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Villa Spada senz’acqua per una perdita dalla conduttura acea. Strada transennata per l’ennesimo lavoro di riparazione – di Luciana Miocchi

18 Giu

35518731_1472047302901983_4590085966470840320_oTutto il  quartiere di Villa Spada, III Municipio di Roma Capitale, è senz’acqua. Una pattuglia dei vigili urbani ha presidiato dalle prime luci dell’alba via San Pietro Parenzo, perchè i vigili del fuoco, intervenuti sul posto, hanno richiesto la chiusura della strada per motivi di sicurezza. Si è di nuovo verificata una perdita, l’ennesima, su un tratto di tubatura di circa due metri, che ha fatto sollevare la toppa di asfalto che ancora testimonia l’ultimo intervento, due mesi fa.  Tra i residenti c’è timore per la stabilità dei palazzi a valle della rottura, in quanto nessuno sa dove in quali meandri va a perdersi l’acqua sfuggita dalla conduttura e molti  accusano la municipalizzata di non essere intervenuta celermente, avendo assicurato l’intervento per le otto del mattino, quando invece a quell’ora è stata solamente transennata la strada.35629153_1471831972923516_7456789092508893184_o

Intorno all’ora di pranzo è giunta sul posto un’autobotte di acea per la distribuzione dell’acqua.

Al momento pare sia iniziata almeno l’opera di scavo e non si hanno notizie certe sul momento in cui verrà ripristinata la fornitura di acqua potabile corrente.

Luciana Miocchi

 

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Vandalizzato il circolo Pd di via Verga con svastiche e croci celtiche – di Luciana Miocchi

27 Mag

Nella prima serata del 27 maggio mani ignote hanno imbrattato la sede del circolo del Perito democratico di via Giovanni Verga, a Talenti. Insulti, svastiche, croci celtiche e fasci stilizzato, una scritta Dux e una firma “i camerati”. Intorno a una delle croci celtiche, la sigla T N , che potrebbe forse leggersi come “Talenti Nera”, già apparsa in altri luoghi del territorio ma al momento nulla sembra riconducibile all’appartenenza a qualche gruppo organizzato .

Dalla direzione del Pd, il coordinatore della segreteria cittadina Riccardo Corbucci, nell’esprimere solidarietà al circolo colpito, in una nota all’Ansa così dichiara: “Queste intimidazioni non ci spaventano ed anzi moltiplicano i nostri sforzi per dare al territorio l’amministrazione che merita”.

Luciana Miocchi

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Parco non utilizzabile dai bambini, nonno cerca volontari per ripulirlo – di Luciana Miocchi

23 Mag

“Il parco adiacente la scuola Torricella Nord – in via Calcinaia, ndr – è ridotto in condizioni pietose, con l’erba che e’ ormai alta piu’ di un metro, i bambini usciti dalla scuola non possono usare l’area giochi per scaricare un po’ le energie che hanno tenute bloccate durante le ore di lezione” è la denuncia social sui gruppi di quartiere fb di un nonno, Maurizio Zampetti, che cerca volontari per organizzare una pulizia dell’area che restituisca la possibilità di giocare all’aria aperta ai piccoli, visto che non sembra esserci una data certa per la manutenzione di quella stiscia di verde.

Luciana Miocchi

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La rete non perdona mai. Un post, un comunicato, un giornale web ed è subito scivolone social – di Luciana Miocchi

27 Apr
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prima versione del post apparsa su fb

La rete non perdona, mai. C’è sempre qualcuno pronto a cogliere un pensiero, un annuncio postato senza aver fatto l’ultimo controllo, quello che potrebbe evitare malumori, fraintendimenti, scatenare “guerre totali” all’ultimo tweet.

Ne sa qualcosa Trump, cui per un certo periodo fu anche interdetto l’utilizzo dei social, avendo esternato un po’ troppo nei confronti di avversari politici un poco irascibili. Ma anche ai comuni mortali non va meglio. Sfiorare il tasto invio sovrappensiero a volte ha scatenato ripicche amorose inimmaginabili.

Anche la campagna elettorale per le primarie di coalizione del centro destra nel III Municipio non è andata indenne da qualche inciampo, per fortuna nulla di catastrofico per le sorti del mondo, soltanto un po’ imbarazzante per i coinvolti e se, vogliamo, anche divertente per chi invece se ne deve occupare per cronaca o ha il gusto del gossip.

Che a Roma, come a livello nazionale, sia in atto un poderoso regolamento di conti all’interno del Pd non è una novità: anche il lettore più distratto ormai è a conoscenza delle divergenze tra le correnti Renziane e quelle Zingarettiane e ciò a Montesacro ha portato alcuni ex consiglieri municipali (nonchè comunali, regionali e qualche ex nazionale) e anche l’ex presidente Paolo Marchionne a non riconoscere Paola Ilari, già segretaria del partito locale, quale sfidante ufficiale del Pd alle primarie di coalizione, quelle che il 28 aprile porteranno a eleggere il candidato unitario della sinistra al parlamentino di piazza Sempione e ad appoggiare Giovanni Caudo, professore universitario di Urbanistica, già assessore con la Giunta Marino, sostenuto da Possibile, Leu e altre realtà che si sono ritrovate nel comitato CaudoAlTerzo. Cose normalissime, insomma.

Fin da subito, sia il reggente Martina che il segretario del Pd Roma Casu si sono visti regolarmente agli incontri della Ilari, per sottolineare il sostegno del partito alla Ilari nella corsa alle primarie. Altrettanto normale, che le gerarchie superiori supportino quelle locali.

Per cui, l’apparire di un post sul profilo di Giovanni Caudo, nel quale si ricordava che la sua candidatura godeva dell’appoggio del Pd Municipale ha scatenato l’immediato rilascio di un comunicato nel quale il Partito democratico del III ribadiva il sostegno a Paola Ilari.

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versione corretta dello stesso post (anche quando si corregge, l’orario di inoltro non cambia)

Sarebbe finita qui, anche mestamente inosservata, per quanto ormai l’opinione pubblica è stanca delle polemiche, la scaramuccia politica tra concorrenti alla stessa carica se un noto giornale on line non avesse ripreso il post di Caudo, nel frattempo corretto – non appena qualcuno dello Staff si è reso conto della gaffe – e non l’avesse messo a confronto con il comunicato Pd,  facendo notare che l’ex assessore non aveva frainteso alcunchè, non nominando altri che “alcuni importanti esponenti del Pd municipale e comunale”.

Peccato che, come scritto in apertura, il web non perdona, mai. C’è sempre qualcuno pronto a mandare in allegato gli screen shot in tempo reale, senza lasciare il tempo a correzioni tempestive, si tratti di sistemare sviste o refusi. Perchè l’errore è sempre in agguato e nessuno ne sarà indenne per sempre. Per fortuna, tra poche ore si conoscerà il nome di chi correrà alle elezioni municipali per la coalizione di centro sinistra e tutto sarà dimenticato, più o meno sinceramente.  Vinca chi può.

Luciana Miocchi

 

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Premio nazionale di poesia e narrativa “La Torre” 2018 a Ruviano – di Alessandro Pino

22 Apr

Il piccolo centro di Ruviano – in provincia di Caserta – si sta confermando importante incubatore di pregevoli iniziative culturali legate all’universo della letteratura: per il prossimo 30 giugno è infatti prevista la quarta edizione del premio letterario nazionale di poesia e narrativa “La Torre” che si svolgerà in concomitanza con la ventiduesima edizione della Festa della Cultura Contadina. La manifestazione senza fini di lucro intende riscoprire attraverso la poesia e la narrativa usi e costumi che altrimenti rischierebbero di finire nell’oblìo, favorendo lo sviluppo dell’economia locale coinvolgendo attivamente i suoi attori locali, specialmente gli artigiani, facendo inoltre riscoprire il borgo medievale di Ruviano con il castello e la sua caratteristica torre dell’orologio. Sono previste cinque sezioni : poesia in lingua italiana a tema libero, narrativa in lingua italiana a tema libero, poesia o narrativa a tema speciale “memorie di un tempo”, poesia in vernacolo con traduzione per i dialetti diversi dal campano, giovani talenti per ragazzi di età compresa tra 12 e 17 anni per il quale serve la liberatoria dei genitori. Gli elaborati possono essere sia editi che inediti e dovranno essere inviati entro il 14 maggio 2018 utilizzando le modalità reperibili nel bando pubblicato sul sito web della Proloco Raiano (www.prolocoraiano.net). Il costo di partecipazione è di cinque euro per ogni elaborato, mentre per l’invio di quattro opere la quota complessiva scende a quindici euro. In palio ci saranno diplomi di merito, opere in ceramica e in legno realizzate dai Maestri artigiani locali. Per i primi classificati è previsto il pernottamento con prima colazione ed è inoltre stato istituito il Premio Campania, da assegnare a un autore della regione distintosi tra tutte le sezioni per l’opera presentata e il cui nominativo sarà comunicato durante la cerimonia di premiazione. L’attestato di partecipazione personalizzato verrà rilasciato su richiesta. Il Premio nazionale “La Torre” porta la firma di Michela Pietropaolo – ideatrice e organizzatrice oltre che poetessa vincitrice di prestigiosi riconoscimenti – con la collaborazione della Pro Loco “Raiano” e il patrocinio del Comune di Ruviano con il sindaco Roberto Cusano e dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia Caserta: < Il

concorso nazionale è giunto alla sua 4 edizione con non pochi sacrifici – dichiara Michela Pietropaolo – tenuto conto che ha visto la partecipazione di numerosi scrittori giunti dai luoghi più disparati di Italia (solo nell’ultima edizione si contano oltre 100 partecipanti).
La novità di quest’anno è l’aver inserito una sezione dedicata ai giovani e l’aver aperto al vernacolo non solo campano>.

Alessandro Pino

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E tu, ricordi Edenlandia com’era? – di Alessandro Pino

17 Apr

Periodicamente, come anche in questi giorni, si torna a parlare di una possibile riapertura di Edenlandia, lo storico parco di divertimenti di Napoli Fuorigrotta, ispirato a Disneyland e da cui presero a loro volta lo spunto i grandi parchi a tema del Nord Italia che oggi vanno per la maggiore. L’ultima volta che ci misi piede fu a fine anni Novanta ma già il tempo dello splendore era passato. E allora proviamo a percorrere un ideale itinerario tra le attrazioni, ambientato temporalmente tra gli anni Settanta e Ottanta, il momento di massimo sviluppo: entrati sotto i famosi archi in cemento – secondo alcuni vestigia di un precedente parco di epoca mussoliniana, tanto che starebbero a simboleggiarne la lettera Emme – le zaffate dell’antistante giardino zoologico venivano subito sostituite dall’inebriante aroma delle graffe fritte, cucinate da un locale nel piazzale di ingresso. Sulla destra, un suono di scatti metallici annunciava la salita dei vagoncini lungo la rampa di partenza dell’ottovolante “Mont Blanc”: un esperienza terrificante, tanto più che – almeno per quanto io ricordi – non erano dotati di fermi di sicurezza per i passeggeri e bisognava appigliarsi disperatamente a delle maniglie sul bordo, roba che oggi lo farebbero chiudere in quattro e quattr’otto con fiumi di polemiche su giornali e talk show. Di fianco c’era la stazioncina di partenza e arrivo del treno, anzi dei treni perché i convogli erano due, trainati da locomotive “finto vapore” (in realtà diesel a due tempi) ispirate a quelle del vecchio West. Avevano anche un nome, una mi pare si chiamasse “Genoa” e sembra che almeno una provenisse da un dismesso parco di divertimenti che si trovava nella Villa Comunale sulla Riviera di Chiaia. Nei giorni di pienone (sabati e festivi) erano in servizio entrambi i convogli, altrimenti uno era tenuto a riposo, parcheggiato su un binario secondario. Il percorso – una vera ferrovia a scartamento ridotto – comprendeva anche un viadotto che passava sopra il laghetto (vabbè, la pozzanghera essendo alto pochi centimetri) del Galeone e dei motoscafetti di cui si parlerà più avanti e il posto migliore secondo me era sul tender proprio dietro alla locomotiva. Nella stazione del treno c’erano appesi tabelloni pubblicitari del bambolotto Cicciobello e uno dell’Ente Turistico di Ischia, disegnato da Puppo. A proposito di vecchia America: un giro tra pellerossa e cowboys era immancabile nell’attrazione omonima, in origine con figuranti in carne e ossa e cavallini veri in sella ai quali compiere il tragitto. Poi i figuranti vennero sostituiti da pupazzi alcuni dei quali collegati a un altoparlante e gli equini da automobiline e cavallucci meccanici che si muovevano lungo due binari paralleli. A un certo punto i cavallucci meccanici furono tolti e rimasero solo le automobiline, come pure non venne più distribuito alla partenza il copricapo di carta da finto pellerossa sponsorizzato dai gelati Algida. Di fianco alla Vecchia America da un lato c’era il Drago Cinese con il fiocco appeso a un pallone da acchiappare al volo per vincere un altro giro, dall’altro la Casa dei Fantasmi (si chiamava così?) con la facciata – faccione mostruoso. Detta casa era spaventosa sì ma mai quanto il complesso formato dal Galeone e dal Castello di Lord Sheidon: si entrava prima nel Galeone (in realtà una costruzione al centro del finto laghetto) arrivandoci con una zattera che si muoveva su dei binari nascosti sotto il pelo dell’acqua (grazie al colore a dir poco putrido della stessa), si entrava nel vascello tra pupazzi parlanti e da lì su un ponte volutamente in apparenza malfermo si arrivava al Castello che da fuori sembrava quello di Biancaneve, dentro quello di Dracula. Si era accolti da un quadro raffigurante il padrone di casa, Lord Sheidon appunto, le cui fattezze man mano che i secondi passavano diventavano quelle di uno scheletro in un cambiamento terrificante. Poi il quadro fu sostituito da un busto animato in finto marmo molto meno spaventoso. Del percorso dentro al Castello ricordo poco se non che ci fosse una stanza con il soffitto che si abbassava minacciando di schiacciare i presenti che venivano fatti uscire da una porticina all’ultimo secondo. Sul laghetto attorno al Galeone si muovevano dei minuscoli motoscafi per bambini: anche qui si trattava in realtà di una sorta di vagoncini galleggianti a pelo d’acqua che si spostavano, mossi mi pare da un motore ad aria compressa, lungo un binario sotto la superficie e il volante di cui erano dotati era perfettamente finto, per la frustrazione dei piccoli scafisti che lo giravano senza mutare di un centimetro la rotta del natante. A loro modo erano maggiormente delle vere imbarcazioni i tronchi galleggianti con il loro percorso sul fiume sopraelevato, terminante in una cascata in fondo alla quale il bagno era assicurato per chi sedeva davanti. Un’attrazione che durò pochi anni fu l’Alpen Blitz, una specie di ottovolante in scala ridotta ma su cui si era sottoposti a notevole forza centrifuga; se non mi sbaglio fu costruito al posto di un preesistente circuito di automobiline elettriche e poi smantellato anch’esso. In mezzo a tutto questo, giostre più convenzionali (gli elefantini, le tazze, le astronavine, l’autoscontro, la ruota panoramica, le automobiline e i cavallucci fissi sulla piattaforma girevole) e una sala giochi molto fornita per il periodo (ci vidi, appena usciti i primissimi videogiochi al laser come Dragon’s Lair e Firefox). A terra era difficile trovare cartacce, anche perché era divertente gettarle nella bocca dei porcelli ghiotti di immondizia che nascondevano i bidoni per la medesima. Questo è il ricordo che ho della Edenlandia storica e immagino sia lo stesso che condividono tanti altri, preservandolo dalla decadenza e dalla amarezza per la chiusura che vennero dopo.
Alessandro Pino

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Protesta dei lavoratori Condotte Spa, rischia di fallire con 800 milioni di crediti da riscuotere dalla Pa – di Luciana Miocchi

16 Apr

A gennaio un istanza di concordato preventivo era stata depositata al Tribunale di Roma. Il decreto concede alla società tempo fino al 18 maggio per presentare soluzioni alternative alla strada pre-fallimentare. Ma tra nuovi piani industriali, piani di ristrutturazioni aziendali e newCo prospettate, i timori dei lavoratori, che alla fine saranno quelli a pagare un prezzo altissimo in ogni caso, sono oggi sfociati in una protesta davanti la sede di Via Salaria, organizzata dalle rappresentanze sindacali.

La società, tra le cause di crisi finanziaria, ha metà dei crediti in sofferenza derivanti dai ritardati pagamenti della pubblica amministrazione

Luciana Miocchi

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Cavi elettrici tranciati durante il taglio di un albero. Diverse abitazioni al buio

26 Mar

I lavori di potatura e disboscamento sul terreno sopra il capolinea degli autobus di via Salaria, a Settebagni, erano cominciato questa mattina, ad opera presumibilmente di una ditta incaricata dalle Fs, proprietaria di almeno una parte dell’area, condizionale d’obbligo in quanto il mezzo non riportava insegne.

Tutto regolare fin verso le quattordici, quando due cavi della media tensione sono rimasti troncati per errore, lasciando senza energie elettrica le utenze che ne erano alimentate. Poco dopo gli operai della ditta che stavano eseguendo i lavori, si sono allontanati.

Acea è stata avvertita tramite il servizio segnalazione guasti

Silvio D’Antonio

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Tutti a La Spezia il 17 e 18 marzo con gli autobus storici – di Alessandro Pino

15 Mar

Per il fine settimana di sabato 17 e domenica 18 marzo è in programma a La Spezia uno di quegli appuntamenti che i veri entusiasti dei veicoli storici di trasporto pubblico non dovrebbero perdere e che merit appositamente a una gita: le associazioni Fitram e Museo dei Trasporti Autofilotranviari, con il patrocinio della Associazione Italiana Trasporti d’ Epoca e di Life on The Sea Onlus e la sponsorizzazione del Comune di La Spezia, Atc Esercizio e associazione Pro Spezia hanno organizzato una due giorni all’ insegna della nostalgia di quei tempi più civili in cui i mezzi pubblici erano eleganti, puliti e condotti da personale in divisa completa di berretto. Il punto di ritrovo sarà in piazza Europa. Il sabato si inizierà alle 8 di mattina con l’ arrivo dei camion e degli autobus d’ epoca; alle 15 ci sarà una visita al museo ferroviario della Fondazione Fs di La Spezia Migliarina; domenica i veicoli sfileranno per le vie del centro e alle 14 ci sarà un giro del Golfo a bordo della motonave Ibis (costruita nel 1959) di Life On The Sea, salvo condizioni meteomarine avverse. In entrambe le giornate ci saranno giri turistici della città a bordo degli autobus storici (prezzo cinque euro a persona, gratis i bambini sotto i dieci anni) con partenze alle ore 10, 11, 12, 15, 16 e 17 oltre a una esposizione di cimeli e fotografie dall’ archivio storico del Museo dei Trasporti Autofilotranviari.
Alessandro Pino

“Versi sotto la Torre”: a Ruviano Poesia e Storia si stringono insieme – di Alessandro Pino

19 Feb

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La sala consiliare del Comune di Ruviano (piccolissimo centro in provincia di Caserta, poco meno di duemila abitanti ma con una storia antichissima) ha ospitato lo scorso 17 febbraio la manifestazione intitolata “Versi sotto la Torre”: progetto  dedicato alla poesia contemporanea che già nel nome porta il pregevole intreccio tra le Lettere e la Storia locale di cui è maestoso testimone il castello di epoca normanna. L’ iniziativa è stata ideata e organizzata dalla dottoressa Michela Pietropaolo – dirigente ospedaliera che vive e lavora a Napoli ma di origini ruvianesi ed ella stessa affermata poetessa vincitrice di importanti riconoscimenti – con la collaborazione del Comune di Ruviano e della ProLoco “Raiano”. Durante la manifestazione, poeti di importanza nazionale hanno letto e declamato le proprie opere in versi sia in lingua italiana che dialettali: alternandosi  con autori più giovani ed emergenti,  sono intervenuti infatti Gino Abbro, Antonio Covino, Pasquale Cusano, Carlotta De Matteo, Dante Iagrossi, Ciro Iannone, Michele La Montagna, Carmine Montella, Thomas Mugnano, Angela Nappa, Alfonso Scibelli oltre alla stessa Michela Pietropaolo, accompagnati da un interludio musicale affidato al maestro Vinicio Cusano. L’ interesse destato da “Versi sotto la Torre” è stato tale che ad occuparsene è stato anche il Tg3 regionale della Campania e la piena riuscita della manifestazione è sintetizzata da un intervento in rete di Michela Pietropaolo che ringraziando pubblico, partecipanti e collaboratori si è detta «felicissima».
Alessandro Pino

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Intervista ad Alberto Patelli, regista e attore – il teatro come maestro di cultura

19 Feb

Foto 2 - Alberto Patelli con Gigi ProiettiTra i migliori registi e attori teatrali contemporanei, Alberto Patelli ha recentemente preso parte alla seconda edizione dell’evento culturale “La scrittura come esperienza di vita”, svoltosi all’interno del Centro Anziani Valli – Conca d’Oro. Autore di cortometraggi di grandissimo successo, tra i quali spicca “Pecorari”, scritto assieme a Pietro De Silva, che ha rappresentato l’Italia al Festival del Teatro di Francoforte nel 2005, si appresta ora a portare in scena la sua ultima fatica, dal titolo “Progetti di delirio”. L’ultima perla di una carriera straordinaria, che lo ha portato ad essere uno dei registi teatrali più premiati e apprezzati d’Italia.

 Com’è nata la tua passione per il teatro?

 La mia passione per il teatro è nata in gioventù, guardando in televisione i primi spettacoli teatrali, che mi hanno avvicinato a questo mondo.

 A quale artista ti ispiri maggiormente?

 Senza dubbio al grande Eduardo De Filippo, ma anche le opere di Luigi Pirandello e Achille Campanile sono state per me fonte di ispirazione.

Foto - Alberto Patelli Nel corso della tua carriera hai avuto l’opportunità di lavorare con alcuni tra i più grandi registi televisivi e cinematografici italiani contemporanei, quale collaborazione ti ha segnato di più?

 Io sono molto legato a Giorgio Capitani, conosciuto sul set de “Il maresciallo Rocca”. Un regista di grande talento ed esperienza, capace di mettere a proprio agio gli attori in ogni situazione. Potrei tuttavia citarti anche Stefano Sollima e Francesco Vicario, due grandi professionisti.

 Preferisci dirigere ed interpretare commedie o spettacoli più drammatici?

 Dunque, io nasco come autore prevalentemente umorista, mentre, per quanto concerne la recitazione, potrei definirmi un attore caratterista. Tuttavia mi sono misurato anche con altri generi teatrali.

 Quali sono le più grandi differenze tra il teatro italiano e quello d’oltreoceano?

 Indubbiamente la capacità dei produttori americani di sapersi rinnovare, investendo su prodotti che ritengono vincenti dall’inizio alla fine. Nel nostro paese si tende troppo spesso a puntare esclusivamente sui grossi nomi, trascurando il contenuto delle opere.

 Lo spettacolo più difficile che tu abbia mai diretto?

 Il titolo è “Per un dolcetto ed una piccola sorsata”, si tratta di una commedia musicale per banda, portata in scena per la prima e unica volta a Roma, presso il Teatro Greco. Ci ho lavorato per oltre un anno, mi sono dovuto calare nella realtà bandistica per capirne ogni dinamica, parlando con vari artisti ed assistendo a tantissime esibizioni. Ho perfino imparato a suonare il sassofono! Furono composte alcune canzoni appositamente per lo spettacolo, che vide coinvolti anche ballerini e majorette. Anche la cura della scenografia si rivelò estremamente complessa. Purtroppo il testo, dopo quell’unica rappresentazione, non è più stato ripreso.

Il teatro ieri ed il teatro oggi, cos’è cambiato?

Sicuramente oggi l’arte del teatro è molto più diffusa nelle scuole, e questo è un immenso passo in avanti. Perchè fare teatro equivale a fare cultura. Devo tuttavia dirti che oggi è tutto molto più “burocratico” rispetto al passato, e talvolta portare in scena una rappresentazione risulta davvero complicato e frustrante.

Il lavoro di un’artista è solo quello di offrire al pubblico un grande spettacolo o c’è anche dell’altro?

Io ritengo che anche la funzione sociale dell’opera sia molto importante. Uno spettacolo per essere considerato di spessore deve aver portato il pubblico a riflettere su determinati argomenti.

A quale progetto stai lavorando ultimamente?

Ultimamente sto lavorando per portare in scena una rappresentazione intitolata “Progetti di delirio”, basata sui testi di Angelo Mancini, di cui sono regista e attore non protagonista. Nel ruolo di protagonista vi sarà invece Corrado Bega. Inoltre, lo spettacolo vedrà la partecipazione della ballerina Francesca Cama.

Andrea Lepone

 

 

 

 

 

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Da oggi è ufficiale: da Settebagni Class action contro Ama

18 Feb

Un primo piccolo grande passo è stato compiuto oggi, nella battaglia per il diritto a vedere rispettati i propri diritti di romani utenti Ama. Nonostante la raccolta differenziata porta a porta sia partita in forma sperimentale ormai da anni, le strade del quartiere di Settebagni sono divenute teatro di un degrado a cui sembra non esserci soluzione, dovuto a turni di raccolta saltati e o parziali. Stanchi di subire il disservizio dovendo per giunta pagare anche le salatissime bollette Ta.ri, i cittadini si sono organizzati, con il supporto del Comitato di Quartiere e dell’associazione no profit Don Chisciotte nonchè dell’avvocato Mario Costanzo che dà il suo patrocinio gratuitamente, per dare citare in giudizio Ama e vedere riconosciuto l’annullamento totale o la decurtazione parziale della Tari dovuta e oggi, alla chiusura del gazebo di raccolta delle adesioni, al termine dei due giorni annunciati per tale operazione, si è registrato il superamento del numero minimo prefissato per dare inizio alla causa.

Luciana Miocchi

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Sempre mezzo te ne devi far bastare…

26 Gen

Sono ormai due settimane che in via dello scalo di Settebagni, vicino il cancelletto d’entrata alla fermata fs della fm1 è stato realizzato un posteggio riservato ai portatori di tagliando H e continuano ad arrivare a questo blog segnalazioni sul fatto che venga occupato irregolarmente. Ieri un nuovo episodio di “non l’ho occupato, ho lasciato tutto lo spazio”. Sempre che uno abbia una Smart o giù di li.

Anche in questo caso è stato verificato che la macchina sconfinante non aveva esposto nè sul cruscotto né sul lunotto il tagliando H.

Luciana Miocchi

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La stazione Fs di Settebagni avrà impianti di videosorveglianza e accessibilità per i disabili. I residenti contestano un’affermazione di Rfi – di Luciana Miocchi

24 Gen

Gli intenti di Rfi di dotare la stazione di impianti di videosorveglianza e di eliminare le barriere architettoniche sono i benvenuti. Erano anni che venivano richiesti. Ma i residenti contestano le parole utilizzate per annunciare il progetto: il quartiere non è inserito in un contesto urbano di degrado sociale

Nei primi giorni di gennaio, una sgradita sorpresa per i frequentatori della stazione Fs di Settebagni: un atto vandalico aveva scardinato la biglietteria automatica, divelto alcune lampade e fatto altri danni. Stante la posizione centrale rispetto al quartiere, il fatto è stato notato immediatamente e segnalato sul gruppo del comitato di quartiere e anche a voce ai componenti del direttivo. La zona, infatti,  solo negli anni recenti ha visto la costruzione di edifici nuovi che hanno portato abitanti da altri luoghi di Roma, i quali ben presto si sono amalgamati al nutrito nucleo originale, di cui fanno parte alcune famiglie storiche residenti da quasi un secolo e la maggior parte ormai da più di cinquant’anni, tanto da poter dire che qui si respira un’aria più da paese, dove ci si conosce quasi tutti, piuttosto che da quartiere dormitorio dove le persone camminano affianco senza conoscersi mai. Immediatamente è partita la segnalazione a Rfi, con richiesta di ripristino e dotazione di misure di sorveglianza idonee, poiché, da quando per motivi di razionalizzazione è stata eliminata la biglietteria con gli impiegati e la presenza fisica di altro personale fisso, gli atti vandalici sono ormai frequentissimi. E come sempre, oltre a ciò,  è stata rinnovata la richiesta per poter rendere accessibili i binari anche alle persone disabili, che al momento possono partire da un binario con accesso da via dello scalo di Settabagni ma non scendere al ritorno, in quanto le scale non hanno sistemi compensativi.

Rfi questa volta ha risposto attraverso la direzione commerciale ed esercizio reti, come da lettera allegata, che tutti i danni sarebbero stati ripristinati, compreso il restauro dei difetti riscontrati sulle pensiline e con l’annuncio che nel 2018 “verrà elaborato e realizzato un progetto di istallazione di videocamere collegate alla stanza di controllo di RFI   e che la stazione di Settebagni è stata inserita nel programma di sviluppo “Easy & smart station“, con cui la società sta realizzando, a livello nazionale, interventi di riqualificazione e ristrutturazione, quali “abbattimento di barriere architettoniche, istallazione di ascensori, rinnovo di marciapiedi e pensiline, illuminazone a led, rinnovo del fabbricato viaggiatori con l’introduzione di hotspot wi-fi e istallazione di varchi provvisti di tornelli”.

Tutto bello, se non fosse per quel particolare, quelle poche righe di presentazione in cui il quartiere viene descritto per quel che non è. Si legge infatti al secondo capoverso che “l’impianto in oggetto è purtroppo inserito in un contesto urbano di degrado sociale che determina situazioni non facilmente controllabili sul piano del decoro, della manutenzione e della pubblica sicurezza. In tale difficile situazione, la struttura responabile della security di RFI unitamente alla polizia ferroviaria, assicura, per quanto possibile, le attività di controllo per arginare la presenza di persone che commettono atti vandalici in stazione”. Ai residenti, quelle parole non sono proprio andate giù. Settebagni ha i problemi che ha qualsiasi altra zona di Roma, alcuni specifici dell’essere area periferica, come lo stato dei trasporti pubblici o la raccolta pap – ma quelle sono altre storie. Accusa, come per altro tutta Roma, la diminuzione della dotazione delle forze di polizia – che fanno quel che possono con quanto a disposizione, in merito a orari, uomini e mezzi –  e l’aumento di persone dedite a furti e danneggiamenti. E’ la stazione, aperta anche di notte, compreso la galleria che passa sotto i binari, senza sorveglianza fissa né a distanza, ad essere, al momento, un elemento catalizzatore per i malintenzionati che qui trovano facile riparo, anche da occhi indiscreti. Si spera che gli interventi promessi vengano realizzati il prima possibile, in modo che possa mutare alla svelta anche l’idea alquanto sbagliata che Rfi ha del quartiere di Settebagni, non un’oasi paradisiaca ma nemmeno un inferno in terra.

Luciana Miocchi

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Tutti a letto al Teatro degli Audaci. Si ride a scena aperta – di Luciana Miocchi

19 Gen

(pubblicato su La Voce del Municipio di Gennaio)

La compagnia degli Audaci, ormai una certezza per quel che riguarda le commedie degli equivoci. Ultime repliche

41tuttialettoAmbientata in un salotto borghese della Roma bene, questa commedia del misterioso Ludovic Marceau mantiene quel che promette fin dall’inizio: si ride, molto. Soprattutto per la bravura degli attori, ognuno con una propria mimica specifica e la capacità anche di arrossire a comando. E motivi di arrossire ce ne sarebbero: un arredatore eccentrico ma prestante, una governante giovane e carina, due amici con due stili di vita differenti e un lavoro in comune in una casa editrice, una grande firma di libri per bambini, un maestro di yoga interessato ad altro tipo di meditazione, tutti, o quasi, interessati ad infilarsi nel gran letto rotondo della camera padronale. Di più non si può svelare, sennò che equivoci sarebbero? Fino al 21 gennaio al Teatro degli Audaci, zona Porta di Roma. Con Flavio De Paola, che ne cura anche la regia, Maria Cristina Gionta, Giuseppe Abramo, Emiliano Ottaviani, Alessia Di Fusco, Annamaria Fittipaldi, Stefano Centore, Marina Pedinotti, Rossella Romano. Disegno Luci : Emanuele Cavacchioli – Costumi: GdF Studio- Scenografia: Mina Perniola – Ufficio Stampa: Giusy Montera

Luciana Miocchi

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Alla Balduina autista colto da malore, il mezzo investe 17 auto – di Luciana Miocchi

9 Gen

Intorno alle 5 di stamattina il conducente di un mezzo adibito al trasporto di generi alimentari è stato colpito da un grave malore mentre effettuava le consegne in alcuni esercizi della Balduina. In via Marziale ha perso il controllo del camioncino, investendo diciassette auto. La strada è stata temporaneamente chiusa al traffico.

Nonostante i soccorsi e i tentativi di rianimazione, per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Luciana Miocchi

(Si ringrazia Umberto Rossi per le foto)

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Sedici anni fa, via Ventotene

27 Nov
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foto di repertorio di http://www.lucianamiocchi.com

Sono passati sedici anni da quella mattina del 27 novembre del 2001, quando una disastrosa esplosione dovuta a una fuga di gas metano da una conduttura – scambiata dai tecnici per la perdita del serbatoio di una autovettura a gpl – devastò via Ventotene, corta e tranquilla traversa di via di Val Melaina, causando la morte di otto persone tra civili e Vigili del Fuoco.

Da allora, ogni anno, una cerimonia commemora le persone che hanno perso la vita per caso, per la superficialità con la quale furono trattate le segnalazioni fatte da chi in quella strada viveva o lavorava. Per oggi è annuncita la presenza della presidente del Municipio Roberta Capoccioni e del Sindaco, Virginia Raggi.

I nomi delle otto vittime:

– Maria Grossi, di anni 50, parrucchiera, deceduta nel suo negozio;

– Fabiana Perrone, di anni 22, figlia della signora Maria;

– Elena Proietti, di anni 82, cliente;

– Michela Camillo, di anni 20, abitante del condominio del civico 32;

– Fabio Di Lorenzo, di anni 37, vigile del fuoco della squadra 6A, caduto in servizio;

– Sirio Corona, di anni 27, vigile del fuoco della squadra 6A, caduto in servizio;

– Danilo Di Veglia, di anni 39, vigile del fuoco della squadra 6A, caduto in servizio;

– Alessandro Manuelli, di anni 36, vigile del fuoco della squadra 6A, deceduto cinque giorni dopo  a causa dei gravi traumi riportati in servizio

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

Guineano spintona turista a Termini per rubargli il cellulare: arrestato – di Alessandro Pino

26 Nov

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Un ventiduenne della Guinea senza fissa dimora e già sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per precedenti reati, è stato arrestato nei pressi della stazione Termini da due Carabinieri liberi dal servizio  – appartenenti rispettivamente al Nucleo Investigativo di Roma e al Reparto Carabinieri Presidenza della Repubblica – che lo avevano notato mentre  rapinava il telefono a un turista di mezza età. In via Cavour il giovane africano si era avvicinato alla vittima
che passeggiava parlando al telefono, lo ha spintonato e gli ha strappato lo smartphone dalle mani, cercando anche di colpire con un pugno un passante che aveva provato a fermarlo. A quel punto sono intervenuti i due Carabinieri che passavano liberi dal servizio bloccando il rapinatore.
Il telefonoo appena rubato è stato riconsegnato alla vittima e ne è stato trovato un altro telefono di cui l’arrestato non ha saputo giustificare la provenienza. Il guineano è stato portato a Regina Coeli.
Alessandro Pino

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Emozioni e poesia: intervista ad Alessandro Ristori – di Andrea Lepone

17 Nov

Foto - Alessandro RistoriIl prossimo tre dicembre Alessandro Ristori, poeta e scrittore , nato a Roma nel 1957 e dove ancora risiede, nel Municipio di Montesacro, presenterà il suo ultimo lavoro, dal titolo “Oltre il cuore”, edizioni Aracne. Si tratta della seconda raccolta poetica dell’autore, dopo la silloge “Nel colore del silenzio”, pubblicata sempre dallo stesso editore lo scorso anno. Cornice dell’evento sarà la sala “Trompe l’oeil” dell’Hotel Diana, in via Principe Amedeo, cuore della Roma Umbertina. Alessandro, partiamo dal principio… com’è nata la tua passione per la scrittura?

Potrei dire che in un certo senso la scrittura è sempre stata presente nella mia vita, sin dall’infanzia, quando ho iniziato a comporre le prime storie e i primi racconti. Mio padre, tra l’altro, ha lavorato come giornalista, ed è stato anche grazie al suo esempio che ho deciso di approfondire questa mia passione

Quando ti sei avvicinato al mondo della poesia, e quali sono le tematiche centrali delle tue opere?

Il mio amore per la poesia è nato durante gli anni dell’adolescenza, e all’interno delle mie opere ho sempre parlato di emozioni. Queste sono parte fondamentale ed imprescindibile della vita di ognuno di noi. Ciascuna persona può percepire determinate sensazioni, le quali, attraverso lo spettro della sensibilità, finiscono col tramutarsi in emozioni

Quali sono le caratteristiche stilistiche delle tue poesie?

Nelle mie poesie è sempre assente la punteggiatura, poiché ritengo che il ritmo di un’opera dipenda unicamente dalla scelta delle parole, ognuna delle quali ha per me una grandissima importanza

Che tipo di messaggio cerchi di trasmettere ai tuoi lettori?

Un messaggio trasversale. Di fatto, cerco di rendere oggettivo quello che è soggettivo, per condividere sensazioni ed emozioni con tutti i miei lettori. Non scrivo per me stesso, ma per permettere alle persone di rivivere, ricordare e risvegliare le proprie emozioni, universalizzando il contenuto delle mie opere

Foto 2 - Libro Alessandro RistoriCome hai strutturato il tuo ultimo libro, dal titolo “Oltre il cuore”, che presenterai il prossimo 3 dicembre?

Beh, in un certo senso, potremmo paragonarlo ad un’opera teatrale. È infatti diviso in più atti, ognuno dei quali tratta argomenti differenti, e questi rappresentano il modo in cui ogni uomo affronta determinate avversità e problematiche nel corso della sua vita

In precedenza hai parlato dell’importanza delle parole… Quali sono i vocaboli più significativi di Alessandro Ristori?

Ne sceglierei tre: “mamma”, “grazie” e “amore”. Il primo simboleggia la nascita e la presa di coscienza dell’individuo, poiché nella maggior parte dei casi è la prima parola che una persona pronuncia; la seconda, rappresenta il rapporto che abbiamo con gli altri, il concetto di “dare e avere”, la consapevolezza di non essere soli al mondo, l’interazione con i nostri simili; l’ultima, è il motoredelle azioni di ciascuno di noi, e può riferirsi ad un oggetto, ad un’idea, o, più semplicemente, ad un’altra persona. È questo, per me, il manifesto della vita.

Andrea Lepone

Il ritorno…della Buonanima – di Alessandro Pino

6 Ott

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Chi sarà mai lo stravagante emulo in uniforme – pelata d’ordinanza inclusa – del Benito nazionale, apparso la mattina del 6 ottobre al capolinea Atac di piazza Zama a Roma? Di “Lui” a quanto pare non si sa nulla, agli autisti degli autobus che hanno provato a rivolgergli la parola non ha risposto, assumendo l’espressione accigliata tipica di chi sapete voi. A ben guardare non incorre in reato di apologia alcuna, poichè le mostrine e i galloni della divisa sono modificati rispetto agli originali dell’epoca (anzi, dell’ERA). Testimoni affermano sia salito su una vettura in direzione Stazione Tiburtina facendo poi perdere le tracce. Strano però che il marziale cosplayer non abbia scelto la data del 28 corrente mese…
Alessandro Pino

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