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Tag Archives: regione Lazio
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Settebagni di nuovo sott’acqua, il Cdq attende risposte da un anno e mezzo – di Luciana Miocchi

29 Lug

Nonostante l’attività svolta dal Cdq, nessuna risposta è giunta da Roma Capitale, a distanza di un anno e mezzo

 

Le piogge battenti che hanno colpito la Capitale domenica hanno mandato di nuovo sott’acqua la parte del quartiere di Settebagni che si affaccia sulla via Salaria, oltre ad aver fatto saltare buona parte del manto stradale bisognoso di manutenzione, come già da tempo segnalato.

Sulle pagine fb del Comitato di Quartiere sono apparse puntuali proteste e richieste. E’ stato chiesto quindi al presidente Francesco Fusar Poli e alla vice presidente, Silvia De Rosa, di spiegare qual è al momento la situazione.

La questione allagamenti nella parte in pianura di Settebagni si ripropone ciclicamente, ad ogni temporale. Perché?

Abbiamo avuto una riunione – al quale abbiamo partecipato come Cdq di Settebagni, in Commissione capitolina il 22 marzo 2018, alla presenza di ACEA ATO2, SIMU, Direzione Tecnica Municipio lII. In quell’occasione il rappresentante di ACEA ha dichiarato che non è possibile dare una risposta immediata e completa se la rete idrica di Settebagni sia sottodimensionata poiché vi è la necessita di un approfondimento e soprattutto della conoscenza della rete delle acque meteoriche, che non sono di competenza di ACEA ma del Dipartimento SIMU U.O. Opere idrauliche e dissesto idrogeologicoACEA ATO2 ha verificato il funzionamento e la pulizia degli scolmatori — ricordiamo che stiamo parlando del 2018 – nei pressi della rotonda associato alla pulizia delle caditoie, tale intervento non è stato risolutivo, in quanto dopo detta pulizia si è verificato un nuovo allagamento. ACEA ATO2 doveva verificare il canale del fosso di Malpasso, poiché è risultato essere completamente intubato, attraverso una video ispezione e nonostante i sopraindicati interventi, l’acqua non riesce a defluire. Non abbiamo esito di questa video ispezione. I tecnici di ACEA ATO2, sempre in quell’occasione hanno chiesto se anche il tratto di fognatura delle acque meteoriche che è presente nella zona in cui si presentano puntualmente questi allagamenti sia allacciato allo stesso fosso, ma a tale richiesta SIMU non ha saputo fornire risposta. Già nella riunione della Commissione municipale dell’ottobre 2016, emerse che erano presenti sotto i marciapiedi dei canali di acque bianche, parzialmente ostruiti dalle radici dei platani, situazione che poteva favorire la formazione di allagamenti. Si è potuto anche riscontrare come lo stesso Cbtar con nota prot. n° 3483 del 26 giugno 2014 avesse segnalato che il carico idraulico di tale fosso a monte fosse stato modificato da un maggior carico idraulico, non autorizzato, proveniente dagli scarichi di edifici realizzati dalla società TACER. La presidente della Commissione Lavori Pubblici Capitolina, Alessandra Agnello, aveva quindi disposto che venisse eseguita celermente una indagine ispettiva di video ispezione su tale rete, per poter appurare gli elementi necessari al rispristino e corretto funzionamento idraulico di tale rete, auspicando che tali interventi venissero realizzati entro il 2018 ma di ciò non abbiamo più avuto notizia alcuna. Quindi allo stato non possiamo affermare con certezza quali siano i reali motivi dell’allagamento. Abbiamo notato che da quando sono in costruzione le case di Horti della Marcigliana, si allaga sempre il ponte grande di Settebagni, cosa che prima accadeva veramente di rado. Il tratto sotto il ponte è stato abbassato di 20 cm circa e vorremmo capire se questo o l’allacciamento delle fognature a quelle di via Salaria può provocare allagamenti nella parte del ponte grande.

Nonostante gli innumerevoli interventi del Cdq, l’ultimo lavoro di cui si ha memoria è la ripulitura del fosso tombato, circa dieci anni fa, sotto la giunta municipale Bonelli. La situazione miglioró ma non fu risolutiva. Cosa è successo nel frattempo?

A gennaio 2018 è stato pulito il fosso Casale della Marcigliana, a marzo 2018 quello lungo la via Salaria, come anche le caditoie.

Cosa Chiedete?

Che gli uffici competenti ci diano riscontro su cinque punti che per noi sono fondamentali:

il primo: verifica del Fosso Malpasso e della sua portata e se questo va a scaricare direttamente nelle vasche di raccolta delle pompe di sollevamento ubicate all’interno di detta rotonda mandandole in tilt; secondo:  vorremmo sapere se c’è stata la video Ispezione della rete fognaria e, nel caso, conoscerne i risultati; terzo: verifica del tratto di marciapiede di via Salaria in cui ci sono i canali delle acque bianche, per sapere se sono ostruiti dalle radici dei platani; quarto: Verifica delle condizioni delle fognature e pulizia delle griglie di raccolta acque al ponte grande di Settebagni, quello comunemente indicato come “della madonnina”; in ultimo, che sia prevista la pulizia periodica dei Fossi da parte degli Enti titolari. Chiediamo inoltre che sia istituito un tavolo di lavoro guidato dall’assessorato ai lavori pubblici e dalla commissione capitolina, con la partecipazione del III Municipio, di Simu, Acea Ato2 e la Regione Lazio, in quanto il Cbtar riceve fondi regionali per la manutenzione dei fossi, il Dipartimento Ambiente per le possibili eventuali ostruzioni provocate dalle radici degli alberi, in modo che ogni Ufficio abbia ben chiare le proprie competenze e possa agire in concertazione con gli altri, ognuno per la propria parte, al fine di risolvere l’annoso problema degli allagamenti ricorrenti.

Luciana Miocchi

 

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Colpo di scena per il Tmb Salario: la richiesta di revoca dell’aia fatta dal Sindaco Raggi è nulla. La deve fare Ama – di Luciana Miocchi

27 Giu

Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali, attraverso un post sulla sua pagina pubblica, ha dato una informazione che ha del clamoroso. Nell’audizione di ieri sera, in commissione rifiuti ed ecomafie, veniva ascoltato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Qui è bene trascrivere le esatte parole che la Muroni ha affidato alla rete: “io non so bene come dirlo, perché è difficile da credere, ma il sia Presidente che l’Assessore Valeriani hanno spiegato alla Commissione che la lettera con cui il Comune di Roma ha chiesto alla Regione la revoca dell’AIA per il Tmb Salario è nulla! La lettera infatti avrebbe dovuto mandarla l’Ama non il Comune. Ho fatto presente al Presidente Zingaretti, all’Assessore Valeriani e alla Dirigente Tosini che i cittadini avevano creduto che almeno la vicenda dell’AIA fosse chiusa e che non si poteva più sacrificare il benessere della popolazione sull’altare della polemica politica tra Comune e Regione. Nicola Zingaretti mi ha risposto che il Presidente della Regione Lazio e la Sindaca di Roma Virginia Raggi non hanno alcun problema politico…..”.

In parole povere, Sindaco e Presidente non hanno problemi a dialogare, peró in Campidoglio o Raggi prende iniziative senza chiedere all’ufficio legale – avvocatura comunale, via del Tempio di Giove n. 21 – che quanto meno in materia di rapporti tra Comune e aziende di proprietà dovrebbero essere ferratissimi, o i pareri li ha chiesti e sono stati clamorosamente sbagliati. O anche, si sta cercando di prendere tempo anche a costo di sfiorare il ridicolo, sacrificando finanche reputazione e dignità del singolo, ovvero della Raggi, avvocato a sua volta.

Chiarito l’intoppo, ora ci si aspetta che la richiesta venga prontamente riprodotta a firma dei responsabili Ama.

Luciana Miocchi

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Terzo Municipio Cardioprotetto: i cittadini hanno la vita “a cuore” – di Alessandro Pino

3 Giu

[Roma] Il 4 giugno alle ore 15 presso l’aula consiliare di piazza Sempione verrà presentato alla cittadinanza il progetto “Municipio CardioProtetto” mirato a combattere i decessi da arresto cardiaco, reso possibile da un bando della Regione Lazio vinto dalla associazione di protezione civile Nucleo Sicurezza Ambientale Roma Nord in collaborazione con la Tiziano Servizi e Formazione, il Centro Medico Tiziano e il patrocinio del Terzo Municipio. Il progetto prevede il posizionamento sul territorio municipale di 15 defibrillatori, la formazione alle tecniche di primo soccorso cardiorespiratorio di quasi centocinquanta cittadini scelti tra chi opera nei luoghi dove saranno presenti gli apparecchi, informazione e incontri con tutta la cittadinanza, distribuzione di locandine nei maggiori esercizi commerciali per rendere nota la presenza delle postazioni salvavita e la realizzazione di un adesivo Qr Code da distribuire ai cittadini, che se ripreso con uno smartphone collegherà l’utente alla mappa dei defibrillatori. «La nostra associazione di protezione civile ormai da anni è attiva sul territorio con molte iniziative. Questo progetto aggiunge un ulteriore tassello ai servizi che, grazie ai nostri volontari, riusciamo ad offrire – spiega Gabriele Carradori, presidente di Nsa Roma Nord – adesso siamo pronti a lavorare per realizzare quanto scritto su carta».

Alessandro Pino

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La Palestra Agnini deve rimanere a disposizione dell’Ic Maria Montessori

20 Ott

Preoccupazione tra i genitori degli alunni dell’Ic, a seguito del rinvenimento di un carteggio della Regione Lazio in base al quale sarebbero in corso procedimenti che potrebbero portare l’affidamento della palestra ex Gil di viale Adriatico a privati che potrebbero decidere di disporne anche negli orari scolastici, in cui fino ad ora e da almeno venti anni in qua è stata utilizzata dagli utenti della Montessori. Un primo post apparso sul gruppo Fb IC Montessori ha portato all’attenzione delle famiglie di quanto potrebbe realizzarsi. La scuola è stata allertata soltanto a settembre da un genitore che ne era venuto a conoscenza in modo casuale, nessuna comunicazione sarebbe arrivata per vie istituzionali. 

Al fine di informare gli utenti il presidente dell’assemblea dei genitori ha convocato un’assemblea straordinaria per il 25 ottobre, alle ore 17,  in merito all’iter per ottenere riconosciuti i diritti di uso della palestra.

Il 19 ottobre, Marzia Maccaroni, responsabile politiche scolastiche e sportive del Pd del III Municipio e Sabrina Cavalcanti, delegata dell’assemblea romana, hanno emesso un comunicato stampa congiunto per ribadire che sulla palestra Agnini la scuola pubblica ha la priorità di utilizzo. Dice la nota: “La palestra agnini di viale Adriatico è un impianto sportivo pubblico fondamentale per il territorio ed un gioiello per i nostri giovani, sui quali la Regione Lazio di Nicola Zingaretti ha fortemente investito. Per questa ragione, siamo d’accordo che possa essere usata dall’associazionismo sportivo di base del territorio, a patto che l’uso dell’impianto venga garantito, come sempre è stato, anche alla scuola pubblica Montessori. La palestra Agnini è un bene pubblico ed è giusto che la sua vocazione naturale venga garantita. Siamo certi che la Regione Lazio saprà farlo, per il bene dei cittadini del III Municipio”

L’intero gruppo consiliare di Fratelli d’Italia del III Municipio ha depositato nella  giornata di ieri, la proposta di ordine del giorno, da discutere in Consiglio, avente ad oggetto l’uso della palestra Agnini da parte dell’Ic Montessori, mettendo in evidenza che la dirigenza scolastica aveva protocollato due note presso la regione Lazio perché venisse garantito l’uso della struttura durante l’orario scolastico e che gli uffici regionali rispondevano che erano presenti due richieste finalizzate ad accedere al canone ricognitorio ai sensi delle linee guida approvate con DGR n. 540/2016 e che si era provveduto in merito a istruire le relative pratiche. In conseguenza di ciò, a breve verrà reso noto l’assegnatario dei locali di viale Adriatico 136. Nessuna rassicurazione sul fatto che la scuola possa continuare ad utilizzare la struttura, anche se da oltre vent’anni la scuola, in accordo con la Regione, usufruisce della palestra, facendo parte la stessa del medesimo edificio che ospita i locali scolastici, separati soltanto da una porta d’accesso interna.

(clicca qui per leggere la proposta ordine del giorno per la palestra Agnini a favore dell’Ic Montessori presentata da Fdi)

Luciana Miocchi

 

 

 

 

Un comunicato di Aurigemma sulla casetta al Parco della Cecchina – di Alessandro Pino

11 Ago

“Il M5s anche a livello locale ha perso un’altra occasione per fornire risposte precise, non ascoltando le istanze della cittadinanza. Stavolta si tratta del Municipio III e della casetta del Parco della Cecchina, da anni sede di associazioni, ma negli ultimi mesi caduta in uno stato di abbandono. E‘ stata presentata una raccolta firme, con più di 300 adesioni, per chiedere che la struttura torni alla cittadinanza, 

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attraverso un bando. Il consigliere municipale Riccardo Evangelista aveva presentato anche una mozione in aula nei giorni scorsi in tal senso, ma la maggioranza l’ha bocciata. Questo è il disinteresse dei grillini verso le problematiche e le richieste provenienti dal nostro territorio, in particolar modo continuano a dimostrarsi distanti dai quartieri e dalle esigenze di chi vi abita”

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Antonello Aurigemma

Lo dichiara il Capogruppo di Forza Italia della regione Lazio Antonello Aurigemma.

(A cura di Alessandro Pino)

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Settebagni, locali Asl chiusi: servizio 118 trasferito e cup e prelievi sospesi. Qualche notizia in più

24 Ott

Temporaneamente o per sempre, ancora non è chiaro.Quel che è chiaro è che Settebagni lotterà per riavere indietro i servizi che vengono ritenuti irrinunciabili

 

wp-1477049211608.jpegI primi ad allarmarsi, circa una settimana fa erano stati i dipendenti del 118, trasferiti nel giro di un pomeriggio e senza tante spiegazioni, alla sede del 118 di Prima Porta. Si parlava di un sopralluogo degli ingegneri dell’Ares e della Asl che avevano trovato la sede di Salita della Marcigliana inagibile, per non meglio specificati problemi. Di venerdì pomeriggio non era stato possibile sapere di più, nonostante le tante telefonate personali e del Comitato di Quartiere agli uffici coinvolti. Nessun foglio di spiegazioni, nessun sopralluogo dei vigili del Fuoco notificato come da prassi con un’affissione sui muri esterni. Dal cancello rimasto aperto era possibile fare un giro intorno alla struttura senza che ad occhio nudo un tecnico esperto potesse rilevare qualcosa di anomalo.

Un intero fine settimana per fare congetture e scervellarsi, per abbandonarsi a timori alimentati da anni di lotte per mantenere il presidio attivo, con in mente il ricordo dell’annus orribilis 2008, quando per una decisione presa nei piani alti –  decisione poi disconosciuta finanche dalla politica, tanto da rientrare a causa delle sentite proteste dei residenti e per l’asserita irrinunciabilità del sito da parte dell’Ares, trattandosi di area strategica, in grado di far coprire celermente una larga fetta di raccordo e di autostrada e data la vicinanza, in tempi di percorrenza per l’ambulanza, all’ospedale S. Andrea – sembrò che una casa famiglia dovesse sostituire, cancellandoli, il servizio di base 118 e l’ambulatorio prelievi della Asl.

Fino ad allora, nei locali di quella che un tempo era stata la condotta medica, vi erano state anche le visite specialistiche di cardiologia, ortopedia e diabetologia, le più richieste dalla popolazione, prevalentemente anziana, che nel centro trovava risposta alle proprie necessità, conservando anche e soprattutto l’indipendenza dalle famiglie di origine e senza la necessità di ricorrere ad aiuti esterni. Poi, lentamente, la sottrazione di specialisti e di giorni d’apertura, salti di tensione e scollegamento della rete informatica, una serie di piccoli imprevisti, ritardi, disservizi, nessuno dei quali ha però mai riuscito a scoraggiare l’utenza, decisa a mantenere un servizio essenziale per la salute.

Ogni anno, con il periodo estivo si è ripresentato puntuale lo spauracchio della chiusura definitiva a fine ferie. Ferie che in questa struttura comportano una riapertura sovente a fine settembre. Ogni volta riottenuta a forza di telefonate e lettere di protesta. Ogni volta, le risposte, ufficiose ovviamente, fanno pesare il servizio erogato non come dovuto ma come concesso, come se si trattasse di un capriccio che costa caro, in primis agli impiegati e ai sanitari che qui vengono costretti. Si perché, ufficiosamente, sarebbe chi ci lavora a non voler tornare qui, troppo fuori mano, lontano dal centro di un Municipio che già di per sè è periferia cittadina, senza il conforto di un bar nelle vicinanze e dalle cui finestre si vedrebbe il nulla, solo campagna. Se il problema fosse questo, basterebbe mettere dei distributori automatici, soluzione nemmeno troppo complicata da realizzare per l’ufficio tecnico municipale. Per la destinazione non di gradimento, oibòh! Ci sono posti peggiori, sulla faccia della Terra..Ogni volta l’asserita antieconomicità del mantenere in vita il presidio viene ritirata fuori, come se un servizio pubblico per esistere dovesse rendere come un’attività privata, come se fosse stato assunti personale appositamente e pagato affitti, quando l’edificio è proprietà comunale, ceduto in comodato e come detto prima, gli operatori vengono distaccati da altre sedi.

Ben si comprende perciò il livello di allarme suscitato dalla mancanza di notizie, di cui era a digiuno ufficialmente  peraltro anche il Municipio fino a giovedì, giorno in cui è stata comunicata da parte della Asl la chiusura alla presidenza a guida pentastellata di piazza Sempione, subito attivatasi ma impossibilitata a fare alcunchè senza un esito ufficiale, fino a data di fine verifiche, senza una spiegazione di sorta sulla natura degli eventi che hanno portato a tanta decisione. Con il beneficio però, di un aumento nella quantità di prelievi nelle strutture, non raggiungibili senza automobile, di largo Rovani e via Lampedusa. Un beneficio aumentato a chi già gode del servizio, con la possibilità di rivolgersi presso le numerose strutture convenzionate ivi esistenti. Zero per gli utenti di Settebagni, Castel Giubileo e Fidene, naturale bacino di utenza.

A forza di cercare notizie però, qualcosa, sia pur in maniera ufficiosa al momento, si è riusciti a trovare. Attraverso Marco Bentivoglio, capo staff del vice presidente Antonello Aurigemma della commissione Sanità alla regione Lazio, fonte quindi più che attendibile, giunge la notizia che il problema di inagibilità dei locali è dato dalle infiltrazioni di acqua dal terrazzo e che i lavori, stimati della durata di una quarantina di giorni, verrebbero realizzati da una ditta che ha in gestione la manutenzione, senza quindi la necessità di indire gare di appalto che avrebbero allungato di molto i tempi di riapertura.

Riapertura che a questo punto sembra certa. Quanto meno per quel che riguarda l’Ares 118. Anche se non si comprende per quale motivo una spiegazione così semplice ha richiesto un tempo di acquisizione così lungo e travagliato, perchè anche il Municipio abbia dovuto ricevere una risposta generica e non in grado di soddisfare la popolazione, perché si sia dovuti risalire fino in regione ad un organo apicale, nemmeno si trattasse di un grande nosocomio. Forse perché non vi è alcuna voglia da parte della Sanità pubblica di restituire il presidio ai residenti? Perché sarebbe un modo facile per qualche dirigente per poter dire “ho tagliato spese, ho chiuso una struttura marginale e periferica” , senza risparmi effettivi ma con molta resa in termini di marketing del risultato? Speriamo di no, ricordando l’importanza del servizio. Il CdQ di Settebagni ha indetto un’assemblea in proposito, per il giorno 3 novembre, durante la quale saranno discusse le risposte ottenute e i tutti i mezzi più efficaci per salvaguardare la struttura, portando la protesta in ogni luogo ritenuto valido.

In data odierna è stata protocollata una mozione a firma di Riccardo Evangelista, consigliere della Lista Marchini del III Municipio, afferente la situazione dei servizi asl e 118 di stanza a Settebagni.

Luciana Miocchi

 

Settimana decisiva per i rifiuti di Roma

18 Lug

Audizione in regione dell’Assessore all’ambiente, domani audizione pubblica. Giovedì scorso riunione dei residenti interessati alle esalazioni dell’impianto di via Salaria

13726676_870748813031838_8376317702358300769_nE’ iniziato alle tre e mezza di oggi il consiglio straordinario alla Regione Lazio sulla questione rifiuti. Ad esso sta partecipando una delegazione di cittadini che possono però soltanto assistere senza intervenire, mentre domani vi sarà un’audizione, sempre in regione, in cui i cittadini potranno intervenire.

Secondo quanto postato da chi è presente, l’assessore regionali dell’ambiente Buschini, nell’illustrare la sua relazione al consiglio, sull’impianto Ama Salario ha detto: «L’impianto e’ stato autorizzato il 31/3/2011 per 5 anni. La scadenza era quindi 31/3/2016. Nel frattempo l’approvazione del Dlg 46 nel 2014 ha precisato che la durata delle autorizzazioni venivano raddoppiate passando da 5 a 10 anni. L’Ama il 9/9/2015 ha chiesto indicazioni per presentare il rinnovo delle autorizzazioni e il 30/03/2016 ha presentato la fidejussione ottenendo la proroga dell’autorizzazione fino al 31/03/2021. L’ubicazione e la scelta degli impianti di trattamento dei rifiuti spetta a Comune e Ama. Se Ama non avesse chiesto come prorogare e non avesse presentato le garanzie per la fidejussione l’impianto ora NON sarebbe autorizzato. Spetta a Comune e Ama come riconvertire l’impianto».

13718689_10210046718554720_8684618055263109389_nQuindi, responsabili dei disagi che si trovano a sopportare i residenti del quadrante Nord della città di Roma, sono, ognuno per la propria competenza, l’azienda municipalizzata ambiente, il Comune di Roma e la regione Lazio per quel che riguarda il piano rifiuti, ma i primi due sono gli unici che possono decidere circa la delocalizzazione o la chiusura dell’impianto.

Giovedì sera, alla riunione spontanea a Largo Labia, dove erano presenti un numero di persone tale da riempire ogni spazio a margine del parco, durante gli interventi di Fabrizio Lai, interventista a favore di una manifestazione sotto gli uffici della regione, Daniele Poggiani del comitato spontaneo Villa Spada, esperto della parte tecnico-burocratica della vicenda e Cristiano Bonelli, consigliere della LM, erano stati esposti i risultati l’incontro tra tecnici e legali, ovvero la decisione di procedere ad una raccolta firme e a una denuncia contro Ama, tentando di protare in Procura il danno alla salute per i residenti, oltre che proseguire nel portare documentazione in Comune e in Regione, battendo anche la via politica alla risoluzione del problema. Inoltre, dato il numero elevato di residenti che hanno manifestato il desiderio di portare supporto alla delegazione che verrà ricevuta martedì, è stata presa la decisione di organizzarsi per arrivare, in maniera pacifica e assolutamente non polemica, fino alla remota sede degli uffici regionali

Nella giornata di giovedì vi era stato anche un incontro con il nuovo presidente m5s del Muncipio, Roberta Capoccioni, intervenuta anche nell’incontro serale, tornata a dichiararsi disponibile a farsi promotrice presso Regione e Comune perchè si trovi una soluzione politica ai rifiuti di Roma, invitando Arpa, asl, Regione e Comune ad un tavolo.

Luciana Miocchi

 

IV Municipio di Roma Capitale: l’assessore Francesco Filini tenta il grande salto in Regione

22 Feb

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Francesco FiliniA pochi giorni dal voto per le elezioni politiche nazionali e per le regionali, Francesco Filini, assessore alle politiche sociali del IV Municipio di Roma Capitale, passato a Fratelli d’Italia neo formazione di Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto staccatisi dal Pdl, risponde ad alcune domande sul suo presente e futuro politico

Come è maturata la scelta di lasciare il Partito delle libertà per lanciarsi nell’avventura tutta nuova di fratelli di Italia?

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le primarie che il PdL aveva promesso e non ha mai voluto fare. Dalla fusione tra AN e FI è nato un partito verticistico senza alcuna regola (io ero nel direttivo romano del PdL, organo mai convocato in 5 anni…) e che ha paura di confrontarsi con la base, di fronte ad una legge elettorale così infame si doveva dare parola agli elettori, per evitare di trovarsi in lista show girl e raccomandati di ogni genere. Fratelli d’Italia è un movimento nuovo, fatto di gente giovane che viene da un percorso politico territoriale, con una classe dirigente che sa confrontarsi con i cittadini e che sa ascoltarli. Da sempre credo nel contatto diretto tra chi rappresenta e chi è rappresentato.

Quali sono le nuove responsabilità in FdI che ha assunto?

In FdI guido l’ufficio elettorale, mi sono dovuto occupare di presentare le liste in tutta Italia, fortunatamente è andato tutto liscio. Anche perché il panino l’ho mangiato dopo aver consegnato la documentazione, non “mentre” come fece qualcuno tre anni fa…

Se dovesse andare male alle regionali, si candiderà di nuovo in Municipio o sceglierà altre strade?

Non mi ricandiderò al consiglio del IV Municipio, dove sono ben rappresentato. Ora sono concentrato sulle regionali e sto lavorando affinché Fratelli d’Italia cresca da subito.

Perchè un elettore dovrebbe votare Francesco Filini alla Regione?

Perché viviamo nell’epoca della crisi della politica, che va superata prima ancora di quella economica. Non abbiamo speranza di risollevare le sorti del nostro paese se non ci riappropriamo della politica, quella fatta con serietà, competenza e passione. E credo che possa farlo bene chi conosce i problemi della gente, avendo lavorato sul territorio.

Quale esperienze porterebbe in regione, in questi cinque anni da assessore municipale cosa ha imparato?

Ho imparato che il territorio, le associazioni, i cittadini, sono una risorsa inesauribile. Chi fa politica deve aprire le porte dell’amministrazione a chi è portatore di idee nuove e principi sani. In Regione mi batterò per l’introduzione di una moneta complementare e per l’installazione di una WI-FI di tipo mesh di proprietà popolare. L’economia locale è il presupposto per la crescita, per creare nuovi posti di lavoro: solo così potremo evitare il declino.

Luciana Miocchi

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