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Giunto oggi in decisione il ricorso dei residenti di Settebagni contro la tariffa Ama. Si attende la pubblicazione della decisione – di Luciana Miocchi

27 Set

Grande attesa per i residenti di Settebagni che hanno aderito all’azione legale promossa dall’associazione Don Chisciotte e sostenuta dal Comitato di Quartiere di Settebagni. Questa mattina si è tenuta l’udienza davanti alla trentasettesima commissione tributaria provinciale di Roma, circa la riduzione della Ta.ri. a causa della “presunta” inadempienza da parte di Ama nella raccolta dei rifiuti nel quartiere, ove c’è la raccolta differenziata porta a porta (che non è quella di strada, con i cassonetti esposti sempre e per tutti). Come da post dell’Associazione “Il Comune di Roma si è costituito sostenendo che mancherebbe la prova del danno subito dai cittadini e che, in ogni caso, il disservizio sarebbe causato dalla condotta stessa dei residenti. Si tratta – come i nostri legali hanno ampiamente rappresentato alla Commissione – di eccezioni pretestuose ed infondate. l’art. 1 comma 656 L. 143/2017, ed il conseguente regolamento attuativo, non richiedono infatti alcuna prova in caso di disservizio riconducibile ad una condotta del gestore (nel caso AMA),. Prova che invece è richiesta (e manca) nel momento in cui si accusano i cittadini come principali responsabili del disservizio. Tale eccezione è inoltre inaccettabile a livello morale in quanto prova a colpire i principali danneggiati rispetto alla situazione di disagio che si sta a tutt’oggi verificando nel quartiere. La causa è stata trattenuta in decisione.

Tale linea difensiva fu tentata dai vertici ama anche tempo addietro, sui giornali, criticata dal Campidoglio dopo le reiterate proteste sui social. Per sapere se tale tesi verrà accolta dalla Commissione tributaria occorrerà che venga pubblicata la decisione. Nel quartiere, i ricorrenti sono già sul piede di guerra: le centinaia di segnalazioni sono state fatte in maniera accurata e documentata fotograficamente, geolocalizzate e datate, sarà difficile smentirle efficacemente, sbarrando la strada ai possibili, previdibili, appelli.

Luciana Miocchi

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Nel cuore di Monte Sacro gran finale di stagione per Retake Roma – di Alessandro Pino

3 Ago

[Roma] La stagione degli interventi di riqualificazione del territorio da parte della associazione Retake Roma Terzo Municipio si è chiusa questa settimana con una incursione a piazza Menenio Agrippa e le sue adiacenze, nel cuore storico di Monte Sacro. Con la collaborazione della Associazione Locali Montesacro e La Ronda della Solidarietà (onlus che si occupa di homeless) la piazza è stata completamente recuperata con la verniciatura delle serrande abbandonate e vandalizzate dagli scarabocchi che la deturpavano. Per finire i retaker guidati da Francesca Dell’Orco hanno messo mano alla sede dell’Ama su via Maiella, completamente ricoperta di scritte, gomito a gomito con alcuni netturbini che avevano appena finito il loro turno di lavoro.
<È stato emozionante vedere fianco a fianco cittadini volontari, homeless ed operatori Ama, tutti insieme per dire basta a chi pensa che Roma sia la città di nessuno. Roma è di chi la vive, di chi la ama e ne pretende il rispetto ha dichiarato l’avvocato Simona Martinelli, coordinatrice di Retake Roma Terzo Municipio>.
Alessandro Pino

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Area trasbordo davanti al rifugio delle code felici: stralciata dalla determina del dipartimento. In attesa di un nuovo incontro con Anas – di Luciana Miocchi

31 Lug

Oggi è stata pubblicata la determina dirigenziale, firmata dalla direttrice del settore Rifiuti del Dipartimento Ambiente di Roma Capitale, Ing. Laura D’Aprile, per l’attivazione dei siti per il trasbordo dei rifiuti indifferenziati individuati nel Master Plan predisposto da Roma Capitale.

Allo stato, l’area dello svincolo Roma-Firenze, ove insiste una buona parte del rifugio per animali “code felici” risulta stralciata, a seguito delle osservazioni emerse durante l’assemblea pubblica tenutasi presso l’Ateneo Salesiano è in attesa di una nuova riunione con i responsabili di Anas, con l’intento, come scrive il presidente del III Municipio Giovanni Caudo in un post pubblicato sulla sua pagina fb, di ” verificare la possibilità di tornare sull’area indicata dal Municipio, il parcheggio sul GRA.” Nel consiglio municipale del 1 agosto verrà esaminato l’ordine del giorno presentato dal Presidente che riepiloga le criticità e le osservazioni emerse il 23 luglio. Prosegue Caudo nel suo post”sono particolarmente grato a tutti i cittadini che in questi giorni hanno dato fiducia all’amministrazione municipale e si sono sentiti rappresentati nelle loro giuste istanze, a chi ha saputo contemperare, come deve essere, l’interesse personale, specifico, con quello più generale di una comunità che deve saper convivere assieme e trovare soluzioni a problemi difficili, a tutti quelli che hanno resistito alle sirene di chi ha cercato di speculare politicamente su queste vicenda. Ora aspettiamo che la sindaca ci convochi insieme ai dirigenti di ANAS”.

Alla richiesta di una riflessione sulla determina dell’Ing. Aprile, Giovanni Caudo ha così commentato: “l’assemblea pubblica drl 23 è stato un momento vero di lavoro comune. La partecipazione e l’ascolto per la mia amministrazione non sono parole vuote, vogliamo collaborare con Roma Capitale con senso di responsabilità e per affermare l’interesse generale. Lo stralcio è un atto di fiducia anche per come abbiamo condotto il nostro lavoro. Non è finita e lo stralcio al momento non significa cancellazione. Ora confidiamo che si svolga quanto prima l’incontro con Anas per rivalutare la nostra prima indicazione, l’area sul Gra. In ogni caso, ad oggi ogni impegno preso è diventato un atto concreto.”

Luciana Miocchi

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Incontro istituzionale all’ateneo Salesiano sull’area di Trasbordo del III Municipio – di Luciana Miocchi

26 Lug

L’incontro, cosi come comunicato, doveva iniziare alle diciotto, presso l’aula due dell’Università salesiana, a Colle Salario ma alcuni impegni della Sindaca di Roma ne ritardavano l’avvio. 

Dopo una mezz’ora il Presidente Caudo ha deciso di prendere il microfono: «aspettiamo Virginia Raggi e la dottoressa D’Aprile, dirigente di Roma Capitale dipartimento rifiuti e Massimo Bagatti responsabile di Ama. Abbiamo chiesto a queste persone di venire a spiegarci il Masterplan, la programmazione che viene fatta per la prima volta nel Comune di Roma su dieci siti che fanno parte del ciclo di raccolta dei rifiuti indifferenziati, fatta dai compattatori che poi vanno a conferire la raccolta negli impianti. Il nostro municipio gravita su Rocca Cencia. Il comune di Roma ha deciso di fare una programmazione su tutto il territorio comunale con l’obiettivo di utilizzare questi siti per passare da un compattatore a un camion più grande, che se ne va nella sua destinazione, non entra più in città. Noi siamo qui per prendere tutte le informazioni utili che Roma capitale ci può dare. Noi avevamo indicato un’altra area che avevamo pensato fosse meglio ma non è questo il tema; quello che noi abbiamo pensato è di fare sei domande , che ci facciamo noi e anche i cittadini. Faremo le osservazioni a valle della riunione di oggi, che è una seduta di lavoro, in cui ci sarà la possibilità di raccogliere delle informazioni, ci sarà la possibilità di fare domande da parte dei cittadini».

Caudo ha poi ringraziato la struttura dell’Ateneo Salesiano per aver messo a disposizione la sala.

Alle 19 meno venti la Raggi non arrivava ancora e il Presidente ha deciso di iniziare la seduta, illustrando le sei domande, cosi sintetizzate da Christian Raimo, assessore alla cultura del III Municipio, alla lavagna: 1 master plan; 2 aree trasbordo; 3 in cosa consiste il trasbordo; 4 sono necessarie autorizzazioni e di che tipo?; 5 revoca aia Tbm; 6 trasbordo nel tmb salario?

Ha detto Caudo: «noi come Municipio abbiamo ricevuto il Masterplan, abbiamo chiesto a D’Aprile di fare una rappresentazione. Qui parliamo solo di raccolta, non parliamo di impianti, non parliamo di discariche. Solo di efficientamento della raccolta dai cassonetti dell’indifferenziato. Però vogliamo sapere in dettaglio come funziona questo piano, esattamente qual è l area perché non è indicata nel Masterplan, vogliamo sapere in cosa consiste esattamente il trasbordo, siamo persone responsabili ma non ci piace giocare con le parole. Vogliamo che ci fate vedere con precisione cosa si farà nel sito. Sono necessarie autorizzazioni per avviare questa attività? Se sono necessarie, quali sono? Dai documenti non risulta nessuna utilizzazione per trasbordo dell ex Tmb, vogliamo sapere se verrà utilizzata quell’area».

Nell’indicare la segretaria della presidenza da cui recarsi per prenotarsi e prendere la parola, il minisindaco ha affermato che «Tutto quello che verrà detto stasera, verrà inserito in una nota che sarà inviata al dipartimento. Abbiamo chiesto di mandare le osservazioni oggi, anche se scadeva ieri, perché la riunione si tiene oggi, prima data utile per la disponibilità della Sindaca»Ha preso la parola l’ing. Laura D’Aprile: «Il Masterplan dei trasbordi si inserisce in una serie di attività di infrastrutturazione della raccolta dei rifiuti che è la parte della gestione dei rifiuti che è delegata ai comuni. Roma capitale, nell’ambito della raccolta intende infrastrutturare con una serie di presidi di vario genere, che consentono di efficientare e rendere più efficace il lavoro che quotidianamente Ama svolge. È chiaro che uno dei problemi che Ama e Roma Capitale si trovano ad affrontare è che l’area molto estesa. In questo senso da dicembre 2018 abbiamo, congiuntamente alla direzione generale, inteso sistematizzare le attività e non più procedere per singoli trasbordi o single iniziative sui municipi ma una cosa che consente di far vedere ai cittadini tutta la raccolta su Roma Capitale. Abbiamo individuato 26 aree, che hanno portato, dopo uno screening sui municipi, a 4 siti. Chiaramente si trattava di una idoneità di tipo potenziale, da verificare successivamente su logistica, viabilità. In particolare la sindaca ha chiesto ai municipi di individuare eventuali aree idonenee. Cosa è un trasbordo: sostanzialmente art 192 comma 12 dlgs 152/2006  le attività di trasbordo non rientrano nelle attività di stoccaggio e gestione, sono attività asservite al sistema di raccolta. Che vuol dire? Entro le dodici ore della giornata il trasbordo deve essere smantellato, non prevede particolare presidi tecnici se non accorgimenti atti a evitare la contaminazione del terreno e delle acque oltre la compatibilità con il piano regolatore vigente. Si tratta di un’attività, detta banalmente, il trasbordo è un trasferimento di rifiuti da un camion a un altro senza toccate per terra, nella trasferenza i rifiuti poggiano per terra e rimangono più tempo. L’impatto in termini di presidi ambientali necessari, gli odori si manifestano. Con il trasbordo queste problematiche non ci sono. Noi abbiamo la legge regionale nr 27 del 1998 che è delegata dalla legge nazionale. Questa legge prevede all’ art 19 che “le stazioni di trasferimento dei rifiuti urbani, soggette a valutazione di impatto ambientale ai sensi della normativa vigente, sono autorizzate dalla provincia competente per territorio, su richiesta dei comuni interessati. L’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata previa approvazione da parte della provincia di un progetto. L’approvazione comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori. Nei casi in cui non sia richiesta la valutazione di impatto ambientale, le stazioni di trasferimento sono attivate previa comunicazione alla provincia competente per territorio.” Le stazioni di trasferimento soggette ad autorizzazione sono soggette all’autorizzazione della Provincia. Questo è un altro caso, quello delle trasferenze. Quando non è necessario autorizzazione, le attività si svolgono tramite comunicazione di ama a città metropolitana che si avvale ad una serie di aree idonee per articolare la raccolta. Per le direttive europee qualsiasi attività di raccolta rifiuti deve essere svolta senza arrecare rischi alla salute e all’ambiente.» Spiegato trasbordo, spiegati gli atti amministrativi. «Non c’é nessuna competenza autorizzativa né di comune di Roma né di città metropolitana. Viene fatta la comunicazione alla città metropolitana e non vi è nessun dovere autorizzativo né di Roma né di regione. Abbiamo semplicemente fatto un passaggio in più, abbiamo coinvolto i municipi, indicato delle aree entrando nello specifico del municipio terzo ma su questo c e stato un allineamento costante con il municipio, c’è stata una prima indicazione su Ave Ninchi, il municipio ha indicato un’altra area Anas, immediatamente verificata con Anas che ha risposto nello stesso giorno che questa area non era disponibile»

Alle 19 è arrivata la Sindaca Raggi. Ulteriore ringraziamento di Caudo al rettoreangella e a Don Mauro Mantovani che illustra brevemente le cinque facoltà dell’ateneo (filosofia, teologia, lettere cristiane classiche, scienze dell’educazione e scienze della comunicazione) con provenienze da cento paesi del mondo, che ringrazia a sua volta Sindaca e Presidente del Municipio, ricordando che l’idea di un diploma di ecologia e cura di casa comune è nata qui è e si è diffusa con un’inziativa che coinvolge tutte le Università ponteficie e in collaborazione con le Universita statali. 

Ricomincia la dottoressa D‘Aprile «Stavamo dicendo nello specifico del Municipio terzo, l’area dell’anas indicata, nella stessa giornata in cui è stata richiesta, l’ente ha detto che non può essere utilizzata perché asservita a logistica di sicurezza del grande raccordo anulare. Abbiamo quindi avviato interlucuzione per individuare ulteriori aree con anas, che in tempi brevissimi ci ha fornito un riscontro, ama e i tecnici del dipartimento sono andati a visionare ulteriori aree anche per verificare l’idoneità all’obiettivo generale. Di di tutto è sempre stata informata la presidenza del municipio a partire dal diniego della prima area indicata. Questo per chiarezza. Il Masterplan è stato trasmesso a tutti i Municipi con richiesta di formulare osservazioni entro il 22 luglio, come avete sentito Caudo ha chiesto una deroga per poter svolgere questa assemblea di oggi, dopo di che noi approveremo il Masterplan tenendo conto delle osservazioni dei municipi, che non sono molte perché in massima parte hanno confermato ciò che era contenuto nel Masterplan. Questo modo di operare sarà ripetuto per tutte le altre questioni di raccolta rifiuti.

Per il  Tmb salario: è noto a tutti che da gennaio 2019 il Comune ha chiesto di provvedere alla bonifica e messa in sicurezza ad Ama di tutta l’area e il non utilizzo dell’area per scopi industriali. Naturalmente sapete bene che ci sono stati indirizzi e comunicazioni anche recenti rispetto alla riqualificazione e bonifica dell’area. Abbiamo richiesto ad ama, in seguito alla comunicazione della regione Lazio, di fare istanza per ottenere la revoca dell’aia. Però,  in caso di incidenti, la disciplina prevede che chi detiene il potere autorizzativo, ovvero la regione,  può revocare l’aia direttamente. E’ un rapporto in cui Roma Capitale, sostenzialmente, non entra. Il rapporto è tra Ama Spa e regione Lazio. Vi invito solo a leggere gli articoli dal 29 in poi del testo unico ambientale per verificare quanto detto fino ad ora. Se ci fosse bisogno di ulteriori formalizzazioni, si faranno comunque.

A questo punto è intervenuto Caudo: mentre oggi preparavamo questo intervento, abbiamo avuto una telefonata da parte della Melara  che vernerdì verrà al Tmb un responsabile di Enea, pare che saranno incaricati per la bonifica.

E’ poi la volta di intervenire del dottor Bagatti, per Ama: «in tutta Roma si producono rifiuti. L’idea sta nel creare una ripartizione sufficientemente equa che possa far assumere a tutti i Municipi un minimo di responsabilità, si  individuano delle aree per i trasbordi e poi portarli nei luoghi di destinazione e trattamento. Il primo e il secondo sono i Municipi che fanno più produzione degli altri, 630 tonnellate ma non hanno uno sfogo diretto sul Gra. Di impianti di trattamento meccanico diretto, per poterlo utilizzate con gli stessi mezzi abbiamo solo Rocca Cencia sul sesto Municipio. L’ idea è di individuare siti che abbiano caratteristiche tali che le macchine possano trasferire il rifiuto indifferenziato in macchine più grandi che possano andare rapidamente all’esterno e ritornare sul territorio. Tenete conto che le macchine più grandi hanno una capacità di otto dieci tonnellate al massimo, un due tre assi, un giro può andare dai settanta ai novanta cassonetti, a secondo della possibilità che il mezzo ha di muoversi. Abbiamo delle attività che vengono svolte anche nel pomeriggio, con macchine più piccole, i due assi, macchine con carico posteriore e poi gli squaletti, che stiamo sostituendo, che potranno darci una mano nella loro evoluzione perchè abbiamo già in acquisto e stiamo utilizzando macchine che possono raccogliere tre volte uno squaletto e consentono di fare meno trasbordi. L’articolazione logistica da cui prende spunto questa nuova idea è quella di fare necessità virtù, l’esigenza di portare fuori i rifiuti che non possono essere trattati – noi speriamo sempre meno, perché vuol dire che aumenta la raccolta differenziata – è una condizione che ritengo a questo punto sia importante anche alla luce della difficoltà intervenuta. Per tenere pulita la città di Roma, per togliere la condizione che in questo periodo ci impone di ritardare i nostri trasbordi, le trasferenze che sono rimaste per poter andare fuori perché gli sbocchi che sono rimasti di impianti all’esterno in sicurezza c’é sempre un nastro che si rompe, una difficoltà di un mezzo e questo non fa altro che rallentare la raccolta successiva nel turno successivo. Ecco perchè poi vedete i cassonetti che rimangono pieni nonostante il mezzo sia di ritorno: devono andare mezzi più grandi che possono fare percorrenze più lunghe. L’idea di aver un luogo vicino casa dove fare un primo trasloco di rifiuti è una cosa che abbiamo già da molti anni con mezzi più piccoli. Ora si tratta di farlo con mezzi più grandi. Si tratta di disporre di luoghi che per loro dimensione siano più grandi, con spazio più grande, di carico e scarico, logistica, aree di cinque-sei mila metri, conta molto anche la posizione più felice sulle strade verso cui dobbiamo andare. Una prima ricognizione con l’ufficio urbanistica e i municipi in cui ricadono quelle aree che in termini di distanza dalle abitazioni, di vicinanza al Gra sono utilizzabili ma non è che possiamo andare molto più lontano, i turni sono di sei ore e rischiamo di andare tre ore a raccogliere e tre ore passarle in giro. È un’idea abbastanza democratica che ripartisce su tutti i municipi i nostri rifiuti che abbiamo prodotto noi, non sono rifiuti che hanno criticità tali da mettere in allarme, trattandosi più che altro dei resti delle nostre tavole. 

Con cento tonnellate in ingresso ci sono dodici compattatori che entrano ed escono nelle ventiquattr’ore, 4 mezzi che se ne vanno.  Diciamo che questa è una condizione ideale che può modificarsi anche nella stagionalità nel periodo.

Cosa consiste il trasbordo grande: si tratta di allestire uno spazione, in modo che i rifiuti vengano messi attraverso una tramoggia e un nastro su un mezzo più grande, il nastro verrà coperto.   In realtà ne andranno a fare duecento tonnellate. A differenza della trasferenza, con il ragno che preleva la spazzatura da terra e la carica, qui si trasferisce solo da un mezzo a un altro.

Quando ha preso fuoco il salaria, i mezzi dovevano fare cinquemila chilometri in più per portar i rifiuti, che vuole dire ore e ore in più per raccogliere le stesse quantità».

All’apparire delle foto dell’area prescelta in via di Settebagni, si alzano voci di contestazione: l’ingresso è quello in comune con il rifugio degli animali, i quadrati che si vedono sono all’interno del terreno prescelto, sono le aree di sgambamento dei cani.»

Prende la parola Caudo: «C’è una visione complessiva che fa i conti con un ritardo storico sui rifiuti, nessuno si salva. Dal 1993, Grottaferrata faceva differenziata, noi buttavamo i rifiuti in una buca. Conta solo che i cittadini devono fare una vita dignitosa, non si può avere il cassonetto pieno alla mattina.  Siamo qui per vedere come migliorare questa situazione. L’ ultima fase è prevista dopo ottobre, ci sono dei dubbi sul sito che possa essere immediatamente utilizzato.

Questo sito tratterà 150 tonnellate, ne produciamo 165 (si ma di noi mandano poco al trattamento, trenta tonnellate, gli altri mandato quasi tutto e il secondo e primo Municipio producono quattrocento tonnellate e non si fanno carico di nulla, ndr ). Non si governa con i social, non si prendono decisioni sui social, si governa qui capendo e ascoltando. Questa amministrazione non ha mai fatto sconti a nessuno ma nello stesso tempo bisogna avere responsabilità, siamo qui per tenere insieme interesse generale e interesse specifico. Bisogna avere fiducia nell’interlocuzione con le istituzioni» .

Passa parola alla Sindaca: « Tante cose da dire. Iniziamo con il dire che la visione sui rifiuti. Chiusa la discarica di Malagrotta, dal 1997 si sapeva, dal decreto Ronchi,  Roma si è trovata senza alternative ed è stato un susseguirsi di emergenze, perché in questo ci sono tanti fasi, la produzione, responsabilità nostra, raccolta, come, trattamento che non è il comune, smaltimento che è la parte finale, che può essere discarica o inceneritore. Stiamo cercando di invertire questo ciclo. Innazitutto non dobbiamo comperare imballaggi, poi dobbiamo puntare, come dice l’Europa, tantissimo sulla raccolta differenziata. La parte peggiore, quella che puzza è l’umido. Se un cassonetto rimane con la plastica o la carta non genera puzza, se invece rimane  un cassonetto dell’umido o dell’indifferenziato è un problema. Quello che questa amministrazione ha cercato di fare è individuare degli impianti di trattamento aerobico dell’umido, che viene poi utilizzato come fertilizzante in agricoltura. Riusciamo cosi a chiudere il ciclo dei rifuti dell’ organico. Ci siamo concentrati su questo perché volevamo togliere la parte puzzolente. In regione ci sono due progetti di compostaggio, uno a Casale Selce e uno a Cesano. I siti non sono vicini alle case, in aree agricole. Roma produce una quantità di rifiuti infiniti. Pensare che nessuno di noi abbia vicino casa un impianto di rifiuti è utopistico perché anche negli altri comuni non sono molto d’accordo, ci sta. Le soluzioni di lungo periodo sono costruire impianti che puntano al riciclo. Oggi è un problema, se impariamo a gestirlo diventerà un valore. Quello che oggi spendiamo per l’immondizia sarà ridotto perché cominceremo a vendere ciò che recuperiamo.

Dobbiamo separare, più facciamo raccolta di qualità più si andrà a guadagnare. Oggi la legge ci dice che che i ricavi di ama sono costituiti solo da tari, tutta la tari va ad ama. Abbiamo scoperto che il 25 per cento dei cittadini sono fantasma. Poi perchè non avendo impianti noi dobbiamo pagare gli altri perché se li prendano.

Dirò una cosa scomoda ma va detto perché volevamo chiudere il Tmb salario non nel 2019 ma nel 2021 perché avevamo la necessità di abbattere la raccolta di indifferenziata di 750 tonnellate in modo da non dover pagare per mandarla fuori. Dal 97 al 2013 ci sono stati sedici anni di tempo per fare qualcosa ma non è stato fatto niente. Stiamo facendo un piano, un progetto per cercare di risolvere questa emergenza. L incendio del Tmb salario ha determinato un rallentamento della raccolta differenziata perché abbiamo dovuto ridisegnare la raccolta.

Nel frattempo succede che dobbiamo portare l’indifferenziato fuori Roma. Noi abbiamo chiesto e imposto probabilmente, al municipio xi che ha subito Malagrotta per quarant’anni, siccome non c’è tempo e dobbiamo ricollocare la trasferenza, sorta di discarica quotidiana, che si faceva al Tmb, gli abbiamo chiesto di prendersela per sei mesi per poter ricollocare quella trasferenza e quella di Rocca Cencia trasformando la traferenza in trasbordo. In questi centottanta giorni in cui siamo stati a  Malagrotta tutti i consiglieri e i cdq venivano a controllare per vedere se cera puzza e hanno detto che puzza non cera. Adesso dobbiamo capire che ora quel territorio deve essere alleggerito e ci dobbiamo prendere l’onere di prenderci i trasbordi, abbiamo cercato di prendere posti lontani da casa e abbastanza non impattanti. E’ ovvio che non parliamo di fiori ma di rifiuti ma li produciamo noi, ce ne dobbiamo fare carico. Vanno in periferia perché c’é più spazio, i siti piccoli non sono impattanti, il centro non è stato aggravato dei camion più grandi per il traffico. Quindi si mandano in periferia. Siti che siano lontani dalle case, che fossero aree libere, vicine alle consolari e al raccordo, l’anas ha bloccato la proposta in alcuni casi di snodo, di rampe, per via della visibilità. Ora voglio dirvi questo. Il Masterplan che stiamo costruendo verrà formalizzato in una determina, non è immutabile, dobbiamo puntare ad aumentare la raccolta della differenziata, riduciamo l’impatto dell’indifferenziata. Nulla vieta che nel frattempo i presidenti di municipio possano proporre di cambiare aree, al momento ci sembra che le aree individuate siano abbastanza rispettose di questi principi. Abbiamo necessità di andare ad alleggerire la trasferenza di Malagrotta perché è rimasta aperta  più dei sei mesi. Questo è quello che dobbiamo fare»

Caudo:« Abbiamo un problema, abbiamo confidato tanto sulle utenze non domestiche, sul bando fatto a ottobre, nel nostro municipio bisognava arrivare da 1000 utenze a quattromila ma non ha funzionato. E noi ci ritroviamo un carico di indifferenziata che dipende da una cattiva organizzazione, da un funzionamento della gara che non ha funzionato . la quota di indifferenziata schizza in alto. Non venivano a prendere i cartoni, la farmacia di via Ugo Ojetti dopo tre settimane li ha messi nei cassonetti perchè non sapeva più dove metterli  e l’ hanno multata. L’Ama lo sa, abbiamo organizzato una riunione con l ‘ assessore Pieroni per agevolare questa cosa. I commercianti ci dicono che è stato un flop totale. C’è una persona della segreteria perchè produrremo un atto che va in consiglio municipale. Le nostre osservazioni saranno che se c’è un sacchetto che va per terra  noi vi denunciamo, perché non è possibile fare una cosa per farne un’altra. Anche sul sito individuato ci sono delle criticità che osserveremo».

 

Dopo quest’ultimo intervento istituzionale, iniziano quelli dei cittadini

Parla Pietro Brusco di No tmb. Parla dell’impianto tmb, vuole vedere la fine. Hanno chiesto di riunire tutte le autorità politiche, perché si mettano d’accordo, “ci siamo stufati che facciate scarico barile. Roma è possessore socio unico di ama, può chiedere di fare. Quell’ impianto vale qualche decina di milioni di euro con l’ aia, senza vale zero, quindi c’è un perché, ce l’hanno detto fuori onda. Noi vogliamo assolutamente avere una cronologia di atti e situazioni per chiudere. Sul trasbordo, noi del comitato di quartiere piuttosto che l’Ossevatorio non diciamo non vicino a casa nostra ma vogliamo sapere i criteri e le regole di gestione. Se ama non funziona e abbiamo avuto dimostrazione che ama non ha funzionato, guarda il ritiro e la gestione dei rifiuti, quali sono i poteri e le regole per la rimozione del sito se non funziona, chi ha i poteri di farlo.

Associazione tutela parco delle sabine: “noi qui presenti ci facciamo assolutamente carico dei rifiuti che produciamo, nessuno di noi ha l’atteggiamento di non volere i siti o i cassonetti sotto casa, tutta via devo dire che diciamo che questo Masterplan suscita parecchie perplessità, guardando quello che accade intorno a questo territorio, che dobbiamo dire che ha sofferto tanto per il Tmb salario, siamo a un km e due, le esalazioni le respiravamo anche noi. Oltre al sito dello svincolo, c’è Saxa Rubra a un km  Labaro, ancora più vicino ci facciamo carico però pare che questo quadrante sia un pochino bersagliato, riguardo alle modalità di questa assemblea ci siamo arrivati un pò in ritardo. Non è questa la sede per discutere di un sito di trasbordo nel terzo municipio, davanti alla sindaca, doveva essere fatto prima. La partecipazione non c’è stata. Mi dispiace. Ci lamentiamo anche del fatto che l’atteggiamento delle forze politiche e amministrative sembra schizofrenico su via Ave Ninchi e questo nessuno ha detto con quali criteri siano stati fatti, forse avremmo dovuti essere coinvolti prima, avremo potuto dire che il sito proposto è all’interno del Parco delle Sabine e all’interno del Parco della Marcigliana, stiamo aspettando dal 2008 perché la società è fallita e noi siamo praticamente un’area extraterritoriale. Diciamo che noi non vorremmo essere sempre quelli che pagano, per questo motivo chiediamo al presidente Caudo di poter allegare a verbale le nostre considerazioni». Caudo ha così precisato: «non è cosi io l’ho ricevuto il 17 di luglio, oggi il 23 luglio questo è la prima data utile per poter svolgere questa assemblea. Fare incontro su informazioni parziali o per sentito dire non è il modo giusto. Questa è la prima assemblea utile in cui prendere informazioni e fare informazione corretta». Ha ulteriormente risposto l’assessore Raimo: «io sono l’ assessore alla cultura ma sto di fatto seguendo la vicenda dei rifiuti, questa è la 54 riunione sui rifiuti. Seguivo la ricostruzione  fatta dalla sindaca, abbiamo protestato contro il Tmb»,  la Raggi contesta quello che dice Raimo, gli chiede “ ma la domanda qual è?” “Un momento – risponde l’assessore – Revoca aia tempistica e se c’è veramente un trasbordo nel Salario, come spesso noi vediamo nel Tmb salario. Evidentemente c’è una difficoltà nel fare questo atto amministrativo, la capacità di mediazione politica tra assessorati, un ruolo che è stato vacante, c’è un cda»  L’assessore municipale viene più volte richiamato dalla platea perchè faccia un intervento più breve e meno dispersivo. Alla fine chiede un impegno formale perché non ci sia scaricabarile ma una tempistica entro agosto in modo che ci sia un ritorno della fiducia verso le istituzioni.

Interveniene poi Silvia de Rosa comitato Settebagni: “Insieme agli altri comitati e ai cittadini del nostro quadrante ci siamo riunioni il quindici luglio e fatto una petizione on line per far conoscere il nostro disegno. Siamo qui per dire no all’area di trasbordo a via di Settebagni. Vogliamo chiedere che l’anas faccia uno scambio di aeree, che ceda quella individuata dal Municipio per il trasbordo e utilizzi questa di via di Settebagni come logistica per la sicurezza del Gra. Chiediamo di allegare la lettera con le considerazioni e la mozione del consiglio municipale del tredici giugno in cui all’unanimità si chiedeva l’esclusione per il terzo municipio da qualsiasi ipotesi di trasferimento rifiuti”. 

Interviene il comitato Saxa Rubra,   che  regala  un libro sugli scavi archeologici lungo la via flaminia e sottolinea la nessuna interazione del municipio con la popolazione. “Saxa Rubra e quel parcheggio non sono una periferia abbandonata ma ci sono mille abitanti, quel parcheggio chiuso ci ha creato problemi per anni perchè la stazione di Saxa Rubra fa diecimila presenze al giorno con capolinee atac , cotral e treno, totale assenza di servizi primari, dobbiamo prendere la macchina per arrivare ai servizi.  Vogliamo sapere se via Gemona del Friuli è stato proposta da comune o municipio. Vorremo sapere se e quando il regime sarà attuato a conclusione dei centottanta giorni  verrà smantellato o meno, a vedere i lavori fatti sembrerebbe no. Ci sembrano i lavori poco coincidente con l’idea che tra centottanta gironi verrà smontato. 

Manuel Burrai, per Tenuta agricola Redicicoli, fa una domanda alla sindaca, nel 2014 assegnazione terre pubbliche abbiamo presentato progetti, situazioni, ci hanno dato trentasei ettari, compreso una punta di discarica a cielo aperto noi paghiamo un affitto ma non possiamo usare l’area perché oggetto di una bonifica. Iniziamo la conversione in biologico perché ce l’avevano richiesto. Con quella cosa li non ce la daranno mai perché non fanno bonifica.  Il comune di Roma si è fatto bello con il progetto, ma poi non si è fatto nulla. Con regolare contratto di affitto 7500 euro l’anno  per non poter utilizzare parti dell’azienda”. 

Un cittadino di Porta di Roma che abita a quattrocento metri dal sito: Se il sito non è dannoso per il benessere dei cittadini non si capisce perché ama e sindaca debba essere lontano dal centro abitato, non si capisce perché si siano spesi per farlo spostare da Talenti. Se è dannoso è inaccettabile che sia posto vicino a un centro abitato di talenti, da porta di Roma o da qualsiasi altro luogo. Prima veniva detto che a venti km dalla città non poteva essere messo. Si pagaherà un po più di benzina, si farà qualche assunzione ma per questi quattro spicci si mette a rischio il benessere dei cittadini? Se questa amministrazione non è capace nemmeno di salvaguardare il benessere dei cittadini qualche suggerimento lo diamo: un a patrimoniale sui grandi patrimoni, una ricontrattazione del debito tanto sbandierato. Il punto è che cosi l emergenza rifiuti non sarebbe come al solito sulle spalle delle periferie, utilizzando le risorse del centro, dei ricchi per impedire che sulle periferie ci sia l’aggravio. A chi si fa pagare l’emergenza dei rifiuti, alle periferie o al centro a quelli che sono esclusi dal trasbordo?

Lombardi , abitante molto vicina al sito. Fa due osservazioni. In via Calindri c’è centro Halzaimer , centociquanta tonnellate di rifiuti  non ci sono da aiuto. Alla mia abitazione arriva un vento forza quattro tutto l anno non abbiamo altre costruzioni, abbiamo pagate il parco, che è stato abbandonato, abbiamo pagato le costruzioni per avere un po di pace. Questi grossi camion dovrebbero essere perennemente accesi e volevo chiedere se è vero perché fanno un certo rumore. 

Adriano Travaglia, presidente comitato villa spada:”faccio domanda secca, il sito di trasbordo quanto dura? Non è sato detto, vorrei saperlo. L’altra cosa che vorrei chiedere come comitato cittadino villa spada, chiuso il tmb, Saxa rubra ce l’avremo alle spalle, anche quello spostato ce l’avremo a breve distanza saremo comunque chiusi in un triangolo delle bermude. Il sito anas non è stato mai strategico, come detto da una sua collaboratrice, lo è diventato solo in questo momento. Ci vorrei tornare un attimo sopra, è un sito adatto a fare quello, se strategico significa tenerci il sale che a Roma serve ogni morte di Papa. Il sito è fatto quasi a posta, deve entrare e uscire senza fare manovre perché subito dopo c’è la centrale del latte se deve fare  inversione, quel sito lo pretendo, insieme a tutti i cittadini che lo appoggiano.

Massimo prudente, zero vaste: “Il sito anas individuato. Io sono a favore del piano di trasbordo progettato perché mi sembra la prima volta che si sta programmando qualcosa. A mio modesto parere nell’ ex impianto salario andrebbero trasferito gli uffici dell ama e cosi potremmo smettere di pagare affitti enormi tutti i santi mesi. Condivido moltissimo quello che ha detto Caudo sulle utenze non domestiche. È un grosso problema di questa città, decentrare  ai municipi.

Rossella muroni, deputata di LeU, già presidente nazionale di Legambiente: “ringrazio la sindaca per il lavoro di scambio di informazioni, volevo tornare sul Tmb Salario Le assicuro che è una ferita ancora aperta, sono nata cresciuta e abitante di settebagni, noi abbiamo vissuto la negazione di quello che succedeva. Non siamo sicuri, ci preoccupa perchè la Sindnaca quel giorno ha annunciato la richiesta di revoca dell’aia, la risposta che è arrivata casualmente, è stata che l’ha fatta l’ente sbagliato, la doveva fare l’ama. Fateci capire per mettere fine a quella roba li, parliamo di un sito di Trasbordo ma nella mente abbiamo il Tmb salario, ci avevano detto che era una cosa e poi è diventata un’altra, questo è un primo passo, se vogliamo è un primo passo di decentramento nella logica di rifiuti zero , questa fase è necessaria. Il Tmb deve essere chiuso, deve smettere di essere un incubo.

marcello lucà: “sarò velocissimo, è stato detto tutto, osservatorio tmb, ha detto tutto Ariano. Questo nuovo sito non è idoneo . sono andato a vederlo quel posto, è troppo vicino, è dentro al parco delle sabine, questo taglia la testa al toro, è una serie di curve, troppo piccole perché si dovrebbe fare lavoro a quel sito asfaltarlo, togliere verde per fare le strutture necessarie”.

Pinuccia Cazzaniga: “credo che bisogni investire più alti livelli istituzionali, parlando ormai da tanti anni di raccolta differenziata su Roma, ho perso la pazienza perchè penso che Roma non ce la farà mai, cosa succede dopo il trasbordo?”

Associazione Code Felici: “In questo sito, al quale noi siamo attaccati e paghiamo un affitto da almeno trent’anni,  tano è che siamo li dentro, non sapremmo neppure dove più entrare, è un territorio che abbiamo pulito, e mantenuto per tanti anni e a spese nostre e questo è stato un colpo al cuore. Fino a pochi anni fa agivamo per conto del Comune. Continuiamo a fare con le donazioni, benessere animale, esistono delle leggi e le loro esigenze vanno tutelate. Loro non potrebbero più vivere li, sarebbe pieno di rumori, abbiamo tanti cani anziani, lavoriamo tantissimo nel sociale, facciamo adozioni, sterilizzazioni e cultura cinofila, siamo l’unico rifugio sul territorio. Specifichiamo sono tantissimi anni che portiamo avanti questo lavoro”. 

Giovanni Caudo: “sono particolarmente orgoglioso di questa seduta, di questo lavoro fatto tutti insieme, non bisogna banalizzare, non guardare al proprio orticello, questa cosa successa oggi la partecipazione è questa qui, ognuno dice la sua , questo è il modo con cui si può cercare di governare la città, non facciamo sconti a nessuno, ma ci prendiamo la responsabilità. Non sempre i cittadini hanno necessariamente ragione, bisogna parlarsi e trovare la ragione, siamo qui e siamo qui per questo e viceversa.

Interviene Virginia Raggi: “Una delle proposte più interessanti è provare a invertire le aree dell’anas, eventualmente aprire un confronto. Io pero non sono anas, mi faro portatrice di questa istanza e quanto meno cercheremo di capire. Vorrei riprendere l intervento di chi ha ventilato l’ipotesi che l’attività possa essere dannosa. L immondizia ce l’ abbiamo sotto casa allora non dobbiamo avere i cassonetti? Ma qui ce movimentazione , lontano da casa,  ritengo che trovare un sito che non sia adiacente alle case sia preferibile, non ha alcun senso portare questi siti di trasbordo fuori Roma venti chilometri, perché tutto il tempo perso per arrivare al sito di trasbordo è tempo perso per la raccolta. Quello che stiamo facendo nei quartieri dove c’è il porta a porta spinto è fare l’ama di municipio. Perché consente di recuperare moltissimo tempo, raccogliendo, come nel  sesto municipio. Le sei ore vengono sfruttate quasi per intero, sul territorio. E lo stesso municipio sesto, nel momento in cui abbiamo aperto il sito ama municipale ha visto che la raccolta è migliorata tantissimo.  Ringrazio le informazioni che mi hanno dato i gestori del canile. Moltissimo sono domande tecniche che è meglio rispondano ama o D’Aprile. Ancora sul tmb salario. Quel sito non sara riaperto. Noi abbiamo fato la richiesta richiesta, ora la farà ama, sono in corso i lavorazione per la richiesta della bonifica, noi avevamo proposto di fare uffici e aprire il territorio a quell’ aria un nido, un parco, siamo nella fase di bonifica, il primo step della trasformazione dell aria mi impegno come sindaco per dirvi che quel sito non riaprirà come impianto, non c’è alcun tipo di ipotesi . Ci hanno fatto una serie di domande, i tempi, il trasbordo, ama ha gia detto che andrà a fare una bonifica poi si partirà con la pulizia della rea e la rimozione dei rifiuti, il tema che raccoglie e racchiude tutto è l incontro con anas, che potrebbe decidere di invertire e sostituire le aree tocca vedere se sarà possibile.”

Caudo: “abbiamo visto che nel masterplan non c’è il Tmb salario nè come sito di trasbordo nè come trasferenza. Certificato.  Se pero questa cosa non è vera, la fiducia che abbaino costruito oggi verrà persa. Quello che si scrive  deve essere nella realtà”.

Un residente: “volevo informare il presidente che purtroppo di questa identificazione dell’area sono stato informato dai social network, la mia attività che ho intrapreso in modo individuale, non rappresento nessuno se non me stesso, mi ha consentito di tessere alcune informative, la fondazione bancaria che è titolare del fondo halzaimer, con il suo nuovo presidente mi ha riferito che non sapeva nulla di questa decisione, non che il suo parere fosse importate ma si aspettava che fosse informato della situazione, io volevo focalizzare il fatto che tramite la segretaria del presidente ho cercato di evidenziare la situazione di pericolo per chi abita nei pressi del parco delle sabine, in contesa tra una società in autoliquidazione e il comune che non la prende in carico. Chi ci abita rischia l incendio,ci siamo dovuti autotassare come condominio. Quelli difronte  si sono comprati una trincia stoppie. Ci si ricorda di questa zona solo per fare questo tipo di intervento.”

Andrea Balduini abitante su via Lea Padovani: “, sono rimasto basito nel vedere individuata questa area, sono ingegnere edile e progetto robe di questo tipo, ho partecipato all’estensione del nuovo piano regolatore del 1999. Questa area ha tre vincoli e vincoli puntuali di natura archeologica.  Perché il parco della marcigliana è sacro e inviolabile, alcuni sono andati a processo per la casetta degli attrezzi. Noi abbiamo capito che queste aree devono essere pulite, e vanno asfaltate per essere pulite. Serve un nulla osta paesistico che deve essere chiesto alla regione Lazio. Poi c’è il fosso della Marcigliana. Ci sono volpi cinghiali, uccelli. L’area è immodificabile senza nulla osta. Da progettista, avete fatto vedere l’uscita di quell’area. Voi pensate di fare uscire un autoarticolato dietro una curva cieca, si invade l’altra corsia di marcia. “

Intervento di residente: racconta che ha presentato progetto per utilizzare al massimo le isole ecologiche , per avere riduzione sulla tari. Perché non  utilizzare meglio questa differenziata e interessare di piu i cittadini piuttosto che la raccolta differenziata stradale che è più inquinata perché ci si trova di tutto? “Volevo sapere anche l’intereazione con i consorzi obbligatori per i recuperi. Concludo dicendo che sono molto preoccupata per quanto riguarda il canile nell’area, sappiamo che le associazioni animaliste si aiutano, sono molto preoccupata bisogna pensare al benessere animale. 

Altro residente: “la fiducia è esaurita in presenza di norme non rispettate, lo abbiamo visto anche certificato e il tmb è stato chiuso perché andato a fuoco non perché deciso. Ama è un azienda, industriale che dice che si avvarrà di zone, aree non si capisce se a titolo gratuito o a pagamento, istallerà dotazioni tecniche, materiali certificati, non si sa . Ho seri dubbi, la mia fiducia su questa operazione.. se li c’è un impatto sulle persone chi lo misura, come si misura? chi lo certifica? Io per questo non mi sento di mettere in gioco la mia fiducia, non c’è nessuna previsione che consenta di tornare indietro,

luciani il tmb è chiuso, ma i camion entrona puzzolenti, vuoti o ipieni non si asa, la puzza si snete ancora per cuci noi i miasmi li respiriamo ancora tutti i ginorni, tutte le ntoti, volevo ribadire questo perché si è fermato con l incnedio non è vero, entrano e scaricano tutti i santissimi giorni , la puzza dei camion qualcuno rientra pure pieno, ci sono venticinque trenta camion la puzza si snete, da tutte le parti. Chiso vuol dire cancelli chiusi e dentro non ce piu niente. Invece i  i cancelli sono aperti, gli mezzi entrano scanircano . puzznao.

Signor Senatore: ci sono una serie di punti che non sono stati affrontati, in questa amministrazione la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Si fa questo piano, e nel frattempo all’uscita di bel poggio si fanno costruzioni nuove e ce ne sono altre in previone. Le macchine rimangono in deposito o le portano via mezze vuote. Ci sono domande che fanno capire se c’è volontà di fare o meno qualcosa a norma di legge”.

Caudo fa specifica  su intervento residente di Porta di Roma: “questa amministrazione si è occupata di Porta di Roma appena insediata, abbiamo fatto ricognizione di tutti gli ammaloramenti delle strade, abbiamo fatto sollecitazione proprietà, al pau non siamo stati invitati, la nuova proprietà si è alzata dal tavolo perchè il dipartimento pretende di risolvere solo davanti al tar, noi abbiamo chiesto l’intervento straordinario al simo, dimotrando che l’ammolaramento è legato ai due anni in cui dovevano fare manutenzione la ditta. Abbiamo portato nuovamente la questione al pau, qui hanno risposto che risolveranno il caso solo con l’ avvocatura, equivale a dire che ci vorranno decenni. Al trenta di luglio siamo di nuovo con la quesione al tavolo pubblico della sicurezza. Simo al punto che ci sono diciotto milioni di visitatori di Porta di roma, ci vogliono didicimi milioni di euro solo per sistemare le strade. Abbiamo un grande problema di porte di roma, ho chiesto all’associazione parco tutela sabine un’ assemblea.  Se non si fa questa riunione la proponiamo come municipio, la mia sollecitazione è che facciamo una assemblea cittadina per raccontare non il passato ma il futuro come noi possiamo migliorare le condizioni di un territorio che occupa tutta la parte nord del municipio.  Ero assessore all’ urbanistica,  certe volte la strada più breve non è quella che porta alla soluzione”.

Laura D’Aprile: innanzitutto una decisione dell’ amministrazione si concretizza in un atto che a oggi non c’è. Io capisco la difficoltà a comprendere che un tipo di gestione asservita alla raccolta di questo tipo non sia sottoposta a un atto autorizzativo nè a una progettazione ma è cosi. L’altra questione è l’ imprinting del tmb salario . Non commento. Io sono fermamente convinta ama formalizzerà la richiesta di revoca dell’aia entro la settimana. Ricordo che abbiamo sollecitato, ci sono mie note, atti pubbilci in cui chiediamo all’ex presidente Bagnacani di fare la notifica per l’avvio del procedimento di bonifica. Che è stata fatto a gennaio 2019. Sul Masterplan abbiamo ricevuto le richieste che dovevano arrivare entro ieri. Gli altri municipi ci avevano principalmente risposto che le aree proposte andavano bene. Per il terzo, ne aveva proposte due, una con gravi problemi, anche su strada chiusa e questa. La vostra proposta è stata di riutilizzate quell’ area con scambio. I criteri tecnici sono indicati, non è un impianto, vale il regolamento di igiene urbana di Roma capitale, che prevede una distanza minima di duecento metri. Perciò potrà essere sostituita. Vale per questo municipio come per altri due sostanzialmente, gli altri rispettano le condizioni di tonnellaggio predisposte da ama. Qualora non risultasse con l’istruttoria che fosse possibile fare il trasbordo, qui, noi chiederemo una o più aree al municipio che facciano  un totale di trecento tonnellate. È una forma di giustizia nei confronti degli altri cittadini. Questo in rispetto anche dell’ordinanza della regione lazio che al punto sette dice che ama deve mantenere le trasferenze individuate e individuare uno o più siti di trasbordo e trasferenza. Noi dobbiamo approvare il masterplan dei trasbordi nel rispetto delle indicazioni degli altri municipi e in quello della regione,, ci è anche scritto che se hai esigenza tu attiva e poi mi notifichi la richiesta di attivazione entro i quindici giorni successivi.

Il risultato concreto credo che entro la fine settimana è richiesta revoca e il supplemento di istruttoria su quest’area individuata con ulteriore richiesta di rivalutare l area proposta sul gra, negata per la sicurezza della logistica.

Caudo interviene: la sindaca si è prese l’incarico di rivolgersi di nuovo ad anas. Detto questo che il municipio si prende quota parte di responsabilità sapendo benissimo quale sono i limiti. E’ praticamente impossibile mettere lungo il gra un sito che sia a più di seicento metri dalle prime finestre. Non è che facciamo quindici siti abbiamo risolto il problema il allora ci sono i cassonetti. Dobbiamo efficientare il sistema  siamo qui tutti insieme per capire qual è il modo di far prevalere l’interesse generale etc..

Luciana Miocchi

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Nuovo sito di trasbordo rifiuti in Terzo Municipio: infuria la polemica – di Alessandro Pino

9 Lug

[Roma] Non si placano le polemiche sull’area di trasbordo dei rifiuti indifferenziati dagli autocompattatori ai grandi autosnodati, da realizzarsi nel Terzo Municipio assieme ad altre tre in altrettanti quadranti cittadini. Nemmeno il tempo di tirare il fiato per lo scampato pericolo di vederne creata una lungo viale Ave Ninchi a Talenti – ipotesi che aveva provocato una manifestazione di protesta a fine maggio sebbene sulla sua stessa fondatezza fossero fioccate schermaglie tra il sindaco Virginia Raggi e le opposizioni – che nella tarda serata del nove luglio è stato diffuso sulla pagina Facebook del presidente del Terzo Municipio, Giovanni Caudo, un post che a molti è sembrato una vera doccia fredda se non una pugnalata alle spalle. Corredandolo con una foto aerea evidenziata a pennarello, il presidente Caudo ha dato annuncio della avvenuta individuazione di un’altra area dove realizzare il sito di trasbordo dei rifiuti: il sito, a vedere l’immagine, dovrebbe collocarsi immediatamente a ridosso della confluenza tra il Gra e la diramazione autostradale Roma Nord, con presumibile ingresso degli automezzi da via Di Settebagni. L’immagine suscita perplessità dal momento che non sembra apparire soddisfatto pienamente il requisito fondamentale di lontananza dai centri abitati: è evidente come il punto evidenziato sia abbastanza vicino alla parte più esterna di Porta di Roma, al nuovo Tempio mormone da poco inaugurato, al centro abitato che si snoda lungo via Lea Padovani e anche la sommità della collina di Settebagni si trova nei pressi, proprio lungo la diramazione autostradale. Furibondi i commenti di numerosi cittadini – memori della dolorosa e dissennata scelta di costruire il famigerato Tmb di via Salaria in mezzo al centro abitato – comprensibilmente preoccupati per la possibilità di trovarsi con una situazione tutt’altro che salubre vicino casa, oltre che amareggiati per un annuncio piovuto dall’alto senza consultazione alcuna. Non è mancato chi ha ipotizzato polemicamente che un quartiere come Talenti – in favore del quale, va detto, parteciparono rappresentanze dall’intero territorio municipale alla protesta di maggio – riceva maggior considerazione rispetto a località più periferiche. Forse la virulenza delle proteste telematiche ha indotto lo staff del presidente Caudo a emettere un successivo post di precisazioni in piena notte, nel quale si specificavano alcuni punti: che “l’area non è stata scelta dal Municipio” e che “la scelta è del Comune di Roma e dell’Anas”, che la scelta era stata illustrata in serata durante una riunione tra i presidenti di Municipio con il sindaco Raggi, che l’uso dell’area è previsto a fine ottobre, invitando a valutare “con calma e trasparenza” e specificando che “non ci sono cittadini di serie a e di serie b”, ma soprattutto mostrando come non ci siano case, scuole o parchi entro un raggio di seicento metri dall’area individuata. Proprio il fattore della distanza dalle abitazioni però francamente continua a destare perplessità, stante anche la capacità del vento di portare lontano i cattivi odori e sorprende come un apprezzato urbanista quale è il presidente Caudo sembri sottostimare tale questione. Occorre poi ricordare che un altro dei quattro siti romani per il trasbordo dei rifiuti verrà realizzato a Saxa Rubra, appena oltre la sponda opposta del Tevere in una zona formalmente di altro Municipio ma al confine con il territorio del Terzo. Realizzando anche il sito allo svincolo autostradale alcune zone si troverebbero letteralmente circondate da roccaforti della spazzatura, sotto lo scacco di due strutture per il trasbordo rifiuti. Certo, occorre considerare alcuni elementi che però portano nel campo dei massimi sistemi: la densità abitativa e lo sviluppo edificatorio raggiunti fanno sì che il “lontano da Tizio” equivalga comunque al “vicino a Caio” e si è forse arrivati definitivamente a un vicolo cieco dal quale sarà difficile fare retromarcia lasciando tutti al riparo da disagi. Una qualche soluzione alla questione rifiuti a Roma però va data, anche perché altrove, anche in realtà più grandi, semplicemente tutto questo non accade.

Alessandro Pino

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E ora Ama chieda la revoca dell’Aia alla regione – di Luciana Miocchi

27 Giu

Derubricata la richiesta di Virginia Raggi a semplice manifestazione di volontà politica, ora i romani aspettano la richiesta di Ama, unica legittimata ad agire. Sperando che stavolta arrivi la parola fine su una vicenda che da quasi dieci anni appesta le vite degli abitanti di Roma Nord

Le parole pronunciate ieri sera durante l’audizione di Zingaretti davanti la commissione rifiuti e ecomafie non sono passate inosservate: la regione Lazio non può revocare l’aia al Tmb Salario perché la richiesta firmata dal Sindaco è nulla, in quanto è Ama che ha tale onere amministrativo. Non è quindi questione politica ma burocratica e d’altra parte le norme ci sono per essere rispettate.

Il presidente del III Municipio Giovanni Caudo, sul cui territorio insiste l’impianto Tmb, si è così espresso:“Sulla revoca dell’autorizzazione integrata ambientale da parte della Regione, nessuna speculazione politica. Ho sentito l’assessore Massimiliano Valeriani che, in merito alla dichiarazioni rese ieri, conferma la ferma volontà della Regione a procedere alla revoca ma secondo i percorsi amministrativi corretti. Correttezza vuole che, pur prendendo atto della chiara volontà manifestata dalla Sindaca con la lettera a Zingaretti, nella quale si decreta la chiusura del TMB Salario, la stessa volontà sia ora manifestata dall’AMA, in quanto società proprietaria dell’impianto. Società di cui Roma Capitale, quindi la sindaca, è proprietaria al 100%. La sindaca solleciti ad AMA questo mero adempimento burocratico”. E ancora: “Non c’è e non ci può essere nessuno scaricabarile su una vicenda dove ormai i soggetti implicati hanno manifestato la chiara volontà di chiudere definitivamente una pagina dolorosa per la città e dove i cittadini si aspettano coerenza di comportamento da parte di tutti gli attori istituzionali. Ribadisco la necessità e l’urgenza di chiudere il percorso amministrativo per la revoca dell’AIA, l’impianto è ormai chiuso e non riaprirà, bisogna pensare ora al futuro di quell’area, alla bonifica e al suo riuso”.

Anche il Pd Romano, attraverso un comunicato di Riccardo Corbucci, coordinatore del Pd Roma e Giulia Tempesta, consigliera comunale dem hanno rilasciato una dichiarazione su quanto il nuovo consiglio di amministrazione di Ama debba fare: “Il primo atto del nuovo cda dell’Ama, appena nominato dalla sindaca Virginia Raggi, sia la comunicazione alla Regione Lazio della revoca delle autorizzazioni per l’ex impianto Tmb Salario. La nota della sindaca, che rappresenta il socio di maggioranza dell’azienda dei rifiuti, ha manifestato la volonta’ politica di chiudere definitivamente la struttura sulla Salaria come chiesto da anni dalla popolazione. Il nuovo cda proceda immediatamente a comunicare la medesima volonta’ agli uffici della Regione, che molto correttamente hanno fatto notare come spetti all’azienda adempiere al corretto iter burocratico. Siamo convinti che l’impianto sia ormai chiuso e l’attenzione delle Istituzioni deve essere rivolto al futuro di quell’area, da decidere con Ama, Comune e cittadini del III municipio”.

Per Roberta Angelilli, dell’esecutivo nazionale FdI, che ha seguito le lotte per far chiudere il Tmb sin da quando era europarlamentare ” Senza una richiesta formale di revoca dell’Aia da parte di Ama, si rischia una possibile futura riapertura degli impianti di via Salaria. Infatti, qualche giorno fa, Virginia Raggi aveva annunciato con una lettera la chiusura dell’impianto Ama di via Salaria ma a tutt’oggi non risulta nessuna richiesta da parte di Ama SpA rivolta agli uffici competenti della Regione Lazio in merito alla revoca delle autorizzazioni. Infatti, benche’ Roma Capitale, come socio unico, detenga il 100% del capitale sociale dell’azienda, soltanto l’Ama e’ titolata a chiedere la revoca dell’Aia. Quindi, per evitare di assistere ad una farsa amministrativa e allo scarica barile di responsabilita’ a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, chiediamo che Virginia Raggi solleciti con urgenza l’invio di un atto formale da parte di Ama alla Regione Lazio, conditio sine qua non per avere la certezza di ottenere la chiusura definitiva dell’impianto”.

“Presenteremo un accesso agli atti per verificare che la procedura di revoca dell’Aia sia stata effettivamente avviata, secondo le adeguate modalita’. Non si puo’ piu’ perdere altro tempo” dichiarano Holljwer Paolo, vicepresidente del Consiglio del Municipio II, e Stefano Erbaggi, direttivo romano di FdI.

Si attendono a breve le reazioni delle altre parti politiche.

Luciana Miocchi

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Talenti: maxi operazione di Retake alla scuola Caterina Usai – di Alessandro Pino

12 Mag

[Roma] Quello che si è svolto lo scorso 11 maggio presso la scuola Caterina Usai di via Alberto Savinio non è stato semplicemente uno degli ormai abituali e meritori interventi di ripristino del decoro operati dalla associazione Retake Roma Terzo Municipio, ma un vero bagno di folla che ha animato il sabato mattina in una atmosfera festosa con tanto di dolci e bibite: non si contavano infatti i volontari grandi e piccoli – quasi tutti genitori, scolari e maestre, alla presenza della preside Angela Maria Marrucci e la vicepreside Daniela Gonizzi – all’opera negli spazi all’aperto e sui marciapiedi, impegnatissimi a pulire, sfalciare e ridipingere, al punto che l’avvocato Simona Martinelli (coordinatrice della associazione) per riuscire a far ascoltare da tutti le indicazioni operative è dovuta ricorrere a un megafono, come si vede in foto. Notevoli i risultati ottenuti, visto che sono stati riempiti i cassoni di due camioncini fatti giungere dall’Ama. «Il titolo di questo Retake per me è “una giornata di educazione civica” – ha commentato l’avvocato Martinelli – se è vero che il Ministro vuole reintrodurre nelle scuole questa materia, allora oggi presso la Caterina Usai si è svolta la prima lezione. Se educazione civica significa studiare la Costituzione e le norme, per noi curare l’ambiente in cui si vive, lavora e studia fa parte della convivenza civile. Il tema dell’ambiente oggi è molto sentito ma per fare veramente qualcosa ci vuole un cambio di mentalità. Bisogna iniziare ognuno nel proprio piccolo ed in primis nelle scuole».
Alessandro Pino

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Eeehssìsì, soldi benedetti, questi della tariffa rifiuti… – di Alessandro Pino

21 Nov

[Roma] Immaginate di tornare a casa a fine giornata, preferibilmente già belli lessi e imbufaliti per il campionario di cetrioli vari da cui siete stati gratificati nelle ore precedenti. Una sosta alla buca delle lettere, dove trovate una busta con la rata della spazzatura, sì insomma, la tariffa dei rifiuti. La aprite spizzando i numeri dell’importo con circospezione tipo carte del poker ma è inutile, la solita batosta. Ma porco qui e porco lá anche se ormai avete la pelle dura, poi risalendo in macchina vi girate a destra per allacciare la cintura e…ed ecco il meraviglioso spettacolo che si presenta a voi: uno dei cassonetti della spazzatura per usare i quali l’Ama vi ha appena chiesto di pagare una cifra non modesta per le vostre tasche, sfondato e completamente inservibile. A dir la verità era pesantemente danneggiato già da settimane se non mesi, ma i residenti (siamo in un residence a Settebagni, Terzo Municipio) riuscivano ancora a utilizzarlo. Vabbè, adesso ce lo cambiate?

Alessandro Pino

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Iscritto a ruolo il ricorso contro i disservizi di Ama. Settebagni chiede il rimborso per i disservizi patiti

27 Set

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Iscritto a ruolo generale il ricorso in Commissione Tributaria.

Prevenuta una possibile eccezione formale.

Ora spetterà al Giudice decidere se è giusto o no pagare per la raccolta dei rifiuti quando la spazzatura rimane per strada.

Il precedente potrebbe risultare dirompente per Ama e per il Comune di Roma

Finalmente il gran giorno è arrivato. L’allungarsi dei tempi tecnici per il deposito del ricorso per la TA.RI dei cittadini di Settebagni aveva cominciato a scatenare sui gruppi social locali qualche post risentito, senza sapere che quando si ha a che fare con la pubblica amministrazione è meglio utilizzare un po’ di prudenza in più che in meno e che questo principio ha portato ad uno slittamento nell’iscrizione alla Commissione Tributaria di circa quattro mesi. L’associazione Don Chisciotte ha reso pubblico il numero di ruolo generale ricevuto dal protocollo: 13592/2018. 

Con un comunicato, Don Chisciotte spiega la questione in questi termini: “Il problema è nato dalla mancanza di un elemento formale che – tuttavia – avrebbe potuto causare l’inammissibilità della domanda. In breve, il processo tributario può essere regolarmente incardinato nei confronti di determinate tipologie di atti specifici come sanzioni, cartelle di pagamento o dinieghi di rimborso, nel nostro caso non presenti. Si sarebbe potuto insistere nell’azione. Del resto quale efficacia ha un sistema che attribuisce ai cittadini un diritto senza prevedere in concreto la possibilità di esercitarlo se non a seguito di sanzioni? Abbiamo tuttavia preferito adottare un approccio più prudente. Prima di iniziare l’azione abbiamo presentato un’istanza di rimborso al Comune di Roma in nome e per conto dei ricorrenti richiedendo la riduzione del tributo. Il Comune (come prevedibile) non ha risposto entro i 90 giorni di tempo rigettando tacitamente la richiesta.  Ciò ci ha consentito di introdurre il ricorso contro il diniego di rimborso che rappresenta una delle ipotesi espressamente consentite dalla legge per adire il Giudice Tributario. In altri termini, siamo stati costretti ad un passaggio in più per evitare problemi di natura formale che, nel nostro paese, spesso possono rivelarsi insormontabili. ”

Infatti, circa quattro mesi fa, quando il ricorso era ad un passo dall’iscrizione e l’annuncio dell’imminente deposito era già stato dato, un funzionario adombrò il dubbio sulla necessità o meno del passo stragiudiziale e nel dubbio, si è preferito procurarsi quest’ulteriore elemento.

42568156_700898350268348_7236225376349847552_nDice Noemi De Santis, segretaria e addetta alla comunicazione: “siamo molto contenti di essere arrivati a questo punto, ringraziamo il consiglio che ci è stato dato di esperire prima tutte le vie bonarie di conciliazione, richiedendo direttamente ai referenti la transazione, cui non è giunto segno di risposta. Ora la parola passa al giudice. L’associazione attende trepidante perché se otterremo un giudizio positivo, questo costituirà un precedente molto importante di democrazia attiva verso il miglioramento della governance della nostra città”.

Luciana Miocchi

 

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Confermata la nuova Isola Ecologica Ama a Cinquina – di Alessandro Pino

15 Lug

La nuova isola ecologica Ama nel Terzo Municipio per il conferimento dei rifiuti ingombranti e speciali sorgerà a Cinquina, in via di Tor San Giovanni. Avevamo anticipato la notizia già a febbraio dello scorso anno ( https://lucianamiocchi.com/2017/02/11/la-terza-isola-ecologica-del-terzo-municipio-sorgera-a-cinquina-di-alessandro-pino/ ) mentre la conferma è arrivata poche ore fa in rete dall’assessore capitolino all’Ambiente, Pinuccia Montanari.

Alessandro Pino

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Il neo presidente del III Municipio va al Tmb e l’aria profuma di primavera in fiore – di Luciana Miocchi

9 Lug

Questa mattina il neo Presidente del III Municipio, insieme ad alcuni degli assessori della sua giunta, che verrà ufficialmente presentata giovedì 12 luglio durante la prima seduta del consiglio, si è recato presso l’impianto Tmb Salario, per un’ispezione dei luoghi, durata circa due ore e svoltasi con la massima collaborazione dei dipendenti e del direttore, Pietro Zotti e intavolare un primo dialogo con Ama.

Come ampiamente previsto – tanto che Caudo ha ironicamente notato che “dovevano aver lucidato l’argenteria tutta la notte”-  nessun odore molesto ha accolto il drappello, tra cui alcuni giornalisti, sul piazzale della struttura. La squadra decoro Tmb ha svolto efficacemente il proprio lavoro, lasciando nell’aria un sentore di pesca, borotalco, vaniglia e forse anche un po’ di cocco. Il passaggio dei camion aziendali ha offuscato a tratti il risultato, probabilmente non  rientrano nel piano di cosmesi. Comunque, oggi non c’era puzza sul piazzale, sulla salaria solo zaffate a tratti, nemmeno troppo moleste – segno che comunque il lavaggio non era andato oltre i confini dello stabilimento ma post su fb denunciavano forti miasmi in quartieri vicini. D’altra parte, che la puzza venga dal Tmb ormai non è più in discussione da parecchio e perfino la proposta di istallare i nasi elettronici, fatta qualche mese fa, in controtendenza di pensiero dall’assessore Montanari, è caduta nel dimenticatoio, palesemente anacronistica e inutile. 

Non è un uomo aggressivo, il neo Presidente. Chi si aspettava proclami e strali contro l’azienda, il Comune o “quelli di prima” in Municipio è rimasto deluso. Fermamente convinto che in questi due anni si è scelto di sacrificare questo quadrante di Roma, ignorando semplicemente i problemi vitali dei residenti, ha scelto di intraprendere una strada di dialogo propositivo, non una sorta di muro contro muro, consapevole di non avere la potenza istituzionale di pretendere alcunché ma di avere dalla sua la volontà dei residenti, sempre più esasperati dalla puzza, dal caldo, dall’aumento della spazzatura stivata nella struttura, dalla mancanza di prospettive a brevissimo termine ma anche a medio e lungo, visto che il tetto fissato dal piano industriale, per la chiusura, della raccolta del 70% di differenziata è più lontano di Marte dalla Terra, essendo ferma al 43,4%. Anche se nei giorni scorsi la Montanari ha affermato che la chiusura sarà categoricamente nel 2019, senza toccare però l’argomento del tetto al 70%. L’obiettivo primario, in questo caldo torrido è far calare la puzza fino ad eliminarla, arrivando al depotenziamento e alla chiusura. Anche se al momento Ama e l’assessore capitolino Montanari non hanno previsto alternative concrete a questo impianto, Caudo sostiene che il disagi della situazione non possano essere sostenuti tutti da questo quadrante, infatti il TMB Salario è utilizzato ai limiti della sostenibilità consentita, fungendo “da ammortizzatore delle criticità presenti nello smaltimento dei rifiuti a Roma e nel Lazio, accoglie spesso, oltre ai rifiuti indifferenziati dei municipi 2, 3 e 15, quelli provenienti da altre zone di Roma Capitale e i rifiuti sostano a volte anche all’aperto”. Per cui i primi interventi dovranno essere necessariamente il non stressare l’impianto utiizzandolo al limite, riducendo quindi le quantità lavorate; fare degli interventi strutturali che  riducano la dispersione nell’aria dei miasmi. La prossima settimana verrà convocato un incontro con i comitati e le associazioni di cittadini, durante il quale verranno condivise le informazioni raccolte.

Roma, 9 luglio 2018, 7 anni dall’inizio della puzza nauseabonda.

Luciana Miocchi

 

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Rubano dall’isola ecologica della Bufalotta: stranieri in manette – di Alessandro Pino

26 Apr

Due stranieri già noti alle forze dell’ordine- un romeno ventottenne senza fissa dimora e uno marocchino trentunenne – sono stati arrestati dai Carabinieri della Stazione Talenti con l’accusa di furto aggravato in concorso: ieri sera i due hanno scavalcato la recinzione dell’isola ecologica Ama sulla Bufalotta. Una pattuglia di militari sentendo forti rumori provenire dall’interno dell’area si è insospettita e li ha sorpresi mentre cercavano di portare via materiale custodito in alcuni container. I due stranieri sono stati arrestati e portati in caserma, trattenuti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo.

Alessandro Pino

Il “materassaio” colpisce ancora al Tufello – di Alessandro Pino

8 Set

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Prosegue l’indecente fenomeno della dispersione in strada di rifiuti ingombranti – come i materassi – che invece andrebbero conferiti alle Isole Ecologiche Ama. Qui siamo a via Sarandì (tra il Tufello e Val Melaina, Terzo Municipio della Capitale). Di fianco ai cassonetti ne han lasciati quattro, di cui uno matrimoniale. Avanti il prossimo…
Alessandro Pino

Qualcuno ha cambiato televisore a Settebagni… – di Alessandro Pino

12 Ago

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Gli elettrodomestici quando si guastano possono essere riparati, altre volte vengono sostituiti: è il caso di un  televisore Sony Trinitron – che pure a suo tempo deve essere costato qualcosa – che il proprietario invece di smaltire secondo norma e civiltà ha abbandonato vicino alla solita campana per il vetro in via Salaria a Settebagni, ormai diventata suo malgrado una succursale delle isole ecologiche Ama. Casualmente vicino al rottame del vecchio tv color si trova l’imballaggio di un nuovissimo quaranta pollici Samsung…
Alessandro Pino

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Da La Voce del Municipio di Luglio: cresce il malumore tra i residenti di Settebagni per le modalità della raccolta differenziata porta a porta

14 Lug

junkersettebagnisegnalazioni

Cresce il malumore tra i residenti di Settebagni per le modalità con cui viene svolta dall’Ama la raccolta dei rifiuti nel quartiere

Qui la differenziata porta a porta è stata avviata da anni, ora il sistema mostra grandi criticità

Nel 2012, durante la consiliatura Bonelli fu scelto di provare qui la raccolta porta a porta, in quanto le caratteristiche del quartiere, con strade di diversa ampiezza e abitazioni che vanno dalla casa singola ai supercondomini, consentivano di sperimentare tutte le tipologie di utenza che Ama avrebbe potuto incontrare. Negli ultimi tempi però la situazione è peggiorata e i cittadini lamentano continuamente mancati passaggi con la conseguenza dell’indecente parata di sacchetti non ritirati lungo le vie del quartiere, dando l’idea di una discarica pressochè ininterrotta. In alcuni casi poi ci si è lamentati di un ritiro dei materiali con lo stesso automezzo vanificando quindi l’opera di differenziazione domestica dei rifiuti. Per questo motivo il locale Comitato di Quartiere presieduto da Renato Cianfroni ha invitato i cittadini a usare la applicazione per radiotelefoni cellulari chiamata Junker, che ha avuto il patrocinio gratuito del terzo municipio, essendo stata messa a disposizione per una prova sperimentale di supporto alla corretta differenzazione  la quale consente di inviare foto geolocalizzate delle situazioni ritenute insoddisfacenti direttamente alle mail di servizio dei responsabili Ama e dell’assessore municipale all’Ambiente Mimmo D’Orazio, come convenuto tra le parti in un incontro tenutosi le settimane scorse. In pochi giorni sono state inviate quasi duecento segnalazioni tramite Junker. La situazione è stata portata anche alla commissione ambiente del Municipio, presieduta da Francesca Burri, m5s, con la quale è stato intavolato un percorso per poter individuare o quanto meno favorire la risoluzione del problema.

Luciana Miocchi – Alessandro Pino

Ramazze & cocomeri a piazza Primoli con il CdQ Talenti – di Alessandro Pino

28 Giu

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Una ventina di volontari ha aderito all’invito rivolto dal CdQ Talenti – presieduto da Manuel Bartolomeo – per ripulire piazza Primoli la sera del 27 giugno. L’attività è iniziata intorno alle 19 e sono stati riempiti numerosi sacconi forniti dall’Ama. Lo sforzo è stato ricompensato da una rinfrescante cocomerata offerta al termine dal Comitato ai partecipanti.
Alessandro Pino

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I primi sei mesi della Giunta Capoccioni illustrati a piazza Sempione – di Alessandro Pino

3 Mar

 

Nel pomeriggio del 2 marzo l’aula consiliare di piazza Sempione ha ospitato la relazione ai cittadini riguardante i primi sei mesi di attività della giunta a Cinque Stelle del Terzo Municipio della Capitale guidata da Roberta Capoccioni. Spazio riservato al pubblico non affollatissimo, c’è da dire, ma comunque erano presenti i membri di alcuni comitati di quartiere e rappresentanti della stampa locale. Introducendo i lavori la presidente Capoccioni ha precisato che a relazionare non sarebbe stata solo lei  «ma il gruppo, per far capire il tanto lavoro che sta dietro anche ai piccoli successi». Si sono dunque alternati ai microfoni assessori e consiglieri della giunta municipale pentastellata. Ha  iniziato l’esposizione il consigliere Pasquale Cicala per quanto riguarda il bilancio:  Cicala ha ricordato l’esistenza al momento dell’insediamento della giunta Capoccioni di un debito fuori bilancio di oltre due milioni di euro contratto dalle precedenti amministrazioni.  A seguito di richiesta apposita la giunta capitolina ha variato il bilancio di previsione 2016 2018 per oltre un milione di euro e poi di un altro milione per un totale di due milioni per coprire i servizi fino a dicembre 2016, in particolar modo la manutenzione strade e i servizi sociali.

Il presidente del Consiglio municipale Mario Novelli ha illustrato la situazione del patrimonio immobiliare e lo sforzo operato per una regolamentazione trasparente di tutte le risorse:  il Municipio ha la gestione diretta di tre immobili del Comune di Roma, che a sua volta amministra un’altra quindicina di edifici sul territorio municipale. Per i primi, mancando la documentazione regolamentante la presenza di diversi soggetti al loro interno si è provveduto a sgomberarli non avendone essi titolo. Per quelli del Comune invece si è preferito non applicare alla lettera la direttiva che imporrebbe lo sgombero totale senza alcun riguardo ma si sta valutando caso per caso, a seconda che si tratti di realtà commerciali oppure  operanti nel sociale. È stata eseguita una verifica degli immobili dei centri anziani con la programmazione di una serie di interventi da effettuare. Per quanto riguarda gli ex alloggi dei custodi delle scuole, ancora non c’è un quadro completo della situazione.     20170301_171947

Sulla scuola ha relazionato l’assessore competente Gilberto Kalenda: è in itinere il processo di dimensionamento scolastico per l’anno scolastico 2017 – 2018. Dopo il rovinoso terremoto della scorsa estate è stata emessa una direttiva di giunta per il controllo delle strutture scolastiche. Sono stati effettuati  interventi di manutenzione del verde scolastico dopo le richieste di dirigenti d’istituto a seguito di verifiche con sopralluoghi in quasi tutti gli istituti comprensivi. Questo è stato il primo anno in cui l’iscrizione al trasporto scolastico veniva effettuata per via telematica:  23 famiglie erano rimaste escluse per difficoltà a utilizzare tale mezzo ma sono state comunque riammesse alla fruizione del servizio. Sono stati inoltre effettuati lavori di manutenzione in alcune scuole e per la prevenzione degli incendi sono stati destinati oltre tre milioni di euro.

Di cultura e sport ha parlato la consigliera Donatella Geretto ricordando la collaborazione con la Facoltà di Architettura per il censimento dei resti archeologici presenti sul territorio municipale per arrivare a una mappatura che verrà messa in rete e alla creazione di eventi per far conoscere tale patrimonio archeologico ai cittadini. A luglio è stata portata l’opera lirica all’aperto a piazza sempione – con l’esecuzione tra l’altro del “Barbiere di Siviglia” di Rossini. È stato accordato il patrocinio a iniziative come un concorso fotografico su Città Giardino, la rievocazione del passaggio di Carlo Magno a cura dell’associazione “Il Carro de’ Comici” di Gherardo Ruggiero, il campionato di calcio a otto, le corse podistiche di beneficenza “Run For Saletta” e “Corro per Vale” . La torre dell’orologio di palazzo Sabatini – sede del Municipio – è stata aperta alle visite. Si sta lavorando con il Campidoglio per il nuovo regolamento di assegnazione degli impianti municipali, ampliando e recuperando quelle a disposizione della cittadinanza (palestre abbandonate) e intanto si stanno conoscendo le realtà sportive presenti sul territorio. È stato inoltre presentato un atto a tutela della società Virtus Vigne Nuove, sotto sfratto dal campo di gioco casalingo.

Gli interventi riguardanti i lavori pubblici sono stati divisi fra l’assessore competente per la materia Annalisa Contini e i consiglieri Franco Rauccio e Paolo Caviglioli (rispettivamente presidente e vice della relativa commissione): l’assessore Contini ha ricordato che il Municipio si occupa  della manutenzione della viabilita municipale collaborando inoltre con gli uffici dipartimentali per quella restante esistente sul proprio territorio (vedasi viadotto dei Presidenti e Salaria). Si è puntato al ripristino di un grado di sicurezza accettabile. Circa duecentomila euro sono stati destinati all’ abbattimento delle barriere architettoniche, settantamila per la pulizia delle caditoie (circa duecentonovanta interventi effettuati su di esse). Sono stati effettuati controlli a campione nei cantieri sul livello di sicurezza e sul rispetto del capitolato approvato. Per il viadotto dei Presidenti è stato richiesto al dipartimento competente che il ripristino dei tombini trafugati e mancanti da anni sia una priorità. Per quanto riguarda i piani di zona e i Pru (piani recupero urbano) ci sono alcune questioni aperte: Parco delle Sabine  con il completamento e il ripristino del decoro; a Parco Talenti e Casale Nei sono stati effettuati sopralluoghi per le opere da completare e programmazione di quelle da fare; l’area di largo Labia ancora non è stata acquisita dal Comune di Roma; c’è stata la partecipazione alla conferenza servizi  sulla nuova viabilità in zona Fidene Villa Spada, ancora non definitiva; è stato interrotto il processo processo edificatorio a piazza Minucciano; si è stretta una collaborazione con il centro religioso in corso di completamento a via di Settebagni che attirerà presumibilmente un notevole volume di traffico. Non ci sono novità per l’ingresso lato viale Jonio della omonima stazione Metro B1. È stata curata la manutenzione del patrimonio immobiliare municipale con sopralluoghi anche nei centri anziani per identificare le criticità maggiori. Si è provveduto a rifare la  copertura del mercato in viale Adriatico e a varare il progetto di riqualificazione del Menenio Agrippa. Si è proceduto al censimento dei “nasoni” di acqua pubblica. Si prevede l’installazione di una “Casa dell’Acqua Pubblica” presso il mercato di piazza degli Euganei al Tufello. È stata sottoposta a manutenzione l’illuminazone delle strade di competenza municipale ed è stato richiesto agli organismi privati ancora competenti in zona Porta di Roma di provvedere al riguardo nelle strade a loro affidate. L’iter per realizzare un ponte ciclopedonale sull’Aniene tra i quartieri delle Valli e Sacco Pastore è ripreso dopo il fallimento della ditta aggiudicataria. La deviazione richiesta per la linea Atac 340 a Cinquina diverrà operativa dopo il completamento di alcuni lavori. In via Giovanni Conti è stata tracciata una linea di sicurezza provvisoria ai bordi della aiuola spartitraffico centrale, dove affiorano le radici delle piante di alto fusto. Per quanto riguarda l’annosa questione del nuovo collegamento tra il quartiere di Settebagni e la Salaria,  la giunta si è incontrata con l’amministrazione ferroviaria ottenendo da essa l’impegno ad accordarsi con il Comune per il  progetto di una struttura che passi sopra o sotto la ferrovia.

Il consigliere Massimo Moretti ha trattato di trasparenza dando conto delle azioni dell’amministrazione per implementare il sito web municipale e avviare la ripresa in diretta telematica (streaming) delle sedute del Consiglio municipale.

Di commercio  hanno parlato l’assessore competente Simone Proietti e il presidente della relativa commissione Simone Said: si è puntato alla valorizzazione del commercio di vicinato e di strada con le mostre mercato rionali (con l’idea di riservarvi punti informativi per le aziende municipalizzate). L’ordinanza antialcool sulla movida a Monte Sacro dell’estate scorsa è stata estesa rispetto a quella del 2015. È stato richiesto che le bancarelle abitualmente montate fuori proprio di fronte ai negozi  – vedi via Ugo Ojetti – vengano spostate in zone più idonee. Sono stati richiesti alla Polizia Locale controlli nelle zone attorno ai mercati – vedasi marciapiedi di via Giovanni Conti – per verificare la regolarità di chi vi si installa con bancarelle o peggio ancora vendendo merce di provenienza quantomeno dubbia: al riguardo è stata prorogata l’operatività della task force con Ama. Grande impulso ha avuto la lotta alla cartellonistica abusiva con la rimozione di 61 impianti; era formalmente regolare invece il tabellone pubblicitario installato proprio davanti al murales in viale Tirreno noto come “La ragazza di Monte Sacro” ma si è riusciti a ottenerne lo spostamento per non coprire il disegno.

 

dsc_1217-1.jpg.jpeg Sull’ambiente  hanno riferito nuovamente Moretti ma soprattutto l’assessore con la relativa delega, Domenico D’Orazio (da tutti conosciuto come Mimmo):  è stato creato un osservatorio municipale sull’impianto Tmb di via Salaria – i cui miasmi ammorbano da anni i residenti dei quartieri circostanti – per un confronto con i comitati. L’ufficio regionale  competente per la Salute è  stato sensibilizzato al fine di effettuare un monitoraggio epidemiologico della zona. Il percorso con il Campidoglio per la riconversione dell’impianto è comunque iniziato. Serve però un risveglio delle coscienze  da parte di tutti – residenti e commercianti – per la corretta gestione dei rifiuti e l’attuazione di una filiera del recupero e riciclo e per questo ci saranno delle giornate formative. Una nuova Isola Ecologica Ama  verrà realizzata in zona Cinquina mentre nel nuovo piano rifiuti comunale c’è l’idea di punti di raccolta dedicati ai condomini con accesso controllato e incentivazione tariffaria in favore del corretto e responsabile conferimento della spazzatura. A tale fine sono utili anche applicazioni dedicate per smartphone come “Junker”, di recente introduzione nella zona di Settebagni.

La trattazione del sociale è stata affidata a Daniela Michelangeli e Marina Locatelli, rispettivamente presidente e vice della Commisisione municipale Politiche Sociali: una memoria di Giunta è stata presentata per l’assegnazione di spazi municipali a onlus; circa 35 realtà hanno aderito e a rotazione potranno fruirne. L’avvio stagionale del servizio Saish (mirato all’autonomia e all’integrazione sociale dei diversabili) è stato problematico per l’avvio del bando di poco successivo all’insediamento della Giunta ma successivamente è stato incrementato il monte ore disponibili. Nuovamente sono stati ricordati i sopralluoghi presso i centri anziani.                  20160416_180607-1.jpg

Di sanità ha parlato il consigliere Valerio Scamarcia: è stata richiesta l’istituzione di un nuovo punto di primo soccorso oltre a quello di via Lampedusa. Sono state date rassicurazioni sulla riapertura del centro prelievi e prenotazioni di Settebagni (poi annunciata ufficialmente per il 9 marzo dalla direzione Asl. Nelle settimane scorse è anche stata esaminata la situazione del servizio Cup fornito dalle farmacie della rete Farmacap.

L’assessore alla Sicurezza e al Personale, Giovanna Tadonio, ha svolto incontri con il personale per capire difficolta e disagi dei dipendenti.

 

Il consigliere Roberto Monaldi ha trattato il tema sempre più scottante e sentito della sicurezza:  si è proceduto a sgomberi di accampamenti abusivi all’interno del Parco delle Valli nelle zone adiacenti via Val d’Ala e il Fosso di Santa Agnese. Obiettivo della amministrazione è arginare i fenomeni della prostituzione del bracconaggio e delle discariche abusive nella riserva naturale della Marcigliana. Per quanto riguarda le raffiche di furti nelle scuole si è auspicato un maggiore coordinamento con le forze dell’Ordine. Inoltre è stato richiesto un presidio per ostacolare la prostituzione sulla Salaria.

 

Per ultima ha preso nuovamente la parola Roberta Capoccioni: la presidente del Terzo Municipio dopo aver speso  sentite parole di ringraziamento per l’assessore uscente alle Politiche Sociali, Giuseppe Sartiano, chiamato a un nuovo prestigioso incarico, ha parlato di decentramento: si sono svolti incontri con presidenti e direttori dei Municipi per un reale e progressivo passaggio di competenze  dal Comune,  per realizzare il quale servono risorse economiche e umane.

L’incontro si è chiuso con l’impegno preso dalla presidente Capoccioni di tornare a relazionare sulle attività della Giunta ogni sei mesi.

Alessandro Pino

Domenica 19 febbraio Isole Ecologiche aperte anche in Terzo Municipio – di Alessandro Pino

15 Feb

Per il prossimo 19 febbraio  è stata programmata una apertura straordinaria domenicale delle isole ecologiche Ama nei municipi dispari, incluse le due presenti nel Terzo Municipio della Capitale (via della Bufalotta 592 e  Ateneo Salesiano/Cervialto). L’iniziativa vuole

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favorire la pratica  virtuosa del corretto smaltimento dei rifiuti ingombranti dando un segnale di contrasto al barbaro fenomeno  della loro dispersione in strada. Le isole ecologiche saranno aperte dalle 8 alle 13.
Alessandro Pino

La terza Isola Ecologica del Terzo Municipio sorgerà a Cinquina – di Alessandro Pino

11 Feb

Il territorio del Terzo Municipio della Capitale disporrà prossimamente di una nuova Isola Ecologica dell’Ama, in aggiunta a quelle già operative

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dell’Ateneo Salesiano e della Bufalotta. Il nuovo centro per il conferimento dei rifiuti ingombranti sorgerà in via di Tor San Giovanni: l’annuncio è stato dato in rete dalla presidente del Terzo Municipio, Roberta Capoccioni. Inizialmente per la collocazione dell’impianto era stata indicata via Zeno Apostolo, scelta poi mutata in seguito ad incontri con i residenti. Si spera che con la presenza di una terza Isola Ecologica diminuisca la barbara abitudine della dispersione nell’ambiente di materiali come vecchi materassi , elettrodomestici guasti e mobili più  volte documentata dalla stampa locale.
Alessandro Pino

Torna “Il tuo quartiere non è una discarica” domenica 20 novembre – di Alessandro Pino

16 Nov

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Per il prossimo 20 novembre è stata programmata una apertura straordinaria domenicale delle isole ecologiche Ama incluse le due presenti nel Terzo Municipio della Capitale (via della Bufalotta 592 e  Ateneo Salesiano/Cervialto). L’iniziativa è volta a incentivare la pratica  virtuosa del corretto smaltimento dei rifiuti ingombranti dando un segnale di contrasto al fenomeno ormai dilagante della loro dispersione in strada. Le isole ecologiche saranno aperte dalle 8 alle 13.
Alessandro Pino

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