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Villa Spada – Municipio Montesacro di Roma Capitale: incontro con David Sassoli candidato sindaco alle primarie del centro sinistra

4 Apr
David Sassoli a Villa Spada

David Sassoli a Villa Spada

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

A margine dell’incontro avuto con i cittadini di Villa Spada, David Sassoli, l’ex giornalista già eurodeputato per il Pd, il primo ad avanzare, diversi mesi fa, la propria candidatura per le primarie di domenica 7 aprile con le quali il centro sinistra sceglierà il proprio sfidante Sindaco, ha risposto ad alcune domande postegli per di-roma.

Nell’ora precedente aveva già affrontato il tema della delocalizzazione dell’impianto Ama, ben visibile dai giardinetti dove è avvenuto l’incontro e discusso di temi di importanza generale. Una parola anche per la pubblicizzazione delle primarie e l’improvvisa sparizione degli spazi messi a disposizione dal Comune. Gli è contestata l’affissione selvaggia, con i suoi manifesti sparsi un po’ ovunque e che se anche non li attacca personalmente ne è comunque responsabile. Incidenti che possono capitare, la differenza con il passato,s e c’è,  si vedrà nei prossimi giorni, quando necessariamente arriveranno i verbali che andranno o impugnati o pagati,nei trenta giorni successivi.

Perché una persona dovrebbe scegliere Sassoli  anziché un altro dei candidati alle primarie?

Perché io ho posto subito il problema di uscire dalle primarie per non restare nel recinto identitario del centro sinistra ma dare spinta alla costruzione di un fronte largo che raccolga i delusi di Alemanno e l’indignazione di Grillo. Siamo nel mezzo, abbiamo due pesi, che sono pesi importanti in questa città, non possiamo perdere l’occasione di avviare noi e essere protagonisti di una stagione di cambiamento.

Roma è talmente grande ed ha delle esigenze totalmente differenti, dal centro alla periferia

Dobbiamo imparare a non parlare più di centro e periferia. Questo dove ci troviamo oggi è Il terzo municipio – ex quarto – ed è grande quanto Catania. Dobbiamo imparare a considerare Roma come la città delle città e quindi superare il concetto di centro e di periferia. Certo c’è il centro storico, la città monumentale però non ci devono più essere “le periferie”, quelle sono grandi città dove abitano migliaia di persone e le città sono fatte tutte nella stessa maniera. Hanno delle piazze hanno servizi, hanno zone commerciali, hanno il verde pubblico, hanno i giardinetti.

Noi dobbiamo cominciare a ragionare di una città delle città che costruisca e ricostruisca il tessuto urbano così degradato di tante zone di Roma

Una volta si vedeva la differenza anche nello stato della manutenzione. In periferia c’era l’asfalto rovinato, pieno di buche, pochi marciapiedi e rovinati, la segnaletica orizzontale non più visibile da tempo immemore. Oggi purtroppo, anche dove circolano i turisti, le condizioni sono le stesse

C’è ormai uno stato di non manutenzione che lega tutta la città, unificata dal degrado e naturalmente su questo dobbiamo avere anche dei progetti innovativi e riuscire a coinvolgere gli artigiani dei quartieri perché altrimenti non ce la faremo a dare manutenzione, piccola manutenzione ad un degrado così’ abbondante. Dobbiamo avere dei progetti e li stiamo studiando, dando nel contempo ai municipi le risorse necessarie per intervenire. Ci sono troppi marciapiedi rotti, troppe strade dissestate. Noi abbiamo bisogno di presentare la nostra città non solo ai cittadini ma anche a quelli che vengono da fuori, di conservare la più bella città del mondo

Come si può realizzare tutto questo con la cronica mancanza di soldi che affligge le casse pubbliche?

Dobbiamo inventarci dei progetti, come ad esempio quello della cartellonistica. La pubblicità a Roma è un volume notevolissimo di soldi. Faremo i piani regolatori della cartellonistica e li affideremo ai Municipi. Ogni Municipio farà la sua gara d’appalto, quei soldi andranno alle sue casse, e avrà anche il controllo della pubblicità.

Questi soldi noi vogliamo che vengano impiegati su due capitoli di spesa: gli affari sociali, perché oggi c’è un impoverimento soprattutto delle famiglie, degli anziani, di tanti giovani in cerca di lavoro, e alla manutenzione della città.

Luciana Miocchi

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