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Tag Archives: Dino Ruggiero
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Tutti a visitare Ponte Nomentano il 28 settembre – di Alessandro Pino

27 Set

[Roma] Torna la stagione degli appuntamenti con la grande Storia del mondo che ha lasciato le sue tracce sul territorio dell’attuale Terzo Municipio: sabato 28 settembre ci sarà una visita guidata al Ponte Nomentano curata dalla associazione Il Carro de’ Comici dell’attore e divulgatore di storia romana Gherardo Dino Ruggiero.
Il ponte risalente alla Roma antica fu anche teatro dello storico incontro tra Carlo Magno e il Papa.
Le visite con Il Carro de’ Comici sono ormai un consolidato elemento nel panorama culturale capitolino e godono del patrocinio del Terzo Municipio. Inizio previsto per le ore dieci e trenta. È gradita la
prenotazione ai numeri 068181853 – 3387965614.

Alessandro Pino

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I giochi dei bambini dell’antica Roma al Parco delle Valli – di Alessandro Pino

22 Lug

Il 24 luglio nell’ambito della Festa de l’Unità l’associazione “Il carro de’ comici” proporrà ai più piccoli un pomeriggio da trascorrere come i coetanei di duemila anni fa

Come si divertivano i giovanissimi antichi romani? Quali erano i loro giochi preferiti? Per scoprirlo basta andare il prossimo 24 luglio (ore 17 e 30) al Parco delle Valli, nel cuore del Terzo Municipio della Capitale, dove nell’ambito della Festa capitolina de l’Unità si terrà il laboratorio “I giochi dei bambini nell’antica Roma”, replica di quelli già svolti in precedenti date e ai quali si riferiscono le immagini.

Il gioco chiamato "nuces castellatae"

Il gioco chiamato “nuces castellatae”

L’iniziativa è organizzata dall’associazione Il Carro de’ Comici (il cui fondatore Gherardo Ruggiero ha ricevuto il “Premio Montesacro” per la sua opera di divulgazione) in collaborazione con la Music Theatre International. Il laboratorio vuole coinvolgere i più piccoli proponendo loro di trascorrere un pomeriggio giocando come i coetanei di duemila anni fa e scoprendo che – smartphone e videogiochi esclusi – ci si divertiva non tanto diversamente da oggi: le bambine giocavano con le bambole (anche snodabili per le più facoltose), i maschietti invece delle automobiline guidavano carri in miniatura trainati da cani o capre. Era popolare un gioco chiamato “nuces castellatae”, consistente nel riuscire a centrare con una noce l’imboccatura di un vaso o appunto di una torretta costruita ammonticchiando i frutti in guscio, sullo stesso principio di certi apparecchi di tiro al bersaglio visibili nei luna park. Si giocava a palla anche a quel tempo: erano fatte di stoffa o con membrana animale e riempite di stracci. Oggi pressoché dimenticati – ma i nostri nonni ci giocavano eccome – sono i trampoli, la trottola, il cerchio di legno fatto rotolare aiutandosi con un bastone e i duelli con la spada, anzi con il gladio come al Colosseo.  Tutto questo verrà proposto ai giovani partecipanti secondo il motto “divulgare divertendo” scelto per l’associazione Il Carro de’ Comici: perché imparare cose nuove è bello, se lo si fa anche in modo piacevole è meglio.

Alessandro Pino

 

(si ringrazia per la foto Gherardo Ruggiero)

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Terzo Municipio di Roma Capitale: ingorghi pazzeschi per Rino Gaetano – in compagnia di Alessandro Pino

3 Giu

Manifestazione affollatissima per ricordare il cantante ma traffico e parcheggi selvaggi in tutto il quadrante attorno piazza Sempione

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parcheggiati a piffero

La premessa doverosa è che al posto di questo breve scritto avreste dovuto leggerne un altro: quello sulla manifestazione (riuscitissima) in ricordo di Rino Gaetano, tenutasi a piazza Sempione la sera del 2 giugno. Nel pomeriggio di quel giorno avevo ricevuto infatti un subdolo messaggino dalla titolare di questo blog che dietro la cordiale forma “Ti andrebbe di andarci e scattare un paio di foto, ci sta anche Marco Baldini che presenta” nascondeva un ben più autoritario “Se non ci vai ti sego i rami, Pino”. Mangiata dunque la foglia con tutto il tronco e le radici, avevo programmato di essere in zona per le ventuno e qualcosa, fare i famosi due scatti e sgomberare il campo.

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In lontananza si scorge l’orologio luminoso di piazza Sempione

Effettivamente ero uscito (così credeva il solito candido) per tempo, previo controllo della schedina di memoria dentro la reflex onde evitare repliche di una recente figura da chiurlo da me rimediata. Dall’autoradio arrivavano le prime note di un’opera lirica in quattro atti, “Adriana Lecovreur” di Francesco Cilea: prendere nota di questo dato perché vedrete risultare non secondario. Già a più un chilometro di distanza dalla piazza, arrivando dalla Nomentana, mi era sorto il sospetto che non sarebbe stato facile trovare un buco dove lasciare la vettura: dopo numerosi giri – in compagnia di parecchi altri  sprovveduti – mi sono reso conto che l’intero quadrante da Sacco Pastore fino a via Cimone, da piazzale Adriatico a Conca d’Oro era diventato un monolitico blocco di vetture affastellate nei parcheggi più improbabili, segno inequivocabile del successo della manifestazione. Auto in tripla e quadrupla fila, micidiali ingorghi a croce uncinata (come in “Così parlò Bellavista”) talmente serrati da non permettere nemmeno il passaggio dei motorini. Le tento tutte (tranne quella di parcheggiargli sul palco) ma qualunque rotta si mostra disastrosamente inutile, sia vicino all’Aniene dove con la marea di pedoni scorre più birra che acqua del fiume, sia allontanandosi nell’illusione che un posto si trovi. Come nelle vecchie strisce di Disegni & Caviglia, ogni tanto arrivano dalla piazza le strofe del compianto Rino nazionale, ma subito sono sovrastate dal concerto di clacson che va in scena 20150602_222912inesorabile. Guardo le cifre verdi dell’orologio sul cruscotto e vedo che sono passate due ore: ormai l’obiettivo non è più scattare le foto ma riuscire almeno a svicolare da quella autocalisse (neologismo da me coniato per indicare una apocalisse automobilistica), essendo inchiodato su via Cimone: davanti a me qualcuno la prende più sportivamente, un gruppo di ragazzi fa amicizia con delle coetanee nella vettura affianco, mi trovo a riflettere che se scocca una scintilla è probabile che anche i battesimi si tengano qui. A un certo punto mi sorprendo a esaminare con interesse dei volantini pubblicitari che avevo portato per buttarli nella differenziata, rovistando sul sedile saluto con sollievo la scoperta di quello consegnatomi giorni prima dal divulgatore di storia romana Dino Ruggiero che illustra la Casa del Ferro a Fidene e mi garantisce almeno cinque minuti di lettura. Un altro tapino si arrende e spegne il motore dichiarando urbi et orbi che si accamperà qui trascorrendovi la notte, io tengo duro guardando fiducioso non tanto al futuro quanto all’autobus rimasto in mezzo a piazza Menenio Agrippa: è l’ultimo ostacololo verso la salvezza, se ce la fa lui a liberarsi posso svoltare in direzione di Talenti e andarmene, cosa che avviene dopo un’altra decina di minuti.  E l’opera lirica in quattro atti di cui parlavo prima? Iniziata quando ero uscito, termina esattamente mentre imbocco i vialetti di casa, il che può fare intuire la durata di questa piccola odissea semiseria…l’articolo sul memorial per Rino Gaetano mi sa che lo faccio l’anno prossimo.

Alessandro Pino

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