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Je suis Miriam Sermoneta – di Alessandro Pino

24 Mar

A tre anni dalla morte della guardia giurata che si uccise denunciando disagi, egoismo e indifferenza

sermonetaSono ormai tre anni che Miriam Sermoneta si è uccisa: la ragazza, di professione guardia giurata, si sparò al cuore nella propria abitazione vicino Tivoli il 24 marzo del 2012. Vicino al corpo fu trovata una breve lettera, ideale epilogo di quella che aveva indirizzato apertamente al Presidente della Repubblica tempo prima, denunciando il disagio per un lavoro mal pagato e fatto di disagi, pericoli e precarietà di ogni genere, ultima in ordine di tempo lo stato di crisi della società di vigilanza per cui lavorava, la Axitea, in passato meglio conosciuta come Mondialpol Roma. Dopo qualche giorno di immancabile polverone mediatico sull’argomento venne presto dimenticata nell’egoismo e nell’indifferenza più totali, dando ampia evidenza di cosa potesse aver contribuito alla sciagurata decisione di puntarsi addosso la canna della pistola e premere il grilletto. A Miriam fu risparmiato di vedere cosa accadde dopo, quando fu chiaro che la Axitea avrebbe proceduto con il mettere in mobilità oltre cento guardie senza incontrare la minima resistenza – da cui paradossalmente si sarebbe salvata in quanto “quota rosa” – e uscì il peggio da troppe persone: come naufraghi che si prendono a morsi contendendosi una ciambella di salvataggio condannando ad annegare il più debole, chi ne aveva la possibilità cercò di imbucarsi sgomitando in altre aziende, altri riuscirono a farsi dichiarare praticamente incedibili dai clienti presso i quali prestavano servizio, svicolando così dalla lista dei condannati alla perdita del lavoro. E intanto che la mattanza andava avanti, si aveva l’impressione che troppo spesso nei superstiti, quelli che si erano salvati, prevalesse un atteggiamento pilatesco, del tipo “ci dispiace ma non è dipeso da noi, non potevamo fare altro”: in fondo, per loro la vita continuava, la pelle l’avevano salvata, la dignità in alcuni casi no, ma con quella non si mangia. La cattiveria umana ha dunque prevalso e chi dovrebbe vergognarsi non ci pensa minimamente, appagato di aver mantenuto il proprio meschino privilegio: sul piano materiale i cattivi hanno vinto, ma rimangono azzerati nel confronto con la figura di Miriam, tragica e tormentata eroina in armi del Ventunesimo secolo il cui nome non a caso viene oggi perpetuato da un concorso letterario, ricordandola così a un livello superiore a quello delle umane bassezze nelle quali si trovò a naufragare.

Alessandro Pino

 

 

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Una Risposta to “Je suis Miriam Sermoneta – di Alessandro Pino”

  1. cristiana santoro 30 marzo 2015 a 15:24 #

    Un articolo che dice tanto e denuncia la malattia più grave dell’umanità, l’indifferenza e l’egoismo. Miriam non voleva interrompere la sua esistenza ma la sua richiesta di aiuto precedente al suo gesto non venne riconosciuta e accolta da nessuno……….

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