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“I due marò”, il tormentone del momento – il punto di vista di Penelope Giorgiani

14 Mar


Quello che potrebbe sembrare il titolo di un film con Franchi & Ingrassia – “I due marò” – è invece il tormentone che sta tenendo banco alla grande nei notiziari e in rete. La vicenda a cui ci riferiamo, per chi vivesse su Marte o in un eremo, è quella dei due fucilieri di Marina detenuti in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori del luogo dopo averli scambiati per pirati all’arrembaggio del mercantile su cui erano imbarcati come scorta armata. È iniziato così in rete  un tam tam di patrioti da social network per salvare l’onore nazionale e far rientrare in Italia “i nostri marò”, altra espressione abusatissima negli ultimi giorni e, per quel che ci riguarda, totalmente sballata: noi con gente che ha dichiarato di aver sparato dei colpi “di avvertimento” –  forse esagerando un secondattimo –  non vogliamo avere nulla a che fare. Ma certo, ci pare giusto: magari anche in tram si potrebbe prevedere come regola di ingaggio contro l’immigrato sudaticcio che sta troppo vicino un paio di ginocchiate “di avvertimento” nelle parti opportune, tanto per essere chiari e non avere fastidi. “I nostri marò”, termine che ricorda un po’  lo “zio Michele” di Avetrana, del quale noi non siamo né parenti né amici; quindi al più saranno “i vostri”. Giusto di passata poi vorremmo far notare la parentela di specialità dei due militari agli arresti con quelli di un corpo distintosi a suo tempo per ferocia,  la famigerata Decima Mas. Forse quello che ha dato fastidio a molti – magari gli stessi che protestano quando le motovedette libiche sparano ai pescatori di Mazara del Vallo –  è stata la lezione di civiltà impartita da un Paese a torto ritenuto arretrato, dove evidentemente la legge è davvero uguale per tutti e chi sbaglia paga o quantomeno ci si accerta se abbia sbagliato. Se qualcuno forse aveva confuso l’Oceano Indiano con via del Corso, dove gli sgherri delle scorte fanno il bello e il cattivo tempo agitando le palette a sirene spiegate, beh è arrivato qualcun altro a fargli capire che paese che vai, usanze che trovi. Nel concerto di ululati neorisorgimentali solo la voce di Giuliana Sgrena – una che può ben dire di avere rischiato la vita per l’imperizia di chi indossava una divisa – si è levata coraggiosamente in senso contrario. Ovviamente la replica è giunta nei medesimi civilissimi toni adoperati contro il paese di Gandhi: insulti, intimidazioni e malignità di ogni tipo, compresa la diffusione delle dolorose immagini di quando la giornalista fu rapita in Iraq. Per farla breve, abbiamo fatto la solita figura da mangiaspaghetti: non a caso il brillante risultato ottenuto dal rappresentante della diplomazia italiana è stato che ai due militari in prigione fosse servita della pastasciutta invece del cibo indiano.

Penelope Giorgiani

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Una Risposta to ““I due marò”, il tormentone del momento – il punto di vista di Penelope Giorgiani”

  1. Paolo 20 marzo 2012 a 21:26 #

    Prima di scrivere un articolo del genere bisognerebbe essere sicuri che si sappia come si sono realmente svolti i fatti. Cosa che non percepisco neanche lontanamente dal testo.

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