Tag Archives: Luciana Miocchi
Immagine

Palazzina privata occupata a Castel Giubileo, a breve lo sgombero – di Luciana Miocchi

26 Apr

26 aprile 2021

Da giovedi scorso la palazzina che si trova a Castel Giubileo, all’angolo tra via Salaria e via Grottazzolina, inutilizzata da tempo e posta in precedenza in vendita, a causa pare per dissapori tra gli eredi, risulta occupata abusivamente. Numerose segnalazioni a partire da giovedì scorso sono arrivate dai residenti, che hanno notato finanche una persona scendere da una vettura nuova e richiudere il cancello perimetrale con una catena e la presenza di un furgone. Una nota stampa di Riccardo Corbucci, già presidente del consiglio municipale con la giunta Marchionne e ora coordinatore della segreteria del Pd, informa della presenza di un gruppo di estranei, che avrebbero con se anche un minore, motivo per cui sono stati allertanti anche i servizi sociali del III Municipio affinchè – dice il Corbucci «si possa provvedere alla liberazione della palazzina privata e all’eventuale presa in carico del minore». Castel Giubileo è una comunità dove tutti si conoscono e il fatto non poteva passare inosservato e sotto voce e la palazzina in effetti è divenuta una sorta di osservata speciale. La nota così si chiude: «non è la prima volta che il quartiere è vittima di occupazioni di questo tipo, mi batterò perché l’intervento sia il più rapido possibile».

Sembrerebbe che lo sgombero, accompagnato dall’intervento dei servizi sociali a tutela di eventuali minori sia previsto per martedì mattina.

Luciana Miocchi

Immagine

Scherza con i fanti ma lascia stare i Santi. La Madonna di Piazza Sempione atterra sulla scrivania del Ministro della Cultura – di Luciana Miocchi

18 Mar

Il progetto che vorrebbe ridisegnare Piazza Sempione continua a far parlare di sé: dopo essere stato reso pubblico con un’intervista su Repubblica, fatto oggetto di interventi in consiglio (ma legittimamente la giunta ha potuto operare senza portarlo in aula, occorre rammentarlo), protagonista di striscioni di contrapposti sentimenti e di processioni più o meno goliardiche, di manifestazioni di segno opposto e scaramucce degne del miglior Guareschi, sale agli onori degli scranni del Parlamento.

La senatrice Paola Binetti, FIBP-UDC, ha presentato, durante la seduta nr 306,  un atto di sindacato ispettivo – l’equivalente di un’interrogazione amministrativa – al Ministro Franceschini Atto n. 4-05078, chiedendone l’intervento diretto, al fine di rivalutarne l’opportunità. Il quale dovrà necessariamente rispondere sulla questione.

La Binetti, nota per i suoi interventi orientati da un fervente cattolicesimo, tocca si la questione della collocazione della statua della Madonna – un ex voto che il quartiere intese offrire per la fine della seconda guerra mondiale – ma anche quella della mancata informazione alla comunità, con la relativa impossibilità di attuare una partecipazione effettiva. Il testo del quesito, che si può leggere qui di seguito, è stato protocollato e pubblicato sul sito ufficiale del senato, disponibile per l’utenza.

Premesso che:

Piazza Sempione è “area tutelata” ai sensi degli artt. 10, comma 1, 134, 136 e 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni e integrazioni, e fa parte della “Città storica” di Roma ed è considerata dalla Carta per la Qualità di Roma Capitale tra i siti di “Rilevante interesse architettonico, urbano o ambientale”, nonché fra gli “Spazi aperti – Piazze e Larghi con alto grado di identità”, ai sensi del vigente Piano regolatore generale adottato con delibera del Consiglio comunale n. 33/2003 e s.m.i. (all. G1, f. 11), con il connesso regime di tutela; progettata nei primi anni Venti del secolo scorso dall’architetto Gustavo Giovannoni, rappresenta un unicum nella storia urbana di Roma, e presenta tratti di originalità e di pregio architettonico di assoluta rilevanza, documentati in una serie di studi;

la Giunta del III Municipio di Roma Capitale, con prot. CD/103462/2020, con riferimento al progetto di “riqualificazione” della zona di piazza Sempione a Roma, ha previsto lo spostamento di un monumento in una piazza storica, sottoposta a vincoli di tutela, senza aver prima acquisito i prescritti pareri. L’approvazione del progetto è avvenuta senza alcuna condivisione con la cittadinanza (comitati di quartiere, parrocchia, categorie professionali), avendo la Giunta rinunciato al ricorso al “processo di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana”, disciplinato dalle norme del Comune di Roma (delibera Consiglio comunale n. 57/2006 e s.m.i.) e senza nessuna condivisione col Consiglio municipale e con le Commissioni competenti. L’assenza dell’elemento fondamentale della partecipazione e del confronto ha minato alle basi la stessa redazione del progetto, che risulta, da un’analisi della Relazione che lo accompagna e delle tavole ad esso allegate, privo di elementi fondamentali per l’inquadramento storico, urbanistico-architettonico, che appare confuso negli obiettivi generali, carente nella spiegazione delle scelte di progetto;

gli interventi sulla piazza previsti dal progetto approvato dalla Giunta non sono riconducibili ad un semplice concetto di “riqualificazione”, ma si sostanziano in modifiche importanti, tali da alterare il volto architettonico e l’assetto urbanistico della piazza. In particolare: “viene pedonalizzata tutta l’area antistante il palazzo Sabbatini, adibito a edificio del Municipio, con una profonda trasformazione del profilo architettonico dell’area; l’area pedonalizzata dovrebbe diventare un grande lastricato, che si distacca nettamente dal resto della piazza, per la tipologia e il colore del materiale utilizzato per la pavimentazione nonché per la netta delimitazione con paletti, catenelle, panchine collocate in posizione perimetrale; il distacco di questa nuova area dal resto della piazza è accentuato dalle caratteristiche dell’impianto di illuminazione. Nella piazza e in corso Sempione è prevista l’installazione di 38 pali della luce ritenuti non coerenti con lo stile architettonico della piazza; la suddivisione della piazza definita dal progetto è accentuata da una nuova destinazione d’uso delle sue parti: il versante sud resta l’unica parte destinata al transito veicolare, fortemente limitato dall’area parcheggi, previsti per recuperare quelli persi con la parziale pedonalizzazione”. L’insieme degli interventi previsti (pavimentazione (e sua perimetrazione), illuminazione, dislocazione dei posti auto) è tale da modificare la fisionomia della piazza, rompendone l’unità che l’ha sempre caratterizzata. Verrebbe realizzata una sorta di “piazza nella piazza”;

gli interventi previsti dalla cosiddetta “riqualificazione”, anziché valorizzare i tratti originari della piazza, creano uno svilimento della stessa. Anche il previsto spostamento della statua della Madonna, attualmente posta al centro della piazza finisce per snaturarne il profilo originario. La statua viene inoltre abbassata, rimuovendo i due basamenti a gradoni. Il monumento, realizzato con i fondi raccolti dagli abitanti del quartiere e dai fedeli del “Divino Amore” come ex voto per la protezione accordata dalla Madonna durante la guerra, si trova in quella collocazione dal lontano 18 maggio 1947. Secondo la Giunta municipale la ragione principale per lo spostamento della Madonnina sarebbe quella di “valorizzarla”, risparmiandole la funzione di “spartitraffico”, mentre in realtà si finirebbe semplicemente con accantonarla e renderla meno visibile anche come punto di riferimento, diversamente da quanto accade da oltre 70 anni;

in tutte le piazze aperte al traffico gli elementi architettonici di decoro come statue, fontane, obelischi, sono posti al centro delle stesse e, se il flusso del traffico lo richiede, sono anche “spartitraffico”. Il monumento alla Madonna di piazza Sempione è uno “spartitraffico” come lo sono la Fontana delle Naiadi a piazza della Repubblica, il monumento equestre di Garibaldi al Gianicolo, la statua del Bersagliere a Porta Pia, l’obelisco di piazza Marconi, la Fontana delle rane a piazza Mincio, senza che per questo qualcuno pensi di spostare questi elementi architettonici con la presunta motivazione di volerli valorizzare, alterando il tessuto architettonico della piazza. In ogni caso, bisogna osservare che non esiste alcuna esigenza di mobilità che suggerisca lo spostamento della statua della Madonna. Anzi, è l’esatto contrario: è proprio lo spostamento che potrebbe causare problemi al traffico;

il Dipartimento Mobilità e Trasporti di Roma Capitale, nel proprio parere rilasciato con nota prot. n. 985 del 12 gennaio 2021, ha evidenziato i problemi che la nuova collocazione porrebbe al percorso della corsia preferenziale degli autobus, stabilendo una serie di prescrizioni per porvi rimedio e chiedendo in alternativa di “considerare la possibilità di ricollocare la statua al centro della piazza, lasciando così il sagrato della chiesa nella sua conformazione attuale”. L’evidente infondatezza delle ragioni addotte dalla Giunta per lo spostamento della statua della Madonna si aggiunge alla constatazione che tale spostamento, oltre a rappresentare di per sé un vulnus storico-urbanistico, contribuisce allo stravolgimento complessivo del volto della piazza,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire, prima che avvenga la trasformazione di Piazza Sempione con un progetto, che è ben lungi dal volerla riqualificare, affinché venga rivalutato l’intervento tenendo conto di tre elementi chiave:

a) il mancato coinvolgimento della popolazione, dal momento che sono state raccolte oltre 3.000 lettere e manifestazioni di dissenso rispetto all’attuale disegno;

b) il vissuto della pietà popolare nel quartiere, abituato a fare riferimento fin dal termine della seconda guerra mondiale a quella precisa immagine sacra della Madonna;

c) il vulnus che si crea all’impianto urbano delle piazze di Roma, note in tutto il mondo per il preciso filo rosso, che ne lega gli aspetti storici, architettonici artistici e urbanistici.

Luciana Miocchi

Immagine

Lettura critica del progetto su piazza Sempione presentato dalla Giunta Caudo – intervista agli Architetti Rizzo e Galassi

8 Mar

Gli architetti Biancamaria Rizzo e Alessandro Galassi, urbanisti e autori di un approfondito volume su Città Giardino, edito da Minerva nel 2013, esprimono il loro punto di vista sul progetto di restyling della piazza che ospita la sede centrale del III Municipio che tanto polverone ha sollevato, uscito ormai dalla questione puramente amministrativa per approdare a un qualcosa che assomiglia nei toni sempre più a una disputa folkloristica, più da Peppone e Don Camillo che da curva. Con questo contributo si cerca di riportare il discorso sulle peculiarità del progetto e sulla critica costruttiva.

“Una lettura approfondita del progetto di riqualificazione di Piazza Sempione, redatto dallo studio Bradaschia di Trieste nel 2020, ma pubblicato solamente in data 12/02/2021 sul sito del Comune di Roma, può aiutarci a capire meglio gli obiettivi di progetto e valutare l’efficacia delle azioni proposte per raggiungere gli stessi. Procediamo per temi.

Nuova pavimentazione della piazza.

Il progetto prevede la realizzazione di una grande area pavimentata di fronte all’edificio Semintensivo 2 di Innocenzo Sabbatini (attuale sede del Municipio III) con l’eliminazione del parcheggio a raso esistente, lasciando asfaltato il resto della superficie. Uno sguardo anche veloce alla planimetria di progetto evidenzia una certa disorganicità nel trattare le varie parti della piazza, la quale non viene considerata, come sarebbe opportuno, uno spazio unitario.

Miglioramento dell’illuminazione della Piazza

Il progetto prevede l’installazione di una serie di apparecchi illuminanti a led, localizzati quasi esclusivamente su tre lati della nuova area pedonale di fronte al palazzo Sabbatini, il che comporterebbe una differenziazione sostanziale tra zone diverse della piazza, alcune delle quali rimarrebbero più buie di altre a scapito di una fruizione unitaria dello spazio. Manca inoltre la previsione di una illuminazione “scenografica”, quanto mai opportuna al fine di esaltare le caratteristiche architettoniche degli edifici e di evidenziarne la struttura compositiva, attraverso il posizionamento di proiettori o altri tipi di apparecchi illuminanti. Questo aspetto non è secondario, se si vuole realizzare uno spazio gradevole oltre che sicuro anche nelle ore notturne.

Miglioramento dell’arredo urbano della Piazza

Il progetto prevede l’inserimento di soli quattro elementi di seduta in cemento bianco, posti sul lato meridionale della nuova area pedonale pavimentata, e la collocazione di qualche cestino portarifiuti di materiale e forma non meglio specificati. E’ evidente che questo aspetto del progetto risulta carente in quanto non esplicita le motivazioni funzionali e formali relative alla scelta e alla localizzazione degli elementi di seduta e di raccolta rifiuti; una scelta che, trattandosi di una piazza storica, dovrebbe essere quanto meno congruente con il contesto di ambientazione.

Miglioramento della viabilità

In merito al tema del miglioramento della viabilità, che rappresenta forse la motivazione più forte espressa dall’Amministrazione nella presentazione del progetto, va rilevata la mancanza di analisi preliminari specifiche finalizzate ad inquadrare Piazza Sempione nel più ampio sistema viario del quartiere, anche attraverso un’analisi dettagliata dei flussi veicolari, che permetta di valutare gli effettivi impatti positivi del progetto sulla mobilità. Di fatto le azioni di progetto previste confermano l’assetto viabilistico esistente, con il transito dei veicoli (pubblici e privati) sulla piazza. L’eliminazione del parcheggio non inciderebbe sulla viabilità, ma solamente sulla dotazione di posti auto di cui, peraltro, non c’è alcuna proposta di ricollocazione. La viabilità resterebbe, dunque, sostanzialmente inalterata rispetto alla situazione attuale. Queste considerazioni mettono in evidenza che, a fronte di uno stato di fatto fortemente problematico e degradato, il progetto presentato non sembra in grado di incidere efficacemente sugli obiettivi di riqualificazione prefissati.

Il progetto può invece essere una grande opportunità per valorizzare la piazza e tornare a guardarla come uno spazio unico e unitario, ripensandone non solo l’aspetto ma soprattutto l’utilizzo: la piazza di una nuova città come l’aveva immaginata il suo autore Gustavo Giovannoni. Questo vuol dire attuare un ripensamento complessivo della piazza, che integri tutti gli aspetti: dalla pavimentazione (ricorrendo ad esempio all’utilizzo di un unico materiale) all’illuminazione (sia funzionale che scenografica), all’arredo. Anche per la viabilità si potrebbe valutare l’ipotesi di una pedonalizzazione integrale della piazza o, in alternativa, mantenere provvisoriamente la transitabilità veicolare, puntando però, come detto prima, sulla realizzazione di una pavimentazione e di un sistema di illuminazione unitari. E’ innegabile che l’elemento incongruo negli spazi urbani storici è rappresentato soprattutto dalla presenza delle automobili, sia in sosta che in transito, ed è su questo punto che andrebbe rivolta principalmente l’attenzione. Il ripensamento della viabilità non può certo limitarsi alla rimozione e allo spostamento della statua della Madonnina, peraltro ormai parte integrante dell’immagine della piazza, che il progetto attuale prevede di traslare a ridosso della chiesa. Si tratterebbe di un’azione senz’altro inefficace ai fini della viabilità e, probabilmente, anche dannosa ai fini della condivisione collettiva del progetto, vista l’affezione che ormai i cittadini nutrono nei confronti di questo elemento.

Se l’Amministrazione, facendo tesoro del proficuo e stimolante confronto in atto con la cittadinanza e gli uffici preposti, arriverà a revisionare il progetto in modo condiviso, riuscirà a restituire  a questo spazio urbano, cuore di Città Giardino Aniene, la dignità e il rispetto che esso merita.

Arch. Alessandro Galassi

Arch. Biancamaria Rizzo

Immagine

La partecipazione al tempo del covid. Bella, faticosa e necessaria. Intervista a Riccardo Corbucci

25 Feb

Sono tornate in primo piano le questioni riguardanti la partecipazione alle attività municipali, specialmente con le vicende riguardanti la pedonalizzazione di Piazza Sempione, opera della giunta, con il consiglio ufficialmente all’oscuro fino a poco fa e i cittadini di Città Giardino che sono stati informati dai giornali. Il regolamento municipale attualmente in vigore, fu licenziato quando presidente del Consiglio era Riccardo Corbucci – ora dirigente romano del Pd – e ha regolamentato in maniera chiara la partecipazione degli amministrati.

Corbucci lei che ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio del III Municipio e di assessore alla trasparenza e alla partecipazione, cosa mi dice delle polemiche di questa ore, sollevate da alcuni comitati, circa la trasparenza e la partecipazione dei cittadini alle sedute delle commissioni consiliari?

Era il 1 aprile del 2014 e fummo il primo Municipio di Roma ad approvare un regolamento municipale che consente ai cittadini di portare in discussione atti di iniziativa popolare, sostenuti da almeno 500 firme di residenti sui quali il consiglio ha l’obbligo di esprimersi. Inoltre prima che arrivassero gli streaming istituzionali siamo stati i primi ad aprire le commissioni e i consigli agli interventi dei cittadini e a mandare online le registrazioni. In III Municipio siamo stati dei pionieri della partecipazione e della trasparenza, grazie alla volontà unitaria di tutte le forze politiche. È un processo che è cominciato con il Presidente Cristiano Bonelli (Pdl), ha avuto il suo apice con il suo successore Paolo Emilio Marchionne (Pd) ed è continuato anche con la Presidente Roberta Capoccioni (M5S). Per questo mi preoccupa, che in conseguenza delle restrizioni legate al Covid, possano permanere troppo a lungo limitazioni alla partecipazione dei cittadini alla vita delle Istituzioni.

Sembra che oggi siano i presidenti delle singole commissioni a decidere chi possa o meno partecipare e intervenire alle stesse, in base al criterio che possano partecipare soltanto “enti portatori di interessi diffusi”. Lo trova giusto?

Credo che questa decisione sia stata assunta in via emergenziale a causa del Covid, che ha impedito al consiglio e alle commissioni di riunirsi in presenza. In tutti questi anni le commissioni sono sempre state aperte a tutti. Poi ovviamente è giusto che sia data priorità agli interventi di soggetti che sono stai invitati e che hanno una qualche ragione per farlo. Tuttavia tutti dovrebbero poter partecipare. Anche perché potenzialmente tutti i residenti interessati da un progetto hanno potenzialmente il diritto di poter esprimere la propria opinione. Alcune volte come municipio abbiamo persino promosso dei referendum per scegliere insieme ai residenti le decisioni da assumere. Personalmente sono favorevole ad una partecipazione spinta, che seppur faticosa alla fine conduce alla condivisione delle scelte e riduce di molto il conflitto. Ricordo il primo bilancio partecipato che ho promosso da assessore con i comitati di quartiere, le associazioni, la cooperazione sociale, i centri anziani e le scuole del nostro territorio. Fu un’esperienza straordinaria e alla fine del percorso partecipato quel bilancio, frutto di scelte concertate con la cittadinanza attiva, lo sostennero tutte le forze politiche. Quando la partecipazione è spinta, c’è tanta trasparenza e questo migliora i rapporti fra i cittadini e le Istituzioni.

Cosa dovrebbe fare il III Municipio allora?

Mi appello al Presidente del consiglio municipale Yuri Bugli, persona seria e preparata che conosco da vent’anni, affinché si faccia un regolamento transitorio della partecipazione, che consenta ai cittadini interessati di poter ascoltare e partecipare alle commissioni. C’è già troppa distanza fra politica e cittadinanza per far sì che questo maledetto virus la ampli. Sono cose che si stanno facendo anche in altri comuni più piccoli. Non sappiamo quanto durerà ancora l’emergenza, ma è importante mantenere uno standard elevato di partecipazione. Sono stato consigliere municipale per molti anni e sono assolutamente convinto che anche i consiglieri di questa consiliatura abbiano piacere di parlare e decidere insieme ai cittadini. Nessuna persona che faccia politica per passione trae soddisfazione dallo starsene a casa propria davanti ad uno schermo a parlare soltanto con altri eletti delle Istituzioni. Si tratta semplicemente di trovare un giusto compromesso fra partecipazione e organizzazione, con regole certe comunicate a tutta la cittadinanza.

LM

Il progetto di piazza Sempione del presidente Caudo e la posizione del Pd locale – di Luciana Miocchi

8 Feb

Non si può dire che la progettazione della nuova Piazza Sempione non abbia smosso le acque ferme della politica locale. Se ad agitarle sono le forze di minoranza è più che normale, sarebbe strano il contrario. Mentre una richiesta di partecipazione da parte del Pd, che detiene la maggioranza relativa del governo di Montesacro non può che essere letta come un messaggio contraddittorio. L’astensione dal voto sulla mozione presentata dai consiglieri Petrella e Evangelisti, rispettivamente Fdi e FI, con cui si chiedeva di dar seguito ad un iter partecipativo è un’azione che genera delle domande. Domande poste a Filippo Maria Laguzzi, segretario del PD del III Municipio e consigliere dello stesso, nonchè presidente della Commissione Commercio.

Perché il pd si è astenuto sulla mozione presentata da fdi. Perché l’ha presentata l’opposizione? Non è lo stesso modus operandi dei grillini e delle giunte che li hanno preceduti?
Bisogna ricostruire cosa è avvenuto per poter spiegare la nostra decisione. La scelta del Presidente del municipio di lanciare la notizia su Repubblica, magari per vedere l’effetto che produceva, non appartiene alla nostra cultura politica. Partiamo quindi da un assunto vero e certo: è stato commesso un errore grave nel metodo e che ha generato incomprensioni con i cittadini. Il Pd municipale ha subito cercato di correggere il tiro aprendo una discussione pubblica sul progetto su Zoom insieme all’assessore Francesco Pieroni e ai consiglieri municipali. Abbiamo voluto dare una risposta immediata alle giuste critiche dei cittadini che si lamentavano dell’assenza di un percorso partecipativo. In quell’assemblea abbiamo tracciato e condiviso il percorso con i cittadini presenti, che fin dal giorno seguente ha previsto una prima convocazione congiunta delle due commissioni consiliari più strettamente competenti, ovvero Urbanistica e LL.PP. Inoltre, per completare il quadro di partenza del processo partecipativo, abbiamo voluto raccogliere tutte le indicazioni emerse dall’assemblea pubblica e dalla prima convocazione congiunta delle commissioni consiliari per poter redigere una mozione di maggioranza che mi vede tra i firmatari, che descrive e rafforza anche nel merito il processo partecipato che abbiamo voluto iniziare. Anche questo passaggio è stato concordato all’interno dell’assemblea che abbiamo indetto, siamo stati solo coerenti. Le opposizioni ovviamente fanno il loro lavoro, ma spetta alla maggioranza, dopo aver ascoltato i cittadini, indicare le modifiche al progetto.


Il Pd municipale si sente figliastro rispetto alle liste civiche di Caudo?
La paternità o la maternità, anche in ambito politico, non sono e non devono essere frutto di processi estemporanei. Noi abbiamo una storia politica importante sul territorio municipale che va rispettata per quello che abbiamo saputo esprimere e che esprimeremo nel tempo, non solo nei contenuti, ma anche nei termini di consenso ricevuto. Sono piuttosto preoccupato invece per quegli esponenti politici municipali, figli di sintesi politiche astratte e costruite in laboratorio, che assistono in modo silente alla conduzione del governo del territorio al di là dell’incarico che rivestono. Bisognerebbe chiedere loro se conoscono i propri “genitori” politici e soprattutto se rispondono in qualche modo anche alla volontà dei cittadini.

Siete il partito di maggioranza relativa e avete un solo assessore e poi diciamolo, non è che per l’opinione pubblica avete fatto una gran bella figura a non sapere cosa stava facendo la giunta in merito alla piazza su cui si affaccia il municipio. Manco foste all’opposizione.
Nella domanda che mi pone, c’è già una parte della risposta. Come PD, nonostante il risultato elettorale e il numero di consiglieri municipali eletti in consiglio, abbiamo un solo assessore all’interno della giunta municipale. Sono l’unico esponente del PD, anche molto prima di rivestire il ruolo di segretario municipale, che ha chiaramente espresso al Presidente Caudo tutte le mie perplessità per l’evidente squilibrio presente all’interno della giunta municipale. Uno squilibrio che non rispetta il risultato elettorale, che non tiene conto della rappresentativa nel territorio e che col tempo è diventato persino ridicolo, visto che ci sono assessori che rappresentano forze politiche che non si sono presentate alle elezioni e che usano impropriamente il consenso ottenuto da cittadini che hanno scelto il Partito Democratico. Questo distacco con il territorio si vede chiaramente in molti dibattiti surreali sui social. Per questa ragione, come segretario democratico, in autunno avevo già chiesto al Presidente un cambio di marcia nell’interesse del territorio che governiamo.
All’assemblea su Zoom l’assessore Pieroni si è assunto una parte della responsabilità sulla mancata condivisione del progetto di Piazza Sempione.
Credo sia davvero ingeneroso gettare la croce addosso all’unico assessore che abbiamo noi in giunta e che peraltro sta facendo benissimo. Di 14 progetti di riqualificazione del territorio stanziati nel corso del 2020, il nostro assessore Pieroni ne ha seguiti 12, gli altri 2 sono stati ad appannaggio dell’assessore Sampaolo – Piazza Conca D’oro – e Caudo – Piazza Sempione. Sono i due dove i cittadini ci stanno chiedendo delle modifiche e noi siamo convinti che vadano ascoltati.
Luciana Miocchi

Immagine

Sporcare è facile, pulire è difficile. La discarica verrà rimossa, con la collaborazione delle diverse parti coinvolte – di Luciana Miocchi

31 Gen

Chiariti i motivi per cui ripulire la discarica e chiudere l’accesso in via di Fornace Vignolo, confini del III Municipio a Castel Giubileo, è tanto complicato. La strada scorre nel territorio di due Municipi, il III e il XV ma sull’elenco ufficiale delle strade del III Municipio, non figurava. Un’omissione risalente indietro nel tempo, tanto non poter praticamente risalire a quando è stato commesso l’errore. Le ricerche però, hanno portato ad accertare che la via è senza ombra di dubbio in carico Anas, motivo per cui la competenza a ripulirla non è di Ama. E a chiuderne l’accesso non possono essere nè il Municipio nè il Dipartimento. In più, una parte del terreno su cui è sorta la discarica di ogni tipo di immondizia, è privato. Oltre le complicanze dovute alla natura di rifiuto speciale – quale è la classificazione di elettrodomestici, calcinacci, copertoni e affini – che ne impongono lo smaltimento con una procedura particolare.

L’assessore ai LLPP del III, con delega all’ambiente Franscesco Pieroni ha annunciato la raggiunta intesa con Anas, proprietà privata e nucleo ambientale che si coordineranno per la messa in sicurezza del tratto di strada, la ripulitura dai rifiuti e la successiva chiusura degli accessi. I lavori partiranno a breve, il tempo di risolvere gli ultimi adempimenti burocratrici

Luciana Miocchi

Immagine

Scarica l’ultimo numero della Voce del Municipio. E’ gratis

5 Gen

Quasi un anno di Emergenza Covid: non c’è aspetto delle nostre vite che non ne sia rimasto influenzato. Dalle feste, alla scuola, ai viaggi che non ci sono stati ma si sognano, alla cultura, al lavoro. Continuiamo imperterriti a scrivere La Voce del Municipio, tra mille difficoltà, per passione, per tigna, per darla vinta al Virus. Voi continuate a leggerci.

Hanno scritto per voi – in rigoroso ordine alfabetico: Luciana Miocchi, Raffaella Paolessi, Alessandro Pino, Eleonora Sandro, Matteo Severi.

LM

Immagine

Tra Tevere e Gra una discarica abusiva difficile da rimuovere

30 Dic
particolare del carico di copertoni usati scaricati in via Fornace Vignolo

In quel posto sono anni che periodicamente vengono scaricati illecitamente rifiuti di ogni tipo. Nonostante le moltissime segnalazioni, non cambia mai nulla. Elettrodomestici usati, avanzi di soffitte ripulite, calcinacci e, ora, anche copertoni. Sembrerebbe un lembo di terra di nessuno, una via che parte dal tratto di raccordo sopra la diga di Castel Giubileo, ormai declassata a traffico locale e finisce non si sa bene dove, non si sa bene di chi, con uno slargo. Fuori mano, fuori sguardi indiscreti se non quelli di sfuggita degli automobilisti in transito o dei residenti, con uno slargo che permette il parcheggio di vari mezzi, non illuminato. Insomma, con tutti gli ingredienti giusti per trasformarlo nello scenario perfetto dove buttare ogni tipo di rifiuto speciale. La via ha un nome, Via Fornace Vignolo e parte dal territorio di Castel Giubileo, quindi III Municipio, anche se ai confini con il XV. Anni addietro l’area era stata resta impraticabile con l’apposizione di alcuni new jersey di cemento, poi rimossi. Da ricerche autonome svolte da un privato, lo slargo dovrebbe essere di proprietà privata. Da tempo, nonostante le richieste, non si riesce a sapere di chi è la competenza amministrativa – spesso nelle zone a confine ci sono delle compenetrazioni anche se vi è un confine naturale, come un argine di fiume – nel rimuovere o anche segnalare ai competenti uffici che hanno una qualche giurisdizione sul bacino del Tevere, probabilmente ciò è dovuto anche al fatto che rimuovere quei rifiuti non è affatto semplice, non basta Ama che passa con degli operai e un furgone, come quando c’è da raccogliere le buste di immondizia che strabordano dai cassonetti. Ogni rifiuto speciale – quale è la classificazione di elettrodomestici, calcinacci, copertoni e affini – deve essere inviato in una discarica con l’autorizzazione apposita e non esiste ufficio pubblico che si accolli una spesa del genere se non strettamente competente.

Qualche giorno prima delle feste natalizie è stato interessato l’assessorato all’ambiente del III Municipio, in virtù dell’appartenenza dell’abitato di Castel Giubileo al territorio amministrato da Montesacro. Questa è la risposta dell’assessore Francesco Pieroni, dopo aver fatto i necessari riscontri: ” nei giorni scorsi ci è stata segnalata una imponente discarica in via fornace Vignolo, cui si accede dalla complanare del raccordo all’altezza della diga di Castel Giubileo direzione Labaro. Da quanto abbiamo potuto appurare si tratta di un’area appartenente al municipio XV, lungo una strada di competenza di Anas. Ad ogni buon conto abbiamo provveduto a fare segnalazione al Municipio XV.” Dalla presidenza di Piazza Sempione è comunque partita una segnalazione al Dipartimento ambiente del Comune di Roma, insieme ad un impegno per fare tutto il possibile per rimuovere almeno i copertoni, come la richiesta alla polizia locale di una relazione da allegare alla segnalazione per danno ambientale alla Procura della Repubblica. La palla quindi, torna in campo, tra Municipio XV e Anas. Resta una discarica abusiva, pericolosa dal punto di vista ambientale per il tipo di rifiuto e per la particolare area in cui si trova, vicino alle sponde del Tevere e ad alcune pozze ricche di biodiversità. Non resta che sperare in una qualche indagine della Procura scaturente dalle segnalazioni. E che qualcuno paghi per i reati ambientali commessi.

Luciana Miocchi

Immagine

Finalmente è arrivata la fontanella nell’area cani del parco Nobile a Settebagni – di Luciana Miocchi

29 Dic

È stata istallata la fontanella a servizio dell’area cani nel parco Umberto Nobile a Settebagni, per la quale si sono resi necessari i lavori di allacciamento alla rete idrica che furono realizzati in primavera. Il “nasone” fa parte del gruppo dei nuovi tredici programmati e voluti dal III Municipio.

Ora l’area cani, utilizzatissima, puó definirsi attrezzata. La mancanza di acqua corrente, infatti, si poneva come punto di maggior frizione tra alcuni conduttori dei cani e il resto dei fruitori del parco, perché i primi solevano condurre i propri animali fuori dall’area dedicata, per utilizzare la fontana che si trova nel pieno dell’area giochi, fatto questo non consentito dal regolamento delle aree verdi, parchi e giardini del Comune di Roma. Si attende ora il rinnovo della segnaletica apposita, come richiesto varie volte dal CdQ, per porre fine definitivamente alla diatriba con chi ignora i divieti perché non ne trova traccia sul posto.

Luciana Miocchi

Immagine

Distribuiti panettoni e coperte dell’iniziativa “una coperta per Natale” – di Luciana Miocchi

22 Dic

Nella notte tra il 21 e il 22 dicembre la terza edizione dell’iniziativa “una coperta per Natale” – nata da un’idea di Manuel Bartolomeo, già consigliere del III Municipio – è giunta a termine, consegnando, tramite i volontari della “Protezione Civile Soccorso Roma” e di altri cittadini coinvolti nell’organizzazione, coperte e panettoni raccolti presso il punto di incontro, quest’anno fissato presso l’attività di ristorazione “Semplice” di via A. Bettini a Monte Sacro, agli homeless incontrati a Borgo Pio, alla Stazione Ostiense, a Termini, a piazza San Giovanni e a San Pietro. Quest’anno le cose sono state complicate anche dalle restrizioni imposte dal Covid ma nonostante ciò, adottando tutte le misure idonee di protezione e di distanziamento, l’operazione è giunta a compimento in grande serenità. Le coperte raccolte, moltissime nuove, sono state sanificate e quelle che non potevano essere distribuite alle persone per i più disparati motivi, sono state destinate al rifugio “Code Felici” di via di Settebagni, a cui verranno consegnate nei prossimi giorni. Dice Bartolomeo «ci tengo a fare un ringraziamento speciale a chi ha contribuito fattivamente alla realizzazione di questa tre giorni di solidarietà».

LM

Immagine

Una bella iniziativa giunta al secondo anno: doni ai bimbi ricoverati a Natale – di Luciana Miocchi

14 Dic

La forza e la costanza di una mamma del III Municipio, sempre in prima linea nell’organizzare iniziative a favore dei bambini in difficoltà, porta anche quest’anno doni ai piccoli ricoverati dell’Umberto I e a una casa famiglia del Municipio.

Dice Ilaria Tamantini: «Anche quest’anno, nonostante la pandemia da covid-19,sono riuscita a trovare un accordo con dei reparti ospedalieri del policlinico Umberto primo di Roma, con la sede distaccata di neuropsichiatria infantile sita in via dei sabelli e con una casa famiglia sita a Montesacro che si occupa anche dei bambini di Scampia, per la distribuzione di doni per i bambini ricoverati per Natale. La mia iniziativa nasce dall’esperienza personale di tanti ricoveri avuti per mio figlio, durante i quali è cresciuta in me la volontà di regalare un momento di magia ai piccoli guerrieri e donare loro un sorriso. Mi occupo regolarmente di famiglie con bambini speciali, a cui, tramite un pool di avvocati che hanno messo a disposizione la propria professionalità, offriamo supporto legale gratuito per far rispettare alle istituzioni i loro diritti, troppo spesso calpestati. Ma torniamo al Natale. Chi volesse aderire può acquistare un dono(Babbo Natale fabbrica regali con l’aiuto dei suoi elfi! Quindi il prodotto deve essere nuovo; sono ben accetti giochi di società, peluche, libri, puzzle, bambole, costruzioni morbide e tutto ciò che la vostra fantasia propone! Una volta acquistato il dono potete incartare il regalo scrivendo sopra di cosa si tratta (in piccolo) oppure chiudere con carta trasparente e un bel fiocco (questo mi aiuterà nella distribuzione).

Questi doni devono essere consegnati direttamente a me entro il 19 dicembre 2020, in modo che possa poi portarli a destinazione il 21 dicembre. Potete contattarmi al numero 3294833484 per concordare la consegna. Ovviamente sarete aggiornati passo passo sulle date e sulle modalità di distribuzione».

Luciana Miocchi

Immagine

Il Cdq Settebagni recupera una panchina al Parco Nobile scegliendo di lanciare un messaggio sociale – di Luciana Miocchi

29 Nov

Domenica 29 novembre, armati di buona volontà e sperando nella clemenza del tempo, dopo aver chiesto le autorizzazioni del caso – ebbene si, anche per fare interventi di manutenzione con il volontariato, serve – un gruppo di volontari del Cdq Settebagni ha recuperato una panchina completamente distrutta nel primo emisfero del vialetto del parco Nobile, cogliendo l’occasione per dedicarla alla sensibilizzazione per la lotta alla violenza sulle donne, la cui giornata è caduta il 25 novembre.

La preparazione del lavoro è iniziato qualche giorno prima, con la pittura delle stecche ricevute, per interessamento dell’assessore municipale Francesco Pieroni, dal servizio giardini del III Municipio. Portate poi sul posto, si è trattato di rimuvere ciò che rimaneva delle stecche marcite dagli anni trascorsi e collocare in posizione quelle nuove, in un gioco ad incastro tenuto insieme dai fianchi di ghisa e dai bulloni e dai tiranti, reso possibile solo dal lavoro di squadra e..dalle mascherine. Si perchè a complicare il tutto, le misure di contenimento del Covid che hanno costretto i partecipanti a diverse acrobazie per non ritrovarsi troppo spalla a spalla.

LM

Immagine

La Voce del Municipio – numero di novembre 2020

13 Nov

Ci scusiamo per il ritardo ma stiamo ancora facendo il rodaggio su alcuni punti che ci hanno portato ad occuparci di tutto, non più solo la ricerca delle notizie e la redazione degli articoli con l’impaginazione ma anche grafica e stile. Con l’obiettivo di fare sempre meglio, in questo numero potete trovare: uno speciale su Gigi Proietti e le prime iniziative prese in suo ricordo, alcune spontanee altre istituzionali; la pagina della politica locale con una novità circa il presidente del III Municipio Giovanni Caudo che vuole tentare la scalata al Campidoglio e ha deciso che.. (leggete a pag. 4!) e il ritorno a destra dopo un soggiorno lampo in Italia Viva dell’ex consigliere FdI Emiliano Bono; la pagina della Cultura con una iniziativa on line per visite fantastiche e un reportage sulla rappresentazione di un momento storico che ha visto il territorio protagonista…piu di mille anni fa

Buona lettura!

scarica qui è gratis:

Immagine

Aperto da oggi, nella zona industriale di Monterotondo il drive-in per la diagnosi del covid – di Luciana Miocchi

20 Ott

È aperto e operativo da questa mattina il punto drive-in di somministrazione esami rivelatori per il covid, sia rapidi che molecolari. Situato nella zona industriale, in via Galileo Galilei, sarà aperto dal lunedì al sabato, dalle ore 9:00 alle 20:00 , fino a esaurimento test diagnostici.

E’ necessario portare con se la prescrizione medica. Si ricorda che non si può scendere dalla macchina – impossibile l’accesso a piedi o in due ruote – ed è obbligatorio tenere la mascherina FI o a ordine diverso dei sanitari.

Luciana Miocchi

Settebagni: carambola con fuga e bus bloccati – di Luciana Miocchi

19 Set

Traffico bloccato questa mattina sulla via Salaria interna a Settebagni, una macchina con due – tre persone a bordo a detta dei primi testimoni, dopo aver urtato alcuni mezzi davanti al bar Silvestrini, ha terminato la sua corsa circa centocinquanta metri dopo, appena dopo il bar il Glicine, travolgendo un furgone delle Poste e danneggiando un autoveicolo, regolarmente parcheggiati.

Subito dopo l’impatto, i passeggeri dell’auto investitrice, risultata assicurata a un primo controllo con la app apposita, dapprima hanno tentato di salire sullo 039 sopraggiunto nel frattempo ma poi bloccato dalla stessa auto rimasta di traverso, poi si sono allontanati senza dare spiegazione alcuna. Poco dopo sono stati rintracciati dai carabinieri nei pressi di via Piombino.

Anche un bus della linea 135 diretto al capolinea si è dovuto arrestare e il conducente, dopo aver rinvenuto uno spazio sufficiente, ha potuto parcheggiare il mezzo, nel tentativo di liberare la strada almeno per i mezzi di soccorso.

I rilievi da parte della polizia locali sono andati avanti per diverso tempo. Al momento rimangono sconosciuti i motivi per cui conducente e trasportati dell’auto che ha provocato l’incidente si siano allontanati dalla scena, nonostante l’evidenza della responsabilità e la fila delle auto che andava allungandosi sempre più.

Luciana Miocchi

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Immagine

Caso Italia Viva-Bono-Novelli: salta la riunione di maggioranza. Pd furioso, IV pure – di Luciana Miocchi

11 Set

Il Presidente del Municipio Caudo deve disattivare la miccia del possibile terremoto politico in seno alla sua maggioranza. IV e Pd non se le mandano a dire. Prova di muscoli in vista della scelta dei candidati alle prossime elezioni? 

Continua a far rumore il caso di Mario Novelli, ex capogruppo M5S in seno al consiglio municipale e di Emiliano Bono, ex consigliere di Fdi, da sempre nel centro destra, passati a Italia Viva. Come già rilevato, il Pd, soprattutto a livello municipale, non ha digerito il passaggio del cons pentastellato, considerato da sempre vicino alle idee più conservatrici e del noto esponente della destra, per altro già in consiglio con il Pdl, quota An, nella consiliatura Bonelli. Nei giorni scorsi si erano già visti i comunicati di dissenso da parte del partito democratico e di Leu, in reazione all’annuncio dell’assessore Leoncini, ex Pd passata poi a Italia Viva e a quello dei responsabili locali di IV. A breve giro  era seguito poi il comunicato di risposta, dai toni altrettanto fermi, di Iv, al momento forza alleata della maggioranza: « Al Pd e Leu del III Municipio che attraverso un post su Fb accusano di operazione trasformistica chi ha fatto scelta in totale libertà di aderire a una forza politica alleata con cui si governa insieme a livello nazionale, regionale e municipale, rispondiamo che forse si confondono con chi come loro sta lavorando a consegnare Roma alla Raggi fingendo di fare opposizione in Campidoglio. In III Municipio grazie a Italia Viva si allarga la maggioranza dell’ottimo presidente Caudo che abbiamo incontrato e con cui c’è un clima di condivisione politica e di reciproca stima. Caudo potrà contare ancor di più sul nostro supporto rispetto a forze politiche come il Pd III Municipio e ai relativi giochi di potere: sono solo assetati di poltrone in nome di questa bramosia hanno già rischiato nei mesi scorsi di far cadere la migliore amministrazione della Capitale. Non si costruisce con queste premesse un futuro insieme per Roma e per il III Municipio». Più che un comunicato di un alleato, quasi una dichiarazione di guerra, in politichese. In tutto ciò, sembra passare in secondo piano il fatto che il Movimento Cinque stelle abbia perso un rappresentante in Municipio, a favore dell’attuale maggioranza. Sempre se tiene, questa maggioranza. E’ di stamattina, infatti, un ulteriore nota del segretario del Pd del III e consigliere, Filippo Maria Laguzzi, dal tono molto critico nei confronti del Presidente Caudo. Questo un estratto: «Chiunque oggi avalli, anche con il proprio silenzio, questa deriva fascio-grillina proposta da Italia viva, sta compromettendo un percorso importante e valoriale che il centro sinistra ha voluto costruire in questo municipio e che vogliamo riproporre a Roma. Chiedo quindi nuovamente al presidente Giovanni Caudo di non avallare tale trasformismo politico e nell’interesse della comunità che amministra e tenendo conto dell’autonomia e della responsabilità del suo ruollo, di provvedere ad una rimodulazione della propria giunta municipale in conformità con il voto espresso dai cittadini due anni fa».  Nel frattempo, la riunione di maggioranza che si doveva tenere questo pomeriggio è stata annullata. Se queste sono le premesse sulla carta, il presidente Caudo ha una bella gatta da pelare, a pochi mesi dalle prossime elezioni.

Luciana Miocchi

 

Immagine

(Roma) Cronache frizzanti di fine estate in III Municipio: passano a Italia Viva il capogruppo municipale dei 5 Stelle e un ex consigliere di centro destra

5 Set
Mario Novelli (ormai ex capogruppo Cinque stelle in consiglio municipale) Francesca Leoncini (assessore al commercio, Italia Viva) Emiliano Bono (ex consigliere municipale Fratelli d’Italia)

Una notiziola che sarebbe potuta passare sottovoce, senza conseguenze per nessuno, in un inizio week end di fine estate, con i romani alle prese con i rimpianti estivi, con lo spettro del ritorno del lock down, con le scuole che forse iniziano forse no. E invece, ecco servito quel guizzo frizzante che può agitare le acque politiche del III Municipio e chissà forse anche più su, in Comune, con le elezioni per il rinnovo del Campidoglio e dei Municipi oramai a un tiro di schioppo.

Due piccioni con una fava. Francesca Leoncini, attuale assessore al commercio del parlamentino di Montesacro ha dato notizia, con un caloroso comunicato, dell’avvenuto passaggio a Italia Viva di Mario Novelli, capogruppo in consiglio municipale fino a ieri dei Cinque stelle – che ora si trovano ridimensionati a soli due consiglieri – e di Emiliano Bono, fino alla caduta della giunta Capoccioni capogruppo Fratelli d’Italia e poi scomparso dalla scena politica dopo la sua misteriosa fuoriuscita dal partito e un velocissimo passaggio verso la lega.

Del consigliere Novelli erano molti a sospettare un prossimo passaggio ad altra compagine politica – anche se c’era chi era pronto a scommettere più su una espressione di centro destra – essendo questo che sta esaurendosi il suo secondo mandato, pur se da più parti nell’ambiente pentastellato si è cercato di proporre una clausola per i mandati non portati a termine e quindi la questione è quanto meno controversa. La sua decisione è stata criticata più che altro dai cinque stelle puristi, che non ammettono il cambio di casacca, pur sapendo che nell’ordinamento italiano non esiste il vincolo di mandato. Molto duro sulla sua pagina social l’ex assessore al commercio del III, Simone Proietti, che ribadisce cosi il suo pensiero: “Potrei dire come molti di essere sorpreso o amareggiato ma invece dico che è meglio così. Via le mele marce dal m5s. Doveva dimettersi per coerenza, qualsiasi motivo avesse di dissenso. É stato eletto con voti del m5s e ora è con Renzi. Dovrebbe chiedere scusa a tutti i cittadini che lo hanno votato e dato la preferenza”.

Il Caso Bono

Il nuovo acquisto di Italia Viva che ha sollevato il polverone però è Emiliano Bono, proprio per il suo trascorso politico sempre nelle file del centro destra. Immediati i meme su quanto l’Italia Viva di Renzi possa essere di destra, viste le new entry. Il diretto interessato però, forte dell’esperienza maturata in più di un decennio non si è sottratto alle domande postegli in quella che è la prima intervista del suo nuovo percorso, neppure quando gli si è chiesto conto della prima gaffe, commessa quando forse nemmeno immaginava dove la corrente lo avrebbe portato

le emoticon di apprezzamento per Italia Viva del neo acquisto di IV Emiliano Bono

Ci sono cose che non si possono proprio nascondere, come gli anni di militanza e le consiliature tra le fila del Pdl prima e FdI poi. Emiliano Bono, scusi, ma non era di destra, lei? Certo e mi sono spaccato per tirare su Fdi in III municipio ma poi le strade si sono separate e ho scelto di iniziare con loro (Italia Viva, ndr) ma senza velleità di candidatura. Lavorerò su Roma e sul Municipio.

Se era di destra come è finito con Renzi? Sicuramente non sarei mai andato al Pd. Ma con Renzi e Italia Viva è un’area più riformista, dove chiaramente alcune cose ancora non sono vicinissime ma sicuramente c’è tanto entusiasmo e voglia di lavorare e creare qualcosa di valido a Roma.

Quindi passa sopra al fatto che comunque Renzi è di sinistra e Italia Viva ha una politica in fatto di accoglienza, di famiglie non tradizionali e di genere diversa da quello che lei ha sempre proclamato. Quando ha cominciato a pensare di cambiare? Il mio avvicinarmi a Italia Viva è nato anche con un rapporto che si era creato con Francesca (Leoncini, attuale assessore al commercio nella giunta Caudo, ndr) nei due anni di opposizione (la consiliatura Capoccioni, finita con un sfiducia votata in consiglio, due anni fa, ndr) . C’è stato un avvicinamento non tanto tempo fa, direi durante queste vacanze estive: ci siamo incontrati, parlati, sentiti ed è nata questa volontà soprattutto perché ho trovato la voglia di far crescere questo partito, sia a livello municipale ma soprattutto anche  a livello romano. Ho incontrato, come ha visto dalle foto, il deputato Nobili e i coordinatori romani. Ho voluto sposare questo nuovo percorso totalmente diverso, come continuavo a dire, da quello che ho avuto nel mio passato di centro destra, che ho sposato nonostante alcune idee che sicuramente abbiamo  differenti perchè non è che dall’oggi al domani cambio,  però devo dire, come capita un po’ nella vita di ognuno, anche nel momento in cui ti sposi, si decide di sposare una donna, o un uomo, ci si prende tutto il pacchetto, con le cose che ci piacciono e quelle che ci piacciono meno. Con la speranza che pian piano ci si lavora e si trova anche un punto di incontro. Mi è piaciuta più che la parte progressista, soprattutto la parte riformista e la volontà di crescere. E stato anche importante l’amico Mario Novelli che ha deciso di seguirmi e di creare quindi evidentemente da subito anche un gruppo politico, oltre che con l’assessore (Leoncini, ndr) anche all’interno del consiglio, cosa in cui credo tantissimo.

Per il post del 22 luglio su Nobili e la Boschi (vedi immagine sopra), vuole dichiarare qualcosa? Se l’ho scritto, l’ho scritto..In dieci quindici anni di centro destra non ho attaccato solo Nobili , ho attaccato chiunque , Renzi, Caudo , Zingaretti. Ho attaccato e sono stato attaccato. Poi ho fatto una scelta. Quello è un post forte, dove ho dichiarato le mie perplessità in merito a quella gita in barca senza mascherina e senza nulla. Sta di fatto che ieri, alla camera, se vede, la foto me la so fatta con la mascherina e oggi uguale. Per cui, ho le mie idee su cose fatte, il passato è passato: sono stato eletto consigliere, capogruppo fdi, so stato pdl, ho dato una simpatia alla lega un paio di anni fa poi non sono passato per una mia scelta, fa parte del gioco della politica. Tengo a precisare una cosa in merito a quel post: ho semplicemente condiviso il post di qualcuno, e non mi sto giustificando ma stiamo parlando di una realtà dove Pd e Cinque stelle governano insieme e se ne sono dette di cotte e di crude. Io ho fatto un post penso che pesi molto ma molto poco, stiamo parlando di Pd e Cinque Stelle. Un ultima cosa, tengo a ringraziare con pensiero affettuoso tutte le persone con cui ho condiviso vittorie e crescita di una formazione politica appartenente al Centrodestra Romano e Nazionale, ringranziandoli tutti, nessuno escluso, per i tanti insegnamenti ricevuti ma da oggi penso solo al futuro e a far crescere IV.

C’è chi chiede la testa della Leoncini al Presidente Caudo

Comunque la si pensi in merito a questa campagna acquisti di fine estate, cosa che è sempre successa e succederà, questa volta Pd e LEU, nella compagine di maggioranza in Municipio, non l’hanno presa proprio bene, nonostante l’aggiunta di un consigliere che va a rinforzarla. Questo che segue è il comunicato congiunto, diffuso dall’agenzia DIRE nel tardo pomeriggio del 4 settembre: “Oggi in III Municipio e` avvenuto il passaggio del consigliere Mario Novelli dal M5S a Italia Viva, un partito che nel nostro territorio non ha mai preso un voto. Italia Viva starebbe inoltre facendo operazioni di acquisto di esponenti politici di destra del municipio, persino di fratelli d`italia. Quando nei mesi scorsi una assessora municipale aveva fatto lo stesso salto trasformistico in IV, per senso di responsabilita` e per far proseguire l`importante lavoro della giunta, come coalizione di centrosinistra del Municipio Roma III abbiamo deciso di non porre subito la questione della sua permanenza in giunta. Ma ormai da tempo, a tutti i livelli, Italia Viva mira alla destabilizzazione di ogni esperienza di centrosinistra. Non possiamo permettere che cio` accada anche in III Municipio. Per questo, vista la qualita` della manovra trasformistica in corso, non permetteremo che qualcuno provi a entrare in maggioranza nel tentativo di riciclarsi e chiediamo anche al Presidente Caudo di essere conseguente nei confronti della composizione della giunta, rimuovendo chi si e` prestato a questa operazione vergognosa”.Cosi` in un comunicato i capigruppo del Municipio Roma III del Partito Democratico, Christian Giorgio, e di Liberi e Uguali, Matteo Pietrosante. 

L’assessora passata a IV, fuoriuscendo dal Pd è Francesca Leoncini. La tempesta di fine estate è appena iniziata, il presidente Caudo avrà il suo da fare per mantenere la temperatura del Municipio entro i limiti di guardia.

Luciana Miocchi

Immagine

Con l’accordo ormai ufficiale tra Figc, Comune, Regione e agenzia nazionale per i beni confiscati, si apre una nuova era per il Salaria Sport Village. Nessuno dice se i residenti del quartiere e di quelli limitrofi potranno mai più accedervi – di Luciana Miocchi

25 Lug

Accordo tra Agenzia nazionale per i beni confiscati, Roma Capitale, FIGC e Regione Lazio.

Il Salaria Sport Village confiscato diverrà la casa delle nazionali del calcio. Abbonati e residenti sperano rimanga utilizzabile anche per i comuni cittadini ma al momento non v’è nessun cenno

Il 23 luglio c’è stato un sopralluogo al Salaria Sport Village, con il direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità Bruno Frattasi, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della FIGC Gabriele Gravina e alcuni funzionari di Roma Capitale e della Regione Lazio, in vista dell’assegnazione del centro sportivo, da parte dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata a Roma Capitale. In base a un protocollo già firmato, il Campidoglio e la Federazione Italiana Gioco Calcio porteranno avanti un progetto ambizioso per riqualificare il polo sportivo più grande d’Italia.Come riporta la nota Ansa, la Figc e Roma Capitale stanno lavorando per la realizzazione di un centro polivalente che possa ospitare la nuova “Casa delle Nazionali”: una sede tecnica destinata ad accogliere i raduni di alcune delle Nazionali azzurre, valorizzare tutte le strutture sportive esistenti grazie alla collaborazione con altre Federazioni e – per la prima volta in unico centro – realizzare un polo aperto a tutte le dimensioni sociali del calcio, in particolare quella della disabilità. È intenzionedella Federcalcio, infatti, farne sede della neocostituita Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale. Virginia Raggi sul suo profilo fb scrive: «A seguito di un protocollo già siglato con Figc lavoreremoa un progetto per creare una sede tecnica destinata a ospitare i ritiri di alcune delle Nazionali azzurre. L’intenzione è anche quella di valorizzare tutte le strutture esistenti all’interno del centro, con la collaborazione di altre Federazioni sportive. La Federcalcio, inoltre, ha manifestato la possibilità di farne sede della nuova Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale: sarebbe il primo esempio di un unico polo aperto a tutte le dimensioni sociali del calcio, in particolare quella della disabilità. Ho visitato la struttura insieme al direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità, Bruno Frattasi, e al presidente della Figc Gabriele Gravina. Il Salaria Sport Village sarà trasformato in un posto dedicato al gioco del calcio e allo sport come strumento di aggregazione e inclusione. Sarà un polo d’eccellenza dove poter praticare attività sportiva a tutti ilivelli». Nessun cenno sul destino degli abbonati che hanno visto sopendere l’attività né se la struttura, unica nelle vicinanze e capace di attrarre praticanti dai comuni limitrofi, rimarrà fruibile dai residenti oppure no. La questione è di grande importanza, per gli abitanti dei quartieri limitrofi, non essendovi altra struttura – e come sarebbe potuto essere altrimenti, il centro originario è li da quasi cinquant’anni – dove poter praticare tutta la varietà di sport offerti fino ad ora e a prezzi calmierati, essendo le più vicine strutture comunali a una decina di km di distanza. Il comitato di quartiere di Settebagni si è già attivato per segnalare la problematica legata allo sport, soprattutto per i più giovani, rappresentando il centro una grossa valvola di sfogo, anche e soprattutto per chi non voglia darsi soltanto al calcio, memore dei tempi in cui l’allora Banco di Roma era utilizzabile solo dagli impiegati dell’istituto di credito, dalle loro famiglie e da chi riusciva ad ottenere la qualifica di “ospite” e tutti gli altri dovevano sobbarcarsi trasferte poco agevoli anche solo per praticare il nuoto, ammirando da fuori la recinzione i tanti campi da tennis, ilpalazzetto del basket, i campi da calcio e da tennis, la pista di pattinaggio. Sarebbe tornare indietro nel tempo, quando la periferia brutta, sporca e cattiva veniva tenuta ai margini delle luci dell’eccellenza. Ma siamo nel XXI secolo, ormai. Il quartiere spontaneo sorto intorno al borgo campagnolo si è evoluto, sono arrivati i costruttori e i residenti hanno preso consapevolezza di essere cittadini al pari degli altri, che rivendicano e ottengono diritti e servizi. Il centro federale potrà essere una buona opportunità di lavoro e di crescita per la zona. Nessuno è intenzionato a guardarlo solo da fuori come nel tempo che fu. Luciana Miocchi

Immagine

Acquisito in via definitiva al patrimonio dello Stato il Salaria Sport Village. La vittoria di Davide contro Golia – di Luciana Miocchi

22 Lug

Confiscato definitivamente l’impianto sportivo del Salaria Sport Village per un valore di 145 mln di euro

OGNI TANTO VINCE DAVIDE

Il coordinatore romano del PD Corbucci: “ora il centro sportivo torni ai cittadini con tariffe pubbliche”

La vicenda politica e giudiziaria

La vicenda ha inizio ormai tanto tempo fa, tra l’inverno del 2008 e la primavera del 2009, quando un manipolo di cittadini e imprenditori di Castel Giubileo e Settebagni, sostenuti dall’associazione Italia Nostra cominciano a presentare esposti sull’enorme ampliamento del circolo sportivo Salaria Sport Village (ex Banco di Roma). Da Settebagni la questione approda rapidamente prima in III Municipio, dove a sostegno dei cittadini si schiera l’allora consigliere di opposizione dem Riccardo Corbucci e poi in Campidoglio quando Sindaco è Gianni Alemanno. Qui la battaglia politica e legale si amplia, coinvolgendo anche altri impianti sportivi della capitale, che come il Salaria utilizzano i poteri del commissario straordinario per i Mondiali di Nuoto 2009 per migliorare le proprie strutture, anche in deroga al piano regolatore e ai vincoli paesaggistici. Per diversi mesi il Governo a guida Berlusconi e il Comune di Roma si scontrano con i ricorsi presentati dai cittadini al tribunale amministrativo. Della querelle si occupano tutti i quotidiani, l’Espresso, le Iene, Report e Anno Zero, fino a quando Sabina Guzzanti non la porta sul grande schermo con il film “Draquila”. Nel 2010 arriva anche la Procura di Firenze che scoperchia il sistema “gelatinoso” sugli appalti dei grandi eventi.

I sequestri della struttura

Alla vigilia dei Mondiali di Nuoto 2009 il Salaria Sport Village subisce un primo sequestro preventivo, relativo ai presunti abusi edilizi riguardanti la parte del complesso interessata dal nuovo ampliamento. E’ un sequestro che non interrompe le attività del circolo e che sarà poi revocato in seguito alla sentenza che stabiliva come il Commissario straordinario avesse i poteri per consentire la costruzione delle opere eseguite anche in deroga alle normative urbanistiche. Tuttavia la vicenda è ormai nelle aule giudiziarie ed infatti nel 2014, la Gdf di Roma sequestra per la prima volta il Salaria Sport Village nella sua interezza, per evasione fiscale. Nel tempo il tribunale affida la gestione della struttura a diverse realtà, in modo da preservarne la funzionalità e l’interesse pubblico. Negli anni successivi arriva anche la confisca, poi confermata nei vari gradi di giudizio e divenuta definitiva a seguito della pronuncia della Suprema Corte di Cassazione. Per effetto del provvedimento di confisca, lo Stato ha definitivamente acquisito al suo patrimonio l’intero capitale della Società Sportiva romana Srl e il relativo compendio aziendale composto da una club house, un bar ristorante, un centro benessere, una palestra, uffici, foresterie, spogliatori, impianti sportivi tra cui due piscine olimpioniche, campi da calcio e calcetto, campi da tennis, terreni, aree verdi e parcheggi per un valore complessivo di oltre 145 milioni di euro.

Qui di seguito l’intervista a Riccardo Corbucci, il consigliere del III Municipio che all’epoca si espose in prima persona nel denunciare le possibili irregolarità di un ampliamento in area esondativa del circolo pre-esistente, oggi coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma.

Corbucci, si ricorda undici anni fa, quando tutto sembrava una piccola cosa quasi di paese, con un pedinamento casereccio per le vie di Settebagni, prontamente segnalato da alcuni residenti incuriositi da presenze estranee e mai viste all’interno del quartiere? Immaginava potesse finire così, con una confisca da 145 milioni di Euro?

Sono un romantico e un’inguaribile ottimista, e come scrisse proprio La Voce del Municipio ho sempre sperato che un giorno Davide potesse sconfiggere Golia. In questo caso Davide è stato incarnato da tanti cittadini, imprenditori, giornalisti e residenti del quartiere, oltre che dai magistrati che hanno fatto il loro dovere, che hanno restituito alla collettività uno degli impianti sportivi più belli e importanti di Roma. La confisca definitiva dell’impianto è solo l’ultimo atto di una battaglia politica e legale durata dieci anni ed iniziata nelle strade dei quartieri di Castel Giubileo e Settebagni insieme a persone che conoscevano la struttura delle origini e che più di tutti hanno sofferto della trasformazione dell’impianto e anche della cattiva pubblicità dovuta alla vicenda giudiziaria legata ai grandi eventi.

Però alla fine pedinavano lei.

Di quegli anni ricordo la grande solidarietà dei residenti, che si rendevano conto di quanto questa battaglia fosse difficile e che si trovavano in grande difficoltà, perché pur stando dalla parte giusta, conoscevano anche i protagonisti della vicenda. Quando venni pedinato con tanto di telecamera per le strade di Settebagni e diverse persone del quartiere mi avvertirono in tempo reale, consentendomi di fare subito denuncia e di interessare la stampa, compresi fino in fondo quanto quella battaglia fosse di tutti e che attraverso il mio ruolo di amministratore locale stavo semplicemente svolgendo una funzione a nome di un’intera comunità, che voleva soltanto si rispettassero i principi di legalità e giustizia.

Si è mai sentito solo ad affrontare i risvolti di questa vicenda?

Nel mondo politico a volte, si. Però ho avuto tanti compagni di viaggio che hanno sempre combattuto questa battaglia insieme a me. Sono persone con le quali sono rimasto legato e che forse non avrei avuto il piacere di conoscere se non sul campo di battaglia. La vittoria di oggi è la dimostrazione che non bisogna mai accettare l’arroganza del potere e che bisogna sempre stare dalla parte della legalità.

Benissimo, ora l’intero impianto è stato acquisito dallo Stato. Quale sarà il suo destino?

Non ho dubbi che il Salaria Sport Village debba tornare ad essere un impianto sportivo pubblico destinato prima di tutto a quei cittadini che nei quartieri di Castel Giubileo e Settebagni ci abitano e ci lavorano. Qualsiasi decisione dovesse prendere l’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati dovrà tenere conto di quanto prevede la sua istituzione, ovvero che questi beni siano restituiti alle comunità e ai territori per scopi sociali o istituzionali. Sono a conoscenza di un accordo tra il Comune di Roma e la Federazione Italiana Gioco Calcio per la realizzazione del progetto “Casa delle nazionali” nel complesso del Salaria. Sono favorevole a questo progetto, che può garantire un futuro solido alla struttura, tuttavia sono anche convinto che si debba prevedere una parte di gestione aperta al territorio. Penso ad esempio all’Asd Settebagni Calcio che si trova proprio di fronte al SSP attraversando la via Salaria ed ha sicuramente bisogno di sostegno ed anche ad esperienze positive provenienti dal mondo degli Enti del Terzo Settore, che possano rendere la struttura fruibile dai cittadini applicando tariffe pubbliche.

Luciana Miocchi

 

27 giugno, quarant’anni dopo Ustica- di Alessandro Pino

27 Giu

Sembra ieri che si stava trattando del trentennale della strage di Ustica e invece eccoci qui che di anni ne sono passati quaranta dalla sciagurata sera del 27 giugno 1980 in cui fu distrutto un Dc-9 bianco e rosso della Itavia in volo da Bologna a Palermo con ottantuno persone a bordo. Anche se non sono più tornato a visitare il cadavere meccanico dell’I-Tigi (questa la sigla del velivolo) i cui frammenti sono conservati a Bologna nel Museo per la Memoria di Ustica in modo da ricrearne la sagoma originaria, ricorrono volti, voci e nomi legati alla vicenda incontrati nel tempo. Scambiando alcune parole davanti al relitto in occasione del trentennale con l’ex senatrice Daria Bonfietti (che perse il fratello Alberto e ha fondato l’associazione delle vittime di Ustica, della quale è presidente) ricordammo l’attore Corso Salani, protagonista della pellicola “Il muro di gomma” (la prima incentrata sulla vicenda) che scomparve pochi giorni prima. Nella stessa occasione conobbi Alberto Alpozzi, fotografo di scena per il documentario “Ustica- tragedia nei cieli”; Alberto poi con i suoi scatti ha descritto le operazioni delle truppe italiane all’estero, Afghanistan incluso. Con Luciana Miocchi partecipammo alla presentazione romana presso la Stampa Estera del libro “Intrigo internazionale” scritto sulla vicenda dal giornalista Giovanni Fasanella e dal magistrato Rosario Priore che indagò sul disastro. Li incontrai Elisabetta Lachina che a Ustica perse entrambi i genitori. Fra l’altro lo stesso Priore firmò successivamente con l’avvocato Valerio Cutonilli un volume sull’altra strage italiana dell’estate 1980, quella della stazione di Bologna, nel quale sono stati posti degli interrogativi scomodi rispetto alla versione fino a oggi ufficialmente sancita in sede giudiziaria.
Sempre in tema di libri sull’argomento, presentazione alla mai abbastanza rimpianta Fnac di “Sopra e Sotto il tavolo” scritto da Gianluca Cerasola e Giampiero Marrazzo, con prefazione di Giulio Andreotti e allegato dvd con testimonianze, fra gli altri, di Francesco Cossiga e Gianni De Michelis. L’autore di un volume monografico sulla Itavia, il professor Nicola Pedde, fu in grado di mettermi in contatto con la figlia del defunto presidente dell’Itavia, avvocato Aldo Davanzali: al telefono la signora Luisa ricordó come il padre fu segnato dal linciaggio mediatico operato contro di lui e la sua compagnia (realtà commerciale forse fastidiosa per qualcuno sulle tratte interne) inizialmente accusati di far volare aerei vetusti e malmessi, passando sotto silenzio altre tre pesanti sciagure aeree accadute in Italia negli anni immediatamente precedenti a velivoli di altre aerolinee: basta cercare in rete le località Capoterra, Montagna Longa e Punta Raisi, le ultime due proprio sulla rotta dal continente per Palermo. Grande affetto e rimpianto per la figura di Davanzali espressero gli arzilli ex equipaggi dell’Itavia che ho incontrato in uno dei loro annuali ritrovi conviviali e commemorativi: colleghi del comandante Domenico Gatti, del secondo pilota Enzo Fontana, degli assistenti di volo Paolo Morici e Rosa De Dominicis che persero la vita quella sera. Nel frattempo nulla è cambiato ufficialmente ed è ancora in corso il dibattito se il volo IH 870 sia stato interrotto per sempre a causa di un attacco esterno (trovandosi forse sulla linea di fuoco tra aerei militari impegnati in un combattimento) o per una bomba. Forse l’unica recentissima novità di rilievo è la notizia di una operazione di pulizia svolta sulle registrazioni audio nella cabina di pilotaggio del Dc 9, svolta da una società per conto della redazione di Rainews 24 che ha evidenziato una frase in precedenza rimasta tronca: “Guarda, cos’è”. Forse chi l’ha pronunciata stava indicando qualcosa in avvicinamento all’aereo. L’audio è stato acquisito dagli investigatori.

Alessandro Pino

(Nella foto l’autore dell’articolo con il Dc 9 Itavia)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: