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Alfio Marchini fa tappa elettorale a Settebagni (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

22 Mag

Che il candidato sindaco di Roma, Alfio Marchini, avrebbe compiuto una tappa del suo giro elettorale nel quartiere di Settebagni (Terzo Municipio della Capitale) la mattina del 21 maggio lo si era saputo solo con scarsissimo 

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anticipo. In compenso ci ha pensato lui ad arrivare in forte ritardo nel luogo scelto per l’incontro, il cosiddetto “Parco dei Frutti”. Mentre si attendeva l’arrivo dell’ingegnere, è toccato al candidato presidente della lista Marchini nel Terzo Municipio (ruolo che ha già ricoperto dal 2008 al 2013), Cristiano Bonelli, tenere la scena illustrando le sue idee ai presenti, per lo più membri del locale Comitato di Quartiere e candidati al Consiglio municipale e a quello comunale della medesima lista. Bonelli ha proposto un suo vecchio pallino – già image

sperimentato durante la propria amministrazione – quello delle sponsorizzazioni esterne da parte di realtà locali come imprenditori e comitati di quartiere con reciproco vantaggio, una sorta di pubblicità virtuosa che viene già attuata regolarmente in altre città. Ha inoltre espresso come già in altre occasioni l’idea di un consiglio municipale da dedicare ogni due mesi alla image

partecipazione attiva di comitati di quartiere e associazioni. Più specificamente riferendosi alle vicende quartiere, ha detto che «per Settebagni ho le idee chiare» prima di tutto riguardo la annosa vicenda della costruzione di un nuovo sottopasso ferroviario di accesso alla parte collinare: per Bonelli vanno convocati dei tavoli di lavoro assieme a Rfi e al Comitato di Quartiere. I membri del Comitato hanno inoltre rappresentato la mancanza di un luogo di aggregazione – una sorta di piazza centrale, una agorà – e di un mercatino rionale settimanale. Finalmente è arrivato Alfio Marchini, scusandosi per il ritardo. Vestito in quella che è ormai una sorta di divisa, con il Rolex Explorer discretamente nascosto sotto la manica della solita polo blu e le Nike con il marchio sulla linguetta sostituito dalle sue cifre, l’inchino con il baciamano appena accennato alle signore, Marchini ha presentato a grandissime linee la sua idea di gestione della città: «Roma così come è adesso è ingovernabile e l’unico modo di riappropriarsi del territorio è partire dal quartiere istituendo la figura del gestore di quartiere, una persona che faccia da punto di riferimento affiancato da alcuni collaboratori e dandogli mezzi, strumenti e una sorta di esenzione fiscale in cambio del suo operato». Si è detto d’accordo sul decentramento per assegnare ai municipi funzioni ora riservate al Comune e durante l’eventuale riassetto organizzativo si farebbe affidamento appunto all figura ora illustrata del referente di quartiere. Il candidato sindaco si è detto convinto  assertore dell’utilizzo delle tecnologie per esempio nella sicurezza e nella viabilità (per la quale vorrebbe le corsie con il senso di marcia variabile a seconda della necessità come esistono all’estero). «Il modo che ho di intendere il terzo millennio è ripartire dalle centralità, nel 2016 non si può governare come nel 1980 e i mezzi per farlo ci sono, il discorso è investire – ha concluso – nessuno lo ha fatto prima perchè finchè le cose vengono rese complicate serve l’amico che poi chiede il voto di scambio». Dopo la tappa a Settebagni, Marchini si è poi spostato a Castel Giubileo.
Alessandro Pino

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