Annunci
Archivio | un giro in giro RSS feed for this section
Immagine

Emozioni e poesia: intervista ad Alessandro Ristori – di Andrea Lepone

17 Nov

Foto - Alessandro RistoriIl prossimo tre dicembre Alessandro Ristori, poeta e scrittore , nato a Roma nel 1957 e dove ancora risiede, nel Municipio di Montesacro, presenterà il suo ultimo lavoro, dal titolo “Oltre il cuore”, edizioni Aracne. Si tratta della seconda raccolta poetica dell’autore, dopo la silloge “Nel colore del silenzio”, pubblicata sempre dallo stesso editore lo scorso anno. Cornice dell’evento sarà la sala “Trompe l’oeil” dell’Hotel Diana, in via Principe Amedeo, cuore della Roma Umbertina. Alessandro, partiamo dal principio… com’è nata la tua passione per la scrittura?

Potrei dire che in un certo senso la scrittura è sempre stata presente nella mia vita, sin dall’infanzia, quando ho iniziato a comporre le prime storie e i primi racconti. Mio padre, tra l’altro, ha lavorato come giornalista, ed è stato anche grazie al suo esempio che ho deciso di approfondire questa mia passione

Quando ti sei avvicinato al mondo della poesia, e quali sono le tematiche centrali delle tue opere?

Il mio amore per la poesia è nato durante gli anni dell’adolescenza, e all’interno delle mie opere ho sempre parlato di emozioni. Queste sono parte fondamentale ed imprescindibile della vita di ognuno di noi. Ciascuna persona può percepire determinate sensazioni, le quali, attraverso lo spettro della sensibilità, finiscono col tramutarsi in emozioni

Quali sono le caratteristiche stilistiche delle tue poesie?

Nelle mie poesie è sempre assente la punteggiatura, poiché ritengo che il ritmo di un’opera dipenda unicamente dalla scelta delle parole, ognuna delle quali ha per me una grandissima importanza

Che tipo di messaggio cerchi di trasmettere ai tuoi lettori?

Un messaggio trasversale. Di fatto, cerco di rendere oggettivo quello che è soggettivo, per condividere sensazioni ed emozioni con tutti i miei lettori. Non scrivo per me stesso, ma per permettere alle persone di rivivere, ricordare e risvegliare le proprie emozioni, universalizzando il contenuto delle mie opere

Foto 2 - Libro Alessandro RistoriCome hai strutturato il tuo ultimo libro, dal titolo “Oltre il cuore”, che presenterai il prossimo 3 dicembre?

Beh, in un certo senso, potremmo paragonarlo ad un’opera teatrale. È infatti diviso in più atti, ognuno dei quali tratta argomenti differenti, e questi rappresentano il modo in cui ogni uomo affronta determinate avversità e problematiche nel corso della sua vita

In precedenza hai parlato dell’importanza delle parole… Quali sono i vocaboli più significativi di Alessandro Ristori?

Ne sceglierei tre: “mamma”, “grazie” e “amore”. Il primo simboleggia la nascita e la presa di coscienza dell’individuo, poiché nella maggior parte dei casi è la prima parola che una persona pronuncia; la seconda, rappresenta il rapporto che abbiamo con gli altri, il concetto di “dare e avere”, la consapevolezza di non essere soli al mondo, l’interazione con i nostri simili; l’ultima, è il motoredelle azioni di ciascuno di noi, e può riferirsi ad un oggetto, ad un’idea, o, più semplicemente, ad un’altra persona. È questo, per me, il manifesto della vita.

Andrea Lepone

Annunci

Il ritorno…della Buonanima – di Alessandro Pino

6 Ott

image

Chi sarà mai lo stravagante emulo in uniforme – pelata d’ordinanza inclusa – del Benito nazionale, apparso la mattina del 6 ottobre al capolinea Atac di piazza Zama a Roma? Di “Lui” a quanto pare non si sa nulla, agli autisti degli autobus che hanno provato a rivolgergli la parola non ha risposto, assumendo l’espressione accigliata tipica di chi sapete voi. A ben guardare non incorre in reato di apologia alcuna, poichè le mostrine e i galloni della divisa sono modificati rispetto agli originali dell’epoca (anzi, dell’ERA). Testimoni affermano sia salito su una vettura in direzione Stazione Tiburtina facendo poi perdere le tracce. Strano però che il marziale cosplayer non abbia scelto la data del 28 corrente mese…
Alessandro Pino

image

image

Immagine

Aggredite Susanna e un’altra professionista sulla Salaria. Le telecamere sono spente – di Luciana Miocchi

6 Ott

Susanna e un’altra donna romena sono state aggredite e violentate lo stesso giorno, mercoledì scorso, in pieno giorno, sulla Salaria. Le telecamere che tanto vengono invocate per il controllo del territorio, ci sono. Da anni. Peccato che non funzionino perché mai collegate, costava troppo, così dissero all’epoca. Susanna è una battitrice sciolta, una vecchia conoscenza, una presenza ormai familiare, vende il suo corpo da molto tempo su quel tratto, in bicicletta, senza un posto fisso perché lei di protettori non ne ha, non ne vuole, dice di essere libera, che si difende da se è che lo fa perché deve aiutare i figli. L’altra non so.

Si, fanno il mestiere. Si, fa parte del rischio del mestiere. No, nessuno si puó sentire autorizzato a pensare che se la sono cercata e meritata perché tanto so’ mignotte.

Piuttosto, a naso, non è difficile scorgere i prodromi di una guerra per il controllo del racket, chè in concomitanza delle aggressioni, più o meno negli stessi giorni, si era osservato il ritorno, in gran numero, di prostitute mai viste prima in zona, perfino nelle strade interne, con un paio di “autisti” del tutto simili a quello descritto alla polizia. D’altra parte la richiesta c’è, il mercato tira e si trascina dietro tutto un indotto sommerso di altri traffici, il ricambio è continuo, il rischio di impresa è quasi nullo e le forze dell’ordine giocano una partita assai squilibrata, tutta sbilanciata a favore degli fruttatori che dispongono di mezzi e capitali illimitati e di leggi mai aggiornate, scritte in maniera talmente ambigua, in un’epoca ormai lontana dall’attuale modo di percepire società, da risultare un fardello più che un aiuto.

I tempi sono ormai maturi perché in parlamento e sulle piazze si possa cominciare a discutere serenamente e senza finti puritanesimi dell’argomento, in modo da poter almeno pensare di riordinare la materia?

(Foto di repertorio luciana miocchi.com)

Luciana Miocchi

Una sala del Museo di Pietrarsa per il suo creatore, l’ingegner Piero Muscolino – di Alessandro Pino

1 Ott

image

Anche nel nostro paese sembra aver finalmente preso piede la cultura dei mezzi di trasporto d’epoca – specialmente i treni – che all’estero, specialmente nel mondo anglosassone, gode già di un ampio seguito con ricadute positive sul turismo e sull’economia. In Italia l’istituzione più importante in materia è sicuramente il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – situato nei pressi di Napoli in una struttura già fabbrica di locomotive in epoca borbonica – gestito dalla Fondazione Fs Italiane la cui creazione  fu voluta, curata e condotta dall’ingegner Piero Muscolino, dirigente delle Ferrovie dello Stato ed esperto internazionale di trasporti, autore di numerose pubblicazioni sull’argomento ben conosciute non solo dal pubblico dei competenti ma anche da quello dei semplici appassionati. La crescente platea dei cultori della materia sarà lieta di sapere che è in corso una petizione per intitolare all’ingegnere scomparso nel 2013 un padiglione del Museo di Pietrarsa. La petizione è promossa dalla Associazione Ferrovie Siciliane con l’approvazione dei familiari dell’ingegner Muscolino e basta collegarsi al sito della associazione (www.ferroviesiciliane.it) per conoscere le modalità di adesione.
Alessandro Pino

Immagine

Corro per Vale 2017 – di Luciana Miocchi

25 Set

E’ giunta alla terza edizione “Corro per Vale” maratonina in ricordo di Valentina Col, giovane atleta di Montesacro che ha perso la vita nell’agosto del 2013, dopo un ricovero di qualche giorno presso l’Ospedale di Orbetello, in circostanze che sono tutt’ora oggetto di un processo penale.

Per non arrendersi al dolore e dare un senso a una vita ormai condannata a essere senza di lei, la sua famiglia ha deciso di mantenerne il ricordo attraverso un’associazione che porta avanti il sogno di realizzare un giorno un palasport che ne porti il nome e che ha già realizzato, con un’integrazione da parte della Regione Lazio, la ristrutturazione della palestra Agnini, nella struttura della ex Gil, in viale Adriatico.

Diverse le associazioni sportive intervenute e fondamentali per la buona riuscita della manifestazione si sono rivelati i volontari tutti e le associazioni di protezione civile che hanno curato l’assistenza lungo il percorso, uno o due giri attraverso Città Giardino, a seconda della distanza scelta, 4 o 8 km.

Alla fine, i vincitori sono stati:

  • bambini: Leonard Sinibaldi e Emma Dal Magro;
  • otto km uomini: Simone Ricci, Ruben Paolucci;
  • otto km donne: Valeria Asquini,  Isa Ursi;
  • quattro km uomini: Giovanni Colombara, Filippo Leonetti;
  • quattro km donne: Elena Sbordoni, Angela Camerota

A consegnare le targhe, tra gli altri, Teresa Petrangolini in rappresentanza del presidente della Regione Lazio; Giampiero Canterini, presidente Csen di Roma e Leonardo, tra gli organizzatori della “Corsa di Miguel”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

(Si ringrazia Silvio D’Antonio per alcune delle foto pubblicate)
Luciana Miocchi

Immagine

Quella dannata mania di rovinare il mondo attorno a sè – di Luciana Miocchi

19 Set

Un piccolo parco ai confini di via S.Antonio di Padova, quartiere Settebagni. Carino, un po’ defilato. Su un lato confina su un fosso che segna il confine con la riserva della Marcigliana. Non è ancora in carico al Comune ma è completamente arredato e frequentato da chi cerca un po’ di tranquillità. O di intimità. Tuttalpiù, in terra qualche cicca sospetta.  Ognuno usa questo fazzoletto di verde come puó, insomma. Poi c’è qualcuno che invece proprio non resiste e per divertirsi deve far sfogo alla propria rabbia repressa, alle frustrazioni, a qualcosa che non sa nemmeno definire. 


Rompe per esistere, forse. La scorsa settimana quel qualcuno non era ancora passato. C’erano cestini e panchine sani, magari non era uno splendore perché ancora la manutenzione è curata da qualche residente volonteroso, in attesa che l’amministrazione se ne faccia carico.

Ora invece le condizioni sono quelle mostrate dalle foto. 

Più bello, più comodo, più vivibile. Un reato, non una bravata. 

Luciana Miocchi

Littorine e treni a vapore per i 120 anni della Transiberiana d’Italia – di Alessandro Pino

17 Set

image

Il fine settimana incluso tra gli scorsi 15 e 17 settembre è stato di quelli da incorniciare per i cultori delle ferrovie, della montagna, dell’Italia di una volta: ricorrevano infatti i centoventi anni dall’apertura della linea ferroviaria tra Sulmona e Castel Di Sangro (da qualche tempo definita “la Transiberiana d’italia) oggi chiusa al traffico regolare giornaliero ma fortunatamente percorsa da convogli turistici organizzati dalla Fondazione Fs Italiane con la collaborazione della associazione culturale “amici della ferrovia Le Rotaie”.  Per celebrare l’anniversario sono state fatte le cose in grande con tre diversi convogli storici che hanno percorso la linea fermandosi anche a Sulmona / Introdacqua, Pettorano sul Gizio, Cansano, Campo di Giove, Monte Majella, Palena, Rivisondoli / Pescocostanzo, Roccaraso, Alfedena / Scontrone : se non rappresenta più una novità quello con le carrozze “centoporte” e “Corbellini” trainato dalla locomotiva diesel D445 in livrea d’epoca castano e verde adoperato abitualmente per questo genere di treni, hanno destato grande richiamo quello affidato alla locomotiva a vapore “Gruppo 940” con i vagoni a terrazzino e la automotrice a nafta “Aln 556” costruita negli anni Trenta. Carrozze affollate di viaggiatori entusiasti e grande presenza di  pubblico anche alla stazione di Campo di Giove – punto destinato all’incrocio dei convogli sulla linea che è a binario unico – allestita per le grandi occasioni: bandierine tricolori ovunque, il giardinetto rimesso a nuovo come quando le Ferrovie bandivano i concorsi tra le piccole stazioncine per l’area verde meglio tenuta, l’orologio a parete della “Ora Elettrica” che spaccava il minuto. Una brevissima salita a bordo della “littorina” in sosta – come vennero informalmente ribattezzate le automotrici a nafta, in omaggio al regime vigente all’epoca della costruzione presso la Breda – è bastata  per capire come tutto una volta fosse meglio di oggi: una cura per il particolare e una sobrietà che i treni di oggi se la sognano, colori davvero belli (fuori castano, dentro tutti i toni del verde, altro che le livree ospedaliere di oggi), sedili comodi e soffici, alle pareti immagini riproducenti gli affreschi pompeiani e i dipinti di Domenico Di Michelino raffiguranti Dante Alighieri e il suo poema. Un trionfo della vera italianità su rotaie (quando ancora si poteva salire su un treno locale senza timore di trovarsi circondati da teppaglia nostrana o importata) e chi se ne frega se manca l’aria condizionata , ci sono i comodissimi finestrini apribili con due giri di manovella: se fuori fa freddo si chiudono e se fa caldo si aprono, alla faccia dei vagoni di oggi che li hanno sigillati trasformandosi in camere a gas le non rare volte in cui la climatizzazione è guasta.  Agganciate alla littorina c’erano due automotrici più giovani ma comunque ormai d’epoca anch’esse: le Aln 668 di prima serie, risalenti agli anni Cinquanta. Sono tutti treni che hanno realmente percorso  nel suo passato glorioso di semplice quotidianità la Sulmona – Carpinone. Al centro del giardinetto della stazione di Campo di Giove,  dove in passato c’era la vasca dei pesciolini, un basamento ospita adesso una scultura celebrante la linea ferroviaria: la speranza è che assieme ai convogli turistici che riscuotono successo ed entusiasmo unanimi, questa ferrovia di montagna possa tornare come in passato a essere percorsa tutti i giorni dalla mattina alla sera dai treni per i pendolari , per un trasporto pubblico davvero utile, virtuoso ed ecologico.
Alessandro Pino

image

image

image

image

image

image

Anteprima: Formula Alfa a Vallelunga il 9 e 10 settembre – di Alessandro Pino

8 Set

image

È in programma all’autodromo di Vallelunga (nei pressi di Roma) il 9 e 10 settembre 2017 un appuntamento che susciterà l’entusiasmo degli appassionati delle belle auto sportive di una volta: “Formula Alfa”, manifestazione ufficiale Alfa Romeo Heritage, che porterà in pista per tutti e due i giorni le vetture storiche della Casa del biscione. Prevista la presenza del celebre pilota  Alessandro Nannini e di Davide Cironi, l’esperto di motori ormai noto agli Youtubers. L’iniziativa è organizzata dalla Scuderia del Portello con il supporto del Club Cuore Sportivo Lazio.
Alessandro Pino

image

Immagine

Notte di tensione al Tiburtino III: centro di accoglienza assediato – di Luciana Miocchi

30 Ago

 Problemi di ordine pubblico questa notte in via del Frantoio, al Tiburtino III, quartiere del IV Municipio di Roma Capitale: sotto al centro di accoglienza per migranti, la cui presenza è da sempre contestata da una parte dei residenti, si è radunata una folla di persone, sembrerebbe a seguito della diffusione della voce del sequestro di una donna e del figlio, all’interno del centro di accoglienza dove si erano recati per lamentarsi in seguito a una lite tra gli immigrati e i ragazzi del quartiere.

A darne notizia, attraverso un comunicato, Fabrizio Montanini,  portavoce del coordinamento dei comitati e associazioni del IV Municipio, nel quale afferma che si tratta dello ” stesso centro per cui sono anni che organizziamo proteste e tavoli con le Istituzioni per chiederne la chiusura prima che scoppiasse la bolla sociale. Ma come al solito le Istituzioni preferiscono gli interessi economici legati all’accoglienza dei finti profughi rispetto alla dignità di noi cittadini” . Prosegue poi il Montanini: “solo l’intervento massiccio della Polizia con numerose camionette anti sommossa ha frenato l’esasperazione dei cittadini”.

Si preannuncia un settembre impegnativo per le Istituzioni, riguardo alle problematiche legate al l’accoglienza e alla convivenza con i romani. Dopo i fatti di piazza Indipendenza, la circolare con i protocolli da seguire per gli sgomberi delle occupazioni emanata dal Ministero dell’Interno e la linea di intenti manifestata dal Campidoglio, le tensioni sociali sono destinate ad acuirsi, sbagliare una mossa in campo di ordine pubblico potrebbe rivelarsi molto pericoloso.

Luciana Miocchi 

Immagine

Fiamme vicino all’impianto elettrico di Terna in via della Marcigliana – di Luciana Miocchi

22 Ago

Nel pomeriggio si è sviluppato un incendio nei dintorni dell’impianto Terna Di via della Marcigliana n 911. Poco prima vi era stato un black out di breve durata nella zona di Roma Nord. Sulla propria pagina, l’associazione di protezione civile Avs Cosmos, intervenuta sul posto insieme ai vigili del fuoco e a personale tecnico di Terna, ipotizza che sia stato proprio un guasto alla linea elettrica aerea nelle adiacenze dell’impianto, la causa scatenante delle fiamme.
Il fumo risultava visibile anche da Settebagni.

(foto dal gruppo Avs Facebook)

Immagine

Portonaccio: una targa per Tiziana Laudani, morta un anno fa per una grata non fissata – di Luciana Miocchi

8 Ago

Il 9 Agosto di un anno fa,  Tiziana Laudani perse la vita precipitando nel vuoto dopo il cedimento di una grata non fissata del cantiere abbandonato di Largo San Giuseppe Artigiano, nel quartiere di Portonaccio al Tiburtino. 
Nel giorno della prima tragica ricorrenza, dopo la funzione religiosa in suffragio, alle ore  18 presso la chiesa di S. Atanasio, il comitato di quartiere, i familiari e i residenti la ricorderanno a Largo San Giuseppe Artigiano,  dove verrà apposta una targa commemorativa. Per gli interessati, l’appuntamento è alle ore 19.

Luciana Miocchi 

Il Vittoriano visto da Filippo Saccà in mostra a Talenti – di Alessandro Pino

1 Giu

C’è tempo fino al 10 giugno per visitare la prima mostra personale del pittore Filippo Saccà, in corso presso la galleria Nardi Arte di Roma. Intitolata “Storie dal Vittoriano”, è dedicata – come si può intuire – al monumento a Vittorio Emanuele II visto però da angolature specifiche: «Il Vittoriano rappresenta per me una sorta di 

image

enorme archivio che va indagato in continuazione in ogni suo particolare – spiega l’artista – anzi specialmente nei suoi particolari, evitando uno sguardo d’insieme tipico degli occhi del turista un po’ distratto e frettoloso». La galleria Nardi Arte si trova in via Arturo Graf, 74 (quartiere Talenti, Terzo Municipio della Capitale) e per informazioni si può telefonare allo 06 8271920.
Alessandro Pino

image

Un giretto in bici di 350 km sulla Flaminia – di Alessandro Pino

29 Mag

Se avete qualche giorno di vacanza e a disposizione e non vi spaventa l’idea di farvi una pedalata di qualche chilometro (trecentocinquanta circa, a dire il vero…) allora può interessarvi l’iniziativa promossaa dalla associazione FIAB Amici della Bicicletta di Siena denominata “Roma-Rimini. In bicicletta sulle tracce della consolare Flaminia” che si svolgerà dal 31 maggio al 4 giugno prossimi. 

image

La Flaminia è una delle principali strade  consolari romane di cui rimane ancora oggi significativa traccia grazie a innumerevoli rilevanze architettoniche come ponti, sostruzioni (strutture archeologiche una volta costituenti il basamento di un edificio), tratti  originari in  basolato e importanti città romane (Carsulae, Ocriculum, Forum Sempronii). Queste  si coniugano con bellissimi paesi  (Civita Castellana, Narni, Nocera Umbra, Cagli, Fossombrone), altrettanto belle città (Terni, Spoleto, Foligno, Fano, Pesaro, Rimini) e un territorio – alto Lazio, Umbria, Marche e la Romagna riminese – di sicuro fascino. 
Il percorso si cui si pedalerà è la

image

Flaminia del tracciato  Flaminia vetus, che da Narni a Foligno passa per Massa Martana e Bevagna e che si sviluppa interamente su strade asfaltate (i pochi e brevi tratti sterrati sono quelli che portano a rilevanze storiche, come ponti e sostruzioni). Dal punto di vista altimetrico il percorso risulta ondulato  e propone il superamento dell’Appennino all’altezza del Passo della Scheggia, valico che non tocca i 700 metri di altitudine. 
Un ciclo viaggio di circa 350 km, come detto, leggermente più corto dell’intero tracciato della consolare, dal momento che  la partenza non sarà, per motivi tecnici,  da Roma, ma da Villa di Livia, poco dopo Labaro. L’arrivo sarà a Rimini, all’Arco di Augusto, dove la Flaminia concludeva il suo tracciato. Se siete arrivati fino a questo punto della lettura senza spaventarvi allora potete segnarvi i contatti per chiedere informazioni: Claudio Ferri (3381421010) e Simona Baglioni (3287158342).

Alessandro Pino

Il 21 maggio tutti a vedere il treno a vapore che passa in stazione! – di Alessandro Pino

17 Mag

image

Se siete sempre rimasti incuriositi e affascinati dal mondo delle vecchie locomotive a vapore viste in tanti film allora segnate questa data: la mattina del 21 maggio partirà dalla stazione Tiburtina, diretto a Orte, un convoglio storico della Fondazione Fs Italiane, trainato dalla locomotiva Gruppo 625 che vedete in foto. Il treno segue lo stesso percorso dei Regionali che abitualmente transitano sulla linea da Fiumicino, quindi passerà dalle stazioni di Nomentana, Nuovo Salario, Fidene e Settebagni. La partenza è prevista qualche minuto dopo le nove, quindi tenetevi pronti in stazione.
Alessandro Pino

(foto Fondazione Fs Italiane)

Un viaggio nel tempo a Campo di Giove nei libri di Giovanni Presutti – di Alessandro Pino

8 Mag

Campo di Giove è un minuscolo paesino abruzzese di nemmeno ottocento abitanti che sorge a poco più di mille metri di altezza ai piedi del massiccio della Majella,nel Parco Nazionale omonimo, con un centro storico quattrocentesco che di sera sembra un presepe e una stazioncina ferroviaria ai bordi di una pineta che somiglia a Twin Peaks e fa molto plastico dei trenini. Negli ultimi 

image

trent’anni del Novecento aveva conosciuto un boom turistico che aveva attirato villeggianti da tutto il Centro Sud e aveva dato impulso all’edilizia delle seconde case. Da metà anni Novanta in poi invece c’è stato un declino che tra l’altro ha visto chiudere i tre storici grandi alberghi un tempo brulicanti di ospiti; di pari passo è andata la riduzione del traffico ferroviario fino alla cessazione del servizio regolare: per adesso la linea si è salvata grazie al transito saltuario di convogli turistici con materiale storico. Da qui a dire che rischia di diventare un paese fantasma ce ne vuole, però in questi casi c’è comunque il rischio di vedere sbiadire man mano un patrimonio in termini culturali, nel senso di concezione del mondo, usanze, tradizioni, modi di vita quotidiana, ricordi personali e collettivi. Se tutto questo non accadrà sarà anche grazie alla penna di uno scrittore che paradossalmente da Campo di Giove è partito più di mezzo secolo fa per intraprendere una carriera come sottufficiale della Marina Militare, trascorsa – dopo diverse assegnazioni – a La Maddalena in Sardegna, dove ha scelto di rimanere dopo il congedo mantenendo però il legame con il paese natale: Giovanni Presutti. Nel corso degli anni lo scrittore – che è stato anche cronista locale – ha pubblicato circa quindici libri (inclusi alcuni sulla figura di Giuseppe Garibaldi e il suo legame con la Sardegna) e proprio recentemente è andato in stampa il suo lavoro più recente, intitolato “Quando i comignoli fumavano”. Il volume, al pari dei precedenti – ma senza mai ripetersi – conduce il lettore in un viaggio a ritroso nel tempo tra le viuzze del borgo medievale, tra atmosfere, situazioni, volti e nomi che riprendono improvvisamente vita. Nei libri di Presutti sono trascorsi praticamente tre secoli di storia e quotidianità locale campogiovese sullo sfondo di quella italiana: il brigantaggio dopo l’Unità d’Italia, i giorni bui dell’occupazione tedesca durante la guerra, i riti stagionali legati all’allevamento, le spedizioni esplorative sulla Majella, le famiglie illustri del luogo, i matrimoni, i battesimi, le feste e anche le morti.
Anche quando la penna descrive vicende più minute e private non lo fa mai con narcisismo autoreferenziale ma appare sempre sullo sfondo il contesto storico, il quadro in cui esse si sono svolte: storie minime di tutti i giorni che hanno nel Dna la dignità delle persone autentiche e che prese tutte insieme costituiscono l’epopea campogiovese di cui Giovanni Presutti verrà ricordato quale autentico cantore: “…aprire alle nuove generazioni una piccola finestra sul mondo di ieri – scrive l’autore nel suo più recente lavoro – per far conoscere la strada percorsa”. Un prezioso lascito culturale che non andrebbe mai perso di vista, da usare come la bussola assieme alla carta nautica – se ci si passa l’accostamento con i trascorsi marinari dell’autore – per tenere in qualche modo la rotta nel turbine di una postmodernità all’insegna di una globalizzazione selvaggia nella quale sembra mancare qualsiasi riferimento certo e stabile.

Alessandro Pino

“The Sign of Rome”: il contagio del bello per far splendere di nuovo la Capitale – di Alessandro Pino

1 Mag

C’è un gruppo di illuminati imprenditori romani – attivi principalmente nel settore dell’arredo di alto livello e basati nella zona dei Prati Fiscali – che ha deciso di riunirsi in una associazione al fine di arginare attivamente il progressivo deterioramento del territorio di cui tutti viviamo quotidianamente gli effetti nefasti.  Tra leiniziative da loro promosse vanno ricordati la pulizia di via dei Prati Fiscali con lo slogan “Pulimose Roma” assieme a Retake Roma e l’intervento artistico dello scultore Andrea Gandini sui tronchi di alberi ormai defunti lungo la stessa strada. Gli incoraggianti risultati in termini di consenso e virtuoso contagio tra la cittadinanza  hanno convinto il gruppo di commercianti a rendere più ambizioso e vasto il loro progetto, estendolo a tutto il territorio capitolino. Per rendere 

image

significativo il passaggio a un livello superiore hanno deciso di ribattezzare l’associazione, chiamata inizialmente “DeDesign”: è nata così “The Sign of Rome” , evocativo giuoco di parole tra Design e Sign (firma). L’associazione è presieduta da Farshad Shahabadi  ed è composta da Zarineh Tappeti, 197 Piermarini Design, Linea Gaggioli, Ruega Materassi, Elettrica Morlacco, Centro Musicale, Ad Arredo Design, Mobilnovo.

Alessandro Pino

Torna la perdita d’acqua su via Salaria interna a Settebagni

23 Apr

Era iniziato come un piccolissimo affioramento lungo il rattoppo risalente all’ultima riparazione, un paio di giorni fa. Domenica l’acqua già è tornata a bagnare un tratto di strada di una ventina di metri, sotto il ponte della ferrovia , all’altezza del supermercato MD. É giá la terza volta che la conduttura idrica sottostante fa registrare delle perdite.

Luciana Miocchi

Galleria

Un buon Natale a Roma dal ponte Nomentano

21 Apr

pinopontenomentano.jpg

In occasione del 2770 compleanno della città eterna, “Il carro dei comici” terrà il consueto incontro al ponte Nomentano, ove Gherardo Dino Ruggiero racconterà la storia dell’avamposto, narrerà le gesta dei tanti personaggi che lo hanno attraversato e i mille aneddoti di cui è a conoscenza. Appuntamento alle 15,30 nei pressi del ponte, per info 3387965614

LM

Galleria

Salaria a 30 all’ora dal GRA a Prati Fiscali nei due sensi di marcia

14 Apr

pubblicato su La Voce del Municipio del 14 aprile 2017

30allora* * *

Manto stradale dissestato sulla statale, un ricorso al Tar blocca il rifacimento

Salaria a 30 all’ora dal GRA a Prati Fiscali nei due sensi di marcia

Monta la protesta verso il provvedimento provvisorio fino a giugno

La sorpresa è arrivata di lunedì. A seguito di un’ordinanza del Comandante dei Vigili del III gruppo, la via Salaria da Prati Fiscali al Gra nei due sensi di marcia, a causa del dissesto della strada, è percorribile con un limite di velocità a 30 orari. Al momento si tratta di un provvedimento a termine, fino a giugno. Se volete provare l’ebrezza della velocità, invece, le rampe di accesso presenti sulla stessa, sono a 40, come già era previsto dal Cds, lì non si è ritenuto di dover intervenire. Non si tratta dell’unico tratto del Comune di Roma con simile limite ma è di certo l’unica via statale, arteria che porta automobilisti dalla provincia e da Rieti, che ha un tratto di circa 8 chilometri a tale velocità. E’difficilissimo rispettare il limite: si rischiano tamponamenti, insulti e colpi di clacson, nonché le sghignazzate dei ciclisti che per una volta sorpassano le auto di gran carriera. La fila infatti, si forma solo in determinati orari di punta. Come effetto collaterale, ora vi è anche il divieto di sosta, che le zone a 30 portano con sé. Ciò ovviamente espone al rischio multa, legittimo, chi parcheggia lungo la statale. Sono apparsi i primi autovelox mobili e le proteste sui social si sono moltiplicate. Il problema è che in alcuni punti l’asfalto ha ormai l’aspetto bombardato – anche se per altre strade altrettanto disastrate non si è provveduto nella stessa maniera – sono quasi dieci anni che non viene rifatto. Il provvedimento che stanziava i fondi, del 2015, a firma del Sindaco Marino, dapprima è stato rallentato dal Commissariamento in seguito alle sue dimissioni, poi una delle ditte che partecipò alla gara di appalto ha fatto ricorso al Tar, sospendendolo fino a decisione. Non resta che andare a passo d’uomo o aggirare la Salaria. Almeno fino a giugno.

Luciana Miocchi

La locomotiva E 444 “Tartaruga” del Museo di Pietrarsa – di Alessandro Pino

5 Apr

Secondo alcuni cultori dei treni d’epoca è uno dei pezzi più interessanti ospitati nel Museo Ferroviario di Pietrarsa (appena fuori Napoli): si tratta della locomotiva elettrica E 444 001 

image

“Tartaruga” delle Ferrovie dello Stato. Oggi siamo abituati ai Frecciarossa o agli Italo da trecento chilometri orari ma quando uscì dalle officine di Savigliano debuttando nel 1967, le prestazioni del gruppo di cui fu capostipite (oltre 200 km/h con un convoglio passeggeri agganciato) erano assai rilevanti, in contrasto con il soprannome che le fu scherzosamente 

image

imposto con un concorso interno alle Fs (l’animaletto stilizzato è visibile ai lati delle testate). Al suo viaggio inaugurale da Roma Termini a Napoli Mergellina parteciparono anche Aldo Moro e Oscar Luigi Scalfaro, allora rispettivamente presidente del Consiglio e ministro dei Trasporti.  Poi, dopo anni in testa ai treni su e giù per lo stivale, il triste oblio 

image

dell’accantonamento in condizioni pietose e finalmente il restauro estetico che le ha ridato l’eleganza originaria (a parere di chi scrive mai eguagliata in seguito), con i colori blu orientale e grigio perla e la doverosa collocazione nel Museo di Pietrarsa (il cui allestimento originario fu curato dallo scomparso ingegnere Piero Muscolino).
Alessandro Pino

image

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: