un affitto ma non possiamo usare l’area perché oggetto di una bonifica. Iniziamo la conversione in biologico perché ce l’avevano richiesto. Con quella cosa li non ce la daranno mai perché non fanno bonifica.  Il comune di Roma si è fatto bello con il progetto, ma poi non si è fatto nulla. Con regolare contratto di affitto 7500 euro l’anno  per non poter utilizzare parti dell’azienda”. 

Un cittadino di Porta di Roma che abita a quattrocento metri dal sito: Se il sito non è dannoso per il benessere dei cittadini non si capisce perché ama e sindaca debba essere lontano dal centro abitato, non si capisce perché si siano spesi per farlo spostare da Talenti. Se è dannoso è inaccettabile che sia posto vicino a un centro abitato di talenti, da porta di Roma o da qualsiasi altro luogo. Prima veniva detto che a venti km dalla città non poteva essere messo. Si pagaherà un po più di benzina, si farà qualche assunzione ma per questi quattro spicci si mette a rischio il benessere dei cittadini? Se questa amministrazione non è capace nemmeno di salvaguardare il benessere dei cittadini qualche suggerimento lo diamo: un a patrimoniale sui grandi patrimoni, una ricontrattazione del debito tanto sbandierato. Il punto è che cosi l emergenza rifiuti non sarebbe come al solito sulle spalle delle periferie, utilizzando le risorse del centro, dei ricchi per impedire che sulle periferie ci sia l’aggravio. A chi si fa pagare l’emergenza dei rifiuti, alle periferie o al centro a quelli che sono esclusi dal trasbordo?

Lombardi , abitante molto vicina al sito. Fa due osservazioni. In via Calindri c’è centro Halzaimer , centociquanta tonnellate di rifiuti  non ci sono da aiuto. Alla mia abitazione arriva un vento forza quattro tutto l anno non abbiamo altre costruzioni, abbiamo pagate il parco, che è stato abbandonato, abbiamo pagato le costruzioni per avere un po di pace. Questi grossi camion dovrebbero essere perennemente accesi e volevo chiedere se è vero perché fanno un certo rumore. 

Adriano Travaglia, presidente comitato villa spada:”faccio domanda secca, il sito di trasbordo quanto dura? Non è sato detto, vorrei saperlo. L’altra cosa che vorrei chiedere come comitato cittadino villa spada, chiuso il tmb, Saxa rubra ce l’avremo alle spalle, anche quello spostato ce l’avremo a breve distanza saremo comunque chiusi in un triangolo delle bermude. Il sito anas non è stato mai strategico, come detto da una sua collaboratrice, lo è diventato solo in questo momento. Ci vorrei tornare un attimo sopra, è un sito adatto a fare quello, se strategico significa tenerci il sale che a Roma serve ogni morte di Papa. Il sito è fatto quasi a posta, deve entrare e uscire senza fare manovre perché subito dopo c’è la centrale del latte se deve fare  inversione, quel sito lo pretendo, insieme a tutti i cittadini che lo appoggiano.

Massimo prudente, zero vaste: “Il sito anas individuato. Io sono a favore del piano di trasbordo progettato perché mi sembra la prima volta che si sta programmando qualcosa. A mio modesto parere nell’ ex impianto salario andrebbero trasferito gli uffici dell ama e cosi potremmo smettere di pagare affitti enormi tutti i santi mesi. Condivido moltissimo quello che ha detto Caudo sulle utenze non domestiche. È un grosso problema di questa città, decentrare  ai municipi.

Rossella muroni, deputata di LeU, già presidente nazionale di Legambiente: “ringrazio la sindaca per il lavoro di scambio di informazioni, volevo tornare sul Tmb Salario Le assicuro che è una ferita ancora aperta, sono nata cresciuta e abitante di settebagni, noi abbiamo vissuto la negazione di quello che succedeva. Non siamo sicuri, ci preoccupa perchè la Sindnaca quel giorno ha annunciato la richiesta di revoca dell’aia, la risposta che è arrivata casualmente, è stata che l’ha fatta l’ente sbagliato, la doveva fare l’ama. Fateci capire per mettere fine a quella roba li, parliamo di un sito di Trasbordo ma nella mente abbiamo il Tmb salario, ci avevano detto che era una cosa e poi è diventata un’altra, questo è un primo passo, se vogliamo è un primo passo di decentramento nella logica di rifiuti zero , questa fase è necessaria. Il Tmb deve essere chiuso, deve smettere di essere un incubo.

marcello lucà: “sarò velocissimo, è stato detto tutto, osservatorio tmb, ha detto tutto Ariano. Questo nuovo sito non è idoneo . sono andato a vederlo quel posto, è troppo vicino, è dentro al parco delle sabine, questo taglia la testa al toro, è una serie di curve, troppo piccole perché si dovrebbe fare lavoro a quel sito asfaltarlo, togliere verde per fare le strutture necessarie”.

Pinuccia Cazzaniga: “credo che bisogni investire più alti livelli istituzionali, parlando ormai da tanti anni di raccolta differenziata su Roma, ho perso la pazienza perchè penso che Roma non ce la farà mai, cosa succede dopo il trasbordo?”

Associazione Code Felici: “In questo sito, al quale noi siamo attaccati e paghiamo un affitto da almeno trent’anni,  tano è che siamo li dentro, non sapremmo neppure dove più entrare, è un territorio che abbiamo pulito, e mantenuto per tanti anni e a spese nostre e questo è stato un colpo al cuore. Fino a pochi anni fa agivamo per conto del Comune. Continuiamo a fare con le donazioni, benessere animale, esistono delle leggi e le loro esigenze vanno tutelate. Loro non potrebbero più vivere li, sarebbe pieno di rumori, abbiamo tanti cani anziani, lavoriamo tantissimo nel sociale, facciamo adozioni, sterilizzazioni e cultura cinofila, siamo l’unico rifugio sul territorio. Specifichiamo sono tantissimi anni che portiamo avanti questo lavoro”. 

Giovanni Caudo: “sono particolarmente orgoglioso di questa seduta, di questo lavoro fatto tutti insieme, non bisogna banalizzare, non guardare al proprio orticello, questa cosa successa oggi la partecipazione è questa qui, ognuno dice la sua , questo è il modo con cui si può cercare di governare la città, non facciamo sconti a nessuno, ma ci prendiamo la responsabilità. Non sempre i cittadini hanno necessariamente ragione, bisogna parlarsi e trovare la ragione, siamo qui e siamo qui per questo e viceversa.

Interviene Virginia Raggi: “Una delle proposte più interessanti è provare a invertire le aree dell’anas, eventualmente aprire un confronto. Io pero non sono anas, mi faro portatrice di questa istanza e quanto meno cercheremo di capire. Vorrei riprendere l intervento di chi ha ventilato l’ipotesi che l’attività possa essere dannosa. L immondizia ce l’ abbiamo sotto casa allora non dobbiamo avere i cassonetti? Ma qui ce movimentazione , lontano da casa,  ritengo che trovare un sito che non sia adiacente alle case sia preferibile, non ha alcun senso portare questi siti di trasbordo fuori Roma venti chilometri, perché tutto il tempo perso per arrivare al sito di trasbordo è tempo perso per la raccolta. Quello che stiamo facendo nei quartieri dove c’è il porta a porta spinto è fare l’ama di municipio. Perché consente di recuperare moltissimo tempo, raccogliendo, come nel  sesto municipio. Le sei ore vengono sfruttate quasi per intero, sul territorio. E lo stesso municipio sesto, nel momento in cui abbiamo aperto il sito ama municipale ha visto che la raccolta è migliorata tantissimo.  Ringrazio le informazioni che mi hanno dato i gestori del canile. Moltissimo sono domande tecniche che è meglio rispondano ama o D’Aprile. Ancora sul tmb salario. Quel sito non sara riaperto. Noi abbiamo fato la richiesta richiesta, ora la farà ama, sono in corso i lavorazione per la richiesta della bonifica, noi avevamo proposto di fare uffici e aprire il territorio a quell’ aria un nido, un parco, siamo nella fase di bonifica, il primo step della trasformazione dell aria mi impegno come sindaco per dirvi che quel sito non riaprirà come impianto, non c’è alcun tipo di ipotesi . Ci hanno fatto una serie di domande, i tempi, il trasbordo, ama ha gia detto che andrà a fare una bonifica poi si partirà con la pulizia della rea e la rimozione dei rifiuti, il tema che raccoglie e racchiude tutto è l incontro con anas, che potrebbe decidere di invertire e sostituire le aree tocca vedere se sarà possibile.”

Caudo: “abbiamo visto che nel masterplan non c’è il Tmb salario nè come sito di trasbordo nè come trasferenza. Certificato.  Se pero questa cosa non è vera, la fiducia che abbaino costruito oggi verrà persa. Quello che si scrive  deve essere nella realtà”.

Un residente: “volevo informare il presidente che purtroppo di questa identificazione dell’area sono stato informato dai social network, la mia attività che ho intrapreso in modo individuale, non rappresento nessuno se non me stesso, mi ha consentito di tessere alcune informative, la fondazione bancaria che è titolare del fondo halzaimer, con il suo nuovo presidente mi ha riferito che non sapeva nulla di questa decisione, non che il suo parere fosse importate ma si aspettava che fosse informato della situazione, io volevo focalizzare il fatto che tramite la segretaria del presidente ho cercato di evidenziare la situazione di pericolo per chi abita nei pressi del parco delle sabine, in contesa tra una società in autoliquidazione e il comune che non la prende in carico. Chi ci abita rischia l incendio,ci siamo dovuti autotassare come condominio. Quelli difronte  si sono comprati una trincia stoppie. Ci si ricorda di questa zona solo per fare questo tipo di intervento.”

Andrea Balduini abitante su via Lea Padovani: “, sono rimasto basito nel vedere individuata questa area, sono ingegnere edile e progetto robe di questo tipo, ho partecipato all’estensione del nuovo piano regolatore del 1999. Questa area ha tre vincoli e vincoli puntuali di natura archeologica.  Perché il parco della marcigliana è sacro e inviolabile, alcuni sono andati a processo per la casetta degli attrezzi. Noi abbiamo capito che queste aree devono essere pulite, e vanno asfaltate per essere pulite. Serve un nulla osta paesistico che deve essere chiesto alla regione Lazio. Poi c’è il fosso della Marcigliana. Ci sono volpi cinghiali, uccelli. L’area è immodificabile senza nulla osta. Da progettista, avete fatto vedere l’uscita di quell’area. Voi pensate di fare uscire un autoarticolato dietro una curva cieca, si invade l’altra corsia di marcia. “

Intervento di residente: racconta che ha presentato progetto per utilizzare al massimo le isole ecologiche , per avere riduzione sulla tari. Perché non  utilizzare meglio questa differenziata e interessare di piu i cittadini piuttosto che la raccolta differenziata stradale che è più inquinata perché ci si trova di tutto? “Volevo sapere anche l’intereazione con i consorzi obbligatori per i recuperi. Concludo dicendo che sono molto preoccupata per quanto riguarda il canile nell’area, sappiamo che le associazioni animaliste si aiutano, sono molto preoccupata bisogna pensare al benessere animale. 

Altro residente: “la fiducia è esaurita in presenza di norme non rispettate, lo abbiamo visto anche certificato e il tmb è stato chiuso perché andato a fuoco non perché deciso. Ama è un azienda, industriale che dice che si avvarrà di zone, aree non si capisce se a titolo gratuito o a pagamento, istallerà dotazioni tecniche, materiali certificati, non si sa . Ho seri dubbi, la mia fiducia su questa operazione.. se li c’è un impatto sulle persone chi lo misura, come si misura? chi lo certifica? Io per questo non mi sento di mettere in gioco la mia fiducia, non c’è nessuna previsione che consenta di tornare indietro,

luciani il tmb è chiuso, ma i camion entrona puzzolenti, vuoti o ipieni non si asa, la puzza si snete ancora per cuci noi i miasmi li respiriamo ancora tutti i ginorni, tutte le ntoti, volevo ribadire questo perché si è fermato con l incnedio non è vero, entrano e scaricano tutti i santissimi giorni , la puzza dei camion qualcuno rientra pure pieno, ci sono venticinque trenta camion la puzza si snete, da tutte le parti. Chiso vuol dire cancelli chiusi e dentro non ce piu niente. Invece i  i cancelli sono aperti, gli mezzi entrano scanircano . puzznao.

Signor Senatore: ci sono una serie di punti che non sono stati affrontati, in questa amministrazione la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Si fa questo piano, e nel frattempo all’uscita di bel poggio si fanno costruzioni nuove e ce ne sono altre in previone. Le macchine rimangono in deposito o le portano via mezze vuote. Ci sono domande che fanno capire se c’è volontà di fare o meno qualcosa a norma di legge”.

Caudo fa specifica  su intervento residente di Porta di Roma: “questa amministrazione si è occupata di Porta di Roma appena insediata, abbiamo fatto ricognizione di tutti gli ammaloramenti delle strade, abbiamo fatto sollecitazione proprietà, al pau non siamo stati invitati, la nuova proprietà si è alzata dal tavolo perchè il dipartimento pretende di risolvere solo davanti al tar, noi abbiamo chiesto l’intervento straordinario al simo, dimotrando che l’ammolaramento è legato ai due anni in cui dovevano fare manutenzione la ditta. Abbiamo portato nuovamente la questione al pau, qui hanno risposto che risolveranno il caso solo con l’ avvocatura, equivale a dire che ci vorranno decenni. Al trenta di luglio siamo di nuovo con la quesione al tavolo pubblico della sicurezza. Simo al punto che ci sono diciotto milioni di visitatori di Porta di roma, ci vogliono didicimi milioni di euro solo per sistemare le strade. Abbiamo un grande problema di porte di roma, ho chiesto all’associazione parco tutela sabine un’ assemblea.  Se non si fa questa riunione la proponiamo come municipio, la mia sollecitazione è che facciamo una assemblea cittadina per raccontare non il passato ma il futuro come noi possiamo migliorare le condizioni di un territorio che occupa tutta la parte nord del municipio.  Ero assessore all’ urbanistica,  certe volte la strada più breve non è quella che porta alla soluzione”.

Laura D’Aprile: innanzitutto una decisione dell’ amministrazione si concretizza in un atto che a oggi non c’è. Io capisco la difficoltà a comprendere che un tipo di gestione asservita alla raccolta di questo tipo non sia sottoposta a un atto autorizzativo nè a una progettazione ma è cosi. L’altra questione è l’ imprinting del tmb salario . Non commento. Io sono fermamente convinta ama formalizzerà la richiesta di revoca dell’aia entro la settimana. Ricordo che abbiamo sollecitato, ci sono mie note, atti pubbilci in cui chiediamo all’ex presidente Bagnacani di fare la notifica per l’avvio del procedimento di bonifica. Che è stata fatto a gennaio 2019. Sul Masterplan abbiamo ricevuto le richieste che dovevano arrivare entro ieri. Gli altri municipi ci avevano principalmente risposto che le aree proposte andavano bene. Per il terzo, ne aveva proposte due, una con gravi problemi, anche su strada chiusa e questa. La vostra proposta è stata di riutilizzate quell’ area con scambio. I criteri tecnici sono indicati, non è un impianto, vale il regolamento di igiene urbana di Roma capitale, che prevede una distanza minima di duecento metri. Perciò potrà essere sostituita. Vale per questo municipio come per altri due sostanzialmente, gli altri rispettano le condizioni di tonnellaggio predisposte da ama. Qualora non risultasse con l’istruttoria che fosse possibile fare il trasbordo, qui, noi chiederemo una o più aree al municipio che facciano  un totale di trecento tonnellate. È una forma di giustizia nei confronti degli altri cittadini. Questo in rispetto anche dell’ordinanza della regione lazio che al punto sette dice che ama deve mantenere le trasferenze individuate e individuare uno o più siti di trasbordo e trasferenza. Noi dobbiamo approvare il masterplan dei trasbordi nel rispetto delle indicazioni degli altri municipi e in quello della regione,, ci è anche scritto che se hai esigenza tu attiva e poi mi notifichi la richiesta di attivazione entro i quindici giorni successivi.

Il risultato concreto credo che entro la fine settimana è richiesta revoca e il supplemento di istruttoria su quest’area individuata con ulteriore richiesta di rivalutare l area proposta sul gra, negata per la sicurezza della logistica.

Caudo interviene: la sindaca si è prese l’incarico di rivolgersi di nuovo ad anas. Detto questo che il municipio si prende quota parte di responsabilità sapendo benissimo quale sono i limiti. E’ praticamente impossibile mettere lungo il gra un sito che sia a più di seicento metri dalle prime finestre. Non è che facciamo quindici siti abbiamo risolto il problema il allora ci sono i cassonetti. Dobbiamo efficientare il sistema  siamo qui tutti insieme per capire qual è il modo di far prevalere l’interesse generale etc..

Luciana Miocchi

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Incendio al terzo piano di uno stabile in via Monte Massico angolo via isole curzolane – di Luciana Miocchi

16 Lug

Momenti di panico e terrore nel tardo pomeriggio, in una palazzina all’incrocio tra via Monte Massico e via delle isole curzolane, III Municipio di Roma Capitale. Da un appartamento al terzo piano si è liberata una spessa colonna di fumo nero. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, alcune ambulanze, polizia locale e agenti de vicino commissariato. Gli abitanti dell’appartamento sono stati portati in salvo.

Aggiornamento: Al termine delle operazioni di spegnimento, purtroppo, si è scoperto il corpo carbonizzato di un uomo, nella stanza da cui è partito presumibilmente il rogo.

Luciana Miocchi

(Foto Alessia Vetro)

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E ora Ama chieda la revoca dell’Aia alla regione – di Luciana Miocchi

27 Giu

Derubricata la richiesta di Virginia Raggi a semplice manifestazione di volontà politica, ora i romani aspettano la richiesta di Ama, unica legittimata ad agire. Sperando che stavolta arrivi la parola fine su una vicenda che da quasi dieci anni appesta le vite degli abitanti di Roma Nord

Le parole pronunciate ieri sera durante l’audizione di Zingaretti davanti la commissione rifiuti e ecomafie non sono passate inosservate: la regione Lazio non può revocare l’aia al Tmb Salario perché la richiesta firmata dal Sindaco è nulla, in quanto è Ama che ha tale onere amministrativo. Non è quindi questione politica ma burocratica e d’altra parte le norme ci sono per essere rispettate.

Il presidente del III Municipio Giovanni Caudo, sul cui territorio insiste l’impianto Tmb, si è così espresso:“Sulla revoca dell’autorizzazione integrata ambientale da parte della Regione, nessuna speculazione politica. Ho sentito l’assessore Massimiliano Valeriani che, in merito alla dichiarazioni rese ieri, conferma la ferma volontà della Regione a procedere alla revoca ma secondo i percorsi amministrativi corretti. Correttezza vuole che, pur prendendo atto della chiara volontà manifestata dalla Sindaca con la lettera a Zingaretti, nella quale si decreta la chiusura del TMB Salario, la stessa volontà sia ora manifestata dall’AMA, in quanto società proprietaria dell’impianto. Società di cui Roma Capitale, quindi la sindaca, è proprietaria al 100%. La sindaca solleciti ad AMA questo mero adempimento burocratico”. E ancora: “Non c’è e non ci può essere nessuno scaricabarile su una vicenda dove ormai i soggetti implicati hanno manifestato la chiara volontà di chiudere definitivamente una pagina dolorosa per la città e dove i cittadini si aspettano coerenza di comportamento da parte di tutti gli attori istituzionali. Ribadisco la necessità e l’urgenza di chiudere il percorso amministrativo per la revoca dell’AIA, l’impianto è ormai chiuso e non riaprirà, bisogna pensare ora al futuro di quell’area, alla bonifica e al suo riuso”.

Anche il Pd Romano, attraverso un comunicato di Riccardo Corbucci, coordinatore del Pd Roma e Giulia Tempesta, consigliera comunale dem hanno rilasciato una dichiarazione su quanto il nuovo consiglio di amministrazione di Ama debba fare: “Il primo atto del nuovo cda dell’Ama, appena nominato dalla sindaca Virginia Raggi, sia la comunicazione alla Regione Lazio della revoca delle autorizzazioni per l’ex impianto Tmb Salario. La nota della sindaca, che rappresenta il socio di maggioranza dell’azienda dei rifiuti, ha manifestato la volonta’ politica di chiudere definitivamente la struttura sulla Salaria come chiesto da anni dalla popolazione. Il nuovo cda proceda immediatamente a comunicare la medesima volonta’ agli uffici della Regione, che molto correttamente hanno fatto notare come spetti all’azienda adempiere al corretto iter burocratico. Siamo convinti che l’impianto sia ormai chiuso e l’attenzione delle Istituzioni deve essere rivolto al futuro di quell’area, da decidere con Ama, Comune e cittadini del III municipio”.

Per Roberta Angelilli, dell’esecutivo nazionale FdI, che ha seguito le lotte per far chiudere il Tmb sin da quando era europarlamentare ” Senza una richiesta formale di revoca dell’Aia da parte di Ama, si rischia una possibile futura riapertura degli impianti di via Salaria. Infatti, qualche giorno fa, Virginia Raggi aveva annunciato con una lettera la chiusura dell’impianto Ama di via Salaria ma a tutt’oggi non risulta nessuna richiesta da parte di Ama SpA rivolta agli uffici competenti della Regione Lazio in merito alla revoca delle autorizzazioni. Infatti, benche’ Roma Capitale, come socio unico, detenga il 100% del capitale sociale dell’azienda, soltanto l’Ama e’ titolata a chiedere la revoca dell’Aia. Quindi, per evitare di assistere ad una farsa amministrativa e allo scarica barile di responsabilita’ a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, chiediamo che Virginia Raggi solleciti con urgenza l’invio di un atto formale da parte di Ama alla Regione Lazio, conditio sine qua non per avere la certezza di ottenere la chiusura definitiva dell’impianto”.

“Presenteremo un accesso agli atti per verificare che la procedura di revoca dell’Aia sia stata effettivamente avviata, secondo le adeguate modalita’. Non si puo’ piu’ perdere altro tempo” dichiarano Holljwer Paolo, vicepresidente del Consiglio del Municipio II, e Stefano Erbaggi, direttivo romano di FdI.

Si attendono a breve le reazioni delle altre parti politiche.

Luciana Miocchi

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Colpo di scena per il Tmb Salario: la richiesta di revoca dell’aia fatta dal Sindaco Raggi è nulla. La deve fare Ama – di Luciana Miocchi

27 Giu

Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali, attraverso un post sulla sua pagina pubblica, ha dato una informazione che ha del clamoroso. Nell’audizione di ieri sera, in commissione rifiuti ed ecomafie, veniva ascoltato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Qui è bene trascrivere le esatte parole che la Muroni ha affidato alla rete: “io non so bene come dirlo, perché è difficile da credere, ma il sia Presidente che l’Assessore Valeriani hanno spiegato alla Commissione che la lettera con cui il Comune di Roma ha chiesto alla Regione la revoca dell’AIA per il Tmb Salario è nulla! La lettera infatti avrebbe dovuto mandarla l’Ama non il Comune. Ho fatto presente al Presidente Zingaretti, all’Assessore Valeriani e alla Dirigente Tosini che i cittadini avevano creduto che almeno la vicenda dell’AIA fosse chiusa e che non si poteva più sacrificare il benessere della popolazione sull’altare della polemica politica tra Comune e Regione. Nicola Zingaretti mi ha risposto che il Presidente della Regione Lazio e la Sindaca di Roma Virginia Raggi non hanno alcun problema politico…..”.

In parole povere, Sindaco e Presidente non hanno problemi a dialogare, peró in Campidoglio o Raggi prende iniziative senza chiedere all’ufficio legale – avvocatura comunale, via del Tempio di Giove n. 21 – che quanto meno in materia di rapporti tra Comune e aziende di proprietà dovrebbero essere ferratissimi, o i pareri li ha chiesti e sono stati clamorosamente sbagliati. O anche, si sta cercando di prendere tempo anche a costo di sfiorare il ridicolo, sacrificando finanche reputazione e dignità del singolo, ovvero della Raggi, avvocato a sua volta.

Chiarito l’intoppo, ora ci si aspetta che la richiesta venga prontamente riprodotta a firma dei responsabili Ama.

Luciana Miocchi

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Qui Parco dei frutti, jungla metropolitana a Settebagni – di Luciana Miocchi

25 Giu

È d’estate che i parchi dovrebbero vivere la loro stagione più animata: bimbi piccoli e più grandicelli, le giornate che si allungano, il caldo, le panchine dove chiacchierare con tranquillità.

Se però la manutenzione scarseggia, i rifiuti rimangono per terra, l’erba cresce, le panchine spariscono inghiottite dalla jungla lussussereggiante – trova le panchine nelle foto- e, incoraggiata dalle piogge di marzo, aprile e maggio, il parco rimane un’utopia impossibile da realizzare. Questa è la situazione del parco dei Frutti, a Settebagni, oggi 25 giugno 2019. Gli altri spazi verdi de quartiere non se la passano meglio. Il Cdq ha trattato l’argomento anche nell’ultima riunione de direttivo.

Luciana Miocchi

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Porta di Roma: il Municipio riapre il sottopasso chiuso da mesi – di Luciana Miocchi

21 Mag

Un quartiere ormai densamente abitato, un centro commerciale grandissimo che attira visitatori da ogni parte di Roma ma strade e servizi non risultano ancora ufficialmente in carico al Comune di Roma perchè l’area è ancora di cantiere, mancando diversi lotti di edificazione. Il dramma degli ultimi anni di una città cresciuta senza che norme chiare e attente venissero previste a tutela di chi nelle nuove centralità vive e lavora. Porta di Roma non sfugge a tutto ciò, con l’aggravante che la società originaria titolare delle aree è stata dichiarata fallita e la subentrante sembra avere l’intenzione di contestare parecchi dei gravami previsti. Per cui, per molti mesi, a seguito di un allagamento, uno dei sottopassi vicini al centro commerciale è rimasto chiuso, sbarrato dalla ormai famigerata rete di plastica rossa e dai new jersey provvisori. I lavori necessari al ripristino, la pietra del contendere.

Stamattina, a seguito di lavori minimi per la riapertura, di cui si sono fatte carico le casse municipali,  sono state finalmente rimosse le barriere e il sottopasso potrà tornare a esercitare la sua funzione, alleggerendo così il traffico sulle altre strade.

Dice Francesco Pieroni, assessore ai lavori pubblici del III Municipio: “ieri la Giunta Municipale ha approvato la mia proposta di riaprire il sottopasso davanti Porta di Roma, chiuso dopo un grave allagamento. Dopo mesi di inutili sollecitazioni a Roma Capitale per chiedere i necessari interventi dei Dipartimenti competenti, il nostro ufficio strade, pur senza poter effettuare una manutenzione straordinaria per mancanza di fondi, ha eseguito la disostruzione di tutte le caditoie ed effettuato il monitoraggio per settimane. Un grazie ad AMA e Servizio Giardini che hanno contribuito con la rimozione di rifiuti e ramaglie (l’intervento sarà completato con il diserbo la prossima settimana), e alla polizia locale che nei prossimi giorni predisporrà gli atti per la definitiva riapertura. Se Virginia Raggi ci avesse risposto avrebbe riaperto prima!”.

Luciana Miocchi

 

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Intervista ad Andrea Lepone, giornalista, scrittore e atleta – di Penelope Giorgiani

8 Mar

 

 

Foto - Andrea con libroAndrea Lepone, giornalista, scrittore e atleta, parla del suo ultimo libro, “Riflessioni in chiaroscuro”, pubblicato da La Macina Onlus Editore, e dei suoi progetti futuri.

Andreaparliamo del tuo ultimo libro, la raccolta di poesia “Riflessioni in chiaroscuro”, quali sono le tematiche trattate nelle tue liriche?

Sono diverse tematiche, quella predominante è certamente quella relativa all’esistenzialismo. Poi ci sono pensieri e riflessioni di stampo più filosofico, psicologico e naturalistico, delle vere e proprie visioni della realtà anticonvenzionali.

Perché hai scelto proprio questo titolo?

Perché riassume al meglio il concetto finale del libro, ossia una perfetta mescolanza di poesie che indagano sugli orizzonti di luce e sui coni d’ombra della vita di ciascuno di noi.

Da cosa hai tratto ispirazione per la stesura di questa raccolta poetica?

Dalle mie esperienze e dalla tante domande che mi pongo ogni giorno, sono una persona molto curiosa.

Quanto può essere difficile al giorno d’oggi affermarsi nel mondo della letteratura, soprattutto per un ragazzo giovane come te?

Difficile ma non impossibile, l’importante è rimboccarsi le maniche e impegnarsi assiduamente ogni giorno per migliorare. Servono disciplina e forza di volontà, soprattutto in ambito prosaico-narrativo. Poi ovviamente, entrano in gioco il talento e l’abilità dell’autore.

Devo chiedertelo… La tua poesia preferita?

La mia poesia preferita è “Roll the dice”, di Charles Bukowski, seguita da “Spesso il male di vivere ho incontrato”, di Eugenio Montale.

Recentemente hai vinto il premio “Le Ombre di Monteselva”, riservato al miglior racconto thriller/poliziesco, pensi di dedicarti a tempo pieno anche alla prosa oltre che alla poesia?

Certamente, a breve sarà pubblicato il mio primo romanzo, cui seguirà un altro racconto di genere thriller/poliziesco, e tra qualche mese andrà in scena la mia prima commedia teatrale.

Come riesci a conciliare l’attività giornalistica con quella scrittoria?

Diciamo che uso semplicemente un approccio differente, più analitico per quanto concerne l’attività giornalistica, più riflessivo per quanto riguarda l’attività scrittoria. Nella tua vita anche lo sport ha un ruolo fondamentale, pratichi infatti powerlifting a livello agonistico da molti anni. Ti stai allenando per qualche competizione al momento?

L’obiettivo principale della stagione sono i World Games CSIT che si svolgeranno in Spagna, poi chiaramente ci sono Campionati Italiani e Coppa Italia. Spero di riuscire a prepararmi in modo adeguato per queste gare, nonostante i tanti impegni.

Penelope Giorgiani

 

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Roma International Estetica: pubblico femminile in delirio – di Alessandro Pino

3 Feb

[Roma] È in corso presso la Fiera di Roma la dodicesima edizione di Roma International Estetica, manifestazione dedicata ai professionisti e agli appassionati della bellezza: tre giorni – dal 2 al 4 febbraio – dedicati alla cura del corpo e della mente. La parte del leone la fanno estetica professionale, cura e decorazione delle unghie, bellezza, relax, cosmesi, benessere, fashion, cura del look, dimostrazioni di scuole di estetica e di operatori del settore. In programma anche corsi, convegni, servizio di messa in piega gratuito. Padiglioni presi letteralmente d’assalto dal pubblico femminile come raramente si vede, accompagnatori maschili un po’ meno entusiasti ma ce n’è anche per loro, specialmente per quelli barbuti. Tutte le info utili sul sito http://www.romainternationalestetica.it

Alessandro Pino

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Via Salaria ridotta ad una sola carreggiata per l’esecuzione di lavori urgenti fino al sette febbraio – di Luciana Miocchi

29 Gen

La via Salaria all’altezza del Gra a Castel Giubileo, fino all’incirca all’aeroporto dell’urbe, sará interessata da lavori di manutenzione, per un tempo stimato e richiesto fino al sette febbraio. Ció comporterà il restringimento della carreggiata ad una sola corsia di marcia. Un bel guaio per chi si trovi a percorrerla nelle ore di punta, sia che si serva di mezzi privati o del trasporto pubblico. La buona notizia è che finalmente il Tar si è espresso sulla gara di appalto che fu bandita all’epoca di Marino per il rifacimento di via salaria e poi impugnata subito dopo l’assegnazione, sbloccando lavori per circa quattro milioni di euro. Quasi in contemporanea, poi, un tratto di via Flaminia all’altezza di saxa rubra è oggetto di un restringimento di una trentina di metri, che si ripercuote fin sull’uscita corrispondente del gra. La mobilità di Roma Nord si appresta a vivere giorni complicati.

Luciana Miocchi

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Colonna di fumo dall’ impianto Ama di via Salaria – di Luciana Miocchi

11 Dic

Dalla diretta su fb di qualche minuto fa di Maria Teresa Maccarrone, residente e attivista per la chiusura dell’impianto, si vede una spessa colonna di fumo salire dall’impianto Tmb di Ama in via Salaria. Sconosciute al momento le cause, in un primo momento non si vedevano le fiamme ma dopo pochi minuti sono divenute chiaramente visibili anche dalla strada, come da fotogramma qui sotto:

Sul posto, sono arrivate immediatamente due pattuglie della polizia di Roma Capita le, i carabinieri e diversi mezzi dei Vigili del Fuoco. Si consiglia di evitare via Salaria, anche se al momento risulta aperta.

Dopo un’ora la situazione è visibilmente peggiorata, una spessa colonna di fumo nero, sospinta dalla corrente, si sta abbattendo sui quartieri limitrofi.

Dentro l’impianto sono entrati il presidente del Municipio Giovanni Caudo e l’assessore all’ambiente municipale Francesco Pieroni.

Alle otto e mezza di notano tre colori distinti nella colonna di fumo. Un’altra squadra di vigili del fuoco arriva sul posto

Dalle notizie che giungono, le fiamme sono divampate intorno alle quattro di notte. Nell’impianto presente anche l’assessore capitolino all’ambiente, Pinuccia Montanari.

Attorno a mezzogiorno la situazione pare ormai normalizzata.

Luciana Miocchi

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Buon centesimo complenno nonna Michelina!! – di Luciana Miocchi

6 Dic

Da oltre sessant’anni risiede nel terzo Municipio, Michelina Caruso. I primi quaranta li ha vissuti a Lucera, in provincia di Foggia, dove è nata il 30 novembre 1918, qualche settimana dopo la fine della prima guerra mondiale, un secolo fa.

Questo il pensiero che i nipoti e i pronipoti le hanno dedicato per il suo compleanno: “Nonna sei arrivata a 100 anni un traguardo così importante, vissuto giorno dopo giorno tra le gioie e i dolori tra le lacrime e le risate ma soprattutto dal tanto amore quello che hai saputo dare ad ognuno di noi.

incondizionatamente e senza freni, sei sempre stata la nostra Stella il nostro punto di riferimento, ognuno di noi ti ha vissuta come meglio poteva cercando di fare sue tutte le tue parole e tutti i tuoi consigli che ancora adesso non ti risparmi di dare. Nonna molte volte le parole non riescono ad esprimere quello che effettivamente abbiamo voglia di dirti ma siamo certi che in questi anni ti abbiamo dimostrato tutto il nostro amore e oggi nel giorno del tuo compleanno ancora di più. Ti vogliamo bene Tantissimi auguri dal più profondo del nostro cuore”.

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Una settimana di tempo per riportare a normalità i parchi di Settebagni – di Luciana Miocchi

17 Ott

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(fotogallery qui )

«Ieri (lunedì 15 ottobre, ndr)  il Servizio Giardini ha cominciato l’intervento sui parchi di Settebagni su richiesta del Municipio. A nostra volta, noi abbiamo raccolto le tante pressioni e segnalazioni del comitato di quartiere Settebagni e di tanti cittadini allarmati dalle condizioni delle aree verdi del quartiere. Abbiamo cominciati dal parco più Complesso, l’Umberto Nobile, dove oltre allo sfalcio è necessario un intervento di sfrondatura dei lecci mentre probabilmente sarà necessario un intervento più profondo di potatura e forse in qualche caso di abbattimento (alcuni sono caduti da soli questo inverno)» così esordisce Francesco Pieroni, assessore municipale all’ambiente.

I parchi dei Frutti e Nobile, in verità, nell’ultimo anno hanno conosciuto soltanto interventi dei volontari – magliette gialle, scout, retake, volontari de Il mio quartiere, semplici residenti – tranne che per alcuni piccoli completamenti da parte del servizio giardini e mai per le alberature schiantatisi sotto il peso della neve o pericolanti per motivi vari.

img_7913Diverse le criticità di cui l’assessore si è potuto rendere conto di persona: «al Parco dei Frutti l’obiettivo è una pulizia generale ma a mio avviso è necessario anche garantire che l’ingresso ai mezzi di manutenzione sia più agevole. Quindi proporrò se i cittadini sono d’accordo che il corridoio di accesso sia più libero e, mi permetto, dignitoso di quello attuale. Inoltre vorrei proporre in quell’area di implementare i giochi esistenti per i bambini. Per completare queste attività nei parchi più grandi ci vorranno comunque diversi giorni, anche perché il servizio giardini nel frattempo dovrà affrontare anche alcune emergenze che sono di sua competenza, alberi pericolanti in primis. La situazione più grave è quella però del parco di via Sant’Antonio da Padova 105. Con il servizio giardini abbiamo concordato un intervento di bonifica, di cui ora non so precisare i tempi. Nel frattempo mi preoccuperò di capire chi ha avuto tanta irresponsabilità da permettere che fosse realizzato un parco in una zona tanto difficile da raggiungere senza prevedere un accesso per i mezzi del servizio giardini, con un passo carrabile e uno scivolo. Gli ex amministratori che ora tanto blaterano dei loro successori, se ne erano accorti mentre glielo consegnavano? Avrebbero dovuto pretendere modifiche al progetto sbagliato che era stato realizzato, ma forse chiedere ai costruttori di spendere meglio i soldi delle opere di urbanizzazione, che sono dei cittadini, non rientra nei compiti di un amministratore

A chi proporrà le modifiche e l’acquisto dei giochi per le aree bimbi? 

«Le proposte andranno al dipartimento tutela ambientale finché i parchi non saranno nelle nostre competenze come stiamo chiedendo. Ma siamo disponibili a contribuire anche con fondi municipali. Ovviamente le spese sono da programmare nel 2019».

img_7936Per completare i lavori di sistemazione del verde è stata pronosticata all’incirca una settimana di lavoro, compreso potatura e abbattimenti .  Sarebbe davvero bello poter tornare ad usufruire dei tre parchi e del giardino pubblico presenti nel quartiere, perchè ripuliti sono un vero incanto. Anche il più malandato e abbandonato, data la mancanza di un lungimirante accesso per i mezzi di manutenzione, ovvero l’ultimo acquisito al patrimonio pubblico, il parco in fondo a via S. Antonio da Padova, che costeggia un fosso e la riserva della Marcigliana, ha il fascino di un bosco incantato, seppure a pochi passi dalle abitazioni.

 

img_7937Sembra però che l’unica soluzione sia una gestione integrata, pubblica e da parte del volontariato, data l’estensione del bene verde e il disperato sottorganico dei dipendenti del servizio giardini, a cui andrà ben presto ad aggiungersi la scadenza dei contratti di appalto e le gare non ancora giunte a termine.

Rimangono in grandissima difficoltà le alberature lungo la via Salaria, la cui ultima potatura risale ormai a quasi dieci anni fa.

 

Luciana Miocchi

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Iscritto a ruolo il ricorso contro i disservizi di Ama. Settebagni chiede il rimborso per i disservizi patiti

27 Set

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Iscritto a ruolo generale il ricorso in Commissione Tributaria.

Prevenuta una possibile eccezione formale.

Ora spetterà al Giudice decidere se è giusto o no pagare per la raccolta dei rifiuti quando la spazzatura rimane per strada.

Il precedente potrebbe risultare dirompente per Ama e per il Comune di Roma

Finalmente il gran giorno è arrivato. L’allungarsi dei tempi tecnici per il deposito del ricorso per la TA.RI dei cittadini di Settebagni aveva cominciato a scatenare sui gruppi social locali qualche post risentito, senza sapere che quando si ha a che fare con la pubblica amministrazione è meglio utilizzare un po’ di prudenza in più che in meno e che questo principio ha portato ad uno slittamento nell’iscrizione alla Commissione Tributaria di circa quattro mesi. L’associazione Don Chisciotte ha reso pubblico il numero di ruolo generale ricevuto dal protocollo: 13592/2018. 

Con un comunicato, Don Chisciotte spiega la questione in questi termini: “Il problema è nato dalla mancanza di un elemento formale che – tuttavia – avrebbe potuto causare l’inammissibilità della domanda. In breve, il processo tributario può essere regolarmente incardinato nei confronti di determinate tipologie di atti specifici come sanzioni, cartelle di pagamento o dinieghi di rimborso, nel nostro caso non presenti. Si sarebbe potuto insistere nell’azione. Del resto quale efficacia ha un sistema che attribuisce ai cittadini un diritto senza prevedere in concreto la possibilità di esercitarlo se non a seguito di sanzioni? Abbiamo tuttavia preferito adottare un approccio più prudente. Prima di iniziare l’azione abbiamo presentato un’istanza di rimborso al Comune di Roma in nome e per conto dei ricorrenti richiedendo la riduzione del tributo. Il Comune (come prevedibile) non ha risposto entro i 90 giorni di tempo rigettando tacitamente la richiesta.  Ciò ci ha consentito di introdurre il ricorso contro il diniego di rimborso che rappresenta una delle ipotesi espressamente consentite dalla legge per adire il Giudice Tributario. In altri termini, siamo stati costretti ad un passaggio in più per evitare problemi di natura formale che, nel nostro paese, spesso possono rivelarsi insormontabili. ”

Infatti, circa quattro mesi fa, quando il ricorso era ad un passo dall’iscrizione e l’annuncio dell’imminente deposito era già stato dato, un funzionario adombrò il dubbio sulla necessità o meno del passo stragiudiziale e nel dubbio, si è preferito procurarsi quest’ulteriore elemento.

42568156_700898350268348_7236225376349847552_nDice Noemi De Santis, segretaria e addetta alla comunicazione: “siamo molto contenti di essere arrivati a questo punto, ringraziamo il consiglio che ci è stato dato di esperire prima tutte le vie bonarie di conciliazione, richiedendo direttamente ai referenti la transazione, cui non è giunto segno di risposta. Ora la parola passa al giudice. L’associazione attende trepidante perché se otterremo un giudizio positivo, questo costituirà un precedente molto importante di democrazia attiva verso il miglioramento della governance della nostra città”.

Luciana Miocchi

 

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Appello al Presidente Caudo per la nomina della presidenza della commissione Servizi sociali sottoscritto già da più di 120 persone – di Luciana Miocchi

27 Lug

Sta prendendo forma una petizione, che conta già più di centoventi sottoscrizioni, con la richiesta al Presidente del III Municipio, Giovanni Caudo, affinchè affidi la presidenza della Commissione servizi sociali, una delle più delicate e incisive della consiliatura, a Maria Teresa Ellul, che ha già ricoperto la carica in una passata consiliatura. Persona di grande esperienza nel campo del sociale, è stata anche coordinatrice dei centri anziani del terzo Municipio. L’appello nasce per l’appunto da un gruppo di persone che hanno conosciuto Teresa Ellul in questi anni nel suo lavoro, esponenti di comitati di quartiere, terzo settore e centri anziani. Fra i firmatari Paola Ilari, Maria Teresa Maccarrone e Sabrina Cavalcanti dei democratici del III municipio.

Di seguito, testo e elenco dei primi sottoscrittori, necessariamente provvisorio, in quanto la raccolta delle sottoscrizioni è ancora aperta:

“Appello per la designazione di Maria Teresa Ellul a Presidente della commissione servizi sociali

Sottoscriviamo questo appello per chiedere al Presidente del III municipio Giovanni Caudo, all’assessore ai servizi sociali Maria Romano e alla maggioranza di centro sinistra, di individuare nella figura di Maria Teresa Ellul la Presidente della Commissione Servizi Sociali del III municipio. Dinnanzi ad una situazione difficile nella gestione di una materia così complessa e importante per la qualità della vita dei cittadini, siamo convinti sia necessaria l’esperienza, l’abnegazione e la preparazione di Maria Teresa, che da sempre si è occupata dei servizi sociali, ricoprendo questo ruolo già in passato ed essendo stata anche recentemente coordinatrice dei centri anziani del III municipio. In un’amministrazione fortemente rinnovata, crediamo sia di fondamentale importanza puntare anche sull’esperienza e la capacità di chi può contribuire al miglioramento dei servizi del nostro municipio.

Alessandrini Egle, Anaclerio Simonetta, Argenio Giampaolo, Bagnarelli Luisa, Barbizzi Marco, Basile Giacomo, Bassi Roberto, Belelli Elvira, Biancastri Bianca, Bissiri Piergiorgio, Bonizio Franco, Bonizio Tonino, Bordin Germana, Boscherini Claudio, Bravin Sergio, Brighi Cecilia, Calistri Massimo, Callegarini Gabriella, Camagni Carla, Canino Margherita, Cantarini Giampiero, Capello Graziella, Capraro Maria Grazia, Cardarelli Cinzia, Carnevale Gabriella, Castracane Massimo, Catalano Anna, Catino Antonio, Cavalcanti Gaetano, Cavalcanti Rosario Maria, Cavalcanti Sabrina, Cavalletti Gino, Cazzaniga Pinuccia, Cecoli Piera, Cerqua Maria Luisa, Coccarelli Daniele, Coccarelli Simone, Colapinto Stefano, Coppola Cristina, Coppolecchia Claudia, Cristaldi Gianpiero, Cucchi Maria Teresa, Cuzzani Massimo, Cuzzani Noemi, D’Aleo Luciana, D’Antonio Silvio, Dal Basso Monica, D’Arcangeli Patrizia, De Rosa Silvia, De Sanctis Elena, De Stefano Ester, Di Basilio Dario, Di Giacomo Donato, Di Giacomo Salvatore, Di Loreto Santina, Di Madia Calogero, Di Pietro Paolo, Di Rienzo Claudia, Di Stefano Silvia, Doneddu Angelo, Esposito Dario, Esposito Patrizia, Falsone Gemma, Fasoli Teresa, Fava Marina, Federico Caterina, Florenzano Francesco, Fornasari Claudio, Fratini Enrico, Fucà Benedetto, Furiani Annalisa, Furiani Felice, Furiani Stefano, Gagliardi Luciano, Goretti Anna, Grandoni Enrico, Granito Giorgio, Iavarone Vincenzo, Ilari Paola, Landi Maria Giovanna, Lauria Giuseppe, Lazzaroni Fabio, Logiacco Massimo, Lombardi Felice, Lonza Adriano, Lualdi Giuliana, Maccaroni Marzia, Maccarrone Francesco, Maccarrone Maria Teresa, Macchia Luisella, Maccioni Antonino, Malerba Carolina, Manacorda Valentina, Manai Francesco, Marazzoli Milena, Marcopoli Alfonso, Marcopoli Valerio, Marini Marco, Marzolini Marina, Mavaracchio Annarosa, Menabene Giulio, Merli Alessandra, Merli Anna Maria, Merli Caterina, Monaco Luca, Monteforte Daniela, Montisci Gianni, Morosi Lorenzo, Pagliaro Flora, Pagliaro Vincenzina, Paliotto Mario, Panecaldo Fabrizio, Paoletti Roberto, Parissi Alberta, Patrizi Carla, Pazzi Enrico, Penna Maria, Pezzotti Franco, Pierannunzio Daniela, Punzo Anna, Ravecca Mirella, Ruggiero Antonino, Ruggiero Rocco, Sabbatini Claudio, Salducco Benvenuto, Salerno Rosa, Scarano Dora, Selan Laura, Spizzichino Lorenzo, Staropoli Barbara, Talu Alma, Tenore Antonio, Teodonio Marcello, Tonanzi Laura, Trementini Claudia, Trifoni Imperatori Marta, Trivellato Bruno, Valcerca Ivan, Varone Oreste, Verardi Giovanni, Verdesi Maria, Vergato Francesco, Vignaroli Domenica, Zampetti Maurizio, Zanetti Barbara, Zannetti Claudio.

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Striscione in favore della riapertura dei porti sulla sede municipale di Montesacro – di Luciana Miocchi

14 Lug

Il Presidente del III Municipio aveva manifestato l’intenzione di farlo a margine della conferenza stampa per la presentazione della giunta municipale e a distanza di tre giorni l’ha fatto. Un semplice striscione senza simboli è apparso questo pomeriggio sul muro di una delle terrazze della sede istituzionale di Piazza Sempione, con la scritta “porti aperti diamo asilo”. Numerose le reazioni avverse sui profili e sui gruppi di destra riconducibili all’ambito municipale. Particolarmente critico Manuel Bartolomeo, Fdi, rimasto fuori dal consiglio municipale per via del ricalcolo dei decimali e autore della foto postata sui social e che viene utilizzata anche in questo blog a titolo di documento. Per Francesco Maria Bova, consigliere della Lega e candidato presidente della coalizione, vi è il dubbio se simile atto sia legale. Donatella Di Giacinti, ex consigliera m5s e una dei quattro dissidenti della ex maggioranza, ha così postato su fb “Mi piace eseere coerente con me stessa… Vorrei vederci anche striscioni x il femminicidio… E x le morti sui posti di lavoro…tanto per dire”.

Con una nota congiunta, Bartolomeo e Francesco Filini, dirigente romano di Fdi, chiedono che la polizia locale rimuova lo striscione , ritenuto “abusivo” e “pro immigrati”. Scrivono i due, tra le altre cose:” Da Caudo un’operazione becera di strumentalizzazione della sede istituzionale, che invece di attivarsi per sfasciare l’erba alta e tappare le buche come primo atto compie un’azione illegale”. In realtá, lo stesso Caudo, aveva riferito, durante la presentazione di aver giá impegnato delle somme a disposizione della presidenza, appena insediato, per far sì che potessero essere eseguiti dei lavori di pulizia ( https://lucianamiocchi.com/2018/07/12/presentata-ufficialmente-alla-stampa-la-giunta-del-iii-municipio-di-luciana-miocchi/ ).

Al momento, nessun commento appare sui social da parte della maggioranza municipale.

Luciana Miocchi

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Il neo presidente del III Municipio va al Tmb e l’aria profuma di primavera in fiore – di Luciana Miocchi

9 Lug

Questa mattina il neo Presidente del III Municipio, insieme ad alcuni degli assessori della sua giunta, che verrà ufficialmente presentata giovedì 12 luglio durante la prima seduta del consiglio, si è recato presso l’impianto Tmb Salario, per un’ispezione dei luoghi, durata circa due ore e svoltasi con la massima collaborazione dei dipendenti e del direttore, Pietro Zotti e intavolare un primo dialogo con Ama.

Come ampiamente previsto – tanto che Caudo ha ironicamente notato che “dovevano aver lucidato l’argenteria tutta la notte”-  nessun odore molesto ha accolto il drappello, tra cui alcuni giornalisti, sul piazzale della struttura. La squadra decoro Tmb ha svolto efficacemente il proprio lavoro, lasciando nell’aria un sentore di pesca, borotalco, vaniglia e forse anche un po’ di cocco. Il passaggio dei camion aziendali ha offuscato a tratti il risultato, probabilmente non  rientrano nel piano di cosmesi. Comunque, oggi non c’era puzza sul piazzale, sulla salaria solo zaffate a tratti, nemmeno troppo moleste – segno che comunque il lavaggio non era andato oltre i confini dello stabilimento ma post su fb denunciavano forti miasmi in quartieri vicini. D’altra parte, che la puzza venga dal Tmb ormai non è più in discussione da parecchio e perfino la proposta di istallare i nasi elettronici, fatta qualche mese fa, in controtendenza di pensiero dall’assessore Montanari, è caduta nel dimenticatoio, palesemente anacronistica e inutile. 

Non è un uomo aggressivo, il neo Presidente. Chi si aspettava proclami e strali contro l’azienda, il Comune o “quelli di prima” in Municipio è rimasto deluso. Fermamente convinto che in questi due anni si è scelto di sacrificare questo quadrante di Roma, ignorando semplicemente i problemi vitali dei residenti, ha scelto di intraprendere una strada di dialogo propositivo, non una sorta di muro contro muro, consapevole di non avere la potenza istituzionale di pretendere alcunché ma di avere dalla sua la volontà dei residenti, sempre più esasperati dalla puzza, dal caldo, dall’aumento della spazzatura stivata nella struttura, dalla mancanza di prospettive a brevissimo termine ma anche a medio e lungo, visto che il tetto fissato dal piano industriale, per la chiusura, della raccolta del 70% di differenziata è più lontano di Marte dalla Terra, essendo ferma al 43,4%. Anche se nei giorni scorsi la Montanari ha affermato che la chiusura sarà categoricamente nel 2019, senza toccare però l’argomento del tetto al 70%. L’obiettivo primario, in questo caldo torrido è far calare la puzza fino ad eliminarla, arrivando al depotenziamento e alla chiusura. Anche se al momento Ama e l’assessore capitolino Montanari non hanno previsto alternative concrete a questo impianto, Caudo sostiene che il disagi della situazione non possano essere sostenuti tutti da questo quadrante, infatti il TMB Salario è utilizzato ai limiti della sostenibilità consentita, fungendo “da ammortizzatore delle criticità presenti nello smaltimento dei rifiuti a Roma e nel Lazio, accoglie spesso, oltre ai rifiuti indifferenziati dei municipi 2, 3 e 15, quelli provenienti da altre zone di Roma Capitale e i rifiuti sostano a volte anche all’aperto”. Per cui i primi interventi dovranno essere necessariamente il non stressare l’impianto utiizzandolo al limite, riducendo quindi le quantità lavorate; fare degli interventi strutturali che  riducano la dispersione nell’aria dei miasmi. La prossima settimana verrà convocato un incontro con i comitati e le associazioni di cittadini, durante il quale verranno condivise le informazioni raccolte.

Roma, 9 luglio 2018, 7 anni dall’inizio della puzza nauseabonda.

Luciana Miocchi

 

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Villa Spada senz’acqua per una perdita dalla conduttura acea. Strada transennata per l’ennesimo lavoro di riparazione – di Luciana Miocchi

18 Giu

35518731_1472047302901983_4590085966470840320_oTutto il  quartiere di Villa Spada, III Municipio di Roma Capitale, è senz’acqua. Una pattuglia dei vigili urbani ha presidiato dalle prime luci dell’alba via San Pietro Parenzo, perchè i vigili del fuoco, intervenuti sul posto, hanno richiesto la chiusura della strada per motivi di sicurezza. Si è di nuovo verificata una perdita, l’ennesima, su un tratto di tubatura di circa due metri, che ha fatto sollevare la toppa di asfalto che ancora testimonia l’ultimo intervento, due mesi fa.  Tra i residenti c’è timore per la stabilità dei palazzi a valle della rottura, in quanto nessuno sa dove in quali meandri va a perdersi l’acqua sfuggita dalla conduttura e molti  accusano la municipalizzata di non essere intervenuta celermente, avendo assicurato l’intervento per le otto del mattino, quando invece a quell’ora è stata solamente transennata la strada.35629153_1471831972923516_7456789092508893184_o

Intorno all’ora di pranzo è giunta sul posto un’autobotte di acea per la distribuzione dell’acqua.

Al momento pare sia iniziata almeno l’opera di scavo e non si hanno notizie certe sul momento in cui verrà ripristinata la fornitura di acqua potabile corrente.

Luciana Miocchi

 

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Vandalizzato il circolo Pd di via Verga con svastiche e croci celtiche – di Luciana Miocchi

27 Mag

Nella prima serata del 27 maggio mani ignote hanno imbrattato la sede del circolo del Perito democratico di via Giovanni Verga, a Talenti. Insulti, svastiche, croci celtiche e fasci stilizzato, una scritta Dux e una firma “i camerati”. Intorno a una delle croci celtiche, la sigla T N , che potrebbe forse leggersi come “Talenti Nera”, già apparsa in altri luoghi del territorio ma al momento nulla sembra riconducibile all’appartenenza a qualche gruppo organizzato .

Dalla direzione del Pd, il coordinatore della segreteria cittadina Riccardo Corbucci, nell’esprimere solidarietà al circolo colpito, in una nota all’Ansa così dichiara: “Queste intimidazioni non ci spaventano ed anzi moltiplicano i nostri sforzi per dare al territorio l’amministrazione che merita”.

Luciana Miocchi

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