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Il “Palo della Morte” di “Un sacco bello” a Vigne Nuove verrà ricordato ufficialmente dal Terzo Municipio – di Alessandro Pino

21 Dic

[ROMA] Una scena cinematografica entrata ormai a far parte dell’immaginario collettivo italiano e romano in particolare, quella del cosiddetto “Palo della Morte” nel film “Un sacco bello” di e con Carlo Verdone, presto lo sarà anche ufficialmente. Per i più giovani che magari non hanno ben presente di cosa si tratti, è il traliccio dell’alta tensione presso cui uno dei personaggi interpretati da Verdone nel film del 1980 dá appuntamento a un amico il giorno di Ferragosto per partire insieme a bordo di una Fiat Dino Spider in direzione della Polonia- all’epoca oltre la Cortina di Ferro- sperando di fare strage di cuori al prezzo di qualche penna biro e qualche calza di nylon. La scena fu girata in via Giovanni Conti (zona Vigne Nuove) e pur essendo i luoghi molto cambiati da allora- a partire proprio dal traliccio della corrente, rimosso da tempo- sono ben riconoscibili i caratteristici edifici popolari con i cilindri di cemento, tanto è che ogni 15 agosto numerosi fan della pellicola si riuniscono nel punto in cui fu girata la scena per celebrare il film e il suo protagonista e regista. Ebbene, è stata infatti votata dal Consiglio del Terzo Municipio (quello in cui si trova la strada) una mozione con cui si impegnano il Presidente e la Giunta municipali ad attivarsi per installare una targa celebrativa nel luogo in cui sorgeva il “Palo della Morte”, allo stesso modo in cui ad alcune centinaia di metri di distanza è stata ricordata la location di “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica, girato in zona Val Melaina. La mozione ha avuto come primo proponente Fabrizio Bevilacqua del gruppo Lega Salvini ma è stata comunque firmata da esponenti di maggioranza e opposizione.

Alessandro Pino

(nel fotomontaggio la location nella pellicola del 1980 e oggi)

In giro per Roma a caccia di location cinematografiche – di Alessandro Pino

6 Ott

PINOlocationromacoppede (pubblicato su http://www.di-roma.com)

Riconoscere luoghi familiari nelle scene di un film magari di parecchi anni or sono, con sorpresa e anche compiacimento, constatandone l’eventuale mutazione nel tempo. Oppure, seguendo un procedimento inverso, cercare di rintracciare dove sia stata girata una certa scena, scoprendo a volte che spesso per ragioni di economia angoli e scorci della Capitale (ma non solo) sono stati spacciati per tutt’altro posto nella finzione. Quanti tra i lettori – oltre a chi scrive – coltivano questo interesse, magari tenendolo per sé ritenendo si tratti di una stravaganza? Ebbene, adesso si può fare outing cinefilo scoprendo di essere in nutrita e qualificata compagnia: in libreria c’è Roma, si gira! 2 libro dedicato alle location cinematografiche capitoline nelle pellicole degli anni Settanta e Ottanta (seguito di un primo volume riservato alle pellicole fino agli anni Sessanta).

via Giovanni Conti

via Giovanni Conti

Il volume edito da Gremese è il naturale sviluppo di un percorso nato in rete con il forum cinefilo «Davinotti.com» a opera di Mauro D’Avino che ne è coautore assieme a Lorenzo Rumori. Grazie al contributo di numerosi e incalliti “cacciatori di location”è stato possibile individuare negli anni (il sito è nato nel 2006) una quantità di ambientazioni che avrebbero richiesto un’enciclopedia invece dell’agile volumetto ora proposto, in cui ne è appunto elencata solo una parte. Tra quelle relative al quadrante nordorientale della città si annoverano i palazzoni a elementi cilindrici di via Giovanni Conti visti in Un sacco bello di Carlo Verdone; l’inquietante complesso residenziale realizzato dallo studio Coppedè agli inizi del Novecento, apparso in svariate pellicole (Inferno di Dario Argento, per citarne una che rende l’idea dell’atmosfera che ispira il luogo); altrettanto lugubre l’orfanotrofio abbandonato di via Bartolomea Capitanio (traversa di via della Marcigliana) visto in La banda del gobbo con Tomas Milian.

via Bartolomea Capitanio (Marcigliana)

via Bartolomea Capitanio (Marcigliana)

Il libro e il sito sono una vera manna per i nostalgici di una Roma ormai scomparsa, disseminata di cabine telefoniche e vespasiani in marmo, percorsa da un parco circolante di produzione quasi esclusivamente nazionale (immancabili la gloriosa Alfetta e gli autobus Lancia Esagamma). I lettori possono divertirsi anche provando a individuare qualche ambientazione finora non “radarizzata” (ovvero confermata con tanto di coordinate geografiche, in gergo davinottiano) e anche una delle firme di questa testata ha voluto fornire il suo contributo segnalando che nella propria abitazione (sita lungo la via Salaria in località Settebagni) fu ambientato un episodio della serie televisiva Uno di noi con protagonista Gioele Dix: menzione d’onore fuori concorso, per così dire, esulando dalla categoria cinematografica.

Alessandro Pino

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