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Salta il sequestro preventivo delle strutture oggetto del processo per i presunti abusi edilizi. Ma il Salaria Sport Village rimane sotto sequestro conservativo

23 Giu

E’ stato reso noto ieri dai legali della società che gestisce il Salaria Sport Village, il centro sportivo che sorge a Settebagni, teatro tra l’altro delle intercettazioni di Guido Bertolaso, gli avvocati Cesare Placanica, Antonio Barbieri e Giovanni Aricò, che in data 13 giugno, Il Tribunale del Riesame di Roma, ha accolto la loro istanza, dando ordine di dissequestrare le palazzine e la piscina olimpionica realizzate ex novo con l’autorizzazione del commissario straordinario che gestiva l’evento, in deroga a tutti i vincoli gravanti sulla zona, area di fuoriuscita dal letto programmata del Tevere.Il sequestro delle strutture era avvenuto a maggio del 2009 per ordine del Gip Pavone, su richiesta del Pm Sergio Colaiocco nell’ambito dell’inchiesta su presunti abusi edilizi compiuti durante l’organizzazione dei mondiali di nuoto, perché ritenuti edificati contravvenendo al piano urbanistico di Roma Capitale.

Questa la dichiarazione riportata da la Repubblica: “Il dissequestro – ha detto l’avvocato Placanica – ci soddisfa in modo particolare, perché vede riconosciute le nostre tesi. Il Salaria sport village a questo punto recupera la piena funzionalità, senza alcun vincolo rispetto a qualsiasi utilizzo”.Allo stato non sono state diffuse le motivazioni che hanno portato il Tribunale del Riesame a concedere il dissequestro, già richiesto vanamente in un’altra occasione.L’impianto sportivo, tuttavia, rimane interamente sotto sequestro conservativo, quindi aperto e con la gestione regolare nell’interesse dell’erario, disposto dalla Guardia di Finanza il 17 maggio scorso, a seguito di un’indagine per un presunto giro di fatture false per un valore di venti milioni di euro. Anche altri beni intestati alla famiglia Anemone sono stati colpiti dallo stesso provvedimento, per un importo complessivo che sembrerebbe superare i 30 milioni di euro.  Il processo per i presunti abusi edilizi rimane comunque in essere e la prossima udienza è fissata per il 5 luglio prossimo. Dietro l’angolo però c’è lo spettro della prescrizione breve. In questo caso il termine scade nel 2014.

Riccardo Corbucci, vice presidente Pd del consiglio del IV Municipio, che tanto si è speso per far riconoscere gli abusi ed si è fatto promotore per una petizione che in caso di riconoscimento dell’illecito porti le strutture in seno al patrimonio pubblico, previa messa in sicurezza delle stesse –  vista la qualifica del terreno su cui sorgono, destinato ad essere allagato preventivamente nel caso che una piena del Tevere metta in pericolo il cuore di Roma, i cui argini sono stati tutti rialzati – al posto della demolizione paventata, ha così commentato la notizia: «abbiamo fiduca nella magistratura e osserviamo con attenzione gli esiti processuali, convinti che il Salaria sia abusivo e pericolo per i cittadini perché costruito in zona esondabile»

Luciana Miocchi

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

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