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Ancora intoppi per l’asilo nido di Castel Giubileo, un contenzioso blocca l’ultimazione dei lavori – di Luciana Miocchi

24 Feb

Parla l’ex presidente del Municipio (2008-2013) Cristiano Bonelli, colui che ne decretò la chiusura nove anni fa. Qui l’articolo dell’epoca https://lucianamiocchi.com/2012/07/13/roma-iv-municipio-a-castel-giubileo-chiude-lasilo-nido-per-problemi-di-umidita-riaprira-quando-non-si-sa/ e la situazione due anni dopo, nel 2015 https://lucianamiocchi.com/2015/08/06/castel-giubileo-sempre-peggio-lasilo-castello-di-gelsomina-e-il-parco-di-via-bolognola-fotogallery-di-alessandro-pino/

L’asilo nido di Castel Giubileo è ormai in disuso da più di nove anni, quando il presidente del Municipio del tempo, Cristiano Bonelli, prese la decisione di chiuderlo a seguito di segnalazioni alla asl e di una certificazione di un pediatra sui rischi per la salute dei piccoli, in quanto i locali risultavano umidi e insalubri e trasferire le attività a più di cinque km di distanza, in un edificio destinato a scuola primaria e che fu riadattato per l’occasione, impossibile da raggiungere da Castel Giubileo e Settebagni, il bacino di utenza della struttura, senza l’uso di un mezzo privato. Si sono alternate da allora, diverse presidenze in Municipio e la ferita con le istituzioni è rimasta aperta a lungo, perché ben presto si capì che non vi sarebbe stato un ritorno, né a breve né a medio periodo. I primi finanziamenti cominciarono ad arrivare a metà della consiliatura Marchionne, nel 2016, dopo aver sgomberato l’area da un’occupazione abusiva e aver contato i danni, mentre quella Capoccioni se ne disinteressò, ritenendone l’utilità marginale, rispetto le nuove zone in espansione del Municipio. Poi rimaneva il problema dell’assunzione di nuove operatrici, visto che ormai il Castello di Gelsomina, integrato nel complesso residenziale di via Lea Padovani e raggiunto dai mezzi in partenza da Porta di Roma, era divenuto inamovibile. Con l’insediamento della giunta Caudo, nella seconda metà del 2018, tenuto conto anche delle risorse impiegate per la prima tranche dei lavori di risanamento, il progetto di riportare il nido a Castel Giubileo ha ripreso quota, con lo stanziamento di altri fondi e l’emanazione di un bando per la fornitura di arredi, infissi e altri lavori a completamento. Poi il covid ha rallentato tutto. Poi..ancora un inciampo. Si è aperto un contenzioso sui lavori di impermeabilizzazione della copertura. Nei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo nel cantiere della struttura, al quale hanno partecipato sia il Presidente del Municipio Giovanni Caudo sia il Direttore del III, Patrizia Di Nola, sia alcuni consiglieri, sia Cristiano Bonelli, nella sua veste politica di coordinatore della Lega, che ne ha dato notizia.

Bonelli, come mai ha partecipato a un sopralluogo all’asilo nido chiuso di Castel Giubileo? Non è neppure consigliere

Oltre ad averlo fatto io il sopralluogo, lo ha fatto Caudo e la Di Nola. Tranne l’assessore ai lavori pubblici (Francesco Pieroni, ndr) a cui sono sfuggiti 270000 euro in parte buttati, come si evince dal capitolato, che è noto. L’ufficio tecnico, senza la vigilanza della politica, ha fatto una gara senza prevedere l’intervento sul solaio, che è fondamentale, perché mette in isolamento da piogge esterne il tetto e, quindi, tutta la struttura. Riassumo i fatti brevemente: se ne accorgono in secondo tempo, quando la ditta comincia ad intervenire e segnala la mancanza. L’ufficio tecnico, anziché ammettere l’errore di non averlo messo nel capitolato degli interventi da effettuare, pretende che venga fatto comunque, senza aumentare l’importo da liquidare, nonostante i costi lievitati. Così si irrigidiscono i rapporti, addirittura si arriva a ipotizzare il blocco dello stato di avanzamento lavori e a rimandare tutto a una possibile causa, con l’incasso di quanto già realizzato rimandato a fine giudizio. Cominciano a litigare, il responsabile della ditta si impunta e dice ma che voi, davero  davero te la piji con me? Io ho fatto i lavori a puntino, te lo ho arredato, ci stanno le lavatrici, i banchi i lettini per i bambini, tutto preciso. Peccato che dopo venti giorni, un mese, le piogge, senza l’isolamento superficiale, l’acqua comincia ad entrare. Quindi i soldi che sono stati spesi per ristrutturarlo e rimetterlo a nuovo sono di fatto svaniti, non tutti, però bisogna fare un altro intervento per levare le perdite, la muffa eccetera eccetera. In tutto questo, hanno cercato di intervenire. Sono intervenuti in presenza sia il Presidente del Municipio, Caudo, sia la direttrice, Di Nola, dicendo ma qua, si è impuntato il nostro dell’ufficio tecnico ..ed ecco cosa sta succedendo.

Se ne sta interessando perché nove anni fa lo chiuse lei?

Se la vogliamo dire tutta, visto che allora mi fecero a pezzi perché io ebbi il coraggio di chiuderlo dopo il parere dei pediatri della asl, quelli che hanno fatto i lavori adesso hanno scoperto che le fognature erano a dispersione, quindi i bambini galleggiavano nella fogna, perché a dispersione vuol dire che non c’è un indotto nella fognatura e quindi non solo l’acqua della falda che è collegata con il Tevere, ogni volta che si alza il fiume, spingeva sul pavimento dell’asilo, l’acqua di fatto trasudava e i bambini si ammalavano continuamente, ma era anche fogna, capito.

Lei però non ha risposto sul perché è andato lei. Non c’era disponibile nessuno dei consiglieri municipali della Lega?

Castel Giubileo come noto è quartiere da tutti abbandonato e da me preso sottobraccio e le persone che ci vivono sono d’oro, è una comunità che non puoi riscontrare da nessuna parte a Roma, è un quartiere che da quando l’ho conosciuto lo seguo ogni volta che posso e in più c’è quell’asilo che grida vendetta, fu chiuso proprio dal sottoscritto per le ragioni che conosce e quindi è normale che l’ho sempre seguito, seguo i solleciti del comitato di Marco Baldinelli, dei residenti e quindi come dire, ripeto, tutti questi puntini chiudono il cerchio. Lei mette il ditino nella piaga, dove stavano i consiglieri? Alcuni sono un po’ inesperti. Però stavo con Mario Astolfi (consigliere municipale della Lega), a dire il vero è venuto anche il consigliere regionale Daniele Giannini, eravamo andati a vedere il parco vicino, degradato (confina con l’asilo, ndr).

Dirò di più. La Di Nola, attuale direttore del Municipio, per un periodo, fino a pochissimo tempo fa ricopriva anche la direzione tecnica, nonché quella dei servizi sociali, in contemporanea. Una e trina. Avevamo il direttore che scriveva al capo dell’ufficio tecnico, che era lei, come nel caso del progetto di piazza Sempione, dove mandava, come prassi prevede, come Direttore, la delibera di giunta al direttore della direzione tecnica che era sempre la Di Nola, posso immaginare che verifiche, che controlli. Ma insisto nel dire che è mancata la politica, con i soldi pubblici impiegati solo per fare belle figure.

Luciana Miocchi

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