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Settebagni, III Municipio di Roma Capitale: secondo incontro su Viabilità interna – di Alessandro Pino

23 Dic

PINOriunioneAnnunciata durante l’incontro informale tra i residenti a Settebagni e l’amministrazione del Terzo Municipio dello scorso 10 dicembre presso il bar Silvestrini, ove era presente il presidente della commissione lavori pubblici Fabio Dionisi, la riunione per illustrare alcuni possibili futuri cambiamenti nella viabilità del suddetto quartiere si è tenuta presso l’aula consiliare di piazza Sempione lo scorso venerdì 19, alle ore 11. La necessità di apportare modifiche alla circolazione era emersa da tempo, visti gli ingorghi che intasano quotidianamente – specie nei pressi delle scuole in orario di ingresso o uscita degli studenti – un quartiere cresciuto spontaneamente alcuni decenni fa soprattutto con costruzioni familiari, che ha visto aumentare vertiginosamente il numero dei condomini e del traffico a partire dagli anni 90, con le edificazioni del costruttore Antonelli, cui era stato posto il vincolo del raddoppio del sottopasso di via S. Antonio, rimasto sulla carta nonostante siano stati versati gli oneri per la realizzazione dell’opera.
Mentre all’incontro precedente, tenutosi nel tardo pomeriggio, erano intervenuti un centinaio di residenti, a questo era presente una dozzina di persone appena, per lo più vicine alla Associazione “Il mio quartiere”, probabilmente a causa dell’ora mattutina, quasi impossibile da sostenere per chi lavora, e della sede municipale, tutt’ora difficilmente raggiungibile se non si ha a disposizione un mezzo privato, a meno di non considerare vari cambi di autobus.
Vi è stata una sommaria esposizione della materia da parte del consigliere municipale Fabio Dionisi, contornata da un paio di interventi del presidente del Municipio, Paolo Marchionne, e del suo predecessore Cristiano Bonelli.

Meglio chiarire subito che non c’è alcun timore di vedersi calare dall’alto e all’improvviso tali modifiche, che per giunta nemmeno sono ancora definite: l’incontro serviva appunto per presentare due bozze – studiate dal locale distaccamento della Polizia di Roma Capitale e ampiamente passibili di cambiamenti – a cittadini volenterosi, a loro volta incaricati di diffonderle e discuterle con il resto dei residenti in modo da presentare in successivi incontri, con modalità esse stesse da definire, osservazioni, obiezioni e suggerimenti individuando l’assetto stradale più idoneo. Sembrano dunque fondamentali una vera e propria informazione porta a porta o anche il dibattito in rete sui social network. Soluzione condivisibile ma un po’ rischiosa: nei molteplici passaggi di bocca in bocca c’è il rischio che l’informazione originaria – i due piani elaborati dai tecnici – venga distorta, sia pure in buona fede, con ulteriore fatica a carico della municipalità per riportare il quadro a dimensioni veritiere.

Rispetto alla situazione attuale, l’unica modifica in comune tra i due scenari (o la più rilevante, in un contesto dove a ogni modifica in una strada si crea una reazione a catena che interessa le vie rimanenti) sembra essere l’istituzione del senso unico su via dello Scalo di Settebagni provenendo da via delle Lucarie fino a via Sant’Antonio di Padova, quest’ultima prolungata fino a via Capoliveri con l’apertura al traffico della parte che si insinua tra le nuove edificazioni.

Per il resto, uno degli studi (per chiarezza chiamato 1) prevede di invertire il senso unico nel vecchio sottopasso di via Sant’Antonio di Padova, che verrebbe quindi destinato all’uscita dal quartiere: tale modifica contribuirebbe anche a risolvere il rischio di incidenti dovuti alle condizioni di luce che attualmente nelle ore diurne riducono la visibilità nella galleria arrivando dalla Salaria – situazione che non si presenta invece entrando dal lato opposto come vorrebbe la modifica – che peraltro però è comune a buona parte del Gra in direzione nord-ovest.
Sempre nella proposta 1, rimanendo l’attuale senso unico di via delle Lucarie, verrebbe istituito però quello su via Capoliveri che diventerebbe percorribile solo in salita, raccordandosi in cima alla collina con il proseguimento di via Sant’Antonio di Padova, aperta interamente sui due sensi di marcia fino alla vecchia galleria.
La proposta 2 lascia invece immutato l’attuale senso unico del vecchio sottopasso, abolendo però il doppio senso di marcia sul tratto di via Sant’Antonio di Padova che sbuca dalla galleria (consentito andare solo in direzione della collina) e rendendo inutili – quindi comportandone presumibilmente l’eliminazione – della banchina spartitraffico e dell’impianto semaforico per alternare i flussi veicolari che furono installati anni addietro.
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A margine dell’incontro è stata sollevata anche la questione (vetusta più che annosa) della realizzazione di un nuovo sottovia ferroviario per sostituire il vecchio e stretto tunnel di via Sant’Antonio di Padova: dopo aver ripercorso per l’ennesima volta i passi della vicenda, più di uno dei presenti ha espresso seri dubbi sulla effettiva volontà delle Ferrovie di realizzare un’opera del genere anche in un futuro remoto. Per questo motivo alcuni dei cittadini presenti ritengono di aver individuato un modo alternativo di collegare Settebagni con l’esterno ampliando un viottolo di servizio in uso all’area di rifornimento sul tratto finale della A1 Diramazione Nord , effettivamente molto vicina alla estremità orientale del quartiere che in tal modo avrebbe un accesso su un fronte opposto alla consolare. Una proposta certamente ispirata dalla buona volontà ma che sinceramente ispira un certo scetticismo per quanto riguarda la fattibilità nel paese dove i tempi di completamento di talune opere pubbliche raggiungono lunghezze imbarazzanti. Per chi vive o lavora a Settebagni, quindi, le novità più rilevanti nel prossimo futuro saranno probabilmente limitate a una mutata organizzazione dei sensi unici.
Alessandro Pino

Settebagni, III Municipio di Roma capitale: i residenti incontrano l’assessore all’ambiente e il presidente della commissione lavori pubblici. Il presidente del Municipio trattenuto da una riunione del Pd non fa in tempo a partecipare – di Alessandro Pino

11 Dic

PINOresoconto3 Richiesto nei mesi scorsi da molti residenti di Settebagni tramite l’associazione “Il mio quartiere”, un incontro pubblico con una rappresentanza della amministrazione del Terzo Municipio si è tenuto nel tardo pomeriggio del 10 dicembre presso il bar Silvestrini di via Salaria. Erano presenti – oltre a Marina Fava, vicepresidente del sodalizio – il consigliere Pd Fabio Dionisi, presidente della commissione lavori pubblici del III Municipio e l’assessore all’ambiente Gianna Le Donne, Sel. Era atteso, come scritto anche sugli avvisi sparsi per il quartiere, anche il presidente del Municipio, Paolo Marchionne, che però ha fatto sapere, a incontro iniziato di essere impossibilitato a presenziare (in realtà, nello stesso orario il pd romano aveva indetto un’assemblea nella periferia sud della capitale, presenti il Sindaco Marino e il segretario commissario del Pd romano, Orfini. Il presidente, data la gravità degli eventi che hanno coinvolto esponenti del consiglio e della giunta capitolina, si è recato là per ovvi motivi contingenti, che ben si sarebbero potuti rendere noti, ndr).
Meno di un centinaio, a occhio, i cittadini intervenuti e interessati alle risposte del governo municipale su questioni quali la viabilità nel quartiere, gli allagamenti del sottopasso di Salita della Marcigliana, lo smaltimento selvaggio dei rifiuti e la gestione del verde pubblico. Non si è trovato il tempo (pur essendosi la riunione protratta fin quasi alle ventuno) di trattare il tema della sicurezza, particolarmente sentito dai residenti specialmente dopo i ripetuti furti e atti di vandalismo verificatisi di recente: al proposito si è ipotizzato di organizzare eventuali futuri incontri suddividendoli per temi.

Per quanto riguarda la viabilità è stata esaminata principalmente la ormai annosa questione del vecchio e inadeguato sottopasso ferroviario di via Sant’Antonio di Padova, notoriamente stretto e male illuminato: Dionisi ha brevemente ricordato che nel 2008 si era tenuto un incontro con i tecnici delle Fs dal quale sembrava che i lavori di ampliamento fossero imminenti, grazie al milione e mezzo di euro versato dal costruttore Antonelli per le sue edificazioni in zona e a una pari cifra che avrebbero messo a disposizione la società ferroviaria. Ora però sembrerebbe non sia possibile un intervento del genere per intervenuti mutamenti nella circolazione dei treni, rimanendo aperte altre ipotesi: si è parlato di intervenire nella zona degli uffici della Anonima Petroli Italiana scavalcando o passando sotto la ferrovia. In alternativa, di procedere in maniera analoga ma nelle vicinanze del ponte che scavalca la Salita della Marcigliana. Dionisi ha voluto dare rassicurazioni sulla conservazione della somma versata all’epoca da Antonelli, che nel frattempo avrebbe fruttato interessi per duecentomila euro. Rimane comunque evidente una certa fatiscenza della vecchia struttura.

Già alla fine del mandato Bonelli, nel 2013, Fs aveva scoperto di non poter dare seguito al raddoppio del sottopasso dove Ferrovie stessa era stato indicato, in quanto a pochi metri è situato lo scambio che divide i treni sui vari binari, mentre i lavori fino a quel momento venivano rimandati fino alla fine degli adeguamenti della stazione Tiburtina a terminal per l’alta velocità. Si disse che occupandosi di Settebagni si sarebbero rallentata troppo la corsa dei treni, costringendo così Fs a pagare continue salate penali. Qualche tempo dopo veniva individuata un’area posta accanto alla strada che finiva nell’ormai dismesso passaggio a livello, quello sì di competenza di Fs ma ceduto tra lo stupore dei residenti proprio all’Api che infatti, provvide immediatamente a recintare, facendone una strada privata a proprio uso. L’area sarebbe la soluzione ottimale per un sottopasso ma andrebbe espropriata all’attuale proprietà, che fino a qualche tempo fa vi aveva messo in bella mostra un cartellone con su scritto “vendesi”. L’ipotesi del sovrappasso rimane comunque la più improbabile, essendo la linea ferroviaria coinvolta nella cd alta velocità ed è notorio che Fs non vuole simili strutture sopra le tratte av. Secondo questa concezione, tramonta anche l’ipotesi del ponte che possa scavalcare in qualche modo la salita della Marcigliana.

Eventuali modifiche alla circolazione automobilistica nel quartiere, con sensi unici che evitino gli ingorghi nei pressi delle scuole di via dello Scalo di Settebagni, sono state rinviate a dopo il completamento della nuova rotonda ai piedi del complesso di nuova edificazione noto come “Horti della Marcigliana”: al riguardo Dionisi ha affermato esistere già una proposta, depositata presso gli uffici della Polizia di Roma Capitale competenti per zona, che verrà illustrata alla cittadinanza anche tramite proiezione di diapositive in un incontro da organizzare appositamente.
Cambiamenti minori verranno dall’apertura della strada che passa internamente ai nuovi condomìni situati tra la fine di via Sant’Antonio di Padova e via delle Lucarie – via Capoliveri. Un’altra modifica alla viabilità dovrebbe consistere nel rifacimento dell’area antistante l’edicola sacra posta tra via della Stazione di Settebagni, la Salita della Marcigliana e la Salaria, con tre diversi tipi di sistemazione attualmente allo studio che però non sono stati anticipati e per i quali si sarebbe reso disponibile il costruttore Manetta, già impegnato nel completamento della adiacente rotonda sotto il suddetto complesso degli “Horti” da lui realizzato. Tra l’altro è prevista da parte sua, come opera pubblica (non a scomputo), la costruzione di un asilo nido (richiesto dal Terzo Municipio invece della scuola materna inizialmente concordata). A proposito degli allagamenti nel sottovia ferroviario che si immette nella rotonda, interessato nei mesi scorsi dai lavori di allaccio delle fogne del nuovo residence al canale di scolo principale (quello che corre sotto il marciapiede sul lato opposto della Salaria), Dionisi ha mostrato alcune foto (un vero e proprio scoop, a suo dire) scattate durante una videoispezione da lui richiesta: dalle immagini si vedrebbe una riduzione della sezione del canale (ingombrato anche da alcuni mattoni) che sarebbe la causa della ridotta capacità di smaltimento dell’acqua piovana e dei conseguenti, ripetuti allagamenti. Non è stata però autorizzata da Dionisi la riproduzione di tali immagini che – ha dichiarato – saranno sottoposte al vaglio di chi di competenza.
L’assessore municipale all’Ambiente, Gianna Le Donne, ha preso la parola sul finire della riunione, per quanto riguardava la manutenzione delle aree verdi a Settebagni e la situazione dei rifiuti (anche ingombranti) spesso lasciati per le strade di un quartiere rimasto pressoché senza cassonetti tradizionali da quando è stata introdotta la raccolta differenziata domestica. L’assessore ha invitato a vivere quotidianamente i parchi e a non abbandonarli, (col risultato, ci si immagina, di lasciarli preda del vandalismo). Ci permettiamo di osservare però che gli atti di teppismo si verificano solitamente in ore notturne quando il controllo sociale (già precario di questi tempi) è inesistente ed è difficile pensare che i parchi siano frequentati da mamme con carrozzina e anziani a passeggio. Da notare inoltre che in altri quartieri negli anni scorsi i parchi e i giardini pubblici venivano chiusi nottetempo da guardie particolari giurate adibite allo specifico servizio: si dirà come sempre che non ci sono soldi per pagare queste prestazioni, anche se a giudicare dalle recenti cronache quando si vuole i soldi saltano fuori eccome. Alcuni cittadini (anche a nome della locale società calcistica) si sono anche offerti di provvedere personalmente alla rasatura dell’erba e alla potatura degli alberi nel cosiddetto “Parco dei frutti”: iniziative generose che però si scontrano con un paese dalla burocrazia non particolarmente illuminata, esponendo al rischio di grattacapi legali in mancanza di precise autorizzazioni scritte.

Nell’altro grande parco di Settebagni, quello intitolato a Umberto Nobile, sarebbe allo studio la possibilità di adeguare ad area cani vera e propria (quindi con allaccio alla rete idrica e fognaria) la parte recintata che attualmente – pur servendo sostanzialmente allo stesso scopo – è considerata “di sgambettamento”, ossia per farli scorrazzare senza la costrizione del guinzaglio altrimenti prescritto, ipotesi scartata nella passata consiliatura per mancanza di fondi da impegnare.
Di fronte al parco Nobile si trova poi un’area pubblica inutilizzata se non per ospitare le giostre una volta l’anno in occasione della festa patronale: l’assessore Le Donne si è detta aperta a qualunque proposta per sfruttarla. Alcuni dei presenti – tra cui lo scrivente – avevano rappresentato lo stato indecente in cui certi angoli del quartiere in particolare vengono ridotti dallo scarico di rifiuti: se inizialmente Dionisi aveva liquidato la cosa affermando che il quartiere non ha l’esclusiva di certi problemi dovuti all’inciviltà, Le Donne ha fatto sapere di aver chiesto all’Ama l’invio in zona di personale addetto al controllo delle infrazioni in merito. Più volte durante l’incontro è stato sollevato un’altra questione ormai annosa, la creazione di una biblioteca pubblica nei locali un tempo adibiti ad alloggio del custode delle scuole (bisognosi di adeguamento dell’impianto elettrico): secondo alcuni dei partecipanti, se anche fosse possibile eseguire i lavori con il contributo finanziario e tecnico di privati cittadini, rimarrebbe la contrarietà del consiglio d’istituto all’apertura al pubblico, forse per evitare promiscuità ritenute inopportune tra gli alunni e frequentatori esterni in orario scolastico. Le proposte avanzate negli anni, comunque, prevedevano sempre l’apertura all’utenza esterna soltanto dopo la fine delle attività istituzionali, come avviene per altro per le attività sportive che si tengono nelle palestre scolastiche al fine del normale orario di lezione.scolastico. Una delle tante questioni, insomma, che nel quartiere si trascinano da anni e che forse vedranno sviluppi interessanti nei mesi a venire.

Alessandro Pino

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