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Muore Antonio Manganelli, capo della Polizia dal 2007. La camera ardente alla SSP di via Pier della Francesca

20 Mar

Manganelli

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Il capo della polizia, Antonio Manganelli è deceduto oggi, all’ospedale San Giovanni di Roma dove era ricoverato dallo scorso 24 febbraio a seguito di una grave emorragia cerebrale.

Nato ad Avellino l’8 dicembre del 1950, si era laureato in giurisprudenza a Napoli ed aveva conseguito la specializzazione in criminologia a Modena.

Entrato in polizia negli anni settanta come giovane funzionario, ha poi percorso tutti i gradini della carriera pubblica, arrivando ad essere direttore dello Sco e del Servizio centrale di protezione dei collaboratori di giustizia, collaborando con i Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, poi Questore di Palermo e di Napoli. Nel 2000 fu nominato direttore centrale della Polizia Criminale e vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, con funzione vicarie dal dicembre 2001, qualche mese dopo le polemiche sulla gestione della sicurezza durante il G8 di Genova. Del 25 giugno 2007 la nomina a Capo della Polizia.

Nel luglio scorso, all’indomani della sentenza definitiva di condanna di 25 tra funzionari ed agenti di polizia per il massacro della scuola Diaz, preceduto di poco dal ministro dell’Interno Cancellieri, fece le sue scuse, in qualità di Capo della Polizia, ai cittadini “che hanno subito danni, ma anche a quelli che, avendo fiducia nell’Istituzione-Polizia, l’hanno vista in difficoltà per qualche comportamento errato ed esigono sempre maggiore professionalità ed efficienza”. Si professò “orgoglioso di essere il capo di donne e uomini che quotidianamente garantiscono la sicurezza e la democrazia di questo Paese. Rispetto il giudicato della magistratura e il principio costituzionale della presunzione d’innocenza dell’imputato, fino a sentenza definitiva. Per questo – proseguiva – l’istituzione che ho l’onore di dirigere ha sempre ritenuto fondamentale che venisse salvaguardato a tutti i poliziotti un normale percorso professionale, anche alla luce dei non pochi risultati operativi da loro raggiunti. Ora, di fronte al giudicato penale, è chiaramente il momento delle scuse”.

Definito come un perfetto servitore dello Stato e grande mediatore, oggi è difficile trovare una critica sul web, anche se in alcuni ambienti c’è stato chi ha esultato perfino su fb. Commenti spiacevoli, in qualche caso spariti immediatamente dopo la pubblicazione.

La camera ardente, allestita presso la scuola superiore di Polizia di via Pier della Francesca,  sarà aperta a partire dalle 15 di domani.

Luciana Miocchi

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