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Piazza Bologna e Annibaliano: dava appuntamento ad aspiranti attrici per abusarne in finti provini- di Alessandro Pino

13 Ago

[ROMA] Si spacciava per regista cinematografico organizzando dei finti provini per un fantomatico film dal titolo “Miele Amaro” nei quali abusava di giovani aspiranti attrici alle quali dava appuntamento presso le fermate metro di piazza Bologna e piazza Annibaliano. Per questo un uomo di circa quarant’anni è stato arrestato dai Carabinieri poiché ritenuto responsabile di violenza sessuale contro otto ragazze. Le indagini si sono svolte tra febbraio e luglio di quest’anno dopo le denunce di alcune giovani donne. Le aspiranti attrici venivano invitate a un primo incontro organizzato presso uffici affittati appositamente per carpire la loro fiducia nella possibilità di recitare nella pellicola. In seguito veniva organizzato un secondo incontro, senza però indicare un indirizzo preciso ma dando loro appuntamento nei pressi di fermate della metropolitana, nella maggior parte dei casi piazza Annibaliano e piazza Bologna. Da lí le ragazze venivano accompagnate in appartamenti dove l’indagato ne abusava, chiedendo loro di provare con lui la parte e approfittando in tal modo per compiere atti di violenza sessuale: secondo l’accusa per raggiungere lo scopo faceva loro credere che il compimento degli atti sessuali da lui richiesti fosse la dimostrazione delle loro capacità artistiche e che un rifiuto sarebbe stato indicativo della inidoneità alla recitazione.
Alessandro Pino

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Così parlò…Cazzaniga: intervista a Renato Scarpa- di Alessandro Pino

25 Lug

Renato Scarpa, l’attore celebre per la sua partecipazione a pellicole divenute di culto degli anni Ottanta come “Così parlò…Bellavista” di Luciano De Crescenzo (in cui interpretava il milanese dottor Cazzaniga capo del personale dell’Alfasud di Pomigliano D’Arco), “Ricomincio da tre” di Massimo Troisi (dove era il complessato Robertino) e “Un Sacco Bello” di Carlo Verdone (in cui era l’ipocondriaco Sergio) ha presenziato nella Capitale nel pomeriggio del 24 luglio all’inaugurazione di una targa a ricordo del quarantennale del film dell’attore e regista romano. Attorniato dai fan e dai cinefili, il maestro Scarpa, accompagnato dallo scrittore e regista Paolo Silvestrini, rispondendo ad alcune domande sui suoi personaggi entrati nell’immaginario collettivo degli italiani, ha commentato: <Per me Napoli è sempre stato il golfo più bello del mondo, è la speranza, la bellezza>.
Qui il video dell’intervista.
Alessandro Pino

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“Un Sacco Bello” quarant’anni dopo: Carlo Verdone scopre la targa al Palo della Morte in via Giovanni Conti- di Alessandro Pino

24 Lug

[ROMA] Quarant’anni dopo l’estate romana in cui si svolgono le vicende del film “Un Sacco Bello”, i fan della pellicola di Carlo Verdone diventata fenomeno di costume si sono ritrovati il pomeriggio del 24 luglio a via Giovanni Conti – come accade da tempo- nel punto in cui si trovava il “palo della morte”, il traliccio della corrente dove si danno appuntamento per un viaggio a Cracovia i due amici Enzo e Sergio, interpretati dallo stesso Verdone e da Renato Scarpa. L’elettrodotto di cui faceva parte il “palo della morte” é stato dismesso da anni, la città non si svuota più d’estate come nel 1980 e infatti i fedelissimi del film che partecipano alla scanzonata celebrazione sono stati numerosissimi, attirati dall’annuncio della presenza proprio di Verdone e Scarpa in occasione dello scoprimento di una targa celebrativa del quarantennale. A occhio varie centinaia di persone presenti, qualcuno ha parcheggiato a bordo strada un’Alfasud rossa come quella di Pasquale Ametrano, l’emigrato in Germania di “Bianco, Rosso e…Verdone”, successiva pellicola del regista e attore romano. Altri discutono tra loro sull’esatta collocazione originaria del traliccio, confrontando i fotogrammi del film su YouTube. A dispetto dei puristi, la targa commemorativa viene collocata ad alcuni metri dal luogo preciso. Altri ancora recitano le battute del film imparate a memoria, si intuisce che lo avranno visto almeno un migliaio di volte. Presenti in forze le troupe di più telegiornali. Vigili che regolano il traffico arginando l’assembramento che arriva ad occupare due marciapiedi e lo spartitraffico centrale con tanti saluti al distanziamento anti Covid. A un certo punto il traffico va in tilt ed è quello il segnale che Verdone è arrivato o almeno così dicono: si sente l’ovazione dalla folla sempre più estesa e concentrata, poi però si allontana e riprende l’attesa. Qualcuno mugugna anche perchè il sole picchia ancora sodo e comincia a diventare una prova di resistenza, c’è chi inizia ad arrendersi mentre filtrano attraverso il passaparola notizie sul fatto che Verdone stia rilasciando interviste nei cortili delle case popolari antistanti, quelle coi caratteristici cilindri di cemento, unico elemento del panorama rimasto nelle stesse condizioni del film, girato quando nei dintorni era ancora tutta campagna. Alla fine arrivano davvero, la folla fa spazio e si mette a cerchio: Carlo Verdone accolto dal presidente del Terzo Municipio, Giovanni Caudo, assieme a Renato Scarpa accompagnato dalla scrittore e regista Paolo Silvestrini. La targa viene scoperta e a quel punto gli argini si rompono, tutti si fanno attorno a Verdone ma i fan più attenti braccano Scarpa per foto, autografi e domande. D’altronde è un attore entrato nell’immaginario collettivo degli italiani per le sue interpretazioni in altre pellicole di culto come “Così parlo…Bellavista” di Luciano De Crescenzo e “Ricomincio da tre” di Massimo Troisi. Ma Renato Scarpa nel 1980 si aspettava che quarant’anni dopo ci sarebbe stato tutto questo? <Quando si fanno le cose si spera che vada bene ma questo è andato oltre, c’era una grande qualità umana sotto, nel grande affetto che Carlo ha per le persone, per la gente. Pieno di umanità e tenerezza, il lato buono della romanità, più zuccheroso di tutti, quando è cinico è più cinico di tutti>. Ci si allontana per tornare a casa con in mente la colonna sonora del film, scritta da Ennio Morricone- scomparso nei giorni scorsi e l’inconfondibile “fischio” di Alessandro Alessandroni.

Carlo Verdone e Renato Scarpa

A lato dell’appuntamento è doverosa una nota politica di precisazione: l’atto originario con il quale si proponeva la collocazione di una targa a ricordo del film “Un sacco bello” fu presentato in Consiglio municipale lo scorso anno dai consiglieri di opposizione Fabrizio Bevilacqua (Lega) e Roberta Capoccioni, ex presidente pentastellata del Terzo Municipio, ora assessore ai Lavori Pubblici nel Quinto.

Alessandro Pino

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Addio a Ennio Morricone, tra le sue colonne sonore una legata a Talenti- di Alessandro Pino

6 Lug

[ROMA] Il mondo dello spettacolo, della musica e della cultura in genere saluta il celeberrimo compositore Ennio Morricone- Oscar nel 2016 per le partiture del film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight” e nel 2007 alla carriera per la sterminata produzione di colonne sonore per il cinema, anche se altrettanto estesa fu quella per la televisione – mancato nella notte al Campus Biomedico all’età di novantuno anni per le conseguenze di una frattura dovuta a una caduta. Tra le sue colonne sonore, una delle meno conosciute è forse quella composta per “L’Umanoide”, un film di fantascienza del 1979 diretto da George B. Lewis (pseudonimo del regista Aldo Lado) che fu girato in parte nei cinestudi Dear di Talenti, oggi Rai dedicati a Fabrizio Frizzi – nell’attuale Terzo Municipio della Capitale – e in cui recitavano diversi attori apparsi in precedenza in pellicole dell’agente 007: Barbara Bach, Corinne Cléry e Richard Kiel . «Era un bel film girato con grande sforzo, ma non poteva competere con le produzioni americane – ricordava il maestro rispondendo a una mia domanda anni fa dopo aver diretto un concerto all’Auditorium Parco della Musica – io cercai di scrivere una colonna sonora in polemica con queste». Un compositore prestigioso e un cast di grido non bastarono a salvare dall’insuccesso un film che si ricorda per le imbarazzanti somiglianze con Guerre Stellari, a partire dal “cattivo” Lord Graal, interpretato da Ivan Rassimov  in un costume spudoratamente simile a quello del ben più famoso Lord Fener.

Alessandro Pino

Ennio Morricone con Aldo Lado
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Quando “Il medico della mutua” di Alberto Sordi aveva lo studio in zona Monte Cervialto- di Alessandro Pino

16 Giu

[ROMA] Sono appena trascorsi cento anni dalla nascita di Alberto Sordi. Fra i tanti ritratti di italiani- non di rado ben poco virtuosi- tratteggiati dal grande attore e regista- non si può fare a meno di citare il medico Guido Tersilli, protagonista de “Il medico della mutua” di Luigi Zampa del 1968, poi riproposto l’anno successivo ne “Il Prof. Dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue”, diretto stavolta da Luciano Salce. Non tutti sanno che una parte del film fu girato nel territorio dell’attuale Terzo Municipio, fra piazza Vimercati, via Cesare Fani e via Monte Cervialto. É infatti in quella zona- allora ultraperiferica e di nuovissima edificazione che il personaggio, giovane medico via via sempre più arrivista, ha lo studio (anzi, due in successione) dove visita un numero crescente di pazienti, raggiungendo ritmi frenetici di lavoro che lo portano al collasso. Ne dá conferma il sito specializzato nella ricerca di location “Il Davinotti“, mostrando fotogrammi della pellicola accostati a immagini recenti riprese con le medesime inquadrature.

Alessandro Pino

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Star Wars: L’ascesa di Skywalker – la stroncatura di Alessandro Pino

31 Dic

[ATTENZIONE: SPOILER] È un dilemma trovare il modo per iniziare la recensione di “Star Wars: L’ascesa di Skywalker”, ultima pellicola – diretta da J. J. Abrams – di una saga di fantascienza cominciata nel remoto 1977 con “Guerre Stellari”, della quale sembra sia il capitolo conclusivo almeno per quanto riguarda il filone della vicenda originaria (essendosene aggiunti nel tempo altri collaterali più o meno ufficiali anche sotto forma di cartoni animati, libri e strisce a fumetti unitamente alle realizzazioni in video sempre più sofisticate di estimatori della serie). È un dilemma perché il film stesso, specialmente nel primo tempo, ha il gusto di un polpettone insipido senza capo né coda anche per chi ha seguito le vicende precedenti, zavorrato com’è di scene con visioni oniriche, salti nell’iperspazio che sembra un apparato digerente, il tutto disseminato qua e là da fastidiosi siparietti di battutine da telefilm Disney per teen ager, immancabili da quando il colosso multimediale americano ha preso in mano la gestione del complesso. Il secondo tempo sembra più lineare e con la definitiva sconfitta dell’Imperatore (personaggio fin a ora creduto defunto ne “Il ritorno dello Jedi” del 1983) chiude il cerchio, come detto, della linea originaria e principale di vicende. Per il resto è il consueto assortimento di inseguimenti tra astronavi, duelli alla spada laser, sparatorie ugualmente laser tra ribelli pezzenti e truppe elitarie (queste ultime con il trascorrere del tempo e dei film sempre più multietniche e all’insegna della parità di genere). In definitiva se i fan della saga non lo perderanno comunque, tutti gli altri specialmente se non edotti sulle vicende potranno tranquillamente fare a meno di vederlo e restare a casa per una tombolata in famiglia.

Alessandro Pino

Star Wars: Gli Ultimi Jedi – la stroncatura di Alessandro Darth Pino

14 Dic

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È uscito nelle sale “Star Wars – Gli Ultimi Jedi”, nuovo episodio della gigantesca saga di retro – fantascienza (essendo ambientanta “Tanto tempo fa, in una galassia lontana”) iniziata nel 1977 da George Lucas con “Guerre Stellari”. Siamo andati a vederlo il giorno della prima in una allegra cornice di figuranti e cosplayer, gli entusiasti cultori della serie vestiti con i costumi dei personaggi che in essa appaiono. E proprio loro (o forse solamente loro) apprezzeranno per partito preso questa pellicola diretta da Rian Johnson, incontrando ancora una volta battaglie tra astronavi, spade laser, animaloni fantastici e alcuni dei personaggi originali, perchè la conoscenza dei fatti precedenti è fondamentale per non rimanere del tutto spaesati in quello che probabilmente è il capitolo maggiormente privo di capo e coda di tutta la saga. Dovranno in ogni caso sciropparsi anche loro lunghe e cupe pause introspettive che zavorrano pesantemente l’azione e che ogni tanto si cerca di ravvivare con battute da situation comedy estranee ai film originari (tanto che ci si aspetta  di sentire le risate registrate in sottofondo) in questo che – nonostante il titolo – NON sarà l’ultimo capitolo della serie.
Alessandro Darth Pino

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