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Tag Archives: Castel Giubileo
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Il disastro ferroviario che trasformò Castel Giubileo in Settebagni – di Alessandro Pino

14 Ott

Come è noto, non esistono scali ferroviari a Castel Giubileo; eppure in passato sono esistite ben due stazioni identificate con tale toponimo. La prima è quella di Settebagni, che prese ufficialmente questo nome dopo un disastro ferroviario avvenuto nei suoi pressi la notte tra il 12 e il 13 agosto del 1900. Poco prima della mezzanotte, il treno su cui viaggiavano alcune delegazioni straniere che avevano partecipato ai funerali del re Umberto e all’incoronazione di Vittorio Emanuele III si fermò per un guasto ai freni. Nelle parole dell’ingegner Piero Muscolino – il celebre esperto internazionale di trasporti oggi scomparso, da noi intervistato anni fa e il cui nonno materno viaggiava sul treno tamponato – «a quei tempi se il treno si fermava il frenatore di coda doveva correre col segnale d’arresto per fermare un eventuale convoglio al seguito. Quella volta inciampò in una traversa, batté la testa e svenne non potendo avvisare il treno che arrivava. Ci fu un tamponamento con sedici morti». Per una sorta di damnatio memoriae, come per dimenticare il luttuoso avvenimento, fu cambiato nome alla stazione (il cui attuale fabbricato risale comunque a epoca successiva). Il nome “Castel Giubileo” tornò in auge successivamente su un’altra ferrovia, assegnato a una stazione (nell’attuale zona Labaro a ridosso del Raccordo) della linea che da piazzale Flaminio arriva a Viterbo; tale fermata fu poi soppressa in seguito a modifiche del tracciato e oggi, come detto, non esistono stazioni così chiamate.
Alessandro Pino

(pubblicato su “La Voce del Municipio”)

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“A Monte Sacro si canta, a Fidene si crepa” (di puzza) – di Alessandro Pino

30 Ago

(Roma) Nelle ultime ore si sono moltiplicate in rete le testimonianze di numerosi cittadini relative a una recrudescenza dei famigerati miasmi che ammorbano i quartieri circostanti il contestatissimo impianto Ama di trattamento rifiuti in via Salaria. Il fenomeno olfattivo informalmente e tristemente noto come “la puzza” è stato percepito anche a qualche chilometro dallo stabilimento la sera del 29 agosto – la stessa in cui sotto il portico di palazzo Sabbatini in piazza Sempione a Monte Sacro un nutrito pubblico assisteva a una performance del cantautore Filippo Gatti – esasperando ulteriormente i residenti. In segno di protesta, a Fidene in piazza dei Vocazionisti, ignoti hanno addobbato il volto della statua di Don Giustino Maria Russolillo con una maschera antigas, mentre su una mano della scultura riproducente il presbitero campano è stato collocato un foglio con la scritta “Il III Municipio dice NO Tmb”. Al riguardo sono intervenuti due consiglieri municipali della lista Lega Lazio Salvini, Fabrizio Bevilacqua e Mario Astolfi: “A Montesacro si canta, a Fidene si crepa – scrive Bevilacqua – mentre a piazza Sempione andava in scena l’ennesima manifestazione canora organizzata dalla giunta Caudo, i cittadini di Fidene, Colle Salario, Castel Giubileo e Serpentara subivano l’ennesima kermesse olfattiva del Tmb di via Salaria passando l’ennesima nottata in bianco. Speriamo che a breve la giunta del Terzo Municipio cominci ad operare concretamente per il bene del territorio con azioni che incidano realmente sul miglioramento della qualità della vita dei cittadini anziché produrre quasi esclusivamente atti inerenti manifestazioni culturali, come accaduto fino a oggi”. Aggiunge il suo collega Astolfi: “In considerazione dell’espandersi dei miasmi anche in zone fino ad oggi non interessate dal fenomeno Tmb, la sinistra in che modo risponde?
Come mai una Giunta Municipale molto “legata” alla squadra Zingarettiana della Regione Lazio non prende una posizione determinante per la risoluzione del problema?
È risaputo che la gestione del Piano Rifiuti sia a tutt’oggi competenza della Pisana!!! Un tema troppo importante per essere lasciato in balia degli “odori” di via Salaria. Eppure il silenzio incombe”.

Alessandro Pino

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Rimosso il basamento di un semaforo mai installato sulla Salaria – di Luciana Miocchi

23 Apr

I basamenti in cemento, transennati oramai da anni che si trovavano sulla via salaria davanti via Grottazzolina, a Castel Giubileo, sono stati rimossi questa mattina.

Erano i residui dell’inizio dei lavori per l’installazione di un impianto semaforico con terzo tempo, legato ad un inversione del senso unico nella viabilità del quartiere, deliberato dall’amministrazione ma respinto a gran voce dai residenti. Le opere di rimozione erano state oggetto di un atto in consiglio municipale, qualche mese prima che questi cadesse a seguito delle dimissioni del Sindaco Marino.

Luciana Miocchi

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Disagi a Castel Giubileo: l’albero caduto sulla carreggiata è ancora lì, neve gelata sul piazzale delle scuole, le strade interne a rischio ghiaccio – di Luciana Miocchi

28 Feb

Ritorno a scuola con sorpresa, per i piccoli scolari della Simone Renoglio, a Castel Giubileo. L’accesso alla scuola e lo spazio antistante erano ancora ingombri dalla neve caduta nella notte tra domenica e lunedì, che ghiacciatasi è divenuta un pericolo per l’alta probabilità di finire gambe all’aria, specialmente per gli anziani, che sono la maggioranza degli accompagnatori. Inoltre, sulla via di Castel Giubileo, proprio davanti al plesso scolastico, era ancora presente al suolo l’albero schiantatosi sotto il peso della neve, dopo più di due giorni. Tra i genitori è viva la preoccupazione per lo stato delle altre essenze arboree che costeggiano la strada. Come se non bastasse, nelle vie più in ombra, la neve scesa ha lasciato il posto alle lastre di ghiaccio.

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Foto del pomeriggio del 28 febbraio: l’albero è ancora disteso in mezzo alla carreggiata

Luciana Miocchi

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Domenica senz’acqua per una parte del III Municipio di Roma Capitale – tutte le zone indicate da Acea – di Luciana Miocchi

8 Nov

2017-10-15-11.14.25.png.pngDomenica senz’acqua per una parte del III Municipio. A renderlo noto un comunicato di Acea Ato 2, con il quale informa la popolazione residente che a causa della necessità di realizzare nuove opere di urbanizzazione, sarà necessario sospendere il flusso idrico su una conduttura principale, sita in viale Carmelo Bene, zona Porta di Roma.

Secondo quanto riferisce l’azienda, la mancanza di acqua si potrà registrare a partire dalle 4 del mattino fino alla mezzanotte di domenica , ai civici di via Vittorio Caprioli, Via Palmiano, viale Carmelo Bene (da via Vittorio Caprioli a via Ernesto Calindri). Potrebbero risultare interessate anche le vie limitrofe.

Sempre domenica e sempre dalle 4 del mattino fino alle 24, si potranno verificare  abbassamenti di pressione, con conseguente possibile mancanza d’acqua ai piani alti degli edifici e nelle zone più collinari di  Colle Salario, Castel Giubileo, Settebagni, Villa Spada e Bel Poggio. 

Nel comunicato si legge anche che “Per ridurre al minimo il disagio ai cittadini, Acea Ato 2 ha predisposto un servizio di rifornimento tramite autobotti che resteranno in stazionamento dalle ore 08:30 alle ore 20:30 di domenica in via Vittorio Caprioli e in via
Rapagnano. Per i casi di effettiva e improrogabile necessità, inoltre,
potrà essere richiesto un servizio di rifornimento con autobotti al numero
verde 800.130.335 – si legge nel comunicato – Acea Ato 2, scusandosi per il
disagio arrecato, invita gli utenti interessati a provvedere con ampio
anticipo alle opportune scorte e raccomanda di mantenere chiusi i rubinetti
durante il periodo della sospensione per evitare inconvenienti alla ripresa
della normale erogazione dell’acqua. Per ogni informazione è possibile
comunque contattare il numero verde 800.130.335 e visitare il sito internet
www.acea.it. La società avrà cura, inoltre, di informare i cittadini
residenti nelle zone interessate dalla sospensione anche tramite affissioni,
oltre che con avvisi pubblicati sulle cronache locali dei principali
quotidiani”.

Luciana Miocchi

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Più stampa che cittadini all’incontro con l’assessore Montanari e la presidente del Municipio Capoccioni al Tmb di Via Salaria, straordinariamente senza puzza

28 Apr

A seguito del rinfocolarsi delle polemiche sull’ impianto di trattamento rifiuti di via Salaria, dopo che il 24 aprile un automezzo aveva urtato il controsoffitto causando il distacco di una lastra in cemento , era stato convocato dalle amministrazioni per il 26 aprile un ennesimo incontro con i comitati di cittadini cui avrebbe partecipato l’assessore capitolino all’ Ambiente, Pinuccia Montanari.

Ulteriori discussioni aveva provocato la stessa forma adottata per annunciare l’incontro: il social network Facebook, con un messaggio sulla pagina della presidente del Terzo Municipio, Roberta Capoccioni, presente anche lei con gran parte dei suoi assessori e consiglieri: «Noi lo abbiamo chiesto lunedì (il 25 aprile, festivo, ndr) ci è stato detto di si – ha commentato al riguardo la presidente Capoccioni – purtroppo sapete che i nostri uffici sono chiusi, al Comune non lavorano per cui non avevamo la possibilità di fare una richiesta scritta ufficiale, per cui avevo mandato io sul mio profilo un messaggio Facebook appena mi è stata data certezza dell’orario. La comunicazione è stata non formale ma la cosa più importante è che l’assessore è venuta qui a rispondere ai cittadini mettendoci la faccia».

A dire il vero di cittadini, intesi come comitati di quartiere, all’ora convenuta per l’incontro ce n’erano assai pochi, tre in tutto: il presidente del CdQ Serpentara, Stefano Ricci, quello del CdQ Settabagni, Gianpiero D’Ubaldo e un membro del CdQ Villa Spada che però si era fermato per caso. Come si è appreso poi, una mail di invito ufficiale è giunta intorno alle 11,30 sugli indirizzi dei cdq, quando l’incontro era fissato alle 15,30.

Il resto dei presenti erano giornalisti locali, inclusa una troupe del Tg 3 regionale. Dopo pochi minuti dall’interno dell’impianto – dal quale casualmente non provenivano i miasmi che di solito ammorbano i quartieri circostanti – sbucava il gruppo delle autorità che avevano appena terminato un sopralluogo.

A prendere la parola una volta arrivata all’ingresso è stata l’assessore Montanari: «confermo l’importanza del nostro piano che prevede la riduzione della produzione dei rifiuti e soprattutto la raccolta differenziata. Anche oggi abbiamo visto attaccapanni, scatole di plastica, materassi. Tutto questo materiale indifferenziato non dovrebbe essere più indifferenziato, bisogna investire molto per la raccolta differenziata. Bisogna togliere questo materiale indifferenziato da questi impianti…ci sono ancora metalli che possono essere valorizzati, ci sono frazioni della cellulosa che possono essere regolarizzate, c’è ancora dentro tanto materiale organico che va sottratto…è chiaro che questo è un processo lungo che va fatto nei tempi giusti e stabiliti, non credo che bisogna illudere nessuno però sono anche convinta che dobbiamo partire da un lato dalla riduzione dall’altro da questo forte impegno per una raccolta differenziata seria, perché una città come Roma merita una grande raccolta differenziata e questo materiale può diventare davvero oro e non essere come in questo momento un elemento di grande criticità».

Mentre l’assessore Montanari parlava, la presidente Capoccioni con i suoi collaboratori, presente anche l’assessore all’ambiente Municipale Domenico D’Orazio, rimaneva in disparte ad alcuni metri di distanza: «Noi come Municipio ricordiamo a tutti che non abbiamo in realtà nessun potere – ha risposto la presidente a chi notava la circostanza – per cui facciamo da tramite nella comunicazione ma non abbiamo il potere di agire e prendere decisioni, è il Comune che ha questo potere e che ci deve mettere la faccia e prendere l’impegno a fare qualche cosa, per cui noi chiediamo che loro vengono, poi sono loro che devono parlare». L’assessore Montanari ha dato appuntamento al prossimo 19 maggio per un nuovo incontro; sinceramente però a chi segue ormai da anni questa vicenda  sembra quasi di partecipare a una specie di gioco dell’oca in cui si finisce per tornare alla casella di partenza, ossia la dissennata scelta di piazzare uno stabilimento di trattamento rifiuti in mezzo a quartieri residenziali.

Alessandro Pino

Via di Castel Giubileo: c’è poco da giubilare… – di Alessandro Pino

24 Gen

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La cartolina di oggi viene da via di Castel Giubileo, nel Terzo Municipio della Capitale: in corrispondenza dell’inizio della pista ciclabile che arriva fino a Prati, una delle innumerevoli micro discariche di rifiuti ingombranti che da anni ormai costellano il territorio. Ammucchiati troviamo il solito frigorifero, l’immancabile materasso, una fotocopiatrice, un divano, parte di un seggiolone per bambini. Insomma, anche qui c’è ben poco di cui giubilare…
Alessandro Pino

Ancora in piedi la base di un semaforo mai realizzato a Castel Giubileo (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

28 Lug

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Rimangono pericolosamente in mezzo alla confluenza tra la Salaria e via Grottazzolina (zona Castel Giubileo, Terzo Municipio della Capitale) i monconi che avrebbero dovuto fare da base a un impianto semaforico mai realizzato, oggetto di una annosa polemica. Tempo addietro il Municipio aveva votato un atto che ne chiedeva la rimozione da parte degli uffici competenti, ma nulla da allora si è mosso.
Alessandro Pino

Via di Castel Giubileo: marciapiedi invasi dalle piante (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

26 Lug

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In via di Castel Giubileo (sita nell’omonimo quartiere del Terzo Municipio della Capitale) i marciapiedi nelle vicinanze della scuola Simone Renoglio e dell’asilo Castello di Gelsomina (quest’ultimo attualmente in ristrutturazione) sono pressochè
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impraticabili su entrambi i lati della strada a causa della vegetazione cresciuta fuori controllo su di essi.  Chi li percorre è costretto a scendere sulla carreggiata con i pericoli che ne derivano.
Alessandro Pino

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Castel Giubileo: sempre peggio l’asilo “Castello di Gelsomina” e il parco di via Bolognola (FOTOGALLERY) – di Alessandro Pino

6 Ago

Sono sempre più desolanti le condizioni dell’ex asilo “Castello di Gelsomina” a Castel Giubileo, Terzo Municipio di Roma Capitale. La struttura è al centro di polemiche da quando fu chiusa nel 2012 perché dichiarata insalubre a seguito di presentazione di un certificato di un medico Asl a causa di infiltrazioni di umidità risalenti presumibilmente da una falda acquifera sottostante.

L'ingresso dell'asilo

L’ingresso dell’asilo

Successivamente alla chiusura l’ipotesi di affidarla una associazione era rapidamente sfumata a causa dell’irritualità della procedura adottata. In attesa di lavori di ristrutturazione da lungo tempo annunciati e mai iniziati, nonostante negli ultimi tempi si siano trovati i fondi nella quota del milione di euro destinato ai municipi per lavori di manutenzione di strutture già esistenti, si trova in totale abbandono: gli ingressi presentano evidenti tracce di scasso con le porte aperte e alcuni vetri in frantumi, i muri sono stati imbrattati dagli scarabocchi dei soliti teppisti armati di bombolette spray, sparsi per il giardino e ormai cotti dal sole si trovano i giocattoli che servivano a intrattenere i bambini, la vegetazione sta man mano prendendo possesso di

Il vialetto di accesso all'asilo

Il vialetto di accesso all’asilo

tutto il cortile e anche la porta del deposito combustibile della caldaia risulta forzata. Il vialetto di accesso che affaccia su via di Castel Giubileo oltre a essere invaso dalle piante è zona a luci rosse come testimoniano i preservativi usati sparsi a terra con le loro bustine. Le cose non vanno meglio nell’adiacente parco pubblico di via Bolognola: il campo di basket intitolato al giovane Simone Fargnoli – morto per una caduta in bicicletta qualche anno fa – è dissestato, il campo di calcetto non ha più le reti perimetrali, alcune panchine sono state distrutte, l’erba alta è disseminata di rifiuti e i rami di alcuni alberi sono pericolanti.

Alessandro Pino

Giocattoli sparsi nel giardino

Giocattoli sparsi nel giardino

Mura imbrattate dai teppisti

Mura imbrattate dai teppisti

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Un'altra entrata: vetri infranti e invasione di piante

Un’altra entrata: vetri infranti e invasione di piante

Altri muri imbrattati

Altri muri imbrattati

Una panchina semidistrutta nel parco

Una panchina semidistrutta nel parco

Rami pericolanti

Rami pericolanti

Il fondo disastrato del campo di basket

Il fondo disastrato del campo di basket

Di nuovo l'asilo invaso dalle piante

Di nuovo l’asilo invaso dalle piante

Il vialetto di accesso all'asilo visto da altra angolazione

Il vialetto di accesso all’asilo visto da altra angolazione

Il campo di calcetto senza più le reti divisorie

Il campo di calcetto senza più le reti divisorie

Rifiuti sparsi nel parco

Rifiuti sparsi nel parco

 

Roma IV Municipio: l’asilo nido Castello di Gelsomina chiuso perchè insalubre viene assegnato all’associazione ViviCastello

5 Ago

(articolo pubblicato su http://www.di-roma.com)

L’asilo nido fu chiuso perchè insalubre, ora i locali vengono affidati, senza lavori, temporaneamente ad un’associazione perchè vengano fruiti dalla popolazione. Guerra di comunicati stampa, solito pasticcio alla romana.

Giovedì 2 agosto, con una memoria di giunta firmata dal presidente del Municipio Cristiano Bonelli, un assessore assente – Francesco Filini, dei servizi sociali e scuola, quindi il competente per materia – un voto contrario, quello dell’assessore Rizzo, tre a favore, i locali dell’asilo nido “Castello di Gelsomina” sono stati assegnati “in via temporanea” all’associazione Vivi Castello, perché questa li utilizzi come «luogo di aggregazione dei cittadini di tutte le fasce d’età e per la realizzazione di iniziative culturali, eventi, laboratori volti a migliorare il quartiere e a promuovere il miglioramento del benessere di tutti i cittadini» (leggi qui l’estratto della memoria di giunta). Raggiunto telefonicamente il presidente della commissione scuola , Emiliano Bono, questi ha detto di non essere al corrente delle modalità che hanno portato all’assegnazione,perché lui come commissione non ha partecipato attivamente ai lavori che hanno portato all’emanazione del documento e di non avere potere di assegnare alcunché, perchè quella è una prerogativa della sola giunta.

L’asilo venne chiuso con una decisione presa a seguito di un documento stilato da un pediatra della Asl (leggi la nota del dirigente asl rmA), che chiedeva di prendere provvedimenti per l’umidità risalente, che obbligava in inverno ad accendere stufe elettriche supplementari e che allo stato i luoghi non erano idonei alla permanenza dei bambini. Però il dirigente del IV Distretto della Ausl RmA, Carlo Cristofanelli aveva chiarito di non essere responsabile della chiusura del nido perché a dover decidere in merito è sempre il Comune di Roma.

Ora però, seppur in via temporanea, la stessa struttura viene affidata ad un’associazione – il cui presidente è anche presidente del Comitato di quartiere di Castel Giubilieo, espressosi negativamente circa la chiusura del nido mentre ora sembra che ne usufruirà, a leggere la memoria di giunta – perché venga utilizzata e frequentata da “tutte le fasce d’età”. Si presuppone per evitarne il degrado, la chiusura e l’occupazione. Per raggiungere lo scopo dovrà essere sempre presidiata ed utilizzata, si suppone ancora. Quindi, se era malsano per operatori e bambini ora non lo sarebbe per volontari ed utilizzatori. Se era così nocivo, deve rimanere precluso alla fruizione anche ora, limitandosi l’assegnazione alla custodia esterna. Se nocivo non è, tanto da poter essere utilizzato, allora non era necessario chiuderlo e al quartiere non andava sottratto un servizio, sostituito si con un altro ma distante e soprattutto non raggiungibile con i mezzi pubblici dalla stessa utenza di prima.

Nel merito, nessuno sa quanto sarà temporanea questa soluzione. Infatti, nel bilancio preventivo triennale del Municipio non vi è traccia di stanziamento alcuno per i lavori all’asilo nido Castello ed il patto di stabilità impedisce gli investimenti, cioè spendere per una manutenzione straordinaria quale quella che dovrebbe essere fatta sulla struttura. La notizia è confermata anche dagli uffici tecnici.

In una nota, Riccardo Corbucci, consigliere Pd che già si era occupato della vicenda dichiara “Finalmente appare evidente quello che abbiamo sempre denunciato. L’asilo nido di Castel Giubileo è stato chiuso, su richiesta esplicita della dirigente scolastica, che ha voluto prendere possesso del nuovo asilo nido di via Cerusico, penalizzando i cittadini di Castel Giubileo e Settebagni. Bonelli non soltanto ha consentito la chiusura di un servizio essenziale per i cittadini, ma ha avuto anche l’ardire di consegnare pochi giorni dopo quella struttura ai soliti amici, dimenticandosi che se gli ambienti fossero davvero insalubri, lo sarabbero ovviamente per tutti”.

Ci si preoccupa del benessere e della salute dei bambini, insomma. Per l’aumentato numero di bronchiti e mal di gola nella struttura di Castel Giubileo si è pensato di chiudere e trasferire tutti nel nuovo edificio di via di casale Redicicoli. Per la scuola dell’infanzia Giovanni Paolo I e i bambini che la frequentano non si è dimostrata la stessa solerzia, nonostante la dirigenza scolastica sia la medesima. Oltre che ai muri fradici per un tubo rotto, al piano di sopra, proprio a fianco di aule utilizzate per la didattica vi sono stoccati dei resti di eternit (vedi qui le foto). Con le finestre perennemente aperte, probabilmente per abbassare la possibile concentrazione di polveri nocive nell’ambiente, disperdendole però all’esterno, dove ci sono i giardini utilizzati dai bambini.

In serata le repliche del presidente del Municipio, Cristiano Bonelli sono state affidate ad una nota diffusa dall’agenzia stampa Omniroma: “La decisione di chiudere l’ asilo Gelsomina di Castel Giubileo è stata presa dopo certificati rilasciati dalla Asl, dall’Ufficio Tecnico del IV Municipio e dopo aver approfondito accuratamente insieme alla dirigente scolastica, alle maestre e ai genitori dei bimbi ospiti della struttura tutte le problematiche e le eventuali conseguenze di tale coraggiosa scelta. Un processo di condivisione, quindi, che ha raccolto i pareri dei tecnici, dei medici del personale e soprattutto dei genitori che, dopo due assemblee, hanno accettato il trasferimento in una nuova struttura non distante da Castel Giubileo. Tutto ciò per chiarire e tirare fuori la verità che evidentemente qualcuno, per un minuto di visibilità , evita di dire. Assegnarlo alle realtà locali vuol dire riconoscere il ruolo attivo ed iI  radicamento che hanno nel territorio le associazioni, il locale comitato di quartiere e, tra le richieste ricevute, anche  la banda musicale del confinante quartiere di Settebagni: tutto questo con l’ obiettivo di non lasciare nell’  abbandono una struttura che manterrà la destinazione scolastica, per dar modo all’ amministrazione di finanziare il nuovo asilo.

Di vergognoso non c’è veramente nulla, anzi c è la volontà di nonlasciare una struttura in mano ad eventuali male intenzionati (come occupanti) o nel degrado e nell’  abbandono”. Lo dichiara in una nota il presidente del Municipio IV Cristiano Bonelli. “Inoltre, si tratta di una assegnazione temporanea che non prevede la presenza prolungata (ci dormivano) dei piccoli, come accadeva fino all’ anno scorso. Inoltre, in questo modo ci sarà la possibilità di sviluppare dentro la struttura attività di aggregazione; una assegnazione di locali pubblici assolutamente gratuita che potrà quindi tutelare l’ immobile e che è identica a quella fatta alcuni anni fa dalla passata amministrazione municipale in quella che oggi è la sede del Municipio a via Fracchia, quando il consigliere del Pd era in maggioranza e presidente di commissione. Infine ci piacerebbe sapere se il Consigliere del PD che spaccia come vergognosa una normale ed opportuna assegnazione temporanea alle realtà locali, abbia mai condiviso questa sua posizione visto che il gruppo del quale fa parte ha, in più occasioni, avallato ( seppur non formalmente) la scelta di chiudere l’ asilo. E’ ormai noto l’  isolamento nel quale opera il Consigliere municipale che non perde occasione di dichiarare cose o fatti lontano dalla linea del suo stesso gruppo”, aggiunge il presidente della Commissione Scuola del IV Municipio Emiliano Bono (Pdl).

Per la cronaca e per tutti quelli che non seguono troppo assiduamente le vicende politiche di piazza Sempione, il consigliere a cui si fa riferimento senza citarlo è proprio Riccardo Corbucci.

Pronta la replica del Pd locale, con una nota pubblicata dall’agenzia Dire: “Il Partito Democratico é da sempre contrario alla chiusura dell’asilo nido “Il castello di Gelsomina”, figuriamoci dopo aver scoperto che i locali, secondo Bonelli, non sarebbero salubri per i bimbi dell’Asilo, ma sono invece perfetti per tutte le fasce d’età dell’associazione ViviCastello, una delle realtà a cui sono stati assegnati i locali, ovviamente senza alcun bando di evidenza pubblica” lo dichiarano in una nota Claudio Ricozzi, presidente del Pd del IV municipio e Fabio Dionisi, vicepresidente della commissione lavori pubblici. “La decisione di Bonelli non ha alcun valore legale perché non spetta al municipio chiudere l’asilo nido ed assegnare locali comunali” spiegano i membri del Pd “per questa ragione interesseremo Roma Capitale e faremo tutto quanto in nostro potere per non togliere un servizio al territorio. Circostanza contestata persino da pezzi della maggioranza che si sono espressi negativamente su questa decisione”. Intanto nei bar del quartiere già si parla di un esposto alla Procura della Repubblica.

Luciana Miocchi

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