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Tutti a letto al Teatro degli Audaci. Si ride a scena aperta – di Luciana Miocchi

19 Gen

(pubblicato su La Voce del Municipio di Gennaio)

La compagnia degli Audaci, ormai una certezza per quel che riguarda le commedie degli equivoci. Ultime repliche

41tuttialettoAmbientata in un salotto borghese della Roma bene, questa commedia del misterioso Ludovic Marceau mantiene quel che promette fin dall’inizio: si ride, molto. Soprattutto per la bravura degli attori, ognuno con una propria mimica specifica e la capacità anche di arrossire a comando. E motivi di arrossire ce ne sarebbero: un arredatore eccentrico ma prestante, una governante giovane e carina, due amici con due stili di vita differenti e un lavoro in comune in una casa editrice, una grande firma di libri per bambini, un maestro di yoga interessato ad altro tipo di meditazione, tutti, o quasi, interessati ad infilarsi nel gran letto rotondo della camera padronale. Di più non si può svelare, sennò che equivoci sarebbero? Fino al 21 gennaio al Teatro degli Audaci, zona Porta di Roma. Con Flavio De Paola, che ne cura anche la regia, Maria Cristina Gionta, Giuseppe Abramo, Emiliano Ottaviani, Alessia Di Fusco, Annamaria Fittipaldi, Stefano Centore, Marina Pedinotti, Rossella Romano. Disegno Luci : Emanuele Cavacchioli – Costumi: GdF Studio- Scenografia: Mina Perniola – Ufficio Stampa: Giusy Montera

Luciana Miocchi

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Alla Balduina autista colto da malore, il mezzo investe 17 auto – di Luciana Miocchi

9 Gen

Intorno alle 5 di stamattina il conducente di un mezzo adibito al trasporto di generi alimentari è stato colpito da un grave malore mentre effettuava le consegne in alcuni esercizi della Balduina. In via Marziale ha perso il controllo del camioncino, investendo diciassette auto. La strada è stata temporaneamente chiusa al traffico.

Nonostante i soccorsi e i tentativi di rianimazione, per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Luciana Miocchi

(Si ringrazia Umberto Rossi per le foto)

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Sedici anni fa, via Ventotene

27 Nov
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foto di repertorio di http://www.lucianamiocchi.com

Sono passati sedici anni da quella mattina del 27 novembre del 2001, quando una disastrosa esplosione dovuta a una fuga di gas metano da una conduttura – scambiata dai tecnici per la perdita del serbatoio di una autovettura a gpl – devastò via Ventotene, corta e tranquilla traversa di via di Val Melaina, causando la morte di otto persone tra civili e Vigili del Fuoco.

Da allora, ogni anno, una cerimonia commemora le persone che hanno perso la vita per caso, per la superficialità con la quale furono trattate le segnalazioni fatte da chi in quella strada viveva o lavorava. Per oggi è annuncita la presenza della presidente del Municipio Roberta Capoccioni e del Sindaco, Virginia Raggi.

I nomi delle otto vittime:

– Maria Grossi, di anni 50, parrucchiera, deceduta nel suo negozio;

– Fabiana Perrone, di anni 22, figlia della signora Maria;

– Elena Proietti, di anni 82, cliente;

– Michela Camillo, di anni 20, abitante del condominio del civico 32;

– Fabio Di Lorenzo, di anni 37, vigile del fuoco della squadra 6A, caduto in servizio;

– Sirio Corona, di anni 27, vigile del fuoco della squadra 6A, caduto in servizio;

– Danilo Di Veglia, di anni 39, vigile del fuoco della squadra 6A, caduto in servizio;

– Alessandro Manuelli, di anni 36, vigile del fuoco della squadra 6A, deceduto cinque giorni dopo  a causa dei gravi traumi riportati in servizio

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

Guineano spintona turista a Termini per rubargli il cellulare: arrestato – di Alessandro Pino

26 Nov

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Un ventiduenne della Guinea senza fissa dimora e già sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per precedenti reati, è stato arrestato nei pressi della stazione Termini da due Carabinieri liberi dal servizio  – appartenenti rispettivamente al Nucleo Investigativo di Roma e al Reparto Carabinieri Presidenza della Repubblica – che lo avevano notato mentre  rapinava il telefono a un turista di mezza età. In via Cavour il giovane africano si era avvicinato alla vittima
che passeggiava parlando al telefono, lo ha spintonato e gli ha strappato lo smartphone dalle mani, cercando anche di colpire con un pugno un passante che aveva provato a fermarlo. A quel punto sono intervenuti i due Carabinieri che passavano liberi dal servizio bloccando il rapinatore.
Il telefonoo appena rubato è stato riconsegnato alla vittima e ne è stato trovato un altro telefono di cui l’arrestato non ha saputo giustificare la provenienza. Il guineano è stato portato a Regina Coeli.
Alessandro Pino

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Emozioni e poesia: intervista ad Alessandro Ristori – di Andrea Lepone

17 Nov

Foto - Alessandro RistoriIl prossimo tre dicembre Alessandro Ristori, poeta e scrittore , nato a Roma nel 1957 e dove ancora risiede, nel Municipio di Montesacro, presenterà il suo ultimo lavoro, dal titolo “Oltre il cuore”, edizioni Aracne. Si tratta della seconda raccolta poetica dell’autore, dopo la silloge “Nel colore del silenzio”, pubblicata sempre dallo stesso editore lo scorso anno. Cornice dell’evento sarà la sala “Trompe l’oeil” dell’Hotel Diana, in via Principe Amedeo, cuore della Roma Umbertina. Alessandro, partiamo dal principio… com’è nata la tua passione per la scrittura?

Potrei dire che in un certo senso la scrittura è sempre stata presente nella mia vita, sin dall’infanzia, quando ho iniziato a comporre le prime storie e i primi racconti. Mio padre, tra l’altro, ha lavorato come giornalista, ed è stato anche grazie al suo esempio che ho deciso di approfondire questa mia passione

Quando ti sei avvicinato al mondo della poesia, e quali sono le tematiche centrali delle tue opere?

Il mio amore per la poesia è nato durante gli anni dell’adolescenza, e all’interno delle mie opere ho sempre parlato di emozioni. Queste sono parte fondamentale ed imprescindibile della vita di ognuno di noi. Ciascuna persona può percepire determinate sensazioni, le quali, attraverso lo spettro della sensibilità, finiscono col tramutarsi in emozioni

Quali sono le caratteristiche stilistiche delle tue poesie?

Nelle mie poesie è sempre assente la punteggiatura, poiché ritengo che il ritmo di un’opera dipenda unicamente dalla scelta delle parole, ognuna delle quali ha per me una grandissima importanza

Che tipo di messaggio cerchi di trasmettere ai tuoi lettori?

Un messaggio trasversale. Di fatto, cerco di rendere oggettivo quello che è soggettivo, per condividere sensazioni ed emozioni con tutti i miei lettori. Non scrivo per me stesso, ma per permettere alle persone di rivivere, ricordare e risvegliare le proprie emozioni, universalizzando il contenuto delle mie opere

Foto 2 - Libro Alessandro RistoriCome hai strutturato il tuo ultimo libro, dal titolo “Oltre il cuore”, che presenterai il prossimo 3 dicembre?

Beh, in un certo senso, potremmo paragonarlo ad un’opera teatrale. È infatti diviso in più atti, ognuno dei quali tratta argomenti differenti, e questi rappresentano il modo in cui ogni uomo affronta determinate avversità e problematiche nel corso della sua vita

In precedenza hai parlato dell’importanza delle parole… Quali sono i vocaboli più significativi di Alessandro Ristori?

Ne sceglierei tre: “mamma”, “grazie” e “amore”. Il primo simboleggia la nascita e la presa di coscienza dell’individuo, poiché nella maggior parte dei casi è la prima parola che una persona pronuncia; la seconda, rappresenta il rapporto che abbiamo con gli altri, il concetto di “dare e avere”, la consapevolezza di non essere soli al mondo, l’interazione con i nostri simili; l’ultima, è il motoredelle azioni di ciascuno di noi, e può riferirsi ad un oggetto, ad un’idea, o, più semplicemente, ad un’altra persona. È questo, per me, il manifesto della vita.

Andrea Lepone

Il ritorno…della Buonanima – di Alessandro Pino

6 Ott

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Chi sarà mai lo stravagante emulo in uniforme – pelata d’ordinanza inclusa – del Benito nazionale, apparso la mattina del 6 ottobre al capolinea Atac di piazza Zama a Roma? Di “Lui” a quanto pare non si sa nulla, agli autisti degli autobus che hanno provato a rivolgergli la parola non ha risposto, assumendo l’espressione accigliata tipica di chi sapete voi. A ben guardare non incorre in reato di apologia alcuna, poichè le mostrine e i galloni della divisa sono modificati rispetto agli originali dell’epoca (anzi, dell’ERA). Testimoni affermano sia salito su una vettura in direzione Stazione Tiburtina facendo poi perdere le tracce. Strano però che il marziale cosplayer non abbia scelto la data del 28 corrente mese…
Alessandro Pino

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Aggredite Susanna e un’altra professionista sulla Salaria. Le telecamere sono spente – di Luciana Miocchi

6 Ott

Susanna e un’altra donna romena sono state aggredite e violentate lo stesso giorno, mercoledì scorso, in pieno giorno, sulla Salaria. Le telecamere che tanto vengono invocate per il controllo del territorio, ci sono. Da anni. Peccato che non funzionino perché mai collegate, costava troppo, così dissero all’epoca. Susanna è una battitrice sciolta, una vecchia conoscenza, una presenza ormai familiare, vende il suo corpo da molto tempo su quel tratto, in bicicletta, senza un posto fisso perché lei di protettori non ne ha, non ne vuole, dice di essere libera, che si difende da se è che lo fa perché deve aiutare i figli. L’altra non so.

Si, fanno il mestiere. Si, fa parte del rischio del mestiere. No, nessuno si puó sentire autorizzato a pensare che se la sono cercata e meritata perché tanto so’ mignotte.

Piuttosto, a naso, non è difficile scorgere i prodromi di una guerra per il controllo del racket, chè in concomitanza delle aggressioni, più o meno negli stessi giorni, si era osservato il ritorno, in gran numero, di prostitute mai viste prima in zona, perfino nelle strade interne, con un paio di “autisti” del tutto simili a quello descritto alla polizia. D’altra parte la richiesta c’è, il mercato tira e si trascina dietro tutto un indotto sommerso di altri traffici, il ricambio è continuo, il rischio di impresa è quasi nullo e le forze dell’ordine giocano una partita assai squilibrata, tutta sbilanciata a favore degli fruttatori che dispongono di mezzi e capitali illimitati e di leggi mai aggiornate, scritte in maniera talmente ambigua, in un’epoca ormai lontana dall’attuale modo di percepire società, da risultare un fardello più che un aiuto.

I tempi sono ormai maturi perché in parlamento e sulle piazze si possa cominciare a discutere serenamente e senza finti puritanesimi dell’argomento, in modo da poter almeno pensare di riordinare la materia?

(Foto di repertorio luciana miocchi.com)

Luciana Miocchi

Una sala del Museo di Pietrarsa per il suo creatore, l’ingegner Piero Muscolino – di Alessandro Pino

1 Ott

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Anche nel nostro paese sembra aver finalmente preso piede la cultura dei mezzi di trasporto d’epoca – specialmente i treni – che all’estero, specialmente nel mondo anglosassone, gode già di un ampio seguito con ricadute positive sul turismo e sull’economia. In Italia l’istituzione più importante in materia è sicuramente il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – situato nei pressi di Napoli in una struttura già fabbrica di locomotive in epoca borbonica – gestito dalla Fondazione Fs Italiane la cui creazione  fu voluta, curata e condotta dall’ingegner Piero Muscolino, dirigente delle Ferrovie dello Stato ed esperto internazionale di trasporti, autore di numerose pubblicazioni sull’argomento ben conosciute non solo dal pubblico dei competenti ma anche da quello dei semplici appassionati. La crescente platea dei cultori della materia sarà lieta di sapere che è in corso una petizione per intitolare all’ingegnere scomparso nel 2013 un padiglione del Museo di Pietrarsa. La petizione è promossa dalla Associazione Ferrovie Siciliane con l’approvazione dei familiari dell’ingegner Muscolino e basta collegarsi al sito della associazione (www.ferroviesiciliane.it) per conoscere le modalità di adesione.
Alessandro Pino

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Corro per Vale 2017 – di Luciana Miocchi

25 Set

E’ giunta alla terza edizione “Corro per Vale” maratonina in ricordo di Valentina Col, giovane atleta di Montesacro che ha perso la vita nell’agosto del 2013, dopo un ricovero di qualche giorno presso l’Ospedale di Orbetello, in circostanze che sono tutt’ora oggetto di un processo penale.

Per non arrendersi al dolore e dare un senso a una vita ormai condannata a essere senza di lei, la sua famiglia ha deciso di mantenerne il ricordo attraverso un’associazione che porta avanti il sogno di realizzare un giorno un palasport che ne porti il nome e che ha già realizzato, con un’integrazione da parte della Regione Lazio, la ristrutturazione della palestra Agnini, nella struttura della ex Gil, in viale Adriatico.

Diverse le associazioni sportive intervenute e fondamentali per la buona riuscita della manifestazione si sono rivelati i volontari tutti e le associazioni di protezione civile che hanno curato l’assistenza lungo il percorso, uno o due giri attraverso Città Giardino, a seconda della distanza scelta, 4 o 8 km.

Alla fine, i vincitori sono stati:

  • bambini: Leonard Sinibaldi e Emma Dal Magro;
  • otto km uomini: Simone Ricci, Ruben Paolucci;
  • otto km donne: Valeria Asquini,  Isa Ursi;
  • quattro km uomini: Giovanni Colombara, Filippo Leonetti;
  • quattro km donne: Elena Sbordoni, Angela Camerota

A consegnare le targhe, tra gli altri, Teresa Petrangolini in rappresentanza del presidente della Regione Lazio; Giampiero Canterini, presidente Csen di Roma e Leonardo, tra gli organizzatori della “Corsa di Miguel”.

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(Si ringrazia Silvio D’Antonio per alcune delle foto pubblicate)
Luciana Miocchi

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Quella dannata mania di rovinare il mondo attorno a sè – di Luciana Miocchi

19 Set

Un piccolo parco ai confini di via S.Antonio di Padova, quartiere Settebagni. Carino, un po’ defilato. Su un lato confina su un fosso che segna il confine con la riserva della Marcigliana. Non è ancora in carico al Comune ma è completamente arredato e frequentato da chi cerca un po’ di tranquillità. O di intimità. Tuttalpiù, in terra qualche cicca sospetta.  Ognuno usa questo fazzoletto di verde come puó, insomma. Poi c’è qualcuno che invece proprio non resiste e per divertirsi deve far sfogo alla propria rabbia repressa, alle frustrazioni, a qualcosa che non sa nemmeno definire. 


Rompe per esistere, forse. La scorsa settimana quel qualcuno non era ancora passato. C’erano cestini e panchine sani, magari non era uno splendore perché ancora la manutenzione è curata da qualche residente volonteroso, in attesa che l’amministrazione se ne faccia carico.

Ora invece le condizioni sono quelle mostrate dalle foto. 

Più bello, più comodo, più vivibile. Un reato, non una bravata. 

Luciana Miocchi

Littorine e treni a vapore per i 120 anni della Transiberiana d’Italia – di Alessandro Pino

17 Set

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Il fine settimana incluso tra gli scorsi 15 e 17 settembre è stato di quelli da incorniciare per i cultori delle ferrovie, della montagna, dell’Italia di una volta: ricorrevano infatti i centoventi anni dall’apertura della linea ferroviaria tra Sulmona e Castel Di Sangro (da qualche tempo definita “la Transiberiana d’italia) oggi chiusa al traffico regolare giornaliero ma fortunatamente percorsa da convogli turistici organizzati dalla Fondazione Fs Italiane con la collaborazione della associazione culturale “amici della ferrovia Le Rotaie”.  Per celebrare l’anniversario sono state fatte le cose in grande con tre diversi convogli storici che hanno percorso la linea fermandosi anche a Sulmona / Introdacqua, Pettorano sul Gizio, Cansano, Campo di Giove, Monte Majella, Palena, Rivisondoli / Pescocostanzo, Roccaraso, Alfedena / Scontrone : se non rappresenta più una novità quello con le carrozze “centoporte” e “Corbellini” trainato dalla locomotiva diesel D445 in livrea d’epoca castano e verde adoperato abitualmente per questo genere di treni, hanno destato grande richiamo quello affidato alla locomotiva a vapore “Gruppo 940” con i vagoni a terrazzino e la automotrice a nafta “Aln 556” costruita negli anni Trenta. Carrozze affollate di viaggiatori entusiasti e grande presenza di  pubblico anche alla stazione di Campo di Giove – punto destinato all’incrocio dei convogli sulla linea che è a binario unico – allestita per le grandi occasioni: bandierine tricolori ovunque, il giardinetto rimesso a nuovo come quando le Ferrovie bandivano i concorsi tra le piccole stazioncine per l’area verde meglio tenuta, l’orologio a parete della “Ora Elettrica” che spaccava il minuto. Una brevissima salita a bordo della “littorina” in sosta – come vennero informalmente ribattezzate le automotrici a nafta, in omaggio al regime vigente all’epoca della costruzione presso la Breda – è bastata  per capire come tutto una volta fosse meglio di oggi: una cura per il particolare e una sobrietà che i treni di oggi se la sognano, colori davvero belli (fuori castano, dentro tutti i toni del verde, altro che le livree ospedaliere di oggi), sedili comodi e soffici, alle pareti immagini riproducenti gli affreschi pompeiani e i dipinti di Domenico Di Michelino raffiguranti Dante Alighieri e il suo poema. Un trionfo della vera italianità su rotaie (quando ancora si poteva salire su un treno locale senza timore di trovarsi circondati da teppaglia nostrana o importata) e chi se ne frega se manca l’aria condizionata , ci sono i comodissimi finestrini apribili con due giri di manovella: se fuori fa freddo si chiudono e se fa caldo si aprono, alla faccia dei vagoni di oggi che li hanno sigillati trasformandosi in camere a gas le non rare volte in cui la climatizzazione è guasta.  Agganciate alla littorina c’erano due automotrici più giovani ma comunque ormai d’epoca anch’esse: le Aln 668 di prima serie, risalenti agli anni Cinquanta. Sono tutti treni che hanno realmente percorso  nel suo passato glorioso di semplice quotidianità la Sulmona – Carpinone. Al centro del giardinetto della stazione di Campo di Giove,  dove in passato c’era la vasca dei pesciolini, un basamento ospita adesso una scultura celebrante la linea ferroviaria: la speranza è che assieme ai convogli turistici che riscuotono successo ed entusiasmo unanimi, questa ferrovia di montagna possa tornare come in passato a essere percorsa tutti i giorni dalla mattina alla sera dai treni per i pendolari , per un trasporto pubblico davvero utile, virtuoso ed ecologico.
Alessandro Pino

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Anteprima: Formula Alfa a Vallelunga il 9 e 10 settembre – di Alessandro Pino

8 Set

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È in programma all’autodromo di Vallelunga (nei pressi di Roma) il 9 e 10 settembre 2017 un appuntamento che susciterà l’entusiasmo degli appassionati delle belle auto sportive di una volta: “Formula Alfa”, manifestazione ufficiale Alfa Romeo Heritage, che porterà in pista per tutti e due i giorni le vetture storiche della Casa del biscione. Prevista la presenza del celebre pilota  Alessandro Nannini e di Davide Cironi, l’esperto di motori ormai noto agli Youtubers. L’iniziativa è organizzata dalla Scuderia del Portello con il supporto del Club Cuore Sportivo Lazio.
Alessandro Pino

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Notte di tensione al Tiburtino III: centro di accoglienza assediato – di Luciana Miocchi

30 Ago

 Problemi di ordine pubblico questa notte in via del Frantoio, al Tiburtino III, quartiere del IV Municipio di Roma Capitale: sotto al centro di accoglienza per migranti, la cui presenza è da sempre contestata da una parte dei residenti, si è radunata una folla di persone, sembrerebbe a seguito della diffusione della voce del sequestro di una donna e del figlio, all’interno del centro di accoglienza dove si erano recati per lamentarsi in seguito a una lite tra gli immigrati e i ragazzi del quartiere.

A darne notizia, attraverso un comunicato, Fabrizio Montanini,  portavoce del coordinamento dei comitati e associazioni del IV Municipio, nel quale afferma che si tratta dello ” stesso centro per cui sono anni che organizziamo proteste e tavoli con le Istituzioni per chiederne la chiusura prima che scoppiasse la bolla sociale. Ma come al solito le Istituzioni preferiscono gli interessi economici legati all’accoglienza dei finti profughi rispetto alla dignità di noi cittadini” . Prosegue poi il Montanini: “solo l’intervento massiccio della Polizia con numerose camionette anti sommossa ha frenato l’esasperazione dei cittadini”.

Si preannuncia un settembre impegnativo per le Istituzioni, riguardo alle problematiche legate al l’accoglienza e alla convivenza con i romani. Dopo i fatti di piazza Indipendenza, la circolare con i protocolli da seguire per gli sgomberi delle occupazioni emanata dal Ministero dell’Interno e la linea di intenti manifestata dal Campidoglio, le tensioni sociali sono destinate ad acuirsi, sbagliare una mossa in campo di ordine pubblico potrebbe rivelarsi molto pericoloso.

Luciana Miocchi 

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Fiamme vicino all’impianto elettrico di Terna in via della Marcigliana – di Luciana Miocchi

22 Ago

Nel pomeriggio si è sviluppato un incendio nei dintorni dell’impianto Terna Di via della Marcigliana n 911. Poco prima vi era stato un black out di breve durata nella zona di Roma Nord. Sulla propria pagina, l’associazione di protezione civile Avs Cosmos, intervenuta sul posto insieme ai vigili del fuoco e a personale tecnico di Terna, ipotizza che sia stato proprio un guasto alla linea elettrica aerea nelle adiacenze dell’impianto, la causa scatenante delle fiamme.
Il fumo risultava visibile anche da Settebagni.

(foto dal gruppo Avs Facebook)

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Portonaccio: una targa per Tiziana Laudani, morta un anno fa per una grata non fissata – di Luciana Miocchi

8 Ago

Il 9 Agosto di un anno fa,  Tiziana Laudani perse la vita precipitando nel vuoto dopo il cedimento di una grata non fissata del cantiere abbandonato di Largo San Giuseppe Artigiano, nel quartiere di Portonaccio al Tiburtino. 
Nel giorno della prima tragica ricorrenza, dopo la funzione religiosa in suffragio, alle ore  18 presso la chiesa di S. Atanasio, il comitato di quartiere, i familiari e i residenti la ricorderanno a Largo San Giuseppe Artigiano,  dove verrà apposta una targa commemorativa. Per gli interessati, l’appuntamento è alle ore 19.

Luciana Miocchi 

Il Vittoriano visto da Filippo Saccà in mostra a Talenti – di Alessandro Pino

1 Giu

C’è tempo fino al 10 giugno per visitare la prima mostra personale del pittore Filippo Saccà, in corso presso la galleria Nardi Arte di Roma. Intitolata “Storie dal Vittoriano”, è dedicata – come si può intuire – al monumento a Vittorio Emanuele II visto però da angolature specifiche: «Il Vittoriano rappresenta per me una sorta di 

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enorme archivio che va indagato in continuazione in ogni suo particolare – spiega l’artista – anzi specialmente nei suoi particolari, evitando uno sguardo d’insieme tipico degli occhi del turista un po’ distratto e frettoloso». La galleria Nardi Arte si trova in via Arturo Graf, 74 (quartiere Talenti, Terzo Municipio della Capitale) e per informazioni si può telefonare allo 06 8271920.
Alessandro Pino

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Un giretto in bici di 350 km sulla Flaminia – di Alessandro Pino

29 Mag

Se avete qualche giorno di vacanza e a disposizione e non vi spaventa l’idea di farvi una pedalata di qualche chilometro (trecentocinquanta circa, a dire il vero…) allora può interessarvi l’iniziativa promossaa dalla associazione FIAB Amici della Bicicletta di Siena denominata “Roma-Rimini. In bicicletta sulle tracce della consolare Flaminia” che si svolgerà dal 31 maggio al 4 giugno prossimi. 

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La Flaminia è una delle principali strade  consolari romane di cui rimane ancora oggi significativa traccia grazie a innumerevoli rilevanze architettoniche come ponti, sostruzioni (strutture archeologiche una volta costituenti il basamento di un edificio), tratti  originari in  basolato e importanti città romane (Carsulae, Ocriculum, Forum Sempronii). Queste  si coniugano con bellissimi paesi  (Civita Castellana, Narni, Nocera Umbra, Cagli, Fossombrone), altrettanto belle città (Terni, Spoleto, Foligno, Fano, Pesaro, Rimini) e un territorio – alto Lazio, Umbria, Marche e la Romagna riminese – di sicuro fascino. 
Il percorso si cui si pedalerà è la

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Flaminia del tracciato  Flaminia vetus, che da Narni a Foligno passa per Massa Martana e Bevagna e che si sviluppa interamente su strade asfaltate (i pochi e brevi tratti sterrati sono quelli che portano a rilevanze storiche, come ponti e sostruzioni). Dal punto di vista altimetrico il percorso risulta ondulato  e propone il superamento dell’Appennino all’altezza del Passo della Scheggia, valico che non tocca i 700 metri di altitudine. 
Un ciclo viaggio di circa 350 km, come detto, leggermente più corto dell’intero tracciato della consolare, dal momento che  la partenza non sarà, per motivi tecnici,  da Roma, ma da Villa di Livia, poco dopo Labaro. L’arrivo sarà a Rimini, all’Arco di Augusto, dove la Flaminia concludeva il suo tracciato. Se siete arrivati fino a questo punto della lettura senza spaventarvi allora potete segnarvi i contatti per chiedere informazioni: Claudio Ferri (3381421010) e Simona Baglioni (3287158342).

Alessandro Pino

Il 21 maggio tutti a vedere il treno a vapore che passa in stazione! – di Alessandro Pino

17 Mag

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Se siete sempre rimasti incuriositi e affascinati dal mondo delle vecchie locomotive a vapore viste in tanti film allora segnate questa data: la mattina del 21 maggio partirà dalla stazione Tiburtina, diretto a Orte, un convoglio storico della Fondazione Fs Italiane, trainato dalla locomotiva Gruppo 625 che vedete in foto. Il treno segue lo stesso percorso dei Regionali che abitualmente transitano sulla linea da Fiumicino, quindi passerà dalle stazioni di Nomentana, Nuovo Salario, Fidene e Settebagni. La partenza è prevista qualche minuto dopo le nove, quindi tenetevi pronti in stazione.
Alessandro Pino

(foto Fondazione Fs Italiane)

Un viaggio nel tempo a Campo di Giove nei libri di Giovanni Presutti – di Alessandro Pino

8 Mag

Campo di Giove è un minuscolo paesino abruzzese di nemmeno ottocento abitanti che sorge a poco più di mille metri di altezza ai piedi del massiccio della Majella,nel Parco Nazionale omonimo, con un centro storico quattrocentesco che di sera sembra un presepe e una stazioncina ferroviaria ai bordi di una pineta che somiglia a Twin Peaks e fa molto plastico dei trenini. Negli ultimi 

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trent’anni del Novecento aveva conosciuto un boom turistico che aveva attirato villeggianti da tutto il Centro Sud e aveva dato impulso all’edilizia delle seconde case. Da metà anni Novanta in poi invece c’è stato un declino che tra l’altro ha visto chiudere i tre storici grandi alberghi un tempo brulicanti di ospiti; di pari passo è andata la riduzione del traffico ferroviario fino alla cessazione del servizio regolare: per adesso la linea si è salvata grazie al transito saltuario di convogli turistici con materiale storico. Da qui a dire che rischia di diventare un paese fantasma ce ne vuole, però in questi casi c’è comunque il rischio di vedere sbiadire man mano un patrimonio in termini culturali, nel senso di concezione del mondo, usanze, tradizioni, modi di vita quotidiana, ricordi personali e collettivi. Se tutto questo non accadrà sarà anche grazie alla penna di uno scrittore che paradossalmente da Campo di Giove è partito più di mezzo secolo fa per intraprendere una carriera come sottufficiale della Marina Militare, trascorsa – dopo diverse assegnazioni – a La Maddalena in Sardegna, dove ha scelto di rimanere dopo il congedo mantenendo però il legame con il paese natale: Giovanni Presutti. Nel corso degli anni lo scrittore – che è stato anche cronista locale – ha pubblicato circa quindici libri (inclusi alcuni sulla figura di Giuseppe Garibaldi e il suo legame con la Sardegna) e proprio recentemente è andato in stampa il suo lavoro più recente, intitolato “Quando i comignoli fumavano”. Il volume, al pari dei precedenti – ma senza mai ripetersi – conduce il lettore in un viaggio a ritroso nel tempo tra le viuzze del borgo medievale, tra atmosfere, situazioni, volti e nomi che riprendono improvvisamente vita. Nei libri di Presutti sono trascorsi praticamente tre secoli di storia e quotidianità locale campogiovese sullo sfondo di quella italiana: il brigantaggio dopo l’Unità d’Italia, i giorni bui dell’occupazione tedesca durante la guerra, i riti stagionali legati all’allevamento, le spedizioni esplorative sulla Majella, le famiglie illustri del luogo, i matrimoni, i battesimi, le feste e anche le morti.
Anche quando la penna descrive vicende più minute e private non lo fa mai con narcisismo autoreferenziale ma appare sempre sullo sfondo il contesto storico, il quadro in cui esse si sono svolte: storie minime di tutti i giorni che hanno nel Dna la dignità delle persone autentiche e che prese tutte insieme costituiscono l’epopea campogiovese di cui Giovanni Presutti verrà ricordato quale autentico cantore: “…aprire alle nuove generazioni una piccola finestra sul mondo di ieri – scrive l’autore nel suo più recente lavoro – per far conoscere la strada percorsa”. Un prezioso lascito culturale che non andrebbe mai perso di vista, da usare come la bussola assieme alla carta nautica – se ci si passa l’accostamento con i trascorsi marinari dell’autore – per tenere in qualche modo la rotta nel turbine di una postmodernità all’insegna di una globalizzazione selvaggia nella quale sembra mancare qualsiasi riferimento certo e stabile.

Alessandro Pino

“The Sign of Rome”: il contagio del bello per far splendere di nuovo la Capitale – di Alessandro Pino

1 Mag

C’è un gruppo di illuminati imprenditori romani – attivi principalmente nel settore dell’arredo di alto livello e basati nella zona dei Prati Fiscali – che ha deciso di riunirsi in una associazione al fine di arginare attivamente il progressivo deterioramento del territorio di cui tutti viviamo quotidianamente gli effetti nefasti.  Tra leiniziative da loro promosse vanno ricordati la pulizia di via dei Prati Fiscali con lo slogan “Pulimose Roma” assieme a Retake Roma e l’intervento artistico dello scultore Andrea Gandini sui tronchi di alberi ormai defunti lungo la stessa strada. Gli incoraggianti risultati in termini di consenso e virtuoso contagio tra la cittadinanza  hanno convinto il gruppo di commercianti a rendere più ambizioso e vasto il loro progetto, estendolo a tutto il territorio capitolino. Per rendere 

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significativo il passaggio a un livello superiore hanno deciso di ribattezzare l’associazione, chiamata inizialmente “DeDesign”: è nata così “The Sign of Rome” , evocativo giuoco di parole tra Design e Sign (firma). L’associazione è presieduta da Farshad Shahabadi  ed è composta da Zarineh Tappeti, 197 Piermarini Design, Linea Gaggioli, Ruega Materassi, Elettrica Morlacco, Centro Musicale, Ad Arredo Design, Mobilnovo.

Alessandro Pino

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