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IV Municipio di Roma Capitale – primarie Pd per scegliere il candidato alla presidenza: Paolo Emilio Marchionne

12 Dic

marchionnepaolo1(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Paolo Emilio Marchionne, attuale capogruppo Pd del IV Municipio di Roma Capitale ha finito di raccogliere le centocinquanta firme di iscritti al partito democratico, necessarie nella prima fase per presentare la propria candidatura. Da lunedì i circoli che lo sostengono ricevono le sottoscrizioni dei cittadini comuni, ne servono settecento, per completare la procedura. Alla luce degli ultimi accadimenti che hanno portato il premier Monti a decidere di rassegnare le dimissioni subito dopo il varo della legge di stabilità, le primarie rischiano di saltare e i candidati alla presenza dei municipi verrebbero decisi dalla dirigenza.

Dice Marchionne «il regolare svolgimento delle primarie allo stato attuale è complicato ma nonostante tutto abbiamo messo in moto il meccanismo. Anche nel caso di impossibilità a svolgerle a causa dell’anticipazione del voto per le elezioni politiche, non si potrà non tener conto del lavoro svolto fin qui».

Allo stato i tre aspiranti alle primarie – oltre a Marchionne e Corbucci si è proposto anche il presidente dell’assemblea del IV Municipio, Claudio Maria Ricozzi – sono tutti del IV, stavolta non si può dire che il candidato è estraneo alla realtà del territorio.

Il partito democratico è una forza di opposizione radicata sul territorio, che ha saputo proporre e indicare alternative diverse per governarlo e se anche non ci dovessero essere le primarie escludo categoricamente che verrà indicato un candidato alla presidenza da fuori perché, comunque sia, ci saranno delle proposte sul campo. Abbiamo un’ampia scelta

Quando è nato il suo proposito di candidarsi alle primarie?

È stato molto naturale. Sono il capogruppo del partito democratico e più che un mio proposito è la volontà di larga parte del collettivo del partito democratico del quarto municipio che ha visto in me uno dei candidati possibili alla presidenza, attraverso le primarie. E anche molti semplici cittadini che mi hanno manifestato il loro gradimento, che mi considerano una persona valida che conosce il territorio.

Quindi la sua volontà c’era da sempre

È stata un evoluzione naturale. Il partito democratico ha fatto il congresso ormai tre anni fa, è radicato sul territorio, ha proposto la festa dell’unità, ha organizzato il volontariato, ha partecipato alle primarie, organizzando ben 23 seggi. Io sono il capogruppo in Municipio e con l’avvicinarsi della scadenza, da un anno in qua questa era una delle intenzioni. Ora si è avvicinato l’appuntamento con le urne e quindi con i tempi giusti ho presentato, insieme a molti militanti del Pd la mia intenzione di candidarmi. Da lunedì stiamo raccogliendo anche le firme dei cittadini.

Perché un elettore dovrebbe votare per lei anziché per un altro, al momento di scegliere alle primarie

Qui non facciamo una scelta in base a chi è più popolare. Ci sono diverse opzioni, scegliere una politica che ha un radicamento popolare piuttosto che inseguire gli scandali sul territorio. Credo che nel mio profilo molti compagni e cittadini, le altre realtà territoriali vedano un profilo ambientalista, probabilmente un consigliere che ha contribuito a costruire l’opposizione in questo municipio rispetto alle speculazioni, che è stato molto vicino al comitato di piazza Corazzini in una battaglia contro l’abusivismo edilizio, che ha cercato, nonostante i tagli, di ascoltare chi chiedeva una istruzione pubblica di qualità in strutture decenti. Sono una persona disponibile, riconoscibile come persona affidabile, con una precisa identità politica nell’area di centro sinistra. Ho partecipato alla fondazione del partito democratico

Nel caso risultasse effettivamente il candidato alla presidenza del Municipio, Lei che è addirittura il terzo capogruppo Pd di una consiliatura che ha visto numerosi consiglieri cambiare casacca nel corso degli anni, pensa di poter avere lo stesso tipo di problema?

Quelli dei consiglieri sono un errore del partito alla sua fondazione, che sotto alcuni aspetti ci siamo trascinato fino ad oggi, cioè mettere persone in lista che poi non hanno un’idea politica che corrisponde al partito democratico. Le liste le fa il Pd in un assemblea locale, con i suoi organismi dirigenti. Per il consiglio municipale non vanno fatte incastrando puzzle, prestando il fianco a questo o a quel candidato al consiglio comunale che ha bisogno del suo galoppino nella lista municipale. Bisogna prendere persone che hanno dimostrato in questi anni di opposizione di dare una mano dentro una sezione, che hanno un’idea di attività politica, che hanno una visibilità, la stessa che credo di avere io , ricordando che non c’è il vincolo di mandato ma che non si può girare da uno schieramento all’altro come un anima in pena. Per quelli ci sono tante altre liste, non quella del partito democratico. Queste ovviamente non sono scelte che fa il presidente. Questo tema però io ce l’ho bene in mente, essendo diventato capogruppo dopo altri due, avendo vissuto anche con lacerazioni personali l’abbandono del nostro gruppo da parte di altri consiglieri. Non sono stati momenti edificanti né tantomeno semplici. Perciò lavoro da militante del pd affinché queste condizioni non si riproducano.

Luciana Miocchi

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