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Spazzatura a Settebagni: ormai siamo a livello di bomba ecologica | di Alessandro Pino

21 Lug

[ROMA] Ultimamente quando si parla di mancata raccolta della spazzatura nel quartiere di Settebagni- per la precisione nel comprensorio “Il Colle” a via Sant’Antonio di Padova- sembra di scrivere sempre la stessa notizia, con l’unica disastrosa differenza che di volta in volta il cumulo di immondizia cresce sempre di più.

La foto è stata scattata il 21 luglio alle quattro del pomeriggio. Che cosa si aspetta, dunque? Che, complice anche il solleone estivo, esploda la bomba ecologica?
Alessandro Pino

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Settebagni: dopo la pec del Comitato di quartiere, la asl ordina la raccolta dell’immondizia e una relazione sulle misure prese – di Luciana Miocchi

14 Lug

A distanza di qualche giorno dall’invio di una pec ufficiale – la mail certificata con valore legale di raccomandata a.r. – da parte del Comitato di Quartiere di Settebagni all’uoc Servizio Igiene e sanità pubblica, con la quale si segnalavano le condizioni del quartiere di Roma Nord nel III Municipio, ormai giunte a livelli critici anche nelle vie più facili da raggiungere, con la raccolta differenziata porta a porta completamente saltata e foto allegate a testimoniare le condizioni effettive, è giunta la risposta ufficiale della asl, che richiede ad Ama e al Dipartimento tutela Ambientale del Comune di Roma, inviando copia per conoscenza a diversi assessorati e al Municipio III, un intervento pronto e duraturo. Con preghiera di essere informati con urgenza sui provvedimenti intrapresi.

Questa è una piccola grande vittoria del CdQ, stante le condizioni critiche diffuse della raccolta dell’immondizia a Roma che, al di fuori di piccole oasi, per lo più centrali e in zone altamente turistiche, fa registrare situazioni intollerabili praticamente ovunque. La speranza ora è che dietro l’intervento del servizio d’igiene la situazione torni sotto controllo. Se così non fosse, si aprirebbe almeno la possibilità di richiedere una riduzione delle bollette per mancato servizio. Controbattere un ordine della asl è obiettivamente arduo.

Luciana Miocchi

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In fiamme un capannone nei pressi di Settebagni | di Alessandro Pino

6 Lug

[ROMA] I Vigili del Fuoco sono intervenuti con due autopompe e quattro autobotti poco prima delle sei di mattina del 6 luglio sulla Salaria nei pressi di Settebagni per l’incendio di un capannone industriale.


Il focolaio si è sviluppato da un deposito di legname propagandosi al resto della struttura adibita a lavorazione di metalli.
Nessuna persona è rimasta coinvolta.

Alessandro Pino

(Foto Comando Provinciale Vigili del Fuoco Roma)

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Quando getti gli abiti, buttali nel cassonetto apposito, non lasciarli fuori! – di Luciana Miocchi

25 Giu

(Roma, 25 giugno 2021)

La foto è stata scattata nel primo pomeriggio da un residente del quartiere di Settebagni, su una delle vie principali. Da qualche tempo sul marciapiede è stato posizionato, come in altri punti limitrofi, un contenitore per il recupero degli indumenti usati, in modo che non finiscano nella spazzatura indifferenziata. Questa mattina erano stati notati diversi sacchi di plastica neri, abbandonati a fianco del raccoglitore, come se la fatica fatta per portarli fin li fosse stata talmente eccessiva da non consentire l’azionamento della maniglia che li trasporta all’interno e impedisce eventuali condizioni di degrado. Poco prima erano stati segnalate delle donne che rovistavano tra i sacchi aperti, alla ricerca dei capi migliori. Poi è arrivata la foto del camerino improvvisato in mezzo alla strada. Ancora più indumenti sparsi sul marciapiede, probabilità che vengano raccolti e portati via dalla squadra addetta al decoro, vicine allo zero. Ad ogni buon conto, la segnalazione è stata inoltrata. Bastava utilizzare correttamente il cassonetto, quello in foto o il gemello in via della Maremma…

Luciana Miocchi

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Truffe dello specchietto: un denunciato dalla Stradale di Settebagni | di Alessandro Pino

25 Giu

[ROMA] L’autore di un ennesimo caso della famigerata “truffa dello specchietto” è stato denunciato dalla Polizia Stradale di Settebagni. Vittima questa volta una ragazza che percorreva il Grande Raccordo Anulare: la giovane automobilista è stata costretta ad accostare sulla corsia di emergenza da un uomo che prima le aveva dolosamente danneggiato la macchina.

Dopo una breve discussione l’uomo è riuscito a farsi consegnare alcune decine di euro per il danno che sosteneva avesse subito il suo veicolo, allontanandosi in fretta quando la ragazza ha detto di voler chiamare la Polizia.

La vittima è riuscita comunque a segnars la targa parzialmente leggibile ed è andata alla Stradale di Settebagni per denunciare l’ accaduto. Gli agenti sono così risaliti alla targa del veicolo e al conducente.
Alessandro Pino

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Diramazione Roma Nord: tamponamento tra autotreni a Settebagni, pesanti disagi alla circolazione | di Alessandro Pino

23 Giu

[ROMA] Tamponamento tra tre autotreni sulla diramazione Roma Nord della autostrada A1 all’altezza dell’uscita Settebagni nel pomeriggio del 23 giugno.

Due persone sono rimaste ferite, una di queste è stata estratta dalle lamiere dai Vigili del Fuoco intervenuti con due squadre operative e il “Carro Fiamma” dopodiché è stata trasportata all’ospedale Sant’Andrea in codice rosso. L’autostrada è stata chiusa temporaneamente in entrambi i sensi di marcia.
Alessandro Pino

(Foto Comando Provinciale Vigili del Fuoco Roma)

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Ecopasseggiata a Settebagni dei Retakers | di Alessandro Pino

16 Giu

[ROMA] Si è svolta nel pomeriggio del 16 giugno una ecopasseggiata nel quartiere di Settebagni promossa da Retake Roma Terzo Municipio assieme ai ragazzi e genitori dell’Azione Cattolica della parrocchia Sant’Antonio di Padova.

I partecipanti hanno raccolto la sporcizia e i rifiuti trovati lungo il percorso prendendo spunto per una riflessione sulla cura del territorio e sul corretto smaltimento dei rifiuti.

«Abbiamo capito quanto sia importante prenderci cura non solo di noi stessi la anche gli uni degli altri e così del posto in cui viviamo» ha commentato via social l’avvocato Simona Martinelli, amministratrice di Retake Roma Terzo Municipio.

Alessandro Pino

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Riapre la piscina all’aperto del Salaria Sport Village!

16 Giu

[ROMA] Arriva l’estate e da sabato 19 giugno riapre la piscina olimpionica all’aperto del Salaria Sport Village. L’annuncio è stato dato sul sito ufficiale della struttura. Per tutte le informazioni del caso si può telefonare allo 06-88561600/01.

(A cura di Alessandro Pino)

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Settebagni: prende fuoco il terreno davanti la stazione, il canneto si affloscia sulla scalinata | di Alessandro Pino

10 Giu

[ROMA] A causa di un incendio sviluppatosi nel terrapieno dei bastioni antistanti il piazzale in via della Stazione di Settebagni nell’omonimo quartiere, il canneto che vi si trovava si è afflosciato su metà della scalinata che scende fino a via San Giovanni Valdarno e porta alla Salaria, rendendo di fatto inaccessibile quella parte di gradinata.

L’altra rampa della scala rimane comunque percorribile. Il fatto è stato segnalato la mattina del 10 giugno da una residente.

Alessandro Pino

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Spazza-tour 2021 a Settebagni | di Alessandro Pino

7 Giu

[ROMA] Le immagini che vedete sono state scattate nella prima serata del 7 giugno a Settebagni, in via Sant’Antonio di Padova: cassonetti che non vengono svuotati da giorni e la spazzatura che si accumula accanto. Nel resto del quartiere come in altre zone del Terzo Municipio e della Capitale il quadro che viene segnalato, non esattamente da Intervallo della Rai con ameni paesaggi e armenti al pascolo, è più o meno lo stesso. I cittadin* finiranno sepolti dalla mondezza o soffocati dai suoi miasmi?

Alessandro Pino

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Settebagni: la buca in fondo al tunnel | di Alessandro Pino

31 Mag

[ROMA] Ogni tanto tocca tornare a occuparsi di argomenti terra terra nel vero senso della parola: per cui segnaliamo che a Settebagni nel vecchio sottopasso di via Sant’Antonio di Padova si sono aperte due buche di quelle veramente rognose. Una ve la mostriamo in tutta la sua tenebrosa magnificenza.

Nel frattempo che qualcuno provveda a sistemarle, attenzione specialmente di giorno perché non si vedono ma…si sentono.

Alessandro Pino

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Tra poco si torna nelle palestre e nelle piscine ma la sorte del Salaria Sport Village rimane incerta a causa di nodi irrisolti. Solo una ferma volontà politica può sbloccare la situazione – di Luciana Miocchi

19 Mag

19 maggio 2021

L’agenzia giornalistica Dire ha dato notizia delle risultanze dell’ultima assemblea della commissione trasparenza dell’assise capitolina, avente all’ordine del giorno la situazione attuale del Salaria Sport Village, bene definitivamente confiscato nel luglio scorso all’imprenditore Diego Anemone, nel mirino della Federazione Italia Gioco Calcio che avrebbe l’intenzione di utilizzarlo come centro federale, con gli utenti che hanno pagato abbonamenti annuali ma non ne hanno potuto usufruire e i residenti delle zone limitrofe che hanno paura di non poter avere più accesso alla struttura che chiedono a gran voce di essere ascoltati.

Nella velina si legge che la criticità principale riscontrata è di natura finanziaria e obbligazionaria: “tasse e tributi arretrati da pagare, il rischio di richieste di risarcimento danni, contratti di lavoro da onorare, un progetto da sviluppare. Il futuro del Salaria Sport Village e’ tutto da scrivere. A cominciare dalla presa in possesso da parte di Roma Capitale”. Il mega centro sportivo sulla Salaria, a Settebagni è ancora nelle mani dei commissari giudiziali e non in quelle del Campidoglio. Le questioni aperte tra l’Agenzia delle Entrate e quella dei Beni Confiscati sono emerse durante la seduta della commissione trasparenza, in modo lampante. Come riferisce sempre l’agenzia Dire, la convocazione della seduta è stata provocata dalla comunicazione inviata lo scorso 9 aprile dal capo dipartimento Risorse economiche, Stefano Cervi, agli assessorati al Bilancio, Patrimonio, Sport e Scuola e ai rispettivi dipartimenti competenti, in cui veniva messo in evidenza il monte imposte di cui è debitore il complesso sportivo, che andrebbe ripianato da Roma Capitale al momento dell’acquisizione ufficiale. Lo stesso Campidoglio è però creditore per quanto riguarda i tributi di propria competenza: sicuramente per IMU e TASI per gli anni 2006/2007 mentre per gli anni 2013/2014 si tratterebbe di iscrizioni a ruolo per avvisi di accertamento non pagati, non meglio specificati. Sempre secondo quanto riportato da Dire, “sono stati emessi avvisi di accertamento impugnati con giudizio ancora pendente” e per gli anni di imposta successivi “non risultano avvisi emessi in quanto dopo il sequestro vige la sospensione di imposta”. Almeno una notizia in qualche modo confortante. La doccia fredda però arriva subito dopo: su questi tributi “a seguito del trasferimento del compendio Salaria Sport Village, Roma Capitale si troverebbe contemporaneamente ad essere creditrice e debitrice- scriveva Cervi- delle somme con conseguente annullamento del credito”. Cioè una perdita per l’Ente. A queste somme, vanno aggiunti 21.900 euro di Tefa (addizionale sulla Tari) da pagare alla Città’ Metropolitane di Roma e soprattutto 438.000 di Tari, un credito “di competenza esclusiva di Roma Capitale”, per il quale “vale il ragionamento in precedenza fatto per i tributi ICI-IMU-TASI”. Nel corso della commissione il direttore Cervi ha evidenziato che “non è’ previsto che lo stesso Ente diventi soggetto passivo dell’imposta ma le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate sono state altalenanti”. Questa situazione rappresenta “un aspetto del problema” della mancata acquisizione del Salaria Sport Village, come ha riconosciuto Paolo Saulini del dipartimento Patrimonio. Ma ce ne é anche un altro “non poco rilevante- ha spiegato Saulini- dei crediti vantati dallo Stato. Stiamo aspettando una definizione dalla Agenzia dei Beni Confiscati”. Tutto ciò a due anni dal protocollo di intesa firmato da Campidoglio e Federcalcio, che intende gestire il Salaria Sport Village e realizzarci la Casa delle Nazionali. La Figc- ha proseguito Saulini- si é detta disponibile a farsi carico dei debiti nell’ambito di interventi progettuali più ampi. Abbiamo buttato giù una delibera che prevedesse queste cose per l’immissione in possesso.  In teoria il bene, una volta preso, andrebbe gestito direttamente (dal Comune, ndr) ma alla fine la gestione andrà fatta dalla Federazione nelle parti in cui é possibile progettare la Casa delle Nazionali e per il resto vedremo. É una situazione molto complessa perché ci sono così tanti spazi che vanno verificati. Risorse per Roma sta lavorando con il dipartimento Urbanistica, perché nel tempo sono stati fatti diversi interventi. Tanti sono regolari ma qualcosa va aggiustato. Per quanto andrà fatto un progetto a step”. Il primo “è fare in modo che la Figc, come ha più volte manifestato, si faccia carico delle spese che l’Agenzia richiede  e intanto continuare la gestione perché lì dentro ci sono delle attività e quindi di fatto si tratta dell’acquisizione di un’azienda gestita ora dai commissari”, ha spiegato Saulini che  ha poi sottolineato che “nella prima fase non si potrà stilare subito un protocollo molto articolato (tra Roma Capitale e Figc, ndr) perché è complessa la situazione all’interno. É un’operazione per la quale ci vorrà un pochino di tempo. Abbiamo capito come quel complesso stava messo con le tasse, stiamo attendendo di capire la situazione a livello di danni o di diritti di terzi che possono esserci. Si parla di cifre che la Figc intende accollarsi. Dopodiché procederemo e andremo avanti”. Ma non c’è solo una questione di tasse a rallentare tutto l’iter di presa in possesso del bene: “Ci sono  questioni legate a partite delle vecchie società che hanno creato debiti nella gestione di impresa- ha detto concluso  Saulini- I commissari giudiziali qualche tempo prima della  confisca avevano fatto contratti a tempo determinato, quindi c’é  anche un problema di assorbimento di personale. Queste sono le problematiche. Stiamo attendendo alcune precisazioni fondamentali dall’Agenzia dei beni confiscati, quando avremo un quadro più preciso passeremo alla fase operativa”.

Quindi, la questione è semplice, nella sua complessità: per il Comune di Roma non sarebbe un’acquisizione a costo zero, ci sarebbero circa 500.000 euro accertati di tributi inevasi, a cui dovrebbe in qualche modo, attraverso un artificio contabile, rinunciare. Però a fronte di un valore stimato di alcuni milioni di euro, non proprio un’operazione in perdita. In più, alcuni contenziosi, da chiudere sul medio – lungo periodo e le posizioni lavorative delle persone che in questi anni hanno consentito lo svolgimento delle attività e il regolare funzionamento del circolo. Anche in questo caso, con buoni margini positivi e comunque, con all’orizzonte la possibilità di dare un bene a quel punto acquisito alla proprietà comunale, capace di produrre reddito, in gestione. Esiste già un protocollo di intesa con la FIGC, dichiaratasi disposta a coprire gli incassi dovuti al mancato incasso dei tributi e in linea di massima anche quelli delle altre passività. Ovviamente, in cambio di ciò il Campidoglio dovrebbe dare fare delle concessioni, la cui convenienza è tutta da sondare e studiare ma una cosa è chiara, il privato non ha interesse – e ci mancherebbe pure – a fare operazioni in perdita, ci deve essere un ritorno e anche buono: di soldi, di immagine. Soprattutto, poi, dovrebbe dare delle spiegazioni, sia contabili che all’opinione pubblica, dato il grande valore del compendio confiscato.

Il presidente del III Municipio Giovanni Caudo, che nei giorni scorsi si era messo a disposizione per avere informazioni direttamente dagli uffici della Sindaca ha così riferito: «Ho portato le giuste istanze dei cittadini alla Sindaca che ha firmato il protocollo con la FIGC. Il protocollo deve prevedere esplicitamente la possibilità di aprire le strutture sportive al territorio come chiesto dal Municipio già nel 2019 e dai cittadini. Ho avuto assicurazione dall’interlocuzione con la sindaca che si farà carico di questa richiesta anche con modifiche al protocollo».

Luciana Miocchi

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Manifestazione di lavoratori e utenti per sensibilizzare le istituzioni circa il futuro del Salaria Sport Village, dopo la confisca sospeso nel limbo – di Luciana Miocchi

18 Mag

Sabato 15 maggio, presso il Salaria Sport Village si è tenuta una manifestazione dei dipendenti e degli iscritti al circolo, nel giorno simbolo della riapertura delle palestre, in quanto per questa struttura, nonostante sia stata confiscata dallo Stato quando era in piena attività, non è ancora stata delineata una linea di gestione e di riapertura. Il Comune di Roma, a cui dovrebbe essere affidata non ha ancora preso in carico effettivamente l’attività.

Fabrizio Sbraga, dipendente dal SSV con varie mansioni dal 2013 e da poco titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e co-organizzatore della protesta pacifica, ha ripercorso gli eventi che hanno portato all’iniziativa: «a causa del Covid, nel marzo 2020 è scattata la cassa integrazione. Poi finalmente è arrivata la bella notizia, che a fine maggio le palestre avrebbero riaperto ed eravamo tutti speranzosi di ripartire con le nostre vite, rimboccandoci le maniche ancora una volta. Poi, la doccia fredda: viene comunicato che la struttura non riaprirà per varie motivazioni legate alla situazione dell’azienda confiscata e mandata avanti dai custodi del tribunale, una gestione che si basa solo sugli incassi. Purtroppo, i mesi di inattività avevano creato un buco nella cassa, dovuto ai pagamenti che non potevano essere rimandati, le bollette non aspettano. Ci hanno detto che a giugno avrebbero riaperto il tennis e il primo luglio la piscina esterna, data in gestione a Lazio nuoto, che ha riaperto la struttura ma non facendo lavorare i dipendenti già in forza ma i propri. A me hanno chiesto di occuparmi del front office per gli abbonati e ho lavorato un mese, dando idea che a settembre si sarebbe ripartiti. A fine luglio 2020, all’annuncio della confisca definitiva qui sono venuti tutti, dalla Sindaca Raggi alle personalità di Comune e Regione, anche Tardelli, per la FIGC. Noi lavoratori eravamo tutti contenti, è stata fatta una riunione a settembre con i dipendenti, belle prospettive con l’idea di attendere qualche mese perché si facesse il passaggio, a dicembre ci hanno detto che ormai era imminente, questione veramente di poco. Poi di rinvio in rinvio, la firma definitiva ha continuato a slittare, fino ad arrivare a marzo 2021, a un anno dal lock down, le uniche strutture aperte sono tennis canottaggio e padel; gli abbonamenti dei soci vanno in scadenza senza averli potuti utilizzare e nessuno riesce ad avere notizie da parte di chi doveva rispondere ai soci. Credo che non dipenda più nemmeno dalla gestione precedente, il bene è stato confiscato ed è diventato bene dello Stato. Quando si sono sentite voci di nuove riaperture, ho avuto messaggi dai soci che si informavano. A uno di loro è venuta l’idea di organizzare una manifestazione pacifica – proprio nel luogo da noi tanto amato, per sport, per passione e per lavoro – è andato alla Questura per avere le autorizzazioni ed essere in regola sotto ogni profilo. Io ho seguito la vicenda per rappresentare anche un po’ i miei colleghi che non hanno la mia stessa fortuna di avere un contratto a tempo indeterminato. Abbiamo deciso di riunirci e di farlo qui perché sappiamo di avere uno dei centri sportivi più belli in assoluto, per quanto riguarda sicuramente la nostra regione ma credo anche d’Italia. Ci tengo a ribadire che abbiamo seguito tutte le regole, raccolto firme per la richiesta di autorizzazione, la Questura ha convocato il socio che si è fatto carico di tenere i rapporti, è stata fatta una manifestazione tranquilla e pacifica, cercando di dare un’idea pacifica e bella, sappiamo che i tempi possono essere lunghi, conosciamo i tempi italiani e romani ma siamo fiduciosi che potremo ritornare ad allenarci qui, ad avere e a dare l’opportunità di iscriversi anche per la prima volta in questo posto bellissimo, che strega, che da la sensazione di vivere in un posto di pace, immerso nel verde, a dieci minuti dal centro, un posto stupendo e pieno di verde, un’oasi sul fiume, ben assortito. Io ci lavoravo e mi allenavo in quel posto, ci passavo dodici ore della mia giornata, abito dall’altra parte di Roma ma è diventato il mio mondo. Un po’ mi è dispiaciuto che non siano state presenti figure istituzionali ma abbiamo intenzione di rifare un altro evento, vogliamo lottare per questo nostro piccolo paradiso».

Alla manifestazione hanno preso parte, tra gli altri, per il Comitato di quartiere di Settebagni Silvia De Rosa, vice presidente e Marina Fava, membro del direttivo, rinnovando l’impegno a far sentire con forza la voce del territorio, che giudica irrunciabile il diritto e la facoltà di poter usufruire della struttura .

Raggiunto telefonicamente il presidente del III Municipio, Giovanni Caudo cosi ha replicato: «Il comune ha ceduto alla Figc l’area ma non é chiaro se e quali accordi ha preso per mantenere la struttura a servizio del quartiere come avevamo chiesto. Stiamo insistendo con il Comune per avere chiarezza su questo aspetto cruciale per noi. È cambiato l’assessore allo sport, speriamo di avere prima possibile le informazioni necessarie. Siamo a fianco dei cittadini e degli associati alla piscina, abbiamo dato la disponibilità a un incontro per dare le informazioni che avremo dal Comune.»

Luciana Miocchi

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Settebagni: ragazzo preso a calci per rapina in strada | di Alessandro Pino

16 Mag

[ROMA] Una aggressione tanto vigliacca quanto brutale sarebbe avvenuta nel primo pomeriggio del 16 maggio a Settebagni: vittima un ragazzo che stava percorrendo a piedi via Sant’Antonio di Padova tra il giardinetto vicino al semaforo e gli esercizi commerciali dopo la galleria.

A quanto ha riferito via social la fidanzata del giovane, due individui di colore lo avrebbero spintonato facendolo cadere a terra e prendendolo poi a calci per portargli via un sacchetto.

La feroce aggressione, si legge, è stata interrotta per il coraggioso intervento di un passante che urlando ha fatto desistere i due malviventi, allontanatisi in direzione del tratto di Salaria interno al quartiere.

Alessandro Pino

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Settebagni: addio allo storico chiosco della fioraia Fabiana | di Alessandro Pino

19 Apr

[ROMA] Per circa quarant’anni era stato parte attiva del contesto di Settebagni ed era uno dei primi elementi che appariva a chi entrava nella borgata poi quartiere arrivando dal centro. Semplice, con le cornici delle vetrine di alluminio anodizzato e le tende alla veneziana verdine, ispirava una atmosfera familiarmente primi anni Ottanta.

Parliamo del chiosco che negli ultimi dieci anni era stato preso in affitto e gestito dalla fioraia Fabiana Pietroletti, facendosi apprezzare e conoscere non solo per la vendita in senso stretto di piante e fiori ma per la cura nella preparazione di composizioni e decorazioni, corone di laurea e cuscini e che a suo modo era diventato anche un punto di riferimento, di ritrovo per due chiacchere.

Il chiosco adesso ha cessato l’attività e a breve verrà smantellato, quasi una amara beffa proprio nella stagione della fioritura alla quale Fabiana rilevandone la gestione aveva dedicato il nome dell’esercizio: “La primavera”. Questo perché, a quanto pare,  dopo quarant’anni è stato stabilito che non fosse a norma: da qui la condanna alla demolizione pretesa dal Comune, mentre per una eventuale ricostruzione i costi sarebbero insostenibili, come anche un ipotetico ricorso  da parte della proprietà della struttura.

La vicenda che ha attirato l’attenzione anche dei corrispondenti di media regionali e nazionali ha suscitato sorpresa e amarezza tra i residenti: sono in molti quelli che ci sono rimasti veramente male e nell’ultimo giorno di attività si sono riuniti davanti al chiosco (nel rispetto del distanziamento attualmente imposto)
per manifestare la loro solidarietà e vicinanza alla fioraia: «Mi hanno ridato speranza e mi hanno aperto il cuore, non potrei mai ringraziarli abbastanza» ha dichiarato, anche se permane l’incertezza per un futuro diventato improvvisamente più fosco e cupo per di più in un momento storico come quello che stiamo attraversando: «era il mio unico sostentamento, programmi non ne ho»

È vero, si dirà che la legge è legge e che le norme questo prevedono ma allora ci permettiamo di osservare che vorremmo altrettanto occhiuto rigore da cantone svizzero su situazioni realmente fonte di allarme sociale e che in ogni caso le norme andrebbero fatte rispettare sempre, non a corrente alternata.
Eppure, viene da pensare, avevano detto che sarebbe andato tutto bene, che ne saremmo usciti migliori.

Alessandro Pino

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Porta di Roma: discarica abusiva accanto al Raccordo, quattro denunce | di Alessandro Pino

31 Mar

[ROMA] Una discarica abusiva di materiale edile di risulta e altri rifiuti pericolosi é stata scoperta in un’area verde adiacente il Gra tra gli svincoli Porta di Roma e Nomentana dalla Polizia.

Gli accertamenti operati dalla Polizia Stradale di Settebagni hanno permesso di risalire a una ditta di ristrutturazioni edili operante nell’area di Monterotondo il cui titolare per smaltire i rifiuti si serviva di un soggetto privo dei relativi requisiti.

Per questo quattro persone sono state denunciate e per due di loro che lavoravano nel negozio da cui provenivano i materiali scaricati abusivamente sono stati emessi decreti di espulsione in quanto privi di permesso di soggiorno. Per il titolare della ditta sono scattate le opportune segnalazioni presso l’Ispettorato del Lavoro. L’area verde è stata bonificata. 

Alessandro Pino

(Foto Questura di Roma)

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Settebagni senz’acqua il 6 febbraio. Fate scorta – di Luciana Miocchi

31 Gen

Un’importante sospensione della fornitura idrica al quartiere di Settebagni si verificherà il 6 febbraio prossimo, sabato, dalle ore 8 del mattino fino alle ore 22 della sera. L’interruzione programmata si è resa necessaria a seguito dei lavori di manutenzione straordinaria, sulla conduttura di via delle Lucarie da parte di ACEA ATO2. Spiega l’Assessore ai lavori pubblici del III Municipio Francesco Pieroni :«Da tempo chiedevamo questi interventi. I lavori interesseranno tutti gli allacci privati alla conduttura principale. La viabilità rimarrà consentita, ma sicuramente si verificheranno disagi». In effetti, per poter lavorare in sicurezza la riduzione della carreggiata dovrà necessariamente essere importante e il giorno della settimana è stato scelto appositamente per cercare di ridurre i disagi alla viabilità al minimo. Per ovviare alla mancanza di acqua per l’intera giornata, prosegue Pieroni «verrà predisposto un servizio di rifornimento con autobotti che stiamo concordando in questi giorni con l’azienda, in modo che siano approvvigionate tutte le zone del quartiere, sia della parte alta che della parte bassa». Si consiglia comunque, di predisporre opportune scorte di acqua per gli usi domestici. Ma i lavori, necessari già da molto tempo, su una rete ormai vecchia e sottodimensionata a seguito delle nuove espansioni e provata di diverse rotture nel corso degli ultimi anni, «dalla seconda metà di febbraio interesseranno anche tutto il resto dell’anello, a partire da via dello Scalo di Settebagni, al fine di rialzare le prese ottagonali su strada». Da ultimo l’assessore Pieroni parla anche dell’asfalto, altro tasto dolente: «Dopo questi lavori il Municipio, come da impegni assunti con il Comitato di Quartiere, provvederà alla messa in sicurezza del manto stradale. Nei prossimi giorni indicheremo i punti di approvvigionamento idrico».

LM

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Settebagni: alcune strade senza corrente per lavori il prossimo 11 dicembre – di Alessandro Pino

7 Dic

[ROMA] Sono stati affissi nel quartiere di Settebagni avvisi di preavviso di interruzione della corrente elettrica per il prossimo 11 dicembre. A quanto si legge sui volantini il distacco, necessario a causa di lavori sulla rete Areti, avverrà tra le otto del mattino e le sedici e venti. Le zone del quartiere interessate sono le seguenti: via Salaria dal civico 1379 al 1411 e dal 1418 al 1422, via Sant’Antonio di Padova dal civico 2 al 13 (pari e dispari inclusi) e via dello Scalo di Settebagni civico 4.

Alessandro Pino

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Un intero quartiere senza internet. Ma tornerà entro il dieci.. – di Luciana Miocchi

6 Dic
No signal

Da più di ventiquattro ore niente internet nel quartiere di Settebagni. La fibra non funziona per nessun gestore di telefonia, niente da tim, da Vodafone, wind3, Fastweb. All’inizio sembrava un guasto a macchia di leopardo poi, man mano che si entrava nel pieno delle attività della mattinata si è capito che il down era generalizzato. Valanghe di segnalazioni e di sfoghi sui social, almeno fino a quando non ha cominciato ad andare in sofferenza anche la rete internet da mobile, per i troppi accessi simultanei. L’emergenza covid ha infatti moltiplicato l’esigenza di collegamento in rete e dato impulso alla necessità di avere il servizio sempre funzionante, sia per il telelavoro che per la didattica a distanza, per non parlare dei pagamenti elettronici e il ritiro del contante presso i bancomat. E infatti le prime ripercussioni ci sono state già nel pomeriggio di sabato, con i commercianti costretti a dover avvertire i clienti che non avevano linea e non potevano accettare carte e bancomat, situazione invariata anche domenica, con i terminali bancomat fuori servizi e l’impossibilità di servirsi nel quartiere.

Non funziona praticamente nulla che abbia a che fare con la rete. Stesse drammatiche condizioni per le caserme di polizia e carabinieri, costretti a tornare all’antica e a funzionare in maniera rallentata.

Pare che il problema non sia del singolo gestore ma che si tratti di un guasto di rete, esteso e individuato. Che purtroppo ci sia di mezzo un fine settimana e il ponte del’Immacolata, operai a ranghi ridotti, qualche giorno di ferie e qualcuno in malattia.

Cosa succederà lunedi, con la ripresa dell’attività lavorativa di uffici e negozi, con le richieste dovute al telelavoro – che spesso è organizzato su turni anche festivi – e a quello in presenza, con la ripresa della dad per le scuole che non hanno deciso per il ponte dell’immacolata, con le lezioni dell’Università. Con gli anziani che vivono da soli e si servono dei servizi in rete?

La situazione è considerata drammatica, visto che i servizi clienti delle società di telefonia prevedono una ripresa del servizio per il dieci dicembre.

Un colpo al cuore dell’economia dei negozi di quartiere, che privati della moneta elettronica vedono i clienti partire per altri lidi, in quanto non si possono fare prelevamenti di contanti e a quel punto, trasferirsi per prelevare, tanto vale comprare altrove.

La situazione è drammatica perchè le accresciute esigenze fanno ripiegare tutti sul collegamento da mobile, che inevitabilmente risulta rallentato e impossibilitato a fornire il tutto traffico di dati necessario ai collegamenti video della dad, della visione streaming e al flusso dei dati del telelavoro.

La situazione è inquietante perché le forze dell’ordine si ritrovano a dover operare con mezzi alternativi da museo.

Senza contare che dall’otto dicembre parte l’operazione Cash back di Natale, che restituisce, per il tramite dell’agenzia delle entrate, il 10% dell’importo speso elettronicamente. Un’altra opportunità persa per i commercianti e i clienti del quartiere, in uno dei momenti più delicati dell’intera umanità. Può tutto questo durare altri quattro giorni, salvo e&o ?

Luciana Miocchi

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Il Cdq Settebagni recupera una panchina al Parco Nobile scegliendo di lanciare un messaggio sociale – di Luciana Miocchi

29 Nov

Domenica 29 novembre, armati di buona volontà e sperando nella clemenza del tempo, dopo aver chiesto le autorizzazioni del caso – ebbene si, anche per fare interventi di manutenzione con il volontariato, serve – un gruppo di volontari del Cdq Settebagni ha recuperato una panchina completamente distrutta nel primo emisfero del vialetto del parco Nobile, cogliendo l’occasione per dedicarla alla sensibilizzazione per la lotta alla violenza sulle donne, la cui giornata è caduta il 25 novembre.

La preparazione del lavoro è iniziato qualche giorno prima, con la pittura delle stecche ricevute, per interessamento dell’assessore municipale Francesco Pieroni, dal servizio giardini del III Municipio. Portate poi sul posto, si è trattato di rimuvere ciò che rimaneva delle stecche marcite dagli anni trascorsi e collocare in posizione quelle nuove, in un gioco ad incastro tenuto insieme dai fianchi di ghisa e dai bulloni e dai tiranti, reso possibile solo dal lavoro di squadra e..dalle mascherine. Si perchè a complicare il tutto, le misure di contenimento del Covid che hanno costretto i partecipanti a diverse acrobazie per non ritrovarsi troppo spalla a spalla.

LM

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