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Tag Archives: treni

Il 21 maggio tutti a vedere il treno a vapore che passa in stazione! – di Alessandro Pino

17 Mag

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Se siete sempre rimasti incuriositi e affascinati dal mondo delle vecchie locomotive a vapore viste in tanti film allora segnate questa data: la mattina del 21 maggio partirà dalla stazione Tiburtina, diretto a Orte, un convoglio storico della Fondazione Fs Italiane, trainato dalla locomotiva Gruppo 625 che vedete in foto. Il treno segue lo stesso percorso dei Regionali che abitualmente transitano sulla linea da Fiumicino, quindi passerà dalle stazioni di Nomentana, Nuovo Salario, Fidene e Settebagni. La partenza è prevista qualche minuto dopo le nove, quindi tenetevi pronti in stazione.
Alessandro Pino

(foto Fondazione Fs Italiane)

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La locomotiva E 444 “Tartaruga” del Museo di Pietrarsa – di Alessandro Pino

5 Apr

Secondo alcuni cultori dei treni d’epoca è uno dei pezzi più interessanti ospitati nel Museo Ferroviario di Pietrarsa (appena fuori Napoli): si tratta della locomotiva elettrica E 444 001 

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“Tartaruga” delle Ferrovie dello Stato. Oggi siamo abituati ai Frecciarossa o agli Italo da trecento chilometri orari ma quando uscì dalle officine di Savigliano debuttando nel 1967, le prestazioni del gruppo di cui fu capostipite (oltre 200 km/h con un convoglio passeggeri agganciato) erano assai rilevanti, in contrasto con il soprannome che le fu scherzosamente 

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imposto con un concorso interno alle Fs (l’animaletto stilizzato è visibile ai lati delle testate). Al suo viaggio inaugurale da Roma Termini a Napoli Mergellina parteciparono anche Aldo Moro e Oscar Luigi Scalfaro, allora rispettivamente presidente del Consiglio e ministro dei Trasporti.  Poi, dopo anni in testa ai treni su e giù per lo stivale, il triste oblio 

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dell’accantonamento in condizioni pietose e finalmente il restauro estetico che le ha ridato l’eleganza originaria (a parere di chi scrive mai eguagliata in seguito), con i colori blu orientale e grigio perla e la doverosa collocazione nel Museo di Pietrarsa (il cui allestimento originario fu curato dallo scomparso ingegnere Piero Muscolino).
Alessandro Pino

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Torna il “Settebello”, treno di prestigio italiano – di Alessandro Pino

19 Ago

Mezzo secolo prima che i binari della penisola fossero percorsi da Freccerosse e Italo vari era stato la più alta espressione della tecnica ferroviaria italiana unita a uno stile rimasto ineguagliato: si parla dell’Etr 300 “Settebello”, elettrotreno rapido di prestigio delle Ferrovie dello Stato che iniziò la carriera operativa nel lontano 1952. Inconfondibili per il loro disegno affusolato con le due testate allestite a salottino panoramico per i passeggeri – la cabina di guida era posta 

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sull’imperiale – e l’elegante livrea grigio nebbia e verde magnolia, i tre convogli del gruppo rappresentarono quanto di meglio il design italiano potesse mettere in campo, a simboleggiare la voglia dell’intero Paese di lasciarsi alle spalle le tragedie della guerra lanciandosi nel nascente boom economico: per curare l’allestimento degli interni presso la Breda di Sesto  San Giovanni furono chiamati i celebri architetti Giò Ponti e Giulio Minoletti che si avvalsero dei migliori fornitori per gli arredi e le decorazioni, il tutto viaggiando a una velocità di centottanta chilometri orari coccolati da un servizio di prim’ordine. L’esercizio dei tre “Settebello” (il nome veniva dalla composizione a sette elementi e compariva sulle fiancate assieme al disegno del “sette di denari”) andò a pieno regime fino a metà anni Ottanta sulla direttrice tra Milano e Roma, poi venne il declino e infine il triste accantonamento e la demolizione di due di essi. Ora però dopo la lunga notte sembra stia iniziando un nuovo giorno per il “Settebello”: sotto la guida image

della Fondazione Fs Italiane sono iniziati i primi interventi per riportare allo splendore perduto l’esemplare superstite, l’Etr 302. Il convoglio appositamente preparato per il viaggio di trasferimento dal deposito di Falconara – dove sostava da anni – al traino di una locomotiva elettrica E656 ha raggiunto nei giorni scorsi l’Officina Manutenzione Ciclica di Trenitalia a Voghera, dove inizieranno i restauri dal costo stimato di circa otto milioni di euro da reperire tramite bandi di finanziamento europei. L’obiettivo è fare diventare il rinato “Settebello” un treno turistico di alto livello.
Alessandro Pino

(foto: Fondazione Fs Italiane)

Addio all’ingegner Piero Muscolino

7 Set

Scomparso a settantacinque anni  l’esperto di trasporti notissimo tra i cultori dell’argomento

L'autore dell'articolo con Piero Muscolino

L’autore dell’articolo con Piero Muscolino

È scomparso l’ ingegner Piero Muscolino, esperto di ferrovie noto a livello internazionale e autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, di cui era stato anche docente all’università Iulm. Era nato a Roma nel 1938, dove poi si era laureato in Ingegneria dei Trasporti venendo successivamente assunto come dirigente dalle Ferrovie dello Stato. Per gli incarichi ricoperti aveva avuto così modo di conoscere nei minimi dettagli pressoché ogni chilometro delle strade ferrate italiane (e non solo, avendo contatti di lavoro e amicizia con suoi colleghi stranieri) curando anche l’allestimento del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli. Un lavoro che era per lui non una mera fonte di sussistenza ma una vera e propria passione coltivata fin da piccolo e che aveva trasmesso con i suoi libri ai cultori del trasporto pubblico – specialmente d’antan: una materia che all’estero conta su vaste schiere di appassionati (oltre che sull’attenzione delle istituzioni) ma che da noi è spesso considerata quasi roba da marziani o semplicemente da stravaganti. Fu dunque per me una piacevole sorpresa scoprire in libreria – ormai tanti anni fa –  “Tram e filobus a Roma” che aveva scritto assieme all’ingegner Vittorio Formigari. Per uno come me  che ancora considera un miracolo della modernità il fatto che premendo un tasto si possa accendere una lampadina, di quel libro erano sicuramente le parti scritte da Muscolino quelle preferite: perché pur vantando ovviamente una preparazione ferrea, nei suoi scritti privilegiava una componente quasi romantica, attingendo da una sterminata miniera di ricordi professionali e familiari sempre coinvolgenti specie per chi apprezza un certo vissuto quotidiano ambientato a cavallo tra gli anni Cinquanta e i Novanta. Leggendolo sembrava quasi di calarsi in una Roma, in un’Italia nelle quali la vita era certamente meno ostile rispetto a oggi e percorse in ogni dove da strade ferrate poi ottusamente smantellate. A quel libro diversi altri dello stesso autore andarono a fare compagnia sul mio scaffale, sia tra quelli di nuova pubblicazione che recuperando quelli già editi in precedenza. Alla soddisfazione per la scoperta di un mondo – quello dei conoscitori dei trasporti pubblici, che pur rappresentando quasi un cenacolo di iniziati proseguono in un’opera benemerita di sensibilizzazione e divulgazione (si vedano per esempio i forum Mondotram e Ferrovie on line)  – aggiunsi poi quella di incontrare dal vivo l’ingegner Muscolino, per giunta in più di un’occasione e rigorosamente in ambito ferroviario: tra queste, un paio di volte presso la ex stazione di Colonna (ora museo dedicato alla dismessa linea Roma- Fiuggi) e altrettante a Settebagni dove era stato invitato in veste di conferenziere. Dimostrandosi ogni volta affabile e disponibile ad assecondare la curiosità dell’uditorio (e le mie richieste di autografo con dedica sui suoi volumi), diede ulteriore prova di una cortesia d’altri tempi quando – sapendo che mi dilettavo come reporter sulla stampa locale – mi chiese se fosse possibile tramite il giornale pubblicare un appello per avere notizie di una anziana signora che lui aveva aiutato su un autobus pubblico. Modi cavallereschi ormai definitivamente estinti, temo.

Alessandro Pino

(pubblicato su www.di-roma.com)

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