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Tag Archives: Francesca Burri
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Giovanni Caudo. Candidato presidente del III che vorrebbe essere acclamato da tutta la sinistra. Dissidenti del Pd lo vorrebbero al posto della candidata ufficiale del partito alle primarie

16 Apr

30849127_10215911759497078_843100189_oDomenica 15, ore 11,30 fermata Metro Conca d’Oro. In una mattinata piovigginosa e con il sole latitante, Giovanni Caudo ha esposto, sul piazzale antistante l’entrata principale, il suo manifesto politico di candidato alla presidenza del III Municipio, che andrà a elezioni il 10 giugno. L’invito è circolato su fb e rilanciato da Leu, Possibile e diversi esponenti del Pd, tra cui alcuni di quelli che non sono andati all’assemblea del Pd municipale che ha deciso la candidatura ufficiale del Pd di Paola Ilari alle primarie di coalizione.

L’ex Assessore della Giunta Marino, finita abbattuta dalle dimissioni davanti al Notaio ad opera degli stessi consiglieri comunali del Pd, ha fatto un discorso i cui punti erano fissati in un fascio di fogli che portava stretti a sè, davanti un gruppo di persone che hanno raccolto la chiamata festiva. Un intervento di pochi minuti, aperto con i ringraziamenti agli amici che lo hanno voluto nominare come possibile candidato alla presidenza di un territorio vasto 97 km quadrati con una popolazione di 200.000 abitanti, molto più di una grande città e a Ignazio Marino, che lo aveva voluto Assessore all’Urbanistica. Racconta del sogno di una coalizione che si sta costruendo, uno “spazio Aperto”, un percorso nuovo che parta dal Municipio. Cita per prima la metro che corre qualche decina di metri più sotto, che ha treni che partono all’incirca ogni 11 minuti, mentre alla Tiburtina ci sono treni che partono ogni 7 minuti e la Fm1 che non ha collegamenti rapidi con i bus, vuole aumentare l’interconnessione il prof. Caudo, però non tocca assolutamente il tema di come farlo avvenire, visto che Atac non aumenta km percorsi se non taglia prima da qualche altra parte e che la B1 è una derivazione, ha parte dei binari in comune con la B e quindi aumentarne la frequenza è un qualcosa che fu escluso già in fase di inaugurazione, ai tempi di Alemanno.

In effetti, il suo discorso ha un respiro ampio, sembra più orientato verso una visione cittadina, da professore qual è di urbanistica, che da amministratore localissimo quale può essere un presidente di Municipio con scarsi poteri effettivi, come al momento risulta essere un minisindaco di Roma Capitale: cita il passo di un discorso di Valter Tocci “bisogna mobilitare le energie e selezionare una nuova classe dirigente” che come dice «si guarda al municipio, ricostruire il contatto con la città e dare una proposta politica nuova alla città. Partire dal Municipio non è una diminutio ma è l’unica strada seria che la politica oggi ha. Nei prossimi giorni, nelle prossime ore, se si costituirà un’assemblea costituita da tutte le persone, i partiti e le associazioni che vogliono partecipare a questo percorso politico, questo atto politico che oggi è portato in piazza prenderà la sua concretezza. Se qualcuno pensa che questa cosa non si debba fare, continua a presidiare le macerie della sinistra, che è l’unica chance di questa città, prenderemo la nostra decisione in quel momento, noi vogliamo fare insieme un percorso inclusivo, per chi viene da sinistra, per chi è andato altrove, per chi è qua è per chi vuole venire a sinistra». Ha le idee chiare anche sulla politica e sulla destra e la sinistra: « non è vero che la sinistra e la destra non esistono più. la sinistra è un luogo centrale; è questa piazza. Non esiste la buona politica ma esiste la politica». Su una eventuale candidatura a Sindaco risponde: «almeno per il momento non è per il Sindaco ma è propedeutico» (in effetti, a giugno si eleggono soltanto i presidenti ed il consiglio dei Municipi VIII e III, ndr).

30232698_10215911755816986_765516036_oCaudo non lo nomina mai apertamente, ma auspicando che tutte le associazioni e i partiti convergano sulla sua figura fa implicitamente riferimento anche al Pd, che però ha già nominato ufficialmente, con l’assemblea municipale del partito, Paola Ilari, il proprio candidato che andrà alle primarie di coalizione il 28 aprile, aperte a chiunque voglia presentarsi, depositando almeno duecentocinquanta firme a sostegno. Vorrebbe probabilmente cercare di tenersi fuori da quella che invece si sta configurando come una resa dei conti interna al Pd, la stessa che si è consumata a livello nazionale, tra le varie correnti e infatti, tra la gente venuta ad ascoltarlo ci sono, riconoscibili a colpo d’occhio, molti esponenti zingarettiani venuti a portare sostegno al suo progetto, che però, se ritenessero legittime e valide le decisioni prese dall’organo del proprio partito, non dovrebbero nemmeno essere qui, in quanto il nome del professore di Roma Tre non è stato portato tra quelli possibili per la scelta della candidatura ufficiale in seno all’assise minicipale. Ad un certo momento è partita anche la raccolta delle firme necessarie per presentare la candidatura alle primarie di coalizione, tanto che lo stesso Caudo, dopo aver appreso la notizia è salito di nuovo sul palchetto improvvisato e megafono alla mano ha dichiarato che la raccolta non si stava tenendo con il suo benestare. Risulta però difficile credere che possa davvero pensare che il Pd faccia un passo indietro davanti la sua figura, almeno se non vuol perdere la faccia, dopo aver reso di dominio pubblico il nome del proprio candidato ufficiale e fatto uscire diversi comunicati di dirigenti che ribadiscono il sostegno alla Ilari, già segretaria municipale del partito.

Caudo ha poi sciolto gli indugi a scendere nell’agone politica nello stesso pomeriggio, con un post pubblicato sul suo profilo facebook, tenendosi però sempre sul vago riguardo la possibilità di partecipare alle primarie di coalizione.

Ma quanto mondo politico era effettivamente presente? Chi scrive ha potuto riconoscere – scusandosi fin da ora per ogni possibile involontaria omissione – confusi tra i presenti, tra gli altri,  Alfredo D’Antimi,  ex consigliere Pd di alcune consiliature fa, poi passato per varie compagini politiche; Francesco Pieroni, segretario municipale dei democratici nel 2009; Mario Ciarla, ex vice-presidente del consiglio della regione Lazio, coordinatore della Mozione Orlando e attualmente vice capo di Gabinetto di Nicola Zingaretti; Francesca Burri, una dei quattro consiglieri dissidenti del M5S che ha contribuito a sfiduciare Roberta Capoccioni, ex presidente del Municipio, ricandidata alla stessa carica per le elezioni di giugno 2018; Paolo Marchionne, ex presidente Pd del Municipio e capogruppo nell’ultima consiliatura, Yuri Bugli e Federica Rampini, consiglieri Pd uscenti. Poi esponenti di Leu e di Possibile, come David Tozzo, delegato nazionale.

Per ascoltare il discorso di Giovanni Caudo: dalla pagina di Possibile  https://www.facebook.com/dirittopossibile/videos/204126009

Luciana Miocchi

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Capodanno con il botto in III Municipio, una raccomandata anticipa la richiesta di sfiducia per la presidenza Capoccioni – di Luciana Miocchi

29 Dic

Tanto tuonò che piovve. Gli ultimi tre fuoriusciti dal gruppo municipale dei 5 Stelle, Francesca Burri, Donatella Digiacinti e Valerio Scamarcia hanno firmato “richiesta per la formale mozione di sfiducia motivata ex art 52 DLgs 267/2000 ed ex art. 72 del regolamento municipale“, spedita poi in data 28 dicembre e anticipata via fb dalla consigliera Burri. Nello stesso post la battagliera Francesca avverte che la lettera inviata ha il solo scopo di “avvisare” gli uffici di presidenza e la Direzione del Municipio che il primo giorno utile del 2018 la mozione  verrà protocollata regolarmente. Nel frattempo non è difficile immaginare che anche gli altri componenti l’opposizione, oramai divenuta maggioranza di fatto, dovranno sfruttare il tempo delle festività di fine anno per  decidere di sottoscrivere o meno la mozione che dovrebbe mandare presidente , giunta e consiglio a casa, rimettendo prima a un commissario e poi a nuove elezioni il governo del III Municipio di Roma Capitale. Perché possa essere discussa, infatti, la sfiducia, ai sensi dell’art. 72 del regolamento municipale approvato nel 2014 con la delibera n. 10, deve essere richiesta da almeno la metà + 1  dei componenti del consiglio di piazza Sempione.

Novella infatti l’ Articolo 72, intitolato “Mozione di sfiducia del Presidente del Municipio”: 

1. La mozione di sfiducia del Presidente del Municipio, motivata e sottoscritta da almeno la metà più uno dei Consiglieri assegnati, è presentata all’Ufficio di Presidenza tramite deposito al protocollo dell’Ufficio del Consiglio Municipale e, contestualmente, trasmessa in copia al Direttore del Municipio.

2. La mozione è messa in discussione – sentita la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi – non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.

3. La discussione sulla mozione di sfiducia è aperta dal primo firmatario che può illustrarla per non più di trenta minuti. Ha quindi la parola il Presidente del Municipio per un tempo equivalente. Nella discussione successiva – alla quale non si applicano le disposizioni sulla chiusura anticipata della discussione – ciascun Consigliere può intervenire per un massimo di quindici minuti.

4. Al termine della discussione e delle eventuali dichiarazioni di voto, la mozione viene posta ai voti, a scrutinio palese, per appello nominale.

5. L’approvazione della mozione di sfiducia, con il voto della maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio, determina la cessazione dalla carica del Presidente del Municipio e della Giunta ed il conseguente scioglimento del Consiglio Municipale.

6. Approvata la mozione di sfiducia, il Consiglio Municipale, il Presidente del Municipio e la Giunta – nelle more delle procedure di scioglimento – si astengono dall’attività istituzionale, esclusa l’ordinaria amministrazione e la esecuzione di atti dovuti per disposizioni di legge o dello Statuto di Roma Capitale, per effetto di provvedimenti giurisdizionali esecutivi o per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’ente.

7. Dell’avvenuta approvazione della mozione di sfiducia il Direttore del Municipio provvede immediatamente a darne comunicazione al Sindaco per gli adempimenti di legge.

8. Il voto del Consiglio Municipale contrario alla delibera sulle linee programmatiche del Presidente del Municipio, sul bilancio o ad una proposta presentata dal Presidente del Municipio non determina la cessazione della carica del Presidente.
La questione della sottoscrizione non è di poco conto, perché è esaustiva dell’intero modo di fare politica all’interno del Municipio: è ormai evidente che la maggioranza uscita dalle urne nel 2016 – fino ad ora compatta nell’intenzione di rimanere al proprio posto nonostante l’inferiorità numerica –  è esautorata e incapace di governare dando seguito agli atti votati in consiglio, atti che porterebbero la firma esclusiva della minoranza, in grado di votare in maniera autonoma le proprie proposte, in una sorta di unità di intenti forzosa. Però alcuni dei consiglieri  sono consapevoli di avere scarse possibilità di rielezione, quindi potrebbero non avere voglia di porre fine con così tanto anticipo alla consiliatura corrente. Timore che però non ha sfiorato i tre ribelli del Movimento, che hanno scelto, coerentemente con le proprie azioni precedenti, di dare un segnale forte ai loro colleghi all’opposizione.

Chissà se l’ormai ex presidente del Consiglio Mario Novelli ripresenterebbe ancora le proprie dimissioni, potendo conoscere le conseguenze dell’uragano scatenato sulla maggioranza dalla sua decisione, l’ascesa clamorosa e mai sognata prima di un consigliere di opposizione, Vincenzo Di Giamberardino, fino ad allora capogruppo FdI, allo scranno più alto dell’aula, con relativa fonte di imbarazzo tra le fila della dirigenza pentastellata.

Luciana Miocchi

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Il M5S in III Municipio perde un altro pezzo: Il consigliere Valerio Scamarcia passa al gruppo Misto

15 Dic

La notizia è giunta pochi minuti fa, battuta intorno alle 17 dall’agenzia giornalistica dire: Valerio Scamarcia, consigliere del M5S ha ufficializzato  il proprio passaggio al gruppo misto.

Per quanto possa sembrare surreale, la maggioranza di Piazza Sempione ha perso un altro pezzo, divenedo minoranza relativa.

Questo il testo integrale del comunicato: “Ho protocollato in questo momento la lettera con cui comunico ufficialmente la mia uscita dal gruppo M5S per aderire al Gruppo misto”. Lo annuncia all’agenzia Dire il consigliere del III Municipio, Valerio Scamarcia. “E’ stata una scelta molto meditata da parte mia- aggiunge l’ex M5S- purtroppo non c’era piu’ coesione nel gruppo ormai da 18 mesi e per me la situazione era diventata insostenibile”. (Mgn/ Dire 16:59 15-12-17 . NNNN)”

Con la sua fuoriuscita dalla maggioranza più litigiosa che il Municipio abbia conosciuto, dopo Donatella Geretto, Francesca Burri e Donatella Digiacinti, senza tralasciare le dimissioni dalla carica di presidente del consiglio di Municipio di Mario Novelli, delle cui sorti non è dato sapere, essendosi lo stesso chiuso in uno stretto riserbo, la vita del governo di Montesacro targato cinque stelle diventa sempre più difficoltosa, legata a un tenue filo. Addirittura la maggioranza si troverebbe ad essere potenzialmente in inferiorità numerica, salvo altre defezioni si tratta di 12 consiglieri per il M5S e 13 alle opposizioni (quattro gruppo misto, quattro FdI, quattro Pd, 1 Lista Marchini). A meno che la presidente Capoccioni non scenda a patti con i dissidenti.

L’alternativa sarebbe il commissariamento e le elezioni per il solo Municipio. La Sindaco Raggi resterà a guardare?

La situazione si presentava tesa già dalla mattinata, quando si erano diffuse voci sulle dimissioni imminenti, tanto che è bastato vedere un movimento di fogli negli uffici per indurre il gruppo consiliare di FdI a emettere un comunicato, firmato da tutti e quattro i componenti,  per invocare le dimissioni della Presidente Capoccioni, la cui esperienza politica, testuale, “è giunta al capolinea, tra l’endemica incapacità di governare e le scorribande interne a una maggioranza litigiosa e incocludente di fatto il territorio è stato abbandonato a se stesso. Occorre dare subito un nuovo governo a Montesacro e Fratelli d’Italia è già al lavoro per restituire dignità e decoro al Municipio”. 

Dello stesso tenore il comunicato di Marco Bentivoglio, Coordinatore di FI del III Municipio e di Claudia PAssalaqua, del dipartimento regionale, anche se il partito non ha nessun consigliere seduto a piazza Sempione, che pone l’accento sul fatto che “Con l’adesione del consigliere Scamarcia al gruppo Misto, il M5s in III municipio non ha più i numeri per governare” e che quindi “ la presidente Capoccioni deve dimettersi“.

Giovedì 21 dicembre, l’ultima seduta consiliare prima delle vacanze natalizie potrebbe rivelarsi veramente incandescente. Si terrà? C’è da eleggere il nuovo presidente dell’aula. A meno di un aiuto dal gruppo misto, la maggioranza non potrà imporre il proprio candidato. La riunione salterà, rinviata a data da destinarsi? La presidente Capoccioni si dimetterà? Non resta che attendere.

Luciana Miocchi

 

 

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Ultima ora: Francesca Burri lascia il gruppo consiliare dei Cinque Stelle per aderire al Gruppo Misto – di Luciana Miocchi

11 Dic
dimissioni burriCon il seguente comunicato pubblicato intorno alle 14.30, la consigliera del M5S, Francesca Burri, presidente della commissione permanente ambiente ha dato notizia della sua scelta di abbandonare il relativo gruppo consiliare:
“Ho da sempre rifiutato il “pensiero unico” e lo rifiuto con più forza quando l’arroganza di chi esercita “l’Autorità” è tale da non tener conto, non solo delle persone e della dignità che ognuna di queste ha, ma neanche dei regolamenti alla base del rispetto delle Istituzioni e di coloro che le rappresentano. 
Gli ultimi fatti, relativi alla “mancata” approvazione del bilancio previsionale (è ancora da dimostrare che sia stato approvato correttamente giovedì scorso) i comportamenti individuali e per quel che mi riguarda non condivisibili della Presidente Capoccioni in questa ennesima occasione, mi hanno dato la spinta per prendere definitivamente le distanze da quest’ultima e dalla sua maggioranza.

Pertanto dopo ben 18 mesi…di resistenza pura (visti i molteplici tentativi di mandarmi fuori dal “gruppo”) ho deciso io di porre fine al profondo disagio che provo, che ho provato e che è noto a tutti, ho sempre manifestato, aderendo al gruppo Misto.

Sono ormai molte, troppe le angherie che la Presidente Capoccioni ha compiuto nei confronti della sua maggioranza, nei confronti del dimissionario Presidente del Consiglio, e nei miei confronti.

La cosa più grave che rilevo in tutto ciò è che questo modo di amministrare e governare il territorio, ormai tradisce lo spirito profondo del Movimento, quello per cui molti Romani ci hanno dato fiducia.

Negli ultimi mesi, riconosco però in alcuni colleghi, il sano tentativo, seppur con scarsi risultati, di arginare la deriva autoritarista della Presidente e per questo non posso augurarmi che questa dipartita apra una nuova modalità di lavoro per Tutti…

Per me sicuramente in piena autonomia e coerenza con la “mia linea” di sempre, con la stessa grande apertura a tutte le istanze del territorio.”

Luciana Miocchi

 

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Guerra a Cinque Stelle in III Municipio. Volano gli stracci a piazza Sempione e sui Social

14 Apr

Articolo pubblicato su La Voce del Municipio del 14 aprile 2017.

Nel frattempo, uno degli attivisti firmatari, in calce al post sul gruppo fb di “MoVimento 5 Stelle Roma III Municipio” ha chiarito di aver firmato credendo si trattasse di un foglio rilevamento presenze, non della lettera di sfiducia. A lui il consiglio di leggere sempre bene prima dove appone i suoi autografi, chè questa volta era “solo” un atto politico: altrimenti, in altri luoghi e in altre occasioni, a vedersi recapitare a casa un’enciclopedia in 74 volumi e una batteria di pentole da 174 pezzi è un attimo…

Luciana Miocchi

sfiducia consigliera Burri

* * *

E’ ormai contrapposizione aperta tra la presidente del Municipio Roberta Capoccioni e la consigliera Francesca Burri

Una guerra tutta a Cinque Stelle. Volano gli stracci a piazza Sempione e sui social

L’evoluzione della vicenda potrebbe disegnare scenari politici inediti

Sul gruppo fb “MoVimento 5 Stelle Roma III Municipio”, corredato dalle firme dei proponenti, la prima delle quali è della presidente del Municipio Roberta Capoccioni, un comunicato stampa che sfiducia apertamente l’operato della consigliera penta stellata Francesca Burri. Nel preambolo si legge, tra le altre cose:«la rappresentanza del Movimento 5 Stelle del Municipio III portavoce e attivisti intendono esprimere la totale sfiducia nei confronti della consigliera Francesca Burri» Alla stessa si ascrive una difformità di voto “nelle riunioni di maggioranza, i ripetuti ed inaccettabili attacchi personali ai portavoce attraverso i social o in sede di commissione” nonché “il comportamento tenuto all’interno dell’aula consiliare”. Prosegue la nota: «Per quanto oggi espresso il M5S del Municipio III non intende più essere associato alle azioni alla persona della consigliera Francesca Burri che, con proprio agire si pone completamente al di fuori del progetto politico elaborato con i cittadini». Lo scritto arriva al termine di un lungo braccio di ferro, spesso emerso anche nelle aule di piazza Sempione e sui social. Nulla di strano, ogni consialiatura ha visto “irregolari” più o meno contro alcune posizioni della propria parte politica ma fino all’era cinque stelle, gli screzi o le vere e proprie guerre rimanevano relegati al “si dice” e ufficialmente era tutto sotto controllo, anche se le urla si alzavano alte dietro le porte. L’atto di oggi, firmato tra gli altri anche da assessori in carica e ex, nonché da consiglieri e attivisti apre scenari politici fin qui mai esplorati. Un consigliere municipale viene eletto e non può essere cacciato in alcun modo legale. Certamente sapere di non essere persona gradita può portare ad aderire al gruppo misto ma questo deve essere una propria decisione, perché è cosa che possa essere fatta d’ufficio: tale passaggio, infatti, deve essere proclamato in consiglio e ratificata da questo. Per assurdo, la Burri potrebbe decidere di rimanere nel gruppo pentastellato e nessuno potrebbe impedirglielo. Potrebbe dimettersi ma spontanemente, lasciando il posto al primo dei non eletti della lista. O scenario ancora più inedito: potrebbe essere espulsa dal suo partito e rimanere comunque nel gruppo originario, creando non pochi dissidi e guerre. Rimarrebbe un’altra ipotesi da fantascienza: le dimissioni in blocco della maggioranza. Per l’intanto, nessuno risponde, né la presidente del Municipio né la consigliera Burri, che è rimasta sorpresa dal post, di cui si diceva ignara, prima di chiudersi nel riserbo. Studiare le prossime mosse è essenziale.

Un murales (autorizzato) a viale Jonio per ricordare un amico scomparso – di Alessandro Pino

20 Mar

Roberto era un ragazzo come tanti, con la passione della motocicletta, aveva anche gareggiato a un certo livello. Un brutto giorno di alcuni mesi fa però perde la vita in un incidente stradale, paradossalmente in automobile. Un gruppo di amici decide di ricordarlo con un murales in suo onore, da dipingere lungo viale Jonio, strada a grande flusso di traffico in zona Monte Sacro, nel Terzo Municipio della Capitale (lo stesso in cui Roberto viveva). I ragazzi ci tengono a fare tutto secondo le regole e presentano una domanda, solo che – forse anche per l’inesperienza nelle procedure burocratiche – la loro richiesta si arena senza che ne abbiano notizie. A quel punto chiedono consiglio alla consigliera municipale di opposizione Giordana Petrella che li indirizza alla sua collega della maggioranza pentastellata Francesca Burri, competente sulla materia in quanto presidente della Commissione

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Ambiente – Urbanistica (che si occupa anche del decoro urbano). La 
consigliera Burri apprezzando l’intenzione di ricordare una persona scomparsa nel rispetto della legalità si attiva per le vie ufficiali e la domanda riprende l’iter previsto dalla normativa. Terminato il percorso burocratico, la sospirata autorizzazione arriva e i ragazzi possono rimettersi al lavoro: il disegno è stato terminato proprio nei giorni scorsi. Per chi volesse vederlo da vicino, si trova alla base del cavalcavia che sovrappassa il viale Jonio.
Alessandro Pino

(Si ringrazia per la foto Francesca Burri)

Parco Simon Bolivar a Monte Sacro: verso la riapertura? – di Alessandro Pino

25 Gen

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Sembra sbloccarsi finalmente la vicenda del parco Simon Bolivar – nel  cuore di Monte Sacro, Terzo Municipio della Capitale – chiuso da circa un anno dopo il crollo di un albero, per il quale si era paventato il rischio di dissesto idrogeologico con il relativo pericolo legato alla presenza dei macchinari adoperati per la manutenzione del luogo. La mattina del 24 gennaio si è svolto un sopralluogo nelle gallerie che formano il rifugio antiaereo costruito durante la Seconda Guerra Mondiale. Erano presenti la presidente del Terzo Municipio, Roberta Capoccioni con l’assessore municipale all’Ambiente Mimmo D’Orazio, i consiglieri di maggioranza Roberto Monaldi e Donatella Geretto, il  comandante del Terzo Gruppo della polizia di Roma Capitale, la presidente del Comitato Città Giardino Simona Sortino, volontari della associazione Sotterranei di Roma e personale dell’ufficio tecnico. La galleria – in parte utilizzata da un privato –  è apparsa in buono stato di conservazione. Durante la successiva riunione della Commissione Ambiente – tenutasi nel pomeriggio e presieduta dalla consigliera pentastellata Francesca Burri,  i commissari partecipanti hanno concordato di chiedere alla Giunta l’invio dei risultati ufficiali dell’ispezione al Dipartimento Tutela Ambientale capitolino, il cui dirigente era presente alla Commissione. Se tutto procederà come ci si augura, dovrebbero riprendere i lavori di manutenzione interrotti consentendo così di riaprire il parco Bolivar alla cittadinanza.
Alessandro Pino

Parco Bolivar chiuso da un anno: cosa c’è “sotto” ? – di Alessandro Pino

19 Gen

A quasi un anno dalla chiusura – avvenuta a febbraio scorso per svolgere lavori di manutenzione in seguito al crollo di un pino sulla recinzione – rimane ancora interdetto al pubblico il parco intitolato a Simon Bolivar, sullo storico Monte Sacro, nel Terzo Municipio della Capitale. La riapertura era stata annunciata già ad aprile dall’allora presidente del Terzo Municipio, Paolo Marchionne, senza che vi fosse un seguito effettivo nemmeno con il subentro della giunta pentastellata di Roberta Capoccioni. Sulla vicenda esistono teorie contrastanti in seno alla stessa maggioranza municipale: soltanto qualche giorno fa la presidente del Municipio Roberta Capoccioni con un intervento in rete ha confermato la possibile presenza di uno stato di dissesto idrogeologico della collina. L’origine del paventato pericolo di smottamenti – con rischio anche per i mezzi impegnati nella manutenzione del verde – era stata attribuita in ipotesi a una rete di caverne usate come rifugio antiaereo, esistenti sotto la collina. La tesi del dissesto però viene confutata con forza dalla consigliera di maggioranza Francesca Burri, 

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presidente della Commissione municipale Ambiente, che ha reperito in rete e reso nota a sua volta una perizia eseguita sull’area a dicembre con esito negativo. Sulla materia così si è espressa la presidente del Comitato Città Giardino, Simona Sortino: «Vorremmo avere dall’amministrazione un quadro chiaro che ci faccia comprendere la situazione attuale, anche dall’assessore (municipale all’Ambiente, ndr) Mimmo D’Orazio quale è la progettualità in vista della riapertura e chi intendono consultare affinché questa possa avvenire nel più breve tempo possibile». Per la prossima settimana si attende la presenza in Commissione Ambiente – dopo la seduta del 17 gennaio in cui si sono confrontati i consiglieri di maggioranza Francesca Burri, Francesca Liuzzi, Massimo Moretti, Mario Novelli e quelli di opposizione Federica Rampini, Francesca Leoncini, Vincenzo Di Giamberardino oltre a Simona Sortino e Manuel Bartolomeo presidente del CdQ Talenti – del dirigente dell’ufficio capitolino “gestione territoriale ambientale e del verde”; uno dei punti da sciogliere sarà capire quale sia l’ufficio competente ad agire nel caso particolare, per restituire all’utenza un luogo molto amato e frequentato.
Alessandro Pino

Tmb Salario: dopo lo stop all’aumento dei turni parla la presidente della Commissione Ambiente del Terzo Municipio – di Alessandro Pino

18 Nov

Il capitolo più recente nella vicenda dell’impianto Ama Salario è il voto dell’aula consiliare dello scorso 3 novembre con il quale è stato affossato definitivamente il controverso atto presentato dalla consigliera 

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pentastellata Francesca Burri, presidente della Commissione Ambiente – e inizialmente dal suo collega Massimo Moretti – con il quale si proponeva in pratica un aumento dei turni lavorativi presso lo stabilimento al fine di migliorarne l’efficienza riducendo le esalazioni da esso provenienti. L’atto è stato bocciato, sorprendentemente anche dalla stessa maggioranza a cinque stelle: tranne tre astenuti e due favorevoli (tra cui la stessa Burri ma non Moretti, astenutosi) tutti hanno votato contro. L’amarezza di Francesca Burri per quanto accaduto traspare dalle sue parole: «Nessuno ha capito realmente…hanno solo pensato che avrei aumentato le puzze senza poi starmi a controbattere tecnicamente…il tmb non si può chiudere e hanno tutti quanti, destra sinistra e noi che siamo il nuovo che avanza, preso per il culo la gente. Questo non si fa, alla gente gli si dice la verità.Che gli dobbiamo dire ai cittadini? Li dobbiamo prendere per il culo e dire chiudiamo il tmb quando sappiamo benissimo che Roma si riempie di tonnellate di mondezza a meno che non dimostriamo appunto che i Tmb possono funzionare bene e allora possiamo aiutare i nostri quartieri chiudendo dopo che il Tmb funziona bene. Se lo sono ciucciato dieci anni, adesso lo trasportiamo in un altro quartiere? Dobbiamo dimostrare che quel Tmb se lo può ciucciare qualcun altro però non facendo quello che ha fatto, esalando merda a ogni ora di inverno e d’estate. Dove lo vado a spostare questo Tmb che tutti sanno che funziona così? Devo dimostrare che il trattamento meccanico biologico può fare delle cose fantastiche. Sono dispiaciutissima, sono l’unica che non li ha presi per il culo».
Alessandro Pino

(Pubblicato su “La Voce del Municipio”)

Stop in un modo o nell’altro alla mozione sul Tmb Salaria – di Alessandro Pino

6 Set

In un modo o nell’altro non avrà vita lunga la controversa mozione sull’impianto Ama di via Salaria presentata nei giorni scorsi da due consiglieri municipali del Movimento 5 Stelle, Massimo Moretti e Francesca Burri, quest’ultima presidente della Commissione Ambiente. L’atto – tra l’altro già modificato dopo le prime accese discussioni in rete – in cui si avanzava la proposta di un aumento dei turni di lavorazione nell’impianto al fine di smaltire più

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efficacemente la spazzatura da trattare, aveva suscitato immediatamente un vespaio di polemiche da parte di numerosi cittadini afflitti da anni dalle esalazioni provenienti dallo stabilimento. Pur trattandosi come detto di una mozione – quindi un atto di indirizzo alle autorità realmente competenti, al confine con il mero auspicio – la virulenza delle discussioni innescatesi aveva spinto la presidente del Municipio a convocare un incontro, svoltosi a piazza Sempione nel tardo pomeriggio del 6 settembre, al quale ha partecipato una cinquantina di persone circa, per lo più membri dei maggiori comitati di quartiere. Presenti anche diversi politici del Terzo: oltre ai succitati Massimo Moretti e Francesca Burri, si sono visti il presidente del Consiglio municipale Mario Novelli, gli assessori municipali Simone Proietti, Giuseppe Sartiano e Mimmo D’Orazio e i consiglieri Daniela Michelangeli, Francesca Liuzzi, Simone Said, Riccardo Evangelista, Vincenzo di Giamberardino. Un incontro caotico nel quale più di una volta si è perso di vista il centro della faccenda -. la mozione appunto – ripercorrendo per l’ennesima volta le tappe attraverso le quali si è giunti fino a oggi, reso ancor più confusionario da ripetuti interventi davvero sopra le righe, ai limiti dello scontro. La presidente Capoccioni, più volte applaudita, ha tenuto a ribadire la sua posizione per una chiusura senza se e senza ma e preso atto della contrarietà della informale assemblea nei confronti della tanto discussa mozione, della cui presentazione ha affermato essere venuta a conoscenza solo a giochi fatti. A questo punto però anche per la grande confusione regnante,  le interpretazioni dei presenti si sovrappongono e in parte contrastano: secondo alcuni la presidente rivolgendosi esplicitamente ai consiglieri di maggioranza presenti ha dichiarato che l’atto sarebbe stato bocciato in Consiglio. Secondo altri si sarebbe trattato di un invito a ritirarla prima dell’approdo nell’aula consiliare rivolto a Moretti e Burri. La presidente della Commissione Ambiente però non pare propensa a ritirare l’atto da lei sottoscritto, parlando di “diktat un po’ forte” e aggiungendo: «Un lavoro che ho fatto non lo ritirerò mai nella vita ». La caotica riunione si è conclusa con un intervento dell’assessore municipale all’ambiente, Domenico D’Orazio, che ha specificato come la auspicata chiusura del Tmb non si possa arrivare dall’oggi al domani.
Alessandro Pino

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