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Quella volta che Imposimato parlò nell’aula di piazza Sempione – di Alessandro Pino

6 Gen

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E’ scomparso pochi giorni fa Ferdinando Imposimato, magistrato e presidente onorario aggiunto alla Suprema Corte di Cassazione, già deputato e senatore oltre che volto noto al grande pubblico come arbitro nella trasmissione tv “Forum” e per essere stato indicato quale Presidente della Repubblica dal Movimento Cinque Stelle. Proprio su invito del Movimento, Imposimato nel settembre 2016 fu ospite dell’Aula Consiliare di piazza Sempione per esporre le ragioni del “No” al referendum costituzionale.  Affiancato dalla presidente del Municipio Roberta Capoccioni e dalla deputata – nonché residente in zona e oggi candidata alla presidenza della Regione Lazio – Roberta Lombardi, Imposimato con la consueta verve campana  aveva speso parole specialmente riguardo la riforma del Senato: «Viene stravolto, cioè non è più un Senato di 315 ma un Senato di cento senatori non scelti dai cittadini ma scelti dall’alto…il numero dei senatori sarà distribuito in proporzione alla popolazione. Tutte le regioni del Sud come la Lucania, la Puglia, l’Abruzzo, il Molise saranno completamente estromesse da tutte le riforme che il Senato delle Regioni vorrà fare…un Senato a favore delle grandi regioni del Nord». Imposimato fu poi incontenibile a proposito del contenimento dei costi che si sarebbero ottenuti con il nuovo Senato: «Quarantotto milioni di fronte a tutte le cose che non fa il Governo e che dovrebbero fare. Non fa la lotta alla corruzione sono settanta miliardi di euro all’anno, non fa la lotta all’evasione fiscale che sono centocinquanta miliardi di euro all’anno, ma di che stiamo parlando? Rubano a più non posso, glielo dico io che sono stato pure al Senato e alla Camera, sono dei ladroni!». Scrosciarono applausi a non finire nell’aula per Imposimato, anche se nei giorni precedenti non mancarono critiche sulla concessione della stessa per un’iniziativa unilaterale e senza confronto, diversamente  dal modello delle tribune politiche.
Alessandro Pino

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Addio all’ingegner Piero Muscolino

7 Set

Scomparso a settantacinque anni  l’esperto di trasporti notissimo tra i cultori dell’argomento

L'autore dell'articolo con Piero Muscolino

L’autore dell’articolo con Piero Muscolino

È scomparso l’ ingegner Piero Muscolino, esperto di ferrovie noto a livello internazionale e autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, di cui era stato anche docente all’università Iulm. Era nato a Roma nel 1938, dove poi si era laureato in Ingegneria dei Trasporti venendo successivamente assunto come dirigente dalle Ferrovie dello Stato. Per gli incarichi ricoperti aveva avuto così modo di conoscere nei minimi dettagli pressoché ogni chilometro delle strade ferrate italiane (e non solo, avendo contatti di lavoro e amicizia con suoi colleghi stranieri) curando anche l’allestimento del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli. Un lavoro che era per lui non una mera fonte di sussistenza ma una vera e propria passione coltivata fin da piccolo e che aveva trasmesso con i suoi libri ai cultori del trasporto pubblico – specialmente d’antan: una materia che all’estero conta su vaste schiere di appassionati (oltre che sull’attenzione delle istituzioni) ma che da noi è spesso considerata quasi roba da marziani o semplicemente da stravaganti. Fu dunque per me una piacevole sorpresa scoprire in libreria – ormai tanti anni fa –  “Tram e filobus a Roma” che aveva scritto assieme all’ingegner Vittorio Formigari. Per uno come me  che ancora considera un miracolo della modernità il fatto che premendo un tasto si possa accendere una lampadina, di quel libro erano sicuramente le parti scritte da Muscolino quelle preferite: perché pur vantando ovviamente una preparazione ferrea, nei suoi scritti privilegiava una componente quasi romantica, attingendo da una sterminata miniera di ricordi professionali e familiari sempre coinvolgenti specie per chi apprezza un certo vissuto quotidiano ambientato a cavallo tra gli anni Cinquanta e i Novanta. Leggendolo sembrava quasi di calarsi in una Roma, in un’Italia nelle quali la vita era certamente meno ostile rispetto a oggi e percorse in ogni dove da strade ferrate poi ottusamente smantellate. A quel libro diversi altri dello stesso autore andarono a fare compagnia sul mio scaffale, sia tra quelli di nuova pubblicazione che recuperando quelli già editi in precedenza. Alla soddisfazione per la scoperta di un mondo – quello dei conoscitori dei trasporti pubblici, che pur rappresentando quasi un cenacolo di iniziati proseguono in un’opera benemerita di sensibilizzazione e divulgazione (si vedano per esempio i forum Mondotram e Ferrovie on line)  – aggiunsi poi quella di incontrare dal vivo l’ingegner Muscolino, per giunta in più di un’occasione e rigorosamente in ambito ferroviario: tra queste, un paio di volte presso la ex stazione di Colonna (ora museo dedicato alla dismessa linea Roma- Fiuggi) e altrettante a Settebagni dove era stato invitato in veste di conferenziere. Dimostrandosi ogni volta affabile e disponibile ad assecondare la curiosità dell’uditorio (e le mie richieste di autografo con dedica sui suoi volumi), diede ulteriore prova di una cortesia d’altri tempi quando – sapendo che mi dilettavo come reporter sulla stampa locale – mi chiese se fosse possibile tramite il giornale pubblicare un appello per avere notizie di una anziana signora che lui aveva aiutato su un autobus pubblico. Modi cavallereschi ormai definitivamente estinti, temo.

Alessandro Pino

(pubblicato su www.di-roma.com)

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