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Riccardo Corbucci, dal III Municipio a coordinatore del forum della legalità del Pd Roma. 

27 Ott

13173253_10153545301856272_1162402719043901802_oIeri si è tenuta, presso il circolo Pd dei Parioli la prima riunione del Forum per le legalità del Pd Roma, di cui è stato nominato coordinatore Riccardo Corbucci, ex presidente del consiglio Municipale di Roma Montesacro.

Dopo il terremoto delle dimissioni controverse del Sindaco Marino, il commissariamento del partito e una classe dirigente tutta da ricomporre, il Pd sembra aver imboccato un nuovo corso, quanto meno diverso, con l’intento di tornare un interlocutore credibile sulla scena cittadina. Di seguito, l’intervista con l’esponente dem, che dopo l’esperienza municipale sembra decisamente proiettato verso una dimensione più ampia.

Recentemente è stato nominato coordinatore del Forum Legalità del Pd Roma, cosa significa?

Il Pd di Roma, in attesa del congresso che ci sarà a febbraio 2017 e che metterà fine al periodo di commissariamento, si è dotato di forum tematici, aperti a tutti, che si occupino di ascoltare idee ed elaborare strategie e proposte per affrontare le questioni più urgenti della città. A me è stato affidato il compito di coordinare il forum sulla legalità, un tema che mi è sempre stato molto a cuore e che cercheremo di declinare nelle sue molteplici sfaccettature.

Le vicende di Roma Capitale hanno influito sulla decisione di istituire un forum sulla legalità?

Per quanto riguarda la mia esperienza politica, la legalità è sempre stata al primo posto. Non si possono compiere scelte politiche, senza tenere in considerazione il diritto, che è il fondamento del nostro vivere civile. A Roma, come in altre parti del nostro Paese, più volte la politica ha creduto di poter fare a meno della legalità. Non sto parlando della corruzione negli appalti pubblici o dell’inchiesta di Mafia Capitale a Roma, che pure hanno dimostrato come ci siano in tutti i partiti le mele marce. Mi riferisco invece ad un certo modo di fare politica, che va di moda anche in questi giorni, che porta gli amministratori a compiere atti, talvolta persino in buona fede, che tuttavia non sono compatibili con il rispetto delle leggi e delle norme.

Può fare qualche esempio pratico?

erto. In questi mesi i cittadini sembrano apprezzare quei politici che rispondono sui social e magari con la telefonata giusta al dipendente dell’Ama, provvedono a spazzare la strada o il marciapiede segnalato. Il tutto viene poi documentato da fotografie, che mostrano il lavoro fatto su chiamata diretta e che ricevono molti “like”. Ecco non tutti magari sanno che oggi l’intervento di quel politico potrebbe configurarsi in una fattispecie di reato ben precisa, che si chiama “traffico di influenze illecite”. Non è più necessario che ci sia uno scambio di denaro, perchè si può facilmente presupporre come la merce di scambio, per ottenere un servizio di cui avrebbero diritto tutti i cittadini, ma che ricevono soltanto quelli che conoscono il “politico” giusto, possa essere il voto in cabina elettorale.

Ma è paragonabile il politico che ruba con quello che cerca di risolvere un problema, seppur fuori dalla regole? 

Questo è il punto cruciale. Dobbiamo affrontare il tema della legalità nel suo complesso e non aspettare la catarsi che ogni decennio arriva sotto forma di inchieste giudiziarie. Dobbiamo chiederci la ragione, per cui dopo Tangentopoli, ci siamo ritrovati con altri scandali, fino ad arrivare ai processi in corso di Mafia Capitale. Il problema non sono soltanto i politici o gli amministrativi che rubano. Quelli sono ladri comuni, la cui unica peculiarità è quella di rubare a tutta la collettività e non al singolo cittadino. La questione è mettere al centro della discussione politica nazionale e romana un tema non più rinviabile. Bisogna essere in grado di risolvere i problemi delle persone, adottando provvedimenti che siano giuridicamente inattaccabili. Per farlo c’è bisogno di una classe politica onesta sicuramente, ma assolutamente preparata. Quando si mette la legalità al primo posto, si rischia quasi sempre di colpire poteri e interessi consolidati. Per farlo, quindi, c’è bisogno di comprendere appieno cosa si stia facendo. Saper leggere un bilancio, comprendere una citazione del tribunale o un ricorso al tribunale amministrativo, non possono essere degli optional per chi vuole fare politica, ma le credenziali con le quali ci si candida. Anche qui l’esempio di vita aiuta a capire meglio. Quando stiamo male cerchiamo un medico bravo, di esperienza e che abbia una buona fama. Non andiamo dal seppur in gamba studente universitario. Questo principio va applicato anche alla politica.

Hanno messo lei, che ha denunciato in passato gli scandali dei Mondiali di Nuoto e della Protezione civile. Insomma hanno scelto uno che parlava di questi temi, anche quando a Roma erano in pochi a farlo.

Faccio il coordinatore di un gruppo di persone, che nei loro campi hanno sempre messo la legalità al primo posto. Ringrazio certamente chi sta cercando di far emergere una classe politica onesta e preparata. Nel Partito Democratico di Roma ci sono migliaia di persone perbene, che possono dare un grande contributo per far ripartire la città e che con umiltà chiedono scusa ai romani, anche per colpe che non sono loro. Il compito della politica e dei partiti deve tornare ad essere quello di far emergere le persone oneste e preparate, non quelle che sono più capaci ad accaparrararsi le risorse, distribuendo in cambio favori. Tuttavia le energie che ci interessano ancora di più sono quelle delle tante persone che hanno perso fiducia nelle istituzioni. Sono i tanti che hanno scelto di non andare a votare, perchè non ne potevano più di dover ammettere, dopo poco tempo, ho sbagliato a votare quel Sindaco. Dobbiamo tornare a meritare la fiducia di quei romani, che sono la stragrande maggioranza. 

Il sistema politico amministrativo di Roma è un paziente terminale o ha ancora speranza di riprendersi?

Roma ha toccato il fondo. Purtroppo il cambiamento promesso dal M5S si è arenato fin dai primi passi. Bisogna sicuramente dargli tempo per governare, tuttavia chi fa opposizione ha già il diritto di poter far notare come non si sia rotto con il sistema del passato. Lo si capisce bene nella scelta e nella strenua difesa di assessori, come Paola Muraro, il cui passato è legato ai personaggi che contavano in Ama all’epoca di Alemanno o di collaboratori del Sindaco come Salvatore Romeo o Raffaele Marra. Quelli che professavano la trasparenza e volevano lo streaming, adesso si riuniscono sempre a porte chiuse. Quelli che contavano i minuti di presenza nelle commissioni, non riescono a scorgere gli abnormi conflitti di interessi dei loro assessori. Roma non avrebbe meritato di dover scoprire anche il volto più conservatore del M5S. Per questo il forum legalità del Pd Roma dovrà occuparsi anche di far emergere queste contraddizioni, lavorando per costruire le proposte politiche che possano contribuire a restituire dignità alla nostra città.

Luciana Miocchi

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