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Se scioperano anche i dipendenti dell’Ikea – di Alessandro Pino

12 Ago

La protesta per la disdetta da parte dell’azienda del contratto integrativo ha causato la sospensione anche dei servizi di ristorazione per i clienti nel negozio a Porta di Roma

PINOikeascioperi

Un gruppo di lavoratori dell’Ikea Porta di Roma in sciopero

Abituati ad associare il nome dell’Ikea all’immagine idilliaca delle famigliole e delle coppiette impegnate nel rituale e periodico giro tra gli ambienti domestici sapientemente ricostruiti  nei grandi locali diffusi in tutta Italia, desta quasi scalpore la notizia dello stato di agitazione attuato in questi giorni dai lavoratori italiani della multinazionale degli arredamenti di origine svedese.        Secondo quanto riferito da alcuni dei dipendenti in sciopero, il motivo della protesta sarebbe la volontà della dirigenza di recedere dal contratto integrativo imponendo delle novità che comporterebbero per i lavoratori degli svantaggi per quanto riguarda il trattamento economico (in particolare con il premio di produzione, gli straordinari e i festivi pagati di meno rispetto al passato) e un aumento della flessibilità sugli orari di lavoro. Le trattative tra azienda e le tre sigle sindacali confederate al momento sarebbero sospese e questo ha portato molti dipendenti a incrociare le braccia per protesta il 12 agosto – ma c’erano già state altre giornate di agitazione – stazionando presso i punti vendita come quello all’interno di uno dei centri commerciali più grandi e noti d’Italia: Porta di Roma, nel Terzo Municipio della PINOikeascioperiB Capitale.  Un giro all’interno del negozio in questione conferma che lo sciopero ha avuto una notevole adesione, al punto che l’azienda ha esposto degli avvisi per comunicare al pubblico la sospensione di alcuni servizi come la progettazione Cucine, il Cambio e Resi, il Banco finanziamenti e addirittura la chiusura del bar e del ristorante: fa un certo effetto vederli deserti sapendoli solitamente frequentatissimi dalla clientela a ogni ora. La stessa informazione viene ripetuta periodicamente dagli altoparlanti. Fuori l’entrata ci sono alcuni dei dipendenti in sciopero, anche se per un po’ si allontanano di pochi metri cercando riparo dal solleone sotto una grande tettoia. All’inizio si mostrano forse un po’ diffidenti quando gli viene chiesto se vogliono parlare con un giornalista, domandano  giustamente per chi si scrive e come si è sparsa la notizia dello sciopero;  si aprono dopo che il tesserino di appartenenza all’Ordine certifica  che non si è in presenza di un infiltrato venuto dalla Scandinavia.  Molto cortesi a posare per uno scatto con la gigantesca scritta Ikea sullo sfondo, riferiscono sull’andamento dell’astensione dal lavoro: «Su circa trecento dipendenti della sede di Porta di Roma siamo un centinaio a scioperare tenendo conto dei turni e dei riposi – dice una di loro anche se non hanno un portavoce ufficiale – ha aderito anche chi non è iscritto ai sindacati». E i clienti come l’hanno presa? «Sono molto comprensivi e mostrano la loro solidarietà, alcuni tornano indietro e non entrano, altri non comprano».

Alessandro Pino

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