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Terzo Municipio di Roma Capitale: ingorghi pazzeschi per Rino Gaetano – in compagnia di Alessandro Pino

3 Giu

Manifestazione affollatissima per ricordare il cantante ma traffico e parcheggi selvaggi in tutto il quadrante attorno piazza Sempione

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parcheggiati a piffero

La premessa doverosa è che al posto di questo breve scritto avreste dovuto leggerne un altro: quello sulla manifestazione (riuscitissima) in ricordo di Rino Gaetano, tenutasi a piazza Sempione la sera del 2 giugno. Nel pomeriggio di quel giorno avevo ricevuto infatti un subdolo messaggino dalla titolare di questo blog che dietro la cordiale forma “Ti andrebbe di andarci e scattare un paio di foto, ci sta anche Marco Baldini che presenta” nascondeva un ben più autoritario “Se non ci vai ti sego i rami, Pino”. Mangiata dunque la foglia con tutto il tronco e le radici, avevo programmato di essere in zona per le ventuno e qualcosa, fare i famosi due scatti e sgomberare il campo.

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In lontananza si scorge l’orologio luminoso di piazza Sempione

Effettivamente ero uscito (così credeva il solito candido) per tempo, previo controllo della schedina di memoria dentro la reflex onde evitare repliche di una recente figura da chiurlo da me rimediata. Dall’autoradio arrivavano le prime note di un’opera lirica in quattro atti, “Adriana Lecovreur” di Francesco Cilea: prendere nota di questo dato perché vedrete risultare non secondario. Già a più un chilometro di distanza dalla piazza, arrivando dalla Nomentana, mi era sorto il sospetto che non sarebbe stato facile trovare un buco dove lasciare la vettura: dopo numerosi giri – in compagnia di parecchi altri  sprovveduti – mi sono reso conto che l’intero quadrante da Sacco Pastore fino a via Cimone, da piazzale Adriatico a Conca d’Oro era diventato un monolitico blocco di vetture affastellate nei parcheggi più improbabili, segno inequivocabile del successo della manifestazione. Auto in tripla e quadrupla fila, micidiali ingorghi a croce uncinata (come in “Così parlò Bellavista”) talmente serrati da non permettere nemmeno il passaggio dei motorini. Le tento tutte (tranne quella di parcheggiargli sul palco) ma qualunque rotta si mostra disastrosamente inutile, sia vicino all’Aniene dove con la marea di pedoni scorre più birra che acqua del fiume, sia allontanandosi nell’illusione che un posto si trovi. Come nelle vecchie strisce di Disegni & Caviglia, ogni tanto arrivano dalla piazza le strofe del compianto Rino nazionale, ma subito sono sovrastate dal concerto di clacson che va in scena 20150602_222912inesorabile. Guardo le cifre verdi dell’orologio sul cruscotto e vedo che sono passate due ore: ormai l’obiettivo non è più scattare le foto ma riuscire almeno a svicolare da quella autocalisse (neologismo da me coniato per indicare una apocalisse automobilistica), essendo inchiodato su via Cimone: davanti a me qualcuno la prende più sportivamente, un gruppo di ragazzi fa amicizia con delle coetanee nella vettura affianco, mi trovo a riflettere che se scocca una scintilla è probabile che anche i battesimi si tengano qui. A un certo punto mi sorprendo a esaminare con interesse dei volantini pubblicitari che avevo portato per buttarli nella differenziata, rovistando sul sedile saluto con sollievo la scoperta di quello consegnatomi giorni prima dal divulgatore di storia romana Dino Ruggiero che illustra la Casa del Ferro a Fidene e mi garantisce almeno cinque minuti di lettura. Un altro tapino si arrende e spegne il motore dichiarando urbi et orbi che si accamperà qui trascorrendovi la notte, io tengo duro guardando fiducioso non tanto al futuro quanto all’autobus rimasto in mezzo a piazza Menenio Agrippa: è l’ultimo ostacololo verso la salvezza, se ce la fa lui a liberarsi posso svoltare in direzione di Talenti e andarmene, cosa che avviene dopo un’altra decina di minuti.  E l’opera lirica in quattro atti di cui parlavo prima? Iniziata quando ero uscito, termina esattamente mentre imbocco i vialetti di casa, il che può fare intuire la durata di questa piccola odissea semiseria…l’articolo sul memorial per Rino Gaetano mi sa che lo faccio l’anno prossimo.

Alessandro Pino

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2 Risposte to “Terzo Municipio di Roma Capitale: ingorghi pazzeschi per Rino Gaetano – in compagnia di Alessandro Pino”

  1. Paolo 5 giugno 2015 a 13:48 #

    Grazie. In effetti ero interessato a saperne di più sulla categoria “quelli che volevano andare al concerto in memoria di Rino Gaetano e sono imasti imbottigliati nel traffico”. Sei uno spasso e leggerti è sempre un piacere.

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