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“Jazz 4 XMas”: Federica Baioni 4tet in concerto il 15 dicembre

15 Dic

[ROMA] Dopo il grande successo ottenuto, a grande richiesta concede il bis FEDERICA BAIONI 4tet in concerto con “Jazz 4 XMas” la sera del 15 dicembre alla EnOsteria Capolecase in via di Capo le Case, 53.

La voce di Federica Baioni verrà accompagnata da Daniele Pozzovivo al pianoforte, Stefano Napoli al contrabbasso e Dario Esposito alla batteria.

Cantina vini: IL GELSO e IL MORO de La Corte del Gusto. Per prenotare gli ultimi posti telefonare di corsa allo 06. 69923644. Inizio previsto per le 21 e 30

A cura di Alessandro PINO

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Il 14 dicembre Concerto di Natale con l’Accademia degli Ostinati all’Ateneo Salesiano

9 Dic

[ROMA] Mercoledì 14 Dicembre 2022 torna l’appuntamento con il Concerto di Natale della Accademia degli Ostinati presso l’Università Pontificia Salesiana.

Assieme ai giovanissimi musicisti, allievi della Accademia, canterà la soprano Katia Martina, diretti dal maestro Ròbert Andorka.

Di seguito il programma:

Vivaldi: Concerto in mi minore per quattro violini soli e orchestra;

Pachelbel: Canone;

Mozart: Laudate dominum per soprano e orchestra;

Händel: Rejoice greatly aria per soprano dal Messiah

Bach: Aria;

Gounod: Ave Maria per soprano, violoncello, violino e orchestra;

Reger: Maria Wiegenlied per soprano ed orchestra

Mozart: Danza Tedesca kV. 605 “Viaggio in Slitta”;

A. Vivaldi: Largo dall’Inverno della “Quattro Stagioni”;

Anderson: Sleigh Ride;

Adam: “O Holy Night ” per soprano e orchestra.

L’inizio è previsto per le 20 e 30 e l’ingresso è libero. L’Università Pontificia Salesiana si trova in piazza dell’Ateneo Salesiano, 1 (zona Nuovo Salario).
A cura di Alessandro Pino

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“Iniezioni urbane” a Settebagni, Castel Giubileo e Serpentara: 9, 10 e 11 dicembre di arte, musica, spettacolo e lettura

7 Dic

[ROMA] Venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 dicembre 2022, dalle ore 16.00 alle ore 22.00, nell’ambito del festival culturale itinerante “Tramonti d’arte”, finanziato dal Municipio Roma III Montesacro, si svolgerà, in vari luoghi del territorio municipale, l’iniziativa Iniezioni Urbane.

Iniezioni Urbane intende essere uno spazio di condivisione e confronto, come prima dose preventiva contro il virus dell’intolleranza e dell’ignoranza, proponendo il coinvolgimento di artisti, relatori e del pubblico

Si comincia venerdì 9 dicembre al parco Nobile a Settebagni: dalle 16 lavoratorio di pittura orizzontale per bambini, alle 18 presentazione del libro illustrato “Tonio e Tunia”, alle 19 conversazione “L’arte sotto gli alberi” e alle 20 perfomance artistica a cura di Sebastiano Bottaro.

Sabato 10 dicembre al parco Bolognola di Castel Giubileo si inizia alle 16 con l’esposizione delle tavole di Mathieu Vignon, alle 17 presentazione del libro illustrato “Le avventure di Pinocchio”, poi alle 18 un laboratorio teatrale e infine alle 20 lo spettacolo “Il detto del Gatto Lupesco”.

Si termina domenica 11 dicembre a parco Labia alla Serpentara: alle 16 laboratorio sulle tecniche di produzione musicale elettronica, alle 18 ci saranno la performance musicale Diacronie e un laboratorio di Vjing, per finire alle 20 Dj Master Class.

In tutte e tre le giornate si terrà una esposizione curata da Irene de Sanctis.
A cura di Alessandro Pino

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Revolution – la ricerca dell’imperfezione: il nuovo doppio CD di Fabio Furnari

21 Ott

Ha il titolo di “Revolution” La ricerca dell’Imperfezione l’ultimo lavoro discografico di Fabio Furnari pubblicato da Terre Sommerse, un progetto musicale oltre che artistico-filosofico.

Un viaggio dii ricerca spirituale attraverso due dischi sono contenuti all’interno di un libro d’arte con i quadri di Valeria Faillaci e Angelo De Mattia.

Oltre che come supporto fisico il progetto si svilupperà anche come mostra itinerante in cui musica e immagine accompagneranno, il cammino di ricerca interiore degli artisti e del pubblico.

Spiega Fabio Furnari: «La conoscenza di Giordano Bruno, delle sue opere magiche e di Ermete Trismegisto del Corpus Hermeticum hanno segnato una svolta nel mio cammino umano, artistico e di pensiero».

La chitarra e la chitarra synt sono le protagoniste di un’opera realizzata a volte senza l’uso del metronomo. La maggior parte dei brani sono stati suonati di getto, dopo averli assimilati e composti, senza interruzioni con la loro immediatezza, lavorando esclusivamente sulle voci.

«Volevo trasmettere dei sentimenti- continua l’autore – cercare di capire il momento storico che stiamo vivendo e trovare risposte nella tradizione antica contestualizzandola con il presente. Il mio interesse per la metafisica, per il simbolo, per le materie esoteriche mi hanno aiutato in questo percorso».

Ma solo ascoltando e contemplando le opere del volume sarà possibile intraprendere questo percorso interiore.
A cura di Alessandro Pino

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“Outra Lua” alla Sala Agnini: sabato 3 settembre arriva l’anima musicale del Brasile

2 Set

[ROMA] Appuntamento con il colore e l’allegria della musica popolare brasiliana alla Sala Agnini di Monte Sacro sabato 3 settembre.

In scena “Triacustic”, trio composto da Francesca M. D’Amante, Riccardo Balsamo e Leonardo Spinedi con “Outra Lua”, un’altra luna.

Il repertorio del trio è fortemente radicato nella musica popolare brasiliana, con particolare attenzione alle forme musicali che hanno preceduto la nascita della Bossa Nova.

Autori come Ernesto Nazareth, Pixinguinha, Noel Rosa sono tra i protagonisti del percorso che “Outra Lua” propone, rivisitandone le tappe più significative con arrangiamenti originali,
senza trascurare l’improvvisazione come mezzo espressivo.

Il progetto “Outra lua” dei Triacustic propone un approccio alla grande tradizione sudamericana , alla sua anima profondamente popolare. Una scelta artistica impegnativa e raffinata, proposta a un pubblico altrettanto competente.

Ritmi e sonorità che raccontano il microcosmo musicale brasiliano introducendo elementi significativi a strutturare il linguaggio musicale fiorito e ridondante della Bossa Nova, intessuto di gioia e malinconia.
Inizio previsto per le ore 21. La Sala Agnini si trova in viale Adriatico 136. Informazioni e prenotazioni chiamando il 3381201904.
A cura di Alessandro Pino

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A Talenti pienone per il “Rino Gaetano Day” nuovamente dal vivo

5 Giu

[ROMA] Dopo due anni in cui il Rino Gaetano Day era stato relegato su piattaforme online per il lockdown e per esigenze di sicurezza, la manifestazione in memoria del cantautore di origini calabresi che visse a Monte Sacro é tornata a tenersi dal vivo gli scorsi 2 e 3 giugno, non più nella storica location di piazza Sempione, bensì al Sessantotto Village di Parco Talenti, aprendone la rassegna estiva.

Due serate presentate da Milla in cui la Rino Gaetano Band si è esibita ripercorrendo la storia di Rino Gaetano attraverso le sue canzoni, guidata dal nipote Alessandro e affiancata dagli ospiti Tricarico, Nealia, Rachele Bastreghi, Andrea Strange.

Tutto questo davanti a un pubblico eterogeneo per età, estrazione e cultura: gruppi di amici, coppie di fidanzati, famiglie. Ragazzi, studenti, impiegati, liberi professionisti, imprenditori e pensionati. Tutti accomunati nell’accompagnare a voce alta le canzoni (iniziando da “Il cielo é sempre più blu”) con le mani alzate e le torce dei cellulari che hanno preso il posto degli accendini, in perfetto stile anni Ottanta e Novanta.
Lo spazio sociale e solidale quest’anno è stato riservato all’Unicef, perché il Rino Gaetano Day non è solo musica ma anche solidarietà.
A cura di Alessandro Pino

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Verrà intitolata ufficialmente a Rino Gaetano la nuova arena al parco delle Valli | di Alessandro Pino

19 Mag

[ROMA] La nuova arena per spettacoli in via di realizzazione nel parco delle Valli verrà intitolata ufficialmente a Rino Gaetano: l’assemblea Capitolina ha infatti approvato la mozione di Roma Futura- primo firmatario Giovanni Caudo con  Tiziana Biolghini sempre di RF assieme a Riccardo Corbucci e Cristina Michetelli del Partito Democratico- per intitolare l’area che amplierà il Parco delle Valli al cantautore di origini calabresi, vissuto nel territorio dell’attuale Terzo Municipio fino al giorno della tragica scomparsa, avvenuta nel giugno del 1981. A darne notizia è stato lo stesso Caudo- già presidente del Terzo Municipio- via social. Soddisfazione è stata altresì espressa dagli altri firmatari Biolghini, Corbucci e Michetelli. Diventerà effettiva dunque quella che fino a oggi era una intenzione più volte annunciata.

Il Parco Arena Rino Gaetano una volta ultimato potrà ospitare dodicimila persone per concerti e attività culturali, tra queste sicuramente il Rino Gaetano Day precedentemente collocato a piazza Sempione.
Alessandro Pino

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Successo per l’ottava edizione del Premio Anna Magnani a Cinecittà

18 Mag

[ROMA] Si è svolta nel pomeriggio del 17 maggio presso la Sala Fellini negli studi di Cinecittà l’ottava edizione del Premio Anna Magnani;

L’evento celebra la grande attrice, premio Oscar nel 1956 per la migliore interpretazione femminile nel film “The Rose Tattoo” (La Rosa Tatuata) di Daniel Mann

Laura Chiatti

Organizzato da Francesca Piggianelli, Presidente di Romarteventi, che la ha condotto assieme al giornalista Stefano Buttafuoco, il Premio è stato assegnato ad agli artisti e personaggi del cinema, della musica della televisione, del giornalismo, del teatro, agli esponenti più autorevoli delle maestranze e ai nuovi talenti.

Franco Nero

I premiati di questa edizione sono stati
le attrici Laura Chiatti, Jun Ichikawa, Antonia Liskova e Chiara Francini per il film Addio al Nubilato di Francesco Apolloni;

Eleonora Daniele

Francesco Scianna ha ricevuto il premio Miglior Attore per il film Il Filo Invisibile, diretto da Marco S. Puccioni;

Antonia Liskova

Francesco Gheggi ha ricevuto il premio Attore Rivelazione per la stessa pellicola;

Il grande Franco Nero ha ricevuto il premio Attore International per il film Havana Kyrie diretto da Paolo Consorti, di cui è protagonista e co-produttore.

Massimo Wertmuller ha ricevuto il premio alla carriera per il teatro, il cinema e la tv.

Leo Gassmann ha ricevuto il premio Musica Rivelazione dell’Anno.
 
Per il documentario “Luigi Proietti detto Gigi” sono stati premiati il regista Edoardo Leo, il co-sceneggiatore Marco Bonini e Jonis Bascir per la colonna sonora.

La pellicola Altrimenti Ci Arrabbiamo ha vinto il premio Film Rivelazione, riconoscimento consegnato ai registi Niccolò Celaia e Antonio Usbergo aka Younuts.
 

Eleonora Daniele ha vinto il premio Conduttrice e Giornalista TV per la trasmissione Storie Italiane.

Lucilla Quaglia del Messaggero ha vinto il premio Scrittrice e Giornalista.
 

A Manuela Pasqualetti è andato il premio Maestranze Cinema

 
Antonella Pallante del TgR Lazio ha vinto il premio Giornalista e Inviata Tv.

Di assoluto rilievo il Comitato d’onore, composto dal presidente di Roma Film Festival Adriano Pintaldi, lo scrittore e autore televisivo Giancarlo Governi, Marcello Foti, la direttrice di importanti testate Lorella Ridenti, il regista e sceneggiatore Luca Verdone, il Presidente di Visioni&Illusioni Ettore Spagnuolo con Giuliano Montaldo presidente onorario, Saverio Vallone (Direttore del Premio Raf Vallone), il giornalista e Direttore editoriale della Agenzia nazionale “Di Stampa” Giacomo Carioti, Elfriede Gaeng, la regista, scrittrice e documentarista Elfriede Gaeng (autrice del film dedicato ad Anna Magnani), il direttore generale Annuario del Cinema Elettra Ferraú, Anna Maria Cuzzolaro ideatrice e curatrice con Luca Magnani della mostra Ciao Anna (prima mostra Italiana dedicata ad Anna Magnani).

L’evento ha avuto il patrocinio della Regione Lazio e della SIAE, del Centro Sperimentale di Cinematografia, di Visioni&Illusioni, ottenendo il riconoscimento della Direzione Generale Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il supporto di Roma Lazio Film Commission e di Cinecittà Panalight.

A cura di Alessandro Pino

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Tutti ballano sulle note degli Swing Chili Peppers, la band frizzante e al peperoncino!

18 Mag

C’è una band che da qualche tempo sta infiammando le serate dei locali più di tendenza della Capitale e non solo: sono gli Swing Chili Peppers.

Hanno indovinato uno stile che riesce a essere divertente brioso e anche chic
riscoprendo pezzi antichi della musica italiana, dallo swing anni ’40 e ’50 a quello italiano al jazz in una serie di contaminazioni con tutto quello che riprende il tema rétro senza mai però risultare paludato e ingessato come dimostrano citazioni di Fred Buscaglione e omaggi ai Blues Brothers.

La formazione é composta dal vocalist Giuseppe, Natalino al sax, Carlo al basso, Mario alla batteria e Alessandro alla chitarra. É Giuseppe a prendere la parola (giustamente essendo il cantante…) per presentare il gruppo: «Noi siamo una band frizzantina e peperoncina, spacciatrice di felicità come amiamo definirci. Siamo una band dove tu non solo ascolti ma balli, dove vuoi ridere tanto. Il nostro messaggio è quello dell’energia, del divertimento. Non starai di certo seduto ad ascoltarci ma sarai assieme a noi sul palco. Con noi non saranno mai serate prevedibili anzi saranno imprevedibili: quindi mi raccomando veniteci a vedere e sentire e soprattutto buon divertimento con gli Swing Chili Peppers!».

Per rendersi conto di quanto abbia ragione é bastato assistere a una delle loro performance, in questo caso al Lettere Caffè di Trastevere: il pubblico viene trascinato da Peppe e i suoi compagni in un crescendo di coinvolgimento entusiasta e alla fine praticamente ballano tutti, pure dietro al bancone delle consumazioni.
Per seguire gli Swing Chili Peppers, sapere dove si esibiranno ed eventualmente contattarli basta seguiri sulla la loro pagina Facebook dove trovate anche alcuni filmati.

A cura di Alessandro Pino

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Il 3 aprile all’Ateneo Salesiano torna a suonare l’Accademia degli Ostinati con la “Grande Fantasia Zoologica”

29 Mar

[ROMA] Tornano finalmente gli appuntamenti musicali di alto livello con gli allievi della Orchestra Giovanile degli Ostinati, scuola di musica basata sul territorio del Terzo Municipio.

Domenica 3 aprile alle 17 e 30 i giovanissimi virtuosi terranno un concerto nell’aula Paolo V dell’ Università Pontificia Salesiana, diretti dal Maestro Robert Andorka:

Grande Fantasia Zoologica è il titolo scelto per l’appuntamento: verranno infatti eseguiti brani a tema faunistico.

Il programma prevede dunque
La Oracion del Torero di Joaquin Turina e
Il Carnevale degli Animali di Camille Saint-Saëns.

Ingresso libero da piazza dell’Ateneo Salesiano, 1.


(A cura di Alessandro Pino)

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Il “Parco Arena Rino Gaetano” sorgerà nel parco delle Valli – di Alessandro Pino

2 Giu

[ROMA] Quella che vedete in foto è l’area ex cantiere Metro B1 adiacente il Parco delle Valli in cui verrà realizzata un’arena per eventi musicali da intitolare al cantautore Rino Gaetano.

Sono trascorsi quarant’anni esatti dal tragico incidente stradale sulla vicina via Nomentana per le cui conseguenze morì a soli trentun anni il cantautore di origini calabresi: la Volvo 343 grigio metallizzato da lui guidata si scontró con un camion verso le quattro del mattino del 2 giugno 1981. Il cantautore spirò circa due ore dopo e a oggi non si placano le dietrologie su alcuni aspetti forse rimasti opachi del tragico episodio, come i ritardi e gli intoppi nei soccorsi.

Per ricordarlo celebrandone il legame che aveva con il territorio di Monte Sacro dove l’artista risiedette per anni, è stata formalmente proposta dalla Giunta del Terzo Municipio all’ufficio Toponomastica di Roma Capitale l’intitolazione a Rino Gaetano della Arena (appunto “Parco Arena Rino Gaetano”) da realizzare appunto nell’area per lunghi anni occupata dal cantiere della metropolitana B1, ampliando così di fatto il Parco delle Valli.

Alla presentazione del progetto nell’area dove sorgerà l’Arena proprio nel quarantesimo anniversario della scomparsa, erano presenti il presidente del Terzo Municipio Giovanni Caudo, la sorella e il nipote di Rino Gaetano, oltre agli assessori municipali all’Urbanistica Stefano Sampaolo, alla Cultura, Christian Raimo e al Commercio, Francesca Leoncini.

«Questo luogo un po’ fuori del comune somiglia a una persona che si è sempre mossa fuori degli schemi, strano ma sincero e appartenente alla nostra sensibilità» ha dichiarato il presidente Caudo ai presenti, aggiungendo «sono orgoglioso di consegnare questo atto» dando copia della proposta ufficiale di intitolazione alla sorella di Rino Gaetano, Anna e al nipote Alessandro, che è anche leader della Rino Gaetano Band. “Questo è il suo quartiere” ha commentato commossa Anna Gaetano. “Rino torna un po’ a casa sua” ha aggiunto Alessandro Gaetano.

Alessandro Pino

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Un nuovo testimone per la canzone d’autore: Stefano de Filippo con “Il cappellaio matto”

6 Mar

[A cura di Alessandro Pino] Proprio mentre impazza la kermesse sanremese, lontano da spettacolarizzazioni esasperate è uscito in tutti gli store digitali, in streaming e in rotazione radiofonica il singolo del cantautore Stefano de Filippo intitolato “Il cappellaio matto”.
Dopo anni di esibizioni dal vivo in locali, tentativi e sperimentazioni è arrivata dunque la grande occasione per il trentunenne artista: «Cominciai con la pubblicazione di una raccolta di poesie – confida Stefano De Filippo – per poi dedicarmi con tutto me stesso alla musica».
Parlando del brano appena uscito, vera e propria ballad dal testo coinvolgente e asciutto e dai suoni rarefatti (arrangiato da Francesco Vinciotti), Stefano De Filippo spiega: «Nasce di fronte a un fotogramma del film Alice in Wonderland e da lì ho voluto costruire un parallelismo tra una storia d’amore moderna e il rapporto che coesiste fra Alice e il Cappellaio matto». Anche il videoclip che veste il brano è coerente con tale scelta minimalista ed essenziale: è diretto dal regista Michele Vitiello (che ha firmato gli ultimi lavori per immagini di Ivana Spagna, Amedeo Minghi, Audio2), con la collaborazione di Niccolò Carosi, la fotografia di Enrico Petrelli e il montaggio di Damiano Punzi.

Alessandro Pino

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Addio a Ennio Morricone, tra le sue colonne sonore una legata a Talenti- di Alessandro Pino

6 Lug

[ROMA] Il mondo dello spettacolo, della musica e della cultura in genere saluta il celeberrimo compositore Ennio Morricone- Oscar nel 2016 per le partiture del film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight” e nel 2007 alla carriera per la sterminata produzione di colonne sonore per il cinema, anche se altrettanto estesa fu quella per la televisione – mancato nella notte al Campus Biomedico all’età di novantuno anni per le conseguenze di una frattura dovuta a una caduta. Tra le sue colonne sonore, una delle meno conosciute è forse quella composta per “L’Umanoide”, un film di fantascienza del 1979 diretto da George B. Lewis (pseudonimo del regista Aldo Lado) che fu girato in parte nei cinestudi Dear di Talenti, oggi Rai dedicati a Fabrizio Frizzi – nell’attuale Terzo Municipio della Capitale – e in cui recitavano diversi attori apparsi in precedenza in pellicole dell’agente 007: Barbara Bach, Corinne Cléry e Richard Kiel . «Era un bel film girato con grande sforzo, ma non poteva competere con le produzioni americane – ricordava il maestro rispondendo a una mia domanda anni fa dopo aver diretto un concerto all’Auditorium Parco della Musica – io cercai di scrivere una colonna sonora in polemica con queste». Un compositore prestigioso e un cast di grido non bastarono a salvare dall’insuccesso un film che si ricorda per le imbarazzanti somiglianze con Guerre Stellari, a partire dal “cattivo” Lord Graal, interpretato da Ivan Rassimov  in un costume spudoratamente simile a quello del ben più famoso Lord Fener.

Alessandro Pino

Ennio Morricone con Aldo Lado
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Estate sotto le stelle al Teatro degli Audaci- di Alessandro Pino

29 Giu


[ROMA] La stagione artistica del Teatro degli Audaci riprende all’insegna delle risate e del buonumore dopo la sospensione imposta dalle restrizioni del lockdown e si prolunga fino ad agosto con un palcoscenico appositamente allestito sotto le stelle. A dare l’annuncio al grido di “R-estate con noi” è il fondatore e direttore artistico Flavio De Paola elencando alcuni degli artisti di grandezza nazionale che si esibiranno: ad aprire la rassegna estiva sarà “Il viaggio di Neaco”, evento di musica napoletana  con Luigi Carbone, Giovanni Imparato, Aldo Perris, Antonio Carluccio, Mats Eric Hederg, Davide Grottelli, Anna Rita di Pace.
Saliranno poi sul palcoscenico Rodolfo Laganà con il suo spettacolo “Toro sedato” dal 9 all’ 11 luglio, Mario Zamma con lo spettacolo “Sbussolati” dal 17 al 19 luglio, la Compagnia degli Audaci con la commedia di John Tremblay “L’apparenza Inganna” dal 24 al 26 luglio (per la regia di Flavio De Paola, interpretata da Gianluca Delle Fontane, Serena Renzi, Ilario Crudetti, Giorgia Masseroni e con Flavio De Paola), Marisa Laurito con lo spettacolo  “Lisistrata” dal 1 al 2 agosto. Ma non finisce qui e chiamando il numero 06 94376057 potete chiedere tutte le informazioni e prenotare il vostro posto in prima fila. Il Teatro degli Audaci si trova in via Giuseppe De Santis, 29 (uscita 10 del GRA), zona Porta di Roma. Parcheggio gratuito e riservato.
Alessandro Pino

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“Io resto a casa”: gli italiani e il Coronavirus nella canzone di Maurizio Martinelli che aiuta il Policlinico Umberto I

2 Apr

a cura di Alessandro Pino

[ROMA] Il prossimo 4 aprile il cantautore Maurizio Martinelli canterà in diretta dal suo studio in anteprima nazionale il brano “Io Resto a Casa”, insieme ad altri pezzi del suo ultimo album “I dettagli di un giorno” trasmettendolo sulla sua pagina Facebook. Maurizio Martinelli, cantautore e speaker della emittente Radio Italia Anni 60, negli scorsi giorni ha dato voce a tutte quelle persone chiuse in casa per il lockdown anti Coronavirus, facendo raccontare loro come stavano vivendo questi momenti così difficili. È così che è nato il brano “Io resto a casa”: <Mentre ascoltavo i racconti, tristi e dolorosi, sentivo forte la pulsione di rendermi utile – racconta Maurizio Martinelli – ho cominciato a buttar giù le parole di getto su un foglio. Scrivevo senza quasi rendermene conto, grazie alle testimonianze di tutti coloro che hanno chiamato per raccontare il dolore, l’angoscia, la paura, le emozioni e le speranze>.
Migliaia di ascoltatori di Radio Italia Anni 60 sono stati coinvolti sui social per contribuire con una propria foto alla realizzazione del video: sono le immagini di volti sorridenti e fiduciosi, di abbracci oggi vietati.
I proventi del singolo “Io resto a casa” saranno integralmente devoluti all’associazione culturale “Capire per prevenire” che si occupa di prevenzione, il cui presidente professor Stefano Arcieri del Policlinico Umberto I ha dichiarato: <Questo nobile gesto da parte di Maurizio Martinelli è motivo di grande orgoglio per noi. Investiremo l’intero importo donato direttamente nell’Azienda ospedaliera Policlinico Umberto I, acquistando materiali e prodotti proprio per le infezioni virali>. Il brano “Io resto a casa” edito dalla casa discografica Videoradio è disponibile sulle principali piattaforme digitali (Amazon, Google Play, Spotify, iTunes).

Alessandro Pino

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Serenate in Mi con l’Orchestra degli Ostinati il 2 febbraio- di Alessandro Pino

2 Feb

[ROMA] Continuano gli appuntamenti musicali di prestigio con l’Orchestra Giovanile degli Ostinati diretta dal Maestro Robert Andorka: domenica 2 febbraio presso l’aula Paolo VI dell’università Pontificia Salesiana- piazza dell’Ateneo Salesiano 1, zona Nuovo Salario – si terrà il concerto “Serenate in Mi”. Verranno eseguiti brani di Edward Elgar e Anton Dvorak. Il concerto ha il patrocinio del Terzo Municipio. Inizio alle ore 18, ingresso libero.

Alessandro Pino

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Entra in scena Sara Margherita: lo spettacolo inizia!

6 Gen

[di Alessandro Pino] In un panorama socialmediatico inflazionato fino alla saturazione da fuffa fritta, popolato di finte soubrette e influencer di non si sa chi, tutte sgomitanti per conquistare una effimera notorietà sia pure in una televisione di quartiere, ebbene in tale desolante quadro è stato quasi un sollievo imbattersi in una performer- questa è la definizione che preferisce- conosciuta da un pubblico via via più vasto come Sara Margherita, che può vantare una solida preparazione e una presenza a livello professionale su piani non sempre contigui come la danza classica e moderna, il canto, la recitazione, la scrittura e che nonostante la giovane età ha già accostato il suo nome a vario titolo con quello di mostri sacri come Micha e Marina Van Hoecke, Marika Bezobrazova del teatro Bolshoi, Lindsay Kemp, Paolo Poli, Andrea Bocelli, Franco Miseria, Mogol. Sara Margherita comincia a raccontarsi: «Mi definisco toscana perché abito a Livorno ma sono quasi laureata in Comunicazione e Spettacolo a Pisa, ho studiato a Pisa con l’Accademia di Montecarlo di danza Princess Grace, ho studiato a Livorno con Marina Van Hoecke, a Firenze col Balletto di Toscana, a Prato con l’Accademia di Franco Miseria, mentre il maestro Maurizio Zapatini mi fa da padre musicale». L’inizio non avviene per caso: «Ho iniziato i miei studi artistici a nove anni con la danza ma volevo farlo prima, a spingermi nella carriera di ballerina fu mia madre. La mia famiglia veniva da Roma e mi avevano proposto di entrare nell’Accademia Nazionale di Danza a Roma; io volevo fare danza moderna ma a casa dissero di no perché avrei dovuto fare prima danza classica e avevano ragione perché è la base di tutto». Un pizzico di combinazione però non guasta: «A pochi metri da casa mia c’era una scuola di danza, l’Atelier Delle Arti, dove insegnava una coreografa molto famosa a livello europeo, Marina Van Hoecke, sorella gemella di Micha Van Hoecke, coreografo che ha lavorato con Roland Petit, Maurice Bejart». L’impegno di Sara – «ero stakanovista» – fu notato dalla Van Hoecke che nonostante avesse ritenuto Sara troppo giovane per iniziare subito a studiare nel suo corso di livello professionistico alla fine la prese con sè, unica bambina tra tutte le allieve, rimanendo con lei fino alla scomparsa avvenuta nel 2010 quando Sara aveva sedici anni. «A dodici anni volli provare a entrare in alcune accademie, facendo audizioni positive a Torino col Teatro Nuovo, all’Accademia Ucraina di Milano, all’Accademia Hertel di Firenze. Però decisi di rimanere con Marina a Livorno perché mi dicevano che lei era più professionale di tutti. Quando venne a mancare fu una mazzata a livello umano e psicologico perché per me era un punto di riferimento specialmente perché lei voleva che io compiuti diciotto anni andassi su sua raccomandazione all’Accademia di Rotterdam per studiare contemporanea. Dopo la scuola trascorrevo tre ore al giorno con lei». In qualche modo Sara andò comunque avanti: «Il fratello di Marina andò a dirigere il corpo di ballo dell’Opera di Roma e noi allieve rimanemmo abbandonate, poi però tornò per un breve periodo a Livorno e io entrai come stagista all’Accademia di Danza Europea nell’ensemble di Micha e lì presi un brevetto come coreografa. Realizzai una coreografia di Micha, un “Omaggio a Pulcinella” che trovate su Youtube. Dopo questo mi diplomai insegnante di danza e iniziai a insegnare danza classica a ventun anni e movimento e arte scenica nei laboratori di teatro a Pietrasanta , al Teatro della Brigata di Livorno, a Empoli».
Quello nella danza è stato senz’altro un percorso impegnativo, affrontato con ostinata dedizione, in cui però c’è spazio anche per sorridere ricordando episodi come quell’audizione in cui una quindicina di candidate che fino a un momento prima avevano mostrato boria e spocchia cominciarono a cadere rovinosamente mentre tentavano di stare sulle punte dopo aver erroneamente cosparso le scarpette con il borotalco che “qualcuno” aveva lasciato vicino alla pece che avrebbero dovuto invece usare.

Nel frattempo però era iniziato anche il percorso di Sara Margherita nel mondo del canto, anche lì in una modalità che sembra dettata dal destino: «Ero in prima media e la prof di musica era in contatto con il Teatro Goldoni che chiedeva alle scuole degli allievi per le audizioni; io la sostenni eseguendo una canzone partigiana e mi presero al coro con i soprani delle voci bianche e poi nel coro giovanile. Da li iniziai una serie di spettacoli con Andrea Bocelli, Elisa, l’Orchestra della Toscana, ci furono collaborazioni con Micha Van Hoecke, Lindsay Kemp, Paolo Poli, facendo un sacco di spettacoli anche in trasferta con pezzi di compositori come Mozart, Schubert, Chopin, Orff, Britten, Mascagni. In “Didone ed Enea” di Purcell ho interpretato la strega».
Quasi vivendo più vite in una, Sara- che nel frattempo aveva cominciato il liceo- negli stessi anni iniziò anche un percorso nel musical legato ad artisti vicini al Teatro Sistina: «Andai a Roma avendo esperienze positive sia nel canto che nella danza, mi ritrovai con Fabrizio Angelini, Francesco e Giovanni Maria Lori. Iniziai a studiare il musical come va fatto inclusi tip tap e recitazione, girando tutta Italia e avendo anche il mio primo approccio all’insegnamento».
L’esperienza dei musical fu interrotta per un periodo, durante il quale finito il liceo Sara entrò come borsista alla scuola del Balletto di Toscana trascorrendovi due anni e iniziò a studiare canto privatamente con Lucia Mazzei della Accademia di Fiesole «perché mi serviva un inquadramento vocale da solista». Poi, subendo anche una serie di infortuni anche gravi, iniziò una importante esperienza artistica con Franco Miseria, il coreografo della trasmissione Rai “Fantastico” allievo di Don Lurio che ha diretto Celentano, scopritore di Heather Parisi e di Lorella Cuccarini: «Entrai nel suo laboratorio all’Accademia di perfezionamento al Teatro Politema di Prato. Con Franco Miseria ho fatto due spettacoli in tournee, “ All you need is love” e “La canzone va a teatro” . Nel primo recitavo e ballavo, nel secondo cantavo anche». L’accademia era curata da artisti tra cui Ranko Yokoyama che ha fatto anche Broadway , Emiliana Perina Alessandro Campone, Stefano Simmaco , Ilaria Cristini, Sandra Garullieri. «Fu una delle mie esperienze migliori anche a livello umano, Franco ci faceva da supervisore e regista degli spettacoli, fu come rivivere l’atmosfera che si respirava da Marina, soltanto che era più completa perché c’era anche la parte canora e recitativa». A questo percorso artistico di altissimo livello si è integrato negli anni anche l’elemento della scrittura, iniziato anch’esso molto presto: «Già la mia maestra mandava di nascosto i miei testi ai concorsi e ogni tanto mi ritrovavo con penne e medaglie non sapendo nemmeno di aver partecipato; mi piace riscrivere i testi di canzoni in chiave comica. Poi nel 2017 ho partecipato a un concorso con il Cet, la scuola autori del maestro Mogol, in seguito al quale un mio testo per canzone è stato pubblicato in un volume e ho ricevuto un attestato di merito firmato da lui». Oltre a questo ci sono stati altri stage , premi e borse di studio, al Teatro Verdi di Pisa ha realizzato un video con Arturo Cannistrà. «Per il futuro sto per pubblicare un pezzo fatto con un mio amico producer e poi sto iniziando a scrivere degli spettacoli». Tornando alla danza, un tema che ricorre periodicamente è quello della anoressia indotta nelle giovani allieve. Ecco il parere di Sara Margherita: «Sentirsi dire a dieci anni che sei grassa non è bene per l’autostima. I problemi di peso non si hanno tanto perché l’insegnante fa pressione ma perché ci sono dei discorsi stupidi che viaggiano tra le ragazze e ragazzi, con consigli alimentari folli. Magari tolgono tutti i carboidrati, non mangiano carne, non prendono Sali minerali, a lungo andare ti danneggia la salute». Infine un consiglio a quei genitori che vogliano indirizzare le figlie verso il mondo della danza: «È giusto iniziare danza da giovani se si vuole farla a livello professionale, io sono stata fortunata ad avere Marina nella mia città ma spesso i ragazzini di undici, tredici anni sono costretti a vivere fuori sede per frequentare una accademia. È bene che un genitore, se può, segua il figlio che viene preso in una accademia perché specie in età adolescenziale l’insegnante diventa un punto di riferimento e spesso è un punto di riferimento pessimo perché non è preparato o è umanamente inadeguato a formare un ragazzo a livello umano, non solo a livello di danza».
Dunque nell’attesa di vedere Sara Margherita giungere alla consacrazione definitiva di una fama generale, non vi rimane che seguirla sul suo canale Youtube.

Alessandro Pino

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Entra in scena Sara Margherita: lo spettacolo inizia!

6 Gen

[di Alessandro Pino] In un panorama socialmediatico inflazionato fino alla saturazione da fuffa fritta, popolato di finte soubrette e influencer di non si sa chi, tutte sgomitanti per conquistare una effimera notorietà sia pure in una televisione di quartiere, ebbene in tale desolante quadro è stato quasi un sollievo imbattersi in una performer- questa è la definizione che preferisce- conosciuta da un pubblico via via più vasto come Sara Margherita, che può vantare una solida preparazione e una presenza a livello professionale su piani non sempre contigui come la danza classica e moderna, il canto, la recitazione, la scrittura e che nonostante la giovane età ha già accostato il suo nome a vario titolo con quello di mostri sacri come Micha e Marina Van Hoecke, Marika Bezobrazova del teatro Bolshoi, Lindsay Kemp, Paolo Poli, Andrea Bocelli, Franco Miseria, Mogol. Sara Margherita comincia a raccontarsi: «Mi definisco toscana perché abito a Livorno ma sono quasi laureata in Comunicazione e Spettacolo a Pisa, ho studiato a Pisa con l’Accademia di Montecarlo di danza Princess Grace, ho studiato a Livorno con Marina Van Hoecke, a Firenze col Balletto di Toscana, a Prato con l’Accademia di Franco Miseria, mentre il maestro Maurizio Zapatini mi fa da padre musicale». L’inizio non avviene per caso: «Ho iniziato i miei studi artistici a nove anni con la danza ma volevo farlo prima, a spingermi nella carriera di ballerina fu mia madre. La mia famiglia veniva da Roma e mi avevano proposto di entrare nell’Accademia Nazionale di Danza a Roma; io volevo fare danza moderna ma a casa dissero di no perché avrei dovuto fare prima danza classica e avevano ragione perché è la base di tutto». Un pizzico di combinazione però non guasta: «A pochi metri da casa mia c’era una scuola di danza, l’Atelier Delle Arti, dove insegnava una coreografa molto famosa a livello europeo, Marina Van Hoecke, sorella gemella di Micha Van Hoecke, coreografo che ha lavorato con Roland Petit, Maurice Bejart». L’impegno di Sara – «ero stakanovista» – fu notato dalla Van Hoecke che nonostante avesse ritenuto Sara troppo giovane per iniziare subito a studiare nel suo corso di livello professionistico alla fine la prese con sè, unica bambina tra tutte le allieve, rimanendo con lei fino alla scomparsa avvenuta nel 2010 quando Sara aveva sedici anni. «A dodici anni volli provare a entrare in alcune accademie, facendo audizioni positive a Torino col Teatro Nuovo, all’Accademia Ucraina di Milano, all’Accademia Hertel di Firenze. Però decisi di rimanere con Marina a Livorno perché mi dicevano che lei era più professionale di tutti. Quando venne a mancare fu una mazzata a livello umano e psicologico perché per me era un punto di riferimento specialmente perché lei voleva che io compiuti diciotto anni andassi su sua raccomandazione all’Accademia di Rotterdam per studiare contemporanea. Dopo la scuola trascorrevo tre ore al giorno con lei». In qualche modo Sara andò comunque avanti: «Il fratello di Marina andò a dirigere il corpo di ballo dell’Opera di Roma e noi allieve rimanemmo abbandonate, poi però tornò per un breve periodo a Livorno e io entrai come stagista all’Accademia di Danza Europea nell’ensemble di Micha e lì presi un brevetto come coreografa. Realizzai una coreografia di Micha, un “Omaggio a Pulcinella” che trovate su Youtube. Dopo questo mi diplomai insegnante di danza e iniziai a insegnare danza classica a ventun anni e movimento e arte scenica nei laboratori di teatro a Pietrasanta , al Teatro della Brigata di Livorno, a Empoli».
Quello nella danza è stato senz’altro un percorso impegnativo, affrontato con ostinata dedizione, in cui però c’è spazio anche per sorridere ricordando episodi come quell’audizione in cui una quindicina di candidate che fino a un momento prima avevano mostrato boria e spocchia cominciarono a cadere rovinosamente mentre tentavano di stare sulle punte dopo aver erroneamente cosparso le scarpette con il borotalco che “qualcuno” aveva lasciato vicino alla pece che avrebbero dovuto invece usare.

Nel frattempo però era iniziato anche il percorso di Sara Margherita nel mondo del canto, anche lì in una modalità che sembra dettata dal destino: «Ero in prima media e la prof di musica era in contatto con il Teatro Goldoni che chiedeva alle scuole degli allievi per le audizioni; io la sostenni eseguendo una canzone partigiana e mi presero al coro con i soprani delle voci bianche e poi nel coro giovanile. Da li iniziai una serie di spettacoli con Andrea Bocelli, Elisa, l’Orchestra della Toscana, ci furono collaborazioni con Micha Van Hoecke, Lindsay Kemp, Paolo Poli, facendo un sacco di spettacoli anche in trasferta con pezzi di compositori come Mozart, Schubert, Chopin, Orff, Britten, Mascagni. In “Didone ed Enea” di Purcell ho interpretato la strega».
Quasi vivendo più vite in una, Sara- che nel frattempo aveva cominciato il liceo- negli stessi anni iniziò anche un percorso nel musical legato ad artisti vicini al Teatro Sistina: «Andai a Roma avendo esperienze positive sia nel canto che nella danza, mi ritrovai con Fabrizio Angelini, Francesco e Giovanni Maria Lori. Iniziai a studiare il musical come va fatto inclusi tip tap e recitazione, girando tutta Italia e avendo anche il mio primo approccio all’insegnamento».
L’esperienza dei musical fu interrotta per un periodo, durante il quale finito il liceo Sara entrò come borsista alla scuola del Balletto di Toscana trascorrendovi due anni e iniziò a studiare canto privatamente con Lucia Mazzei della Accademia di Fiesole «perché mi serviva un inquadramento vocale da solista». Poi, subendo anche una serie di infortuni anche gravi, iniziò una importante esperienza artistica con Franco Miseria, il coreografo della trasmissione Rai “Fantastico” allievo di Don Lurio che ha diretto Celentano, scopritore di Heather Parisi e di Lorella Cuccarini: «Entrai nel suo laboratorio all’Accademia di perfezionamento al Teatro Politema di Prato. Con Franco Miseria ho fatto due spettacoli in tournee, “ All you need is love” e “La canzone va a teatro” . Nel primo recitavo e ballavo, nel secondo cantavo anche». L’accademia era curata da artisti tra cui Ranko Yokoyama che ha fatto anche Broadway , Emiliana Perina Alessandro Campone, Stefano Simmaco , Ilaria Cristini, Sandra Garullieri. «Fu una delle mie esperienze migliori anche a livello umano, Franco ci faceva da supervisore e regista degli spettacoli, fu come rivivere l’atmosfera che si respirava da Marina, soltanto che era più completa perché c’era anche la parte canora e recitativa». A questo percorso artistico di altissimo livello si è integrato negli anni anche l’elemento della scrittura, iniziato anch’esso molto presto: «Già la mia maestra mandava di nascosto i miei testi ai concorsi e ogni tanto mi ritrovavo con penne e medaglie non sapendo nemmeno di aver partecipato; mi piace riscrivere i testi di canzoni in chiave comica. Poi nel 2017 ho partecipato a un concorso con il Cet, la scuola autori del maestro Mogol, in seguito al quale un mio testo per canzone è stato pubblicato in un volume e ho ricevuto un attestato di merito firmato da lui». Oltre a questo ci sono stati altri stage , premi e borse di studio, al Teatro Verdi di Pisa ha realizzato un video con Arturo Cannistrà. «Per il futuro sto per pubblicare un pezzo fatto con un mio amico producer e poi sto iniziando a scrivere degli spettacoli». Tornando alla danza, un tema che ricorre periodicamente è quello della anoressia indotta nelle giovani allieve. Ecco il parere di Sara Margherita: «Sentirsi dire a dieci anni che sei grassa non è bene per l’autostima. I problemi di peso non si hanno tanto perché l’insegnante fa pressione ma perché ci sono dei discorsi stupidi che viaggiano tra le ragazze e ragazzi, con consigli alimentari folli. Magari tolgono tutti i carboidrati, non mangiano carne, non prendono Sali minerali, a lungo andare ti danneggia la salute». Infine un consiglio a quei genitori che vogliano indirizzare le figlie verso il mondo della danza: «È giusto iniziare danza da giovani se si vuole farla a livello professionale, io sono stata fortunata ad avere Marina nella mia città ma spesso i ragazzini di undici, tredici anni sono costretti a vivere fuori sede per frequentare una accademia. È bene che un genitore, se può, segua il figlio che viene preso in una accademia perché specie in età adolescenziale l’insegnante diventa un punto di riferimento e spesso è un punto di riferimento pessimo perché non è preparato o è umanamente inadeguato a formare un ragazzo a livello umano, non solo a livello di danza».
Dunque nell’attesa di vedere Sara Margherita giungere alla consacrazione definitiva di una fama generale, non vi rimane che seguirla sul suo canale Youtube.

Alessandro Pino

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Entra in scena Sara Margherita: lo spettacolo inizia!

6 Gen

[di Alessandro Pino] In un panorama socialmediatico inflazionato fino alla saturazione da fuffa fritta, popolato di finte soubrette e influencer di non si sa chi, tutte sgomitanti per conquistare una effimera notorietà sia pure in una televisione di quartiere, ebbene in tale desolante quadro è stato quasi un sollievo imbattersi in una performer- questa è la definizione che preferisce- conosciuta da un pubblico via via più vasto come Sara Margherita, che può vantare una solida preparazione e una presenza a livello professionale su piani non sempre contigui come la danza classica e moderna, il canto, la recitazione, la scrittura e che nonostante la giovane età ha già accostato il suo nome a vario titolo con quello di mostri sacri come Micha e Marina Van Hoecke, Marika Bezobrazova del teatro Bolshoi, Lindsay Kemp, Paolo Poli, Andrea Bocelli, Franco Miseria, Mogol. Sara Margherita comincia a raccontarsi: «Mi definisco toscana perché abito a Livorno ma sono quasi laureata in Comunicazione e Spettacolo a Pisa, ho studiato a Pisa con l’Accademia di Montecarlo di danza Princess Grace, ho studiato a Livorno con Marina Van Hoecke, a Firenze col Balletto di Toscana, a Prato con l’Accademia di Franco Miseria, mentre il maestro Maurizio Zapatini mi fa da padre musicale». L’inizio non avviene per caso: «Ho iniziato i miei studi artistici a nove anni con la danza ma volevo farlo prima, a spingermi nella carriera di ballerina fu mia madre. La mia famiglia veniva da Roma e mi avevano proposto di entrare nell’Accademia Nazionale di Danza a Roma; io volevo fare danza moderna ma a casa dissero di no perché avrei dovuto fare prima danza classica e avevano ragione perché è la base di tutto». Un pizzico di combinazione però non guasta: «A pochi metri da casa mia c’era una scuola di danza, l’Atelier Delle Arti, dove insegnava una coreografa molto famosa a livello europeo, Marina Van Hoecke, sorella gemella di Micha Van Hoecke, coreografo che ha lavorato con Roland Petit, Maurice Bejart». L’impegno di Sara – «ero stakanovista» – fu notato dalla Van Hoecke che nonostante avesse ritenuto Sara troppo giovane per iniziare subito a studiare nel suo corso di livello professionistico alla fine la prese con sè, unica bambina tra tutte le allieve, rimanendo con lei fino alla scomparsa avvenuta nel 2010 quando Sara aveva sedici anni. «A dodici anni volli provare a entrare in alcune accademie, facendo audizioni positive a Torino col Teatro Nuovo, all’Accademia Ucraina di Milano, all’Accademia Hertel di Firenze. Però decisi di rimanere con Marina a Livorno perché mi dicevano che lei era più professionale di tutti. Quando venne a mancare fu una mazzata a livello umano e psicologico perché per me era un punto di riferimento specialmente perché lei voleva che io compiuti diciotto anni andassi su sua raccomandazione all’Accademia di Rotterdam per studiare contemporanea. Dopo la scuola trascorrevo tre ore al giorno con lei». In qualche modo Sara andò comunque avanti: «Il fratello di Marina andò a dirigere il corpo di ballo dell’Opera di Roma e noi allieve rimanemmo abbandonate, poi però tornò per un breve periodo a Livorno e io entrai come stagista all’Accademia di Danza Europea nell’ensemble di Micha e lì presi un brevetto come coreografa. Realizzai una coreografia di Micha, un “Omaggio a Pulcinella” che trovate su Youtube. Dopo questo mi diplomai insegnante di danza e iniziai a insegnare danza classica a ventun anni e movimento e arte scenica nei laboratori di teatro a Pietrasanta , al Teatro della Brigata di Livorno, a Empoli».
Quello nella danza è stato senz’altro un percorso impegnativo, affrontato con ostinata dedizione, in cui però c’è spazio anche per sorridere ricordando episodi come quell’audizione in cui una quindicina di candidate che fino a un momento prima avevano mostrato boria e spocchia cominciarono a cadere rovinosamente mentre tentavano di stare sulle punte dopo aver erroneamente cosparso le scarpette con il borotalco che “qualcuno” aveva lasciato vicino alla pece che avrebbero dovuto invece usare.

Nel frattempo però era iniziato anche il percorso di Sara Margherita nel mondo del canto, anche lì in una modalità che sembra dettata dal destino: «Ero in prima media e la prof di musica era in contatto con il Teatro Goldoni che chiedeva alle scuole degli allievi per le audizioni; io la sostenni eseguendo una canzone partigiana e mi presero al coro con i soprani delle voci bianche e poi nel coro giovanile. Da li iniziai una serie di spettacoli con Andrea Bocelli, Elisa, l’Orchestra della Toscana, ci furono collaborazioni con Micha Van Hoecke, Lindsay Kemp, Paolo Poli, facendo un sacco di spettacoli anche in trasferta con pezzi di compositori come Mozart, Schubert, Chopin, Orff, Britten, Mascagni. In “Didone ed Enea” di Purcell ho interpretato la strega».
Quasi vivendo più vite in una, Sara- che nel frattempo aveva cominciato il liceo- negli stessi anni iniziò anche un percorso nel musical legato ad artisti vicini al Teatro Sistina: «Andai a Roma avendo esperienze positive sia nel canto che nella danza, mi ritrovai con Fabrizio Angelini, Francesco e Giovanni Maria Lori. Iniziai a studiare il musical come va fatto inclusi tip tap e recitazione, girando tutta Italia e avendo anche il mio primo approccio all’insegnamento».
L’esperienza dei musical fu interrotta per un periodo, durante il quale finito il liceo Sara entrò come borsista alla scuola del Balletto di Toscana trascorrendovi due anni e iniziò a studiare canto privatamente con Lucia Mazzei della Accademia di Fiesole «perché mi serviva un inquadramento vocale da solista». Poi, subendo anche una serie di infortuni anche gravi, iniziò una importante esperienza artistica con Franco Miseria, il coreografo della trasmissione Rai “Fantastico” allievo di Don Lurio che ha diretto Celentano, scopritore di Heather Parisi e di Lorella Cuccarini: «Entrai nel suo laboratorio all’Accademia di perfezionamento al Teatro Politema di Prato. Con Franco Miseria ho fatto due spettacoli in tournee, “ All you need is love” e “La canzone va a teatro” . Nel primo recitavo e ballavo, nel secondo cantavo anche». L’accademia era curata da artisti tra cui Ranko Yokoyama che ha fatto anche Broadway , Emiliana Perina Alessandro Campone, Stefano Simmaco , Ilaria Cristini, Sandra Garullieri. «Fu una delle mie esperienze migliori anche a livello umano, Franco ci faceva da supervisore e regista degli spettacoli, fu come rivivere l’atmosfera che si respirava da Marina, soltanto che era più completa perché c’era anche la parte canora e recitativa». A questo percorso artistico di altissimo livello si è integrato negli anni anche l’elemento della scrittura, iniziato anch’esso molto presto: «Già la mia maestra mandava di nascosto i miei testi ai concorsi e ogni tanto mi ritrovavo con penne e medaglie non sapendo nemmeno di aver partecipato; mi piace riscrivere i testi di canzoni in chiave comica. Poi nel 2017 ho partecipato a un concorso con il Cet, la scuola autori del maestro Mogol, in seguito al quale un mio testo per canzone è stato pubblicato in un volume e ho ricevuto un attestato di merito firmato da lui». Oltre a questo ci sono stati altri stage , premi e borse di studio, al Teatro Verdi di Pisa ha realizzato un video con Arturo Cannistrà. «Per il futuro sto per pubblicare un pezzo fatto con un mio amico producer e poi sto iniziando a scrivere degli spettacoli». Tornando alla danza, un tema che ricorre periodicamente è quello della anoressia indotta nelle giovani allieve. Ecco il parere di Sara Margherita: «Sentirsi dire a dieci anni che sei grassa non è bene per l’autostima. I problemi di peso non si hanno tanto perché l’insegnante fa pressione ma perché ci sono dei discorsi stupidi che viaggiano tra le ragazze e ragazzi, con consigli alimentari folli. Magari tolgono tutti i carboidrati, non mangiano carne, non prendono Sali minerali, a lungo andare ti danneggia la salute». Infine un consiglio a quei genitori che vogliano indirizzare le figlie verso il mondo della danza: «È giusto iniziare danza da giovani se si vuole farla a livello professionale, io sono stata fortunata ad avere Marina nella mia città ma spesso i ragazzini di undici, tredici anni sono costretti a vivere fuori sede per frequentare una accademia. È bene che un genitore, se può, segua il figlio che viene preso in una accademia perché specie in età adolescenziale l’insegnante diventa un punto di riferimento e spesso è un punto di riferimento pessimo perché non è preparato o è umanamente inadeguato a formare un ragazzo a livello umano, non solo a livello di danza».
Dunque nell’attesa di vedere Sara Margherita giungere alla consacrazione definitiva di una fama generale, non vi rimane che seguirla sul suo canale Youtube.

Alessandro Pino

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Due appuntamenti in musica in Terzo Municipio il 22 dicembre- di Alessandro Pino

22 Dic

[ROMA] L’atmosfera natalizia in Terzo Municipio entra veramente nel vivo domenica 22 dicembre con due pregevoli appuntamenti musicali che si terranno praticamente in contemporanea: alle 19 e 30 presso la parrocchia di San Giovanni Crisostomo in via Emilio De Marchi (zona Talenti) si svolgerà la rassegna corale “Note di Natale” con la partecipazione del coro di voci bianche “I piccoli di Talenti”, i cori polifonici “Aperta- Mente” e “New Melody” e il coro giovanile “Voci di Talenti”. Alle 19 e 45 nella chiesa di Santa Maria della Speranza in via Cocco Ortu al Nuovo Salario si terrà il Concerto di Natale dell’Orchestra Giovanile degli Ostinati diretta da Robert Andorka con il coro polifonico “Concentus Vocalis”. In entrambi gli appuntamenti l’ingresso è libero.

Alessandro Pino

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