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TRIuSo: arrivano gli ecogioielli made in Italy- di Alessandro Pino

11 Nov

[ROMA] Il prossimo 19 novembre si annuncia un evento mondano di quelli che nella Capitale contano: in via Frattina 99, nel salone di bellezza di Franco e Cristiano Russo a pochi metri da piazza di Spagna, sarà presentata in anteprima la nuovissima e originale linea di gioielli TRIuSo del marchio di accessori ecosostenibili Sbottonando, creato da Michela Monaco. I gioielli TRIuSo sono interamente realizzati in Italia con un innovativo materiale naturale, biodegradabile e riciclabile, ottenuto da parti in cellulosa recuperata dal processo di fabbricazione di occhiali, lucidati, spazzolati e rifiniti artigianalmente uno per uno in modo da rendere ogni pezzo veramente unico. Spiega Michela Monaco:
<Lo scorso anno Legambiente mi ha chiesto di realizzare delle creazioni per una campagna di raccolta fondi e avevo bisogno di un materiale che ricordasse il guscio della tartaruga ma ovviamente ecologico ed è iniziata così una sinergia con l’azienda Essequadro, leader nella produzione di occhiali>.

La richiesta di Legambiente non era casuale, dal momento che Michela Monaco con Sbottonando è sponsor ufficiale dell’associazione no profit Road to green 2020 che promuove l’educazione ambientale modelli di vita ecosostenibili e ha creato la spilla divenuta simbolo del sodalizio. Al lancio parteciperà la testimonial della linea TRIuSo, la modella Tamara D’Andria, fondatrice del blog di moda e lifestyle Look Like a Model. Per partecipare è gradita una conferma scrivendo alla casella di posta elettronica bmcomunicazioni@gmail.com ricordando che l’evento si terrà dalle 18 alle 21.
Alessandro Pino

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Onore ai piccoli grandi Italiani che bevevano dal secchio- di Alessandro Pino

7 Nov

Con la disfatta della vicenda delle acciaierie a Taranto si consuma l’ultimo disastro industriale di una penisola una volta fiorente. E allora sia reso onore ai piccoli grandi italiani che costruirono l’Autosole dissetandosi con i secchi d’acqua. I loro balordi pronipoti rinGretiniti oggi festeggiano quando le tangenziali vengono demolite in preda all’isteria ambientalista e al fanatismo da talebani fintoecologisti con la bottiglina ecofriendly personalizzata. Blaterano compiaciuti di startup che hanno ideato la app per schivare le cacche di cane sul marciapiede, da usare ovviamente su un costoso telefono di moda costruito all’altro capo del mondo da bambini pagati con una tazza di riso. Vedo un paese cialtrone e allo sbando, mandato alla deriva da ottusi, ipocriti, vigliacchi e sabotatori tra le ovazioni dei citrulli. Rivogliamo l’Iri con l’Italsider e la Montedison. Rivogliamo pure Craxi e Andreotti. Rivogliamo la vera Italia.

Alessandro Pino

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MoaCasa 2019 alla Fiera di Roma: arredi di alto livello per le vostre case- di Alessandro Pino

27 Ott

[ROMA] È appena iniziata alla Fiera di Roma – e durerà fino al 3 novembre- MoaCasa 2019, la grande esposizione che
presenta novità e tendenze del settore arredo con le proposte di espositori e mobilieri da diverse regioni italiane, giunta alla quarantacinquesima edizione. Organizzata da MOA Società Cooperativa con oltre ottantamila visitatori ogni anno, vede presenti oltre 250 aziende suddivise su tre padiglioni con idee e soluzioni di alto livello per ogni gusto e per tutti gli ambienti della casa: dalla cucina al bagno, dalla zona giorno a quella notte. Dopo il successo dello scorso anno torna anche l’area dedicata al Natale,
dove trovare tante idee per gli addobbi, le decorazioni luminose, nastri, fiocchi e tanto altro per dare alla casa il look perfetto per le imminenti Feste. Si entra dall’ingresso Est.
Alessandro Pino

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A Stimigliano con le Alfa Romeo del Club Cuore Sportivo Lazio- di Alessandro Pino

13 Ott

[ROMA] I soci del Club Cuore Sportivo Lazio – sodalizio motoristico tra i più noti del settore che riunisce i possessori di vetture Alfa Romeo di interesse storico – ha organizzato il 13 ottobre un raduno con destinazione Stimigliano, antica cittadina della Sabina. Le vetture del Biscione accolte dai responsabili del Club Maurizio Solazzi e Danilo Cambrini si sono concentrate la domenica mattina nel parcheggio del Centro Commerciale Anagnina: si trattava di modelli appartenenti a decenni diversi, tra cui l’Alfetta protagonista degli anni Settanta, la favolosa Montreal (definita all’epoca della presentazione “massima aspirazione dell’uomo in fatto di automobili”), la prestigiosa 2600 Sprint, alcune Giulia e Giulia Gt, l’Alfa 75 fino ad arrivare alla Giulietta (e a una Mito venuta a conoscere nonne e zie…) dei giorni nostri. Per i partecipanti l’omaggio di una bottiglia doc contenuta in una custodia rigorosamente rosso Alfa. Nell’aria quell’inconfondibile aroma di vapori di super e rivestimenti in similpelle e simillegno anni Settanta. Sempre emozionante il momento della partenza in colonna per raggiungere il Raccordo e l’autostrada in direzione Stimigliano, in un concerto di motori quasi tutti a carburatore, gradevoli anche all’udito, alla faccia dei talebani gretini dell’ambientalismo terroristico e tanto in voga in questi tempi scialbi e che invece dovrebbero prendere esempio da epoche gloriose delle quali le vetture storiche Alfa Romeo sono testimoni assieme a chi le guida.
Alessandro Pino

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Roma International Estetica: pubblico femminile in delirio – di Alessandro Pino

3 Feb

[Roma] È in corso presso la Fiera di Roma la dodicesima edizione di Roma International Estetica, manifestazione dedicata ai professionisti e agli appassionati della bellezza: tre giorni – dal 2 al 4 febbraio – dedicati alla cura del corpo e della mente. La parte del leone la fanno estetica professionale, cura e decorazione delle unghie, bellezza, relax, cosmesi, benessere, fashion, cura del look, dimostrazioni di scuole di estetica e di operatori del settore. In programma anche corsi, convegni, servizio di messa in piega gratuito. Padiglioni presi letteralmente d’assalto dal pubblico femminile come raramente si vede, accompagnatori maschili un po’ meno entusiasti ma ce n’è anche per loro, specialmente per quelli barbuti. Tutte le info utili sul sito http://www.romainternationalestetica.it

Alessandro Pino

“Le Eccellenze Rosa del Lazio”: incontriamo il successo al femminile il primo marzo a Talenti Bufalotta – di Alessandro Pino

26 Feb

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Una serata dedicata a quelle donne che animano le eccellenze imprenditoriali laziali nel settore manifatturiero, nella moda, nell’ arte, nella comunicazione e nel design: è il programma di “Le Eccellenze Rosa del Lazio”, evento organizzato per il prossimo primo marzo dalla giornalista Barbara Molinario nell’ elegante ambientazione del salone di bellezza Nuovi Talenti di Roma.
Parteciperanno donne che sono riuscite a diventare professioniste di successo in settori sia tradizionali che innovativi trasformando la propria passione in un lavoro (artigiane, designer, imprenditrici, scrittrici, blogger, social media manager, arredatrici, artiste) senza mai abbandonare la propria femminilità e diventando a volte anche mamme sapendo così gestire anche l’ azienda – famiglia.
Hanno confermato la propria presenza le blogger Ida Galati, fondatrice del blog “Le stanze della moda” ed Esmeralda Evangelista, beauty e fashion editor del blog “Don’t call me fashion blogger” che presenterà anche la nuova linea di t-shirt (s)fashion dedicata alle “non fashion victim”, la designer Alessandra Mancini che per Eventi Atelier realizza allestimenti in carta in particolare per il wedding planning, l’artigiana Paola Spatuzza della Joy Boho Jewels che crea bijoux partendo da elementi naturali, la scrittrice Alessandra Tucci che presenterà il suo ultimo libro e l’imprenditrice Erika Gatto che esporrà l’ultima collezione di termoarredi d’arte firmati Termoarredo Design. La padrona di casa – l’ illustratrice di moda e stilista Federica Pani che ha fortemente voluto il salone “Nuovi Talenti” curandone anche l’ arredo- esporrà la nuova collezione moda donna primavera estate 2018. Saranno inoltre esposte le creazioni di bijoux Sbottonando, realizzati con il recupero di lampo e bottoni. L’allestimento della serata sarà firmato da “Un tocco di chic”, azienda anch’ essa tutta al femminile. «L’ obiettivo è quello di riportare il manifatturiero e le aziende artigianali e di moda all’ antico splendore le aziende che hanno fatto grande il nostro Paese e per le quali siamo riconosciuti in tutto il mondo»  dichiara Barbara Molinario, giornalista, direttore di Fashion News Magazine, anche lei imprenditrice nel campo della comunicazione d’ impresa e candidata alle prossime Regionali nel Lazio per               “Noi con l’ Italia”. «Il Made in Italy ormai è diventato solo un modo di dire, bisogna caricarlo di nuovo di tutto il suo significato. In questo progetto di rivalutazione  del territorio in ambito imprenditoriale, secondo me, le donne giocano un ruolo fondamentale. È necessario creare l’ ambiente adeguato per permettere alle donne che hanno intenzione di creare una famiglia ed avere dei figli di lavorare ad un salario giusto, con orari adeguati e in condizioni agiate». Prosegue Barbara Molinario: «E ancora, le nuove professioni della moda e della comunicazione vedono protagoniste le donne. Blogger, social media manager, esperte di comunicazione sui canali on line, le famose “influencer”. Incontreremo alcune di loro che presenteranno il loro lavoro».  L’ inizio dell’ incontro è previsto per le ore 17. Il salone di bellezza “Nuovi Talenti” si trova in via Carlo Dossi, 51 (zona Talenti – Bufalotta).

Alessandro Pino

Una sala del Museo di Pietrarsa per il suo creatore, l’ingegner Piero Muscolino – di Alessandro Pino

1 Ott

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Anche nel nostro paese sembra aver finalmente preso piede la cultura dei mezzi di trasporto d’epoca – specialmente i treni – che all’estero, specialmente nel mondo anglosassone, gode già di un ampio seguito con ricadute positive sul turismo e sull’economia. In Italia l’istituzione più importante in materia è sicuramente il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa – situato nei pressi di Napoli in una struttura già fabbrica di locomotive in epoca borbonica – gestito dalla Fondazione Fs Italiane la cui creazione  fu voluta, curata e condotta dall’ingegner Piero Muscolino, dirigente delle Ferrovie dello Stato ed esperto internazionale di trasporti, autore di numerose pubblicazioni sull’argomento ben conosciute non solo dal pubblico dei competenti ma anche da quello dei semplici appassionati. La crescente platea dei cultori della materia sarà lieta di sapere che è in corso una petizione per intitolare all’ingegnere scomparso nel 2013 un padiglione del Museo di Pietrarsa. La petizione è promossa dalla Associazione Ferrovie Siciliane con l’approvazione dei familiari dell’ingegner Muscolino e basta collegarsi al sito della associazione (www.ferroviesiciliane.it) per conoscere le modalità di adesione.
Alessandro Pino

Littorine e treni a vapore per i 120 anni della Transiberiana d’Italia – di Alessandro Pino

17 Set

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Il fine settimana incluso tra gli scorsi 15 e 17 settembre è stato di quelli da incorniciare per i cultori delle ferrovie, della montagna, dell’Italia di una volta: ricorrevano infatti i centoventi anni dall’apertura della linea ferroviaria tra Sulmona e Castel Di Sangro (da qualche tempo definita “la Transiberiana d’italia) oggi chiusa al traffico regolare giornaliero ma fortunatamente percorsa da convogli turistici organizzati dalla Fondazione Fs Italiane con la collaborazione della associazione culturale “amici della ferrovia Le Rotaie”.  Per celebrare l’anniversario sono state fatte le cose in grande con tre diversi convogli storici che hanno percorso la linea fermandosi anche a Sulmona / Introdacqua, Pettorano sul Gizio, Cansano, Campo di Giove, Monte Majella, Palena, Rivisondoli / Pescocostanzo, Roccaraso, Alfedena / Scontrone : se non rappresenta più una novità quello con le carrozze “centoporte” e “Corbellini” trainato dalla locomotiva diesel D445 in livrea d’epoca castano e verde adoperato abitualmente per questo genere di treni, hanno destato grande richiamo quello affidato alla locomotiva a vapore “Gruppo 940” con i vagoni a terrazzino e la automotrice a nafta “Aln 556” costruita negli anni Trenta. Carrozze affollate di viaggiatori entusiasti e grande presenza di  pubblico anche alla stazione di Campo di Giove – punto destinato all’incrocio dei convogli sulla linea che è a binario unico – allestita per le grandi occasioni: bandierine tricolori ovunque, il giardinetto rimesso a nuovo come quando le Ferrovie bandivano i concorsi tra le piccole stazioncine per l’area verde meglio tenuta, l’orologio a parete della “Ora Elettrica” che spaccava il minuto. Una brevissima salita a bordo della “littorina” in sosta – come vennero informalmente ribattezzate le automotrici a nafta, in omaggio al regime vigente all’epoca della costruzione presso la Breda – è bastata  per capire come tutto una volta fosse meglio di oggi: una cura per il particolare e una sobrietà che i treni di oggi se la sognano, colori davvero belli (fuori castano, dentro tutti i toni del verde, altro che le livree ospedaliere di oggi), sedili comodi e soffici, alle pareti immagini riproducenti gli affreschi pompeiani e i dipinti di Domenico Di Michelino raffiguranti Dante Alighieri e il suo poema. Un trionfo della vera italianità su rotaie (quando ancora si poteva salire su un treno locale senza timore di trovarsi circondati da teppaglia nostrana o importata) e chi se ne frega se manca l’aria condizionata , ci sono i comodissimi finestrini apribili con due giri di manovella: se fuori fa freddo si chiudono e se fa caldo si aprono, alla faccia dei vagoni di oggi che li hanno sigillati trasformandosi in camere a gas le non rare volte in cui la climatizzazione è guasta.  Agganciate alla littorina c’erano due automotrici più giovani ma comunque ormai d’epoca anch’esse: le Aln 668 di prima serie, risalenti agli anni Cinquanta. Sono tutti treni che hanno realmente percorso  nel suo passato glorioso di semplice quotidianità la Sulmona – Carpinone. Al centro del giardinetto della stazione di Campo di Giove,  dove in passato c’era la vasca dei pesciolini, un basamento ospita adesso una scultura celebrante la linea ferroviaria: la speranza è che assieme ai convogli turistici che riscuotono successo ed entusiasmo unanimi, questa ferrovia di montagna possa tornare come in passato a essere percorsa tutti i giorni dalla mattina alla sera dai treni per i pendolari , per un trasporto pubblico davvero utile, virtuoso ed ecologico.
Alessandro Pino

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Un semaforo da sistemare a Talenti – di Alessandro Pino

15 Giu

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Il semaforo che regola il transito alla confluenza tra via Jacopone da Todi e via Ugo Ojetti (quartiere Talenti, Terzo Municipio della Capitale) ha il comando della chiamata pedonale inservibile: il guscio con il pulsante è stato asportato lasciando i circuiti scoperti. Unica consolazione, constatare che l’apparecchiatura è “Made in Italy” come testimonia l’etichetta adesiva sulla piastra stampata…
Alessandro Pino

“The Sign of Rome”: il contagio del bello per far splendere di nuovo la Capitale – di Alessandro Pino

1 Mag

C’è un gruppo di illuminati imprenditori romani – attivi principalmente nel settore dell’arredo di alto livello e basati nella zona dei Prati Fiscali – che ha deciso di riunirsi in una associazione al fine di arginare attivamente il progressivo deterioramento del territorio di cui tutti viviamo quotidianamente gli effetti nefasti.  Tra leiniziative da loro promosse vanno ricordati la pulizia di via dei Prati Fiscali con lo slogan “Pulimose Roma” assieme a Retake Roma e l’intervento artistico dello scultore Andrea Gandini sui tronchi di alberi ormai defunti lungo la stessa strada. Gli incoraggianti risultati in termini di consenso e virtuoso contagio tra la cittadinanza  hanno convinto il gruppo di commercianti a rendere più ambizioso e vasto il loro progetto, estendolo a tutto il territorio capitolino. Per rendere 

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significativo il passaggio a un livello superiore hanno deciso di ribattezzare l’associazione, chiamata inizialmente “DeDesign”: è nata così “The Sign of Rome” , evocativo giuoco di parole tra Design e Sign (firma). L’associazione è presieduta da Farshad Shahabadi  ed è composta da Zarineh Tappeti, 197 Piermarini Design, Linea Gaggioli, Ruega Materassi, Elettrica Morlacco, Centro Musicale, Ad Arredo Design, Mobilnovo.

Alessandro Pino

La locomotiva E 444 “Tartaruga” del Museo di Pietrarsa – di Alessandro Pino

5 Apr

Secondo alcuni cultori dei treni d’epoca è uno dei pezzi più interessanti ospitati nel Museo Ferroviario di Pietrarsa (appena fuori Napoli): si tratta della locomotiva elettrica E 444 001 

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“Tartaruga” delle Ferrovie dello Stato. Oggi siamo abituati ai Frecciarossa o agli Italo da trecento chilometri orari ma quando uscì dalle officine di Savigliano debuttando nel 1967, le prestazioni del gruppo di cui fu capostipite (oltre 200 km/h con un convoglio passeggeri agganciato) erano assai rilevanti, in contrasto con il soprannome che le fu scherzosamente 

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imposto con un concorso interno alle Fs (l’animaletto stilizzato è visibile ai lati delle testate). Al suo viaggio inaugurale da Roma Termini a Napoli Mergellina parteciparono anche Aldo Moro e Oscar Luigi Scalfaro, allora rispettivamente presidente del Consiglio e ministro dei Trasporti.  Poi, dopo anni in testa ai treni su e giù per lo stivale, il triste oblio 

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dell’accantonamento in condizioni pietose e finalmente il restauro estetico che le ha ridato l’eleganza originaria (a parere di chi scrive mai eguagliata in seguito), con i colori blu orientale e grigio perla e la doverosa collocazione nel Museo di Pietrarsa (il cui allestimento originario fu curato dallo scomparso ingegnere Piero Muscolino).
Alessandro Pino

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La sfilata di Francesca Falleti al Queen Klara apre la primavera di mondanità a Roma – di Alessandro Pino

1 Apr

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Con l’arrivo della primavera è iniziata la grande stagione della mondanità capitolina. Un posto di rilievo se lo è ritagliato a pieno titolo la serata organizzata il 31 marzo presso il centro benessere ed estetico Queen Klara di piazza Jacini 14 (a Vigna Clara, nel cuore di Roma Nord) che ha ospitato la sfilata di abiti della collezione prèt à porter primavera estate intitolata “Semplicemente Donna”, la prima 

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Applausi per Francesca Falleti

firmata dalla giovanissima stilista emergente Francesca Falleti. Due realtà differenti – quella della moda e della cura della persona – ma accomunate dall’avere al centro la bellezza e il benessere della donna (il centro Queen Klara è aperto comunque anche ai maschietti che vogliono gratificarsi al pari delle signore in un’ oasi di relax e percorsi personalizzati, dall’epilazione al make up a diversi tipi di massaggio fino all’haistyling, con personale altamente specializzato che include osteopata e medico cosmetologo). La sfilata degli abiti di Francesca Falleti, designer con alle spalle una solida formazione sartoriale – anticipata dall’esposizione dei capi durante la giornata –  ha ricreato un’atmosfera un po’ anni Cinquanta, con gli abiti indossati dalle modelle che sfioravano le ospiti come si usava nel passato più bello, in modo da apprezzarne meglio la fattura, le linee e i decori: si tratta di creazioni studiate per tutte le donne nelle occasioni più diverse,  soprabiti, abiti da giorno, da ufficio, da cocktail o da sera, in tessuti leggeri quali seta,  

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georgette e raso o i misti di lane pure e cashmere sfoderati per i soprabiti, sia in tinte vivaci e intonate alla stagione come i verdi acqua, acido o prato che nei classici bianco o nero con cui non si sbaglia mai. Francesca Falleti – che per la comunicazione si affida ai consigli della nota pr Barbara Molinario, direttore di Fashion News Magazine – .commenta così l’inizio della sua attività da imprenditrice (il suo atelier si trova nel quartiere di Ponte Milvio in via Riano 19): «Con le clienti cerco di instaurare un rapporto di stima e fiducia reciproca in modo da accontentarle sempre, anche con una semplice camicetta. Le osservo in strada, al supermercato o al ristorante e  vado in caccia di spunti e particolari per renderle eleganti e raffinate attraverso linee semplici e originali. Che abbiano sedici anni o novanta, ci tengo ad aggiungere un particolare che sia esclusivamente mio».
Alessandro Pino

Mario Talarico: l’ombrello dei vip viene prodotto a Napoli – di Alessandro Pino

4 Mar

Tra gli accessori per la vita quotidiana, non solo nella stagione fredda, c’è sicuramente l’ombrello parapioggia. Lo usano tutti, ma quello preferito dai vip di tutto il mondo viene  prodotto in una 

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Mario Talarico

microscopica bottega in un vicolo (vico Due Porte a Toledo) del centro storico di Napoli. Qui da decenni  (ma l’attività iniziò più di un secolo fa, nel 1860) i membri della famiglia Talarico confezionano piccoli capolavori di qualità e stile, diventati ricercata icona del made in Italy d’eccellenza.Per dare un’idea del livello di tali prodotti, basti dire che la celeberrima  e prestigiosa firma di cravatte Marinella per la linea di ombrelli proposta alla sua clientela si affida proprio a loro. Si entra nel minuscolo locale apprezzando la nota di humour partenopeo alla De Crescenzo data dal cartello che recita “di fronte non siamo noi” – riferita a un concorrente omonimo nella stessa strada – e subito ci si sente un po’ vip quando si viene accolti come uno dei personaggi celebri loro clienti, le cui foto si trovano appese alle pareti assieme agli ombrelli esposti , sia quelli pronti da vendere che quelli “storici”. A fare gli  

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onori di casa sono i titolari: Mario Talarico e…Mario Talarico jr. , il nipote. Meglio andarci sapendo di avere tempo a disposizione durante la passeggiata lungo le vetrine di via Toledo nel centro storico partenopeo, perché tra la scelta del modello che preferite, la prova (ve lo aprono e chiudono davanti senza bisogno di uscire fuori perché non sono superstiziosi…)  e la piacevole conversazione può trascorrere oltre un’ora senza  nemmeno accorgersene. Le fasce di prezzo sono varie ma per

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Mario Talarico jr.

meno di una quarantina di euro si può uscire dal negozio con un ombrello davvero bello,  assemblato praticamente a mano (se siete fortunati anche al momento) nei materiali più pregiati, rifinito nei minimi particolari  e che dura una vita. A condizione di non farselo sottrarre: i titolari raccomandano di non lasciarli mai nei portaombrelli di esercizi pubblici o sale d’attesa in genere, pena la probabile e non casuale sparizione. In realtà ci sarebbe un’altra controindicazione: gli ombrelli di Talarico sono talmente belli che più di un cliente – tra cui il sottoscritto – ammette che preferisce prendere due gocce di pioggia anziché bagnarli…
Alessandro Pino

Il matrimonio all’italiana è davvero un sogno con “Destination Wedding: Orvieto” – di Alessandro Pino

2 Nov

L’organizzazione di un matrimonio in tutti i suoi aspetti, dettagli inclusi, in modo da rendere davvero perfetto quello che per antonomasia è “il giorno più bello”: questo il tema portante di “Destination Wedding: Orvieto”, manifestazione tenutasi lo scorso 22 ottobre nella splendida cornice della chiesa sconsacrata di San Giacomo nella piazza del Duomo della cittadina umbra e prima di una serie che

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toccherà altre tra le più belle località della penisola, quelle che attirano turisti da tutto il mondo. Presentato dalla fascinosa pr e scrittrice Iolanda Pomposelli, l’evento ha visto la partecipazione dei più affermati professionisti del settore, coordinati dalla wedding planner Maria Rosa Borsetti mentre madrina della serata è stata Manuela Maccaroni, giudice della trasmissione Rai “Verdetto Finale”.
Nel “wedding garden” progettato appositamente da Antonella Evangelisti il numeroso pubblico – future coppie incluse – accorso anche dall’estero ha potuto dunque apprezzare il profumo dell’essenza “Pretiosa” creata da Danhera Italy, la collezione di abiti per giovanissime damigelle “Sweet Dreams” e quelli per spose dalle forme importanti (come quello indossato dalla contessa Emilia Paglicci Reattelli) tutti image

firmati da Alice Pi, le creazioni dello stilista Tiziano Guardini e la sua “eco collection”, gli allestimenti per la tavola di Vola Service e le composizioni floreali di Ikebana Fiori Orvieto. Non poteva mancare una colonna sonora degna dell’evento grazie al coro di giovani talenti “Cherries on a swing set”. Una giornata riuscitissima, insomma, che ha calamitato l’interesse generale certo anche grazie all’onda di fortunate trasmissioni televisive sul tema ma soprattutto per la richiesta di servizi professionali dedicati
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espressamente al matrimonio dalla A alla Z sfruttando quanto di meglio offra il nostro Paese in fatto di cultura, artigianato ed enogastronomia.
Alessandro Pino

Torna il “Settebello”, treno di prestigio italiano – di Alessandro Pino

19 Ago

Mezzo secolo prima che i binari della penisola fossero percorsi da Freccerosse e Italo vari era stato la più alta espressione della tecnica ferroviaria italiana unita a uno stile rimasto ineguagliato: si parla dell’Etr 300 “Settebello”, elettrotreno rapido di prestigio delle Ferrovie dello Stato che iniziò la carriera operativa nel lontano 1952. Inconfondibili per il loro disegno affusolato con le due testate allestite a salottino panoramico per i passeggeri – la cabina di guida era posta 

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sull’imperiale – e l’elegante livrea grigio nebbia e verde magnolia, i tre convogli del gruppo rappresentarono quanto di meglio il design italiano potesse mettere in campo, a simboleggiare la voglia dell’intero Paese di lasciarsi alle spalle le tragedie della guerra lanciandosi nel nascente boom economico: per curare l’allestimento degli interni presso la Breda di Sesto  San Giovanni furono chiamati i celebri architetti Giò Ponti e Giulio Minoletti che si avvalsero dei migliori fornitori per gli arredi e le decorazioni, il tutto viaggiando a una velocità di centottanta chilometri orari coccolati da un servizio di prim’ordine. L’esercizio dei tre “Settebello” (il nome veniva dalla composizione a sette elementi e compariva sulle fiancate assieme al disegno del “sette di denari”) andò a pieno regime fino a metà anni Ottanta sulla direttrice tra Milano e Roma, poi venne il declino e infine il triste accantonamento e la demolizione di due di essi. Ora però dopo la lunga notte sembra stia iniziando un nuovo giorno per il “Settebello”: sotto la guida image

della Fondazione Fs Italiane sono iniziati i primi interventi per riportare allo splendore perduto l’esemplare superstite, l’Etr 302. Il convoglio appositamente preparato per il viaggio di trasferimento dal deposito di Falconara – dove sostava da anni – al traino di una locomotiva elettrica E656 ha raggiunto nei giorni scorsi l’Officina Manutenzione Ciclica di Trenitalia a Voghera, dove inizieranno i restauri dal costo stimato di circa otto milioni di euro da reperire tramite bandi di finanziamento europei. L’obiettivo è fare diventare il rinato “Settebello” un treno turistico di alto livello.
Alessandro Pino

(foto: Fondazione Fs Italiane)

Davide e il suo Friggipizza di Fuorigrotta: il re del cibo di strada si trova a Napoli – di Alessandro Pino

31 Lug

Decenni prima che mangiare qualcosa passeggiando diventasse una moda dai nomi anglofoni (fast food, street food) ed era la pura necessità quotidiana delle persone semplici, lui era già uno degli interpreti più autentici della tradizione partenopea del cibo da strada e ancora oggi lo trovate nella sua botteguccia di via Leopardi nel quartiere di Fuorigrotta : le pareti di piastrelle candide, il 

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classico bancone in acciaio con la vetrinetta che dà sul marciapiede, dietro la quale si trovano pizze fritte, arancini, supplì, frittatine di pasta, calzoni con la ricotta, paste cresciute e altre cose che a solo sentirne il profumo spazzoleresti via in men che non si dica alla faccia di qualunque dieta. Nel quartiere tutti lo conoscono con il suo nome proprio, Davide, senza fare caso a un cognome, Meer, che si direbbe nordeuropeo: «Non so se è franco olandese, olandese, tedesco -. risponde lui – so solo una cosa, sono un grande napulitano». Per i residenti è quasi una istituzione, un punto di riferimento e in tempi di social network ha assunto anche una certa notorietà grazie ai filmati e alle foto diffusi in rete che lo riprendono al lavoro: «Sono cinquantun anni che sto qua, ho iniziato da bambino venendo dal centro perchè io sono dei Quartieri Spagnoli, papà prese questa attività e chiaramente essendo il figlio più grande dovevo dare un aiuto a mia madre e mio padre». Oltre mezzo secolo di attività che «ci ha dato grandi soddisfazioni, per me è stata gratificante la stima di tante tante persone» anche se c’è un po’ di rammarico per come sono cambiate tante cose: «Con gli anni penso che non image

è cambiato solo questo quartiere ma tutto in generale il modo di essere delle persone, perchè io mi ricordo agli inizi la mattina scendevano le nonne, le mamme che mangiavano la pizza con i nipotini. Adesso questo tipo di lavoro non c’è più». E per il  futuro? «Una domanda da cento milioni di euro…voglio stare bene, finchè posso andare avanti in questo modo, poi il resto lo deciderà Quello che è più grande di noi».
Alessandro Pino

L’Italia davvero unita per salutare Bud Spencer – di Alessandro Pino

28 Giu

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Se n’è andato il 27 giugno mentre tutta l’Italia o quasi era incollata al televisore per la partita della Nazionale. Per questo inizialmente per la notizia è passata quasi in sordina, tanto che alcune testate l’hanno data in ritardo e solo in serata si è diffusa ampiamente. È scomparso a 86 anni il grande Bud Spencer (il nome con cui per il mondo era noto Carlo Pedersoli) attore che ha fatto compagnia a tutti noi in innumerevoli film a base di sganassoni e mangiate, quasi sempre (ma non solo, come nella serie di “Piedone”)  in coppia con Terence Hill che oggi è Don Matteo.  A quel punto è accaduto sui social network – ormai vero termometro del sentire popolare – qualcosa che dà effettivamente la cifra del personaggio: per tutti è stato come perdere un parente stretto, una di quelle persone che pensi ci saranno per sempre e invece quando scopri che non è così ci si rimane doppiamente male. Io l’avevo visto di persona qualche anno fa una mattina all’ospedale San Giovanni di Roma, era già malandato, camminava ma per i percorsi più lunghi si spostava aiutandosi con una sedia a rotelle. Anche in quella occasione tutti a salutarlo affettuosi, medici infermieri e altri pazienti. Stessa cosa quando passeggiava aiutandosi col bastone vicino piazza Euclide, persino gli operai di qualche cantiere stradale interrompevano i lavori per applaudire festosi. Ecco, se si può dire di qualcuno che ha veramente unito l’Italia, è stato lui fino all’ultimo.
Alessandro Pino

Sfida al Nashville tra i big della pizza – Terzo Municipio della Capitale

16 Giu

Si è tenuta gli scorsi sei e sette giugno presso l’omonimo locale di Bel Poggio (nel Terzo Municipio della Capitale) la prima edizione del “Nashville’s Pizza e Pinsa Trophy”, gara aperta ai migliori specialisti del settore. Organizzatori della manifestazione, il patron del

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Nashville, Abramo Fini – vincitore del “Premio Montesacro 2015” assieme alla compagna Anna Maria Marconi: difficile trovare qualcuno più qualificato di loro, essendo entrambi istruttori della Scuola Nazionale Italiana Pizzaioli di Roma e competitori in gare di livello mondiale: la più recente, i Campionati tenutisi a Parma in cui Anna Maria si è piazzata al secondo posto. Circa image

quaranta i concorrenti giunti da tutta Italia e anche dall’estero, suddivisi per categorie: Pizza classica e alla pala (anche senza glutine), calzone e ripiene, pinsa romana classica e dolce. Alla fine, la giuria coordinata da Enrico Bianchini ha decretato i vincitori:  Salvatore Lioniello per la pizza classica, Camillo Caddeo per la pinsa, Gennaro Nappi per la pizza alla pala, Rocco Pino per il calzone e Matteo Specchio per la senza glutine. Premiato inoltre Antonio Cuomo, concorrente arrivato
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dall’Austria. Il commento di Abramo e Anna Maria dice tutto sulla riuscita dell’iniziative e sull’impegno profuso in essa: «Siamo stanchi morti ma contenti e soddisfatti, è andato tutto secondo le nostre aspettative. Speriamo di aver trasmesso il nostro amore per questo evento, abbiamo cercato di realizzarlo con il massimo della trasparenza e professionalità con l’obiettivo di mettere ogni concorrente a proprio agio». Beh, saranno pure stanchi morti ma Abramo e Anna Maria di fermarsi non ci pensano proprio: «Stiamo già lavorando alla prossima edizione!».
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

Casaidea 2016 alla Nuova Fiera di Roma – di Alessandro Pino

12 Mar

Dal 12 al 22 marzo torna in scena l’arredamento di qualità alla Nuova Fiera di Roma con la quarantaduesima edizione di Casaidea, la mostra dell’abitare: tre padiglioni con 250 espositori dei migliori marchi per vestire ogni ambiente della casa sia interno che esterno. In aggiunta alla consueta esposizione, una serie di appuntamenti dedicati agli esperti del settore e ai professionisti, con due seminari per commercialisti e architetti validi per conseguire crediti formativi dei rispettivi Ordini e il concorso “Originalia” che dà la possibilità di esporre in fiera il proprio progetto. Dal punto di vista degli arredi esposti si conferma la tendenza a rendere multifunzionali i singoli ambienti per sfruttare ogni centimetro di spazio disponibile, con zone notte che diventano soggiorno e viceversa. Questi gli orari di apertura al pubblico: sabato 12 marzo 15:30/20:30, domenica 13 ore 10:30/20:30, da lunedì 14 a venerdì 18 ore 15:30/20:30, sabato 19 e domenica 20 ore 10:30/20:30, lunedì 21 e martedi 22 ore 15:30/20:30. Si accede

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dall’ingresso Est della Nuova Fiera di Roma che ha anche una propria fermata sulla ferrovia per Fiumicino Aeroporto. Da lunedì a venerdì ingresso gratuito, sabato e domenica il biglietto costa otto euro. Collegandosi al sito http://www.moacasa.com/casidea ci si può iscrivere agli eventi in programma.
Alessandro Pino

Quel film di fantascienza con le musiche di Morricone girato a Monte Sacro – di Alessandro Pino

29 Feb

Il celeberrimo compositore Ennio Morricone è stato premiato con l’Oscar 2016 per le partiture del film di Quentin TarantinoThe Hateful Eight” dopo che nel 2007 aveva ricevuto il

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riconoscimento onorario alla carriera per la sua sterminata produzione di colonne sonore. Di essa fa parte la musica composta per “L’Umanoide”, un film di fantascienza del 1979 diretto da George B. Lewis (pseudonimo del regista Aldo Lado) che fu girato in parte nei cinestudi Dear di Talenti – nell’attuale Terzo Municipio della Capitale – e in cui recitavano diversi attori apparsi in precedenza in pellicole dell’agente 007, come Barbara Bach, Corinne Cléry e Richard Kiel (noto per il personaggio del killer con la dentiera in acciaio) . «Era un bel film girato con grande sforzo, ma non poteva competere con le produzioni americane – ricordava il maestro in una intervista di qualche anno or sono – io cercai di scrivere una colonna sonora in polemica con queste». Un compositore prestigioso e un cast di grido non bastarono a salvare dall’insuccesso un’opera che si ricorda per alcune imbarazzanti somiglianze con la serie di Guerre Stellari, a partire dal “cattivo” Lord Graal, interpretato dallo scomparso Ivan Rassimov vestito con un costume simile a quello del ben più famoso Lord Fener.

Alessandro Pino

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