Tag Archives: Star Wars
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Star Wars: L’ascesa di Skywalker – la stroncatura di Alessandro Pino

31 Dic

[ATTENZIONE: SPOILER] È un dilemma trovare il modo per iniziare la recensione di “Star Wars: L’ascesa di Skywalker”, ultima pellicola – diretta da J. J. Abrams – di una saga di fantascienza cominciata nel remoto 1977 con “Guerre Stellari”, della quale sembra sia il capitolo conclusivo almeno per quanto riguarda il filone della vicenda originaria (essendosene aggiunti nel tempo altri collaterali più o meno ufficiali anche sotto forma di cartoni animati, libri e strisce a fumetti unitamente alle realizzazioni in video sempre più sofisticate di estimatori della serie). È un dilemma perché il film stesso, specialmente nel primo tempo, ha il gusto di un polpettone insipido senza capo né coda anche per chi ha seguito le vicende precedenti, zavorrato com’è di scene con visioni oniriche, salti nell’iperspazio che sembra un apparato digerente, il tutto disseminato qua e là da fastidiosi siparietti di battutine da telefilm Disney per teen ager, immancabili da quando il colosso multimediale americano ha preso in mano la gestione del complesso. Il secondo tempo sembra più lineare e con la definitiva sconfitta dell’Imperatore (personaggio fin a ora creduto defunto ne “Il ritorno dello Jedi” del 1983) chiude il cerchio, come detto, della linea originaria e principale di vicende. Per il resto è il consueto assortimento di inseguimenti tra astronavi, duelli alla spada laser, sparatorie ugualmente laser tra ribelli pezzenti e truppe elitarie (queste ultime con il trascorrere del tempo e dei film sempre più multietniche e all’insegna della parità di genere). In definitiva se i fan della saga non lo perderanno comunque, tutti gli altri specialmente se non edotti sulle vicende potranno tranquillamente fare a meno di vederlo e restare a casa per una tombolata in famiglia.

Alessandro Pino

Star Wars: Gli Ultimi Jedi – la stroncatura di Alessandro Darth Pino

14 Dic

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È uscito nelle sale “Star Wars – Gli Ultimi Jedi”, nuovo episodio della gigantesca saga di retro – fantascienza (essendo ambientanta “Tanto tempo fa, in una galassia lontana”) iniziata nel 1977 da George Lucas con “Guerre Stellari”. Siamo andati a vederlo il giorno della prima in una allegra cornice di figuranti e cosplayer, gli entusiasti cultori della serie vestiti con i costumi dei personaggi che in essa appaiono. E proprio loro (o forse solamente loro) apprezzeranno per partito preso questa pellicola diretta da Rian Johnson, incontrando ancora una volta battaglie tra astronavi, spade laser, animaloni fantastici e alcuni dei personaggi originali, perchè la conoscenza dei fatti precedenti è fondamentale per non rimanere del tutto spaesati in quello che probabilmente è il capitolo maggiormente privo di capo e coda di tutta la saga. Dovranno in ogni caso sciropparsi anche loro lunghe e cupe pause introspettive che zavorrano pesantemente l’azione e che ogni tanto si cerca di ravvivare con battute da situation comedy estranee ai film originari (tanto che ci si aspetta  di sentire le risate registrate in sottofondo) in questo che – nonostante il titolo – NON sarà l’ultimo capitolo della serie.
Alessandro Darth Pino

“Rogue One” : stavolta la Forza è fiacca – recensione di Alessandro Pino

15 Dic

Immaginate di recarvi in visita a casa di cari amici che conoscete da una vita e una volta entrati trovare gli ambienti familiari abitati invece da persone a voi sconosciute. Quel che è peggio, incontrare poi qualcuno dei volti a voi noti, ma rimanere sconcertati nel sentirlo parlare con una voce non sua o muoversi in un modo che vi sembra estraneo. Oltraggio finale: l’apparizione del nonno defunto da tempo e resuscitato ma con fattezze da 

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fotoceramica su una lapide. Questa è più o meno la sensazione che si ha durante la proiezione di “Rogue One – a Star Wars story”, ultima pellicola del ciclo di fantascienza Guerre Stellari (iniziato ormai nel 1977 da George Lucas) e diretta da Gareth Edwards. La storia ha un senso soltanto per chi già ha visto i film precedenti – essendo in pratica un ideale prologo dei fatti narrati nel capostipite – e verte sulla ricerca dei piani progettuali di una gigantesca e letale stazione spaziale al fine di trovarne il punto debole. Proprio però chi conosce e apprezza fatti e personaggi originali (la serie rappresenta da sempre un vero fenomeno di costume) ed era ingolosito dalla ventilata possibilità di rivederli in azione, rischia una cocente delusione che cerchiamo di spiegare senza fornire troppe anticipazioni: si attendeva in primis il ritorno sullo schermo del personaggio più noto della serie, Lord Darth Fener (qui chiamato col nome originario inglese “Vader” al contrario dei doppiaggi precedenti), dalla statura imponente, il respiro meccanico e il volto nascosto da una minacciosa maschera. Ebbene la sua presenza effettiva sullo schermo è davvero ridottissima (tutto il primo tempo trascorre nella sua vana attesa) e la voce del doppiatore italiano originale Massimo Foschi risente del peso degli anni tanto da farlo sembrare un altro. Il personaggio poi ha perso la tipica gestualità fornita da chi lo aveva interpretato nella trilogia originale non essendoci più nell’iconico costume nero  il sollevatore di pesi inglese David Prowse, oggi ultraottantenne. Paradossalmente, compare in un numero maggiore di scene un altro “villain storico”, il governatore Tarkin interpretato nel film del 1977 dal grande Peter Cushing. Unico particolare: Cushing è morto oltre venti anni fa ed è stato riprodotto al computer, peccato la cosa si veda lontano un miglio. Stessa procedura – anche se  l’attrice Carrie Fisher che la impersonava è viva e vegeta –  per la brevissima comparsata di un altro volto noto ai fan della serie, la Principessa Leila. Il resto del film – troppo lungo o troppo lento – è costituito da battaglie che sembrano più quelle di una pellicola sulla Seconda Guerra Mondiale che di fantascienza, personaggi nuovi che però non ritorneranno  (e già stiamo rivelando troppo)  tra cui il perfido Direttore Krennic – Ben Mendelsohn, un volto da dirigente di partecipata statale – e la ribelle Jin Erso, interpretata da Felicity Jones che almeno si aggiudica la palma della presenza femminile più gradevole di tutta la serie, dopo quattro decenni di autentiche patate lesse (dalla suddetta Fisher a Daisy Ridley de “Il risveglio della Forza” passando per Natalie Portman). In definitiva, un film che potrà capire solo chi ha visto tutti gli altri o almeno i primi tre (Guerre Stellari, L’Impero Colpisce Ancora e Il ritorno dello Jedi) ma che proprio per questo più di chiunque altro rischia di rimanere con l’amaro in bocca. Ultimissima nota dolente: vedendo il film ci si rende conto che di alcune scene proposte nei trailer durante i mesi passati…semplicemente non vi è traccia.
Alessandro Pino

Star Wars: il Risveglio della Forza – recensione SENZA spoiler di Alessandro Pino

19 Dic

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I fan sfegatati della saga di Guerre Stellari a vedere il settimo capitolo intitolato “Il Risveglio della Forza” (diretto da J. J. Abrams) ci andranno comunque, senza se e senza ma, anche se magari delusi dalla trilogia dei prequel.  Agli estimatori più tiepidi e moderati che si stiano chiedendo se valga la pena spendere i soldi del biglietto diciamo che sì, la pellicola si lascia seguire facilmente ma si discosta da quelle che l’hanno preceduta: è essenzialmente un film d’azione che ha perso i toni solenni legati alla Forza – sui quali nei prequel si era calcato troppo la mano – frenetico, americaneggiante e che nei dialoghi molto concede a dei siparietti sullo stile di quelli visti nei cartoni Disney da dieci anni a questa parte: non a caso la Lucasfilm, Casa produttrice della pellicola, appartiene da qualche tempo agli eredi del creatore di Topolino e Paperino.
In un contesto del genere, che ruota attorno alla ricerca di una mappa digitale e ai tentativi di neutralizzare un’arma in grado di distruggere mondi interi, dunque, gli spettatori ritrovano calati dei vecchi amici come possono considerarsi i personaggi della trilogia classica: Han Solo intepretato da un inossidabile Harrison Ford, la Principessa Leila, il peloso Chewbacca, i droidi, Luke Skywalker. Ci si prepari a dare l’addio a uno di questi personaggi perchè farà una finaccia che ovviamente non vi anticipiamo. Presenti in massa ovviamente i veicoli spaziali, sia come rottami del conflitto passato tra la Ribellione e l’Impero, sia nelle versioni aggiornate adoperate dalle due fazioni che ne hanno ereditato il ruolo: la Resistenza e il Primo Ordine, una sorta di Stato nello Stato che fa molto il verso alla attuale Corea del Nord. C’è pure la malandata astronave Millennium Falcon. Appare anche – nella forma della celebre maschera, ormai ridotta a un rottame semiliquefatto – il famigerato Lord Darth Fener (qui chiamato col nome originale Vader, come per gli altri personaggi) nel cui culto vive il cattivo principale di questo film: Kylo Ren. Personaggio incline agli scoppi di rabbia, abbastanza complessato e si  capisce perchè: anch’egli mascherato da un casco nero che però la sceneggiatura compie l’errore di fargli togliere, rivelando un viso tutt’altro che in grado di incutere soggezione, preda dell’acne, con un naso dantesco e per giunta con delle orecchie a parabola radar solo in parte dissimulate da una folta capigliatura. Abbonda anche il politicamente corretto, con la multietnicità distribuita a piene mani tra i buoni e i cattivi e una protagonista femminile di quelle che porta lei i pantaloni meglio dei suoi colleghi maschietti.
Alessandro Pino

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