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Tag Archives: Il mio quartiere

Sconfitti i barbari: cancellate le scritte blasfeme sui murales della stazione Settebagni – di Alessandro Pino

29 Mar

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Sono stati ripuliti dalle scritte offensive e blasfeme i murales nel sottopasso della stazione ferroviaria di Settebagni. Erano i primi di marzo quando i disegni che decoravano i corridoi su iniziativa del Nucleo Sicurezza Ambientale e della associazione Il Mio Quartiere in collaborazione con la Rete Ferroviaria Italiana erano stati imbrattati da teppisti rimasti ignoti e dei cui odiosi scarabocchi ora non rimane più traccia.
Alessandro Pino

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Prudono le mani: sfregiati con bestemmie i murales alla stazione di Settebagni – di Alessandro Pino

6 Mar

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Questo è uno di quegli articoli che prudono davvero le mani a scriverli, tale è la rabbia e la frustrazione davanti a certe manifestazioni di demenza e cretineria: i murales nel sottopasso della stazione di Settebagni (Terzo Municipio della Capitale) – realizzati diversi mesi fa dall’artista internazionale noto come “Jericho” – sono stati sfregiati con scritte blasferme tracciate con vernice spray. Per non turbare la sensibilità dei lettori abbiamo preferito mostrare solo quelli – non per questo meno odiosi – in cui non appaiono bestemmie. Comprensibilmente furibonda la professoressa Marina Fava 

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dell’associazione “Il mio quartiere” che con la collaborazione della Rfi aveva promosso l’intervento artistico assieme alla associazione di protezione civile Nsa Roma Nord il cui vicepresidente Francesco Galvano non si perde d’animo e ha già promesso che in qualche modo si rimedierà.
Ci permettiamo di aggiungere che una punizione esemplare per gli imbrattatori – ove identificati magari tramite riprese a circuito chiuso – sarebbe auspicabile.
Alessandro Pino

(Si ringrazia Marina Fava per le immagini)

Cresce “l’albero delle identità” alla stazione Fs di Settebagni – di Alessandro Pino

1 Feb

I passeggeri in transito nella stazione ferroviaria di Settebagni  – nel Terzo Municipio della Capitale – sono ormai abituati a vederne alcune pareti decorate da una originale installazione ceramica in forma di rami, radici e foglie: è “l’albero delle identità”, 

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realizzato quasi due anni or sono da studenti della locale scuola media “Ungaretti” sotto la direzione del maestro ceramista Giovanni Battista Rea. Nei giorni scorsi l’iniziativa – chiamata  “Ristazionarti” e curata dalla associazione “Happy coaching and counseling Roma”  – ha avuto un seguito e l’albero è cresciuto, i rami si sono allungati e sono spuntate nuove foglie di ceramica, preparate nei mesi precedenti dai nuovi studenti assieme a loro coetanei di Capena: come in passato (quando fu coinvolta anche la locale associazione “Il mio quartiere” contestualmente ad un altro intervento promosso dalla associazione di protezione civile Nsa Roma Nord)  su ciascuna di esse è riportato il nome del giovane che l’ha modellata assieme a una caratteristica (una “abilità”) 

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ritenuta peculiare.  Da notare come l’ “albero delle identità” fino a oggi sia stato risparmiato dai soliti teppisti della vernice spray; se ne era accorta anche la professoressa Carla Galeffi,  già dirigente dell’Ic Uruguay cui fa capo la scuola Ungaretti e vincitrice del “Premio Montesacro” nel 2015: «Sono ancora evidenti i risultati positivi della riqualificazione della stazione di Settebagni che oltre ad aver migliorato lo stato di decoro della stessa, ha anche generato nuovi comportamenti più rispettosi e civili, testimoniato dalla drastica diminuzione degli atti vandalici nella stazione».
Alessandro Pino

Rubano le altalene ai bambini (Settebagni, Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

26 Apr

È stata vandalizzata con l’asporto dei due seggiolini e le relative catene una delle altalene installate nei mesi scorsi al parco “Umberto Nobile” di Settebagni (Terzo Municipio della Capitale). Se ne

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è accorto per primo un residente che ha poi pubblicato le foto in rete. Un sopralluogo conferma purtroppo il misfatto: della altalena è rimasta la struttura in legno, i giunti in metallo che reggevano le catene sono stati sottoposti a una torsione notevole. A causa dell’erba alta non si capisce se i seggiolini siano stati gettati nei dintorni o proprio rubati.

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Le altalene erano state installate dalla Acea dietro proposta (vincitrice di un bando apposito) della locale associazione “Il mio quartiere”.
Alessandro Pino

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Settebagni, III Municipio di Roma capitale: i residenti incontrano l’assessore all’ambiente e il presidente della commissione lavori pubblici. Il presidente del Municipio trattenuto da una riunione del Pd non fa in tempo a partecipare – di Alessandro Pino

11 Dic

PINOresoconto3 Richiesto nei mesi scorsi da molti residenti di Settebagni tramite l’associazione “Il mio quartiere”, un incontro pubblico con una rappresentanza della amministrazione del Terzo Municipio si è tenuto nel tardo pomeriggio del 10 dicembre presso il bar Silvestrini di via Salaria. Erano presenti – oltre a Marina Fava, vicepresidente del sodalizio – il consigliere Pd Fabio Dionisi, presidente della commissione lavori pubblici del III Municipio e l’assessore all’ambiente Gianna Le Donne, Sel. Era atteso, come scritto anche sugli avvisi sparsi per il quartiere, anche il presidente del Municipio, Paolo Marchionne, che però ha fatto sapere, a incontro iniziato di essere impossibilitato a presenziare (in realtà, nello stesso orario il pd romano aveva indetto un’assemblea nella periferia sud della capitale, presenti il Sindaco Marino e il segretario commissario del Pd romano, Orfini. Il presidente, data la gravità degli eventi che hanno coinvolto esponenti del consiglio e della giunta capitolina, si è recato là per ovvi motivi contingenti, che ben si sarebbero potuti rendere noti, ndr).
Meno di un centinaio, a occhio, i cittadini intervenuti e interessati alle risposte del governo municipale su questioni quali la viabilità nel quartiere, gli allagamenti del sottopasso di Salita della Marcigliana, lo smaltimento selvaggio dei rifiuti e la gestione del verde pubblico. Non si è trovato il tempo (pur essendosi la riunione protratta fin quasi alle ventuno) di trattare il tema della sicurezza, particolarmente sentito dai residenti specialmente dopo i ripetuti furti e atti di vandalismo verificatisi di recente: al proposito si è ipotizzato di organizzare eventuali futuri incontri suddividendoli per temi.

Per quanto riguarda la viabilità è stata esaminata principalmente la ormai annosa questione del vecchio e inadeguato sottopasso ferroviario di via Sant’Antonio di Padova, notoriamente stretto e male illuminato: Dionisi ha brevemente ricordato che nel 2008 si era tenuto un incontro con i tecnici delle Fs dal quale sembrava che i lavori di ampliamento fossero imminenti, grazie al milione e mezzo di euro versato dal costruttore Antonelli per le sue edificazioni in zona e a una pari cifra che avrebbero messo a disposizione la società ferroviaria. Ora però sembrerebbe non sia possibile un intervento del genere per intervenuti mutamenti nella circolazione dei treni, rimanendo aperte altre ipotesi: si è parlato di intervenire nella zona degli uffici della Anonima Petroli Italiana scavalcando o passando sotto la ferrovia. In alternativa, di procedere in maniera analoga ma nelle vicinanze del ponte che scavalca la Salita della Marcigliana. Dionisi ha voluto dare rassicurazioni sulla conservazione della somma versata all’epoca da Antonelli, che nel frattempo avrebbe fruttato interessi per duecentomila euro. Rimane comunque evidente una certa fatiscenza della vecchia struttura.

Già alla fine del mandato Bonelli, nel 2013, Fs aveva scoperto di non poter dare seguito al raddoppio del sottopasso dove Ferrovie stessa era stato indicato, in quanto a pochi metri è situato lo scambio che divide i treni sui vari binari, mentre i lavori fino a quel momento venivano rimandati fino alla fine degli adeguamenti della stazione Tiburtina a terminal per l’alta velocità. Si disse che occupandosi di Settebagni si sarebbero rallentata troppo la corsa dei treni, costringendo così Fs a pagare continue salate penali. Qualche tempo dopo veniva individuata un’area posta accanto alla strada che finiva nell’ormai dismesso passaggio a livello, quello sì di competenza di Fs ma ceduto tra lo stupore dei residenti proprio all’Api che infatti, provvide immediatamente a recintare, facendone una strada privata a proprio uso. L’area sarebbe la soluzione ottimale per un sottopasso ma andrebbe espropriata all’attuale proprietà, che fino a qualche tempo fa vi aveva messo in bella mostra un cartellone con su scritto “vendesi”. L’ipotesi del sovrappasso rimane comunque la più improbabile, essendo la linea ferroviaria coinvolta nella cd alta velocità ed è notorio che Fs non vuole simili strutture sopra le tratte av. Secondo questa concezione, tramonta anche l’ipotesi del ponte che possa scavalcare in qualche modo la salita della Marcigliana.

Eventuali modifiche alla circolazione automobilistica nel quartiere, con sensi unici che evitino gli ingorghi nei pressi delle scuole di via dello Scalo di Settebagni, sono state rinviate a dopo il completamento della nuova rotonda ai piedi del complesso di nuova edificazione noto come “Horti della Marcigliana”: al riguardo Dionisi ha affermato esistere già una proposta, depositata presso gli uffici della Polizia di Roma Capitale competenti per zona, che verrà illustrata alla cittadinanza anche tramite proiezione di diapositive in un incontro da organizzare appositamente.
Cambiamenti minori verranno dall’apertura della strada che passa internamente ai nuovi condomìni situati tra la fine di via Sant’Antonio di Padova e via delle Lucarie – via Capoliveri. Un’altra modifica alla viabilità dovrebbe consistere nel rifacimento dell’area antistante l’edicola sacra posta tra via della Stazione di Settebagni, la Salita della Marcigliana e la Salaria, con tre diversi tipi di sistemazione attualmente allo studio che però non sono stati anticipati e per i quali si sarebbe reso disponibile il costruttore Manetta, già impegnato nel completamento della adiacente rotonda sotto il suddetto complesso degli “Horti” da lui realizzato. Tra l’altro è prevista da parte sua, come opera pubblica (non a scomputo), la costruzione di un asilo nido (richiesto dal Terzo Municipio invece della scuola materna inizialmente concordata). A proposito degli allagamenti nel sottovia ferroviario che si immette nella rotonda, interessato nei mesi scorsi dai lavori di allaccio delle fogne del nuovo residence al canale di scolo principale (quello che corre sotto il marciapiede sul lato opposto della Salaria), Dionisi ha mostrato alcune foto (un vero e proprio scoop, a suo dire) scattate durante una videoispezione da lui richiesta: dalle immagini si vedrebbe una riduzione della sezione del canale (ingombrato anche da alcuni mattoni) che sarebbe la causa della ridotta capacità di smaltimento dell’acqua piovana e dei conseguenti, ripetuti allagamenti. Non è stata però autorizzata da Dionisi la riproduzione di tali immagini che – ha dichiarato – saranno sottoposte al vaglio di chi di competenza.
L’assessore municipale all’Ambiente, Gianna Le Donne, ha preso la parola sul finire della riunione, per quanto riguardava la manutenzione delle aree verdi a Settebagni e la situazione dei rifiuti (anche ingombranti) spesso lasciati per le strade di un quartiere rimasto pressoché senza cassonetti tradizionali da quando è stata introdotta la raccolta differenziata domestica. L’assessore ha invitato a vivere quotidianamente i parchi e a non abbandonarli, (col risultato, ci si immagina, di lasciarli preda del vandalismo). Ci permettiamo di osservare però che gli atti di teppismo si verificano solitamente in ore notturne quando il controllo sociale (già precario di questi tempi) è inesistente ed è difficile pensare che i parchi siano frequentati da mamme con carrozzina e anziani a passeggio. Da notare inoltre che in altri quartieri negli anni scorsi i parchi e i giardini pubblici venivano chiusi nottetempo da guardie particolari giurate adibite allo specifico servizio: si dirà come sempre che non ci sono soldi per pagare queste prestazioni, anche se a giudicare dalle recenti cronache quando si vuole i soldi saltano fuori eccome. Alcuni cittadini (anche a nome della locale società calcistica) si sono anche offerti di provvedere personalmente alla rasatura dell’erba e alla potatura degli alberi nel cosiddetto “Parco dei frutti”: iniziative generose che però si scontrano con un paese dalla burocrazia non particolarmente illuminata, esponendo al rischio di grattacapi legali in mancanza di precise autorizzazioni scritte.

Nell’altro grande parco di Settebagni, quello intitolato a Umberto Nobile, sarebbe allo studio la possibilità di adeguare ad area cani vera e propria (quindi con allaccio alla rete idrica e fognaria) la parte recintata che attualmente – pur servendo sostanzialmente allo stesso scopo – è considerata “di sgambettamento”, ossia per farli scorrazzare senza la costrizione del guinzaglio altrimenti prescritto, ipotesi scartata nella passata consiliatura per mancanza di fondi da impegnare.
Di fronte al parco Nobile si trova poi un’area pubblica inutilizzata se non per ospitare le giostre una volta l’anno in occasione della festa patronale: l’assessore Le Donne si è detta aperta a qualunque proposta per sfruttarla. Alcuni dei presenti – tra cui lo scrivente – avevano rappresentato lo stato indecente in cui certi angoli del quartiere in particolare vengono ridotti dallo scarico di rifiuti: se inizialmente Dionisi aveva liquidato la cosa affermando che il quartiere non ha l’esclusiva di certi problemi dovuti all’inciviltà, Le Donne ha fatto sapere di aver chiesto all’Ama l’invio in zona di personale addetto al controllo delle infrazioni in merito. Più volte durante l’incontro è stato sollevato un’altra questione ormai annosa, la creazione di una biblioteca pubblica nei locali un tempo adibiti ad alloggio del custode delle scuole (bisognosi di adeguamento dell’impianto elettrico): secondo alcuni dei partecipanti, se anche fosse possibile eseguire i lavori con il contributo finanziario e tecnico di privati cittadini, rimarrebbe la contrarietà del consiglio d’istituto all’apertura al pubblico, forse per evitare promiscuità ritenute inopportune tra gli alunni e frequentatori esterni in orario scolastico. Le proposte avanzate negli anni, comunque, prevedevano sempre l’apertura all’utenza esterna soltanto dopo la fine delle attività istituzionali, come avviene per altro per le attività sportive che si tengono nelle palestre scolastiche al fine del normale orario di lezione.scolastico. Una delle tante questioni, insomma, che nel quartiere si trascinano da anni e che forse vedranno sviluppi interessanti nei mesi a venire.

Alessandro Pino

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