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Pattuglia Ps controlla un’auto che mostrava segni di scasso e trova 30 chili di droga

4 Apr

Trenta chili di cocaina non sono uno scherzo: se ne possono ricavare oltre sessantamila dosi che vendute al dettaglio fruttano circa quattro milioni di euro in un mercato che non conosce crisi. Perdere una simile quantità di droga è sicuramente un duro colpo per qualunque trafficante ed è facile immaginare la reazione degli ignoti – per ora – criminali che l’avevano nascosta in una vettura parcheggiata al Tufello nell’apprendere che il prezioso carico è stato scoperto dalla polizia. La macchina infatti, pur regolarmente posteggiata in via Cimino, presentava segni di scasso alla serratura della portiera lato guida, fatto che ha insospettito una pattuglia del Commissariato Fidene Serpentara diretto dal dottor Francesco Bova. Dai riscontri sulla targa effettuati via radio tramite la Sala Operativa della Questura, l’automobile è risultata rubata qualche giorno fa a Colonna, piccolo centro fuori Roma lungo la via Casilina. Aperto il bagagliaio durante i controlli del caso, gli agenti hanno trovato una sacca di tessuto sintetico nero contenente trenta panetti di stupefacente per un peso complessivo di poco superiore ai trentuno chili. Al momento gli investigatori sono al lavoro per capire chi potesse avere adibito la vettura a deposito di droga.

Alessandro Pino

Raccolta mobile dei rifiuti in IV Municipio, quando la cura è peggio della malattia: immondizia a mucchi – di Alessandro Pino

28 Dic

È trascorso circa un anno da quando in alcune zone del IV Municipio (Prati Fiscali, Valli, Sacco Pastore) l’Ama ha introdotto un nuovo modello di raccolta dei rifiuti. Caratteristica principale è la consegna dei materiali non riciclabili (compresi gli scarti alimentari e organici) presso una rete di “Punti Mobili di Raccolta” presidiati da operatori: in pratica, automezzi della municipalizzata che sostano in orari e punti prestabiliti coprendo un arco di tempo che va dalle sei e mezza fino alle undici e mezza del mattino nei giorni feriali, dalle sette a mezzogiorno il sabato e i festivi. Ovviamente dalle strade interessate sono scomparsi i cassonetti per la raccolta dei rifiuti in questione, rimanendo soltanto quelli bianchi dedicati alla carta e quelli blu per il vetro, la plastica e i metalli. L’iniziativa probabilmente aveva lo scopo di incrementare le percentuali di raccolta differenziata contrastando il fenomeno delle microdiscariche abusive, non potendo gli addetti ritirare materiali riciclabili assieme agli scarti indifferenziati. In pratica è accaduto l’esatto contrario e per rendersene conto basta fare un giro nelle zone coinvolte dal progetto: in parecchi abbandonano gli involucri colmi di immondizia vicino ai contenitori della raccolta differenziata o lasciandoveli appesi quando non addirittura introducendoveli. Spesso i sacchetti si aprono sparpagliando il contenuto tutto intorno; specialmente in estate ne derivano effluvi non proprio da rose e fiori. Il fatto è che molti residenti non hanno la possibilità di essere presenti negli orari di permanenza dei furgoni. È il caso, ad esempio, di coloro che escono di casa prima che i mezzi dell’Ama arrivino in zona e tornano quando sono andati via da un pezzo. Impensabile che queste persone possano accumulare il pattume nella propria abitazione per giorni fin quando non abbiano l’occasione di affidarlo regolarmente agli operatori. Altrettanto stravagante l’idea che uscendo la mattina presto diretti in un altro quartiere si possa portare a spasso fino a destinazione il proprio bravo sacchetto dell’umido. Qualcuno, come gli arzilli soci dell’associazione bocciofila di via Val d’Aosta – di fronte al quale sono collocati due cassonetti della differenziata – non ci sta a vedere trasformato in immondezzaio il marciapiede antistante l’ingresso; con la franchezza un po’ sfrontata di chi ne ha viste tante non ci pensano due volte a riprendere verbalmente coloro che lasciano i rifiuti nei pressi del circolo. E se c’è chi, colto in flagrante, abbozza e si riprende il materiale, «capita pure di trovare quello che ti dice “fatte li cazzi tua” – riferiscono – perché in effetti non hai titolo per metterti a controllare». A questo proposito lanciano una proposta: «Come davanti alle scuole hanno messo gli anziani che vigilano sull’uscita dei ragazzini, ci vorrebbe che venisse istituita una figura preposta al controllo sullo scarico dei rifiuti. Una specie di ausiliario dell’immondizia, insomma». Forse servirebbe, ma è vero anche che alla prova dei fatti l’idea dei Punti Mobili di Raccolta si è dimostrata velleitaria e utopistica e certi problemi pratici come quelli di non sapere dove gettare la spazzatura non si risolvono a colpi di contravvenzioni. Ci voleva forse la sfera di cristallo per prevedere come sarebbe andata a finire?
Alessandro Pino