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Ottavo anniversario della strage di Nassirya

12 Nov

 

gli effetti dell'esplosione del 12 novembre 2003

Sono trascorsi otto anni dall’attentato alle basi militari italiane di Nassirya, città nel sud dell’Iraq, nel quale persero la vita ventotto persone – di cui diciannove di nazionalità italiana – e numerose altre rimasero gravemente ferite. Erano quasi le undici del mattino locali del 12 novembre 2003 quando  un autocarro pieno di esplosivo con a bordo due kamikaze  si diresse verso la base “Maestrale” dove era stanziata parte del contingente italiano impegnato nell’operazione di mantenimento della pace chiamata “Antica Babilonia”, seguita alla caduta del regime di Saddam Hussein. Per la reazione armata di uno dei carabinieri di guardia all’ingresso, Andrea Filippa, il pesante mezzo non riuscì a sfondare la barriera e saltò in aria sul cancello del complesso. La caserma – un edificio civile riadattato – riportò gravissimi danni e anche la non lontana base “Libeccio” venne investita da un’ onda d’urto che la lesionò in alcune parti. Delle diciannove vittime italiane diciassette erano militari di stanza nella base e due civili, il cooperatore internazionale Marco Beci e il regista Stefano Rolla che stava preparando uno sceneggiato sulla ricostruzione della città. L’attentato fu rivendicato da Al Qaeda. Alcuni giorni dopo, al rientro sul suolo italiano, i feretri vennero ospitati nella camera ardente allestita al Vittoriano. A differenza di altri funerali di Stato le esequie non vennero celebrate nella basilica di S. Maria degli angeli e dei martiri ma per motivi di spazio in quella di San Paolo fuori le mura il 18 novembre, con diretta televisiva e radiofonica. 

 La nazione sotto shock sembrò fermarsi. Venne proclamato il lutto nazionae. Venne poi il momento delle indagini, delle inchieste e anche delle polemiche: si mise in discussione la collocazione della base e il suo sistema di sicurezza, che, si disse, l’avrebbero resa più facilmente esposta al rischio di attacchi. Ci fu chi chiese subito il ritiro immediato delle truppe dall’Iraq; successivamente persino i parenti delle vittime protestarono contro il conferimento ai loro congiunti di una onorificenza appositamente istituita, la Croce d’Onore, in luogo della Medaglia d’oro al Valor Militare. Fu anche chiamato pretestuosamente in causa anche il caso di Fabrizio Quattrocchi, la guardia di sicurezza privata trucidata in Iraq, alla cui memoria fu invece concessa la Medaglia d’oro al Valor Civile.

Alessandro Pino – Luciana Miocchi

 
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Una Risposta to “Ottavo anniversario della strage di Nassirya”

  1. ProvenWrite 10 settembre 2013 a 16:50 #

    Buon giorno. Potrei chiederle gentilmente di contattarmi a wendell@provenwrite.com? Vorrei discutere la possibilita’ di utilizzare una delle sue immagini per un progetto. Mlle grazie, Wendell Ricketts.

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