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un altra testimonianza di chi quel giorno c’era. Via Ventotene tra gas, fuoco e acqua

29 Nov

Un’altra testimonianza, quasi una confidenza, perchè la persona che ne ha parlato, dietro la più solenne promessa di non essere nominata nemmeno per sbaglio, è molto schiva e convinta che il suo lavoro è un servizio alla comunità e non deve emergere se non come risultato degli sforzi collettivi dei singoli.

“Quella mattina era previsto lo sgombero del mercato rionale di Val Melaina, famoso in tutta Roma, che avrebbe dovuto essere smantellato e trasferito in via Conti. C’era una manifestazione, sul posto c’erano i vigili del fuoco con le autopompe perchè  incendiavano  i cassonetti. Le linee dei cellulari erano sovraccariche, vista la concentrazione di persone e forze dell’ordine, le comunicazioni erano alquanto difficoltose.  

Fummo costretti a rientrare per poter fare una relazione dei fatti. Il tempo di arrivare e viene segnalata l’esplosione. Inizialmente si pensava che qualcuno avesse messo una bomboletta dentro i cassonetti, come spesso accade. Se fossimo rimasti là forse non sarei qui a raccontare di persona. Erano già un paio di giorni che veniva segnalato odore di gas. Dicevano che era una perdita da qualche macchina e invece quella mattina sembrerebbe  che quando hanno misurato il metano nell’aria si siano allontanati in tutta fretta perchè si sarebbe potuta verificare un’esplosione da un momento all’altro, come purtroppo accadde.

Accorsi sul posto, avemmo modo di vedere che l’esplosione aveva interessato una conduttura idrica per cui ai danni che c’erano si doveva aggiungere la fuoriuscita di acqua che non consentiva di passare e di camminare. Abbiamo cominciato a soccorrere quei poveri disgraziati. Prima che l’Acea riuscisse a chiudere il flusso, l’acqua ha creato grossissimi problemi perché si scivolava da tutte le parti. L’intervento dei VvFf è stato come al solito eccezionale, nonostante le gravi perdite hanno continuato a operare con uno spirito encomiabile.

Certamente è stata una scena di guerra. Una macchina sembrava come parcheggiata in un balcone del palazzo di fronte.  Ognuno ha fatto la sua parte con enorme dignità. Portare i corpi inanimati dei colleghi. Vedere le spoglie di una donna che le fiamme avevano talmente rattrappito che sembrava una bambina”. 

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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