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Via Ventotene, dieci anni dopo – cronaca delle celebrazioni del 27 novembre

29 Nov

Era la mattina del 27 novembre del 2001 quando una disastrosa esplosione dovuta a una fuga di gas metano da una conduttura – scambiata dai tecnici Italgas per una perdita di gpl dal serbatoio di un’automobile – devastò via Ventotene, stradina di Val Melaina alle spalle di piazzale Jonio, causando la morte di otto persone tra civili e Vigili del Fuoco. Macerie, automezzi sbalzati in aria, allagamenti causati dai tubi dell’acqua saltati che rendeva ancora più difficoltosi ricerche e soccorsi. Da allora ogni anno cittadini e autorità si ritrovano per ricordare le vittime. Questa volta la partecipazione generale è stata davvero numerosa, complice la solennità dovuta al decennale. Delle corone sono state deposte sotto la lapide affissa al civico 32 alla presenza del sindaco di Roma Gianni Alemanno e del presidente del Quarto Municipio Cristiano Bonelli.

Anche il primo cittadino di allora, Walter Veltroni, accolto con affetto da diversi residenti che rimasero coinvolti, non ha voluto mancare –  seppur partecipando in veste privata, tanto che ha preferito non prendere la parola nemmeno quando le celebrazioni sono proseguite nella vicina piazza, realizzata al posto dell’ex mercato dove si trova il monumento dedicato alla memoria dei pompieri caduti durante il fatale serivizio. Dal palco allestito per l’occasione Alemanno ha voluto rassicurare i condomini del numero 32 sull’esito di due contenziosi, legati agli eventi successivi al disastro, che da anni turbano la loro tranquillità già minata. Da un lato infatti l’Agenzia delle Entrate aveva elevato nei loro confronti una multa da quasi settecentomila euro, perché considerati corresponsabili di alcune violazioni in materia di comunicazione-dati compiute da chi aveva eseguito i lavori di ricostruzione del palazzo e dall’altro, gli stessi condomini erano stati chiamati – in solido, secondo quanto prescrive la legge – a saldare le ingenti spese legali cui era stata condannata l’Italgas, dagli stessi avvocati da cui erano stati assistiti, poiché allo stato, la società soccombente non lo ha ancora fatto. Striscioni e manifesti appesi al condominio hanno avuto il compito di manifestare tutta l’angoscia e la rabbia di chi, a distanza di un decennio, non riesce ancora a considerarsi al sicuro nemmeno dentro la propria casa. In seguito all’intervento del Comune di Roma l’Agenzia delle entrate ha annullato il provvedimento, mentre per la questione onorari Alemanno ha promesso che farà pressioni perché si giunga a soluzione e per questo ha ricevuto dall’amministratore del condominio un simbolico biglietto di ringraziamento formato gigante. La giornata è proseguita con la messa celebrata dal parroco Gaetano Saracino nella Chiesa del Ss. Redentore, seguita da un saggio di tecniche di salvataggio attuate dai Vigili del Fuoco. Dopodiché, spenti i riflettori, via Ventotene è tornata a essere una breve stradina tranquilla come tante. Il negozio di acconciature femminili c’è ancora, come dieci anni fa, ma ha cambiato proprietaria. L’esplosione avvenne proprio qui di fronte e le prime tre vittime, titolare, figlia e una cliente, non ebbero scampo alcuno. Rimossi da tempo i segni esterni della distruzione, rimangono indelebili invece quelli nell’animo delle persone, così come i ricordi di chi visse in prima persona ciò che per Val Melaina rappresentò una specie di Ground Zero.

I nomi delle otto vittime:

– Maria Grossi, di anni 50, parrucchiera, deceduta nel suo negozio;

– Fabiana Perrone, di anni 22, figlia della signora Maria;

– Elena Proietti, di anni 82, cliente;

– Michela Camillo, di anni 20, abitante del condominio del civico 32;

– Fabio Di Lorenzo, di anni 37, vigile del fuoco della squadra 6A, caduto in servizio;

– Sirio Corona, di anni 27, vigile del fuoco della squadra 6A, caduto in servizio;

– Danilo Di Veglia, di anni 39, vigile del fuoco della squadra 6A, caduto in servizio;

– Alessandro Manuelli, di anni 36, vigile del fuoco della squadra 6A, deceduto cinque giorni dopo  a causa dei gravi traumi riportati in servizio

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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